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ASSOBETON

Organo Ufficiale

Progettare e produrre
con un processo industrializzato

PRIMO PIANO
PROGETTARE
Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n 46) art. 1, comma 1 CN/BO

La prefabbricazione nella progettazione dei viadotti in c.a.p.

CONFINDUSTRIA

Costruzioni prefabbricate: la lezione appresa



dal terremoto dAbruzzo
Problematiche progettuali legate al comportamento
sismico di alcune tipologie di connessioni di strutture
prefabbricate
Le nuove UNI TS 11300, aggiornamenti e revisioni normative
Il 18 Congresso CTE

FOCUS

Do you speak LEED? GBC Italia ti aiuta

18
2011

I servizi per la sostenibilit


Linnovazione energetica in edilizia.
Rapporto ONRE 2010 sui Regolamenti Edilizi Comunali
Il cemento trasparente per il Padiglione italiano di Shanghai

PRODURRE

Marcatura CE dei prodotti prefabbricati in calcestruzzo



Limpiego di solai a lastre predalles per edifici sismo-resistenti
Marcatura CE obbligatoria per tutti i travetti
per solaio immessi sul mercato dal 1 gennaio 2011
Il recupero delle acque di processo
e degli scarti di calcestruzzo

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primo piano
ASSOBETON

leditoriale
del presidente
Con il 2010 si chiuso un periodo che passer alla storia come uno dei pi difficili per il comparto delledilizia
industrializzata in calcestruzzo: in due anni il valore del
nostro mercato di riferimento si ridotto di circa il
40% rispetto al 2008.
Cali cos drastici in tempi tanto brevi lasciano tracce
indelebili che non sono ancora totalmente evidenti: gli
imponenti ammortizzatori sociali, messi in campo dal
Governo, stanno mascherando la vera eredit di questa crisi, che verr alla luce solo quando le misure di
sostegno cesseranno.

Basta con le gare aggiudicate


al massimo ribasso
certo, per, che nel corso del 2010 le imprese di
prefabbricazione, proprio pensando al dopo, hanno
messo in atto processi di razionalizzazione e ristrutturazione che consentiranno loro di affrontare meglio
il prossimo futuro. A fronte di aziende certamente pi
leggere e flessibili, il 2011 per partito mostrando
un mercato ancora debole e con prezzi delle materie
prime in netto rialzo. Una situazione che, in presenza
di unofferta strutturalmente superiore alla domanda,
non consente certo a noi operatori di trasferire questi
extra costi sui prezzi finali dei nostri prodotti/sistemi.
Tale circostanza ha spinto recentemente ad auspicare
linserimento nei nostri contratti della clausola di revisione automatica dei prezzi nei casi in cui il ciclo temporale di esecuzione di una commessa abbracci svariati
mesi, cosa per noi pressoch costante.
Considerato che la prospettiva dellavvio di una nuova
fase di sviluppo, basato su una ripresa solida della domanda, appare ancora lontana, si intravvedono per
alcune opportunit, nel prossimo biennio, che potrebbero condurre ad un miglioramento del contesto nel
quale operano le imprese.
Ci si riferisce ad un processo di selezione dellofferta
che porti allaffermazione delle imprese pi etiche e
professionali per le quali possa essere finalmente possibile coprire i costi reali derivanti dagli alti standard

qualitativi e dal rigoroso rispetto delle tante norme e


leggi divenute cogenti. La collaborazione con le Stazioni Appaltanti ed i Committenti, piuttosto che con
le DL e i Collaudatori, fondamentale cos come la
convinzione che scorciatoie, furbizie ed improvvisazioni non possano pi rappresentare un modello di successo professionale.
Unaltra opportunit pu venire dallapertura di nuovi fronti di mercato, quale il residenziale, inteso anche
come edilizia sociale (ospedali, alberghi, carceri), verso
cui ledilizia industrializzata in calcestruzzo dovr dimostrarsi pi attenta ed aggressiva. Per riaprire questo
capitolo sar indispensabile proporre le nostre tecnologie, sia a livello di strategia dimpresa che di Associazione, passando da una logica di prodotto/elemento a
una di sistema/soluzione, evidenziando in maniera pi
esplicita i numerosi punti di forza sia sotto il profilo
prestazionale (tecnico, economico ed ambientale) che
per quanto concerne gli aspetti architettonici e sociali.
Sotto questa nuova luce, auspicabile che ledilizia industrializzata in calcestruzzo apra con la committenza
un nuovo e pi moderno dialogo basato sulla reciproca convinzione che sia giunto il momento di puntare
a realizzare opere di elevato livello prestazionale con
ritorni di medio/lungo termine. La logica di gare aggiudicate al massimo ribasso , da questo punto di vista,
inaccettabile, anacronistica e indegna di una societ
evoluta e responsabile.
perci necessario uno sforzo collettivo per dare vita
a uno scenario nuovo in cui si costruir forse meno ma
molto meglio e in tempi decisamente ridotti. Si prester maggiore attenzione a razionalizzare il patrimonio
edilizio obsoleto, che potrebbe anche essere demolito
per lasciare spazio a nuove e pi funzionali realizzazioni.
Di fronte a queste prospettive, ledilizia industrializzata
in calcestruzzo non si far certo trovare impreparata.

* Articolo pubblicato su Milano Finanza del 2 marzo 2011

(Renzo Arletti)

industrie manufatti cementizi - n 18

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sommario

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Progettare e produrre
con un processo industrializzato

PRIMO PIANO
PROGETTARE

La prefabbricazione nella progettazione dei viadotti in c.a.p.

Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n 46) art. 1, comma 1 CN/BO

nti di pompaggio impermeabilizzanti acceleranti/antigelo


sarmanti espansivi viscosizzanti aggiunte trattamenti superficiali

industrie manufatti cementizi

Organo Ufficiale

CONFINDUSTRIA

Costruzioni prefabbricate: la lezione appresa


dal terremoto dAbruzzo
Problematiche progettuali legate al comportamento
sismico di alcune tipologie di connessioni di strutture
prefabbricate
Le nuove UNI TS 11300, aggiornamenti e revisioni normative
Il 18 Congresso CTE

FOCUS

Do you speak LEED? GBC Italia ti aiuta

18
2011

I servizi per la sostenibilit


Linnovazione energetica in edilizia Rapporto ONRE 2010
sui Regolamenti Edilizi Comunali
Il cemento trasparente per il Padiglione italiano di Shanghai

PRODURRE

Marcatura CE dei prodotti prefabbricati in calcestruzzo


Limpiego di solai a lastre predalles per edifici sismo-resistenti
Marcatura CE obbligatoria per tutti i travetti
per solaio immessi sul mercato dal 1 gennaio 2011
Il recupero delle acque di processo
e degli scarti di calcestruzzo

#18 - 2011

29/03/11 14.47

Industrie Manufatti Cementizi


Trimestrale - n. 18/2011
Propriet
Abes srl
Societ di servizi di ASSOBETON
Via Giacomo Zanella, 36 - 20133 Milano
T. 02.70100168 - F. 02.7490140
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Direttore responsabile
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Segreteria di Redazione
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Redazione
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Antonella Colombo, Andrea Dari, Barbara Ferracuti,
Gianpiero Montalti, Gustavo Penaloza, Patrizia Ricci,
Alessandra Ronchetti, Franca Zerilli
Vendita pubblicit
idra.pro srl
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Il prezzo di abbonamento per lanno 2011
(4 numeri) di 50.00
Il prezzo di una copia di 15,00
Il prezzo di una copia arretrata di 30,00
Per informazioni: info@imready.it
Autorizzazione
Segreteria di Stato Affari Interni Prot. n. 73/75/2008
del 15/01/2008. Copia depositata presso il Tribunale
della Rep. di San Marino

Tutti i diritti riservati


vietata la riproduzione, anche parziale, del materiale
pubblicato senza autorizzazione dellEditore. Le opinioni
espresse negli articoli appartengono ai singoli autori, dei
quali si rispetta la libert di giudizio, lasciandoli responsabili
dei loro scritti. Lautore garantisce la paternit dei contenuti
inviati alleditore manlevando questultimo da ogni eventuale richiesta di risarcimento danni proveniente da terzi che
dovessero rivendicare diritti su tali contenuti.

FOCUS
40 Do you speak LEED? GBC Italia ti aiuta
di Veronica Dei Rosi, Maria Elena Gherardi,
Mattia Giovannini

PRIMO PIANO
Leditoriale del Presidente
di Renzo Arletti
Il commento del Direttore
di Maurizio Grandi

48 I servizi per la sostenibilit


di Ugo Pannuti

PROGETTARE
10 La prefabbricazione nella
progettazione dei viadotti in c.a.p.
di Mario Petrangeli

52 Linnovazione energetica in edilizia


Rapporto ONRE 2010 sui Regolamenti
Edilizi Comunali

16 Costruzioni prefabbricate: la lezione


appresa dal terremoto dAbruzzo
di Antonella Colombo, Giandomenico Toniolo

56 Dalle aziende
Il cemento trasparente
per il Padiglione italiano di Shanghai

26



PRODURRE
60 Marcatura CE dei prodotti prefabbricati
in calcestruzzo

70 Limpiego di solai a lastre predalles
per edifici sismo-resistenti
di Paolo Favro, Michele Locatelli,
Gianpiero Montalti

Problematiche progettuali legate


al comportamento sismico
di alcune tipologie di connessioni
di strutture prefabbricate
di Paolo Riva, Andrea Belleri, Mauro Torquati

36 Le nuove UNI TS 11300, aggiornamenti


e revisioni normative
di Daniela Petrone
38 Il 18 Congresso CTE
di Giovanni A. Plizzari

76 Marcatura CE obbligatoria
per tutti i travetti per solaio immessi
sul mercato dal 1 gennaio 2011
78 Il recupero delle acque di processo
e degli scarti di calcestruzzo
di Massimo Lapi
80 ATTUALIT
88 ASSOBETON INFORMA

industrie manufatti cementizi - n 18

autori
ASSOBETON

ASSOBETON

#18 - 2011

gli autori di
questo numero

Renzo Arletti
Presidente ASSOBETON
Andrea Belleri
Universit degli Studi di Bergamo
Antonella Colombo
Libero professionista in Varese,
Consulente ASSOBETON
a.colombo@assobeton.it
Veronica Dei Rossi
GBC Italia
Paolo Favro
Membro del Comitato Tecnico
della Sezione Solai e Doppia Lastra
ASSOBETON
Maria Elena Ghelardi
GBC Italia
Mattia Giovannini
GBC Italia
Maurizio Grandi
Direttore ASSOBETON
Massimo Lapi
Studio LAPI
Michele Locatelli
Studio Tecnico Locatelli
Consulente ASSOBETON
m.locatelli@assobeton.it

n 18 - industrie manufatti cementizi

Gianpiero Montalti
CMP Associati,Segretario Sezione
Solai e Doppia Lastra - ASSOBETON
montalti@cmpassociati.it
Ugo Pannuti,
Responsabile della Certificazione
Volontaria di Prodotto ICMQ
Mario Petrangeli
Professore, Fac. Ingegneria,
Universit di Roma La Sapienza
Daniela Petrone
Vice Presidente ANIT
Giovanni A. Plizzari
Presidente CTE
Paolo Riva
Preside Fac. Ingegneria,
Universit degli Studi di Bergamo
Marco Savoia
Ordinario di Tecnica delle Costruzioni,
Fac. Ingegneria, Universit di Bologna
Giandomenico Toniolo
Ordinario Fac. Ingegneria
Politecnico di Milano
Mauro Torquati
Universit degli Studi di Bergamo

primo piano
ASSOBETON

IL COMMENTO
DEL DIRETTORE
Ulm (Germania), 7 febbraio 2011 - BIBM, la nostra
Federazione europea ha organizzato, come periodicamente usa fare, una riunione tra tutti i Direttori delle
Associazioni federate, in rappresentanza dei 16 paesi
europei aderenti: unoccasione per ampliare la conoscenza dei diversi contesti competitivi delledilizia industrializzata in calcestruzzo nel vasto mercato delle
costruzioni UE.
Stanti le differenze strutturali spesso riscontrabili,
difficile trovare situazioni sufficientemente omogenee
che consentano una comparazione logica e, a ben vedere, spesso si arriva alla conclusione che le analogie
sono cos poche che non possibile ottenere utili indicazioni per i nostri modelli di business.

In Europa vince il marketing


Tuttavia, a mio avviso, si pu trarre qualche considerazione pi generale su come negli altri paesi UE venga
interpretato il ruolo dellAssociazione di categoria e
parlare quindi delle differenze che riscontro nellinserirmi nel dialogo e nellagenda di lavoro della nostra
Federazione.
Un primo aspetto riguarda il focus dellarea di attivit.
scontato che tutti seguano gli aspetti tecnici del comparto che si originano dallintricata matassa dei tavoli di
confronto UE per poi arrivare su quelli nazionali che,
sempre pi, svolgono il ruolo di semplice ratifica di decisioni, per noi fondamentali, ma gi assunte.
Appare, invece, sempre pi evidente come le Associazioni federate in BIBM prestino molta attenzione a
promozione e marketing del comparto e dei processi
di innovazione in atto.
Premesso che lItalia riconosciuta come Paese dallelevato tasso di sviluppo tecnologico, si constata che nel
resto dEuropa lAssociazione di Categoria gioca un
ruolo di promozione molto pi importante sul fronte
della concorrenza verso prodotti, processi costruttivi
e soluzioni tecnologiche differenti. Ci porta quindi a
domandarsi se non sia opportuno impegnare maggior-

mente ASSOBETON su tale fronte.


In caso affermativo sar indispensabile una maggiore condivisione al nostro interno di sviluppi innovativi e strategie di comunicazione/marketing..
Ci apparebbe logico solo se tutti giungessimo alla
convinzione che le attivit promozionali delle singole
imprese potrebbero essere rese pi efficaci se amplificate da una parallela attivit istituzionale adeguatamente progettata, realizzata e quindi spesata dallintera
collettivit associativa.
La seconda considerazione che mi sento di evidenziare
riguarda il contesto competitivo nel quale operano le
imprese di prefabbricazione nel singolo Stato membro.
Ho constato, dai discorsi e dalle problematiche sulle
quali ci si confronta, che negli altri Paesi le modalit
di fare impresa non sono complesse come da noi: i
rapporti con la pubblica amministrazione ed il contesto competitivo pongono, in generale, meno problemi
oltre confine.
Esiste quindi una questione di asimmetria tra i vari sistemi-paese testimoniata dal fatto che in Italia, ad esempio,
ottenere certezze nellambito normativo e legislativo sia
un problema cos come quello di poter contare su un
sistema di controlli nazionali efficaci.
Il fatto che negli altri Paesi questo tipo di problemi non richieda particolare attenzione consente che la concorrenza sia giocata, come si dice, maggiormente ad armi pari.
BIBM offre quindi un palcoscenico variegato da cui poter desumere dati di fatto ma anche indicazioni ed utili
stimoli per migliorare tenendo sempre a mente che
ASSOBETON il nodo di una rete continentale che
sempre pi sta vivendo un inesorabile quanto auspicabile processo di integrazione e di omogeneizzazione.

(Maurizio Grandi)

industrie manufatti cementizi - n 18

10

progettare
ASSOBETON

Mario Petrangeli,
Professore, Fac.
Ingegneria Universit
di Roma La Sapienza

la prefabbricazione
nella progettazione
dei viadotti in c.a.p.

Figura 1.
Un tipico viadotto
degli anni 70

Premessa
I grandi raggi planimetrici e le modeste pendenze
longitudinali richieste dallalta velocit dei moderni
mezzi di trasporto hanno reso i nastri stradali e ferroviari sempre pi rigidi, cio meno capaci di adattarsi al terreno su cui si distendono. Ci ha modificato
limmagine originale del ponte inteso come opera
singolare necessaria per attraversare un incidente di
percorso (corso dacqua o altro) ed ha reso sempre
pi frequenti i viadotti , ponti molto lunghi necessari
per superare dislivelli del terreno in cui lincidente,
se c, non ha importanza primaria. Si tratta quindi
di strutture in cui una dimensione assolutamente
prevalente sulle altre e quindi composte necessariamente di moduli che si ripetono, le campate, tutte
eguali o con pochissime differenze tra loro. La scelta
delle luci delle campate, forse pi ancora che la for-

ma del singolo modulo, condiziona notevolmente


limpatto che lopera ha sul paesaggio, che pu essere devastante se si fanno prevalere le sole considerazioni economiche. Lesperienza ha mostrato come
i viadotti in cui le luci siano sensibilmente inferiori
allaltezza delle pile creano nella valle attraversata un
effetto cancello che nuoce al paesaggio. A volte i
viadotti servono di approccio ad unopera singolare
di grande luce, spesso necessaria per la navigazione
su fiumi o bracci di mare, ed in questo caso devono
armonizzarsi con questa e se possibile valorizzarla.
Cenni storici
Anche se i primi viadotti sono stati costruiti dai Romani, che hanno realizzato i maestosi acquedotti
che ancora oggi possiamo ammirare (in quel caso
la rigidit era dovuta alla bassa pendenza imposta
industrie manufatti cementizi - n 18

progettare

11

ASSOBETON

da ragioni idrauliche, non potendosi allora realizzare sifoni a pressioni elevate), la rapida diffusione di
questi manufatti si avuta nella seconda met del
novecento, quando in Europa si dapprima formata lestesa rete autostradale che conosciamo e
poi la rete ferroviaria ad alta velocit, ora in via di
completamento. La necessit di costruire centinaia
di chilometri di viadotto, in breve tempo ed a costi
contenuti, ha portato necessariamente allo sviluppo
della prefabbricazione nella sua forma pi primitiva: il
sistema trilitico, cio una serie di elementi verticali su
cui poggiare elementi orizzontali, le travate prefabbricate, quasi sempre realizzate in cemento armato
precompresso (Figura 1).
Questo sistema, se da un lato ha consentito di costruire un elevato numero di viadotti nellarco di
qualche decennio, ha provocato grossi danni al paesaggio ed ha prodotto opere che sono invecchiate
molto rapidamente. Infatti, a prescindere dalla qualit spesso scadente dei materiali messi in opera e
dalla scarsa cura dei particolari, la prefabbricazione
rendeva conveniente avere travate semplicemente
appoggiate tra le quali venivano posti giunti di vario
tipo, generalmente per non impermeabili. Le acque di piattaforma, sempre inquinate dai gas di scarico e dai sali antigelo, percolando attraverso i giunti
aggredivano le testate delle travi e la sommit delle pile, provocando danni irreparabili in un tempo
molto pi breve della vita attesa del ponte. Queste
esperienze hanno reso i Progettisti e le Amministrazioni pi sensibili sia nei riguardi del problema ambientale che di quello legato alla durabilit delle
opere, cio alla loro capacit di fornire le prestazioni
richieste per un tempo ragionevole senza costi eccessivi di gestione. Tutto ci senza rinunciare alla
prefabbricazione che, se impiegata correttamente,
consente una notevole riduzione dei tempi di costruzione (e quindi dei costi) ed un maggiore controllo di qualit che si traduce nellavere opere pi
affidabili.
Lindividuazione dei segmenti
da prefabbricare
La prefabbricazione di un elemento lungo centinaia
di metri, a volte chilometri, implica necessariamente
che questo venga suddiviso in segmenti di dimensioni e pesi tali da consentirne la movimentazione.
Lindividuazione del segmento dipende principalmente da: (i) la possibilit di muovere i pezzi via
acqua; (ii) la scelta se produrre i prefabbricati in stabilimento o in cantiere e (iii) la capacit dei mezzi
disponibili per montare i prefabbricati. La movimentazione del prefabbricato via acqua estremamente vantaggiosa poich consente di manovrare pezzi
del peso di migliaia di tonnellate e di dimensioni
di centinaia di metri (Figura 2). Purtroppo in Italia
non abbiamo corsi dacqua che consentano questa
n 18 - industrie manufatti cementizi

2a

procedura, usualmente seguita nella costruzione dei


ponti sui grandi fiumi quali il Danubio, il Reno ecc..
Allestremo opposto si ha la prefabbricazione in
stabilimento che, richiedendo il trasporto del prefabbricato su strada, a volte per decine di chilometri,
limita drasticamente le dimensioni ed i pesi dellelemento: 25-30 m di lunghezza, 2-2,5 m di larghezza
ed un peso di 60-80 ton sono gi dei limiti economicamente invalicabili. Qualora invece la prefabbricazione avvenga in una apposita area attrezzata (a
volte una vera e propria officina) nel cantiere, gli elementi possono essere pi grandi ed il limite dato
dalle attrezzature necessarie per metterle in opera.
A proposito delle modalit e del sito di prefabbricazione, necessario fare alcune importanti precisazioni.Sebbene il termine elemento prefabbricato
sia comunemente usato sia per manufatti realizzati
a pi dopera sia per prodotti provenienti da e realizzati in uno stabilimento di prefabbricazione fisso,
dal punto di vista normativo e progettuale i due

Figura 2.
I fiumi navigabili
consentono
la movimentazione
di migliaia di tonnellate
Figura 2a.
Prefabbricazione e varo
di una campata completa

12

progettare
ASSOBETON

casi presentano profonde differenze. Le Norme


Tecniche per le Costruzioni, che discendono dalla normativa europea costituita dagli Eurocodici,
prevedono espressamente che solo gli elementi
strutturali realizzati interamente in uno stabilimento
permanente, come nel caso delle imprese specialistiche di prefabbricazione, cio quelle che per
partecipare agli appalti pubblici devono ottenere la
qualifica OS13, possono seguire le metodologie di
calcolo descritte nel cap. 4.1.10.
Tali metodologie, specifiche per questi manufatti, di
fatto consentono di utilizzare coefficienti di sicurezza meno severi di quelli concessi per il calcolo delle
strutture in c.a/c.a.p. realizzate in situ, proprio perch gli ambienti di lavoro, gli impianti, lorganizzazione e le competenze delle maestranze delle imprese di prefabbricazione sono riconosciuti come pi
avanzati e affidabili di quelli disponibili in cantiere. Di
contro, gli elementi realizzati in situ devono rispettare i criteri di progettazione del cap. 4.1 delle Norme
Tecniche per le Costruzioni.

Premesso quanto sopra, la definizione del segmento da prefabbricare pu essere fatta in due modi
affatto diversi:
producendo elementi la cui lunghezza pari a quella di una campata ma la cui larghezza in genere
una frazione di quella del ponte finito, cio suddividendo limpalcato in pi elementi longitudinali: la
costruzione a travi o span by span; producendo
elementi che hanno lintera larghezza del ponte ma
una lunghezza che una frazione della luce della
campata: la costruzione a conci. Vi peraltro
qualche esempio di prefabbricato avente le dimensioni di una intera campata finita. Questa soluzione,
senzaltro molto vantaggiosa quando si opera in acqua, richiede a terra attrezzature molto costose, dovendosi movimentare pezzi del peso di parecchie
centinaia di tonnellate, che quindi sono giustificate
solo nel caso di viadotti molto lunghi (Figura 3).

Figura 3.
Prefabbricazione
e varo di
una campata
completa
Figura 4.
Un tipico carro varo
su luci di 40 m

4
industrie manufatti cementizi - n 18

progettare
ASSOBETON

sezioni a V le quali, avendo una discreta rigidezza


torsionale, consentono di eliminare i trasversi intermedi, facilitando lassemblaggio degli elementi prefabbricati che vengono posti in opera con appositi
carri varo autovarantisi, cio che non hanno bisogno di supporti intermedi (Figura 4). Il graticcio di
travi che si ottiene viene poi completato dal getto
in opera della soletta superiore, spesso effettuato su
predalle anchesse prefabbricate.
Questa procedura porta ad avere luci che difficilmente superano 40-45 m a causa dellimpegno cui
sottoposto il carro di varo. Per questi ponti tutte
le Amministrazioni chiedono ora leliminazione dei
giunti di impalcato. Ci pu essere fatto rendendo le
travi prefabbricate continue in opera (Figura 5) con
laggiunta di cavi di precompressione esterna, dopo
averle varate come semplicemente appoggiate, ovvero rendendo continua la sola soletta superiore,
lasciando le travi nella stessa configurazione in cui
vengono varate. La prima soluzione porta ad avere
in genere strutture pi eleganti e meno deformabili
(Figura 6), ma alquanto complicata e quindi costosa, anche a causa degli effetti non favorevoli della
viscosit del calcestruzzo provocati dal cambio di
vincolo. La soletta continua su travi prefabbricate

Figura 5.
Continuit in opera
di travi prefabbricate

Figura 6.
Continuit in opera
di travi prefabbricate

Nel seguito si esaminano alcuni aspetti salienti di


queste due tecniche.
La prefabbricazione per travi
la prima ad essere stata applicata in Italia ed
quella utilizzata per quasi tutti i viadotti delle prime
autostrade realizzate in Italia, quella del Sole e la
SA-RC.
Inizialmente le travi erano a doppio T, quindi con
scarsa rigidezza torsionale, e ci richiedeva la presenza di trasversi intermedi per meglio ripartire i
carichi da traffico. Pi recentemente si preferiscono
n 18 - industrie manufatti cementizi

13

14

progettare
ASSOBETON

10

molto pi semplice da realizzare e quindi molto pi frequente. Ha lo svantaggio di avere un maggior numero
di apparecchi di appoggio per posizionare i quali pu,
a volte, essere necessario avere pile pi larghe e quindi
meno eleganti (Figura 7).
La prefabbricazione per conci
Alla fine degli anni sessanta, quando gi la prefabbricazione a travi era collaudata, venne introdotto, principalmente ad opera dei francesi, un diverso modo di realizzare gli impalcati in c.a.p. che consentiva di raggiungere
grandi luci, fino a 200 m ed oltre.
In questo caso il segmento prefabbricato ha lintera larghezza dellimpalcato ed una lunghezza di 3-5 m, quindi
molto minore della luce. La prefabbricazione viene in
genere fatta in cantiere, essendo questi elementi difficilmente trasportabili su strada. I conci vengono usualmente montati a sbalzo con una attrezzatura relativamente semplice che si ancora alla parte gi realizzata
(Figura 8). Dal punto di vista architettonico questa tecnica offre al progettista maggiori possibilit di espressione, potendosi avere sezioni trasversali anche molto
elaborate e travate ad altezza variabile (Figura 9).
Un aspetto cruciale di questa tecnica quello relativo
alla modalit di collegamento dei conci prefabbricati tra
loro. Inizialmente i giunti erano a secco, cio i conci venivano accostati tra loro interponendo un sottile
strato di resina e non vi era continuit nelle armature ordinarie. I cavi di precompressione, infilati mano a
mano che si procedeva nel montaggio dei conci, garantivano che la sezione di giunto fosse sempre tutta
compressa. Poich la resina posta tra i conci indurisce in
20-30 minuti, il carro che tiene sospeso il concio viene
liberato subito e quindi si ha una produzione elevatissima. I giunti a secco pongono per seri problemi in fase
di montaggio perch difficile correggere le inevitabili
imperfezioni nella geometria del ponte. Queste sono
dovute al fatto che il calcestruzzo, durante lo stoccaggio,
subisce deformazioni anelastiche che possono essere
diverse da concio a concio. Questi giunti, inoltre, molto
spesso si sono aperti nel tempo compromettendo la
durabilit dei cavi di precompressione ed infine, cosa
molto importante specie in zona sismica, la mancanza di
armature passanti rende queste strutture molto poco
duttili. Questi problemi possono essere superati con i
giunti bagnati , cio gettando in opera tra concio e
concio una strato di 20-30 cm di calcestruzzo. Ci consente di correggere facilmente errori di montaggio e,
cosa molto importante, di dare continuit alle armature
ordinarie saldando o manicottando le barre. Per contro
si allungano i tempi di costruzione perch il carro di
varo deve mantenere il concio sospeso fino a quando il
getto di sutura non abbia fatto presa.
Una soluzione mista, che coniuga i vantaggi di entrambi
i metodi, stata proposta dallo scrivente per il ponte
strallato sul Oued DIB, in Algeria. I conci prefabbricati
hanno le anime giuntate a secco, in modo da collegare
i conci con le sole resine e liberare subito il carro varo
(Figura 10). Successivamente si getta la parte mancante
industrie manufatti cementizi - n 18

progettare
ASSOBETON

11

Figura 7.
Un viadotto a travi
12

prefabbricate e soletta
continua

di soletta e controsoletta in modo da dare continuit alle armature ordinarie e quindi avere una struttura duttile.
La prefabbricazione di strutture
ad asse curvilineo
Le opere singolari in calcestruzzo, proprio perch
tali, poco si prestano alla prefabbricazione.
Esistono comunque esempi di prefabbricazione
per ponti ad arco di luce medio piccola a campata
singola o multipla. In questo caso in genere necessario disporre di uno o pi appoggi provvisori
intermedi, come nel caso delle Figure 11 e 12, la
qual cosa costituisce un forte vincolo. Normalmente
in questi casi necessario gettare i conci di sutura in
opera e la continuit strutturale si ottiene con barre
o cavi di precompressione.
Conclusioni
La prefabbricazione nel campo dei ponti essenziale per ridurre i tempi di costruzione e garantire il
controllo di qualit del manufatto.
Dal punto di vista del progettista, importante
sottolineare che solo gli elementi realizzati in imn 18 - industrie manufatti cementizi

pianti permanenti di prefabbricazione (gli impianti


di prefabbricazione temporanei per la produzione
a pi dopera non sono ad essi equiparabili) possono fruire degli sconti sui coefficienti di sicurezza
previsti dalle Norme Tecniche per le Costruzioni
(cap. 4.1.2.1.1.1). Nel caso dei ponti in calcestruzzo
questa pratica trova un limite nei pesi degli elementi
prefabbricati e nella difficolt di collegarli tra loro,
tutti punti finora a vantaggio dellacciaio. Recentemente per si sono affermati nuovi materiali e nuove tecniche che modificheranno profondamente gli
scenari attuali. I calcestruzzi ad altissima resistenza,
fino a 100 MPa ed oltre, sono ormai prossimi ad
entrare in produzione e ci ridurr molto i pesi
degli elementi prefabbricati. Per quanto riguarda i
collegamenti, una forte semplificazione arriva dalla
precompressione esterna, ormai di uso corrente,
che annulla tutte le difficolt che si avevano nellinfilaggio, a posteriori, dei cavi di precompressione nelle
guaine interne alle anime delle travi.
Tutto ci, unitamente alla disponibilit di mezzi dopera sempre pi potenti, fa prevedere un forte rilancio della prefabbricazione anche nel campo dei
ponti in cemento armato precompresso. #

Figura 8.
Varo di un concio
prefabbricato
Figura 9.
La costruzione a conci
consente travate ad altezza
variabile
Figura 10.
I conci con giunto misto
per il ponte sul Oued DIB
Figura 11.
Montaggio di un arco
prefabbricato
Figura 12.
Un ponte ad arco
prefabbricato

15

16

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ASSOBETON

Antonella Colombo,
Consulente Assobeton
Giandomenico Toniolo,
Politecnico di Milano

COSTRUZIONI PREFABBRICATE:
LA LEZIONE APPRESA
DAL TERREMOTO DABRUZZO
Memoria tratta dagli atti del 18 Congresso CTE

Figura 1.
Crollo dei pannelli
di tamponatura

Introduzione
La violenta scossa che la mattina del 6 aprile 2009
ha colpito la citt di LAquila ed il territorio circostante, come potere distruttivo, viene quantificata
di magnitudo Richter 5.8 e di magnitudo momento
6.3 ([01]).
Dai rilievi della Rete sismica nazionale si leggono
in varie zone accelerazioni orizzontali di picco al
suolo tra 0,35g e 0,40g (0,60g sullepicentro) che,
dal punto di vista della progettazione sismica, corrispondono ad una Zona 1 di massima sismicit nel
panorama italiano. Si rilevano ancora accelerazioni verticali particolarmente elevate, dellordine di

0,50g in alcune zone ed una accentuata direzionalit NO-SE.


