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NRIF AA016934
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IDcompl UNI EN 1337-1:2001 - 30-11-2001 - Appoggi strutturali - Regole generali di progetto

ITEM3 INGEGNERIA STRUTTURALE

NORMA TECNICA UNI EN 1337-1:2001


DATA 30/11/2001
AUTORI INGEGNERIA STRUTTURALE

TITOLO Appoggi strutturali - Regole generali di progetto


Structural bearings - General design rules

SOMMARIO La presente norma è la versione ufficiale in lingua italiana della norma europea EN
1337-1 (edizione giugno 2000). La norma stabilisce le regole generali di progetto degli
appoggi strutturali impiegati in ponti o altre strutture.

TESTO DELLA NORMA

CLASSIFICAZIONE ICS 91.010.30 91.080.99 93.040


CLASSIFICAZIONE ARGOMENTO AA10C03

PARZIALMENTE SOSTITUITA

GRADO DI COGENZA Raccomandata


STATO DI VALIDITA' In vigore

COLLEGAMENTI INTERNAZIONALI

LINGUA Italiano
PAGINE 26
PREZZO EURO Non Soci 51,50 Euro - Soci 25,75 Euro
Documento contenuto nel prodotto UNIEDIL STRUTTURE edizione 2005-2.
E' vietato l'uso in rete del singolo documento e la sua riproduzione. E' autorizzata la stampa per uso interno.

NORMA ITALIANA Appoggi strutturali UNI EN 1337-1


Regole generali di progetto

NOVEMBRE 2001

Structural bearings
General design rules

CLASSIFICAZIONE ICS 91.080.99; 93.040; 91.010.30

NORMA EUROPEA
SOMMARIO La norma stabilisce le regole generali di progetto degli appoggi strutturali
impiegati in ponti o altre strutture.

RELAZIONI NAZIONALI

RELAZIONI INTERNAZIONALI = EN 1337-1:2000


La presente norma è la versione ufficiale in lingua italiana della norma
europea EN 1337-1 (edizione giugno 2000).

ORGANO COMPETENTE Commissione "Ingegneria strutturale"

RATIFICA Presidente dell’UNI, delibera dell’1 ottobre 2001

UNI © UNI - Milano


Ente Nazionale Italiano Riproduzione vietata. Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte del presente documento
di Unificazione può essere riprodotta o diffusa con un mezzo qualsiasi, fotocopie, microfilm o altro, senza
Via Battistotti Sassi, 11B il consenso scritto dell’UNI.
20133 Milano, Italia

Gr. 9 UNI EN 1337-1:2001 Pagina I


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PREMESSA NAZIONALE
La presente norma costituisce il recepimento, in lingua italiana, del-
la norma europea EN 1337-1 (edizione giugno 2000), che assume
così lo status di norma nazionale italiana.
La traduzione è stata curata dall’UNI.
La Commissione "Ingegneria strutturale" dell’UNI segue i lavori euro-
pei sull’argomento per delega della Commissione Centrale Tecnica.

Le norme UNI sono revisionate, quando necessario, con la pubbli-


cazione di nuove edizioni o di aggiornamenti.
È importante pertanto che gli utilizzatori delle stesse si accertino di es-
sere in possesso dell’ultima edizione e degli eventuali aggiornamenti.
Si invitano inoltre gli utilizzatori a verificare l’esistenza di norme UNI
corrispondenti alle norme EN o ISO ove citate nei riferimenti normativi.

Le norme UNI sono elaborate cercando di tenere conto dei punti di vista di tutte le parti
interessate e di conciliare ogni aspetto conflittuale, per rappresentare il reale stato
dell’arte della materia ed il necessario grado di consenso.
Chiunque ritenesse, a seguito dell’applicazione di questa norma, di poter fornire sug-
gerimenti per un suo miglioramento o per un suo adeguamento ad uno stato dell’arte
in evoluzione è pregato di inviare i propri contributi all’UNI, Ente Nazionale Italiano di
Unificazione, che li terrà in considerazione, per l’eventuale revisione della norma stessa.

UNI EN 1337-1:2001 © UNI Pagina II


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INDICE

1 SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE 1

2 RIFERIMENTI NORMATIVI 1

3 DEFINIZIONI E SIMBOLI 2
prospetto 1 Tipi più comuni di appoggi ......................................................................................................................... 3
figura 1 Esempi dei tipi più comuni di appoggi elencati nel prospetto 1 ................................................... 7
figura 2 Esempio di un sistema di appoggi ....................................................................................................... 13

4 PRINCIPI GENERALI 14

5 PRINCIPI PROGETTUALI 14

6 RESISTENZE DEGLI APPOGGI 15


prospetto 2 Fattore αn..................................................................................................................................................... 16

7 CARATTERISTICHE BASE DEL PROGETTO 16

8 DISEGNO DEL PIANO DI SUPPORTO 17

APPENDICE A NOTE GUIDA 18


(informativa)

APPENDICE B MODELLO DI SCHEDA PER APPOGGI 22


(informativa)
prospetto B.1 Modello di scheda per appoggi ............................................................................................................. 24
prospetto B.2 Modello di scheda per appoggi ............................................................................................................. 25

APPENDICE C TEMPERATURA, RITIRO E DEFORMAZIONE VISCOSA 26


(informativa)
prospetto C.1 Temperatura limite .................................................................................................................................... 26

UNI EN 1337-1:2001 © UNI Pagina III


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NORMA EUROPEA Appoggi strutturali EN 1337-1


Regole generali di progetto

GIUGNO 2000

EUROPEAN STANDARD Structural bearings


General design rules

NORME EUROPÉENNE Appareils d'appui structuraux


Indications générales

EUROPÄISCHE NORM Lager im Bauwesen


Allgemeine Regelungen

DESCRITTORI

ICS 91.010.30

La presente norma europea è stata approvata dal CEN il 30 aprile 2000.


I membri del CEN devono attenersi alle Regole Comuni del CEN/CENELEC
che definiscono le modalità secondo le quali deve essere attribuito lo status di
norma nazionale alla norma europea, senza apportarvi modifiche. Gli elenchi
aggiornati ed i riferimenti bibliografici relativi alle norme nazionali corrisponden-
ti possono essere ottenuti tramite richiesta alla Segreteria Centrale oppure ai
membri del CEN.
La presente norma europea esiste in tre versioni ufficiali (inglese, francese e
tedesca). Una traduzione nella lingua nazionale, fatta sotto la propria respon-
sabilità da un membro del CEN e notificata alla Segreteria Centrale, ha il me-
desimo status delle versioni ufficiali.
I membri del CEN sono gli Organismi nazionali di normazione di Austria,
Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda,
Italia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito,
Repubblica Ceca, Spagna, Svezia e Svizzera.

CEN
COMITATO EUROPEO DI NORMAZIONE
European Committee for Standardization
Comité Européen de Normalisation
Europäisches Komitee für Normung
Segreteria Centrale: rue de Stassart, 36 - B-1050 Bruxelles

© 2000 CEN
Tutti i diritti di riproduzione, in ogni forma, con ogni mezzo e in tutti i Paesi, sono
riservati ai Membri nazionali del CEN.

