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PROGETTO EDUCATIVO

NIDO Fagottino

INDICE
Presentazione del nido
L’organizzazione del servizio
Gli operatori del nido
Il servizio mensa

IL MODELLO PEDAGOGICO
Le finalità
I raggruppamenti dei bambini
L’organizzazione pedagogica degli spazi
L’inserimento del bambino
L’organizzazione pedagogica della giornata educativa: le routine
Il valore delle differenze
La partecipazione delle famiglie
Le attività professionali
Il raccordo con il territorio e con altri servizi

PREMESSA
Per progetto pedagogico in e di un contesto educativo intendiamo un piano
che, dopo aver declinato in maniera specifica i traguardi formativi che si
vogliono raggiungere – ciò che si auspica che i destinatari dell’offerta
formativa diventino alla fine del percorso ipotizzato in termini di capacità,
competenze, atteggiamenti, apprendimenti specifici - dichiari attraverso
quali mezzi (esperienze, attività, strategie) e risorse è possibile realizzare tali
traguardi e specifichi le modalità di valutazione degli esiti.

PRESENTAZIONE DEL NIDO


Il Nido Fagottino è un asilo privato inaugurato nel 2006. L’edificio, sito in
Treviolo, frazione Roncola , si sviluppa su un solo piano ed è dotato di un
ampio parcheggio e di un giardino privato.
La struttura è composta da un ingresso, un open space, un atelier, un
cucinino, una stanza per il riposo, un bagno per bambini e uno per gli adulti.
L’ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO
Calendario di apertura del servizio
Il nido è aperto all’utenza tutto l’anno, dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle
18.30.
E’ prevista la chiusura durante le festività nazionali, secondo il calendario
annuale consegnato alle famiglie a settembre.

Orario di funzionamento
Il nido osserva un orario di apertura dalle ore 7.30 alle ore 18.30 che
prevede:
• l’ingresso dalle 7.30 alle 9.30
• l’uscita intermedia dalle ore 12.30 alle ore 13.30
• l’ingresso del part-time pomeriggio dopo le ore 13.30
• l’uscita del pomeriggio secondo l’orario personalizzato.

Iscrizioni
Le iscrizioni al nido d’infanzia sono aperte tutto l’anno.

Rette
Le rette sono personalizzabili e stabilite in base alle fasce di frequenza. Le
tariffe sono presentate nella carta dei servizi

Inserimenti
L’ inserimento è possibile tutto l’anno.

GLI OPERATORI DEL NIDO


Il nido dispone di personale con qualifiche professionali differenti, ma con uno
medesimo obiettivo: garantire un servizio di qualità.
La nostra équipe che opera nel nido è composta dalle seguenti figure:

Tre educatrici che svolgono le funzioni di:

• elaborare, realizzare e verificare il progetto educativo;


• proporre attività ludiche per i singoli bambini o il singolo gruppo;
• comprendere e valorizzare le esigenze affettive, cognitive, sociali e
relazionali del bambino;
• gestire le relazioni con il bambino e con la famiglia.
Un' 'ausiliaria che ha il compito di:
• effettuare la pulizia e il riordino degli spazi, arredi e materiali utilizzati.
Una coordinatrice che ha il ruolo di:
• predisporre il progetto pedagogico attraverso il confronto e la
condivisione con gli educatori;
• gestire e coordinare il personale;
• condurre riunioni e incontri tematici con i genitori;
• monitorare la qualità del servizio.
Una pediatra che ha il ruolo:
• fornire consulenza agli operatori e tenere incontri tematici con i genitori.

IL SERVIZIO MENSA
Il servizio di ristorazione è fornito tramite catering (ditta RISTOBIMBO ) con
menu stabilito dall’ ASL.

