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1.

1 Origine e funzioni della moneta

A.
B.
C.
D.
E.

Cos la moneta?
Come nasce la moneta?
Moneta-merce e moneta segno
Moneta legale e moneta convenzionale
Le funzioni della moneta
Unit di conto
Mezzo di pagamento
Fondo di valore

A. Il concetto di moneta elusivo e non immediatamente comprensibile. Molti economisti si sono


affannati a cercare una definizione onnicomprensiva del concetto di moneta, senza mai giungere ad
una formulazione lineare.
HICKS, per semplificare il problema, ha seguito un approccio di tipo funzionale, postulando che la
moneta ci che la moneta fa

B. Molti economisti hanno notato che si ha la nascita di un qualche cosa definibile come moneta
ancor prima dello svilupparsi della scrittura.
Si inizia infatti, ad un certo punto, a sentire lesigenza di tenere conto dei rapporti di debito e credito
che nascevano allinterno di una civilt, come ad esempio:
- Debiti derivanti dal matrimonio (era consuetudine dare in cambio qualcosa)
- Debiti derivanti da colpe (ti ho fatto qualcosa , quindi devo espiare la mia colpa, in altre parole,
saldare il mio debito)
- Ecc.
Dunque si ha la nascita della moneta quando questo debito viene espresso in termini di qualcosa (es.
un certo numero di conchiglie, di capi di bestiame, ecc.)
Questo concetto si ritrova ad esempio in KNAPP, per il quale la moneta debito. (Ma se la moneta
debito, allora tutto pu essere considerato moneta?)
Le prime monete coniate apparvero in Egitto sotto la dinastia dei Tolomei, a partire dal 330 a.C.

C. Storicamente, si sono avuti due tipi di moneta:


1) MONETA-MERCE
Era moneta una qualche merce (es. un certo numero di capi di bestiame [il
termine pecunia deriva infatti da pecus, bestiame, un certo quantitativo di
un bene [da cui anche salario, dal quantitativo di sale che veniva fornito ai
legionari romani come forma integrativa della retribuzione], ecc).
La moneta-merce ha valore INTRINSECO
2) MONETA SEGNO

Tipicamente viene emessa in formato cartaceo (banconote). Non ha valore


intrinseco, e il suo valore dipende dal segno che vi sopra, cio il suo valore
nominale/facciale.

D. Una ulteriore classificazione che si pu avere della moneta segno :


1) MONETA LEGALE
la moneta che, per legge, possiede potere liberatorio (la sua accettazione
forzosa e libera il debitore dal suo debito nel momento in cui essa viene
consegnata al creditore)
2) MONETA CONVENZIONALE
Sono tipicamente assegni, cambiali, ecc., ossia tutta una serie di strumenti che
sono moneta in senso stretto, ma che non possiedono il potere liberatorio (es.
nessuno obbligato ad accettare una mia cambiale).
Si tratta dunque di una moneta basata esclusivamente sulla fiducia reciproca tra
gli scambisti.
Inoltre, non pu essere utilizzata per saldare i propri debiti verso la pubblica
amministrazione (es. non posso pagare le imposte tramite assegno bancario)

E. Mentre vi disaccordo tra gli economisti su una definizione univoca di moneta, pacifica
lattribuzione alla moneta di tre differenti funzioni:
1) Unit di conto
2) Mezzo di pagamento
3) Fondo di valore
Il punto dibattuto tra gli economisti diventa, in questi termini, la scelta di quale tra le funzioni sopra
elencate debba essere considerata la funzione preminente della moneta.
A seconda della maggiore o minore enfasi posta sulluna o sullaltra funzione ne scaturir una
diversa impostazione teorica sul funzionamento del sistema economico in relazione alla moneta.
Per chiarezza, possiamo ricordare brevemente come per la teoria neoclassica sia da considerarsi
principale la funzione 2), mentre per la teoria keynesiana assume ruolo prevalente la funzione 3)
della moneta.

La moneta come MEZZO DI PAGAMENTO


Questa funzione della moneta era gi stata accennata da SMITH, e venne successivamente
ripresa da MENGER.
La funzione di moneta come mezzo di pagamento inizia ad avere senso considerando che, se
essa non vi fosse, e fossimo dunque in uneconomia di baratto, affinch avvengano gli
scambi sarebbe necessaria quella che viene chiamata DOPPIA COINCIDENZA DEI
BISOGNI.
Inoltre, dopo questa prima difficolt, plausibile e di non poco conto ipotizzare che la
ricerca di uno scambista disposto a scambiare la merce da questi posseduta con quella di un
altro agente abbia degli elevati costi di transazione.

