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Anno IV n.

2 - marzo/aprile 2008

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per ogni occasione

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Organo Ufficiale di ASSOBETON

CONFINDUSTRIA

PRIMO PIANO

XIII Congresso Nazionale ASSOBETON


"La prefabbricazione nella citt del futuro"

2008

STUDI E RICERCHE

Analisi sperimentale di connessione fra elementi


prefabbricati di impalcato

DALLUNIVERSIT

Intervista a Giovanni Plizzari


Intervista a Giuseppe Carlo Marano

INSERTI

Sicurezza nel montaggio e nella movimentazione


degli elementi prefabbricati in calcestruzzo

TECNOLOGIA

Calcestruzzo in pratica:
durabilit

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problematiche tipiche della
prefabbricazione e per dare
un forte contributo
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26-01-2005

Editoriale

LEditoriale
del Presidente

Appuntamento
a Baveno!

l ruolo della prefabbricazione nella


citt del futuro: questo il tema
centrale del prossimo Congresso Nazionale ASSOBETON, giunto ormai alla
sua XIII edizione.
I segni del cambiamento in atto sono a
tutti evidenti ed in questo senso credo
di interpretare un sentimento comune
nellaffermare che il ruolo della prefabbricazione nella citt del futuro sar
cer tamente differente da quello attuale:
ci che non sappiamo , invece, come e
verso quali direzioni esso evolver ed a
quali risultati approder.
Gi a Siena, due anni or sono, parlammo dei cambiamenti che si stanno manifestando sul fronte delloffer ta, quali
soprattutto i processi di aggregazione
e di concentrazione: sono i fatti a confermare che questo fenomeno non
solo divenuto sempre pi attuale, ma
che il processo in atto , per cos dire,
irreversibile.
I fronti del cambiamento non si limitano
per solo a tale profilo: almeno due
sono, infatti, gli aspetti cruciali sui quali,
a mio parere, necessario focalizzare
la nostra attenzione, dedicandovi il programma del Congresso di Baveno.
Il primo, che sar oggetto del dibattito

nella sessione privata di gioved 22 maggio, quello realtivo al cambiamento


del contesto normativo, tema di straordinaria impor tanza in considerazione
dellentit del cambiamento a cui stiamo
assistendo.
Volendo procedere per classificazioni,
definirei come passivo questo fenomeno, in quanto le nostre aziende non
potranno fare altro che adeguar visi
evitando di farsi trovare impreparate al
sopraggiungere delle varie scadenze, in
par te gi in vigore, in par te attese - anche se lAssociazione stata tuttaltro
che passiva nel seguire e contribuire al
formarsi delle nuove norme.
Obiettivi della prima sessione del 22
maggio sono: fornire ai prefabbricatori
un vademecum di sintesi che faccia loro
capire ove sia indispensabile oggi rivolgere la propria attenzione per non farsi
cogliere di sorpresa dagli appuntamenti
impor tanti e, secondariamente, affermare senza alcuna ambiguit che lAssociazione si sta battendo per suppor tare un
mercato responsabile, ove il rispetto
delle regole e la ricerca della qualit
sono alla base della concorrenza tra
imprese tanto pi nei momenti, come
lattuale, di grande tensione.
Il secondo aspetto, che sar oggetto
del dibattito congressuale venerd 23
maggio, riguarda, invece, il tema di come i prefabbricatori dovrebbero porsi
nei confronti delle oppor tunit offer te
dal consistente mercato italiano delle
costruzioni e di quali potrebbero essere
le modalit pi proficue nel relazionarsi
con gli attori che prendono par te al
processo che por ta alla realizzazione di
unopera, dalla sua ideazione alla costruzione. Parleremo quindi di come essere
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proattivi allinterno di questo mercato,


di come riuscire ad affermare ed estendere lambito della prefabbricazione fino
a ricomprender vi prodotti diversi da
quelli tradizionali.
Porremo e ci porremo, quindi, linterrogativo se il mondo della prefabbricazione, alla luce delle norme tecniche
sempre pi stringenti e dei numerosi ed
accresciuti criteri di sicurezza nei cantieri, tema vieppi presente nellagenda dei
governi, ne esca sminuito nelle proprie
potenzialit ovvero arricchito in termini
di oppor tunit di sviluppo.
Personalmente sono ottimista e la risposta allinterrogativo di cui sopra, a
mio modo di vedere, evidentemente
la seconda. Ci non significa, ovviamente, che il percorso sia semplice e privo di
insidie, in quanto si tratta di raggiungere
il tuttaltro che facile obiettivo di orientare il processo decisionale dellintera
filiera verso opere di rilevante valore
che trovino appunto nella prefabbricazione non solo la risposta pi efficiente
per garantire le prestazioni, la durata e
la sostenibilit previste dal progetto, ma
anche e soprattutto la risposta pi conveniente dal punto di vista economico
e sociale.
Sono cer to che i temi sopra illustrati, vista la loro rilevanza per lintero
compar to, stimoleranno unanimata discussione, arricchendo di nuovi spunti
e di nuove prospettive la riflessione di
coloro che, mi auguro numerosi, decideranno di inter venire.
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(Renzo Bullo)

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leDitoriAle Del PresiDente


di Renzo Bullo

il commento Del Direttore


di Maurizio Grandi

Primo PiAno

XIII Congresso Nazionale ASSOBETON


"La prefabbricazione nella citt del futuro"
di Andrea Dari

stuDi e ricerche

Analisi sperimentale di connessione fra elementi prefabbricati di impalcato


di Fabio Biondini, Giandomenico Toniolo e Carla L. Zenti

DAlluniversit

Intervista a Giovanni Plizzari


Intervista a Giuseppe Carlo Marano
di Andrea Dari

inserti

Sicurezza nel montaggio e nella movimentazione degli elementi prefabbricati in calcestruzzo


di Carlo Schiatti

tecnologiA

Calcestruzzo in pratica: durabilit


di Gianni Bebi

AttuAlit

Uso degli inserti per calcestruzzo in conformit alle normative vigenti


di Roberto Ragozzini

Assobeton

Osservatorio Previsionale ASSOBETON

Assobeton

Progetto di ricerca SAFECAST

Assobeton

Sezione blocchi e pavimenti

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Assobeton

CD Manufatti Cementizi

PubblicAzioni Assobeton

come AssociArsi

elenco soci

IndustrIe ManufattI CeMentIzI


Bimestrale - n. 2/2008
dIrettore responsabIle
Andrea Dari
dIrettore edItorIale
Maurizio Grandi
CoMItato dI redazIone
Renzo Bullo, Giorgio Fontana,
Maurizio Grandi, Alessandra Biloni,
Andrea Dari, Patrizia Ricci
segreterIa edItorIale
Alessandra Biloni

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Via Giacomo Zanella, 36
20133 Milano
Tel. 02.70100168 Fax 02.7490140
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segreterIa dI redazIone
Patrizia Ricci

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Studiostampa sa

redazIone
Stefania Alessandrini, Alessandra Biloni,
Andrea Dari, Patrizia Ricci, Susanna Tontini
Strada Cardio, 4 47891 Galazzano RSM
Tel. 0549.909090 Fax 0549.909096
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CondIzIonI dI abbonaMento
Il prezzo di abbonamento per lanno 2008
(5 numeri) di 26.
Il prezzo di una copia di 10,50.
Il prezzo di una copia arretrata di 12,50.
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Segreteria di Stato Affari Interni Prot. n. 73/75/2008
del 15/01/2008.
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San Marino
tuttI I dIrIttI rIservatI
vietata la riproduzione, anche parziale, del materiale
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alleditore manlevando questultimo da ogni eventuale richiesta di risarcimento danni proveniente da terzi
che dovessero rivendicare diritti su tali contenuti.

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Editoriale

Il Commento
del Direttore

ASSOBETON:
i numeri del 2007

n anno, il 2007, complesso da leggere per


quanto concerne il mercato della prefabbricazione in Italia: questa la sintesi dei dati
presentati alla stampa il 26 marzo scorso da ASSOBETON, alla presenza di quattordici giornalisti in
rappresentanza di oltre 30 testate tecniche oltre a
Il Sole 24 Ore con Edilizia eTerritorio, come testata
economica.
Se il mercato delle costruzioni mostra, da fonte Cresme, con la sola eccezione del settore residenziale,
la fine tendenziale di un periodo di contrazione del
valore del costruito e linizio di una sia pur leggera
espansione, il comparto della prefabbricazione non
cos semplice da descrivere.
La nostra realt, infatti, decisamente differenziata tra aree geografiche - il sud e le isole in
generale sono pi dinamiche del nord, che per
rappresenta di gran lunga il maggior bacino di
mercato, e un nord a sua volta articolato tra
nord est, pi sofferente, e nord ovest - e tipologie di prodotti ove le strutture, di gran lunga
le pi significativie in termini di volumi, tutto
sommato confermano landamento del 2006,
mentre altri prodotti soffrono (armamenti ferroviari e solai) ed altri, invece, si espandono come
i blocchi e pavimenti.
Contestualmente, ASSOBETON ha anche presentato alla stampa i risultati dellanalisi condotta sui
bilanci di un centinaio di imprese associate, ovvia-

mente relativi alle gestioni del 2006 comparate con


quelle del 2005.
Pi lineari i dati desunti: a fronte di un incremento
dei volumi di affari di qualche punto percentuale,
emersa chiaramente una generalizzata e consistente contrazione della marginalit e quindi dei
profitti aziendali. Fenomeno, questo, iniziato nel
biennio 2003 2004 e che ha caratterizzato, con
una brusca inversione, la fine del ciclo espansivo
precedente.
Infine, il calo della redditivit, che stimiamo essersi
protratta anche nel corso del 2007, ha colpito maggiormente le imprese con volume daffari inferiore
ai 30 milioni di euro pi di quanto abbia toccato
quelle di dimensioni maggiori.
Due le cosiderazioni, per concludere.
La prima relativa alla grande attenzione prestata
dalla stampa specializzata a questa inedita uscita
pubblica e lopportunit, emersa durante il dibattito,
di chiarire ai nostri interlocutori esterni non solo la
complessit dei dati del comparto rilevati, ma anche
le numerose tipologie di produzione non sempre
immediatamente e cos facilmente riconducibili al
settore della prefabbricazione: limportanza, cio
di dare al mercato informazioni pi chiare su chi
siamo e che cosa rappresentiamo nel panorama
delleconomia nazionale.
La seconda limportanza, proprio alla luce dei
dati elaborati, di disporre di uno strumento che
sappia sempre pi cogliere le dinamiche interne al
comparto ivi compreso il fattore stagionale, ancora non emerso per limpossibilit, al momento, di
confrontare tra loro due interi anni di rilevamenti
comparto che, in futuro, andr probabilmente nella
direzione di unulteriore maggiore complessit.
Credo che sia difficile per chiunque interrogarsi sul
futuro senza poter leggere o interpretare ci che il
passato ci racconta in modo pi o meno palese.
(Maurizio Grandi)

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Gli autori su questo numero

Gianni Bebi
Tecnologo del calcestruzzo

Fabio Biondini
Professore Associato
Dipartimento di Ingegneria Strutturale
Politecnico di Milano
biondini@stru.polimi.it

Massimo Bocciolini
Unical SpA
mbocciolini@buzziunicem.it

Antonella Colombo
Libero professionista in Varese
Consulente ASSOBETON
a.colombo@assobeton.it

Giuseppe Mancini
Professore Ordinario
Dipartimento di Ingegneria
Strutturale Politecnico di Torino
giuseppe.mancini@polito.it

Carlo Schiatti
Libero professionista in Arezzo
Gruppo Inserti ASSOBETON

Giandomenico Toniolo
Professore Ordinario
Dipartimento di Ingegneria
Strutturale Politecnico di Milano
toniolo@stru.polimi.it

Carla L. Zenti
Assegnista di ricerca
Dipartimento di Ingegneria
Strutturale Politecnico di Milano
zenti@stru.polimi.it

Andrea Dari

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XIII Congresso
Nazionale
ASSOBETON
La prefabbricazione
nella citt del futuro
Baveno, 22-23 maggio 2008
Il 22 e 23 maggio 2008
si terr la tredicesima
edizione del Congresso Nazionale ASSOBETON, appuntamento
chiave per la nostra Associazione e, da sempre,
occasione di incontro e di
confronto tra gli Associati,
i vertici dellAssociazione,
la stampa e le aziende del
settore interessate alle
tematiche dellevento.
Lappuntamento fissato
per questanno sul lago
Maggiore, a Baveno
(VB), localit congressuale e turistica, che si affaccia
sulle splendide isole Borromee.
Sar il Grand Hotel
Dino la cui struttura
e il cui parco sono situati
proprio sulle rive del lago
ad ospitare i lavori e le
numerose iniziative programmate.
Levento, il cui filo conduttore sar La
prefabbricazione nella citt del
futuro, si articoler su due giornate,

dedicate rispettivamente alle attivit delle


Sezioni di ASSOBETON e al Convegno
conclusivo, che, come sempre, richiamer esperti e personalit da tutta Italia.
La prima giornata gioved 22 maggio
vedr lo svolgimento dellAssemblea
Generale dellAssociazione con il rinnovo
della Giunta, del Collegio dei Revisori
Contabili e del Collegio dei Probiviri per
continuare, nel pomeriggio, con incontri
tecnici che affronteranno in modo preciso e puntuale il complesso panorama
normativo in sensibile trasformazione e di
grande impatto sullattivit delle imprese.
La tematica principale di questa edizione per quanto riguarda la sessione
pubblica del 23 maggio verter, invece,
sugli scenari futuri della prefabbricazione, analizzando i vantaggi intrinseci della
nostra tecnologia sotto differenti aspetti.
Prenderanno parte al dibattito le principali figure della filiera delle costruzioni
che analizzeranno le logiche e le scelte
che portano alla realizzazione di unopera
nelle sue varie fasi.
Lincontro fissato per il 22-23 maggio, a
Baveno (VB), al Grand Hotel Dino.
Tutte le informazioni sul Congresso
sono disponibili sul sito: www.congressoassobeton.it
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Programma del Congresso


GIOVED

22

MAGGIO

09.00

Registrazione dei partecipanti

10.45

Conferenza stampa

11.30

Saluto del Presidente, delle Autorit e apertura del Congresso

11.45

Assemblea Generale

13.00

Buffet Lunch
Sessioni Private

14.30

Responsabilit ed obblighi nellesecuzione dei


lavori: un mondo in rapida evoluzione.
Sicurezza, salute e norme tecniche

16.15

Coffee Break

18.00

Sezione Traverse
Assemblea

19.00

Chiusura lavori

20.30

Aperitivo

21.00

Cena e assegnazione del Premio Egisto Camerini

Sezione Tubi a Bassa


Pressione
Dichiarazione Ambientale
di Prodotto: un moderno
strumento di marketing

Sezione Blocchi e
Sezione
Pavimenti
Fibrocemento
Assemblea
Commissione
Esecutiva

Sezione Solai e Doppia Lastra


Assemblea

GIOVED

23

MAGGIO

La Prefabbricazione nella citt del futuro


09.00

- Introduzione del Presidente


- La nascita dellidea progettuale
- Lidea prende forma: target di qualit e prestazioni
- Dallidea al progetto

11.00

Coffee Break
- La citt del futuro
- La gestione del cantiere: uneredit per il futuro ed una responsabilit sociale nel presente
- Tavola ro tonda

13.30

Buffet Lunch

Intervengono:
Renzo Bullo (Presidente ASSOBETON)
Giancarlo Ius (Vice Presidente UIA)
Alberto Iori (Pirelli RE)
Alfonso Femia (Studio di Architettura Femia Peluffo)
Enrico Dassori (Universit degli Studi di Genova)
Salvatore Patti (Studio Patti De Tilla)

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MARCATURA CE

ELEMENTI PREFABBRICATI

Siete a conoscenza delle


scadenze di legge?
Siete a conoscenza degli
adempimenti previsti?
Siete a conoscenza dellattivit
ASSOBETON in questo ambito?
Lobbligo della Marcatura CE per molti dei nostri prodotti
gi in vigore. I prodotti che non esibiscono il marchio
CE, ove obbligatorio, non possono essere immessi sul
mercato.
Nel corso del 2008 diverr obbligatoria la Marcatura CE
di diversi prodotti prefabbricati strutturali.
Per informazioni:
aSSoBeTon ing. alessandra ronchetti
Tel. 02.70100168 int. 216 e-mail: a.ronchetti@assobeton.it

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S t u d i

r i c e rc h e

Dagli atti del 24 Convegno Nazionale AICAP Salerno, 4 - 6 ottobre 2007

Dagli atti del 24 Convegno Nazionale AICAP


Salerno, 4 - 6 ottobre 2007

Analisi sperimentale
di connessione
fra elementi
prefabbricati
di impalcato
di Fabio Biondini, Giandomenico Toniolo, Carla L. Zenti

SOMMARIO
La memoria si colloca nellambito di una
ricerca finalizzata allo studio del comportamento dei nodi e delle unioni delle
strutture prefabbricate con lobiettivo di
dare pratica applicazione ai criteri di duttilit e di gerarchia delle resistenze che
le nuove norme sismiche introducono
sistematicamente.
La ricerca fa riferimento alla larga gamma
delle unioni prevalentemente a secco
realizzate con dispositivi meccanici nella
maggior parte delle costruzioni prefabbricate e prevede una ampia campagna
sperimentale volta a caratterizzarne le
prestazioni sismiche.
La memoria descrive il programma sperimentale attualmente in corso ed i primi
risultati ottenuti con specifico riferimento al caso delle unioni trave-tegolo.

1. INTRODUZIONE
Le costruzioni prefabbricate hanno una
larghissima diffusione e rappresentano, per alcune tipologie di edifici, un
cospicuo patrimonio edilizio. Nel settore
degli edifici industriali (prevalentemente
monopiano), la soluzione con struttura
prefabbricata costituisce pi dell80 %
del totale e ora anche per gli edifici pluripiano con destinazione prevalentemente
commerciale la soluzione prefabbricata
si va sempre pi imponendo.
Per avere unidea della diffusione delle
costruzioni prefabbricate basti pensare
che nel solo anno 2002 sono stati realizzati circa 20 milioni di mq di orizzontamenti prefabbricati. Nel complesso
lindustria italiana della prefabbricazione
vede attive circa 500 aziende con un
totale di circa 20000 addetti. Questi dati
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nuo
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indicano la rilevanza sociale ed economica della ricerca: sociale in quanto riguarda il primario aspetto della protezione
civile (salvaguardia delle vite umane) in
occasione di terremoti; economica in
quanto si riferisce ad un importante settore dellindustria nazionale.
Da questa industria emerge il forte interesse per la completa ed organica soluzione dei problemi della progettazione
sismica riferita appunto alle strutture
prefabbricate.
Gi molti aspetti di questa progettazione sono stati indagati con ricerche su
scala nazionale ed europea, [1], [4], [15],
suppor tate dallassociazione nazionale
di categoria o da singole aziende del
settore.
Cos lanalisi dellassieme strutturale, la
valutazione delle sue risorse di duttilit
e della conseguente capacit dissipativa
sotto azione sismica, il corretto calcolo
dei principali elementi (travi, pilastri, ecc.)
sono stati messi a punto con indagini sperimentali e teoriche [3], [5] che portate
in sede CEN hanno contribuito alla corretta redazione del nuovo Eurocodice 8
[9]. Manca ora laspetto chiave costituito
dal comportamento dei collegamenti fra
gli elementi prefabbricati.
I risultati dello studio di questo comportamento porter ad una immediata
ricaduta industriale orientando la pratica
progettazione degli uffici tecnici delle
aziende.
Lindustria stessa della prefabbricazione
mostra il suo pieno interesse offrendo,
attraverso la sua associazione di categoria Assobeton, una base finanziaria per
contratti di ricerca con enti universitari,
garantendo anche il supporto delle sue
competenze professionali e la fornitura
dei campioni per la sperimentazione. Ma
il principale supporto viene dal Progetto
triennale 2005/2008 DPC/RELUIS,
Valutazione e riduzione della vulnerabilit di edifici esistenti, nel quale la ricerca
stata inserita come parte del Task 9
Prefabbricazione Linea 2 calcestruzzo
armato.
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Il consorzio degli enti coinvolti nella ricerca cos composto:


4 Politecnico di Milano;
4 Universit di Bergamo;
4 Universit di Bologna;
4 Universit di Firenze;
4 Universit di Molise;
4 Universit di Napoli;
4 Universit di Pisa;
4 Sezione Strutture di Assobeton.
Il lavoro coordinato dal prof. Giandomenico Toniolo.
La ricerca si pone lobiettivo di dare
una risposta alla necessit ampiamente
sentita di una soluzione scientificamente
completa circa i problemi della progettazione dei nodi e delle unioni delle strutture prefabbricate, dando pratica applicazione ai criteri di duttilit e di gerarchia
delle resistenze (capacity design) [2] che
le nuove norme sismiche introducono
sistematicamente.
Si tratta dellaspetto fondamentale che
governa e condiziona il comportamento
sismico delle costruzioni prefabbricate.
Posto che i singoli elementi, come pilastri, travi e solai, vengano correttamente
progettati in base agli aggiornati criteri
dellIngegneria sismica, lesito della progettazione stessa in termini di affidabilit della
sicurezza resta giustificato solo se vengono compiutamente risolti tutti i complementari aspetti del comportamento
strutturale dassieme che dipendono dal
corretto funzionamento delle connessioni e dal loro efficace posizionamento.
Oltre a garantire la resistenza delle connessioni stesse prevenendo ogni loro possibile rottura fragile precoce, si dovranno
considerare le componenti secondarie
di sforzo indotte negli elementi portanti,
come le travi, dalle diverse eccentricit
tra elementi e vincoli, attraverso anche
il funzionamento a diaframma di solai e
copertura [10].
Si dovranno dunque approfondire questi
importanti aspetti che riguardano i punti
chiave per i quali passano le azioni che
consentono il pieno esplicarsi delle risorse di duttilit della struttura.

