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CATECHISMO DI METAFISICA (parte II)

33. Che cosa sono i trascendentali?


Sono le propriet comuni a ogni cosa. Ogni cosa qualcosa che (ente), indivisa in s stessa
(una), conoscibile (vera), desiderabile (buona) e la sua conoscenza pu piacere (bella).
34. Cosa possiamo dire dei trascendentali in generale?
Sono caratteristiche massimamente universali, applicabili a ogni tipo di sostanza e a ogni tipo di
accidente (qualit, quantit ecc. ). Essi sono intercambiabili luno con laltro. La bellezza, la bont,
la verit e lunit di ogni cosa non sono cose diverse ma lo stesso ente considerato dalla nostra
mente sotto un aspetto particolare. Ogni trascendentale mette in luce un significato implicito nella
nozione di ente.
35. Che cos lunit dellente?
Che ogni ente indiviso in s stesso. Ogni cosa infatti perdendo la propria unit cessa di esistere.
Naturalmente ci sono diversi gradi di unit: Dio lessere semplicissimo, mentre un mucchio di
sassi ha una unit molto debole. Ogni cosa ha tanto di essere quanto ha di unit e viceversa.
36. Che cos la verit dellente?
Che ogni ente conoscibile. La verit la conformit dellente con lintelletto. Da un lato le cose
sono vere perch sono conformi allintelligenza di Dio che le ha create; da un altro lintelligenza
umana vera quando conforme a come sono le cose in s.
37. Le cose sono vere perch sono conosciute dalluomo?
No. E vero il contrario: il pensiero delluomo che vero se conosce le cose come stanno
effettivamente.
38. Che cos la bont dellente?
Che ogni ente in quanto , buono, cio pu essere oggetto anche della volont.
39. Se ogni cosa buona, allora non esiste il male?
Certamente il male esiste. Ma esso non altro che la privazione di un bene dovuto. Non per quello
che c, c il male, ma per quello che non c: manca una qualit o qualcosa che dovrebbe esserci.
40. Le cose sono buone perch sono amate dalluomo?
Le cose stanno alla rovescia: luomo pu amare ogni cosa perch ogni cosa in quanto buona.
41. Come possiamo descrivere la bont delle cose?
Ogni cosa tanto pi buona quanto pi degna la sua essenza o natura; quanto pi ha raggiunto la
perfezione della sua natura; e quanto pi capace di diffondere la propria perfezione.
42. Che cos la bellezza dellente?
Bello ci che essendo conosciuto, piace. Ogni essere in quanto , capace di suscitare gioia non
solo per il fatto di essere posseduto (in quanto bene) ma per il fatto di essere contemplato o
conosciuto.
43. Non esiste allora il brutto?

Certo che ci sono cose brutte!, ma la bruttezza non un essere bens una privazione di essere: il
brutto deriva dal fatto che a un ente manca qualcosa che la renda maggiormente piacevole alla vista.
Ma quello che c, in quanto , capace di suscitare il compiacimento di chi guarda.
44. Le cose sono belle perch piacciono?
Le cose stanno alla rovescia: le cose piacciono perch sono belle.
45. Come possiamo descrivere la bellezza delle cose?
Ogni cosa tanto pi bella quanto pi ha integrit, armonia e chiarezza o splendore.
46. Che cosa larmonia?
Larmonia la debita proporzione della cosa in s stessa (nelle sue parti), in relazione a ci che la
circonda e alla facolt di conoscere.
47. Se le cose sono belle in s, come mai c tanta diversit di giudizio circa la bellezza?
Affinch alluomo piaccia la bellezza della realt, le sue facolt conoscitive devono essere educate a
coglierla. Cos come per comprendere quello che si dice non basta avere ludito ma bisogna anche
aver imparato una lingua, per cogliere la bellezza bisogna non solo avere i sensi e lintelligenza ma
necessario anche conoscere il linguaggio della bellezza.
48. Che differenza c tra fare e agire?
Agire significa realizzare unattivit che perfeziona il soggetto che la realizza, come per esempio
leggere o pregare. Il fare invece unattivit che inizia in un soggetto e termina fuori di esso, come
dipingere una parete o far bollire dellacqua. Agire indica unattivit immanente mentre il fare
unattivit transitiva.
49. Quali principi possiamo indicare per le attivit degli enti?
Possiamo dire che ogni attivit appartiene alla sostanza; inoltre ogni agente agisce in quanto in
atto; e ogni agente agisce in base alle capacit della propria natura.
50. Che cosa sono le facolt?
Le facolt sono i principi immediati delle azioni: con questo termine indichiamo la capacit di un
ente di compiere alcune operazioni che daltra parte non esercita sempre. Sono le potenze attive dei
viventi.
51. Che cos la causa?
E ci per cui qualcosa . Noi conosciamo lesistenza di cause attraverso lesperienza interna del
nostro agire ed anche attraverso lesperienza esterna.
52. Come riconosciamo le cause delle cose?
Riconosciamo le cause quando cogliamo con la nostra intelligenza un influsso reale di un ente su un
altro, in modo tale che il secondo dipende dal primo.
53. Quali sono i tipi principali di cause?
Sono la causa materiale, la causa formale, la causa efficiente e quella finale.
54. Che cos la causa efficiente?
La causa efficiente ci da cui procede in primo luogo unazione. Essa esteriore alleffetto e da
essa dipende che qualcosa che aveva una certa capacit in potenza, passi ad averla in atto.
55. La causa efficiente comunica qualcosa di s alleffetto?

S. A volte la causa efficiente trasmette la propria natura a ci che viene causato, come nella
generazione (causa univoca). Altre volte la causa efficiente comunica alleffetto non la propria
natura ma la somiglianza con qualcosa che era presente nella mente dellagente, come larchitetto
che comunica alla casa la somiglianza col progetto che aveva nella sua mente (causa analoga).
56. Come si divide la causa efficiente?
La pi importante distinzione tra causa principale e causa strumentale. Sono entrambe cause
efficienti, ma lo strumento non capace di produrre un effetto in virt di ci che esso , ma soltanto
per linflusso che ha su di esso lagente principale. Cos il pennello nelle mani dellartista.
57. Esiste qualche altra divisione importante?
Ci sono cause determinate, che producono effetti sempre nello stesso modo, in forza della loro
natura; e ci sono cause libere, come luomo, che produce gli effetti che prima ha scelto liberamente
di produrre.
58. Quali sono i tipi principali di mutamento?
Sono quattro: 1) movimento locale; 2) accrescimento e diminuzione; 3) mutamento qualitativo; 4)
generazione e corruzione.
59. Che cos il principio di causalit?
E unaffermazione fondamentale circa il mutamento delle cose. Esso facilmente porta a risalire a
Dio. Il principio di causalit dice che tutto ci che muta mosso da altro, tutto ci che comincia ha
una causa del suo inizio, tutto ci che pu essere o non essere se , stato causato.
60. Che cos la causa finale?
E ci in vista di cui si fa qualcosa. Nellagire delluomo il fine determinato dalla sua intelligenza.
Ma noi vediamo che gli esseri non dotati di intelligenza sono ordinati a un certo fine. Questo ci
induce a riconoscere lesistenza di una intelligenza che ha dato al mondo lordine e il fine, che le
cose non intelligenti non si danno da s. Ossia ci induce a riconoscere lesistenza di Dio.