Proviamo a considerare un esempio. Supponiamo che nelleconomia esistano solo 5 beni (

C1 , C2 , C3 ,C 4 , C 5 , e che ognuno dei cinque beni sia scambiabile con s stesso e con
un solo altro bene. Possiamo costruire la seguente matrice degli scambi:

C1 C2 C3 C4 C5
C1

C2

C3
C4
C5

In questo caso, se un individuo possiede

C1 e desidera C5 , sar costretto a passare su

tutti e quattro i mercati ed effettuare 4 scambi per ottenere la merce desiderata.


Se esistesse un bene scambiabile su tutti i mercati, ne deiverebbe una forte semplificazioneSupponiamo che

C3 sia ora il numerario.

La struttura della matrice degli scambi si modifica in questo modo:


C1 C2 C3 C4 C5
C1

C2

C3

C4

C5

Si notevolmente ridotto il numero degli scambi (da 4 a 2), e, quindi, si sono ridotti i costi
di transazione.
Se vero che in questo modo si ridotto il numero di scambi, pur vero che non siamo
ancora in una economia monetaria, ma in una economia mista (monetaria e di baratto).
Occorre notare, inoltre, che il ruolo della moneta non emergerebbe in un economia
walrasiana (dove ogni merce scambiabile con ogni merce).

C1 C2 C3 C4 C5
C1

C2

C3

C4

C5

Tuttavia, uneconomia di questo tipo, in cui vi un banditore che dichiara continuamente i


rapporti di scambio tra tutte le merci, difficilmente potrebbe essere considerata uneconomia
monetaria:
-

Potenzialmente ogni merce potrebbe assurgere al ruolo di moneta del


sistema;
In questo sistema la moneta e la gestione della sua circolazione risulta
completamente centralizzata, mentre uno degli elementi con cui la moneta
esplica la sua funzione di mezzo di scambio dovrebbe essere il
decentramento degli stessi.

Il valore della moneta emerge chiaramente quando, in una economia come quella descritta
prima, non necessariamente su tutti i mercati si rinviene la doppia coincidenza dei bisogni.
Consideriamo ad esempio uneconomia con una struttura degli scambi come questa:
C1 C2 C3 C4 C5
C1

C2

C3

C4

C5

In questa situazione, appare chiaro che i possessori delle merci

C1 e C 2

non otterranno

mai le altre tre merci, per quanti sforzi possano compiere.


In questo tipo di economia, senza una moneta-merce non possibile per tutti effettuare
transazioni.

Altre considerazioni che possiamo fare sulla moneta come mezzo di scambio sono quelle di
ALCHIAN-BRUNNER-MELTZER, relative al fatto che, in una economia di baratto,
occorrerebbe reperire un ingente quantitativo di informazioni per scegliere, tra le i tantissimi
potenziali rapporti di scambio, quello pi vantaggioso.
Saremmo infatti pi inclini a conoscere i rapporti di scambio tra le merci pi domandate sul
mercato, ma nulla vieterebbe che si potrebbe raggiungere un miglior prezzo
indirettamente, lucrando la differenza su rapporti di scambio intermedi.

La moneta in questo senso, un minimizzatore di costi, una tecnologia che risparmia agli
operatori delleconomia la necessit di procurarsi completa informazione su tutti i possibili e
pi vantaggiosi rapporti di scambio.

CLOWER teorizza che in una economia monetaria la moneta compra i beni, i beni
comprano la moneta, ma i beni non comprano beni.
Per dirla in termini semplici, posso comprare un vestito con il denaro, posso cedere un
vestito dietro pagamenti di denaro, ma non posso comprare il vestito (o cederlo) in cambio di
una mela.
Siamo in questa situazione:
C1 C2 C3 C4 C5
C1

C2

x
x

C4

C5

C3

Questa una vera e propria economia monetaria: ogni bene si scambia con s stesso o con la
moneta. Senza moneta, non avvengono scambi di merci. Aumenta il numero delle caselle
vuote, ma questo non influisce sul numero di scambi, anzi, esalta ancor pi il ruolo della
moneta.
La disponibilit di moneta pu inoltre costituire un vincolo alla domanda e creare
conseguenze rilevanti su produzione e occupazione.
Non astratta la possibilit che, in condizioni di forte incertezza dei mercati o di
iperinflazione, luso della moneta possa lasciare spazio al ritorno di forme pi primitive di
scambio come il baratto (in questi casi la moneta scotta).

