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LA CONNESSONE SVZZERA

ndice
NTRODUZONE
NTRODUZONE ALLA SECONDA EDZONE
1 MATERALE DA MEDELLN 8
l riciclatore Giuseppe Lottusi condannato.
2 FMO OVVERO LA BUONA FEDE 12
Misteriose dimissioni in massa. Oro e gioielli. Societ a responsabilit limitata. Un immediato
certificato Persil per Cotti. Un colpo di spugna. Comifin ovvero il copricapo magico che rende
invisibili. Entra in azione Mani Pulite. L'uomo dal piede d'oro. l presidente della Fimo parla chiaro.
Settembre nero. Smentita ambigua. Ha inizio il grande repulisti. SBG: il gioco a nascondino riesce.
La
Giustizia Ticinese partorisce un topolino. Con quanta seriet ha indagato la Del Ponte ? Un caso
esemplare. Excursus: Domande senza risposta dall'talia. l caso Fidia: Abuso di farmaci.
3 LA MSTEROSA TRADE DEVELOPMENT BANK 31
La capitale mondiale del sistema bancario sefardita. Edmond Safra e la TDB. L'esodo da Beirut.
Ginevra, patria elettiva. Safra vende la TDB. La grande campagna denigratoria. Safra restituisce il
colpo. Decollo in verticale della nuova banca. l pesce piccolo mangia il pesce grosso. Confessioni
a
cuore aperto. l caso fiscale Graf. Safra, l'intoccabile. Niente a che fare con ran-Contra. Critica
della
giustizia penale di Ginevra. Sempre avanti fino a Zurigo, Paradeplatz .
4 P LUCE SUL BUSNESS DELL'OFFSHORE 46
Paradisi parassitari. L'offshore utile a molti. l Liechtenstein, piazza-offshore. La Svizzera, piazza
offshore ? La fondazione familiare Sandoz: Novit nel business dell'offshore. l Lussemburghese.
lex
Trust Services SA, Ginevra. Vaste attivit. Koloyan Stoyanov. Jrg Stubli. JS Holding: scorrono i
milioni. Tentativo di acquisizione della Publicitas. Stubli vuole diventare serio. Da Stubli si
pretende
troppo. Una cometa si spegne. Stubli inciampa. Perch Pierre Arnold ? Segnale ambiguo.
5 MAN PULTE 65
Denaro del grande fratello. l compromesso storico liquidato. Giustizia contro corruzione. l primo
caso. La slavina comincia a precipitare. Ritorno dell'eternamente identico ?
6 L MSTEROSO CONTO PROTEZONE 68
Una vecchia storia. Un giudice superiore di debole memoria. Viene sollevato il velo. Mazzette per i
socialisti. Certificato Persil per la SBG. Dirigenti della SBG in veste di testimoni. Assistenza
giuridica
restrittiva.
7 EN - LA MADRE DELLA CORRUZONE TALANA 75
Venti milioni dispersi a Zurigo. n carcere. Voce di bilancio "mazzette". La storia di un'azienda di
stato.
L'EN si espande. Delitto o incidente? socialisti si prendono l'EN. l ruolo di Eugenio Cefis. Saluti
e
baci da Mosca. Societ legali EN in Svizzera. l presidente della Saipem Cavelty in grande
difficolt.
Speculazioni della "Banda dei sette". Excursus: fila dello scandalo BCC. L'unica filiale BCC pulita
al
mondo ? Servizio completo Svizzero.
8 L CASSERE DELLE TANGENT EN A GNEVRA 89
Un allegro terzetto sul Rodano. Che cos' la banca Karfinco ? l salvataggio della Karfinco. Due
grandi
affaires. Fatture da Berna. Chi c'era dietro il gruppo RAD ?
9 LA CENTRALE DE FOND NER D FERRUZZ A LOSANNA 97
Fiducianti in talia. nspiegabili operazioni finanziarie a Zurigo. Fiduciari in Svizzera. l caso Elosua.
Un buco di milioni a Lugano. La Revisione Curator dormiva. Enimont: "La madre di tutte le
tangenti".
peccati della banca vaticana . Merchantbank Cragnotti & Partners. C' vita dopo Enimont ?
10 LUGANO. L'HNTERLAND D BERLUSCON 108
L'operazione Mato Grosso. Mani Pulite colpisce Berlusconi. Giudici romani con conti bancari a
Lugano. l caso M/SR. La fine di Berlusconi.
11 NTERROGATV SU CARLA DEL PONTE 113
Scelta ideale o flop? L' attivismo della procuratrice federale. Leggi strapazzate. La "Pizza
Connection"
ticinese. l riciclatore Salvatore Amendolito. l riciclatore Franco Della Torre. Continui rinvii della
giustizia ticinese. Oliviero Tognoli ritorna. Quale giustizia per Oliviero Tognoli ? L'enigma
Amendolito.
12 NUOVA LUCE SULL' AMBROSANO 126
Ascesa e caduta di Roberto Calvi. La banca vaticana OR. l banchiere della mafia Michele
Sindona.
La P2 salva Calvi. Calvi in grande difficolt. La fine di Calvi. La Banca del Gottardo di Lugano
sopravvive. Mandati d'arresto nei confronti dei banchieri del Vaticano. Carlo von Castelberg non fa
le
vacanze in talia. l caso Duft. l caso Poncet.
13 LA LOGGA SEGRETA MASSONCA P2 137
Cospiratori sovversivi ? Arricchimento criminale ? La loggia massonica P2. Guerra ai Papi.
Alleanza
con la finanza. Maltesi. l Gran Maestro Licio Gelli. Politica assassina. Lo stato nello stato.
Berlusconi e la P2. l Grande Oriente viene scomunicato. Licio Gelli e la Svizzera. Scandalo a
Champ
Dollon. Excursus: massoni svizzeri. Colpo di scena al Brockenhaus di Zurigo. Storie di cantine da
Berna.
14 WNNE TRA BRGANT 151
l delitto quasi perfetto. Winnie cade in trappola. Speculatori e spie. La vendita dei certificati rubati.
nciampata o sfruttata. Che cosa sapeva il ministro della Giustizia Martelli ?
15 LA PU' GRANDE BANCAROTTA DELLA SVZZERA 158
Economia da clan alla Sasea. Vecchia nobilt napoletana. Nell'orbita della mafia. Comincia
l'avventura.
fiori del male della speculazione bancaria. L' istituto di pulizie Sasea. Societ sospette. Guadagni
mediante trucchi di registrazione contabile. Flop del petrolio e degli immobili. l caso
Europrogrammi.
Crollo a Hollywood. L' inizio della fine. L' arresto. Molto lavoro per la Giustizia. l direttore di banca
parigino perde le staffe. Chi e' responsabile ?
16 L RE DELL'OFFSHORE TTO TETTAMANT 175
L'asse d'oro Lugano-Vaduz. La Banca Regionale BS. La bancarotta della Weisskredit. A
Montecarlo! A
Montecarlo! - L'racheno straricco. Alleanza profana con la Banca D G. Finanziere d'assalto a Wall
Street. Senza successo con la Sulzer. Sfortunato con la Saurer. l caso Cogefar. Un re abdica. C'
qualche rapporto con Martin Ebner?
CONSDERAZON CONCLUSVE: TECNCHE DEL RCCLAGGO 190
NDCE DE NOM 192
NTRODUZONE
"l denaro non puzza" disse al figlio Tito l'imperatore Vespasiano quando 2000 anni fa impose una
tassa
sulle latrine pubbliche.
Questo motto ormai classico vuole mettere in luce un contrassegno positivo dei soldi, vale a dire :
il
loro valore indipendente dalle circostanze in cui li si fatti . Ma quello che valeva 2000 anni fa
per il
denaro dell'imperatore romano , non vale pi oggi nei confronti del crimine organizzato . Soldi
guadagnati illegalmente possono essere ritirati dalla circolazione dallo stato anche se sono stati "
deodorati " in un graduale processo di lavaggio, come si definisce in tedesco il riciclaggio. l
lavaggio
di denaro o riciclaggio stato fino agli anni 80 inoltrati una metafora pregnante del linguaggio
giornalistico e solo agli inizi degli anni '90 si trasformato in concetto giuridico . Nel 1990 il gruppo
delle nazioni economicamente pi importanti (G 7) present delle direttive fatte elaborare dal
Financial
Action Task Force on Money ( FATF ) . n seguito numerosi paesi, tra i quali la Svizzera,
adeguarono la
propria legislazione .