Questo violento terremoto ha colpito un patrimonio di diverse centinaia di costruzioni prefabbricate sparse in una decina di zone attorno alla citt
di LAquila. Si tratta per la maggior parte di edifici
industriali monopiano e in minor misura di edifici
commerciali a due o tre piani. Il territorio in questione era classificato come Zona 2 con ag= 0,25g.
Diversi edifici erano progettati con le norme del
1996 che gi davano qualche dettaglio costruttivo
specifico per il comportamento sismico; molti altri erano progettati con le norme precedenti che
industrie manufatti cementizi - n 18

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ASSOBETON

ne restavano carenti. Ovviamente le ultime Norme tecniche nazionali del 2008 non hanno avuto alcuna influenza sullesito del terremoto e ci si
pu chiedere se una loro anticipata pubblicazione
avrebbe potuto avere positivi effetti.
Come in precedenti occasioni il terremoto ha fornito sul campo una drammatica lezione della quale
bisogna fare tesoro. Si ricorda per esempio la lezione appresa dal terremoto del Friuli 1976: la caduta di una trave dal suo appoggio aveva mostrato
come, sotto azione sismica, non si possa fare affidamento sullattrito per la trasmissione delle forze
orizzontali. La combinazione delle contemporanee
scosse orizzontali e verticali pu infatti abbattere la
gravit sulla quale lattrito si basa. Questa risultanza
era stata recepita dallassociazione di categoria
Assobeton che aveva prontamente diramato
apposite raccomandazioni ai suoi iscritti. E da questa iniziativa derivata una generale corretta prassi
progettuale di connessioni meccaniche tra pilastri e
travi che ha nel seguito portato alla specifica regola
dellultimo Eurocodice 8 e delle attuali Norme tecniche nazionali.
Anche per il terremoto di LAquila 2009 si devono
dunque esaminare gli effetti ([02] e [03]) e trarn 18 - industrie manufatti cementizi

re le indicazioni per un aggiornamento dei criteri


di progettazione e di esecuzione, con la conferma
di quanto rivelatosi adeguato e il miglioramento di
quanto rivelatosi insufficiente, proponendo anche
eventualmente nuove alternative regole di progettazione basate su approcci innovativi.
A tal fine saranno fondamentali i risultati della grande ricerca europea coordinata da Assobeton che
coinvolge 16 partners dei paesi europei pi soggetti a terremoti compresi i principali centri di sperimentazione sismica delle strutture. I lavori sono
iniziati nel 2009 e prevedono tre anni di attivit, che
porteranno alla sintesi delle esperienze maturate
sul tema dalle diverse scuole nazionali ed internazionali coinvolte ([04]).
Rilievi dopo il terremoto
Nel mese subito dopo il terremoto gli autori hanno
fatto alcuni sopralluoghi presso LAquila coprendo
in particolare le zone di Poggio Picenze, Monticchio, Ocre,Varranoni, Bazzano, Pile, Pettino e Popoli.
Sono stati esaminati una cinquantina di edifici con
diversi gradi di approfondimento a seconda delle
possibilit di accesso, della disponibilit di specifiche
informazioni e dellinteresse del caso: da semplici

Figura 2.
Danno subito
dai vincoli
sui pannelli
Figura 3.
Trave a doppia
pendenza caduta
dallappoggio
Figura 4.
Immagine satellitare
che mostra il crollo
delle due campate
di copertura
Figura 5.
Crollo di un coppone
di grande luce

17

18

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ASSOBETON

Figura 6.
Rottura dei bordi
in corrispondenza
dei pioli metallici ai quali
erano fissati i copponi
Figura 7.
Rottura delle pareti
laterali di alcune tasche
dappoggio
Figura 8.
Dettaglio di una rottura
in quota in
corrispondenza
del bordo di un pilastro.
Evidente linstabilit
delle barre darmatura
longitudinali e
linsufficienza della
staffatura

osservazioni fatte dallesterno fino a dettagliate


ispezioni di ogni particolare esterno ed interno
delledificio.
Le visite sono state indirizzate in base alle indicazioni di alcuni operatori locali del settore che avevano
vissuto in prima persona lesperienza del terremoto e conoscevano bene la situazione dei luoghi. Gli
stessi operatori hanno guidato molte delle visite,
ottenendo i permessi di accesso e fornendo molte
informazioni tecniche sulle costruzioni delle quali
spesso erano i progettisti e produttori. Questo ha
permesso di coprire tutte le situazioni delle quali vi
fossero segnalazioni di danni rilevanti.
In Figura 1 dunque riportata unimmagine emblematica: mostra infatti un edificio di recente costruzione la cui struttura (pilastri, travi, elementi di
copertura) sostanzialmente integra; una parete di
pannelli verticali invece interamente crollata. La
causa del crollo indicata in Figura 2: gli attacchi dei
pannelli hanno ceduto sotto forze per le quali non
erano stati progettati.
Andando dunque con ordine, si inizia con lelencare
i principali danni rilevati sulle strutture:
- una trave a doppia pendenza caduta dal suo appoggio;
- un coppone di copertura di grande luce caduto

dallappoggio;
- alcuni tegoli TT di piano (in montaggio) ribaltati;
- alcune rotture ai bordi di pilastri (senza crolli);
- alcune rotture di appoggi trave-pilastro (senza
crolli).
A ci si aggiungono diversi danni minori, come fessure sui pilastri e scheggiature degli spigoli in corrispondenza degli appoggi di solai su travi e di travi
su pilastri. I grandi spostamenti manifestatisi sotto
sisma hanno portato ancora a diversi danneggiamenti di opere di finitura come i tramezzi interni.
Danni alle strutture
La Figura 3 mostra la trave a doppia pendenza caduta dallappoggio. La trave ha trascinato nel crollo
la campata di copertura adiacente che al momento
della foto era gi stata rimossa. La Figura 4 riporta
limmagine ripresa da satellite poco dopo il terremoto e mostra appunto le due campate di copertura crollate. Si tratta di una stalla in localit Fossa.
La porzione di struttura in cui si verificato il crollo
stata costruita nel 1997.
Le travi a doppia pendenza erano inserite in alloggiamenti a forcella posizionati in sommit ai pilastri; i
due elementi erano vincolati tramite una barra pasindustrie manufatti cementizi - n 18

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ASSOBETON

sante. Tale vincolo, sotto le scosse sismiche, non ha


funzionato, probabilmente a causa della mancanza
di un getto di solidarizzazione nellalloggiamento
dello spinotto.
La Figura 5 mostra la copertura dalla quale caduto un coppone di grande luce (gli altri elementi
di copertura sono stati rimossi in seguito al terremoto perch giudicati pericolanti). Si tratta di una
carrozzeria sita a Pile costruita nel 1991. I copponi
erano posati alle estremit su elementi continui
dappoggio a sagoma e fissati con pioli metallici.
Sotto le scosse sismiche si sono strappati i bordi
in corrispondenza dei pioli stessi (Figura 6), denunciando un ancoraggio della connessione insufficiente rispetto alle forze subite. Ancora una volta
lattrito non ha dato adeguato contributo.
Questi sono gli unici due crolli di elementi strutturali riscontrati in edifici prefabbricati finiti nel circondario di LAquila. Ma nella stalla di Fossa si sono
avuti altri seri danni in una porzione della struttura
costruita nel 1994.
In sommit ai pilastri si manifestata la rottura delle pareti laterali di alcune tasche dappoggio (Figura 7) a testimonianza della grande importanza di
adeguati vincoli laterali contro il ribaltamento delle
travi.

Rotture in quota (in corrispondenza della sezione


di riduzione dellarmatura longitudinale) si sono
avute ai bordi di pilastri con instabilit delle barre darmatura longitudinali (Figura 8) a denuncia
di una staffatura non sufficientemente fitta rispetto
alla domanda di duttilit flessionale avutasi sotto
terremoto.
Questultimo tipo di rottura localizzata si avuto
anche in alcuni altri edifici.
Circa i crolli di elementi strutturali si cita anche il
caso delledificio in costruzione a Monticchio dove i
pannelli di tamponamento caduti hanno trascinato
nel crollo due elementi binervati di solaio ai quali
erano collegati (Figura 9). Lopera mancava ancora
delle finiture: se vi fosse stata la prevista cappa di
calcestruzzo sugli elementi del solaio il crollo non si
sarebbe verificato.
Caduta di alcuni elementi di solaio si avuta anche
in un altro edificio in costruzione.
Ledificio a due piani adibito a palestra di Monticchio ha subito una scossa particolarmente forte
con una abnorme componente verticale. La Figura 10 mostra il particolare di un appoggio di trave gravemente lesionato. Non vi sono stati crolli
di elementi strutturali, ma la costruzione ha subito
diversi altri danni di rilievo.

Figura 9.
Crollo di due elementi
binervati di solaio ai quali
erano collegati pannelli di
tamponamento anchessi
coinvolti nel crollo
Figura 10.
Particolare di un appoggio
di trave gravemente
lesionato facente parte
di un edificio a due piani
adibito a palestra
di Monticchio
Figura 11.
Crollo di pannelli
di tamponatura orizzontali
(Bazzano)
Figura 12.

Crollo di pannelli di
tamponatura verticali
(Monticchio)
Figura 13.
Particolare della rottura
di un attacco

10

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12

13

n 18 - industrie manufatti cementizi

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20

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ASSOBETON

Figura 14.
Particolare della rottura
di un attacco
Figura 15.
Vista esterna di un
edificio illeso (oggi
sede delle Poste
Italiane a Pile)
Figura 16.
Vista interna
di un edificio illeso
(oggi sede delle
Poste Italiane a Pile)
Figura 17.
Vista interna
di un edificio illeso.
(Centro Commerciale
lAquilone a Pile

14
2

15

16

17

Rotture agli appoggi senza crolli si sono avute anche


in alcuni altri edifici.
Pi diffusi sono stati i danni minori non pregiudizievoli della resistenza. Diverse fessurazioni di modesta ampiezza sono rilevabili alla base dei pilastri, ma
anche in quota presumibilmente in corrispondenza
della interruzione di parte dellarmatura longitudinale. Abbastanza frequenti sono anche le scheggiature agli spigoli degli elementi portanti sotto il
concentrarsi delle azioni dappoggio.
Da notare infine i segni di grandi spostamenti, fino
anche in sommit di 15 cm. E questo ha notevoli
ripercussioni sulle considerazioni che pi avanti verranno presentate circa la progettazione complessiva del sistema delle pareti di tamponamento.
Danni ai tamponamenti
Pi diffusi sono stati i crolli di pannelli di parete per
cedimento degli attacchi, crolli che hanno interessato una rilevante parte di edifici esistenti (forse il
15%). Le forze ricevute sotto il sisma sono state
molto maggiori di quanto calcolato in sede progettuale sulla base di un comportamento locale. Il
sistema delle pareti fornisce infatti alla costruzione
una rigidezza molto maggiore di quella del telaio
nudo di travi e pilastri rappresentato nel modello

dellanalisi strutturale. Leffettiva risposta al sisma


stata quindi caratterizzata da una grande accelerazione che ha portato nel piano delle pareti grandi
forze distorsive sugli attacchi.
Gli effetti sono stati quelli mostrati nella gi citata Figura 1 che si riferisce ad un edificio industriale
di recente costruzione ad Ocre. La parete crollata
disposta nella direzione NO-SE della maggiore
componente dellaccelerazione. Gli attacchi realizzati con profili a canale sono stati sollecitati nella
direzione tangenziale trasversale per la quale non
sono dimensionati: il martelletto dancoraggio ha
quindi fatto leva strappando i bordi del profilo canale (Figura 2). Nelle pareti ortogonali la sollecitazione normale al piano della connessione, correlata
alla massa locale del pannello e non a quella dellintera copertura, ha trovato una sufficiente resistenza.
Simili crolli, anche se meno estesi, si sono avuti in
diversi edifici, coinvolgendo sia pannelli orizzontali
che verticali, come mostrato rispettivamente nelle
Figure 11 e 12 con riferimento ad edifici situati uno
a Bazzano, laltro a Monticchio.
Le rotture non hanno interessato solo i profili canale ma anche gli altri tipi di attacchi (Figure 13 e 14).
Non si trattato di una carenza del prodotto in
s, ma di un progetto inadeguato del collegamento.
industrie manufatti cementizi - n 18

progettare
ASSOBETON

18
2

Di fatto il progetto ha seguito fedelmente i dettami delle Norme vigenti, quantificando le forze con
unanalisi locale sulla base della massa del singolo
pannello inteso quale elemento non strutturale.
Nella realt delle cose i pannelli hanno ricevuto
forze molto maggiori ed in direzione non prevista
nel calcolo. E questo perch la loro connessione
fissa alla struttura li faceva parte integrante della
struttura, portando il sistema ad una rigidezza molto maggiore. lapproccio progettuale proposto
dalla normativa a dover essere adeguato nei suoi
principi stessi. Ed il mondo della produzione deve
farsi parte attiva nel proporre le specifiche soluzioni.
A conclusione di questo breve rilievo fatto sul campo preme ricordare come i gravi danni descritti qui
sopra riguardino una minoranza di edifici. La grande maggioranza delle costruzioni prefabbricate
passata attraverso il collaudo del terremoto senza
danni di rilievo. Per non lasciare limpressione negativa delle immagini di crolli e rotture qui riprodotte,
si chiude il capitolo con le immagini di due edifici che rappresentano il simbolo dei tanti altri che
sono rimasti operativi e pressoch illesi.
Le Figure 15 e 16 mostrano lesterno e linterno
delledificio sito a Pile dove si sono trasferite le Poste Italiane dopo il terremoto: una semplice costruzione con una bella soluzione leggera di copertura.
Le Figure 17 e 18 mostrano infine i particolari delle
strutture del Centro Commerciale lAquilone sito
sempre a Pile: grande opera che ospita centinaia di
visitatori ogni giorno e resta lemblema della solidit della costruzione prefabbricata.
Criteri di progetto
Lattuale prassi progettuale delle strutture prefabbricate in questione si basa su di un modello a
telaio nudo dove i pannelli perimetrali di tamponamento entrano solo come masse, senza alcuna
rigidezza. Anzi, alcuni progettisti inseriscono solo la
n 18 - industrie manufatti cementizi

massa delle pareti ortogonali alla direzione dellazione sismica, assumendo che le pareti parallele a
detta azione provvedano da s alla propria resistenza. I pannelli di parete vengono peraltro collegati alla struttura con attacchi fissi dimensionati con
un calcolo locale in base alla loro massa per forze
dattacco ortogonali al piano dei pannelli stessi.
Questo approccio non funziona: lo ha dimostrato
il terremoto di LAquila. I pannelli, cos fissati alla
struttura, entrano a far parte del sistema resistente
condizionandone la risposta sismica. La grande rigidezza di questo sistema resistente porta a forze
molto maggiori di quelle calcolate per il modello a
telaio, che molto pi flessibile. Queste forze sono
correlate alla massa globale degli impalcati e sono
inoltre primariamente dirette nel piano della parete. Intensit e direzione delle forze non previste
hanno quindi portato alla rottura di molti attacchi,
lasciando il telaio di pilastri e travi praticamente intatto.
Il vecchio criterio, che lascia le pareti rompersi, tanto dopo la loro rottura resta una struttura dimensionata per resistere da sola, non funziona quando
la rottura implica il crollo di elementi di peso fino a
10 tonnellate. Il mortale pericolo di questi crolli richiede un diverso approccio. Ed il discorso vale per
tutte le strutture in cemento armato, prefabbricate
o non prefabbricate che siano: il crollo dei detriti
di una grande parete di tamponamento in mattoni
rappresenta un pericolo altrettanto grave.
Da queste constatazioni emergono dunque tre
possibili soluzioni per il sistema delle pareti di chiusura perimetrale, soluzioni che vengono descritte
nei loro principi qui nel seguito.
Una prima soluzione, che chiameremo isostatica,
quella di pannelli di parete collegati alla struttura
con vincoli che consentano il libero manifestarsi dei
grandi spostamenti attesi per la struttura a telaio
sotto sisma.

Figura 18.
Particolare della struttura
del Centro Commerciale
lAquilone (Pile)

Figura 19.
Pannello verticale

19
2
Figura 20.
Pannello orizzontale

20
2

21

22

progettare
ASSOBETON

Figura 21.

21
2

Schema dei vincoli


definito dalla Tabella 1
per il pannello verticale
(soluzione isostatica)
22
2
Figura 22.
Schema dei vincoli
definito dalla Tabella 2
per il pannello orizzontale
(soluzione isostatica)
Figura 23.
Altra possibile
soluzione con assetto

23
2

isostatico a pendolo
delle pareti verticali,
collegate alla base ed
in sommit con singole
connessioni poste nella
mezzeria dei lati
orizzontali
Figura 24.

24
2

Esempio di sistema
collaborante derivante
dallaggiunta dei vincoli E
ed F al sistema di vincoli a
pendolo di Figura 23

Questa soluzione permette di seguire il tradizionale approccio progettuale dellanalisi fatta sul modello del solo telaio nudo.
Una seconda soluzione, che chiameremo collaborante, quella di pannelli di parete collegati con
un sistema iperstatico di vincoli fissi che li renda
parte integrante del sistema resistente. Questa
soluzione richiede un approccio progettuale del
tutto nuovo con unanalisi fatta su di un modello
misto pareti-telaio che porta ad inesplorati coinvolgimenti del diaframma di copertura.
Entrambe le soluzioni richiedono lo specifico progetto di nuovi connettori: che siano in grado di
consentire quei grandi spostamenti della soluzione isostatica; che siano in grado di trasmettere le
grandi forze previste nella soluzione collaborante.
Si cita infine una terza soluzione che stata ipotizzata da alcuni tecnici del settore: quella di lasciare
il progetto delle connessioni cos com nellattuale prassi, attendendo probabili rotture in caso di
terremoto, ma dotando i pannelli di parete di una
seconda linea di difesa costituita da elementari dispositivi dattacco che entrino in funzione in caso
di incipiente collasso dei pannelli impedendone la
caduta. Questa soluzione avrebbe anche il van-

taggio di poter essere applicata per ladeguamento sismico di tante costruzioni esistenti. Gli autori
per non riescono ad immaginare al momento
quali potrebbero essere questi dispositivi e lasciano allinventiva dei colleghi interessati il compito di
progettarli.
Sistema isostatico di pareti
Diversi sistemi di connessioni tra pannelli di parete ed elementi di struttura possono garantire
un assetto isostatico al pannello stesso. In questa
sede ci si limita ad esemplificarne alcuni, riferendoli
a pannelli verticali ed orizzontali ed evidenziando
qualche problema di pratica progettuale. In Figura
19 rappresentato un pannello verticale riferito ad
un sistema di assi ortogonali dove lasse x diretto
orizzontalmente nel piano del pannello, lasse y
diretto ortogonalmente al piano del pannello e z
diretto verticalmente parallelamente alla forza di
gravit. Lorigine del sistema di riferimento posta
su di un vertice alla base del pannello.
Si suppone un sistema di attacco realizzato da
quattro connessioni poste ai vertici del pannello,
indicate in figura rispettivamente con A, B, C e D. Si
intende che queste connessioni possano vincolare
le sole traslazioni senza alcun vincolo sulle rotazioni. Con E ed F si intendono gli eventuali collegamenti di giunto con i pannelli contigui. Di norma
le connessioni A e B sono vincolate alla trave di
fondazione, le connessioni C e D sono vincolate alla
trave di sommit.
Lo stesso sistema di riferimento associato in Figura 20 ad un pannello orizzontale, per il quale in
genere le connessioni traslatorie A, B, C e D sono
vincolate ai pilastri, mentre con E ed F si intendono gli eventuali collegamenti di giunto fra pannelli
contigui dove pu agire lincerto effetto dellattrito
dovuto al peso dei pannelli sovrapposti.
Nelle Tabelle 1 e 2 indicato, rispettivamente per il
pannello verticale e per quello orizzontale, leffetto
industrie manufatti cementizi - n 18

progettare
ASSOBETON

dei vincoli nelle tre direzioni x, y e z prima definite,


dove i simboli si intendono cos definiti:
- f = fisso
- s = scorrevole
- i = indifferente (fisso o scorrevole)
- 0 = assente
A rigore, per un assetto isostatico nel piano del
pannello, i vincoli indifferenti dovrebbero essere
definiti come vincoli scorrevoli ma, in previsione
di trascurabili effetti delle modeste deformazioni
lineari del pannello stesso, si pensa che possano essere realizzati pi semplicemente anche come fissi.
Questultima opzione resta per da verificarsi per
le connessioni C e D del pannello verticale perch
porta il pannello stesso a contribuire alla portanza
verso i carichi verticali applicati dopo lesecuzione
delle connessioni stesse.
Nel piano del pannello verticale (in direzione x) il
sistema di connessioni definito nella Tabella 1 garantisce traslazioni orizzontali del telaio strutturale
indipendenti dal pannello stesso, che resta vincolato alla base sulla trave di fondazione provvedendo
indipendentemente da s alla propria stabilit (Figura 21).
Nella direzione ortogonale y il pannello resta semplicemente appoggiato alle due estremit inferiore
e superiore, seguendo senza reazioni il moto vibratorio del telaio strutturale sul quale riversa una
quota della forza di inerzia dovuta alla sua massa.
Assumendo per il vincolo indifferente lopzione costruttivamente pi semplice e cio il vincolo fisso, il
sistema richiede limpiego di due tipi di connettori,
uno con vincolo totale, laltro con vincolo parziale
che lasci libera una delle tre traslazioni con previsione di grandi spostamenti (per es.: 15 cm).
Da notare che i vincoli di base A e B sulla trave di
fondazione non possono essere semplici appoggi, ma devono essere vere e proprie connessioni
con efficacia bilaterale. Nel piano del pannello orizzontale (in direzione x) il sistema di connessioni
definito nella Tabella 2 vincola gli spostamenti dei
pannelli stessi a quelli dei punti dattacco sui pilastri
sui quali si riversano le forze dinerzia dovute alle
masse dei pannelli (v. Figura 22). Affinch il moto
avvenga senza reazioni, bisogna per che non sorgano significativi attriti sui giunti dei pannelli sovrapposti; e questo implica linterposizione di adeguate
inusuali sigillature deformabili. A causa dellattrito
resta dunque pi difficile per i pannelli orizzontali
realizzare un sistema isostatico che non reagisca
con la struttura. Nella direzione ortogonale y i pannelli orizzontali seguono il moto vibratorio dei pilastri senza reazioni, riversando sui quattro attacchi
le forze di inerzia dovute alla loro massa.
In Figura 23 riportata unaltra possibile soluzione

n 18 - industrie manufatti cementizi

con assetto isostatico a pendolo delle pareti verticali, collegate alla base ed in sommit con singole
connessioni poste nella mezzeria dei lati orizzontali.
Con questo assetto il sistema delle pareti pu seguire liberamente il moto della copertura, manifestando degli scorrimenti relativi db/h ai bordi dei
pannelli contigui con d spostamento orizzontale di
sommit, b larghezza del pannello ed h altezza della
connessione superiore.
Solo connessioni fisse sono richieste, a meno che
non si voglia liberare il vincolo lungo z al bordo superiore per non riportare sui pannelli stessi i carichi
gravitazionali provenienti dallelemento di copertura ai quali sono collegati.
Da notare che, nel moto di basculamento attorno
al vincolo di base, i pannelli contigui, oltre a scorrere tangenzialmente tra loro, si avvicinano di una
quantit che, per gli attesi valori dello scorrimento
di piano, di un ordine di grandezza inferiore dello
spostamento orizzontale di sommit ed facilmente compensata dallordinario gioco del giunto. Altrettanto trascurabile resta labbassamento dellattacco superiore del pannello.
Gli attacchi dei pannelli angolari, che nelle correnti
soluzioni hanno manifestato diversi inconvenienti in
occasione del terremoto di LAquila, vanno studiati
con maggiori approfondimenti.
Sistema collaborante di pareti
Lo stesso sistema di vincoli a pendolo di Figura 23
pu trasformarsi in un sistema collaborante se si
aggiungono le connessioni E ed F che impediscano
lo scorrimento relativo dei pannelli sui lati di giunto
(Figura 24).
Si ricorda come, per queste connessioni di giunto,
particolari dispositivi siano stati progettati e sperimentati per disperdere energia sotto lazione del
terremoto violento ([05], [06] e [07]).
Lassetto ordinario delle connessioni poste sui
quattro vertici dei pannelli che li rende collaboranti
con la struttura vede tutti vincoli traslatori totali e

Tabella 1.
Effetto dei vincoli
per il pannello verticale

Tabella 2.
Effetto dei vincoli
per il pannello orizzontale

23

progettare

24

ASSOBETON

Figura 25.
Sistema collaborante
ottenuto mediante
connessioni su tutti
e quattro i vertici
dei pannelli verticali.
Evidenti gli effetti distorsivi
dincastro portati sulla trave
Figura 26.

25
2

26
2

27
2

28
2

Sistema collaborante
ottenuto mediante
tre connessioni
di cui una sola posizionata
sulla trave. In questo modo
si evitano gli effetti distorsivi
Figura 27.
Sistema collaborante
ottenuto mediante
connessioni su tutti
e quattro i vertici
dei pannelli orizzontali.
Evidenti gli effetti distorsivi
dincastro portati sui
pilastri
Figura 28.
Sistema collaborante
ottenuto mediante tre
connessioni dove le
connessioni A e B
con i pilastri sono sostituite
dalle connessioni E
con il pannello sottostante,
evitando cos ogni effetto
distorsivo

le colonne A, B, C e D delle Tabelle 1 e 2 diventano tutte riempite di f. Per pannelli verticali questo
assetto rappresentato in Figura 25, dove si notano gli effetti distorsivi dincastro portati sulla trave.
Questi effetti sono evitati se sulla trave si posiziona
una sola connessione come indicato in Figura 26.
Con questa soluzione i pannelli nel loro piano funzionano come mensole incastrate alla base e affiancate luna allaltra.
Analoghe soluzioni si possono avere per pannelli
orizzontali: quella con quattro connessioni di Figura 27 che porta effetti distorsivi sui pilastri; quella
senza distorsioni dove le connessioni A e B con i
pilastri sono sostituite dalle connessioni E con il
pannello sottostante (Figura 28).
Se da un lato la soluzione tecnologica di connessioni totalmente fisse si semplifica, dallaltro lato la
partecipazione solidale dei pannelli, con la propria
rigidezza, alle vicende vibratorie dellintero complesso strutturale porta a grandi forze nelle connessioni. Rispetto ai tipi attualmente in uso servono
nuovi prodotti con capacit potenziate. Naturalmente non il solo connettore metallico a dover
essere rinnovato, ma anche la parte in calcestruzzo
di pannello interessata dallattacco, che dovr resistere senza precoci rotture. E non soltanto il
calcolo delle connessioni a dover essere aggiornato,

ma anche quello del diaframma di copertura che


deve trasmettere le forze inerziali alle pareti resistenti laterali. Comunque il dimensionamento delle
connessioni dovr essere fatto caso per caso sulla
base di unanalisi globale del complesso strutturale, quantificando la distribuzione delle forze e degli
spostamenti. Avendo a che fare con una rigidezza
strutturale molto maggiore, si attendono piccoli
spostamenti e verifiche di stato limite di esercizio
(limitazione del danno) facilmente soddisfatte.
Si attendono invece verifiche di resistenza e duttilit
allo stato limite ultimo (di non collasso o salvaguardia della vita), molto pi complesse e rivolte pi alle
pareti che ai pilastri ([08]). Si dovranno quantificare
le capacit di resistenza e di deformazione plastica dei pannelli per azioni applicate nel loro piano.
In previsione di connessioni poco duttili, si dovr
eventualmente impostare e sperimentare un calcolo di gerarchia delle resistenze per il sovradimensionamento delle connessioni stesse in rapporto alla
resistenza ultima dei pannelli nel loro tipico assetto
strutturale. E a valle di questi studi si dovr anche
quantificare il valore del coefficiente di struttura q
da attribuire a questo sistema costruttivo, che sembra non assimilabile al sistema definito a pareti
dalle norme per la sostanziale diversit dei particolari costruttivi e dei vincoli.
industrie manufatti cementizi - n 18

progettare
ASSOBETON

29
2

Conclusioni
Quanto riportato qui sopra un lungo elenco di
temi da approfondire che richieder qualche anno
di ricerca. La via per raggiungere una completa
conoscenza del comportamento sismico delle costruzioni ancora lunga. E questo vale non solo
per quelle prefabbricate. In particolare il terremoto
di LAquila ha drammaticamente evidenziato per
tutti i tipi di costruzione linadeguatezza delle pareti di tamponamento e divisorie, in muratura o
prefabbricate che siano.
un tema di primaria importanza per la salvaguardia della vita in occasione di terremoti. Per le costruzioni prefabbricate forse la soluzione meno
difficile. Lingegno dei tecnici coinvolti nella ricerca
e nella progettazione di queste costruzioni sapr,
come in altre occasioni, vincere la sfida. Nella quale
inseriamo, come piccolo seme da far germogliare,
limmagine di Figura 29 che si riferisce alla terza soluzione citata, quella di dispositivi di seconda linea
contro la caduta dei pannelli, da inserire in un contesto strutturale progettato secondo la tradizionale prassi che sottodimensiona le connessioni. #

Riconoscimenti
Un particolare ringraziamento va al Prof. Dante Galeotta dellUniversit di LAquila che ha organizzato
le nostre visite alla zona terremotata. Grazie anche agli Ingg. Attilio Cristinzi e Antonio Albanese della
Edimo e alling. Ezio Rainaldi della Vibrocementi che ci hanno guidato e fornito molte informazioni sulle
costruzioni ispezionate.
Lanalisi programmatica sui criteri di progettazione delle connessioni dei pannelli di parete stata
condotta nellambito delle finalit del progetto di ricerca SAFECAST supportato da un contributo della
Commissione Europea nel programma FP7-SME-2007-2 con Grant agreement n. 218417 del 2009.
Bibliografia
[01] M. Menegotto: Experiences from LAquila 2009 earthquake, Proceedings of the 3rd fib Congress,
Washington 2010-07-08
[02] M. Menegotto: Osservazioni sulle strutture prefabricate di edifice industriali e commerciali, Progettazione sismica n. 3, 2009
[03] S. Faggiano, I. Iervolino, G. Magliulo, G. Manfredi, I. Vanzi: Il comportamento delle strutture industriali
nellevento de LAquila, Progettazione sismica n. 3, 2009
[04] A. Colombo, P. Negro: Tayloring experimental strategy and set-up: the long story of the seismic
behaviour of precast structures, 3AESE, San Francisco, 2009
[05] A. Iqbal, S. Pampanin, A. Buchanan, A. Palermo: Improved seismic performance of LVL post-tensioned walls coupled with UFP devices, 8th Pacific Conf. on Earthquake Eng., Singapore, 2007
[06] F. Biondini, G. Toniolo: Influenza delle connessioni tra pannelli sulla risposta sismica delle costruzioni
prefabbricate, Atti 18 Cogresso CTE, Brescia, 2010
[07] L. Ferrara, C. Zenti: Dispositivi ad attrito per pannelli di tamponamento, Atti 18 Congresso CTE ,
Brescia, 2010
[08] A. Colombo, G. Toniolo: Problemi di progettazione sismica delle connessioni dei pannelli di tamponamento, Atti 18 Congresso CTE, Brescia, 2010.