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PREMESSA
La presente norma europea è stata elaborata dal Comitato Tecnico CEN/TC 167 "Appog-
gi strutturali", la cui segreteria è affidata all'UNI.
Alla presente norma europea deve essere attribuito lo status di norma nazionale, o me-
diante la pubblicazione di un testo identico o mediante notifica di adozione, entro dicem-
bre 2000, e le norme nazionali in contrasto devono essere ritirate entro dicembre 2000.
Il prEN 1337 "Structural bearings" si compone delle seguenti 11 parti:
Parte 1: General design rules
Parte 2: Sliding elements
Parte 3: Elastomeric bearings
Parte 4: Roller bearings
Parte 5: Pot bearings
Parte 6: Rocker bearings
Parte 7: Spherical and cylindrical PTFE bearings
Parte 8: Guided bearings and restrained bearings
Parte 9: Protection
Parte 10: Inspection and maintenance
Parte 11: Transport, storage and installation
La parte 1 "General design rules" include le appendici A, B e C (informative).
A seguito di una decisione del CEN/TC 167, le parti 1 e 2 formano un gruppo di norme
che entrano in vigore insieme, mentre le altre parti entrano in vigore separatamente dopo
la pubblicazione delle parti 1 e 2.
In conformità alle Regole Comuni CEN/CENELEC, gli enti nazionali di normazione dei se-
guenti Paesi sono tenuti a recepire la presente norma europea: Austria, Belgio, Danimar-
ca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia,
Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Spagna, Svezia e Svizzera.

UNI EN 1337-1:2001 © UNI Pagina VI


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1 SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE


La presente norma europea si applica agli appoggi strutturali utilizzati in ponti o in altre
strutture.
La presente norma europea non riguarda:
a) appoggi che trasmettono momenti come funzione primaria;
b) appoggi che resistono a carichi negativi;
c) appoggi per ponti mobili;
d) cerniere di calcestruzzo;
e) dispositivi antisismici.
Sebbene non sia intesa a regolare gli appoggi temporanei, la presente norma può essere
utilizzata come guida in questo caso (gli appoggi temporanei sono appoggi utilizzati
durante la costruzione o la riparazione e la manutenzione delle strutture).
Nota Sebbene le specifiche fornite nella presente norma europea siano necessarie, non sono sufficienti in sé
stesse per la progettazione complessiva delle strutture e per la valutazione degli aspetti geotecnici.
Vedere da prEN 1337-2 a prEN 1337-8 per informazioni relative agli appoggi per cui le
specifiche vengono definite solo per alcuni intervalli di temperatura.

2 RIFERIMENTI NORMATIVI
La presente norma europea rimanda, mediante riferimenti datati e non, a disposizioni
contenute in altre pubblicazioni. Tali riferimenti normativi sono citati nei punti appropriati
del testo e vengono di seguito elencati. Per quanto riguarda i riferimenti datati, successive
modifiche o revisioni apportate a dette pubblicazioni valgono unicamente se introdotte
nella presente norma europea come aggiornamento o revisione. Per i riferimenti non
datati vale l'ultima edizione della pubblicazione alla quale si fa riferimento.
prEN 1337-2 Structural bearings - Sliding elements
prEN 1337-3 Structural bearings - Elastomeric bearings
prEN 1337-4 Structural bearings - Roller bearings
prEN 1337-5 Structural bearings - Pot bearings
prEN 1337-6 Structural bearings - Rocker bearings
prEN 1337-7 Structural bearings - Spherical and cylindrical PTFE bearings
prEN 1337-8 Structural bearings - Guided bearings and restrained bearings
EN 1337-9:1997 Structural bearings - Protection
prEN 1337-10 Structural bearings - Inspection and maintenance
EN 1337-11:1997 Structural bearings - Transport, storage and installation
ENV 1991-1:1994 Eurocode 1: Basis of design and actions on structures - Basis of
design
ENV 1992-2:1996 Eurocode 2: Design of concrete structures - Concrete bridges
ENV 1993-2:1997 Eurocode 3: Design of steel structures - Steel bridges
ENV 1994-2:1997 Eurocode 4: Design of composite steel and concrete structures -
Composite bridges

UNI EN 1337-1:2001 © UNI Pagina 1


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3 DEFINIZIONI E SIMBOLI

3.1 Termini e definizioni


Ai fini della presente norma, si applicano le definizioni seguenti.
Stato limite ultimo (SLU) e stato limite di esercizio (SLS) sono definiti nella ENV 1991-1.
Qui viene applicata la medesima definizione.

3.1.1 appoggi: Gli appoggi sono elementi che consentono la rotazione tra due membri di una
struttura e trasmettono i carichi definiti nei requisiti relativi nonché impedire spostamenti
(appoggi fissi), consentirli in una sola direzione (appoggi guidati) o in tutte le direzioni di
un piano (appoggi liberi) a seconda di quanto richiesto.
I tipi più comuni di appoggi sono elencati nel prospetto 1 ed esempi di queste tipologie
sono illustrati nella figura 1 assieme agli assi di coordinate corrispondenti.
È fatta distinzione tra le seguenti categorie:
Categoria 1: Appoggi a rotazione completa
Categoria 2: Appoggi a rotazione uniassiale
Categoria 3: Appoggi sferici e cilindrici con carico orizzontale supportato dalla superficie
di scorrimento curva
Categoria 4: Tutti gli altri appoggi
Gli appoggi di cui ai numeri da 1.1 a 3.1, 3.3, da 3.5 a 4.3, 8.1 e 8.2 appartengono alla
categoria 1.
Gli appoggi di cui ai numeri da 5.1 a 6.2, 7.3 e 7.4 appartengono alla categoria 2.
Gli appoggi di cui ai numeri 3.2, 3.4, 7.1 e 7.2 appartengono alla categoria 3.

UNI EN 1337-1:2001 © UNI Pagina 2


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Parti relative N° Simbolo nella Simbolo nella direzione Tipo di appoggio Movimenti relativi Reazioni
della norma vista
x y spostamenti rotazione
prospetto

schematica
2 3 4 5 6 7 8 υx in υy in υz in αx αy αz forze momento
1

direzione direzione direzione Rispetto Rispetto Rispetto


x y z all'asse x all'asse y all'asse z
X 1.1 Appoggio elastometrico (EB) deforma- deforma- ridotto2) deforma- deforma- Vx Vy N
zione zione zione zione

1)
X X 1.2 Appoggio elastomerico con vincoli (RS) per nessuno Vx Vy N
un asse4)

UNI EN 1337-1:2001
1)
X X X 1.3 EB con parte scorrevole mobile scorri- nessuno Vy N
unidirezionalmente ed RS per l'altro asse mento e
Tipi più comuni di appoggi

deforma-
zione
X X 1.4 Appoggio elastomerico con parte scorrevole scorri- deforma- N
mobile multidirezionalmente mento e zione
deforma-
zione
X X 1.5 Appoggio elastomerico con parte scorrevole deforma- Vy N
mobile unidirezionalmente zione
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1)
X X 1.6 Appoggio elastomerico con dispositivo di nessuno nessuno Vx Vy N
fissaggio per due assi

X X X 1.7 Appoggio elastomerico con parte scorrevole scorri- Vy N


mobile unidirezionalmente ed RS per due mento
assi
X X X 1.8 Appoggio elastomerico con parte scorrevole scorri- N
mobile multidirezionalmente ed RS per due mento
assi

© UNI
1) Per i singoli tipi di appoggio αz può avere tolleranze rigide, tanto da rendere necessario un progetto speciale se così richiesto. Ai fini di un normale progetto "nessuno" significa nessun movimento oltre a quelli dovuti alle
tolleranze di fabbricazione e alla deformazione.
2) Se la verifica di υz nei casi singoli sia importante o meno.
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4) Dispositivo per trasferire le forze Vx o Vy .