Nel 1990 il codice penale svizzero fu integrato con un articolo sul riciclaggio e sulla insufficiente
meticolosit nelle operazioni finanziarie, divenuto una legge sul riciclaggio di denaro nel 1997, al
pi
tardi nel 1998 . A seconda delle legislazioni nazionali vigenti il riciclaggio di denaro perseguibile
penalmente in misura diversa nei singoli paesi . Ci che era permesso in Svizzera fino al 1990,
oggi
vietato . Ci che ancora permesso in Svizzera nel 1996 gi reato negli USA e sar forse
punibile in
Svizzera con la prossima legge sul riciclaggio . Ma alle Seychelles, per esempio, lo stesso fatto
pu
restare ancora a lungo impunito . Quando nelle pagine che seguono si parla di riciclaggio di
denaro ,
pagamento di bustarelle, evasione fiscale ecc . , ci non implica affatto nel caso singolo secondo la
legislazione vigente in quel paese un " comportamento " sempre " criminoso . " Ma il fenomeno
economico resta lo stesso dovunque . L dove viene riciclato denaro sporco l'economia cade in
tentazione. A sedurre sono un capitale d' investimento a buon mercato per l' industria , il
commercio e
le libere professioni cos come onorari lucrosi per il ramo finanziario . Oggi interi settori economici ,
anzi intere economie nazionali sono minacciate dall'infiltrarsi del crimine organizzato . riciclatori di
denaro lo aiutano ad accedere alle posizioni di potere dell'economia e della societ legali .
l fondo monetario internazionale ( FM ) ritiene che nel 1995 siano stati immessi clandestinamente
nei
mercati finanziari legali complessivamente 500 miliardi di dollari di denaro sporco , nonostante si
siano
rafforzate le misure contro il riciclaggio . Dopo che la " guerra alle droghe " terminata ormai con
una
sconfitta , lo stesso destino incombe sulla lotta al riciclaggio di denaro.
La Svizzera NON HA una piazza finanziaria , la Svizzera una piazza finanziaria . l vecchio detto

valido oggi pi che mai.


Le banche svizzere hanno un ruolo primario a livello mondiale nel campo del " Private Banking ",
dell'amministrazione dei beni di individui ricchi. n Svizzera vengono amministrati depositi di clienti
che ammontano presumibilmente a 2400 miliardi di franchi. A ci si aggiungono i fondi di
investimento dell'amministrazione patrimoniale istituzionale ( casse pensione , fondi di
investimento ,
assicurazioni) . Questi miliardi vengono spostati continuamente qua e la' sui mercati finanziari , a
caccia del massimo profitto . Nasce cos un volume d' affari enorme , che crea le nicchie di cui i
riciclatori di denaro hanno bisogno per fornire al loro denaro sporco un retroterra apparentemente
legale. La fiducia della clientela nella riservatezza del banchiere il cuore del " Private Banking " .
Le
banche svizzere hanno fama mondiale di baluardo della discrezione. n questo paese i dettagli di
un
conto bancario sono protetti meglio dei segreti della camera da letto. Particolarmente gratificante
per i
riciclatori di denaro che l'evasione fiscale venga considerata una trasgressione perdonabile .
Definiscono quindi il loro denaro sporco un capitale che vuole evadere le tasse e con ci si
procurano
presso certe banche e certi amministratori fiduciari una legittimazione accettata . Ma il tradizionale
vantaggio stanziale della Svizzera nell'amministrazione del patrimonio privato minacciato dalla
forte
pressione concorrenziale dei cosiddetti centri finanziari offshore, quelle isole e mini stati che hanno
adeguato le loro leggi alle necessit degli investitori stranieri. Questa concorrenza ha rafforzato
ulteriormente il tradizionale riflesso condizionato alla segretezza di banche, avvocati , fiduciari e
amministratori patrimoniali. Mania del mistero anzich trasparenza resta il contrassegno delle
pubbliche relazioni in questi ambienti. Un atteggiamento miope, come dimostra l'argomento del
patrimonio dell'Olocausto.
l segreto bancario, favorito dalla guerra fredda, ha certo impedito per 50 anni un' analisi storica
approfondita del ruolo della Svizzera come piazza finanziaria nella seconda guerra mondiale. Ma
la
maledizione dell'oro nazista e del patrimonio dell'olocausto si rivelata alla fine pi forte. Ci che
dopo la fine della guerra era stato dissimulato e rimosso si ripresento' nel 1995 come passato non
rielaborato, vergognoso non solo per le banche ma per l'intera Svizzera. Nella primavera 1992 un
gruppo di quattro procuratori milanesi, chiamati nei media "Mani pulite", cominciarono le loro
inchieste contro la corruzione.
Appena due anni dopo il corrotto ordine italiano postbellico era crollato. Alcune delle sentenze di
Mani
Pulite hanno costituito il punto di partenza delle indagini condotte per questo libro. Ben presto fu
chiaro che la Svizzera da decenni era servita da piazza - Offshore del sistema di corruzione
italiano,
definito Tangentopoli . Si consenta il paragone : se l'analisi di questi temi viene rimossa come
quella di
ci che accadde sulla piazza finanziaria Svizzera durante la guerra, ne nascer il passato non
rielaborato
di domani. La lotta contro il riciclaggio di denaro considerata in tutto il mondo un compito
primario.
Altrettanto grande l'interesse generale alla pubblicazione di informazioni e analisi sui percorsi del
denaro sporco.
Far luce il motto di questo libro. Non si vuol tanto portare l'attenzione su singoli casi,
avvenimenti,
scandali quanto render visibili quelle strutture e intrecci finanziari , in cui il flusso del denaro sporco
si
mescola con quello legale . Fare i nomi di societ e persone diventa perci inevitabile.
Conformi a questo approccio sono anche le numerose note a pi di pagina disseminate nel testo,
che
contengono particolari concreti sui punti nodali e le diramazioni di strutture finanziarie invisibili.
Questo libro si basa su ricerche condotte dal 1993 al 1995 insieme a Paolo Fusi in Svizzera, talia,
Lussemburgo, Liechtenstein, nghilterra e Germania. Successivamente ho continuato da solo le
indagini che hanno portato alla pubblicazione del presente volume. Le "Swiss Connections" di
portata
mondiale non possono essere descritte senza collaborazione internazionale.
La mia gratitudine va alle tante colleghe e ai tanti colleghi di numerosi paesi che hanno supportato
il
mio lavoro.
Senza di loro questo libro non sarebbe stato possibile.
Gian Trepp, Zurigo, agosto 1996
NTRODUZONE ALLA SECONDA EDZONE
l 17 settembre 1996 "Swiss Connection" fu presentato alla stampa a Zurigo. Lo stesso giorno i
giornali
italiani annunciarono l'arresto di Pierfrancesco Pacini Battaglia, italo-svizzero con doppia
nazionalit, l'
ex cassiere di bustarelle del gruppo petrolifero statale italiano EN a Ginevra,di cui si parla nel
capitolo
8. Grazie alla sua loquacit negli interrogatori e ai protocolli delle sue conversazioni telefoniche
intercettate, cominci una nuova serie di rivelazioni sulla corruzione in talia. La portata che le sue
confessioni rivestono per la Svizzera non ancora calcolabile. A Ginevra Pacini Battaglia nel
settembre
1996 era un grosso azionista ( non chiaro se azionista di maggioranza) della Banque de
Patrimoines
Privs di Ginevra (BPG), che aveva contribuito a fondare nel 1987 ancora sotto il vecchio nome
Banque Karfinco e che aveva adoperato come cassa per i fondi neri dell'EN. Dopo l'arresto di
Pacini
Battaglia la Procura della Repubblica di La Spezia chiese assistenza legale a Berna. Al centro
dell'interesse italiano c'era la BPG. n seguito a ci cominci in Svizzera un singolare gioco al
depistaggio. n un comunicato stampa del 24 settembre 1996 la BPG , erede della Karfinco,
sment gli
annunci dei media italiani, di aver subito controlli e perquisizioni e sostenne con forza che i suoi
organi
dirigenti non avevano niente a che fare con gli avvenimenti in talia. Alcuni giorni dopo la BPG
parl
della "visita" del procuratore federale Carla del Ponte, mentre lei a sua volta dispose il blocco
dell'informazione. Secondo notizie di stampa italiana la del Ponte si sarebbe incontrata a Lugano a
fine
settembre con due giudici istruttori di La Spezia. l 5 ottobre avrebbe visto addirittura il presidente
dell'EN Franco Bernab, che avrebbe chiesto di prendere misure contro la BPG. Tutte queste
notizie
della stampa italiana non furono confermate dalla Procura federale. Gi il 4 ottobre Erwin Heri si
era
dimesso dal consiglio di amministrazione della BPG. L'esperto finanziario Heri direttore generale
dell'assicurazione Winterthur ed era stato portato nel consiglio d'amministrazione dal presidente
della
BPG, Richard Schfer, per elaborare una nuova strategia d'investimento per la banca. Secondo le
dichiarazioni dello stesso Heri egli si dimise perch questo compito era stato espletato, e le sue
dimissioni non avrebbero avuto niente a che fare con l'arresto di Pacini Battaglia. Mentre la
procuratrice federale manteneva un ferreo blocco dell'informazione, si apprendeva alla fine di
ottobre
dalla stampa italiana che un giudice istruttore di La Spezia aveva incontrato di nuovo a Lugano la
del
Ponte. Si sarebbe trattato di documenti da lei sequestrati alla fine di settembre presso la BPG, la
cui
consegna all'talia sarebbe tuttavia stata bloccata da un ricorso della banca.