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Figura 29.
Terza soluzione:
inserimento di dispositivi
di seconda linea contro
la caduta dei pannelli,
in un contesto strutturale
progettato secondo
la tradizionale prassi
che sottodimensiona
le connessioni

25

26

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ASSOBETON

Paolo Riva,
Andrea Belleri,
Mauro Torquati,
Universit degli Studi
di Bergamo

PROBLEMATICHE PROGETTUALI
LEGATE AL COMPORTAMENTO SISMICO
DI ALCUNE TIPOLOGIE
DI CONNESSIONI DI STRUTTURE
PREFABBRICATE

Figura 1.
Terremoto dellAquila.
Collasso di alcune
connessioni di pannelli
prefabbricati

Dopo aver trattato in un precedente articolo la


progettazione di strutture prefabbricate monopiano, nel presente articolo, partendo dalle lezioni
apprese da terremoti passati, vengono affrontate
le problematiche inerenti il comportamento sismico e la progettazione di alcune comuni tipologie di connessione.
Quando si parla di strutture prefabbricate in c.a.
o c.a.p., importante osservare come attraverso
la produzione di elementi prefabbricati sia possibile ottenere componenti dotati di elevata qualit,
migliori caratteristiche di resistenza e duttilit e
maggior durabilit rispetto ad elementi realizzati
in opera. Gli aspetti pi critici nella progettazione
di strutture prefabbricate in zona sismica riguardano prevalentemente le connessioni tra i diversi
elementi, sia strutturali sia non strutturali. Infatti,
se da un lato possibile evitare, con opportuni
dettagli costruttivi, la congestione di armatura e la
complicazione tipica dei nodi delle strutture realizzate in opera, dallaltro non sempre le connessioni tengono correttamente in conto linterazione cinematica tra i diversi elementi e la domanda
di deformabilit associata ad un evento sismico.
Prima degli anni ottanta la progettazione delle
strutture prefabbricate in zona sismica presentava molte lacune derivanti dalla scarsa conoscenza

del comportamento di tali strutture in presenza


di azioni sismiche. Losservazione dei danni subiti
dalle strutture prefabbricate in seguito ad eventi sismici significativi port alla consapevolezza
di quanto fosse importante studiare fenomeni
quali per esempio il confinamento del calcestruzzo, peraltro problema fondamentale per tutte le
strutture in c.a., il comportamento degli elementi
strutturali e delle connessioni sotto azioni cicliche,
lo sviluppo di nuove tipologie di collegamento fra
i vari elementi, cos da conferire la necessaria duttilit, controllare adeguatamente linterazione tra i
diversi componenti, e garantire un buon comportamento in caso di sisma. Malgrado i progressi fatti
negli ultimi 20 anni, ed il generale soddisfacente
comportamento delle strutture prefabbricate in
presenza di azioni sismiche, permangono alcune
criticit legate soprattutto al comportamento delle connessioni, tra le quali assumono particolare
rilevanza quelle pannello-struttura.
In seguito al terremoto dellAquila, le pi frequenti
cause di danno o di crollo osservate in strutture
prefabbricate sono legate al collasso del sistema di connessione pannello-struttura (Figura1),
spesso causato dallincapacit delle connessioni di
garantire una sufficiente capacit di spostamento
o resistenza. Ci dovuto, pi che ad una intrinindustrie manufatti cementizi - n 18

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ASSOBETON

Figura 2.

Terremoto dellAquila.
Danni in corrispondenza
di appoggi trave-pilastro

seca debolezza delle connessioni, al fatto che


nella progettazione di edifici prefabbricati esistenti
linterazione cinematica tra pannello e struttura
veniva generalmente trascurata, considerando
il pannello semplicemente come massa appesa,
senza valutare correttamente lentit degli spostamenti che le connessioni dovessero garantire.
Come conseguenza, data lelevata rigidezza dei
pannelli di facciata e la scarsa capacit di spostamento delle connessioni, queste ultime si sono
trovate a dover sopportare azioni ben superiori a
quelle derivanti dal semplice prodotto della massa del pannello per laccelerazione di progetto,
che nel caso dellAquila sono in ogni caso ben superiori a quanto ipotizzabile utilizzando i dettami
del DM96, normativa utilizzata nel calcolo di tutte

le strutture prefabbricate danneggiate dal terremoto. Unaltra causa frequente di danno legata
allincapacit degli appoggi delle travi di consentire il controllo degli spostamenti relativi fra travi
e pilastri, con conseguente rottura della mensola
di appoggio o perdita di appoggio dellelemento
trave (Figura2).
In alcuni casi si nota il martellamento fra elementi,
il quale provoca danni su entrambi gli elementi
coinvolti nel fenomeno (Figura3).
Alcuni problemi riscontrati sono dovuti alla mancanza di confinamento in taluni pilastri, nei quali si
osservata lespulsione del copriferro, probabilmente causata dallinstabilit delle armature compresse (Figura4).
Dagli esempi riportati, si deduce come per le

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ASSOBETON

Figura 3.
Terremoto dellAquila.
Perdita di appoggio e
martellamento della
copertura
Figura 4.
Terremoto dellAquila.
Mancanza di
confinamento:
instabilit
delle armature
ed espulsione
del copriferro

strutture prefabbricate il danno sia frequentemente imputabile a difetti legati ad una concezione strutturale nella quale linterazione tra i diversi elementi prefabbricati, strutturali e non, non
viene correttamente considerata, rendendo particolarmente critica la funzione dei collegamenti.
Viceversa, i danni osservati dimostrano quanto
sia cruciale il ruolo giocato dalla corretta progettazione ed esecuzione delle connessioni, che influenzano in modo sostanziale il comportamento
statico dellorganismo strutturale e quindi anche
la sua risposta sotto azioni sismiche.
Negli edifici prefabbricati soggetti a sollecitazioni
sismiche la progettazione dei collegamenti fra gli
elementi governata dal rispetto del criterio della
gerarchia delle resistenze, in maniera tale da individuare a priori le zone della struttura delegate
alla dissipazione di energia (zone critiche).
I collegamenti possono essere ipotizzati come
monolitici quando:
si utilizzi calcestruzzo gettato in opera e particolari costruttivi di tipo convenzionale per le
armature;
la continuit sia assicurata da collegamenti bullonati o saldati;
la continuit del collegamento sia dimostrata

mediante accurate prove sperimentali, condotte considerando la resistenza e la rigidezza della


connessione nelle condizioni pi sfavorevoli.
In Italia sono comunemente utilizzati vari sistemi di
connessione per strutture prefabbricate, a seconda degli elementi che devono essere connessi. Tra
le tipologie di collegamento pi comuni vi sono:
collegamenti pilastro-fondazione; pilastro-pilastro;
trave-pilastro; trave-orizzontamenti; collegamenti
delle parti non strutturali. Fra i pi comuni metodi di unione tra pilastro e fondazione vi il plinto a pozzetto. Con tale tipologia di collegamento
si ottiene un vincolo ad incastro tra fondazione e
pilastro, con formazione della cerniera plastica nel
pilastro, al di sopra del colletto del bicchiere.
Per il dimensionamento del plinto, le sollecitazioni
di progetto sono determinate applicando il criterio di gerarchia delle resistenze sulla base della resistenza del pilastro, opportunamente amplificata
per un coefficiente di sovraresistenza Rd.
Secondo la formulazione proposta dalla CNR
10025/98, le azioni di progetto sono considerate
applicate ad una distanza pari ad dellaltezza
di infissione del pilastro a partire dal colletto del
plinto (Figura5).
Le risultanti delle pressioni agenti sulle pareti e sul
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fondo del plinto sono pari a:


F1 = VSd + 3/2 (MSd/h)
F2 = 3/2 (MSd/h)
F3 = NSd
Lattrito che si crea fra le superfici del pilastro e
le superfici interne del pozzetto viene trascurato.
La lunghezza della zona critica, ovvero il tratto
dellelemento in cui si manifesta il comportamento non lineare e si localizza il danneggiamento, influenza la capacit del pilastro di sopportare spostamenti in campo plastico.
Lestensione della zona plastica allinterno del pilastro dipende principalmente dal rapporto Mu/
My tra il momento ultimo Mu e il momento di
snervamento My della sezione, coincidente con
il momento per il quale le armature raggiungono
la tensione di primo snervamento fsy. Il rapporto
Mu/My a sua volta strettamente correlato al rapporto tra la tensione di rottura e di snervamento
dellacciaio fsy/fsu.
Se ad esempio consideriamo un pilastro doppiamente incastrato, la lunghezza della cerniera plastica potr essere calcolata in base alla proporzione
(ASSOBETON, 2010):
Mu (h/2) = My (h/2 hp)
con h pari allaltezza della colonna e hp pari alla
lunghezza della cerniera plastica.
Tale lunghezza risulter pertanto pari a:
hp = h/2 ( 1 1 / (Mu/My) )
Approssimando Mu/My a fsy/fsu e considerando un
acciaio B450C, quindi considerando il rapporto fsy/
fsu compreso fra 1,15 e 1,35 si ottengono valori di
hp compresi fra (1/15,3)h e (1/7,67)h.

Considerando ora un pilastro incastrato al piede


e incernierato in sommit, la proporzione risulter:
Mu / h = My / (h hp)
Da cui si ottengono valori di hp compresi fra
(1/7,67)h e (1/3,83)h.
Lutilizzo di plinti a bicchiere frequentemente
limitato dalle notevoli dimensioni che spesso raggiungono le fondazioni in seguito allapplicazione
del criterio di gerarchia delle resistenze ed alla
rilevante dimensione dei pilastri, la cui sezione
sovente governata dal coefficiente q, discusso
nellarticolo pubblicato su IMC 16.
In tali casi, si pu ricorrere a collegamenti diretti
tra pilastri prefabbricati e fondazioni realizzate in
opera, utilizzando o armature inserite in guaine
corrugate successivamente iniettate, con guaine
preventivamente inserite nel getto del pilastro o
della fondazione, oppure apposite scarpe metalliche che realizzano il collegamento tra pilastro e
fondazione, oppure altre soluzioni adeguatamente ingegnerizzate.
Il vantaggio delle soluzioni basate sullutilizzo di
armature inserite in guaine corrugate risiede nel
fatto che venga cos garantita la continuit dellarmatura in corrispondenza del vincolo pilastrofondazione, ottenendo un collegamento del tutto
simile ad un normale nodo pilastro-fondazione
realizzato in opera.
Dal punto di vista del montaggio, tale soluzione
richiede, al fine di evitare il ribaltamento, lutilizzo
di opportune strutture di ritegno da mantenere
in opera fino allavvenuta presa del calcestruzzo
utilizzato per riempire le sedi delle armature.

Figura 5.
Azioni di progetto
su un plinto
a pozzetto

n 18 - industrie manufatti cementizi

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ASSOBETON

Figura 6.
Schema
strutturale
con connessioni
a cerniera

Lutilizzo di inserti metallici ha viceversa il vantaggio di garantire una maggiore facilit di montaggio,
essendo garantita lautoportanza durante le fasi di
getto e successiva presa delle malte utilizzate per
solidarizzare il pilastro alla fondazione.
Daltra parte, tali soluzioni sono in alcuni casi caratterizzate da una duttilit significativamente pi
modesta e da una capacit dissipativa ben pi limitata rispetto a quanto garantito dalla tipologia
di collegamento precedente.
La giunzione fra pilastri realizzata frequentemente per la realizzazione di edifici multipiano, i
quali richiedono altezze dei pilastri non sempre
realizzabili con un singolo elemento. La modalit
di connessione dei pilastri, comunque simile alle
tipologie sopra descritte, varier prendendo in
considerazione le azioni cui sar soggetto il pilastro, ponendo particolare attenzione alla presenza di momento flettente.
Prendendo ora in esame i collegamenti trave-pilastro, in presenza di eventi sismici fondamentale
evitare lo scorrimento relativo tra trave e pilastro. Come hanno evidenziato gli eventi passati,
necessario affidare la trasmissione delle forze
sismiche orizzontali a sistemi meccanici, senza fare
affidamento sullattrito associato al peso dei manufatti. Potranno essere realizzati sia giunti monolitici sia non monolitici, a seconda del grado di
vincolo e quindi dello schema strutturale considerato. La scelta di realizzare giunti assimilabili ad
incastri o a cerniere non banale. Lesecuzione di
un vincolo ad incastro non risulta operativamente
semplice, infatti necessario ripristinare il corretto grado di monoliticit nel nodo, solitamente at-

traverso getti integrativi di malta ed utilizzo di armature integrative nel nodo. Tuttavia, utilizzando
un sistema a incastro, si ha il vantaggio di ottenere
una struttura pi rigida, in grado quindi di contenere e controllare meglio gli spostamenti laterali
della struttura soggetta a sisma.
In alternativa, soluzioni pi recenti prevedono il
ricorso a soluzioni basate sulluso della post-tensione del vincolo trave-pilastro, ottenendo cos
dei vincoli di incastro parziale, con il vantaggio addizionale che se il sistema opportunamente dimensionato facendo ricorso a post-tensione con
sistemi a cavi o barre non aderenti si ottiene una
struttura in grado di auto-ricentrarsi in seguito
allevento sismico, ed in grado di sviluppare danni
estremamente contenuti.
comunque evidente come considerando una
situazione di incastro i momenti flettenti siano
trasmessi dalle travi ai pilastri, con ovvie complicazioni dei dettagli costruttivi in corrispondenza dei
nodi trave-pilastro.
Nel caso di vincolo a cerniera, lo schema di collegamento sicuramente pi semplice, essendo
nulla o limitata la trasmissione di flessione tra pilastro e trave. Tuttavia, il vincolo a cerniera d luogo
a schemi strutturali pi deformabili, per i quali
spesso pi problematico controllare la domanda
di spostamento legata ad un evento sismico significativo. Da qui sembrerebbe che la soluzione a
cerniera sia in generale da evitare. Daltra parte,
ci sono molti casi in cui, una volta soppesati tutti
gli aspetti positivi e negativi, la soluzione a cerniera pi conveniente. A titolo esemplificativo si
riporta il dimensionamento di un collegamento a
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ASSOBETON

cerniera trave pilastro di un edificio prefabbricato


monopiano, realizzato mediante spinotti.
Lo schema strutturale considerato mostrato in
Figura 6.
Come si vede in figura, le zone dissipative si trovano alla base dei pilastri, le connessioni andranno
quindi dimensionate secondo il criterio di gerarchia delle resistenze in funzione del momento resistente del pilastro.
Prendendo in esame il pilastro centrale, avremo
che le forze di taglio di progetto per le connessioni trave-pilastro saranno pari a Rd MRd / h, dove Rd
il fattore di sovraresistenza (1,10 per CD B e
1,20 per CD A); in questo modo la connessione
non potr collassare prima del raggiungimento del
momento resistente ultimo alla base del pilastro.
Per determinare il taglio resistente nel collegamento a spinotto (Figura7), opportuno fare
riferimento ai fattori che maggiormente influenzano il comportamento del medesimo, quali il
copriferro, la direzione dellazione sollecitante, la
presenza di azioni cicliche, la distanza fra i vari spinotti, etc.
A questo proposito, Vintzeleou e Tassios (1987)
e Tsoukantas e Tassios (1989) forniscono delle
relazioni che prendono in considerazione la direzione e leccentricit dellazione tagliante, le
trazioni generate nello spinotto e la presenza o
meno di carichi ciclici. Considerando un edificio
sottoposto ad azione sismica, lo spinotto agir
necessariamente sia in direzione del nucleo di cal-

cestruzzo, sia in direzione del copriferro (laterale


allo spinotto o posteriore al medesimo, a seconda della direzione del carico); quindi opportuno utilizzare formule di progetto che tengano
in considerazione la peggiore ipotesi. Gli autori
citati propongono una resistenza della connessione considerando i carichi agenti in direzione del
copriferro, situazione pi gravosa. Se il copriferro risulta inferiore a 6-9 volte il diametro dello
spinotto (db), a seconda del valore del rapporto
tra copriferro laterale (cl) e copriferro posteriore
(cp), si ottengono diversi valori di VRd (Figura 8).
Se cl >> cp si manifester una rottura da spacco
sul lato inferiore (bottom splitting) e la resistenza
della connessione vale:
VRd = 5 db c fct c / (0,66 c + )
con:
VRd resistenza a taglio dello spinotto
c copriferro nella direzione della forza
fct resistenza a trazione del calcestruzzo.
Se cl << cp si manifester una rottura sul lato della
sezione in calcestruzzo (side splitting) e la massima forza dello spinotto sar:
VRd = 2 db bct fct
in cui bct la larghezza netta della sezione ortogonale alla direzione della forza (Figura 9).
Nel caso in cui il copriferro sia maggiore a 6-9 diametri si ricorre alla seguente formula, tipica per la
valutazione della resistenza a spinotto in presenza
di azioni cicliche:

Figura 7.
Esempio
di connessione
trave-pilastro a cerniera
mediante spinotti

7
n 18 - industrie manufatti cementizi

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32

progettare
ASSOBETON

Figura 8.
Copriferro laterale,
inferiore e diametro
spinotti
Figura 9.
Calcolo bct

VRd = 0,5 1,3 db 2 (fcd fyd) 1/2


Gli autori propongono inoltre, in presenza di eccentricit fra il carico e la reazione dello spinotto
(Figura10), la seguente relazione:
VRd = db (5 fcc e)2 - 1,7 db2 fcc fy - 5 fc db e = 0
con:
fcc resistenza cilindrica media a compressione
del calcestruzzo
fy tensione di snervamento dellacciaio
Mentre in presenza sollecitazioni di trazione
propongono la seguente relazione:
VRd = db2 [fck fsy (1 - a2)] 1/2
con pari a ss/fsy.
Per quanto concerne le connessioni tra travi e
solai, importante prendere in considerazione le forze trasmesse da questi ultimi alle travi.
Prendendo per esempio il caso in cui si realizzi
una cappa di calcestruzzo armato a formare un
diaframma rigido, le connessioni saranno responsabili del trasferimento delle azioni generate dalla
forza complessiva di piano, per mezzo di spinotti
o altri dispositivi, agli altri elementi resistenti, quali
travi e pilastri.
In tale caso, le connessioni dovranno essere dimensionate a partire dalle forze di piano, aumentate del 30% come richiesto dalla normativa (DM
14/01/2008, 7.4.5.3).

Collegamento tra elementi secondari


e sismoresistenti
Tutti gli elementi strutturali che non partecipano direttamente alla risposta sismica delledificio
sono detti secondari. Durante un terremoto a
questi elementi richiesta soltanto la capacit di
assorbire le deformazioni imposte dagli elementi
sismoresistenti e il mantenimento della capacit
portante nei confronti dei carichi statici. importante tenere conto della loro possibile disposizione irregolare, sia in pianta sia in elevazione, data la
spesso significativa incidenza che ci pu avere sul
comportamento globale della struttura.
Gli elementi non strutturali quali i pannelli di tamponamento sono generalmente considerati elementi portati in ragione del fatto che le connessioni ai pilastri o alle travi su cui fanno affidamento
sono solitamente progettate in modo da evitare
interferenze con il sistema sismo-resistente, cos
da minimizzare lincremento di rigidezza nei confronti della struttura portante e ridurre le sollecitazioni sugli elementi stessi.
Nella realt si possono considerare due tipologie
diverse di pannelli: quelli che non interferiscono
con il comportamento globale delledificio e che
quindi devono essere in grado, insieme alle loro
connessioni, di resistere ai carichi gravitazionali,
alle forze dinerzia e agli spostamenti imposti dal
sisma, e quei pannelli che al contrario influenzano la risposta strutturale delledificio. Nel primo
caso il sistema di connessione tra pannello prefabbricato e struttura portante non deve avere
una rigidezza tale da poter influenzare la risposta
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progettare
ASSOBETON

Figura 10.
Eccentricit
dello spinotto

10

strutturale, e deve poter sviluppare opportuni


meccanismi duttili, o comunque deve essere in
grado di accomodare spostamenti relativi significativi tra il pannello e la struttura. Nel secondo
caso i pannelli vanno ad incrementare la rigidezza
delledificio, assolvendo a tutti gli effetti al ruolo di
controventi, e devono essere progettati in accordo con la normativa cos come ogni altro elemento strutturale.
Per i pannelli non strutturali, la normativa (DM
14/01/2008, Eq. 7.2.1) prevede la verifica sia dei
pannelli sia delle loro connessioni alla struttura,
considerando gli effetti dellazione sismica come:
Fa = (Sa Wa) 1/ qa
dove:
Fa la forza sismica agente nel centro di massa
dellelemento;
Wa il peso dellelemento;
Sa laccelerazione che il pannello subisce a
seguito del sisma, adimensionalizzata rispetto
allaccelerazione di gravit (Eq. 7.2.2 del DM
14/01/2008);
qa il fattore di struttura dellelemento, qa=2
per pareti interne-esterne.
Nel panorama italiano, le connessioni tra pannelli
orizzontali e struttura sono comunemente realizzate posizionando al lembo inferiore del pannello
opportuni dispositivi di supporto che, hanno il
compito di portare il peso del pannello, ed alle
estremit superiori dei dispositivi di ritenuta inseriti durante il montaggio in anchor channel preventivamente posizionati nei getti dei pannelli e
n 18 - industrie manufatti cementizi

delle strutture portanti ad essi collegati. Come visto negli esempi riguardanti gli edifici dellAquila, il
collasso dei pannelli osservato associato a uninadeguata resistenza del sistema di ritenuta o alla
sua incapacit di fornire una sufficiente duttilit in
termini di spostamento. A questo proposito, una
ricerca sperimentale finanziata da ASSOBETON
inerente il collegamento tra pannelli orizzontali e
pilastri (Piras et al., 2010) ha dimostrato che un
ruolo importante ricoperto dalla coppia di serraggio dei bulloni delle connessioni che realizzano
la ritenuta. Le prove sperimentali hanno mostrato
che malgrado le connessioni, al fine di garantire
tolleranze di montaggio adeguate, abbiano generalmente dei fori asolati tali da poter idealmente
consentire lo scorrimento della connessione durante un evento sismico, unelevata e non controllata coppia di serraggio potrebbe generare
allinterfaccia dado-connessione un attrito tale
da impedire lo scorrimento. In tal caso, a seguito
degli spostamenti imposti dal sisma, una connessione troppo rigida potrebbe far s che la vite a
testa dancora strappi i lembi dellanchor channel
per effetto leva andando cos a compromettere la
ritenuta del pannello (Figura 11). In accordo con
la normativa, che associa allo stato limite di danno
(SLD) un drift pari a 1% per tamponamenti progettati in modo da non subire danni per effetto
della loro deformabilit intrinseca ovvero dei collegamenti alla struttura, la connessione dovrebbe
quindi prevedere un foro con unasola tale da coprire gli spostamenti a SLD senza interagire con
la struttura portante.

33

34

progettare
ASSOBETON

11

Figura 11.
Danneggiamento
connessioni

inoltre importante evitare la rottura della connessione per sollecitazioni, in termini di forza e
spostamento, associate al raggiungimento dello
stato limite di salvaguardia della vita (SLV). Infatti,
il cedimento anche di un singolo elemento del
sistema di ancoraggio comporta il pi delle volte
il rovesciamento del pannello a terra, con notevoli rischi per lincolumit di persone, dato il peso
significativo dei pannelli, senza contare i possibili
danni su oggetti e cose.
Al raggiungimento del fine corsa, la connessione
deve quindi disporre di unulteriore risorsa di duttilit che potrebbe essere ad esempio conferita
dalla formazione di cerniere plastiche alle estremit del gambo della vite. Per far s che questo
meccanismo si instauri, precedendo la rottura del

labbro dellanchor channel annegato nellelemento portante, sar necessario progettare i bulloni
di ritenuta definendone la resistenza attraverso
lausilio del capacity design.
Per quanto riguarda il collegamento di pannelli
verticali, questi sono frequentemente supportati
da una trave porta pannelli e vincolati allestremit superiore dalle medesime ritenute utilizzate
per i pannelli orizzontali.
In tal caso, le problematiche gi discusse per le
ritenute trovano riscontro anche per i pannelli
verticali, con laggravante che la domanda di spostamento cui le ritenute sono soggette in presenza di azioni sismiche ulteriormente aumentata
dalla maggior distanza tra la base del pannello e
la ritenuta.#

Bibliografia
- ASSOBETON, Linee Guida ASSOBETON per la progettazione sismica di strutture prefabbricate, 2010.
- CNR 10025, Istruzioni per il progetto, lesecuzione ed il controllo delle strutture prefabbricate in calcestruzzo, 2000.
- D. Min. Infrastrutture 14 gennaio 2008, Norme tecniche per le costruzioni, Gazzetta Ufficiale, Roma, Italia.
- Dario Piras, Andrea Belleri, Paolo Riva, Prove sperimentali sul comportamento sismico di pannelli di tamponamento orizzontali prefabbricati, 18 Congresso
CTE, 12-14/11 2010, Brescia. ISBN 978-88-903647-6-1.
- Tsoukantas S.G. Tassios T.P., Shear resistance of connections between reinforced concrete linear precast
elements, ACI Structural Journal no.86-S26, 1989.
- Vintzeleou E.N. Tassios T. P., Behavior of Dowels under Cyclic Deformations, ACI Structural Journal no.84S3, 1987.

industrie manufatti cementizi - n 18

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progettare
sezione
- notizie e informazioni da ANIT
ASSOBETON

Le nuove uni ts 11300,


aggiornamenti e revisioni normative
Daniela Petrone, Vice Presidente Anit

La pubblicazione e la conseguente entrata in vigore, il 9 luglio 2010, della nuova Direttiva Europea 2010/31/CE sulla
prestazione energetica nelledilizia ha
introdotto obiettivi difficili e lungimiranti,
uno per tutti la costruzione di edifici ad
energia quasi zero, prevista per il 2020.
Per raggiungere tale traguardo occorre
definire una metodologia per calcolare
le prestazioni energetiche degli edifici e
le soglie minime da rispettare,che devono essere aggiornate con scadenza
quinquennale dai singoli Stati, tenendo
in considerazione le innovazioni nel settore edilizio, i costi e le condizioni climatiche e locali.
in risposta a queste nuove peculiarit della Direttiva Europea che gli enti

normatori nazionali, UNI e CTI, stanno


lavorando ad un aggiornamento della
normativa tecnica, in particolare le UNI
TS 11300, definendo una metodologia
di calcolo conforme e adeguata alle
nuove richieste.
Le norme UNI/TS, in quanto specifiche
tecniche, hanno una stabilit di tre anni.
Pertanto, partendo dalla prima pubblicazione del 2008, possono essere soggette a revisioni gi nel 2011.
Il piano generale di lavoro riguarda la
revisione e lo sviluppo della specifica
tecnica 11300 nelle sue quattro parti,
distinguendo due periodi temporali, il
primo indicativamente fino a giugno
2011 e il secondo da giugno 2011 al
2014.

Met anno 2011 stato individuato


come il periodo di possibile pubblicazione delle revisioni delle prime due parti
della 11300, che si pensa possano rimanere in vigore fino al 2014, anno in cui
probabile che venga adottato, per il calcolo delle prestazioni energetiche degli
edifici, un metodo in regime dinamico
su cui si sta lavorando con uno specifico
gruppo di lavoro.
UNI TS 11300 Parte 1
Determinazione del fabbisogno di energia
termica delledificio per la climatizzazione
estiva ed invernale
Da maggio dello scorso anno operativo
il gruppo di lavoro. Con riferimento alle
basi del metodo di calcolo si discutono:

industrie manufatti cementizi - n 18

progettare - notizie e informazioni sezione


da ANIT
ASSOBETON

durata del periodo di riscaldamento:


con riferimento al calcolo dei giorni
di inizio e fine del periodo di riscaldamento e raffrescamento, le perplessit sollevate riguardano il fatto di
considerare per il calcolo le frazioni di
mese, sulla base del periodo definito
dal DPR 412 per il riscaldamento. La
proposta di utilizzare i mesi interi, in
attesa della pubblicazione della norma
sui dati climatici (revisione della UNI
10349). Tale punto in fase di approfondimento teorico;
funzionamento continuo dellimpianto
di climatizzazione invernale applicato
a tutte le destinazioni duso: si deciso
di considerare il funzionamento continuo nelle 24 ore giornaliere dellimpianto solo negli edifici residenziali e di
introdurre il regime di funzionamento
intermittente per gli edifici con destinazione duso diversa dal residenziale,
individuando quindi dei profili dutenza per ogni destinazione duso prevista dal DPR 412;
dimensioni da utilizzare nel calcolo delle superfici disperdenti: attualmente il
riferimento a dimensioni esterne o
interne lorde o interne nette libero
e non vincolato, ma questa libert di
scelta d luogo a differenze nei risultati finali.
I maggiori problemi discussi al tavolo di
lavoro riguardano le differenze di risultato che si ottengono applicando il metodo analitico rispetto al metodo semplificato, in particolar modo per lincidenza
dei ponti termici, per il calcolo delle dispersioni verso ambienti non riscaldati,
per i ricambi daria assegnati alle destinazioni duso diverse dal residenziale.
Particolare attenzione posta alla valutazione dei ponti temici. Da una parte la
valutazione forfettaria prevista dalla norma per i soli edifici esistenti consente, in
assenza dei dati di progetto, di riferirsi a
semplici maggiorazioni percentuali sulla
trasmittanza delle sole pareti esterne.
Tali maggiorazioni risultano poco indicative e riduttive dellincidenza che i diversi
ponti termici, sia di forma che di struttu-

ra, possono avere sulle dispersioni globali delledificio.


Di contro, lapproccio analitico, previsto
per i nuovi edifici o comunque se si fa
riferimento ai dati di progetto, basato sui valori di definiti dallabaco dei
ponti termici della UNI EN ISO 14683
a cui non corretto riferirsi in fase di
certificazione energetica in quanto norma di progetto, quindi con valori decisamente peggiorativi perch riferiti a soluzioni tecnologiche superate. Pertanto il
problema duplice: da un lato occorre
rivedere le maggiorazioni percentuali riportate nellapproccio semplificato della
UNI TS 11300-1, dallaltro per lapproccio analitico si dovrebbero aggiornare i
valori di riportati nella UNI EN ISO
14683, uniformando i risultati ottenuti
dai due metodi. Un approccio semplificato non dovrebbe dar luogo a risultati
migliori di un corrispondente calcolo
eseguito con approccio analitico!
UNI TS 11300 Parte 2
Determinazione del fabbisogno di energia primaria e dei rendimenti per la climatizzazione invernale e per la produzione
di acqua calda sanitaria
I lavori di revisione sono iniziati a settembre, mantenendo invariata limpostazione generale del modello, ma specificando meglio le limitazioni di utilizzo
dei metodi di calcolo e dei valori precalcolati di rendimento in relazione ai tipi
di valutazione delle prestazioni. Attualmente, infatti, la discriminante tra i due
metodi lapplicazione a un edificio esistente o nuovo, mentre sarebbe pi
opportuno definire il metodo in base
alla tipologia di configurazione impiantistica, alle condizioni di contesto e alla
disponibilit di dati documentabili.
Anche per la Parte 2 sono state segnalate alcune differenze di risultato che si
ottengono qualora si calcolino le perdite con il metodo analitico piuttosto che
con il metodo semplificato, con particolar riferimento ai due sottosistemi di
distribuzione e di generazione per cui
sono previsti questi metodi.
I rendimenti di distribuzione precalcolati,

n 18 - industrie manufatti cementizi

riportati nei Prospetti 21, risultano maggiori di quelli ottenibili calcolando analiticamente le perdite per un impianto corrispondente sulla base dellAppendice A
della norma stessa, pertanto verranno
rivisti anche con laggiunta di alcune tipologie impiantistiche per meglio completare il quadro delle configurazioni.
I rendimenti di generazione precalcolati riportati nei Prospetti 23 risultano
anchessi ottimistici rispetto ai valori
ottenibili con lapplicazione dei metodi
dettagliati dellAppendice B (metodo
direttiva e metodo analitico).
UNI TS 11300 Parte 3
Determinazione del fabbisogno di energia primaria e dei rendimenti per la climatizzazione estiva
La norma pubblicata nel marzo 2010
presenta due punti critici:
la determinazione del fattore di carico
delle macchine frigorifere;
il calcolo dei carichi termici latenti, tenendo opportunamente conto degli
apporti interni.
I carichi latenti interni sono stati calcolati
prendendo come riferimento i dati occupazionali di uffici, ma senza fare distinzione tra le diverse destinazioni duso e
quindi tra i fabbisogni di climatizzazione
in funzione del numero di persone presenti. Obiettivo del gruppo di lavoro
di redigere un emendamento, una errata corrige della Parte 3 entro giugno
2011. La Parte 3 non viene per ora tenuta in considerazione in quanto il DPR
59/09 sulle prestazioni energetiche degli
edifici non contiene valori limite e verifiche minime da rispettare per lindicatore
di energia primaria per la climatizzazione
estiva.
UNI TS 11300 Parte 4
Utilizzo di energie rinnovabili e di altri
metodi di generazione per il riscaldamento di ambienti e la preparazione di acqua
calda sanitaria
Ad oggi il documento redatto dal CTI
praticamente definitivo ed in corso di
esame da parte dellUNI per la validazione formale. #

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progettare
sezione
- notizie e informazioni dal CTE
ASSOBETON

Il 18 Congresso CTE
Prof. Giovanni Plizzari, Presidente CTE

Unimmagine
del ponte pedonale
da 40 m che collega
due edifici del nuovo
Vodafone Village
di Milano.

