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Cass., 28.6.2001, n.

8844 Contratto in genere

Priva di fondamento è invece, in sostanza, la solu- Quanto al problema delle conseguenze della no-
zione normativa di cui all’art. 1403, comma 1o, cod. mina, afferma che ad essa è da riconnettere (ovvia-
civ. per Enrietti, Il contratto per persona da nomi- mente, se sussista una procura o intervenga l’accet-
nare, Giappichelli, 1950, 310 ss., il quale sottolinea tazione del terzo) la sostituzione nella titolarità del
come essa si presenti incongrua pure muovendo dal- rapporto contrattuale con efficacia retroattiva,
la prospettiva – seguita appunto dall’a. – secondo Bianca, Il contratto, cit., 129 ss. Per una diversa
cui la contrattazione per persona da nominare si ar- prospettiva, ma nel quadro di una ricostruzione alla
ticolerebbe in una duplicità di contratti: l’uno tra cui stregua si giunge pur sempre a riconoscere nello
promittente e stipulante, l’altro, da considerarsi per- stipulante il destinatario medio tempore degli effetti
fezionato soltanto con l’intervento dell’electio amici contrattuali, v. Delle Monache, op. ult. cit., 371
che ne costituirebbe dunque un elemento struttura- ss. Nel senso, invece, della sospensione di tali effetti
le, tra promittente e terzo (v. anche Id., voce «Con- finché la nomina non sia stata effettuata o non sia
tratto per persona da nominare», nel Noviss. Digesto scaduto il termine per procedervi, Pennasilico, op.
it., IV, Utet, 1959, 666 ss. ed ivi 672 ss.). Giudica cit., 127 ss.; Visintini, op. cit., 361 s.; Carresi, op.
poco chiara la ratio dell’art. 1403, comma 1o, cod. cit., 132; v. altresì Falzea, La condizione e gli ele-
civ. altresì Giuliani, Requisiti formali del contratto menti dell’atto giuridico, Giuffrè, 1941, 283; Santo-
per persona da nominare, in Riv. notar., 1950, 584 s. ro Passarelli, op. cit., 262. In argomento inoltre,
Va poi osservato che alcuni interpretano il disposto con ampia analisi, Donato, Sulla natura giuridica
normativo in parola come se esso prescrivesse, per la della stipulazione per sé o per persona da nominare,
nomina e l’accettazione, l’uso della stessa forma previ- Esi, 1996, 328 ss.
sta dalla legge o dalle parti per il contratto (così Visin- Sul significato dell’art. 1325, n. 4, cod. civ. v. Ir-
tini, Del contratto per persona da nominare, nel Com- ti, Studi sul formalismo negoziale, Cedam, 1997,
mentario Scialoja-Branca, Zanichelli-Foro it., 1993, spec. VII ss. e 137 ss.
357). Il che certamente è errato, confondendosi in tal Esattamente nega che possa considerarsi rivestita
modo il concreto utilizzo di una data forma per il per- della forma in concreto richiesta dalla legge la mani-
fezionamento dell’accordo contrattuale (a tale situa- festazione tacita di volontà che sia desumibile da
zione si riferisce l’art. 1403, comma 1o: sul punto, Laz- una dichiarazione compiuta nella forma medesima,
zara, Il contratto per persona da nominare, nel Tratta- Cian, Forma solenne e interpretazione del negozio,
to Bessone, XIII, 6, Giappichelli, 2000, 256) con l’ipo- Cedam, 1969, 29 s. e 134.
tesi della sussistenza di un patto preventivo concer-
nente l’adozione della forma medesima. Stefano Delle Monache

c CASS. CIV., II sez., 28.6.2001, n. 8844 fissare un termine entro il quale l’altra
Conferma App. Torino, 27.7.1998 parte dovrà adempiere alla propria presta-
zione, pena la risoluzione ope legis del
Contratto in genere - Inadempimen- contratto, poiché la ratio della norma cita-
to - Diffida ad adempiere - Oneri gra- ta è quella di fissare con chiarezza la posi-
vanti sulla parte intimante - Conte- zione delle parti rispetto all’esecuzione
nuto (cod. civ., art. 1454) (a) del negozio, mercè un formale avverti-
mento alla parte diffidata che l’intimante
Contratto in genere - Collegamento non è disposto a tollerare un ulteriore ri-
negoziale - Nozione - Accertamento tardo nell’adempimento.
riservato al giudice di merito - In-
censurabilità in sede di legittimità - (b) Il collegamento contrattuale, che può
Limiti (cod. civ., artt. 1322, 1458) (b) risultare legislativamente fissato ed è
quindi tipico, come accade nella disciplina
(a) In tema di diffida ad adempiere, l’uni- della sublocazione contenuta nell’art.
co onere che, ai sensi dell’art. 1454 cod. 1595 cod. civ., ma può essere anche atipi-
civ., grava sulla parte intimante è quello di co in quanto espressione dell’autonomia

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contrattuale indicata nell’art. 1322 cod. derivava, con effetto di rimbalzo, l’ineffi-
civ., nei suoi aspetti generali non dà luogo cacia nei confronti del dominus del con-
ad un autonomo e nuovo contratto, ma è tratto con se stesso stipulato dal mandata-
un meccanismo attraverso il quale le parti rio, il quale aveva agito alla stregua di un
perseguono un risultato economico unita- falsus procurator).