La confusione creata ad arte sui reali avvenimenti alla BPG evidenziano di nuovo le gravi carenze
della
politica di informazione della Procura Federale Svizzera. Anche per il libro gli eventi precipitarono
gi
dopo il primo giorno di vendita. La lex Trust Services di Ginevra ottenne presso il tribunale di
Ginevra
un divieto provvisorio cautelativo di 'Swiss Connection' . La stessa richiesta della ley insieme ad
altri
cinque querelanti non aveva avuto successo un'ora prima a Zurigo. Due settimane pi tardi il
tribunale
di Ginevra sospese la disposizione di divieto, obblig i querelanti ad un indennizzo processuale e
rinvi
l'azione giudiziaria a Zurigo. Nell'ambito di trattative concordatarie al tribunale distrettuale di Zurigo
si
ebbe in seguito una rielaborazione del capitolo 4 , che tiene conto delle obiezioni del giudice. n un
giudizio sommario questo aveva rimproverato al testo di accostare ingiustamente la lex e gli altri
querelanti all'ambito del riciclaggio di denaro e di fare in alcuni passi offese personali nei confronti
di
singoli querelanti. Un nuovo titolo del capitolo, modifiche del testo e una rielaborazione redazionale
dei passi criticati hanno tenuto conto di questo. Rispetto alla prima edizione stato eliminato il
passaggio sulla catena di boutiques Trois Pommes della Signora Trudie Gtz . Sulla base di
un'indicazione inesatta contenuta in un'opera di consultazione il passo sopracitato del testo
poneva
Trois Pommes nell'ambito di un gruppo internazionale Offshore. Alla luce di documenti e
informazioni
forniti dopo l'apparizione del libro risultato che il supposto collegamento non c' stato mai. Per
uno
spiacevole errore tecnico nella prima edizione si fatto il nome alle pagine 313 e 321 di una ditta
ndaco AG, in realt non implicata in alcun modo negli avvenimenti descritti. passi in questione si
riferiscono alla ditta nadco AG.
Gian Trepp, Zurigo, inizio di novembre 1996
1 MATERALE DA MEDELLN
Tutto prese l'avvio per caso il 9 novembre 1988. Nel corso di un controllo di routine sull'autostrada
Miami-New York la polizia stradale scopr un carico di cocaina nell'automobile di Giuseppe Cuffaro.
L'italoamericano fu arrestato e dopo alcuni mesi di prigione cominci a collaborare con la FB. n
qualit di teste principale pentito poteva contare su un verdetto pi mite. Siciliano di nascita,
Cuffaro
era emigrato a New York nel 1970 e l si era legato alla leggendaria famiglia mafiosa Gambino. Nel
1983 si spost a Miami, dove prese a collaborare, con un altro emigrante siciliano, John Galatolo,
e la
sua Scirocco Fan Company. Galatolo riceveva grandi quantit di cocaina dal Sudamerica, che
immagazzinava provvisoriamente e divideva in porzioni presso la Scirocco. Anche Galatolo era un
mafioso, ma non apparteneva alla famiglia Gambino di New York come Cuffaro ma alla famiglia
Galatolo di Palermo. Galatolo operavano in alleanza strategica con il clan dei Madonia. (1) Negli
anni
seguenti Galatolo e Cuffaro organizzarono un fiorente commercio di cocaina tra la Florida e New
York.
Cuffaro confess anche di avere collaborato ad una fornitura di cocaina diretta a Palermo dalla
Colombia. La FB inform di questa confessione i colleghi a Roma e il 20 gennaio 1990 agenti
investigativi italiani poterono interrogare nella sua cella Cuffaro tanto ben disposto a parlare.(2)
poliziotti italiani non si pentirono del viaggio. l connazionale emigrato negli USA rivel i dettagli di
un commercio di 600 kg. di cocaina della mafia siciliana con il cartello delle droghe di Medellin. La
procura della repubblica di Palermo inizi quindi un'istruttoria internazionale col nome in codice
"Big
John", che appena due anni dopo avrebbe regalato alla Svizzera lo scandalo Fimo. Fornitore di
cocaina
dei Madonia era il cartello delle droghe di Medellin, rappresentato da Waldino Aponte Romero e
Angel
Leon Sanchez. Con i due colombiani Galatolo aveva trattato nell'ottobre 1987 ad Aruba (3), isola
delle
Antille, per il padrino Madonia il prezzo di 21000 dollari al Kg. (in tutto circa 12 milioni di dollari) e le
esatte modalit di consegna. La merce doveva essere portata a Castellammare del Golfo presso
Palermo
(e Trapani n.d.t.) con la nave "Big John" al comando del cileno Allen Nox, detto "Brito", e l
trasbordata su un peschereccio siciliano. Le coordinate esatte del luogo di consegna, le frequenze
radio
e una foto della "Big John" furono portate a Palermo ai Madonia da Cuffaro. l trasporto and liscio
come l'olio. l 9 gennaio 1988 davanti a Castellammare del Golfo 565 Kg. di cocaina poterono
essere
trasbordati dalla "Big John" al peschereccio gi in attesa. Alcuni giorni pi tardi Cuffaro, Aponte
Romero e Leon Sanchez si incontrarono a Roma. due Colombiani erano nervosi perch la
rimessa
delle prime rate per la cocaina fornita era in ritardo e insistettero per un rapido pagamento. Come
tramite indicarono un uomo di nome Giuseppe, al quale il denaro doveva essere consegnato con il
contrassegno "Garzon". Come Aponte Romero osserv, questo Giuseppe godeva della fiducia
illimitata
del suo "chefe" il dott. Garzn di Medellin, per il quale gi da molti anni aveva organizzato
transazioni
finanziarie internazionali. Cuffaro e Galatolo (4) rintracciarono questo Giuseppe a Milano e gli
pagarono il prezzo d'acquisto della cocaina in contanti in banconote italiane.(5) Dell'indirizzo esatto
di
Giuseppe il Cuffaro pentito non fu pi in grado di ricordarsi nella sua confessione. Aveva solo
ancora
in mente che il suo ufficio era nelle vicinanze del duomo di Milano e decorato che numerose
fotografie
di cavalli da corsa facevano bella mostra alle pareti.
A Milano cominci subito la ricerca febbrile del riciclatore di denaro Giuseppe. l sospetto cadde tra
l'altro su Giuseppe Lottusi, agente finanziario con ufficio in Piazza S. Maria Beltrade 1, vicino al
Duomo. Lottusi era il consigliere d'amministrazione unico di due societ, la nterpart Finanziaria e
la
Scuderia "Gielle", denominata con le iniziali GL. l 4 giugno funzionari di polizia italiana mostrarono
a
Cuffaro nella sua cella di prigione in America una foto di Giuseppe Lottusi, nel quale egli riconobbe
immediatamente quel Giuseppe. "L'identificazione di Giuseppe Lottusi" si dir pi tardi nella
sentenza
" fu la rivelazione decisiva per le indagini" (6). La Criminalpol milanese diretta da Gianni De
Gennaro
del "servizio centrale operativo" lo sottopose a sorveglianza permanente e al controllo delle linee
telefoniche. Dopo pi di un anno fu infine arrestato mentre lasciava la sua abitazione la mattina
presto
del 15 ottobre 1991. Era diretto all'aeroporto milanese di Linate e aveva nel bagaglio un biglietto
aereo
per Zurigo. Contemporaneamente la polizia perquis abitazione e ufficio in Piazza S. Maria
Beltrade e
sequestr una grande quantit di materiale.