Il 18 Congresso del C.T.E. (11-13 novembre 2010, Universit di Brescia) ha


nuovamente confermato lassociazione come un riferimento essenziale per
capire meglio i percorsi lungo i quali
si muovono innovazione, industrializzazione e ricerca applicata nel mondo
della progettazione e delle costruzioni.
Al convegno hanno partecipato oltre
200 professionisti provenienti da tutta Italia, in rappresentanza di aziende,
studi di progettazione, imprese ed istituzioni, offrendo un punto di incontro

ai diversi soggetti del settore.


I contenuti del congresso sono riportati negli atti, due volumi per un totale
di 1.000 pagine con decine di memorie tecnico-professionali di alto livello
che testimoniano la vitalit e la passione che anima il settore che, proprio
tramite lo sviluppo della ricerca applicata, pu ottimizzare i propri processi
e quindi aumentare la competitivit.
Gli atti del congresso rappresentano
un riferimento prezioso per gli operatori interessati a conoscere lo stato
dellarte delle tecnologie edilizie, con
particolare riferimento alla sicurezza
in cantiere, alla riduzione dei consumi
energetici, allecosostenibilit, allequilibrio con i territori e le aree interessate
da costruzioni e alla prevenzione antisismica. Proprio su questo argomento
si sono focalizzati gli interventi ad invito, entrambi basati sul tragico even-

to sismico del 2009 in Abruzzo e su


come ledilizia ha saputo offrire valide
soluzioni, tali da diventare momento di
sperimentazione di tecniche e modalit esportabili a largo raggio e applicabili in futuro.
In questo senso stato recepito con
estremo interesse lintervento del
Prof. Mauro Dolce, Direttore dellUfficio Rischio Sismico del Dipartimento
della Protezione Civile, il quale ha ripercorso significati, obiettivi e dinamiche del progetto C.A.S.E. (Complessi
Antisismici Sostenibili Ecocompatibili)
nellarea della citt dellAquila. Il progetto C.A.S.E. ha permesso in tempi
record di realizzare circa 4.500 alloggi
per 15.000 persone, in 19 aree diverse
e 30 lotti di costruzione, cercando di
non sradicare le popolazioni dai loro
luoghi originari di abitazione. 80 giorni
il tempo medio di costruzione di una

industrie manufatti cementizi - n 18

progettare - notizie e informazioni sezione


dal CTE
ASSOBETON

casa palazzina di 3-4 piani, utilizzando


in modo coordinato prefabbricati in
calcestruzzo, in legno e in acciaio.
Le prime case sono state consegnate,
nel settembre 2009, dopo soli due mesi
dallinizio dei lavori. Il 60% delle case
in classe energetica A, molte sono
dotate di pannelli solari per produrre
acqua calda e pannelli fotovoltaici per
lenergia elettrica. Il tutto con costi di
costruzione contenuti, poco superiori
a 1.200 euro al metro quadrato.
Questi argomenti sono stati ripresi e
ulteriormente focalizzati in alcune delle componenti pi tecnico-applicative
dal Prof. Giandomenico Toniolo del
Politecnico di Milano, che ha presentato un interessante quadro della risposta che i prefabbricati gi presenti
nel territorio abruzzese hanno dato

allevento sismico dellaprile 2009, individuando fattori di criticit e situazioni


di eccellenza. In particolare Toniolo ha
ricordato come i danni pi gravi, sia alle
strutture sia ai tamponamenti, siamo
stati registrati dove non erano presenti
gli accorgimenti basici di prevenzione
antisimica. Al contrario in edifici anche
pluripiano dove questi sistemi erano
presenti, i danni sono stati di gran lunga
pi contenuti.
Un valido esempio rappresentato
da un grande centro commerciale alle
porte de LAquila che non ha subito
alcun danno, tanto da poter restare
aperto perfino nei primi giorni dopo il
sisma, dando cos un grosso aiuto alla
popolazione in condizioni di emergenza alimentare.
Nella sessione dedicata alle realizzazio-

n 18 - industrie manufatti cementizi

ni sono state presentate le grandi opere dellingegneria e dellarchitettura di


recente costruzione (nella fotografia si
riporta limmagine del nuovo Vodafone Village di Milano).
Il congresso si chiuso con la visita al
cantiere della metropolitana di Brescia,
opera di grande significato, sia a livello
socio-urbanistico per la citt ospitante,
sia per le soluzioni costruttive adottate
in molteplici contesti di intervento. #

Gli Atti del 18 Congresso CTE sono disponibili anche su supporto elettronico
e possono essere richiesti facendo riferimento alla segreteria del CTE (T. 02
713880 - info@cte-it.org); ai soci CTE
sono offerte particolari agevolazioni.

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focus - sostenibilit e prefabbricazione


ASSOBETON

Veronica Dei Rossi,


Maria Elena Ghelardi,
Mattia Giovannini,
GBC Italia

DO YOU SPEAK LEED?


GBC ITALIA TI AIUTA

La certificazione LEED (Leadership in Energy and


Environmental Design) un sistema di misurazione
e certificazione della sostenibilit degli edifici nato
nel Nord America ad opera del USGBC (United
States Green Building Council) e rapidamente
adottato a livello internazionale in oltre 110 Paesi
nel mondo.

Fotografando questo
codice puoi collegarti
col tuo telefono
direttamente al Sito

Per chi opera nel mondo delledilizia (progettisti,


costruttori, societ immobiliari, produttori di componenti) LEED diventa un punto di riferimento per
misurare la propria competitivit sul mercato. Ad
ogni operatore della filiera delledilizia, il sistema

LEED pone una questione semplice ma fondamentale: sei in grado di rispondere al mercato LEED?
LEED un sistema volontario e basato sul consenso,
per la progettazione, costruzione e gestione di edifici
sostenibili ad alte prestazioni che si sta sviluppando sempre pi a livello internazionale; pu essere
utilizzato su ogni tipologia di edificio e promuove
un sistema di progettazione integrata che riguarda
lintero edificio.
Vi sono decine di migliaia di progetti in corso
di realizzazione e alcuni gi certificati che hanno
industrie manufatti cementizi - n 18

focus - sostenibilit e prefabbricazione


ASSOBETON

scelto questo riferimento. Le ragioni di tale successo vanno ricercate nelleffetto combinato di
pi fattori. La sostenibilit una dimensione che
nessun settore pu permettersi di ignorare.
In tale ambito LEED uno dei sistemi di certificazione pi qualificati; gode del sostegno delle
imprese, del mondo scientifico e delle istituzioni.
Il mercato lo ha gi riconosciuto come proprio
punto di riferimento perch LEED anche una
garanzia della qualit e del valore delledificio.
LEED rappresenta un sistema di rating che valuta limpatto ambientale degli edifici considerando
una pluralit di dimensioni: non solo lefficienza
energetica, ma anche la scelta del sito di costruzione, la gestione efficiente dellacqua, i materiali
impiegati negli edifici, lo smaltimento dei rifiuti, il
comfort e la salubrit degli spazi interni. Si tratta di un sistema che fornisce metodi e strumenti
oggettivi per misurare le prestazioni delledificio
in termini di sostenibilit ambientale e di utilizzo
delle risorse, lasciando allo stesso tempo la possibilit di premiare linnovazione che non trova ne-

gli aspetti considerati la possibilit di venir valutata.


Il sistema LEED rappresenta in edilizia, lequivalente di pratiche che in altri ambiti sono normali:
per esempio, nel caso dellacqua minerale di
fatto obbligo di legge apporre sulla bottiglia unetichetta che descriva e quantifichi tutte le componenti da cui composta.
Per gli edifici non esistono ancora sistemi di etichettatura che dichiarino quanto consumano,
come si viva nelledificio, quali siano i materiali con
cui stato prodotto, il comfort acustico, termico,
visivo, e cos via. LEED dichiara tutte le performance del sistema edificio nel complesso.
Il sistema di certificazione LEED rappresenta un
quadro flessibile che permette ai gruppi di progettazione e di costruzione di valutare la strategia
che ottimizza il rapporto tra edificio ed ambiente
circostante.
Il sistema di rating LEED si struttura in sette sezioni (Tabella 1) organizzate in prerequisiti e in
crediti.

Tabella 1.

Sostenibilit del Sito: questa sezione affronta gli aspetti ambientali legati al sito entro il quale
verr costruito ledificio e al rapporto di questo con lintorno. Gli obiettivi sono limitare limpatto generato dalle attivit di costruzione, controllare il deflusso delle acque meteoriche, stimolare modalit
e tecniche costruttive rispettose degli equilibri dellecosistema.

Sistema di rating
del sistema LEED

Gestione delle Acque: questa sezione approccia le tematiche ambientali legate alluso, alla
gestione e allo smaltimento delle acque negli edifici monitorando lefficienza dei flussi dacqua e promuovendo la riduzione dei consumi idrici e il riutilizzo delle acque meteoriche.
Energia ed Atmosfera: in questa sezione viene promosso il miglioramento delle prestazioni
energetiche degli edifici, limpiego di energia proveniente da fonti rinnovabili o alternative e il controllo delle prestazioni energetiche delledificio.
Materiali e Risorse: in questarea vengono prese in considerazione le tematiche ambientali correlate alla selezione dei materiali, alla riduzione dellutilizzo di materiali vergini, allo smaltimento dei
rifiuti e alla riduzione dellimpatto ambientale dovuto ai trasporti.
Qualit ambientale Interna: questa sezione affronta le preoccupazioni ambientali relazionate
alla qualit dellambiente interno, che riguardano la salubrit, la sicurezza e il comfort, il consumo di
energia, lefficacia del cambio daria e il controllo della contaminazione dellaria.
Innovazione nella Progettazione: questa sezione ha come obiettivo lidentificazione degli
aspetti progettuali che si distinguono per le caratteristiche di innovazione e di applicazione delle pratiche di sostenibilit nella realizzazione di edifici.
Priorit Regionale: tale area ha come obiettivo quello di incentivare i gruppi di progettazione a
focalizzare lattenzione su caratteristiche ambientali del tutto uniche e peculiari della localit in cui
situato il progetto.

n 18 - industrie manufatti cementizi

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42

focus - sostenibilit e prefabbricazione


ASSOBETON

I prerequisiti di ogni sezione sono obbligatori affinch lintero edificio possa venire certificato e si possa accedere alle successive fasi di valutazione.
I crediti possono essere scelti in funzione delle caratteristiche del progetto.
Ad ogni credito assegnato un punteggio; il non
conseguimento di determinati crediti determina un
punteggio pari a zero. Dalla somma dei punteggi dei
crediti conseguiti deriva il livello di certificazione ottenuto, che attesta la prestazione raggiunta dalledificio in termini di sostenibilit ambientale.

La certificazione LEED si articola nei seguenti livelli:


Base Argento Oro Platino.

industrie manufatti cementizi - n 18

focus - sostenibilit e prefabbricazione


ASSOBETON

Lavorando sullintero processo, dalla progettazione


fino alla costruzione vera e propria, LEED richiede
un approccio olistico, pena il non raggiungimento
degli obiettivi preposti. Solo con un ampio sforzo di
progettazione integrata e di coordinamento possibile creare un edificio armonioso in tutte le aree
sopra menzionate.
I vantaggi competitivi per coloro che adottano gli
standard LEED, siano essi professionisti o imprese,
sono identificabili soprattutto nella grande qualit finale del manufatto e nel notevole risparmio di costi
di gestione che questi edifici permettono di ottenere se comparati con edifici tradizionali.
Tra tutti i sistemi di certificazione attualmente presenti nel mercato, LEED uno dei pi robusti e
strutturati, perch ha al suo interno una molteplicit
di piani e meccanismi di controllo. Innanzitutto, un
processo che parte fin dalla fase di progettazione
preliminare e continua fino al mantenimento delledificio una volta occupato; in secondo luogo, responsabilizza tutti gli operatori coinvolti che devono far
in modo che il loro contributo permetta leffettiva
acquisizione dei rispettivi crediti; terzo, esiste un
controllo interno che quello del Commissioning1;
quarto, la revisione e la certificazione viene rilasciata

da un ente di certificazione Terza Parte (il Green


Building Certification Institute).
Elenco dei protocolli
di certificazione LEED
LEED declinato in una serie di applicazioni che, a
partire da una struttura comune (esposta sopra), si
articolano in formule differenziate a seconda della
tipologia delledificio a cui si fa riferimento.
Si parla quindi di:
LEED BD+C Builiding Desing & Construction per
nuove costruzioni o grandi ristrutturazioni;
LEED EB&OM - Existing Building per gli edifici esistenti;
LEED CI - Commercial Interiors per gli spazi interni commerciali;
LEED CS for Core & Shell, per certificare la struttura e linvolucro edilizio;
LEED for Homes, per le residenze;
LEED ND for Neighborhood Developments se
invece si fa riferimento ad aree urbane.
Allinterno di ciascun ambito applicativo poi possibile trovare delle sottocategorie, ad esempio sotto
LEED BD + C vi sono formulazioni specifiche per
scuole, ospedali, retail, ecc..

. Commissioning Authority:
Referente per la committenza
che verifica che i sistemi
energetici e gli impianti
delledificio siano installati,
tarati e funzionino in
accordo con le richieste del
committente, i documenti
di progetto e i documenti di
appalto.

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focus - sostenibilit e prefabbricazione


ASSOBETON

Di conseguenza, grazie a questa struttura estremamente flessibile, LEED permette di certificare dallarea su cui si insedia ledificio sino agli spazi interni.
Con LEED for Neighborhood, ad esempio, viene
valutata la sostenibilit dellarea, non tanto a livello
urbanistico quanto di articolazione zonale, sulla base
di elementi di urbanizzazione primaria riguardanti
la viabilit, il trattamento delle acque, la presenza
di verde, ecc.. Mentre attraverso LEED for Core &
Shell, possibile certificare la struttura e linvolucro
di edifici destinati ad essere venduti e completati
internamente dalle societ che acquistano gli spazi.
Questultimo standard di fatto complementare al
LEED for Commercial Interiors che invece consente
di certificare la sostenibilit degli interni (Tabella 2).
I protocolli LEED, elaborati dallUSGBC sono presenti anche in Italia grazie al lavoro del (Green Bu-

ilding Council Italia) (GBC Italia) che ha creato una


versione locale di LEED NC Nuove Costruzioni e
Ristrutturazioni, primo caso al mondo di localizzazione dello standard approvata da USGBC.
GBC Italia, grazie alla collaborazione attiva e volontaria di professionisti organizzati in comitati, ha
trasposto lo standard LEED dedicato alle nuove Costruzioni e Ristrutturazioni, valutando la rispondenza
dei contenuti di una serie di criteri in relazione al
panorama nazionale ed europeo. GBC Italia sta attualmente lavorando alla elaborazione di nuovi protocolli quali Home, Existing Building & Operation
Maintenance, Neighborhood e altri ancora. In Italia vi
sono circa 100 progetti registrati per la certificazione con la precedente versione americana, distribuiti
prevalentemente nel Nord Italia, con forti concentrazioni fra Trento e Milano. Dal 14 aprile 2010
industrie manufatti cementizi - n 18

focus - sostenibilit e prefabbricazione


ASSOBETON

Denominazione

Indirizzo

LEED Building Design & Construction

Edifici di nuova costruzione o su cui si


eseguono interventi sostanziali; vale per
edifici per uffici, istituzionali, per la cultura e
residenziali con pi di tre piani fuori terra

LEED for Core and Shell (CS)

Edifici destinati ad attivit speculative in cui


possibile conseguire la sola certificazione
per struttura e linvolucro esterno, senza gli
spazi interni da affidare ai locatari

LEED for Schools

Edifici scolastici di nuova costruzione

LEED for Healthcare

Presidi ospedalieri di nuova costruzione

LEED for Retail

Edifici per il commercio

LEED for Commercial Interiors

Spazi interni (a possibile completamento


del C&S): certificazione dedicata ad aree
interne per il commercio e pi in generale
di carattere produttivo

LEED for Existing Building E&O

Edifici esistenti di generica destinazione duso

LEED for Existing School

Edifici scolastici esistenti

LEED Homes

Edifici residenziali al di sotto dei tre piani


fuori terra

LEED Neighborhood development

Quartieri urbani

n 18 - industrie manufatti cementizi

Tabella 2.
Elenco dei protocolli
di certificazione
proposti da LEED

45

46

focus - sostenibilit e prefabbricazione


ASSOBETON

Per informazioni sui prodotti


editoriali di GBC Italia di
prossima pubblicazione
contattare:
info@gbcitalia.org
Per acquistare il manuale
scaricare il modulo dordine
sul sito: www.gbcitalia.org

industrie manufatti cementizi - n 18

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ASSOBETON

possibile certificare con LEED 2009 Italia Nuove Costruzioni


e Ristrutturazioni che ha riscontrato fin da subito notevole
successo per i numerosi progetti preregistrati in fase pilota.
La Green Community di GBC Italia
Il Green Building Council Italia (GBC Italia) nasce
il 28 gennaio 2008, promosso dal Distretto
Tecnologico Trentino insieme a 47 soci
fondatori con lobiettivo di diffondere una
cultura delledilizia sostenibile e guidare la
trasformazione del mercato italiano. GBC
Italia si propone di sensibilizzare lopinione
pubblica e le istituzioni sullimpatto che le modalit di progettazione e costruzione degli edifici
hanno sulla qualit della vita dei cittadini. Unaltra attivit di
GBC Italia quella di fornire parametri di riferimento chiari
agli operatori del settore edile, incentivando il confronto tra
gli stessi e creando una community delledilizia sostenibile.
Ad oggi hanno manifestato la propria adesione al Green
Building Council Italia oltre 470 soggetti: numerose imprese, tra cui spiccano i maggiori player italiani nel settore
delledilizia; importanti studi di progettazione e societ immobiliari; associazioni di categoria; universit; enti di ricerca
e diverse amministrazioni pubbliche, nonch recentemente
anche la Fondazione Legambiente. Entrare a far parte della
community dei soci di GBC Italia significa entrare in un network internazionale di edilizia sostenibile grazie alla visibilit
del marchio LEED. Essere socio significa condividere lautorevolezza rappresentata dal marchio GBC Italia, che una
garanzia di indipendenza nel segno di un movimento sovranazionale e contribuire allevoluzione del sistema LEED partecipando attivamente al lavoro dei comitati che sviluppano
i protocolli di certificazione, valorizzando il meglio di unesperienza costruttiva millenaria e i prodotti di eccellenza che
le imprese italiane gi propongono sui mercati internazionali.
Aderendo al Green Building Council Italia, inoltre, possibile
sviluppare i migliori contatti nellindustria edile sostenibile sia
a livello nazionale che internazionale e usufruire dei benefici
che aiutano limpresa a essere competitiva nel mercato facendo crescere il proprio business. Nello scorso anno GBC
Italia ha presentato LEED Italia con un roadshow di convegni
che ha toccato Trento, Milano, Roma, Venezia, Bologna e Rimini. GBC Italia ha organizzato e promosso, con straordinario
successo di partecipazione, diversi convegni incentrati sulla
sostenibilit a 360, il sistema LEED e le migliori ed esemplari
pratiche esistenti attualmente in Italia e nel resto del mondo.
Le iniziative di GBC Italia volte a promuovere la sostenibilit
sono molte e vanno dalla formazione, allorganizzazione di
eventi; dalla partecipazione a seminari e workshop su tutto
il territorio italiano, alla presenza di GBC Italia in alcune tra le
pi importanti manifestazioni fieristiche del settore edile. Nel
2010 sono stati organizzati diversi momenti formativi che
hanno toccato le citt di Trento, Verona, Milano e Bologna.
Questanno si sono gi organizzati alcuni corsi di formazione
a Roma a febbraio, a Milano in marzo, a Firenze in aprile e
a Verona, tra il 4 e il 6 maggio, altri sono in programma in
occasione di Greenbuilding Solarexpo.#
n 18 - industrie manufatti cementizi

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focus - sostenibilit e prefabbricazione


ASSOBETON

Ugo Pannuti
Responsabile
della Certificazione
Volontaria
di Prodotto ICMQ

I SERVIZI PER LA SOSTENIBILIT

1
2

Figura 1.
I servizi ICMQ
per la sostenibilit
dei prodotti

Da diversi anni ICMQ parte attiva nel diffondere e


promuovere la cultura della sostenibilit con servizi di
certificazione studiati ad hoc, mettendo a disposizione le
proprie competenze per predisporre diversi schemi di
certificazione di prodotto che permettano ai produttori:
sia di ottemperare ai requisiti di legge, ove previsti;
sia di ottenere un riconoscimento di parte terza indipendente delle caratteristiche prestazionali e di sostenibilit dei propri prodotti.
Anche la filiera delle costruzioni si sta indirizzando sempre pi verso lutilizzo di sistemi, prodotti e materiali che
evitino lo sfruttamento di risorse esauribili, diminuiscano
linquinamento e riducano gli smaltimenti in discarica. La
sostenibilit rappresenta, pertanto, per ledilizia la direzione obbligata per un nuovo sviluppo in grado di raccogliere le grandi sfide ambientali e macro-economiche.
In particolare la situazione attuale del mercato non pu
prescindere dallattenzione allambiente e alla sostenibilit.
La pianificazione edilizia negli ultimi anni, grazie anche alla
diffusione di sistemi di certificazione volontaria dellopera
(LEED, ITACA, BREEAM, ecc.), sta promuovendo lo sviluppo di progettazione e realizzazione a basso impatto
ambientale. Molte Amministrazioni Comunali caldeggiano, infatti, la costruzione di edifici sostenibili, riconoscendo ai pi virtuosi specifici bonus edilizi.
Nello specifico i servizi di ICMQ, nellambito della Certificazione di Prodotto, sono rappresentati in Figura 1.
ICMQ ECO
In questo mercato in piena evoluzione, diventa necessario per il produttore distinguersi dai concorrenti e poter

dimostrare, con attendibilit, le caratteristiche dichiarate


e il proprio impegno nei confronti della sostenibilit ambientale, valorizzando cos la propria immagine e guadagnando in competitivit.
La Certificazione volontaria di Prodotto Sostenibile, che
consente al produttore di apporre il Marchio ICMQ
ECO sui propri manufatti, lo strumento concreto e affidabile per poter verificare il rispetto dei requisiti dichiarati.
In generale la Certificazione ICMQ ECO una procedura con cui ICMQ d assicurazione scritta che un prodotto ha caratteristiche in grado di rispondere ai principi di
sostenibilit ambientale come ad esempio di riflettanza o
di emissioni di componenti o sostanze nocive per lambiente o per le persone.
La presenza del marchio sul prodotto assicura, attraverso
controlli periodici sul prodotto stesso e sui processi produttivi ed organizzativi aziendali, che tutta la produzione
oggetto di certificazione sia conforme nel tempo a quanto dichiarato dal produttore.
La certificazione ICMQ ECO si fa quindi garante delle
effettive prestazioni del prodotto immesso sul mercato.
In Figura 2 indicato liter di Certificazione ICMQ ECO.
Il Marchio ICMQ ECO tipicamente suddiviso in quattro
livelli (Figura 3):
ICMQ ECO
ICMQ ECO Silver
ICMQ ECO Gold
ICMQ ECO Platinum
Tale classificazione determinata in base al numero, alla
tipologia di caratteristiche di sostenibilit dichiarate dal
industrie manufatti cementizi - n 18

focus - sostenibilit e prefabbricazione

49

ASSOBETON

Figura 2.

Prove di
tipo iniziali

Valutazione iniziale
dellimpianto
e del controllo
di produzione

Sorveglianza periodica
dellimpianto e del controllo
di produzione
Prove periodiche
sui campioni prelevati
dalla fabbrica o dal cantiere

Iter di Certificazione
Volontaria di Prodotto
ICMQ ECO

produttore e in base alle prestazioni dei propri prodotti,


verificate e certificate da parte di ICMQ in conformit
allo Schema di Certificazione apposito.
In sintesi lapposizione del marchio ICMQ ECO comunica al mercato che i prodotti mantengono costantemente
le prestazioni dichiarate e che un Organismo di Certificazione di parte terza tiene sotto controllo ogni aspetto
del processo produttivo:
controlli in accettazione delle materie prime;
controlli in produzione;
verifiche delle attrezzature di processo e di misura;
controlli sui prodotti finiti;
stoccaggio e movimentazione.
Asserzione Ambientale
A differenza di ICMQ ECO la convalida dellAsserzione
Ambientale Autodichiarata relativa alle caratteristiche di
un prodotto non prevede da parte dellOrganismo di
Certificazione:
verifiche del Controllo di Produzione e prove sui prodotti che permettano di accertarne le effettive prestazioni meccaniche e/o di sostenibilit;
rilascio del Marchio di Prodotto.
Ad esempio la convalida dellAsserzione Ambientale Autodichiarata, relativa alla percentuale di riciclato contenuta
in un prodotto e predisposta secondo la norma UNI EN
ISO 14021, attesta, esclusivamente, che la dichiarazione

del produttore supportata da dati e da procedure in


possesso del produttore stesso. In questambito la Convalida pu essere uno strumento utile per il produttore
in quanto gli schemi di certificazione per la sostenibilit
degli edifici, come per esempio LEED, premiano lutilizzo
di materiali da costruzione contenente quantitativi significativi di materiale recuperato (o riciclato).
Nello specifico ICMQ ha sviluppato un apposito schema
di certificazione del contenuto di materiale riciclato allinterno di un prodotto da costruzione, realizzando una Linea Guida che potr essere consultata da tutte le aziende
interessate ad intraprendere questo percorso.
Tale guida prevede che il produttore:
- identifichi:
lo specifico prodotto oggetto dellAsserzione;
il periodo temporale a cui fanno riferimento i dati
raccolti al fine della predisposizione dellAsserzione;
le modalit per la raccolta dei dati relativi alla massa
di ciascuno dei materiali in ingresso nel periodo di
riferimento;
la strumentazione utilizzata per la determinazione dei
quantitativi di ciascuno dei materiali in ingresso, della
relativa incertezza di misura e delle modalit di taratura;
le modalit di conservazione dei dati e delle relative
evidenze di supporto;
le anomalie, i reclami e li sappia gestire correttamente;

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50

focus - sostenibilit e prefabbricazione


ASSOBETON

Figura 3.
Marchio ICMQ ECO

3
2

- predisponga:
una Asserzione Ambientale Autodichiarata relativa
al contenuto di materiale riciclato, secondo le indicazioni della norma UNI EN ISO 14021;
una procedura documentata che specifichi, con sufficiente livello di dettaglio, le modalit adottate al fine
di determinare il contenuto di materiale riciclato;
- descriva il processo produttivo con identificazione dei
flussi di materiali in ingresso, dei processi di lavorazione
e delle modalit di registrazione dei parametri di pro-
cesso rilevanti ai fini della determinazione del contenu-
to di materiale riciclato;
- classifichi i materiali in ingresso in base allorigine.
Dichiarazione Ambientale
di Prodotto
LEPD uno strumento di comunicazione che evidenzia
le prestazioni ambientali di un prodotto, aumentandone
la visibilit e laccettabilit sociale e i suoi contenuti sono
rivolti principalmente ai consumatori e agli utilizzatori industriali e commerciali del prodotto, ai quali permette di
chiarire le interazioni tra prodotto e ambiente ed evidenziare le caratteristiche ambientali pi significative.
La Dichiarazione Ambientale di Prodotto EPD, in riferimento alla norma UNI ISO 14025, descrive quindi gli
impatti ambientali legati alla produzione di una specifica
quantit di prodotto: per esempio consumi energetici e
di materie prime, produzione di rifiuti, emissioni in atmosfera e scarichi nei corpi idrici. Tali impatti possono essere
trascurabili o sostanziali. Anche in questo caso lOrganismo di certificazione non effettua verifiche di controllo
di produzione sulle prestazioni dei prodotti ma esamina lanalisi del ciclo di vita, predisposta dal produttore, a
partire dalle materie prime fino allo smaltimento finale, e
redatta secondo le linee guida delle norme UNI EN ISO
14020 e le regole specifiche per la categoria di prodotto
(PCR - Product Category Rules). La Dichiarazione, una
volta convalidata, viene resa pubblica attraverso un apposito sito internet che consente allutilizzatore finale di
confrontare le caratteristiche ambientali di prodotti simili
o alternativi.
Certificazione delle caratteristiche
energetiche dei prodotti
Oltre agli schemi di certificazione volontaria di prodotto
sopra descritti, ICMQ ha da diversi anni attivato uno specifico schema di certificazione obbligatoria di prodotto
attraverso il quale il produttore di componenti per ledilizia pu assolvere agli obblighi di legge del decreto del
Ministero dellIndustria e del Commercio e Artigianato
del 02/04/98 (decreto MICA).Tale decreto richiede per i

prodotti di cui allallegato A come ad esempio i pannelli


prefabbricati di calcestruzzo la certificazione obbligatoria delle caratteristiche energetiche, qualora il produttore
pubblicizzi o venda il prodotto facendo riferimento alle
sue propriet di isolamento termico. Per i prodotti non
compresi nellallegato A, come le coperture prefabbricate, o i blocchi per muratura, richiamati nellallegato A
ma con caratteristiche energetiche regolamentate dalla
Marcatura CE, il produttore che volesse dare evidenza e
certezza delle prestazioni energetiche dei suoi prodotti,
pu richiederne la certificazione volontaria.
Lo specifico schema di certificazione di ICMQ prevede:
la validazione dellalgoritmo di calcolo della trasmittanza termica nel rispetto delle normative vigenti;
una visita di valutazione presso ogni unit dellazienda
ove si fabbrichi il prodotto, per accertarsi che esista un
controllo di produzione che rispetti le prescrizioni e le
indicazioni contenute nella relazione di calcolo;
la verifica che lazienda attui tale controllo di produzione e che lo stesso sia definito nel manuale e nelle procedure aziendali, con specifico riferimento ai prodotti
fabbricati e alle relative caratteristiche energetiche;
il rilascio del Marchio di Prodotto ICMQ.
Conclusioni
Da quanto sopra esposto risulta chiaro che il produttore, in funzione delle specifiche esigenze del mercato, ha a
disposizione diversi strumenti, ognuno con la sua peculiarit, per valorizzare i propri prodotti sia da un punto di
vista prestazionale che da un punto di vista di sostenibilit.
ICMQ, da par suo, non solo fornisce gli strumenti per la
valorizzazione delle risorse del produttore ma contribuisce sempre pi alla diffusione della cultura della sostenibilit mediate specifica attivit formativa e listituzione
di gruppi di lavoro finalizzati allo studio sostenibile dei
prodotti.
Unultima nota, ma non per questo meno importante, in
merito alle Certificazioni di Sostenibilit ICMQ e al loro
contributo nel creare valore.
Esse, infatti, contribuiscono a:
assicurare il mercato in merito alla veridicit delle caratteristiche qualitative e quantitative peculiari di uno o
pi prodotti, definite in apposite norme o specifiche e
dichiarate dal produttore;
essere un efficace strumento di marketing, in quanto
elemento capace di accrescere il valore del brand, di
richiamare nuovi clienti e, quindi, di incrementare i ritorni economici;
accrescere la comunicazione e la promozione del valore aggiunto e delle caratteristiche peculiari offerte dal
prodotto certificato.#
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prefabbricazione e per dare
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del settore, Mapei ha
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di calcestruzzi
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52

focus - sostenibilit e prefabbricazione


ASSOBETON

LINNOVAZIONE ENERGETICA IN EDILIZIA


Rapporto ONRE 2010 sui Regolamenti Edilizi Comunali

1
2

Figura 1.
Distribuzione
dei Regolamenti
esaminati per
epoca di adozione
Fonte:
Legambiente-Cresme
ON-RE 2010

