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FILOSOFIA DELLA RELIGIONE

I. Definizione di religione
Etimologica:
La parola "Religione" deriva dal latino religio. Tre etimologie sono state attribuite a questa parola: relegere (Cicerone), re-eligere (S. Agostino) e re-ligare (Lattanzio). Il suffisso re- indica qualcosa che si
fa di nuovo (come nella parola reinvestire -investire di nuovo- o richiedere -chiedere di nuovo-).
Il primo significato legato alla religione ufficiale romana, molto ritualistica. Essa spingeva
all'osservanza scrupolosa di tutti i dettagli rituali secondo l'ordine stabilito. Sicch in caso di errore i
ministri religiosi dovevano "tornare a leggere" (re-legere) e a compiere l'intero rito.
Secondo S. Agostino invece l'uomo -opera dell'amore divino- quando diventa religioso "ritornerebbe a
scegliere" Dio, che prima aveva rifiutato col peccato. Re-eligere = ri-scegliere.
Lattanzio invece mette in rilevo la connessione, il riconoscimento soggettivo, personale del legame
oggettivamente esistente tra Dio e l'uomo. Il legame tra Dio e l'uomo ri-allacciato, re-ligato,
consapevolmente dall'uomo, che prima aveva sciolto lo stesso legame col peccato.
Definizione scientifica:
Religione :
a) il riconoscimento dell'esistenza della divinit;
b) da parte dell'uomo,
c) e della dipendenza da essa sia dell'universo, sia dell'uomo, di ogni vita individuale e dell'umanit,
d) unitamente alla esteriorizzazione di tale riconoscimento e dipendenza mediante diverse forme
individuali e sociali.
O, in modo pi succinto, la religione che luomo riconosce Dio e a lui tutto sottomette, col culto
interiore ed esteriore.
Osservazioni:
In tale definizione si parla di divinit e non di Dio, per abbracciare tutte le religioni: sia quelle
monoteiste che, quelle politeiste e il panteismo.
Il riconoscimento non solo una conoscenza speculativa di un oggetto distante dall'uomo, ma la
consapevolezza esistenziale della contingenza dell'uomo e della sua radicale dipendenza dalla divinit,
intesa come realt non solo superiore all'uomo ma suprema . L'uomo religioso con tutto il proprio
essere non solo con la sua ragione: la religione investe intelligenza, volont, affetti, fantasia,
atteggiamenti del corpo etc.
I primi tre elementi della definizione costituiscono l'aspetto primario della religione. Il quarto l'aspetto
secondario della religione, essenziale come il primario ma dipendente da esso. E' per il riconoscimento
della divinit che l'uomo mette in atto una svariata gamma di atti religiosi.
Poich la religione guida l'uomo a decifrare l'intera esistenza umana, il senso del cosmo e della storia,
essa influisce anche su tutti gli aspetti della vita dell'uomo. Ogni azione umana pu essere vissuta in
modo religioso. Esistono tuttavia alcuni atti che per tradizione sono considerati specificamente religiosi
e in cui si esprime principalmente l'aspetto secondario della religione. Si tratta della preghiera con le
sue varie forme e gesti e parole; i diversi generi di sacrifici cruenti e incruenti; gli altari dove vengono
offerte; i riti pubblici e sociali etc.

