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I SERIAL KILLER

Negli ultimi anni sembra ormai essere emersa una nuova figura di criminale violento
inafferrabile,che si ferma solamente quando viene arrestato o ucciso . Per riferirsi a
questa figura
criminale da ormai trenta anni si adottato il termine serial Killer.Le stime ufficiali
calcolano che siano da attribuire a questa tipologia di assassini circa il 10% degli
omicidi complessivi che avvengono negli USA e in Canada, A oggi risulta per
pressoch impossibile stabilire quale sia il numero effettivo di questi predatori seriali in
azione nel mondo ,ma secondo le ultime stime sembra che tali assassini siano distribuiti
geograficamente: il 76% risiederebbe all'interno del territorio dell'America del Nord
mentre il 19% agirebbe all'interno del territorio europeo.
Anche se l'omicidio seriale un fenomeno molto pi antico di quanto comunemente si
immagini,il termine Serial Killer ha una storia relativamente recente; ed infatti solo
dagli anni Cinquanta che i ricercatori hanno cominciato a distinguere le varie forme di
omicidio.
Nel 1988 il National Institute of Justice statunitense elabora una prima descrizione di
ci che, in concreto,si intende per omicidio seriale: l'uccisione di una serie di due o pi
soggetti, delitti separati e commessi generalmente da un unico autore.
I crimini possono essere attuati con un intervallo di tempo che varia da poche ore sino a
molti anni,e il movente va ricercato non tanto in un guadagno immediatamente
identificabile, quanto nella gratificazione di un bisogno psicologico profondo
dell'assassino. Le caratteristiche della scena del crimine, il comportamento dell'omicida,
il rapporto con la vittima e le violenze agite su di essa riflettono le componenti sadiche e
sessuali dell'autore.
Nel 1992 Robert Ressler del FBI insieme a John Douglas e alla psichiatra Ann Burgess
pubblicano il Crime Classification Manual, un trattato sui delitti violenti, dove la
proposta di classificazione si basa sul movente del criminale. Qui il SERIAL KILLER
viene definito come colui che compie tre o pi eventi omicidari, commessi in tre
luoghi differenti,separati da un intervallo di raffreddamento emozionale (cooling-offperiod)
Il concetto di raffreddamento emozionale permette di comprendere come l'assassino
seriale sia un predatore soggetto ad un ciclo, che inizia con una progressiva eccitazione,

si muove dalla preparazione dell'evento in forma di fantasia sino alla sua realizzazione,e
si conclude con un momento, successivo al delitto, di detensione e di scarico
emozionale. Pu essere un periodo di durata variabile, a cui fa seguito il nuovo imporsi
di una fantasia sadica e al ripetersi del ciclo predatorio.
Negli ultimi anni sia l'FBI che il National Institute of Justice ritengono sufficienti due
vittime e non pi tre per poter parlare di serialit omicida.
MASS MURDER (omicidio di massa). Con il termine Mass Murderer (omicida di
massa) si intende il soggetto che si rende responsabile dell'uccisione di quattro o pi
vittime nel medesimo luogo e nel corso di un unico evento. Nella casistica FBI il mass
murder viene distinto in familye classic: nell'omicidio di massa familiare pu
seguire spesso il suicidio dell'autore . In questi casi non possibile rintracciare la stretta
correlazione tra sesso e morte, ma il movente va ricercato spesso in una frustrazione
subita, nei sentimenti di vendetta a lungo covati verso chi viene considerato un ingiusto
persecutore; importa poco se nella realt non ci sia mai stata prevaricazione o
umiliazione, o se invece, tutto questo faccia parte di un delirio paranoico di una mente
malata.
SPREE KILLER: l 'omicida compulsivo. Definito dall'FBI omicidio compulsivo,
riguarda un unico evento, che si realizza in due o pi luoghi, comportando la morte di
pi persone. Le aggressioni, a differenza che nel caso del serial killer, fanno parte di un
unico evento: l'assassino uccide ripetutamente, senza che vi sia un periodo di
raffreddamento emozionale, tutto parte di un singolo e prolungato momento
distruttivo. Di solito lo spree killer non si nasconde, ma si muove in una specie di sfida
che lo conduce spesso alla morte e all'annientamento personale.
RAPE (stupro) : la violenza sessuale pu costituire una condotta che gradualmente
assume connotati sempre pi aggressivi sino ad esiti letali. Spesso i reati di stupro
possono essere seriali, L'FBI identifica quattro tipologie di stupro in rapporto alla
psicologia e alla psicopatologia dello stupratore e sono:
OWER-REASSURANCE