L RCCLATORE GUSEPPE
Dalla sorveglianza di Lottusi era emerso che per lo meno una volta la settimana faceva la sua
comparsa
a Chiasso in Corso S.Gottardo 89 presso la Societ Finanziaria Fimo SA, nei cui uffici aveva a
disposizione una propria scrivania con linea telefonica. (7) "Di quando in quando portava alla Fimo
denaro contante o carte valori"(8) Secondo il vicedirettore della Fimo Enzo Coltamai Lottusi
portava
sia denaro dall'talia alla Fimo sia denaro da Chiasso in talia, all'anno in media da 5 a 6 miliardi di
lire,
per lo pi in tranche da 500 milioni.(9) Oltre che nel traffico di denaro contante Lottusi aveva
inserito
la Fimo anche nel suo ingegnoso sistema di pagamenti per assegni o accreditamenti oltreconfine.
noltre egli stesso o le sue societ e prestanome gestivano tutta una serie di conti, mediante i quali
egli
pagava denaro in Svizzera, non appena i suoi clienti gli avevano dato in talia la somma
corrispondente
in contanti. La consegna veniva fatta per lo pi al suo factotum Bruno Verri nella pasticceria
Excelsa in
Piazza De Angelis a Milano. l sistema di compensazione funzionava anche in senso opposto :
versamenti sui conti di Lottusi in Ticino, pagamenti in contanti a Milano, detratta la commissione,
naturalmente. Tra il giugno 1988 e il novembre 1989 le forniture di denaro si sarebbero
raddoppiate
fino a pi di dieci miliardi di lire. Lottusi l'avrebbe informato in anticipo di volta in volta dell'arrivo di
una spedizione da Milano. Le banconote italiane da 50.000 e 100.000 lire in in confezioni di
plastica
sarebbero state messe ,su indicazione di Lottusi, in sacchi delle Poste e Telegrafi Ticinesi e
spedite
come raccomandate assicurate alla Trade Development Bank (TDB, Ginevra). Beneficiario :
Oficina de
Cambio nternacional , contrassegno "Garzn"(10). Aveva la delega per il conto Giancarlo Formichi
Moglia. Tra il 16 giugno 1988 e il 13 febbraio 1990 arrivarono alla TDB complessivamente 11
spedizioni assicurate per un totale di 10 miliardi e 275 milioni di lire con il contrassegno "Ref.
Garzn".(11) Questo affare era considerato allora alla Fimo una faccenda del principale. l
superiore
del vicedirettore Coltamai, il vicepresidente della Fimo Lorenzo Aloisio, conoscente di Lottusi da
lunghi anni, aveva approvato la transazione. Dopo che Lottusi gli aveva chiesto se fosse in grado
di
versare 10 miliardi su un conto della TDB Aloisio gli aveva risposto che la cosa era fattibile. nvii
fino
a 300 miliardi sarebbero stati trasferiti a Ginevra in forma di bonifico, nel caso di importi pi alti
sarebbe stato spedito materialmente denaro contante come assicurata.(12) l controllo del telefono
di
Lottusi aveva rilevato colloqui particolarmente frequenti con Giancarlo Formichi Moglia, titolare del
conto "Oficina de Cambio nternacional" presso la TDB a Ginevra.
Formichi Moglia, emigrato negli USA agli inizi degli anni '70, era gestore d'affari della ditta R.C.G.
Entreprises in South Hill Street 550 a Los Angeles. Allo stesso indirizzo erano domiciliate altre due
societ, l'Oficina de Cambio e L'Oficina de cambio nternacional. Tutte e tre le ditte di Formichi
Moglia usavano lo stesso numero di registro presso il registro di commercio californiano
(P53728870)
e gli stessi conti presso la Security Pacific Bank of Los Angeles.(13) Come societ madre
dell'Oficina
de Cambio e l'Oficina de Cambio nternacional firmava una societ venezuelana con sede a
Caracas,
(14) come loro procuratori firmavano Formichi Moglia e la sua segretaria Rose Kirby.(15) Le tre
societ di Formichi Moglia a Los Angeles erano sorvegliate nell'ambito dell'azione anti-droghe
"Polar-
Cap" dell' FB e furono infine smascherate quale veicolo di riciclaggio di denaro per il cartello di
Medellin. Giancarlo Formichi Moglia e la sua segretaria Rose Kirby dalla fine del 1987 alla fine del
1988 avevano trasferito da Los Angeles al Venezuela circa 40 milioni di dollari di denaro derivante
dal
traffico di droga.(16) Dopo l'arresto di Lottusi Formichi Moglia e Kirby se ne andarono in Australia,
dove entrambi furono infine arrestati il 13 ottobre 1992 e estradati in talia.(17)
LOTTUS CONDANNATO
Quasi due anni dopo l'arresto, Lottusi fu processato a Palermo nel 1993 (insieme con 15
coimputati in
parte fuggiti). Fu condannato a 20 anni di prigione, sentenza contro cui il suo avvocato Giorgio
Sanseverino fece appello. Lottusi non sarebbe stato un mafioso ma semplicemente un galoppino
della
mafia che riceveva ordini da Formichi Moglia. L'istanza giudiziaria immediatamente superiore si
conform a questa argomentazione e lo condann per riciclaggio di denaro ad una pena ridotta a
12
anni.(18) A molti anni di prigione per riciclaggio di denaro furono condannati alla fine del 1994 a
Palermo anche Formichi Moglia e la sua segretaria Kirby. Significativo che la loro difesa aveva
sostenuto una versione dei fatti esattamente contraria a quella di Lottusi, e cio che loro erano
solo gli
inconsapevoli esecutori delle disposizioni di un Giuseppe Lottusi pienamente informato.
Per i giudici di Palermo era provato che il clan Madonia pagava in contanti al riciclatore Giuseppe
Lottusi il prezzo della cocaina, fornita dal cartello di Medelln. Lottusi versava il denaro via Fimo sul
conto di Giancarlo Formichi Moglia, prestanome di Medelln, presso la Trade Development Bank di
Ginevra. (19) Abbiamo con ci un tipico riciclaggio di denaro in pi stadi attraverso due istituti
finanziari svizzeri. La Fimo (Chiasso) e la Trade Development Bank (Ginevra), usate come stazioni
di
riciclaggio, vengono esaminate in maniera pi analitica nei due capitoli seguenti.
Note:
1) Francesco Madonia era il capo o capofamiglia della famiglia Resuttana. Dalla fine degli anni '70
fino
al suo arresto in seguito all'affare "Big John" fece parte della cosiddetta cupola o commissione
interprovinciale, il supremo organo mafioso in Sicilia. Madonia erano alleati al clan dei Corleonesi,
il
cui capo Tot Riina era uscito vincitore dalle sanguinose lotte mafiose siciliane dell'inizio degli anni
'80. Nel dicembre 1989 fu arrestato a Palermo. (Cfr. Falcone, Giovanni : 'Cosa Nostra ', Parigi
1991)
2) Tribunale Civile e Penale di Palermo: Sentenza contro Aponte Romero,Waldino (Sentenza anno
1993 /N:248 bis/ 93 Sent./B163 /91 Reg.Gen./(+131/92 Reg.Gen.)/N.6981/90 P.M.), 24. 3. 93,p.9.
Questo verdetto viene qui di seguito citato come TCPP (+14).
3) L'isola caribica Aruba si trova davanti alla costa del Venezuela. Diversamente dall'isola sorella
Curaao, che vuole restare con l'Olanda, nel 1986 Aruba ha votato per la piena indipendenza dlla
ex
potenza coloniale a cominciare dal primo gennaio 1996. Aruba gestisce come Curaao
un'importante
piazza finanziaria offshore. Numerosi resoconti documentano il massiccio infiltrarsi ad Aruba delle
organizzazioni criminali, soprattutto dalla Colombia e dall'talia.
4) John Galatolo fu arrestato nel febbraio 1990 grazie alla confessione di Giuseppe Cuffaro.
5) TCPP (+14), p.12
6) TCPP (+14), p.102
7) TCPP (+14), p.104
8) Criminalpol Milano : Rapporto 9009001, s.d..,pp.14 segg.
9) nterrogato da procuratori italiani a Lugano il 17 dicembre 1991 Enzo Coltamai ha confermato
che
Lottusi da ben pi di dieci anni intratteneva buoni rapporti con la Fimo e aveva un posto di lavoro
con
telefono. Era stato presentato dal suo predecessore Ernesto Bongiovanni che aveva lavorato con
la
Fimo gi dall'inizio degli anni '60. l 5 marzo 1992 Coltamai fu messo a confronto in una prigione
milanese con Lottusi, che conferm per intero le sue dichiarazioni; un giorno prima Lottusi aveva
confermato anche le dichiarazioni di Cuffaro.
10) TCPP (+14), p.104 segg.
11) TCPP (+14), p.109
12) TCPP (+14), p.109
13) TCPP (+14), p.26
14) Nel loro consiglio di amministrazione erano presenti Nelson Manuel Garca Ramirez e Alvaro
Velez Trilloz.
15) TCPP (+14),p.109
16) TCPP (+14), p.36
17) Lottusi telefonava spesso anche al fiduciario in pensione Ernesto Bongiovanni a Perugia. Era
stato
lui a insegnargli il mestiere di consulente finanziario, a introdurlo alla Fimo e a lasciargli dopo il suo
pensionamento la clientela abituale (TCPP [+14], p.103). Altri frequenti partner delle conversazioni
telefoniche di Lottusi erano Savino Porcelluzzi, Andrea Palombini e i due lussemburghesi Emile
Vogt e
Marc Neuen. Neuen lavorava per la Filiale des Crdit ndustriel d'Alsace et Lorraine
lussemburghese.
