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Ruredilbook

Prodotti speciali per


la prefabbricazione
Fissaggi e collegamenti strutturali, sistemi a mensola, sistemi di sollevamento,
sistemi per pannelli a taglio termico, sistemi di sicurezza, dispositivi antiscoppio
2
Ruredil, inserti di qualità
per ogni necessità

Lo stabilimento di prefabbricazione genera manufatti in calcestruzzo


armato; detti elementi, voluminosi e massivi, sono progettati per essere
parte di un insieme, realizzati in un luogo e destinati ad essere assemblati
a distanza.
Travi, pilastri, plinti, pannelli e coperture devono quindi essere
progettati in modo che ogni fase sia preventivamente presidiata: dalla
movimentazione al trasporto, dalla posa al collegamento tra essi.
Facile desumere quanto sia importante che il progettista possa
prevedere, già nei disegni di ogni elemento, l’inserto da predisporre
adatto per ogni fase. In ogni fase e per forme e masse assai diverse,
l’inserto deve mostrare di essere versatile e adattabile, semplice ed
efficace, prestazionale ma economico, in poche parole migliore di ogni
soluzione “tradizionale”.
Già al disarmo quindi è necessario prevedere nel manufatto l’inserto
capace di reggerne il peso per rimuoverlo dal cassero e trasferirlo
allo stoccaggio, in attesa di trasportarlo presso la destinazione finale.

Queste operazioni di movimentazione e trasporto, fino al montaggio,


sono affidate normalmente ad ancoranti di sollevamento che devono
garantire ogni fase tenendo conto della forma, del peso, del tipo di
sollevatore, dell’inclinazione delle funi, dei punti di sollevamento
e del carico dinamico, garantendo l’adeguato margine di sicurezza e
materiali duttili e resilienti adeguati ad ogni clima.

R-System è il sistema di sollevamento più completo e versatile


disponibile per i prefabbricatori; non c’è forma, sezione, anche la
più ridotta, che non possa essere risolta con le tipologie di ancoranti
disponibili; anche le piastre più sottili e i muri più snelli trovano il più
adeguato inserto e portate che vanno da 13 KN a 200 KN con un
coefficiente di sicurezza garantito ≥ 4,00, quindi la portata nominale
corrispondente al peso sostenibile.
Ma la movimentazione e il trasporto coprono solo la prima parte dei
bisogni post produzione dei prefabbricati; i manufatti realizzati, infatti,
vanno successivamente montati; le prescrizioni al montaggio in materia di
sicurezza sul lavoro sono severe e regolate da stringenti leggi.

Rurefast, la linea di sicurezza per il montaggio dei prefabbricati


certificata CE, predisponibile nei prefabbricati, risolve, con un sistema
semplice e sicuro, gli adempimenti di prevenzione contro le cadute
dall’alto nei cantieri mobili.
3 3

Il progetto in zona sismica, oggi più che mai, pone scelte, come le
fondazioni con travi a pavimento rispetto ai plinti a bicchiere, in cui
le nuove tecnologie disponibili danno un aiuto importante sia per
le garanzie statiche richieste, sia per la convenienza economica che
ne deriva; il sistema Kaptor, che collega meccanicamente e per
sovrapposizione, secondo NTC 2008, elementi strutturali
come plinti e pilastri o travi e pilastri, accelera tutte le fasi
della costruzione a cominciare dalla messa a piombo. Grazie
all’assemblaggio meccanico per avvitamento non necessitano più dei
puntelli nel posizionamento dei classici pilastri su plinti a bicchiere e
vengono inoltre soddisfatti i requisiti alla pari di un plinto con pilastro
monolitici, con la differenza che non ci sono tempi di attesa tra il
collegamento delle strutture e il proseguimento del montaggio.

Ci vorrebbe un lunghissimo elenco per citare tutti i fissaggi e gli altri


collegamenti; tra i tanti si può menzionare il classico nodo trave-pilastro
sul capitello in cui la Boccola Rur, una boccola filettata che si ancora al
calcestruzzo per risalto, trova un largo utilizzo. C’è poi il caso del fissaggio
dei pannelli alla struttura in zona sismica; Fisis, nella versione 30
e 15 Kn, diversamente dai fissaggi tradizionali costituiti da profili leggeri
standard spesso insufficienti per portata o per l’impossibilità di consentire
lo scorrimento tra i pannelli e la struttura, risolve brillantemente ed
efficacemente ogni caso sia per i pannelli orizzontali che per i
pannelli verticali. Per il sostegno dei pannelli orizzontali appesi ai pilastri
Ruredil propone il sistema a mensola Girella e Tirella nella versione
aggiornata S. L’attuale versione S, grazie alla maggiore inclinazione
dell’appoggio, risolve il problema della sospensione dei pannelli anche in
zona sismica.

Un caso a parte nel progetto dei prefabbricati è la scelta della soluzione


più idonea per realizzare pannelli con ridotta trasmittanza; questi pannelli,
comunemente chiamati a “taglio termico” devono garantire staticità e
resistenza termica, libertà di allungamenti e contenute deformazioni,
sezioni contenute ed economicità. Ruredil con Konnektor, dal 1997
ha realizzato circa 6.000.000 di mq di pannelli a taglio termico con
connessioni in acciaio inox e sostegni portanti che garantiscono lo
scorrimento dello strato appeso, dovuto alle variazioni termiche
riducendo drasticamente le deformazioni, le fessurazioni e gli
spanciamenti.
4
Indice

FISSAGGI E COLLEGAMENTI STRUTTURALI SISTEMI PER PANNELLI A TAGLIO TERMICO


Fisis 30 5 Konnektor 117
Fissaggi sismici per pannelli 6 Dispositivi di sostegno 118
Tipologia di collegamento 7 Dispositivi di connessione 120
Altre verifiche 8 Criteri di progettazione 122
Scelta dei fissaggi 9 Prestazioni termiche 123
Dimensionamento dei fissaggi 10 Fasi operative 124
Descrizione articoli 11 Descrizione articoli 125
Fisis 15 12
Descrizione articoli 12
Applicazioni 13 SISTEMI DI SICUREZZA
Kaptor 15 Rurefast3 127
Descrizione del sistema 16 Sistema anticaduta a rapido innesto 128
Collegamento per sovrapposizione 17 Requisiti essenziali di salute e sicurezza 129
Collegamento KPF - KPP - KPF-T - KPP-T 20 Requisiti supplementari 130
Vantaggi del collegamento Kaptor 23 Requisiti supplementari specifici 131
Esempio di progettazione 25 per i rischi da prevenire
Descrizione articoli 27 Prescrizioni per il progetto 132
Boccola RUR 31 Prescrizioni di utilizzo 133
Descrizione del prodotto 32 Componenti 134
Esempi di applicazioni tipo 33 Accessori 137
Software linea anticaduta 140
SISTEMI A MENSOLA
Girella Tirella S 35
Mensola Girella S 38 DISPOSITIVI ANTISCOPPIO
Impiego della mensola Girella S 40 Jet 143
Mensola Tirella S 46 Ruredil Jet, perchè installarlo 144
Verifica delle mensole 50 Le prove di laboratorio 145
Posizionamento in fase di getto 54 Descrizione dello sfiato di sicurezza Ruredil Jet 145
Montaggio delle mensole 56 Schemi tipici di posizionamento 146
Mensola di emergenza 57 Descrizione articoli 148
Schede tecniche 58

SISTEMI DI SOLLEVAMENTO
R-System 67
Criteri di sicurezza 70
Portata nominale 71
Tipi di ancoranti e accessori 79
Posizionamento degli ancoranti 80
Ancoranti a risalto 81
Ancoranti a risalto prescrizione geometriche 83
Ancoranti con foro 90
Ancoranti per ribaltamento RS 95
Ancoranti a piastra 98
Guaine per il posizionamento dell’ancorante 100
Istruzioni operative per la testa sferica universale 106
Esempi di calcolo 109
Boccola 113
Descrizione del prodotto 114
Esempi di applicazioni tipo 116
FISSAGGI E COLLEGAMENTI STRUTTURALI

5
ACCREDITATO
INSERTI QUALITÀ

Fissaggi sismici
per pannelli
6
6
Fissaggi sismici per pannelli
AZIONE SISMICA
PARALLELA ALLA SUPERFICIE DEI PANNELLI
Le pareti costituite da pannelli prefabbricati che scaricano a terra il loro peso,
presentano una notevole rigidezza tanto che è indispensabile utilizzare
collegamenti che concedano alla struttura di muoversi indipenden-
temente dai pannelli che rimangono fissi, cioè senza che la massa dei pan-
nelli entri in gioco. Se i pannelli prefabbricati orizzontali, invece, scaricano
il loro peso sui pilastri, la loro massa entra in gioco ma occorrerà comun-
que fare in modo che non diano rigidezze aggiuntive alla struttura.

AZIONE SISMICA
PERPENDICOLARE ALLA SUPERFICIE DEI PANNELLI
I pannelli non offrono alcuna rigidezza e il loro collegamento alla struttura
deve essere dimensionato sulla loro massa, con vincoli che vanno rapportati
all’accelerazione di progetto.

Tutti i fissaggi hanno una resistenza all’azione sismica perpendicolare alla


superficie della parete di 30 kN allo SLU.

1 2
FISIS 30
7
Tipologia di collegamento
LE PROVE DI LABORATORIO

In funzione della tipologia costruttiva, bisogna distinguere il caso in cui il Pannelli verticali che appoggiano a terra
fissaggio alla struttura avviene su una superficie piana con ausilio di tasselli
FV/10 e FV/20 o con i fissaggi predisposti nel getto FVG/10 e FVG/20 (vedi
Fig. 2) dal caso in cui il fissaggio avviene in una superficie inclinata (FV/10,
FV/20) con tasselli o contropiastra FVCP (vedi Fig. 1). Il fissaggio per pannelli
verticali denominato FV/10 FVG/10 concede uno spostamento relativo di
±10 cm. Il fissaggio denominato FV/20 FVG/20 concede uno spostamento
relativo di ±20 cm, cioè il doppio del precedente.

Se i pannelli sono fissati ai pilastri (es. su mensole tipo Girella o Tirella), Pannelli orizzontali sostenuti dai pilastri
occorre togliere ogni rigidezza, con il fissaggio FO/00 FOG/00 che realizza
una cerniera impedendo lo scorrimento relativo tra il bordo superiore del
pannello orizzontale e il pilastro (vedi Fig. 3). Il bordo inferiore, invece, deve
appoggiare su 2 carrelli per avere la possibilità di scorrere di almeno ±4 cm
sulle mensole di sostegno inferiori.
La guida posta sul pilastro ha solo funzione di posizionamento e di
regolazione verticale mentre la guida da utilizzare nel pannello è sempre la
±3 cm con blocco verticale
In caso di sisma in direzione parallela alla superficie del pannello il limite
dell’azione sismica sul fissaggio FO/00 deve essere aumentato da 30 a 60 kN.

In funzione di scelte progettuali si può disporre un fissaggio a vista con Pannelli orizzontali che appoggiano a terra
tasselli nei pilastri (FO/10, FO/20) o con profili annegati nel getto FOG/10
e FOG/20 (vedi Fig. 4) oppure di un fissaggio a scomparsa che consente
scorrimenti variabili da ±3 cm a ±20 cm (vedi Fig. 3). Il fissaggio a scomparsa
prevede sempre due guide annegate nel getto ed è indicato quando
bisogna garantire una resistenza al fuoco.

3 4
8
8
Altre verifiche
VERIFICHE DEL COLLEGAMENTO

Per norma è necessario verificare gli spostamenti indotti dall’azione sismica Nei collegamenti a bassa sismicità
in corrispondenza al punto di ritenuta (trattandosi di un collegamento gli (terza e quarta zona) bisogna verificare
spostamenti non sono quelli della verifica di danno, ma quelli allo stato che l’azione del vento non sia maggiore
limite ultimo). In funzione di tali spostamenti, occorre verificare se è del sisma stesso.
sufficiente una guida che concede ±10 cm o se occorre uno spostamento
doppio (±20 cm).
Il calcolo della forza orizzontale Fa di ritenuta va eseguito secondo NTC
(D.M. 14/01/2008) o secondo EC8 e può essere verificato con la seguente
relazione in cui Fa è la spinta orizzontale sismica (kN/m2):
Fa = 3,72 _ . p

Dove:
3,72 = coefficiente ricavato assumendo:
qa = 2 (per pareti)
S = fattore di suolo = 1,35
z/h = 1
Ta/T = 1
_ = a/g = accelerazione di progetto
p = peso del pannello (kN/m2)
Si può notare come per la verifica dei collegamenti l’azione sismica orizzontale
allo SLU di zona 1 (_= 0,35) supera il peso cioè Fa= 1,3 p.
È importante precisare che la guida di scorrimento ha uno spessore
ridotto che evita di interrompere le armature dell’elemento in cui è inserita.
FISIS 30
9
Scelta dei fissaggi
FIG. 5 Pannelli Verticali

Collegamento tipo FV/10/20


- La massa non partecipa al sisma in direzione X
- La massa partecipa al sisma in direzione Y
Massimo tiro Fa = 30 kN
FV/10
Spostamenti relativi < ±10 cm
FV/20
Spostamenti relativi < ±20 cm

FIG. 6
Collegamento tipo FVG/10/20
- La massa non partecipa al sisma in direzione X
- La massa partecipa al sisma in direzione Y
Massimo tiro Fa = 30 kN
FVG/10
Spostamenti relativi < ±10 cm
FVG/20
Spostamenti relativi < ±20 cm

FIG. 7 Pannelli Orizzontali

Collegamento tipo FO-FOG/3/10/20


- La massa non partecipa al sisma in direzione X
(il peso si scarica sulle fondazioni) sposta-
menti relativi < ±20 cm
- La massa partecipa al sisma in direzione Y
Massimo tiro Fa = 30 kN

FIG. 8 Collegamento tipo FOG/00


- La massa partecipa al sisma in direzione X
Massimo tiro Fa = 60 kN
- La massa partecipa al sisma in direzione Y
Massimo tiro Fa = 30 kN
- Spostamenti tra lembo inferiore del
pannello e mensola ≤ 4 cm

Utilizzando la mensola Girella/Tirella, si può contare su una


ritenuta inferiore data dall’inclinazione di 20° del piano di
appoggio della mensola purchè, chiamata R la reazione sulla
mensola del pannello, si verifichi che: Fay = ≤ tg 20° R = 0,36 R. Se il
valore Fay supera 0,36 R, occorre impedire che il pannello si sollevi,
utilizzando un apposito “blocco verticale”.
10
10
10
Dimensionamento dei fissaggi
COLLEGAMENTO FVG 10/20
ESEMPIO 1:
Pannello verticale da 12 x 2,5 m
(3,8 kN/m2 sito in zona con accelerazione di progetto a = 0,25 g)
Si prevedono 2 fissaggi in sommità:
L’azione sismica sul fissaggio vale:
Fay = 3,72 . 0,25 . 3,8 . 12 . 2,5 = 26,50 kN
2.2
In questo caso si utilizzano n. 2 FVG 10/20 in funzione dello spostamento
della struttura nel punto di ritenuta.

ESEMPIO 2:
Pannello orizzontale sovrapposto a quello inferiore appoggiato a terra o
sospeso su mensole da 10 x 2,5 m (3,80 kN/m2) sito in zona con accelerazione
di progetto a= 0,15 g. Se i pannelli hanno un giunto maschio-femmina,
consideriamo di utilizzare 2 fissaggi.
Si prevedono 2 fissaggi in sommità:
L’azione sismica sul fissaggio vale:
Fay = 3,72 . 0,15 . 3,8 . 10 . 2,5 = 26,50 kN
2
In questo caso si utilizzano n. 2 FVG 10/20 in funzione dello spostamento
della struttura nel punto di ritenuta.

COLLEGAMENTO FVG 10/00


Pannello orizzontale sostenuto da 2 mensole da 10 x 3 m in zona con
accelerazione di progetto a= 0,25 g.
Si prevedono n. 2 fissaggi in sommità (cerniere) e 2 ritenute inferiori (carrelli)
nelle mensole tipo Girella/Tirella.
Azione sismica perpendicolare alla superficie del pannello
Fay = 3,72 . 0,25 . 3,8 . 10 . 3 = 26,50 kN
2
ogni fissaggio deve avere una ritenuta superiore a Fay

Azione sismica parallela alla superficie del pannello

Fax = 3,72 . 0,25 . 3,8 . 10 . 3 = 53,01 kN


2
Si prevedono quindi n. 2 FOG/00 in quanto in direzione X la resistenza del
fissaggio è doppia (60 kN).
FISIS 30
11
11
Descrizione articoli

COLLEGAMENTO FV/10/20 COLLEGAMENTO FOG/00

(2) (6)
(1)
(1)

(4)

(3)
(5) (6)

(11) (7)

(8)

COLLEGAMENTO FOG/10/20
G/10/20

(1)

(2) (1)
(9)

(5)

(10)
(7)

Codice Articolo Materiale Pezzi/confezione


(1) 0302101002 Guida di scorrimento ±10 cm S355 (Riempimento in spugna poliuretanica) 20 pz
(2) 0302101003 Guida di scorrimento ±20 cm S355 (Riempimento in spugna poliuretanica) 12 pz
(3) 0302104001 Fissaggio pannelli verticali S355 Sfuso
(4) 0302107001 Attacco pannelli verticali S355 24 pz
(5) 0302103002 Attacco pannelli orizzontali L=170 S355 40 pz
(6) 0302105101 Blocco verticale S355 80 pz
(7) 0302102001 Attacco filettato corto S355 40 pz
(8) 0302101001 Guida di scorrimento ± 3 S355 40 pz
(9) 0302106001 Guida di emergenza L=±10 cm S355 Sfuso
(10) 0302106002 Guida di emergenza L=±20 cm S355 Sfuso
(11) 0302013001 Contropiasta FVCP S355 24 pz

Zincatura elettrolitica ≥7μm - Nota: per la progettazione e l’uso consultare anche i disegni FIS F3-01÷ F3-21
12
12
12
Descrizione articoli

Innovativi fissaggi di ritenuta antisismica per pannelli prefabbricati. Tutti i COLLEGAMENTO FOG/10 E FVG/10
fissaggi hanno una resistenza all’azione sismica perpendicolare alla superficie
della parete di 15kN allo SLU. Fisis 15 risponde ai requisiti dei fissaggi in zona
sismica secondo NTC 2008 e nuova normativa europea EC8.
(5)

40 (12)

11.5 17 11.5
(7)
5
25
90

011 (12)
3

5
42.
90

40 150
300
108 42.5 150 108

CARICO DI LAVORO ALLO SLU


Trazione Taglio
15 kN 15 kN

Codice Articolo Materiale Pezzi/confezione


(5) 0302108002 Attacco pannelli orizzontali L = 170 M16 S355 40 pz
(7) 0302201001 Attacco filettato corto teflonato M16 S355 40 pz
(12) 0302103002 Fisis15 - Guida di scorrimento ±10 cm (*) S235JRG2 30 pz

(*) Riempimento in spugna poliuretanica


Zincatura elettrolitica * 7μm
FISIS 15
13
13
Applicazioni

Esempio di fissaggio di ritenuta tra


pannelli orizzontali e pilastro.

Esempio di pannello orizzontale


appeso. La ritenuta è ottenuta con
l’impiego del Fisis 15, la sospensione
tramite Mensola Tirella “S”.

Esempio di fissaggio di ritenuta tra


pannelli verticali e trave di copertura
piana.
14
FISSAGGI E COLLEGAMENTI STRUTTURALI

15
ACCREDITATO
INSERTI QUALITÀ

Collegamento meccanico
per sovrapposizione
16
1. Descrizione del sistema
1.1 CHE COS’È KAPTOR?

KAPTOR è un sistema meccanico per strutture prefabbricate in calcestruzzo


armato che consente di realizzare collegamenti di tipo A, B e C (vedi cap.
7.4.5.2.1 NTC 2008).

I collegamenti realizzabili sono così classificati:


KPP collegamento Pilastro-Pilastro
KPP/KPP-T
KPF collegamento Pilastro-Fondazione
KPF-T collegamento Pilastro-Fondazione con tirafondi

Il collegamento è ottenuto dall’unione tramite avvitamento in opera di un


inserto metallico (tipo A) inserito nel primo elemento, e un inserto metallico
(tipo B) nel secondo elemento.
KPF/KPF-T

Gli inserti da collegare sono i seguenti:


TIPO A:
- KSA (piastra lineare), con 2 barre KØ o KFØ ad aderenza migliorata;
- K3A (piastra angolare), con 3 barre KØ o KFØ ad aderenza migliorata.
TIPO B:
- KSB (piastra lineare) con 2 barre KFØ ad aderenza migliorata,
con filettatura e dado;
- K3B (piastra angolare) con 3 barre KFØ ad aderenza migliorata, TIPO A
con filettatura e dado;
- KT-M tirafondo ad aderenza migliorata e risalto alla base.

TIPO B
Sono previste due serie di inserti a piastre e quattro tipologie di tirafondi,
in funzione delle armature che devono essere riprese per sovrapposizione. Collegamenti di tipo A e B: tipici per strutture
La prima serie viene utilizzata per barre di armatura di diametro 26 - 25 - 24, a telaio con collegamenti a cerniera.
la seconda serie viene prevista per barre di armatura di diametro 20 - 18 - 16 .
In ogni piastra, vengono inserite e bloccate manualmente le barre ad
TIPO C
aderenza migliorata KØ e KFØ, appositamente sagomate con ringrossi
terminali calibrati. Le piastre tipo A, di KS e di K3 presentano dei fori, che
consentono l’inserimento delle viti di collegamento alle analoghe piastre di Collegamenti di tipo C: tipici per strutture
tipo B o dei tirafondi, a seconda del tipo di giunzione che si sta utilizzando. a telaio con collegamenti monolitici.

KPF KPF-T
KAPTOR
17
17
2. Collegamento per sovrapposizione
2.1 TIPOLOGIA DEL COLLEGAMENTO

Per i collegamenti, nelle NTC 2008 cap. 4.1.6.1.4 si precisa che:


“si trasmettono le forze da una barra all’altra mediante:
sovrapposizione di barre
saldatura
dispositivi meccanici”

Si esclude quindi di poter trasferire le forze per “ancoraggio”. Kaptor riprende


per sovrapposizione le armature dei due elementi che vengono collegati.
Se ci riferiamo, per esempio, al collegamento KPF, le barre di armatura della
sezione corrente del pilastro sono riprese da barre di ugual diametro che tra-
sferiscono, per sovrapposizione, il tiro dalle barre inferiori a quelle superiori.

2.2 CRITERI DI PROGETTO


L’utilizzo del sistema Kaptor è semplice e non richiede calcoli perché con-
sente la ripresa per sovrapposizione delle stesse barre previste dal progetto.
In base al numero e al diametro dei ferri di armatura, si ricava il numero e
il tipo di collegamento da prevedere. (vedi esempio cap.5)
Gli inserti Kaptor sono impiegabili in CD “A” e in CD “B” a seconda del
tipo di progettazine e del tipo di collegamento utilizzato, ad eccezione del
diametro Ø26, per il quale è previsto l’utilizzo solo in CD ”B”.

2.3 UNIONE PIASTRE-BARRE


L’assemblaggio tra piastre e barre KØ, non richiede saldature; l’accoppia-
mento avviene manualmente in fase di esecuzione delle gabbie.
In questo modo si evita di movimentare inserti molto ingombranti e
pesanti componendo i collegamenti con barre di lunghezza e diametro
richiesto dal progetto, direttamente sul cassero.
In particolari applicazioni è comunque consentito saldare direttamente le
barre di armatura alle piastre, purché tale saldatura sia fatta con filo basico
ad alta resistenza e da personale specializzato, provvisto di patentino.
(si rimanda al cap. 4.3 per ulteriori dettagli)

Esempio di dima per pilastro


18

2.3.1. SCELTA DELLE BARRE E DEI TIRAFONDI

A seconda del tipo di collegamento, sono previste diverse tipologie


di barre e tirafondi:

1 BARRE KØ PER COLLEGAMENTI AL DI FUORI DELLA ZONA CRITICA


dove LKØ = Lc + 50 Ø
KØ26 L = 280 cm
KØ25 L = 275 cm
KØ24 L = 270 cm
Utilizzabili per lunghezze
KØ20 L = 250 cm di zona critica ≤ 150 cm
KØ18 L = 240 cm
KØ16 L = 230 cm

2 BARRE IN FONDAZIONE KFØ O PER COLLEGAMENTI IN ZONA CRITICA


dove LKFØ = 22 Ø + 5 cm
KFØ26 L = 65 cm
KFØ24 L = 55 cm filettate con dado
all’estremità
KFØ20 L = 50 cm

3 TIRAFONDI SERIE 26-25-24


KT-M24 L = 62 cm complete di dadi
KT-M33 L = 83,5 cm e rondelle

4 TIRAFONDI SERIE 20-18-16


KT-M20 L = 50,5 cm complete di dadi
KT-M27 L = 66,5 cm e rondelle

Barra KØ
KAPTOR
19
19

2.4 SICUREZZA DEL COLLEGAMENTO

Nel sistema Kaptor, gli elementi sono stati dimensionati con largo margine
di sicurezza rispetto allo snervamento delle barre.

Il sistema è stato collaudato sia per verificare la rispondenza al calcolo di


piastre, viti e tirafondi, sia per verificare che la ricalcatura delle barre non
riduca le caratteristiche resistenti delle stesse in corrispondenza dell’unione.

2.5 UTILIZZAZIONE IN ZONA CRITICA

Si ricorda che la zona critica è la zona di dissipazione energetica, dove


avvengono le fessurazioni diffuse, assumendo, nel calcolo sismico un
coefficiente di struttura (o di comportamento) q > 1.

Le NTC 2008, prescrivono al punto 7 che nelle “zone critiche” di strutture


realizzate in zona sismica, non si deve avere la sovrapposizione delle
armature.
PILASTRO
Kaptor, consente di spostare la zona di sovrapposizione oltre la zona critica,
realizzando un collegamento che in zona critica non aumenta l’area di ferro
prescritta dal progetto.

FESSURAZIONI
2.6 SERRAGGIO DEI BULLONI DIFFUSE

Per il serraggio delle viti e dei bulloni in tutti i collegamenti Kaptor è prevista
FONDAZIONE
una coppia ridotta, pari a 150 N (15 kgf) con un braccio di 20 cm.
Il momento di serraggio equivalente risulta quindi pari a 150x20 = 3000 Ncm.
20
3. Collegamento KPF, KPP e KPF-T, KPP-T
3.1 CARATTERISTICHE DEL COLLEGAMENTO KPF, KPP

KPF è il collegamento tra il plinto di fondazione e il pilastro, mentre KPP realizza


il collegamento tra 2 pilastri; entrambi consentono la continuità alle armature
correnti per sovrapposizione.
Nel caso di collegamento tra pilastri KPP, non essendo presente la zona critica,
è possibile utilizzare le barre KFØ abbinate alle piastre A; sarà comunque necessa-
rio portare l’armatura del pilastro fino alla base, assicurandosi del sufficiente anco-
raggio eventualmente ripiegando i ferri di armatura.
Il collegamento si realizza posizionando sempre nei quattro angoli del pilastro
un elemento angolare (K3). Tutti i collegamenti sono concepiti per garantire
che la distanza tra l’asse della barra di armatura e il filo esterno del pilastro sia di
5cm; è comunque possibile aumentare o ridurre fino a 1,25 cm tale distanza.
Ogni piastra, angolare, è dotata di 2 viti a testa cava esagonale per il fissaggio
oltre ad una speciale “vite di regolazione” usata per il centraggio e la messa a
piombo, che consente tolleranze di montaggio sulla verticale di 30 ± 12 mm.
La tolleranza di centraggio invece è di ± 5 mm.
Dopo avere messo a piombo il pilastro, agendo sulle viti di regolazione, si ser-
rano tutte le viti previste e successivamente, si cola una malta a ritiro com-
pensato tipo Exocem G1. KPF-KPP realizzano il collegamento a secco tramite
avvitamento eliminando le costose puntellature dei pilastri e velocizzando le
operazioni di montaggio. KPF
KAPTOR
21
21

3.1.1 POSIZIONAMENTO DEL CASSERO

Le piastre Kaptor sono concepite per essere assemblate con i ferri


longitudinali direttamente sul cassero.
Questo sistema, quindi, risolve il problema del peso, degli ingombri e
della movimentazione, tipici di sistemi analoghi.
Risulta quindi evidente la semplificazione delle operazioni di inserimento
nelle gabbie e sulle testate dei casseri.
Il posizionamento delle piastre sul cassero può avvenire nei seguenti modi:
allestendo le testate con apposite dime saldate sul separatore;
forando il separatore e fissando con viti le piastre.