La ricerca si riferisce alla larga gamma


delle unioni prevalentemente a secco
realizzate con dispositivi meccanici nella
maggior par te delle costruzioni prefabbricate. Non vengono comprese le
unioni con getti integrativi in opera n i
dispositivi di isolamento e smorzamento
sismico.
La presente memoria richiama le varie
tipologie di connessione oggetto della
ricerca e, con specifico riferimento al
caso delle unioni trave-tegolo, descrive il
programma sperimentale attualmente in
corso ed i primi risultati ottenuti.
2.TIPOLOGIA DELLE UNIONI
La ricerca si propone di esaminare le pi
diffuse tipologie di connessione con riferimento ai principali ordini di unioni presenti in una struttura prefabbricata, valutando in primo luogo i livelli di resistenza
e duttilit nel loro tipico funzionamento
ed i parametri di rigidezza necessari per
la loro rappresentazione nellambito dei
modelli globali di analisi strutturale.
Per queste valutazioni si fa uso principalmente dellapproccio sperimentale con
prove cicliche su prototipi rappresentativi dei particolari locali delle strutture.
Vengono preliminarmente stabiliti dei
protocolli di prova, con definizione degli
assetti, delle storie di carico e dei parametri valutativi delle risposte, in modo
da ottenere risultati quanto pi generali possibile e coerenti con i metodi
dellanalisi strutturale.
Il primo ordine si riferisce alle unioni reciproche tra elementi di solaio (o copertura)
e, nel comportamento sismico del complesso strutturale, riguarda la fondamentale azione diaframma del solaio stesso
grazie alla quale le forze inerziali vengono
ripar tite sui diversi elementi ver ticali
resistenti, assicurando nel contempo una
risposta globale uniforme e coerente.
In questo ambito si considerano solai e
coperture con elementi affiancati, uniti
con connessioni puntuali fatte di profilati
metallici e saldature, senza getti di completamento in opera, dove vari tipi di
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elementi sono impiegati come i classici


pannelli nervati.
Il secondo ordine si riferisce alle unioni
tra elementi di solaio e travi portanti, unioni che forniscono i vincoli perimetrali del
diaframma di piano nel suo comportamento sotto azione sismica. Verranno
sperimentati i classici tipi di unioni meccaniche fatte di dispositivi metallici variamente ancorati nelle parti.
Questa tipologia riguarda tutti i tipi di
solaio e copertura, sia quelli con elementi affiancati solidarizzati da una soletta
gettata in opera o reciprocamente collegati con connessioni puntuali, sia quelli di
copertura distanziati dallinterposizione
di e lementi cechi o trasparenti.
Il terzo ordine si riferisce alle unioni tra
trave e pilastro, unioni realizzate da coppie di barre passanti o altri dispositivi
che devono garantire il funzionamento a
cerniera nella direzione della trave ed il
funzionamento ad incastro nella direzione ortogonale.
Se nel complesso il comportamento di
una tale connessione appare scontato,
restano da esaminare nel dettaglio i particolari dellappoggio necessari per consentire sia unarticolazione senza danni
della cerniera al livello del terremoto
frequente sia una adeguata resistenza
sotto lazione combinata delle due componenti ortogonali del sisma al livello del
terremoto raro.
Un quarto ordine si riferisce alle unioni
tra segmenti di pilastro o tra pilastro e
fondazione realizzate con connessioni
per aderenza delle armature allinterno
di manicotti riempiti in opera con malta.
Queste unioni rappresentano una utile
alternativa quando le grandi dimensioni
dei pilastri creano problemi di trasporto
alle altre tradizionali soluzioni (monolitiche a tutta altezza su plinti a pozzetto).
La sperimentazione deve mettere in
luce le propriet derivanti dalladerenza
potenziata nellancoraggio delle barre.
Un quinto ordine di unioni si riferisce agli
attacchi dei pannelli di tamponamento alla
struttura, attacchi che devono garantire la
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per il necessario adeguamento ai requisiti del corretto comportamento sismico.


Non vengono invece considerate le unioni tra pilastro e fondazione nella tradizionale soluzione dei plinti a pozzetto che
trovano un perfetto compor tamento
monolitico, ormai pienamente comprovato dalla lunga esperienza applicativa e
sperimentale.

Figura 1 Prova preliminare tipo push-over.

Figura 2 Prova ciclica: storia di spostamento.

stabilit dei pannelli stessi, ma soprattutto


consentire i grandi scorrimenti di piano
attesi sotto azione sismica. La limitazione
D 1% assegnata a tale scorrimento
dalle competenti norme subordinato
infatti al coerente progetto delle connessioni in questione.
Per questo ordine di unioni si vogliono
esaminare i tipi di connettori attualmente in commercio, verificandone il comportamento per via sperimentale con
riserva di eventuali interventi modificativi

3. SPERIMENTAZIONE
Nel programma sperimentale descritto
nel seguito si considerano le unioni del
secondo ordine e, nello specifico, si analizzano le unioni tegolo-trave.
Obiettivo della sperimentazione quello
di ottenere risultati che permettano la
caratterizzazione delle risorse di duttilit degli elementi di connessione per
rendere poi possibile la loro corretta
rappresentazione allinterno dei modelli
di analisi.
3.1 Programma di prova
La verifica sperimentale delle risorse di
duttilit di un elemento strutturale sotto
azioni alterne, come possono essere
quelle di un sisma, richiede lopportuna
definizione della storia di carico.
La prima fase del programma sperimentale prevede una prova preliminare
di tipo push-over (Figura 1) al fine di
determinare i parametri caratteristici di
snervamento dy e Fy e quelli di rottura
du e Fu. Tale prova permette di ricavare i
parametri necessari alla corretta calibrazione delle prove cicliche.
Al fine di rappresentare significativamente le risorse intrinseche di un elemento
sotto azione sismica, si impongono assegnati cicli di spostamento registrando le
risposte in termini di curve forza-spostamento e deducendo da queste alcuni
parametri che quantificano la prestazione del prototipo sperimentato.
Diversi criteri possono essere assunti
per la scelta dei cicli di carico. Durante
un sisma, lesperienza ha mostrato un
numero limitato di scosse violente. Convenzionalmente ci si pu riferire ad un
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numero di cicli pari a 3, rilevando a tale


limite la caduta relativa di resistenza con:
H H3
(1)
= 1
H1
essendo H1 la forza massima rilevata al
primo ciclo di carico ed H3 quella rilevata al terzo ciclo (Figura 2). Eseguendo la
prova in controllo di spostamento i primi
3 cicli vengono effettuati sul valore di
snervamento ricavato dalla prova pushover. Ai successivi cicli, sempre a serie
di 3, viene applicato un incremento di
carico pari a:
1
(2)
dy
4
sino a portare a rottura il campione.
Le prove cicliche forniscono direttamente le curve forza-spostamento del tipo di
quelle riportate in Figura 3.a. Da queste
si ottengono le informazioni relative al
degrado di resistenza ed alla capacit dissipativa. La Figura 3.b mostra il diagram$

r i c e rch e

21

ma dellenergia dissipata U, calcolata per


i semicicli successivi di Figura 3.a. Nella
Figura 3.b si mostra anche come un pi
significativo valore della capacit dissipativa di un elemento pu essere ottenuto
rapportando i valori sperimentali U a
quelli teorici U0 associati ad un ciclo
elastico perfettamente plastico. Come
si deduce dalla Figura 3.c, lenergia di un
semiciclo di questo modello data da:

U 0  2 d d y H

(3)

3.2 Impianto di prova


Da una prova sperimentale possibile
valutare correttamente gli aspetti legati
al comportamento dei connettori coinvolti. Pi difficile invece simulare le
condizioni al contorno che si incontrano
nella reale situazione di esercizio. evidente quindi la necessit di progettare
limpianto sperimentale in modo che la
situazione di prova ricalchi il pi possibile

a)

c)

b)

Figura 3 Prova ciclica: a) cicli forza-spostamento; b) energia dissipata nei semicicli; c) modello
di ciclo elastico-plastico.
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Figura 4 Piastra di ancoraggio dellimpianto


di prova.

le condizioni al contorno originali, al fine


di permettere la formazione indisturbata
dei meccanismi di rottura, senza interferenze con i contrasti o i supporti necessari allo svolgimento della prova.
Le prove vengono eseguite presso il
Dipartimento di Ingegneria Strutturale
del Politecnico di Milano, nel complesso
del Laboratorio Prove Materiali. Lo spazio per le prove su elementi strutturali al
vero dotato di un pavimento di spessore 1,5 m sul quale previsto un sistema
di ancoraggio costituito da una maglia
di triangoli equilateri (Figura 4). Su tale
maglia stato studiato limpianto della
prova longitudinale e di quella trasversale delle connessioni tegolo-trave.
Nello schema di Figura 5, in cui
mostrato limpianto della prova ciclica
longitudinale, si possono distinguere
due travi ancorate al pavimento a cui
collegato un segmento di tegolo di
lunghezza 160 cm.
Le connessioni previste sono 4 per ogni
segmento di tegolo e verranno installate
e successivamente sollecitate singolarmente. Per evitare traslazioni trasversali
o verticali degli appoggi liberi del tegolo,
vengono predisposti binari e guide atti
ad impedire tali movimenti. Per eseguire
la prova viene utilizzato un martinetto
idraulico a doppio effetto, capace di
applicare sino a 660 kN in compressione
e 460 kN in trazione, avendo stimato
che per portare a rottura per taglio una

singola connessione sono necessari 25


kN. Il carico viene applicato allaltezza
della connessione. In Figura 6 mostrato
un particolare della connessione tegolotrave. La gamba del tegolo collegata
alla trave mediante angolari metallici fissati con tasselli F16/25 mm. Dato che la
sperimentazione volta allindagine della
duttilit della connessione si armato il
tegolo sovradimensionando le armature
rispetto alla resistenza dei connettori
(Figura 7).
In Figura 8 rappresentato limpianto
della prova ciclica trasversale. In questo
caso vengono sollecitate due connessioni alla volta ed il martinetto viene fatto
agire perpendicolarmente alla gamba del
tegolo allaltezza dellala superiore.
4. PROVE PRELIMINARI
Come evidenziato in precedenza (vedi
par. 3.1) si rende necessaria lesecuzione
di prove preliminari per la corretta definizione della storia di carico. Le prove
preliminari vengono svolte utilizzando
una semplificazione geometrica degli
elementi. La Figura 9 mostra lassetto
che simula una connessione tegolo-trave
ruotata di 90. I due elementi laterali
pi sottili rappresentano le gambe del
tegolo, mentre il blocco centrale simula
la trave. La configurazione simmetrica si
resa necessaria per agevolare la sperimentazione.
Tutto il sistema posizionato su di una
trave in acciaio 2UPH300 ancorata al
pavimento. Gli elementi laterali sono collegati alla trave di base mediante barre
filettate F 38 mm bullonate alle estremit. Limpianto di prova stato studiato
per poter anche eseguire una prova
ciclica e per questo motivo sono stati
posizionati due martinetti contrapposti a
singolo effetto sotto e sopra lelemento
centrale.
Sono stati installati due tipi di trasduttori potenziometrici caratterizzati da
corse diverse. Le traslazioni del blocco
centrale sono monitorate da tre penny,
con una corsa da 150 mm, il primo dei
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Figura 5 Impianto per la prova ciclica longitudinale.

Figura 8 Impianto per la prova ciclica trasversale.

Figura 6 Particolare della connessione.

Figura 7 Dettagli di armatura del tegolo.

quali costituisce anche il controllo della


prova, eseguita appunto in controllo di
spostamento.
Per monitorare le traslazioni, le rotazioni e gli spostamenti fuori piano degli
angolari metallici, sono stati utilizzati dei
gefran, con una corsa pari a 10 mm
(Figura 11).

4.1 Risultati della prima prova


I risultati ottenuti dalla prima prova preliminare non sono stati quelli attesi, ma
tale prova ha fornito comunque una
serie di informazioni utili per rivedere le
dimensioni di alcuni elementi.
In Figura 12 sono rappresentati i risultati
in termini di curve forza-spostamento
relative ai trasduttori posizionati sullelemento centrale. Dal loro esame si evidenzia, oltre alla fase iniziale con funzionamento ad attrito, un comportamento
elastico fragile.
Non si potuto apprezzare la duttilit
delle connessioni a causa della rottura
precoce del copriferro come mostrato
in Figura 13. In ogni caso anche gli elementi laterali strumentati hanno mostrato traslazioni sia nel piano sia fuori piano
(Figura 14) e per quelli non strumentati
stato comunque possibile rilevare visivamente tali spostamenti (Figura 15).
La presenza di unabbondante armatura,
capace di sostenere il carico ultimo della
prova, non ha impedito la formazione di
una macroscopica fessura con distacco del

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a)

b)

Figura 9 Impianto per la prova preliminare: a) vista frontale; b) vista laterale.

a)

Figura 11 Strumentazione per la prova preliminare.

b)

Figura 10 Dettagli di armatura del prototipo della prova preliminare: a) elemento centrale; b)elementi laterali.

bordo terminale dellelemento trave. Le


armature infatti sono entrate pienamente in funzione solo dopo la fessurazione. Solo la pretensione delle armature
avrebbe potuto evitare tale fessurazione. Gli angolari metallici hanno subito
delle contenute distorsioni (Figura 13)
mostrando di essere largamente sovradimensionati rispetto al resto, mentre
i bulloni passanti hanno subito vistose
piegature plastiche (Figura 14).
I tasselli sollecitati a taglio si sono inclinati
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ed hanno provocato un allargamento del


foro di alloggio.
4.2 Osservazioni
Nel corso della prova non si sono potute
determinare le caratteristiche di duttilit
dei dispositivi metallici.
E lesito cos come sopra descritto ha
posto lattenzione sui particolari costruttivi delle adiacenti parti in calcestruzzo
armato, che possono rappresentare il
punto debole della connessione.
Si fa notare come il cedimento della connessione pu essere determinato da:
4 rottura per taglio o flessione del bullone passante;
4 rottura per taglio dei tasselli;
4 rottura per distorsione degli angolari;
4 rottura per trazione dei bordi in
calcestruzzo degli elementi in c.a.
collegati.
Ai fini di un buon comportamento sismico della connessione opportuno indirizzare la rottura verso il meccanismo
pi duttile e questo pu essere individuato nella distorsione degli angolari
metallici.
Al fine di veicolare il meccanismo di
collasso si dunque deciso di apportare
delle modifiche allelemento metallico
a L. Quello utilizzato durante la prima
prova preliminare era un profilato commerciale L 100 x 8 (Figura 15) di esuberante resistenza e rigidezza. Per la ripetizione della prova si deciso di modificare tale elemento (Figura 16) portando lo
spessore da 8 a 5 mm, lo spigolo vivo

Figura 12 Prima prova: diagramma forzaspostamento.

Figura 13 Prima prova: crisi lato calcestruzzo.

Figura 14 Prima prova: vista dellangolare.

Figura 15 Prima prova: elemento a L.

Figura 16 Seconda prova: prototipo dellelemento a L.

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Figura 17 Seconda prova: diagramma forza-spostamento.

stato sostituito da un raggio di curvatura


di 25 mm e la lunghezza delle asole
stata ridotta da 80 a 50 mm.
Con queste modifiche langolare
metallico avrebbe dovuto deformarsi
plasticamente prima della rottura del
calcestruzzo.
4.3 Risultati della seconda prova
La seconda prova ripete sostanzialmente
la precedente, con limpiego dei nuovi
angolari metallici come sopra descritti
(Figura 16). Dal grafico di Figura 17 si
nota come il livello di resistenza sia risul-

Figura 18 Seconda prova: particolare della


connessione.

tato alquanto inferiore, coerentemente


con le dimensioni ridotte dei connettori.
La prova ha evidenziato maggiori spostamenti e si interrotta per il raggiungimento di fine corsa dei mar tinetti,
senza alcun distacco o fessurazione del
calcestruzzo.
La Figura 18 mostra lo stato degli angolari al termine della prova.
5. CONCLUSIONI
Il comportamento sismico dei collegamenti nelle strutture prefabbricate un
tema chiave che governa e condiziona il
comportamento sismico delle costruzioni prefabbricate.
Questa ricerca si propone di dare una
risposta ai problemi della progettazione
dei nodi e delle unioni, dando pratica
applicazione ai criteri di duttilit e gerarchia delle resistenze (capacity design)
che le nuove norme sismiche introducono sistematicamente.
A questo fine, la memoria ha presentato
la campagna sperimentale attualmente
in corso di svolgimento per la caratterizzazione delle prestazioni sismiche delle
connessioni delle strutture prefabbricate, illustrandone i primi risultati con
specifico riferimento al caso delle unioni
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trave-tegolo. Tali risultati hanno dato


alcune prime indicazioni sulla possibilit
di dimensionare le unioni in modo da
veicolare la crisi verso i meccanismi pi
duttili, con riserva in ogni caso di applicare la gerarchia delle resistenze dosando
la sovraresistenza delle connessioni in
base alle loro pi o meno grandi risorse
di duttilit.
Si ricorda comunque che quelle qui
presentate sono solo prove preliminari

r i c e rch e

27

condotte per calibrare opportunamente le modalit di carico delle previste


prove su conci di elementi al vero.
I relativi risultati di questa indagine sperimentale verranno presentati in successivi rapporti.
RINGRAZIAMENTI
Si ringrazia il prof. Roberto Felicetti per il
contributo nelle attivit di coordinamento ed esecuzione delle prove.
n

BiBliografia
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on a prototipe of precast r.c. frame, Proc. ICACS Int. Conference, Xuzou 2004.
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[11] fib Bulletin n. 27, Seismic design of precast concrete building structures state of art
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D a l l U n i v e r s i t

Intervista a
Giovanni Plizzari
di Andrea Dari

Giovanni Plizzari

Professore, prima di passare al


tema centrale dellintervista,
pu presentarsi?
Io insegno Tecnica delle Costruzioni alla
Facolt di Ingegneria dellUniversit di
Brescia.

Nellambito della prefabbricazione avete in corso dei progetti di ricerca? Con quali risultati? Potrebbero essere di utilit per
lindustria?
Da tempo stiamo lavorando nellambito della prefabbricazione, con particolare
riferimento allottimizzazione del comportamento strutturale grazie allimpiego di
materiali innovativi; tra questi posso citare i
calcestruzzi ad alte prestazioni o i composi-

ti fibrorinforzati. A Brescia ci siamo occupati


sia di grandi elementi strutturali sia di piccoli elementi, con progetti in collaborazione
con importanti aziende del settore. Recentemente stiamo anche studiando lottimizzazione della progettazione strutturale di
edifici prefabbricati in zona sismica.
Per finire, ho la responsabilit del coordinamento di un progetto di ricerca di interesse
nazionale (PRIN 2006), finanziato dal Ministero dellUniversit, per lottimizzazione
dei rivestimenti per gallerie che spesso
sono costituiti da elementi prefabbricati.
I risultati ottenuti sembra che siano apprezzati dalle Aziende che investono sullInnovazione Tecnologica, in quanto garantiscono loro una maggior competitivit
ed un risparmio sui costi di produzione
e realizzazione. Al completamento delle
ricerche, diverse aziende hanno messo in
produzione elementi studiati nellambito di
collaborazioni di ricerca con lUniversit.

Avete collaborazioni in atto


con imprese private del settore della prefabbricazione? Con
quali obiettivi?
Molte ricerche in corso sono svolte
nellambito di convenzioni di ricerca con
importanti aziende del settore della prefabbricazione, con lobiettivo di ottimizzare
la progettazione e la realizzazione degli
elementi prefabbricati, vale a dire ottenere
la miglior qualit al minor costo.
anche in corso, per il Consorzio CIS-E, una
collaborazione con una associazione di produttori di travi prefabbricate reticolari miste
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PROFILI INCAVI DENTATI
I PROFILI INCAVI DENTATI
sono la risposta Edilmatic alle
problematiche di realizzazione di nodi
strutturali in zona sismica.

al fine di mettere a punto delle linee guida


per la loro progettazione e realizzazione.

Come nascono queste collaborazioni? Pu dare qualche consiglio alle industrie del settore
su come avviare iniziative di questo
tipo?
La collaborazione nasce quando lazienda
ha modo di verificare che lUniversit vuole
svolgere uno dei suoi compiti istituzionali,
cio quello di un ente pubblico che si mette
a servizio del settore produttivo facendo
ricerca che, nel caso in esame, ricerca
applicata con lobiettivo dellinnovazione
tecnologica. AllUniversit di Brescia abbiamo attive numerose convenzioni di ricerca
che sono il risultato di una fiducia reciproca
che si instaurata negli anni tra lUniversit
e diverse Aziende del settore.

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in calcestruzzo.

Di recente la riforma delle


Universit ha toccato, nel vivo,
gli ordinamenti che dipendono
dalla vostra Facolt. Secondo Lei gli
studenti riescono, con lattuale programma, ad acquisire la necessaria
conoscenza tecnica per poter, una
volta laureati, gestire con efficacia
largomento calcestruzzo?
LUniversit si accorta di alcune lacune
presenti nellattuale ordinamento tanto
che il Ministero dellUniversit ci sta chiedendo di correggerlo, introducendo nel
prossimo futuro un nuovo ordinamento.
Largomento del calcestruzzo indipendente dallordinamento universitario e
dipende soprattutto dal docenti di tecnologia dei materiali. Nelle sedi universitarie
in cui i docenti sono attivi nella ricerca sul
calcestruzzo, lesperienza particolarmente positiva.

Ritiene possibile introdurre nel


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al calcestruzzo nelle sue diverse

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D a l l U n i v e r s i t

forme (materiale, armato, precompresso, ecc.)?


I corsi sulla progettazione delle strutture in
calcestruzzo armato sono ormai una bella
realt presente in tutti i corsi di laurea in
Ingegneria Civile delle diverse Universit
Italiane. Non cos consolidato linsegnamento delle tecnologia del calcestruzzo;
da questo punto di vista si potrebbe fare di
pi visto che, in Italia, questo il materiale
da costruzione maggiormente utilizzato.

Che cosa le fa venire in mente


la parola innovazione in relazione ai manufatti cementizi?
Innovazione mi fa pensare anzitutto allutilizzo di nuovi materiali e di nuove tecnologie, senza dimenticare il connubio tra
materiale e struttura visto che la vera
ottimizzazione rappresentata dal miglior
rapporto tra prestazioni e costi riferiti per
allelemento strutturale; in questo ambito,
il materiale un importante componente
del sistema ma non lunico attore.
Innovazione mi fa per pensare anche
ad un nuovo modo di intendere ledilizia,
nel quale alla parola dordine costo si
aggiunga la parola dordine qualit, che
spesso significa un minor costo riferito
allintera vita attesa della struttura, grazie
ai ridotti costi di manutenzione. Forse si
potrebbe migliorare la situazione se, nel
prezzo di vendita, fossero inclusi i costi della
manutenzione straordinaria che si rendesse necessaria nella vita attesa della struttura. Questo potrebbe essere un nuovo
modo di presentarsi sul mercato, offrendo
Costruzioni a prestazione garantita per
lintera vita attesa.

In Italia sono presenti molte


associazioni culturali che si
occupano di argomenti connessi alla progettazione e ai materiali da costruzione. Questa prolificit non rischia di disperdere troppo le occasioni di confronto e di
abbassarne, di conseguenza, il tasso

tecnico e, purtroppo, di tenere lontani i professionisti italiani da associazioni internazionali come sono
la FIB e la RILEM?
Non vedo una eccessiva presenza di associazioni culturali nel settore delle costruzioni; ogni realt specifica in generale rappresentata da una associazione. Si
potrebbe per certamente fare di pi se le
associazioni cercassero un maggior coordinamento, visto che spesso i problemi sono
comuni a diversi protagonisti del settore.
Anche grazie alla presenza di queste associazioni nazionali, lItalia sta offrendo contributi significativi alla normativa internazionale, soprattutto in ambito CEN e FIB. n
PROF. ING. GIOVANNI PLIZZARI
Giovanni Plizzari Professore Ordinario di
Tecnica delle Costruzioni presso la Facolt di Ingegneria dellUniversit di Brescia.
Presidente del Collegio dei Tecnici dellIndustrializzazione Edilizia (CTE), il Prof. Plizzari
membro:
4 dellAmerican Society of Civil Engineers
(ASCE);
4 dellAmerican Concrete Institute (ACI);
4 della International Association for Bridge
and Structural Engineering (IABSE);
4 della International Union of Laboratories and Experts in Construction Materials, Systems and Structures (RILEM);
4 dellAssociazione Italiana per il Calcestruzzo Armato e Precompresso (AICAP).
Il Prof. Plizzari ha contribuito allattivit
normativa sui calcestruzzi fibrorinforzati
svolta nellambito di Gruppi di Lavoro del
CEN (TC 104-WG11), del CNR (DT 204)
ed attualmente membro del gruppo di
lavoro fib 4.5 (Bond in concrete) e 8.3
(Fiber Reinforced Concrete) che sta preparando il Capitolo sui calcestruzzi fibrorinforzati del nuovo Codice Modello.
Recentemente stato nominato membro
della Commissione sui materiali compositi
dl Ministero delle Infrastrutture.
Attualmente sta coordinando un Progetto
di Ricerca di Interesse Nazionale (PRIN
2006) sui materiali innovativi per i rivestimenti di gallerie.
2 - industrie manufatti cementizi

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D a l l U n i v e r s i t

Intervista a
Giuseppe Carlo
Marano
di Andrea Dari
bassa inerzia caratterizzante tutte le
attivit, soprattutto quelle decisionali.
Inoltre un punto assai positivo legato alla relativamente bassa et del
corpo docente, testimoniata anche dal
fatto che lo stesso Preside, il Prof. Giustolisi, il pi giovane dItalia tra quelli
delle Facolt di Ingegneria.
Questo sicuramente aiuta ad un rappor to assai dinamico e creativo tra
noi colleghi.

