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Il rinculo di amare un angelo. (25-04-18 10.

27)

Ruotano le stesse secondo un fresco ciclo


Da stordire la sera di ogni bambino
In mezzo a mille luci e promesse di trofei.

Girano le tazze linearmente sull'acciaio


Dalla notte calde fino al giunger di chiarore
Adul(a)ta sveglia dal color corteccia.

Com'è che ribalta, rivelandosi nemico


Il crescere? Forse lo sbarcar lunario
Forse il necessario, il dir "se non concimo
Rigogliore di qualcosa"? Ma non si cresce chiù:
Potrei ad aver potuto, rimpianti de fanciullo
Feccia a gemme liquide, o si perde o non s'esce più.

Marsupiali e draghi, nei loro confini,


Sentirsi persone in convessi schermi,
Senza sapere propria o altrui
Salute in status smeraldo o vermiglio
Siccome nessuno parla, nel creder noncuranza
Meritevol crune e spaghi, si ritrova con scompiglio.

La differenza tra amar bianco su nero


In confronto al "voler bene" vacuo ameno
E che i compromessi sono in forse, patto
A vincol di timbro.
Così difficile rendere l'automatico perchè
Di una scelta innata a rigor di piuma e penna?

Il rinculo di amare un angelo.

Come un vivaio floreale accollato d'ornamento


Che, fatto d'anni, s'avvince ed avvicina,
Al sol svenar vitale.
Più stringe, più bello rendersi, perchè spegnersi
E' sfida, iniziar safari.
Lanciarsi l'esca, si getta il sasso
A ritirar mano, la scommessa dentro l'uovo
Si dilegua.

Più simil d'invio, cerchio X tangendo.


Due attimi di decisione, a cambiare le persone
In un ricordo, ancora presente
In un messaggio, a rendersi esistente.
Il volo di colui che ritorno d'incontri
A spingerlo corrente, @-tende.

Accendendo a fari mandi le idee


Come lumache ad assaggiare il sale
In zucca, a richiudere le antenne,
Troppe emozioni nella testa
Vibrazioni, scosse e ritirate
Degli oculi, fino a quando lacrima
Lava via il sapido, a rimaner poco.
Siccome di spavento l'angelo s'è accorto.

Dal nero si rischiara un nuovo azzurro.


Lodevole poma non è più gustosa
Il succo, a rischio che la pianta, sempre a pro
Secchi, garante di sforzi. Anneghi in biccchiere
Senza ritorno, la linfa s'approccia
Per un altro colui, stanziarsi.

Ma siccome l'angelo si conforma a donna


Resa di strada a congiunger gameti
Viaggio astronomico o conformar comete
Proporzione del traguardo rispetto al viaggiatore
Si parla di metà, ma la mancanza è si maggiore.

Ma siccome l'angelo si conforma in donna


Fatica di strada a caricar asceti
Viaggio atomico ad attrito in quiete
Proporzione del centro rispetto al gravitore
Si parla di metà, ma l'attrazione è si maggiore.

Il rinculo di amare un angelo:

A prescindere dal volersi conoscere


A prescindere dal sapersi conoscere
Io ritengo che a venirvi incontro
-Rialzo leggiadro il dislivello; o...
Ardito sbalzo da una rupe-
Semplicemente non essendo accorto:
Chiunque voi siate, vogliate esser dunque
Color da cui il mondo migliorie abbia meritate...

ANALISI

Strofa 1 e 2

Le prime due strofe sono collegate tra loro, siccome hanno lo stesso soggetto (tazze), che viene
utilizzato come elemento comune per ricondurre la giovinezza (prima strofa) e l'età adulta (seconda
strofa). Infatti nella prima si descrive la giostra delle tazze rotanti tipica dei luna park. Vengono qui
evidenziati il movimento rotatorio, la sera, la presenza di luci e trofei, e, appunto la presenza di
bambini, di cui sono elementi tipici; nella seconda strofa invece sono evidenziati il movimento
lineare, la notte/mattina, come i "premi" siano ridotti ("adulata", la semplice giornata) in quella che
è ogni giornata "adulta". Quest'ultima strofa inoltre riconduce al lavoro di barista ("acciaio", il
bancone; "sveglia color corteccia" il caffè, le tazze calde nella notte) di cui al momento il poeta si
sta occupando, evidenziando come anch'egli si senta in una "routine adulta".

