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Jenseits (15/07/2020 17:05)

Fenomeno paralisi, paranormale, paragonabile


Pendolare, un'ombra materiale, scivolasse
Pesante, forza oscura, su di me.
Costringendomi alla ricerca lungo pori;
Annegare nelle gocce della tua chioma, cader
Tsunami di Moscato che pare scaldarci.

Dentro falsa doccia di speranza sublime.


Capelli che come liane stringono al punto
Torti, tendini e articolazioni, non reggono più
Capelli trapassanti da cuore a capillari a dita.
In quest'isola ottenebrata da serpi desiderio
Scheletro segue posa fuori programma.

Antique sacred sword, ripped through my throat


Solid unbound shadow, branches getting my nerves
Spreading, Splitting, Splatting, Feeling, hairlines beyond fingers
Heart and Soul, only there was a surface tension.
One-oriented, crushed by an internal pression
Lost, got separated, pushed against myself.

E la bruciero' dall'interno del mio corpo


Mischiando passivo e richiesta,
Schiaffo di protesta, che ne voleva ancor
Come l'inferno che attendo per darmi
Animo e valore, perché potrei dire
"Senza te nulla è tutto".

Un'alba glaciale, dove goccia di sudore


Attraversa seni di brivido lucido
Congela, e cuor d'imbarazzo, spezza futuri.
Chissà se quell'onniscienza, sa cosa aspetterei.
Ma se da una parte desidero dimora
Dall'altra vedo, la capanna di legno,
Dove una mia foto da genitore risulta
Strappata, e mia prole, come dispersa in perizoma
Tra le mani, di chi ha tradito, e io pronto a perder tutto
Pur di non lasciarlo orfano, troppo buono.
Crepe nelle cornici, cascate nella giungla
Senza ponti sospesi ma solo precipizi.

Ogni sorgente pare inquinata, contagocce


Di semplice petrolio, che combusto al tocco
Diventa bruciore, ulcera d'incassi.
Arde, breve, espandersi, raggiungere, consumare.

Parte è esplosione, d'avanzar persecutrice.


Eppur si crea arte, da opponibili gemelle.
Lasciar ogni costanza al rimembrar vogliate.
Parte è tremore, d'imitar persecutrice.
Visuale esterna alla concavità mi conceda
Risposte, sono confuso. Come se la verità
Sia oltre i Quasar. A 3 e 60 gradi, ovunque
Io mi giri, ambo presenti.

Simil suicidio, senza rancore, voglio solo


Annullare sentimenti e sensazioni
Perché ho perso la voglia di voi,
Cavallo trascurato, immergersi nel letto
Piattaforma sfruttata per guadare il fiume
Da donne con ora lo sguardo verso gli altri.

Lasciar ogni costanza al rimembrar vogliate.


Goder brevi pellicole erronee, istanti nel forse
Indecisi , Han provato ad amarmi.
Uccisi, queste tre occasioni
Le strangolai, solo perché volevo
Immacolarle nel bene, prossime a me:
Aura calda a bruciar chi s'appropinqua.

Mai Cessò di dannarmi, nel privato sipario


Azioni, in cui stanco di tollerar strappai
Lo stesso punto debole.
Invitante...
Apprezzamento del sè.

Marci(a)re, so solo, a passi più larghi


Astinenti incontrando miei meandri,
Necrosi. Dov'è la mia braccio destro?
Un altro, la strappò via, come me.
Esplosioni e proiettili miranti la schiena
Linciano ciò che fu, mi finiscono
Accumularsi danni, cedon gomito e ginocchia.

Eppur si crea arte, da opponibili gemelle.

Uniquità, al mio trono dell ombra, compare arditore


Manualità, accomunarsi di segreti e piani ad'orecchi
Periferica energetica, per molti insapore:
Blanda prospettiva di rincoglioniti a specchi.
All'opposto, assieme vacanza e mestiere, Miniature
Antiche, inizio veloce, incidente di rette
Assieme a 3 forme, tetracromo sicure
Connesso ben oltre tre tacchette.

Come in trincea, clamore di squadra,


Allegro arrogante, un collega d'atrio ferito
In terzo, colui che zappando canale, affaccia
Sbraito tonante di-sparati scenari, d'anticipo luce.
Come due nazioni, straziante da un muro,
Percepisco. Mi tocca scavalcare e andare oltre.

Passarmi il testimone, il prossimo segnale, in cerca


Di direzione, in una via del tormento eterno.
In esso vedo, Jenseits, tra me e me stretta di mano
Che non ho mai capito se ringraziai od odiai.

(al ricordo di d.M.G., T.M., d.M.M.)


(ringrazio C. A., d.P. A., F. B.)
(con la presenza di d.G. L.)