II. Religione e religioni


La realt storica ci presenta non una religione ma molte religioni. Come mai questa pluralit?
E' necessario prendere le mosse dall'infinita grandezza della divinit e della finitezza dell'uomo in ogni
suo aspetto, anche quello concernente la sua capacit cognitiva. L'uomo sa che ogni concetto che ha di
Dio inadeguato. Sa di conoscere qualcosa di Lui, ma anche di avere di Lui una conoscenza naturale
incompleta, imperfetta, mista a oscurit. Si rende conto tuttavia che tale conoscenza non del tutto
falsa. La diversit delle religioni prova l'incapacit dell'uomo di giungere alla conoscenza chiara e
perfetta di Dio per mezzo della conoscenza razionale, senza la Rivelazione divina.
Conosciuta razionalmente la divinit l'uomo deve ricorrere all'analogia per esprimerla. I modi in cui
esprime la realt divina sono in parte adeguati e in parte inadeguati alla realt conosciuta. Le parole che
pu usare sono sempre in parte inadeguate.
Le impronte impresse da Dio nel cosmo e nel cuore dell'uomo vengono interpretate in maniera diversa.
Anche le orme impresse dagli animali nella candida neve sono o possono essere variamente interpretate
o attribuite ad animali diversi secondo le conoscenze degli uomini che le osservano. Ma Dio e le sue
impronte, come gli animali e le loro orme, sono anteriori e indipendenti dal fatto che l'uomo le veda o
no, le interpreti in un modo o in un altro. Pertanto uno dei principali fattori che differenzia le religioni
sta proprio nell'intelligenza umana. Siccome la religione si fonda sulla conoscenza di Dio e sul
riconoscimento della sua dipendenza da Lui, cos l'elemento razionale di fatto causa di
differenziazione, ma anche di errore e di deformazione del volto di Dio. Ci spiega l'esistenza di
concetti politeistici, panteistici o impersonali della divinit o che essa venga percepita come crudele e
arbitraria.
Un secondo elemento che differenzia le religioni la volont umana. Le credenze e le pratiche
religiose possono essere deformate dalla volont e dal cattivo uso della libert. Ci spiega l'irreligiosit
pratica, la ribellione orgogliosa di fronte a Dio, l'ateismo e la conseguente divinizzazione di realt
umane (idolatria) o il tentativo di assoggettare l'onnipotenza divina al fine di ottenere cose e benefici
terreni. Naturalmente errori intellettuali e cattiva volont si influenzano a vicenda. L'errore intellettuale
favorisce il traviamento della volont e una volont corrotta o traviata porta a deformare la conoscenza
di Dio, anche per facilitare l'autogiustificazione davanti a Dio.
E' evidente poi che alcuni elementi contingenti (circostanze) influiscono nel fenomeno della religione:
fattori geografici, di tempo, sociali e culturali. L'incidenza dell'ambiente anche causa di cambiamenti
e diversificazioni della religiosit, almeno riguardo ad alcuni aspetti (p. es. del culto).
Inoltre non si pu trascurare l'influsso esercitato dalla voce, dagli insegnamenti e dalla personalit di
alcuni uomini particolarmente profondi, riformatori o iniziatori di una nuova religione: Budda, Lao Tse,
Zoroastro, Maometto ecc.
Tuttavia la radice ultima della diversit delle religioni affonda nel disordine che si prodotto nella
natura umana a causa del peccato. Il peccato originale non ha totalmente distrutto natura umana. L'ha
per profondamente ferita, anche in ci che specificamente umano: la razionalit e la libert. Il
peccato originale e i peccati personali spiegano perch nelle religioni vi siano tante fondamentali
differenze, frutto di una mescolanza di verit ed errore. La coscienza, santuario intimo dove risuona la
voce di Dio, stata quasi ottenebrata dal peccato e dai richiami della concupiscenza che mettono in
sordina e a volte soffocano l'eco della voce divina. Se, per ipotesi, l'uomo non avesse peccato, le verit
religiose sarebbero state essenzialmente uguali ovunque; avrebbero potuto cambiare, invece, le forme e
le attivit del culto pubblico, i riti e le espressioni dell'adorazione.