rio e complesso, che viene realizzato non
per mezzo di un singolo contratto ma at-
traverso una pluralità coordinata di con- dal testo:
tratti, i quali conservano una loro causa
autonoma, anche se ciascuno è finalizzato
ad un unico regolamento dei reciproci in- Il fatto. Con citazione del luglio 1993, Pic-
teressi. Il criterio distintivo fra contratto chio Ugliana Giovanna, esposto preliminar-
unico e contratto collegato, pertanto, non mente di avere promesso in vendita un appar-
è dato da elementi formali, quali l’unità o tamento sito in Alessandria a Paneati Pier Lui-
la pluralità dei documenti contrattuali (un gi cui in seguito conferì procura a vendere lo
contratto può essere unico anche se rica- stesso bene, lamentò che, benché diffidato, il
vabile da più testi; un unico testo può riu- promittente acquirente non aveva adempiuto
nire più contratti) o la mera contestualità la corrispettiva obbligazione e, utilizzando la
delle stipulazioni, ma da quello sostanzia- procura rilasciatagli, si era fatto arbitro di tra-
le dell’unicità o pluralità degli interessi sferire a se medesimo l’immobile e provvedere
perseguiti. Infatti, il «contratto collegato» alla trascrizione del relativo atto in data ante-
non è un tipo particolare di contratto, ma riore ad altro contratto con il quale essa citante
uno strumento di regolamento degli inte- aveva alienato a un terzo il cespite. Convenne
ressi economici delle parti, caratterizzato pertanto in giudizio il Paneati davanti al Tribu-
dal fatto che le vicende che investono un nale di Alessandria, cui chiese di dichiarare
contratto (invalidità, inefficacia, risoluzio- l’avvenuta risoluzione del preliminare e la inef-
ne ecc.) possono ripercuotersi sull’altro, ficacia del contratto concluso dal convenuto,
seppure non in funzione di condiziona- con la condanna di quest’ultimo al risarcimen-
mento reciproco (ben potendo accadere to del danno.
che uno soltanto dei contratti sia subordi- Il Paneati contestò la domanda, eccependo
nato all’altro, e non anche viceversa) e che inadempiente doveva ritenersi l’attrice, la
non necessariamente in rapporto di prin- quale aveva chiesto un ulteriore acconto di lire
cipale ad accessorio. Accertare la natura, 15.000.000 e una proroga del termine fissato
l’entità, le modalità e le conseguenze del per il rilascio dell’alloggio.
collegamento negoziale realizzato dalle L’adito tribunale rigettò la domanda princi-
parti rientra nei compiti esclusivi del giu- pale e accolse la riconvenzionale.
dice di merito, il cui apprezzamento non è La decisione, impugnata dalla soccombente,
sindacabile in sede di legittimità, se sor- veniva ribaltata dalla Corte d’appello di Torino
retto da motivazione congrua ed immune sulla base dei seguenti rilievi. Le parti avevano
da vizi logici e giuridici. (Nella specie si è stabilito, quanto al pagamento del prezzo, che
ritenuto che correttamente i giudici di me- la differenza a saldo di lire 87.000.000 sarebbe
rito avevano accertato l’esistenza del col- stata pagata al momento della consegna delle
legamento negoziale fra un contratto pre- chiavi e che il possesso dell’unità immobiliare
liminare di vendita di un immobile ed il sarebbe stato trasmesso al promittente acqui-
mandato a vendere il medesimo bene, rente entro il 1o febbraio 1993. Era pacifico in
conferito dal promittente alienante al pro- causa che a quest’ultima data il Paneati non
missario acquirente. Da tale premessa si è avesse pagato il prezzo e non fosse stato immes-
ricavato che la risoluzione del primo con- so nel possesso. Tuttavia, il 1o marzo 1993 la
tratto per inadempimento del promissario Picchio provvide ad inviare lettera raccoman-
acquirente riverberava i suoi effetti sul se- data con la quale diffidava il Paneati a versare il
condo, rimasto privo di causa, sicché ne prezzo residuo, precisando che, contestual-

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mente al pagamento, lo avrebbe immesso nel pio comunemente acquisito alla giurispruden-
possesso dell’alloggio. Poiché tale diffida – za quello per cui nei contratti con prestazioni
avente i requisiti dell’art. 1454 c.c. e contenente corrispettive, ai fini della pronunzia di risolu-
il preciso impegno dell’appellante di trasmette- zione, l’apprezzamento del giudice di merito
re il possesso al momento del pagamento del sull’imputabilità dell’inadempimento contrat-
prezzo rimase senza effetto, si erano risolti per tuale costituisce un accertamento di fatto non
l’inadempimento del Paneati sia il preliminare sindacabile in sede di legittimità, se congrua-
di vendita sia il mandato a vendere, costituenti mente e correttamente motivato (cfr. sentt. nn.
contratti collegati. Da ciò conseguiva l’ineffica- 170/2000, 4233/1975). In particolare, in caso
cia del contratto con il quale il Paneati aveva di inadempienze reciproche, è necessario far
venduto a se medesimo l’immobile. luogo ad un giudizio di comparazione fra i
Avverso la sopra riassunta sentenza il Panea- comportamenti delle parti, al fine di stabilire
ti ha proposto ricorso per cassazione articolato quale di esse, in relazione ai rispettivi interessi
in due motivi. ed all’oggettiva entità degli inadempimenti, si
Sacchi Luigi, quale erede di Picchio Ugliana sia resa responsabile delle trasgressioni mag-
Giovanna, resiste con controricorso, poi illu- giormente rilevanti e causa del comportamento
strato da memoria. della controparte e della conseguente alterazio-
ne del sinallagma. E anche tale accertamento,
I motivi. Con il primo motivo, si denunziano prendendo le mosse della valutazione dei fatti
violazione e falsa applicazione degli artt. 1454 e delle prove, rientra nei poteri dei giudice del
e 1140, comma 2, c.c. nonché motivazione merito ed è incensurabile in sede di legittimità,
omessa o insufficiente (art. 360 nn. 3 e 5 se congruamente motivato (cfr. sentt. nn.
c.p.c.). Dai presupposti di fatto ritenuti pacifici 2347/1995, 1554/1989, 1187/1987).
in giudizio, la corte torinese ha tratto conse- È del pari noto che, in tema di diffida ad
guenze errate sotto il profilo letterale e logico. adempiere, l’unico onere che, ai sensi dell’art.