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Parti relative N° Simbolo nella Simbolo nella direzione Tipo di appoggio Movimenti relativi Reazioni
della norma vista
x y spostamenti rotazione
schematica
2 3 4 5 6 7 8 υx in υy in υz in αx αy αz forze momento
direzione direzione direzione Rispetto Rispetto Rispetto
x y z all'asse x all'asse y all'asse z

continua dalla pagina precedente


X 2.1 Appoggio metallico a disco elastomerico nessuno nessuno molto deforma- deforma- Vx Vy N
ridotto zione zione

UNI EN 1337-1:2001
1)
X X 2.2 Appoggio metallico a disco elastomerico con scorri- Vy N
parte scorrevole mobile unidirezionalmente mento

scorri-
X X 2.3 Appoggio metallico a disco elastomerico con scorri- N
mento e
parte scorrevole mobile multidirezionalmente mento
deforma-
zione

X 3.1 Appoggio sferico con RS oltre la parte nessuno nessuno quasi scorri- scorri- scorri- Vx Vy N
rotante nessuno mento mento mento
X 3.2 Appoggio sferico con parte rotante nello Vx Vy N
stesso senso dello RS
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X X 3.3 Appoggio sferico con parte scorrevole scorri- Vy N


mobile unidirezionalmente (guida est.) mento
1)
X X 3.4 Appoggio sferico con parte scorrevole Vy N
mobile unidirezionalmente (guida int.)
X X 3.5 Appoggio sferico con parte scorrevole scorri- N
mobile multidirezionalmente mento

© UNI
1) Per i singoli tipi di appoggio αz può avere tolleranze rigide, tanto da rendere necessario un progetto speciale se così richiesto. Ai fini di un normale progetto "nessuno" significa nessun movimento oltre a quelli dovuti alle
tolleranze di fabbricazione e alla deformazione.

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Parti relative N° Simbolo nella Simbolo nella direzione Tipo di appoggio Movimenti relativi Reazioni
della norma vista
x y spostamenti rotazione
schematica
2 3 4 5 6 7 8 υx in υy in υz in αx αy αz forze momento
direzione direzione direzione Rispetto Rispetto Rispetto
x y z all'asse x all'asse y all'asse z

continua dalla pagina precedente


X 4.1 Appoggio a contatto puntiforme di acciaio nessuno nessuno quasi contatto contatto scorri- Vx Vy N
nessuno mento1)

UNI EN 1337-1:2001
X X 4.2 Appoggio a contatto puntiforme di acciaio scorri- Vy N
con parte scorrevole mento
mobile unidirezionalmente
X X 4.3 Appoggio a contatto puntiforme di acciaio scorri- scorri- N
con parte scorrevole mobile mento mento
multidirezionalmente

X 5.1 Appoggio a contatto lineare di acciaio nessuno nessuno nessuno3) nessuno Vx Vy N Mx

X X 5.2 Appoggio a contatto lineare di acciaio con scorri- Vy N Mx


parte scorrevole mento
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mobile unidirezionalmente
X X 5.3 Appoggio a contatto lineare di acciaio con scorri- scorri- N Mx
parte scorrevole mobile multidirezionalmente mento mento

X 6.1 Appoggio a rullo singolo rotola- nessuno nessuno1) Vy N Mx


mento

X X 6.2 Appoggio a rullo singolo con parte scorri- N Mx


scorrevole mobile nell'altra direzione mento

© UNI
1) Per i singoli tipi di appoggio αz può avere tolleranze rigide, tanto da rendere necessario un progetto speciale se così richiesto. Ai fini di un normale progetto "nessuno" significa nessun movimento oltre a quelli dovuti alle
tolleranze di fabbricazione e alla deformazione.
3) La combinazione con un appoggio scorrevole provoca tensioni sfavorevoli nel PTFE.
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Parti relative N° Simbolo nella Simbolo nella direzione Tipo di appoggio Movimenti relativi Reazioni
della norma vista
x y spostamenti rotazione
schematica
2 3 4 5 6 7 8 υx in υy in υz in αx αy αz forze momento
direzione direzione direzione Rispetto Rispetto Rispetto
x y z all'asse x all'asse y all'asse z

continua dalla pagina precedente


X X 7.1 Appoggio cilindrico fisso nessuno nessuno quasi nessuno3) scorri- nessuno Vx Vy N Mx
nessuno mento

X X 7.2 Appoggio cilindrico guidato mobile nella scorri- N

UNI EN 1337-1:2001
Vx Mx
direzione y mento

X X 7.3 Appoggio cilindrico guidato mobile nella scorri- nessuno Vy N Mx


direzione x mento

X X 7.4 Appoggio cilindrico libero mobile nelle scorri- scorri- N Mx


direzioni x e y mento mento

8.1 Ritegno fisso nessuno nessuno scorri- scorri- scorri- scorri- Vx Vy


mento mento o mento o mento o
deforma- deforma- deforma-
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zione zione zione


8.2 Ritegno mobile scorri- nessuno Vy
mento

1) Per i singoli tipi di appoggio αz può avere tolleranze rigide, tanto da rendere Forze Momenti Spostamenti Rotazioni
necessario un progetto speciale se così richiesto. Ai fini di un normale
progetto "nessuno" significa nessun movimento oltre a quelli dovuti alle
tolleranze di fabbricazione e alla deformazione.
2)

© UNI
Se la verifica di υz nei casi singoli sia importante o meno.
3) La combinazione con un appoggio scorrevole provoca tensioni sfavorevoli
nel PTFE.
4) Dispositivo per trasferire le forze Vx o Vy .
Note In pratica x è la direzione principale di movimento per i ponti (vedere
ENV 1992-2 e ENV 1993-2) e z la direzione delle forze dovute a carichi
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verticali.

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figura 1 Esempi dei tipi più comuni di appoggi elencati nel prospetto 1

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Legenda
1 Superfici curve

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3.1.2 supporto: Il supporto comprende tutte le misure costruttive ad inclusione dell'appoggio


che hanno la funzione di membro strutturale per trasmettere le forze e consentire il
movimento previsto.

