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Impignando pagine (08/07/2017 20:17)

Impignando pagine...

Fatture, fatiche fattucchiere

Frasi finemente famigerate,

Respirar paura, presto a ritardar.

E la piuma, del cuscino a negar caldo

Stanca dello stropicciarsi come foglio fallito

Prende il volo a crear mantello

Bianco, in un raggio celeste, come la di lei

Veste. Sinistra vien porta, qual destra sola esorta.

Sua altezza? Bastonata sulla testa a ridurr umanit

Bellezza minuta, si presenta intoccabile.

Bamb preposto, tenuto in mano, al suon di pigne

Chakra ancestrale filtra priorit maligne

Ors, apposto si pronuncia, in un che di richiesto appello

Obbedisco? Qual sia mia scelta accorta

Lei colpisce, trova un errore, senza alcun pudore

In uno strano bivio, di un che mentale Amore.

Simil tomoe vortican nei cerchi concentrici

Come lampo serrante aperte pupille

Nei registri caleidoscopici, ordinarie cifre

Bleffano a s stesse, ruotando

In un segno opposto al mio, eppur cos affine

I giorni dopo, come fosse un sogno.

Questa illusione? quel cancro?

Questa emozione? quel cancro!

Un moltiplicarsi di une e di altre

Si destabilizza, in un ciclo racchiudendosi


Tra il sei e il nove, a girar inizio e fine

In s vizio e linfinito, purezza nella lettura

Di psiche che per medico braille.

Un moltiplicarsi scatenato, nellombra

Degli altri, cloni, situazioni, che come embrioni

Sembrano nutrire uno spasmo distinto

Che vortica in un corpo alla ricerca di quella.

Ma sa(i) sci-ndere questo turbinio?

un pulsare oltre il remoto

Raggiungere oltre lo schermo

Quellanima cui ogni spazio devoto

Come pergamena, dinchiostro non raffermo.

E a riaprir palpebra, nei grigi splendori,

Un brivido stridente metal(lo) sento,


Solo io. Fiamma curante investe

Tale. Tale forza e assieme sensinusuale

Nella musica del silenzio, di una vita che sembra

D'altro tempo.

se non altri, un quadro nel rettangolo

Corregge prefetta, a divenir perfetta

Sa(ta)cer-dot-essa. Se la vedessi ancora?

Qual religione.... Sulla credenza immane passione

Attende, Musetta.

Come arma nel chiodo, lama dal sangue

Gocciola. A macchiar le pagine

Di una vita sola, ma ormai non pi bianca

Aggiustami! Il voler, senza mai esser stanca

Attende, Musetta.
Piccola a comprimere, lanima nelle mie unghie

Ci che rimane, dallo schianto con sorpresa

Di bastone immane. Come fai ad essere illesa,

Donna dai fili doro? Satellite in caduta,

Spazza le nubi, occhio lunare, a riflettermi

Nelle mie pi inconsce paure. Mi sento implume

Di fronte a te, impercettibile marea di un fiume,

Che con la tua gravit, esonda.

Si narra che cenere non abbia condanna,

Per chi cura un'eterna fiamma

E nel mio vedere l'astro comune,

Siccome vivo e vissi a prostrarmi,

Non ho mai creduto che dietro le nubi

Luna rossa splenda, senza uno stimolo:

Luce propria.

Vorrei essere un lampo.

Da sigillo a sigillo unico magico incanto.

Perch come due figli introversi

Prima o infine a giungersi aperti

Tra liti e pazienze, ed un eterno credo

Che agisce in segreto, un vederci.

Come due religioni, come scontri precedenti:

Vi sono poi confronti, tra nevi e lava

A creare il fascino dei monti, la cui fine,

A creare personalit di ranghi eccelsi,

E' solo grafica, per un paesaggio circostante.

Non ci sono altri oltre noi due.

Tra gli anelli, divi(se i)nerenti accen(no ve)leno


Da quellenigma, sorge e tramonta

Ogni d. Sper che dica ci che deduca.

E impignar, strugge assenza deco,

Mentre tesoro del cielo torna alla luna

Quasi inconscio di ci che profuma...

Se il flusso ancestrale collega la gente

Se pergamena si spegnesse dincidente

Che solo fossi in quel che sarei?

Bieco, cicatrizzar sentenza che fugge.

Se potessi esprimere un sogno:

In questa vana realt sconvolta

Vorrei essere musica dentro il tuo orecchio:

Nellaltro sigillo anche solo lunga volta

Dallocchio al sandalo cada piccolo specchio.