IL MODELLO PEDAGOGICO

LE FINALITA’
Il Nido è un’istituzione educativa che accoglie bambini e bambine dai tre mesi
ai tre anni e si affianca alla famiglia nel perseguire e curare la crescita e lo
sviluppo armonico del bambino.
In riferimento alla legge n°8 del 2004 "Norme in materia di servizi educativi
per la prima
infanzia" l’articolo 1 definisce le finalità e modalità attuative:
1. La regione riconosce le bambine e i bambini quali soggetti di diritti
individuali, giuridici, civili e sociali e opera perché essi siano rispettati come
persone.
2. La presente legge detta i criteri generali per la realizzazione, la gestione, la
qualificazione e il controllo dei servizi educativi per la prima infanzia pubblici e
privati, nel riconoscimento del pluralismo delle offerte educative e del diritto di
scelta dei genitori, in attuazione e nel rispetto della legislazione statale di
settore.
3. Il Consiglio regionale, con una o più direttive, definisce i requisiti strutturali
ed organizzativi, i criteri e le modalità per la realizzazione e il funzionamento
dei servizi di cui alla presente legge, compresi quelli sperimentali, nonché le
procedure per l'autorizzazione al funzionamento di cui all'art. 16 e per
l'accreditamento di cui all'art. 19.
La legge n°1 definisce nel seguente modo il nido: il nido d'infanzia è un
servizio educativo e sociale di interesse pubblico, aperto a tutti i bambini e le
bambine in età compresa tra i tre mesi e i tre anni, che concorre con le
famiglie alla loro crescita e formazione, nel quadro di una politica per la prima
infanzia e della garanzia del diritto all'educazione, nel rispetto dell'identità
individuale, culturale e religiosa.
Il nido ha finalità di:
a) formazione e socializzazione dei bambini, nella prospettiva del loro
benessere psicofisico e dello sviluppo delle loro potenzialità cognitive,
affettive, relazionali e sociali;
b) cura dei bambini che comporti un affidamento continuativo a figure diverse
da quelle parentali in un contesto esterno a quello familiare;
c) sostegno alle famiglie nella cura dei figli e nelle scelte educative.

I RAGGRUPPAMENTI DEI BAMBINI

Il lavoro quotidiano con i bambini è organizzato per età eterogenee perché


riteniamo che in tal modo sia valorizzata la dimensione dell’emulazione fra
piccoli e grandi e che sia possibile la sperimentazione di situazioni più
stimolanti per tutti.
Tuttavia, a causa della differenza di età, di capacità e di interessi, le attività
didattiche sono organizzate in laboratori (della durata di circa un’ora) in cui i
bambini vengono divisi in tre gruppi di età omogenea.
Per ciascun gruppo è prevista una specifica programmazione il cui tema è
deciso dall’equipe dopo un periodo di osservazione sui bambini.
(dai 3 ai 12 mesi- dai 12 ai 24 mesi- dai 24 ai 36 mesi)
Il rapporto numerico adulto – bambini è di un educatore ogni sette bambini
sopra l’anno e uno ogni cinque sotto l’anno.
L’ORGANIZZAZIONE PEDAGOGICA DEGLI SPAZI
Prendersi cura di bambini piccoli significa costruire una buona relazione con
loro, saperli osservare, rispondere alle loro esigenze, contenerli
emozionalmente ma anche saper creare un ambiente accogliente e ricettivo
che favorisca la loro crescita, li rassicuri e stimoli la loro creatività.
Il gioco è il principale strumento di crescita per il bambino ed è per questo
che anche lo spazio deve essere predisposto al meglio per incentivarlo in una
dimensione di sicurezza.
Il nostro nido è progettato con fantasia, cura ed intelligenza a misura di
bambino tenendo conto delle misure di igiene e sicurezza previste dalla
normativa vigente.
1)Il salone principale viene "suddiviso" in:
• angolo del movimento ( con mini scivolo e scaletta, piscina con
palline, tunnel, cerchi, specchio....). I giochi di movimento
vengono proposti perché i bambini raggiungano la padronanza
del proprio corpo in relazione allo spazio e agli altri.
• angolo morbido (con materassini, cuscini, libretti, peluches...). E'
lo spazio per rilassarsi e svagarsi concedendosi momenti di
rapporto individualizzato con l'educatrice per chiacchierare con
tranquillità e gustarsi il piacere di farsi coccolare.
• angolo dei giochi cognitivi (con costruzioni, puzzle, casette,
fattoria....). Oltre a sviluppare la loro creatività e a elaborare
situazioni fantastiche, i bambini sperimentano le collocazioni
spaziali e le dimensioni degli oggetti.
• angolo del gioco simbolico (con cucina, culla, lettini, cuscini,
bambole, coperte...). Questi giochi permettono ai bambini di
sperimentare le azioni di chi si prende cura di loro, di utilizzare
materiale come lo vedono usare a casa, di abituarsi a giocare
insieme scambiandosi i ruoli e prendendosi cura di qualcuno
(bambole) più piccolo di loro.
• angolo del travestimento (con vestiti cravatte, cappelli, collane,
occhiali, foulards...).Favorisce l'iniziativa di gioco autonomo, la
capacità di assumere ruoli attivi, vivendo in prima persona ruoli
precisi (dottore, mamma, papà..) e la capacità di ricordare e
rivivere particolari momenti.
• angolo musicale (con maracas, flauti, xilofoni, tamburi, barattoli
con diversi materiali...).Vengono proposti ai bambini affinché
scoprano che ogni materiale produce un suono diverso,
sperimentino il fare musica e i toni alti e bassi .
2) L'atelier
L'atelier è una stanza adibita esclusivamente per :
1. giochi di manipolazione (pasta di sale, creta, sabbia, farina...) e
attrezzi come rotelline, formine e mattarelli che aiutano a superare la
resistenza al toccare , allo sporcarsi, sperimentando diverse
sensazioni tattili fino a provare il gusto del “pasticciare”.
2. pittura, disegno con colori a dita, tempere, matite colorate, pennarelli,
gessi, pastelli a cera, colla, carta, cartelloni per favorire lo sviluppo
espressivo.
3. travasi di diversi materiali (acqua, sabbia..) per sperimentare la
larghezza, la profondità, la capienza, il volume , il peso...