Le barre ad aderenza possono essere inserite e fissate alle piastre Kaptor


con semplice rotazionesulle forature predisposte, assicurandosi che dopo
la rotazione la barra si blocchi per attrito.
È altresì consentito fissare tramite saldatura i ferri longitudinali; la saldatura
dovrà essere eseguita con filo basico e da personale specializzato.

3.1.2 ISTRUZIONI PER LA MESSA IN OPERA

Posizionare sul plinto o sul pilastro inferiore le “viti di regolazione”.


Sollevare il pilastro e calarlo centrando le “viti di regolazione”.
Effettuare le regolazioni di centraggio e verticalità operando
sull’apposito dado basso.
Bloccare con il dado superiore le “viti di regolazione” alle piastre.
Inserire e serrare tutte le viti a brugola.
Effettuare il getto di completamento con la malta a ritiro compensato
Exocem G1.
22

3.2 CARATTERISTICHE DEL COLLEGAMENTO


CON TIRAFONDI KPF-T, KPP-T
KPF-T è il collegamento tra il plinto di fondazione e il pilastro con tirafondi,
mentre KPP-T realizza il collegamento tra 2 pilastri; entrambi consentono
la continuità alle armature correnti per sovrapposizione. Il collegamento
si realizza posizionando sempre nei quattro angoli del pilastro un elemento
angolare (K3A) ed eventuali KSA interni. Ogni piastra K3A può ricevere 2 o 3
tirafondi mentre le KSA ricevono un tirafondo di diametro maggiore. Il col-
legamento KPF-T richiede un RcK ≥ 25 N/m2 in fondazione mentre nel caso
del collegamento KPP-T viene richiesta una RcK ≥ 50 N/m2. Il collegamento
consente tolleranza di montaggio sulla verticale di 40 ± 15 mm, mentre la
tolleranza di centraggio è di ± 5 mm. Il pilastro viene messo a piombo agendo
sui 4 tirafondi di angolo, in un secondo tempo vengono portati in posizione
anche tutti gli altri tirafondi. A questo punto il pilastro è completamente fissato
a secco. Anche in questo caso si può sigillare la giunzione con EXOCEM G1.

3.2.1 POSIZIONAMENTO NEL CASSERO


KPF-T
Le piastre Kaptor sono concepite per essere assemblate con i ferri
longitudinali direttamente sul cassero. Questo sistema, quindi, risolve
il problema del peso, degli ingombri e della movimentazione, tipici
di sistemi analoghi. Risulta quindi evidente la semplificazione delle
operazioni di inserimento nelle gabbie e sulle testate dei casseri.
Il posizionamento delle piastre sul cassero può avvenire nei seguenti modi:
allestendo le testate con apposite dime saldate sul separatore;
forando il separatore e fissando con viti le piastre.

Le barre ad aderenza possono essere inserite e fissate alle piastre Kaptor


con semplice rotazionesulle forature predisposte, assicurandosi che
dopo la rotazione la barra si blocchi per attrito. È altresì consentito fissare
tramite saldatura i ferri longitudinali; la saldatura dovrà essere eseguita
con filo basico e da personale specializzato.

3.2.2 ISTRUZIONI PER LA MESSA IN OPERA

Sollevare il pilastro e calarlo centrando i tirafondi.


Effettuare le regolazioni di centraggio e verticalità operando
sull’apposito dado basso.
Bloccare con il dado superiore i tirafondi alle piastre.
Effettuare il getto di completamento con la malta a ritiro compensato
Exocem G1.
KAPTOR
23
23
4. Vantaggi del collegamento Kaptor
4.1 IN FONDAZIONE

Ad oggi le soluzioni più utilizzate per collegare un pilastro alla fondazione


sono le seguenti:
plinto a bicchiere
tubi corrugati in fondazione entro cui entrano le armature uscenti dal
pilastro (arma-tubo).
Entrambe le soluzioni impongono fondazioni profonde, più costose e
problematiche.

Il collegamento KPF offre notevoli vantaggi rispetto a queste soluzioni,


il primo è proprio quello di poter realizzare una fondazione “superficiale”.
La fondazione superficiale è vantaggiosa specie in zona sismica, dove
occorre collegare le fondazioni con un grigliato di travi. La possibilità di
realizzarle in spessore di pavimento, avendo fondazioni che non supe-
rano gli 80 cm di altezza, è un notevole risparmio economico.
Rispetto alle soluzioni tradizionali, Kaptor consente di fissare a
secco senza puntelli.
Nel collegamento con tirafondi il vantaggio è ancora maggiore perchè
la struttura è subito caricabile senza aspettare il getto di completamento
con malta espansiva. Non sono utilizzabili in “zona critica” le barre fuoriu-
scenti dalle fondazioni che si infilano in guaine posizionate nel pilastro,
oppure i sistemi che fanno fuoriuscire barre filettate dalle fondazioni, che
si bloccano con dadi a piastre ancorate nel pilastro, con posizioni e dia-
metri per nulla sovrapponibili alle barre correnti del pilastro, essendo per
norma vietate le sovrapposizioni in zona critica. Utilizzo Kaptor per centraggio e fissaggio con sistema arma-tubo.

I vantaggi del sistema Kaptor in fondazione si possono così sinte-


tizzare:
Possibilità di realizzare fondazioni superficiali e travi di collegamento
in spessore di pavimento;
Nessun elemento in aggetto dal piano di fondazione;
Rapida e precisa messa a piombo del pilastro;
Fissaggio a secco;
Nessuna controindicazione di utilizzo in zona critica.
24

4.2 NELLA MESSA A PIOMBO CON SOLUZIONI MISTE


Kaptor può essere utilizzato anche parzialmente, per facilitare unicamente
la messa a piombo del pilastro, collegato alla fondazione o al pilastro
superiore con un sistema tradizionale (noto come arma-tubo); in questo
caso si possono utilizzare le viti di regolazione, inserite in 3 o 4 elementi
lineari KS posti al centro dei lati del pilastro.

4.3 UTILIZZANDO BARRE SALDATE


4.3.1 SALDATURA DELLA BARRA KØ CON UNA BARRA DI UGUAL DIAMETRO

La saldatura tra barre di ugual diametro, deve essere effettuata sulla


verticale tra le barre e deve essere simmetrica. Le prescrizioni di saldatura
sono analoghe a quelle viste in precedenza (vedi cap. 2.2)

Esempio di saldatura tra 2 barre Ø 26 (spessore cordone di saldatura


H = 15 mm)
Si pone quindi:
L . 1,5 = AØ26. 4
da cui: L = 5,3 . 4 = 14,1 cm
1,5
Si fissa quindi L = 15 cm

Esempio di saldatura tra 2 barre Ø 20 (spessore cordone di saldatura


H = 12,5 mm)
L . 1,25 = AØ20 . 4
L = 3,14 . 4 = 10 cm
Si pone L = 10 cm
La saldatura tra barre di ugual diametro è possibile anche in zona critica.

4.3.2. SALDATURA DELLA BARRA KØ CON 2 BARRE DI DIAMETRO INFERIORE

È anche possibile, saldare ad una barra KØ già bloccata alla piastra, 2 barre
che abbiano un’area complessiva non inferiore a quella della barra KØ.
Queste saldature vanno evitate in zona critica.
La lunghezza L e l’altezza H della saldatura sono così definite:

Esempio di saldatura della barra KØ 26 con 2 barre Ø 20 (H = 12,5 mm)


L . 1,25 . 2 = AØ26 . 4
L = AØ26 = 4 = 5,3 . 2 = 8,48 cm ~ 10 cm
1,25 . 2 1,25 . 2
Esempio di saldatura della barra KØ 20 con 2 barre Ø 16 (H = 10 mm)
L . 1 . 2 = AØ20 . 4
L = 3,14 . 2 = 6,28 cm ~ 6,5 cm

4.3.3 CALCOLO DELLE SALDATURE SULLE BARRE

Si ipotizza che la saldatura possa arrivare ad una tensione di esercizio di


60 N/mm2, cioè pari ad 1/4 della tensione delle barre.
KAPTOR
25
2 5
5. Esempio di progettazione
5.1 DATI DI PROGETTO

Pilastro 50x50 con pluviale Ø 150 mm centrale.


Armatura corrente = n°12 Ø 24
Copriferro 3 cm
Staffe Ø8
Coefficiente di struttura q = 2,5
Altezza zona critica Lc = 90 cm

Soluzione Kaptor KPF Soluzione Kaptor KPF-T


Nel pilastro: Nel pilastro:
n° 4 K3A 26-25-24 n° 4 K3A 26-25-24
n° 12 KØ 24, L = 270 cm (≥ Lc + Ls = 90 + 50 . 24) n° 12 KØ 24, L = 270 cm (≥ Lc + Ls = 90 + 50 . 24)
n° 4 scatole polistirolo K3 26-25-24 n° 4 scatole polistirolo K3 26-25-24
In fondazione: In fondazione:
n° 4 K3B 26-25-24 n° 12 barra KT M24 = 62 cm
n° 12 KFØ 26, L = 65 cm

Pilastro 50x50, con pluviale Ø 15,


nelle 4 sezioni più significative:
1) da quota 0 a quota 25 cm
2) da quota 25 cm a quota 90 cm
3) da quota 90 cm a quota 210 cm
4) sezione corrente da quota 210 cm

Ogni utilizzatore potrà usufruire del supporto


tecnico alla progettazione che Ruredil mette
a disposizione gratuitamente.
26

5.2 STAFFATURA DEL PILASTRO

Le staffature in zona critica sono fondamentali per assicurare duttilità alla


base del pilastro incastrata alle fondazioni.

Si possono distinguere 3 zone:


1) La zona 1, dove le staffature sono configurate a spillo impegnando
tutte le barre, con diametri ridotti (6 o 8 mm) e con passo richiesto dal
calcolo. In questa zona alta circa 20 cm non è possibile avere la classica
staffatura perimetrale;
2) La zona 2, sempre zona critica, dove ci sono le sole barre del sistema
Kaptor, e dove è possibile avere la staffatura perimetrale con il passo
richiesto dai calcoli;
3) Zona 3 di sovrapposizione, dove tutte le barre Kaptor si sovrappon-
gono a quelle del pilastro, e dove la staffatura perimetrale le contiene
entrambe;
4) Zona 4, sezione corrente.
KAPTOR
27
27
6. Descrizione articoli
COLLEGAMENTO PER FERRI DI ARMATURA 26-25-24

6 6
6
6
5
3 13
12
11
4

8 9
1 14

1
9
2
10

15 16 7
7

Codice Rif. Articolo Conf.


0307002001 1 K3A 26-25-24 singolo
0307003001 2 K3B 26-25-24 singolo
0307010001 3 Vite M24 x 140 singolo
0307012001 4 Vite di regolazione M24 x 180 singolo
0307031001 5 Scatola polistirolo K3 26-25-24 40 pezzi
0307006002 6 Barra KØ24 L= 270 cm singolo
6a* Barra KØ25 L= 275 cm singolo
0307006005 6b* Barra KØ26 L= 280 cm singolo
0307005002 7 Barra KFØ24 L= 55 cm singolo
7b* Barra KFØ26 L= 65 cm singolo
0307008001 8 Rondella 44x25x4 singolo
0307001002 9 KSA 26-25-24 singolo
0307004002 10 KSB 26-25-24 singolo
0307010005 11 Vite M33 x 140 singolo
0307012002 12 Vite di regolazione M33 x 200 singolo
0307035002 13 Scatola polistirolo KPF 26-25-24 40 pezzi
0307009004 14 Rondella 60x34x5 singolo
0307014002 15 Barre KT-M24 singolo
0307014004 16 Barre KT-M33 singolo

* articoli a richiesta
28 28
8
6. Descrizione articoli
COLLEGAMENTO PER FERRI DI ARMATURA 20-18-16

6 6
6
6
5
3 13
12
11
4

8 9
1 14

1
9
2
10

15 16 7
7

Codice Rif. Articolo Conf.


0307002002 1 K3A 20-18-16 singolo
0307003002 2 K3B 20-18-16 singolo
0307010003 3 Vite M20 x 120 singolo
0307012003 4 Vite di regolazione M20 x 180 singolo
0307031002 5 Scatola polistirolo K3 20-18-16 40 pezzi
0307006001 6 Barra KØ20 L= 250 cm singolo
6a* Barra KØ18 L= 240 cm singolo
6b* Barra KØ16 L= 230 cm singolo
0307005001 7 Barra KFØ20 L= 50 cm singolo
0307009001 8 Rondella 37x21x3 singolo
0307001003 9 KSA 20-18-16 singolo
0307004003 10 KSB 20-18-16 singolo
0307010003 11 Vite M27 x 120 singolo
0307012004 12 Vite di regolazione M27 x 180 singolo
0307035001 13 Scatola polistirolo KPF 20-18-16 40 pezzi
0307009002 14 Rondella 50x28x4 singolo
0307014001 15 Barra KT M20 singolo
0307014003 16 Barra KT M27 singolo

* articoli a richiesta
29

NOTE
3
30
FISSAGGI E COLLEGAMENTI STRUTTURALI

ACCREDITATO
INSERTI QUALITÀ Boccola RUR 31

Sistema a boccola
filettata autoportante
32
Boccola RUR
Sistema a boccola filettata autoportante
D
1 ESCRIZIONE
CHE COS’È KDEL
APTOR ?
PRODOTTO

Boccola in acciaio con risalto; inserita nel calcestruzzo consente


l’accoppiamento con barre filettate. Gli elevati carichi di rottura ne
consentono l’uso anche per la realizzazione di giunti antisismici.

Applicazioni tipo
Unione trave-pilastro.
Unione trave-pilastro antisisma.
Unione pilastro-pilastro.
Unione plinto-trave in fondazione.
Riprese di getto.
Fissaggi in genere.

Prescrizioni per il calcestruzzo


Rck40 ≥ N/mmq con armature aggiuntive (Af*).

Materiale
Acciaio 11 S Mn Pb 37 UNI EN 10087.
S355J243 (EN 10025).

Verifiche
Il valore a trazione è stato ricavato con tiro in asse della boccola e si
riferisce alla rottura del calcestruzzo.
Il valore di taglio è ricavato agendo sulla barra filettata, esercitando
una forza a 90° rispetto all’asse della boccola. Il valore riportato in
tabella si riferisce alla rottura del calcestruzzo.
I valori riportati in tabella, essendo “carichi di rottura”, ai fini dei calcoli
di progetto, si devono considerare con gli opportuni coefficienti
di sicurezza previsti dalle normative vigenti.

L A B øD Distanza
Carico Q.tà/ Peso/
Filetto minima Af* Peso
Codice di rottura Conf. Conf.
±1 ± 0,5-1 ± 0,5-1 ± 0,2 dal bordo
a trazione a taglio
M kN kN mm mm mm mm mm cm2 kg n° kg
0317050001 M12 30 20 75 26 32 20 75 1.44 0.12 100 12.00
0317050002 M16 60 40 90 30 36 25 90 1.44 0.15 100 15.00
0317050003 M20 90 60 115 35 42 30 115 2.30 0.38 50 19.00
0317050004 M24 120 90 130 40 49 35 130 2.30 0.40 30 18.00
0317050005 M30 150 100 150 40 58 42 150 2.30 0.98 20 19.60
BOCCOLA RUR
Boccola RUR 33
Esempi di applicazioni tipo

Unione trave-pilastro a cerniera

Esempio tipico di fissaggio

Unione trave-pilastro a incastro

Inserimento della boccola nel cassero


34
SISTEMA A MENSOLA

35
ACCREDITATO
INSERTI QUALITÀ

Sistema a mensola
36
Sistemi a mensola
GIRELLA E TIRELLA S

Le esigenze che hanno portato alla progettazione dei sistemi a mensola


Ruredil sono frutto dell’esperienza maturata in più di cinquant’anni nel
settore delle tecnologie e dei prodotti speciali per la prefabbricazione.
Fra gli obiettivi che ci siamo prefissati di raggiungere con l’adozione dei
nostri sistemi, particolare rilevanza assumono la riduzione d’incidenza
della mano d’opera, la facilità di posa in produzione, la velocità e la
praticità in fase di montaggio, e la versatilità nell’impiego.
La proposta Ruredil per il sostegno dei pannelli orizzontali prefabbricati,
con l’eliminazione delle mensole in aggetto e le correzioni in fase
di montaggio, si articola con due tipologie di mensole (entrambe
Girella S
brevettate) che hanno gli stessi criteri progettuali e le stesse possibilità
di regolazione, pur essendo fisicamente differenti per potersi meglio
adattare alle varie ipotesi di utilizzo.
Le mensole Girella e Tirella tipo S sono da utilizzarsi esclusivamente nte
predisponendo nel pannello gli accessori adeguati (piastra pannello o S).
L’eventuale uso combinato di mensole tipo S con piastre pannello non
della stessa linea S, e viceversa, non è consentito.

Tirella S

Facilità di posizionamento
nel cassero
Sicurezza di ripartizione
del carico senza armature
aggiuntive
GIRELLA TIRELLA S
37

LA MENSOLA GIRELLA S

La mensola Girella S prevede un inserto nel pilastro e un inserto nel


pannello senza dover inserire o applicare nulla in opera. L’inserto nel
pilastro (o in altro elemento portante come un pannello verticale, un
solaio, una trave, ecc.) è costituito da una mensola collocata, a filo getto,
all’interno di una scatola dove rimane nelle fasi di trasporto e di montaggio
dell’elemento. Al montaggio del pannello, dopo aver rimosso il coperchio
di sicurezza, la mensola viene estratta per rotazione e, senza ulteriori
assemblaggi di elementi metallici, si posiziona automaticamente, in modo
da offrire l’appoggio a scomparsa per il pannello orizzontale.
Tutto questo fa di Girella S la prima mensola a scomparsa, pronta per il
sostegno dei pannelli prefabbricati.

LA MENSOLA TIRELLA S

La mensola Tirella S è stata pensata per risolvere le difficoltà progettuali


e/o di produzione, per le quali un ridotto ingombro, anche in altezza, risulta
indispensabile.
Tirella S prevede tre elementi distinti, un inserto nel pilastro (o in altro
elemento portante), una mensola e un inserto nel pannello, identico a quello
impiegato per la mensola Girella S. Si distingue da quest’ultima in quanto
la mensola va inserita, in fase di montaggio, nell’alloggiamento ricavato
togliendo il coperchio di sicurezza dall’inserto che precedentemente era stato
collocato nell’elemento portante.

Minimi ingombri
tra le armature verticali
Ampie capacità
di regolazioni al montaggio
38
Mensola Girella S
1 PORTATA NOMINALE E RESISTENZE CARATTERISTICHE

La portata nominale della mensola, cioè il valore in kN stampigliato sulla


mensola, è quel peso che la stessa, senza aggiunte di armatura e per una
precisata resistenza caratteristica del calcestruzzo, è in grado di sostenere con i
coefficienti di sicurezza previsti dalla norma vigente.
Girella S è disponibile in due valori di portata nominale:
60 kN (scheda tecnica 1)
120 kN (scheda tecnica 2)

1.1 RESISTENZA CARATTERISTICA DEL CALCESTRUZZO


Si richiede per i pannelli una resistenza caratteristica:
Rck ≥ 25 N/mm2
per pilastri e travi:
Rck ≥ 25 N/mm2 utilizzando la mensola da 60 kN
Rck ≥ 35 N/mm2 utilizzando la mensola da 120 kN.

1.2 TRATTAMENTI PROTETTIVI


Tutti i componenti della mensola Girella S sono protetti con zincatura
elettrolitica da 25 μm.
Di conseguenza, Girella S può essere esposta alle intemperie senza necessità PARTICOLARE 1

di protezione.

1.3 RESISTENZA AL FUOCO Q filo inferiore


Mensola Piastra pannello
GIRELLA S
PARTICOLARE 2
In base alle indicazioni standard di progetto, la mensola si trova inserita in una
nicchia e risulta del tutto protetta da uno spessore di calcestruzzo sufficiente
a garantire R 180’.
ELLA S
GIRELLA TIRELLA
39

1.4 RESISTENZA SISMICA

La mensola e la ritenuta superiore vanno verificate in funzione dell’azione


sismica di progetto, garantendo con ciò il collegamento sismico anche nella
peggiore ipotesi. Per maggiore chiarezza si rimanda al capitolo 4.
Particolare 1

1.5 INDICAZIONI DI PROGETTO


Nella redazione del progetto, occorre imporre sempre che tra pilastro e
pannello orizzontale (direzione Y) ci sia una distanza teorica di 1 cm, che può
poi subire una variazione fino a 2 cm in più (distanza tra pilastro e pannello
3 cm). Tale regolazione, nel piano orizzontale (direzione Y), è data dalla
possibilità di aggiungere le “piastrine di spessoramento a L” (schede tecniche
9, 12). Nel progetto occorre riportare la “quota di riferimento” che è segnata
in rilievo sul coperchio di plastica posto a chiusura della “mensola Girella S”.
La quota di riferimento in direzione Z rispetto a una quota zero di progetto
viene così determinata come standard:

Qriferimento = Quota inferiore pannello + 30 cm

Per soluzioni particolari, utilizzando una scatola tipo “veletta”, il valore Q


standard (30 cm) si può ridurre fino a 15 cm, con mensola a vista e non a
scomparsa (vedi fig. 8 a pagina 39). La distanza in direzione Z tra quota di
riferimento e piede del pilastro permette un preciso posizionamento della
mensola, rispetto a cui si ha una tolleranza di ± 2,5 cm, (fig. 2), dovuta a errori Particolare 2
di tracciamento o posizionamento in quota del pilastro (in positivo si arriva
fino a + 4,5 cm saldando uno spessore nella “piastra pannello”, o le piastrine
di spessoramento tra loro, per un massimo di 2 cm).
La regolazione, per realizzare la tolleranza di ± 2,5 cm, è data semplicemente
dalla possibilità di togliere o aggiungere, manualmente, le “piastrine di
spessoramento” (schede tecniche 7÷12). Tutte le regolazioni necessarie
avverranno esclusivamente nella fase di montaggio, a mensola già ruotata
in posizione finale. Per quanto concerne la tolleranza concessa per errori
di tracciamento in pianta dei pilastri, nel piano orizzontale secondo la
direzione X, si distingue:
± 4 cm nel caso di “mensola Girella S 120 kN” abbinata a “piastra
pannello”;
± 4,5 cm nel caso di “mensola Girella S 60 kN” abbinata a “piastra
pannello”.
40

2 IMPIEGO DELLA MENSOLA GIRELLA S


Nel caso di utilizzo di Girella S tra pannello verticale e pannello orizzontale
la tolleranza è pari a:
± 0,5 cm nel caso di “mensola Girella S 120 kN” abbinata a “piastra pannello
piccola”;
±1 cm nel caso di “mensola Girella S 60 kN” abbinata a “piastra pannello
piccola”.

La tolleranza concessa per errori di verticalità nella posa della mensola è di


± 5°, che sull’altezza di 20 cm corrisponde a circa 1,75 cm.
Errori vistosi di posizionamento della piastra pannello, che procurano una
mancata planarità tra mensole e piastra pannello, possono essere rimediati
con una piastra in piombo da 5 mm di spessore, in sostituzione della piastra
inferiore di spessoramento.

1,75 cm

Q. appoggio

Q. riferimento

5$

16

Fig. 4
GIRELLA TIRELLA S
41

2.1 POSIZIONAMENTO DI DUE MENSOLE “GIRELLA S”


ABBINATE SULLO STESSO LATO DI UN PILASTRO

Rappresenta il più comune e frequente posizionamento di mensole nei


pilastri (vedi figg. 5-6).
Per ottenere la massima efficienza rispetto alla protezione al fuoco, la
migliore finitura estetica (chiusura della nicchia per l’appoggio nel pannello)
ed evitare l’ interruzione dei ferri d’armatura correnti, si consiglia l’adozione
delle seguenti distanze in direzione X:
distanza normalizzata tra asse pilastro e asse mensola Girella S di 12,5 cm;
distanza minima tra asse mensola Girella S e filo esterno pilastro di 7,5 cm.

La distanza tra asse piastra pannello e filo esterno del pannello deve essere di
12 cm, se tra i pannelli è previsto un giunto di 1 cm.

2.2 POSIZIONAMENTO DI DUE MENSOLE “GIRELLA S”


Fig. 5/A

ABBINATE SU DUE LATI ADIACENTI DI UN PILASTRO


(PILASTRO D’ANGOLO)
Per i pilastri d’angolo le mensole vengono poste su due lati adiacenti, anche
in questo caso è opportuno mantenere la distanza di 12,5 cm tra asse
pilastro e asse mensola (vedi figg. 7-8). In modo analogo viene realizzato
il posozionamento delle mensole, anche in presenza di pannello d’angolo
verticale (o angolare).

Fig. 6/A

Fig. 5 Fig. 6
42

2.3 POSIZIONAMENTO DELLA MENSOLA “GIRELLA S”


IN TESTA AL PILASTRO PILASTRO
Qualora si voglia posizionare la mensola in prossimità della testa del pilastro
(quota di riferimento a distanza minore di 25 cm dalla testa pilastro, vedi
fig. 10), non sono richieste armature aggiuntive nei seguenti casi:

quando il carico permanente che grava in testa pilastro, e in particolare


quello che grava su Girella S, è maggiore del carico nominale di Girella S
(vedi fig. 7);
oppure:
quando nella testa del pilastro vi è un’armatura di diffusione dei carichi o
una staffatura di sommità (il che richiede che ci siano almeno 5 cm sopra
la sommità della Girella S).
Esclusi questi casi, occorre intervenire con armatura aggiuntiva (2 Ø12 per
entrambe le portate) secondo lo schema indicato nella figura 9.
Utilizzando una scatola tipo “veletta” (magnetica o di polistirolo), si ottiene la
minima distanza di 27 cm tra filo inferiore pannello e testa del pilastro, come
da figura 8.

POS.1
POS.1
2 Ø12 L= 72 cm

10

16 16

15 15

Fig. 7 Fig. 9

Fig. 8 Fig. 10
GIRELLA TIRELLA S
43

2.4 POSIZIONAMENTO DELLA MENSOLA “GIRELLA S”


IN UN PANNELLO A SOSTEGNO DI SE STESSO
È anche possibile posizionare la mensola in un pannello, purché sia di almeno
20 cm di spessore, per sostenerlo appeso. In tal caso la “mensola Girella S”
risulterà ruotata di 180° rispetto all’utilizzo abituale, come da figura 11.

2.5 POSIZIONAMENTO DI DUE MENSOLE “GIRELLA S”


IN UNA TRAVE O IN UN CORDOLO
Nel caso si voglia spostare il pannello più in alto, occorre inserire la mensola
nel ringrosso di testata della trave, purché la quota di riferimento sia a distanza
≥ 25 cm dal lembo superiore e ≥ 30 cm dal lembo inferiore della trave (fig. 12).

Con lo spessore di calcestruzzo sotto la scatola di almeno 16 cm, se è presente


la staffatura della trave, non occorre aggiungere alcuna armatura.

Fig. 11

Fig. 12
44

Se la distanza tra la quota di riferimento e il lembo superiore è compresa


tra 11,5 e 20 cm, si procede con l’aggiunta di 2 staffe ø12 (Pos.1) come da
figura 9.
Se la distanza tra la quota di riferimento e il lembo inferiore è < 30 cm, ma
≥ 20 cm, occorre aggiungere 2 staffe Ø16 (Pos.2) come da figura 14.