Vogt faceva parte del consiglio di amministrazione della Compagnie Financire de Gestion e della
Banque de Luxembourg. La Compagnie Financire de Gestion era gi finita sui giornali un anno
prima
in relazione alla cosiddetta Duomo Connection milanese. Gaetano Nobile, accusato di traffico di
droga,
aveva parcheggiato l il suo denaro. Nel corso dell'istruttoria contro Lottusi emerse marginalmente
anche il nome della filiale di Henry Ansbacher & C.ic. a St. Peter Port (Guersney). l suo agente di
collegamento Roberto Pizzuti a St.Peter Port era titolare di numerosi conti presso la locale Filiale
della
Henry Ansbacher & Cic. ("Eco di Locarno, 10. 11. 91). Secondo "L' Eco il partner di Lottusi Pizzuti
faceva parte anche del Plaiderie Trust, St.Peter Port (Guersney) . Oltre ad avere collegamenti a
Guersney Lottusi aveva fondato 9 societ anche in inghilterra, e precisamente Varvelta Ltd., Vecta
Glass Company, Gateway Consultant Company, Rexfinch, Maytime Development, Landama,
Riteridge, Trindust, Nordstern.
18) Contro la sentenza si appell da parte sua la Procura della Repubblica. n base alle
dichiarazioni del
pentito Cuffaro, l'accusa ritiene che Lottusi sia un mafioso. (TCPP [+14], p.114 segg.)
19) Un'ulteriore base d'appoggio di Lottusi in Ticino era la Kreditanstalt svizzera di Lugano che in
un
comunicato stampa del 31 ottobre 1991 escluse ogni coinvolgimento negli affari di Lottusi e ribad
la
sua disponibilit ad una piena collaborazione con la giustizia. La filiale di Lugano del grande
mediatore
di borsa statunitense Merril Lynch, che era stata pure messa in relazione con Lottusi, aveva fatto
sapere
il 18 ottobre attraverso l'avvocato Pier Felice Barchi, di aver agito sempre secondo l'uso comune in
ambito finanziario. (Nello studio legale di Pier Felice Barchi la del Ponte aveva fatto quasi 20 anni
prima i suoi primi passi come avvocatessa). Anche la filiale di Lugano della lex Trust Services
(Ginevra) fu citata come interlocutrice di Lottusi sulla base di un comunicato di polizia italiano sull'
"Eco di Locarno (10. 11. 91). Gi il 18 ottobre 1991 il procuratore di stato Carla del Ponte attest
alla
Kreditanstalt (Lugano), a Merill Lynch (Lugano) e alla lex Trust Services (Lugano) che poteva
essere
escluso ogni coinvolgimento di quadri direttivi e consiglieri di amministrazione.
2. FMO OVVERO LA BUONA FEDE
La Finanziaria Mobiliaria SA, detta in breve Fimo, era stata fondata il 21 marzo 1956 dal notaio
Ercole
Doninelli a Chiasso. l capitale di fondazione ammontava a 100.000 franchi ed era suddiviso in
mille
azioni, sottoscritte da due ticinesi e cinque italiani, tra cui Carlo Vincenzo Aloisio di Torino. (1) Gli
affari in seguito debbono essere andati bene se nel 1963 il capitale azionario si era decuplicato
raggiungendo il milione di franchi. Le 9000 nuove azioni furono sottoscritte da due direttori della
filiale di Chiasso della Schweizerische Bankgesellschaft (SBG), Edgardo Botta e Gianfranco Keller.
Con ci la SBG (Chiasso) controllava il 90 percento delle azioni Fimo. Contemporaneamente due
dei
consiglieri amministrativi ticinesi fino allora in carica (2) diedero le dimissioni e cedettero le loro
quote
di capitale in forma fiduciaria a Ercole Doninelli, che entr nel consiglio di amministrazione. Un
altro
nuovo arrivo in questo comitato fu costituito da Lorenzo Aloisio (3), figlio dell'azionista di
fondazione
torinese Vincenzo Aloisio, e abitante a Besazio. Negli anni '60 la Fimo continu ad espandersi
fortemente e nell'aprile 1972 il capitale sal da uno a tre milioni, sottoscritto di nuovo interamente
dalla
SBG (Chiasso). Nuovo presidente divenne il notaio Ercole Doninelli, nuovo vicepresidente Lorenzo
Aloisio. Nel dicembre 1976 la SBG negozi per il partner Aloisio l'acquisto della piccola banca
zurighese Bank Roulston. (4) Aloisio cambi il nome dell' istituto in Banca Albis, raddoppi il
capitale
a due milioni e prese in affitto uffici pi grandi in Gerbergasse 6, vicino alla Zrcher
Bahnhofstrasse. n
seguito la nuova acquisizione di Aloisio serv alla societ finanziaria Fimo, a presentarsi come
banca
col nome Albis senza possedere una licenza della commissione bancaria. La Fimo e i suoi clienti
erano
allora in assoluto i clienti pi importanti della banca Albis.(5) Nella seconda met degli anni '70,
mentre la piazza finanziaria Ticino era sconvolta dallo scandalo della filiale di Chiasso della
Kreditanstalt e dallo scandalo di Weisskredit,di cui non si ancora parlato, il discreto trio di
successo
SBG-Aloisio-Doninelli, passando del tutto inosservato, incassava con la Fimo lauti guadagni nel
mondo degli affari finanziari italo-svizzero. Nel 1982 un'operazione di scambio non ortodossa
sistem
la posizione contraria alla legge bancaria della societ gemella Fimo-Banca Albis. La Fimo
sottoscrisse
un aumento di capitale di tre milioni della banca Albis che pag con un apporto di beni in natura.
Ci
consistette nel trasferimento dell'attivit di tipo bancario della Fimo alla banca Albis.
Concretamente
accadde questo : La banca Albis apr nei locali della Fimo in Corso San Gottardo 89 a Chiasso una
filiale, che prese 27 dei 30 posti di lavoro e attivi e passivi della Fimo per 30 milioni di franchi, dei
quali 10 milioni in oro. Da allora la filiale di Chiasso della banca Albis e la Fimo lavorarono negli
stessi uffici in Corso San Gottardo 89. Grazie all'abile operazione si erano adeguati alla
legislazione
bancaria senza dover veramente mutare qualcosa nell'andamento degli affari. Da un punto di vista
economico Fimo e Banca Albis rimasero gemelli monozigotici. Vale a dire che la societ finanziaria
Fimo non sottoposta alla legislazione bancaria aveva una porta posteriore aperta su una banca.
Che
questo stratagemma degno di un azzeccagarbugli non fosse allora in contraddizione con gli
standard
dell'etica degli affari della SBG significativo. (6) Gi un anno pi tardi, nell'aprile 1983, la Fimo
aument il suo capitale da tre a sei milioni, sottoscritto per met rispettivamente da Ercole
Doninelli,
mediante la sua Stefany Financing Company SA (Chiasso) e da Lorenzo Aloisio. Con ci erano
cambiate anche per la prima volta dal 1963 le quote di partecipazione al gruppo Fimo-Banca Albis:
la
SBG (Chiasso) controllava ora anzich il 90 percento, ancora circa la met delle azioni Fimo,
mentre
Doninelli e Aloisio ne avevano circa un quarto. Nel gennaio 1986 infine la SBG (Chiasso) ridusse la
sua partecipazione alla Fimo a circa il 45 percento. Vendette appena il 5 percento alla toko
Holding
SA, che (attraverso la GiBi Fiduciaria SA) erano detenuti da Guido Brioschi, Luisa Gianella
Brioschi e
Giancarlo Tramezzani.(7)
MSTEROSE DMSSON N MASSA
Nella primavera 1988 si ebbero dimissioni in massa dal consiglio d'amministrazione della Banca
Albis,
gemella della Fimo. Nel febbraio e nel marzo 1988 Roberto Feller (8) e Andr W. Cornu (9)
annunciarono il loro ritiro solo poche settimane prima dell'assemblea generale a Zurigo. Nel corso
di
quest'assemblea diede le dimissioni anche il presidente della banca e avvocato Giordano
Borradori di
Lugano. Nell'organo supremo della banca Albis rest solo l'avvocato Fernando Rizzoli, collega
d'ufficio del famoso avvocato e consigliere nazionale della CVP, Gianfranco Cotti.(10) tre
dimissionari furono sostituiti alla Banca Albis dall'avvocato zurighese Rudolf Hegetschweiler in
qualit
di nuovo presidente e dalla allora consigliera nazionale liberale Genevive Aubry, originaria del
Giura
bernese. La Aubry, priva d'esperienza nel campo delle operazioni bancarie, aveva un ruolo di
facciata,
come si deduce dal fatto che era l'unica consigliera d'amministrazione a non far parte del comitato.