3) Locale pranzo e attività didattiche


Si tratta di un ambiente tranquillo e un atmosfera rilassante. In esso ci sono
tavolini con sedie a dimensione di bambino che vengono utilizzati sia nel
momento del pasto o della merenda che durante quello delle attività
didattiche.

4) La stanza del riposo


Considerate le diverse esigenze di sonno dei bambini a seconda della loro
età la stanza per il riposo offre due possibilità di uso.
• Per i più grandi vi sono materassi a terra che possono venire
sospesi alle pareti quando i bambini sono svegli.
• Per i lattanti ci sono lettini stabili, un fasciatoio e un lavandino.In
alcuni momenti della giornata potranno utilizzare questa stanza
anche per attività specifiche come il cestino dei tesori con oggetti
che si trovano in natura, manufatti di materiale naturale, oggetti di
differenti materiali (legno, plastica, cartone...), gli specchi e la
palestrina.

5) Il giardino
Ad uso esclusivo del nido sul retro vi è un ampio giardino piantumato
attrezzato con giochi all'interno del quale è stato ricavato uno spazio per il
giardinaggio.
L’INSERIMENTO DEL BAMBINO
L’ingresso al nido rappresenta per molti bambini un primo distacco dalla
famiglia ed un modo totalmente diverso di trascorrere la giornata. Data la
delicatezza che tale cambiamento richiede, sia per la famiglia sia per il
bambino, è necessario e fondamentale che gli adulti che lavorano al nido,
siano in grado di predisporre un percorso educativo pensato e condiviso da
tutto il gruppo di lavoro.
Il momento dell’inserimento viene opportunamente preparato prima
dell’ingresso vero e proprio del bambino al nido, attraverso il contatto con le
famiglie . Ciò avviene con il colloquio preliminare in cui il genitore ha
l’opportunità di raccontare l’immagine del proprio figlio e le educatrici ricevono
informazioni utili nel pensare e predisporre un’accoglienza adeguata.
L’inserimento è un momento molto delicato sia per il bambino sia per il
genitore, perché segna il primo ingresso nell’istituzione educativa, è perciò
necessario che avvenga in maniera graduale.
Il momento dell’inserimento richiede attenzione e impegno per salvaguardare
e favorire alcune situazioni:
• il benessere del gruppo dei bambini già frequentanti;
• un distacco graduale del bambino dalle figure parentali;
• la conoscenza del nuovo ambiente;
• l’instaurarsi di un rapporto di fiducia con gli educatori e i coetanei;
• l’esplorazione degli spazi e i materiali.
Le strategie che vengono messe in atto durante questo momento sono
identificabili in:
gradualità nell’inserimento
presenza al nido del genitore
predisposizione di un ambiente accogliente
suddivisione del gruppo
La gradualità nell’inserimento fa si che il bambini possano conoscere
l’ambiente con tranquillità, esplorare lo spazio, giocare con i giochi, creare un
rapporto personale con l’adulto.
La presenza del genitore costituisce per il bambino la condizione per
esplorare in modo tranquillo lo spazio a sua disposizione…
Il genitore arriva il primo giorno con il proprio bambino e viene accolto dalle
educatrici all’interno del nido che viene predisposto in modo che risulti
accogliente e tranquillo
Le prime due giornate prevedono la permanenza del bambino e del familiare
per circa un’ora: il genitore viene invitato ad accomodarsi all’interno del nido
cercando di mantenere un ruolo
discreto, ma nel contempo di mediazione fra il bambino e gli educatori.
Durante la terza e quarta giornata al genitore verrà chiesto di allontanarsi
lasciando un recapito telefonico per ogni evenienza.
Il giorno seguente il bambino rimane per tutta la giornata, l’educatore
provvede a telefonare al genitore per informarlo sull’andamento del bambino.
L’inserimento avviene nel rispetto dell’individualità del bambino, tenendo
conto del suo vissuto, dei suoi tempi e delle sue emozioni.
Si possono creare situazioni di incertezza da parte del bambino e degli adulti
interessati ma il lavoro giornaliero con i familiari e con i bambini è finalizzato a
fornire costanti informazioni, rassicurazioni e a far vivere serenamente la
giornata al nido.