Giuseppe Carlo Marano

Professore, prima di passare al tema centrale dellintervista, pu presentarci la


Facolt in cui lei insegna?
La facolt di Ingegneria di Taranto
una delle tre Facolt del
Politecnico di Bari. Naturalmente, come tutte le
Facolt relativamente
piccole e recenti, presenta pregi e difetti abbastanza peculiari. Come
ama dire qualche collega,
non ha sempre una massa critica tale
da avviare processi a catena.
Daltra par te trovo assai utile e stimolante lestrema dinamicit dovuta alla

Nellambito della prefabbricazione avete in corso


dei progetti di ricerca? Con
quali risultati? Potrebbero essere di utilit per lindustria?
Sono attualmente in corso due progetti di ricerca nel settore della prefabbricazione, ed in par ticolare uno,
ormai avviato, nel settore delle nuove
tipologie costruttive in ambito strutturale; laltro, in fase di avvio, riguarda una applicazione strutturale assai
specifica riguardante un par ticolare
calcestruzzo.
Entrambi mi sono stati direttamente
commissionati da industrie private, sia
locali che nazionali.
Gli obbiettivi sono naturalmente commisurati alle possibilit ed alle potenzialit del gruppo di ricerca di cui faccio par te, ma sono assai promettenti.
Anzi, ritengo che, forse proprio per
2 - industrie manufatti cementizi

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una mia passata esperienza in ambito


industriale, siano state gestite in modo
da coniugare modi, tempi ed obbiettivi
dellUniversit con quelli dellindustria.
In par ticolare ritengo che progetti di
ricerca nellambito della prefabbricazione siano da strutturare in maniera
assai organica, in modo tale da rendere subito chiari gli obbiettivi e le
finalit.
Bisogna innanzitutto considerare che
industria e universit hanno obbiettivi
e finalit istituzionali differenti.
In par ticolare lindustria ha necessit
di poter prevedere, alla fine di un progetto di ricerca, di un prodotto ben
definito (inteso anche come brevetto
o vantaggio competitivo nei confronti
dei concorrenti), quantificabile con
degli utili nel medio periodo.
Contemporaneamente lUniver sit
ha necessit di poter avere, oltre che
fondi per sostenere le proprie strutture, anche di risultati scientifici tali
da poter essere pubblicati nelle sedi
appropriate.
Solo se si coniugano entrambi questi
obbiettivi i progetti possono contare
su una oppor tuna sinergia tra i due
attori.

Di recente la riforma delle


universit ha toccato, nel
vivo, gli ordinamenti che
dipendono dalla vostra Facolt.
Secondo Lei gli studenti riescono, con lattuale programma,
ad acquisire la necessaria conoscenza tecnica per poter, una
volta laureati, gestire con efficacia largomento calcestruzzo?
Ritiene possibile introdurre nel
biennio di specializzazione un
corso esclusivamente dedicato
al calcestruzzo nelle sue diverse
forme (materiale, armato, precompresso, ecc.)?
Largomento calcestruzzo sicuramente un punto critico nella formaindustrie manufatti cementizi - 2

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D a l l U n i v e r s i t

zione dei nuovi ingegneri; peraltro


lo anche per laggiornamento degli
attuali professionisti.
E per questo voglio essere assai diretto nel centrare il problema: a mio avviso per troppo tempo si ritenuto che
le fasi di produzione e posa in opera
del calcestruzzo non fossero sufficientemente qualificate per gli ingegneri,
per tanto erano di competenza di altre
figure professionali inferiori.
Questo atteggiamento probabilmente
deriva dal ritenere il proprio bagaglio
culturale assai superiore alle necessit
di questo settore.
Ma queste considerazioni sono fondamentalmente erronee, e non perch i
geometri, tipicamente impiegati nella
produzione del calcestruzzo, non ne
abbiano le competenze.
Al contrario lintero settore del calcestruzzo preconfezionato si retto
per vari decenni su strutture operative costituite per la quasi totalit
da bravissimi geometri, che hanno
fatto a pieno il loro compito. Inevitabilmente il settore e la cultura del
calcestruzzo non si potuto avvalere pienamente del contributo degli
ingegneri, soprattutto in termini di
capacit di innovazione.
La mia esperienza stata in questo
senso, dato che dopo la laurea e appena terminato il servizio di leva come
guardiamarina, fui assunto dalla Calcestruzzi SpA.
Limpatto con il mondo produttivo
e con una realt in cui i problemi
non erano sempre riconducibili ad
equazioni differenziali fu piuttosto
traumatico.
Quella della produzione e gestione
del calcestruzzo nei cantieri, soprattutto in quelli complessi, mi risult una
realt assai difficile e soprattutto di cui
non sapevo quasi nulla.
Questa lacuna, considerando limportanza del materiale di cui stiamo discutendo nelleconomia delle costruzioni
civili, a mio avviso dovrebbe esse-

re superata inserendo specifici corsi


non solo di progettazione e calcolo,
oramai consolidati e che forniscono
una for te base culturale agli ingegneri
strutturisti.
Ser vono anche corsi monotematici
in termini di materiale calcestruzzo,
capaci di fornire una base tecnica e
tecnologica sul mondo calcestruzzo,
che comprenda aspetti di progettazione delle miscele, produzione e posa in
opera; in termini sintetici fornire una
visione a 360 gradi del calcestruzzo
come materiale.
Nella nostra Facolt di Taranto nel
biennio specialistico di Ingegneria Civile gi esiste un corso sulla durabilit
dei materiali, riferito essenzialmente
al calcestruzzo.
Credo che anche altre Universit si
siano mosse in questo senso.
Limpor tanza di questo aspetto culturale anche da porre in relazione alle
richieste che le industrie del settore
iniziano ad avere per personale qualificato nella gestione degli impianti produttivi, che de facto dovranno essere
nel futuro solo laureati.

Che cosa le fa venire in


mente la parola innovazione in relazione ai manufatti cementizi?
Tanto, tantissimo, un orizzonte enorme attualmente inesplorato!
Debbo dire che il calcestruzzo moderno, capace di prestazioni spinte in
differenti aspetti delle proprie caratteristiche, solo parzialmente percepito dal tecnico medio, in quanto
non riesce a valutare compiutamente
le potenzialit. Tipicamente il calcestruzzo percepito come un impasto
standard tra legante idraulico, inerti ed acqua, con eventuali aggiunte
magiche.
Se ad esempio si avesse la voglia (e il
tempo) di leggere la prima traduzione
in italiano che allinizio del 900 lIng.
2 - industrie manufatti cementizi

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D a l l U n i v e r s i t

Santarella fece del libro di Morsch, ci


si renderebbe conto che le caratteristiche medie richieste al calcestruzzo
attualmente non sono poi cos superiori a quelle che erano richieste oltre
100 anni fa, quando questo materiale
era agli albori.
Al contrario attualmente il calcestruzzo moderno in grado di avere performance strabilianti: dalla incredibile
fluidit degli SSC alle impressionanti
resistenze degli HSC . Pur troppo il
punto saliente sempre e comunque
la capacit di produrre un calcestruzzo di qualit.
Controlli, stabilit e costanza della
produzione sono punti critici che in
Italia probabilmente sono stati trascurati, a favore di altri aspetti della progettazione strutturale; naturalmente

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37

maggiori sono le performance richieste, maggiore il grado di affidabilit e


qualit richiesto nella produzione, nel
traspor to e nella posa in opera. Dunque ritengo che linnovazione, potenzialmente gi ben strutturata e consolidata dal punto di vista concettuale,
necessit di un impor tante passo in
avanti legato ad un sistema produttivo
capace di gestire in maniera moderna,
al pari di altre produzioni industriali,
questo materiale.

In Italia sono presenti molte


associazioni culturali che
si occupano di argomenti connessi alla progettazione
e ai materiali da costruzione.
Questa prolificit non rischia di

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D a l l U n i v e r s i t

4
disperdere troppo le occasioni
di confronto e di abbassarne, di
conseguenza, il tasso tecnico e,
purtroppo, di tenere lontani i
professionisti italiani da associazioni internazionali come sono
la FIB e la RILEM?
Il problema, per come posto, sussiste.
Avere troppi riferimenti tecnici e
normativi potrebbe equivalere a non
averne nessuno, soprattutto se essi
si presentano in forma non coerente
tra loro, o peggio contrapposta; le
recenti vicissitudini normative nazionali ne sono un chiaro esempio.
Senza entrare nel merito delle vicissitudini normative credo che, anche
per standardizzare gli aspetti didattici, sarebbe utile consider are un
unico riferimento tecnico a cui ispirarsi, almeno per quanto concerne le
questioni pi impor tanti.
Magari si potrebbe fare utile riferimento in questo senso agli Eurocodici, il cui impianto generale non
credo sia discutibile.
Al contrario la nascita di specifiche
organizzazioni tecniche nazionali che
si occupano localmente di questioni
specifiche rappresenta sicuramente
un valido suppor to per lintegrazione e la diffusione di queste tecnolo-

Universita_Marano_Plizzari.indd 38

gie nellambito tecnico.


Si pensi ad esempio ai pavimenti in
c.a. oppure ad alcune par ticolari tipologie costruttive quali quelle tralicciate miste in acciaio e calcestruzzo.
Si tratta di questioni ben definite in
ambiti tecnici circoscritti, in cui le
associazioni sono un valido suppor to
tecnico sia in termini di riferimenti
normativi che costruttivi.
n
PROF. ING. GIUSEPPE CARLO MARANO
Giuseppe Carlo Marano, laureato con
lode presso il Politecnico di Bari in
ingegneria civile, ha dapprima lavorato
come tecnologo di processo presso la
Calcestruzzi SpA.
Successivamente, dopo aver conseguito
il dottorato in Ingegneria delle Strutture presso lUniversit di Firenze, divenuto ricercatore presso la facolt di
Ingegneria di Taranto, ove attualmente
docente dei corsi di Complementi di
Tecnica delle Costruzioni e di Ingegneria Sismica.
stato visiting presso la Cambridge
University (UK), con cui continua ad
avere rapporti scientifici intensi.
Ha prodotto oltre una settantina di
lavori scientifici anche su prestigiose
riviste internazionali, sia nel settore
dellingegneria strutturale che della
tecnologia dei calcestruzzi.

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I n s e r t i

Sicurezza nel
montaggio e nella
movimentazione
degli elementi
prefabbricati
in calcestruzzo
di Carlo Schiatti
Il problema della sicurezza nel lavoro
costituisce un tema di grande attualit
che ha assunto speciale rilevanza a seguito dei tragici eventi capitati negli ultimi
mesi anche in aziende di non trascurabile
entit.
In ambito edilizio, e soprattutto di prefabbricazione, questo sempre stato
uno degli aspetti pi importanti, perch
il settore caratterizzato da rischi (e
numerosit di incidenti) fra i pi elevati,
e di conseguenza, ad esso sono legati
fattori di carattere morale, economico e
di affidabilit aziendale.
Normativa
Lo stato Italiano ha prodotto, fin dal
dopoguerra, una regolamentazione valida e in continua evoluzione, concretizzatasi in un elenco di leggi e decreti molto
lungo e variegato.
Nella Tabella 1 sono riepilogate, in ordine cronologico, le normative pi impor-

tanti attualmente in vigore, distinte per


argomenti.
Va pur troppo detto che, a fronte di
una cos fiorente normativa, per molto
complessa e frammentaria, non si avuta
una corrispondente efficacia nella sua
applicazione.
Basti considerare alcune cifre (fonte:
Eurispes):
4 dallaprile del 2003 (anno di inizio
della 2 Guerra del Golfo) allaprile
2007, i militari della coalizione che
hanno perso la vita durante le operazioni belliche sono stati 3.520. I morti
sul lavoro in Italia dal 2003 allottobre
del 2006 sono stati 5.252;
4 dalla serie storica 2000-2006 risulta
che ogni anno in Italia muoiono in
media 1.376 persone per infortuni
sul lavoro. Poco meno del 70% dei
lavoratori (circa 850) perdono la vita
per cadute dallalto di impalcature
nelledilizia, per ribaltamento del trat2 - industrie manufatti cementizi

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I n s e r t i

41

Tabella 1 Elenco delle normative.


D.P.r. 27/04/1995, n. 547

Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro

D.P.r. 07/01/1956, n. 164

Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni

D.P.r. 19/03/1956, n. 303

Norme generali per ligiene del lavoro

D.Lgs 04/12/1992, n. 475

Dispositivi di protezione individuale

D.Lgs 10/97

Attuazione della direttiva CEE 93/68, 93/95, 96/58, relativa ai


Dispositivi di Protezione Individuale

D.Lgs 15/08/1991, n. 277

Protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti dallesposizione ad agenti chimici, fisici e biologici durante il lavoro (piombo,
amianto, rumore)

D.Lgs 10/04/2006, n. 195

Attuazione della direttiva 2003/10/CE relativa allesposizione


dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (rumore)

D.Lgs 19/09/1994, n. 626

Attuazione delle direttive CEE 89/391, 89/657, 89/655, 89/656,


90/569, 90/270, 90/394, 90/679, riguardanti il miglioramento
della sicurezza e della salute dei lavoratori sul lavoro

D.Lgs 19/03/1996, n. 242

Modifiche ed integrazioni al D. Lgs 19/09/1994 n. 626, recante


attuazione delle direttive comunitarie riguardanti il miglioramento
della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro

D.L. 14/08/1996, n. 493

Attuazione della direttiva 92/58/CEE concernente le prescrizioni minime per la segnaletica di sicurezza e/o di salute sul luogo
di lavoro

D.Lgs 14/08/1996, n. 494

Attuazione della direttiva CEE 92/57 relativa alle prescrizioni minime di sicurezza e di salute da attuare nei cantieri temporanei
o mobili

D.Lgs 19/11/1999, n. 528

Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 14 agosto 1996,


n.494, recante attuazione della direttiva 92/57/CEE in materia
di prescrizione minime di sicurezza e di salute da osservare nei
cantieri temporanei o mobili

D.P.r. 03/07/2003, n. 222

Regolamento sui contenuti minimi dei piani di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili, in attuazione dellart. 31, comma I,
della Legge 11 Febbraio 1994, n. 109

D.P.C.m. 14/10/1997, n. 412

Regolamento recante lindividuazione delle attivit lavorative


comportanti rischi particolarmente elevati

D.Lgs 02/02/2002, n. 25

Protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori contro i


rischi da agenti chimici durante il lavoro

D.m. 15/07/2003, n. 388

Regolamento recante disposizioni sul pronto soccorso aziendale, in attuazione dellart. 15, comma 3, del decreto legislativo 19
settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni

Circolare min. Lavoro n 4


del 28/02/2007

Problematiche inerenti alla sicurezza dei lavoratori nel caso di mere


forniture di materiali in un cantiere edile o di ingegneria civile

tore in agricoltura, in un incidente


stradale nel trasporto merci per le
eccessive ore trascorse alla guida.
Let media degli infortuni mortali si
aggira sui 37 anni.

Allo scopo di superare la frammentazione legislativa, ostacolo alla corretta applicazione delle norme, e per incrementare
lefficienza della loro applicazione, il Parlamento ha approvato la Legge n. 123

industrie manufatti cementizi - 2

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42

I n s e r t i

del 3 agosto 2007, con la quale ha delegato il Governo ad adottare entro nove
mesi uno o pi decreti legislativi per il
riassetto e la riforma delle precedenti
disposizioni vigenti, dettando principi e
criteri direttivi.
In data 6 marzo 2008, il Consiglio dei
Ministri ha approvato lo schema del
D.Lgs che costituir il nuovo Testo Unico
in materia di sicurezza del lavoro. in
corso liter consultivo e legislativo necessario allapprovazione definitiva.
In estrema sintesi, lattivit legislativa
sopra ricordata riforma in maniera radicale la materia, accorpa in un testo unico
tutte le precedenti disposizioni normative e introduce importanti novit:
4 estensione delle tutele a tutti i settori
di attivit e a tutti i lavoratori, compresi quelli flessibili, precari e autonomi;
4 rafforzamento della rappresentanza dei lavoratori per la sicurezza in
azienda: riconoscimento a sindacati e
associazioni dei familiari dellesercizio
dei diritti attribuiti alla persona offesa,
partecipazione delle Parti sociali ai
sistemi informativi di Ministeri, Regioni, Provincie, INAIL, ISPESL, CNEL;
4 contrasto del lavoro irregolare: sospensione dellattivit imprenditoriale se
si riscontra impiego di personale in
nero in percentuale superiore al 20%
di quello regolare, ovvero per gravi
e reiterate violazioni delle norme
di sicurezza, della salute, del riposo
giornaliero e settimanale; poteri del
personale ispettivo del Ministero del
Lavoro estesi a quello della ASL;
4 rafforzamento dellattivit di sorveglianza: razionalizzazione e coordinamento delle strutture di vigilanza,
coordinamento su tutto il territorio
nazionale, immissione in servizio di
nuovo personale ispettivo presso il
Ministero del Lavoro;
4 attivit di formazione e di informazione e sostegno economico alle stesse:
sistema di qualificazione di imprese e lavoratori autonomi attraverso
percorsi e progetti formativi mirati,

finanziamenti a carico dellINAIL per


investimenti in materia di sicurezza
sul lavoro, credito di imposta in percentuale sulle spese sostenute dalle
imprese per percorsi formativi dei
lavoratori;
4 svincolo degli aspetti legati alla sicurezza dai meccanismi economici di
ribasso negli appalti pubblici e privati:
devono essere indicati esplicitamente
i costi relativi alla sicurezza sul lavoro;
negli appalti pubblici: analisi, ai fini
della valutazione delle anomalie delle
offerte, delladeguatezza del valore
economico offerto rispetto al costo
del lavoro e al costo della sicurezza; il
costo del lavoro (tabelle determinate
dal Ministero del Lavoro) non pu
essere soggetto a ribasso dasta;
4 coinvolgimento dei committenti nelle
responsabilit antinfortunistiche degli
appaltatori e dei subappaltatori:
responsabilit solidale fra appaltante
e appaltatore;
4 sanzioni molto pi severe per le imprese inadempienti: ammende molto elevate (fino a 15.000 per le infrazioni formali, fino a 100.000 per le
infrazioni non punite con sanzione
penale), arresto (fino a tre anni per le
infrazioni gravi). In caso di accertata
responsabilit dellazienda su incidenti gravi con feriti o morti: sanzione
amministrativa fino a 1.500.000,00
e sospensione dellattivit.
Le regoLe oPerative
In attesa dellapprovazione definitiva
dei D.Lgs di applicazione della Legge
123/2007, le attivit di movimentazione
e di montaggio nella prefabbricazione di
elementi in calcestruzzo sono normati
rispettivamente dal D.Lgs 19/09/1994 n.
626 e dal D.Lgs 14/08/1996 n. 494, con
i relativi successivi decreti di modifica,
integrazione ed attuazione.
Vista la vastit della materia e la molteplicit degli argomenti, nel seguito si esporranno solo le problematiche principali.
Le attivit di movimentazione e di mon2 - industrie manufatti cementizi

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I n s e r t i

43

ANALISI DEL RISCHIO


SCHEMA METODOLOGICO GENERALE
INDICANTE LE FASI DI LELIMINAZIONE E DI RIDUZIONE DEI RISCHI PROFESSIONALI SPECIFICI

PROTEZIONE COLLETTIVA

IDENTIFICAZIONE DEL PERICOLO E VALUTAZIONE DEL RISCHIO


Identificare i pericoli e stimarne le probabilit di accadimento e le conseguenze

ELIMINAZIONE DEL RISCHIO


Eliminare la necessit di accesso dellutilizzatore e alla zona a rischio ad
esempio effettuando la lavorazione a terra e non in quota
e/o in un secondo momento quando nellopera da eseguire il rischio nullo

SOSTITUZIONE
Fornire mezzi alternativi di accesso al luogo di intervento
in modo da evitare il rischio
ad esempio utilizzando una piattaforma di lavoro mobile

ISOLAMENTO DEL RISCHIO


Provvedere ad isolare il luogo con rischio
ad esempio circoscrivendolo con opportune chiusure o parapetti

NO
RISCHIO ELIMINATO

RISCHIO RESIDUO

SI

DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE

INIZIO ATTIVIT

Figura 1 Diagramma tratto dalle linee guida ISPESL.

taggio degli elementi prefabbricati in calcestruzzo rientrano fra quella a maggiore


rischio per la sicurezza del lavoro.
In particolare, lattivit di montaggio
soggetta al particolare rischio di caduta dallalto, par ticolarmente aggravato
dalla natura dellattivit e dalle condizioni
ambientali del posto di lavoro e dellopera (Allegato II al D.Lgs 494/96 art. 11
comma 1 punti 1 e 10).
Queste attivit, dunque, devono avvenire allinterno di un quadro composto
da: valutazione dei rischi, istruzioni per
la movimentazione, il traspor to ed il

montaggio di ciascun elemento, adeguata


formazione del personale impiegato, utilizzo di dispositivi di sollevamento idonei
e certificati, quadro gerarchico di addetti
preposti al controllo di tutti gli aspetti
operativi connessi.
Le linee guida dellISPESL offrono un diagramma esemplificativo, riportato nella
Figura 1 rappresentante il flusso logico delle
attivit da esplicare per lanalisi dei rischi.
La formazione del personale, unitamente alla redazione di istruzioni semplici,
chiare, corredate di figure e diagrammi,
riveste importanza fondamentale a che

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I n s e r t i

le procedure adottate siano veramente


efficaci. Insieme alla conoscenza delle
istruzioni di lavoro, ciascun lavoratore
deve essere portato da un lato ad acquisire la consapevolezza dellimportanza
di prendersi cura della propria sicurezza,
ma anche di quella delle altre persone
presenti sul luogo di lavoro (su cui possono ricadere gli effetti delle sue azioni o
delle sue omissioni) e, dallaltro lato, ad
acquisire uno stato mentale che lo porti
al rispetto automatico di regole essenziali di comportamento:
4 osservare le disposizioni e le istruzioni
impartite dal datore di lavoro, dai dirigenti e dai preposti, ai fini della protezione collettiva ed individuale;
4 utilizzare correttamente i macchinari, le apparecchiature, gli utensili,
le sostanze e preparati pericolosi, i
mezzi di trasporto e le altre attrezzature di lavoro, nonch i dispositivi di
sicurezza;
4 utilizzare in modo appropriato i
dispositivi di protezione messi a loro
disposizione;
4 segnalare immediatamente al datore
di lavoro, ai dirigenti, ai preposti, al
rappresentante dei lavoratori per la
sicurezza, le eventuali deficienze dei
mezzi e dei dispositivi, nonch le altre
eventuali condizioni di pericolo di cui
si venga a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di urgenza,
nellambito delle proprie competenze
e possibilit, per eliminare o ridurre
tali deficienze o pericoli;
4 astenersi dal modificare o rimuovere,
senza autorizzazione, i dispositivi di
sicurezza forniti e installati;
4 astenersi dal compiere, di propria iniziativa, operazioni o manovre che non
siano di propria competenza ovvero
che possano compromettere la sicurezza propria o di altri lavoratori;
4 contribuire, insieme al datore di lavoro, ai dirigenti e ai preposti, alladempimento di tutti gli obblighi imposti
dalle leggi e dalle autorit competenti
o comunque necessari per la tutela,

la sicurezza e la salute dei lavoratori


durante il lavoro.
Come ricordato, lattivit di montaggio in cantiere lattivit maggiormente
soggetta a rischi per la sicurezza sul
lavoro. Lattivit oggi normata dal D.Lgs
14/08/1996, n. 494, e pi in dettaglio
dallAllegato II di tale decreto.
Sono previste figure professionali chiave
di supporto, costituite dai Coordinatori
per la sicurezza in fase di progettazione
e in fase di esecuzione, il cui compito,
come dice la parola stessa, quello di
coordinare in cantiere le attivit anche
contemporanee delle imprese presenti,
in modo da eliminare i rischi connessi.
Gi in fase di progettazione, con aggiornamenti continui in fase di appalto e
di esecuzione, deve essere redatto un
Piano Operativo di Sicurezza (P.O.S.)
i cui contenuti sono esemplificati dalla
Figura 2, che mostra il contenuto di un
P.O.S. tipo.
Le attivit di montaggio di elementi prefabbricati in calcestruzzo hanno peculiarit che le differenziano rispetto agli
altri cantieri edili. Vedremo nel seguito
le specificit. Le regole comuni a tutti i
cantieri edili temporanei e/o mobili sono
le seguenti:
4 obbligo di adottare segnaletiche adeguate ai rischi e conformi al D.Lgs.
493/94;
4 attenzione e definizione nella scelta
delle zone di accatastamento materiali (che non devono intralciare le
lavorazioni, devono essere impilati
in modo stabile e lontani da zone di
scavo non protette);
4 scelta e definizione della viabilit di
cantiere e delle modalit di accesso
in caso di scarsa visibilit di eventuali
ostacoli;
4 scelta e definizione di modalit e layout per laccesso del personale in
quota;
4 previsione e definizione di dispositivi
di protezione individuale (D.P.I.), di
attrezzature e di macchinari conformi
alle norme e certificati;
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I n s e r t i