Se la mensola va inserita in un cordolo di spessore minimo dove la distanza


tra quota di riferimento e lembo superiore è compresa tra 25 e 11,5 cm,
e contemporaneamente la distanza tra quota di riferimento e lembo
inferiore è compresa tra 30 e 20 cm, occorre aggiungere le staffe (Pos.1 e
Pos.2) come da figura 15.
11,5 825

POS.2
Q riferimento
2 Ø 16 L = 80 cm

15 15
POS.2
Q riferimento

20 20
> 30

10
>6

Fig. 14
min. 15 1

Fig. 13

Fig. 15
GIRELLA TIRELLA S
45

2.6 POSIZIONAMENTO DELLA MENSOLA “GIRELLA S”


IN UN PANNELLO VERTICALE A SOSTEGNO
DI UN PANNELLO ORIZZONTALE

Il ridotto ingombro di Girella S consente di inserire la mensola anche sulla


costola di un pannello verticale, purché la sua nervatura portante abbia
uno spessore ≥ 15 cm.
Nel corrispondente pannello orizzontale verrà inserita, in posizione di
mezzeria, la “piastra pannello piccola” (scheda tecnica 6).
Anche in questo caso lo spessore minimo è di 15 cm.
Gli assi della piastra pannello piccola, della mensola Girella S, del pannello
orizzontale e del pannello verticale devono coincidere.
In fase di montaggio, mentre viene calato il pannello orizzontale e volendo
ottenere un pannello orizzontale con appoggio a scomparsa, è prevista la
possibilità di una rotazione della lama della mensola Girella S tramite una
cordicella inserita nell’apposito foro, come da figura 17.

100 10 160
min. 45

min. 75
Q riferimento
ASSE PANNELLO
60

min. 75
min. 45

Piastra pannello piccola


PANNELLO ORIZZONTALE 10 PANNELLO VERTICALE
Fig. 16

Fig. 17 Fig. 18
46
Mensola Tirella S

La mensola “Tirella S”, brevettata da Ruredil, è stata pensata per risolvere


le difficoltà, progettuali o di produzione, nelle quali un ridotto ingombro,
anche in altezza, risulta indispensabile.
Tirella S si compone di un elemento da inserire nel pilastro (scatola), nel
quale, in fase di montaggio, viene inserita la mensola (lama); l’inserto nel
pannello è identico a quello del sistema Girella S (piastra pannello).
Grazie al ridotto ingombro e al peso contenuto il posizionamento della
mensola nel cassero risulta molto più agevole.

3 PORTATA NOMINALE E RESISTENZE


CARATTERISTICHE
La portata nominale, cioè il valore in kN stampigliato sulla mensola, a, è
quel peso che la mensola, senza aggiunte di armatura e per una precisata ata
resistenza caratteristica del calcestruzzo, è in grado di sostenere con ni
alla
coefficienti di sicurezza per l’acciaio e per il calcestruzzo previsti dalla
norma vigente.
Tirella S è disponibile in due valori di portata nominale:
60 kN (scheda tecnica 26)
120 kN (scheda tecnica 32)

3.1 RESISTENZA CARATTERISTICA DEL CALCESTRUZZO


Si richiede per i pannelli: Rck ≥ 25 N/mm2
per pilastri e travi: Rck ≥ 40 N/mm2
GIRELLA TIRELLA S
47

3.2 TRATTAMENTI PROTETTIVI

Tutti i componenti della mensola Tirella S sono protetti con zincatura


elettrolitica da 25 μm. Di conseguenza Tirella S può essere esposta alle
intemperie senza necessità di protezione.

3.3 RESISTENZA AL FUOCO


Per quanto attiene alla resistenza al fuoco, la mensola si trova inserita in
una nicchia e risulta del tutto protetta da uno spessore di calcestruzzo
sufficiente a garantire R 180’.

3.4 RESISTENZA SISMICA


La mensola inferiore e la ritenuta superiore vanno verificate in funzione
dell’azione sismica di progetto garantendo con ciò il collegamento sismico
anche nella peggiore ipotesi.
Per ulteriori chiarimenti si rimanda al capitolo 4.

Tirella S 60 kN Tirella S 120 kN


WPHZ[YHISVJJHYPLU[YV
WPHZ[YHISVJJHYPLU[YV




8YPMLYPTLU[V
8YPMLYPTLU[V
TT

TT
TT

 TT






TT TT TT TT


Fig. 19

Fig. 20
48

3.5 INDICAZIONI DI PROGETTO

La mensola Tirella S ha una lama di maggior spessore ma di altezza


ridotta. Si è ridotto al minimo l’ingombro verticale della scatola, lasciando
pressoché inalterato quello orizzontale e aumentando lo spessore
(2 mm) per agevolare le saldature alle armature, quando viene posizio-
nata e fissata nei casseri.
La mensola garantisce la portata nominale senza armature aggiuntive
con un ricoprimento minimo di calcestruzzo in sommità pari a 20 cm; tale
ricoprimento si può ridurre a 5 cm qualora in testa al pilastro ci sia un peso
uguale alla portata nominale della mensola o armatura Ø 16 a protezione
degli spigoli. I criteri di posizionamento della mensola Tirella S nel pilastro
sono del tutto uguali a quelli della mensola Girella S; vedi capitolo 2.1 e 2.2.
In fase progettuale, occorre indicare la quota di riferimento, rispetto a una
quota zero di progetto che, analogamente a quanto avviene per Girella S,
con l’utilizzo di “scatola magnetica” o “scatola polistirolo”, (vedi esempio a
pag. 38), viene così determinata come standard:
Qriferimento = Quota inferiore pannello + 30 cm

Fanno eccezione i casi in cui si utilizzano le “scatole veletta”, (schede


tecniche 28, 30) con risultante mensola a vista, per i quali si ha:
Qriferimento = Quota inferiore pannello + 15 cm

Tirella S 60 kN Tirella S 120 kN


TPU

TPU

8YPMLYPTLU[V 8YPMLYPTLU[V
8PUMLYPVYLWHUULSSV
8PUMLYPVYLWHUULSSV



TPU

TPU 

TPU TPU 

JVUZJH[VSHPUWVSPZ[PYVSV JVUZJH[VSHPUWVSPZ[PYVSV



YPKV[[HULSWHUULSSV YPKV[[HULSWHUULSSV
Fig. 21




÷ ÷


Fig. 22 Fig. 23
GIRELLA TIRELLA S
49

Nella figura 21 si vede come, utilizzando la mensola Tirella S e la “scatola


polistirolo veletta”, si può realizzare la minima distanza possibile (18 cm con
Tirella S 60kN, 21 cm con Tirella S 120kN), tra filo inferiore pannello e sommità
del pilastro.
Per ottenere questo, occorre però ridurre in altezza la “scatola polistirolo
veletta” (rispettivamente di 8 o di 5 cm) e, allo stesso tempo, essere precisi
nei posizionamenti in modo da consentire le eventuali regolazioni verticali
solamente in negativo 2,5 cm, (altrimenti la mensola uscirebbe dal filo inferiore
del pannello). Quindi:
Qriferimento = Quota inferiore pannello + 6 cm
(+ 9 cm, con Tirella S 120kN)

Tirella S viene utilizzata anche nei casi in cui la mensola si deve posizionare in
spessori ridotti di calcestruzzo (per esempio cordoli di solaio, travi di altezza
ridotta, ecc.), con l’ausilio di staffe aggiuntive (vedi paragrafo 2.3 Pos.1), o in
zone dove c’è molta armatura: Tirella S 60kN si inserisce comodamente tra
staffe ad interasse 12 cm, mentre Tirella S 120kN necessita un interasse
verticale di minimo di 15 cm; nel caso di elementi a sbalzo (vedi fig. 24) di
altezza compresa tra 22 e 40 cm, occorre inserire le staffe (Pos.1 e Pos.2), vedi
paragrafo 2.5.
L’inserimento di Tirella S nel pannello verticale a sostegno del pannello 76:
orizzontale è possibile utilizzando la “scatola polistirolo piccola aperta” (scheda
TPU

tecnica 29) o la “scatola magnetica piccola aperta” (scheda tecnica 31); in


questo caso:
Qriferimento = Quota inf. pannello orizzontale + 15 cm
TPU


Le tolleranze per rimediare agli errori di posizionamento e le regolazioni


TPU

nelle tre direzioni ortogonali sono uguali a quelle di Girella S 120kN. Anche le 76:
piastrine di spessoramento per le regolazioni sono quelle di Girella S 120kN
(0,5/120 – 1,0/120 – L/120). TPU
La mensola Tirella S, viene fornita comprensiva di 4 piastrine di spessoramento,
tre per le regolazioni, più una tipo 0,5/120 che impiegata come da figura 26
serve, nel caso di eventi sismici, a evitare il martellamento tra pannello e pilastro.
Fig. 24

Fig. 25 Fig. 26
50
Verifica delle mensole
per l’azione sismica e per la depressione o controspinta del vento
4 VERIFICA DELLA CONTROSPINTA DEL VENTO

Le NTC2008 prevedono una spinta del vento (azione caratteristica) che


cautelativamente si può assumere pari a:
(0,8 + 0,2) = 1 kN/m2. Sisma
F
La pressione del vento spinge il pannello contro al pilastro, e non da luogo
Peso
a problemi. La depressione vale invece: (0,4 + 0,2) = 0,6 kN/m2.
Se si considera un pannello di altezza 2,5 m, di lunghezza 12 m e peso
3,8 kN/m2 su ogni mensola arriva un carico P = 57,00 kN (vedi fig. 28).
La depressione del vento si scarica, sui 4 vertici del pannello, con un’azione
orizzontale che vale:
V = = 4,50 kN
tg_ = = 0,079 da cui _ = artg 0,079 = 4°,5
tale angolo è nettamente inferiore ai 20° dell’inclinazione della mensola.
Se sotto al pannello ci fosse una finestra, alta come il pannello, il valore V
raddoppierebbe, mentre P rimarrebbe costante e quindi:
tg_= 0,158 da cui _ = 9° e comunque sempre < 20°.
In definitiva, agli effetti del vento, la mensola assicura che il pannello Z
non possa scorrere sul piano inclinato sotto la spinta della depressione,
perdendo quindi l’appoggio. X

Fig. 27

4.1 VERIFICA DELL’AZIONE SISMICA (RIF. NTC 2008; EC 8)


Le mensole Girella S e Tirella S sostengono pannelli orizzontali che si

3m
fissano ai pilastri e che quindi sono sottoposti alle stesse accelerazioni
sismiche della struttura. Si applica il codice di calcolo europeo EC8 e si
considera che il pannello sia un elemento non strutturale.
L’ azione sismica vale quindi: Fa = Sa . p . aa / qa

2m
dove: aa = 1; qa = 2 (per pareti)

1200 m
Fig. 28

_ = rapporto tra αa αg con valore massimo 0,35


S = fattore di suolo
z/h = massimo valore 1
TA = periodo vibrazione del pannello
TI = periodo vibrazione della struttura

per semplificare si assume TA /TI= 1; S=1,35 così si ottiene:


Sa= _ . 1,35 . = 7,425 . _ Quindi

con 0,05 ≤ _≤ 0,35 in funzione della zona.


Sisma in Z non sono previsti incrementi delle azioni verticali.
GIRELLA TIRELLA S
51

Sisma in y
Lo schema statico per un sisma y, premesso che il pannello non partecipa
alla rigidezza strutturale del telaio, è quello di 2 cerniere nei 2 collegamenti
superiori, e di 2 carrelli in quello inferiore.

Le mensole Girella S e Tirella S hanno un appoggio con ampia tolleranza,


concedendo uno spostamento in direzione y di ± 3 cm, del tutto sufficiente
a considerare il lembo superiore del pannello un’asta incernierata di
collegamento tra i 2 pilastri, che non si oppone agli spostamenti strutturali. Fa/2 Fa/2
La cerniera superiore è sottoposta a un tiro che vale: Fa
Fa/2 = 3,7125 . p . _ = 1,85 . p . α (kN)
dove p = peso del pannello P
_ = coeff. di accelerazione di progetto.
In funzione di p e di α va verificata la ritenuta superiore; sulle mensole
invece non ci sono problemi.

Sisma in x
Per il sisma in x, il pannello riceve una spinta Fa dovuta alla accelerazione
sismica di progetto, la cui intensità è proporzionale alla massa del pannello,
dipende dall’altezza sul terreno del baricentro del pannello ed è correlata
y
a coefficienti amplificativi in funzione del tipo di terreno e del periodo di
vibrazione del pannello (secondo la formula contenuta nella NTC 2008).
L’azione Fa si ripartisce in parti uguali su 4 punti, nell’ipotesi che le 2 mensole
Girella S e Tirella S siano in grado di impedire al pannello di staccarsi dal
pilastro, risalendo il piano inclinato di 20°.
Con le ipotesi fatte in precedenza dalle NTC, considerando cautelativa-
mente l’altezza del baricentro del pannello coincidente con l’altezza del
pilastro (z/h = 1), si ottiene:
Fa = 3,7125 . p . _ (kN) Fa/2 Fa/4
y
dove:
Fa
p è il peso del pannello in kN
_ = _ga = coefficiente di accelerazione di progetto, variabile da 0,05 a 0,35. x
Fa/2 Fa/4
P
52

La spinta orizzontale Fa sulla mensola può essere espressa evidenziando il


.\PKHKPZJVYYPTLU[V—V—
peso del pannello che grava sulla mensola e che vale Psw = P/2
Fa = 3,7125 . 2 Psw . _ = 1,85 . Psw . _
4

,]LU[\HSLISVJJV]LY[PJHSL
([[HJJVMPSL[[H[VJVY[V
([[HJJVWHUULSSPVYPaaVU[HSP
3$

Psw
20° .\PKHKPZJVYYPTLU[V—
Rm

Fa

20°

Con l’inclinazione di 20° della mensola, possiamo imporre la seguente relazione:

tg 20° ≤ 1,85 . _ . Psw


Psw
4LUZVSH.PYLSSHV;PYLSSH:

da cui si vede che la possibilità della mensola di contrastare l’azione


orizzontale sismica non dipende dal peso del pannello, ma solo dal
coefficiente di accelerazione sismica _ = a/g da cui:

_ limite = tg 20° 0,364


Psw 1,85

cioè il coefficiente di accelerazione massimo per cui la mensola trattiene


il pannello vale:
_ limite = 0,2

Per coefficienti di accelerazione sismica maggiori di 0,2 si applica nella


ritenuta superiore tipo FISIS F0/00 il blocco verticale che impedisce al
pannello di sollevarsi. Tale dispositivo è in grado di resistere a una spinta
verso l’alto pari a 30 kN (SLU).
ELLA S
GIRELLA TIRELLA
53

Ma così rientra in gioco il valore Psw = P/2

_*limite = 0,364 (Psw + 30)


1,85 Psw

nel caso di una mensola da 60 kN

_*limite = 0,364 (60 + 30) = 0,30


1,85 . 60

che è il massimo coefficiente di accelerazione sismica previsto.

Se la verifica non tornasse, per via ad esempio, di un coefficiente _ > 0,30,


dell’elevata quota a cui è posizionato il pannello, oppure per terreni di tipo
C o in genere qualora si ritenesse opportuno non utilizzare il blocco verticale,
è sempre possibile vincolare il pannello al pilastro, nella zona della mensola,
con un attacco FISIS 30 tipo FO/10.
Da questa trattazione si può concludere che la mensola Girella S (Tirella S)
è in grado di resistere alle azioni sismiche con coefficiente di accelerazione
≤ 0,2; ed è in grado di resistere alle azioni sismiche utilizzando il semplice
ed economico dispositivo di bloccaggio, applicato all’attacco sismico
superiore (FO/00) in tutte le zone con 0,2 < _ ≤ 0,30.
Per casi particolari (pannelli sovrapposti, pannelli orizzontali portati da
pannelli verticali, ecc.) occorrerà valutare se è necessario il ricorso ad
attacchi FISIS 30 tipo FO/10, posizionati all’altezza della mensola.
54
Posizionamento in fase di getto
5 POSIZIONAMENTO DELLE MENSOLE NEI CASSERI

Il posizionamento delle mensole nei pilastri in produzione dovrà tenere


conto, come nella fase di progetto, della “quota di riferimento”.
Non essendo sempre visibile la tacca evidenziata sul coperchio di plastica,
si precisa che la “quota di riferimento” corrisponde alla base inferiore
del ringrosso della scatola metallica della mensola “Girella S” e alla linea
orizzontale continua su tutta la lunghezza della scatola, nel caso si utilizzi
la mensola “Tirella S”.

Per Girella S, si raccomanda di eseguire le saldature sui rinforzi anziché sul


lamierino di 0,5 mm.

Fig. 29 Fig. 30
Posizionamento
mensola Girella S
in un pilastro

Fig. 31

Posizionamento
mensola Tirella S
in un pilastro

Fig. 32

Fig. 34 Fig. 33
ELLA S
GIRELLA TIRELLA
55

5.1 POSIZIONAMENTO DELLA “PIASTRA PANNELLO”


NEL CASSERO UTILIZZANDO LA “SCATOLA MAGNETICA”
(scheda tecnica 24)

Nel caso di sospensione tra pilastro e pannello, sarà prevista la “piastra


pannello” (scheda tecnica 5). Nel caso di sospensione tra pannello verticale
e orizzontale si utilizzerà la “piastra pannello piccola” (scheda tecnica 6).
La piastra, annegata nel calcestruzzo fresco, viene posizionata nel pannello
tramite una dima d’acciaio riutilizzabile detta “scatola magnetica” (scheda
tecnica 17) per la “piastra pannello” e “scatola magnetica piccola” (scheda
tecnica 18) per la “piastra pannello piccola”.

La dima, in posizione di testa, contiene un magnete permanente che


fissa la piastra pannello. La scatola magnetica, nella sua faccia superiore, è
Fig. 35
dotata di 2 fori Ø8 atti ad accogliere due viti M8, utili per fissare la scatola
Posizionamento
alle sponde del cassero del pannello. La faccia superiore della scatola dovrà mensola Girella S
risultare in quota con l’altezza della sponda e dunque a filo superficie in un pannello
pannello. verticale
L’apposita maniglia predisposta nella “scatola magnetica” consente una
rapida estrazione della stessa al momento del disarmo (vedi figura 41). Si
prescrive di trattare la “scatola magnetica” con disarmante per faciltarne
l’estrazione al momento dello scassero del pannello. Sono anche
disponibili scatole a perdere, in polistirolo, alternative a quelle magnetiche
Fig. 36
(schede tecniche 28, 29, 30).

Posizionamento
mensola Tirella S
in un pannello
verticale

Fig. 38

Fig. 40 Fig. 36

Fig. 20 Fig. 41
56

6 MONTAGGIO DELLE MENSOLE

A pilastri montati, si verifica la corrispondenza tra la “quota di riferimento”,


evidenziata sul coperchio di plastica e la quota di progetto.
Si determina così, prima di estrarre o di inserire le mensole, lo spessoramento
occorrente, nell’ipotesi che non vi siano errori nel posizionamento della
“piastra pannello”.
Gli spessori ”piastrine di spessoramento” vengono posizionati per semplice
incastro nella lama delle mensole stesse.

Quando, procedendo al montaggio, si verifica che in corrispondenza al


pilastro si è usciti (direzione Z) di oltre i + 2,5 cm consentiti dalla normale
regolazione, si possono saldare gli spessori nella “piastra pannello” per un
massimo di 2 cm, arrivando quindi a +4,5 cm.
Qualora la quota risultasse inferiore a -2,5 cm, si devono utilizzare le
“mensole di emergenza”.

Fig. 42 Fig. 43

Fig. 45
GIRELLA TIRELLA S
57

7 MENSOLA DI EMERGENZA

In caso di errore superiore ad ogni possibile tolleranza, oppure quando,


per errore, non sia stata posizionata la “mensola Girella S” o la “scatola
Tirella S”, occorre prevedere un intervento con la “ mensola di emergenza“
(scheda tecniche 3, 4).

Si hanno a disposizione 2 portate, “mensola di emergenza S 120kN” e


“mensola di emergenza S 60kN”.

La “mensola di emergenza S” è dotata di 8 fori. Verranno utilizzati i 4


fori più vicini all’asse della mensola o i 4 fori più lontani a seconda della
compatibilità geometrica con i ferri d’armatura interni al pilastro. Per
sfruttare al massimo la possibilità di regolazione orizzontale del pannello
si consiglia, se possibile, l’utilizzo dei 4 fori più vicini all’asse della mensola.

“Mensola di emergenza S 120kN” (figura 45):


foro Ø24, profondità 155 mm con tassello meccanico d’acciaio tipo Rurmec
SZ-S 24-50 M16

“Mensola di emergenza S 60kN” (figura 46):


foro Ø24, profondità 130 mm con tassello meccanico d’acciaio tipo Rurmec
SZ-S 24-20 M16

Si prescrive di tassellare prima i 2 fori inferiori e successivamente i 2 superiori.


Le mensole di emergenza vengono fornite sprovviste di piastrine di
spessoramento.
Per le regolazioni nelle tre direzioni valgono le stesse indicazioni e
procedure indicate per la “mensola Girella S”.

SZ-S 24-50 SZ-S 24-20

Fig. 45 Fig. 46
58
Schede tecniche
SCHEDA 1 Mensola Girella S da 60kN 59

SCHEDA 2 Mensola Girella S da 120kN 59

SCHEDA 3 Mensola di emergenza S da 60kN 59

SCHEDA 4 Mensola di emergenza S da 120kN 59

SCHEDA 5 Piastra pannello S 60

SCHEDA 6 Piastra pannello piccola S 60

SCHEDA 7 Piastrine di spessoramento 0,5 cm per mensola da 60kN 60

SCHEDA 8 Piastrine di spessoramento 1,0 cm per mensola da 60kN 60

SCHEDA 9 Piastrine di spessoramento 0,5 cm a L per mensola da 60kN 61

SCHEDA 10 Piastrine di spessoramento 0,5 cm per mensola da 120kN 61

SCHEDA 11 Piastrine di spessoramento 1,0 cm per mensola da 120kN 61

SCHEDA 12 Piastrine di spessoramento 0,5 cm a L per mensola da 120kN 61

SCHEDA 17 Scatola magnetica S 62

SCHEDA 18 Scatola magnetica piccola S 62

SCHEDA 21 Sistema a mensola “Girella S” 62

SCHEDA 22 Sistema “Girella S” con mensola di emergenza 63

SCHEDA 24 Posizionamento della “piastra pannello” nel cassero 63

SCHEDA 26 Mensola Tirella S da 60kN - Scatola Tirella S da 60kN 64

SCHEDA 27 Mensola Tirella S da 120kN - Scatola Tirella S da 120kN 64

SCHEDA 28 Scatola polistirolo S 64

SCHEDA 29 Scatola polistirolo veletta S 64

SCHEDA 30 Scatola polistirolo piccola aperta S 65

SCHEDA 31 Scatola magnetica veletta S 65

SCHEDA 32 Scatola magnetica piccola aperta S 66

SCHEDA 33 Sistema a mensola “Tirella S” 66


70(:;905,+0:7,::69(4,5;6
2 PIASTRINE DI SPESSORAMENTO 1,0/60 70(:;905(+0:7,::69(4,5;6
1 PIASTRINA DI SPESSORAMENTO 0,5/60 *6479,:,5,33(*65-,A065,
COMPRESE NELLA CONFEZIONE
38 
116.5 

GIRELLA TIRELLA S
59


115
8<6;(+090-

285



QUOTA DI RIF.
Q. 100 8
9

117
RI
F. 0-



10


55
176.5

SCHEDA
SCHEDA TECNICA
TECNICA 1 1 SCHEDA TECNICA 2
:*/,+(;,*50*(
RUREDIL S.P.A. : SISTEMA A MENSOLA "GIRELLA S" 9<9,+03:7(! :0:;,4((4,5:63(¸.09,33(:¹
ARTICOLO MENSOLA GIRELLA S 60kN (9;0*636 MENSOLA GIRELLA S 120kN
CODICE 0310601001 *6+0*, 
CONFEZIONE 1 PEZZO *65-,A065, 7,AA6
MATERIALE Fe 510 PER 1, Fe 360 PER TUTTO IL RESTO 4(;,90(3, -L7,9-L7,9;<;;6039,:;6
ZINCATURA ELETTROLITICA BIANCA SP.25 mic. A05*(;<9( ,3,;;9630;0*()0(5*(:7TPJ
PORTATA 60 kN 769;(;( R5
TOLLERANZE DIMENSIONALI: UNI EN 22768-C ;633,9(5A,+04,5:065(30!<50,5*

 

   



8<6;(+090-



8<6;(+090-

 






 
•


•







 
 
   
 

SCHEDA TECNICA 3
:*/,+(;,*50*( :*/,+(;,*50*(
SCHEDA TECNICA 4
9<9,+03:7(!:0:;,4((4,5:63(¸.09,33(:¹ 9<9,+03:7(!:0:;,4((4,5:63(¸.09,33(:¹
(9;0*636 MENSOLA D'EMERGENZA S 60kN (9;0*636 MENSOLA D'EMERGENZA S 120kN
*6+0*,  *6+0*, 
*65-,A065, 7,AA6 *65-,A065, 7,AA6
4(;,90(3, -L7,976:,-L7,9;<;;6039,:;6 4(;,90(3, -L7,976:,-L7,9;<;;6039,:;6
A05*(;<9( ,3,;;9630;0*()0(5*(:7TPJ A05*(;<9( ,3,;;9630;0*()0(5*(:7TPJ
769;(;( R5 769;(;( R5
;633,9(5A,+04,5:065(30!<50,5* ;633,9(5A,+04,5:065(30!<50,5*
 
  
60











  

SCHEDA TECNICA 5
:*/,+(;,*50*( :*/,+(;,*50*(
SCHEDA TECNICA 6
9<9,+03:7(! :0:;,4((4,5:63(¸.09,33(:¹ 9<9,+03:7(! :0:;,4((4,5:63(¸.09,33(:¹
(9;0*636 PIASTRA PANNELLO S (9;0*636 PIASTRA PANNELLO S PICCOLA
*6+0*,  *6+0*, 
*65-,A065, 7,AA6 *65-,A065, 7,AA6
4(;,90(3, -L 4(;,90(3, -L
A05*(;<9( ,3,;;9630;0*()0(5*(:7TPJ A05*(;<9( ,3,;;9630;0*()0(5*(:7TPJ
<:6 05:,9;6<50=,9:(3,5,37(55,336!56+6703(:;967(55,336 <:6 05:,9;6<50=,9:(3,5,37(55,336!56+6703(:;967(55,336
;633,9(5A,+04,5:065(30!<50,5* ;633,9(5A,+04,5:065(30!<50,5*

10
10 ,5
,5 100
100

20
20 30
30
10
5

SCHEDA
SCHEDA TECNICA
TECNICA 7 7 SCHEDA
SCHEDA TECNICA
TECNICA 8 8
RUREDIL S.P.A. : SISTEMA A MENSOLA “GIRELLA S” RUREDIL S.P.A. : SISTEMA A MENSOLA “GIRELLA S”
ARTICOLO PIASTRINA DI SPESSORAMENTO 0,5/60 kN ARTICOLO PIASTRINA DI SPESSORAMENTO 1,0/60 kN
CODICE 0310004001 CODICE 0310004006
CONFEZIONE 200 PEZZI CONFEZIONE 100 PEZZI
MATERIALE Fe 360 MATERIALE Fe 360
ZINCATURA ELETTROLITICA BIANCA SP. 25 mic. ZINCATURA ELETTROLITICA BIANCA SP. 25 mic.
ABBINARE A: MENSOLA GIRELLA 60 kN, MENSOLA D'EMERGENZA 60 kN ABBINARE A: MENSOLA GIRELLA 60 kN, MENSOLA D'EMERGENZA 60 kN
TOLLERANZE DIMENSIONALI: UNI EN 22768-C TOLLERANZE DIMENSIONALI: UNI EN 22768-C
GIRELLA TIRELLA S
10
.5
61
105 20
.5
100