Anche alla Fimo dopo il terremoto presso la Banca Albis affiliata si ebbe nel giugno 1988 un
rimpasto.
Un'assemblea generale straordinaria elesse nuovo presidente della Fimo Gianfranco Cotti.(11)
Divenne
nuovo membro del consiglio d'amministrazione Demetrio Ferrari, collega di Cotti ed ex
granconsigliere
della CVP. Nel mondo politico Ferrari e Cotti erano considerati eminenze grige della CVP ticinese.
l
motivo dei cambiamenti precipitosi nei consigli di amministrazione del gruppo Fimo / Banca Albis
non
noto- si tratti o no di un caso : poco prima delle dimissioni Giuseppe Lottusi alla fine del 1987
aveva
chiesto per sua stessa ammissione a Lorenzo Aloisio, se il gruppo Fimo/ Banca Albis poteva
trasferire
circa dieci miliardi di lire in contanti alla Trade Development Bank (Ginevra).(12) Di fatto il gruppo
Fimo/ Banca Albis fu rafforzato dal rimpasto. due politici conosciuti a livello nazionale, Genevive
Aubry e Gianfranco Cotti, gli procurarono rispettabilit. Sia Cotti, uomo del CVP che la liberale
Aubry
appartenevano all' ala destra dei loro partiti. Entrambi comparvero nell'agosto 1988 nell'elenco
degli
oratori del Congresso anticomunista WACL.(13) l 22 novembre 1988 entr infine nel consiglio di
amministrazione della Fimo Valentino Foti, amico di giovent di Lorenzo Aloisio. Gi nel 1971 i due
avevano comprato in Friuli (San Vito, Pordenone) la vetreria Sirix. (14) "Lorenzo credeva allo
sviluppo
del settore industriale nella Fimo", disse Foti," ogni volta che avevo bisogno di denaro per la Sirix
era
sempre pronto a condividere il rischio con me".(15) Grazie alle iniezioni di capitale della Fimo, Foti
fu
in grado di trasformare la Sirix in un gruppo di cinque vetrerie con circa 600 dipendenti e con un
volume di affari annuo di pi di 100 miliardi di lire. (16) Contemporaneamente il suo amico Aloisio
fece una brillante carriera in Svizzera. Nel 1988 la Fimo, sotto l'influsso di Foti, che poi entr nel
consiglio di amministrazione, acquist una quota minoritaria della SA Financire Patience
Beaujonc
(PB Finance) di Antwerpen, un investimento di cui pi tardi la Fimo dovette pentirsi. (17) Ma i sogni
di
Aloisio e Foti di figurare nella prima classe delle vetrerie europee non si realizzarono. Aloisio mor
all'inizio del 1990 e Foti in caso di problemi finanziari non pot pi contare sull' aiuto della Fimo.
Diversamente dal suo amico Lorenzo "il resto della sua famiglia era pi interessata alla finanza
(che
all'industria vetraria ). Perci si giunse pi tardi ad una rottura." (18) Gli affari andarono sempre
peggio
e la Fimo si ritir dalla PB Finance belga.
ORO E GOELL
Prosperava invece il commercio d'oro e gioielli. l 4 aprile 1991 la Fimo fond la Societ per il
Commercio di gioielli Fimo Gem Stone con un capitale di 300.000 franchi e domicilio in Corso San
Gottardo 89. Presidentessa divenne Luisa Gianella Brioschi della toko, azionista di minoranza
Fimo. l
consiglio d'ammministrazione fu composto da Emilio Aloisio di Torino, parente di Lorenzo Aloisio, e
da Luigi Tamburini, a lungo direttore della Fimo ticinese e pi tardi consigliere d'amministrazione
della
Fimo. Direttore della ditta per il commercio di gioielli Fimo Gem Stone divenne Saverio Repetto
(19)
di Torino. Dopo l'arresto di Lottusi nell'ottobre 1991 la Fimo Gem Stone cambi nome in Fingems
Financial Gems nvest SA. Nel dicembre 1991 la Fimo costitu una joint-venture con la Societ
Vietnam Oro, Argento e Pietre preziose (Hanoi), con un capitale di un milione di dollari, versato per
met dal partner vietnamita e per met da quello svizzero. Per la Fimo fa parte del consiglio di
amministrazione Giovanni Cararra, per la Societ Vietnam Oro, Argento e Pietre preziose Le
Thanh-
Lung.(20)
SOCETA' A RESPONSABLTA' LMTATA
Quando il riciclatore Giuseppe Lottusi fu arrestato a Milano il 15 ottobre 1991, il consiglio
d'amministrazione della Fimo si presentava cos: oltre al presidente Gianfranco Cotti e al vice
Emilio
Aloisio di Torino ne facevano parte anche Elio Fiscalini (21), Demetrio Ferrari, Lucia Galliano-
Aloisio
e Valentino Foti. La direzione della Fimo era composta da Piergiorgio Aloisio e Luigi Tamburini,
vicedirettore era Enzo Coltamai.(22) Nel consiglio di amministrazione della Banca Albis, affiliata
alla
Fimo, c'era in qualit di presidente Rudolf Hegetschweiler di Zurigo. Membri erano Genevive
Aubry,
Bernhard Burkhard e Fernando Rizzoli. Direttori erano Fabrizio Donati e Pier Luigi Gallo.(23) l
nome
Fimo compare per la prima volta nei media svizzeri il 16 ottobre 1991 sul ticinese "Dovere", dopo
che
la stampa italiana il giorno prima aveva informato dell'arresto di Lottusi senza nominare ancora la
Fimo. l nome della Fimo e del suo presidente Gianfranco Cotti apparvero sia in "Dovere" che sul
giornale italiano "La Repubblica" solamente il 17 ottobre. l giorno stesso sia la direzione della
Fimo
che Cotti fecero pervenire ai media dichiarazioni che furono pubblicate il 18 ottobre. La direzione
della
Fimo dichiar di aver agito sempre nel rispetto degli obblighi di scrupolosit, usuali nel settore e di
essere naturalmente pronta ad ogni collaborazine con le autorit. Non c'era -aggiunse- alcuna
inchiesta
pendente nei confronti di organi o impiegati della Fimo.(24) Cotti da parte sua dichiar che come
presidente della Fimo non aveva constatato alcun atto della societ contrario alla legge vigente e
non
aveva mai avuto contatti diretti o indiretti con le persone sospettate.(25)
UN MMEDATO CERTFCATO PERSL * PER COTT
Lo stesso giorno della dichiarazione stampa di Cotti si fece sentire a sua volta con una
dichiarazione
stampa Carla del Ponte allora ancora in carica come procuratore di stato del Ticino. La Signora del
Ponte comunic che nel caso Lottusi era stato aperto un procedimento penale contro ignoti , per il
sospetto di ripetuto e grave riciclaggio di denaro ed eventuale violazione del dovere di meticolosit
negli affari finanziari. Gi nella frase successiva la del Ponte contestava categoricamente ogni
corresponsabilit del consiglio di amministrazione e della direzione della Fimo, la possibile
implicazione di impiegati non venne invece esclusa fin da principio. Una simile dichiarazione di un
procuratore di stato che annuncia un' inchiesta penale e nello stesso momento scagiona
categoricamente
i potenziali responsabili, non si conosceva prima negli annali della giustizia penale svizzera. La del
Ponte non ha saputo poi mai spiegare da dove abbia tratto allora la giustificazione per l'istantaneo
certificato Persil, cosa che non ha nuociuto per in alcun modo alla sua carriera successiva. Al
contrario. Quando Giuseppe Sergi ,consigliere cantonale del partito socialista defin pi tardi
discutbile
il suo comportamento in questa faccenda e chiese un'inchiesta amministrativa contro il procuratore
del
Ponte, fu duramente biasimato dal governo ticinese: avrebbe voluto gettare di proposito discredito
sulla
del Ponte.(26) Se l'affare Fimo/ Cotti nonostante il certificato Persil della del Ponte riusc a
trasformarsi
da avvenimento locale ticinese in tema dei media nazionali, ci avvenne grazie alla televisione
svizzera. l programma televisivo di informazione e intrattenimento "10 minuti alle 10", allora
nuovo,
aveva bisogno di storie piccanti per aumentare le percentuali d'ascolto. Questo condizionamento
fu pi
forte di tutto il lavorio di lobby da parte di Cotti per far passare sotto silenzio la cosa. l redattore
capo
di "10 minuti alle 10" Jrg Wildenberger mand a Palermo il giornalista Klaus Vieli dal procuratore
della repubblica Giusto Schiacchitano che illustr subito l'importante ruolo della Fimo come
stazione di
transito nelle transazioni di Lottusi per la mafia e il cartello di Medelln.