45

iNDiCe DeL PiaNo Di SiCUreZZa e CoorDiNameNto


1. geNeraLit ............................................................................................................................................................................................
1.1 ANAGRAFICA DEL CANTIERE ............................................................................................................................................................................................................................
1.2 SOGGETTI PER LA SICUREZZA ..........................................................................................................................................................................................................................
1.3 INDIVIDUAZIONE DEL RAPPORTO UOMINI/GIORNO DI MASSIMA ...................................................................................................................................
1.4 OGGETTO DEL PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO (P.S.C.) ................................................................................................................................
1.5 REVISIONE DEL P.S.C. ..................................................................................................................................................................................................................................................
1.6 MODALIT DI AGGIORNAMENTO DEL P.S.C. .........................................................................................................................................................................................
1.7 ATTIVIT DI COORDINAMENTO IN FASE DI ESECUZIONE LAVORI ....................................................................................................................................
1.7.1 COORDINAMENTO DELLE IMPRESE PRESENTI IN CANTIERE ...............................................................................................................
1.7.2 RIUNIONE PRELIMINARE ALLINIZIO DEI LAVORI .............................................................................................................................................
1.7.3 RIUNIONI PERIODICHE DURANTE LA REALIZZAZIONE DEI LAVORI .............................................................................................
1.7.4 SOPRALLUOGHI IN CANTIERE .......................................................................................................................................................................................
1.8 MODALIT E PROCEDURE PER LAZIONE DI COORDINAMENTO ......................................................................................................................................
1.8.1 DOCUMENTAZIONE DELLIMPRESA APPALTATRICE/ESECUTRICE .......................................................................................................
1.9 NORMATIVA DI RIFERIMENTO ............................................................................................................................................................................................................................
2. FigUre PreviSte NeL P.S.C. ................................................................................................................................................................
2.1 COMMITTENTE O RESPONSABILE DEI LAVORI ....................................................................................................................................................................................
2.2 COORDINATORE PER LA SICUREZZA IN FASE DI PROGETTAZIONE .................................................................................................................................
2.3 COORDINATORE PER LA SICUREZZA IN FASE DI ESECUZIONE (C.E.L.) ..........................................................................................................................
2.4 DATORE DI LAVORO (IMPRESA) .......................................................................................................................................................................................................................
2.5 MEDICO COMPETENTE ...........................................................................................................................................................................................................................................
2.6 LAVORATORE ..................................................................................................................................................................................................................................................................
2.7 RESPONSABILE DI CANTIERE ..............................................................................................................................................................................................................................
2.8 PREPOSTO DI CANTIERE ........................................................................................................................................................................................................................................
2.9 CAPOSQUADRA ...........................................................................................................................................................................................................................................................
2.10 RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA ........................................................................................................................................................
2.11 SOGGETTI DELEGATI ..............................................................................................................................................................................................................................................
3. CaratteriStiCHe DeLLoPera/Lavori ........................................................................................................................................
3.1 DESCRIZIONE ..................................................................................................................................................................................................................................................................
3.2 ELENCO DEI LAVORI DA ESEGUIRE ...............................................................................................................................................................................................................
4. orgaNiZZaZioNe DeL CaNtiere ...................................................................................................................................................
4.1 RECINZIONE ED ACCESSI AL CANTIERE ....................................................................................................................................................................................................
4.2 VIABILIT DI CANTIERE ............................................................................................................................................................................................................................................
4.3 SERVIZI IGIENICO-ASSISTENZIALI E LOGISTICI ......................................................................................................................................................................................
4.4 AREE DI STOCCAGGIO ............................................................................................................................................................................................................................................
5. riSCHi CoNteStUaLi ...........................................................................................................................................................................
5.1 MAPPATURA SOTTOSERVIZI E LINEE AEREE ............................................................................................................................................................................................
5.2 INTERFERENZE CON EDIFICI E OPERE ESISTENTI ...............................................................................................................................................................................
5.3 INTERFERENZE CON IL TRAFFICO VIABILISTICO .................................................................................................................................................................................
5.4 INQUINAMENTO VERSO LESTERNO ............................................................................................................................................................................................................
5.4.1 RUMORE ...........................................................................................................................................................................................................................................
5.4.2 POLVERI .............................................................................................................................................................................................................................................
5.4.3 GAS .......................................................................................................................................................................................................................................................
6. imPiaNtiStiCa, maCCHiNari e attreZZatUre Di CaNtiere ...............................................................................................
6.1 IMPIANTO ELETTRICO ..............................................................................................................................................................................................................................................
6.2 IMPIANTO FOGNARIO .............................................................................................................................................................................................................................................
6.3 IMPIANTO DI ADDUZIONE ACQUA .............................................................................................................................................................................................................
6.4 IMPIANTI DI ILLUMINAZIONE .............................................................................................................................................................................................................................
6.5 ATTREZZATURE E MACCHINARI ......................................................................................................................................................................................................................
6.6 UTILIZZO DI PRODOTTI CHIMICI ....................................................................................................................................................................................................................
7. LavoraZioNi oggetto Di SPeCiFiCHe DiSPoSiZioNi ............................................................................................................
7.1 SCAVI .....................................................................................................................................................................................................................................................................................
7.2 REALIZZAZIONE FONDAZIONI (TRAVI E PUNTI) ..............................................................................................................................................................................
7.3 REALIZZAZIONE OPERE PREFABBRICATE .................................................................................................................................................................................................
7.4 REALIZZAZIONE SCALE IN C.A. E SETTI DI SOSTEGNO ...............................................................................................................................................................
..............................................................................................................................................................................................................................................................................................................
8. DoCUmeNti Da teNere iN CaNtiere ............................................................................................................................................
9. SegNaLetiCa Di SiCUreZZa .............................................................................................................................................................
10. DiSPoSitivi Di ProteZioNe iNDiviDUaLe .................................................................................................................................
11. riSCHio rUmore .................................................................................................................................................................................
12. SorvegLiaNZa SaNitaria ..............................................................................................................................................................
13. geStioNe DeLLemergeNZa ...........................................................................................................................................................
14. aNaLiSi e vaLUtaZioNe Dei riSCHi NeLLe FaSi Lavorative ..............................................................................................
15. oNeri Per La SiCUreZZa .................................................................................................................................................................
16. Programma Dei Lavori ..................................................................................................................................................................
aLLegati:
Cronoprogramma
Layout di Cantiere
Schede attivit

Figura 2 Contenuto di un P.O.S. tipo.


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I n s e r t i

Figura 3 Esempi di imbracature.

4 definizione delle tipologie di materiali


manipolabili direttamente dagli operatori (il limite di peso trasportabile
da un addetto indicativamente di
30 kg, dopo di che necessario lutilizzo di gruppi di persone, e comunque di frequenti turnazioni; inoltre
un P.O.S. che preveda un uso esteso
della movimentazione manuale dei
carichi quando sia possibile usare dei
mezzi alternativi non considerato
idoneo).

Figura 4 Esempi di dispositivi metallici.

SiCUreZZa NeL moNtaggio


DegLi eLemeNti
PreFabbriCati
iN CaLCeStrUZZo
Ogni impresa che monta elementi prefabbricati in calcestruzzo, data la variet e la specificit sia dei componenti
prefabbricati, che degli inserti utilizzati,
che degli accessori ad essi connessi, che
delle attrezzature disponibili quali presidi
contro la caduta dallalto (parapetti), ha
lobbligo di definire una propria metodologia di lavorazione, farla inserire nel
P.O.S. dello specifico cantiere a cura del
Coordinatore per la sicurezza in fase di
progettazione, e di attenersi ad essa.
Nonostante la possibile diversificazione
sopra descritta, le problematiche relative
alla sicurezza nelle fasi di montaggio sono
comuni. Peculiarit specifiche sono connesse alla movimentazione degli elementi
ed al rischio di cadute dallalto.
Gli elementi in calcestruzzo sono movimentati grazie a dispositivi metallici inseriti
nel calcestruzzo in fase di getto, in stabilimento, cui si collegano dispositivi mobili di
raccordo al gancio della gru. Questi inserti devono essere dimensionati e realizzati
secondo le normative vigenti. Istruzioni
di lavoro specifiche devono supportare i
lavoratori appositamente addestrati.
Le Aziende specializzate nella produzione
di inserti per la prefabbricazione mettono
a disposizione numerose soluzioni certificate, che offrono la sintesi di pluriennali
e molteplici esperienze, di professionalit,
oltre alla garanzia di processi produttivi
controllati, di prove meccaniche metallografiche sistematiche, di Sistemi di Qualit
aziendale certificati.
Per quanto riguarda il rischio di cadute
dallalto, la particolare natura dellopera
rende necessario lutilizzo di dispositivi
specifici, diversi dai presidi di prevenzione e protezione solitamente adottati in
un normale cantiere edile, tipicamente il
ponteggio, in quanto questo intralcerebbe il lavoro anzich supportarlo.
Tali dispositivi sono costituiti generalmente da piantane, collegate da funi, a realiz2 - industrie manufatti cementizi

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I n s e r t i

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Figura 5 Dispositivi di protezione.

zare una linea di protezione disponibile


per i lavoratori a cui assicurarsi durante le
operazioni in quota, mediante i D.P.I. personali in dotazione (cinture di sicurezza,
imbracature e assorbitori normalizzati); i
D.P.I. devono essere conformi alle direttive europee, quindi certificati CE.
I requisiti cui devono soddisfare le linee di
sicurezza anticaduta sono:
4 conformit ai requisiti della norma
UNI EN 795, classe C, sia per quanto
riguarda i carichi statici e dinamici di
progetto, sia per quanto riguarda le
prove da effettuarsi sui tipi caratterizzanti i modelli;
4 possibilit di montaggio a terra, prima
del sollevamento del componente
prefabbricato su cui vengono installati;
4 facilit di montaggio e di rimozione al
termine del lavoro.
Anche in questo caso, alcune Aziende
specializzate nella produzione di inserti
per la prefabbricazione mettono a disposizione soluzioni collaudate certificate CE.
Solo quando non possibile utilizzare
le linee di sicurezza possibile ricorrere
alluso di attrezzature omologate e certi-

ficate che consentano il lavoro in quota


in sicurezza (carrelli elevatori, ceste, ecc.).
Anche in questo caso, laddetto dovr
indossare opportuna imbracatura adeguatamente fissata al supporto.
Nei rari casi in cui, per esempio, lelemento prefabbricato, per sue caratteristiche
geometriche intrinseche, comporta una
scarsa superficie di pedonabilit, oltre alla
linea di sicurezza a cui assicurarsi, si pu
far ricorso a reti di protezione anticaduta
estese a tutta la superficie di lavorazione.
Altre regole comuni a tutti i cantieri di
montaggio di componenti prefabbricati in
calcestruzzo sono le seguenti:
4 durante le fasi di lavoro che riguardano strettamente il montaggio del
prefabbricato, nessuna altra impresa
deve operare nellarea interessata: ci
preclude fra laltro la possibilit a personale non addestrato di interferire
con le lavorazioni, diventando cos
causa di pericolo per s stesso e per
altri lavoratori;
4 prima di iniziare qualsiasi operazione di
sollevamento o movimentazione controllare che tutte le attrezzature (ganci,

Figura 6 Dispositivi di sicurezza.


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I n s e r t i

Figura 7 Fase di lavorazione.

Figura 8 Utilizzo di scale in sicurezza.

catene, funi, ecc.) siano in perfetto


stato di conservazione e tarati per il
carico cui sono destinati;
4 evitare di sganciare gli elementi fintanto che questi non siano stati correttamente fissati;
4 non transitare n sostare nel raggio di
azione dei carichi sospesi;
4 non sganciare gli elementi prefabbricati
finch non siano oppor tunamente
fissati (travi) e/o bloccati nei loro alloggiamenti (plinti e pilastri);
4 utilizzare le scale con scrupolosa conformit ai piani di sicurezza. Luso della
scala fra le pi diffuse cause di incidenti sul lavoro:
le scale devono essere dotate di
opportuni elementi antisdrucciolevoli, sbordare almeno oltre un
metro rispetto al piano di arrivo,
avere una massima inclinazione di
4:1 ed essere legate saldamente ai
pilastri;

fintanto che la legatura superiore


della scala non sia assicurata, un
secondo lavoratore dovr assicurare la scala a terra durante la salita
del compagno;
4 munire di una linea di sicurezza anticaduta le travi di copertura prima di
sollevarle.
Laddetto operante in copertura dovr
agganciarsi opportunamente alla linea
di sicurezza solo dopo aver fissato le
travi;
4 rimuovere le protezioni collettive
installate solamente quando non siano
pi necessarie e quando le condizioni
di rischio che ne richiedevano la presenza siano effettivamente cessate.
La rimozione dovr avvenire secondo
precise istruzioni scritte che evitino
il manifestarsi del rischio di caduta
proprio nella fese finale del cantiere,
al momento della rimozione delle
protezioni stesse.
n

Figura 9 Dispositivi di protezione.


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Te c n o l o g i a

Calcestruzzo
in pratica:
durabilit
di Gianni Bebi1

DURABILIT
La serie di norme che compongono
la UNI 8981: Durabilit delle opere
e manufatti in calcestruzzo fornisce
le necessarie indicazioni in ordine alle
definizioni, ai meccanismi
ed alle cause dei fenomeni di degrado. In termini
generali la durabilit, o
durevolezza, pu essere
definita come capacit da
parte di opere o manufatti,
di mantenere nel tempo,
entro limiti accettabili per le
esigenze di esercizio, i valori
delle caratteristiche funzionali; per contro, la degradazione risulta: il manifestarsi,
con varia intensit e velocit, di fenomeni di alterazione tali da ridurre i valori
delle caratteristiche di funzionalit delle opere e dei
manufatti di calcestruzzo.
Il degrado delle opere
e dei manufatti di calcestruzzo pu avvenire per azione di
sostanze presenti sia nellambiente di
esercizio che allinterno del calcestruzzo
1

(come accade, per esempio, nella reazione alcali-aggregati), oppure a causa


di azioni fisiche o meccaniche connesse
alla stessa pratica di lavorazione o esercitate dallambiente. La degradazione si
pu manifestare in modo pi o meno
intenso, in tempi brevi o, anche, molto
lunghi, in relazione alla eventuale presenza di fattori intrinseci.
1 PRINCIPALI CAUSE DI
DEGRADO
Le azioni aggressive sono raramente
presenti singolarmente, la maggior parte
dei fenomeni degenerativi deve essere,
infatti, ascritta a complesse coazioni fra
diverse cause. In genere, le pi frequenti
casistiche degenerative dipendono dalla
porosit e permeabilit del conglomerato, fattori che consentono agli agenti aggressivi atmosferici, o di altra natura,
di raggiungere il tessuto pi interno del
calcestruzzo attivando e diffondendo i
processi di degrado.
La norma UNI 8981 nella parte 1a, individua, fra le azioni esterne gli agenti
chimici naturali, gli agenti chimici degli
ambienti industriali, le cause fisiche, meccaniche ed elettrochimiche.

Estratto da Calcestruzzo in pratica di Gianni Bebi 1a Edizione marzo 2007, pubblicato da IMREADY Srl.
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Te c n o l o g i a

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nel calcestruzzo, tensioni in grado di prevalere sulla sua resistenza a trazione.


Ne conseguono, dapprima, fessurazioni e quindi, con il procedere del
tempo e con la disponibilit di ossigeno
e acqua, si verifica il distacco di strati di calcestruzzo (fenomeno noto
con il termine Spalling) sempre pi
significativi.
La bassa qualit dei calcestruzzi oggi in
opera proprio testimoniato dalla diffusione di questo fenomeno, che si osserva
in molte delle strutture in conglomerato
cementizio armato esposte allatmosfera
esterna.

Figura 1 Effetto della corrosione dei ferri


darmatura e sul calcestruzzo.

Fra le azioni intrinseche sono invece


annoverati i componenti inadeguati,
errori di proporzionamento della
miscela e nelle modalit esecutive.
1.1 Carbonatazione
Allo stato fresco il calcestruzzo ha
un pH pari a circa 13,5. In questa
condizione, fortemente alcalina, dellinterfaccia ferro-calcestruzzo, i ferri darmatura sono passivamente protetti: i
fenomeni corrosivi non possono, in pratica, avvenire.
Lidrossido di calcio , per, un composto
solubile in acqua acidula, estremamente
instabile e reattivo. Una delle sue reazioni
pi comuni, quella con lanidride carbonica atmosferica (CO2), definita carbonatazione, porta alla formazione di
carbonato di calcio e acqua.
Il prodotto della reazione, il carbonato di
calcio, caratterizzato da un pH inferiore a 10, non in grado di preservare i
ferri darmatura dai processi corrosivi: il
ferro, non pi protetto, si ossida, in
ambiente umido e in presenza di ossigeno, originando voluminosi ossidi di ferro
idrati (con volume da 2 a 7 volte superiore a quello originario) che inducono,

1.2 Cloruri
Un fenomeno analogo, in termini di perdita della protezione allinterfaccia ferrocalcestruzzo, indotto dalla presenza di cloruri, elementi estremamente
solubili, quindi in grado di penetrare con
una certa facilit nel calcestruzzo.
Lossidazione, al contrario di quella provocata dalla carbonatazione che risulta
pi estesa, si manifesta in piccole zone

Figura 2 Danni provocati dalla corrosione da cloruri.

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Te c n o l o g i a

del ferro (Pitting), ovvero dove maggiore


la concentrazione di cloruri.
Queste sostanze, presenti nel conglomerato o penetrate nello stesso (per
esempio a seguito dellimpiego di sali
antigelo nella viabilit, o perch esposto
in ambiente marino), dissolvono il film
alcalino allinterfaccia ferro-calcestruzzo
e abbassano il pH consentendo linnesco dei processi corrosivi.
Il cloruro di sodio favorisce lingresso di
acqua nel calcestruzzo provocandone
la disgregazione, come descritto nel
paragrafo 1.6; il cloruro di calcio, invece,
attacca fortemente la pasta di cemento con conseguente disgregazione del
conglomerato.
1.3 Solfati
Presenti in acque e terreni, i solfati
possono reagire con la pasta di cemento
originando fenomeni espansivi e fessurativi incontrollabili, in grado di manifestarsi
dopo periodi di tempo molto variabili
(anche mesi e, addirittura, anni).
Il rimedio preventivo pi semplice rappresentato dallimpiego di cementi resistenti ai solfati e dalladozione di rapporti
acqua/cemento il pi ridotti possibile.

Figura 3 Degrado del calcestruzzo per reazione fra alcali del cemento
e aggregati reattivi.

1.4 Acidi
Il calcestruzzo non resiste agli
attacchi acidi. Ne consegue che, ove
di questi fosse prevedibile la presenza,
si debba ricorrere alla protezione delle
superfici di calcestruzzo con rivestimenti
specifici.
1.5 Reattivit agli alcali
In taluni casi, la presenza di particolari
minerali amorfi negli aggregati (opale,
calcedonio, ecc.) pu compor tare la
reazioni di questi con gli alcali contenuti nel cemento. La reazione, che
pu avvenire a distanza di mesi o di anni,
a seconda di numerose variabili, comporta fenomeni espansivi incontrollati e
localizzati, che possono dar luogo a
gravi compromissioni strutturali.
La norma UNI 8520, nella parte 22a,
fissa le metodologie per determinare
la potenziale reattivit agli alcali di un
aggregato.
Una par ticolare manifestazione della
reattivit fra alcali ed aggregati costituita dal fenomeno noto con il termine
Pop out, che si riscontra prevalentemente sulle superfici delle pavimentazioni industriali.
La presenza di elementi reattivi provoca
il distacco di una piccola porzione circolare che lascia un piccolo, caratteristico,
cratere conico.
Nel caso di impossibilit pratica ad
operare la sostituzione di un aggregato
sospetto, consigliabile il ricorso allimpiego di cementi poveri di alcali ed
alluso congiunto di adeguate addizioni di
filler ad elevata attivit pozzolanica quali
microsilice e ceneri volanti.
La ricerca sta proponendo additivi in
grado di prevenire tale fenomeno.
1.6 Cicli di gelo e disgelo
Lacqua che penetra nelle porosit del calcestruzzo, per effetto del
gelo aumenta il suo volume (del 9%
circa) generando pressioni sulle pareti
dei pori.
La sollecitazione, specie se ripetuta attra2 - industrie manufatti cementizi

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Te c n o l o g i a

Figura 4 Danni provocati dal gelo.

verso innumerevoli cicli di gelo e disgelo,


pu portare alla disgregazione del
conglomerato.
Per ovviare a questo tipo di degenerazione necessario ricorrere allimpiego di additivi aeranti in grado di
fornire celle di compensazione (microbolle daria) alle tensioni di congelamento adottando, inoltre, come sempre
consigliabile, ridotti rapporti acqua
cemento.
Laggiunta di microbolle comporta una
sensibile perdita di resistenza, di cui
tenere conto al momento della formulazione del mix design.
La formazione di microbolle allinterno
del calcestruzzo influenzata anche dalle
caratteristiche dei componenti del calcestruzzo e dalle condizioni ambientali.
opportuno, quindi, tenere sotto controllo lefficace funzionamento delladditivo utilizzato, specie con temperature
elevate e, quindi, valutare adeguatamente i risultati raggiunti.
Gli aggregati non devono essere
sensibili al gelo, ovvero, devono risultare non gelivi.
Una particolare situazione di degrado si
riscontra nei pavimenti industriali quando le macrobolle risultano praticamente
sature dacqua a causa di pendenze
inadeguate o per la presenza di neve
in fase di scongelamento. Laumento di
volume provoca tensioni di trazione
nelle zone corticali; non essendoci con-

trasto il calcestruzzo, di conseguenza, si


disgrega.
2 PRESCRIZIONI PER LA
DURABILIT
I criteri di composizione del calcestr uzzo in funzione della classe di
esposizione dellopera da realizzare, determinati in conformit con la
norma UNI EN 206-1 e UNI 11104,
sono richiamati nelle Tabelle 1.2 e 1.5.
Le prime quattro elencano le possibili
caratteristiche dellambiente in cui
si potrebbe trovare lopera, mentre
la quinta ripor ta il rispetto di parametri fondamentali per resistere ad
ogni singola esposizione. Vale la pena
far notare che i valori del rappor to
A/C indicati dalla Tabella 1.5 risultano
inferiori a quelli normalmente utilizzati in cantiere, mentre le resistenze
caratteristiche sono superiori a quelle
altrettanto normalmente impiegate.
compito del progettista valutare la
resistenza del materiale in funzione di
quanto previsto dalle norme: salvo casi
par ticolari, per fare un esempio, non
ha senso prescrivere Rck 25 quando la
classe di esposizione prevede Rck 40, se
non si vuole generare confusione fra
impresa e fornitore di calcestruzzo.
Ulteriori prescrizioni, spesso disattese,
riguardano lo spessore del copriferro
ed il suo controllo, i metodi di messa in
opera e i metodi di stagionatura.
n
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Tabella 1.1 UNI 11104. Prospetto I (1a Parte). Classi di esposizione

Te c n o l o g i a

industrie manufatti cementizi - 2

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Te c n o l o g i a

Tabella 1.2 UNI 11104. Prospetto I (2a Parte). Classi di esposizione

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2 - industrie manufatti cementizi

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Colacem Ufficio Immagine Lorenzi comunicazione e pubblicit _ foto: phlus

I nostri valori
costruiscono il futuro

La nostra cultura di impresa frutto di valori condivisi,


un patrimonio che rappresenta la solidit dellazienda e il nostro impegno
per il futuro. Da sempre abbiamo scelto di salvaguardare lambiente, attraverso il
recupero e il riuso del territorio; di sviluppare le nostre idee investendo sulla ricerca
e sulla tecnologia; di instaurare rapporti di fiducia mantenendo una professionalit
costante e garantendo leccellenza dei nostri prodotti.
Colacem oggi una delle realt industriali pi importanti dItalia:
promuoviamo progresso e cultura aziendale, per la crescita delle nostre comunit.