In particolare, non vi era prova che la Picchio 1454 c.c., grava sulla parte intimante è quello
avesse adempiuto la propria obbligazione, avu- di fissare un termine entro il quale l’altra parte
to riguardo all’equivoco impegno di provvede- dovrà adempiere alla propria prestazione, pena
re alla «consegna del possesso» – anziché alla la risoluzione ope legis del contratto, poiché la
«consegna delle chiavi» prevista in contratto – ratio della norma citata è quella di fissare con
e alla circostanza, incontroversa, che l’attrice chiarezza la posizione delle parti rispetto al-
continuava a occupare l’appartamento con il l’esecuzione del negozio, mercé un formale av-
relativo arredo. Pertanto la diffida ad adempie- vertimento alla parte diffidata che l’intimante
re, intimata da contraente esso stesso inadem- non è disposto a tollerare un ulteriore ritardo
piente, non poteva aver sortito l’effetto risolu- nell’adempimento (cfr. Cass. n. 8910/1998).
tivo del contratto. Orbene, la sentenza impugnata si sottrae alle
Il motivo è da disattendere. censure, perché sia sul punto della interpreta-
Questa Corte è andata ripetutamente affer- zione della volontà delle parti in relazione al
mando che nel giudizio di legittimità le censure contenuto del contratto sia su quello della re-
relative all’interpretazione del contratto da sponsabilità per l’inadempimento è motivata in
parte del giudice di merito possono essere pro- modo logicamente corretto e sufficiente.
spettate solo sotto il profilo della mancata os- Come ha osservato la corte torinese, le parti
servanza dei criteri legali di ermeneutica con- avevano stabilito al punto 2 del contratto, quan-
trattuale o della insufficienza o contradditto- to al pagamento del prezzo, che la differenza a
rietà della motivazione, restando esclusa l’am- saldo di lire 87.000.000 doveva essere pagata al
missibilità della mera contrapposizione fra l’in- momento della consegna delle chiavi e, al punto
terpretazione offerta dal ricorrente e quella ac- 5, che il possesso dell’unità immobiliare in ogget-
colta nella sentenza impugnata (cfr. sentt. nn. to sarebbe stato dato alla parte promittente ac-
1886/2000, 1048/2000, 8590/1999, 5103/ quirente entro il 1o febbraio 1993. La corte terri-
1999, 3142/1998, 11334/1997, 3623/1996, toriale ha ritenuto che le espressioni «consegna
551/1995). Analogamente, costituisce princi- delle chiavi» e immissione nel «possesso» siano

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state utilizzate per individuare uno stesso mo- procuratore per risarcimento del danno. L’ec-
mento. A una tale conclusione inducevano il da- cezione sollevata sul punto non è stata neanche
to letterale delle predette clausole, la connessio- esaminata dalla corte.
ne logica delle parole e delle espressioni impiega- Il motivo è del tutto destituito di fondamento.
te nonché la considerazione che, a diversamente Ha spiegato la corte del merito che la risolu-
interpretarle, si sarebbe dovuta ipotizzare la pre- zione del contratto preliminare importò l’avve-
visione, del tutto implausibile, di una consegna nuta risoluzione del mandato a vendere, a nulla
del possesso anticipata rispetto al pagamento del rilevando il fatto che lo stesso fosse irrevocabi-
saldo (87.000.000), pari a ben oltre due terzi del le, poiché, proprio in virtù del suo collegamen-
prezzo fissato in contratto (95.000.000). Ha al- to con il preliminare di compravendita, ne ha
tresì rilevato che – a fronte del preciso e univoco seguito le sorti. Ne era specularmente derivata
impegno, formalizzato dalla Picchio nella diffida l’inefficacia del contratto con il quale il Paneati
a lui inviata, di trasmettere il possesso al momen- aveva trasferito a sé l’immobile.
to del pagamento del saldo – nulla fece il Panea- Il ragionamento seguito dalla corte territoria-
ti nel termine di quindici giorni assegnatogli per le è ineccepibile e in linea con quanto da questa
manifestare la volontà di adempiere la propria Suprema Corte statuito in tema di collegamento
obbligazione. Ne ha concluso che, avendo la dif- tra contratti (vedi sentt. nn. 3238/1954, 3360/
fida i requisiti richiesti dall’art. 1454 c.c., il con- 1978, 6864/1983, 2065/1989, 4645/1995).
tratto doveva ritenersi risolto per l’inadempi- Nei suoi aspetti generali il collegamento con-
mento del promittente acquirente. trattuale non dà luogo ad un autonomo e nuo-
Si tratta, all’evidenza, di un complessivo ap- vo contratto, ma è un meccanismo attraverso il
prezzamento di fatto che è istituzionalmente quale le parti perseguono un risultato econo-
affidato in via esclusiva al giudice di merito, mico unitario e complesso, che viene realizzato
sottraendosi al sindacato di legittimità poiché non per mezzo di un singolo contratto, come
la motivazione adottata consente agevolmente normalmente avviene, ma attraverso una plura-
la ricostruzione dell’iter logico seguito dal giu- lità coordinata di contratti, i quali conservano
dice. Le censure mosse dal ricorrente, basate una loro causa autonoma, anche se ciascuno è
su inesistenti illogicità del percorso motivazio- finalizzato ad un unico regolamento dei reci-
nale del giudice a quo, sulla circostanza irrile- proci interessi
vante che al momento di inviare la diffida la Il criterio distintivo tra contratto unico e con-
Picchio occupava ancora l’immobile (laddove tratto collegato, pertanto, non è dato da elemen-
questa si sarebbe potuta considerare inadem- ti formali, quali l’unità o la pluralità dei docu-
piente se non lo avesse consegnato allo scadere menti contrattuali (un contratto può essere uni-
del termine concesso nell’intimazione) nonché co anche se ricavabile da più testi; un unico testo
su un sofistico distinguo tra «consegna del pos- può riunire più contratti) o la mera contestualità
sesso» e «consegna delle chiavi» dell’immobile delle stipulazioni, ma da quello sostanziale del-
compravenduto, si traducono nella contrappo- l’unicità o pluralità degli interessi perseguiti.