20
27.5

20 40

30

5
5

SCHEDA
SCHEDA TECNICA
TECNICA 9 9 SCHEDA
SCHEDA TECNICA
TECNICA 10 10
RUREDIL S.P.A. : SISTEMA A MENSOLA “GIRELLA S” RUREDIL S.P.A. : SISTEMA A MENSOLA “GIRELLA S”
ARTICOLO PIASTRINA DI SPESSORAMENTO A L 0,5/60 kN ARTICOLO PIASTRINA DI SPESSORAMENTO 0,5/120 kN
CODICE 0310004011 CODICE 0310004002
CONFEZIONE 200 PEZZI CONFEZIONE 200 PEZZI
MATERIALE Fe 360 MATERIALE Fe 360
ZINCATURA ELETTROLITICA BIANCA SP. 25 mic. ZINCATURA ELETTROLITICA BIANCA SP. 25 mic.
ABBINARE A: MENSOLA GIRELLA 60 kN, MENSOLA D'EMERGENZA 60 kN ABBINARE A: MENSOLA GIRELLA 120 kN, MENSOLA D'EMERGENZA 120 kN
TOLLERANZE DIMENSIONALI: UNI EN 22768-C TOLLERANZE DIMENSIONALI: UNI EN 22768-C

20
.5
20
.5 105
100

20
27.5

40
20
10

40 5

SCHEDA
SCHEDA TECNICA
TECNICA 11 11 SCHEDA
SCHEDA TECNICA
TECNICA 12 12
RUREDIL S.P.A. : SISTEMA A MENSOLA “GIRELLA S” RUREDIL S.P.A. : SISTEMA A MENSOLA “GIRELLA S”
ARTICOLO PIASTRINA DI SPESSORAMENTO 1,0/120 kN ARTICOLO PIASTRINA DI SPESSORAMENTO A L 0,5/120 kN
CODICE 0310004007 CODICE 0310004012
CONFEZIONE 100 PEZZI CONFEZIONE 200 PEZZI
MATERIALE Fe 360 MATERIALE Fe 360
ZINCATURA ELETTROLITICA BIANCA SP. 25 mic. ZINCATURA ELETTROLITICA BIANCA SP. 25 mic.
ABBINARE A: MENSOLA GIRELLA 120 kN, MENSOLA D'EMERGENZA 120 kN ABBINARE A: MENSOLA GIRELLA 120 kN, MENSOLA D'EMERGENZA 120 kN
TOLLERANZE DIMENSIONALI: UNI EN 22768-C TOLLERANZE DIMENSIONALI: UNI EN 22768-C
62

 












:*/,+(;,*50*(
SCHEDA TECNICA 17 SCHEDA TECNICA 18
:*/,+(;,*50*(
9<9,+03:7(! :0:;,4((4,5:63(¸.09,33(:¹ 9<9,+03:7(! :0:;,4((4,5:63(¸.09,33(¹:
(9;0*636 SCATOLA MAGNETICA S (9;0*636 SCATOLA MAGNETICA PICCOLA S
*6+0*,  *6+0*, 
*65-,A065, 7,AA6 *65-,A065, 7,AA6
4(;,90(3, -L 4(;,90(3, -L
A05*(;<9( ,3,;;9630;0*()0(5*(:7TPJ A05*(;<9( ,3,;;9630;0*()0(5*(:7TPJ
+,:*90A065, ,3,4,5;69,0470,.()03,7,90376:0A065(4,5;6+,33(70(:;9(7(55,336 +,:*90A065, ,3,4,5;69,0470,.()03,7,90376:0A065(4,5;6+,33(70(:;9(7(55,33670**63(
;633,9(5A,+04,5:065(30!<50,5* ;633,9(5A,+04,5:065(30!<50,5*

¸70(:;905(+0:7,::69(4,5;6¹

¸70(:;905(+0:7,::69(4,5;6¹

¸70(:;9(7(55,336:¹

¸70(:;905(+0:7,::69(4,5;6(3¹

¸4,5:63(.09,33(:¹

:*/,+(;,*50*(
SCHEDA TECNICA 21 9<9,+03:7(!SISTEMA A MENSOLA A “GIRELLA S”
GIRELLA TIRELLA S
63
¸70(:;905(+0:7,::69(4,5;6¹

¸4,5:63(+»,4,9.,5A(:¹

;(::,330

¸70(:;9(7(55,336:¹ ¸70(:;905(+0:7,::69(4,5;6¹

¸70(:;905(+0:7,::69(4,5;6(3¹

:*/,+(;,*50*(
SCHEDA TECNICA 22 9<9,+03:7(!MENSOLA D'EMERGENZA S

¸70(:;9(7(55,336:¹

¸:*(;63(4(.5,;0*(:¹

:*/,+(;,*50*(
SCHEDA TECNICA 24 9<9,+03:7(!POSIZIONAMENTO DELLA “PIASTRA PANNELLO” NEL CASSERO
70(:;905,+0:7,::69(4,5;6 70(:;905,+0:7,::69(4,5;6
70(:;905,+0:7,::69(4,5;6 70(:;905,+0:7,::69(4,5;6
*6479,:,5,33(*65-,A065, *6479,:,5,33(*65-,A065,

64
 
 

 




8<6;(+090- 8<6;(+090-


8


8 9
9 0-
0-

 

 
 

 

SCHEDA TECNICA 26
:*/,+(;,*50*( SCHEDA TECNICA 27
:*/,+(;,*50*(
9<9,+03:7(!:0:;,4((4,5:63(¸;09,33(:¹ 9<9,+03:7(!:0:;,4((4,5:63(¸;09,33(:¹
(9;0*636 MENSOLA TIRELLA S 60kN (9;0*636 MENSOLA TIRELLA S 120kN
*6+0*,  *6+0*, 
(9;0*636 SCATOLA TIRELLA S 60kN (9;0*636 SCATOLA TIRELLA S 120kN
*6+0*,  *6+0*, 
*65-,A065, 7,AA0 *65-,A065, 7,AA0
4(;,90(3, -L76:-L7,9;<;;6039,:;6 4(;,90(3, -L76:-L7,9;<;;6039,:;6
A05*(;<9( ,3,;;9630;0*()0(5*(:7TPJ A05*(;<9( ,3,;;9630;0*()0(5*(:7TPJ
769;(;( R5 769;(;( R5
;633,9(5A,+04,5:065(30!<50,5* ;633,9(5A,+04,5:065(30!<50,5*

    









‡

 









 


SCHEDA TECNICA 28
:*/,+(;,*50*( SCHEDA TECNICA 29
:*/,+(;,*50*(
9<9,+03:7(!:0:;,4((4,5:63(¸.09,33(:¹ 9<9,+03:7(!:0:;,4((4,5:63(¸.09,33(:¹
(9;0*636 SCATOLA POLISTIROLO S (9;0*636 SCATOLA POLISTIROLO VELETTA S
*6+0*,  *6+0*, 
*65-,A065, 7,AA0 *65-,A065, 7,AA0
4(;,90(3, 7630:;09636+,5:0;±RNTJ 4(;,90(3, 7630:;09636+,5:0;±RNT
  
+,:*90A065, ,3,4,5;6(7,9+,9,7,90376:0A065(4,5;6+,33(70(:;9(7(55,336 +,:*90A065, ,3,4,5;6(7,9+,9,7,93(76:(+,33(70(:;9(7(55,336
;633,9(5A,+04,5:065(30!TT  ;633,9(5A,+04,5:065(30!—TT
20 80 Sistema a mensola

GIRELLA TIRELLA S
65

32
61,3

70
°

218
250
100
60

SCHEDA TECNICA3030
SCHEDA TECNICA
RUREDIL S.P.A. : SISTEMA A MENSOLA “GIRELLA S”
ARTICOLO SCATOLA POLISTIROLO PICCOLA APERTA S
CODICE 0310405003
CONFEZIONE 80 PEZZI
MATERIALE POLISTIROLO DENSITÀ 25 kg/m3

DESCRIZIONE ELEMENTO A PERDERE PER LA POSA DELLA PIASTRA PANNELLO PICCOLA


TOLLERANZE DIMENSIONALI: ± 2mm

 








:4<::6



:*/,+(;,*50*(
SCHEDA TECNICA 31
9<9,+03:7(!:0:;,4((4,5:63(¸.09,33(:¹
(9;0*636 SCATOLA MAGNETICA VELETTA S
*6+0*, 
*65-,A065, 7,AA6
4(;,90(3, -L
A05*(;<9( ,3,;;9630;0*()0(5*(:7TPJ
+,:*90A065, ,3,4,5;69,*<7,9()03,7,90376:0A065(4,5;6+,33(70(:;9(7(55,336
;633,9(5A,+04,5:065(30!<50,5*
 

66











:*/,+(;,*50*(
SCHEDA TECNICA 32
9<9,+03:7(!:0:;,4((4,5:63(¸.09,33(:¹
(9;0*636 SCATOLA MAGNETICA PICCOLA APERTA S
*6+0*, 
*65-,A065, 7,AA6
4(;,90(3, -L
A05*(;<9( ,3,;;9630;0*()0(5*(:7TPJ
+,:*90A065, ,3,4,5;69,*<7,9()03,7,93(76:(+,33(70(:;9(7(55,33670**63(
;633,9(5A,+04,5:065(30!<50,5*

¸70(:;905(+0:7,::69(4,5;6¹

¸70(:;905(+0)36**(..06¹

¸70(:;9(7(55,336:¹

¸70(:;905(+0:7,::69(4,5;6¹
¸4,5:63(;09,33(:¹

SCHEDA TECNICA 33
:*/,+(;,*50*( 9<9,+03:7(!SISTEMA A MENSOLA “TIRELLA S”
SISTEMI DI SOLLEVAMENTO

ACCREDITATO
INSERTI QUALITÀ R-System 67

Sistema di sollevamento
a testa sferica
6
68
Sistema di sollevamento a testa sferica
CHE COS’È R-SYSTEM?

Quotidianamente vengono sollevati e movimentati migliaia di elementi


prefabbricati pesanti in calcestruzzo.

R-System è il sistema di sollevamento, collaudato e certificato, più utiliz-


zato in Italia e garantisce in ogni fase, dalla progettazione al montaggio
in cantiere, massima sicurezza, rapidità, efficacia e funzionalità.
Il sistema di sollevamento R-System nasce dalla cinquantennale esperienza
Ruredil nelle tecnologie speciali per l’edilizia.

Ruredil ha rinnovato radicalmente l’originale sistema tedesco a testa sferica,


introducendo su tutta la produzione un acciaio le cui caratteristiche mec-
caniche sono notevolmente maggiori di tutti gli standard attual-
mente sul mercato.
R-SYSTEM
69

SISTEMA INNOVATIVO E UNICO IN ITALIA

R-System è l’evoluzione italiana dell’originale sistema a testa sfe-


rica, che risolve il problema del ribaltamento e della movimenta-
zione dei pannelli prefabbricati in calcestruzzo.

Per migliorare il sistema è stata creata una speciale guaina a perdere in pla-
stica particolarmente adattabile e pratica nell’impiego, che vincola l’ancorante
nel getto e permette di coprire gli alloggiamenti preposti all’aggancio.

R-System è innovativo perché, offrendo il 50% di efficienza in più,


semplifica il lavoro del progettista introducendo, unico in Italia, il criterio
portata nominale = peso sostenibile.

Da oggi la tranquillità in cantiere ha sempre e ovunque il giusto peso.

Per movimentare tutto al meglio, esiste una vera innovazione: R-System,


il sistema di sollevamento a testa sferica.
7
70

1 CRITERI DI SICUREZZA

L’ancorante di sollevamento è un elemento metallico, una parte del quale


si ancora nel calcestruzzo costituendo quindi un vero e proprio “inserto”.
La parte che fuoriesce dal calcestruzzo viene invece agganciata da una
“maniglia” metallica (testa sferica) per il sollevamento.

Il coefficiente di sicurezza per rottura del calcestruzzo che avvolge l’an-


corante, confermato da prove sperimentali, vale ac > 3,00. L’ancorante è
dimensionato secondo la normativa di calcolo per l’acciaio aa = 2,50 (coef-
ficiente di sicurezza per rottura dell’acciaio) e il coefficiente di sicurezza per
la testa sferica, soggetta a molti reimpieghi, vale a > 4,00.
R-SYSTEM
71

2 PORTATA NOMINALE

Si definisce portata nominale dell’ancorante (Pn) la quota di peso che com-


pete all’ancorante, essendo quest’ultimo dimensionato per poter sostenere
un incremento di sollecitazione del 50% (aR-System ), utilizzabile per attriti
allo sformo, azioni dinamiche nella movimentazione e montaggi con funi
inclinate fino a 45°.
Si impone quindi che la portata nominale sia pari al peso sostenibile con
un coefficiente di sicurezza a rottura at, che congloba già un incremento di
tiro del 50%, per cui:

at = aR-System x aa = 1,50 x 2,50 = 3,75


per la parte metallica fuoriuscente;
at = aR-System x ac = 1,50 x 3,00 = 4,50
per la parte che si ancora nel calcestruzzo.

2.1 PER TIRI IN ASSE ALL’ ANCORANTE


Nel caso di tiro in asse l’ancorante sostiene, oltre al peso proprio del manu-
fatto, anche le azioni dinamiche con coefficiente ad = 1,50 oppure un’ade-
renza del manufatto sul cassero all’atto dello sformo che non superi il 50%
del suo peso.

axa
i d = 1 x 1,50 = 1,50 = aR-System
il coefficiente di sicurezza a rottura;
at = aR-System x aa = 1,50 x 2,50 = 3,75
per la parte metallica fuoriuscente.
ai = coefficiente di maggiorazione per tiri inclinati.

Peso sostenibile

portata nominale
72
72

2.2 PER TIRI CON ANGOLO SULLA VERTICALE DI 45°


(FASE DI MOVIMENTAZIONE)
Il peso sostenibile dall’ancorante deve essere, come per il tiro in asse all’an-
corante, pari alla portata nominale.
In questo caso si ha un coefficiente di maggiorazione del peso per tiro
inclinato che vale ai = 1,30.
Tale coefficiente trova giustificazione da prove a rottura di laboratorio. Nella
fase di movimentazione si assume un contemporaneo coefficiente dina-
mico ad = 1,15 minimo coefficiente dinamico (se si opera con autogru spe-
cializzate per il prefabbricato e con stabilizzatori a terra). Risulta così:

axa
i d = 1,30 x 1,15 = 1,50 = aR-System
e quindi, come nel caso del tiro in asse all’ancorante,
un coefficiente di sicurezza a rottura;
at =aR-System x aa = 1,50 x 2,50 = 3,75
per la parte metallica fuoriuscente.

2.3 PER TIRI CON ANGOLO _ SULLA VERTICALE


COMPRESO TRA 0° E 45°
Per valori _ compresi tra 0° e 30° si può assumere in sicurezza
ai = 1 / cos _, mentre per _ = 45° abbiamo visto che ai = 1,30.
_
0° 15° 30° 45°
a i 1,00 1,03 1,15 1,30
a d 1,50 1,46 1,30 1,15
a R-System 1,50 1,50 1,50 1,50
Da questa tabella si deduce come si suddivide il coefficiente aR-System tra
carichi dinamici e carichi dovuti all’angolo di tiro sulla verticale. Ad esempio, per
trasportare un manufatto con l’autogru, se si può limitare a 15° l’inclinazione sulla
verticale del tiro, rimane a disposizione un coefficiente dinamico ad pari a 1,46;
in questo modo si possono sfruttare al meglio le caratteristiche dell’ancorante
senza passare a una Pn superiore.
R-SYSTEM
73

2.4 DETERMINAZIONE DELLA PORTATA NOMINALE PN

Con le premesse fatte fino ad ora, dovendo movimentare un elemento di


peso 100 kN, la portata nominale di 2 ancoranti simmetricamente disposti
di 50 kN consente:

se il tiro è verticale, di avere disponibile un attrito allo scassero o un


coefficiente dinamico nella movimentazione e nel montaggio pari a 1,50;
se la direzione del tiro è tra 0° e 15° sull’asse dell’ancorante, di avere
disponibile un attrito allo scassero o un coefficiente dinamico pari a 1,46;
se la direzione del tiro è tra 16° e 30° sull’asse dell’ancorante, di avere
disponibile un attrito allo scassero o un coefficiente dinamico pari a 1,30;
se la direzione del tiro è tra 30° e 45° sull’asse dell’ancorante, di avere
disponibile un attrito allo scassero o un coefficiente dinamico pari a 1,15.

Nel caso invece si possa applicare il coefficiente dinamico minimo


(ad = 1,15), per esempio quando al montaggio si posiziona l’autogru su
stabilizzatori, la portata nominale può essere incrementata di un fattore c
che vale c = aR-System /(ai · ad ).

0° 15° 30° 45°


a R-System 1,50 1,50 1,50 1,50
a·ai d 1,15 (1,03 ·1,15) (1,15 ·1,15) (1,30 ·1,25)
r 1,30 1,26 1,13 1,00

Per esempio, due ancoranti da ribaltamento con Pn = 50 kN possono


sollevare, con tiro verticale, un pannello di 50 · 1,30 · 2 = 130 kN.

Peso sostenibile

portata nominale
7
74

2.5 ADERENZA AL CASSERO

L’aderenza al cassero del manufatto è di difficile determinazione, perché


l’attrito dipende principalmente dall’efficacia del disarmante (composizione
chimica, tipo, quantità, temperatura, pulizia delle superfici, ecc.) e dalla
rugosità del materiale con cui si realizza la cassaforma.
Inoltre, le strutture precompresse assumono una monta che annulla o riduce
fortemente l’aderenza al cassero, mentre l’attrito può diventare veramente
elevato in presenza di superfici poco svasate, come nei TT.
L’aderenza al cassero e l’azione dinamica non sono mai contemporanee, ma
è buona regola che, nella fase di scassero, il tiro sia verticale; in questo caso
rimane a disposizione una forza di aderenza pari al 50% della quota di peso
portata dall’ancorante (coefficiente di effetto ventosa ai = 1,50).
Se l’aderenza è superiore al 50% del peso, si deve dimensionare l’ancorante
per una portata nominale maggiorata della differenza tra aderenza effettiva
e av = 1,50. Non essendo possibile dare per ogni cassero un valore di
aderenza a m2, è opportuno valutare allo scassero le aderenze superiori al
50% del peso ed eventualmente agire con i vibratori a cassero per favorire il (Per i problemi di aderenza al cassero di un manufatto
distacco del manufatto. agganciato con 4 punti di sollevamento vedi cap. 2.7).

2.6 CARICHI DINAMICI


Il coefficiente che incrementa il peso dell’elemento per effetti dinamici
può assumere valori anche elevati (fino a 2,20) in funzione di diversi fattori,
il più importante dei quali è la velocità di movimento del manufatto.
Se per esempio un manufatto, sospeso ai suoi ancoranti, viene
movimentato da un veicolo con velocità più o meno elevata, è chiaro che
il coefficiente dinamico può assumere valori compresi tra 1,30 e 2,20.

Nella fase di montaggio, operando con autogru adatte al prefabbricato


con stabilizzatori a terra, e ipotizzando come avviene di solito che si
utilizzino funi inclinate al massimo a 45°, si ha a disposizione il coefficiente
dinamico minimo di ad = 1,15 così come indicato nella normativa delle
strutture prefabbricate DM 7/12/87.
R-SYSTEM
75

2.7 CRITERI DI POSIZIONAMENTO DEGLI ANCORANTI

Caso di 2 ancoranti
In un elemento simmetrico, dove la verticale sul baricentro sia a metà
lato, si ha la possibilità di posizionare i 2 ancoranti simmetricamente
rispetto all’asse, cioè a uguale distanza dall’estremità.
0,2 L 3 0,25 L
Tra le tante soluzioni è preferibile, nel caso di armatura lenta, posizionare
i punti di sollevamento a una distanza compresa tra 0,2 L e 0,25 L, in
modo che sia minimizzata la flessione dovuta al peso proprio.

Nel caso di elementi precompressi, gli ancoranti vanno invece posizionati


a una distanza dalla testata compatibile con le sollecitazioni flessionali
indotte dal peso degli sbalzi, e comunque non superiore a 0,2 L. 0,2 L 0,2 L

≤ 45°
= =

In un elemento non simmetrico, gli ancoranti vanno disposti con i criteri


precedentemente esposti, ma simmetrici rispetto alla verticale passante
per il baricentro, in modo cioè che il peso totale si ripartisca in parti
uguali sui 2 ancoranti.

L’uso di un bilancino autocentrante, che posiziona il punto di


sollevamento sulla verticale del baricentro, comporta che un ancorante
sopporti più peso dell’altro.
In compenso, in tal caso, con un bilancino con tiri in asse all’ancorante, la
portata nominale del singolo ancorante può considerarsi incrementata
del 30% (v. cap. 02.4).
76
76

Caso di 4 ancoranti
Per evitare il pericolo di una ripartizione del carico non controllabile,
il caso di 4 ancoranti in linea deve essere ricondotto a quello di 2
ancoranti, collegandoli a 2 a 2.

≤ 45°

Anche nel caso di tiro inclinato, la massima inclinazione della singola


fune che parte dall’ancorante deve essere ≤ 45°.

Nel caso di 4 ancoranti non in linea, occorre che 2 ancoranti siano


collegati da una carrucola o da una piastra a triangolo o da un bilancino,
affinché il sistema sia isostatico e un minimo errore nel posizionamento
degli ancoranti non comporti il grande pericolo di una ripartizione del
carico su 2 soli dei 4 ancoranti.
Tra carrucola, piastra a triangolo e bilancino, è comunque preferibile, allo
scassero, una piastra a triangolo con ridotta distanza tra i 2 punti di arrivo
piastra
delle funi, in modo che ci sia un limite nella ripartizione del carico; con a triangolo
questa soluzione si può evitare, al disarmo, che una forza di aderenza su
una sola nervatura provochi la rottura del pezzo durante l’estrazione.
In caso di mancata possibilità di scassero dal lato della piastra a triangolo,
occorre semplicemente riposizionare tale piastra sugli altri 2 ancoranti.
R-SYSTEM
77

Nel caso si abbiano a disposizione due carriponte allo sformo, occorrono


4 funi uguali indipendenti.

In caso di ribaltamento, è opportuno che il tiro delle funi agisca sempre


in verticale, utilizzando 2 carriponte o l’apposito bilancino.

In caso di pannelli a ribaltamento con 4 punti di ancoraggio, è


conveniente utilizzare un bilancino tra i 2 punti vicini, imponendo quindi
che la distanza tra i 2 punti vicini non cambi al variare della lunghezza
del pannello, per avere sempre lo stesso bilancino.
7
78

2.8 VERTICALIZZAZIONE DEI PANNELLI AL MONTAGGIO

Fase iniziale
In questa fase, TF è > P/2, ma supponendo il carico dinamico ad = 1,15 e il
2Tc TF
tiro verticale o inclinato al massimo di _/2 = 15° sulla verticale, possiamo
accettare un tiro maggiore del nominale del 30%.
Se a = L/5 30¯ 30¯
L

2 0,625
TF = =P· = C
L 0,966 F F
(L - ) cos (_ /2) P
5 C
P
= P · 0,647 < · 1,3 = P · 0,65
2
a
Il tiro 2Tc è inferiore a P/2 e i due ancoranti di testa sono sottoposti
ciascuno a un tiro Tc < P/4.
Se a > L/5 oppure il tiro è più inclinato di 15° sulla verticale, il
2Tc
dimensionamento dell’ancorante F va fatto nella fase iniziale del
ribaltamento. TF

C
Fase intermedia di raddrizzamento
C
Si solleva la carrucola collegata ai punti C mentre la fune F rimane fissa,
con il pannello sollevato da terra.
Sull’ancorante F si riduce il tiro TF avvicinandosi a P/2, mentre sugli P
ancoranti C il valore Tc si avvicina progressivamente a P/4.

Fase finale
Quando, continuando a recuperare, la fune TF si disimpegna, il pannello 2Tc
è stato raddrizzato e il valore Tc passa da P/4 a P/2.

Riassumendo, se a ≤ L/5 e se il tiro ha un’inclinazione sulla verticale non


C C
superiore a 15°, il dimensionamento dei 2 ancoranti F viene fatto nella fase
di scassero, con il pannello messo in orizzontale. Il dimensionamento dei
2 ancoranti C viene fatto nella fase finale di verticalizzazione, con TF = 0.
Si precisa che le prescrizioni per la scelta del tipo e della portata nominale
degli ancoranti sono quelle relative all’utilizzo in spessori ridotti.
R-SYSTEM
79

3 TIPI DI ANCORANTI E ACCESSORI

Gli ancoranti del sistema R-System sono:


ancorante a risalto (DH),
ancorante a piastra (DP),
ancorante per ribaltamento (RS),
ancorante con foro (DF).

Per tutti gli ancoranti si utilizza un materiale “speciale”, appositamente


progettato al fine di ottenere un’elevata resistenza, duttilità e resilienza
(senza riduzione di resistenza alle basse temperature).

Tale materiale garantisce: Le teste sferiche sono accessori con


elevata tensione caratteristica a rottura controllata e certificata per ogni 6 portate nominali massime, e precisamente:
lotto di produzione,
elevata duttilità, Testa Pn Pn
elevata resilienza garantita KV > 27 J (- 20° C), sferica Testa sferica ancorante
Art. kN kN
coefficiente di sicurezza ≥ 3,75.
6102 - 1,3 13 13

6102 - 1,5/2,5 25 25

40
6102 - 3/5 50
50
75
6102 - 6/10 100
100

IDENTIFICAZIONE DEGLI ANCORANTI - TIPI DI MARCATURA


Tutti gli ancoranti a testa sferica Ruredil sono identificabili dalla marcatura
impressa sulla testa.

portata (t) portata (t) portata (t) portata (kN)

xxxx

Ancoranti a risalto a piastra Ancoranti ad aderenza Ancoranti con foro Ancoranti per ribaltamento (RS)
marchio e lotto marchio e lotto marchio e lotto marchio , lotto
su risalto inferiore logo sulla testa sullo stelo e logo sul fianco
8
80

4 POSIZIONAMENTO DEGLI ANCORANTI

Apposite guaine vanno montate prima del getto sull’ancorante per


realizzare una sede semisferica nella quale introdurre la testa sferica. È
necessario che la guaina si trovi a filo con il calcestruzzo, in modo che ci sia
un corretto accoppiamento tra testa sferica e ancorante.

Sì No
R-SYSTEM
81

5 ANCORANTI A RISALTO
s
Il calcestruzzo in cui si posiziona l’ancorante viene dimensionato con
un criterio di calcolo derivato dagli Eurocodici e verificato con prove
Ht
sperimentali per ottenere un coefficiente 3 di sicurezza per il tiro in asse
L
ancorante, incrementato del coefficiente aR-System = 1,5 cioè con Hr

a = 3 x 1,5 = 4,5
t D2 /2

5.1 ANCORANTI A RISALTO NEL CALCESTRUZZO NON ARMATO D2

Si formula l’ipotesi, confermata dalle prove a rottura eseguite, che la Ht


diffusione degli sforzi durante il carico d’esercizio (cioè non a rottura)
avvenga con una diffusione a 45°, partendo dal filo esterno del risalto. Hr=d2

Lungo la superficie del cono di diffusione si presuppongono delle tensioni


di trazione perpendicolari alla superficie, le cui componenti verticali,
moltiplicate per l’area circolare di diametro 2Ht, danno come risultante il
tiro applicato in asse.

Il dimensionamento della profondità del risalto deriva dalla resistenza del


calcestruzzo all’atto dell’impiego, che si assume:

per strutture in CAO allo sformo Rckj * 15 N/mm2

per strutture precompresse


all’atto del rilascio dei cavi o in CAO
Rckj * 30 N/mm2
che abbiano raggiunto il grado
di maturazione richiesto
8
82

Per la gamma di portate nominali si hanno i seguenti valori, in centimentri,


di Ht (distanza minima necessaria tra l’ancorante e il bordo), in caso di
elementi che non abbiano armature nel cono di diffusione dell’ancorante.