Tecnologia_Bebi_2.indd 57

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Te c n o l o g i a

Tabella 1.3 UNI 11104. Prospetto I (3a Parte). Classi di esposizione

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Tabella 1.4 UNI 11104. Prospetto I (4a Parte). Classi di esposizione

Te c n o l o g i a

industrie manufatti cementizi - 2

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Tabella 1.5 UNI 11104. Prospetto 4. Valori limite per la composizione e le propriet del calcestruzzo

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Te c n o l o g i a

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della migliore qualit, ed una tecnologia
avanzata che si accompagna ad una
competente e completa consulenza
tecnica.

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Pu essere usato in calcestruzzo non
fessurato e in murature di mattoni pieni
o forati. Questo sistema versatile,
sicuro, di facile installazione. Lancorante
costituito da una barra filettata o da
una bussola con filettatura interna.

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economica per un fissaggio semplice ed
efficace nel calcestruzzo non fessurato.
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resistenza al fuoco
Certificato di resistenza al fuoco secondo
DIN 4102-2, classi di resistenza al fuoco F30,
F60, F90 e F120.

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sia nel calcestruzzo fessurato che non
fessurato. Il cono e la relativa fascetta
ad espansione assicurano un ancoraggio
completo e sicuro.

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carichi pesanti anche con interassi ridotti.
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A t t u a l i t
19th BIBM InternatIonal
VIenna, 7 - 10 MaggIo 2008

In occasione del Congresso


BIBM 2008, viene presentata
la prima edizione del Precast
Book BIBM.
Si tratta di un volume realizzato dal BIBM e dalla casa editrice IMREADY che presenta
la Federazione Europea e le
Associazioni ad essa federate.
Allinterno del documento
sono presenti non solo i riferimenti istituzionali del BIBM
e delle Associazioni ma anche
lelenco di tutte le aziende ad
esse associate.
Precast book verr distribuito in oltre 800
copie durante il Congresso BIBM di Vienna e
successivamente inviato a tutte le Associazioni
e aziende associate.
Si tratta della 1a edizione di un volume destinato
ad arricchirsi nei prossimi anni delle informazioni
relative allattivit svolta dal BIBM, dei numeri della
Prefabbricazione a livello europeo e di unampia
sezione dedicata ai fornitori del settore.

la nostra industria abbia giocato un ruolo


secondario per troppo tempo e ora riteniamo necessario condividere con gli associati i
benefici che il nostro settore potrebbe portare a quello delle costruzioni. Il primo passo in
questa direzione deve comunque essere fatto
partendo da noi stessi; per poter essere in
grado di convincere qualcuno dellimportanza
e della forza del nostro messaggio, bisogna
prima esserne profondamente convinti. Essere
consapevoli della propria forza rappresenta il
primo passo verso lefficace espressione del
proprio potenziale.
Essendo la nostra industria frammentata, pi
riusciamo a coordinare il nostro messaggio e
parlare allunisono, pi verremo ascoltati. Le
idee che vogliamo trasmettere sono positive
e possono contribuire a dar forma al futuro
dellEuropa.

Visibilit attraverso una comunicazione


efficiente

Miglioramento dei prodotti prefabbricati


con luso degli Eurocodici per le strutture
in calcestruzzo

di Bernd Wolschner BIBM President


La comunicazione viene oggi considerata fondamentale nel commercio; la pubblicit basata sul
principio che nessuno acquista
qualcosa che non conosce. Anche
se non direttamente coinvolto in
ambito promozionale, BIBM utilizza la sua posizione privilegiata nel cuore dellEuropa per
giocare un ruolo nella divulgazione delle informazioni,
dellesperienza e del knowhow nel settore del calcestruzzo preconfezionato.
Limpor tanza di una Federazione di settore a livello
europeo data da una serie
di fattori tra cui il peso effettivo (in termini di turnover, personale impiegato, importanza
strategica, ecc.) e la percezione che di essa ha il mondo
esterno (reputazione).
In BIBM siamo convinti che

Pubblichiamo in anteprima il sommario della


relazione che il Prof. Giuseppe Mancini presenter durante i lavori del Congresso BIBM.

di Giuseppe Mancini

La pubblicazione degli Eurocodici


EN1992-1-1, EN 1992-1-2, EN1992-2, EN
1992-3 sulle strutture in calcestruzzo apre
cer tamente una nuova epoca di liber t per
quanto riguarda la possibilit dellindustria
della prefabbricazione di ideare strutture
sempre pi performanti.
Una delle principali innovazioni rispetto
alla versione ENV, lampliamento delle
classi del calcestruzzo permesse ora per
luso strutturale. In passato erano limitate
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A t t u a l i t
a 50 MPa, ma ora sono state estese a 90
MPa. Secondo la mia opinione una tale
innovazione, unita alla disponibilit di un
set completo di parametri in grado di
descrivere una cos ampia gamma di classi
di calcestruzzo, determiner una rivoluzione nellambito dei prodotti prefabbricati.
Lindustria della prefabbricazione infatti
orientata verso il risparmio dei materiali e
la riduzione del peso e quindi del costo del
traspor to e dellassemblaggio. In questo
modo la sostenibilit dei prodotti prefabbricati sar aumentata por tando notevoli
vantaggi allambiente.
Un altro impor tante str umento per il
miglioramento dei prodotti prefabbricati
consiste nella possibilit di ridurre significativamente i valori dei coefficienti di
sicurezza utilizzando procedure di certificazione di qualit nella produzione, in
par ticolare:
4 riduzione delle deviazioni nelle dimensioni della sezione trasversale attraverso il controllo qualit;
4 utilizzo di dati geometrici ridotti o misurati nella progettazione;
4 valutazione della resistenza del calcestr uzzo direttamente sulle str utture
ultimate.
Tutte queste procedure sono par ticolarmente adatte per lutilizzo in unazienda di
prefabbricazione e, gi oggigiorno, vengono spesso incluse nella definizione dellattuale piano qualit.
Un ulteriore riconoscimento della qualit
della produzione del prefabbricato si pu
trovare nella riduzione da zero a 10 mm
del copriferro del calcestruzzo.
Ci permesso quando il valore di copriferro sottoposto a misurazioni molto
accurate e vengono rifiutati elementi non
conformi, procedura che possibile praticamente sono con elementi prefabbricati.
Dalle considerazioni di cui sopra risulta
chiaro che laumento delle classi strutturali e il riconoscimento dellalto livello
di controllo qualit durante lesecuzione
produrr insieme un nuovo impulso nel
miglioramento della produzione corrente
e il raggiungimento di nuove forme strutturali prefabbricate.
Oltre ai miglioramenti di cui sopra di carattere generale, molti altri modelli di design
specifico che possono avere uninfluenza
significativa nellindustria della prefabbricazione, sono inclusi nellEurocodice sulle
strutture in calcestruzzo.
Innanzitutto vorrei menzionare il problema

63

Figura 1 Esempi di interfaccia.

della connessione tra gli elementi prefabbricati attraverso giunti gettati in situ e/o
lintegrazione di elementi prefabbricati con
getto di calcestruzzo in situ (Figura 1).
Lobiettivo da raggiungere in questi casi
la monoliticit della struttura ottenuta da
calcestruzzi diversi, di diversa et.
Una raccomandazione di design specifico
quindi necessaria per la valutazione della
performance della connessione.
LEN 1992-1-1 propone un nuovo modello
per la progettazione di giunti indentati per
connessioni (Figura 2), in grado di descrivere il meccanismo di resistenza al taglio
allinterfaccia tra getti di calcestruzzo con

Figura 2 Giunto indentato.

industrie manufatti cementizi - 2

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64

A t t u a l i t

Figura 3 Blister nelle travi da ponte.

tempi diversi, molto utile in questo tipo di


giunti.
Questo modello pu essere applicato in
presenza di diverse tipologie di superfici
da accoppiare (molto lisce, lisce, irregolari
e indentate).
Tiene in considerazione la possibile presenza di una pressione agente or togonalmente alla superficie e permette la verifica
del calcestruzzo e il progetto dellarmatura
necessaria che attraversa il giunto.
Oltre alla loro classica applicazione nella
progettazione dei giunti, rappresentati
in Figura 1, il modello di giunti indentati
promuover, secondo me, lintegrazione di
specifici elementi prefabbricati nelle strutture gettate in situ.
La costruzione di blisters negli impalcati da
ponte, sia gettati in situ che realizzati con
segmenti prefabbricati accoppiati mediante giunti coniugati, un tipico esempio di
un caso in cui sul giunto si raggiunge un
alto livello di tensioni tangenziali.
noto peraltro che la forza di precompressione ha bisogno per essere trasmessa
allintera sezione attraverso il blister. In
questi elementi ci si aspetta dunque unalta
concentrazione di armatura.
Inoltre i cavi che dovrebbero essere localmente ancorati e quelli nelle vicinanze
sono soggetti ad impor tanti deviazioni

Figura 4 Armatura allinterno del blister.

nelle zone di connessione tra i blisters e le


pareti della sezione scatolare.
Le guaine hanno raggi di cur vatura che
variano da segmento a segmento e quindi
probabile che interferiscano con lordinaria armatura che attraversa il giunto.
Questa contemporanea presenza di alta
percentuale di armatura e guaine di cavi
difficile da gestire correttamente sul posto
ma, al contrario, pu essere facilmente
controllata nello stabilimento di prefabbricazione, dove il controllo di qualit
idoneo a soddisfare i pi severi requisiti di
progettazione.
La prefabbricazione dei blisters e la loro
connessione da realizzare in situ stata
recentemente usata nella realizzazione di
due impor tanti ponti in Italia.
Entr ambi sono car atter izza ti d a u n a
sezione scatolare composita (solette in
calcestruzzo e anime in acciaio), precompresse con cavi sia esterni che interni
(Figure 3 e 4).
La scelta di questi blisters ha largamente
facilitato la realizzazione e laumento della
qualit, nonch la riduzione dei tempi di
esecuzione in situ.
Infine la sezione 10 dellEN 1992-1-1 contiene specifiche regole per elementi e
strutture prefabbricate.
Alcuni di questi modelli sono utili per
aumentare e ottimizzare la progettazione
delle strutture prefabbricate.
Tra i tanti si segnalano:
4 linfluenza della maturazione a vapore
nella valutazione della resistenza a compressione a meno di 28 giorni;
4 la possibilit di usare la funzione di
maturazione per la valutazione delle
deformazioni da creep nel caso di elementi maturati a vapore;
4 la possibilit di ignorare deformazioni da
ritiro autogeno in elementi maturati col
calore a anche di trascurare la deformazione da ritiro durante la maturazione.
Tutti questi modelli sono impor tanti per
chiar ire leffetto della matur azione a
vapore in un ambito nel quale generalmente sono state usate delle soluzioni
eterogenee.
In conclusione, anche solo sulla base di
una cos cor ta lista di specifiche regole,
chiaro che luso degli Eurocodici per le
strutture in calcestruzzo migliorer la produzione dellindustria di prefabbricazione
sia in termini di qualit che di economia
sostenendo lobiettivo della costruzione
sostenibile.
n
2 - industrie manufatti cementizi

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A t t u a l i t
ConVegno aICap
le strutture dI CalCestruzzo: dalleuroCodICe 2 alle norMe teCnIChe
Bologna, 13 Marzo 2008

di Massimo Bocciolini
Il 13 marzo, presso lAula Magna della
Facolt di Ingegneria di Bologna, si tenuto il convegno Le strutture di calcestruzzo: dallEurocodice 2 alle Norme Tecniche organizzato da aicap e patrocinato
dal Consiglio Superiore dei LL.PP. e dalla
Facolt di Ingegneria di Bologna.
Sono affluiti circa 150 par tecipanti, tra
professori, dottorandi, studenti e, soprattutto, professionisti da tutta Italia.
Lincontro si preannunciava ricco di numerosi spunti dinteresse, in quanto poteva
essere considerato il primo con valenza
istituzionale dalla pubblicazione delle NTC
del 14 gennaio 2008 e dalla conversione in legge del decreto Milleproroghe.
Tale valenza era confermata dai relatori,
molti dei quali componenti del Consiglio
Superiore dei LL.PP. (CSLLPP) e dalla significativa presenza (anche se fugace e non
pianificata dal programma ufficiale) del
Presidente Ing. Marcello Mauro.
Quello del 13 marzo rientra nel ciclo di
convegni che aicap sta por tando per tutta
lItalia da circa tre anni, dedicati ad incentivare lutilizzo degli Eurocodici per la progettazione civile. Allo scopo verranno spediti a tutti i par tecipanti i due volumi editi
dallassociazione Guida alluso dellEurocodice 2 aggiornati con i riferimenti alle
NTC di recente pubblicazione.
Dopo laper tura dei lavori da par te del
Preside della Facolt di Ingegneria di Bologna, Prof. Pierpaolo Diotallevi e del Presidente di aicap Prof. Luca Sanpaolesi,
inter venuto lIng. Marcello Mauro che ha
dichiarato che con lultima versione delle
NTC, si poteva considerare concluso il
travaglio normativo degli ultimi anni, per
quanto riguarda la definizione delle nuove
regole per la progettazione strutturale.
Il Presidente, che ha sottolineato laper tura delle NTC agli Eurocodici, ha anticipato
che il giorno successivo si sarebbe tenuta
una riunione del CSLLPP per la discussione
della Circolare Ministeriale che dovrebbe
presentare e integrare le nuove NTC e
dare indicazioni sugli str umenti pratici,
atti a soddisfare alcune prescrizioni che la
norma formula senza spiegare.
Ricorda infine che sul sito Internet del

CSLLPP i progettisti possono accedere ai


parametri zonali sismici tramite un programma sperimentale Spettri di risposta
delle azioni sismiche di progetto per il
gener ico sito del ter r itor io nazionale ,
che verr aggiornato prossimamente per
render lo pi accurato e pi facilmente
scaricabile.
Il Prof. Piero Pozzati, dallalto della sua
prestigiosa figura, ha voluto dedicare il suo
inter vento ai pi giovani.
Ha infatti rievocato gli ultimi 60 anni di
storia di aicap con qualche curioso e simpatico aneddoto, sottolineando il ruolo
che ha ricoper to la Facolt dIngegneria di
Bologna in questo periodo. Ha ricordato
quando il Prof. Cestelli Guidi nel 49 fond
a Bologna anicap (Associazione nazionale
cemento armato precompresso) scegliendo come sede il refettorio di una chiesa
(nonostante la vocazione assolutamente
laica della associazione), ai tempi in cui il
Prof Odone Belluzzi era la figura di riferimento della Scienza delle Costruzioni e
Levi e Pizzetti i suoi allievi pi conosciuti.
Ha quindi ricordato la fusione del 1971
di anicap con aica (Associazione italiana
cemento armato) per dare vita ad aicap
che ha mantenuto la tradizione voluta del
Prof. Cestelli Guidi di organizzare le allora
Giornate anicap.
Il Prof. Luca Sanpaolesi ha commentato
le nuove NTC, sottolineando che, anche
se nascono come norme prestazionali,
contengono sempre troppe prescrizioni per essere definite tali. Ha ricordato
che la versione finale di queste risale al
27/7/2007 e che il ritardo della pubblicazione dovuto alliter burocratico dato
dalle numerose modifiche richieste dalla
Conferenza delle Regioni e delle Province
Autonome e dal parere negativo emesso
dallAustria, secondo la quale la misura
proposta, riguardo alla progettazione di
strutture di legno, presenterebbe aspetti
che possono creare ostacoli alla libera circolazione di ser vizi e di prodotti nellambito del mercato interno europeo.
Lemissione di un parere circostanziato da
par te di uno Stato Membro, determina il
rinvio delladozione del provvedimento
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di quattro mesi a decorrere dalla data in


cui la Commissione ha ricevuto la comunicazione del progetto di regola tecnica
e compor ta lobbligo di riferire alla Commissione sul seguito che si intende dare al
parere stesso.
Sanpaolesi ha riassunto, a sommi capi,
le caratteristiche principali delle NTC ,
molte delle quali in comune con la versione del 2005.
Ha quindi sottolineato che la funzione
primaria di quello che fu definito Testo
Unico stata quella di raccogliere norme
sparpagliate che davano evidenti problemi di aggiornamento ai legislatori e di
consultazione agli utenti. Ha ricordato che
le nuove NTC rispettano totalmente limpostazione generale degli Eurocodici, che
potranno essere utilizzati per progettare
(in quanto ritenuti norme di comprovata
validit) non appena verranno approvate
dal CSLLPP le Appendici Nazionali, gi
completate.
Sanpaolesi ha puntualizzato che la par te
sismica totalmente nuova: sono stati definiti 4 stati limite, contro i 2 degli Eurocodici
e la zonazione dei parametri degli spettri
sismici e dei tempi di ritorno stata sostituita con una zonazione pi puntuale (aree
di 5 km 2), ripor tata nel sito del CSLLP.
Ha inoltre sottolineato che lItalia stata
una delle prime al mondo a effettuare questo tipo di zonazione.
Ha ricordato le novit in campo geotecnico
e dei materiali e prodotti da costruzione,
evidenziando come la marcatura CE cambi
le regole con cui si controllano e si accettano i prodotti che arrivano in cantiere e
che hanno lobbligo di essere qualificati.
La circolare del CSLLPP di prossima pubblicazione amplier e inquadrer con pi
precisione il capitolo 11.
Il Professore ha ricordato che le NTC
ampliano i criteri con cui si pu operare
sulle costruzioni esistenti e consentono
di utilizzare coefficienti parziali minori di
quelli utilizzati per le strutture nuove, con
la ragionevole osser vazione che meglio
fare poco in termini di sicurezza che non fare
niente.
Infine ha fatto notare limpor tanza della
prossima Circolare Ministeriale e della
quasi cogenza di questo documento, che
ha lo stesso peso delle NTC.
Linter vento del Prof. Franco Angotti
ver teva sulle verifiche di sicurezza e prestazioni attese, confrontando quanto prescritto dalle NTC e gli EC0 e EC2.
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A t t u a l i t
Ha ricordato i 4 principi fondamentali delle
norme: resistenza, funzionalit in esercizio,
robustezza e durabilit.
Si dilungato sul concetto dellapproccio
probabilistico alla definizione delle azioni e
delle resistenze, arrivando alla conclusione che il metodo semi probabilistico agli
stati limite consente, tramite luso di valori
caratteristici e dei coefficienti parziali di
sicurezza, un approccio alla progettazione probabilistico senza che il progettista
abbia conoscenze specifiche sulla scienza
statistica.
Si soffermato sullapproccio alla progettazione sismica, in funzione della tipologia
di struttura, confrontando le 3 classi di
conseguenza proposte dagli Eurocodici
(CC1, CC2, CC3 per basso, normale e
alto affollamento) e le 4 classi duso delle
NTC.
I valori corrispondenti a queste devono
essere moltiplicati per la vita nominale
V N, per ottenere il periodo di riferimento
dellazione sismica V R da utilizzare nel sito
del CSLLPP per trovare gli spettri degli
accelerogrammi da impiegare nelle verifiche di calcolo.
Ha infine ricordato i coefficienti parziali
di acciaio e calcestr uzzo (g c =1,5-1,6 e
g s=1,15), le azioni permanenti e variabili e
le tre verifiche agli Stati Limite Ultimi: SL
di Equilibrio (verifica al ribaltamento, come
se la struttura fosse rigida e il terreno ininfluente - galleggiamento), SL di resistenza
(collasso interno ovvero la verifica classica) e lo SL geotecnico, in cui si ipotizza la
struttura for te e il terreno debole.
Linter vento del Prof. Maurizio Taliano,
che sostituiva il Prof. Piero Marro, verteva su gli stati limite ultimi. Il professore ha esordito facendo notare che le
norme europee (UNI 206-1 e E2) e italiane (NTC) concordavano nel considerare
come resistenza del calcestruzzo quella
caratteristica cilindrica a 28gg e nelluso
della notazione CX/Y per definire la classe
di resistenza.
A tale scopo, diventa fondamentale la relazione
per convertire la resistenza cubica in cilindrica
(l/D=2) riportata nelle NTC fck = 0,83 Rck.
Ha fatto quindi notare che laper tura delle
due norme alle alte resistenze favorisce
soprattutto le strutture compresse, come
i pilastri, e quelle precompresse, in quanto
ad un aumento della resistenza a compressione non corrisponde un aumento proporzionale del modulo di elasticit e della
resistenza a trazione.