sizione, sui temi controversi, di una differente Infatti, il «contratto collegato» non è un tipo
interpretazione, cui al limite può attribuirsi al- particolare di contratto, ma uno strumento di
trettale logicità e coerenza ma che, per le ragio- regolamento degli interessi economici delle
ni esposte, non è deducibile in questa sede. parti, caratterizzato dal fatto che le vicende che
Col secondo motivo si denunciano violazio- investono un contratto (invalidità, inefficacia,
ne degli artt. 1351 e 2932 c.c. nonché omessa risoluzione, ecc.) possono ripercuotersi sull’al-
motivazione (art. 360 nn. 3 e 5 c.p.c.). Sostiene tro, seppure non in funzione di condiziona-
il ricorrente che, in ogni caso, non poteva più mento reciproco e non necessariamente in rap-
dichiararsi la risoluzione del contratto prelimi- porto di principale ed accessorio.
nare, essendo già stato stipulato il successivo Il collegamento contrattuale, inoltre, può ri-
contratto definitivo, costituente ormai l’unica sultare legislativamente fissato ed è quindi tipi-
fonte dei diritti e delle obbligazioni inerenti al co come accade nella disciplina della subloca-
particolare negozio voluto. Semmai, avrebbe zione contenuta nell’art. 1595 c.c., ma può es-
potuto farsi questione di responsabilità del sere anche atipico in quanto espressione del-

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l’autonomia contrattuale indicata dall’art. 1322 [Pontorieri Presidente – Del Core Estensore –
c.c. Le parti, cioè, nell’esercizio dell’autonomia Marinelli P.M. (concl. conf.). – Paneati (avv. Pre-
negoziale ad esse riconosciuta dall’ordinamen- ve) – Picchio Ugliana (avv. Avellano)]
to, sono libere di dar vita, in un unico contesto
oppure in tempi diversi, a distinti contratti, i
Nota di commento: «Riflessioni sugli effetti
quali, pur caratterizzandosi ciascuno in funzio-
della risoluzione di uno dei negozi collegati»
ne della propria causa e quindi conservando la
rispettiva individualità giuridica, possono esse- I. Il caso
re variamente collegati tra loro in un rapporto
di dipendenza o di interdipendenza teleologi- La controversia nasce da una fattispecie di certo
non rara nella pratica, che offre l’occasione per sof-
ca, in vista della realizzazione di interessi: il
fermarsi su alcuni peculiari aspetti del collegamento
collegamento negoziale, tuttavia, non compor- negoziale. Gli spunti di maggior interesse originano
ta necessariamente un condizionamento reci- da un’indagine critica in ordine alla portata della
proco, ben potendo accadere che uno soltanto risoluzione di uno dei contratti collegati, e
dei contratti sia subordinato all’altro, e non an- più in particolare all’impatto della regola giurispru-
che viceversa. Accertare la natura, l’entità, le denziale per cui in tali ipotesi i distinti negozi sareb-
modalità e le conseguenze del collegamento bero legati indissolubilmente da un destino comune,
negoziale realizzato dalle parti rientra nei com- tale da legittimare il ricorso al brocardo «simul sta-
piti esclusivi del giudice di merito, il cui ap- bunt simul cadent».
prezzamento non è sindacabile in sede di legit- Ad un contratto preliminare di compravendita
immobiliare, è seguito – prima della stipula del defi-
timità, se sorretto da motivazione congrua ed
nitivo, e a pagamento avvenuto solo in minima parte
immune da vizi logici e giuridici. – il conferimento di una procura irrevocabile con
In questi ultimi casi, che interessano la pre- cui il promittente venditore ha autorizzato il pro-
sente fattispecie, la giustificazione del collega- missario acquirente ad alienare il bene, eventual-
mento è data dalla finalità complessiva, che è mente anche a se stesso.
tale quando rende inscindibile l’assetto econo- Alla data stabilita per il pagamento dell’ultima ra-
mico costituito dai diversi contratti. ta del prezzo, e per la contestuale immissione nella
Nella fattispecie esaminata, come corretta- disponibilità del bene, nessuno dei due contraenti
mente osservato dalla corte torinese, era aveva adempiuto ai rispettivi obblighi. Il promitten-
senz’altro possibile ravvisare un collegamento te venditore, per mezzo di una diffida ad adempiere,
ha così intimato alla controparte di pagare il residuo
contrattuale atipico tra il contratto preliminare
debito, precisando che egli, per parte sua, avrebbe
di vendita dell’immobile da parte della Picchio contestualmente provveduto ad immetterlo nel pos-
e quello di mandato a vendere concesso da sesso dell’alloggio, che nel frattempo continuava ad
quest’ultima al Paneati per evidenti ragioni di abitare. Il promissario acquirente, senza provvedere
garanzia dell’adempimento delle obbligazioni all’integrale pagamento, si è avvalso della procura ri-
facenti capo alla promittente venditrice e per lasciatagli dal proprietario per trasferire l’immobile
consentire l’intestazione del bene a terzi senza a se stesso.
un duplice passaggio di proprietà. Il promittente venditore ha allora agito giudizial-
Da questa premessa si ricava innanzi tutto mente, al fine di ottenere la risoluzione per inadem-
che la risoluzione del primo contratto conse- pimento del preliminare, onde far seguire il medesi-
mo effetto anche alla procura ed alla conseguente
guente all’accertamento positivamente com-
compravendita.
piuto dalla corte distrettuale circa l’inadempi-
mento posto in essere dal Paneati riverberava i II. Le questioni
suoi effetti sul secondo, rimasto privo di causa.