I Regolamenti Edilizi Comunali in tema di efficienza energetica rappresentano unimportantissima


chiave per raccontare il cambiamento in corso nel
modo di progettare e costruire in Italia.
sempre pi in crescita il numero di Comuni
che hanno messo mano ai propri strumenti di
governo per introdurre nuovi criteri e obiettivi
energetico-ambientali. Questi strumenti comunali
rappresentano oggi sempre pi uno snodo fondamentale del processo edilizio, perch in essi convergono aspetti tecnici e procedurali, attenzioni e
interessi e si incrociano le competenze in materia
di urbanistica, edilizia ed energia di Stato, Regioni
e Comuni.
Il terzo Rapporto ONRE - Osservatorio Nazionale Regolamenti Edilizi per il risparmio energetico - promosso da CRESME e LEGAMBIENTE,
prende in esame i 705 Comuni che hanno modificato i propri Regolamenti Edilizi per introdurre obiettivi di sostenibilit. L80% di questi lo ha
fatto negli ultimi tre anni.
Il Rapporto 2010 analizza provvedimenti nazionali
e regionali, da cui si comprendono le ragioni della

preoccupazione degli operatori del settore: forte


la domanda di chiarezza, di una pi attenta regia
del processo in corso che permetta che i riferimenti legislativi non siano di ostacolo, ma al contrario contribuiscano a dissolvere le incertezze.
importante ha sottolineato nella sua presentazione Edoardo Zanchini di LEGAMBIENTE
- guardare ai regolamenti edilizi comunali per capire come superare i problemi ancora aperti, cos
come occorre da parte degli Enti Locali e delle Regioni unattenta comunicazione degli obiettivi che
ci si propone con le innovazioni che riguardano il
settore, in modo da costruire un confronto trasparente con gli operatori e avviare un continuo
monitoraggio dei risultati per apporre correzioni e pubblicizzare i risultati prodotti in termini di
comfort delle abitazioni.
Nei 705 Comuni individuati e analizzati dal Rapporto ha aggiunto Lorenzo Bellicini, direttore
del CRESME - rientrano circa 19 milioni di abitanti, pari al 31% della popolazione del Paese, un
campione assolutamente rappresentativo dellattenzione che i Governi stanno attribuendo alla
industrie manufatti cementizi - n 18

focus - sostenibilit e prefabbricazione

53

ASSOBETON

questione del risparmio energetico e allimportanza comunemente condivisa che il patrimonio


edilizio riveste in tale tema. Ma la rilevanza di questa attivit regolamentativa ancora pi percepibile attraverso la dimensione edilizia che essa va
a condizionare. Gli oltre 700 Regolamenti Edilizi
o documenti analizzati influenzano le strategie del
risparmio energetico (passivo o attivo) e, considerando i periodi di formazione e di adozione di tali
provvedimenti, ci troviamo a quantificare in oltre
300.000 le abitazioni della nuova edilizia residenziale che dal 2000 ad oggi sono state realizzate
con criteri obbligati o promossi dai Regolamenti
Edilizi fino ad oggi raccolti.
Come per i cittadini, anche per le amministrazioni
gli ultimi 10 anni, ancor di pi gli ultimi 5, sono
stati quelli in cui la maniera di pensare alledilizia
ed al modo di costruire edifici ha subito un forte
cambiamento.
Fra la documentazione raccolta infatti soltanto
66 Regolamenti Edilizi (il 13% del totale) sono
antecedenti al 2006. Lanno di svolta da considerarsi quindi il 2007 con ben 134 provvedimenti (il 31%), mentre sia nel 2008 sia nel 2009
(questultimo biennio rappresenta insieme quasi la
met della documentazione visionata) il numero
di Regolamenti approvati si mantenuto sui livelli
del 2007. Nel 2010, sono stati approvati 34 nuovi
Regolamenti Edilizi Sostenibili.
In merito alle tematiche affrontate, quelle delliso-

Piede "ANNUARIO 2010" x IMC.pdf

23/03/11

lamento, dellorientamento e del risparmio idrico


venivano citate e normate fin dai Regolamenti dei
primi anni 2000, anche se la proliferazione si verificata successivamente. Pi recenti invece i provvedimenti che riguardano lobbligo di ricorrere alle
fonti rinnovabili: l80% sono prescrizioni inserite in
regolamenti adottati nel triennio 2007-2009.
Le principali aree di efficienza trattate dai Regolamenti sono:
1. le norme volte allobbligo dellisolamento igrotermico dellinvolucro edilizio, alla promozione
della copertura verde e dello spessore delle
pareti perimetrali: il 77% dei 705 provvedimenti
esaminati contengono tale prescrizione;
2. al secondo posto, in termini di diffusione, lobbligo di prevedere una quota di produzione di
energia attraverso limpiego di pannelli fotovoltaici e/o di provvedere ad una percentuale
definita di acqua calda mediante linstallazione
del solare termico. Meno frequenti i provvedimenti che promuovono il ricorso alleolico e
alle biomasse. Complessivamente, larea delle
fonti rinnovabili contemplata nel 72% dei Regolamenti analizzati;
3. la terza area defficienza maggiormente menzionata quella ascrivibile al risparmio idrico ed al
recupero delle acque piovane; si tratta del 65%
dei Comuni che hanno risposto alla rilevazione
che rappresentano il 4,4% dei Comuni italiani.
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54

focus - sostenibilit e prefabbricazione


ASSOBETON

Figura 2.
Il quadro regionale
sulledilizia sostenibile

Fotografando questo
codice puoi collegarti
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dimenti che riguardano lobbligo di orientamento


lungo lasse est-ovest e la schermatura dei sistemi vetrati mentre lobbligo o la promozione di
allaccio a reti di teleriscaldamento e/o impianti
di cogenerazione e/o luso di pompe di calore
contemplato dal 37% dei regolamenti visionati.
Analizzando la legislazione introdotta nelle diverse Regioni emergono le notevoli differenze oggi
esistenti riguardo al tema dellinnovazione energetica in edilizia.
Alcune Regioni hanno infatti emanato negli ultimi
anni provvedimenti che introducono significativi
cambiamenti nel modo di progettare e costruire,
introducendo precise indicazioni per luso delle
energie rinnovabili, per il risparmio idrico e per
lisolamento termico degli edifici. In altre si invece percorsa la strada di indicazioni non cogenti,
come le Linee Guida sulla Bioedilizia, in altre ancora si sono approvate normative che semplicemente promuovono ledilizia sostenibile.
La cartina dellItalia, rappresentata in Figura 2,
riassume i provvedimenti regionali in materia di
sostenibilit in edilizia, mostrando chiaramente
le diversit presenti in Italia ed al tempo stesso
fa emergere con forza quanto questo tema sia
ormai considerato in tutte le aree del nostro Pa-

ese, Sicilia esclusa. Le quattro fasce in cui sono


state suddivise le Regioni mostrano come in molte aree del Nord, ma anche in Puglia, siamo state emanate leggi che definiscono i criteri per la
certificazione energetica, obbligano linstallazione
delle fonti rinnovabili per i nuovi edifici e definiscono i criteri per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici.
Per quanto riguarda il Lazio e lUmbria invece gli
obblighi di legge si riferiscono alluso dellenergia
fotovoltaica ed ai pannelli solari termici. Ci sono
poi quattro Regioni, il Veneto, la Toscana, la Campania e le Marche, che hanno emanato Linee Guida per ledilizia sostenibile ma senza prevedere
obblighi. In queste Regioni si promuove genericamente la sostenibilit in edilizia, si invitano i Comuni a prevedere incentivi in tal senso, si promuove la certificazione energetico-ambientale degli
edifici, ma in forma facoltativa, e si invita a una
corretta selezione dei materiali da costruzione ed
al risparmio delle risorse naturali.#

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56

focus - sostenibilit e prefabbricazione

dalle aziende

ASSOBETON

Il cemento trasparente
per il Padiglione italiano
di Shanghai

Da protagonista della crescita economica italiana, fin


dalla fondazione nel 1864 della Societ Bergamasca per
la Fabbricazione del Cemento e della Calce Idraulica, a
quinto produttore di cemento a livello mondiale, presente in 22 paesi di 4 continenti con 59 cementerie,
373 centrali di calcestruzzo e 92 cave di inerti, e un
fatturato consolidato di oltre 5 miliardi di euro. La storia
di Italcementi attraversa quella dItalia per arrivare fino
alla conquista dei mercati mondiali dopo lacquisizione
del gigante Ciments Franais nel 1992.
Il Padiglione Italiano, realizzato grazie al cemento trasparente messo a punto da Italcementi per lExpo di
Shanghai 2010, il simbolo al contempo della marcata internazionalizzazione del Gruppo e della scelta

strategica di spingere sulla ricerca e linnovazione dei


materiali.
Per Italcementi chiara la sfida imprenditoriale in unottica di Sviluppo Sostenibile: una sfida che spinge alluso
razionale e sempre pi attento delle risorse naturali. Per
il Gruppo tutto ci si traduce in una strategia focalizzata
sullo sviluppo della ricerca e dellinnovazione di processo e di prodotto.
Il Padiglione pensato come una macchina bioclimatica che risparmia energia. Gli elementi fotovoltaici integrati nei vetri delle coperture esterne garantiscono un
effetto schermante dalle radiazioni, mentre il progetto
illuminotecnico delledificio mira non soltanto a scandire gli spazi, ma anche a favorire il risparmio di energia.
industrie manufatti cementizi - n 18

focus - sostenibilit e prefabbricazione

57

dalle aziende

ASSOBETON

Un contributo significativo al contenimento dei consumi dato anche dal cemento trasparente:
grazie alla capacit di trasportare la luce, il nuovo materiale consente infatti di risparmiare elettricit per
lilluminazione interna delledificio.
Il Padiglione di Shanghai stato realizzato con 189
tonnellate di i.light, il cemento trasparente ultima
creazione del Centro Ricerche e Innovazione Italcementi.
I 3.774 pannelli ottenuti con il nuovo materiale coprono una superficie complessiva di 1.887 metri quadri, creando una sequenza di luci e ombre in continua evoluzione nel corso della giornata. Un effetto
spettacolare specie nelle ore notturne, quando con
il buio il cemento trasparente lascia filtrare le luci interne, mentre di giorno dallinterno del Padiglione si
ha la chiara percezione delle variazioni di luminosit
dellambiente esterno.
Lambizione di Italcementi quella di mettere a punto nuovi prodotti che riducano limpatto ambientale
in fase di produzione, ma che siano anche capaci di
aumentare le performance ambientali ed energetiche
degli edifici in cui vengono impiegati. Non per niente il cemento trasparente, grazie alla sua capacit di
conduzione della luce, consente anche di risparmiare
energia per lilluminazione degli ambienti interni.
I ricercatori Italcementi hanno ottenuto leffetto di
trasparenza grazie alle particolari tecnologie adottate
nelluso dei materiali cemento, additivi e resine. Limpasto ha le caratteristiche e la fluidit necessarie per
fissare nei pannelli le resine, speciali polimeri appon 18 - industrie manufatti cementizi

sitamente selezionati in laboratorio per questo tipo


di applicazione, consentendo il trasporto ottico della
luce e delle immagini senza per questo alterare le
caratteristiche di isolamento e di robustezza tipiche
del prodotto a base cementizia.
Italcementi ha realizzato pannelli prefabbricati che
possono avere dimensioni anche molto grandi e che
si propongono come componenti architettoniche
con funzioni diversificate e fra loro integrabili, come
internal lightening (tecniche di ombreggiamento/diffusione della luce) e isolamento termico (la conducibilit della componente plastica bassa).
Il Centro Ricerche e Innovazione Italcementi si avvale dei laboratori di Bergamo e Parigi dove sono
impegnati quotidianamente chimici, fisici, geologi e
ingegneri. Complessivamente vi lavorano circa 170
ricercatori, che in oltre 10 anni hanno contribuito a
depositare oltre 60 brevetti.
A Bergamo, nellarea del Parco Scientifico Tecnologico KilometroRosso, in costruzione i.lab, il nuovo
centro di ricerca di 11 mila metri quadrati, di cui oltre 7 mila dedicati esclusivamente ai laboratori. Un
progetto dellarchitetto Richard Meier, che la Commissione Europea ha recentemente premiato con
lEuropean Greenbuilding Award 2010, come miglior
edificio dItalia per lefficienza energetica nella categoria best new building.
I prodotti e limpegno nella ricerca hanno come bandiera i.nova, il simbolo intorno al quale si riconosce
la comunit dellinnovazione Italcementi, la sua storia,

58

focus - sostenibilit e prefabbricazione

dalle aziende

ASSOBETON

la cultura, lesperienza maturata e il sistema di talenti che la caratterizza. Gli investimenti in ricerca
superano i 13 milioni di euro lanno. Italcementi
si dedica allo studio di soluzioni pi compatibili
con le esigenze ambientali, prodotti e processi

che limitino lutilizzo delle risorse non rinnovabili.


In questa direzione si rivolge lo sforzo principale
del Gruppo, nella convinzione che linnovazione
tecnologica sia il fattore chiave per una crescita al
tempo stesso sostenibile e competitiva. #

Tutti i numeri di i.light


Sono 3.774 i pannelli trasparenti (e cosiddetti semi-trasparenti, ossia caratterizzati da un grado di trasparenza
ridotto per esigenze architettoniche) realizzati con 189 tonnellate di premiscelato i.light, il cemento
trasparente, con cui stata coperta una superficie complessiva di 1.887 mq, circa il 40 per cento del
totale dellinvolucro del Padiglione, che presenta una pianta quadrata di 3.600 mq per unaltezza di 18 m. I pannelli
sono stati realizzati al ritmo di circa 200 al giorno per garantire lultimazione delle fasi di montaggio in tempi rapidi.
I pannelli utilizzati a Shanghai hanno una dimensione di 500x1000x50 mm, con un grado di trasparenza pari al
20% della loro superficie. Ciascuno pannello di cemento trasparente contiene, oltre al premiscelato cementizio
e altri additivi, circa 50 catene di resine plastiche, opportunamente inserite secondo la tecnologia brevettata da
Italcementi. Le catene di resine hanno uno spessore variabile tra i 2 e i 3 millimetri.
Rispetto alle prestazioni statiche, sulla base di test effettuati in laboratorio, i pannelli trasparenti, in prova di flessione
su tre punti, sono in grado di sostenere un carico elastico pari a circa 2 kN; il carico massimo a rottura rilevato di
circa 8 kN. Ogni pannello pesa circa 50 kg. I pannelli sono in grado di resistere a venti fino a 500 km/h.

Ha detto Enrico Borgarello (Direttore Innovazione Italcementi Group)


Ogni persona quotidianamente a contatto con il cemento. Lo sforzo della ricerca Italcementi, in cui lazienda investe
oltre 13 milioni di euro allanno, quello di renderlo un materiale pi sostenibile e in grado di creare ambienti sani e nei
quali piacevole vivere, come nel caso di edifici trasparenti dove la luce diventa protagonista.

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2010

Prove su telai in grande scala: approfondimenti


e problematiche di progettazione

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produrre
ASSOBETON

Marcatura CE dei prodotti


prefabbricati in calcestruzzo
Pubblichiamo un estratto dalla Gazzetta Ufficiale dellUnione Europea n. C344 del 17 dicembre 2010
contenente i titoli delle norme di interesse per il nostro settore con le date previste per lentrata in
vigore della Marcatura CE.
Il materiale organizzato in due elenchi, ordinato per numero di norma e per argomento.
Con questanno si completato il quadro delle norme armonizzate previste per i prodotti prefabbricati
in calcestruzzo.
Queste le novit in sintesi
01/01/2011
01/01/2011
01/01/2011
01/01/2011
01/05/2011

EN 1317-5
EN 13747/A2
EN 15037
EN 15258
EN 13693

Entra in vigore la Marcatura CE per le barriere di sicurezza stradali (New Jersey)


Le lastre per solaio vanno marcate secondo lAmendment 2
Entra in vigore la Marcatura CE per i travetti da solaio
Entra in vigore la Marcatura CE per i muri di sostegno
La Marcatura CE estesa agli elementi complementari di copertura

industrie manufatti cementizi - n 18

produrre
ASSOBETON

Estratto dalla GUUE C344


del 17 dicembre 2010
Applicazione della Marcatura CE ai prodotti
prefabbricati in calcestruzzo
Per numero
Riferimento e titolo della norma armonizzata
(Documento di riferimento)

EN 40-4:2005
Pali per illuminazione pubblica Parte 4: Requisiti per pali per
illuminazione di calcestruzzo armato e precompresso

Data di entrata
Data di
in vigore
scadenza
della norma
del
in quanto
periodo di
norma europea coesistenza
armonizzata
(*)
01/10/2006
01/10/2007

EN 40-4:2005/AC:2006
EN 490:2004
Tegole di calcestruzzo e relativi accessori per coperture e
rivestimenti murari Specifiche di prodotto
EN 490:2004/A1:2006
EN 492:2004
Lastre piane di fibrocemento e relativi accessori Specifiche di
prodotto e metodi di prova

01/01/2007

01/01/2007

01/09/2005

01/06/2007

01/01/2009

01/01/2009

01/01/2006

01/01/2007

EN 492:2004/A1:2005
EN 492:2004/A2:2006
EN 494:2004+A3:2007
Lastre nervate di fibrocemento e relativi accessori Specifiche di
prodotto e metodi di prova
EN 588-2:2001
Tubi di fibrocemento per fognature e sistemi di scarico Pozzetti
e camere di ispezione
EN 771-3:2003
Specifica per elementi per muratura Elementi per muratura di
calcestruzzo vibrocompresso (aggregati pesanti e leggeri)
EN 771-3:2003/A1:2005
EN 771-4:2003
Specifica per elementi per muratura Elementi di muratura di
calcestruzzo aerato autoclavato

01/01/2006
01/07/2007
01/01/2008

01/01/2007
01/07/2008
01/01/2009

01/10/2002

01/10/2003

01/04/2005

01/04/2006

01/04/2005
01/04/2005

01/04/2006
01/04/2006

EN 771-4:2003/A1:2005
EN 845-2:2003
Specifica per elementi complementari per muratura Architravi
EN 858-1:2002
Impianti di separazione per liquidi leggeri (ad esempio benzina
e petrolio) Principi di progettazione, prestazione e prove sul
prodotto, marcatura e controllo qualit

01/04/2005
01/02/2004

010/4/2006
01/04/2006

01/09/2005

01/09/2006

EN 858-1:2002/A1:2004

01/09/2005

01/09/2006

n 18 - industrie manufatti cementizi

61

62

produrre
ASSOBETON

EN 1168:2005
Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Pannelli alveolari

01/03/2006

01/03/2008

EN 1168:2005/A1:2008
EN 1168:2005/A2:2009
EN 1317-5:2007+A1:2008
Barriere di sicurezza stradali Parte 5: Requisiti di prodotto e
valutazione di conformit per sistemi di trattenimento veicoli
EN 1338:2003
Masselli di calcestruzzo per pavimentazione Requisiti e metodi
di prova

01/01/2009
01/12/2009
01/04/2009

01/01/2010
01/12/2010
01/01/2011

01/03/2004

01/03/2005

EN 1338:2003/AC:2006
EN 1339:2003
Lastre di calcestruzzo per pavimentazione Requisiti e metodi di
prova

01/01/2007
01/03/2004

01/01/2007
01/03/2005

EN 1339:2003/AC:2006
EN 1340:2003
Cordoli di calcestruzzo Requisiti e metodi di prova

01/01/2007
01/02/2004

01/01/2007
01/02/2005

EN 1340:2003/AC:2006
EN 1433:2002
Canalette di drenaggio per aree soggette al passaggio di veicoli
e pedoni Classificazione, requisiti di progettazione e di prova,
marcatura e valutazione di conformit

01/01/2007
01/08/2003

01/01/2007
01/08/2004

EN 1433:2002/A1:2005
EN 1520:2002
Componenti prefabbricati armati di calcestruzzo alleggerito con
struttura aperta

01/01/2006
01/09/2003

01/01/2006
01/09/2004

EN 1520:2002/AC:2003
EN 1825-1:2004
Separatori di grassi Parte 1: Principi di progettazione,
prestazione e prove, marcatura e controllo qualit

01/08/2009
01/09/2005

01/08/2009
01/09/2006

EN 1825-1:2004/AC:2006
EN 1916:2002
Tubi e raccordi di calcestruzzo non armato, rinforzato con fibre di
acciaio e con armature tradizionali

01/01/2007
01/08/2003

01/01/2007
23/11/2004

EN 1916:2002/AC:2008
EN 1917:2002
Pozzetti e camere di ispezione di calcestruzzo non armato,
rinforzato con fibre di acciaio e con armature tradizionali

01/01/2009
01/08/2003

01/01/2009
23/11/2004

EN 1917:2002/AC:2008
EN 12467:2004
Lastre piane di fibrocemento Specifica di prodotto e metodi di
prova

01/01/2009
01/01/2006

01/01/2009
01/01/2007

EN 12467:2004/A1:2005
EN 12467:2004/A2:2006
EN 12566-1:2000
Piccoli sistemi di trattamento delle acque reflue fino a 50 PT
Fosse settiche prefabbricate

01/01/2006
01/07/2007
01/12/2004

01/01/2007
01/07/2008
01/12/2005

EN 12566-1:2000/A1:2003

01/12/2004

01/12/2005

industrie manufatti cementizi - n 18

produrre
ASSOBETON

EN 12566-3:2005
Piccoli sistemi di trattamento delle acque reflue fino a 50 PT
Parte 3: Impianti di trattamento delle acque reflue domestiche
assemblati in fabbrica e/o in sito

01/05/2006

01/07/2010

EN 12566-3:2005/A1:2009
EN 12566-4:2007
Piccoli sistemi di trattamento delle acque reflue fino a 50 PT
Parte 4: Fosse settiche assemblate in sito da kit prefabbricati
EN 12737:2004+A1:2007
Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Lastre per pavimentazioni
di stalle
EN 12794:2005+A1:2007
Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Pali di fondazione

01/11/2009
01/01/2009

01/11/2010
01/01/2010

01/01/2009

01/01/2010

01/02/2008

01/02/2009

EN 12794:2005+A1:2007/AC:2008
EN 12839:2001
Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Elementi per recinzioni
EN 12843:2004
Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Antenne e pali
EN 13224:2004
Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Elementi nervati per solai

01/08/2009
01/03/2002

01/08/2009
01/03/2003

01/09/2005

01/09/2007

01/09/2005

01/09/2007

EN 13224:2004+A1:2007
EN 13225:2004
Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Elementi strutturali lineari

01/03/2008
01/09/2005

01/03/2009
01/09/2007

EN 13225:2004/AC:2006
EN 13693:2004
Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Elementi speciali per
coperture

01/01/2008
01/06/2005

01/01/2008
01/06/2007

EN 13693:2004/A1:2009
EN 13747:2005
Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Lastre per solai

01/05/2010
01/05/2006

01/05/2011
01/05/2008

EN 13747:2005/AC:2006
EN 13747:2005/A1:2008
EN 13747:2005/A2:2010
EN 13748-1:2004
Piastrelle di graniglia Parte 1: Piastrelle di graniglia per uso
interno

01/01/2008
01/08/2009
0101/2011
01/06/2005

01/01/2008
01/08/2010
01/01/2011
01/10/2006

EN 13748-1:2004/A1:2005
EN 13748-1:2004/AC:2005
EN 13748-2:2004
Piastrelle di graniglia Parte 2: Piastrelle di graniglia per uso
esterno
EN 13978-1:2005
Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Garage prefabbricati di
calcestruzzo Parte 1: Requisiti per garage di calcestruzzo armato
realizzati con elementi monolitici o composti da sezioni individuali
con dimensioni di un modulo
EN 14388:2005
Dispositivi per la riduzione del rumore da traffico stradale
Specifiche

01/04/2006
01/06/2005
01/04/2005

01/10/2006
01/06/2005
01/04/2006

01/03/2006

01/03/2008

01/05/2006

01/05/2007

EN 14388:2005/AC:2008

01/01/2009

01/01/2009

n 18 - industrie manufatti cementizi

63

64

produrre
ASSOBETON

EN 14843:2007
Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Scale
EN 14844:2006
Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Elementi scatolari (Box
Culverts)
EN 14844:2006/A1:2008
EN 14991:2007
Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Elementi di fondazione
EN 14992:2007
Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Elementi di parete
Propriet e prestazioni di prodotto
EN 15037-1:2008
Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Solai a travetti e blocchi
Parte 1: Travetti
EN 15037-4:2010
Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Solai a travetti e blocchi
Parte 4: blocchi di polistirene espanso
EN 15050:2007
Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Elementi da ponte
EN 15258:2008
Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Elementi per muri di
sostegno
EN 15435:2008
Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Blocchi cassero di
calcestruzzo normale e alleggerito Propriet e prestazioni dei
prodotti
EN 15498
Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Blocchi cassero di
calcestruzzo con trucioli di legno Propriet e prestazioni dei
prodotti

01/01/2008

01/01/2009

01/05/2007

01/05/2008

01/08/2009
01/01/2008

01/08/2010
01/01/2009

01/01/2008

01/05/2010

0101/2010

01/01/2011

0101/2010

01/01/2011

01/02/2008

01/02/2009

0101/2010

01/01/2011

01/02/2009

01/02/2010

01/02/2009

01/02/2010

(*) La data in cui ha fine il periodo di coesistenza la stessa a partire dalla quale la presunzione di conformit
deve essere basata sulla norma europea armonizzata. Essa coincide con la data di ritiro delle specifiche tecniche
nazionali in contrasto con la norma europea armonizzata.
Per argomento

PALI
Riferimento e titolo della norma
armonizzata
(Documento di riferimento)

EN 40-4:2005
Pali per illuminazione pubblica Parte 4: Requisiti
per pali per illuminazione di calcestruzzo armato e
precompresso
EN 40-4:2005/AC:2006
EN 12843:2004
Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Antenne e pali

Data di entrata Data di scadenza del


in vigore
periodo di coesistenza
della norma
(*)
in quanto
norma europea
armonizzata
01/10/2006
01/10/2007

01/01/2007

01/01/2007

01/09/2005

01/09/2007

industrie manufatti cementizi - n 18

produrre
ASSOBETON

ELEMENTI DISCONTINUI PER COPERTURE


Riferimento e titolo della norma armonizzata
(Documento di riferimento)

Data di entrata Data di scadenza


in vigore della
del periodo di
norma in quanto coesistenza (*)
norma europea
armonizzata

EN 490:2004
Tegole di calcestruzzo e relativi accessori per coperture e
rivestimenti murari Specifiche di prodotto

01/09/2005

01/06/2007

EN 490:2004/A1:2006

01/01/2009

01/01/2009

EN 492:2004
Lastre piane di fibrocemento e relativi accessori Specifiche
di prodotto e metodi di prova

01/01/2006

01/01/2007

EN 492:2004/A1:2005
EN 492:2004/A2:2006

01/01/2006
01/07/2007

01/01/2007
01/07/2008

EN 494:2004+A3:2007
Lastre nervate di fibrocemento e relativi accessori
Specifiche di prodotto e metodi di prova

01/01/2008

01/01/2009

EN 12467:2004
Lastre piane di fibrocemento Specifica di prodotto e
metodi di prova

01/01/2006

01/01/2007

EN 12467:2004/A1:2005
EN 12467:2004/A2:2006

01/01/2006
01/07/2007

01/01/2007
01/07/2008

ELEMENTI PER MURATURA


Riferimento e titolo della norma armonizzata
(Documento di riferimento)

Data di entrata
in vigore della
norma in quanto
norma europea
armonizzata

Data di
scadenza del
periodo di
coesistenza (*)

EN 771-3:2003
Specifica per elementi per muratura Elementi per muratura
di calcestruzzo vibrocompresso (aggregati pesanti e leggeri)

01/04/2005

01/04/2006

EN 771-3:2003/A1:2005

01/04/2005

01/04/2006

EN 771-4:2003
Specifica per elementi per muratura Elementi di muratura
di calcestruzzo aerato autoclavato

01/04/2005

01/04/2006

EN 771-4:2003/A1:2005

01/04/2005

010/4/2006

EN 845-2:2003
Specifica per elementi complementari per muratura
Architravi

01/02/2004

01/04/2006

EN 15435:2008
Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Blocchi cassero di
calcestruzzo normale e alleggerito Propriet e prestazioni
dei prodotti

01/02/2009

01/02/2010

EN 15498
Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Blocchi cassero di
calcestruzzo con trucioli di legno Propriet e prestazioni dei
prodotti

01/02/2009

01/02/2010

n 18 - industrie manufatti cementizi

65

66

produrre
ASSOBETON

PRODOTTI PER ACQUE DI SCARICO


Riferimento e titolo della norma armonizzata
(Documento di riferimento)

Data di entrata
in vigore della
norma in quanto
norma europea
armonizzata
01/10/2002

Data di
scadenza del
periodo di
coesistenza (*)

01/09/2005

01/09/2006

EN 858-1:2002/A1:2004
EN 1825-1:2004
Separatori di grassi Parte 1: Principi di progettazione,
prestazione e prove, marcatura e controllo qualit

01/09/2005
01/09/2005

01/09/2006
01/09/2006

EN 1825-1:2004/AC:2006
EN 1916:2002
Tubi e raccordi di calcestruzzo non armato, rinforzato con fibre
di acciaio e con armature tradizionali

01/01/2007
01/08/2003

01/01/2007
23/11/2004

EN 1916:2002/AC:2008
EN 1917:2002
Pozzetti e camere di ispezione di calcestruzzo non armato,
rinforzato con fibre di acciaio e con armature tradizionali

01/01/2009
01/08/2003

01/01/2009
23/11/2004

EN 1917:2002/AC:2008
EN 12566-1:2000
Piccoli sistemi di trattamento delle acque reflue fino a 50 PT
Fosse settiche prefabbricate

01/01/2009
01/12/2004

01/01/2009
01/12/2005

EN 12566-1:2000/A1:2003
EN 12566-3:2005
Piccoli sistemi di trattamento delle acque reflue fino a 50
PT Parte 3: Impianti di trattamento delle acque reflue
domestiche assemblati in fabbrica e/o in sito

01/12/2004
01/05/2006

01/12/2005
01/07/2010

EN 12566-3:2005/A1:2009
EN 12566-4:2007
Piccoli sistemi di trattamento delle acque reflue fino a 50 PT
Parte 4: Fosse settiche assemblate in sito da kit prefabbricati

01/11/2009
01/01/2009

01/11/2010
01/01/2010

EN 588-2:2001
Tubi di fibrocemento per fognature e sistemi di scarico
Pozzetti e camere di ispezione
EN 858-1:2002
Impianti di separazione per liquidi leggeri (ad esempio benzina
e petrolio) Principi di progettazione, prestazione e prove
sul prodotto, marcatura e controllo qualit

01/10/2003

industrie manufatti cementizi - n 18

produrre
ASSOBETON

ELEMENTI STRUTTURALI
Riferimento e titolo della norma armonizzata
(Documento di riferimento)

Data di entrata
in vigore della
norma in quanto
norma europea
armonizzata
01/03/2006

Data di
scadenza del
periodo di
coesistenza (*)

01/01/2009
01/12/2009
01/02/2008

01/01/2010
01/12/2010
01/02/2009

01/08/2009
01/09/2005

01/08/2009
01/09/2007

01/03/2008
01/09/2005

01/03/2009
01/09/2007

01/01/2008
01/06/2005

01/01/2008
01/06/2007

EN 13693:2004/A1:2009
EN 13747:2005
Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Lastre per solai
EN 13747:2005/AC:2006
EN 13747:2005/A1:2008
EN 13747:2005/A2:2010

01/05/2010
01/05/2006

01/05/2011
01/05/2008

01/01/2008
01/08/2009
01/01/2011

01/01/2008
01/08/2010
01/01/2011

EN 13978-1:2005
Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Garage prefabbricati
di calcestruzzo Parte 1: Requisiti per garage di calcestruzzo
armato realizzati con elementi monolitici o composti da sezioni
individuali con dimensioni di un modulo
EN 14843:2007
Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Scale
EN 14844:2006
Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Elementi scatolari (Box
Culverts)
EN 14844:2006/A1:2008
EN 14991:2007
Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Elementi di fondazione
EN 14992:2007
Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Elementi di parete
Propriet e prestazioni di prodotto
EN 15037-1:2008
Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Solai a travetti e
blocchi Parte 1: Travetti
EN 15037-4:2010
Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Solai a travetti e
blocchi Parte 4: blocchi di polistirene espanso
EN 15258:2008
Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Elementi per muri di
sostegno