Ad esempio, un aumento della resistenza a compressione caratteristica da 30 a


60 MPa (quindi del 100%) por ta ad un
aumento del 52% della resistenza a trazione e del 18% del modulo di elasticit
(prospetto 3.1 E2).
Per gli acciai ricorda che entrambe le
norme introducono acciaio ad alta duttilit
(B450C) ed a bassa duttilit (B450A).
Il Prof. Franco Mola ha parlato degli stati
limite di esercizio e verifiche a carico di
punta.
Suggestiva quanto disarmante losser vazione del Professore di Tecnica delle costruzioni del Politecnico di Milano che ha
puntualizzato che le NTC sono leggi dello
stato e vanno ovviamente ottemperate,
ma che le leggi della Scienza delle Costruzioni sono scritte nel granito e il progettista
di buon senso, deve sapersi muovere tra le
norme in maniera sapiente.
Il Prof. Maurizio Orlando ha focalizzato
lattenzione sul punzonamento e modelli
tirante-puntone da utilizzare in presenza di elementi tozzi, o elementi in cui
presente un impor tante effetto localizzato, dato da una impor tante variazione
di sezione o dalla presenza di un carico
concentrato.
Elementi tipici sono i plinti e gli appoggi
dei carri ponte dei capannoni e i nodi
trave pilastro.
LIng. Pietro Ciaravola del Consiglio Superiore dei LL.PP. ha ricordato limminente
pubblicazione della Circolare Ministeriale,
che ha definito commentario alle NTC, e
di consultare il sito del Consiglio Superiore
per scaricare le NTC, la zonazione sismica
e le Linee Guida per la messa in opera del
calcestrutto strutturale.
Ha anche comunicato che UNI, su pressioni del CSLLPP, pubblicher un CD con dentro le 74 norme richiamate dalle NTC a un
prezzo politico pari al 95% di sconto della
somma dei prezzi delle norme inserite.
Il Prof. Edoardo Cosenza ha effettuato
unavvincente presentazione sull azione
sismica e risposta strutturale. Ha inizialmente ribadito linnovazione delle ultime
mappe di sismicit che reputa tra le migliori del mondo seconde forse solo a quelle
della California.
Il passaggio dalle quattro zone sismiche ad
una mappa puntuale stato progettato
per uniformare il rischio sismico in tutta
lItalia: per quasi ogni comune possibile
scaricare la famiglia di spettri al variare del
periodo di ritorno, da utilizzare in funzione
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A t t u a l i t
del periodo di riferimento V R, ovvero del
tipo di struttura. Considera le NTC, nelle
prescrizioni sismiche, unevoluzione dellE8,
in quanto pi recenti.
Il professore introduce alcuni concetti
fondamentali della progettazione sismica,
riguardo alla risposta della struttura.
Il fattore di struttura definisce la struttura
in alta duttilit (pi esile, meno resistente,
pi duttile) e in bassa duttilit (pi resistente e meno duttile).
Suggestivo lesempio dellospedale amer icano crollato dopo un ter remoto e
costruito molto pi resistente: al terremoto successivo la struttura rimasta integra,
ma si sono distrutti tutti i macchinari allinterno di questa.
La gerarchia delle resistenze (Capacity
Design) ser ve per stabilire quali elementi
si plasticizzano per primi durante lazione
del sisma. Il professore indica che occorre
sovradimensionare gli elementi pi fragili per ottenere una struttura pi duttile, aggiungendo che la fondazione deve
essere robusta (non deve plasticizzare), il
solaio al primo piano deve essere duttile,
lacciaio non va mai sovradimensionato, la
rottura a taglio fragile, quella a flessio-

Imp Attualita IMC 2.indd 69

69

ne duttile, il pilastro fragile, la trave


duttile.
Nelle verifica a taglio pi impor tante
concentrarsi sulle resistenze che sulle sollecitazioni: occorre verificare il pilastro con
i momenti resistenti delle travi, moltiplicati
per il coefficiente g rd.
Ha ricordato che lesplosione dei nodi
pi probabile sulla facciata e negli spigoli
che in quelli interni. Richiama gli SLE come
SL di operativit, SL di danno e gli SLU
come SL di salvaguardia della vita e SL di
prevenzione del collasso. Interessante lapplicazione degli isolatori sismici nel nuovo
ospedale di Napoli.
Linter vento del Prof. Camillo Nuti verteva sull analisi strutturale e verifiche agli
stati limite. Nellinter vento il Professore
ricorda che possibile trascurare il sisma
ver ticale, ma non per i ponti e i grossi
sbalzi e la possibilit di ricorrere allanalisi
statica non lineare nelle verifiche sismiche.
Il Prof. Giandomenico Toniolo ha parlato
di regole specifiche e dettagli costruttivi,
il Prof. Liberato Ferrara ha descritto il
calcolo di un edificio multipiano e lIng.
Antonella Colombo quello di un edificio
industriale.
n

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A t t u a l i t
uCoMesa
BooM delle esportazIonI per le MaCChIne edIlI, stradalI e MInerarIe
Str aordinar ie perfor mances dei settor i
facenti capo a Ucomesa, lassociazione
che r appresenta in Italia lindustr ia di:
4 impianti e macchinar i per perfor azioni e consolidamenti;
4 impianti e macchinar i per la lavor azione degli iner ti;
4 impian t i e ma cc h in ar i per pr oduzione , tr aspor to, posa in oper a del
calcestr uzzo;
4 impianti e macchinar i per prefabbr icazione e produzione di mater iali
da costr uzione;
4 i m p i a n t i e m a c c h i n a r i p e r l av o r i
str adali;
4 gr u a tor re;
4 macchine per prove mater iali e
altre attrezzature per ledilizia.

Il settore in cifre
Anche nel 2007 il trend stato estrem a m e n t e p o s i t i vo. I l p r e - c o n s u n t i vo
del fattur ato settor iale indica un incremento sul 2006 attor no al 27% per un
valore di oltre 3,6 miliardi di Euro.
Lindustr ia r appresentata da Ucomesa
ha il suo punto di forza nellexpor t: nei
pr imi undici mesi del 2007 le espor taz i o n i s fi o r a n o i 2 , 3 m i l i a r d i d i E u r o,
segnando un incremento del 45,8%. Si
tr atta di un r isultato di assoluto r ilievo, super iore alla crescita record registr ata nel 2006 per lanalogo per iodo
(+43,5% sul 2005).
Pr incipale area di destinazione dellexpor t, con circa il 40% del totale , r imane
lEuropa dei 27; gli altr i paesi dellEu-

Nata nel 1951, UCoMESA lassociazione che rappresenta in Italia lindustria di:
4 impianti e macchinari per perforazioni e consolidamenti;
4 impianti e macchinari per la lavorazione degli inerti;
4 impianti e macchinari per produzione, trasporto, posa in opera del calcestruzzo;
4 impianti e macchinari per prefabbricazione e produzione di materiali da costruzione;
4 impianti e macchinari per lavori stradali;
4 gru a torre;
4 macchine per prove materiali e altre attrezzature per ledilizia.
UCoMESA svolge il proprio ruolo in seno ad ANIMA (Federazione delle Associazioni Nazionali
dellIndustria Meccanica Varia e Affine) e al Comitato Europeo CECE (Committee for European
Construction Equipment). Intrattiene rapporti con organismi e istituzioni nazionali e internazionali
competenti in campo economico, promozionale, tecnico e legislativo e collabora con le associazioni
che rappresentano settori complementari o categorie utilizzatrici dei macchinari per le costruzioni.
Stimolare i soci nel loro processo di crescita e di radicamento nel mercato da sempre un obiettivo prioritario che UCoMESA persegue, verificando e coordinando esigenze e obiettivi comuni
alle aziende per quanto riguarda normative costruttive e di sicurezza, monitoraggio dei mercati e
internazionalizzazione.
Lassociazione mette a disposizione servizi che consentono alle aziende di raggiungere elevati standard qualitativi nella progettazione e nella fabbricazione dei prodotti e contribuiscono ad aumentare
lefficacia e lincisivit delle attivit aziendali di promozione e commercializzazione.
Supportare gli aspetti commerciali e favorire linternazionalizzazione delle imprese del settore un
traguardo che vede UCoMESA sempre pi impegnata nella programmazione di iniziative allestero,
quali la partecipazione alle pi importanti manifestazioni fieristiche, lorganizzazione di workshop, la
stipula di accordi di collaborazione con organizzazioni locali che associano imprese edili o distributori
di macchinari.

2 - industrie manufatti cementizi

Imp Attualita IMC 2.indd 70

28-04-2008 9:51:46

A t t u a l i t
ropa, gr azie sopr attutto alla crescita
di taluni mercati dellarea centroorientale, assorbono nel complesso
il 14%, avvicinando la quota dellarea
asiatica (17%) che r imane , dopo la UE,
la seconda destinazione delle nostre
espor tazioni. LAfr ica segna nel 2007
un enor me progresso (+88%): tenendo tuttavia presente che a questo
r isultato concor re per circa un terzo
leccezionale volume di expor t ver so
un unico paese (Congo) pi realistico un incremento attor no al 30% che
r imane comunque un buon r isultato.
A livello di singoli paesi, sono gli Stati
Uniti con 185 mln di Euro- a guidare
la classifica degli acquirenti del macchinar io italiano; lexpor t ver so lAmer ica settentr ionale , che r appresenta il
9% del totale , in pr atica destinato
per la quasi totalit agli Stati Uniti.
In area Europa dei 27 sono la Fr ancia
e la Ger mania ad assorbire i maggior i
volumi di expor t, r ispettivamente 180
mln di Euro (+34% r ispetto al 2006) e

Imp Attualita IMC 2.indd 71

71

102 mln di Euro (+70%).


In ter mini percentuali, la Romania a
segnare lincremento pi significativo
delle espor tazioni (+133%, con un
valore di expor t che super a gli 80 mln
di Euro). A seguire , Polonia (+116%,
valore attor no ai 40 mln) e Bulgar ia
(+104%, valore circa 30 mln).
Le previsioni per il 2008 r imangono
favorevoli, con un fattur ato settor iale
in crescita di circa il 10-12%. Questa
previsione conta ancora sullexpor t
che dovrebbe compensare la flessione
del mercato domestico e r iconfer marsi lelemento tr ainante del compar to.
I successi delle nostre espor tazioni
sono confor tanti e ancor pi significativi alla luce del per manere di fatt o r i l i m i t a n t i c o m e i l r a f fo r z a m e n t o
delleuro r ispetto al dollaro, la crescita
del costo di ener gia e mater ie pr ime ,
la str uttura aziendale di dimensioni medio-piccole che caratterizza le
imprese italiane .
Ucomesa, insieme a Unicredit e Vero-

28-04-2008 9:51:46

72

A t t u a l i t
nafiere nellambito di un accordo quadro siglato tr a la Feder azione Anima, il
Ministero del Commercio Inter nazionale e lICE continuer per tanto a suppor tare nel processo di inter nazionalizzazione le piccole e medie imprese del
settore delle macchine edili, str adali e miner ar ie , attr aver so azioni di mar keting
diretto e prodotti finanziar i che favor iscono la penetr azione in mercati emergenti, con r isultati rilevanti ed un considerevole contr ibuto allattivo della bilancia
commerciale del settore (+1,8 miliardi e).

Import/Export periodo gennaio novembre 2007


Macchini edili, stradali, minerarie e affini

AFRICA

IMP 2005

IMP 2006

3.246.799

3.844.208

4.942.960

18,4

28,6

3.241.016

6.490.031

14,4

100,2

36.908.486

51.175.348

5,3

38,7

38.876.641

50.860.595

63,3

30,8

33.575.445

28.356.243

3,9

-15,5

274.431.997

312.668.683

8,7

13,9

293.342

290.258

-76,6

-1,1

D%
America

2.832.976

IMP 2007 EXP 2005 EXP 2006 EXP 2007


136.976.313

44.754.637

168.713.194

317.688.366

23,2

88,3

83.621.774

116.276.267

86,8

39,1

166.360.859

195.722.267

75,9

17,6

267.289.211

389.553.898

61,7

45,7

215.168.954

310.445.097

49,6

44,3

633.522.310

891.759.837

31,9

40,8

15.425.796

37.995.766

8,9

146,3

C
e

SALDO
312.745.406

109.786.236

centro
meridionale
D%
America

35.038.277

94.588.260

144.546.919

Settentrionale
D%
ASIA

23.807.950

D%
EUROPA

32.302.634

165.292.877

143.875.877

338.717.303

282.088.854

ALTRI
D%
Unione

252.475.433

480.354.810

579.091.154

C
SIS

europea 27
D%
OCEANIA E

1.253.497

14.160.411

37.705.508

ALTRI
TERRITORI
D%

C
D

TOTALE 350.957.566 391.171.249 454.760.315 1.080.003.185 1.550.102.427 2.259.441.774 1.804.681.380


D%

11,5

16,3

43,5

45,8

2 - industrie manufatti cementizi

Imp Attualita IMC 2.indd 72

28-04-2008 9:51:47

SIS
ED I

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AMBIENTALE

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ICMQ offre alle Aziende del settore


Costruzioni: servizi di valutazione e
certificazione di Sistemi di Gestione
e di Prodotto, servizi di Ispezione e
Verifica dei Progetti, Marcatura CE
e Certificazione degli Edifici.
ICMQ mette a disposizione
unicamente tecnici esperti, che
hanno maturato una significativa e
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28-04-2008 9:51:47

74

L e

A z i e n d e

i n f o r m a n o

Abicert

abIcert - servIzIo e qualIt

er t
Non solo ser vizi dallelevato valore professionale: ABICer t eroga ser vizi di certificazione attraver so un rappor to di
dialogo costruttivo volto a far crescere
gradualmente i propri clienti.
ABICer t, organismo di Cer tificazione
nazionale notificato presso la Commissione Europea con il n. 1982, abilitato
con Decreto n. 57170/A dal Ser vizio
Tecnico Centrale del Ministero delle
Infrastrutture di concer to con il Ministero dello Sviluppo Economico e il
Ministero dellInterno per il rilascio di
cer tificazioni inerenti i prodotti per le
costruzioni, in conformit alla Direttiva
89/106 CEE (bitumi, conglomerati bituminosi, prefabbricati in cls, aggregati,
malte, calci, ...)
ABICer t organismo autorizzato dal
Ser vizio Tecnico Centrale del Consiglio
Superiore dei Lavori Pubblici per la certificazione FPC del calcestruzzo prodotto
con processo industrializzato (decreto n.

57170/B) ed opera in tutto il territorio


nazionale.
Le caratteristiche dei ser vizi ABICer t
sono:
4 la competenza dei tecnici, dotati di
specifica esperienza operativa;
4 il pragmatismo, fondato sullesperienza pratica in cantiere;
4 la ridotta burocrazia, che consente al
cliente un proficuo dialogo costruttivo anzich un deferente ascolto di
sudditanza, come spesso accade;
4 la celerit operativa, che lo distingue
da altri enti di cer tificazione.
La competenza dei tecnici ABICer t permette allazienda di verificare le prove
minime richieste dalle norme di prodotto effettivamente necessarie e risparmiare il denaro speso in prove ed attivit
spesso inutili.
Per ulteriori informazioni
Sede - Filiali operative
Ortona - Zona Industriale Cucullo Uscita A14 - 66026
Milano - V.le Argonne 39 - 20123
Roma - Via Roccantica 2/a - 00100
Tel 085 9039330
Fax 085 9039077
Informazioni generali: info@abicert.it abicert@abicert.it
Marcatura CE: marcaturace@abicert.it

IMER Group

I fIorI allocchIello dI IMer


Group nel settore concrete
presentatI al saMoter 2008

IMER Group di Poggibonsi (Siena), leader europeo nella produzione di macchine per ledilizia, di macchine e impianti per la produzione, per il traspor to
e la messa in opera del calcestruzzo e
specializzato nel settore delle macchine

movimento terra, stato presente al


SAMOTER 2008 (il salone internazionale dedicato alle macchine movimento
terra da cantiere e per ledilizia che si
svolto a Verona dal 5 al 9 Marzo 2008),
con i propri fiori allocchiello per quanto
riguarda il settore del calcestruzzo.
La Concrete Machiner y Division del
gruppo toscano ha scelto questa prestigiosa vetrina per dare risalto alla linea
di autobetonpompe BOOMIX e
allautobetoniera X-DRIVE 115
senza falso telaio, soluzioni che puntano a rafforzare ulteriormente il ruolo
di IMER Group nel settore Concrete.
La linea di autobetonpompe BOOMIX rappresenta uno dei punti di forza
nelloffer ta della Concrete Machiner y Division di IMER Group. Realizzate
con acciaio speciale, che permette di

2 - industrie manufatti cementizi

Imp_Aziende_2_2vers.indd 74

28-04-2008 9:37:56

L e

A z i en d e

coniugare resistenza e leggerezza, queste macchine si presentano come una


soluzione realmente flessibile e funzionale per la messa in opera del calcestruzzo. Le autobetonpompe BOOMIX
sono, infatti, state allestite con betoniere
di capacit compresa fra i 7 e i 9 metri
cubi ed hanno bracci che raggiungono
unaltezza massima di 29 metri.
Queste caratteristiche permettono di
garantire una grande versatilit di utilizzo nei cantieri, poich permettono
di traspor tare il materiale contenuto
allinterno della betoniera nel punto
desiderato, grazie alla presenza di un
radiocomando elettrico che regola il
movimento del braccio di distribuzione.
Il cuore delle autobetonpompe
BOOMIX di IMER Group il gruppo pompante SCP 60/55, che raggiunge una produzione teorica massima
di 60 metri cubi allora.
Il quantitativo di calcestruzzo ottenuto
risulta sempre ottimale grazie allutilizzo di appositi sensori di controllo e
la qualit assicurata dal design delle
spirali di mescolazione che garantiscono
omogeneit dimpasto in tutte le sezioni
del tamburo mantenendo inalterate le
caratteristiche del materiale.
Precisione nella lavor azione e nella
distribuzione sono altri due vantaggi
offer ti dalle autobetonpompe BOOMIX
di IMER Group.
Questi mezzi risultano, inoltre, estremamente sicuri, dimostrando grande
stabilit anche quando la betoniera
vuota grazie allutilizzo di stabilizzatori
appositamente dimensionati.
La vetrina del SAMOTER 2008 ha rappresentato unoccasione ideale per dare
visibilit anche allautobetoniera
X-DRIVE 115 senza falso telaio di
IMER Group. Questo modello , infatti, il primo a consentire il traspor to di 11
metri cubi di calcestruzzo nel rispetto
dei limiti legali, senza sanzioni per eccesso di carico.
Notevolmente pi leggera rispetto alle
autobetoniere tradizionali grazie allimpiego dell acciaio speciale IMER WEAR
(con durezza 300 350 HB), si contraddistingue per linnovativo sistema di allestimento senza falso telaio, che consente allautotelaio di muoversi in maniera
indipendente e annullare le interazioni

i n f o r m a n o

75

normalmente determinate dalla presenza dei longheroni.


Queste car atter istiche per mettono
allautobetoniera X-DRIVE 115 di ottenere un miglior assetto di marcia del veicolo, grazie allabbassamento dellaltezza
e del baricentro rispetto agli allestimenti
tradizionali.
La Concrete Machiner y Division (che
occupa complessivamente 250 dipendenti) rappresenta il 37% del fatturato
aggregato di IMER Group ed dislocata
nello stabilimento produttivo di Basaldella di Campoformido (Udine), che
si sviluppa su unarea di 150mila metri
quadrati.
La produzione ar ticolata in due linee
di prodotto: gli impianti di betonaggio e
le macchine per il traspor to del calcestruzzo.
La Concrete Machinery Division di
IMER Group nata grazie allacquisizione di ORU- Le Officine
Riunite-Udine S.p.A, nel 1999 e di
L&T, nel 2002. Grazie alle competenze di ORU, leader nella costruzione di
impianti di betonaggio, orizzontali e verticali, centrali a raggio raschiante, sistemi
di distribuzione aerea del calcestr uzzo, mescolatrici e software di gestione
e di L&T, azienda specializzata nella
produzione di autobetoniere, pompe
e nastri per la distribuzione del calcestruzzo, IMER Group ha raggiunto
una significativa tappa nella propria affermazione quale gruppo di
rilievo nel panorama internazionale del settore delledilizia e del
mondo delle costruzioni.
Ufficio Stampa IMER Group:
Eclettica Relazioni Pubbliche S.r.l.
Contact: Riccardo Polesel
Via Porta Nova, 18 40123 Bologna
Tel.+39 051 268165
Fax +39 051 273699
riccardo.polesel@ecletticarp.com
www.ecletticarp.com
Concrete Machinery Division IMER Group
Contact: Loredana Viel
Via Santa Caterina, 35
30030 Basaldella di Campoformido (Udine)
Tel. +39 0432 563911
Fax +39 0432 562131
oru@oru.it
www.imergroup.com

industrie manufatti cementizi - 2

Imp_Aziende_2_2vers.indd 75

28-04-2008 9:37:56

76

L e

A z i e n d e

i n f o r m a n o
Unifer
ISO 9001:2000

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armato B450A e B450C.
Unifer propone la fornitura di articoli non
standard e nellottica della specializzazione e
del servizio, garantisce alla propria clientela
la soluzione e la soddisfazione di specifiche
esigenze, realizzando prodotti su disegno
dei progettisti, con misure e formati variabili
subito pronti per lutilizzo.
Questa versatilit si traduce, per le imprese
utilizzatrici, in una semplificazione dei processi produttivi con conseguente risparmio
di risorse e denaro. Unifer Spa opera con
un Sistema di Gestione della Qualit in
conformit alla norma UNI EN ISO 9001 e
i prodotti sono qualificati dal Ministero delle
Infrastrutture.
I prodotti sono:
4 traliccio elettrosaldato, ad altezze e
diametri e lunghezze variabili, destinato
alla produzione di solai, pannelli prefabbricati, lastre tralicciate, travetti tralicciati
e muri a doppia lastra, con una gamma di
diametri da h 7,5 cm 5/6/4 (altezza 7,5
cm 5 mm inferiore 6 mm superio-

4
4
4
4
4

re staffa 4 mm liscio) fino a h 37 cm


16/16/10 (altezza 37 cm 16 mm inferiore 16 mm superiore - staffa 10
mm liscio);
rete elettrosaldata a misura, con
la possibilit di passi differenziati e di
diametri e misure variabili; la dimensione trasversale dei pannelli di rete ha un
range tra i 20 cm ai 360 cm, mentre la
dimensione dei fili longitudinali sono dai
20 cm ai 1200 cm. Il range di diametri
trasversali compreso dai 4 mm ai
16 mm e quello longitudinale dai 4
mm ai 25 mm;
rete elettrosaldata sagomata, per
consentirne ladattamento immediato alla
produzione del manufatto cementizio;
rete per canalette passa cavi sagomate per manufatti in calcestruzzo armato vibro-compresso;
rete per terra armata sagomata,
strutture speciali per il contenimento o la
stabilizzazione di scarpate e rilevati;
armature per c.a., produzione di
strutture saldate;
bobine e barre tagliate con diametri
compresi tra 3 e 16 mm.

UNIFER SPA
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2 - industrie manufatti cementizi

Imp_Aziende_2_2vers.indd 76

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Imp Assobeton 2.indd 77

lAssociazione

ASSOBETON

25-04-2008 18:18:19

78

Osservatorio
Previsionale

ASSOBETON
Presentati alla stampa
i dati sullandamento
del comparto della
prefabbricazione e delle
costruzioni nel 2007 e le
stime per il 2008
ASSOBETON ha presentato alle
testate tecniche ed economiche, nel
corso di una conferenza stampa tenutasi a Milano il 26 marzo scorso, i
dati relativi allandamento del mercato della prefabbricazione italiana
nel 2007 e le previsioni per lanno
in corso, con riferimenti impor tanti
al pi ampio settore italiano delle
costruzioni.
Lindustria dei manufatti cementizi
rappresenta un compar to decisamente impor tante allinterno del settore
delle costruzioni in Italia oltre
il 10% del PIL nazionale pari a

circa 150 miliardi di euro - con le sue


1.300 imprese, 39.000 addetti e
6.500 milioni di euro di fatturato complessivo annuo.
Il panor ama emer so dallindagine
vede il settore trainato dalledilizia residenziale, che ha vissuto
negli ultimi dieci anni momenti di
grande espansione.
Al contrario, ledilizia non residenziale privata, nello stesso periodo,
ha mostrato segni di sofferenza e
solo ora comincia a registrare timidi
segnali di ripresa (Tabella 1).
Complessivamente , lOsser vatorio
2 - industrie manufatti cementizi

Imp Assobeton 2.indd 78

25-04-2008 18:18:19

79

Residenziali

Non residenziali private


2,4%

2,9%

2,4%

Non residenziali pubbliche

Genio civile
3,0%

2,0%

2,0%

2,0%
1,4%

0,30%

0,2%

2,0%

1,0%

0,7%

-1,0%
-2,0%
-2,9%

-3,0%

-5,7%
-7,9%

2007

2008

2009

2010

2011

-8,0%

Fonte: Elaborazione Clarium sui dati del Rapporto Congiunturale CRESME/SAIE 2008

Tabella 1

ha comparato nei quattro trimestri 2007 una serie di informazioni


(Produzione in metri cubi, Consegnato trimestrale, ecc.) provenienti da
circa 70 aziende della prefabbricazione per un complessivo
fatturato rappresentato di quasi
1,4 mld di .
I dati forniti dallOsser vatorio mostrano un volume daffari nel 2007
comparabile con quello del 2006
con un trend trimestrale in leggera crescita pi o meno accentuato a seconda dellarea geografica
di appar tenenza: le regioni del Nord
segnano un trend trimestrale del +
4%, meglio al Centro ed al Sud e
Isole, dove le aziende del compar to
hanno registrato rispettivamente, una
crescita del + 6% e del + 7%.
Per quanto concerne il monitoraggio
effettuato sui dati di bilancio del 2006
e del 2005 su un campione di cento
imprese associate, si rileva una variazione positiva del 5,9% per quanto
concerne il valore della produzione
ed una for te contrazione dellutile
netto di esercizio che si contratto
di oltre 41 punti percentuali.
Ci a conferma della accesa concorrenza esistente oggi sul mercato, in
par ticolare per quello relativo alledilizia non residenziale privata.

