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Materiasso (30/03/2018 17:36)

Sentii polso e ormai tasto carta


Par mio asso è tre di fiori.

Come un Hollow.
Dalle diverse forme, persiste
Nel non tornare, presente
Negli incubi.
Sono anni, e si ripresenta
Senza integrità, incompletezza.
Sentirsi stramazzo davanti ai polmoni:
Fantasma dal gelo pugno
Cui candido ponte nella terra
Delle nebbie, rese mater(i)asso
A scivolare a picco, tra i cuscini
Icebergs cronici, senza risalire.
Titanico spezzarsi, tra rapide vibrazioni
D’attimo tentato a ca(r)pirsi.
Nel nulla veder, avanti risiede
Avanzi di pieghe, su fronte di crucci.
Arte d’arteria s’occlude per sempre.