RAPIST quando la violenza sessuale primariamente

espressione delle fantasie di stupro, spesso comprendenti false convinzioni sul piacere
che la vittima pu trarre dall'aggressione e sul successivo, ma certo innamoramento del

suo assalitore.
EXPLOITED RAPIST

quando il comportamento sessuale espresso come atto

predatorio impulsivo, privo di ogni fantasia complessa


ANGER RAPIST

quando la sessualit al servizio di un intento primariamente

aggressivo, pu includere momenti rivendicativi verso una categoria vittimologica verso


cui l'aggressore nutre sentimenti di ostilit e odio.
SADISTIC

RAPIST

quando le fantasie sono incentrate sul piacere che deriva

dall'infliggere dolore e sofferenza alla vittima.


ARSON (incendio doloso) Nella realt statunitense gli incendi dolosi sono molto
frequenti e spesso hanno carattere di serialit; infatti con il termine serial-arsonist si
indica il soggetto che provoca tre o pi incendi con il caratteristico periodo di cooling
off, mentre con il termine di mass-arsonist si indica colui che nel corso di un unico
evento appicca pi incendi in un unico luogo. Numerosi sono i serial killer che hanno
iniziato appiccando incendi o hanno alternato incendi ed omicidi.

LA SCENA DEL CRIMINE


L'analisi della scena del crimine rappresenta il primo passo in qualunque indagine e nel
caso di delitti seriali appare ancora pi importante, perch l, con il ripetersi degli
omicidi, il serial killer inevitabilmente racconta qualcosa di s agli investigatori. In
alcuni casi l'omicida lascia un segno chiaro, lancia una sfida. La capacit di leggere e
interpretare correttamente la scena di un delitto nasce da un'unica e originale abilit di
sintesi fatta di preparazione scientifica, di esperienza sul campo e di intuizione. Il
riferimento alla scena del crimine consente di aggiungere elementi per identificare il
serial killer:
MODUS OPERANDI: rappresenta l'insieme dei comportamenti, delle azioni che il
criminale compie per realizzare il proprio delitto; si tratta di tutto ci che viene ritenuto
indispensabile per raggiungere lo scopo prefissato. Il killer apprende progressivamente
quale condotta sia la pi economica ed efficace. Per questo motivo il modus operandi
pu modificarsi da un delitto al successivo in base all'esperienza.

FIRMA o SIGNATURE: a differenza del modus operandi. la Firma non rappresenta un


comportamento indispensabile per portare a compimento l'azione criminale. Evidenzia
piuttosto un bisogno psicologico profondo, un messaggio pi o meno consapevole
lanciato agli investigatori e, come tale, si ripresenta con costanza nei successivi delitti
della serie. A differenza del modus operandi non varia nel tempo, in quanto costituisce il
pezzo mancante per la completa soddisfazione del criminale che si ripete ritualmente in
ogni situazione criminosa.
STAGING : la deliberata alterazione della scena del crimine prima dell'arrivo della
polizia. Ci avviene sia per depistare gli investigatori allontanando i sospetti dall'autore
del reato o, in casi pi rari, nel tentativo di proteggere la vittima o la sua famiglia. In
questo secondo caso un amico o un familiare che interviene nel luogo del delitto per
evitare che il cadavere venga trovato in una situazione degradante ed tipicamente
associata alle morti nel corso delle cosiddette autoerotic fatalities che per errore o
leggerezza possono concludersi con la morte del soggetto.
UNDOING : la modificazione della scena del crimine da parte dell'assassino che sente
rimorso per ci che ha fatto e vorrebbe negare e porre rimedio al suo atto. Pu allora
ricoprire il volto della vittima, spostarne il corpo, ricomporlo in una posizione di
dignit.