III. Le costanti religiose


Tra le diverse religioni si osservano elementi comuni, linee immutabili che sottostanno alle varianti. Le
religioni e i loro elementi sono di solito articolati in sistemi, che formano quasi una costellazione
del sacro. Considerare tali elementi comuni e costanti aiuta a comprendere meglio le religioni. Le
religioni si possono classificare in base alle seguenti costanti, chiamate anche tipi di religiosit:
a) Religiosit tellurica
b) Religiosit celeste
c) Religiosit etnico-politica
d) Religiosit delle religioni universali
e) Cristianesimo
Ricordiamo qualcosa per ciascun tipo di religiosit.
a) Tellurico viene dalla parola latina Tellus, usata per indicare la terra. E la religiosit che nasce
dallintuizione che la Divinit presente nella terra. La potenza divina, il potere creatore e sostentatore
di Dio rappresentato ed espresso dalla Terra, da cui tutto trae vita. Essa chiamata Madre (TerraMadre). Espressioni di tale religiosit sono le rappresentazioni della madre-terra come una donna dai
caratteri sessuali secondari esageratamente grandi o numerosi. Poich luomo coglie che la Divinit
manifesta il suo potere e i suoi attributi nelle cose del mondo, la religiosit tellurica venera alcune
realt che rappresentano tale forza vitale di Dio: soprattutto alcuni animali particolarmente fecondi o
capaci di vedere lontano. Un animale che in qualche modo rappresenta la terra il serpente. E una
religiosit che coglie soprattutto limmanenza di Dio, cio che Dio presente in tutte le cose. Coglie il
destino delluomo come un venire dalla terra per ritornare alla terra. E tra le forme di religiosit pi
antiche me alcuni suoi elementi si sono prolungati nei cosiddetti culti misterici, sorti in epoca storica.
Questi ultimi sono caratterizzati dal desiderio dei seguaci di unirsi personalmente con la divinit, di
speranza nella vita ultraterrena a volte vista come reincarnazione in altre forme vitali.
b) La religiosit celeste allopposto di quella terrestre, coglie la trascendenza di Dio. La divinit, che
causa suprema del mondo superiore al mondo. Se lappellativo proprio di Dio nel contesto tellurico
Madre, nel contesto della religiosit celeste Altissimo e Padre. Latteggiamento religioso conseguente
alla separazione tra i divino e lumano quello dellaccettazione volontaria della limitazione umana. Se
un uomo non vuole cadere in disgrazia deve rimanere nel proprio limite. La moderazione, la prudenza,
larmonia equilibrata delle forme caratterizza la coscienza dei seguaci delle religioni celesti. Daltra
parte verso Dio prevale il timore. La raffigurazione di Dio umana e non animale, maschile ed
orientata al monoteismo o, per meglio dire, allenoteismo, cio allaffermazione di un unico Dio
supremo, che non esclude per lesistenza di altri divinit a lui inferiori. La separazione tra lumano e il
divino non impedisce che si tenda a raffigurare le azioni di Dio sul modello del comportamento umano
e quindi in modo non esente dal male morale.
c) Per religiosit etnico-politica non si intende una particolare religiosit distinta dalle prime due, ma
una forma che esse possono assumere. La religione influisce su tutta la vita umana, anche nellaspetto
sociale. A volte il reciproco influsso tra religione e societ particolarmente intenso, soprattutto al di
fuori della religione cristiana. Si tende allora a pensare che ogni nazione ha la propria religione. Anche
se il soggetto della religione sempre lindividuo, questo viene visto come indissolubilmente legato
alle sorti della propria societ, nazione e stato, anche dal punto di vista religioso. La religione vista
come elemento essenziale per la prosperit della societ in cui lindividuo vive. Prevale allora
lattenzione allesattezza del culto pubblico, piuttosto che sullautenticit delle devozione del cuore.
Viene limitata a libert religiosa, dato che sottrarsi al comune culto pubblico equivale a non collaborare
o addirittura opporsi al bene comune. Il legame tra religione e societ porta poi a sacralizzare le

persone che svolgono un servizio per la collettivit e lautorit stessa. La religione priva della
dimensione universale e si estende di pari passo alle vittorie militari e allassoggettamento culturale di
nuovi popoli, contro la libert dellindividuo. Ma le sorti delle religioni in cui prevale tale carattere
etnico-politico sono legate alla cultura in cui sono sorte e muoiono con essa. Il cristianesimo nascente
ha dovuto soffrire tante ingiustizie a causa della dimensione etnico-politica della religione dei romani.
Considerati tali caratteri nel complesso si pu dire che la dimensione sociale della religione un
elemento positivo e necessario. Spesso per elemento di degradazione della religione stessa.
d) Tra le religioni universali includiamo tutte quelle che nelle aspirazioni non intendono essere la
religioni di un solo popolo ma potenzialmente di ogni uomo. Discorso diverso se qualcuna, al di fuori
della religione cattolica sia mai riuscita nellintento. Religioni universali sono le religioni rivelate
(ebraismo, cristianesimo e islam). Oltre ad esse dobbiamo considerare lo Jinismo il Buddismo e il
Dualismo (Manicheismo, Zoroastrismo).
e) Il Cristianesimo tra le religioni ha la caratteristica di annunciare una Rivelazione soprannaturale di
Dio fatta da Lui in persona. Si oppone alle religioni umane per questa ragione, che avevamo gi
sottolineato. Tale opposizione tra il cristianesimo e le religioni umane, tra la fede e la religione non
deve essere considerata in modo esasperato. Pecca di esagerazione la dottrina secondo cui
lincarnazione di Cristo ha rappresentato la fine, la cancellazione della religione. Secondo tale errore il
cristianesimo non religione bens rivelazione e fede. Il concetto di fede farebbe riferimento al Dio
vivente che ci annuncia Ges. Invece la religione, qualunque essa sia farebbe riferimento alluomo e
alle sue aspirazioni, che sono sempre viziate dal peccato, anche quando si volgono a Dio. In tal modo la
rivelazione o dono di Dio alluomo si scontrerebbe con la religione che verrebbe ridotta a una faticosa e
inutile ricerca di Dio da parte delluomo e al suo tentativo di farsi come Dio in modo superbo. A parte
altre considerazioni che si potrebbero fare su tale teoria (p. es. la sua evidente derivazione protestante)
essa si scontra con levidente religiosit di Ges e al suo rispetto per la religione di Israele.
IV. Forme degradate della religiosit
Le forme religiose degradate stanno alla religione come laceto sta al vino buono. Esse sono presenti
non tanto nelle civilt senza scrittura ma anche nella coscienza delluomo che vive nelle metropoli
contemporanee.
Animismo
Credenza secondo la quale non solo gli uomini, ma tutti gli esseri possiedono unanima personale.
Ateismo
Esso non un fenomeno originario, bens derivato da cause diverse. Non vi stato un solo popolo
senza religione n individuo che abbia escluso Dio sin dal principio. Lateismo si risolve sempre in
idolatria: adorazione di ci che limitato al posto del creatore.
Magia
Credenza in una forza quasi impersonale concentrata in alcuni oggetti, che luomo pu indirizzare e
applicarla usando alcune arti allo scopo. Si vogliono raggiungere cos obiettivi umani, spesso materiali,
non perseguibili con le semplici forze umane naturali. E detta bianca o nera secondo che la sua
applicazione produca effetti positivi o negativi. Di solito imitativa e pretende di esercitare un influsso
anche a distanza, attraverso un elemento di collegamento (copia o immagine).
Feticismo
Rappresentazione simbolica della divinit in un oggetto cui si attribuiscono poteri benefici. Oggi
ancora presente negli amuleti che le persone portano indosso o nelle automobili.
Sciamanesimo
Credenza nella possibilit di visitare il mondo ultraterreno e interagire con esso per il bene o per il male
attraverso una persona dotata di particolari capacit e senso religioso (sciamano).

