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Re-morse (30/06/2020 10:23)

Ombre dalla finestra, mi chiede di volare

Via con sè, ma non ho la chiave.

Espiro, areosol, si appanna la vista.

Scrivo, a più non posso, parlo senza labiale...

Cura rammentata, debole si propaga,

Battendo screen, sempre più lontano.

Chiedo d'identificarsi, e.... lo spiffevo s'inneva.

Fveddo ma nevo, il mio nevvo scleva.

Savà colpa mia, oppuve solo tua?

Concetti che spvopovzionano le veazioni:

Debole pevdo la lingua. Fin gola al petto,

Fino libido euclidea... mi sbaglio: platonica.

La mia testa, elett, elegi... Retta, risuona da una spina

Dorsale, decade, carne ed anima, esplode una rabbia

Lunga, questa faida, come un drago, appropinqua

Brivido retrò, ormai estratta quasi come errante.

Si corre, per boschi, per templi, palpito batte

Abbattendo sagome dai colori verdi e bianchi,

Grandi e piccole. Sembrano ripetersi:

Conflitti di bidimensionalità senza assicurazioni.

Sperimento mosse, guardie, anacronismi

E ritorno in passati; Raccogliendo bottini

Nel baule sulle mie spalle, eventi di calore,

Cavalcando uno struzzo blu, come non miei.

E al chiudere d'ali straniere, aprii gli occhi.

Due archi di luna corsi all'equinozio recente.

Han le ombre animo? Ha l'anima un'ombra?


Perchè la Luna è sì bianca e sì sterile?

La dea della caccia nel suo sguardo pungente

Mi segue, predona in ombre, attraverso il buio

Di falso tepore sepolto nel tempo, devo difendermi

Devo raccontare, a quell'ombra che manga

Perchè ci si dimentica che narrazioni non solo fantasia

Ma ispirano realtà, irrorando cuori rancidi, di speranza.

Fuggendo, tagliente carezza da demonio appresso,

E' ancor lei? Perchè è qui a Terra? Tronco lacerarsi.

Perchè da un altro corpo sei qui celeste?

Che faccia hai? Kaguya in rendermi tuo Zetsu,

Non doveva psico-shock curar tossine?

Non dovevan la Principessa guarirsi in cicli, con fratello

Eter-emico? Da pugnale un biglietto. Mentre la sua

Ombra, sembra non dimenticare:

Fette di metà

V'è collisione, tra l'accettar sgranature altrui, cercar

Si, E desideri propri, del bisogno sottoscritto.

Divisi in due schermi, nasce proprio concetto

Senza vero conferma, ma s'ha da perder negarsi.

Separando al voler odio, amor, accidia,

Noia e accettazione; tra due diverse e valide realtà.

Gener d'attributo coeso al far queste invidia:

Solidificarsi in destino altruista. Fette di metà.


Sii, questa realtà? Tonta tale, non mi risponde.

Dalle mani, il tirapugni, cede, senza stretta a sostegno.

Ci ha perso il cuore, ci ha perso la faccia.

Strappata a morsi dalla vile realtà

S’ha da rivelarsi, presso grave sepolto in

Capace d’amare, lacrima perfora, come una pala

Il mio sterno, e il mio cardio, di un terzo in scala

Percepisce il degrado, pneumi stessa sorte.

Manca nuovo fiato, non s'appanna, senza testo...

Quel termometro prima rosso, infine blu, scema

Vittima dei colpi, consecutivi in pena a reazione.

Si ri-leva la maschera, specchio di lacrima

Appare, evacuando risorse inmens.

Ci ha perso il cuore, ci ha perso la faccia.

Strappata a morsi dalla vile realtà

S’ha da rivelarsi, presso grave sepolto in

Capace d’amare, Andreide vi era.

Scorcio di un passato, rimosso.

N.d.t.

Fino libido euclidea... mi sbaglio: platonica:


oltre a esprimere un'idea di confusione. Questo concetto evidenzia l'affetto che provava in precedenza: un
legame come su un altro pianeta, un'amicizia priva di qualsiasi contesto fisico, ritenuto dal poeta (in errore:
“mi sbaglio” è riferito a platonico, non euclideo) non necessario. Questo errore ha generato “Conflitti di
bidimensionalità senza assicurazioni.”

Abbattendo sagome [...] verdi e bianchi:

Il poeta ripercorre conversazioni passate attraverso un particolare mezzo di comunicazione.

Due archi di luna corsi all'equinozio recente:

due giorni dopo l'equinozio di primavera appena passato.

La Dea [...] che manga:

Questi quattro versi rappresentano la “bisecuzione” (poi ripreso come concetto in “fette di metà”) del
poeta, siccome il poeta è diviso da due elementi. Questi sono un passato dove la Dea della caccia, figura
presente nei ricordi del poeta, lo insegue per predarlo, ovvero attribuirgli colpe reciproche, di un legame
ormai in dubbio se sincero o meno, siccome è venuta meno quell'atmosfera di speranza capace di rendere
una realtà appassionante possibile (manga, metafora di questa realtà, dal suono simile a “manca”, ombra
che manca, ricordo venuto meno, e “mangia”, siccome è venuto meno in maniera aggressiva). Come altro
significato, “Dea della caccia”, si riferisce alla nipote del poeta, in età puerile e col rischio di essere
influenzata (Mi segue) in da una cattiva condotta a livello affettivo del poeta. Mentre il “devo raccontare”
è riferito al futuro nei confronti della bambina, nei confronti del ricordo del poeta è indice un impegno (che
come si legge dopo, è deceduto) che era portato dal poeta in passato: quello che le storie appassionanti
sono sia emuli che ispiratrici della realtà: per tal ragione, le due cose possono coesistere (perchè esistono
nello stesso concetto di realtà), e di conseguenza anche legami apparentemente senza senso, purchè
mantenuti da autenticità.

Kaguya […] Zetsu: ci si riferisce agli accadimenti del Manga/Anime NARUTO SHIPPUDEN by Masashi
Kishimoto.

Eter-emico: unione di due prefissi a significare “non consanguineo” (fratello di legame e non per sangue).

inmens: unione del latino “mens-is” (mente; intelletto) all'italiano “immense”.

Andreide vi era:

titolo di una precedente opera del poeta, e pseudonimo rappresentante il poeta stesso (post mortem).