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DIMENSIONE LOGICA ENDOFASICA: UN INIZIO.

Secondo Florenskij, dobbiamo definire la conoscenza attraverso quel tratto che presente in ogni attivit
conoscitiva.
Innanzitutto, dobbiamo stabilire questa divisione fondamentale: la conoscenza non nescienza (ovvero
non-conoscenza)1; definendola cos sia come qualcosa che sa di essere se stessa [IDENTITA] sia come ci
che si contrappone al non sapere.
Tale procedimento distintivo condizione necessaria e sufficiente per conoscere. Necessaria perch
senza di esso non ci sarebbe conoscenza: non saremmo in grado di distinguere la conoscenza da nescienza
e non saremmo in grado di conoscere la conoscenza. Sufficiente perch se si d questa distinzione, non
c bisogno di altre: nel distinguere iniziamo a conoscere lessenza di una cosa.2 Dobbiamo dunque
distinguere loggetto di conoscenza (in questo caso la conoscenza) da ci che non lo (nescienza). Ci che
rende la conoscenza tale la distinzione di un qualcosa, isolandolo da tutto quello che quel qualcosa non .
Se prendiamo in considerazione loggetto di conoscenza, troviamo una differenza tra conoscenza che
discerne loggetto e quella che distingue la conoscenza degli oggetti dalla nescienza. La prima conoscenza
degli oggetti , la seconda conoscenza di conoscenza
: in
la conoscenza entrare dentro un
oggetto; nel secondo caso, il conoscere loggetto oggetto di conoscenza. Attenzione: anche , a sua
volta pu essere oggetto di conoscenza . Tale processo conoscitivo pu essere definito ad indefinitum,
( )
se non incontra ostacoli che lo interrompono. Questo processo si ottiene dalliterazione dellatto i
distinzione, in cui ogni oggetto viene modificato con un atto unico e uguale al primo della serie. Ogni stadio
di { }, ovvero di (1), successivo possiede un grado di distinzione maggiore del precedente. Latto
conoscitivo di uno stadio diverr, quindi, conoscibile dallaltro. Quello che nellatto precedente attivit
soggettiva, diventa un oggetto conoscitivo nel successivo. La formula (1) una serie di conoscenza su se
stessa: rientro in se stessi, introspezione, riconoscimento, autoidentificazione, ri-flessione.
Prendiamo un prodotto P, possiamo dire che:
( )
corrisponde alla storia di ogni scienza. Identifichiamo P con il prodotto noto,
la critica prima che studia
il prodotto;
la critica sul prodotto, o autocritica;
ricritica, o critica della critica del prodotto. Ogni
passaggio a un K successivo un processo conoscitivo. Per Florenskij, la conoscenza uninfinita
successione di atti riflessivi, rivolta su di s, e questi atti si compendiano, si combinano in una qualche
unit3 Linsieme { } molteplicit di atti e contenitore unico che li racchiude.

Anche se questo non parzialmente vero in quanto ci possono essere gradi differenti di conoscenza.
Pag. 22, LINFINITO NELLA CONOSCENZA, di Pavel Florenskij, Mimesis Edizioni, 2014, Milano-Udine.
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Pag. 27, LINFINITO NELLA CONOSCENZA, di Pavel Florenskij, Mimesis Edizioni, 2014, Milano-Udine.
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Loggetto visto come unit isolata attraverso un atto di appercezione4. La conoscenza di primo grado,
quindi, pu essere formalizzata secondo Florenkij in
( )

( )

oppure
( )
Questa risulta essere conoscenza di un oggetto: nel processo di conoscenza il concetto di oggetto gi
contenuto5. Possiamo cos formalizzare il processo conoscitivo:

Dato che moltiplicare per 1 un numero lascia invariato il valore del prodotto, 1 non scritto in
tale processo. Abbiamo dunque che
( )
latto di conoscenza. La distinzione di
e quindi di
rappresentata con
( )
( )
( )
( )
Se continuiamo con tale processo, si avr che
corrisponde a
[ ( )]
[ ( )]
( )
( )
generalizzando otteniamo
]}
{ [
[ (
{ [ (
( )
( )
)]
)]}