In questo contesto, le piccole e medie


imprese soffrono maggior mente
rispetto alle medio-grandi.
Soddisfazione stata espressa dal
Presidente di ASSOBETON, Renzo
Bullo, che ha dichiarato: con piac e r e c h e A S S O B E TO N r e n d e o g g i
pubblici i dati di mercato relativi al
propr io compar to, r iscontrando, se
pur con momenti di difficolt, qualche segnale positivo per il prossimo
futuro.
La grande concorrenza che si registra,
infatti, ormai da anni nel settore - e ben
rappresentata dallandamento del mercato nel 2007 obbliga ormai tutte le
imprese a trovare soluzioni innovative,
sia dal punto di vista tecnologico che
organizzativo.
Di questo si parler durante il nostro
prossimo Congresso Nazionale - che
si terr il 22 e 23 maggio a Baveno,
sul Lago Maggiore che verter sul
ruolo della prefabbricazione in cemento
nellurbanistica del futuro.
La sintesi delle rilevazioni relative ai trimestri 2007 disponibile in home page del sito web
associativo www.assobeton.it,
cliccando il tasto Documenti
nellarea dedicata allOsservatorio Previsionale.
n

industrie manufatti cementizi - 2

Imp Assobeton 2.indd 79

25-04-2008 18:18:19

80

Progetto
di ricerca

SAFECAST
Performance of Innovative
Mechanical Connections
in Precast Buildings
Structures under Seismic
Conditions
di Antonella Colombo

ASSOBETON ha ricevuto la comunicazione, da par te della Commissione


Europea, del finanziamento, allinterno del Settimo Programma Quadro,
del progetto di ricerca SAFECAST.
Il Settimo Programma Quadro per
la ricerca e lo sviluppo tecnologico
(7PQ) il principale strumento con
cui lUnione Europea finanzier la
ricerca in Europa nel periodo dal
2007 al 2013.
Il 7PQ, creato anche per rispondere
alle esigenze dellEuropa in materia
di occupazione e di competitivit,
sostiene la ricerca in determinate

aree di priorit con lobiettivo di


rendere e mantenere lUE leader
mondiale in questi settori.
Il 7PQ composto da 4 blocchi principali di attivit rappresentati da 4
programmi specifici.
Tra questi, il programma Capacit
mira, tra laltro, al rafforzamento delle
capacit innovative delle piccole e
medie imprese (PMI) ai fini di un
migliore utilizzo della ricerca.
Tra le linee di finanziamento previste,
una dedicata specificatamente alle
associazioni di PMI, alle quali viene
offer to un suppor to per sviluppare
2 - industrie manufatti cementizi

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soluzioni a problemi comuni affrontati


da numerose PMI in settori specifici.
SAFECAST un progetto di ricerca
presentato in risposta ad un bando
europeo dedicato proprio alle Associazioni di PMI.
Il bando, strutturato in due momenti
fondamentali, ha previsto linvio di
una proposta molto concisa con scadenza 1 giugno 2007.
In seguito alla valutazione positiva da
par te della Commissione Europea,
una proposta completa stata inviata
il 28 novembre 2007.
Nei giorni scor si la Commissione
Europea ha comunicato la decisione di finanziare il progetto che avr
inizio presumibilmente durante la
seconda met dellanno in corso.
Il consorzio di ricerca composto
da 17 par tner s, raggr uppabili in 3
distinte categorie a seconda del ruolo
che ricoprono.
In maniera estremamente semplificata, i tre ruoli chiave del progetto
possono essere cos descritti:
4 committenti: 5 Associazioni
Nazionali di prefabbricatori sono
state coinvolte nel progetto: ASSOBETON - Italia, ANDECE - Spagna,
ANIPB - Por togallo, SEVIPS - Grecia e TPCA Turchia. Con specifico riferimento al compor tamento
sismico delle strutture prefabbricate e dei collegamenti tra i vari
elementi strutturali, il ruolo delle
associazioni quello di individuare
le tematiche di maggior interesse
(compor tamento sismico di sistemi di collegamento tradizionale,
sviluppo di nuovi sistemi di collegamento, compor tamento sismico
di elementi precompressi, deformabilit ed interazione tra sistemi
prefabbricati e sistemi gettati in
opera, ecc.) che necessitano di
soluzioni standardizzate. ASSOBETON ricoprir inoltre il ruolo di
coordinatore dellintero progetto
di ricerca. Le tematiche individuate
industrie manufatti cementizi - 2

Imp Assobeton 2.indd 81

25-04-2008 18:18:19

82

verranno comunicate ai:


4 prestatori dopera: il consorzio
prevede il contributo di 7 enti di
ricerca di diversa nazionalit: Politecnico di Milano Italia, Labor
Italia, Joint Research Centre
Laboratorio ELSA - Belgio, National Technical University of Athens
Grecia, Istanbul Technical University - Turchia, Laboratorio Nacional
de Engenharia Civil Por togallo,
Universit di LJUBLJANA Slovenia. Gli enti di ricerca hanno lo
scopo di eseguire gli studi scientifici commissionati dalle Associazioni.
Il progetto prevede la presenza
di un cospicuo numero di enti di
ricerca al fine ottenere risultati in
tempi relativamente ridotti (il progetto ha una durata di tre anni).
Le diverse competenze degli enti
di ricerca coinvolti verranno utilizzate al fine di ottenere una visione
olistica delle diver se problema-

tiche trattate. Gli studi eseguiti


dai prestatori dopera verranno
super visionati dai:
4 super visori: i risultati di questo progetto avranno una ricaduta sullintero ciclo di vita delle
strutture prefabbricate, dalla loro
progettazione alla loro realizzazione. Per tale motivo, la validit dei
risultati del progetto e la fattibilit delle soluzioni proposte verr
assicurata, per quanto di propria
competenza, dalla presenza di 5
aziende, e pi in dettaglio: la fattibilit in fase progettuale verr
assicurata da DLC Italia; la fattibilit dal punto di vista del prefabbricatore verr assicurata da
Truzzi Prefabbricati Italia e da
Prelosar-Riphorsa Spagna, mentre dal punto di vista dellinser tista
verr assicurata da Halfen GmbH
Germania; infine, il monitoraggio del compor tamento dinsieme

Progetto SAFECAST
PARTNERS
ASSOBETON
ANDECE
ANIPB
SEVIPS
TPCA
EC-DG JRC
LNEC
POLIMI
NTUA
ITU
ULJ
LABOR
LUGEA
HALFEN
DLC
TZPREF
RIPHORSA

SCOPO
Eliminare le lacune nella conoscenza del
comportamento sismico di strutture prefabbricate
precompresse, con specifico riferimento ai
collegamenti, alla deformabilit ed allinterazione
tra elementi prefabbricati e gettati in opera.
Sviluppare strumenti numerici adeguati ed
affidabili.
Definire nuovi criteri per il progetto sismico di
strutture prefabbricate basati sul comportamento
delle connessioni.

STRUMENTI
Prove sperimentali monotoniche, cicliche e
dinamiche (tavola vibrante) su inserti, nodi e
sottostrutture.
Prove pseudodinamiche su edifici mono e pluripiano.
Analisi numeriche.

Figura 1 Scopo e mezzi utilizzati nel progetto.


2 - industrie manufatti cementizi

Imp Assobeton 2.indd 82

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delledificio prefabbricato sar ad


opera di LU.GE.A Italia.
Scopo principale del progetto lo
studio del compor tamento sismico
dei collegamenti (sia esistenti che di
nuova concezione) nelle str utture
prefabbricate.
Oltre ai collegamenti tra i diver si
elementi strutturali, SAFECAST tratter anche i collegamenti tra elementi
prefabbricati e par ti in opera, con
par ticolare riferimento al collegamento tra struttura prefabbricata e
nucleo scala/ascensore nel caso di
edifici pluripiano.
Oltre alla qualificazione di diver se
tipologie di connessioni, il progetto
analizzer anche le metodologie di
progetto (basate sul criterio di gerarchia delle resistenze) da utilizzarsi nel
caso di edifici mono e pluriplano.
Prove sperimentali verranno eseguite sui collegamenti considerando
un diverso livello di dettaglio:
4 prove sugli elementi metallici utilizzati per realizzare il collegamento:
queste prove permetteranno una
qualificazione del compor tamento
stesso dellelemento;
4 prove su connessioni: queste prove
per metter anno di qualificare il
compor tamento degli elementi di
collegamento inseriti in elementi
strutturali, mettendo in evidenza il
contributo dei dettagli darmatura;
4 prove su sottostr utture: queste
prove permetteranno di qualificare il compor tamento di par ti
di strutture, mettendo in evidenza il compor tamento dellinsieme
strutturale;
4 p r ove s u s t r u t t u r e c o m p l e t e :
sono previste prove su due edifici
monopiano e su un edificio pluriplano. Oltre alla qualificazione
del compor tamento str utturale
completo, queste prove permetteranno di ricavare dati fondamentali
sul compor tamento sismico delle
strutture prefabbricate. In par ti-

VIA-ARTONI  &ORL#ESENA&# )TALY

industrie manufatti cementizi - 2

Imp Assobeton 2.indd 83

25-04-2008 18:18:21

84

colare, le prove su edifici monopiano forniranno dati riguardanti il


compor tamento a diaframma delle
coper ture, limpor tanza delleffetto scatolare e linfluenza della presenza di pannelli di tamponamento. Le prove sulledificio pluriplano
consentiranno invece di verificare
le metodologie progettuali disponibili in letteratura e quelle eventualmente proposte allinterno del
progetto. Inoltre , queste prove
consentiranno di valutare i diversi contributi alla resistenza sismica offer ti dalla par te di struttura
prefabbricata e dai nuclei gettati
in opera presenti. Uno o pi elementi strutturali (probabilmente
una trave ed un tegolo) che verranno utilizzati per la costruzione
delledificio pluripiano verranno
str umentati prima del getto del
calcestr uzzo. La str umentazione
inserita permetter di monitorare

in continuo il compor tamento (in


termini di sforzi e deformazioni) di
calcestruzzo ed armatura (ordinaria e di precompressione) durante
tutte le fasi di vita di un elemento
prefabbricato: la tesatura dei cavi,
il getto del calcestruzzo, la maturazione a vapore, lo stoccaggio e
il traspor to, il compor tamento in
opera con una situazione di vincolo in semplice appoggio (durante
il montaggio) e di doppio incastro
(dopo il getto in opera della soletta di collegamento), ed il comportamento allo stato limite ultimo
per carichi sismici.
Lo studio verr completato dallesecuzione di analisi numeriche.
In maniera molto schematica, scopo
e mezzi utilizzati nel progetto sono
riassunti nella Figura 1.
Lo studio si ar ticola in 7 macro attivit (WPi) i cui contenuti sono brevemente elencati nella Figura 2.
n

SAFECAST: Piano di lavoro


WP2
1.Test su soluzioni esistenti (sia tradizionali che innovative)
a.
Test su singole unit
monotonici e ciclici
b.
Test su nodi e sottostrutture (comportamento degli inserti + elementi
collegati-effetti locali della deformabilit, confinamento, taglio,
precompressione, carico dinamico, componente verticale del sisma)
monotonici, ciclici e su tavola vibrante

WP1
1. Identificazione delle metodologie progettuali esistenti per strutture prefabbricate
2.Identificazione delle tipologie di collegamento esistenti (tradizionali e dissipative)
3. Identificazione delle tematiche di interesse dellindustria della prefabbricazione
4. Identificazione delle tipologie da sottoporre a prova

2.Test su soluzioni nuove o modificate


WP4
1. Prove su edifici monopiano (azione diaframma del solaio, effetti della
presenza dei pannelli, effetti di altri possibili sistemi di controvento, limiti sulla
deformabilit)
2.Prove su edifici pluripiano
a.
Parte prefabbricata
Comportamento dei nodi, metodi per garantire lapproccio
basato sulla gerarchia delle resistenze
b.
Parte prefabbricata + nucleo gettato in opera
interazione tra parte prefabbricata e gettata in opera, metodi
per garantire lapproccio basato sulla gerarchia delle resistenze
3.Monitoraggio del comportamento globale strutturale (per verificare le
soluzioni di collegamento proposte, possibilit di usare un limitato numero di
sensori per monitorare il comportamento strutturale, possibilit di realizzare
un sistema di allarme)
4.Monitoraggio del comportamento locale di elementi precompressi (per
analizzare levoluzione di sforzi e deformazioni sotto condizioni di carico e di
vincolo diverse, per analizzare il comportamento sismico delle sezioni
destremit di elementi precompressi)

WP6
1. Regole di progetto per le diverse tipologie di collegamento
2. Metodo basato sul criterio di gerarchia delle resistenze per edifici mono e pluripiano
3. Verifica analitica dei metodi di progetto proposti per connessioni e per strutture
complete

Valutazione del comportamento


delle soluzioni studiate e
suggerimenti per possibili
migliorie

WP3
1. Sviluppo di macro-modelli basati sul comportamento dei componenti
2. Esecuzione di analisi FEM per ricavare dati aggiuntivi
3. calibrazione dei macro-modelli sulla base dei risultati delle prove sperimentali e
numeriche
4. Generalizzazione dei macro-modelli ad altri tipi di collegamenti
5. Implementazione dei macro-modelli in programmi di analisi strutturale

WP5
1. Validazione di programmi per lanalisi strutturale sulla base dei risultati delle prove
sulle strutture complete
2. Generalizzazione dei risultati ad altre tipologie strutturali
3.Verifica delle metodologie progettuali proposte per le connessioni e per lintera
struttura
4. Valutazione economica delle soluzioni proposte
5. Esecuzione di analisi di vulnerabilit e di rischio

WP7
1.Disseminazione
2.Training

Figura 2 Descrizione delle 7 macro attivit (WPi).


2 - industrie manufatti cementizi

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25-04-2008 18:18:22

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25-04-2008 18:18:23

86

Sezione
Blocchi e
Pavimenti
Fidenza Meeting
il massello che riqualifica
i centri urbani
Il 6 giugno 2008 si terr il convegno
organizzato da ASSOBETON (Sezione Blocchi e Pavimenti) per la cultura
e linformazione della pavimentazione
in masselli di calcestruzzo.
Fidenza Meeting sar rivolto ad amministratori pubblici, professionisti e
studenti del settore.
Levento si svolger a Fidenza (PR)
nel corso di una giornata che tratter lutilizzo del massello in calcestruzzo in contesti urbani, par tendo
dallesempio dei lavori di ripavimentazione svolti in via Abate Zani, nella
cittadina sede del meeting.
Lappuntamento vuole essere un momento di incontro, confronto e aggiornamento sulle concrete opportunit e tecnologie in particolare rappresentate dai
masselli in calcestruzzo per migliorare
la qualit e la vivibilit delle reti urbane
allinterno dei centri cittadini.
Per questo motivo Fidenza Meeting

si terr direttamente sul luogo dei


lavori, permettendo ad ogni par tecipante di vedere, toccare con mano
e vivere la strada di cui si parler
nella tavola rotonda.
Il programma del convegno preveder una breve presentazione del Progetto ULISSE e della sua par ticolare
applicazione a Fidenza; valutazioni sul
cambiamento dellarea a seguito dei
lavori; unillustrazione delle caratteristiche par ticolari del massello in calcestruzzo e dei pregi del suo utilizzo
in contesti urbani, con par ticolare
attenzione al ruolo di traffic calming
che caratterizza il prodotto.
Una mostra sui lavori svolti nellarea
dellincontro illustrer le diverse fasi
del progetto e sar aper ta ai par tecipanti e agli abitanti dellarea.
Per maggiori informazioni: www.newstreet.info.
n
2 - industrie manufatti cementizi

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25-04-2008 18:18:23

87

CD Manufatti
Cementizi edizione 2008

Dato il successo ottenuto dalla precedente edizione, ASSOBETON propone in


esclusiva agli Associati il CD Manufatti Cementizi - edizione 2008.
Lo strumento, realizzato con la collaborazione di UNI, contiene norme tecniche, sia
nazionali che europee, leggi e decreti nazionali relativi a prodotti, metodi di prova e
tecniche di progettazione; documenti indispensabili per poter operare in un contesto
complesso disponendo in tempi rapidi di tutta la normativa aggiornata inerente il
nostro settore.
Il materiale organizzato secondo il seguente indice degli argomenti:
NORME
Calcestruzzo
Calcestruzzo aerato autoclavato
e calcestruzzo alleggerito con
struttura aperta
Calcestruzzo fibrorinforzato
Calcestruzzo autocompattante
Cemento
Acqua dimpasto
Acciaio darmatura
Aggregati
Additivi
Malta
Pigmenti
Controlli geometrici
Durabilit
Corrosione
Regole comuni
Prefabbricati a base cementizia
Pavimentazioni
Elementi di muratura
Elementi complementari
per muratura
Tubazioni di calcestruzzo
Invitiamo chi fosse interessato
ad ordinare il CD a contattare la
Segreteria associativa:

Ingegneria delle acque di scarico


Accessori, impianti e manufatti
per acque di scarico
Pali
Fibrocemento
Traverse ferroviarie
Termica e risparmio energetico
Fuoco
Acustica
Eurocodici
Accessori e impermeabilizzazioni










NORMATIVE ITALIANE
Normativa per le costruzioni
Sismica
Geotecnica
Ponti
Costruzioni Prefabbricate
Edifici in muratura
Prodotti da costruzione
Cemento
Rendimento energetico
Fuoco
Acustica

Gabriella Tardivo
Tel. 02.70100168
e-mail: g.tardivo@assobeton.it

industrie manufatti cementizi - 2

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88

D a

l e g g e re

Pubblicazioni ASSOBETON
ASSOBETON
Assobeton
1956-2006
50 anni tra storia e memoria

La Prefabbicazione in
calcestrtuzzo
Guida allutilizzo nella progettazione

Associati:
Euro 33,00 + IVA 4%

COPERTINA MORBIDA
Associati:
Euro 14,00 + IVA 4%

Non Associati:
Euro 50,00 + IVA 4%

Manuale per la Prevenzione


Antifortunistica nel Settore
prefabbricati in C.A.
Associati:
Euro 7,00 + IVA 20%
Non Associati:
Euro 9,00 + IVA 20%

COPERTINA RIGIDA
Non Associati:
Euro 19,00 + IVA 4%
Annuario del settore della
prefabbricazione 2006
La vendita realizzata direttamente
da IDRA s.a.
Associati:
Euro 15
Non Associati:
Euro 45

SEZIONE TUBI
Tubazioni in calcestruzzo
Manuale di progettazione
Gratis

Tubazioni in calcestruzzo
Guide e Manuale
CD-ROM
Gratis

SEZIONE SOLAI E DOPPIA LASTRA


La Carta del Solaio
Gratis

Solai in calcestruzzo e
pareti prefabbricate a
doppia lastra
CD-ROM
Gratis

2 - industrie manufatti cementizi

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D a
D a
D a

l e g g e re
l e g g e re
l e g g e re

103
103
103
89

SEZIONE BLOCCHI E PAVIMENTI


SEZIONE
SEZIONE

EDIZIONE 1
VOLUME 1 E PAVIMENTI
BLOCCHI
Codice di pratica per la
EDIZIONE
1 di masselli
posa
in opera
VOLUME
1 EinPAVIMENTI
autobloccanti
calcestruzzo
BLOCCHI
Codice di pratica per la
EDIZIONE
1 di masselli
posa in opera
Gratis
VOLUME
1
autobloccanti in calcestruzzo
Codice di pratica per la
posa in opera di masselli
Gratis
autobloccanti in calcestruzzo
Gratis
EDIZIONE 1
VOLUME 3
Raccomandazioni per
EDIZIONEdi1elementi grigliati
limpiego
VOLUME
3
per pavimentazioni
erbose
Raccomandazioni
per
e per il consolidamento
EDIZIONE
limpiego
grigliati
dei
terrenidie1elementi
criteri per
la
VOLUME
3 della di erbose
per pavimentazioni
valutazione
tali
Raccomandazioni
per
e
per il consolidamento
prodotti
limpiego
die elementi
grigliati
dei
terreni
criteri
per
la
Gratis
per pavimentazioni
valutazione
della di erbose
tali
e
per il consolidamento
prodotti
dei
terreni e criteri per la
Gratis
valutazione della di tali
Codice di pratica per la
prodotti
manutenzione di masselli
Gratis
autobloccanti in calcestruzzo
Codice di pratica per la
manutenzione di masselli
Gratis
autobloccanti in calcestruzzo
Codice di pratica per la
manutenzione
di masselli
Gratis
autobloccanti in calcestruzzo
Gratis

EDIZIONE 1
VOLUME 2
Codice di pratica per la posa in
EDIZIONE
1
opera
di blocchi
in calcestruzzo
VOLUME 2
Codice
Gratis di pratica per la posa in
EDIZIONE
1
opera di blocchi
in calcestruzzo
VOLUME 2
Codice di pratica per la posa in
Gratis
opera di blocchi in calcestruzzo
Gratis
Progetto strade nuove
Lintervento di via Abate Zani a
Fidenza
Progetto strade nuove
DVD
Lintervento di via Abate Zani a
Gratis
Fidenza
Progetto strade nuove
DVD
Lintervento di via Abate Zani a
Gratis
Fidenza
DVD
Gratis
Sottofondi
Catalogo per il
dimensionamento di
Sottofondi
pavimentazioni
in masselli in
Catalogo
per il
ambito
urbano
dimensionamento di
Sottofondi
pavimentazioni
in masselli in
Gratis
Catalogo
per il
ambito urbano
dimensionamento di
pavimentazioni in masselli in
Gratis
ambito urbano
Gratis

GRUPPO

Muratura di qualit in
blocchi di calcestruzzo
vibrocompresso.
Muratura
di qualit ine
Storia,
caratteristiche
blocchi di calcestruzzo
progettazione
vibrocompresso.
La
vendita
edirealizzata
Muratura
qualit ine
Storia,
caratteristiche
direttamente
da Pubblicemento Srl
blocchi di calcestruzzo
progettazione
(P.zza
Marconi, 28 - 00144 Roma;
vibrocompresso.
La
vendita
e realizzata
Tel.
0654210237;
Fax 0659
Storia,
caratteristiche
e 15408).
direttamente
da raccolti
Pubblicemento
Srl
Gli
ordini
sono
attraverso
progettazione
28 - 00144 Roma;
il(P.zza
sito Marconi,
www.progettoulisse.it
INSERTI
La
e realizzata
Tel.vendita
0654210237;
Fax 0659 15408).
Euro
55,00
direttamente
Pubblicemento
Srl
Gli
ordini
sono
raccolti
attraverso
Inserti per da
calcestruzzo
Marconi,
28
00144
Roma;
il(P.zza
sito
www.progettoulisse.it
Manuale di progettazione
Tel.
0654210237; Fax 0659 15408).
e utilizzo
Euro
55,00
Gli ordini
sono raccolti attraverso