Pn (kN) 13 25 40 50 75 100 150 200 320

Ht per Rckj * 15 N/mm2 10,63 14,74 18,65 20,85 25,54 29,50 36,11 41,70 52,75

Ht per Rckj * 30 N/mm2 8,45 11,72 14,82 16,57 20,30 23,44 28,71 32,14 41,93

41,70
Per esempio, utilizzando un ancorante da 50 kN per i pilastri
(Rckj ≥ 15 N/mm2) di dimensione 50x50, non occorre minimamente
preoccuparsi di armatura aggiuntiva perché Ht = 20,85 cm < 50/2 = 25 cm.

50

Pn = 50 kN
Rckj ≥ 15 N/mm2

33,14

Analogamente, nel caso di travi piane precompresse (Rckj ≥ 30 N/mm2), si


verifica che, per Pn = 50 kN, si ha 2 H = 16,57x2 = 33,14 < 40 cm, e quindi
non si richiedono armature aggiuntive.

40
Pn = 50 kN
Rckj ≥ 30 N/mm2
R-SYSTEM
83
Ancoranti a risalto
s
Prescrizioni geometriche per ancoranti standard
L Ht

Articolo Pn L Distanza minima dal bordo H t (cm)


kN cm
Rckj = 15 N/mm2 Rckj = 30 N/mm2
6000 - 1,3 - 85 8,50
6000 - 1,3 - 120 13 12 10,63 8,45
6000 - 1,3 - 240 24
6000 - 2,5 - 120 12
6000 - 2,5 - 170 25 17 14,74 11,72
6000 - 2,5 - 340 28
6000 - 4,0 - 120 17
6000 - 4,0 - 170 40 21 18,65 14,82
6000 - 4,0 - 340 34
6000 - 5,0 - 180 18
6000 - 5,0 - 240 50 24 20,85 16,67
6000 - 5,0 - 340 34
6000 - 7,5 - 200 20
6000 - 7,5 - 300 75 30 25,54 20,30
6000 - 7,5 - 540 54
6000 - 10,0 - 250 25
6000 - 10,0 - 340 100 34 29,50 23,44
6000 - 10,0 - 680 68
6000 - 15,0 - 300 30
6000 - 15,0 - 400 150 40 36,11 28,71
6000 - 15,0 - 1000 100
6000 - 20,0 - 340 34
6000 - 20,0 - 500 200 50 41,70 32,14
6000 - 20,0 - 1000 100
d2
84
84 d1 d1
Ht
Hr
5.2 SPESSORE MINIMO NECESSARIO PER CALCESTRUZZO
NON ARMATO SENZA RIDUZIONE DI PORTATA
A volte, con una lunghezza d’ancorante maggiore di quella minima, si può
ridurre lo spessore nel quale è inserito l’ancorante, purché sia disponibile
un’area rettangolare di diffusione non minore di quella riportata nelle tabelle
d2 d2
seguenti.

Ht d1

d1
Pn = 13 kN
s=1
2 2
Articolo L Hr = d2 Rckj = 15 N/mm Rckj = 30 N/mm
Hr L
cm cm
Ht cm d1 cm Ht cm d1 cm
6000 - 1,3 - 85 8,50 10,75 10,63 10,00 8,45 5,54 D2/2=1,25
D2
6000 - 1,3 - 120 12 14,25 10,63 6,50 8,45 4,00
6000 - 1,3 - 240 24 26,25 10,63 3,40 8,45 2,10*

Pn = 25 kN
s=1,10
2 2
Articolo L Hr = d2 Rckj = 15 N/mm Rckj = 30 N/mm
Hr L
cm cm
Ht cm d1 cm Ht cm d1 cm
6000 - 2,5 - 120 12 14,85 14,74 14,10 11,72 7,70 D2/2=1,75
D2
6000 - 2,5 - 170 17 19,85 14,74 9,00 11,72 5,60
6000 - 2,5 - 280 28 30,85 14,74 6,20 11,72 3,90

Pn = 40 kN
s=1,50

Articolo L Hr = d2 Rckj = 15 N/mm2 Rckj = 30 N/mm2


Hr L
cm cm
Ht cm d1 cm Ht cm d1 cm
D2/2=2,25
6000 - 4,0 - 170 17 20,75 18,65 15,50 14,82 9,40
D2
6000 - 4,0 - 210 21 24,75 18,65 11,50 14,82 7,10
6000 - 4,0 - 340 34 37,75 18,65 7,40 14,82 4,60*

* Si consiglia l’impiego con d1 ≥ D2 = 3,0 cm


R-SYSTEM
85

Pn = 50 kN
s=1,50
2 2
Articolo L Hr = d2 Rckj = 15 N/mm Rckj = 30 N/mm
Hr L
cm cm
Ht cm d1 cm Ht cm d1 cm
6000 - 5,0 - 180 18 22 20,85 17,70 16,67 10,40 D2/2=2,50
D2
6000 - 5,0 - 240 24 28 20,85 12,70 16,67 8,00
6000 - 5,0 - 340 34 38 20,85 10,20 16,67 6,50

Pn = 75 kN
s=1,50
2 2
Articolo L Hr = d2 Rckj = 15 N/mm Rckj = 30 N/mm
Hr L
cm cm
Ht cm d1 cm Ht cm d1 cm
6000 - 7,5 - 200 20 24,50 25,54 - 20,30 14,20 D2/2=3

6000 - 7,5 - 300 30 34,50 25,54 15,40 20,30 9,60 D2

6000 - 7,5 - 540 54 58,50 25,54 8,80 20,30 5,60*


* Si consiglia l’impiego con d1 ≥ D2 = 6,0 cm

Pn = 100 kN
s=1,50

Articolo L Hr = d2 Rckj = 15 N/mm2 Rckj = 30 N/mm2


Hr L
cm cm
Ht cm d1 cm Ht cm d1 cm
D2/2=3,50
6000 - 10,0 - 250 25 30 29,50 23,80 23,44 14,95
D2
6000 - 10,0 - 340 34 39 29,50 18,30 23,44 11,50
6000 - 10,0 - 680 68 73 29,50 10,10 23,44 6,00*

* Si consiglia l’impiego con d1 ≥ D2 = 7,0 cm


8
86
Ancoranti a risalto

Pn = 150 kN
s=1,50
2 2
Articolo L Hr = d2 Rckj = 15 N/mm Rckj = 30 N/mm
Hr L
cm cm
Ht cm d1 cm Ht cm d1 cm
6000 - 15,0 - 300 30 35,75 36,11 - 28,71 21,20 D2/2=4,25
D2
6000 - 15,0 - 400 40 45,75 36,11 25,10 28,71 14,60
6000 - 15,0 - 1000 100 105,75 36,11 12,80 28,71 7,70*

Pn = 200 kN
s=1,50

Articolo L Hr = d2 Rckj = 15 N/mm2 Rckj = 30 N/mm2


Hr L
cm cm
Ht cm d1 cm Ht cm d1 cm
6000 - 20,0 - 340 34 40,50 41,70 - 32,14 21,10 D2/2=5

D2
6000 - 20,0 - 500 50 56,50 41,70 25,10 32,14 14,60
6000 - 20,0 - 1000 100 106,50 41,70 12,90 32,14 7,70*
R-SYSTEM
87

5.3 RIDUZIONE DI PORTATA NOMINALE PER SPESSORI


MINORI DI 2D1 IN CALCESTRUZZO NON ARMATO d2 d2

Dato il rettangolo che caratterizza la portata nominale, di area 2d1 · 2d2,


Ht d1
per valori d* ridotti rispetto a quelli tabellati, la portata nominale (P*) si
riduce nel rapporto d*/d1 d1
P* = Pn · d*/ d1
Esempio
Considerando un ancorante con Pn = 50 kN,
se Rckj = 15 N/mm2 Ad1 = 17,7 cm.
Avendo a disposizione d* = 15 cm, si ottiene:
P* = 50 · 15/17,7 = 42,4 kN

5.4 RIDUZIONE DI PORTATA NOMINALE PER RESISTENZE


CARATTERISTICHE MINORI DEL CALCESTRUZZO NON ARMATO
Si sono adottate 2 resistenze caratteristiche: Rckj = 15 N/mm2 (elementi non
precompressi allo sformo), e Rckj = 30 N/mm2 (elementi precompressi oppure
elementi in CAO maturi all’atto del sollevamento). Per valori minori, la portata
nominale Pn è proporzionale a fctk, a sua volta proporzionale alla Rckj 2/3
per cui Rckj* = K · Rckj tabulato, con K compreso tra 0,75 e 1, risulta quindi:

Pn* = Pn · (Rckj* / Rckj)2/3


Esempio
Se Rckj* = 25 N/mm2, invece di 30 N/mm2 NO SALDATURE
per un ancorante da Pn = 50 kN avrò:
Pn* = 50 (25/30)2/3 = 44 kN
Ancoraggio con
filo metallico
5.5 ARMATURA DI RINFORZO PER OTTENERE
LA PORTATA NOMINALE IN SPESSORI RIDOTTI
Se il cono di diffusione non è completo, si può intervenire con armatura apposita,
purché tutta la portata nominale sia affidata alla sola armatura. Si ha così:
Af = Pn · 1,5 /σamm

Per esempio se Pn = 50 kN, in uno spessore di 15 cm, utilizzando acciaio


tipo FeB44k
Af = 50 · 1,5 / 26 = 2,88 cm2 = 4 Ø 10
Di solito si posizionano 2 ferri a U come da figura.

lunghezza
ancoraggio
per Rckj = 15 kN/mm2 = 60 Ø
per Rckj = 30 kN/mm2 = 42 Ø
per Rckj = 40 kN/mm2 = 35 Ø
d1 d1
88
88

5.6 PRESCRIZIONI GEOMETRICHE PER ANCORANTI CORTI

Gli ancoranti sotto riportati possono comunque essere utilizzati senza


armatura aggiuntiva, purché la loro distanza dal bordo sia ≥ Ht e purché sia
Rckj ≥ 40 N/mm2. L’armatura aggiuntiva permette di utilizzare tali ancoranti
a risalto di lunghezza ridotta sia per Rckj< 40 N/mm2, sia per distanze dal
bordo inferiori a Ht.

d1 = Ht = distanza Armatura aggiuntiva per spessori ridotti


dal bordo e Rck > 15 e < 40 N/mm2
Articolo Pn L Hr
kN cm con Rck * 40 N/mm2 Af
4 Ø ...
fctk = 2,20 N/mm2 cm2
6000 - 1,3 - 65 13 6,50 8,75 7,69 0,75 4Ø6
6000 - 2,5 - 85 25 8,50 11,35 10,66 1,44 4Ø8
6000 - 4,0 - 100 40 10,00 13,75 13,48 2,30 4 Ø 10
6000 - 5,0 - 120 50 12,00 16,00 15,08 2,88 4 Ø 10
6000 - 7,5 - 165 75 16,50 21,00 18,46 4,32 4 Ø 12
6000 - 10,0 - 170 100 17,00 22,00 21,32 5,77 4 Ø 14
6000 - 15,0 - 210 150 21,00 26,00 26,11 8,65 4 Ø 18

5.7 LIMITI DI UTILIZZAZIONE DEGLI ANCORANTI A RISALTO


Occorre comunque porre un limite alla distanza d1 tra l’asse dell’ancorante
e la superficie esterna imponendo, per esempio, che tale valore non
superi il maggiore tra il diametro del risalto inferiore (D2) e il raggio della
sede semisferica (Ø / 2), quindi:

Pn (kN) 13 25 40 50 75 100 150 200 272

d1 (min) cm 3,0 3,7 4,7 5 6 6,9 8,5 9,8 13,5

In caso di spessori inferiori a questi, è opportuno utilizzare un ancorante con


foro (DF).
È opportuno anche ricordare che l’ancorante, in caso di spessori ridotti, deve
essere posizionato con precisione e quindi non può essere inserito a getto
avvenuto. Inoltre, non deve avere la possibilità di spostarsi durante il getto e/o
la vibrazione.
R-SYSTEM
89
Ancoranti a risalto
Zincatura a caldo UNI EN ISO 1461

R
D1 D D2

S L

Codice Articolo Pn L D D1 D2 s R Conf.


kN mm mm mm mm mm mm pezzi
Nero Zincato (±3) (±0,5)

0301001010 0301002003 6000 - 1,3 - 65 13 65 10 19 (±1) 25 (+2/-3) 10 30 300


0301001011 0301002004 6000 - 1,3 - 85 13 85 10 19 (±1) 25 (+2/-3) 10 30 200
0301001012 0301002005 6000 - 1,3 - 120 13 120 10 19 (±1) 25 (+2/-3) 10 30 200
0301001014 0301002006 6000 - 1,3 - 240 13 240 10 19 (±1) 25 (+2/-3) 10 30 100

0301001022 0301002011 6000 - 2,5 - 85 25 85 14 26 (±1) 35 (+2/-4) 11 37 100


0301001023 0301002012 6000 - 2,5 - 120 25 120 14 26 (±1) 35 (+2/-4) 11 37 50
0301001024 0301002013 6000 - 2,5 - 170 25 170 14 26 (±1) 35 (+2/-4) 11 37 50
0301001025 0301002014 6000 - 2,5 - 280 25 280 14 26 (±1) 35 (+2/-4) 11 37 40

0301001028 0301002025 6000 - 4,0 - 100 40 100 18 36 (±1) 45 (+2/-5) 15 47 50


0301001030 0301002027 6000 - 4,0 - 170 40 170 18 36 (±1) 45 (+2/-5) 15 47 40
0301001031 0301002028 6000 - 4,0 - 210 40 210 18 36 (±1) 45 (+2/-5) 15 47 25
0301001032 0301002029 6000 - 4,0 - 240 40 240 18 36 (±1) 45 (+2/-5) 15 47 25
0301001033 0301002030 6000 - 4,0 - 340 40 340 18 36 (±1) 45 (+2/-5) 15 47 20

0301001037 0301002045 6000 - 5,0 - 120 50 120 20 36 (±1) 50 (+2/-5) 15 47 40


0301001038 0301002046 6000 - 5,0 - 180 50 180 20 36 (±1) 50 (+2/-5) 15 47 25
0301001039 0301002047 6000 - 5,0 - 240 50 240 20 36 (±1) 50 (+2/-5) 15 47 25
0301001040 0301002048 6000 - 5,0 - 340 50 340 20 36 (±1) 50 (+2/-5) 15 47 15

0301001044 0301002069 6000 - 7,5 - 165 75 165 25 46 (±1) 60 (+3/-6) 15 59 20


0301001045 0301002067 6000 - 7,5 - 200 75 200 25 46 (±1) 60 (+3/-6) 15 59 10
0301001046 0301002068 6000 - 7,5 - 300 75 300 25 46 (±1) 60 (+3/-6) 15 59 10
0301001047 0301002070 6000 - 7,5 - 540 75 540 25 46 (±1) 60 (+3/-6) 15 59 5

0301001051 0301002084 6000 - 10,0 - 170 100 170 28 46 (±1) 69 (+3/-7) 15 59 10


0301001052 0301002085 6000 - 10,0 - 250 100 250 28 46 (±1) 69 (+3/-7) 15 59 15
0301001054 0301002086 6000 - 10,0 - 340 100 340 28 46 (±1) 69 (+3/-7) 15 59 10
0301001056 0301002090 6000 - 10,0 - 680 100 680 28 46 (±1) 69 (+3/-7) 15 59 1

0301001058 0301002092 6000 - 15,0 - 210 150 210 36 69 (±1) 85 (+3,5/-8) 15 80 1


0301001059 0301002093 6000 - 15,0 - 300 150 300 36 69 (±1) 85 (+3,5/-8) 15 80 1
0301001060 0301002094 6000 - 15,0 - 400 150 400 36 69 (±1) 85 (+3,5/-8) 15 80 1
0301001070 0301002096 *6000 - 15,0 - 1000 150 1000 36 69 (±1) 85 (+3,5/-8) 15 80 1

0301001066 0301002104 6000 - 20,0 - 340 200 340 39,5 69 (±1) 98 (+4/-9) 15 80 1
0301001067 0301002105 6000 - 20,0 - 500 200 500 39,5 69 (±1) 98 (+4/-9) 15 80 1
0301001068 0301002106 *6000 - 20,0 - 1000 200 1000 39,5 69 (±1) 98 (+4/-9) 15 80 1

* Articoli a richiesta
90
90

6 ANCORANTI CON FORO D1

Mentre per la parte esterna vale quanto trattato nei capitoli dall’1 al 5, s
R
per la parte nel calcestruzzo l’ancoraggio si ottiene inserendo nel foro
dell’ancorante una barra, che può essere diritta oppure sagomata con
opportune curvature.
D
L

Øc

D2

Barra dritta Feb 44k


Articolo Pn Diametro foro 2 staffe a 2 braccia
kN mm Ø L diametro As Ø
mm cm mm
6001 - 1,3 13 10 8 16 5
6001 - 2,5 25 13 12 24 8
6001 - 5,0 50 18 16 32 10
6001 - 10,0 100 25 22 44 14
6001 - 20,0 200 37 32 64 20

L’area As totale delle staffe che attraversano il cono di diffusione viene


dimensionato con la seguente formula:
As = Pn . 1,5 /σf
Adottando 2 staffe a 2 braccia, cioè 4 barre che attraversano il cono di diffusione,
si può stabilire il diametro delle 2 staffe As, come da esempio a pag. 88.
R-SYSTEM
91

6.1 ANCORANTI CON FORO CON ARMATURA DIRITTA

In caso di armatura diritta da inserire nel foro, è possibile utilizzare sia una
barra ad aderenza migliorata FeB44k, sia uno spezzone di trefolo. Ø Af
Il dimensionamento degli ancoranti con foro, così realizzati, non può però
essere concepito per calcestruzzo non armato, in quanto il foro stesso e la
barra che vi passa all’interno ottengono lo stesso effetto di un ancoraggio
a risalto, ma con insufficiente altezza di stelo.

Occorre quindi verificare che la superficie del cono sia attraversata da L


barre verticali ancorate, di area complessiva As in grado di sostenere la As
totalità del carico nominale moltiplicato per 1,5.
Il dimensionamento della barra viene eseguito, per il carico nominale,
incrementato del 50% (coefficiente dinamico o attrito sul cassero), cioè
nella condizione di tiro in asse. Per i tiri inclinati, il dimensionamento fatto
per il tiro in asse è cautelativo. La tensione di esercizio nel caso di FeB44k
vale σamm = 260 N/mm2 = 26 kN/cm2.
Si dimensiona l’area occorrente ipotizzando che il risalto sull’occhiello sia in
grado di assorbire direttamente 1/3 del carico:

A f (cm2) = Pn · 1,5 · 2/3 · √ 3 / (2 · mamm) = o


o

= 0,866 · Pn / mamm = 0,033 · Pn


Øt (mm) = 10 · √ 0,033 · Pn · 4 / TT = 2,05 · √ Pn

La lunghezza minima della barra si calcola con la seguente formula:

L = 4 Ø + 2 · 8 Ø = 20 Ø
È possibile l’uso di spezzoni di trefolo, dove occorre però limitare la
tensione a valori doppi di quella del FeB44k.
92
92

Esempio:
considero il 6001 - 5,0 con Pn = 50 kN e calcolo diametro e lunghezza
della barra diritta e/o del trefolo,

A f = 50 · 0,033 = 1,65 cm2 pari a 1 Ø 16 = 2 cm2

oppure As
2 =
A tr = 50 · 0,033/2 = 0,83 cm =
15
2
pari circa all’area del trefolo da 1/2”.

La lunghezza della barra Ø 16 vale:


L = 20 · 1,6 = 32 cm

Per un trefolo 0,6”, di diametro 1,50 cm vale:


L = 20 · 1,5 = 30 cm

L’area di una delle 4 barre As vale:


A s = 50 · 1,5 / 26 · 4 = 0,72 cm2 = 1 Ø 10

L = 4 Ø + 2·8 Ø=
20 Ø
R-SYSTEM
93

6.2 ANCORANTI CON FORO CON ARMATURA SAGOMATA

Se la geometria lo consente, l’ancoraggio può essere portato in profondità


sagomando, secondo EC2, la barra in 3 modi (vedi tabella sotto riportata),
tali da poter trasferire il tiro ben più in basso e non richiedendo quindi altra
armatura aggiuntiva.

58 Ø 36 Ø 45 Ø 28 Ø 50 Ø 30 Ø
45¯ 45¯
> 15 Ø > 10 Ø

Articolo Pn Diametro 15 30 15 30 15 30
kN della barra N/mm2 N/mm2 N/mm2 N/mm2 N/mm2 N/mm2
Feb44k
sagomata mm

6001 - 1,3 13 8 80 50 65 40 75 45
6001 - 2,5 25 10 110 70 95 60 100 65
6001 - 5,0 50 14 160 95 130 80 140 90
6001 - 10,0 100 20 220 135 185 115 200 125
6001 - 20,0 200 28 315 190 265 160 285 175

Esempio:
per un pannello verticale (Rckj = 30 N/mm2 perché viene sollecitato solo
al montaggio), per Pn = 50 kN, si assume Ø 14 Ltot = 80 cm.

Ø14
L=80
*2Ø
94
94

Zincatura a caldo UNI EN ISO 1461

D1

s
R

L1
D
L
L2

Øc

D2

Codice Articolo Pn L L1 L2 s D D1 D2 Øc R Conf.


kN mm mm mm mm mm mm mm mm mm pezzi
Nero Zincato (±3) (±3) (±0,5) (-0/+1) (-0/+1)
19
0301005001 0301054001 6001 - 1,3 13 65 75 45 10 10 (+0,8/- 19 10 30 250
1)
26
0301005002 0301054002 6001 - 2,5 25 90 101 64 11 14 (+0,8/- 32 13,50 37 100
1)
36
0301005003 0301054003 6001 - 5,0 50 120 135 88 15 20 (+0,8/- 42 18 47 50
1)
46
0301005004 0301054004 6001 - 10,0 100 180 195 136 15 28 57 25 59 20
(+1/-1)
69
0301005005 0301054005 6001 - 20,0 200 250 265 185 15 39,5 (+0,5/- 76 37 80 1
1,5)
R-SYSTEM
95

8 ANCORANTI PER IL RIBALTAMENTO RS


Tn

Tn
Questi ancoranti sono adatti al ribaltamento e alla movimentazione
di tutti i pannelli in CLS prefabbricato con Rckj ≥ 15 N/mm2 e spessore
minimo ≥ 16 cm.
Gli ancoranti per ribaltamento sono concepiti per resistere, oltre al carico
nominale Pn, che agisce nella stessa direzione dell’asse dell’ancorante,
a un tiro Tn = 0,5 Pn che si ottiene normalmente ribaltando sul cassero
l’elemento prefabbricato.
Per quanto riguarda l’armatura riferita a un carico Pn agente in asse
all’ancorante, si rimanda ai criteri di dimensionamento esposti per gli
ancoranti con foro (v. cap. 06).
La particolare configurazione dell’ancorante è stata studiata per evitare che
la maniglia di sollevamento forzi contro il calcestruzzo poco resistente (in
genere Rckj = 15 N/mm2), provocando lesioni a vista sul pannello.
Un’apposita armatura deve essere in grado di riportare il tiro nella parte
inferiore del pannello. A tal fine si suggeriscono due metodi, riportati nella
pagina successiva.
9
96
Ancoranti per ribaltamento RS

Primo metodo: si utilizza l’armatura Af1 del pannello, nel caso la sede
dell’ancorante corrisponda alla posizione di tale armatura. (Per l’armatura
Af0 v. cap. 06).

A f0 A f1 A f1 A f2 A f0
A f2

Barra dritta Feb 44k Staffa A f 2 (cm)


Articolo Pn
kN A f 1 teorico Ø A f 1 teorico Ø
(cm2) (mm) (cm2) (mm)

6003 - 2,5 RS 25 0,625 1 Ø 10 0,36 2Ø6

6003 - 5,0 RS 50 1,25 1 Ø 14 0,72 2Ø8

Secondo metodo: quando l’armatura di forza del pannello non può


essere posizionata sull’apposita sede dell’ancorante, occorre utilizzare un
ferro sagomato con 2 braccia a 45° come da figura sottostante.
(Per l’armatura Af0 v. cap. 06).
A f2 A f0

A f0 A f3

A f3
Barra dritta Feb 44k
Articolo Pn
kN A f3 Ø = 15 N/mm2 = 30 N/mm2
cm2 mm L cm
6003 - 2,5 RS 25 0,51 8 80 50

6003 - 5,0 RS 50 1,10 12 120 70


R-SYSTEM
97

L2
Zincatura a caldo UNI EN ISO 1461

R
D1 D D2

Øc
L

Codice Articolo Pn L D D1 D2 Øc Conf.


kN mm mm mm mm mm pezzi
Nero Zincato (±1) (-0/+1) (+0,5/-1) (±1) (+0,5/-1)

0301083001 030108200 6003 - 2,5 RS 25 200 14 26 36 15 25

0301083002 0301082002 6003 - 5,0 RS 50 200 20 36 46 20 15

8.1 ANCORANTE SPECIALE PER IL RIBALTAMENTO


DEI PANNELLI (CON UN NASELLO)
A volte, con una lunghezza d’ancorante maggiore di quella minima, si può D1 D D2
ridurre lo spessore nel quale è inserito l’ancorante, purché sia disponibile
un’area rettangolare di diffusione non minore di quella riportata nelle tabelle
R

Øc
seguenti.
s L

Codice Articolo Pn L D D1 D2 Øc Conf.


kN mm mm mm mm mm pezzi
Nero Zincato (±1) (-0/+1) (+0,5/-1) (±1) (+0,5/-1)

0301050004 0301052004 6002 - 10,0 - 215 100 215 28 46 25 25 (±5) 10


9
98
Ancoranti a piastra
9 ANCORANTI A PIASTRA SENZA FERRI AGGIUNTIVI

Quando lo spessore è ridotto, su un ancorante corto si può innestare una


L
piastra che, con la sua rigidezza, sia in grado di creare un cono di resistenza
sufficiente.
Gli ancoranti a piastra senza ferri aggiuntivi si possono usare solo con
calcestruzzi di resistenza elevata, cioè con Rckj ≥ 40 N/mm2. Sono disponibili a b
in 3 portate, precisamente 25, 50 e 100 kN.

Rckj = 40 N/mm2
Articolo Pn fctk = 0,246 kN/cm2
kN
dimens. piastre a x b L effettivo
mm mm

6010 - 2,5 25 70x70 5,5 12


6010 - 5,0 50 90x90 (5,5) (6,5) 11,00
6010 - 10,0 100 90x90 (11,5)

Le altezze effettive tra parentesi non possono essere utilizzate senza armatura aggiuntiva.

9.1 ANCORANTI A PIASTRA CON FERRI AGGIUNTIVI

Il dimensionamento a taglio delle barre si effettua così: in caso di resistenze


ridotte, ma con Rckj ≥ 30N/mm2 e comunque per ogni L effettivo, si può
affidare l’ancoraggio a 4 barre aggiuntive, posizionate sopra le piastre.
Ø 10

Pn A f teorico Ø Ferri L a =b
kN cm2 mm cm Ø 10 L
25 0,625 10 30

50 1,250 12 40

100 2,500 18 50
R-SYSTEM
99

D1
Zincatura elettrolitica ≥ 12 +m
s
R

D L1
L
L2
t

axb

Codice Articolo Pn L L1 L2 s D D1 axbxt R Conf.


kN mm mm mm mm mm mm mm mm pezzi
Nero Zincato (±3) (±3) (±0,5) (±1) (±2)

0301006001 0301055001 6010 - 2,5 - 55 25 55 66 29 11 14 26 70x70x6 37 50

0301006002 0301055002 6010 - 2,5 - 120 25 120 131 94 11 14 26 70x70x6 37 25

0301006003 0301055003 6010 - 5,0 - 55 50 55 70 23 15 20 36 90x90x8 47 25

0301006004 0301055004 6010 - 5,0- 65 50 65 80 33 15 20 36 90x90x8 47 25

0301006005 0301055005 6010 - 5,0 - 110 50 110 125 78 15 20 36 90x90x8 47 20

0301006007 0301055006 6010 - 10,0 - 115 100 115 130 71 15 28 46 90x90x10 59 10

0301086001 0301055008 6010 - 7,5 - 160 75 160 175 116 15 25 46 90x90x10 59 10


10
100

10 GUAINE PER IL POSIZIONAMENTO DELL’ANCORANTE

Il posizionamento dell’ancorante deve essere effettuato con le rispettive


guaine a incavo. A parte poche eccezioni, gli ancoranti di sollevamento
a testa sferica vengono montati con guaine semisferiche. Le guaine
coprono diverse funzioni: tra le altre, consentono il sollevamento con tiri
obliqui senza che siano necessarie riduzioni, ed evitano la necessità di
inserire snodi di diversa portata.
Le guaine a incavo sono di diverso diametro in funzione delle differenti
portate, che sono impresse sulla faccia superiore della guaina stessa.