Ne è derivata, con effetto di rimbalzo, la ineffi- 1. Presupposti di efficacia della diffida ad
adempiere. Il primo motivo di doglianza del ricor-
cacia, nei confronti del dominus, del contratto
rente si fonda sull’asserita inidoneità della diffida ad
con se stesso stipulato dal Paneati, il quale ha adempiere a produrre effetti risolutivi. Nel momen-
agito alla stregua di un falsus procurator. to in cui il promissario acquirente aveva ricevuto la
Il ricorso va, in definitiva, respinto. lettera raccomandata contenente l’intimazione a ver-
Segue la condanna del ricorrente alle spese sare il residuo prezzo, il promittente venditore non
di questo grado del giudizio. (Omissis) aveva ancora provveduto a rilasciare l’immobile, co-

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sicché difficilmente sarebbe stato in condizione di definito «principio comunemente acquisito alla giuri-
metterlo a disposizione della controparte entro il sprudenza quello per cui nei contratti con prestazioni
termine convenuto. Nella diffida ad adempiere, pe- corrispettive, ai fini della pronunzia di risoluzione,
raltro, il promittente venditore aveva precisato che l’apprezzamento del giudice di merito sull’imputabili-
avrebbe consegnato le chiavi dell’appartamento tà dell’inadempimento contrattuale costituisce un ac-
contestualmente al pagamento del saldo prezzo. Si certamento di fatto non sindacabile in sede di legitti-
tratta di una circostanza di fatto che probabilmente mità, se congruamente e correttamente motivato. In
è stata sottovalutata nel corso del giudizio di merito, particolare, in caso di inadempienze reciproche, è ne-
e conseguentemente in quello di legittimità: sembre- cessario far luogo ad un giudizio di comparazione fra i
rebbe infatti opportuno chiedersi se il promittente comportamenti delle parti, al fine di stabilire quale di
venditore – che era a propria volta inadempiente – esse (...) si sia resa responsabile delle trasgressioni
sarebbe davvero riuscito a liberare l’immobile che maggiormente rilevanti (...). E anche tale accertamen-
abitava simultaneamente al ricevimento dell’ultima to, prendendo le mosse dalla valutazione dei fatti e
parte del prezzo. delle prove, rientra nei poteri del giudice del merito,
Si trattava di una tipica ipotesi di contratto preli- ed è incensurabile in sede di legittimità, se congrua-
minare con effetti anticipati, da cui scaturiscono mente motivato».
non solo l’obbligo di addivenire alla stipula del defi- Dalla motivazione sfugge, quindi, la valutazione
nitivo, quanto soprattutto i reciproci impegni delle di un profilo in astratto rilevante. I precedenti repe-
parti di immettere nel possesso dell’immobile e di riti avrebbero, infatti, confortato la tesi del ricorren-
pagare il prezzo prima che si determinino gli effetti te, trovandosi ripetuto che non può prodursi l’effet-
reali. Il contratto definitivo assume così la funzione to risolutivo quando anche il diffidante sia inadem-
di un transfert, opportuno ai fini della trascrizione, piente, in forza dell’art. 1460 cod. civ. Tale regola
ma ormai pressoché ininfluente rispetto ai risvolti giurisprudenziale trova del resto un riscontro anche
economici dell’operazione. Da questa premessa si nell’art. 2932, comma 2o, cod. civ., che – come è no-
comprende il motivo per cui la diffida ad adempiere to – in caso di inadempimento di contratti a presta-
avesse ad oggetto non già la sottoscrizione del defi- zioni corrispettive prevede la possibilità di ottenere
nitivo, quanto il pagamento della residua parte del una sentenza di esecuzione in forma specifica, rime-
prezzo, evento prodromico ma ben più rilevante per dio speculare alla risoluzione. Quale condizione di
gli interessi delle parti. accoglibilità della domanda, la norma richiede che
La massima ufficiale si incentra sul passaggio del- l’attore abbia già eseguito la propria prestazione, ov-
la sentenza in cui si afferma che «in tema di diffida vero che l’abbia offerta alla propria controparte. La
ad adempiere, l’unico onere che, ai sensi dell’art. simmetria con la diffida ad adempiere è peraltro so-
1454 cod. civ., grava sulla parte intimante è quello di lo parziale, atteso che nella domanda di esecuzione
fissare un termine entro il quale l’altra parte dovrà in forma specifica è sufficiente un’offerta manifesta-
adempiere alla propria prestazione, pena la risoluzio- ta anche con forme non solenni.
ne “ope legis” del contratto (...)». Non sembra questa Nella specie, il promittente venditore aveva assi-
la vera ratio decidendi, o – per meglio dire – appare curato l’adempimento della propria obbligazione
quanto meno limitativa rispetto al percorso argo- contestualmente al ricevimento della residua parte
mentativo prospettato dal Collegio. Probabilmente di prezzo ancora dovuta, così – a parere dei giudici
nella penna dell’estensore, ed anche in quella del – rientrando nell’ambito dell’eccezione prevista dal
massimatore, è rimasta la massima di più recente co- medesimo art. 1460, comma 1o, cod. civ. Si sono già
nio in questa materia (Cass., 9.9.1998, n. 8910, cit. esposti i motivi di perplessità che nascono da questa
infra, sez. III): in quella circostanza, tuttavia, la cau- valutazione di fatto, in quanto ben difficilmente il
sa era nata da una contestazione sulla validità forma- promittente venditore sarebbe stato in grado di ren-
le della diffida, la quale non conteneva l’indicazione dere disponibile alla propria controparte l’unità im-
del giorno, dell’ora e del luogo in cui si sarebbe do-
mobiliare che egli stesso continuava ad abitare.
vuti addivenire alla stipula del definitivo.
L’istanza della parte ricorrente richiedeva piutto- 2. La risoluzione nei contratti collegati.
sto una valutazione in merito alla rilevanza dell’ina- La sentenza solleva un’ulteriore questione, forse di
dempimento dell’intimante, cui la Corte, sebbene maggior peso, che concerne le conseguenze del col-
non prendendo posizione apertamente, non si è del legamento negoziale, e la portata della risoluzione di
tutto sottratta. La tecnica utilizzata è stata quella – uno dei contratti collegati: gli effetti che la risoluzio-
frequentissima – di attrarre l’oggetto della disputa ne del preliminare possa produrre nei riguardi della
nell’ambito degli apprezzamenti di fatto, affidati alla procura, rilasciata successivamente, e del contratto
competenza esclusiva del giudizio di merito ove definitivo di compravendita, in cui l’acquirente è in-
supportati da un’adeguata motivazione. Si è infatti tervenuto in proprio ed in rappresentanza del vendi-

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Cass., 28.6.2001, n. 8844 - Commento Contratto in genere

tore: ipotesi che, di per sé, non comporta conse- nella specie, con l’intestazione che il procuratore ha
guenze invalidanti, in quanto prevista dall’art. 1395 effettuato a proprio vantaggio, sia venuta meno an-
cod. civ. che quella.