Da qui si vede come lindice di A corrisponda al numero delle volte in cui si applica la distinzione. In tutte le
formule precedenti (3)-(7), ogni atto inteso come moltiplicazione, quindi lindice corrisponde al numero
delle potenze di conoscenza. Possiamo allora riscrivere (3), come
( )

( )

in cui corrisponde allidentit. Tra


e 1, come tra
e
, invece, vige un differente rapporto
relazionale e non di diversit. Essendo potenze, e quindi elementi eterogenei, non possono essere
confrontati senza una relazione
( )
Dalla formula (8), possiamo estrapolare come loperazione A non sia laddizione, in quanto

Potremmo ipotizzare ancora che sia o una moltiplicazione o un elevamento a potenza, cio o
oppure
. Tramite (9) , ovvero attraverso luguaglianza tra potenze, notiamo che loperazione pu
essere esclusivamente la moltiplicazione.
Come interpretiamo loggetto 1, dal punto di vista del soggetto conoscente? Siccome corrisponde
allignoto, a qualcosa che non conosciamo, mentre A oggetto della nostra conoscenza; ad 1 non
applicata nessuna operazione di distinzione. Se lindice
, abbiamo che :

Molto interessanti sono le ricerche di E. Martino e M. Carrara, ON THE ONTOLOGICAL COMMITMENT OF


MEREOLOGY, in THE REVIEW OF SYMBOLIC LOGIC, Volume 2, Number 1, March 20009.
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Pag, 29, LINFINITO NELLA CONOSCENZA, di Pavel Florenskij, Mimesis Edizioni, 2014, Milano-Udine.

In tale modo 1 non escluso dalla serie conoscitiva. La potenza nulla


alloggetto.
Per interpretare

corrisponde a 1, ovvero alla casa,

, dobbiamo inserire la nozione di conoscenza pregressa


(

In cui
loperazione di distinzione A applicata ad
. Mentre
la conoscenza di : questultima
loggetto stesso; ma possiamo dire che, come
oggetto di conoscenza di
e conoscenza di ; anche
oggetto di
e conoscenza a sua volta. Ma, mentre
conoscenza conoscente,
conoscenza
6
inconscia . Siccome qualsiasi cosa conoscibile conoscenza inconscia, il processo conoscitivo una presa
di conoscenza di ci che nello spirito, afferma Florenskij7; ma che noi possiamo dire nel fenomeno.
Questa operazione di divisione vale anche con potenze negative:
(

[Possiamo vedere A come una funzione qualsiasi che varia lungo la scala dal vero al falso (0/1), dando una
giustificazione per credereun tipo di conoscenza. Ogni stato di A a sua volta un soggetto conoscente:
uno stato, o meglio, una macchina di Turing, per un tipo di conoscenza]. Si pu ottenere, siccome ogni

operatore e operato, che


(

oppure
(

Nella dimensione logica computazionale, queste sono operazioni (due atti conoscitivi) differenti.
Per Florenskij, se A loperazione di distinzione il rango di potenza della coscienza, allora
di mescolamento, di con-fusione loperazione di disapprendimento.

loperatore

Loperazione di distinzione ci che fa passare dalla dimensione logica endofasica a quella logica formale,
in quanto
corrisponde esattamente al principio di Bivalenza,
. Loperatore di mescolamento
riporta la conoscenza a uno stato contraddittorio. Possiamo ipotizzare, dunque, come da qui si capisce
come uno dei principi principali della dimensione logica endofasica sia lEX FALSO QUODLIBET,
,
secondo cui dallassurdo segue qualsiasi proposizione. Possiamo vedere come

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Pag. 36, LINFINITO NELLA CONOSCENZA, DI Pavel Florenskij, Mimesis Edizioni, 2014, Milano-Udine.
Pag. 36, LINFINITO NELLA CONOSCENZA, DI Pavel Florenskij, Mimesis Edizioni, 2014, Milano-Udine.

possa retrocedere a
(

Trascrivendo la legge principale della logica endofasica nella formalizzazioned i Florenskij, possiamo dire
che lEx falso quodlibet corrisponde a
(

Lopposto delloperatore di distinzione loperatore di mescolamento. Si vede, cos, come il primo atto
conoscitivo latto di distinzione stesso, ovvero
(