10.1 GUAINE IN GOMMA CIRCOLARI

Le guaine in gomma di forma rotonda sono adatte per tutti i tipi di


elementi prefabbricati. Si possono usare anche nei getti di calcestruzzo
caldi o riscaldati fino a 120 °C.

Guaina in gomma circolare completa

Codice Articolo Gruppo d R Conf.


di portata kN mm (±1) mm (±1) pezzi

0301010001 6140 - 1,0/1,3 10/13 10 30 1

0301010002 6140 - 1,5/2,5 15/25 14 37 1

0301010003 6140 - 3,0/5,0 30/50 20 47 1

0301010005 6140 - 8,0/10,0 80/100 28 59 1


R
0301010007 6140 - 16,0/20,0 160/200 39 80 1
Ød
0301010008 *6140 - 32,0 320 50 107 1
* Articolo a richiesta

Guaina in gomma circolare

Codice Articolo Gruppo d R Conf.


di portata kN mm (±1) mm (±1) pezzi

0301014001 6139 - 1,0/1,3 10/13 10 30 1

0301014002 6139 - 1,5/2,5 15/25 14 37 1

0301014003 6139 - 3,0/5,0 30/50 20 47 1


R
0301014005 6139 - 8,0/10,0 80/100 28 59 1
Ød 0301014007 6139 - 16,0/20,0 160/200 39 80 1

0301014008 *6139 - 32,0 320 50 107 1


* Articolo a richiesta
R-SYSTEM
101

10.1.1 GUAINE IN GOMMA SAGOMATE

Le guaine in gomma sagomate sono adatte per gli elementi prefabbricati


sottili, come le guaine in gomma circolari, e possono essere utilizzate
anche per i getti di calcestruzzo caldi o riscaldati fino a 120 °C.

Guaina in gomma sagomata completa

Codice Articolo Gruppo di d R n o Conf.


portata kN mm (±1) mm (±1) mm (±1) mm (±1) pezzi

0301012001 6138 - 1,0/1,3 10/13 10 30 42 34 1


n
0301012002 6138 - 1,5/2,5 15/25 14 37 52 43 1

0301012003 6138 - 3,0/5,0 30/50 20 47 69 58 1


R
0301012005 6138 - 8,0/10,0 80/100 28 59 85 78 1
Ød
0301012007 6138 - 16,0/20,0 160/200 39 80 124 116 1
o

Corpo in gomma sagomato

Codice Articolo Gruppo di d R n o Conf.


portata kN mm (±1) mm (±1) mm (±1) mm (±1) pezzi

0301013001 6137 - 1,0/1,3 10/13 10 30 42 34 1


n
0301013002 6137 - 1,5/2,5 15/25 14 37 52 43 1

0301013003 6137 - 3,0/5,0 30/50 20 47 69 58 1


R
0301013005 6137 - 8,0/10,0 80/100 28 59 85 78 1
Ød
o 0301013007 6137 - 16,0/20,0 160/200 39 80 124 116 1

10.1.2 MONTAGGIO DELLE GUAINE IN GOMMA


La guaina in gomma deve essere sistemata sopra la testa dell’ancorante.
L’ancorante di sollevamento si può inserire con la guaina in gomma anche
dall’alto, direttamente nel calcestruzzo fresco (con lavorabilità ≥ S4).

RIMOZIONE DELLE GUAINE IN GOMMA


Le guaine in gomma sono dotate di due fori. Per estrarre la guaina dal
calcestruzzo indurito, nei fori vengono inserite barre di rinforzo. La guaina
viene quindi estratta facendo leva.
10
102

10.2 GUAINA CONICA IN ACCIAIO PER TUBI

La guaina in acciaio per tubi con cono interno è dimensionata in modo da


garantire il fissaggio corretto degli ancoranti di sollevamento a testa sferica.
La testa dell’ancorante di sollevamento e la piastrina di acciaio con fori a filetta-
tura interna per il fissaggio allo stampo devono essere sistemate tra i due
semiconi interni. Così assemblato, il cono interno viene quindi inserito nella
guaina in acciaio. La guaina in acciaio può essere fissata al cassero con una vite
standard. Le misure del filetto sono riportate nella tabella. Se si usa un cassero
d’acciaio, la guaina può anche essere fissata a un coperchio di chiusura.
In questo caso, il vantaggio è che la guaina può essere estratta prima della
rimozione dello stampo.

Guaina conica in acciaio per tubi

Codice Articolo Gruppo di s d R M Conf.


portata kN mm mm (±1) mm (±1) mm (±1) pezzi

0301063001 6144 - 1,0/1,3 10/13 10 11 30 8 1

0301063002 6144 - 1,5/2,5 15/25 11 15 37 10 1


M
0301063003 6144 - 3,0/5,0 30/50 15 21 47 12 1 R

0301063005 6144 - 6,0/7,5 60/75 15 25 59 16 1 s

0301063007 6144 - 8,0/10,0 80/100 15 29 59 16 1

0301063005 6144 - 12,0/15,0 120/150 15 36 80 16 1 Ød

0301063007 6144 - 16,0/20,0 160/200 15 41 80 16 1


R-SYSTEM
103

10.3 GUAINA CONICA IN ACCIAIO CON RIDUTTORE IN GOMMA

Talvolta è necessario liberare l’ancorante di sollevamento a testa sferica


da una guaina non accessibile. Ciò avviene quando un elemento
prefabbricato deve essere capovolto dopo la rimozione dello stampo.
In questo caso, gli ancoranti a testa sferica sono utilizzabili soltanto dopo
aver concluso le operazioni di ribaltamento.
A questo scopo, o per usi simili, è necessaria una guaina in acciaio con
riduttore in gomma. L’ancorante di sollevamento a testa sferica viene
sistemato con la testa nella cavità interna alla guaina e bloccato in
posizione da un riduttore in gomma.
Se la guaina in acciaio viene usata per il montaggio in orizzontale di
un ancorante di sollevamento, si devono prendere misure per evitare
che l’ancorante di sollevamento si sganci inavvertitamente durante la
vibrazione (per esempio, fissando l’ancorante all’armatura o bloccandolo
con distanziatori).

Guaina in acciaio circolare

Codice Articolo Gruppo s R M Conf.


di portata kN mm mm (±1) mm (±1) pezzi

0301019001 6150 - 1,0/1,3 10/13 10 30 8 1

0301019002 6150 - 1,5/2,5 15/25 11 37 12 1

0301019003 6150 - 3,0/5,0 30/50 15 47 12 1

Riduttore in neoprene per guaina in acciaio

Codice Articolo Portata Diametro interno Conf.


kN mm (±1) pezzi

0301003001 6151 - 1,0/1,3 10/13 10 100

Ø 0301003002 6151 - 1,5/2,5 15/25 14 100

0301003003 6151 - 3,0/5,0 30/50 20 100


10
104

10.4 GUAINE A PERDERE

In alcuni casi, per il posizionamento degli ancoranti, può risultare più


conveniente l’utilizzo delle guaine a perdere.

10.4.1 GUAINE A PERDERE NORMALI (ART. 6101)


Le guaine a perdere, di forma semi sferica, sono adatte per tutti i tipi di
elementi prefabbricati. Sono particolarmente apprezzate per il risultato
B
pratico (pulizia dell’incavo). Il coperchio in dotazione può essere riutilizzato
per la chiusura degli incavi a vista dei pilastri.
Sono disponibili in due versioni e utilizzabili per ancoranti da 25, 40, 50 kN.

Guaine a perdere

Codice Articolo Portata Diametro incavo A Diametro foro B Conf.


kN mm (±1) mm (±1) pezzi

0301085001 6101 - 1,5/2,5 25 79 16 200

0301085002 6101 - 3,0/5,0 50 99 22 150

0301085003 6101 - 7,5 75 119 27 100

0301085004 6101 - 10,0 100 119 30 100

A
10.4.2 GUAINE A PERDERE RS (ART. 6100) C

Le guaine a perdere RS hanno una particolare forma semisferica a due


raggi e sono adatte ai pannelli prefabbricati che devono essere ribaltati al
momento dello scassero (lato ribaltamento). D B

Sono disponibili in due versioni per ancoranti da ribaltamento (Art. 6003


RS); il coperchio è riutilizzabile.

Guaine a perdere R-System

Codice Articolo Portata Diametro incavo A Diametro incavo B Diametro foro CxD Conf.
kN mm (±1) mm (±1) mm (±1) pezzi

0301084001 6100 - 1,5/2,5 RS 25 85 79 21x16 200

0301084002 6100 - 3,0/5,0 RS 50 100 99 28x22 150


R-SYSTEM
105

10.4.3 MONTAGGIO DELLE GUAINE A PERDERE

Le guaine a perdere sono state studiate per facilitare l’utilizzatore.


Si consiglia di montare il coperchio sulla calotta sferica, tenendo ferma la
guaina con una mano; premere con la testa dell’ancorante in posizione
obliqua, sulle alette preposte nella parte sferica. Quando la testa
dell’ancorante avrà oltrepassato il foro di ingresso, verificare che le alette
siano tornate elasticamente nella posizione originale. Se così non fosse,
basterà ritrarre leggermente l’ancorante e si otterrà il ritorno delle alette.
Per bloccare la testa dell’ancorante, basterà premere con forza contro il
coperchio. Nel caso delle guaine a perdere per il ribaltamento, inserire
il nasello nella sede preposta della guaina. Con le guaine a perdere è
possibile l’inserimento degli ancoranti direttamente nel calcestruzzo
fresco (con lavorabilità ≥ S4).

10.4.4 RIMOZIONE DEL COPERCHIO DELLE GUAINE A PERDERE


Il coperchio è stato progettato per trattenere saldamente gli ancoranti
nella loro sede; è consigliabile il suo utilizzo anche per la chiusura estetica
degli ancoranti a vista (per esempio nei pilastri).
L’estradosso del coperchio presenta una scanalatura; per rimuovere il
coperchio allo scassero, basta far leva con un cacciavite, o un altro perno
piatto e rigido, nella sede predisposta.
10
106

11 ISTRUZIONI OPERATIVE PER LA TESTA SFERICA UNIVERSALE

La testa sferica universale deve essere usata come esposto nelle presenti
istruzioni operative insieme alle istruzioni di montaggio.
Il sistema completo è certificato solo se composto dalla testa sferica
universale e dagli ancoranti di sollevamento a testa sferica R-System; non
è ammesso un uso diverso (per esempio, con ancoranti non originali
R-System).
La testa sferica universale è comandata manualmente e viene fornita nelle
versioni riportate nella seguente tabella.

b t
a

c 12-20T
Gruppo di portata
e marchiatura CE
g

m
1A
N° di lotto

h
Testa sferica universale

Codice Articolo Gruppo a b c g h l m t Conf.


di portata mm mm mm mm mm mm mm mm pezzi
kN

0301004012 6102 - 1,0/1,3 10/13 44 74 20 70 11,5 ± 0,5 192 6,5 12 1

0301004013 6102 - 1,5/2,5 15/25 56 88 25 85 16 ± 0,5 233 9 14 1

0301004010 6102 - 3,0/5,0 30/50 68 118 37 88 21,75 ± 0,75 283 10 16 1

0301004014 6102 - 6,0/10,0 60/100 82 160 50 112 30 ± 1 397 14 26 1

0301004015 6102 - 12,0/20,0 120/200 113 191 75 135 42,5 ± 1,5 522 21 30 1
R-SYSTEM
107

11.1 MARCATURA DI IDENTIFICAZIONE DELLA TESTA Logo


SFERICA UNIVERSALE Prodottore
(Ruredil)
Ogni testa sferica universale è identificata dalla marcatura. La parte frontale
della chiusura di sicurezza è contraddistinta dal nome del produttore; sulla
parte posteriore sono indicati la portata e il simbolo di funzionamento.
La sfera è contrassegnata dal gruppo di carico, dal numero di serie o lotto
identificativo. La testa sferica universale può essere usata con tutti gli
ancoranti di sollevamento R-System riportati in questo volume.

0T
12-2 Gruppo di portata

11.2 CONTROLLO PERIODICO DELLA TESTA SFERICA


UNIVERSALE c 12-20T
L’utilizzatore è responsabile affinché le teste sferiche universali siano
utilizzate soltanto dopo essere state adeguatamente controllate.
L’utilizzatore deve garantire un controllo annuale delle teste sferiche
universali da parte di personale dipendente qualificato, che annoterà i dati
su appositi registri.
È molto importante che sia rilevata non solo qualsiasi forma di danno, ma
anche il livello di usura.
Se i valori limite riportati nella tabella vengono superati nel caso di “h”, o
sono inferiori nel caso di “m” e di “c”, la testa sferica universale deve essere
m
immediatamente sostituita.

Gruppo Misure Misure Misure


di portata massime h minime m minime c
kN mm mm mm

1,0/1,3 13,0 5,5 14,0

1,5/2,5 18,0 6,0 17,5

3,0/5,0 25,0 8,0 28,0

6,0/10,0 32,0 12,0 36,0

12,0/20,0 46,0 18,0 56,0


10
108

11.3 FUNZIONAMENTO DELLA TESTA SFERICA UNIVERSALE

In generale durante le operazioni si sollevamento e trasporto devono


essere applicate le misure di sicurezza vigenti, soprattutto quelle relative
all’uso di gru.
Il personale incaricato dell’aggancio e dello sgancio degli ancoranti di
sollevamento e degli accessori, deve essere opportunamente addestrato
e informato delle disposizioni normative e delle prescrizioni contenute in
questo manuale.

Aggancio
Per accoppiare la testa sferica universale con l’ancorante è necessario che A
le funi della gru non siano in tensione; inserire la sfera all’ancorante con
l’apertura rivolta verso il basso (figura D). Il dente di innesto della sfera
viene quindi ruotato verso il basso accertandosi sempre che la rotazione
sia completa (figura A e figura B).
Nel sollevamento con tiro inclinato o di ribaltamento la chiusura di
sicurezza deve essere nella posizione corretta (figura A).
Evitare operazioni di sollevamento con la chiusura di sicurezza in posizione B
opposta al tiro (figura C).

Nelle fasi successive, grazie al contrappeso della chiusura di sicurezza, la


sfera si mantiene sempre nella posizione corretta. C
Con la testa universale, qualsiasi movimento di ribaltamento, capovolgi-
mento e rotazione è consentito e completamente sicuro.
D
Sgancio
Per sganciare l’ancorante è necessario rilasciare il carico e accertarsi che le
funi non siano in tensione.
Per sbloccare ruotare la sfera verso l’alto e estrarre la testa sferica (figura E).
E
R-SYSTEM
109
Esempi di calcolo
PANNELLO VERTICALE RIBALTAMENTO E SCASSERO

1. DATI
A) calcestruzzo allo scassero, Rckj 15 N/mm2;
B) calcestruzzo in fase di movimentazione, Rckj 30 N/mm2;
C) sponde e separatori asportabili;
D) peso proprio = 100 kN.

20
2. TIRO
A) fase di scassero, con bilancino e ribaltamento;
800
B) fase di movimentazione, funi inclinate a 45° sulla verticale.
250

3. SOLLEVATORI
A) fase di scassero, carroponte su rotaie;
B) fase di movimentazione, gru da prefabbricato su stabilizzatori. MOVIMENTAZIONE

4. DIMENSIONAMENTO FASE DI SCASSERO


A) verifica azioni dinamiche
r= ai x ad = 1x1,5 = 1,5 ≤ 1,5 (at)
È verificata la condizione r ≤ at
B) determinazione portata nominale
Pn = PP = 100 kN = 50 kN
2 2 250
si adottano pertanto n. 2 ancoranti articolo 6003 - 5,0 RS 800

5. DIMENSIONAMENTO FASE DI MOVIMENTAZIONE


20
A) verifica azioni dinamiche (rif. punto 2.3)
r= ai x ad = 1,3x1,15 = 1,5 ≤ 1,5 ( at)
È verificata la condizione r ≤ at ANCORANTE PER RIBALTAMENTO
ART. 6003 - 5,0 - RS
B) determinazione portata nominale
Pn = PP = 100 kN = 50 kN
2 2
sono confermati gli ancoranti fase di scassero lato lungo;
si adottano per la verticalizzazione, lato corto,
n. 2 ancoranti articolo 6000 - 5,0 - 240.

ANCORANTE A RISALTO
ART . 6000 - 5,0 - 240
11
110

TRAVE C.A.P. SCASSERO E MOVIMENTAZIONE

1. DATI
A) calcestruzzo allo scassero, Rckj 15 N/mm2;
B) calcestruzzo in fase di movimentazione, Rckj 30 N/mm2; 40
30
C) sponde e separatori asportabili;
D) peso proprio PP = 100 kN.

2. TIRO
77 47
A) fase di scassero, funi inclinate a 45° sulla verticale;
30 1000
B) fase di movimentazione, funi inclinate a 45° sulla verticale.
70

3. SOLLEVATORI
A) fase di scassero, carroponte su rotaie;
B) fase di movimentazione, gru da prefabbricato
su stabilizzatori.

4. DIMENSIONAMENTO FASE DI SCASSERO ANCORANTE A RISALTO


ART . 6000 - 5,0 - 240
A) verifica azioni dinamiche
r = ai x ad = 1,3x1,15 = 1,5 ≤ 1,5 ( at)
È verificata la condizione r ≤ at
B) determinazione portata nominale
Pn = PP = 100 kN = 50 kN
2 2
si adottano pertanto n. 2 ancoranti articolo 6000 - 5,0 - 240.

5. DIMENSIONAMENTO FASE DI MOVIMENTAZIONE


A) verifica azioni dinamiche
r = ai x ad = 1,3x1,15 = 1,5 ≤ 1,5 ( at)
È verificata la condizione r ≤ at
B) determinazione portata nominale
Pn = PP = 100 kN = 50 kN
2 2
sono confermati gli ancoranti della fase di scassero,
n. 2 ancoranti articolo 6000 - 5,0 - 240.
R-SYSTEM
111

PANNELLO VERTICALE SCASSERO

1. DATI
A) calcestruzzo allo scassero, Rckj 30 N/mm2;
B) sponde e separatori asportabili;
C) peso proprio PP = 44,3 kN.

2. TIRO 1000
A) fase di scassero, funi inclinate a 15° sulla verticale uguali e 200
indipendenti;
40
B) fase di movimentazione, funi convergenti con piastra a triangolo
inclinate a 45° sulla verticale.

3. SOLLEVATORI MOVIMENTAZIONE
A) fase di scassero, doppio carroponte su rotaie;
B) fase di movimentazione, gru da prefabbricato su stabilizzatori. piastra
a triangolo

4. DIMENSIONAMENTO FASE DI SCASSERO


A) verifica azioni dinamiche
r = ai x ad = 1,03x1,46 = 1,5 ≤ 1,5 (at)
È verificata la condizione r ≤ at si assume
B) determinazione portata nominale
Pn = PP = 44,3 kN = 11 kN
4 4
si adottano pertanto n. 4 ancoranti articolo
6000 - 1,30 - 120

5. DIMENSIONAMENTO FASE DI MOVIMENTAZIONE


A) verifica azioni dinamiche ANCORANTE A RISALTO
r = ai x ad = 1,3x1,15 = 1,5 ≤ 1,5 (γt) ART. 6000 - 1.3 - 120
essendo verificata la condizione r ≤ at
B) Determinazione portata nominale
Pn = PP = 44,3 kN = 11 kN
4 4
sono confermati gli ancoranti articolo 6000 - 1,3 - 120.
112
11

NOTE
SISTEMI DI SOLLEVAMENTO

ACCREDITATO
INSERTI QUALITÀ Boccola 113

Sistema di sollevamento
a boccola filettata
114
4
Sistema a boccola
Sistema di sollevamento a boccola filettata
D
1 ESCRIZIONE
CHE COS’È KDEL
APTOR ?
PRODOTTO

Il sistema a boccola filettata offre la soluzione pratica e razionale


al problema del sollevamento, trasporto e montaggio di strutture
prefabbricate in C.A. È costituito dall’abbinamento di elementi a perdere
(boccole) con elementi recuperabili (viti di sollevamento a funi flessibili).
La portata nominale specificata nella Tab. 1 si riferisce al tiro assiale. Quando
si adoperano funi con angolo di inclinazione sulla verticale è necessario
applicare i coefficienti d’incremento in funzione dell’angolo _ così come
specificato nella Tab. 2.
A. Boccola
È costituita da una barra di acciaio, tornita con filettatura interna a passo
metrico e viene fornita zincata elettroliticamente con spessore ≥ 7 μ.
All’estremità chiusa è praticato un foro passante per l’inserimento di una
barra ad aderenza migliorata che ha la funzione di ancorare la boccola al
calcestruzzo. Il coefficiente di sicurezza a rottura è ≥ 3.

Tab. Ferri Aggiuntivi Portata D D1 L L1 L2


Codice Tipo Conf.
Feb 44 K(*) KN (mm) (mm) (mm) (mm) (mm)
(M) (Nr pezzi)
ø (mm) L (mm) + 0/- 0,2 ± 0,2 + 0,5/-1 ±1 ± 0,5/-1
0317011001 M10 6 600 5 14 8 50 20 40 300
0317011002 M12 8 800 10 20 11 60 30 43 100
0317011003 M16 10 1000 20 25 13 70 30 52 100
0317011004 M20 12 1200 30 30 15 80 35 58 50
0317011005 M24 14 1400 40 35 19 95 40 65 50
0317011006 M30 16 1600 50 42 21 105 40 71 25
(*) Per Cls con Rckj ≥20 N/mm2 - Materiale: 11 S Mn Pb 37/S355J243
BOCCOLA FILETTATA
115

B. Vite a fune flessibile


La fune è costituita da fili d’acciaio armonico, formanti la fune disposta ad asola,
con resistenza a trazione non inferiore a 1600 N/mm2. Il coefficiente di sicurezza,
in considerazione degli impieghi ripetuti si assume ≥5 rispetto alla rottura.
Tab. 1
A B
Codice Tipo Portata Fune
(mm) (mm) (mm)
KN
+ 4%/- 1% circa circa
0317030010 M10 5 8 380 140
0317030020 M12 10 10 400 140
0317030030 M16 20 10 400 140
0317030040 M20 30 12 470 155
0317030050 M24 40 14 520 180
0317030060 M30 50 16 570 200

C. Tappi per boccole


Tappi a tenuta che, inseriti nel foro della parte filettata della boccola,
impediscono a corpi estranei di intasare la parte destinata all’avvitamento.
Vanno predisposti prima del getto.

Codice Tipo Descrizione articolo ø (mm) Confezioni


+ 0,5 (Nr pezzi)

0317030010 Tappi per boccole M10 8,5 100


0317030020 Tappi per boccole M12 10,5 100
0317030030 Tappi per boccole M16 14 100
0317030040 Tappi per boccole M20 17,5 100
0317030050 Tappi per boccole M24 21 100
0317030060 Tappi per boccole M30 27 100
116
6
Sistema a boccola
Sistema di collegamento a boccola filettata
APPLICAZIONI TIPO

Travi, pilastri, tegole e pareti;


velette;
manufatti speciali.

RACCOMANDAZIONI PER IL SOLLEVAMENTO


E LA MOVIMENTAZIONE CON IL SISTEMA A BOCCOLA
FILETTATA RUREDIL

1. Avvitamento
Il perno filettato inserito nella vite a fune flessibile deve essere
completamente avvitato nella boccola; se ciò non avviene, la boccola
subisce sollecitazioni combinate non previste nel suo dimensionamento.
Qualora, a causa di utilizzo errato (es. tiro inclinato e avvitamento
incompleto delle viti nelle boccole) il perno filettato risultasse piegato, si
prescrive la sostituzione immediata della vite a fune flessibile.

2. Fune flessibile
È vietato l’utilizzo di funi che si presentino anche soltanto parzialmente
sfilacciate. Non utilizzare la vite a fune flessibile cui sia stata asportata la
redance che ha lo scopo di evitare alla fune curvature incompatibili con il
materiale con cui è stata realizzata.

3. Angolo di inclinazione _ delle funi di sollevamento


In una sospensione a 2 funi accertarsi che l’angolo di sollevamento sulla
verticale di tiro non sia > 45°. Nel caso di sollevamento con tiri inclinati è
necessario assumere dei coefficienti “K” di incremento del tiro in funzione
dell’angolo di inclinazione _ delle fun rispetto alla verticale (vedi tab. 2).

Coefficienti di incremento
_ ≤ 15° ≤ 30° ≤ 45°
del tiro “K” in funzione
1,1 1,1 1,7 2
dell’angolo di inclinazione
( _ ) delle funi sulla verticale.

4. Posizionamento delle boccole


Si raccomanda, per posizionare le boccole nel manufatto, di non ricorrere
assolutamente alla saldatura. La saldatura dà luogo ad un trattamento
termico che riduce in maniera sostanziale le caratteristiche di resistenza
del materiale.
Le boccole devono risultare perpendicolari alla superficie del manufatto,
verificando che il calcestruzzo non impedisca il completo avvitamento
della vite a fune flessibile sulla boccola.

(*) Ferro aggiuntivo


SISTEMI PER PANNELLI A TAGLIO TERMICO

ACCREDITATO
INSERTI QUALITÀ Konnektor ®
117

Sistema per pannelli


a taglio termico
118
118
11
18
Konnektor
Sistema
Sistema p
per
er p
pannelli
annelli a ta
taglio
aglio ttermico
ermico
CHE COS’È KONNEKTOR?
Konnektor® è un sistema brevettato che utilizza dispositivi di sostegno
e di connessione tra due strati in c.a. liberamente dilatabili, per realizzare
pannelli in calcestruzzo a taglio termico e taglio strutturale.

Pannello a taglio termico.

Pannello a taglio termico con strato


portante alleggerito.

Pannello a taglio termico


ventilato.

I dispositivi di collegamento tra i due strati sono progettati per consentire


la realizzazione di pannelli senza limite di dimensione.
Konnektor® consente la produzione di pannelli a taglio termico di varia
natura, alleggeriti, aerati e ventilati.

DISPOSITIVI DI SOSTEGNO
I sostegni, vincolati allo strato portante, sostengono il peso dello strato
portato in modo isostatico, senza impedire le dilatazioni/contrazioni
termiche dello strato appeso. Sono realizzati con un perno Ø 40 mm in
acciaio zincato, che si ancora nello strato portante e sostiene il carico dello
strato appeso.
Alla base di tali sostegni, opportunamente sagomati, è applicato un pro-
filato metallico (di seguito chiamato guida) che ha la funzione di ripartire
il carico e di fissarsi alla rete di armatura dello strato appeso, tenendo il
Fig. 1
sostegno nella posizione corretta durante la fase di getto (Fig. 1). Il sostegno viene fissato alla rete di armatura dello strato appeso.
KONNEKTOR
EKTOR
119

Quando la guida si riempie di calcestruzzo, si realizza una cerniera (soste- PN = PORTATA NOMINALE SOSTEGNO (KN)
gno fisso); la guida libera, dotata di opportuna spugna, costituisce un car- spessore Rckj (N/mmq)
isolante
rello che si può spostare fino a 8 mm (sostegno scorrevole). s (cm) 10 15 20 25 30
Il profilo che funge da guida al sostegno scorrevole è rivestito interna- 1 19 29 38 48 48
mente in teflon, materiale che permette di annullare gli attriti interni, 2 14 22 29 36 36

garantendo in ogni situazione gli scorrimenti tra gli strati. 3 12 18 24 30 30

In corrispondenza del perno occorre ridurre lo spessore dell’isolante, rica- 4 10 15 20 25 25


Tab. 1
vando un cilindro di almeno 12 cm di diametro entro cui è posizionata la
≥ 50 cm
molla di frettaggio.
≥ 12 cm
Come riassunto in tabella 1, lo spessore di isolante nell’area intorno al
sostegno può essere al massimo di 4 cm, compatibilmente alla portata
necessaria e alla resistenza del calcestruzzo.