CARATTERISTICHE DEL SERIAL KILLER


Quando parliamo di un assassino seriale, parliamo di un soggetto che ha gi ucciso
almeno una volta e che, se si presenter l'occasione, uccider ancora. Non possiamo
stabilire quante saranno le vittime e quanto lungo sar l'intervallo raffreddamento tra
un omicidio e l'altro, ma sappiamo che continuer a uccidere ad intervalli di tempo
variabili e che questa coazione a ripetere non si fermer in maniera spontanea. Questo
genere di assassini non sembra ricercare dei partner con cui relazionarsi dal punto di
vista sessuale, ma piuttosto degli oggetti con cui masturbarsi, perch il dominio totale
sulla preda il suo obiettivo principale. Quando presente l'attivit sessuale sembra
rappresentare lo strumento privilegiato per degradare e distruggere la vittima arrivando

ad esercitare su di essa un controllo ed un potere assoluti.


NASCITA DI UN SERIAL KILLER
La ricerca delle origini del comportamento criminale ha visto il proliferare di teorie che,
a seconda del momento storico, sottolineano le caratteristiche biologiche innate, oppure
lo sviluppo psicologico disarmonico, le disturbate relazioni familiari, i maltrattamenti
subiti o l'ambiente sociale in cui il futuro serial killer cresciuto. Ognuno di questi
tentativi si rivelato parziale perch il comportamento criminale frutto di
un'interazione tra eredit e ambiente e solo un approccio integrato pu aiutarci nella
comprensione.
Cesare Lombroso, padre della moderna criminologia, tenta nel 1876 di porre le basi per
un'interpretazione dei comportamenti criminali fondata sulla biologia. Nella sua
descrizione dei delinquenti Lombroso fa propria l'eredit della fisiognomica aristotelica
e della frenologia settecentesca: tenta di mettere in correlazione l'aspetto somatico di un
individuo e la la sua tendenza a commettere crimini. Alterazioni o danni in alcune zone
del cervello sono state messe in correlazione con un aumento dei comportamenti
violenti, quanto pi precoce il danno tanto maggiore il rischio di condotte
aggressive. Quando poi al danno cerebrale corrisponde un difetto di intelligenza
aumenta il rischio di marginalizzazione sociale e di adesione a modalit comunicative
primitive e violente.
Le ricerche sulla biochimica della violenza si sono concentrate su due principali
categorie di sostanze: i neurotrasmettitori e gli ormoni. Tra i neurotrasmettitori, bassi
livelli di serotonina e di dopamina sono stati associati a comportamenti aggressivi. Le
ricerche sul ruolo degli ormoni hanno visto il testosterone come principale responsabile
dell'aggressivit. Pi recente lo studio del DNA in soggetti con tendenza alla violenza
che si sono concentrati sulla presenza di un cromosoma sopranumerario: 47XXY o
47XYY.
Nell'immaginario collettivo sostenuto peraltro da una certa filmografia, si diffusa
l'idea che il serial killer sia un soggetto affascinante e di un'intelligenza superiore. In
realt tutti i serial killer catturati hanno mostrato un quoziente intellettivo assolutamente
nella norma e conducevano un'esistenza piuttosto misera e priva di qualunque fascino di

tipo cinematografico. Le loro fantasie omicidarie si sono sviluppate a partire da