Strofa 3
La terza strofa si ricollega in una domanda conclusiva alle prime due: "Com'è che il crescere ci
cambia così tanto la vita che ci sembrava così amica da bambini?"
Il collegamento è anche dato dalla presenza di rime imperfette alternate con la prima strofa (a fine
verso, più "autenitiche" come l'infanzia, ma meno precise) nei primi 3 versi, e di rime esatte
alternate (la prima parola di ogni verso) interne (più "nascoste", come l'età adulta ma più precise)
negli ultimi tre.
La risposta alla domanda non è precisa, ma ci sono più ipotesi: "forse è perchè si deve arrivare a
fine mese, forse perchè si vuole mettere da parte qualcosa per più avanti. L'unica certezza, dalla
metà del quarto verso, è che non si deve perdere la spontaneità (racchiusa in quel "Chiù" dialettale)
pena l'eterno rimpianto per come ci si sentiva bambini.
L'ultimo verso rimanda invece alla strofa successiva, (feccia a gemme [cristalli] liquide, si riferisce
ai dispositivi tecnologici) essendo un monito su come la tecnologia non dev essere abusata da
bambini perchè altrimenti o saranno troppo coinvolti o al contrario si deciderà di non usarla più in
futuro, rinunciando a un ottimo strumento.
Piccola nota, le iniziali dei versi ricordano con insistenza la sigla S.M.S..

Strofa 4

Questa strofa è inizialmente influenzata dai titoli più rappresentativi della playstation 1 (Marsupiali
[Crash Bandicoot] e draghi [Spyro the Dragon] i quali tra l'altro sono alla perenne ricerca di cristalli
e gemme, ricordati con una sostituzione nel verso precedente); tuttavia la strofa nella sua interezza
ha un significato molto importante: ogni persona rischia davvero di non poter trovare sè stessa ("si
ritrova con scompiglio") nonostante desideri un ordine difficile da ottenere nella propria vita
("meritevol crune e spaghi") perchè la comunicazione manca a causa di un presumere che a nessuno
importi di sè ("nel creder noncuranza") o del proprio stato d'animo ("status smeraldo o vermiglio"
riferimento alla barra della salute nei videogiochi che cambia colore a seconda dei danni subiti),
arrivando perciò a perdere gli altri e sè stessa in uno schermo separato dagli altri, ricaduti in una
situazione simile.

Strofa 5 e 6

Queste due strofe sono collegate dal verso centrale (che riprende il titolo) che riassumono il
significato del titolo stesso non in una definizione ma in un arrangiamento.
"È così difficile capire come mai una persona è spontanea nello scrivere (penna) e nell'animo
(piuma, riferimento alla morbidezza e al calore)?".
Questo poichè, come nei primi versi descrive, il poeta è schietto: per egli il voler bene è siglato
(nero su bianco; a vincol di timbro) proprio perchè non siano parole futili e ingannevoli ("vacuo
ameno" sono parole dal significato dolce e positivo, usato qui in contrasto al fatto che sono false,
dato che "vacuo ameno", letteralmente, significa "vuoto rallegrante", cioè parole dolci ma senza
concretezza).
Il poeta non offre certezze, ma impegno ("patto"), poichè l'affetto è qualcosa di difficile da provare
e mantenere ("compromessi sono in forse").