01/03/2006

01/03/2008

01/01/2008

01/01/2009

01/05/2007

01/05/2008

01/01/2008
01/01/2008

01/01/2009
01/01/2009

01/01/2008

01/05/2010

01/01/2010

01/01/2011

01/01/2010

01/01/2011

01/01/2010

01/01/2011

EN 1168:2005
Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Pannelli alveolari
EN 1168:2005/A1:2008
EN 1168:2005/A2:2009
EN 12794:2005+A1:2007
Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Pali di fondazione
EN 12794:2005+A1:2007/AC:2008
EN 13224:2004
Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Elementi nervati per
solai
EN 13224:2004+A1:2007
EN 13225:2004
Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Elementi strutturali
lineari
EN 13225:2004/AC:2006
EN 13693:2004
Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Elementi speciali per
coperture

n 18 - industrie manufatti cementizi

01/03/2008

67

68

produrre
ASSOBETON

ELEMENTI PARZIALMENTE STRUTTURALI


Riferimento e titolo della norma armonizzata
(Documento di riferimento)

EN 12737:2004+A1:2007
Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Lastre per
pavimentazioni di stalle
EN 12839:2001
Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Elementi per recinzioni

Data di entrata
in vigore della
norma in quanto
norma europea
armonizzata
01/01/2009

Data di
scadenza del
periodo di
coesistenza
(*)
01/01/2010

01/03/2002

01/03/2003

ELEMENTI PER INFRASTRUTTURE E VIABILIT


Riferimento e titolo della norma armonizzata
(Documento di riferimento)

Data di entrata
in vigore della
norma in quanto
norma europea
armonizzata

Data di
scadenza del
periodo di
coesistenza
(*)

EN 1317-5:2007+A1:2008
Barriere di sicurezza stradali Parte 5: Requisiti di prodotto e
valutazione di conformit per sistemi di trattenimento veicoli
EN 1433:2002
Canalette di drenaggio per aree soggette al passaggio di veicoli
e pedoni Classificazione, requisiti di progettazione e di prova,
marcatura e valutazione di conformit
EN 1433:2002/A1:2005
EN 14388:2005
Dispositivi per la riduzione del rumore da traffico stradale
Specifiche
EN 14388:AC/AC:2008
EN 15050:2007
Prodotti prefabbricati di calcestruzzo Elementi da ponte

01/04/2009

01/01/2011

01/08/2003

01/08/2004

01/01/2006
01/05/2006

01/01/2006
01/05/2007

01/01/2009
01/02/2008

01/01/2009
01/02/2009

Data di entrata
in vigore della
norma in quanto
norma europea
armonizzata
01/03/2004

Data di
scadenza del
periodo di
coesistenza
(*)
01/03/2005

01/01/2007
01/03/2004

01/01/2007
01/03/2005

01/01/2007
01/02/2004

01/01/2007
01/02/2005

01/01/2007
01/06/2005

01/01/2007
01/10/2006

01/04/2006
01/06/2005

01/10/2006
01/06/2005

01/04/2005

01/04/2006

ELEMENTI PER PAVIMENTI


Riferimento e titolo della norma armonizzata
(Documento di riferimento)

EN 1338:2003
Masselli di calcestruzzo per pavimentazione Requisiti e metodi
di prova
EN 1338:2003/AC:2006
EN 1339:2003
Lastre di calcestruzzo per pavimentazione Requisiti e metodi
di prova
EN 1339:2003/AC:2006
EN 1340:2003
Cordoli di calcestruzzo Requisiti e metodi di prova
EN 1340:2003/AC:2006
EN 13748-1:2004
Piastrelle di graniglia Parte 1: Piastrelle di graniglia per uso
interno
EN 13748-1:2004/A1:2005
EN 13748-1:2004/AC:2005
EN 13748-2:2004
Piastrelle di graniglia Parte 2: Piastrelle di graniglia per uso
esterno

#
industrie manufatti cementizi - n 18

nderstanding
Come gruppo condividiamo un unico logo. Come persone
ci riconosciamo nella ricchezza delle nostre differenze.

produrre

70

ASSOBETON

Paolo Favro,
Michele Locatelli,
Gianpiero Montalti
Membri del Comitato
Tecnico della Sezione
Solai e Doppia Lastra
ASSOBETON

Limpiego di solai a lastre


predalles per edifici
sismo-resistenti

Figura 1.
Esempio tipico
di lastra tralicciata
o predalles
(Marcatura CE
secondo EN 13747
dal 01.05.2008)

Lutilizzo della lastra predalles si largamente diffuso


negli ultimi 50 anni in quanto offre notevoli vantaggi
soprattutto per quanto riguarda la velocit, la facilit e
la sicurezza nella posa del solaio, per il suo comportamento, la durabilit e la sua versatilit nella realizzazione di strutture di ogni genere, anche in zona sismica.
Negli ultimi anni levoluzione normativa ha fatto registrare una crescente sensibilit dei progettisti verso questi aspetti sia in conseguenza di recenti fatti
di cronaca sia della crescente consapevolezza che le
nostre costruzioni non sono unit avulse dal contesto ed eterne e che quindi devono essere concepite
e costruite per rispondere alle esigenze di esercizio,
ma anche per resistere a quellinsieme di azioni eccezionali che possono subire nellarco della loro vita
utile di progetto.
Il solaio rappresenta sia la parte strutturale atta a
distribuire i carichi verticali di esercizio sulle travi e
quindi sui pilastri, ma anche lelemento chiave per
rispondere alle sollecitazioni orizzontali generate
dal vento e dal sisma. Per questultimo evento, di
fondamentale importanza non tanto la resistenza del
solaio perpendicolarmente al suo piano, ma il suo
comportamento membranale infinitamente rigido

nel suo piano e, di conseguenza, il suo preziosissimo contributo, in caso di sisma, alla
distribuzione delle azioni orizzontali
alle strutture verticali.
Lutilizzo di lastre tralicciate di tipo predalles per la realizzazione dei solai ormai
una pratica consolidata negli anni ed i produttori
pi preparati hanno affinato ad altissimi livelli le tecniche di produzione e di installazione in cantiere garantendo un prodotto dalle altissime prestazioni e con
requisiti di flessibilit, durabilit, velocit e sicurezza sia
nella fase di posa in opera che di esercizio.
Nel seguito si riporta ed illustra un interessante
esempio di una recentissima realizzazione ove stata
largamente utilizzata la lastra tralicciata per realizzare
sia i solai che le travi principali e secondarie dellintera
struttura.
Il progetto
Il progetto in esame consiste nella nuova R.I.S.S., Residenza Integrata Socio Sanitaria, realizzata a Caselle
(TO) ove i progettisti hanno compreso e sfruttato
appieno le potenzialit offerte dallutilizzo delle lastre
predalles. Lapplicazione che si illustra rappresenta un
brillante e razionale utilizzo di questo manufatto oltre
che un esempio delle sinergie possibili tra progettista,
impresa e prefabbricatore.
Il complesso costituito da 4 blocchi, per lo pi regolari, di circa 40.000 m3 con 4 impalcati fuori terra
interamente realizzati in c.a. con lastre predalles.
Il progetto prevedeva la realizzazione di una struttura
a telaio spaziale con impalcati e travi sismo-resistenti.
Le travi, principali e secondarie, che complessivamenindustrie manufatti cementizi - n 18

produrre

71

ASSOBETON

te ammontano a circa 7.500 m2, sono state realizzate


mediante lastre-travi, utilizzando cio le lastre prefabbricate per realizzare il cassero portante delle travi,
ma inserendo allinterno delle lastre tutta larmatura
necessaria alle travi in esercizio. Le travi principali,
ortogonali ai solai, sono di tipo ribassato, mentre le
travi secondarie, parallele al senso di orditura dei solai
sono in spessore.
Le azioni sismiche di progetto
La costruzione rientra nella Classe di Utilizzo III e
pertanto, nonostante il sito si trovi in zona sismica 4
(con riferimento alla classificazione sismica superata,
ma per semplicit di esposizione), deve comunque
rispettare tutte le disposizioni costruttive e tutte le
prescrizioni/verifiche sismiche di cui al capitolo 7 delle
NTC 2008.
La scelta strutturale stata orientata verso ladozione
di una struttura sismo-resistente a telaio spaziale in
classe di duttilit A. Tale approccio ha comportato
che lintera struttura, nel suo insieme, fosse in grado di
assorbire lenergia e gli spostamenti conseguenti alle
accelerazioni orizzontali.
Per tale motivo non necessario fornire alla struttura
una elevata resistenza, viceversa di fondamentale
importanza che questa sia predisposta in modo da
convogliare i cedimenti e le deformazioni nelle zone

critiche, capaci
di assorbire e dissipare
maggiormente lenergia in totale sicurezza.
dimostrato che tale approccio spesso premiante
in quanto il comportamento della struttura consente
di resistere a terremoti anche ben pi forti di quelli
di progetto.
Il progettista delle strutture ha sposato questa scelta consapevole della necessit di dover garantire la
gerarchia delle resistenze e tutte le prescrizioni normative atte ad ottenere i livelli prescritti in termini
di duttilit e ha risolto questi problemi utilizzando le
lastre predalles. Il solaio stato progettato per carichi
variabili di 400 kg/m2 e per carichi permanenti non
strutturali di 200 kg/m2.
Per quanto attiene le azioni sismiche verticali, le norme prevedono che per i solai ad armatura lenta,
con luci di calcolo fino a 20 m e con sbalzi fino a 4

Figura 2.
Blocco C:
rappresentazione
del modello
strutturale

Figura 3.
Blocco C:
deformata amplificata
del telaio

n 18 - industrie manufatti cementizi

72

produrre
ASSOBETON

m, non sia necessario procedere con il calcolo della


componente verticale sismica in quanto questa risulta
generalmente inferiore agli effetti degli ordinari carichi
statici di progetto allo Stato Limite Ultimo.
Nella Figura 2 riportato il modello tridimensionale
dellintera struttura del Corpo C costituito da travi, pilastri e solai, senza corpi irrigidenti addizionali.
Nel seguito verranno affrontate alcune delle tematiche pi significative del prodotto ed i vantaggi che il
suo impiego ha comportato in questo caso.
La sezione trasversale del solaio
La sezione resistente tipica di un solaio a lastre presenta una sezione trasversale a doppia T (Figura 4).
Questa conferisce una ragionevole leggerezza accompagnata da una rigidezza verticale superiore di
circa 1.4 volte rispetto ad un solaio a T.
Questa caratteristica determina un migliore comportamento a fenomeni di instabilit nella direzione delle
nervature qualora queste vengano sollecitate assialmente con significative azioni di compressione.
La presenza degli alleggerimenti - generalmente in
polistirolo, ma possono essere efficacemente utilizzati
anche blocchi in laterizio permette di ridurre significativamente il peso proprio del solaio senza ridurre
resistenza e rigidezza. Tale riduzione di peso va a tutto vantaggio di una riduzione delle azioni sismiche in
quanto le forze orizzontali sono proporzionali al peso
dellimpalcato stesso.
Inoltre considerando la sezione tipica del solaio a lastra (sezione molteplicemente connessa) facile ravvisare come questa sia riconducibile ad una trave a
cassone, la cui rigidezza torsionale, avendo allinterno
tanti profili chiusi, molto elevata. Questa caratteristica unitamente alla realizzazione di cordoli rompitratta conferisce al solaio una maggiore iperstaticit
ed unottima ripartizione orizzontale dei carichi oltre che un comportamento pressoch identico alle
azioni orizzontali nelle due direzioni del solaio. I solai

dellesempio in questione hanno unaltezza totale di


28 cm comprendente una lastra inferiore da 5 cm,
una cappa superiore da 5 cm ed un alleggerimento
da 18 cm per cui il peso strutturale del solaio pari
a circa 400 kg/m2.
Rigidezza e resistenza
orizzontale dellimpalcato
Negli edifici, gli impalcati giocano un ruolo molto importante nel comportamento sismico complessivo
offerto dalla struttura. Essi infatti si devono comportare come membrature orizzontali rigide che permettono di trasmettere le forze di inerzia ai sistemi strutturali verticali ed assicurare che questi partecipino
tutti insieme nel contrastare lazione sismica orizzontale. Lorizzontamento infinitamente rigido permette
di ridurre drasticamente lonere dellanalisi modale
del fabbricato e, quindi, di ottenere una simulazione
della risposta sismica pi aderente al comportamento
reale, semplificandone i calcoli e riducendo i margini di errore. Sia la norma italiana che lEurocodice 8
raccomandano che i sistemi di solai e le coperture
abbiano rigidezza e resistenza nel loro piano e che
siano collegati in maniera efficace agli elementi strutturali verticali. Normalmente i solai concepiti come
membrature infinitamente rigide nel loro piano non
dovrebbero avere la cappa superiore minore di 5 cm;
questo non solo per aspetti legati alla rigidezza verticale ed alla ripartizione traversale dei carichi, ma anche per assicurare adeguata resistenza e per garantire
la corretta disposizione delle armature, specialmente
dove queste ultime siano poste in prossimit dei principali elementi strutturali verticali e debbano garantire
unefficiente connessione tra la struttura verticale e
quella orizzontale. Nel caso in esame, stata prestata
particolare attenzione allo studio della struttura del
corpo A che presentava diverse aperture, alcune anche di grandi dimensioni, e quindi la possibilit che si
generassero forti concentrazioni di sforzi nella soletta.

Figura 4.
Sezione tipica
del solaio

4
industrie manufatti cementizi - n 18

produrre
ASSOBETON

Figura 5.
Blocco A:
rappresentazione
del modello
strutturale

Lo spessore della cappa superiore, assunta pari a 5


cm ed opportunamente armata, stato comunque
sufficiente a garantire la resistenza necessaria.
Telaio spaziale sismo-resistente
Una corretta progettazione sismica dovrebbe prevedere che ledificio abbia periodi di vibrazione del
primo modo simili nelle due direzioni principali.
Negli edifici a pareti, dove non si richiede un comportamento altamente dissipativo e duttile, questa
esigenza non di prioritaria importanza. Viceversa,
negli edifici calcolati a telaio, sarebbe meglio evitare un
comportamento altamente dissipativo nella direzione
delle travi principali (telaio) e contemporaneamente
una controventatura (realizzata spesso tramite i setti)
nellaltra direzione. Le strutture verticali dovrebbero
prevedere un comportamento similare in entrambe
le direzioni in modo che le richieste di spostamento
generate dal sisma siano congruenti.
Generalmente la realizzazione di un telaio anche
nella direzione parallela al senso di posa del solaio,
non strettamente necessaria, con sistemi tradizionali
comporta maggiori oneri per il banchinaggio e la realizzazione delle travi secondarie. Non trascurabile
la difficolt operativa di rispettare tutte le prescrizioni
geometriche inerenti i nodi trave-pilastro atte a garantire la gerarchia delle resistenze ed il conseguente
meccanismo di collasso duttile.
In questo caso, il solaio a lastre predalles stato efficacemente impiegato utilizzando le lastre prefabbricate
anche per la realizzazione delle travi sia principali, tran 18 - industrie manufatti cementizi

sversali al solaio, sia secondarie, parallele al solaio, non


come cassero a perdere, ma quale parte resistente
della trave.
La realizzazione delle travi, attraverso lutilizzo razionale delle lastre, permette in primis di evitarne il banchinaggio e, nello stesso tempo, di agevolare e velocizzare il lavoro di posa dellarmatura.
Come possibile vedere nelle Figure 6 e 7, la maggior
parte dellarmatura stata inserita direttamente nella
lastra in stabilimento, mentre in cantiere ci si limitati a
posare le armature in corrispondenza degli appoggi e
quelle superiori al negativo. Ovviamente tutte le lastre-travi rispondono compiutamente alle prescrizioni
del DM 14.01.2008. Per precise prescrizioni geometriche (vedi 7.4.6.1.1 NTC), stato necessario ribassare la trave principale, scegliendo di appoggiare la lastra
in calcestruzzo della predalles sopra il fondello della
trave ribassata con il risultato visibile nella Figura 9.
Le travi secondarie sono invece invisibili dallintradosso, in quanto realizzate in spessore di solaio.
Sicurezza nei confronti dellintegrit
e dei carichi appesi
Oltre alle prestazioni strutturali verticali ed alla capacit di trasferire agevolmente le azioni orizzontali alle
strutture sismo-resistenti, il solaio a lastre offre unelevata sicurezza anche nei confronti di quei fenomeni
che pur non compromettendo lintegrit strutturale,
possono creare serie situazioni di pericolo per lincolumit umana e causare difficolt nei momenti di
evacuazione nel caso di eventi eccezionali.

73

74

produrre
ASSOBETON

Figura 6.
Blocco C:
dettaglio di un nodo
trave-pilastro
dopo la posa
delle lastre
prefabbricate
contenenti
le armature
della travi
Figura 7.
Blocco C:
particolari
di alcuni nodi
trave-pilastro
a posa
delle lastre
prefabbricate
completata

La lastra tralicciata inferiore infatti, a differenza di altre


tipologie di solai, efficacemente armata in entrambe le direzioni e direttamente connessa mediante i
tralicci alla struttura soprastante. Pertanto possibile
escludere o prevenire collassi inaspettati o di tipo fragile, anche localizzati. Inoltre tali robustezza e flessibilit permettono un facile appendaggio di impianti e
strumenti, senza rischi di cedimenti anche sotto sisma.
Flessibilit e adattabilit
alle varie esigenze
Come gi accennato, il solaio a lastre offre la possibilit
di inserire cordoli rompitratta, bilancini per forometrie e travi senza dover comportare oneri aggiuntivi
di banchinaggio.
Gli elementi di alleggerimento sono di facile gestione
e profilatura ed anche linserimento in stabilimento di
armatura a taglio come le staffe pi agevole rispetto
a quanto accade per altre tipologie di solaio.
Con il ricorso alle staffe possibile evitare larretramento degli elementi di alleggerimento a cui si ricorre, in alcuni casi, sotto condizioni di carico gravose e
ampie luci di calcolo.
Un altro aspetto che viene spesso preso in considerazione la possibilit di realizzare, con i pi normali
e semplici metodi di cantierizzazione, anche solai a
comportamento bidirezionale evitando il completo
banchinaggio di tutta la superficie del solaio e sfruttando appieno le prestazioni e la rigidezza di un solaio
bidirezionale, pieno o alleggerito che sia.
Osservando le fotografie del cantiere (Figure 6, 7 e
10) si ha la conferma di come, ricorrendo allutilizzo
di polistirolo di adeguata qualit, sia possibile garantire

ordine e pulizia in cantiere, assicurando il mantenimento della geometria della sezione anche dopo le
operazioni di posa in opera.
Vita utile, durabilit
e resistenza al fuoco
Le lastre tralicciate sono manufatti realizzati presso
stabilimenti operanti in regime di Marcatura CE, in
coerenza alla norma armonizzata EN 13747+A2, e
pertanto con un sistema di produzione controllato e
certificato (Factory Production Control).
La produzione industrializzata del calcestruzzo in
stabilimento permette lutilizzo della ricetta pi adatta alle condizioni di utilizzo del prodotto finale e, nel
contempo, un costante monitoraggio e controllo del
processo produttivo. Per questo motivo lutilizzo delle
lastre non specifico solo per i solai, ma pu essere
esteso anche ad opere infrastrutturali come gli impalcati da ponte (Norma EN 10050) per i quali le richieste di durabilit posono essere anche pi gravose, ma
una buona progettazione ed una corretta realizzazione possono, senza particolari difficolt, garantire una
vita utile anche superiore a 50 anni.
In fase produttiva, risulta essere molto semplice ed
efficiente lutilizzo di distanziatori al fine di assicurare
ladeguato copriferro delle armature e pertanto
molto facile garantire tutti i requisiti di durabilit e, ove
necessario, anche unadeguata resistenza al fuoco.
Nel caso di prestazioni REI, come previsto dalle norme, i solai a lastre tralicciate di tipo alleggerito possono essere dotati di opportuni sfiati il cui funzionamento e la cui efficacia sono stati testati attraverso
diverse campagne sperimentali organizzate dalla Seindustrie manufatti cementizi - n 18

produrre
ASSOBETON

zione Solai e Doppia Lastra di ASSOBETON presso


listituto Giordano di Bellaria ed il laboratorio CSI di
Bollate. Nel caso in esame, non sono stati necessari
particolari accorgimenti per garantire la classe di resistenza richiesta di REI 90. La certificazione REI stata
assicurata dal progettista generale mediante metodo
tabellare.
Conclusioni
Questa realizzazione costituisce un valido esempio
di come il solaio a lastre tralicciate si presti a soddisfare tutte le esigenze e le richieste del progettista
e di come i produttori di lastre siano riusciti a sviluppare ed ottimizzare lutilizzo della lastra predalles.
Questo prodotto, oggi, risulta essere tra le soluzioni
pi economiche e funzionali presenti sul mercato e
perfettamente adeguato a soddisfare tutte le prescrizioni richieste per gli impalcati, in zona simica e non,
in quanto offre:
Semplicit e prestazioni strutturali; il calcolo quello tipico di un elemento in cemento armato il cui
comportamento e la cui progettazione sono largamente consolidati ed apprezzati, come conferman 18 - industrie manufatti cementizi

to dallutilizzo che ne viene fatto in tutta Europa da


diverse decine danni. Il solaio si presta benissimo a
sopportare i carichi verticali, ma anche a realizzare
orizzontamenti infinitamente rigidi nel loro piano
ed assicurare una adeguata ripartizione delle azioni
sismiche orizzontali.
Uniformit, simmetria e iperstaticit; lEurocodice
8 e le NTC 2008 richiamano spesso lesigenza
che una struttura soddisfi questi tre requisiti. Le
lastre consentono, di fatto, la realizzazione di
impalcati monolitici che possiedono intrinsecamente tutte queste caratteristiche.
Cantierizzazione; con questo sistema semiprefabbricato evidente come nel cantiere sia facile soddisfare i requisisti di buona esecuzione,
assicurando i massimi livelli possibili di sicurezza
senza oneri o complicazioni che rallentino le
fasi di messa in opera.
Velocit di realizzazione; le operazioni di messa in opera e completamento in cantiere sono
limitate alla sola posa delle armature di completamento. Anche i controlli delle armature
sono semplici ed agevoli, riducendo di fatto i
margini di errore. Nel caso specifico di questo
cantiere, la perfetta coordinazione tra impresa
e prefabbricatore ha consentito la realizzazione
dellintera superficie dei solai, comprese le travi,
e di tutte le altre strutture dellopera in soli 6
mesi, permettendo di rispettare comodamente
i tempi di consegna previsti contrattualmente
in 24 mesi.
Finitura e aspetto estetico; laddove la superficie
inferiore del solaio direttamente esposta, nei
locali adibiti ad autorimessa e/o locali produttivi, possibile lasciare il calcestruzzo della lastra
inferiore a vista con risultati esteticamente pregevoli. #

Figura 8.
Blocco C:
particolari
di alcuni nodi t
rave-pilastro dopo
la posa dellarmatura
integrativa
Figura 9.
Blocco C:
solaio del seminterrato.
Il calcestruzzo
dei prefabbricati
offre un buon
risultato
estetico anche
in prossimit
della sovrapposizione
di lastra-trave
(ribassata)
e lastra solaio
Figura 10.
Blocco C:
particolari
di alcuni nodi
trave-pilastro
a posa
delle lastre
prefabbricate
completata

10

75

76

produrre
ASSOBETON

Marcatura CE obbligatoria
per tutti i travetti per solaio
immessi sul mercato
dal 1 gennaio 2011
Il 1 gennaio 2011 terminato il periodo transitorio
della norma europea armonizzata UNI EN 150371:2008 (Prodotti prefabbricati di calcestruzzo - Solai
a travetti e blocchi - Parte 1: Travetti), che dispone la
Marcatura CE dei travetti prefabbricati per solai in c.a.
e c.a.p.. A partire da tale data, limmissione sul mercato e limpiego nelle opere dei travetti sono possibili
soltanto se questi sono in possesso della Marcatura
CE, in accordo con la Direttiva 89/106/CEE Prodotti
da costruzione, recepita in Italia dal DPR 21.04.1993,
n. 246, e s.m.i. Ci vale per tutti i travetti, indipendentemente da quali siano la loro destinazione duso e la
loro tipologia, purch rientranti nella UNI EN 15037-1.
A seguito dellentrata in vigore della Marcatura CE, il
vecchio deposito presso il Servizio Tecnico Centrale
per la produzione in Serie Dichiarata o Controllata non
pi applicabile a tale tipologia di manufatti e pertanto
non potr pi essere richiesta e fornita la Dichiarazione
di Origine prevista dal precedente ordinamento nazionale. I prodotti coperti dalla norma sono comunemente impiegati come parte strutturale di orizzontamenti
quali solai e coperture di edifici (comprendenti edifici
residenziali, edifici commerciali e pubblici come scuole, ospedali, ecc.). I progettisti debbono prescrivere nei
propri Capitolati solo e soltanto prodotti dotati della

Marcatura CE e definire coerentemente le specifiche


tecniche e le caratteristiche dei materiali/prodotti negli
elaborati progettuali. Occorre sottolineare che il DM
14.01.2008, nuove Norme Tecniche per le Costruzioni,
richiede, per i materiali e prodotti ad uso strutturale
recanti la Marcatura CE, che il Direttore dei Lavori, in
fase di accettazione dei prodotti, si accerti della presenza della Marcatura CE stessa e richieda ad ogni fornitore, per ogni diverso prodotto, la Conformit alla
parte armonizzata della specifica norma europea.
Sar inoltre onere del Direttore dei Lavori verificare
che tali prodotti rientrino nelle tipologie, classi e/o famiglie previsti in detta documentazione.
Il Direttore dei Lavori quindi tenuto a rifiutare le
eventuali forniture di prodotti non conformi o non
marcati CE. Si suggerisce ai professionisti incaricati della Direzione Lavori di richiedere, unitamente alla Dichiarazione di Conformit del produttore, anche copia
del Certificato del Controllo di Processo di Fabbrica
(Certificato FPC) rilasciato dallEnte Notificato ai produttori stessi. In tabella 1 si riporta un breve elenco
dei prodotti rappresentati dalla Sezione Solai e Doppia
Lastra di ASSOBETON con relative norme armonizzate e data di entrata in vigore dellobbligatoriet della
marcatura:

Figura 1.
Esempio di etichetta
Esempio di etichetta semplificata

semplificata

Marcatura di conformit CE consistente nel simbolo CE


indicato dalla direttiva 93/68/CEE

AnyCo Ltd, PO Box 21, B-1050


45PJ76 / 07
0123 CPD 0456
EN 15037-1

Nome o marchio identificativo ed


indirizzo registrato del produttore
Numero di identificazione e ultime due cifre dellanno
in cui stata applicata la marcatura
Numero del certificato di conformit dellFPC
Numero della presente norma EN

1
industrie manufatti cementizi - n 18

produrre
ASSOBETON

Lastre per solai


UNI EN 13747+A2:2010
dal 01/05/2008
Lastre per impalcati da ponte
UNI EN 15050:2007
dal 01/02/2009
Travetti UNI EN 15037-1:2008 dal 01/01/2011
Elementi da parete
UNI EN 14992:2007
dal 01/05/2010
Muri di sostegno
UNI EN 15258:2009
dal 01/01/2011

Al collaudatore competer il controllo dei materiali utilizzati con la verifica dellevidenza della Marcatura CE dei
prodotti per i quali obbligatoria, della Dichiarazione di
Conformit del produttore e del Certificato del Controllo di Processo di Fabbrica emesso dallEnte Notificato.

Tabella 1.
Elenco dei prodotti
della Sezione Solai
e Doppia Lastra
di Assobeton

A titolo esemplificativo si riporta in Figura 1 un esempio


di Marcatura CE accompagnatoria, che deve essere presentata ad ogni consegna ed un esempio di Dichiarazione
di Conformit (Figura 2), che deve essere invece espressamente richiesta al produttore.#
Figura 2.

Fac-simile Dichiarazione CE

Fac-simile
DICHIARAZIONE DI CONFORMITA CE

Dichiarazione CE

UNI EN 115037-1:2008
Prodotti prefabbricati di calcestruzzo

Solai a travetti e blocchi - Parte 1: Travetti

In conformit alla Direttiva 89/106/CEE del Consiglio delle Comunit Europee del 21 Dicembre
1988 sullarmonizzazione delle leggi, delle regole e dei provvedimenti amministrativi degli
Stati membri inerenti i prodotti da costruzione (Direttiva Prodotti da Costruzione - CPD), emendata
dalla Direttiva 93/68/CEE del Consiglio delle Comunit Europee del 22 Luglio 1993,
Il sottoscritto _______________, in qualit di Legale Rappresentante della
Nome azienda e ragione sociale

dichiara che il prodotto


Travetti prefabbricati (bausta)

avente o meno elementi di alleggerimento, da completarsi in opera con getto di


calcestruzzo integrativo per la realizzazione di solai compositi, realizzato presso lo stabilimento
di
Via ... , n. ... CAP Citt, Provincia, Italia,

sulla base del Certificato di Controllo della Produzione in Stabilimento numero 0123 CPD
0456, rilasciato dallEnte Notificato, e del sistema di autocontrollo della produzione implementato
dallazienda, conforme alle disposizioni dellAllegato ZA della norma
UNI EN 15037-1:2008 Travetti
La presente dichiarazione valida fino a quando non vengano significativamente modificate le condizioni stabilite nelle
norme armonizzate richiamate o le condizioni di produzione nella fabbrica od il controllo della produzione di fabbrica
stesso.

Legale Rappresentante
Titolo e nome

Il

# info
Per maggiori informazioni riguardo alla Marcatura CE dei prodotti rappresentati
dalla Sezione Solai e Doppia Lastra di ASSOBETON
www.assobeton.it
Segreteria Tecnica m.locatelli@assobeton.it
n 18 - industrie manufatti cementizi

77

78

produrre
ASSOBETON

Massimo Lapi,
STUDIO LAPI

IL RECUPERO DELLE ACQUE


DI PROCESSO E DEGLI SCARTI
DI CALCESTRUZZO

Durante la produzione dei manufatti in calcestruzzo ci si scontra con la problematica delle acque di
processo e degli scarti di calcestruzzo,
che alla luce della legislazione vigente contenuta nel
D.Lgs. 152/06 - Testo Unico Ambientale, essendo
classificati come rifiuti, non possono essere immessi in corsi dacqua o su terreni senza un opportuno
trattamento preliminare. Pensare ad uno smaltimento tal quale non ha senso, visti gli elevati costi che
si dovrebbero sopportare.
Pertanto risulta necessario dotarsi di sistemi di recupero che permettano sia il rispetto delle norme
ambientali sia un risparmio economico nella gestione
di questi scarti / rifiuti di produzione.
La normativa vigente, ad oggi, riguardo le acque di
scarico ed i rifiuti, contenuta nel D.Lgs. 152/06 nelle seguenti sezioni:
PARTE TERZA Norme in materia di difesa del
suolo e lotta alla desertificazione, di tutela delle acque dallinquinamento
PARTE QUARTA Norme in materia di gestione dei rifiuti - Modificata dal D.Lgs. 205/2010 in
vigore dal 26.12.2010.