Specie per i pannelli verticali, i quali, una volta basculati, scaricano sul solo max
10
sostegno fisso tutto il peso dello strato esterno, occorre poter sfruttare al s
massimo la portata del sostegno, andando quindi a ridurre fino a 1 cm.
≥6
Fig. 2
Utilizzando di norma isolanti di spessore superiore a 4 cm, occorre sempre
≥ 15 cm
operare una riduzione come mostrato nelle figure 2 e 3, a seconda che ci si
trovi in assenza o presenza di armature.

Nelle fasi di sformatura, stoccaggio e trasporto, tutti i pannelli sono sem-


pre considerati orizzontali; proprio nella fase di sformatura, caratterizzata
da una ridotta resistenza del calcestruzzo, occorre stabilire il numero di
sostegni e lo spessore dell’isolante in corrispondenza ad ogni sostegno.
Il numero di sostegni viene stabilito in funzione del peso da sostenere e
quindi dalle dimensioni del pannello e dallo spessore dello strato appeso.
In figura 4 si riassumono indicativamente i casi che possiamo riscontrare.
Fig. 3

Fig. 2 e 3
Riduzione dell’isolante in corrispondenza dei sostegni. La riduzione
dell’isolante, ed eventualmente dell’alleggerimento, deve essere tale da
consentire il completo sviluppo del carico di diffusione a 45° nello strato
portante a partire dal piatto della molla di frettaggio, con l’eccezione dei
casi in cui il sostegno ricada in un cordolo armato.

Fig. 4
In un pannello di ridotte dimensioni
il solo sostegno fisso deve essere
esattamente baricentrico. Per evitare
effetti torsionali in fase di
movimentazione, è opportuno
aggiungere ad un’estremità una doppia
forcina incrociata o utilizzare
le connessioni continue.
In pannelli con due sostegni, questi
vengono posizionati in corrispondenza
di cordoli trasversali a una distanza
dal bordo compresa tra 0,2 e 0,25 L.
In pannelli orizzontali lunghi il sostegno
fisso viene previsto baricentrico e i due
scorrevoli sono disposti a una distanza
dal bordo compresa tra 0,1 e 0,25 L.
È consigliabile, in caso di pannelli
verticali, posizionare F alla base o in testa.
120
120
12
20
Konnektor
DISPOSITIVI DI CONNESSIONE

Si prevede di dare una tipologia di connessioni perimetrali che viene


posta in opera dopo la posa dell’isolante (C10 e Forcine) e una seconda
tipologia, alternativa alla precedente, che viene posta in opera prima del
getto dello strato appeso, simultaneamente ai dispositivi di sostegno
(connessioni continue).
La scelta viene fatta in funzione del metodo produttivo e del tempo di
presa del calcestruzzo.
Tutte le tipologie di connessioni perimetrali sono in acciaio inox ed evi-
tano che lo strato portante si distacchi da quello portato, lasciandoli al
contempo liberi e indipendenti di dilatarsi o contrarsi.

Quando il pannello viene prodotto su tavoli ribaltabili le connessioni


tengono collegati i 2 strati nelle movimentazioni delle fasi di stoccaggio,
trasporto e montaggio, resistendo in opera alla depressione del vento.
Se invece il pannello viene prodotto su pianali fissi, alle connessioni è affi-
dato anche il peso diretto dello strato portato nella fase di ribaltamento.

Volendo utilizzare il metodo tradizionale, inserendo le connessioni dopo la PORTATA NOMINALE CONNETTORI
posa dell’isolante (Fig. 5), la portata nominale dei connettori C10 e Forcine Cls m2 sostenibili
Rcj sostenibile
è in funzione della resistenza del calcestruzzo ed è riportata nella tabella 2. (N/mm2) kN per spessore per spessore
6 cm 7 cm
A differenza delle forcine, i C10 sono stati realizzati con funi di acciaio inox
≥ 10 1,50 1,00 0,86
composte da fili di piccolissimo diametro, che si piegano senza snervarsi
≥ 15 2,25 1,50 1,30
ancorandosi efficacemente nel calcestruzzo fresco. Nelle figure seguenti
≥ 20 3,00 2,00 1,72
viene mostrata la procedura di inserimento dei C10.
≥ 25 3,75 2,50 2,15
≥ 30 4,50 3,00 2,60
Per prima cosa il connettore C10 viene accoppiato al distanziatore di poli-
stirolo, la cui altezza viene determinata in funzione dello spessore dell’iso- Tab. 2
lante per garantire una distanza fissa di 10 cm tra i due ancoraggi.
Successivamente le due estremità della fune vengono piegate manual-
mente. I connettori C10 consentono uno spostamento relativo tra i due
strati di circa 1 cm.
Le forcine vengono più semplicemente spinte nell’isolante dall’alto, fino
ad arrivare sul fondo del cassero o allo strato di finitura esterna.

Connettore
C10
Fig. 5
Il tubolare di polistirolo funge da dima per dare l’esatta penetrazione dei 2
terminali della fune nel calcestruzzo.
KONNEKTOR
EKTOR
PANNELLO GRIGIO PANNELLO IN GRANIGLIA FASE 1 121

distanziatore H30 mm
distanziatore

rete elettrosaldata

rete elettrosaldata
graniglia
Fig. 6A

Per svincolare la produzione dai tempi di presa del calcestruzzo garan- Fig. 6A
PANNELLO GRIGIO
tendo lo scassero del giorno successivo, si possono utilizzare connessioni 1. Disposizione della rete elettrosaldata con distanziatore da 3 cm.
2. Posa sopra la rete elettrosaldata e fissaggio di almeno n.2
continue a “C” e “zigrinata”. Sono elementi di 2 metri di lunghezza, in staffe delle connessioni zigrinate.
acciaio inox, tali da mantenere elevata la duttilità, come viene certificato PANNELLO LAVATO
da prove in laboratorio effettuate presso l’ITC - CNR di Milano. 1. Getto di 3 cm di graniglia .
2. Staggiatura della graniglia.
Si prevede di avere una connessione ogni 50 cm su tutto il perimetro ed 3. Posa sopra la rete elettrosaldata e fissaggio di almeno n.2
staffe delle connessioni zigrinate.
eventualmente nel cordolo centrale per pannelli di larghezza superiore
Fig. 6B
a 2,50 metri. Completamento del getto dello strato portato.
Le connessioni vengono posizionate fissandole alla rete elettrosaldata Fig. 6C
Disposizione dello strato di materiale isolante in doppio strato o
dello strato appeso (vedi sequenza di getto Figg. 6). La scelta del tipo di interponendo, tra lo strato portante e l’isolante, un foglio di polietilene.
connessione continua da utilizzare viene dettata dalla tipologia di arma- Fig. 6D
Disposizione delle armature e del materiale di alleggerimento.
tura o dalla sagoma della sponda del cassero; il loro comportamento ai
Fig. 6E
fini dello scassero è comunque lo stesso. Getto dello strato portante.

FASE
E2 FASE 3

Fig.6B Fig. 6C

FASE
E4 FASE 5

Fig.6D Fig. 6E
122
122
12
22
Konnektor
Criteri di progettazione

Per stabilire il numero e il tipo di connessioni, in fase di progettazione si


fa riferimento a un programma di calcolo (Fig. 7), certificato ICMQ, che
viene fornito gratuitamente e che consente, inoltre, la verifica della tra-
smittanza in funzione delle normative vigenti.

PROGETTAZIONE DEI SOSTEGNI


Nei pannelli orizzontali, il numero dei sostegni è deciso dal peso dello
strato portante e dalla resistenza del calcestruzzo all’atto dello sformo
(v. Tab. 1). I pannelli verticali sono scasserati, stoccati e trasportati come
fossero pannelli orizzontali, ripartendo cioè il peso dello strato portato su Fig. 7
tutti i sostegni. Quando al montaggio, viene ruotato di 90° per portarlo Pagina tratta da software di calcolo con “Ruredil Konnektor”

in verticale, tutto il peso dello strato portato finisce sul solo sostegno
fisso che, ancorato in uno strato portante, ha ormai raggiunto la sua resi-
stenza finale. Il sostegno viene inserito in un volume di calcestruzzo
di lato ≥ 15 cm, in una posizione coincidente con una nervatura. Se in
opera il sostegno non si inserisce in una nervatura sulla sua verticale
(come spesso succede nei pannelli verticali), occorre predisporre un’ar-
matura del volume del calcestruzzo costituita da 2 staffe verticali Ø 14
(Fig. 8). Per pannelli verticali molto alti può essere necessario accostare in
un unico cordolo trasversale 2 sostegni fissi, avendo cura di tenerli distan-
ziati almeno 50 cm.
A volte, per esempio quando ci sono dei portoncini inseriti nel pannello,
il collegamento di estremità tra i due strati si può considerare punto fisso e
Fig. 8
sarà possibile mettere un solo sostegno scorrevole. Armatura di rinforzo ai sostegni in assenza di cordolo

PROGETTAZIONE DEI DISPOSITIVI


CONNETTORIDI CONNESSIONE
longitudinale di armatura.

La frequenza dei connettori è ricavabile dalla tabella 2. Di questi, la


frequenza dei connettori C10 può essere determinata assumendo la
resistenza caratteristica del calcestruzzo a maturazione avvenuta, e
interponendo tra 2 connettori C10 una forcina. Destinata nel pannello
in opera a snervarsi per le dilatazioni, sarà comunque molto utile nelle
fasi iniziali di movimentazione con un calcestruzzo di ridotta resistenza.
Altre forcine vengono posizionate in corrispondenza di ancoranti per
ribaltamento, o spigoli conseguenti alla presenza di aperture o di risalti
nel pannello, che nella fase di sformo sono i punti più sollecitati.
Le forcine H160 servono per spessori di isolante fino a 6 cm; per spes-
KONNEKTOR
EKTOR
Konnektor 123
Prestazioni
Prestazioni termiche
termiche

sori superiori, fino a 10 cm, sono necessarie le forcine H200.


Riguardo la progettazione delle connessioni continue sarà sufficiente
calcolare il perimetro del pannello ed eventualmente la presenza di
aperture, per ricavare i metri lineari di connessione necessari.
In questo caso non sono necessari rinforzi in corrispondenza degli
ancoranti.
Per spessori di isolante da 8 a 10 cm si devono utilizzare le connessioni
zigrinate H200.
A titolo di esempio riportiamo a seguire due situazioni:

Posizionamento dei sostegni e delle connessioni zigrinate nel pannello.

CALCOLO DELLA TRASMITTANZA TERMICA DEI PANNELLI


Considerazioni
La normativa di riferimento per il calcolo della trasmittanza dei compo- Il sistema Konnektor non richiede particolare resi-
nenti per edilizia è la UNI EN ISO 6946:2008. stenza a compressione dell’isolante se non quella
necessaria per resistere alla spinta del vento.
Questo metodo di calcolo semplificato è implementato nel software di
È consentito quindi utilizzare anche gli isolanti più
sistema che fornisce anche un metodo alternativo, qualora siano superati economici (se l’isolante è polistirene, con EPS ≥ 70).
i limiti di applicabilità del metodo semplificato. È sempre consigliato utilizzare l’isolante in doppia
lastra sovrapposta per diminuire gli attriti tra i due
strati dovuti alle dilatazioni e, nello stesso tempo, per
chiudere i ponti termici tra lastre accostate.
Il vantaggio del taglio strutturale è quello di evitare,
in presenza di differenti temperature degli strati, che
il pannello si deformi incurvandosi. (Fig. 9)
Quando richiesto il controllo igrometrico deve verificare
che non si formi una condensa all’interno del pannello,
per la quale potrebbe essere necessaria una barriera
a vapore.
I pannelli ventilati eliminano in inverno le condense
interne, lasciando la parete traspirante, e d’estate non
permettono che l’irraggiamento solare aumenti la
temperatura interna.

Pannello a taglio termico e taglio strutturale Pannello con ponti termici passanti

Fig. 9
Il pannello senza taglio strutturale assume a ciclo giornaliero delle curvature spesso non accettabili,
mentre quello a taglio strutturale non è soggetto a tali problematiche.
124
12
124
24
Konnektor
Fasi operative
1 2 3 4

5 6 7

8 9 10

1 Una volta approntato il cassero si posa la rete Ø 5/15 dello strato 5 Nel caso non vengano impiegate le connessioni continue si devono
portato (es. 6 cm) su distanziatori da 3 cm (o, eventualmente, sullo strato inserire, in questa fase, i connettori C10 e le forcine previste.
di graniglia già gettato). I sostegni vanno posti in verticale e fissati alla rete Tra le operazioni 3 e 5, utilizzando i connettori C10 e le forcine,
utilizzando due ferri aggiuntivi Ø 8 lunghi almeno 25 cm da inserire negli il calcestruzzo non deve iniziare la presa.
appositi fori della guida. La guida deve essere sempre parallela al lato più
lungo del pannello, indistintamente per pannelli orizzontali e verticali e 6 Si posa l’eventuale isolante di alleggerimento.
per ogni tipo di sostegno. Anche le connessioni a C e zigrinate, vengono Si posa la rete dello strato portante.
in questa fase legate alla rete lungo tutto il perimetro del pannello. Si completa il getto di calcestruzzo superiore, avendo cura di vibrare
ad ago o tramite vibrofinitrice, effettuando poi la staggiatura finale.
2 Si getta lo strato portato fino al profilo superiore della guida, che si
troverà così a 6 cm. Se lo spessore dello strato appeso è superiore a 6 cm 7 Scassero. Per pannelli di lunghezza superiore a 8 metri si consiglia
i distanziatori per la rete elettrosaldata andranno scelti di conseguenza il ribaltamento tramite 4 ancoranti.
(esempio 7 cm = distanziatore da 4 cm).
8 Stoccaggio.
3 Si posiziona l’isolante in doppio strato o interponendo, tra lo strato
portante e l’isolante, un foglio di polietilene su tutta la superficie, 9 Trasporto.
realizzando gli opportuni fori e riduzioni in corrispondenza dei sostegni.
Se richiesto, viene posata la barriera al vapore sullo strato di isolante. 10 Montaggio.

4 Si allestisce la gabbia d’armatura completa di ancoranti Nelle fasi 8, 9, 10 i pannelli devono essere appoggiati sul solo strato
di sollevamento. Per velocizzare le operazioni occorre preconfezionare portante.
la gabbia d’armatura (meglio se con l’ancorante già posizionato).
KONNEKTOR
Konnektor 125
Descrizione articoli
1 SOSTEGNI (FISSO E SCORREVOLE) Codice Articolo Conf.
Ø 72 0318002001 Sostegno Fisso 6 pezzi
Ø 120 0318003001 Sostegno Scorrevole 6 pezzi
Ø 40
Materiali:
A: SOSTEGNO FISSO
- perno Ø 40 mm ST 52.3 zincato
- profilo: Fe 37 zincato
- molla: C70 zincato
- zincatura elettrolitica
Norma UNI-ISO 2081
165

Ø9
B: SOSTEGNO SCORREVOLE
- riempimento in spugna sintetica
- PROFILO: Fe 37 con rivestimento
interno in Teflon
35
14,5

7,5 35 25

120 50

2 DISTANZIATORE Codice Articolo Conf.


0318051001 Distanziatore H 40 500 pezzi
0318051002 Distanziatore H 60 500 pezzi
0318051003 Distanziatore H 20 500 pezzi
H Materiali:
- polistirolo d ≥ 25 kg/m3
misure a richiesta
H = 20 / 40 / 60
Distanziatore
in polistirolo

3 CONNETTORE C10 Codice Articolo Conf.


0318052001 Connettore C10 500 pezzi
Materiali:
60

- fune AISI 316 Ø 3 mm


- tubolare in nylon + fibra di vetro
110

220
50

Connettore C10
126
126
126
Konnektor
Descrizione articoli
4 FORCINA Codice Articolo Conf.
0318004001 Forcina H 160 500 pezzi
0318031001 Forcina H 200 500 pezzi
Materiali:
- acciaio inox
200
160

2,8 2,8

Forcina Forcina
H 160 H 200

5 CONNESSIONI CONTINUE Codice Articolo Conf.

238
0318055001 Connessione a C 40 metri
0318054002 Connessione zigrinata H 200 40 metri
500
Materiali:
- acciaio inox
500

500

238

0
198

180 238

500

500
Connessione a “C”

500

238

0
198

Connessione zigrinata
200
SISTEMA DI SICUREZZA

127
ACCREDITATO
INSERTI QUALITÀ

Sistema anticaduta
a rapido innesto
128
128
Sistema anticaduta a rapido innesto

Rurefast è il sistema sviluppato e brevettato da Ruredil in ottemperanza alla Le direttive europee in materia di salute e sicurezza
norma UNI EN 795/02. Rurefast è costituito da semplici, efficaci e pratici sul lavoro hanno posto nuove problematiche che
inserti in plastica da annegare nel getto, che costituiscono il supporto della il mondo della prefabbricazione ha dovuto
linea salvavita da installare al momento del montaggio della struttura, affrontare con soluzioni non sempre ottimali e,
facilmente e in massima sicurezza. spesso, non corrispondenti alle disposizioni di legge.
Dal 1996, con l’introduzione della D. Lgs. 494/96,
Il sistema Rurefast ha ottenuto il marchio nel 1996 (n° I/Ist. Masini/073/96) l’attuazione delle prescrizioni minime in materia
e successivamente è stato integrato con altri accessori migliorativi (Rurefast 2), di sicurezza durante le fasi di montaggio di manufatti
certificato nel 1999 (n° 0068/ETI-DPI/033-99). prefabbricati in quota è un onere dovuto e non più
Oggi, con Rurefast3, certificato nel mese di luglio 2005, il sistema una libera interpretazione.
diventa più semplice e pratico grazie alla fune sintetica e al puntone.

Rurefast3 rappresenta il sistema di sicurezza per prevenire le cadute


dall’alto, durante il montaggio di strutture prefabbricate, più efficace e
diffuso in Italia.
Rurefast3 è composto da un elemento a perdere da annegare nel
calcestruzzo (Boccola 100) e da elementi recuperabili da assemblare al
montaggio. La linea orizzontale flessibile si realizza collegando le aste ai
puntoni e tendendo manualmente la speciale fune sintetica.

È un dispositivo anticaduta da Riferimenti Legislativi Rurefast3:


impiegare su linee orizzontali
flessibili (classe C1) in accordo con • D.Attuazione
Lgs. 475 del 04.12.1992
della direttiva CEE 89/686
la direttiva CEE 89/686, e rientra “Dispositivi di Protezione Individuale”.
nel D.P.I.
di III categoria. • Protezione
UNI EN 795/02
contro le cadute
Brevettato da Ruredil, Rurefast3 dall’alto - Dispositivi di ancoraggio,
è particolarmente indicato per esigenze e prove.
i cantieri di montaggio di strutture
prefabbricate, dove generalmente • Prescrizioni
D. Lgs. 494/96
minime di sicurezza e di
si monta la protezione prima salute da attuare nei cantieri temporanei
della posa in opera del manufatto. o mobili.

• L’attestato di conformità è stato


rilasciato in data 30/06/05 con
n° 0068/ETI-DPI/051-2005 dall’Istituto
Ricerche M. Masini di Rho.

La garanzia del dispositivo Rurefast3 presuppone


l’utilizzo abbinato ed esclusivo di tutti
i componenti del sistema.
L’abbinamento, anche parziale, di componenti
diversi non è ammesso. Attestato di conformità Rurefast3
RUREFAST3
129
129

1 Requisiti essenziali di salute e sicurezza


1.1 PRINCIPI DI PROGETTAZIONE

Rurefast3 è un D.P.I. di terza categoria, progettato e fabbricato in ogni suo


componente in modo che il montatore possa svolgere normalmente la
propria attività secondo quanto disposto da UNI EN 363/93, punto 5.1.
In particolare, è possibile realizzare la linea di sicurezza senza le riduzioni di
pedonabilità dovute ai tiranti (funi di contrasto).
Rurefast3 integra il sistema Rurefast estendendone l’impiego e, grazie alla
fune sintetica, facilita la messa in tensione e il montaggio della linea stessa.

1.2 INNOCUITÀ
Tutti i componenti del D.P.I. sono stati progettati in modo da non provocare
alcun fattore di rischio autogeno da contatto.
I materiali utilizzati garantiscono la massima efficacia.

1.3 FATTORI DI COMFORT ED EFFICACIA


Il D.P.I. è progettato per poter essere utilizzato con il massimo comfort.
La linea di ancoraggio flessibile, alla quale il montatore può agganciarsi a
mezzo di connettore, cordino e imbracatura (EN 363/93), grazie alle aste si
pone a 1 m rispetto al piano di calpestio; a quest’altezza si possono, senza
pericolo e in massimo comfort, agganciare persone di ogni altezza.
Come specificato al punto 1.2, si sono utilizzati materiali con elevate
C ALCOLOinDELLA
prestazioni, grado diTRASMITTANZA
contenere al massimoTERMICA DEI PANNELLI
le dimensioni e quindi i pesi
dei particolari componenti senza inficiare sulla solidità del D.P.I.
I particolari componenti del D.P.I. sono stati studiati per un uso simultaneo.
130
130
2 Requisiti supplementari
2.1 D.P.I. DOTATI DI COMPONENTI REGOLABILI O AMOVIBILI
DA PARTE DELL’UTILIZZATORE
Tutti i componenti del D.P.I. sono studiati per essere facilmente regolabili,
montati e smontati con semplici operazioni manuali.

2.2 D.P.I. SOGGETTI A INVECCHIAMENTO


Essendo tutti i componenti del D.P.I. sottoposti a cicli di fatica, si prescrive la
loro sostituzione ogni 5 anni dalla data di produzione e/o inizio di utilizzo
ed è compito dell’utilizzatore tenere aggiornato l’elenco degli accessori in
dotazione e prevedere la sostituzione degli stessi entro il limite previsto.
La data di produzione è impressa chiaramente sugli accessori del D.P.I. La
manutenzione a verifica dei componenti del D.P.I. è a carico dell’utilizzatore
ed è descritta nella nota informativa.

2.3 D.P.I. D’INTERVENTO IN SITUAZIONI ESTREME PERICOLOSE


Il D.P.I. necessita di regolazioni (per esempio, la tensione della fune
orizzontale); le prescrizioni sono demandate al Progettista della Sicurezza.
L’utilizzatore finale deve essere debitamente informato. Per il programma di
calcolo della configurazione della linea anticaduta Rurefast3, vedere pag. 137.

2.4 D.P.I. DOTATA DI COMPONENTI REGOLABILI O AMOVIBILI


DA PARTE DELL’UTILIZZATORE
Ogni regolazione e operazione di montaggio e smontaggio può essere
realizzata facilmente a mano.

2.5 D.P.I. RACCORDABILI A UN ALTRO DISPOSITIVO


COMPLEMENTARE ESTERNO AL D.P.I.
Il D.P.I. Rurefast3 dispone di una linea di ancoraggio flessibile; l’utilizzatore
può raccordarsi alla linea a mezzo di connettore, cordino e imbracatura,
secondo UNI EN 363/93.
RUREFAST3
13
131
31

3 Requisiti supplementari specifici per i rischi da prevenire


3.1 PREVENZIONE DELLE CADUTE DALL’ALTO

Questo requisito è soddisfatto ampiamente dalle prove, superate e disposte


dalla UNI EN 795/02 (c/o Istituto M. Masini di Rho). È necessario quindi
che l’utilizzatore si agganci con un D.P.I. che soddisfi lo stesso requisito
(un’imbracatura con cordino e connettore secondo UNI EN 363/93).
Si precisano alcune caratteristiche proprie del sistema:
a) Numero massimo di lavoratori collegabili
Si prevede che su ciascuna linea di sicurezza non possa essere colle-
gato più di un montatore.
b) Esigenza di assorbitori di energia
È fatto obbligo per l’utilizzatore agganciarsi alla linea anticaduta
Rurefast3 con una imbracatura fornita di cordino con assorbitore o
dissipatore di energia terminale in grado di attivarsi affinché non siano
mai superati 6 kN di tiro istantaneo. L’assorbitore di energia dovrà
essere marchiato e dovrà fornire le indicazioni circa l’allungamento
previsto sotto il carico di 6 kN.
L’allungamento dell’assorbitore dovrà essere dato dal fornitore dello
stesso secondo la norma che prescrive che tale allungamento non superi
1,75 metri. L’effettivo allungamento del dissipatore deve essere tenuto
in conto dal progettista della sicurezza. asta terminale fune sintetica
c) Requisiti relativi alla distanza dal suolo
f
La distanza dal suolo dipende da un calcolo molto complesso che deve 100
tenere conto dei seguenti fattori:
•C ALCOLO DELLA TRASMITTANZA TERMICA DEI PANNELLI
Caduta libera )400 Ic

La massima caduta libera ammessa è di 4 m, ottenuta come


somma della lunghezza del cordino (in cui è stata inclusa la
lunghezza del dissipatore prima di essere attivato) e della puntone
tirante A= altezza estradosso
d’aria struttura
6Id )175
freccia della linea sotto il carico di 6 kN. H

Il cordino normalizzato è di 200 cm, ma in commercio ci sono cordini da


150 cm e da 100 cm. 150

• Tirante d’aria
La distanza tra l’estradosso dell’elemento su cui cammina *100
l’uomo ed il punto più basso del suo corpo, quando cade,
viene chiamata “tirante d’aria”.

Si impone che la distanza tra l’attacco del cordino allungato alla imbracatura
ed il terreno sia di 2,50 m, tenendo conto che si vuole per norma avere una
Per facilitare i nostri utilizzatori abbiamo prodotto
sicurezza di 100 cm tra i piedi ed il terreno. Il progettista della sicurezza,
un programma di calcolo che consente di ottenere
calcolando la freccia sotto il carico di 6 kN, dovrà verificare che il tirante
la corretta configurazione della linea Rurefast3 in
d’aria sia inferiore all’altezza dell’estradosso trave:
relazione ai dati di progetto. Questo programma è
H = f + lc + 6ld + 250 – 100 = f + lc + 6d + 150 ≤A
scaricabile dal sito internet (www.ruredil.it), oppure
La distanza dal suolo minima non potrà essere comunque inferiore a 4,50 m.
può essere richiesto su supporto CD a Ruredil S.p.A.
Tale programma è destinato ai progettisti del
d) Forza massima applicabile in corrispondenza degli
prefabbricato e/o al progettista della sicurezza;
ancoranti strutturali di estremità e intermedi
le istruzioni dovranno essere riportate
Sulle aste terminali cui è applicata la fune di contrasto e il contrasto a
nel piano di montaggio del prefabbricato.
terra, la forza assiale massima è di 15 kN. Per quanto riguarda invece gli
ancoraggi intermedi, cioè le aste, la forza massima applicabile è di 6 kN. N.B. I requisiti non citati non sono applicabili al D.P.I.
132
132
4 Prescrizioni per il progetto

Si consiglia, già in fase di progettazione, di evidenziare il numero e la


posizione delle boccole nei manufatti, così come si fa per i ganci di
sollevamento. Non sono possibili, con le azioni in gioco, deviazioni della
linea, ma occorre interrompere sicuramente agli angoli e ripartire a 90° con
una seconda linea. L’intervallo tra le aste è determinato dal tirante d’aria,
dalla lunghezza della trave e dalla distanza dal suolo (v. programma di
calcolo su www.ruredil.it).
Per evitare insostenibili sollecitazioni all’asta terminale, occorre prevedere il
contrasto a terra alla distanza di 1 m rispetto al piede dell’asta.
Dal punto di vista del progetto, occorre considerare che una linea non si
può spostare; è meglio quindi evitare di posizionare le linee in asse alla
trave (v. fig. 4), per non ridurre ulteriormente la pedonabilità dello spazio
necessario al camminamento.