La Corte di legittimità, senza alcuna apparente ri- Dalla premessa circa la sussistenza del collega-
serva, ha inquadrato la fattispecie sottoposta al suo mento negoziale, i giudici hanno tratto la conclusio-
esame nell’ambito del collegamento negoziale atipi- ne per cui «la risoluzione del primo contratto (...) ri-
co, in forza delle «evidenti ragioni di garanzia del- verberava i suoi effetti sul secondo, rimasto privo di
l’adempimento delle obbligazioni facenti capo alla causa. Ne è derivata, con effetto di rimbalzo, la ineffi-
promittente venditrice e per consentire l’intestazione cacia, nei confronti del dominus, del contratto con se
del bene a terzi senza un duplice passaggio di proprie- stesso stipulato dal Paneati (il promissario acquiren-
tà». Ripercorrendo le classificazioni elaborate dalla te), il quale ha agito alla stregua di un falsus procura-
dottrina, nella specie parrebbe essersi trattato di un tor».
collegamento volontario e funzionale. Si tratta di un Le espressioni utilizzate dai giudici di legittimità
aspetto certamente singolare, in quanto il nesso in- si pongono nel solco di un’ormai copiosa elabora-
tercorrente tra preliminare e definitivo viene solita- zione giurisprudenziale in materia. Anche la parte
mente inquadrato nell’ambito del collegamento ge- della motivazione da cui è stata estrapolata la mas-
netico: la compresenza della procura, tuttavia, im- sima ufficiale ricalca numerosi precedenti, quasi co-
prime alla fattispecie una curvatura peculiare, ed ap- me se sul punto si fosse ormai stratificata – al di là
porta elementi ulteriori rispetto al consueto schema degli elementi di fatto peculiari dei singoli casi –
preliminare – definitivo. una sorta di statuto del fenomeno del collegamento
A questo proposito, peraltro, non si può fare a negoziale. La decisione, infine, nel suo complesso
meno di sottolineare l’incongruenza del passo della appare condivisibile, avendo disatteso le richieste
motivazione sopra ricordato. Ben si comprende la del promissario acquirente il quale, presumibilmen-
funzione di consentire la circolazione del bene senza te abusando della fiducia concessagli dalla contro-
scontare una doppia imposizione. Il conferimento di parte con il conferimento della procura, aveva
procura rappresenta un espediente frequentemente provveduto ad intestare l’immobile a se stesso: an-
utilizzato nella prassi, ancorché non si tratti di uno che se dalla decisione non emerge con chiarezza il
strumento sicuro: il rappresentato può sempre agire profilo del pagamento del saldo del prezzo, non è
in nome proprio, nonché revocare la procura, sep- difficile immaginare che fosse questo il reale moti-
pur attribuita irrevocabilmente: su questo punto si vo del contendere.
ritornerà, comunque, tra breve. Meno condivisibile Ciò nondimeno sembra doveroso segnalare alcuni
sembra, invece, l’asserita ragione di garanzia del- spunti di riflessione a margine della portata della ri-
l’adempimento dell’obbligazione facente capo al soluzione di uno dei contratti collegati, e dell’impat-
promittente venditore, consistente nell’immissione to – forse eccessivamente dirompente – che ne po-
nel possesso a favore della controparte: la procura trebbe conseguire in fattispecie diverse.
non sarebbe infatti di per sé sufficiente a tale scopo, In primo luogo, il venir meno degli effetti del pre-
in quanto anche il trasferimento del diritto di pro- liminare ha travolto una procura irrevocabile. Tale
prietà non necessariamente si accompagna a quello aspetto, peraltro, non dovrebbe suscitare particolare
del possesso, potendo le due situazioni rimanere scalpore, essendo noto che l’irrevocabilità della pro-
scisse in capo a distinti titolari. cura non comporta una dismissione definitiva dei
Tali considerazioni non intendono essere una cri- poteri da parte del rappresentato che, come già si
tica fine a se stessa alle motivazioni espresse dal accennava può sempre decidere di disporre dei di-
S.C., ma muovono da una perplessità in ordine al- ritti in relazione ai quali ha conferito procura, non
l’effettiva sussistenza del collegamento negoziale. accompagnandosi a questa anche un diritto di esclu-
Innanzitutto, ma si tratta certamente di argomento siva a favore del procuratore.
non decisivo, la procura non è un contratto, cosic- Nella specie si trattava evidentemente di una pro-
ché potrebbe ritenersi impropria la configurazione cura conferita anche – e soprattutto – nell’interesse
di un collegamento negoziale: peraltro non è la pri- del rappresentante. Secondo un orientamento pres-
ma volta in cui la Cassazione non esita ad offrire sif- soché pacifico la revoca della procura, in difetto di
fatto inquadramento, cosicché l’osservazione rischia una disciplina puntuale, soggiace alle regole dettate
di ridursi ad un inutile esercizio di formalismo. Ma in tema di estinzione del mandato: incluso l’art.