I quattro versi della strofa successiva invece descrive l'affetto in sè. Una splendida percezione
("vivaio floreale") che è decorata ("accollato d'ornamento") dal proprio passato ("fatto d'anni"), che
stringe e rende più nitido ("s'avvince ed avvicina") il lasciar questo mondo. È così bello che nello
stringersi si sente la sfida al voler sentirsi vivi; questa sfida è come una caccia (di anime), in cui ci
si attrae, ci si fa dispetti, ma se si è arroganti ("a ritirar mano" ovvero non si ammettono i propri
errori in una relazione) la sorpresa di una persona sparisce (cioè si perde il legame).
"È sfida [...] si dilegua" sono versi legati a un altro videogioco: "Pokémon" siccome i primi due
versi si riferiscono alla competizione della zona safari mentre gli ultimi due a un pokémon
considerato dei più rari da ottenere (nei primi titoli, i più nostalgici): Chansey, come riferito da
"scommessa", "uovo" e "dilegua".

Strofa 7

Il primo verso racchiude due significati: "Si riesce a fare centro premendo solo un tasto con la
decisione con cui si preme invio" (dove "cerchio" e "X" ricordano i tasti di un joy-stick) riferito al
fatto che nella comunicazione odierna, fatta di messaggi, premere un tasto è la differenza tra "un
messaggio c'è" e quindi alle conseguenze nei fatti e nelle emozioni dello stesso, e l'assenza di tutta
questa variabile. Ciò chiaramente determinato dall‘avere il coraggio di premere il tasto invio oppure
no.
L'altro significato è più nascosto: ovvero che (l'affetto) è un incontro ("tangendo") di contatti ("X",
incrocio) a raggiungere un obiettivo ("cerchio") in una persona, piuttosto che un impulso ("d'invio"
soprannaturale) dato da un'entità superiore o dal volere del destino.
Il resto della strofa si articola nella descrizione del primo verso, specificando come questo affetto
abbia più forme: passata (non dimenticarsi), presente (contattarsi; conoscersi), e futuro ("volo" e
"ritorno", riferimento implicito al Condor [animale che rappresenta la vita futura] spesso già
ritrovato in altre opere) specificando come nel procedere delle difficoltà, delle azioni e
dell'emozioni (spingerlo corrente), "attende" (cioè si fida) [gioco di parole siccome la chiocciola
"@" in inglese si dice "at"]. Tuttavia data la caratteristica pazienza dell'autore, potrebbe anche
significare at-tende (dove "at" preso dal latino, significherebbe "ma", e preso dall’inglese
significherebbe "a, presso" preposizione indicante moto a luogo o stato in luogo) con il significato
di "tende un messaggio (elettronico?) nonostante le difficoltà", rinforzando quindi il significato di
Fiducia precedentemente proposto.