3.1.3 sistema di appoggi: Il sistema di appoggi di una struttura è la combinazione di appoggi


che, presi nel loro insieme, permettono i movimenti e la trasmissione delle forze (vedere
la figura 2).
figura 2 Esempio di un sistema di appoggi

3.2 Simboli usati nella parte 1

3.2.1 Lettere latine maiuscole


K Gradi Kelvin
M Momento; Momento flettente
N Forza assiale
V Forza di taglio

3.2.2 Lettere latine minuscole


n Numero degli appoggi
r Raggio
t Temperatura
V Spostamento
x Asse longitudinale
y Asse trasversale
z Asse perpendicolare alla superficie di appoggio principale

3.2.3 Lettere greche


α Coefficiente di espansione termica; fattore; rotazione
γ Coefficiente parziale di sicurezza
∆ Differenza; incremento
µ Coefficiente di attrito

3.2.4 Pedici
a Sfavorevole
c Calcestruzzo
d Progetto
k Caratteristica
l Valore limite
max Massimo
min Minimo
p Ancoraggio, dispositivo di fissaggio
r Alleviamento; Reversibile
x, y, z Coordinate
R Resistenza, resistenza di carico

UNI EN 1337-1:2001 © UNI Pagina 13


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S Forze e momenti interni, tensioni

4 PRINCIPI GENERALI
Appoggi e supporti devono essere progettati in modo che sia possibile, in caso di
necessità, effettuare ispezioni, operazioni di manutenzione e sostituzione degli appoggi o
di parti degli appoggi, allo scopo di garantirne la funzionalità per l'intera durata prevista
della struttura.
Gli appoggi devono essere progettati in modo da permettere il movimento specificato con
la minor forza di reazione possibile.
Se possibile, si deve evitare la preregolazione. Se necessaria, la preregolazione richiesta
deve essere eseguita presso l'impianto di fabbricazione. Se non è possibile evitare una
nuova regolazione in sito, questa deve essere eseguita solo dal fabbricante dell'appoggio
o sotto la sua supervisione.

5 PRINCIPI PROGETTUALI

5.1 Generalità
Il progetto dei vari appoggi deve basarsi sullo stato limite ultimo/di esercizio in base alla
classificazione di sicurezza dello stato limite preso in considerazione.
Nel caso in cui i valori delle caratteristiche e dei fattori parziali di sicurezza per i carichi e
i movimenti non fossero inclusi nella presente norma europea o in un Eurocodice, il
progettista deve determinare i propri valori in accordo con i principi definiti nella
ENV 1991-1 e nelle ENV 1992-2, ENV 1993-2 o ENV 1994-2.
Nota Una speciale appendice B informativa nella ENV 1993-2 tratta gli appoggi.

5.2 Sicurezza allo scorrimento nelle superfici di interfaccia


Nel caso in cui un appoggio o parte di un appoggio sia mantenuto in posizione
completamente o parzialmente dall'attrito, il suo valore di protezione dallo scorrimento
deve essere verificato allo stato limite ultimo in accordo con quanto segue:
VSd ≤ VRd
dove:
VSd è la forza di taglio di progetto derivante dalle azioni;
µk
V Rd = ----- ⋅ N Sd + V pd è il valore di progetto della resistenza al taglio
γµ
con
NSd forza minima di progetto che agisce perpendicolarmente alla superficie di
interfaccia unitamente alla VSd;
Vpd resistenza di progetto di tutti i dispositivi di fissaggio in accordo con le norme
europee o i benestari tecnici europei;
µk valore caratteristico del coefficiente di attrito
µk = 0,4 per acciaio su acciaio
µk = 0,6 per acciaio su calcestruzzo;
γµ coefficiente parziale di sicurezza per l'attrito
γµ = 2,0 per acciaio su acciaio;
γµ = 1,2 per acciaio su calcestruzzo.
Devono essere utilizzati i valori summenzionati di µk e γµ a condizione che prima
dell'installazione o dell'assemblaggio le superfici dei componenti di acciaio siano non
protette ed esenti da grassi oppure metallizzate a spruzzo o rivestite con silicato di zinco
completamente indurito, a condizione che tutti i rivestimenti abbiano avuto il tempo di
indurirsi prima dell'installazione o dell'assemblaggio dei componenti.

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Negli altri casi i valori per µk e γµ devono essere ricavati dal risultato delle prove. Nel caso
di strutture sottoposte a sollecitazione dinamica con possibili fluttuazioni estreme del
carico, per esempio, ponti ferroviari e strutture antisismiche, l'attrito non deve esercitare
resistenza nei confronti delle forze orizzontali. In questi casi µk deve essere preso pari a
zero.
La sicurezza allo scorrimento nelle superfici di interfaccia formate da appoggi elastomerici
privi di ancoraggi meccanici deve essere verificata in accordo con il prEN 1337- 3.

5.3 Condizioni di installazione


Vedere la EN 1337-11. Qualsiasi particolare condizione di installazione deve essere
concordata tra l'acquirente e il fabbricante e deve essere confermata in forma scritta
all'atto della fornitura degli appoggi.

5.4 Movimenti incrementati


A meno che altre parti della presente norma europea o relativi Eurocodici presentino
requisiti più stringenti, per poter garantire con sufficiente affidabilità che gli appoggi non
diventino instabili, o cessino di agire nel modo previsto, i loro movimenti di progetto
devono essere incrementati come segue:
a) rotazione ±0,005 radianti oppure ±10/r radianti, qualunque sia il maggiore (r misurato
in millimetri);
b) traslazione ±20 mm in entrambe le direzioni di movimento con un movimento minimo
totale di ±50 mm nella direzione di movimento massimo e ±20 mm in senso
trasversale, a meno che l'appoggio sia vincolato meccanicamente.
Questi requisiti si applicano solo alla progettazione delle capacità di movimento. Non
devono essere utilizzati durante il calcolo delle tensioni. Non devono essere applicati agli
appoggi elastomerici.

5.5 Movimenti minimi da presumere per l'analisi delle forze


Per l'analisi della resistenza dell'appoggio il movimento rotatorio risultante deve essere
preso non minore di ±0,003 radianti e il movimento traslazionale risultante deve essere
preso non minore di ±20 mm o ±10 mm per appoggi elastomerici.
Se un appoggio non può ruotare attorno a un asse, si deve assumere un'eccentricità
minima di l/10, perpendicolare a quell'asse. Dove l rappresenta la lunghezza totale
dell'appoggio perpendicolare a quell'asse.

6 RESISTENZE DEGLI APPOGGI

6.1 Specifiche generali


I valori da utilizzare per il calcolo della resistenza al movimento dei vari tipi di appoggio
sono forniti nelle parti relative della presente norma europea. In aggiunta alle variazioni
dei materiali, questi valori prevedono anche le tolleranze di fabbricazione e le imprecisioni
di installazione, fornite in altre parti della presente norma europea. Questi valori sono
validi solo se gli appoggi non sono sottoposti a una delle condizioni seguenti:
a) temperature maggiori o minori alla massima e minima specificate;
b) superamento delle tolleranze specificate;
c) velocità di traslazione o rotazione maggiori di quelle derivate dai carichi vivi in base
alla ENV 1991-1;
d) presenza di sostanze dannose a qualsiasi materiale dell'appoggio;
e) manutenzione insufficiente.
In tutti i casi il valore selezionato per ogni particolare coefficiente deve essere il meno
favorevole per la funzione di progetto in considerazione.