L’ORGANIZZAZIONE PEDAGOGICA DELLA GIORNATA EDUCATIVA: LE


ROUTINE
Particolarmente importanti all’interno del nido sono le routine: cambio,
pranzo, sonno, il momento dell’accoglienza al mattino e del ricongiungimento
pomeridiano.
Le routine rappresentano un evento fondamentale per i bambini, in quanto
consentono loro, attraverso la ripetizione rituale di riuscire a prevedere quello
che accadrà e quindi di acquistare sicurezza.
L’accoglienza e il ricongiungimento
Al nido parlare delle routine di entrata e di uscita, significa parlare del
“lasciarsi” e del “ritrovarsi”.
L’ingresso è un momento particolarmente importante, in quanto separarsi non
è facile. Pertanto per facilitare questo momento vengono attivate particolari
strategie.
- Strutturazione delle routine di entrata e di uscita
- Ritrovarsi sempre nello stesso spazio (arredi-giochi)
- Ritrovare un gruppo di bambini riconoscibili
- Ritrovare un rituale, una modalità che dia la possibilità al bambino di
prevedere quello che accadrà
- Ritrovare uno spazio ben strutturato dalle educatrici nel quale il bambino
verrà accolto.
Il pranzo
Il pasto deve essere considerato in primo luogo l’occasione di una relazione
piacevole e stimolante sia per il bambino sia per l’educatrice. I bambini
devono poter vivere il momento del pranzo in modo tranquillo e piacevole.
La relazione con il cibo coinvolge aspetti affettivi, sociali e cognitivi, perciò le
modalità con cui questa relazione viene proposta al bambino e si sviluppa,
incidono sulla qualità della relazione.
Nel periodo della fase orale l’educatore tollera il pasticciare con il cibo, in
quanto la conoscenza del mondo delle cose avviene attraverso la bocca. In
questo modo si sperimentano sensazioni tattili, olfattive, gustative, visive e di
manipolazione.
Con i bambini più grandi che hanno già esperienza di manipolazione del cibo
e sanno già usare il cucchiaio e la forchetta , si cercherà di consolidare abilità
di coordinazione oculo-manuale.
Il momento del pasto inoltre offre stimolazioni linguistiche, in quanto
costituisce la situazione giusta per fissare il nome degli oggetti e degli
alimenti e offre l’occasione ai bambini di parlare tra loro.