Nelle Tabelle 1 e 2 si analizzano i flussi dei materiali


in ingresso e in uscita di un processo di produzione
del calcestruzzo.
Recupero delle acque di processo
(lavaggio impianti / attrezzature)
Per scaricare le acque di processo in fognatura o
in un corso dacqua superficiale necessario che le
stesse rispettino i limiti previsti nelle tabelle dellAllegato 5 alla Parte Terza - Limiti di emissione degli
scarichi idrici del D.Lgs. 152/06.
Inoltre essendo acque decadenti da un processo industriale, deve essere inoltrata specifica richiesta di
autorizzazione allo scarico allEnte competente:
- al Comune se lo scarico in pubblica fognatura
- alla Provincia in tutti gli altri casi.
Il tipico impianto di recupero per le acque di processo (es: lavaggio di autobetoniere, pompe, mescolatori e benne) costituito dalle seguenti parti:
- bacini di decantazione
- processo di chiarificazione e recupero delle acque
- filtro-pressa fanghi di decantazione.
industrie manufatti cementizi - n 18

produrre
ASSOBETON

Processo di produzione del calcestruzzo


MATERIALI IN INGRESSO

MATERIALI IN USCITA

Aggregati

Aggregati di scarto

Cemento

Fanghi

Acqua

Acqua di lavaggio
Calcestruzzo di scarto indurito

Possibile recupero
tramite impianto
di trattamento

Residui di produzione

Classificazione rifiuto

Aggregati di scarto
Calcestruzzo di scarto indurito

170904 - Rifiuti da costruzione


o demolizione

Inerti lavati per riutilizzo in


loco o venduti

Acqua di lavaggio

Soluzioni acquose di lavaggio

Acqua depurata per riutilizzo


per lavaggio o impasti

Fanghi di pulizia da vasche


Fanghi da filtro-pressa

060503 - Fanghi da trattamento in loco

In generale le acque torbide confluiscono nelle vasche di decantazione attraverso una linea di tubi.
Nelle vasche, le acque di lavaggio subiscono un processo di decantazione e, una volta chiarificate, vengono captate attraverso boccagli di sfioro e convogliate nel bacino di raccolta delle acque chiare per
essere reinserite nel sistema produttivo. In questo
modo si ottengono rifiuti costituiti da fanghi di decantazione.
Recupero degli scarti di calcestruzzo
Limpianto per il recupero degli scarti di calcestruzzo

o aggregati consiste nella frantumazione, vagliatura e


lavaggio degli inerti, in modo da separare e lavare gli
aggregati per diverse granulometrie (ghiaie e sabbie
impiegate nella preparazione del calcestruzzo).
Gli inerti vagliati e lavati, possono essere immessi sul
mercato e/o impiegati dalla stessa azienda nella centrale di betonaggio attigua allimpianto di lavaggio.
Il materiale residuale della lavorazione costituito
esclusivamente dalle acque torbide di lavaggio che
vengono convogliate nellimpianto di recupero acque
di processo di cui sopra. I rifiuti che si ottengono sono
costituiti da fanghi di decantazione. #

Tabella 1.
Flussi dei materiali
in ingresso e in uscita
per il processo
di produzione
del calcestruzzo
Tabella 2.
Classificazione
del rifiuto e indicazione
del possibile riutilizzo

Vantaggi di un sistema di recupero/riciclo degli scarti

Materiale

Destinazione

Vantaggi di un sistema

Vantaggio economico

Recupero inerti
lavati

Riutilizzo in loco
Vendita

Acqua depurata

Riutilizzo per lavaggio


Riutilizzo in impasti

n 18 - industrie manufatti cementizi

Tabella 3.

Minore acquisto di materia prima


Minori costi di smaltimento rifiuti
Minore impatto ambientale
Ulteriore fonte di ricavo
Risparmio acqua pulita > 50%
Minori costi uso acqua da rete
Minore impatto ambientale

di recupero / riciclo
degli scarti

79

80

sezione
attualit
ASSOBETON

ATTUALIT
PRECAST TODAY
Prefabbricazione e terremoti

Prof. Marco Savoia,


Presidente del Master
in Civil Engineering
Direttore del Centro
Interdipartimentale
Edilizia e Costruzioni
Universit di Bologna

Fotografando questo
codice puoi collegarti
col tuo telefono
direttamente al Sito

Stanno giungendo i primi rapporti dalla Nuova Zelanda sul


disastroso terremoto che ha
colpito la citt di Christchurch
lo scorso 22 febbraio 2011.
Il terremoto ha avuto caratteristiche molto simili a quello che
ha colpito LAquila nel 2009;
anche in questo caso il sisma
ha avuto lepicentro sotto una
delle citt principali della Nuova
Zelanda e, pur essendo inferiore (6.3 nella scala Richter) a
quello che aveva colpito la zona
qualche mese prima, ha avuto
conseguenze veramente gravi.
Anche le conseguenze di tale
sisma sulle costruzioni di
Christchurch ricordano molto
quanto accaduto alla citt
de LAquila. La parte storica
della citt (downtown), le cui
costruzioni risalgono ad un paio
di secoli fa, costituita principalmente da fabbricati in muratura,
tipicamente blocchi squadrati o
laterizio. Lo spessore delle pareti spesso anche pi ridotto
rispetto a quello di edifici antichi
con analoghe caratteristiche tipologiche in Italia, risalenti al 14
- 18 secolo, quali appunto gli
edifici storici de LAquila (escludendo chiaramente gli aggregati
urbani storici della citt, che non
trovano un riscontro analogo in
Nuova Zelanda). Questa tipologia di costruzione ha subito in
molte parti della citt gravissimi
danni, sia per quanto riguarda
gli edifici storici che ledilizia comune. In questo secondo caso, a
causa del ridotto spessore delle

pareti e dellassenza di idonei


collegamenti delle pareti a livello
di piano, essendo gli orizzontamenti e le coperture tipicamente realizzati in legno, non si
instaurato il comportamento
scatolare della costruzione che
rappresenta la pi importante
risorsa strutturale delle costruzioni in muratura.
Molti collassi e danni hanno
riguardato anche le costruzioni
in legno della periferia, tipologia
strutturale molto frequente in
Nuova Zelanda, soprattutto per
le costruzioni a pi piani. Molti
collassi sono dovuti alla mancanza di idonei sistemi di controventamento, di fondamentale
importanza per la resistenza di
tali fabbricati alle azioni orizzontali.
Per quanto riguarda le costruzioni in calcestruzzo armato, i
danni hanno riguardato, come
a LAquila, costruzioni che vedevano difetti di progettazione
o di realizzazione, e comunque
in numero decisamente inferiore rispetto alle costruzioni in
muratura e legno. In particolare,
i primi rilievi hanno evidenziato
come, qualora non sia assicurata
una corretta gerarchia delle
resistenze tra travi e pilastri,
la crisi di questi ultimi, a causa
della presenza di travi eccessivamente resistenti, possa portare
al collasso dellintero fabbricato. risultata cos confermata
limportanza di una delle regole

fondamentali di progettazione
delle strutture in calcestruzzo
armato in zona sismica.
Non sono ancora disponibili
informazioni riguardo il comportamento delle costruzioni
mediante elementi prefabbricati
in calcestruzzo, che durante il
terremoto de LAquila hanno
mostrato ottime prestazioni dal
punto di vista strutturale, con
danni usualmente limitati alle
porzioni non strutturali ed al
collegamento di queste con le
strutture portanti del fabbricato
(pilastri e travi prefabbricate).
Tuttavia, nellottica di ricercare
prestazioni sempre migliori delle
costruzioni anche in condizioni
eccezionali (danni alle parti non
strutturali possono sempre
essere causa di ingenti perdite
economiche), sempre pi
necessario, per le costruzioni
prefabbricate, considerare anche
le parti non strutturali quali elementi che devono subire danni
limitati a seguito di un sisma.
A tale fine necessario perseguire due obiettivi principali.
Innanzitutto le strutture
portanti devono essere progettate in modo tale da subire
spostamenti limitati, in quanto
sono questi che impegneranno
i collegamenti con le parti non
strutturali. Per quanto riguarda
invece i collegamenti, questi devono essere in grado di assorbire gli spostamenti e/o le forze
conseguenti agli spostamenti
della struttura. quindi evidente che tipologie di strutture

15
industrie manufatti cementizi - n 18

attualit
sezione
ASSOBETON

prefabbricate, che prevedono un


certo grado di iperstaticit ed
una adeguata rigidezza a livello di
collegamento in fondazione (in
fase di costruzione completata)
risulteranno favorite, in quanto
capaci di assicurare spostamenti
pi limitati. Non c dubbio che il
passaggio dal classico schema di
strutture prefabbricate isostatiche a tipologie che prevedano un
adeguato grado di rigidezza alle
azioni orizzontali, rappresenta
una imprescindibile evoluzione
tecnologica delle costruzioni prefabbricate al fine di migliorarne le
prestazioni ad ampio spettro.
I lavori scientifici presentati al
18 Congresso dei tecnici dellindustrializzazione edilizia (C.T.E.),
tenutosi a Brescia l11-13
novembre 2010, hanno mostrato come la collaborazione con
importanti centri e laboratori di
ricerca italiani abbia consentito
a molte aziende di raggiungere
ottimi risultati in questo campo,
migliorando le proprie tecnologie
e validandole con studi e prove
sperimentali. #

Figura 1
Terremoto di
Christchurch (NZ):
collassi di costruzioni
in muratura per la
mancanza di
adeguato
collegamento a livello
di piano
Figura 2
Terremoto di
Christchurch (NZ):
Perdita di stabilit di
costruzioni in legno
per mancanza di
sistemi adeguati di
controventamento

CORSO CISM
Analysis of Creep and Shrinkage
Effects in Concrete Structures
23-27 maggio 2011
CISM International Centre for Mechanical Sciences Udine
con il patrocinio di ACI American Concrete Institute

Coordinatori:
Mario A. Chiorino (Torino, Italia)
Domingo J. Carreira (Chicago, IL, USA)
Gli altri docenti sono: Mamdouh M. El-Badry
(University of Calgary, Calgary, Alberta, Canada),
Ian N. Robertson (University of Hawaii, Honolulu,
HI, USA), Mario Sassone (Politecnico di Torino,Torino, Italy), Carlos C.Videla (Pontificia Universidad
Catlica de Chile, Santiago, Chile).
Il Corso riguarda i modelli computazionali avanzati per lanalisi nel tempo degli effetti strutturali
delle deformazioni differite del calcestruzzo - con
particolare riguardo a ritiro e viscosit - nelle costruzioni complesse e eseguite per fasi in calce-

struzzo armato e/o precompresso o composite


in acciaio-calcestruzzo. Esempi tipici sono i ponti
di grande luce a travata o strallati costruiti in
avanzamento, gli archi in calcestruzzo gettati in
opera o costruiti a sbalzo e assoggettati a correzioni del regime statico mediante deformazioni
impresse con martinetti, torri ed edifici di grande
e grandissima altezza con nuclei in calcestruzzo
e colonne dello stesso materiale o in acciaio o
miste.
I formati computazionali per la time-dependent
analysis proposti nel Corso corrispondono ai formati armonizzati avanzati sviluppati negli anni
recenti, a cura soprattutto del primo dei due
coordinatori del Corso, nelle sedi internaziona-

n 18
15 -- industrie
industrie manufatti
manufatti cementizi
cementizi

li di pre-codifica e codifica normativa (CEB, fib,


CEN-Eurocodici, ACI), con particolare riferimento
a CEB Model Code 1990 e relativi Manuali di
applicazione 1984 e 1993, fib Structural Concrete Textbook 2010, fib New Model Code 2010
in fase finale di elaborazione, Eurocode 2-Parte 2: Ponti in calcestruzzo (Appendice K), e al
documento ACI 209.3R Analysis of Creep and
Shrinkage Effects in Concrete Structures, in fase
di approvazione in seno al Comitato ACI 209
Creep and Shrinkage of Concrete.
# info:
www.cism.it/courses/A1101/
www.polito.it/creepanalysis .

81

82

sezione
attualit
ASSOBETON

DALLUNIVERSIT
INTERVISTA A FRANCO ANGOTTI,
Professore ordinario di Scienza delle Costruzioni nella Facolt
di Ingegneria dellUniversit degli Studi di Firenze
Prof. Franco Angotti
Universit di Firenze

1) Professore, durante la sua


carriera ha ricoperto numerosi incarichi di rilievo sia dal
punto di vista scientifico che
accademico. Fra i suoi vari
impegni ricordiamo quello
nellambito della normativa
tecnica nazionale ed europea. In particolare, potrebbe
descriverci le attivit svolte
per il Consiglio Superiore dei
Lavori Pubblici e per il Consiglio Nazionale delle Ricerche
(CNR)?
La mia collaborazione con il CNR di
lunga data, risale agli anni 70 del secolo scorso. Ho fatto parte, col compito
di Segretario Tecnico, della Commissione Norme per le opere in c.a. e
c.a.p. che per tanti anni si occupata
della elaborazione di Istruzioni e Documenti di studio che hanno sempre
anticipato laggiornamento delle nostre norme tecniche ufficiali. Su questi
aggiornamenti inoltre, come noto, il
CNR era poi chiamato ad esprimere
un parere esercitando cos un forte
stimolo allinnovazione. Si trattato di
un ruolo fondamentale del CNR che il
legislatore aveva ben compreso e cio
quello di legare il mondo della ricerca
a quello istituzionale del Consiglio
Superiore dei LL.PP., riconoscendo al
CNR quel ruolo di trasferimento della
ricerca che ne ha sempre contraddistinto parte dellattivit.Voglio solo ricordare le Istruzioni per la progettazio-

ne e lesecuzione delle opere in cemento


armato e cemento armato precompresso
col metodo semiprobabilistico agli stati
limite, pubblicate nel 1978 in forma
sperimentale sottoposta ad inchiesta
pubblica e in forma definitiva nel 1982,
e lestensione alle strutture costruite
con sistemi industrializzati, le famose
CNR 10025/84 la cui prima edizione
risale al 1982.
Purtroppo, come sappiamo, ci sono
voluti ben 26 anni per giungere alle
Norme Tecniche per le Costruzioni
del 2008, cio al recepimento esclusivo di quei metodi gi introdotti nei
documenti CNR sopra citati. Non va
poi dimenticato che il CNR stato il
luogo di incontro tra il mondo della
ricerca e quello produttivo. stata
la sede dove, per esempio, il settore
della prefabbricazione, ma non solo,
ha potuto sottolineare le proprie
specificit.
La mia collaborazione con il Consiglio
Superiore dei LL.PP. pi recente
e risale agli anni in cui a dirigere il
massimo organo tecnico dello Stato fu
chiamato il Prof. Piero Pozzati, con cui
avevo collaborato per molti anni nel
CNR. Mi piace ricordare che il Prof.
Pozzati disegn un quadro di evoluzione delle nostre norme ufficiali nella
direzione degli Eurocodici che, se fosse stato realizzato dai suoi successori,
avrebbe fatto s che si raggiungesse
lassetto attuale con molta gradualit
e molto prima. Attualmente la mia col-

laborazione con il Consiglio Superiore


dei LL.PP. riguarda la definizione dei
famosi parametri nazionali degli Eurocodici. Si tratta, come noto, della fase
propedeutica allintroduzione degli
Eurocodici in Italia. un lavoro che si
sta svolgendo in tutti i paesi dellUnione Europea.
Nel nostro siamo prossimi alla conclusione. Unapposita Commissione ha
infatti concluso i lavori ed ha consegnato al Presidente del Consiglio
Superiore dei LL.PP. una proposta di
parametri nazionali per tutti gli Eurocodici. Si trattato di un lavoro molto
impegnativo che ha riguardato ben 58
Documenti.
2) Qual lattuale politica
normativa sul tema della qualificazione di nuovi materiali e
di nuove tecnologie?
Da qualche anno la Commissione
Norme del CNR, in maniera del tutto
autonoma, ha ripreso con vigore il suo
ruolo di predisporre DocumentiTecnici avanzati sulle nuove frontiere che la
ricerca, sempre pi velocemente offre
al mondo delle costruzioni. Ricordo,
fra gli altri, i Documenti sullutilizzo di
Compositi Fibrorinforzati nelle strutture di c.a., c.a.p. (CNR-DT 200/2004)
e le Istruzioni sulle strutture in calcestruzzo armato con barre di materiale
composito fibrorinforzato (CNR-DT
203/2006).
Questi Documenti sono stati sotto-

15
industrie manufatti cementizi - n 18

attualit
sezione
ASSOBETON

posti ad inchiesta pubblica, avendo


ripristinato una vecchia tradizione del
CNR. Questa attivit svolta coinvolgendo lintera comunit scientifica
nazionale e ci rappresenta un indubbio punto di forza. Lauspicio che il
Consiglio Superiore dei LL.PP. tragga
da questi Documenti, molti dei quali
sono stati anche tradotti in inglese,
ispirazione per un aggiornamento
tempestivo delle norme ufficiali per
tenere il passo con i tempi che richiedono assoluta attenzione allinnovazione, specie sui nuovi materiali e
sulle nuove tecnologie. La strada che
oggi sembra affermarsi, per, quella
dellaggiornamento normativo attraverso levoluzione degli Eurocodici.
Ad esempio, proprio su uno degli
argomenti di studio del CNR stato
avviato in seno al TC250 del CEN lo
studio di un Eurocodice sullimpiego
dei materiali fibrorinforzati, con un
ruolo di spicco della presenza italiana.
3) Fra le diverse iniziative del
Consiglio Superiore dei Lavori
Pubblici, sono in programma
delle Linee Guida specifiche
per il settore della prefabbricazione di elementi in c.a.?
Il Consiglio Superiore dei Lavori
Pubblici sempre molto cauto nellintroduzione di nuovi materiali e nuove
tecnologie per la grande responsabilit che ha nei confronti della sicurezza
e della pubblica incolumit. Da qual-

che anno ha inaugurato la strada delle


Linee Guida che si si sono rivelate
strumenti molto utili per indirizzare
la progettazione verso soluzioni che,
in qualche modo, ne garantiscano
lapprovazione da parte dello stesso
Consiglio. Ricordo ad esempio le
Linee Guida sul calcestruzzo strutturale ad alta resistenza. Sarebbe importante, ad esempio, poter disporre
di Linee Guida sul calcestruzzo con
aggregati riciclati per incoraggiarne
lutilizzo entro limiti un po pi ampi
di quelli oggi previsti dalle Norme
Tecniche. Se ne avvantaggerebbe
molto lambiente e, in genere, un approccio alla progettazione strutturale
attento alla sostenibilit ambientale.
Cos come si potrebbe favorire luso
di nuovi materiali e di nuove tecnologie, anticipando gli Eurocodici, con
emanazione, ad esempio, di Linee
Guida sullimpiego degli FRP.
4) Nellambito della Commissione di Studio A.I.C.A.P. per
le Strutture in Calcestruzzo, il
Gruppo di Lavoro da Lei coordinato ha realizzato una nuova edizione dei due volumi
della Guida alluso dellEurocodice 2. Potrebbe descriverci
i contenuti e le motivazioni
che hanno portato alla redazione di una nuova edizione?
Lesigenza di una nuova edizione
dei due volumi deriva dal fatto che

n 18
15 -- industrie
industrie manufatti
manufatti cementizi
cementizi

le nuove Norme Tecniche per le


Costruzioni hanno visto la luce dopo
la pubblicazione della prima edizione.
Con grande soddisfazione abbiamo
constatato che le nuove Norme
Tecniche hanno la medesima impostazione degli Eurocodici e sono fortemente coerenti con essi. Pertanto
i progettisti italiani sono stati messi
nelle condizioni di poter utilizzare
gli Eurocodici, seppure con il filtro
delle norme nazionali, essendo questi
considerati documenti di comprovata
validit.
Questo fatto ha consigliato la redazione di una nuova edizione nella
quale stato sottolineato questo
virtuoso intreccio tra Eurocodici e
NTC. Naturalmente, nel nostro caso,
si tratta di Eurocodice 2 (EN1992-11) con inevitabili riferimenti allEurocodice sismico. Mi piace ricordare che
liniziativa editoriale dellA.I.C.A.P. si
inserisce nel programma di diffusione
delluso degli Eurocodici da parte di
tecnici e professionisti.
5) La Commissione di Studio
A.I.C.A.P. per le Strutture in
Calcestruzzo ha in corso altre
iniziative editoriali?
Da circa un anno sto coordinando
due gruppi di studio che stanno preparando due volumi che hanno come
obiettivo quello di favorire luso delle
nuove Norme Tecniche. Si tratta di un
Commentario alle Nuove Norme

83

84

sezione
attualit
ASSOBETON

Tecniche limitatamente ai capitoli relativi alle costruzioni in calcestruzzo


armato e composte acciaio calcestruzzo anche in presenza di azioni
sismiche e di un secondo volume
dedicato ai Dettagli Costruttivi delle
strutture in c.a. e c.a.p.. Questi due
volumi dovrebbero vedere la luce
entro il prossimo mese di maggio.
6) Nella sua attivit scientifica e di ricerca, ha anche
affrontato lo studio teorico/
sperimentale di elementi
prefabbricati. Attualmen-

te sono in corso progetti di


ricerca o convenzioni?
Da alcuni anni seguo progetti di
ricerca teorico-sperimentali su temi
nati da esigenze di innovazione nel
campo della prefabbricazione. Uno
dei temi affrontati stato quello
relativo al comportamento sismico
dei collegamenti nelle strutture
prefabbricate.
Lo studio ha visto una prima fase di
analisi numeriche agli elementi finiti
in campo non lineare di edifici prefabbricati ad un piano e a due piani a
cui seguita unindagine sperimen-

tale, in fase di completamento, su


alcune tipologie di collegamenti.
Un altro argomento ha riguardato ricerche sul comportamento
meccanico di materiali ed elementi
strutturali in calcestruzzo ad alta
resistenza ed autocompattante,
attraverso prove sperimentali sia sul
materiale che su elementi strutturali
quali colonne snelle e travi inflesse.
Si tratta di due temi di ricerca coordinati con altre sedi universitarie e
che hanno visto il supporto determinante dellIndustria della prefabbricazione. #

Giornate aicap 2011

Le prospettive di sviluppo delle opere in c.a. nel terzo millennio


Padova 19 -21 maggio 2011

A due anni dal precedente convegno


nazionale dellassociazione, si svolger
presso il Centro Congressi A. Luciani
di Padova, le giornate aicap 2011.
Levento come consueto sar caratterizzato dalla presentazione di una relazione di apertura, questanno dedicata
alla Cina con particolare riferimento
alla tendenza di sviluppo della progettazione dei ponti, da relazioni generali,
relazioni su invito e da una serie di
memorie articolate in tre sessioni parallele, suddivise secondo i sottotemi del
Congresso.

Tema del Congresso


Le prospettive di sviluppo delle
opere in C.A. nel terzo millennio
Sottotemi del Congresso
I sottotema:
Recupero delle strutture esistenti
Azioni e Sicurezza - Materiali
Adeguamento sismico
II sottotema:
Impiego dei Nuovi
Calcestruzzi Srutturali

Programma
RELAZIONE
DI APERTURA
La tendenza di sviluppo
della progettazione dei ponti
in Cina
Airong CHEN
RELAZIONI GENERALI
Recupero delle strutture esistenti
- azioni e sicurezza - materiali adeguamento sismico
Camillo NUTI
Impiego dei nuovi calcestruzzi
strutturali
Luigi BUZZI
RELAZIONI SU INVITO
Evoluzione della progettazione
dei ponti e degli interventi
sullesistente
Mario Paolo PETRANGELI
Problematiche sulla progettazione e costruzione del grattacielo
Burj Khalifa di Dubai
Andrew DAVIDS
L A.I.C.A.P. in Europa
Premio ECSN (European Award for
Excellence in Concrete Regulations):
MAXXI Centro di Arte Contemporanea
Giorgio CROCI

Evoluzione delle norme


europee: Model Code 2010
Giuseppe MANCINI
TAVOLE ROTONDE
E DIBATTITI
Evoluzione del software alla luce
delle nuove Norme Tecniche 2008
Coordinatore: Giovanni ANGOTTI
Le NTC 2008 a due anni dalla loro
entrata in vigore
Coordinatore: Marcello MAURO
ATTI
Le memorie delle giornate aicap
2011 saranno pubblicate negli Atti del
Congresso, che verranno distribuiti agli
Iscritti al momento della registrazione.
PUBBLICAZIONI A.I.C.A.P.
Ai partecipanti alle Giornate verranno
distribuiti due nuovi volumi attualmente
in corso di redazione da parte degli appositi gruppi di studio AICAP:
Dettagli costruttivi per le

strutture in calcestruzzo
Il commentario alle NTC08
SEGRETERIA
ORGANIZZATIVA
V. BIANCONI - R. MASIELLO E. RAIMONDI
Via Barberini 68 - 00187 ROMA
T 06 42 74 04 48 - F 06 420 10 760
info@associazioneaicap.it
www.associazioneaicap.it

15
industrie manufatti cementizi - n 18

attualit
sezione

85

Foto F. Ferri

ASSOBETON

Circolazione: pubblicato il calendario dei divieti previsto per il 2011


Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 304 del 30 dicembre 2010, entrato in vigore il calendario dei divieti di circolazione,
fuori dai centri abitati, previsto per lanno 2011 e destinato ai veicoli e ai complessi di veicoli, per il trasporto di cose, di massa complessiva
massima autorizzata superiore a 7,5 tonnellate. Si riporta di seguito il calendario di tali divieti rimandando al testo del decreto per tutte
le regole circa le deroghe:
tutte le domeniche dei mesi di gennaio, febbraio, marzo, aprile,
maggio, ottobre, novembre e dicembre, dalle ore 08,00 alle ore 22,00;
tutte le domeniche dei mesi di giugno, luglio, agosto e settembre,
dalle ore 07,00 alle ore 24,00;

- dalle ore 08,00 alle ore 22,00 del 1 gennaio;


- dalle ore 08,00 alle ore 22,00 del 6 gennaio;
- dalle ore 16,00 alle ore 22,00 del 22 aprile;
- dalle ore 08,00 alle ore 16,00 del 23 aprile;
- dalle ore 08,00 alle ore 22,00 del 25 aprile;
- dalle ore 07,00 alle ore 24,00 del 2 giugno;
- dalle ore 07,00 alle ore 24,00 del 2 luglio;
- dalle ore 07,00 alle ore 23,00 del 9 luglio;
- dalle ore 07,00 alle ore 23,00 del 16 luglio;
- dalle ore 07,00 alle ore 23,00 del 23 luglio;
- dalle ore 16,00 alle ore 24,00 del 29 luglio;
- dalle ore 07,00 alle ore 24,00 del 30 luglio;

- dalle ore 16,00 del 5 agosto alle ore 23,00 del 6 agosto;
- dalle ore 16,00 alle ore 24,00 del 12 agosto;
- dalle ore 07,00 alle ore 23,00 del 13 agosto;
- dalle ore 07,00 alle ore 23,00 del 15 agosto;
- dalle ore 07,00 alle ore 23,00 del 20 agosto;
- dalle ore 07,00 alle ore 23,00 del 27 agosto;
- dalle ore 14,00 alle ore 22,00 del 29 ottobre;
- dalle ore 08,00 alle ore 22,00 del 1 novembre;
- dalle ore 16,00 alle ore 22,00 del 7 dicembre;
- dalle ore 08,00 alle ore 22,00 del 8 dicembre;
- dalle ore 16,00 alle ore 22,00 del 23 dicembre;
- dalle ore 08,00 alle ore 22,00 del 24 dicembre;
- dalle ore 08,00 alle ore 22,00 del 26 dicembre.
# info: per scaricare lintero testo del decreto:
www.mit.gov.it

A.L.I.G.: rinnovato il Consiglio Direttivo


LA.L.I.G. (Associazione Laboratori Ingegneria e Geotecnica), nata il 1 gennaio 2010 dalla fusione delle associazioni
A.L.I. (Associazione Laboratori di Ingegneria) ed ASSOLIG
(Associazione dei Laboratori di Ingegneria e Geotecnica),
lassociazione che riunisce la maggioranza dei laboratori
autorizzati dal ministero delle II. e TT. ai sensi dellart. 59 del
D.P.R. 380/2001 per le prove sui materiali da costruzione e
geotecniche.

n 18
15 -- industrie
industrie manufatti
manufatti cementizi
cementizi

Gli incarichi per il prossimo triennio sono cos distribuiti:


dott. Donatella Pingitore - presidente
ing.Vincenzo Venturi - vicepresidente
dott. Tiziano Vicenzetto - tesoriere
ing. Pietro Cardone - segretario
ing. Daniela Ricci - consigliere
# info: www.associazionealig.it

86

sezione
attualit
ASSOBETON

SAMOTER 2011: SOSTENIBILIT, INNOVAZIONE


E SICUREZZA FIRMANO UNEDIZIONE CHE HA
SFIORATO LE 100 MILA PRESENZE
Segnali di ripresa nel settore macchine movimento terra,
da cantiere e per ledilizia. Una fiera ricca di anteprime.
Ha chiuso il 6 marzo la 28^edizione
del Salone Triennale
Una rinnovata fiducia da parte delle imprese del comparto
edile emerge dalla 28^ edizione di Samoter, il salone
triennale delle macchine movimento terra, da cantiere e
per ledilizia che ha chiuso cinque giorni di esposizione,
dibattiti e affari. I dati sono confortanti: 900 espositori,
da 37 paesi, 98 mila visitatori. Un risultato
importante, con una tendenza positiva delle presenze

di operatori stranieri, pari a oltre 11 mila, a


conferma della vocazione internazionale della rassegna.
Circa 2000, inoltre, i partecipanti ai 50 convegni,
seminari e corsi di formazione, ideati dagli organizzatori in
stretta collaborazione con gli espositori e le Associazioni
di categoria presenti. Un grande interesse per la
manifestazione e stato sottolineato anche dal numero di
pagine visitate sul sito, 2 milioni, tradotto in 10
lingue, che ha segnato un 43% di visite in pi rispetto al
2008. Oltre 4mila le visite della versione mobile (per
cellulari e IPhone di ultima generazione).

EVENTO ASSOBETON - atecap


ASSOBETON

Seminario Calcestruzzo sostenibile: il


recupero del calcestruzzo reso e delle acque
di processo alla luce della nuova direttiva
rifiuti
Seguendo uno dei fili conduttori di tutta la
manifestazione, quello della SOSTENIBILIT,
lassociazione ASSOBETON e ATECAP in collaborazione
con il Samoter hanno voluto promuovere un evento che
mettesse in luce proprio le caratteristiche sostenibili
del materiale calcestruzzo. Il seminario, tenutosi venerd 3
marzo scorso presso la Sala Puccini del Centrocongressi
Arena stato dedicato non solo allapprofondimento
delle tecniche di recupero del calcestruzzo non utilizzato

e delle acque di processo ma anche agli aspetti pi


strettamente normativi soprattutto alla luce della nuova
direttiva rifiuti. Un approfondimento degli argomenti
trattati dalla normativa contenuto nellarticolo
di Massimo Lapi presente in questo numero della
rivista a pagina 78. Sulle tecniche di recupero e sugli
aspetti pi tecnologici sono invece intervenuti Fausto
Arona (ASSOBETON) e Angelo Masci (ATECAP) che
descrivendo le proprie esperienze, hanno mostrato quelli
che sono quotidianamente gli aspetti e le problematiche
ambientali connessi al recupero del calcestruzzo reso e
delle acque di lavaggio reinserite allinterno dello stesso
processo produttivo.