La moneta come FONDO DI VALORE


La propriet chiave della moneta che essa mantiene il suo valore nel tempo.
Limportanza del ruolo della moneta pu essere messa in evidenza da un duplice punto di
vista:
-

In primo luogo, lo strumento con cui posso trasportare ricchezza nel


tempo: serve a collegare lo scambio intertemporale
In secondo luogo, la moneta conserva il suo valore nel tempo

Cosa determiner quindi la mia propensione a detenere moneta?


Se la moneta entra a far parte della ricchezza di un operatore al pari di altre attivit, allora la
moneta stessa unattivit finanziaria.
In generale, possibile ordinare le attivit finanziare secondo il loro grado di LIQUIDITA
(commerciabilit e trasformabilit immediata in risorse reali).

Se vi fosse certezza sui rapporti di scambio tra beni nel tempo, come ipotizzabile in un
mondo walrasiano, questa funzione non avrebbe senso, perch potrei pianificare e decidere
fin da oggi cosa voglio fare in futuro.
Con lanalisi keynesiana, e quindi lintroduzione di un elemento di incertezza, emerge il
ruolo della moneta come fondo di valore la moneta mantiene sempre il suo valore, cio
annulla il rischio di perdite in conto capitale e la spiegazione del tasso di interesse come
rendimento che si ottiene da unattivit finanziaria in quanto compenso della rinuncia alla
liquidit.
Nel mondo reale sono presenti una infinit di strumenti finanziari con diversi gradi di
liquidit: allora il problema diventa definire fino a che grado di liquidit unattivit pu
essere definita MONETA.
Solitamente si utilizza lo strumento della Elasticit Incrociata, con cui si misura il tasso di
variazione di unattivit in relazione a una variazione unitaria di un altro titolo. Tanto pi
lelasticit incrociata di valore alto e negativo, tanto pi le due attivit possono considerarsi
sostituti perfetti.
Sotto questa ipotesi, una domanda di moneta fortemente anelastica al variare del tasso di
interesse, sta a significare che lammontare di moneta detenuto dagli operatori ha scopo
fondamentalmente transazionale.
Viceversa, una forte relazione inversa, e quindi unelevata elasticit tra la quantit di moneta
domandata e il tasso di interesse, significa che la moneta detenuta dagli operatori
principalmente per la sua qualit di fondo di valore.

La moneta come UNITA DI CONTO


La moneta come unit di misura del valore svolge innanzitutto la funzione di numerario.
Tramite la moneta, so che dovr pagare un certo ammontare di unit di moneta per avere
ununit di bene reale.
Anche se ci trovassimo in un mondo walrasiano, non verrebbe meno lesigenza di esprimere
in termini di una qualche merce (che potrebbe indifferentemente essere una qualunque delle
merci delleconomia, o anche una merce-tipo sraffiana) i rapporti di prezzo tra i diversi beni.
In questa funzione emerge con chiarezza la funzione semplificatrice della moneta. In un

n(n1)
2

prezzi (cio i

prezzi relativi delle merci a due a due), ma semplicemente devo conoscerne

n1 (cio i

economia composta da n beni, non mi occorre pi conoscere

prezzi relativi).
Il valore della moneta che viene scelta come numerario calcolato in modo diverso nelle
diverse teorie economiche.
Nelle teorie che fanno discendere il valore della moneta dalla quantit di lavoro necessaria a
produrla (es. 10 operai per estrarre un Kg di oro), il valore della moneta potrebbe scendere (e
quindi aumentare il livello generale dei prezzi) perch ad esempio viene scoperta una
miniera che per estrarre un Kg di oro richiede solo 8 operai o per il progresso tecnologico.
Altre teorie calcolano il valore della moneta come risultato di unequazione in cui il valore
della moneta (il suo potere dacquisto) viene ricavato come reciproco del livello generale dei
prezzi.