Nella trasmissione TV del 15 novembre 1991 si accenn anche, come di dovere, al fatto che
l'allora
consigliere nazionale CVP Cotti presiedeva la commissione del parlamento federale che doveva
stabilire le norme penali nel caso di infrazioni ai paragrafi di legge sul riciclaggio di denaro, mentre
Lottusi contemporaneamente portava alla Fimo, presieduta dallo stesso Cotti, il denaro da
narcotraffico
in sacchi di plastica. Cotti si oppose con successo alle mozioni di minoranza socialiste che
prevedevano
un aggravarsi del fenomeno riciclaggio di denaro- chiese invece fiducia nei confronti delle banche
e
delle societ finanziarie. Dopo che la televisione aveva reso di pubblico dominio lo scandalo Fimo,
Cotti fu costretto ad agire: sul "Corriere del Ticino" del 19 novembre 1991 rese note le sue
dimissioni
da presidente della societ. (27) E non manc naturalmente di far riferimento al certificato Persil
della
del Ponte. Alla radio del Ticino Cotti aveva dichiarato gi il 17 novembre di aver lasciato la
presidenza
della Fimo il 10 ottobre, dunque gi prima dell'arresto di Lottusi, e che lui non aveva niente a che
fare
con quest'ultimo. Si sarebbe ritirato perch non era d'accordo sulla gestione della Fimo. l nome
Lottusi
l'avrebbe appreso dai media. Non avrebbe potuto occuparsi in maniera approfondita dei singoli
affari
delle imprese, del cui consiglio di amministrazione faceva parte. Anche degli stretti legami della
Fimo
con la banca affiliata Albis sostenne di non aver saputo niente- sebbene il suo socio di studio
Fernando
Rizzoli fosse membro del consiglio d'amministrazione della Banca Albis.(28) E sebbene
l'assemblea
generale della Fimo del 22 novembre 1988 in base a documenti del dossier Fimo del Registro di
Commercio di Mendrisio si sia tenuta nello studio che divideva con Rizzoli. nattendibile appare la
motivazione delle dimissioni data da Cotti, se confrontata con la sua prima dichiarazione ai media
del
17 ottobre, in cui non diceva ancora nulla di un ritiro dalla presidenza Fimo. Al contrario egli
prendeva
qui posizione in maniera chiara e inequivocabile come presidente della Fimo. Anche al Registro di
Commercio di Mendrisio manca una lettera di dimissioni del 10 ottobre 1991. C' solo la sua
lettera del
13 novembre in cui rimanda ad un presunto scritto del 10 ottobre. l dipartimento di polizia e
giustizia
del Ticino gli comunic infine il 14 novembre e ancora il 4 dicembre, che il suo ritiro non era
avvenuto
in modo conforme alla legge. La data delle dimissioni il 22 novembre, nel Bollettino commerciale
svizzero le dimissioni furono rese pubbliche il 25 novembre. Le circostanze quanto mai strane del
ritiro
di Cotti sono cos destinate a rimanere oscure. Si pu pensare che la sua lettera non sia stata
recapitata
o che sia andata perduta al Registro di Commercio. Questa fu comunque la spiegazione di Cotti
(29).
Nei mesi seguenti egli fu preso di mira pesantemente da diverse parti per il suo ruolo di presidente
della
Fimo. l cabarettista Lorenz Keiser lo prese in giro nel suo programma, e Cotti lo denunci per
oltraggio al suo onore, cosa che port ad una lunghissima controversia in tribunale. All'assemblea
generale della CS Holding l'addetta stampa di Zurigo Ruth Binde fece la proposta che Cotti non
fosse
eletto nel consiglio di amministrazione della CS. (30) Non ottenne la maggioranza, ma dalla sala si
lev
un applauso fragoroso. Allorch il presidente dell'assemblea Rainer Gut,a causa del consenso alla
richiesta della Binde, deliber per Cotti l'elezione per iscritto, un candidato visibilmente pallido
visse
alcuni istanti di paura. n una trasmissione della televisione della Svizzera occidentale nel giugno
1994
Jean Ziegler, il critico delle banche, cit la Fimo come esempio dell'infiltrazione in Svizzera del
crimine organizzato. n conseguenza di ci fu denunciato dalla Fimo. Ma sia il Consiglio nazionale
che
il Consiglio degli Stati rifiutarono di di togliergli l'immunit parlamentare. l consigliere nazionale
Charles Poncet (PLS,Ginevra) espresse l'opinione che Ziegler avesse esagerato ma che
fondamentalmente avesse detto la verit.(31)
UN COLPO D SPUGNA
Nell'estate 1992 lo scandalo Fimo cominciava gi ad essere dimenticato. A Lugano la del Ponte
manteneva un silenzio assoluto, e i media rinunciarono ad ulteriori indagini. l consiglio
d'amministrazione della Fimo approfitt abilmente del momento favorevole per limitare i danni e si
adatt prontamente sotto il successore di Cotti Elio Fiscalini (32) alla nuova situazione.
L'avvocato d'affari Fiscalini aveva l'ufficio in Corso San Gottardo a Chiasso e come Cotti era una
colonna portante dell' establishment ticinese. Grazie a questa figura di primo piano la SBG di
Chiasso,
azionaria Fimo, pot continuare con successo la politica di basso profilo portata avanti dal 1963.
media e l'opinione pubblica non sapevano chi in fondo fosse responsabile del gruppo Fimo /Banca
Albis. Anche nel consiglio di amministrazione della Banca Albis, affiliata alla Fimo, che aveva
superato indenne lo scandalo della societ madre, si arriv nel 1992 ad alcuni cambiamenti.
Nell'ottobre 1991 l'avvocato Max Schmidlin divenne un nuovo membro di questo organo. Nel
novembre 1992 Fernando Rizzoli, collega di studio di Cotti, fu sostituito dall'avvocato Hans Rudolf
Staiger. (33) Ma il cambiamento pi importante era gi andato in scena nell' agosto 1992 quando
l'ex
direttore della banca popolare Bernhard Burkhard era stato sostituito dall'ex procuratore di stato
ticinese Venerio Quadri.(34) l predecessore della del Ponte, lasciato il servizio statale nel
dicembre
1990, aveva aperto uno studio legale a Lugano, e continu tuttavia a far parte dell'apparato
giudiziario
ticinese come giudice supplente del PPC nel tribunale cantonale di secondo grado. Mutar di
campo
procur a Quadri alcuni mandati di non poco interesse finanziario: con la Banca Commerciale di
Lugano e la Banca Atlantis di Ginevra rappresentava clienti con i quali aveva gi avuto a che fare
come
procuratore di stato.(35) Passaggi simili da parte di un avvocato dall'ambito giuridico a quello
economico - a differenza di quanto avviene ad esempio in talia- in Svizzera non sono vietati ma
sono
considerati discutibili sul piano etico. (36) perch le conoscenze da insider di un ex magistrato
danno ai
suoi clienti un vantaggio non fair nel complesso intrico delle vie legali e ostacolano la ricerca della
verit. Non si dimenticato che il procuratore di stato Quadri nell'ottobre 1990 aveva aperto su
iniziativa milanese un procedimento contro ignoti in relazone al caso del riciclatore Lottusi. Una
delle
prime clienti che sfruttarono le competenti cognizioni da insider del novello libero professionista fu
nella primavera 1992 la Fimo. (37) n estate Quadri entr a far parte del consiglio di
amministrazione
della Banca Albis e si mise in luce anche sui giornali come difensore del gruppo Fimo-Banca Albis.
Ad esempio su" Le Nouveau Quotidien" di Losanna cerc di ottenere la comprensione dei lettori :
"perch la Fimo avrebbe dovuto insospettirsi , Lottusi era conosciuto nel loro ambiente dal
1975."(38)
Anche con i mandati da consigliere d'amministrazione presso la Fardafid SA (Lugano) e la Fardafin
Holding (Lugano) (39), dove aveva un ruolo importante Elio Fiscalini, l'impegno di Quadri per il
gruppo Fimo / Banca Albis risult fruttuoso.(40)
COMFN OVVERO L COPRCAPO MAGCO CHE RENDE NVSBL
l gruppo Fimo-Banca Albis non solo si rinnov con successo a livello di consiglio di
amministrazione
ma si riorganizz anche sul piano operativo. All'inizio del luglio 1992 il vicedirettore della Fimo
Enzo
Coltamai, gi persona di riferimento di Lottusi, lasci la sua vecchia datrice di lavoro e pass alla
Comifin SA appena fondata. Coltamai non ebbe bisogno di trasferirsi, perch la Comifin aveva gli
uffici allo stesso indirizzo della Fimo e della Banca Albis, precisamente in Corso San Gottardo 89 a
Chiasso. Ben presto fu chiaro che la Comifin portava avanti gli affari della Fimo sotto un nuovo
nome.