Il cambio
Il momento del cambio è considerato un momento privilegiato che permette a
bambino ed adulto di sviluppare un rapporto di reciprocità. Il bambino non
deve essere trattato come un oggetto, ma come un bambino in grado di
rispondere alle sollecitazioni dell’adulto, e di essere capace di prendere parte
attiva al momento del cambio.
Il bambino piccolo vive con l’educatrice un maggior contatto fisico che
riguarda il modo di essere contenuto tra le braccia, toccato e accudito.
Importante è la dolcezza dei gesti, movimenti teneri e delicati che esprimono
interesse e attenzione nei suoi confronti. L’adulto che interagisce con il
bambino spiega quello che sta facendo: la spiegazione si associa alla
rappresentazione dell’oggetto (vestiti, scarpe , parti del corpo ecc.) che sarà
utilizzato contribuendo in questo modo a sostenere lo sviluppo del linguaggio.
Per il bambino più grande il momento del cambio costituisce l’occasione per
uno scambio verbale maggiore con l’adulto che lo invita a provare e a fare da
solo sostenendo l’autonomia del bambino che in questo modo prova il
piacere e la gioia del “io faccio da solo”.
Il sonno
Il momento del sonno è per i bambini un momento di distacco dalla realtà per
cui il bambino ha difficoltà a lasciarsi andare pienamente. Il sonno è un
momento delicato ed è importante che possa attuarsi nel rispetto dei ritmi
individuali (rituali di addormentamento di ogni bambino). La
personalizzazione del lettino, gli oggetti transizionali, permettono al bambino
di affrontare con tranquillità e serenità questo momento.
L’educatrice ha un ruolo partecipato e cerca di creare all’interno del gruppo
del bambino un clima di intimità stando seduta tra loro e parlando a voce
bassa.

IL VALORE DELLE DIFFERENZE


Qualsiasi iniziativa per la valorizzazione delle differenze deve muovere dalla
considerazione delle differenze come costitutive della persona e delle culture.
Plurali sono le identità e le culture.
Le persone sono uguali nel senso che hanno tutte la stessa dignità ma sono
anche diverse in quanto unicità irripetibili.
Il monoculturalismo è una costruzione artificiale,dentro ad ogni cultura sono
presenti culture diverse, complesse e mutevoli, questa è la normale
convivenza.
Il modello pedagogico del nido è quello di una pedagogia della relazione
contrassegnata dai valori del rispetto dell’altro, del dialogo, dell’accettazione,
del confronto, dello scambio e della collaborazione.
Sono questi i valori di un’educazione interculturale.
Intercultura è considerare e pensare che ci sono altri modi rispetto ai nostri ,
altre visioni. Questa idea dell’intercultura richiede agli educatori la capacità di
decentrarsi dai propri schemi di riferimento, l’essere flessibili dal punto di
vista cognitivo e relazionale.
Il progetto educativo del Nido accoglie le differenze e le culture di cui sono
portatori i bambini e i loro genitori e dà a queste valore e spazi di
espressione.
Per farlo organizza intenzionalmente un ambiente-contesto che favorisce i
processi di autonomia e autoregolazione da parte dei bambini , personalizza
le routines e le attività, presta attenzione ai differenti stili percettivi e cognitivi
dei bambini.
Educa i bambini alla socialità, alla capacità di stabilire e mantenere relazioni
con gli altri costruttive e gratificanti fatte di negoziazioni e condivisioni, di
scoperta di altri punti di vista rispetto al proprio valorizzando, ad esempio, le
potenzialità cognitive e relazionali del gioco simbolico e dei conflitti tra i
bambini.
Ricerca la partecipazione attiva delle famiglie al progetto educativo
valorizzando il contributo, il sapere e la cultura dei genitori. Cura
intenzionalmente la comunicazione e la relazione con i genitori mediante
incontri istituzionali e strumenti di comunicazione e documentazione.