Totemismo
Credenza nella dipendenza dorigine (e quindi la credenza nella parentela) di un gruppo sociale da un
oggetto, una specie vegetale o un animale. Esso viene rappresentato simbolicamente in un oggetto che
diventa inavvicinabile soprattutto ai profani. Rispetto ad esso sorgono particolari obblighi, che
costituiscono anche una fattore di coesione sociale.
IV. La Fede Cattolica di fronte alle religioni
La possibilit della conoscenza naturale di Dio dogma della fede cattolica.
Essa si distingue da quella soprannaturale in diversi aspetti. Quest'ultima una comunicazione diretta
di Dio, offerta gratuitamente all'uomo e accettata con fiducia piena di abbandono. Invece la conoscenza
naturale di Dio ricavata dalla conoscenza del mondo creato, risalendo dall'effetto alla causa.
La conoscenza di Dio attraverso la rivelazione soprannaturale porta a una religione "data" da Dio, che
si distingue da tutti gli altri sforzi che fatti dall'uomo per andare verso Dio: la prima da Dio viene
all'uomo; le altre dall'uomo vanno verso Dio.
La vera religione quella rivelata da Dio per mezzo di Mos, dei profeti e delle altre grandi figure
dell'Antico Testamento e, nella pienezza dei tempi, con la Parola divina, Ges Cristo, vero Dio e uomo
perfetto.
Tuttavia la Chiesa, depositaria e interprete della Rivelazione divina, nulla rigetta di quanto vero e
santo in quelle religioni (non cristiane). Essa considera con sincero rispetto quei modi di agire e di
vivere, quei precetti quelle dottrine. Infatti, quantunque in molti punti differiscano da quanto essa stessa
crede e propone, tuttavia non raramente riflettono un raggio di quella verit che illumina tutti gli
uomini.
La possibilit di salvarsi nelle altre religioni
Circa la possibilit di salvarsi al di fuori della Chiesa sono possibili tre atteggiamenti: esclusivismo,
pluralismo e inclusivismo.
Solo l'ultimo esprime la retta posizione del cattolico, essendo i primi due un'esagerazione in un senso o
nell'altro.
L'esclusivismo contrappone cristianesimo e le altre religioni. La prima sarebbe "la" religione, mentre
le altre sarebbero "superstizioni", opera totale del demonio e del peccato dell'uomo, frutto della
immaginazione umana, del timore e del fanatismo.
Sebbene esistano tali deviazioni e aberrazioni, esagerato giudicare falso e demoniaco tutto quanto
appartiene alla religioni non cristiane.
E' una posizione esclusivista anche quella secondo cui solo chi inserito nella chiesa attraverso legami
visibili pu ottenere la salvezza.
La famosa frase di San Cipriano di Cartagine: Extra Ecclesiam nulla salus (non c' salvezza fuori dalla
Chiesa), non va interpretata nel senso suddetto, vista anche la condanna della posizione del Vescovo di
Boston da parte del S. Uffizio e quanto afferma la Dominus Jesus (n. 20), che qui riportiamo: Per
coloro i quali non sono formalmente e visibilmente membri della Chiesa, la salvezza di Cristo
accessibile in virt di una grazia che, pur avendo una misteriosa relazione con la Chiesa, non li
introduce formalmente in essa, ma li illumina in modo adeguato alla loro situazione interiore e
ambientale. Questa grazia proviene da Cristo, frutto del suo sacrificio ed comunicata dallo Spirito
Santo.
Il pluralismo, ripetutamente condannato dalla Chiesa, afferma che tutte le religioni sono mezzo di
salvezza, che nessuna pu pretendere di essere quella vera e che tutti gli uomini possono salvarsi senza
appartenere alla Chiesa, in forza della fedelt alla propria tradizione religiosa.