Secondo Florenskij, ogni atto conoscitivo ideale, ogni oggetto conoscibile ideale, altrimenti non sarebbe
conosciuto; per questo il primo atto deve essere sulloggetto stesso: lindistinzione del soggetto e
delloggetto, lidentit di Io e non-Io, lindifferenziazione o indifferenzialit del conoscente e del
conosciuto [..]
la frontiera tra due mondi, il primo dei quali, quello delle potenze positive, possiamo
chiamare mondo dellio in sento lato; laltro, quello delle potenze negative, mondo del non-Io8.
In questottica, se A crescente, abbiamo un atto creativo che va verso il futuro; se A decrescente, siamo
davanti ad un atto di confusione che va verso il passato. Il tempo una condizione della serie, e la serie
una condizione del tempo.9 Possiamo rappresentare tale concetto nel seguente modo:

Passato

Presente

Futuro

Una logica endofasica non prevede temporalit della riflessione: il segno negativo delle potenze mostra la
mancanza di temporalit.
Alcuni di questi processi trovano dei fondamenti psicologici. John A. Bargh in un articolo uscito in LE
SCIENZE di Marzo, intitolato La nostra mente inconscia , mostra come la divisione classica tra mente
conscia e mente inconscia viene meno: contrariamente da come affermato da Freud, lattivit conscia e
lattivit incoscia agiscono sempre e in maniera contemporanea. Potremmo aggiungere che agiscono
contemporaneamente in uno stesso fenomeno, ma per quanto riguarda dimensioni differenti.
Ogni cosa con cui entriamo in contatto, infatti, tende ad essere valutata in maniera inconsapevole. Lidea,
infatti, sembra essere di concepire un unico sistema psicologico che pu funzionare sia in modo
consapevole sia in maniera inconscia. Molti oggetti, pregiudizi, aspettative, movimenti generano sentimenti
inconsci che si confondono con le cose con cui ci stiamo concentrando in maniera conscia. Facciamo un
esempio: [i]nvece di riconoscere un pregiudizio raziale inespresso, noi deviamo lattenzione verso qualche
aspetto o caratteristica negativa della persona che abbiamo davanti10.
Sembra che gli esseri umani tendano in maniera generale alla mimesis, ad idenficare anche fisicamente i
propri comportamenti con il comportamento degli altri: fin dallinfanzia abbiamo siamo soggetti al
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Pag. 45-46, LINFINITO NELLA CONOSCENZA, DI Pavel Florenskij, Mimesis Edizioni, 2014, Milano-Udine.
Pag. 53, LINFINITO NELLA CONOSCENZA, DI Pavel Florenskij, Mimesis Edizioni, 2014, Milano-Udine.
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Pag, 37, John A. Bargh , in LE SCIENZE di Marzo 2014, La nostra mente inconscia.
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cosiddetto effetto-camaleonte. Questa imitazione aiuta alla collaborazione sociale senza la necessit di
segnali espliciti che indicano alle altre persone cosa fare. Limitazione alimenta, inoltre, lempatia verso gli
altri, funge da collante sociale anche tra sconosciuti. Tutto questo accresce comunque la cooperazione.
Un processo fondamentale nellattivit inconscia il ricordo. Esso agisce attarverso procedimenti di
ANALOGIA: quando incontriamo un conosciente o qualcosa che lo ricorda, probabile che si attivi un
processo mentale che ci porta a comportamenti simili a quelli che il soggetto di rifermento attua. Effetti
sempre non consapevoli. Generando cos, quando il canale comunicativo ampio, fenomeni di stereotipo,
anche sui giudizi che diamo agli altri.
Numerosi studi fanno vedere come azioni e sensazioni fisiche attivano stati psicologici collegati
metaforicamente a quegli stati (altro effetto dellANALOGIA). Una teoria contemporanea, chiamata teoria
delle impalcature concettuali afferma che usiamo queste metafore con immediatezza, in quanto la versione
astratta del concetto mentale si forma a partire dal mondo fisico in cui viviamo e rimanne fortemente
attaccato a lui. La teoria dellembodiment (linguaggio incoerente), in contrasto con la visione classica che il
linguaggio sia amodale, afferma che gli uomini utilizzino le stesse strutture neurali con cui esperiscono la
realt anche per comprendere il materiale linguistico che descrive quelle stesse esperienze.