soprattutto, se si esclude che la procura rivestisse 1723, comma 2o, cod. civ., che richiede la sussisten-
una funzione di garanzia, e ci si limita ad attribuirle za di una giusta causa. Nella specie l’esito non sareb-
quella di consentire l’intestazione di beni a terzi al be probabilmente mutato, attesa la presumibile ef-
riparo dal versamento di una doppia imposta di re- fettiva presenza dei requisiti previsti dalla norma;
gistro, non ci si può esimere dalla constatazione che tuttavia nella sentenza non si trova traccia di alcuna

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riflessione in tal senso, che avrebbe forse reso più adempiere entro un termine decorso invano, omet-
completa la motivazione. tendo tuttavia di pagare le rate del prezzo comples-
La pronuncia desta perplessità anche per un se- sivo dell’opera; Cass., 27.4.1989, n. 1953, in Mass.
condo aspetto ovvero, per meglio dire, per un’altra Foro it., 1989, ha respinto la richiesta di accertare
omissione nella motivazione. La declamazione della l’avvenuta risoluzione del contratto avanzata dall’ac-
regola per cui i contratti collegati simul stabunt si- quirente di un calcolatore elettronico, installato ol-
mul cadent ha consentito di eludere il problema de- tre i termini contenuti nella diffida ad adempiere,
gli effetti della pronunzia di risoluzione. Nella spe- ma – come è stato successivamente accertato – a
cie, ancora una volta, l’esito della decisione è sostan- causa di una mancata cooperazione del creditore, il
zialmente corretto, poiché il mancato coinvolgimen- quale aveva omesso di predisporre un impianto ade-
to di terzi avrebbe comunque comportato l’applica- guato; esito analogo è sortito da Cass., 24.10.1989,
zione dell’art. 1458, comma 1o cod. civ., e la conse- n. 4323, ibidem, che invece aveva ad oggetto una fat-
guente retroattività tra le parti degli effetti della tispecie simile a quella in questione, in quanto il
sentenza dichiarativa della risoluzione. Tuttavia promittente venditore non aveva consegnato l’im-
l’esito della decisione e, probabilmente, l’intera im- mobile entro il termine pattuito (nella specie, peral-
palcatura della motivazione, sarebbe mutato se inve- tro, la diffida era stata inoltrata dal promissario ac-
ce di intestare il bene a se stesso il promissario ac- quirente, ma la relativa domanda giudiziale – volta a
quirente lo avesse alienato a terzi, poiché avrebbe sentir dichiarare l’avvenuta risoluzione, nonché alla
dovuto operare il comma 2o dell’art. 1458 cod. civ., corresponsione del risarcimento dei danni – è stata
in combinazione con l’art. 2652, n. 1, cod. civ., co- rigettata in quanto il promissario acquirente non
sicché la risoluzione non avrebbe potuto essere op- aveva provveduto al pagamento delle rate del prezzo
posta ai terzi che avessero trascritto il loro acquisto secondo quanto convenuto nel preliminare). Il prin-
prima della trascrizione della domanda giudiziale: la cipio per cui è idonea a determinare la risoluzione la
Supr. Corte avrebbe probabilmente evitato di indul- diffida espressa dalla parte ancora inadempiente, ma
gere nella – superflua e fuorviante – sovrastruttura che offra la propria prestazione contemporanea-
del collegamento negoziale, e si sarebbe più propria- mente a quella di controparte, si trova espresso in
mente ancorata alle regole di diritto positivo. un obiter dictum di Cass., 13.2.1976, n. 466, in
Ovviamente manca il riscontro, cosicché la valen- Mass. Giur. it., 1976.
za delle considerazioni sopra esposte rimane quella
di una semplice congettura, la quale peraltro po- 2. La risoluzione nei contratti collegati.
trebbe rappresentare un ulteriore tassello nel com- La giurisprudenza in materia è frequentissima. Tra
posito mosaico che delinea la figura del collegamen- le decisioni più recenti, seppur in altri contesti, si ri-
to negoziale. cordano: Cass., 23.4.2001, n. 5966 in Mass. Foro it.,
2001, in tema di mutuo collegato ad una compra-
vendita; Cass., 13.12.2000, n. 15762, ivi, 2000; App.
III. I precedenti
Milano, 30.3.1999, in Banca, borsa, tit. cred., 2001,
1. Presupposti di efficacia della diffida ad II, 78; Cass., 2.11.1998, n. 10926, in Giust. civ.,
adempiere. La decisione che ha condizionato la tra- 1999, I, 3385, e in Contratti, 1999, 803, entrambe in
latizia estrapolazione della massima, è Cass., materia di leasing finanziario collegato ad una com-
9.9.1998, n. 8910, in Giur. it., 1999, 946. pravendita. Sovente la giurisprudenza ricorre all’in-
La valutazione delle inadempienze reciproche cui quadramento in termini di collegamento negoziale
è tenuto il giudice di merito si trova sancita in termi- per rilevare l’anormalità di un pagamento, ed assog-
ni analoghi da Cass., 1o.3.1995, n. 2347, in Mass. gettarlo ad azione revocatoria, specie fallimentare:
Foro it., 1995; Cass., 30.3.1989, n. 1554, ivi, 1989; Cass., 29.2.1999, n. 1672, in Banca, borsa, tit. cred.,
Cass., 6.2.1987, n. 1187, ivi, 1987. 2000, II, 264; Cass., 29.9.1997, n. 9520, in Fallimen-
Non sono numerosi i precedenti in cui si è estesa to, 1998, 687; Cass., 22.3.1994, n. 2742, in Giust.
alla diffida ad adempiere l’eccezione di inadempi- civ., 1994, I, 365 e in Banca, borsa, tit. cred., 1994, II,
mento. Nelle decisioni che si è avuto modo di ana- 618; Trib. Catania, 25.5.1992, in Giur. comm.,
lizzare, effettivamente l’intimante non aveva onorato 1993, II, 277.
completamente l’obbligazione su di esso gravante, Il collegamento negoziale tra un contratto ed una
cosicché appariva inevitabile il rigetto della doman- procura è stato ravvisato da Cass., 9.4.1983, n.
da: Cass., 4.5.1994, n. 4275, in Contratti, 1994, 515, 2520, in Foro it., 1983, I, 1900, in una fattispecie
e in Corr. giur., 1994, 858, ha rigettato la domanda speculare a quella in esame, in cui il compratore ave-
dell’acquirente di un’enciclopedia, la quale – vistasi va attribuito procura al venditore per alienare l’im-
recapitare un volume non richiesto invece di altro mobile oggetto della compravendita nel caso in cui
già ordinato – aveva diffidato la casa editrice ad egli non avesse pagato il residuo debito.