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6.2 Reazione di un gruppo di appoggi allo scorrimento e al rotolamento


Laddove un numero di appoggi siano disposti in modo che le forze sfavorevoli, risultanti
dalla reazione al movimento di alcuni, siano parzialmente alleviate dalle forze risultanti
dalla reazione al movimento di altri, i coefficienti rispettivi di attrito µa e µr devono essere
stimati nel modo seguente, a meno che sia stata effettuata un'analisi più precisa:
µa = 0,5 µmax (1 + α)
µr = 0,5 µmax (1 - α)
dove:
µa è il coefficiente di attrito sfavorevole;
µr è il coefficiente di attrito di alleviamento;
µmax è il massimo coefficiente di attrito per l'appoggio fornito in altre parti della presente
norma europea;
α è un fattore che dipende dal tipo di appoggio e dal numero di appoggi che stanno
esercitando una forza sfavorevole o di alleviamento, a seconda dei casi; se non
viene fornito un valore di "α", questo deve essere calcolato in accordo con il
prospetto seguente:
prospetto 2 Fattore αn

n αn
≤4 1

4 < n < 10 16 – n
-----------------
12
≥10 0,5

7 CARATTERISTICHE BASE DEL PROGETTO

7.1 Gioco degli appoggi

7.1.1 Nel caso di appoggi progettati per resistere alle forze orizzontali, ha luogo qualche
movimento prima di considerare il gioco. Tale movimento deve essere mantenuto al
minimo. A questo scopo il gioco totale tra gli estremi di movimento non deve essere
maggiore di 2 mm a meno che non specificato altrimenti.

7.1.2 Se il valore summenzionato viene superato si deve esercitare una particolare cautela per
assicurare che questo non comprometta la funzione della struttura.

7.1.3 I giochi non devono essere presi in considerazione quando si calcola il movimento
orizzontale a meno che non si possa dimostrare che questi saranno permanentemente
disponibili nella direzione corretta.

7.1.4 Se è richiesto più di un appoggio per resistere alle forze orizzontali, gli appoggi e i loro
supporti devono essere progettati in modo da assicurare che una distribuzione
sfavorevole dei giochi non impedisca che ciò avvenga.

7.2 Salvaguarda dalla perdita di componenti degli appoggi


Misure adeguate devono essere prese per assicurare che non si verifichi un allentamento
graduale di un gruppo di appoggi in conseguenza di un carico dinamico.

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7.3 Marcatura degli appoggi

7.3.1 Tutti gli appoggi devono essere marcati con il nome del fabbricante e il luogo di
fabbricazione, l'anno di fabbricazione e un numero di serie che deve essere un numero
individuale per ogni singolo appoggio e univoco per ogni tipo di appoggio.

7.3.2 Inoltre tutti gli appoggi diversi dagli appoggi elastomerici devono essere marcati con le
informazioni seguenti:
- tipo di appoggio;
- numero d'ordine del fabbricante;
- valori massimi di progetto della capacità di carico per forze perpendicolari e di taglio;
- valori massimi di progetto per la capacità di spostamento;
- posizione nella struttura;
- direzione di installazione.
Con l'eccezione delle ultime due voci, queste marcature devono essere in forma tale da
essere visibili in qualsiasi momento e leggibili e comprensibili per tutta la vita utile
dell'appoggio.

7.4 Disposizioni per il trasporto

7.4.1 Tutti gli appoggi che si compongono di diverse parti, non rigidamente fissate assieme,
devono essere serrati con dispositivi di bloccaggio temporaneo presso il luogo di
fabbricazione. Tali dispositivi di bloccaggio devono essere sufficientemente resistenti da
trattenere i vari componenti dell'appoggio nelle posizioni corrette durante la
movimentazione, il trasporto e l'installazione. Devono essere marcati, per esempio dipinti
di un colore diverso dall'appoggio. Devono essere facilmente rimovibili dopo l'installazione
o progettati per spezzarsi, senza danneggiare l'appoggio, una volta che questo inizi a
svolgere la sua funzione.

7.4.2 Tutti gli appoggi troppo pesanti per essere facilmente movimentati in modo manuale
devono disporre di accessori per il collegamento di dispositivi di sollevamento.

7.5 Disposizioni per l'ispezione


Laddove specificato dall'acquirente, gli appoggi devono avere punti di riferimento per
consentire la misurazione dei movimenti orizzontali e della rotazione.
Gli indicatori di movimento devono avere gli estremi di movimento permessi marcati.
Nota Laddove possibile gli indicatori di movimento dovrebbero essere posizionati in modo da risultare leggibili da
una posizione facilmente accessibile.

7.6 Disposizioni per la nuova regolazione e la sostituzione


Devono essere previste disposizioni per consentire una facile sostituzione degli appoggi o
di parti degli appoggi mediante il sollevamento della struttura. Se non sono disponibili
altre informazioni, durante la progettazione dell'appoggio si deve presumere che la
struttura non sia sollevata di più di 10 mm. Le parti di sostituzione devono avere in ogni
loro aspetto una qualità almeno pari a quella originale delle parti sostituite.

8 DISEGNO DEL PIANO DI SUPPORTO


Se richiesto dall'acquirente, deve essere fornito un disegno del piano di supporto.
In accordo con la EN 1337-11 lo stesso piano viene definito "disegno del sistema di
appoggi".

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APPENDICE A NOTE GUIDA


(informativa)

A.1 Aggiunta al punto 1 "Scopo e campo di applicazione"


La disposizione degli appoggi di una struttura deve essere considerata congiuntamente al
progetto della struttura nel suo insieme. I valori delle forze e dei movimenti dell'appoggio
risultanti da tali considerazioni devono pertanto essere forniti dal fabbricante
dell'appoggio per assicurare che gli appoggi forniti soddisfino i requisiti per quanto
possibile.
- in riferimento ad a): Generalmente non ci si dovrebbe attendere che gli appoggi
resistano a momenti dovuti a movimenti rotatori attorno a qualsiasi asse parallelo al
piano x-y. Laddove tali movimenti rotatori si verifichino dovrebbe essere poste delle
condizioni perché siano ammessi dall'appoggio o dalla struttura. Nei casi in cui si
richiede che l'appoggio resista a tali movimenti rotatori si dovrebbe eseguire
un'attenta analisi per assicurare che l'appoggio non subisca effetti negativi;
- in riferimento a b): Le disposizioni di appoggi che, in certe condizioni di carico,
richiedono che gli appoggi resistano a carichi negativi possono dare luogo a una
eccessiva usura degli appoggi coinvolti. Laddove questo sia inevitabile, un mezzo
possibile per superare il problema consiste nel sottoporre a pretensione la superficie
di interfaccia per fornire la necessaria forza verticale addizionale. Tali applicazioni non
sono previste nella presente norma europea.