un'interminabile serie di frustrazioni sociali ed affettive e sembrano avere radici molto
lontane nel tempo, gi nella prima infanzia.
Per i ricercatori l'omicidio seriale fonda le sue radici e si alimenta nella violenza. Questo
comportamento frutto di una storia di esperienze traumatiche iniziate gi in tenera et
e proseguite negli anni. Alcuni assassini seriali hanno subito maltrattamenti fisici e
psicologici, abusi sessuali, traumi cranici, altri possono essere condizionati da una
predisposizione alla violenza gi presente alla nascita. Per molti ricercatori intorno al
trauma infantile che si costruisce la struttura della personalit del futuro killer , anche se
vi sono molti assassini seriali cresciuti in ambienti caratterizzati da buone relazioni
affettive e da una sana comunicazione familiare.
La maggior parte delle ricerche scientifiche condotte su tali soggetti ha messo in luce
alcune caratteristiche che sembrano essere abbastanza significative. Come prima cosa
sembra che la maggioranza commetta il primo omicidio tra i 23 e i 35 anni,
generalmente si tratta di maschi bianchi di intelligenza media, sostanzialmente soggetti
molto comuni e quindi indistinguibili rispetto al resto della popolazione. Sin
dall'infanzia e dall'adolescenza tendono a mostrare uno spiccato interesse per il mondo
della fantasia anche perch il mondo reale spesso riserva loro frustrazioni e delusioni.
Proprio il disagio che riserva loro il mondo reale sembra spingerli patologicamente a
rifugiarsi all'interno del loro mondo di fantasie che diventa cos lo scenario ideale per
poter rovesciare in chiave compensatoria il loro vissuto di impotenza e umiliazione nella
vita reale. Tendono ad essere piuttosto solitari sin da bambini, hanno poche amicizie e
spesso occupano una posizione marginale all'interno del gruppo dei pari. Alcuni di loro
sono figli illegittimi , di prostitute o di ragazze madri. La figura materna di frequente
vissuta in maniera negativa e problematica. La profonda svalutazione di se stessi che i
serial killer trasferiscono sulle loro vittime sembra essere la chiave per la messa in atto
delle loro letali fantasie: solo arrivando a dominare completamente le loro vittime
riescono a liberarsi per un po' del profondo disprezzo che nutrono per se stessi. Molte
ricerche hanno evidenziato che molti bambini vittime di abusi e maltrattamenti infantili
tendono a giustificare il comportamento dell' abusatore attraverso l'attribuzione di tutte
le colpe a se stessi. La gravit di tale situazione pu portare alla cosiddetta morte
emotiva in cui proprio questo disprezzo contamina tutto e tutti. Di fronte ad una

situazione di abuso fisico o psicologico grave e ripetuto il bambino pu sviluppare un


disturbo dissociativo dell'identit. La dissociazione gli permette di separare l'esperienza
del trauma dai sentimenti di paura sperimentati, che altrimenti lo porterebbero al totale
annientamento, alla perdita di contatto con la realt a alla follia. Le tracce dei traumi
subiti spingono il bambino a scegliere giochi incentrati sull'aggressivit e sulla violenza
e a ricorrere a fantasie sempre pi caratterizzate da rappresentazioni sadiche e sessuali.
Le esperienze violente compromettono anche la capacit di sperimentare relazioni
significative con gli altri, che nell'et adulta diventano una semplice estensione del s,
privati di ogni caratteristica di autonomia personale.
Nel 1963 MacDonald ipotizza l'esistenza di una triade di sintomi , espressione nel
bambino di una grave alterazione psichica che condurr, se non trattata, a
comportamenti antisociali da adulto. Questi comportamenti sintomatici sono: la crudelt
verso gli animali, l'enuresi (perdita involontaria di urina durante la notte dopo i 5/6 anni
di et), e la piromania. Tutte e tre devono essere presenti per parlare di un rischio futuro
di diventare un serial killer. Questa triade viene ripresa anche dalle ricerche dell'FBI che
la ritrovano nel passato di assassini seriali studiati da loro. I lavori pi recenti
considerano questa teoria suggestiva, ma non fondata scientificamente.
IL RUOLO DELLE FANTASIE
Abbiamo visto come la fantasia possa diventare per il bambino traumatizzato un mezzo
per sfuggire al mondo dei suoi carnefici. Nella fantasia il bambino ha il controllo della
situazione e pu reindirizzare l'ostilit e la violenza di cui bersaglio dirigendola verso
gli altri. Soprattutto tra gli assassini seriali che uccidono per il piacere sessuale il
sognare ad occhi aperti un'esperienza sadica e brutale con la vittima un aspetto
centrale e comune, e il comportamento che l'omicida ha sulla scena del crimine si basa
su queste fantasie. Nel serial killer la violenza e il sesso sono secondari rispetto ad un
piacere maggiore:il completo asservimento e controllo della vittima. Le torture e le
umiliazioni che l'assassino attua rappresentano il tentativo di disumanizzare la vittima.
E 'proprio durante l'aggressione,la degradazione e la tortura della vittima che le fantasie
legate al trauma originario si concretizzano e si traducono in atti di violenza. La
dissociazione ha permesso di mantenere un sufficiente controllo della realt ed uno
pseudo inserimento sociale, ma pu bastare un'umiliazione che simbolicamente riporta

all'esperienza traumatica infantile per travolgere un equilibrio psichico precario.