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Cass., 28.6.2001, n. 8844 - Commento Contratto in genere

In ordine alla revocabilità della procura che acce- Tra gli aa. che più di recente hanno approfondito
deva ad un mandato in rem propriam, si segnala il tema dei negozi collegati si segnalano: Ferrando,
Cass., 11.2.1998, n. 1388, in Giur. it., 1999, 24, e in I contratti collegati, in questa Rivista, 1986, II, 254;
Contratti, 1999, 120: la fattispecie era del tutto simi- Id., I contratti collegati, in I contratti in generale, III,
le a quella in esame, in quanto ad un preliminare di a cura di Alpa-Bessone, nella Giurisprudenza Bigia-
compravendita immobiliare aveva fatto seguito una vi, Utet, 1991, 571; Id., I contratti collegati nella giu-
procura a vendere che, sebbene successivamente re- risprudenza recente, in questa Rivista, 1998, II, 233;
vocata, il promissario acquirente aveva utilizzato per Id., I contratti collegati: principi della tradizione e
alienare il bene ad un terzo. La vendita, tuttavia, tendenze innovative, in Contr. e impr., 2000, 127;
non era stata trascritta, cosicché il promittente ven- Id., I contratti in generale, nella Giurisprudenza Bi-
ditore ha avuto buon gioco e si è visto accogliere la giavi, Agg., Utet, 1999, 1907; Alpa, voce «Credito al
domanda di risoluzione del contratto preliminare, e consumo», nel Digesto IV ed., Disc. priv., sez. civ., V,
l’inefficacia del definitivo per revoca della procura. Utet, 1989, 22. Sempre tra la bibliografia più recen-
Singolare appare App. Lecce, 1o.6.1989, in Riv. te, si ricordano le monografie di: Sicchiero, Il con-
notar., 1991, 521, e in Rass. dir. civ., 1992, 894: nel- tratto con causa mista, Cedam, 1995; Colombo,
l’occasione era stato stipulato un preliminare di per- Operazioni economiche e collegamento negoziale, Ce-
muta, cui accedeva una procura a vendere, anche a dam, 1999; Lener, Profili del collegamento negozia-
se stesso, conferita da uno dei permutanti alla pro- le, Giuffrè, 1999.
pria controparte. A seguito di atti esecutivi subiti Nell’ambito della dottrina meno recente si ricor-
dal rappresentato il procuratore ha invocato la re- dano: Di Sabato, Unità e pluralità di negozi (contri-
sponsabilità per evizione. La Corte ha ritenuto che buto alla dottrina del collegamento negoziale), in Riv.
la procura concretasse sostanzialmente una vendita, dir. civ., 1959, I, 412; Scognamiglio, voce «Colle-
e che il rappresentante avrebbe dovuto darsi carico gamento negoziale», in Enc. del dir., VII, Giuffrè,
di trascriverla: non si comprende, tuttavia, in quale 1960, 375; Messineo, voce «Contratto collegato»,
delle ipotesi tassativamente previste dall’art. 2643 in Enc. del dir., X, Giuffrè, 1962, 48; Natoli, In te-
cod. civ. tale atto sarebbe potuto rientrare. ma di collegamento funzionale tra contratti, in Giur.
La persistenza del potere del rappresentato di di- compl. Cass. civ., 1964, II, 328; Spallarossa, Con-
sporre dei diritti per cui è stata attribuita procura è tratti collegati e giudizio di buona fede, in Giur. meri-
stata affermata da Cass., 17.10.1977, n. 4432, in to, 1972, I, 457; Ferrando, Criteri oggettivi (e «mi-
Giur. it., 1978, I, 1, 267; Cass., 8.6.1964, n. 1405, in stica della volontà») in tema di collegamento negozia-
Giust. civ., 1964, I, 1538. le, in Foro pad., 1974, I, 339; Castiglia, Negozi col-
legati in funzione di scambio, in Riv. dir. civ., 1979,
IV. La dottrina II, 297.
L’applicabilità alla revoca della procura dell’art.
1. Presupposti di efficacia della diffida ad
1723 cod. civ. corrisponde all’opinione prevalente
adempiere. Sul tema si veda, in generale, Roppo, Il
in dottrina: tra le numerose voci, si rinvia a Nanni,
contratto, Giuffrè, 2001, 964. Si sono occupati della
La revoca del mandato, Cedam, 1992, 69 ss. e in par-
diffida ad adempiere con maggiore specificità Ros-
ticolare 76; Bianca, Diritto civile, 3, Il contratto,
sello, Diffida ad adempiere e congruità del termine,
Giuffrè, 1987, 106; in senso contrario si segnala
in Corr. giur., 1991, 194; Costanza, La diffida ad
Stolfi, La procura irrevocabile, in Riv. dir. civ.,
adempiere, nel Commentario Scialoja-Branca, Zani-
1933, 312.
chelli-Foro it., 1990, sub art. 1454, 431; Manfredi,
Sui presupposti della revoca e, più in generale,
Risoluzione per inadempimento: diffida ad adempie-
dell’estinzione del mandato in rem propriam, si ve-
re, termine essenziale, in questa Rivista, 1988, I, 186.
dano le puntuali osservazioni di Nanni, La revoca,
2. La risoluzione nei contratti collegati. cit., 86, nonché Id., Estinzione del mandato, nel
Un caso analogo a quello in questione è stato consi- Commentario Scialoja-Branca, Zanichelli-Foro it.,
derato da Nicolò, Mandato irrevocabile a vendere e 1994, sub art. 1723, 128.
promessa di vendita, in Raccolta di scritti, II, Giuffrè,
1980, 1335. Giacomo Viotti

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