A.2 Aggiunta al punto 5 "Principi progettuali"

A.2.1 Aggiunta a 5.1 "Generalità"


Nella progettazione di appoggi a contatto lineare e appoggi a rullo singolo si dovrebbero
prendere in considerazione tutte le implicazioni di una pressione diseguale sulla
lunghezza del rullo o del contatto lineare nella progettazione della struttura e
dell'appoggio. Quelli che seguono sono tipici esempi di casi che richiedono attenzioni
particolari:
a) strutture curve in piano;
b) strutture con piloni snelli;
c) strutture senza travi trasversali.

A.2.2 Aggiunta a 5.2 "Sicurezza allo scorrimento nelle superfici di interfaccia"


Laddove ci si affidi a bulloni di fissaggio o altri dispositivi simili per fornire una parte della
resistenza al movimento orizzontale dovrebbe essere dimostrato che questa resistenza
venga fornita prima che possa verificarsi un qualsiasi movimento. Se si inseriscono i
bulloni in fori con normali tolleranze il movimento si verifica inevitabilmente prima di poter
ottenere la piena resistenza al movimento stesso. Questo è inaccettabile.

A.2.3 Aggiunte a 5.3 "Condizioni di installazione"


Generalmente è difficile prevedere le condizioni in sito al momento dell'installazione e
quindi stimare con precisione il movimento da considerare. È quindi preferibile basare il
progetto sulle ipotesi più sfavorevoli possibili.
Qualora il proprietario della struttura volesse tenere conto delle condizioni esistenti al
momento dell'installazione, questo dovrebbe essere concordato con il fabbricante
dell'appoggio. Dovrebbero essere definite le precise condizioni di installazione e ci si
dovrebbe prendere cura di assicurare che queste prescrizioni vengano seguite.

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A.2.4 Aggiunta a 5.4 "Movimenti incrementati"


Di seguito vengono forniti diversi esempi di raggio di riferimento "r ":

Esempio 1:
Esistono due diverse dimensioni da considerare per gli appoggi a contatto puntiforme: per
il dimensionamento del contatto di questi appoggi, la dimensione significativa è il raggio di
curvatura, r1; per il dimensionamento dell'arresto limite della piastra di appoggio esterna
degli appoggi a contatto, la dimensione significativa è il raggio della cavità, r2.

Esempio 2:
Per gli appoggi metallici a disco elastomerico, la dimensione significativa è il raggio del
basamento o del pistone, r.

Esempio 3:
Esistono due diverse dimensioni da considerare per gli appoggi sferici: per il
dimensionamento della superficie di scorrimento degli appoggi sferici, la dimensione
significativa è il raggio di curvatura della sfera, r1, mentre per il dimensionamento
dell'arresto limite, la dimensione significativa è il semidiametro interno ai bordi della
guida, r2.

Laddove i movimenti siano di scarsa estensione il loro calcolo tende ad essere inesatto.
Questo si applica alla maggior parte dei movimenti rotatori e ai movimenti traslazionali di
ridotta entità. Lo scopo di 5.4 è quello di garantire che in tali casi esista un margine
adeguato nel progetto dell'appoggio per assicurare che un piccolo errore di calcolo o
regolazione non conduca a un serio malfunzionamento dell'appoggio.

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A.2.5 Aggiunta a 5.5 "Movimenti minimi da presumere per l'analisi delle forze"
Si dovrebbe prestare particolare attenzione al calcolo dei movimenti dell'appoggio se il
risultato viene ottenuto sommando due movimenti di grande entità in direzione opposta
(la differenza tra due numeri di grande entità). Si dovrebbe presumere la combinazione di
fattori più sfavorevole per dare il massimo movimento possibile.

A.3 Aggiunta al punto 6 "Resistenze degli appoggi"

A.3.1 Aggiunta a 6.1 a)


Questa limitazione è necessaria dato che alcuni dei materiali utilizzati per la fabbricazione
degli appoggi possiedono le proprietà richieste solo nell'ambito di intervalli di temperature
piuttosto ristretti. Nel caso del PTFE, l'usura è più pronunciata alle alte temperature
mentre, alle basse temperature, aumenta il coefficiente di attrito delle superfici di
scorrimento. A temperature molto basse gli elastomeri possono diventare fragili. I limiti di
temperatura alle quali i valori specificati vengono soddisfatti, come dimostrato dalle prove,
sono forniti in altre parti della presente norma europea.

A.3.2 Aggiunta a 6.2 "Reazione di un gruppo di appoggi allo scorrimento e al rotolamento"


Laddove vengono valutati i valori per la reazione degli appoggi al movimento, dovrebbero
essere forniti dettagli completi delle condizioni in base alle quali sono stati definiti.
Dovrebbe inoltre essere fornita un'indicazione della percentuale probabile che ricade
all'esterno dei valori forniti e del periodo di utilizzo per il quale i risultati rimangono validi
(vedere altre parti della presente norma europea).
I valori per il calcolo della reazione al movimento e della deformazione vengono forniti in
altre parti della presente norma europea. Questi tengono conto della combinazione più
sfavorevole delle variazioni ammesse nelle proprietà dei materiali, condizioni ambientali e
tolleranze di fabbricazione e fissaggio.
Dovrebbe essere tenuto in particolare considerazione il fatto che la reazione effettiva al
movimento è con ogni probabilità considerevolmente minore del massimo calcolato. Non
dovrebbe pertanto essere inclusa nei calcoli se questo si dimostra favorevole al progetto.
Si dovrebbe sempre utilizzare il valore meno favorevole dei coefficienti di attrito (µa, µr)
quando si progettano altri componenti strutturali che sono influenzati dall'effetto di azioni
secondarie.
Laddove sussistano condizioni ambientali sfavorevoli a un particolare tipo di appoggio si
dovrebbe prendere in considerazione la scelta di un tipo diverso.
In alternativa si dovrebbe aggiungere una speciale protezione all'appoggio e prevedere
disposizioni sia per il rapido riconoscimento di qualsiasi deterioramento sia per azioni di
rimedio idonee.

A.4 Aggiunta a 7.1 "Gioco degli appoggi"


In riferimento a 7.1.1: Alcuni dei giochi degli appoggi da prendere in considerazione sono:
a) per gli appoggi a rullo, il gioco nelle guide;
b) per gli appoggi a contatto puntiforme, il gioco tra il contatto e la cavità nella piastra
esterna superiore;
c) per gli appoggi metallici a disco elastomerico, il gioco tra il pistone ed il basamento;
d) per gli appoggi sferici, il gioco tra la piastra superiore e inferiore degli appoggi sferici
fissi;
e) il gioco nei dispositivi di fissaggio, ovvero il gioco durante l'installazione;
f) il gioco nelle superfici di guida degli appoggi scorrevoli e degli appoggi guidati;
g) il gioco negli appoggi guidati e negli appoggi con ritegni.

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Esempio 4:
Il gioco massimo tra due posizioni estreme sarebbe uguale a:
∆ u = ∆ u1 + ∆ u2 + ∆ u3 + ∆ u4

A.5 Aggiunta al punto 8 "Disegno del piano di supporto"


Un disegno del piano di supporto è generalmente richiesto per tutti i ponti e le strutture, ad
eccezione dei più semplici, e dovrebbe di solito includere quanto segue, utilizzando i
simboli e la nomenclatura di cui al prospetto 1:
a) una disposizione generale semplificata del ponte che illustri gli appoggi nel piano;
b) dettagli delle ubicazioni degli appoggi (per esempio, rinforzi e cavità);
c) una chiara indicazione del tipo di appoggio in ogni ubicazione;
d) un prospetto che offra i requisiti dettagliati di ogni appoggio;
e) dettagli di allettamento e fissaggio.
Questo può essere fornito sia dall'acquirente o dal fabbricante dell'appoggio o da
entrambi, a seconda dei casi.