Organo ufficiale della Sezione


Blocchi e Pavimenti della
ASSOBETON
Organo ufficiale della Sezione
Blocchi e Pavimenti
Abbonamento
gratutitodella
ASSOBETON
mediante
la registrazione sul sito
Organo
ufficiale -della
Sezione
www.assobeton.it
Sezione
BlocchieePavimenti
Pavimenti
Abbonamento
gratutitodella
Blocchi
ASSOBETON
mediante la registrazione sul sito
www.assobeton.it - Sezione
Abbonamento
gratutito
Blocchi
e Pavimenti
mediante la registrazione sul sito
www.assobeton.it - Sezione
Blocchi e Pavimenti

ilGratis
sito www.progettoulisse.it
Euro 55,00
Industrie manufatti cementizi - 1
Industrie manufatti cementizi - 1
Industrie manufatti cementizi - 21
industrie

Imp Assobeton 2.indd 89

25-04-2008 18:18:24

90

D a

l e g g e re

SEZIONE FIBROCEMENTO
La ventilazione delle
coperture a falda protette
con lastre ondulate in
Fibrocemento Ecologico
e i suoi effetti sulle patologie da
condensa

Posa in Opera di Lastre


Ondulate in Fibrocemento
Ecologico
Gratis

Gratis

Manuale per la installazione


in sicurezza delle coperture
Realizzate con lastre ondulate in
fibrocemento ecologico

Lastre ondulate
Lastre piane
Gratis

Gratis

Edizione il Sole 24 Ore


Le coperture in lastre di
fibrocemento
Disponibile presso le librerie il
Sole 24 Ore
Per informazioni:
info@assobeton.it
Euro 33,00

SEZIONE STRUTTURE
Condizioni generali di
appallto
Gratis

Linee Guida esplicative e


interpretative della UNI
9502/2001
Documento sperimentale
Gratis

Manuale duso e
manutenzione (D.M. 3
dicembre 1987, n.39 par.6)
Gratis

Banca Dati
ASSOBETON Sezione
Produttori Strutture
Prefabbricate
Indagine conoscitiva centri di
produzione attivit 2000
Euro 60,00 + IVA 20%

2 - industrie manufatti cementizi

Imp Assobeton 2.indd 90

25-04-2008 18:18:25

Imp Assobeton 2.indd 91

25-04-2008 18:18:26

ASSOBETON

Come
associarsi

La sottoscritta ditta ........................................................................................................................


con sede in ........................................................................................ Prov. ..................................
Indirizzo....................................................................................... Cap ...........................................
Tel: ...................................... Fax: .................................... Email ...................................................
Part. IVA n ....................................................................................................................................
.......................................................................................................................................................
INTErESSATA A rICEVErE INFOrmAzIONI PEr LAdESIONE Ad ASSOBETON.
A TAL FINE FOrNISCE LE SEGUENTI INFOrmAzIONI
C.C.N.L. applicato ..........................................................................................................................
N stabilimenti .................... e loro ubicazione:
.......................................................................................................................................................
.......................................................................................................................................................
.......................................................................................................................................................
.......................................................................................................................................................
Eventuale societ controllante.......................................................................................................
Eventuali societ controllate e/o collegate ....................................................................................
.......................................................................................................................................................
Aderisce allassociazione/unione degli industriali della/e provincia/e, quale/i?
.......................................................................................................................................................
.......................................................................................................................................................

Imp Assobeton 2.indd 92

25-04-2008 18:18:26

ATTIVITA PrOdUTTIVE:

Numero complessivo dipendenti .......................................


Volume daffari esercizio precedente ................................

Strutture prefabbricate
Pali
Tubi a bassa pressione
Blocchi e pavimenti
Cabine elettriche
manufatti in calcestruzzo cellulare autoclavato
manufatti in Fibrocemento
Traverse ed Armamenti Ferroviari
Tubi per acquedotti
Solai e doppia Lastra
Altro (specificare)
.......................................................................................................................................................
.......................................................................................................................................................
.......................................................................................................................................................
Persona da contattare: ......................................................................
Posizione in azienda: ......................................................................

dATA ..........................

Imp Assobeton 2.indd 93

TImBrO E FIrmA

25-04-2008 18:18:26

ASSOBETON
Associati
Societ

Citt

Provincia

A. zAmBETTI SPA

GOr LE

BG

A.L.C.O.S. PrOdUzIONI SrL

LIm BIATE

mI

A.V. STrUTTUrE SPA

CALVENzANO

BG

ALFA SrL

PONTE SAN GIOVANNI

PG

ALTAN PrEFABBrICATI SPA

rAm USCELLO d I SESTO AL rEGHENA

PN

ANTONIO BASSO PrEFABBrICATI SrL

TrEVISO

TV

APEdIL SrL

SOrdIO

LO

ArEA PrEFABBrICATI SPA

S. ANTONINO dI CASALGrANdE

rE

ArEA SPA

COrNArEdO

mI

ASSOTUBI ECOLOGICA SrL

ANzANO d EL PArCO

CO

BArACLIT SPA

BIBBIENA STAzIONE

Ar

BATTILANA PrEFABBrICATI SPA

COrNEdO VICENTINO

VI

BETA mANUFATTI CONGLOmErATI SrL

SPIGNO SATUrNIA

LT

BETON 5 SrL

POzzALLO

rG

BETON PIAVE SPA

NErVESA dELLA BATTAGLIA

TV

BETON rAPId SrL

PIAzzOLA SUIL BrENTA

Pd

BIANCO PrEFABBrICATI SrL

mAzArA d EL VALLO

TP

BONETTI SPA

CASTENEdOLO

BS

BOTTA SrL

BrUSASCO

TO

C.A.P.P.A. SrL

S. NICOL A TOrdINO

TE

C.C.G. QUErzOLI SCrL

FOr L

FC

C.E.I.S. TrAdING SrL

PErGINE

TN

C.m.C. SrL

mAdONE

BG

C.P.C. COSTrUzIONE PrEF. CEmENTO SPA

CArINI

PA

CANOVA SPA

FIOrENzUOLA dArdA

PC

CAPPELLArI SrL

POGGIO rUSCO

mN

CAPrESE SrL

SErrAVALLE PO

mN

CASITALIA SPA

SPINAd ESCO

Cr

CAV. CESTArO GUSTAVO SrL

PrEGANzIOL

TV

CE.mA. CEmENTmANUFATTI SrL

Frz. QUINTANO-CASTELLI CALEPIO

BG

CEmENTAL SPA

GENOLA

CN

CEmENTUBI SPA

GrUGLIASCO

TO

CLC SrL

CArmIGNANO dI BrENTA

Pd

CO.I.mA. PrEFABBrICATI SrL

TrANI

BA

CO.mA.C. SrL

CALTANISSETTA

CL

COdELFA SPA

TO rTONA

AL

COOPErATIVA PrECASA SCrL

FIUmICELLO

Ud

COOPSETTE SCrL

CAdELBOSCO SOPrA

rE

COPrEm SrL

BOTTANUCO

BG

COSTrUzIONI GENErALI BASSO CAV. ANGELO SPA

POSTIOm A dI PAESE

TV

CrEzzA SrL

GOrdONA

SO

CSP PrEFABBrICATI SPA

GHISALBA

BG

d.m.P. dALLA mOrA PrEFABBrICATI SrL

mUSILE dI PIAVE

VE

dIOdOrO EdILFEr SrL

rOSETO dEGLI ABrUzzI

TE

dUEGI PrEFABBrICATI SrL

FOSSANO

CN

2 - industrie manufatti cementizi

Imp Assobeton 2.indd 94

25-04-2008 18:18:26

Associati
Societ

Citt

Provincia

E.mA. PrEFABBrICATI dI mASCAzzINI G. & C. SAS

BUSCATE

mI

ECOCEm SrL

OSIO SOTTO

BG

EdIL LECA SPA

VALVASONE

PN

EdILBLOK SPA

CASTELLI CALEPIO

BG

EdILCEmENTO SPA

GUBBIO

PG

EdILFIBrO SPA

ArENA PO

PV

EdILKAP PrEFABBrICATI SPA

BA rGE

CN

EdILmANUFATTI SrL

STATTE

TA

EdIL -PrEFABBrICATI SrL

mISTEr BIANCO

CT

EdILSOLAI SPA

CESENA

FC

EdILTUBI SPA

TrOFA rELLO

TO

ErrEVI SrL

CASTELLO dArGILE

BO

ESSE SOLAI SrL

VIVArO dI dUEVILLE

VI

EUGANEA PrECOmPrESSI SPA

TO rrI dI QUArTESOLO

VI

EUrOBETON SrL

SALOrNO

Bz

EUrOCAP SrL

CASTELLETTO mONFErrATO

AL

F.LLI ANELLI dI ANELLI ALVArO-BrUNO-ALBErTO E C. SNC

SANTArCANGELO dI rOmAGNA

rN

F.LLI mUNArETTO dI GIUSEPPE dIV. SUmmANIA B. SrL

zAN

VI

F.m.C. PrEFABBrICATI SrL

VIGEVANO

PV

FErrArI B.K. SPA

LUGO dI GrEzzANA

Vr

FErrArINI SPA

VErONA

Vr

FIBrOTUBI SrL

BAGNOLO IN PIANO

rE

GALLO rOCCO SrL

GIOIA dEL COLLE

BA

G.E.d. SrL

PIEVESESTINA-CESENA

FC

GArdONI SrL

PAN dINO

Cr

GAzEBO SPA

GATTEO

FC

GENErALE PrEFABBrICATI SPA

ELLErA

PG

GIOrNI OSCAr dI GIOrNI mASSImO & C. SNC

SANSEPOLCrO

Ar

GrUPPO CENTrO NOrd SPA

BELFIOrE

Vr

GrUPPO CI.VA. SPA

IVrEA

TO

GUELFO TESTArmATA

rOmA

rm

GUErrINI PrEFABBrICATI SPA

SANTHI

VC

I.CI.ENNE. SrL

ArE zzO

Ar

I.CO.B. SPA

CATANIA

CT

I.L.C.E.A. SPA

rOVIGO

rO

I.L.CE.V. SPA

CAVArzErE

VE

I.r.A.dEL. COSTrUzIONI SrL

GUIdIzzOLO

mN

ICEP SPA

m OLITErNO

Pz

ImPrESA PIzzArOTTI & C. SPA

PA rmA

Pr

ImPrESA TrE COLLI SPA

CArrOSIO

AL

IN.Pr.EdIL SrL

mASSEr ANO

BI

INdUSTrIE CEVIP SPA

rOmA

rm

IPA PrECAST SPA

CALCINATE

BG

IPIEmmE SPA

ALIFE

CE

ITALBLOK dI BErVICATO IUrI & C. SAS

CAIVANO

NA

ITALCABINE SrL

ISOLA rIzzA

Vr

ITALSLEEPErS SPA

CATANIA

CT

ITEr - COOP.VA rAVENNATE SCArL

LUGO

rA

LA CEmENTIFErA dI VEzzOLI m. & C. SNC

PONTOGLIO

BS

LANdINI SPA

CASTELNOVO SOTTO

rE

LATErCEmENTI SPA

CASTELmINIO dI rESANA

TV

LECA SISTEmI SPA

rUBBIANO dI FOrNOVO - SOLIGNANO

Pr

LOdOVICHI dOmENICO SPA

CHIUSI SCALO

SI

LOmBArdA PrEFABBrICATI SPA

mONTICHIArI

BS

LOmBArdA SPA

OSIO SOTTO

BG

industrie manufatti cementizi - 2

Imp Assobeton 2.indd 95

25-04-2008 18:18:26

Associati
Societ

Citt

Provincia

m.C.m. mANUF. CEmENTIzI mONTICONE SPA

ASTI

AT

m.G. PrEFABBrICATI SrL

CASTELVErdE

Cr

mA.CE.VI. SrL

CIVITELLA IN VAL dI CHIANA

Ar

mABO PrEFABBrICATI SPA

BIBBIENA STAzIONE

Ar

mAGNETTI BUILdING SPA

CArVICO

BG

mAGNETTI SPA

PALAzzAGO

BG

mANINI PrEFABBrICATI SPA

SANTA mAr IA ANGELI - ASSISI

PG

mArANIT SPA

POGGIO r ENATICO

FE

mArGArITELLI ITALIA SPA

TO rGIANO

PG

mArTINI PrEFABBrICATI SPA

mEdOLE

mN

mC PrEFABBrICATI SrL

CArdANO AL CAmPO

VA

mC-mANINI PrEFABBrICATI SPA

SOmAGLIA

LO

mOrETTA PrEFABBrICATI dI mOrETTA G. & C. SNC

LOVErO VALTELLINO

SO

mOrETTI PrEFABBrICATI SrL

ErBUSCO

BS

mOSEr CESArE mANUFATTI IN CEmENTO SrL

zAmBANA

TN

mOzzO PrEFABBrICATI SrL

SANTA mArIA dI zEVIO

Vr

mUSILLI SPA

SAN VITTOrE dEL LAzIO

Fr

NICO VELO SPA

FONTANIVA

Pd

NUOVA SUPErSOLAIO SPA

LONATO

BS

NUOVA TESI SYSTEm SrL

CASALE SUL SILE

TV

OPErE IdrICHE SPA

rOmA

rm

PAC - PrEFABBrICATI ACCIAIO CEmENTO SrL

FArA VICENTINO

VI

PAdANA PANNELLI SPA

ACQUANEGrA SUL CHIESE

mN

PALLAOrO LIVIO & C. SNC

TrENTO

TN

PAmA PrEFABBrICATI SPA

rE zzATO

BS

PANNELLI SPA

VErOLANUOVA

BS

PAVEr COSTrUzIONI SPA

PIACENzA

PC

PAVIBLOK SrL

SPECCHIA

LE

PICCA PrEFABBrICATI SPA

LATINA - BOrGO S. mICHELE

LT

PINTO GEOm. CESIdIO & C. SAS

CASTELLANA GrOTTE

BA

PIrCHEr SPA

CITTIGLIO

VA

PIzzUTI PrECOmPrESSI SrL

CrOTO NE

Kr

PIzzUTI PrEFABBrICATI SrL

CrOTO NE

Kr

PrE SYSTEm SPA

SEd EGLIANO

Ud

PrECOmPrESSI SrL

PONTENUrE

PC

PrECOmPrESSI VALSUGANA SPA

FONTANIVA

Pd

PrEFABBrICATI CAmUNA SrL

GrATACASOLO

BS

PrEFABBrICATI CArTIGLIANO SPA

TO rrI dI QUArTESOLO

VI

PrEFABBrICATI CIVIdINI SPA

OSIO SOPrA

BG

PrEFABBrICATI LAPrEdIL SrL

TOLENTINO

mC

PrEFABBrICATI LP SPA

BOrGO A mOzzANO

LU

PrEFABBrICATI mOIOLI SPA

BAGNATICA

BG

PrEFABBrICATI mOrrI SrL

rIm INI

rN

PrEFABBrICATI PArA SNC

FOrL

FO

PrEFABBrICATI PArmA SPA

COLOrNO

Pr

PrEFABBrICATI SGArIOTO SrL

rAGUSA

rG

PrEFABBrICATI TONELLATO SAS

mONTEBELLUNA

TV

PrEFABBrICATI zANON SrL

CITTAdELLA

Pd

PrEFABBrICATI zECCA SUd SPA

CASTELLALTO

TE

PrEGECO PrEFABBrICATI SPA

VILLAFrANCA

Vr

PrELCO ITALIA SrL

mONTICHIArI

BS

PrE-NOVA 76 dI zANNIN FErrUCCIO E FIGLIE SrL

SEr EN dEL GrAPPA

BL

PrEP SrL

GUBBIO

PG

PrOGrESS SPA

BrESSANONE

Bz

r.C.L. SrL

GOrLAGO

BG

2 - industrie manufatti cementizi

Imp Assobeton 2.indd 96

25-04-2008 18:18:26

Associati
Societ

Citt

Provincia

r.P. rOBErTI & PAOLETTI SrL

FANO

PU

rdB CENTrO SPA

mONTECATINI TErmE

PT

rdB HEBEL SPA

PONTENUrE

PC

rdB SPA

PONTENUrE

PC

rECOrd SPA

GArLASCO

PV

rIVOLI SPA

r IVOLI VErONESE

Vr

rOSSI TrANQUILLO NOrd dI mASCArO GEOm. T. & C. SAS

mANTOVA

mN

S & T VArESE SrL

INdUNO OLONA

VA

S.F.r. dI FrANzONI & C. SNC

rE zzATO

BS

S.I.C.E.P. SPA

VErONA

Vr

S.I.P.A. SPA

BENEVENTO

BN

S.I.P.C. SOLAI VArESE SrL

VIGNATE

mI

S.I.P.E. SPA

VICENzA

VI

SAFAB SPA

rOmA

rm

SAN mICHELE SPA

mANErBIO

BS

SANTINELLO COSTrUzIONI SPA

CASELLE dI SELVAzzANO

Pd

SAr COSTrUzIONI PrEFABBrICATE SrL

CASTIGLIONE dELLE STIVIErE

mN

SEIEFFE PrEFABBrICATI SPA

BONEA

BN

SELCE SPA

mONSELICE

Pd

SENINI SPA

NOVAGLI mONTICHIArI

BS

SErIO PrEFABBrICATI SrL

rOm ANO d I LOmBArdIA

BG

SICAP SPA - dIVISIONE CEmENTISTI

FOrL

FC

SICEP SPA

BELPASSO

CT

SOCIET ITALIANA LASTrE SPA

VErOLANUOVA

BS

SOCIET mErIdIONALE INErTI S.m.I. SrL

VASTO

CH

SOLAI VILLA SrL

TUrBIGO

mI

SOm.mA. PrEFABBrICATI SrL

SOmAGLIA

LO

SPAV PrEFABBrICATI SPA

mArTIGNACCO

Ud

STAI PrEFABBrICATI SrL

ACQUANEGrA SUL CHIESE

mN

STErCHELE SPA

ISOLA VICENTINA

VI

STYL-COmP SPA

zANICA

BG

TAV SOLAI dI IVANO BOSCAGLI & C.SNC

ASCIANO

SI

TCT SrL

BrINdISI

Br

TECNOCOmPONENTI SPA

FIESSE

BS

TEGOLAIA SrL

CASIEr

TV

TIdONA PrEFABBrICATI SrL

r AGUSA

rG

TmC BErArdO SrL

BUSCA

CN

TrACI SPA

BATTIPAGLIA

SA

TrAVErSUd SrL

m ELFI

Pz

TrAVI mILANO SrL

m ILANO

mI

TrUzzI PrEFABBrICATI SrL

POGGIO rUSCO

mN

UNIBLOC SrL

POGGIBONSI

SI

UNIPrE SrL

SOrdIO

LO

rESANA

TV

VEGA PrEFABBrICATI SrL

CONTrOGUErrA

TE

VELA PrEFABBrICATI SrL

COrTE FrANCA

BS

VIANINI INdUSTrIA SPA

rOmA

rm

VIBrAPAC SPA

SOLArO

mI

VIBrOCENTrO SrL

S. rUFINA dI CITTAdUCALE

rI

VIBrOTEK SrL

FAGGIANO

TA

zANETTI SrL

CAPrINO VErONESE

Vr

zECCA PrEFABBrICATI SPA

COSIO VALTELLINO

SO

V.m.C. - VENETA mANUFATTI IN CEmENTO dI SILVANO,


PAOLO E SEVErINO mICHELETTO & C. SAS

industrie manufatti cementizi - 2

Imp Assobeton 2.indd 97

25-04-2008 18:18:26

Soci Aggregati
Societ

Citt

Provincia

ArCELOrmITTAL VErdErIO SrL

VErdErIO INFErIOrE

LC

ATECAP

rOmA

rm

BASF CC ITALIA SPA

TrEVISO

TV

CASAGrANdE SPA

FONTANAFrEddA

PN

CHrYSO ITALIA SPA

LALLIO

BG

COLLE SPA

LENTIAI

BL

dLC SrL

mILANO

mI

EdILmAFEr SrL

mILANO

mI

EdILmATIC SrL

PEGOGNAGA

mN

EISEKO COmPUTErS SrL

SAN mArTINO BUON ALBErGO

Vr

GENErAL AdmIXTUrES SPA

PONzANO VENETO

TV

GL LOCATELLI SrL

TUrATE

CO

HALFEN-dEHA SrL

UrGNANO

BG

HArPACEAS SrL

mILANO

mI

I.B.I. INdUSTrIE BLOCCHIErE ITALIANE SPA

mILANO

mI

ICT - INNOVATIVE CONCrETE TECHNOLOGIES SrL

PIACENzA

PC

ImE SrL

CAmPOGALLIANO

mO

KELLEr FONdAzIONI SrL

VErONA

Vr

LE OFFICINE rIUNITE - UdINE SPA

BASALdELLA dI CAmPOFOrmIdO

Ud

mAPEI SPA

mILANO

mI

mArCANTONINI SrL

PASSAGGIO dI BETTONA

PG

OFF. mECC. mAFFIOLETTI dArIO SrL

BrUSAPOrTO

BG

OFFICINE mECCANICHE GALLETTI O.m.G. SrL

PONTE VALLECEPPI

PG

PLASTYBETON SrL

mArENO dI PIAVE

TV

rUrEdIL SPA

SAN dONATO mILANESE

mI

S.F. SISTEmI FOGNArI SCArL

rOmA

rm

SIdErUrGICA LATINA mArTIN - S.L.m. SPA

CEPrANO

Fr

TECNOGrIP SrL

SAN GILLIO

TO

TESEO SrL

TrEmESTIErI ETNEO

CT

W.r. GrACE ITALIANA SPA

PASSIrANA dI rHO

mI

XELLA ITALIA SrL

GrASSOBBIO

BG

2 - industrie manufatti cementizi

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Ediltubi spa (TO)


Impianto a torre modello HS 675 completo di n. 2 mescolatori
APOLLO per la produzione di manufatti in cemento (pavimenti autobloccanti, blocchi per murature, cordoli e muretti contro terra).
Per realizzare i prodotti sopra elencati, occorre un
impianto che abbia le seguenti caratteristiche:
controllo accurato dellumidit contenuta negli inerti;
dosaggio preciso della quantit di acqua;
controllo preciso del rapporto A/C attraverso le sonde
AQUAMAT posizionate sul fondo del mescolatore;
ottima miscelazione del mix-design attraverso
lesclusivo principio asincrono e controcorrente tipico
dei mescolatori SKAKO.

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5653_ITA_Mezzo_R_Beton.indd
1

25-04-2008
18:18:28
14/02/06 15:39:04

ad_gwc.pdf

14-11-2007

16:21:08

CM

MY

CY

CMY

Imp.Greenwich.indd 100

25-04-2008 15:14:58

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Anno IV n. 2 - marzo/aprile 2008

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industrie manufatti cementizi

Organo Ufficiale di ASSOBETON

CONFINDUSTRIA

PRIMO PIANO

XIII Congresso Nazionale ASSOBETON


"La prefabbricazione nella citt del futuro"

2008

STUDI E RICERCHE

Analisi sperimentale di connessione fra elementi


prefabbricati di impalcato

DALLUNIVERSIT

Intervista a Giovanni Plizzari


Intervista a Giuseppe Carlo Marano

INSERTI

Sicurezza nel montaggio e nella movimentazione


degli elementi prefabbricati in calcestruzzo

TECNOLOGIA

Calcestruzzo in pratica:
durabilit

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