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Keen S Leredit di Augusto Graziani conserva il suo valore

Leredit di Augusto Graziani conserva il suo valore


di Steve Keen

http://www.businessspectator.com.au/article/2014/1/13/economy/augusto-grazianis-legacyretains-its-currency
Stavo per scrivere una retrospettiva su Ben Bernanke questa settimana, dal momento che presto
termina il suo mandato come governatore della FED, ed il momento di analizzare il trascorso
del suo periodo in carica cos come lui stesso ha fatto sui suoi predecessori durante la Grande
Depressione. Ma venuto meno qualcosa di molto pi importante, la scorsa settimana:
leconomista italiano, Professor Augusto Graziani, morto allet di ottantanni.
Augusto chi? potreste chiedere. Il nome di Graziani non ben noto neanche tra gli economisti,
lasciamo perdere il pubblico generico, poich lui era fuori dal mainstream neoclassico e anche
fuori dallAmerica continentale, che ha uno pseudo-monopolio sulla celebrit nelle scienze
economiche nei giorni che viviamo. La sua voce Wikipedia mette in evidenza il suo attuale
anonimato: un semplice abbozzo.
Ma nellambito della comunit post-Keynesiana, e specialmente nella branca europea, Graziani
fu un gigante. Merita di esser conosciuto molto meglio, e spero che la storia sia ben pi generosa
di lodi verso di lui di quanto non lo sia stato il mondo contemporaneo, dove il chiacchiericcio di
economisti neoclassici come Bernanke soffoca la sapienza di veri saggi come Graziani.
Il pi importante contributo di Graziani fu il derivare dai primi principi unaccurata descrizione
della natura fondamentalmente monetaria delleconomia capitalistica. Questo inizi con una
questione semplice: pu essere monetaria uneconomia in cui come moneta funzioni una
commodity qualcosa come oro, argento, o in un senso pi attuale, la pseudo-commodity
bitcoin, che prodotta via input denergia? La sua risposta fu no, poich tale economia
meramente uneconomia di baratto con meno contorsioni. Da questo derivava il primo principio
per cui monetaria uneconomia che usa un segno di scambio essenzialmente senza valore.
Il punto di partenza della teoria del circuito, che una vera economia monetaria
incompatibile con la presenza di una moneta merce. Una moneta merce per definizione un
tipo di moneta che ogni produttore pu produrre per se stesso. Ma uneconomia che usa come
moneta una commodity proveniente da un regolare processo produttivo, non pu essere distinta
da uneconomia di baratto. Una vera economia monetaria deve di conseguenza essere una in cui
si usa una moneta segno, che al giorno doggi la moneta cartacea.
Il suo secondo principio era che questo segno non potesse essere un IoTiDevo ordinario, come
un credito commerciale emesso in cambio di beni, poich questo ancora lasciava una relazione
finanziaria tra compratore e venditore dopo che il bene era stato trasferito. Un pittore che
compra della tinta da un rivenditore usando un credito commerciale ottiene la tinta, ma in
aggiunta va via dal negozio con un debito verso il negozio. Ma se lui compra la tinta con dei
soldi, allora dopo che i soldi cambiano mano, la tinta appartiene al pittore che non deve niente
al negozio. La moneta quindi un segno che accettato come mezzo di pagamento finale da
tutti i venditori.
Ad ogni modo, affermare che un' economia monetaria fa uso della moneta cartacea non
sufficiente per identificarla come tale. Se, ad esempio, i beni vengono commerciati contro
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promesse di pagamento quali titoli di debito commerciale, ogni operazione commerciale vede la
nascita di un debito dellacquirente e un credito del venditore. Uneconomia simile non
monetaria, ma uneconomia creditizia. Se in uneconomia creditizia alla fine del periodo
temporale [considerato] alcuni operatori detengono ancora moneta rispetto ad altri,
necessario un pagamento finale, il che significa che non stata usata moneta. Se, dallaltro
lato, i pagamenti liberatori fossero continuamente rimandati e rimpiazzati da nuove promesse, i
compratori godrebbero di un illimitato privilegio di signoraggio. La moneta di conseguenza
qualcosa di diverso da una commodity ordinaria e qualcosa di pi che una semplice promessa di
pagamento.
Graziani quindi svilupp tre condizioni necessarie per definire uneconomia monetaria:
a. La moneta deve essere una valuta segno (altrimenti darebbe luogo a un baratto e non a
transazioni monetarie)
b. La moneta devessere accettata come mezzo di liquidazione finale della transazione
(altrimenti creerebbe credito e non moneta)
c. La moneta non deve garantire privilegi di signoraggio per alcun agente che effettua il
pagamento
Da questo Graziani deriv una semplice ma profonda intuizione che rovesci due secoli di
economia che fondamentalmente percepiva il capitalismo come una versione modificata del
baratto. In questa visione convenzionale di baratto, tutti gli scambi coinvolgono due parti e due
beni: la situazione ideale laddove lAgente A possiede il bene X (un cervo, ad esempio), e
vuole il bene Y (ad esempio un castoro), mentre lAgente B ha il castoro e vuole il cervo. Si
incontrano, determinano un fattore di conversione, scambiano i rispettivi panieri di beni, e
vanno a consumare i loro acquisti.
La moneta era trattata come un semplice accrocco tra questo baratto puro e la pi comune
situazione dove A aveva un cervo e voleva un castoro, mentre B possedeva un bene Q (grano, per
dire) e desiderava il cervo. B avrebbe dovuto prima vendere il grano in cambio di un po della
moneta merce stabilita Z (loro, diciamo). A avrebbe dovuto quindi volontariamente
concedere il cervo a B in cambio delloro, sapendo che avrebbe potuto poi dare loro a qualcun
altro in cambio di ci che lui realmente desiderava, che era una certa quantit di castoro.
Lintuizione di Graziani fu che piuttosto che la bi-personale, bi-commodity visione del baratto,
uneconomia monetaria fosse quella in cui ogni scambio coinvolgeva tre persone (o soggetti
istituzionali), un bene, e la moneta. Uneconomia monetaria quella in cui lacquirente A d
disposizione alla banca Z di trasferire moneta dal conto di A al conto di B. In cambio, B da ad A
il castoro che desidera (hmmm non mi biasimate, lesempio di Adam Smith). Nelle parole di
Graziani:
Lunico modo per soddisfare tali tre condizioni che abbiamo dei pagamenti effettuati
tramite delle promesse di un terzo attore, essendo una banca tipicamente il terzo attore, al
giorno doggi. Quando un attore fa un pagamento per mezzo di un assegno, soddisfa il suo
partner mediante la promessa della banca di pagare lammontare dovuto. Una volta effettuato
il pagamento, non restano relazioni residue di debito e credito tra i due attori. Ma uno di loro
ora creditore della banca, mentre il secondo debitore verso la stessa banca. Questo assicura
che, nonostante leffettuazione del pagamento finale tramite moneta cartacea, agli attori non
garantito alcun tipo di privilegio. Perch questo sia vero, ogni pagamento monetario
devessere di conseguenza una transazione triangolare, che coinvolge almeno tre agenti, chi
paga, chi pagato, e la banca. La vera moneta di conseguenza moneta creditizia.
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Alcune persone ricordano doverano quando J.F.Kennedy fu ucciso, o quando fu uccisa la


