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Sulla forma e i principi del mondo sensibile e intelligibile

Segna il principio della fase costruttiva del pensiero kantiano, in cui


inizia la costruzione di una teoria "critica", non pi rivolta alla filosofie
altrui, ma riguardante un esame critico della conoscenza umana, al
fine di stabilire il valore e i limiti. Questa teoria fu poi chiamata
"criticismo" kantiano.

Dissertazione
Parte dal presupposto che esistano due "mondi" del tutto distinti fra
loro, quello "sensibile", oggetto della sensibilit, e quello "intelligibile",
oggetto dellintelletto. La sensibilit una facolt puramente passiva,
cio capacit di essere affetti, o modificati, dal mondo esterno: non ci
fa conoscere le cose, ma le affezioni, o modificazioni, che le cose
producono sui nostri sensi. Ha, quindi, per oggetto non le cose come
sono realmente (sicut sunt), ma come a noi ci appaiono (sicuti
apparent), cio il fenomeno (phainmenon, dal verbo
greco phinomai, apparire). Il fenomeno non inteso
aristotelicamente, ovvero come manifestazione della realt stessa
attraverso lesperienza (phinomai in greco significa anche
"manifestarsi"), ma come semplice apparenza, diversa dalla realt.
Lintelletto la facolt di "pensare" il mondo intelligibile, cio di
riferire i propri concetti a oggetti non sensibili, i quali costruiscono la
vera realt. Questa detta noumeno, che significa realt pensata
(nomenon, dal verbo greco noin, pensare), posizione platonica per
cui la vera realt non quella che appare ai sensi, ma quella che
viene pensata dallintelletto.
La scoperta originale contenuta nella Dissertazione la spiegazione di
come si possa conoscere scientificamente, cio in modo sicuro, la
realt sensibile. Questa possibile poich le nostre sensazioni sono
prodotte da due condizioni, le quali non sono ricavate delle sensazioni,
sono a priori, ovvero anteriori ad esse e sono: lo spazio e il tempo.
Queste non dipendono dalle sensazioni, non sono soggettive, cio
diverse per ogni individuo, sono oggettive, universali e necessarie,
ossia sono uguali per tutti. Lo spazio la condizione della sensazioni
esterne, poich non si pu percepire un oggetto al di fuori di noi senza

collocarlo in un determinato punto nello spazio; il tempo la


condizione delle sensazioni sia esterne che interne, poich non si pu
percepire un oggetto dentro o fuori di noi se non lo si colloca in un
determinato momento del tempo. Allora, usando la terminologia di
Lambert, le sensazioni sono "materia" della conoscenza sensibile,
mentre lo spazio e il tempo "forme" di essa. Questultime sono oggetto
di conoscenza immediata, cio sono "intuizioni", intuizioni "pure", non
contaminate dalle sensazioni, perch sono da esse indipendenti. La
prova che abbiamo dellintuizione pura dello spazio e del tempo data
dalle scienze matematiche, ossia la geometria e laritmetica,
rispettivamente scienza dei rapporti spaziali e scienza dei rapporti
numerici. Lo spazio e il tempo, in quanto sono delle sensazioni, ci
permettono di avere scienza anche della realt sensibile,
precisamente quella scienza che chiamata meccanica razionale, cio
la fisica-matematica fondata da Galilei e portata alla sua perfezione da
Newton. Tramite questa abbiamo scienza solo degli aspetti quantitativi
della realt, degli altri nessuna scienza; si tratta quindi di scienza del
"fenomeno".