Uccidere diventa un mezzo per dominare le paure e fronteggiare l'angoscia, ma la
sensazione di onnipotenza che prova nel commettere il crimine diventa un piacere a cui
non sa pi rinunciare.
Joel Norris per primo identifica e descrive il comportamento dei serial killer come
scandito da un andamento ciclico, secondo il succedersi di fasi ben distinte e fortemente
intrecciate:
fase aurorale: il killer si distacca gradualmente dalla realt , elaborando fantasie sempre
pi precise che lo portano all'azione.
Fase di puntamento: l'assassino alla caccia della sua preda e studia attentamente
l'ambiente
fase della seduzione: avviene l'approccio con la vittima che viene prima sedotta, poi
ingannata e sopraffatta
fase della cattura: la vittima totalmente controllata dal suo aggressore
fase omicidiaria : l'omicidio avviene con modalit fortemente simboliche rispetto a
situazioni traumatiche vissute durante l'infanzia. Costituisce nello stesso tempo uno
scarico emotivo e sessuale
fase totemica: il serial killer cerca di protrarre il pi a lungo possibile il piacere derivato
dall'uccidere. Ecco quindi il fotografare, lo smembrare, gli atti cannibalici,
l'impossessarsi di parti del corpo o oggetti della vittima come trofei
fase depressiva: subentra non appena il piacere viene meno e l'assassino realizza che
nulla cambiato nella sua vita. Pu succedere che in questa fase l'assassino cerchi di
agevolare la propria cattura , ma difficilmente si ha una confessione. Riprendono le
fantasie, sempre pi sadiche ed ecco riprendere la caccia ad una nuova vittima ed il
ciclo ricomincia.

LA DONNA SERIAL KILLER


Gli studi che si occupano della donna serial killer la descrivono come pi attenta,
metodica, precia e fredda nell'esecuzione del delitto rispetto all'uomo. Rispetto al mezzo
utilizzato per realizzare l'omicidio troviamo il veleno nell'80% dei casi, seguito dalle
armi da fuoco nel 20% e soffocamento 16%. Anche il movente appare diverso: il

piacere sessuale solo nel10% dei casi,mentre al primo posto troviamo il movente
economico nel 74% e il controllo 13%.
Kelleher & Kelleher nel 1998 pubblicano un importante lavoro di classificazione delle
seriar killer al femminile che vengono inizialmente distinte tra serial killer che agiscono
da sole e serial killer che agiscono in concorso con altri.
Tra le serial killer che agiscono da sole troviamo:
VEDOVE NERE: uccidono sistematicamente i mariti, i compagni , altri membri della
famiglia o persone con le quali hanno sviluppato un rapporto di conoscenza diretta.
L'arma preferita il veleno che viene utilizzato in modo da indurre sintomi riconducibili
a malattie diagnosticabili. L'assassina potr cos impossessarsi dei beni della vittima
oppure potr incassare i premi assicurativi previsti.
ANGELI DELLA MORTE: uccidono chi affidato alle loro cure per qualche forma di
assistenza medica. L'omicidio pu essere facilmente occultato e l'assassino pu
sperimentare il potere di decidere a chi concedere la vita o dare la morte.
PREDATRICI SESSUALI: uccidono compiendo azioni di chiara natura sessuale.
Numericamente sono molto rare,come il loro corrispettivo maschile agiscono sotto la
spinta di fantasie compulsive di tipo sadico sessuale.
ASSASSINE PER VENDETTA: uccidono sistematicamente per odio o per
gelosia.Anche queste sono rare; ci che colpisce in loro un'ostilit profonda e diffusa,
al confine con la patologia, sono ossessivamente attratte dalla vendetta e uccidono senza
un periodo di raffreddamento emozionale tra un delitto e il successivo.
ASSASSINE PER PROFITTO/PER CRIMINE: uccidono per un tornaconto economico
o nel corso di un altro reato , utilizzano un'ampia variet di modi di uccidere in un
contesto di totale indifferenza per la vittima
LE TEAM KILLER: rappresentano circa un terzo delle donne serial killer e possono
uccidere in complicit con un uomo, con una donna oppure far parte di un team
familiare. La coppia uomo- donna la pi comune e gli omicidi sono tipicamente di
natura sessualeLE

ASSASSINE

MENTALMENTE

DISTURBATE:

uccidono

con

modalit

apparentemente immotivate e vengono giudicate non imputabili per malattia di mente.


DAVIDE TOSI 48357 LMG