LA PARTECIPAZIONE DELLE FAMIGLIE


Il rapporto fra educatore e genitori determina profondamente la qualità
dell'esperienza del bambino al nido; è perciò importante che fin dall'inizio
entrambi i soggetti siano coinvolti in un rapporto di fiducia e serenità.
Deve essere dedicata particolare attenzione al momento dell'inserimento
considerando i tempi necessari all'adattamento e alla familiarizzazione del
bambino con l'ambiente e con le persone che vi lavorano .
L'educatore deve stabilire una relazione di fiducia e intimità con il bambino
con la collaborazione del genitore che faciliti l'instaurarsi di un clima sereno e
una continuità affettivo- educativa .
Per agevolare il rapporto con i genitori saranno possibili:
• Colloquio preliminare
E’ il primo vero momento di conoscenza tra i genitori e le educatrici, poiché si
svolge in modo individualizzato in uno spazio e in un tempo destinato alla
singola famiglia. Di norma precede l’inserimento e serve per ‘raccogliere’ tutte
le informazioni relative al bambino (abitudini, interessi, allergie….) utili alle
educatrici per predisporre nel miglior modo possibile l’accoglienza e
l’inserimento del bambino al nido; nel colloquio si comunicano anche varie
informazioni tecniche sul servizio (gli orari, il corredo necessario…).
• Colloqui individuali
Si tratta di incontri realizzati su iniziativa degli educatori o su richiesta dei
genitori. Hanno lo scopo di realizzare una comunicazione ed una relazione
Nido - famiglia contrassegnata dalla collaborazione, dalla corresponsabilità
educativa, dalla ricerca di un’alleanza educativa in cui i reciproci saperi si
confrontano e si concordano linee e strategie educative.
I colloqui vengono preparati mediante la condivisione all’interno dell’èquipe
educative dei contenuti e delle modalità di conduzione , anche predisponendo
materiali documentari.
Si differenziano dal colloquio preliminare per la finalità che lo sottende: le
educatrici incontrano la famiglia per ‘restituirle’ l’immagine del bambino
all’interno del gruppo. È il momento in cui si apre il confronto sui traguardi e
sulle autonomie raggiunte e da raggiungere, creando le condizioni per
collaborare insieme a favore della crescita e dello sviluppo del bambino;
ognuno (nido e famiglia) per compiti e ruoli che gli sono propri.
• Assemblea annuale
In cui viene presentata l’organizzazione del servizio, viene spiegato il
regolamento e presentata la programmazione annuale.
• Feste
In occasione delle festività natalizie del carnevale e del passaggio alla scuola
materna.
• Gita