Il pluralismo si presenta sotto diverse forme. Talvolta si afferma che lunico Verbo incarnato ha avuto
nella storia diverse apparizioni, manifestazioni o discese, tutte valide e salvifiche. Questa affermazione
mitigata da parte di alcuni cristiani perch aggiungono che in termini astratti la manifestazione che il
Verbo ha realizzato in Cristo superiore alle altre. Ma ci poco cambia la natura della posizione
pluralista perch Cristo non da loro considerato il salvatore universale del genere umano. Altre volte
si afferma che accanto allazione salvifica del Verbo di Dio bisogna riconoscere quella altrettanto
salvifica dello Spirito Santo, che soffia dove vuole nella storia e che salva gli uomini che non sono
raggiunti dalla salvezza di Cristo. In questo caso si nega la missione congiunta delle due persone
divine. Altre volte ancora si afferma una separazione tra le realt del Regno di Dio, lopera di Cristo e
lazione della Chiesa. La salvezza sarebbe costituita dal Regno di Dio di cui Cristo stato servitore, ma
si afferma che non stato e non lunico servitore di tale regno. La Chiesa poi sarebbe orientata a
costruire il Regno di Cristo. E con esso, secondo tali autori, non si pu neppure identificare
pienamente. Una risposta a queste ultime posizioni la da il n. 18 della Dominus Jesus: Il regno di Dio
non pu essere disgiunto n da Cristo n dalla Chiesa... Se si distacca il Regno da Ges, non si ha pi il
regno di Dio da lui rivelato e si finisce per distorcere sia il senso del Regno, che rischia di trasformarsi
in un obiettivo puramente umano o ideologico, sia l'identit di Cristo, che non appare pi il Signore, a
cui tutto deve essere sottomesso. Parimenti, non si pu disgiungere il Regno dalla Chiesa. Certo, questa
non fine a se stessa, essendo ordinata al Regno di Dio, di cui germe, segno e strumento. Ma, mentre
si distingue dal Cristo e dal Regno, la Chiesa indissolubilmente unita a entrambi.
Linclusivismo, invece latteggiamento corretto del cattolico di fronte agli uomini che seguono le
altre religioni. Il cattolico afferma che Cristo ha si incarnato, ha insegnato, ha patito, morto, risorto
ed asceso al cielo per tutti gli uomini. Tutti gli uomini sono il fine del sacrificio redentore di
Cristo. Ges ha redento tutti gli uomini.
Questultima affermazione vuol dire che tutti gli uomini possono salvarsi in virt del sacrificio di
Cristo. Ordinariamente la salvezza giunge agli uomini attraverso i mezzi di salvezza, che sono come i
canali prestabiliti per far giungere i frutti della salvezza a tutti. Essi sono il battesimo e gli altri
sacramenti, la dottrina della fede, contenuta preincipalmente nel Santo Vangelo, la guida e la
comunione con la Chiesa, che la comunit dei salvati e altro ancora.
Nello stabilire tali mezzi di salvezza Dio non si per legato le mani e attraverso vie che restano a noi
in gran parte misteriose fa giungere la salvezza al di fuori dei confini visibili della Chiesa.
Ma importante considerare che il cattolico afferma che:
tutti gli uomini se si salvano non in forza delle religioni umane ma in grazia del sacrificio di Ges;
coloro che per vie nascoste sono salvati dalla grazia di Cristo, sono uniti in modo altrettanto nascosto
alla Chiesa; e quindi viene riconfermato il principio: Salus non est extra ecclesiam.

Bibliografia:
M. GUERRA, Storia delle religioni, La Scuola, Brescia.
CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE , Dichiarazione Dominus Jesus.
2 Foglietti di Mons. Martinelli sulle religioni non cristiane e la magia.
Per conoscere una religione in particolare (p. es. Mormoni, Testimoni di Geova) bisogna cercare
qualche libro di MASSIMO INTROVIGNE, che ha scritto molte pubblicazioni sullargomento, autore
molto esperto e completamente affidabile.