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Atrio (07/07/2020 11;11)

Piombo, qui, come attraverso un foro,


E si svuota. Lasciando solo mura.

Urla senza fiatar, esausto a pugni a piene


Braccia, Pareti, come se cercassi
Aria in sigillo tra baffi, sin pizzetto includono
Definiti, e mento a ciglia, maschera di viso,
Perchè questa prigione è sempre stata mia.

Color anemico d'inganno irraggiante, finta luce


Mi traspare colmo che a guardarmi gli stessi
Vedo solo ossa, e mi coloro pian piano
Di blu, similmente alla mia pelle, subisse urti
Da velo di pietà, che ricevo da me stesso.

Di contro quelle mura, dopo un lungo credo


Freddo da Colei come Dio...Eppur si mossero.
Che ne è di quei finti bicchieri?
Quell egoismo di cui non; Riesce a pensare a sé
Nella maniera corretta, come l'intuizione che
Fossi malato, invece ad intendere, una sì, mia ricerca;
Senza un'anacronistica cornetta, ci si è lasciati ad altro.

Ricordo: There is no fever


Temo: There is no f - ever
Le risposte s'avran quando incendi
S'accosteranno senza essersi soffocati.
Eppur son certo, che per cancellarmi...

Temeva di amarmi in pasto alla distanza


Legata da nodi semicoscienti, abboccolati
Su un cranio de anima fin troppo vicina.
Vero attende lì dentro, sotto il badile, e presso terre di
Mia tomba, lo stesso atrio in cui mi trovo qui ora. E preme, preme, contrae.

...Senza smettere eppur ora: Scelse di fingere


Una realtà che suoi occhi sentano, parole prive
Di testimonianza, nelle paure di queste pareti bianche.
Che si stringono, come se un ponte facesse peso
Su pilastri a pareti opposte, uno sì, letto termale.

E tutto questo in quell'istante


Anteposto all'annegar in fiume coagulante.