principessa Diana (o quando Miley Cyrus twerk su MTV). Io ricordo dove mi trovavo nel
momento in cui ho letto dei documenti che hanno alterato profondamente la mia visione del
mondo. La lettura di questo paper di Graziani una singola pagina in un singolo paper, non meno
fu una di queste occasioni.
Stavo lavorando come senior lecturer presso il mio ex datore di lavoro UWS, e mi era stato
chiesto di prendere lincarico del corso di economia finanziaria, dal momento che leconomista
devotamente neoclassico che era stato lettore in precedenza era un cos cattivo insegnante che
cera stata una rivolta studentesca. Non era contemplata lipotesi che io mi apprestassi a dar
spazio alle cretinate che i libri di testo neoclassici mettevano a disposizione sullargomento, cos
mi immersi nella letteratura strettamente monetaria in economia per costruire il mio corso.
Sapevo che Augusto Graziani era uno degli autori che dovevo leggere, dal momento che per
coincidenza avevo assistito a un suo intervento in una conferenza del 1998 nellUniversit di
Bergamo in nord Italia. Non si trattava solo del suo profondo paper, ma anche che il suo
rispondere spontaneo alle domande provenienti dalla platea, avvenisse in un inglese perfetto.
Augusto un nome imponente per chiunque debba farsene carico figuriamoci per un uomo
non certo alto ma con la sua postura elegante e la sua cultura impeccabile, Augusto portava il
suo nome con aplomb.
Quando lessi il paper di Graziani nel 2002, un puzzle che mi aveva intralciato per anni fu
istantaneamente risolto. Come passare dal modello implicitamente monetario dellinstabilit
finanziaria che avevo sviluppato nel 1992, a uno strettamente monetario in cui la deflazione
potrebbe esacerbare una crisi del debito, come chiaramente era avvenuto durante la Grande
Depressione? La risposta era semplice: le banche dovevano diventare parte essenziale del mio
modello, ed ogni transazione doveva ricalcare la struttura triangolare che Graziani aveva
delineato. Triangoli e banche regolate in uneconomia monetaria, e non due linee tra acquirenti
e venditori ed il baratto.
Tale intuizione mi guid nel tempo allo sviluppo del mio programma di modellazione Minsky, che
ora parte indispensabile del mio approccio alleconomia. Nel costruirlo realmente mi sono
posizionato sulle spalle di quel gigante che fu Augusto Graziani. Ho fiducia che le scienze
economiche del futuro gli accorderanno lo status che merita.
Concluder con una citazione del ricordo di Graziani da parte di Riccardo Bellofiore nella Rivista
di Economia Keynesiana:
Lui ci ricorda che la teoria economica deve mettere al centro del suo studio non le
imperfezioni del mercato, ma piuttosto la normalit di potere e conflitto, non solo tra
lavoro e capitale, ma anche tra fazioni del capitale, ed allinterno del capitalismo. Occorre
abbandonare il riferimento ad un immaginario mondo con uneconomia di baratto disturbata
dalla moneta, o lillusione che la moneta possa essere integrata in un modello economico che
non monetario nelle sue fondamenta.
Addio, Augusto. E unesortazione agli autori di Wikipedia: sentitevi liberi di utilizzare questi
contenuti e i link a seguire per dare a questuomo minuto ed elegante lo status che realmente
merita di gigante delle scienze economiche.
[traduzione a cura di Daniele Basciu]
pubblicato il 5 dicembre 2014
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