LE ATTIVITÀ PROFESSIONALI
La progettazione pedagogica e la programmazione
Per programmazione si intende la redazione, da parte del team degli
educatori di un documento che serve come guida all’azione e che definisce e
analizza il contesto, identifica il processo che si intende seguire, precisa i
beneficiari dell’intervento, il modello dell’intervento e le attività che verranno
svolte, la valutazione, i mezzi e le risorse.
Viene discussa dall’equipe e presentata alle famiglie in occasione del primo
incontro annuale.
Programmare al nido significa dunque mettere a punto un percorso
educativo; predisporre strategie e tecniche educative volte a produrre
cambiamenti e miglioramenti e a sostenere lo sviluppo del singolo bambino e
del gruppo. La programmazione è un utile strumento di lavoro che aiuta ad
evitare l’improvvisazione nel lavoro quotidiano con i bambini.
Si tratta di osservare i bambini, di essere attenti al rispetto dei loro tempi di
apprendimento, di conoscerne le caratteristiche evolutive e di ponderare sulle
scelte di cosa offrire e come offrilo, in quali tempi e con quale durata, tale da
raggiungere certi traguardi (in ordine alle competenze sociali, cognitive,
affettive, motorie..).
L’osservazione
All’interno dell’azione professionale dell’educatore, l’osservazione
occasionale e sistematica consente di conoscere le esigenze dei bambini e di
riequilibrare via via le proposte educative in base alla qualità delle risposte
che gli stessi danno. Il saper vedere come si comportano i bambini nei diversi
contesti è di grande aiuto per l’impostazione della programmazione
educativa. Si possono ipotizzare due livelli di osservazione, il primo più adatto
a situazioni su cui non abbiamo informazioni preliminari, il secondo più inteso
alla verifica di problemi di maggiore specificità sulla base di ipotesi dettagliate
laddove la situazione sia già nota dal punto di vista descrittivo.
Per condurre osservazioni sul campo ci si avvale di strumenti come per
esempio la telecamera.
La visione di un filmato produce un impatto con il dato osservativo molto più
immediato che non la lettura di un protocollo, poiché restituisce la situazione
osservata nella sua immediatezza e quasi totalità e consente di affinare e
allenare le proprie capacità osservative. Inoltre poiché questo strumento si
presta all’osservazione del singolo bambino e a quella di gruppo è usato di
frequente all’interno del nido.
Un atro modo di raccogliere dati e osservare è rappresentato dal metodo
“carta e penna”.
La documentazione
E’ un termine che sempre di più accompagna l’ attività educativa all’interno
del nido.
Documentare significa compiere un lavoro di raccolta, di selezione e di
rielaborazione di materiali significativi al fine di renderli funzionali alla
formazione di una memoria. La documentazione è un processo mirato, critico
e continuativo, frutto di un lavoro impegnativo di ricerca, progettazione e
riflessione.
La documentazione crea una memoria individuale, collettiva e istituzionale.
Documentare per non perdere la memoria, per non svanire il senso delle
cose fatte e per poterci ritornare sopra con spirito critico, per non svalutare le
esperienze e per rileggere le cose da altre angolazioni, per potersi raccontare
e riascoltare, perché anche un bambino possa rintracciare il proprio percorso
e rivisitarlo con consapevolezza.
L’itinerario che si compie al nido assume pieno significato per i soggetti
coinvolti ed interessati nella misura in cui può avvenire adeguatamente
rievocato, riesaminato, analizzato, riconosciuto e socializzato.
Anche il progetto educativo viene documentato con strumenti di tipo verbale,
grafico, e con tecnologie audiovisive. Tali documentazioni sono finalizzate a
più destinatari: le famiglie, gli operatori dei servizi, i bambini, l’esterno in
senso lato.
Le forme che la documentazione assume all’interno del nido sono le più
svariate: dalle fotografie che documentano le attività svolte dai bambini ai
filmati sui momenti di routine, dai cartelloni ai lavori individuali conservati
nelle cartellette e consegnati a fine anno.
Tutto quanto il materiale raccolto dal nido diventa patrimonio e ricchezza
dell’esperienza che quotidianamente si vive nel servizio.
L’aggiornamento, la formazione in servizio e l’autoformazione
Tutti gli operatori del nido partecipano ogni anno ad attività di aggiornamento
e formazione finalizzati a promuovere la qualificazione professionale degli
operatori che lavorano all’interno dei servizi.
La qualificazione professionale è una delle condizioni su cui si basa la qualità
dei servizi educativi per l’infanzia.
Il metodo del lavoro di gruppo
Lo staff di lavoro che opera nel nido è costituito da professionisti che pur
svolgendo ruoli e mansioni specifiche costituiscono un gruppo omogeneo da
cui partono elaborazioni di contenuto unitari.
Lavorare con i bambini piccoli comporta costruire un rapporto di lavoro
basato sulla solidità dell’ équipe, che deve assumere un preciso
atteggiamento di professionalità educativa secondo le finalità del nido stesso.
Lo strumento necessario per una buona organizzazione del lavoro è il
collettivo: pertanto i nostri incontri avverranno mensilmente con lo scopo di
definire obiettivi, strategie e metodologie comuni che costituiscono le radici
per un accrescimento personale e un'alleanza professionale.
Per tradurre operativamente il progetto pedagogico, stabilendo i tempi, le
tappe e gli strumenti per realizzare gli obiettivi prefissati terremo incontri di
programmazione settimanali. Durante tali incontri verrà tenuta l'analisi della
quotidianità, la lettura dei vissuti degli operatori, l'organizzazione delle attività,
l'elaborazione delle strategie di intervento comuni in merito a interventi
specifici e,infine, la verifica del lavoro svolto.
I contenuti della programmazione saranno perciò verificati e monitorati
mediante il confronto e l'utilizzo di alcuni indicatori di qualità relativi
all'ambiente, alle relazioni, alla partecipazione dei genitori e al lavoro
educativo.

IL RACCORDO CON IL TERRITORIO E CON GLI ALTRI SERVIZI


A partire da ottobre 2010 il nido Fagottino ha ottenuto l’accreditamento come
servizio di asilo nido per l’Ambito Territoriale di Dalmine (che comprende i
comuni di: Azzano S.Paolo, Boltiere, Ciserano, Comun Nuovo, Curno,
Dalmine, Lallio, Levate, Mozzo, Osio Sopra, Osio Sotto, Stezzano, Treviolo,
Urgnano, Verdellino, Verdello e Zanica).