Strofa 8 e 9
La metafora in questa strofa individua come spesso alcune relazioni muoiono senza un motivo
specifico o addirittura in situazioni controcorrente ("come lumache ad assaggiare il sale"), perchè
si è stati troppo a discutere ("vibrazioni scosse e ritirate" riferito alle lumache, ovvero impeti, scatti
d'ira e tentativi di fuga dalla discussione) o a rimpiangere (richiudere le antenne in zucca, sempre
riferito alle lumache) fino a quando è troppo tardi ("a rimaner poco") e il dolore ha già placato ciò
che c'era di positivo ("lacrima/ lava via il sapido); si noti come il sale (in zucca, secondo un modo di
dire, la capacità di ragionare) assume sia connotati negativi (il sale che uccide le lumache) che
positivi (il sale di pensieri positivi purtroppo lavato via).
Anche in questo caso il primo verso ha due significati, di cui il primo è "accendendo a(f)fari mandi
le idee/ come lumache [...]" intendendo che se ci sono interessi le emozioni ("idee") vanno a morire,
mentre l'altro "accendendo afa rimandi le idee/ come lumache [...]" è molto più nascosto, dato il
contenuto della strofa, ma significa che invece con l'affetto dimostrato ("afa", col significato di
calore) questa morte viene posticipata ("rimandi"), e che quindi sia una soluzione più diretta e
ottimale.
L'ultimo verso dell'ottava strofa si collega invece con il primo della successiva (siccome "Angelo
nero" e "Angelo azzurro", riprendendo il tema del bar, sono due varianti dello stesso cocktail).
Le due strofe sono collegate perchè sono entrambe metafore per esprimere lo stesso concetto, ma
una presa dal contesto animale e l'altra dal contesto vegetale.
Infatti anche questa strofa parte con una difficoltà, questa volta superata (dal nero si rischiara un
nuovo azzurro, come se per una pianta il cielo fosse stato oscurato per un breve periodo), per poi
discutere su come la pianta reagisce: anche se il frutto ("poma") non è più buono [ovvero anche se
un legame si è perso] la pianta a rischio di sacrificarsi ("a rischio che" ... "secchi")si pone sempre
verso il prossimo ("a pro" ... "anneghi in un bicchiere"), fornendo un altro frutto ("linfa s'approccia"
... "stanziarsi" cioè a diventare succo di un frutto invece di scorrere dentro la pianta) a disposizione
di una persona amata. Due simboli degni di nota sono "prosecchi" (altro riferimento al bar, che può
ricondurre al significato dell'alcool già trovato in altre poesie) e "succo" (o linfa) che rappresentano
l'amore di una persona (e il gesto per esprimerlo). Interessante è il fatto che, come per una pianta il
frutto esprime un interesse (la protezione e riproduzione dei semi) anche l'affetto di una persona non
sia disinteressato nella sua totalità ma serva a saziare il vuoto della solitudine.

Strofa 10 e 11

Questa coppia di strofe tali sono i parallellismi da far convenire un'analisi comparativa.
L'interpretazione è piuttosto vaga, siccome non è chiaro se il simbolo dell'angelo rappresenti il
poeta oppure quello della donna, in un interessante gioco voluto dal poeta stesso. Nel primo caso
sembrerebbe rappresentare il poeta e nella seconda strofa la donna. Questo sembrerebbe essere
suggerito dalle parole "viaggiatore/gravitore" e "mancanza/attrazione" quasi complementari tra loro,
oltre che dalle preposizioni a/in prima della parola donna (come se appunto l'angelo sia separato
oppure identitario alla donna). In ogni caso, grazie a queste strofe, si evince il senso del titolo. Che
amare una donna (oppure, in senso di sfida, amare il poeta stesso da parte della donna) porta a
grandi fatiche, rappresentate dal lungo viaggio e, in particolare, dalle proporzioni tra cellula uovo
"traguardo" e spermatozoo "viaggiatore" e quelle tra protone "centro" ed elettrone (definito
gravitore per il percorso che compie e la sensazione che il poeta ha di scindersi come una particella)
che, sebbene diversissime, sono comunque in grande sproporzione ("si parla di metà ma") per la
parte centrale, o l'obiettivo, che il poeta sente distante da sè stesso.
Una piccola nota è che la parola "asceti" è usata nel significato originario del termine, che significa,
dal greco, "ostacoli di allenamento" (da cui poi si dedurrà una retta via e meditazione tipica dell'
"asceta" nel significato moderno).

Strofa 12
L'ultima strofa definisce semplicemente ciò che ora il poeta è. Ciò è anche evidenziato dal primo
verso di tutta la poesia ("Ruotano le stesse secondo un fresco ciclo", cioè che le donne sono sempre
oggetto d’opere ogni volta sempre rinnovato): ovvero una persona che incontra altre persone
(presumibilmente coloro a cui la poesia è dedicata, tutte donne) e se non fa attenzione ("non
essendo accorto") ciò può risultare in un salto nel vuoto, mentre nel caso in cui vi è cura in un
levarsi con leggerezza in volo; Ciò non è influenzato dal tempo di conoscenza (primi due versi).
L'ultima parte è un'esortazione alle destinatarie, ovvero di essere ciascuna sè stessa, siccome solo
così possono dare il miglior contributo al mondo.