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APPENDICE B MODELLO DI SCHEDA PER APPOGGI


(informativa)

B.1 Generalità
Lo scopo di una scheda per appoggi per ponti è quello di elencare le informazioni
generalmente richieste per la progettazione degli appoggi per una particolare struttura.
Queste informazioni dovrebbero assicurare che gli appoggi siano progettati e costruiti in
modo che pur sotto l'effetto di ogni possibile azione siano evitati effetti sfavorevoli
dell'appoggio sulla struttura. La scheda dovrebbe essere accompagnata da un disegno
che mostri la disposizione degli appoggi con marcature di identificazione, ad inclusione di
una sezione trasversale tipica del ponte e dei particolari di qualsiasi requisito speciale di
posizionamento. Le funzioni di appoggio dovrebbero essere indicate sul disegno con i
simboli previsti dal prospetto 1. Quando si prevede l'impiego di un particolare tipo di
appoggio questo dovrebbe essere descritto in accordo con il prospetto 1. Quando i
requisiti definiti nella scheda possono essere soddisfatti da diversi tipi, le voci della
scheda non dovrebbero contenere alcuna indicazione oppure dovrebbero elencare le
possibili tipologie alternative.
Dato che non è stato possibile raggiungere un accordo sulla forma che la scheda per
appoggi dovrebbe assumere, vengono offerte due possibili alternative. La prima viene
fornita in B.2 e si conforma alla prassi britannica, mentre la seconda fornita in B.3 si
conforma alla prassi tedesca. Il prescrittore dovrebbe utilizzare la forma che meglio si
adatta ai suoi requisiti, oppure svilupparne una personalizzata.
Ogni elemento del modello di scheda dovrebbe essere preso in considerazione, ma
alcuni possono non essere applicabili a un appoggio particolare. Dovrebbero essere
fornite solo le informazioni rilevanti e quando un elemento del programma non risulta
applicabile, questa condizione dovrebbe essere indicata. Dovrebbero essere aggiunte
informazioni aggiuntive quando esistono condizioni speciali.

B.2 Scheda, Alternativa 1


Quanto segue offre una guida per la presentazione delle informazioni richieste dal
prospetto B.1. I numeri corrispondono ai numeri del prospetto.
1) Nome o riferimento della struttura.
Dovrebbe essere fornito un nome o un numero di riferimento univoco per la struttura.
2) Marcatura e numero di identificazione dell'appoggio in accordo con il prospetto 1.
Appoggi con differenti funzioni o requisiti di carico dovrebbero essere distinti da una
specifica marcatura di riferimento.
3) Numero.
Dovrebbe essere indicata la quantità richiesta di ogni particolare marcatura degli
appoggi.
4) Materiale di allettamento.
Dovrebbero essere indicati i materiali a contatto con ciascuna piastra esterna
dell'appoggio, dato che possono avere un effetto sul progetto e sulla finitura di queste
piastre.
5) Valore di progetto della pressione media di contatto.
Il valore di progetto della pressione media di contatto consiste nella pressione
sull'area di contatto effettiva, in base alla teoria degli sforzi della parte reagente
(stress block theory), tenendo conto della distribuzione tra le piastre di acciaio (per
esempio, vedere la parte 2, Appendice A), laddove applicabile.
6) Valori di progetto delle forze.
Nella scheda dovrebbero essere indicati i peggiori singoli valori delle azioni di
progetto. La combinazione più sfavorevole di questi valori è di solito sufficiente per
una soddisfacente progettazione di un appoggio. Solo in casi speciali si dimostra
possibile ottenere maggiori risparmi prendendo in considerazione i valori
effettivamente coesistenti degli effetti delle azioni, nel qual caso questi dovrebbero
essere forniti in modo dettagliato.

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7) Spostamento.
I movimenti di spostamento della sovrastruttura su un appoggio dovrebbero essere
determinati e amplificati mediante un coefficiente di sicurezza. Si dovrebbe tenere
conto di ogni movimento della struttura di supporto.
Generalmente, i movimenti trasversali e longitudinali si verificano, rispettivamente, in
direzione perpendicolare e parallela all'asse longitudinale di una campata di ponte.
Laddove vi sia una qualche possibilità di ambiguità (ad esempio nel caso di campate
sghembe) le direzioni di movimento dovrebbero essere chiaramente indicate sul
disegno di accompagnamento.
8) Rotazione.
I movimenti rotatori irreversibili e reversibili allo stato limite di esercizio richiesto per
l'appoggio dovrebbero essere forniti in radianti. Nel caso di appoggi elastomerici,
dovrebbe essere fornito anche il rapporto massimo, ovvero dovrebbe anche essere
fornita la proporzione.
rotazione di progetto (radianti)
100 × -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
carico verticale coesistente di progetto (kN)
9) Dimensioni massime dell'appoggio.
Le dimensioni massime consentite dell'appoggio dovrebbero essere indicate, dato
che questo offre l'ottimale flessibilità nella progettazione dell'appoggio.
10) Movimento tollerabile dell'appoggio sottoposto a carichi transitori.
Dovrebbe essere fornito il movimento tollerabile dall'appoggio sottoposto a carichi
transitori, nelle direzioni nelle quali l'appoggio è inteso offrire resistenza.
11) Reazione allo spostamento nello stato limite di esercizio.
Nella progettazione della struttura, la reazione ai movimenti di spostamento può
essere significativa e in tal caso dovrebbe essere indicata la forza orizzontale
accettabile generata dall'appoggio allo stato limite di esercizio. Per gli appoggi
elastomerici, i valori da fornire sono quelli per i movimenti applicati lentamente alle
temperature normali (ogni altra tolleranza resa necessaria da basse temperature e
movimenti ad applicazione rapida dovrebbe essere considerata dal progettista della
struttura).
12) Reazione alla rotazione nello stato limite di esercizio.
Nella progettazione della struttura, la reazione alla rotazione può essere significativa
e in tal caso dovrebbe essere indicato il momento di reazione accettabile generato
dall'appoggio quando questo sia sottoposto a effetti di carico critico di progetto allo
stato di servizio di progetto. Gli appoggi elastomerici dovrebbero essere trattati come
previsto dalla voce 11.
13) Tipo di fissaggio richiesto.
Sono disponibili vari mezzi di fissaggio degli appoggi alla sovrastruttura e alla
sottostruttura, appropriati a diversi tipi di appoggio. Dovrebbe essere indicato ogni
requisito particolare, quali per esempio attrito, bulloni, perni, chiavette o altri
dispositivi.
Se una parte delle forze traslazionali deve essere trattenuta per attrito, dovrebbero
essere indicate quella parte e le condizioni necessarie della superficie.
14) Requisiti speciali.
Dovrebbero essere forniti i dettagli relativi a qualsiasi condizione speciale, per
esempio estrema esposizione, alta concentrazione di ozono, accesso limitato,
allettamento non orizzontale, appoggi non in squadra con le travi, vincoli temporanei.
Dovrebbero essere indicate le temperature massime e minime e i dettagli di ogni
condizione biologica speciale alla quale l'appoggio potrebbe trovarsi esposto durante
il servizio se tali condizioni sono diverse da quelle normalmente osservabili.