100 (15 variabile variabile variabile 100 (15


10 10
min. min.

Fig. 1 Schema di montaggio

Fune sintetica

Puntone

Asta
terminale

Boccola 100 Boccola 100

Fig. 2 Dettaglio schema di montaggio


RUREFAST3
13
133
33
5 Prescrizioni di utilizzo
INSERIMENTO DI RUREFAST BOCCOLA NEL CALCESTRUZZO

La boccola è stata studiata per poter essere inserita dall’alto in calcestruzzi


appena gettati, purché la consistenza degli stessi sia ancora allo stato
fluido, cioè in fase di buona lavorabilità.
Si prescrive:
• che la boccola sia inserita perfettamente nel calcestruzzo;
• che sia in piano rispetto all’estradosso del manufatto e con l’asse del
perno disposto perpendicolare alla linea della fune.
Sulla parte superiore della boccola è evidenziata, con una tacca in rilievo
corrispondente alla posizione “closed”, l’asse del perno, in modo da
consentire il perfetto posizionamento nel calcestruzzo anche con il perno
non più visibile perché già inserito nel calcestruzzo (v. fig. 3).

Importante
Rispetto al bordo esterno del manufatto, l’asse della boccola deve essere
distanziata di almeno 6 cm (v. fig. 4).

Tacca di riferimento in rilievo


Asse perno

ED
CLOS
EN
OP

CALCOLO DELLA TRASMITTANZA TERMICA


Linea della fune orizzontale
DEI PANNELLI
OP
min. 6 cm.

EN
CLOS
ED

Filo esterno manufatto


min. 6 cm
min 10 cm.

Fig. 3 Corretto inserimento della boccola Fig. 4 Limite di posizionamento per ridurre l’ingombro della linea.

Un’altra importante caratteristica delle boccole


è il loro ingombro, sia in altezza che in pianta,
per cui possono essere posizionate senza problemi
tra le armature a getto avvenuto, anche in presenza
di spessori ridotti in altezza; in questo caso è
sufficiente aumentare localmente lo spessore
del calcestruzzo che avvolge la boccola.
134
134
Componenti
Rurefast Boccola 100 55
34
Supporto per montanti passa-fune
Elemento in plastica
Spess. 2.5 mm.

È un inserto in polietilene speciale ad alta densità (HD PE), da posizionare Spinotto ø 8

60
nel getto di manufatti prefabbricati in calcestruzzo.
La boccola, di colore rosso, consente il posizionamento delle aste ed è at-

0068
Ruredil

100
traversata da un perno in acciaio speciale nel quale l’asta si innesta con un

30
incastro a baionetta.
Con il suo ingombro ridotto si adatta a tutte le tipologie di manufatti in

10
6.50 39 6.50
calcestruzzo. Le alette e il perno in rilievo all’esterno della boccola sono 52

studiati per garantire un saldo ancoraggio nel calcestruzzo, mentre la sua


forma a punta, oltre a favorire il posizionamento nel getto, evita indeside-

OP

Ø 34 interno
EN
rabili galleggiamenti all’atto della posa.

CLOS
ED
Rurefast Boccola 100 viene fornita corredata di un tappo che la proteg-

ED
CLOS
EN
OP
ge dalle infiltrazioni di boiacca cementizia o altri corpi estranei. 60¯

Lo speciale materiale plastico impiegato è in grado di sopportare le escur-


sioni termiche dovute, per esempio, alla maturazione a vapore, senza
Fig. 1 Boccola 100
deformarsi. Questa peculiarità garantisce la stabilità dimensionale, quindi
l’abbinamento sempre perfetto all’innesto di Rurefast Asta, Rurefast
Contrasto e Rurefast 3 Asta Terminale.

Rurefast3 Asta Terminale

110
Montante con bitta di fissaggio Ruredil
0068
20

Supporta la linea orizzontale flessibile (fune sintetica); l’innesto a


N. 2 viti 8 MA

Ø 45
( 0,5

“baionetta”, oltre a contrastare efficacemente lo sfilamento, consente,


per semplice rotazione, l’ancoraggio di sicurezza alla Boccola 100. Come
l’Asta Omnidirezionale, la nuova asta risulta estremamente maneggevole
e, grazie alle soluzioni tecniche adottate, particolarmente leggera.
1100

L’estremità superiore, ruotabile a 360°, consente di recuperare il corretto


allineamento anche in presenza di errori di posa delle boccole.
Sull’Asta Terminale è applicata una “bitta” per il fissaggio della linea
orizzontale (fune sintetica). L’elemento, realizzato in acciaio speciale,
garantisce la massima sicurezza di impiego ed è fornito zincato.
415
90

Sezione C Sezione B
Sezione C

Sezione B

60$
60$

Fig. 2 Asta Terminale


110
Ruredil
0068

20

RUREFAST3
N. 2 viti 8 MA
Ø 45
( 0,5

13
135
35

1100
Rurefast Asta Omnidirezionale
Montante passa-fune alleggerito e ruotabile

Supporta la linea orizzontale flessibile (fune orizzontale); l’innesto a


“baionetta”, oltre a contrastare efficacemente lo sfilamento, consente, per
semplice rotazione, l’ancoraggio di sicurezza alla Boccola 100.
Rispetto alla versione normale, la nuova asta risulta estremamente

415
maneggevole e, grazie alle soluzioni tecniche adottate, alleggerita di
oltre il 40%. L’estremità superiore, ruotabile a 360°, consente di recuperare
il corretto allineamento anche in presenza di errori di posa delle boccole.

90
Sezione C Sezione B

Sezione C

Sezione B
60$
60$

Fig. 3 Asta Omnidirezionale


20 36 14

Rurefast Asta
70

Montante passa-fune
150

CALCOLO DELLA TRASMITTANZA TERMICA DEI PANNELLI


Ruredil

0068

Supporta la linea orizzontale flessibile (fune di sicurezza) e si inserisce con


estrema facilità nella boccola, contrastando efficacemente lo sfilamento
grazie al suo innesto a “baionetta”. Le dimensioni ridotte e il peso molto
contenuto, grazie ai materiali ad alta resistenza impiegati, rendono l’asta
maneggevole ed efficace. L’elemento, realizzato in acciaio speciale,
garantisce la massima sicurezza di impiego ed è fornito zincato.
1.100
970

N.B.: l’Asta e l’Asta Omnidirezionale


possono essere utilizzate solo in posizione Ø34 Ø34

intermedia; l’Asta Terminale, invece, può


essere utilizzata sia in posizione intermedia
Foro nel paletto
che iniziale o fi nale della linea anticaduta. x vite L = 15

Tacca
135

di riferimento
90

60$
60$
Fig. 4 Asta
136
136
Componenti
Rurefast Contrasto
Elemento di contrasto terminale

22
Ø18

44
È l’elemento in acciaio speciale che, posto arretrato di 1 m rispetto al piede
delle aste terminali, riduce e sopporta agevolmente le elevate sollecitazioni
trasmesse alle aste capo-corda.
Si inserisce nella Boccola 100 preventivamente collocata nella posizione Ruredil

86

135
prevista (v. prescrizioni di utilizzo); grazie all’innesto a baionetta, non è
possibile lo sfilamento una volta messo in tiro. Viene fornito zincato. 0068

91
9

9
13,5 9

18
Ø33,2

Fig. 5 Contrasto

90 50 50
20

Rurefast3 Puntone
Elemento di collegamento tra Asta Terminale e Contrasto
29
11
45.
7'
È l’elemento che collega a 45° l’asta terminale e il contrasto a terra.

1000
È realizzato con un tubolare di acciaio e una vite di regolazione, che si
collega tramite un bullone al contrasto montato a terra.
35
8. 10
14
5
3.3
10
45
24

1000 STANDARD
( 150

Fig. 6 Puntone
RUREFAST3
13
137
37

Accessori
RUREFAST3 FUNE SINTETICA
Fune sintetica

Costituisce la linea orizzontale flessibile.


È una fune in fi bra tessile sintetica ad alta resistenza ed elevato modulo
elastico, Ø 8 mm, fornita in tre misure standard (15, 25 e 35 m); sono
Puntone
realizzabili, a richiesta, anche altre misure.
Asta
Carico di rottura ≥ 25,5 KN. terminale Contrasto

Bitta

PREDISPOSIZIONE E USO

Il sistema di protezione deve essere montato a terra, perché


in caso contrario ci vorrebbe un secondo sistema di protezione per
installare il primo.
Inoltre, l’infilaggio delle aste, il bloccaggio della fune e la sua pre-tensione Fig. 1 Contrasto
sono operazioni che si possono eseguire più agevolmente da terra.
Con tale criterio, è chiaro che la linea non può essere stesa su più elementi,
ma deve ancorarsi al manufatto nell’ambito di uno stesso elemento.

Con le azioni in gioco, non sono possibili deviazioni della linea, ma occorre 1 2
interrompere sicuramente agli angoli e ripartire a 90° con una seconda linea.
Su una travatura e agli angoli, il passaggio da una linea all’altra deve essere
C ALCOLO
eseguito conDELLA
un doppioTRASMITTANZA
moschettone; uno TERMICA
rimane in DEI PANNELLI
sicurezza sulla prima
linea, mentre il secondo si aggancia alla seconda linea, recuperando,
successivamente a tale operazione, il primo moschettone.
Nel recupero della linea, è possibile attaccare un moschettone diret-
tamente all’asta.

3 4

Fig. 2 Esempio di fi ssaggio


138
138
Prescrizioni di utilizzo
COLLEGAMENTO DELLA FUNE SINTETICA ALL’ASTA TERMINALE

Rispetto a Rurefast e Rurefast 2, il collegamento della fune all’Asta Terminale


con Rurefast3 non necessita di operazioni manuali con utensili. Infatti, sia
la tensione che il fissaggio alla bitta dell’Asta Terminale possono essere
realizzati con semplici operazioni manuali. Il corretto fissaggio della fune
deve essere eseguito come segue:
• assicurare il capo corda della fune sulla bitta della prima Asta Terminale
(v. es. di fissaggio fig. 2);
• far passare la fune sintetica attraverso la carrucola predisposta sul
puntone alla sommità dell’Asta Terminale;
• fissare l’altro capo corda, dopo aver eseguito la pretensione manuale
della fune, all’ultima Asta Terminale come descritto al primo punto.

MESSA IN TENSIONE DELLA FUNE


È prevista una pretensione standard di 0,5 kN della fune sintetica; è
importante che la fune sia fissata alla bitta tirandola manualmente con
la forza che può esercitare il braccio, ma senza minimamente recuperare
la tensione quando successivamente la fune si allenta per la viscosità del
materiale.
È prevista anche la possibilità di operare una pretensione di
2 kN sulla linea, ma ciò dovrà essere realizzato con un apposito argano.
Questo è opportuno nelle travi molto lunghe e quando occorra contenere
la caduta libera senza ridurre la lunghezza del cordino dell’imbracatura.
È altresì consigliato quando il tirante d’aria, calcolato con 0,5 kN di tensione,
risulti maggiore dell’altezza tra il piano di camminamento della trave e il
piano inferiore.
RUREFAST3
13
139
39

PRESCRIZIONE PER IL CALCESTRUZZO

Il dispositivo anticaduta Rurefast3 è operativo se il calcestruzzo, in cui è


inserito il supporto boccola, ha un Rck >30 N/mm2 al momento dell’utilizzo.

MANUTENZIONE E VERIFICA DA PARTE DELL’UTILIZZATORE


Tutti i componenti del D.P.I. sono marcati in modo inequivocabile. Oltre al
numero di lotto di produzione, su ogni componente risulta evidente l’anno di
produzione. Essendo tutti i componenti sottoposti a cicli di fatica si prescrive
la loro sostituzione ogni 5 anni dalla data di produzione, e/o di inizio utilizzo.
È demandato all’utilizzatore tenere aggiornato l’elenco degli accessori in
dotazione e provvedere alla sostituzione degli stessi entro il limite previsto.

Si prescrivono, inoltre, almeno una volta all’anno, le seguenti verifiche che


vanno archiviate:
• verifica dell’integrità delle filettature;
• verifica dell’integrità delle parti saldate;
• verifica delle tolleranze dimensionali;
• verifica del trattamento di zincatura.

Se malauguratamente l’ossidazione avesse intaccato l’acciaio, riducendone


le caratteristiche meccaniche, gli accessori dovranno essere sostituiti Raccomandazioni
immediatamente. Non stoccare i particolari del sistema Rurefast3 in Evitare il contatto con le funi di sollevamento;
ambiente umido. Conservare gli stessi ben puliti e asciutti quando non l’urto accidentale potrebbe danneggiare e
vengono utilizzati. compromettere il buon funzionamento degli accessori;
non appoggiarsi e/o sollecitare, immotivatamente,
le aste, perché sono state studiate affinché in caso
MANUTENZIONE E VERIFICA DA PARTE di caduta (sollecitazione) la parte sagomata a incastro
si chiuda come una pinza sul perno delle boccole e/o
DELL’UTILIZZATORE DELLA FUNE SINTETICA del disassatore;
qualora si verificasse questa deformazione, l’asta si
Si raccomanda di verificare prima di ogni utilizzo l’integrità della calza di renderebbe inutilizzabile, quindi da sostituire.
rivestimento (colore rosso) della fune (colore bianco); in caso di sfi lacciamento,
tagli o altri deterioramenti, si raccomanda la sostituzione immediata.
140
140
Linea anticaduta
ESEMPIO DI CONFI GURAZIONE UTILIZZANDO IL SOFTWARE
SCARICABILE DAL SITO INTERNET www.ruredil.it
Il progettista deve configurare la linea anticaduta per una trave la cui
altezza estradosso struttura è:
A = 7,20 m – lunghezza della trave: 12,65 m
Con il programma Rurefast si aprirà una finestra in cui, in alto a sinistra,
compare la vozce “dati aziendali”. Cliccando su questa voce, è possibile
personalizzare ogni soluzione richiesta al programma; si consiglia di fissare
la distanza della prima boccola dalla testata della trave e la lunghezza del
cordino. È possibile inoltre personalizzare lo studio con la denominazione
dell’azienda, per esempio “Impresa Rossi”; “Commessa Bianchi” e “Località
Milano”. Ogni volta che si inserisce un dato, bisogna confermare con tasto
“invio”. La distanza della prima boccola dalla testata della trave si impone
10 cm; digitare quindi 10 e premere “invio”.
Infine, salvare i dati sempre con il tasto “invio”.

A questo punto si torna alla videata principale e i dati inseriti rimarranno


fissi fi no a quando non sarà necessario variarli. Si dovranno quindi inserire
i dati richiesti, cioè la lunghezza della trave, espressa in cm (quindi 1.265),
e l’altezza della stessa rispetto al piano inferiore (720 cm), confermando
sempre con il tasto “invio”.
Sarà poi possibile variare il tipo di pretensione, scegliendo standard o
2 kN; è preferibile, se non ci sono problemi, mantenere la pretensione di
tipo standard. Terminato l’inserimento dei dati, è possibile procedere alla
stampa. Di seguito l’esempio di configurazione:
RUREFAST3
14
141
41

La presente Nota Informativa è scaricabile dal nostro sito ed è allegata in ogni confezione degli elementi
reimpiegabili del sistema.
Codice Articolo Confezione Materiale Marcatura
0303501002 Boccola 100 100 pezzi Boccola: In rilievo esternamente alla boccola.
- polietilene ad alta densità (HD PE) con caratteristiche Il numero del lotto, in considerazione del fatto che il particolare
chimico-fisiche idonee al ciclo di maturazione a vapore. non ha caratteristiche tali da poter inficiare significativamente
Perno per Boccola 100: la qualità del sistema, è riportato sulla confezione e
- Ø 8 mm ST 52.3 DIN 1700, va conservato. In caso di reclami citare il numero del lotto
lunghezza perno 10 cm. riportato sulla confezione.

0303502001 Asta 3 pezzi Montante: In rilievo, stampato su aste, contrasto e puntone, è evidenziato
- barra di acciaio Ø 34 mm ST 52.3, - marchio Ruredil
DIN 17100 o 39 NiCrMo3, - marchio
- zincatura elettrolitica > 7 μm. - numero organismo
di controllo
0303502002 Asta 3 pezzi Montante: riconosciuto
Omnidirezionale - barra di acciaio Ø 34 mm ST 52.3, - numero lotto/anno
DIN 17100 o 39 NiCrMo3, di fabbricazione
- tubolare Fe 42,
- zincatura elettrolitica > 7 μm.
Sulle aste viene inoltre apposta etichetta metallica che indica:
0303801001 Asta Terminale 3 pezzi Montante: RUREFAST 0068
- barra di acciaio Ø 34 mm ST 52.3, - N° massimo di lavoratori collegabili: 1
DIN 17100 o 39 NiCrMo3, - Esigenza di assorbitori di energia: sì, certificati
- tubolare e bitta di fissaggo Fe 42, - Distanza dal suolo: ≥ 4,50 m*
- zincatura elettrolitica > 7 μm. * N.B. v. nota informativa.

0303504001 Contrasto 6 pezzi - ST 52.3, DIN 17100 o 39 NiCrMo3, RUREFAST 0068


- zincatura elettrolitica > 7 μm. Nr. massimo di lavoratori collegabili n. 1
Esigenze di assorbitori di energia SÌ. certificati
0303802001 Puntone 2 pezzi Tubolare, vite e blocco di fissaggio: Distanza dal suolo * 4.50 m *
- Fe 42, * N.B. VEDERE NOTA INFORMATIVA
- zincatura elettrolitica > 7 μm.

0303803001 15 m Fune in fibra tessile ad alta resistenza ed elevato modulo elastico, Ø Per quanto riguarda le funi, dimensioni non consentono la
0303803002 Fune sintetica 25 m 8 mm, con carico di rottura di ≥ 25,5 kN. marcatura, così come previsto su aste, contrasto e puntone.
0303803003 35 m Pertanto, solo sulla parte terminale delle funi, è applicata la
(misure seguente etichetta:
speciali a
richiesta)
142
2
DISPOSITIVO ANTISCOPPIO

Jet Sfiato
di sicurezza
143

In caso di incendio
per elementi prefabbricati
14
144
Jet Sfiato di sicurezza in caso di incendio
per elementi prefabbricati

La resistenza al fuoco è un’esigenza primaria dei produttori di solai a lastre


tralicciate e pannelli di tamponamento.
In qualità di partner dei principali prefabbricatori in Italia, Ruredil ha
progettato un sistema in grado di evitare le sovrapressioni interne e quindi
il distacco del calcestruzzo esposto all’incendio.
Lo sfiato di sicurezza Ruredil Jet è coperto da sistema brevettato.

RUREDIL JET, PERCHÉ INSTALLARLO

L’impiego di polistirene o polistirolo per alleggerire i solai realizzati con


lastre tralicciate (prédalle) e i pannelli di tamponamento è prassi quotidiana
per i prefabbricatori.
Un blocco di alleggerimento in polistirene è costituito prevalentemente
da aria e da una piccola frazione di materiale plastico (10-12 kg/m3). In
caso di incendio, dopo 20-30 minuti la temperatura dell’alleggerimento
raggiunge circa 100 °C; conseguentemente, il blocco di polistirene
fonde e, all’interno del manufatto, rimane una camera chiusa, di volume
V costante, contenente aria. Per la nota legge dei gas (PV = nRT), essendo
“nR” un valore costante, la pressione “P” aumenta proporzionalmente
alla temperatura “T”, provocando in tal modo l’esplosione della lastra di
calcestruzzo del solaio o del pannello.
Ipotizzando una temperatura iniziale del blocco di polistirene di 20 °C
(pari a circa 293 °Kelvin in termini di temperatura assoluta T), quando
la temperatura del blocco raggiunge i 100 °C (pari a circa 373 °Kelvin),
l’aumento di pressione raggiunge circa il 27% (373/293=1,27).
Sulla lastra prefabbricata si esercita quindi una pressione dall’interno verso
l’esterno pari a 27 KN/m2, valore insostenibile che comporta l’esplosione
della lastra stessa. Per evitare che si formi questa sovrapressione, si deve
consentire all’aria di fuoriuscire (così come chiaramente richiesto dalla
Norma UNI 9502/2001 art. 7.2.2.), e i dispositivi Ruredil Jet assolvono
questa funzione in modo sicuro e affidabile.
JET
145

LE PROVE DI LABORATORIO

La validità del dispositivo Ruredil Jet è stata verificata con una prova al
fuoco presso il Laboratorio Autorizzato CSI di Bollate (MI) iscritto negli
elenchi del Ministero dell’Interno ai sensi del D.M. 26 Marzo 1985.
Ruredil ha inoltre chiesto la collaborazione del Comitato Tecnico della
“Sezione Solai e Doppia Lastra” di Assobeton.

Il Comitato Tecnico ha realizzato il campione di solaio alleggerito, che è Fig. 1


Risultato dell'elemento in calcestruzzo dopo la prova di resistenza
stato sottoposto alla prova di resistenza al fuoco, e ha constatato l’efficacia al fuoco.
di Ruredil Jet per lo sfiato delle sovrapressioni interne, consentendo così di
assicurare l’integrità del lato esposto all’incendio (Fig. 1)

DESCRIZIONE DELLO SFIATO DI SICUREZZA RUREDIL JET


Jet H Jet HS
Il dispositivo Ruredil Jet, schematizzato nella figura a lato, è realizzato
in materiale plastico con punto di fusione prefissato ed è costituito da un
corpo cilindrico (A) di 25 mm di diametro e 1 mm di spessore, tagliato in
sommità a 45° per facilitare l’inserimento nel blocco di alleggerimento.

La sua estremità inferiore (B), sagomata a croce, viene posta a diretto


contatto con la cassaforma durante la fase produttiva del manufatto.
Le ali (C) della versione HS consentono un appoggio stabile dello
sfiato durante la posa del blocco di polistirene. È disponibile anche in
versione H, priva di ali, per poter essere inserita manualmente nel blocco
di polistirene prima del getto.

Il disco (D) assicura un corretto inserimento nel blocco di alleggerimento


quando entra a contatto con la superficie esterna dello stesso, evitandone
così un’eccessiva penetrazione. In corrispondenza della sommità sono
presenti 4 rostri triangolari (E), che conferiscono allo sfiato la capacità
di ancorare il blocco di polistirene al calcestruzzo.
14
146
Jet
Schemi tipici di posizionamento
LASTRA TRALICCIATA PER SOLAIO
ALLEGGERITO CON POLISTIRENE

Tutti gli sfiati indicati nelle planimetrie sono posizionati lungo l’asse longitudinale di ogni singolo blocco
di alleggerimento
JET
147

PANNELLO DI TAMPONAMENTO Modalità d’impiego


ALLEGGERITO CON POLISTIRENE
Lastre tralicciate per solaio alleggerite con
polistirene.

a) In ogni blocco di alleggerimento deve essere


inserito, nel lato rivolto verso la cassaforma,
almeno uno sfiato posto al centro del blocco
stesso.

b) Per blocchi di polistirene di lunghezza


compresa tra 200 e 300 cm, dovranno
essere impiegati due sfiati sul lato verso la
cassaforma, posti assialmente ai quarti della
lunghezza.

c) Indicativamente, per resistenza al fuoco


R = 120, lo spessore minimo consigliato della
lastra è di 50 mm, mentre per una resistenza
al fuoco R = 180 lo spessore minimo con-
sigliato della lastra è di 60 mm.

Tutti gli sfiati indicati nelle planimetrie sono posizionati lungo l’asse longitudinale di ogni
singolo blocco di alleggerimento

La responsabilità della determinazione dello spessore


della lastra prefabbricata è di competenza del progettista.
14
148
Jet
Descrizione articoli
JET H Codice Articolo Spess. cls Pezzi/conf.
H (mm)
0311001001 Jet H 40 40 500
0311001002 Jet H 50 50 500
0311001003 Jet H 60 60 500
Materiali:
- PLT speciale, di colore grigio, con punto
di fusione controllato.

Versione priva di ali, per poter essere inserita manualmente nel blocco
di polistirene prima del getto.

JET HS Codice Articolo


Spess. cls Pezzi/conf.
H (mm)
0311002001 Jet HS 40 40 250
0304502002 Jet HS 50 50 250
0304502003 Jet HS 60 60 250
Materiali:
- PLT speciale, di colore grigio, con punto
di fusione controllato.

Consente un appoggio stabile dello sfiato durante la posa del blocco


di polistirene.
149
150
Indice degli articoli
in ordine alfabetico

Boccola Jet
Sistema di sollevamento a boccola filettata autoportante 113 Jet H 148
Jet HS 148
Boccola RUR
Sistema a boccola filettata autoportante 31 Kaptor
Collegamento KPF-KPP per ferri di armatura 26-25-24 27
Fisis 15 Collegamento KPF-KPP per ferri di armatura 20-18-16 28
Collegamento FOG/10 12
Collegamento FVG/10 12 Konnektor
Sostegni 125
Fisis 30 Distanziatore 125
Collegamento FV/10/20 11 Connettore 125
Collegamento FOG/00 11 Forcina 126
Collegamento FOG/10/20 11 Connessioni continue 126

Girella Tirella S R-System


Mensola Girella S da 60 kN 59 Ancoranti a risalto 81
Mensola Girella S da 120 kN 59 Ancoranti con foro 90
Mensola d’emergenza S da 60 kN 59 Ancoranti per ribaltamento RS 95
Mensola d’emergenza S da 120 kN 59 Ancoranti a piastra 98
Piastra pannello S 60 Guaine per il posizionamento dell’ancorante 100
Piastra pannello piccola S 60
Piastrine di spessoramento 0,5 cm per mensola da 60 kN 60 Rurefast3
Piastrine di spessoramento 1,0 cm per mensola da 60 kN 60 Rurefast Boccola 100 134
Piastrine di spessoramento 0,5 cm a L per mensola da 60 kN 61 Rurefast3 Asta Terminale 134
Piastrine di spessoramento 0,5 cm per mensola da 120 kN 61 Rurefast Asta Omnidirezionale 135
Piastrine di spessoramento 1,0 cm per mensola da 120 kN 61 Rurefast Asta 135
Piastrine di spessoramento 0,5 cm a L per mensola da 120 kN 61 Rurefast Contrasto 136
Scatola magnetica S 62 Rurefast3 Puntone 136
Scatola magnetica piccola S 62
Sistema a mensola “Girella S” 62
Sistema “Girella S” con mensola d’emergenza 63
Posizionamento della “piastra pannello” nel cassero 63
Mensola Tirella S da 60 kN 64
Mensola Tirella S da 120 kN 64
Scatola polistirolo S 64
Scatola polistirolo veletta S 64
Scatola polistirolo piccola aperta S 65
Scatola magnetica veletta S 65
Scatola magnetica piccola aperta S 66
Sistema a mensola Tirella S 66
151

Direzione Marketing: Luca Bertini


Responsabile settore Prefabbricato: Roberto Ragozzini
Ideazione e realizzazione grafica: agf®, S. Giuliano M.se (MI)
Seconda Edizione. Finito di stampare nel mese di settembre 2014
da Arti Grafiche Fiorin, S. Giuliano M.se (MI)

© Ruredil S.p.A.
Tutto il materiale contenuto nel catalogo, testi, fotografie, disegni e illustrazioni sono di proprietà Ruredil S.p.A.
È vietato qualunque suo utilizzo, per qualunque fine,
in contrasto con le normative di legge, senza la previa autorizzazione di Ruredil S.p.A.
Ruredilbook
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sistemi per pannelli a taglio termico, sistemi di sicurezza, dispositivi antiscoppio