Appuntamento con il mercato


La crisi finanziaria globale e laffermarsi di nuovi colossi,
come Cina, India e Brasile nelleconomia mondiale
spostano il baricentro dei mercati. Le vendite dei
macchinari da cantiere si stanno spostando verso est,
in particolare verso la Cina. Se nel 2005 la domanda
mondiale di construction equipment era per il 28 %
nord americana, per il 20 % europea, per il 18% cinese e
per il 3% indiana, solo quattro anni dopo le percentuali
sono stravolte: la Cina ha il 43%, lEuropa il 15%, il
Nord America il 13% e lIndia il 5%. il colosso cinese
a condizionare il mercato e questo non ha ricadute
solo sulle vendite ma anche sulla localizzazione delle
imprese, che sempre pi spesso trasferiscono i loro
siti produttivi in Asia, non per delocalizzare ma per

presidiare direttamente quello che sar il mercato


strategico dei prossimi anni. I numeri in questo
caso dicono pi delle parole: ogni anno in Cina si
costruiscono 2,3 miliardi di edifici di ogni genere, e il
solo settore delle costruzioni brucia in un anno il 30%
dei 3 miliardi di tonnellate di carbone consumate dal
Paese, ad esempio nella produzione di cemento, di cui
il pi grande consumatore mondiale, con il 45% della
domanda globale.
La Cina investe ogni anno una cifra pari al 18% del
proprio Pil nelle costruzioni (11% media UE, 9% in
Giappone e 8% negli Usa) e nel solo biennio 2008-2009
il governo del colosso asiatico ha impegnato oltre 220
miliardi di euro per nuove infrastrutture. #
15
industrie manufatti cementizi - n 18

a touch of

respect
Focus 2011

Sustainable Construction

earth-moving

components
vehicles

concrete
road

drilling

quarrying

lifting

900 volte grazie


Grazie ai 900 espositori, ai quasi 100 mila visitatori, a tutta lorganizzazione
e alle associazioni di categoria che hanno reso possibile una fiera vivace,
ricca di iniziative, interessi e attivit capaci di dare nuova energia al settore.
Ci vediamo nel 2014 per il 29 Samoter!
rental
area

sponsored by

28th International Triennial Earth-moving


and Building Machinery Exhibition

2nd - 6th March 2011 Verona, Italy


patronised by
MINISTERO DELLO
SVILUPPO ECONOMICO

w w w . s a m o t e r . c o m

demo
area

Assobeton informa

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88

ASSOBETON
ASSOBETON

ASSOBETON

20 Congresso
Internazionale BIBM
Cannes, 16-17 giugno 2011

Avere un ruolo
nel nuovo
ordine mondiale
Pierre Brousse Presidente BIBM
Traduzione a cura della Redazione

Il mondo si improvvisamente accorto che il suo centro di


gravit si spostato verso il Pacifico, mettendo in evidenza
diverse criticit che insieme dobbiamo affrontare e superare, ora e in futuro.
Ci riguarda, in primo luogo, coloro che hanno un ruolo attivo nella promozione del nostro modello di business, dei
nostri metodi di produzione, delle nostre opinioni politiche e
del nostro stile di vita.
La nostra visione, nata con lIlluminismo e basata sulla generosit, la democrazia, la curiosit e lapproccio scientifico,
rimane ancora senza eguali nel mondo odierno e per noi
continua a costituire lessenza di qualsiasi societ civile.
In secondo luogo, la lotta per continuare a garantire il libero scambio e larmonia economica di nuovo aperta,
con le conseguenze ad ampio raggio che ci comporta, e
coinvolge ambiti come leccellenza della produzione e della
qualit dei prodotti, linnovazione e la tutela ambientale,
cos come lattenzione ai bisogni di cittadini, consumatori
e produttori.
Solo con la partecipazione del nostro settore, la battaglia
per la salvaguardia del pianeta pu essere vinta. Stiamo
dando un notevole contributo al ripristino dellequilibrio am-

La citt di Cannes ospiter il 16 e il 17 giugno


2011 la ventesima edizione del Congresso
Internazionale BIBM.
Levento richiamer gli operatori di tutta la
filiera: produttori di manufatti cementizi,
fornitori del settore, imprese di costruzione,
progettisti ed utilizzatori finali.
Sono previsti interventi e momenti di discussione dedicati agli sviluppi recenti e futuri di un
settore, il nostro, saldamente al passo con le
esigenze della societ.
Le sfide del mondo di domani, come il raggiungimento di un adeguato equilibrio ambientale e
le istanze sociali ad esso correlate, saranno al
centro del dibattito.
Informazioni, aggiornamenti e iscrizioni:
www.bibmcongress2011.com

bientale e continueremo a farlo. Quale ruolo pi importante


potremmo auspicare di assumerci, se non quello di partecipare, come gi stiamo facendo, alla costruzione del mondo?
I nostri prodotti e i nostri processi produttivi sono tra quelli
con il minor impatto ambientale su mari, suolo e atmosfera.
Insieme ai nostri fornitori, partner e clienti, durante il Congresso dimostreremo che stiamo affrontando il futuro con la
determinazione che serve per vedere oltre lorizzonte, che
la nostra visione utile non solo per il nostro settore, ma per
tutti, ovunque in Europa. #
industrie manufatti cementizi - n 18

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ASSOBETON

PROGRAMMA PRELIMINARE
Gioved, 16 giugno 2011
7:30
9:00
9:00
9:15

Registrazione congressisti
Apertura dei lavori - Pierre Brousse, Presidente BIBM

9:15
10:00

Tavola rotonda 1
Costruire la citt sostenibile di domani
Un relatore di spicco discuter dei problemi delle citt nel nuovo contesto sociale e fornir indicazioni sulla pianificazione urbana
nel mondo di domani.

10:00
10:50

Tavola rotonda 2
Adattare le nostre soluzioni costruttive ad una societ in rapido cambiamento
Dati demografici, stili di vita, mobilit, sviluppo sostenibile... la societ sta cambiando! Che impatto avr questo sullapplicazione
delle nostre soluzioni (metodi costruttivi, pianificazione urbana, controllo delle risorse, ecc.)?

10:50
11:30

Pausa

11:30
12:15

Tavola rotonda 3
Aggiornare i nostri prodotti per aumentare la competitivit del nostro businesses
Le sfide che attendono lIndustria dei manufatti cementizi per accelerare i risultati e la competitivit delle nostre imprese

12:15
1:00
1:00
2:30

Evento dimostrativo del dinamismo dellIndustria europea dei manufatti cementizi


Lunch

14:30
15:15

Workshop 1
Soluzioni concrete per architetti e urbanisti
Esempi vincenti di collaborazione fra committenza e produttori di manufatti cementizi.

15:30
17:00

Torneo di bocce

20:30

Cena di gala
Venerd, 17 giugno 2011

7:30
8:30

Welcome coffee

8:30
9:15

Workshop 2
La prevenzione dei rischi
- Fuoco e Sismica negli Eurocodici
- Progetto SAFECAST (Comportamento sismico delle strutture prefabbricate)

9:20
10:05

Workshop 3
Le performance energetiche delle nostre soluzioni costruttive
Edifici a basso consumo energetico (LEB), Positive Energy Buildings (PEB), le case passive in Francia...

10:10
10:55

Workshop 4
Innovazione dei processi produttivi nellIndustria dei manufatti cementizi
- Stato dellarte
- Panoramica delle recenti innovazioni (Industria e Fornitori)

11:00
11:25

Pausa

11:30
12:45

Tavola rotonda di chiusura


Il calcestruzzo migliora la qualit della vita
Il contributo specifico dellindustria dei manufatti cementizi al miglioramento della qualit della vita. Testimonianze degli utilizzatori finali riguardo al comfort acustico e termico, alla qualit dellaria, al trattamento delle acque, ecc.
Conclusione dellOn. Antonio Tajani,Vicepresidente della Commissione Europea, Responsabile per lIndustria
e lImprenditoria.

12:45
15:00

Lunch

n 18 - industrie manufatti cementizi

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IMC INTERVISTA
LON. LARA COMI
On. Comi, evidente limportanza rivestita per il nostro settore dal coinvolgimento
dellIndustria nel processo legislativo europeo. A suo avviso, a quale livello delliter indispensabile essere presenti per incidere sulle
decisioni che saranno assunte?
Liter ha le sue complessit e in ciascuna parte sarebbe opportuno essere presenti. chiaro che il momento in cui il dossier si
confronta con lopinione popolare il passaggio in Parlamento: i
deputati sono eletti direttamente dal popolo e ad esso rendono
conto nel momento delle elezioni. Tuttavia, la Commissione,
nellelaborazione della proposta, ascolta le opinioni dei diversi
attori interessati. Esserci permette di giocarsi le proprie carte
nella fase di formulazione dellimpianto normativo che giunger
in Parlamento. In seguito, i deputati dovranno ascoltare le associazioni di categoria, perch con esse ascoltano gli imprenditori,
i lavoratori, tutti i portatori di interesse e, tra questi, va inteso
anche lindotto. Ma liter non finisce qui: quando il dossier arriva
al Consiglio, entrano in gioco i Ministri competenti per ciascuno
Stato membro e anche l importante far sentire linteresse del
territorio. Ci sono tantissimi lobbisti che, per conto di associazioni di imprese, singole grandi aziende, associazioni di categoria
o clienti per collaborazioni occasionali, ogni giorno seguono i
dossier di loro interesse e cercano di dire la loro in ogni fase del
processo. Essere organizzati e presentarsi compatti la chiave
per massimizzare le possibilit di essere ascoltati!
Ci vuole illustrare i dossier che lei segue
come Parlamentare europeo?
Quando sono stata eletta, ho avuto la fortuna di poter entrare
a far parte di due Commissioni molto vicine alla mia formazione, quali IMCO (Mercato Interno e Protezione dei Consumatori), di cui sono Vicepresidente, e ITRE (Industria, Ricerca
ed Energia). Nella prima di queste due, dopo poche settimane
arrivata una proposta di regolamento sulla Nomenclatura
dei Prodotti Tessili. Sono stata ben contenta di occuparmene,
visto che il territorio da cui provengo fortemente interessato a
questa tematica e costituisce lasse portante del settore tessile

a livello europeo. Tuttora il dossier sta proseguendo il suo iter,


e continuo a seguirlo. Nei mesi successivi ho avuto modo di
occuparmi di vari altri dossier, tra i quali il pi complesso di
certo quello relativo alla standardizzazione. Si tratta di stabilire
i criteri per fissare gli standard per le merci e i servizi prodotti e
venduti nel mercato interno. Parallelamente, c il dossier sulla
sicurezza generale dei prodotti, che entra in modo particolare
nel merito della salubrit e della prevenzione dei danni per stare tranquilli con tutto ci che acquistiamo in Europa. Allo stesso
tempo, mi sto occupando della direttiva che fissa i Diritti dei
Consumatori in tutta Europa: se parliamo di mercato unico, non
ha senso che i consumatori britannici abbiano diritti diversi da
quelli greci! Il quinto dossier che seguo riguarda il commercio: mi
piacerebbe vedere, nel mercato europeo, vendite promozionali
un po pi libere e pi flessibili alle esigenze di redditivit dei
commercianti invece che a leggi fisse e che non tengono conto
delle particolarit settoriali o geografiche. Sono anche interessata allOttavo Programma Quadro che stabilisce le priorit per il
finanziamento della ricerca scientifica e tecnologica tra il 2014
e il 2020. Ultima, ma non in ordine di importanza, la nuova
politica sul turismo.
Quale supporto potrebbero fornire le Associazioni di categoria, e in particolare ASSOBETON, per facilitare il suo complesso lavoro?
Il meccanismo democratico prevede un rapporto diretto fra
elettori ed eletti. Per una serie di ragioni, quel rapporto intermittente quando si tratta di eletti al Parlamento Europeo. Si
pu invocare un disinteresse della stampa, o magari il fatto che
alcuni dei provvedimenti adottati a Strasburgo acquistino efficacia legale solo dopo il recepimento da parte dei Parlamenti
nazionali, o forse sono stati i miei stessi colleghi, nelle legislature precedenti, a impostare in questo modo il rapporto con
gli elettori. Sta di fatto che per un Deputato europeo difficile
ottenere una copertura mediatica adeguata anche quando si
lavora su temi di ampio interesse. Se non c un che di scandalistico (percezione di sprechi, problemi apparentemente creati
industrie manufatti cementizi - n 18

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da una norma europea o aumento della conflittualit), i cittadini difficilmente vengono a conoscenza di quanto lavoriamo e di
quali risultati portiamo a casa. In questo quadro, le associazioni
di categoria possono costituire un anello della catena che lega
gli elettori e gli eletti: se gli elettori si imbattono in un problema la cui soluzione di competenza della politica, possono
contattare i loro eletti e passare attraverso unassociazione di
categoria permette al politico di ottenere una misura di quanto il problema sia generalizzato e non di pochi singoli! Inoltre,
lassociazione dovrebbe saper individuare lIstituzione che pi
di ogni altra abbia la capacit e la competenza di intervenire
su quel tema. Nellaltra direzione, lassociazione pu costituire
il veicolo attraverso cui gli eletti comunicano ai propri elettori i
contenuti del lavoro svolto. Poi, chiaramente, saranno i diretti interessati a decidere se una determinata decisione abbia
senso o meno, quanto sia applicabile, se risolva i problemi e, in
breve, quali capacit il politico abbia. Ebbene, a me piacerebbe
che le associazioni di categoria, e in particolar modo quelle che
rappresentano delle nicchie (settoriali o dimensionali), aiutino a
comunicare e a ristabilire quel rapporto diretto che da un lato
permette al politico di confrontarsi con la base e dallaltro permette allelettore di compiere delle scelte pi consapevoli per
migliorare la qualit dei politici e della politica.

Quali sono i prossimi appuntamenti nellagenda europea che possono interessare il nostro
settore?
Il Parlamento Europeo lavora sempre per le imprese, incluse
quelle associate ad ASSOBETON. Ci sono in cantiere molte
norme che hanno un impatto anche sulle imprese del vostro
settore, ma per la maggior parte si tratta di normative che
puntano a realizzare un mercato interno senza barriere e con
un elevato livello di concorrenza. Si parte dal presupposto secondo cui, in un vero mercato unico europeo, limpresa che fa
bene il proprio mestiere debba poter vendere in Sicilia come
in Svezia, in Portogallo come in Polonia. Il beneficio, per chi sa
lavorare, enorme: si passa da un mercato potenziale di 60
milioni di cittadini ad uno con 500 milioni. un bel salto in
avanti! Per entrare, invece, nel merito del vostro settore, io terrei
docchio le normative relative al risparmio energetico. Poich il
riscaldamento degli edifici ha un notevole impatto ambientale,
un migliore isolamento pu portare a significative riduzioni dei
principali indicatori di inquinamento. Qui entrano in gioco le
vostre imprese, a maggior ragione quelle che fanno molta innovazione. E che magari riescono anche a beneficiare di fondi per
la ricerca nei vari programmi quadro... #

Lara Comi, nata a Garbagnate Milanese il 18 febbraio 1983, si laureata in Economia delle Imprese e dei Mercati internazionali allUniversit Cattolica e si specializzata presso la Bocconi in Management dei mercati internazionali e delle Nuove
Tecnologie. Ha lavorato come Brand Manager presso la Giochi Preziosi.
Ha riportato 63.158 preferenze quando si candidata al Parlamento Europeo per il Popolo delle Libert nella Circoscrizione
Italia Nord Occidentale (Piemonte Valle dAosta Lombardia Liguria). Ricopre la carica di Vice Presidente della Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori. Siede anche nella Commissione Industria, Ricerca ed Energia, e
nelle delegazioni per i rapporti con Russia, Messico e Paesi dellAmerica Latina.
presidente delle Donne del Pdl della provincia di Varese.

n 18 - industrie manufatti cementizi

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ASSOCIATI
ASSOBETON

Denominazione

Comune Provincia

A. ZAMBETTI SRL
GORLE
BG
A.L.C.O.S. PRODUZIONI SRL LIMBIATE
MI
A.V. STRUTTURE SPA
CALVENZANO
BG
ALFA SPA PONTE SAN GIOVANNI PG
ALTAN PREFABBRICATI SPA RAMUSCELLO DI SESTO AL REGHENA PN
ANTOLINI M.C.E. SRL
SAN SISTO PG
ANTONIO BASSO SPA
TREVISO
TV
APE SPA
MONTECCHIO EMILIA RE
AREA PREFABBRICATI SPA
S. ANTONINO DI CASALGRANDE RE
AREA SPA
CORNAREDO
MI
B.C.M. LATERIZI SRL
FIESSO UMBERTIANO RO
BARACLIT SPA
BIBBIENA STAZIONE
AR
BATTILANA PREFABBRICATI SPA
CORNEDO VICENTINO
VI
BETA MANUFATTI CONGLOMERATI SRL
SPIGNO SATURNIA LT
BIANCO PREFABBRICATI SRL
MAZARA DEL VALLO
TP
BOLIS PREFABBRICATI SRL
ZOGNO
BG
BONETTI SPA
CASTENEDOLO
BS
BOTTA SRL
BRUSASCO
TO
BRANDELLERO SOLAI SRL
SAN VITO DI LEGUZZANO
VI
C.A. COSTRUZIONI ANTONIOLI DI BORMIO SRL LOVERO
SO
C.A.P.P.A. SRL
S. NICOL A TORDINO
TE
C.C.G. QUERZOLI SOC. COOP.
FORL
FC
C.E.I.S. TRADING SRL PERGINE
TN
C.M.C. SRL
MADONE
BG
C.P.C. COSTRUZIONE PREF. CEMENTO SPA
CARINI PA
CANOVA SPA
FIORENZUOLA DARDA PC
CAPPELLARI SRL POGGIO RUSCO
MN
CAPRESE SRL
SERRAVALLE PO
MN
CASITALIA SPA
SPINADESCO
CR
CASTAGNA SRL LEGNANO
MI
CAV. CESTARO GUSTAVO SRL PREGANZIOL
TV
CE.MA. CEMENTMANUFATTI SRL
FRZ. QUINTANO-CASTELLI CALEPIO
BG
CEMBRIT SPA POGGIO RENATICO
FE
CEMENTAL SPA
GENOLA
CN
CEMENTUBI SPA
GRUGLIASCO
TO
CLC SRL
CARMIGNANO DI BRENTA PD
CO.CE. SRL PRATO SESIA
NO
CO.MA.C. SRL
CALTANISSETTA
CL
CODELFA SPA
TORTONA
AL
COOPSETTE SCRL
CADELBOSCO SOPRA RE
COPREM SRL
BOTTANUCO
BG
COSTRUZIONI GENERALI BASSO CAV. ANGELO SPA POSTIOMA DI PAESE
TV
CREZZA SRL
GORDONA
SO
CSP PREFABBRICATI SPA
GHISALBA
BG
DI PAOLO PREFABBRICATI SRL PONTENURE PC
E.MA. PREFABBRICATI DI MASCAZZINI G. & C. SAS
BUSCATE
MI
ECOCEM SRL
OSIO SOTTO
BG
EDIL LECA SPA
VALVASONE PN
EDILCEMENTO SPA
GUBBIO PG
EDILFIBRO SPA
ARENA PO PV
EDILGORI SPA
ORTE
VT
EDILKAP PREFABBRICATI SPA
BARGE
CN
EDILSOLAI SPA
CESENA
FC
EDILTUBI SPA
TROFARELLO
TO
EDIMO PREFABBRICATI SRL POGGIO PICENZE
AQ
EFFEGI SPA
FERENTINO
FR
ESSE SOLAI SRL
VIVARO DI DUEVILLE
VI
EUGANEA PRECOMPRESSI SPA
TORRI DI QUARTESOLO
VI
EUROBETON SRL
SALORNO
BZ
EUROCAP SPA
CASTELLETTO MONFERRATO
AL
EUROPENTA SPA
TREZZANO SUL NAVIGLIO
MI

industrie manufatti cementizi - n 18

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ASSOBETON
ASSOBETON

Denominazione

Comune Provincia

EUROPREFABBRICATI SRL
CASTELLATO
TE
F.LLI ANELLI DI ANELLI ALVARO-BRUNO-ALBERTO E C. SNC
SANTARCANGELO DI ROMAGNA RN
F.LLI VINCI SRL
SANLURI
CA
F.M.C. PREFABBRICATI SRL
VIGEVANO PV
FANTUZ UGO SRL
GAIARINE
TV
FERRARI B.K. SPA LUGO DI GREZZANA
VR
FERRARINI SPA
VERONA
VR
FIBROTUBI SRL
BAGNOLO IN PIANO RE
FORNACE CALANDRA SRL
OTTIGLIO MONFERRATO
AL
FUMAGALLI EDILIZIA INDUSTRIALIZZATA SPA
BULCIAGO LC
G.E.D. SRL PIEVESESTINA-CESENA
FC
GARBIN PREFABBRICATI SRL
COSTABISSARA
VI
GARDONI SRL PANDINO
CR
GAZEBO SPA
GATTEO
FC
GENERALE PREFABBRICATI SPA
ELLERA PG
GERMANI FRATELLI SNC
CASALMAGGIORE
CR
GESAFIN IMMOBILIARE SPA ROMA RM
GIORNI OSCAR DI GIORNI MASSIMO & C. SNC
SANSEPOLCRO
AR
GRUPPO CENTRO NORD SPA
BELFIORE
VR
GRUPPO CI.VA. SPA IVREA
TO
GRUPPO EFFE 2 SPA ISOLA VICENTINA
VI
GRUPPO INDUSTRIALE TEGOLAIA SRL
CASIER
TV
GUERRINI PREFABBRICATI SPA
SANTHI
VC
I.CI.ENNE. SRL
AREZZO
AR
I.CO.B. SPA
CATANIA
CT
I.L.CE.V. SPA
CAVARZERE
VE
I.R.A.DEL. COSTRUZIONI SRL
GUIDIZZOLO
MN
ICEP SPA
BUCCINO
SA
IL CANTIERE SRL
FIUME VENETO PN
ILCEA SPA ROVIGO RO
IMPRESA PIZZAROTTI & C. SPA PARMA PR
IMPRESA TRE COLLI SPA
CARROSIO
AL
IN.PR.EDIL SRL
MASSERANO
BI
INDUSTRIE CEVIP SPA ROMA RM
INPES PREFABBRICATI SPA
TITO PZ
IPA PRECAST SPA
CALCINATE
BG
IPIEMME SPA
ALIFE
CE
ITALBLOK DI BERVICATO IURI & C. SAS
CAIVANO
NA
ITALCABINE SRL ISOLA RIZZA
VR
ITALSLEEPERS SPA
CATANIA
CT
ITER - COOP.VA RAVENNATE SCARL LUGO RA
LANDINI SPA
CASTELNOVO SOTTO RE
LECA SISTEMI SPA RUBBIANO DI FORNOVO - SOLIGNANO PR
LODOVICHI DOMENICO SPA
CHIUSI SCALO
SI
LOMBARDA PREFABBRICATI SPA
MONTICHIARI
BS
LOMBARDA SPA
OSIO SOTTO
BG
LPM LATERIZI PREFABBRICATI MONDOV SPA
MONDOV
CN
M.C.M. MANUF. CEMENTIZI MONTICONE SPA
ASTI
AT
M.G. PREFABBRICATI SRL
CASTELVERDE
CR
MA.CE.VI. SRL
CIVITELLA IN VAL DI CHIANA
AR
MABO PREFABBRICATI SPA
BIBBIENA STAZIONE
AR
MAGNETTI BUILDING SPA
CARVICO
BG
MAGNETTI SPA PALAZZAGO
BG
MANINI PREFABBRICATI SPA
SANTA MARIA ANGELI - ASSISI PG
MARGARITELLI SPA
TORGIANO PG
MARTINI PREFABBRICATI SPA
MEDOLE
MN
MC PREFABBRICATI SPA
CARDANO AL CAMPO
VA
MC-MANINI PREFABBRICATI SPA
SOMAGLIA LO
MCN SRL PONTE BUGGIANESE PT
MODULPAV SRL
ALATRI
FR
MORETTA PREFABBRICATI DI MORETTA G. & C. SNC LOVERO VALTELLINO
SO
MORETTI PREFABBRICATI SRL
ERBUSCO
BS
MOSER CESARE MANUFATTI IN CEMENTO SRL
ZAMBANA
TN
MOZZO PREFABBRICATI SRL
SANTA MARIA DI ZEVIO
VR
MUSILLI SPA
SAN VITTORE DEL LAZIO
FR
NICO VELO SPA
FONTANIVA PD
NUOVA ITL - ITALCONSULT LAVORI SPA
TARANTO
TA

n 18 - industrie manufatti cementizi

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94
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ASSOBETON
ASSOBETON

Denominazione

Comune Provincia

NUOVA TESI SYSTEM SRL


CASALE SUL SILE
TV
OPERE IDRICHE SPA ROMA RM
PADANA PANNELLI SPA
ACQUANEGRA SUL CHIESE
MN
PANNELLI SPA
VEROLANUOVA
BS
PAVER COSTRUZIONI SPA PIACENZA PC
PAVIBLOK SRL
SPECCHIA LE
PICCA PREFABBRICATI SPA LATINA - BORGO S. MICHELE LT
PINTO GEOM. CESIDIO & C. SAS
CASTELLANA GROTTE
BA
PIRCHER SPA
CITTIGLIO
VA
PIZZUTI PRECOMPRESSI SRL
CROTONE
KR
PIZZUTI PREFABBRICATI SRL
CROTONE
KR
PRE SYSTEM SPA
SEDEGLIANO
UD
PRECAST SPA
SEDEGLIANO
UD
PRECOMPRESSI VALSUGANA SPA
FONTANIVA PD
PREFABBRICATI CAMUNA SRL
GRATACASOLO
BS
PREFABBRICATI CARTIGLIANO SPA
TORRI DI QUARTESOLO
VI
PREFABBRICATI CIVIDINI SPA
OSIO SOPRA
BG
PREFABBRICATI DIGNANI SRL
MONTECASSIANO
MC
PREFABBRICATI FORESI SRL
MORROVALLE
MC
PREFABBRICATI LP SPA
BORGO A MOZZANO LU
PREFABBRICATI MOIOLI SPA
BAGNATICA
BG
PREFABBRICATI MORRI SRL RIMINI RN
PREFABBRICATI PARA SNC
FORL
FC
PREFABBRICATI PARMA SPA
COLORNO PR
PREFABBRICATI SGARIOTO SRL RAGUSA RG
PREFABBRICATI ZANON SRL
CITTADELLA PD
PRE-NOVA 76 DI ZANNIN FERRUCCIO E FIGLIE SRL
SEREN DEL GRAPPA
BL
PREP SRL
GUBBIO PG
PROGRESS SPA
BRESSANONE
BZ
R.C.L. SRL
GORLAGO
BG
R.P. ROBERTI & PAOLETTI SRL
FANO PU
RDB HEBEL SPA PONTENURE PC
RDB SPA PONTENURE PC
RECORD SRL
GARLASCO PV
RIVEDIL SRL RIVAROLO CANAVESE
TO
RIVOLI SPA RIVOLI VERONESE
VR
ROSSI TRANQUILLO NORD DI MASCARO GEOM. T. & C. SAS
MANTOVA
MN
S.E.P. SOCIET EMILIANA PREFABBRICATI SRL
ZOLA PREDOSA
BO
S.I.P.A. SPA
BENEVENTO
BN
S.I.P.C. SOLAI VARESE SRL
VIGNATE
MI
S.I.P.E. SPA
VICENZA
VI
SANTINELLO COSTRUZIONI SPA
CASELLE DI SELVAZZANO PD
SAR COSTRUZIONI PREFABBRICATE SRL
CASTIGLIONE DELLE STIVIERE
MN
SCALA PREFABBRICATI SRL
VERONA
VR
SEIEFFE PREFABBRICATI SPA
BONEA
BN
SELCE SPA
MONSELICE PD
SENINI SPA
NOVAGLI MONTICHIARI
BS
SERIO PREFABBRICATI SRL ROMANO DI LOMBARDIA
BG
SICAP SPA - DIVISIONE CEMENTISTI
FORL
FC
SICEP SPA
BELPASSO
CT
SICEP SRL
VERONA
VR
SOCIET ITALIANA LASTRE SPA
VEROLANUOVA
BS
SOL.PRE.A SRL
VELLETRI RM
SOLAI VILLA SRL
TURBIGO
MI
SPAV PREFABBRICATI SPA
MARTIGNACCO
UD
SPEZIA PREFABBRICATI SRL
MEDOLE
MN
STAI PREFABBRICATI SRL
ACQUANEGRA SUL CHIESE
MN
STERCHELE SPA ISOLA VICENTINA
VI
STV CASTIGLIONI SRL INDUNO OLONA
VA
STYL-COMP SPA
ZANICA
BG
SUD SOLAI SAS RENDE
CS
SUMMANIA BETON SRL
ZAN
VI
SUPERSOLAIO SRL
BARGNANO DI CORZANO
BS
SUPERTRAVET SPA
CAGLIARI
CA
TAV SOLAI DI IVANO BOSCAGLI & C.SNC
ASCIANO
SI
TCT SRL
BRINDISI
BR
TECNOCOMPONENTI SPA
FIESSE
BS

industrie manufatti cementizi - n 18

Assobeton informa
ASSOBETON
ASSOBETON

Denominazione

Comune Provincia

TIDONA PREFABBRICATI SRL RAGUSA RG


TMC BERARDO SRL
BUSCA
CN
TRAVERSUD SRL
MELFI PZ
TRAVI MILANO SRL
MILANO
MI
TRE C PREFABBRICATI IN CEMENTO DI CONTU PASQUALINO & C. SNC
OROSEI
NU
TRUZZI SPA CON UNICO SOCIO POGGIO RUSCO
MN
UNIBLOC SRL POGGIBONSI
SI
V.M.C. - VENETA MANUFATTI IN CEMENTO SRL - UNIPERSONALE RESANA
TV
VEGA PREFABBRICATI SRL
CONTROGUERRA
TE
VIANINI INDUSTRIA SPA ROMA RM
VIBROCEMENTI LAQUILA SRL LAQUILA
AQ
VIBROCENTRO SRL
S. RUFINA DI CITTADUCALE RI
VIBROTEK SRL
FAGGIANO
TA
ZANETTI SRL
CAPRINO VERONESE
VR
ZECCA PREFABBRICATI SPA
COSIO VALTELLINO
SO
ZECCA SUD PREFABBRICATI SRL
CASTELLALTO
TE

SOCI AGGREGATI
ASSOBETON

Denominazione

Comune Provincia

ABICERT SAS DI BIANCO A & C.


ORTONA
CH
AITE - ASSOCIAZIONE ITALIANA TRASPORTI ECCEZIONALI RIVOLI
TO
ATECAP ROMA RM
BASF CC ITALIA SPA
TREVISO
TV
CHRYSO ITALIA SPA LALLIO
BG
CMF SYSTEM SRL
CALVAGESE D/RIVIERA
BS
COLLE SPA LENTIAI
BL
DLC SRL
MILANO
MI
ECORATIO B.V. ROTTERDAM
NL
EDILMAFER SRL
SETTIMO MILANESE
MI
EDILMATIC SRL PEGOGNAGA
MN
EISEKO COMPUTERS SRL
SAN MARTINO BUON ALBERGO
VR
ENTE AUTONOMO PER LE FIERE DI VERONA
VERONA
VR
GENERAL ADMIXTURES SPA PONZANO VENETO
TV
GL LOCATELLI SRL
TURATE
CO
HALFEN SRL
BERGAMO
BG
HARPACEAS SRL
MILANO
MI
I.B.I. INDUSTRIE BLOCCHIERE ITALIANE SPA
MILANO
MI
LE OFFICINE RIUNITE - UDINE SPA
BASALDELLA DI CAMPOFORMIDO
UD
MAPEI SPA
MILANO
MI
MARCANTONINI SRL PASSAGGIO DI BETTONA PG
OFF. MECC. MAFFIOLETTI DARIO SRL
BRUSAPORTO
BG
OFFICINE MECCANICHE GALLETTI O.M.G. SRL PONTE VALLECEPPI PG
PEIKKO ITALIA SRL
MILANO
MI
PLASTYBETON SRL
MARENO DI PIAVE
TV
RUREDIL SPA
SAN DONATO MILANESE
MI
S.F. SISTEMI FOGNARI SCARL ROMA RM
SIDERURGICA LATINA MARTIN - S.L.M. SPA
CEPRANO
FR
TECNOGRIP SRL
ALPIGNANO
TO
W.R. GRACE ITALIANA SPA PASSIRANA DI RHO
MI
XELLA ITALIA SRL
GRASSOBBIO
BG

n 18 - industrie manufatti cementizi

95
95

focus 2011
Nel 2011 Industrie Manufatti Cementizi dedica in ogni numero uno spazio
allapprofondimento di alcuni temi che interessa da vicino il comparto
della prefabbricazione, con articoli di analisi tecnica, normativa e di mercato,
per fornire al lettore unampia panoramica e, al tempo stesso,
un dettaglio sugli aspetti pi interessanti ed innovativi.

su questo

numero

Sostenibilit ed edilizia
industrializzata in calcestruzzo:
isolamento, sistemi integrati
ed efficienza energetica

ASSOBETON
Organo Ufficiale

giugno

La progettazione:
software, sistemi e componenti
per le strutture prefabbricate

n.20 settembre
La produzione
di manufatti cementizi

n.21

dicembre

Architettura ed edilizia
industrializzata in calcestruzzo

Spedizione in abbonamento postale - Tabelle B - (Tassa riscossa) - autorizzazione rilasciata a IMREADY SRL - N. 881 del 06.02.08 della Direzione Generale PP.TT. della Rep. S. Marino

n.19

Progettare e produrre
con un processo industrializzato

CONFINDUSTRIA

FOCUS 2011

2011

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Impianto tipo: Premix 5 con riciclaggio
Produzione: 120 mc/h

COLABETON S.p.A.
Cologne Bresciano (BS)
Impianto tipo: Premix 5
Produzione: 120 mc/h

MOSOLE CALCESTRUZZI S.r.l.


Camponogara (VE)
Impianto tipo: Duplex 6
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