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prospetto B.1 Modello di scheda per appoggi

1 Nome o riferimento struttura


2 Marcatura di identificazione dell'appoggio
Tipo dell'appoggio (numero in conformità con il prospetto 1)
3 Numero di
4 Materiale di allettamento1) Superficie superiore
Superficie inferiore
5 Valore di progetto della Faccia superiore Stato limite di esercizio
pressione media di contatto Stato limite ultimo
(N/mm2 )
(capacità della struttura) Faccia inferiore Stato limite di esercizio
Stato limite ultimo
6 Carico di progetto (kN) Stato limite di esercizio max.
Verticale N permanente
min.
Trasversale Vy,sd
Longitudinale Vx,sd
Stato limite ultimo Verticale N
Trasversale Vy,ud
Longitudinale Vx,ud
7 Spostamento (mm) Stato limite di Irreversibile Trasversale υy,sdi
esercizio Longitudinale υx,sdi
Reversibile Trasversale υy,sdr
Longitudinale υx,sdr
Stato limite ultimo Irreversibile Trasversale υy,udi
Longitudinale υx,udi
Reversibile Trasversale υy,udr
Longitudinale υx,udr
8 Rotazione Stato limite di Irreversibile Trasversale αy,sdi
(radianti) esercizio Longitudinale αx,sdi
Reversibile Trasversale αy,sdr
Longitudinale αx,sdr
Rapporto massimo Trasversale αy,sdm
(100 × radianti/kN) Longitudinale αx,sdm
9 Dimensioni massime Superficie superiore Trasversale
appoggio (mm) Longitudinale
Superficie inferiore Trasversale
Longitudinale
Altezza complessiva
10 Movimento tollerabile dell'appoggio sottoposto a carichi transitori Verticale
(mm) Trasversale
Longitudinale
11 Reazione massima accettabile allo spostamento nello stato limite Trasversale Wy,sd
di esercizio (kN) Longitudinale Wx,sd
12 Reazione massima accettabile alla rotazione nello stato limite di Trasversale My,sd
esercizio (kN × m) Longitudinale Mx,sd
13 Tipo di fissaggio richiesto Faccia superiore
Faccia inferiore
14 Requisiti speciali Indicare eventuali requisiti speciali in un foglio separato
1) Per esempio malta di cemento, malta epossidica, calcestruzzo gettato in opera, calcestruzzo prefabbricato, acciaio, legno.

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B.3 Scheda, Alternativa 2


prospetto B.2 Modello di scheda per appoggi

1 Nome dell'edificio
2 Posizione di installazione (asse)
Tipo di appoggio
Tipo di appoggio (numero in base al prospetto 1)
Numero di appoggi
3 Dimensioni limite degli appoggi Lunghezza (mm)
Altezza (mm)
Larghezza (mm)
4 Preregolazione υvx (mm)
5 Combinazione di valori di progetto:
Forze, spostamenti, rotazioni
Nsd max. (kN)
permanente (kN)
min. (kN)
max. Vx,Sd (kN)
max. VyS,d (kN)
υx,d max. (mm)
min. (mm)
υy,d max. (mm)
min. (mm)
αy,d max. (‰)
min. (‰)
ξx,d max. (‰)
min. (‰)

Il prospetto dovrebbe essere accompagnato dal piano di supporto e da piani dei


componenti adiacenti.

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APPENDICE C TEMPERATURA, RITIRO E DEFORMAZIONE VISCOSA


(informativa)
Laddove esistano regole nazionali che trattano le guide fornite nella presente appendice,
queste regole nazionali hanno la precedenza su quanto previsto nella presente appendice.

C.1 Temperatura
Per la stima della temperatura durante l'installazione vedere appendice A della
EN 1337-11:1997. Per gli appoggi strutturali, l'azione della temperatura atmosferica è
un'azione base per tutte le combinazioni. I valori caratteristici di queste azioni variabili
possono essere valutati sulla base della loro frequenza media di insorgenza, per
esempio, periodi giornalieri e annuali per combinazioni frequenti e un periodo di 30 anni
per le combinazioni rare, registrate dalla stazione meteorologica più vicina.
Le fluttuazioni di temperatura tmax - tmin all'interno della struttura sono dipendenti dalle
temperature ambiente locali massima e minima e da altri fattori climatici, quali la
differenza tra clima continentale e marittimo. L'effetto di tali fattori è al di là dello scopo e
campo di applicazione della presente norma europea.
Le temperature tmin e tmax sono valori medi per la struttura. La sezione trasversale e il
materiale della struttura, le condizioni climatiche locali e le regole nazionali esistenti
devono tutte essere considerate durante la loro stima.
La fluttuazione di temperatura all'interno della struttura è:
∆t = t max – t min [C.1]
Se la temperatura esatta della struttura è nota durante l'installazione:
∆t l = 1,35 × ∆t
laddove:
∆tl è la variazione "realistica" nella temperatura.
A meno che dati più accurati vengano resi disponibili, i valori dovrebbero essere
aumentati più o meno egualmente sia sul lato caldo che su quello freddo, così che:
t l,min – t min ≥ t l,max – t max
tl,min, tl,max siano temperature limite "realistiche".
Se la temperatura della struttura durante l'installazione viene stimata preventivamente
deve essere incluso un ∆t* aggiuntivo in conformità con il prospetto C.1:
*
t l,min = t l,min – ∆t *
*
t l,max = t l,max + ∆t *
con
t*l,min, t*l,max temperature limite "ipotetiche".

prospetto C.1 Temperatura limite

1 2 3
Fluttuazioni di temperatura Temperature limite "realistiche" quando la temperatura temperature limite "ipotetiche"
all'interno della struttura esatta della struttura durante l'installazione sia nota e sia quando la temperatura esatta della
stata presa in considerazione struttura durante l'installazione
sia stata stimata preventivamente
tmin tmax tl,min tmax t*l,min t*l,max
( t - t * = ∆t *
∆ tl l l
-------- = 1,35 a meno che non diversamente specificato ∆t * = 10 K per il calcestruzzo,
 ∆t  ∆t * = 15 K per l'acciaio e
l'acciaio su calcestruzzo)

C.2 Deformazione viscosa e ritiro


Le deformazioni dovute a deformazione viscosa e ritiro devono essere trattate nello
stesso modo delle azioni termiche addizionali (in termini generali, raffreddamento).

UNI EN 1337-1:2001 © UNI Pagina 26


Documento contenuto nel prodotto UNIEDIL STRUTTURE edizione 2005-2.
E' vietato l'uso in rete del singolo documento e la sua riproduzione. E' autorizzata la stampa per uso interno.
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