La Comifin era stata fondata il 25 maggio 1992 con un capitale azionario di 200.000 franchi.
Azionista
di fondazione fu la Fiduciaria GiBi (Lugano), azionista di minoranza della Fimo, che ricevette 198
azioni a 1000 franchi. La Fiduciaria GiBi deteneva attraverso la toko SA anche non pi del 5%
delle
azioni Fimo.(41) La presidentessa della GiBi Luisa Gianella Brioschi firmava anche come
presidentessa Comifin. Gianella Brioschi ricevette un'azione Comifin esattamente come il fiduciario
Giancarlo Tramezzani di Ponte Tresa che era pure entrato nel consiglio di amministrazione della
Comifin.
ENTRA N AZONE MAN PULTE
Quando il nome Fimo era stato ormai dimenticato dall'opinione pubblica, la societ comparve il 18
marzo 1993 per la prima volta nelle istruttorie dei pubblici ministeri milanesi Antonio Di Pietro e
Gherardo Colombo contro la corruzione nella societ petrolifera italiana di stato EN. l cassiere
delle
bustarelle EN Pierfrancesco Pacini Battaglia, vicepresidente e principale azionista della Banca
Karfinco di Ginevra, vuot il sacco. Questa storia avventurosa viene narrata in maniera dettagliata
pi
avanti, qui ci interessano solo le dichiarazioni di Pacini Battaglia sulla Fimo. Pacini Battaglia
descrisse
al pubblico ministero Di Pietro come egli di volta in volta portava a Roma al tesoriere del partito
socialista Vincenzo Balzamo le bustarelle dell' EN: "Consegnavo le banconote a Balzamo nella
sua
Lancia Tema verde, che lui parcheggiava sotto la finestra del mio ufficio (a Roma). Domanda di Di
Pietro: Dove prendeva il denaro? Pacini battaglia : da un conto Eni all'estero. Domanda di Di Pietro
:
Come arrivava in talia? Pacini Battaglia: Veniva portato da una societ specializzata di spalloni
[termine italiano per indicare i contrabbandieri]. Domanda di Di Pietro : Come si chiama questa
societ? Pacini Battaglia: Si chiama Fimo.(42) Nel corso della sua testimonianza Pacini Battaglia
dichiar anche di avere collaborato dall'inizio del 1992 fino al maggio 1992 con un certo "Enzo e
un
Rino presso la Comfin-Fimo in Corso San Gottardo 89 a Chiasso". Pacini Battaglia: "La Comifin-
Fimo un'agenzia di cambio che d lavoro a spalloni e che fornisce direttamente denaro contante
a
determinati indirizzi" (43)
n questo modo contrabbandieri della Comifin-Fimo avrebbero portato direttamente alla sede
centrale
della Democrazia Cristiana in Piazza del Ges bustarelle dell' Eni. Alla domanda perch avesse
scelto
per i suoi trasferimenti di denaro proprio una ditta finita sui giornali per riciclaggio di denaro della
mafia con titoli a caratteri cubitali, Pacini Battaglia rispose: "perch sono i migliori spalloni che
esistano"(44)
L' UOMO DAL PEDE D' ORO
l gruppo Fimo- Banca Albis era implicato nel 1994 in altri scandali italiani oltre a quello delle
bustarelle ai politici. " miliardi per Lentini nella banca- tangenti" titolava il "Corriere della Sera".(45)
l riferimento era alla Banca Albis di Chiasso, stazione di transito di mazzette che il club calcistico
di
Berlusconi AC Milan aveva pagato al presidente Gianmauro Borsano dell'AC Torino. l motivo era il
trasferimento del campione di calcio Gianluigi Lentini da Torino a Milano. (46) l "Corriere della
Sera"
non dimentic di far cenno alla notoriet del gruppo Fimo/ Banca Albis definendolo nel sottotitolo
"punto di distribuzione delle tangenti EN e sportello utilizzato dalla mafia".(47) l caso Lentini
dimostr di nuovo come aveva funzionato il sistema Fimo -Banca Albis . L'AC Milan (propriet
privata
di Berlusconi) voleva assolutamente avere nella sua squadra il supercampione Lentini. Ma Lentini
intendeva restar fedele ai suoi fan torinesi. Berlusconi gli offr per tanti soldi che il giocatore trad i
suoi fan e pass al Milan. l presidente del Torino Gianmauro Borsano ricevette una tangente
perch
organizzasse rapidamente il trasferimento. (48) Come Borsano rivel al pubblico ministero
milanese
Gherardo Colombo, si mise in contatto con Emilio Aloisio, il consigliere amministrativo della Fimo
residente a Torino e cugino dell'ex vicedirettore- Fimo Lorenzo Aloisio, morto nel 1990. Nella
primavera 1992 l'AC Milan vers la prima rata -mazzetta di 4 miliardi di lire alla Banca Albis. l
denaro proveniva da un conto del manager del Milan Galliani presso la SBG di Chiasso. La Banca
Albis pag la cifra , detratta la commissione, alla societ finanziaria torinese Cambio Corso di
Aloisio ,
che trasmise al Borsano, lasciatosi corrompere, il controvalore in obbligazioni di stato. Poco tempo
dopo passarono allo stesso modo ancora tra i 6,5 e gli 8,5 miliardi di lire (49). La procura della
repubblica di Torino fece una perquisizione domiciliare presso la Cambio Corso e sulla base dei
documenti rinvenuti present una rogatoria alla Svizzera.Circa un anno dopo arriv a Torino la
documentazione richiesta della transazione della Banca Albis.
L PRESDENTE DELLA FMO PARLA CHARO
La comparsa del gruppo Fimo - Banca Albis nel vortice delle inchieste di Mani Pulite sembr non
impressionare pi di tanto il presidente della Fimo Elio Fiscalini. Allo stesso modo non si era
lasciato
impressionare due anni prima dall'affare Lottusi a proposito del quale disse allora ad un giornalista
del
quotidiano romano "La Repubblica": "La Fimo non ha alcuna responsabili nel caso Lottusi. Fino al
momento del suo arresto era stato un uomo incensurato , raccomandato da terze persone al di
sopra di
ogni sospetto. La Fimo ha agito nel caso Lottusi in perfetta buona fede." (50) A proposito delle
confessioni di Pacini Battaglia Fiscalini osserv:" Questi soldi sono arrivati dalla Banca Karfinco
[ di
Pacini Battaglia] a Ginevra. Mi sembra del tutto normale che una societ finanziaria abbia rapporti
con
istituti di credito. Quando leggo le dichiarazioni di Pacini Battaglia appare chiaro che era informato
sulla natura delle sue transazioni. n fin dei conti una parte del denaro andava al suo ufficio a
Roma."(51) E ancora: "La Karfinco si rivolse alla Fimo, che a sua volta come altre societ
finanziarie si
rivolse ad una di quelle organizzazioni che portano materialmente denaro contante oltreconfine. A
esser
precisi non si tratta di vere e proprie organizzazioni ma di singole persone che - diciamolo chiaro-
realizzano gran parte dei guadagni della piazza finanziaria ticinese".(52) Del resto secondo
Fiscalini la
Fimo dovette essere trasformata in una semplice societ di partecipazione per evitare in futuro
questi
incidenti. Si rinunci-disse Fiscalini-al traffico delle transazioni , che prima era stato l'attivit
principale . Per questo l'ex direttore della Fimo Enzo Coltamai sarebbe passato dopo l'arresto di
Giuseppe Lottusi alla Comifin appena fondata , che si sarebbe assunta le attivit rischiose della
Fimo. "
E la Fimo", aggiunse Fiscalini, " detiene solo una piccola quota di partecipazione alla Comifin".(53)
SETTEMBRE NERO
Poco dopo l'offensiva di Fiscalini, la Fimo incass in Belgio il 14 settembre 1993 un altro colpo
basso.
l giudice istruttore di Bruxelles, Jean Claude Van Espen, apr un procedimento contro Valentino
Foti,
consigliere amministrativo della Fimo. (54) l giudice belga lo accus di manipolazioni finanziarie
illegali nelle quali erano stati coinvolti a suo parere anche Lorenzo Aloisio e la Fimo. Valentino Foti
aveva fatto parte dal 22 novembre 1988 fino al 3 febbraio 1993 del consiglio di amministrazione
della
Fimo, da cui aveva dovuto dimettersi a causa degli affari andati male in Belgio, ed era un vecchio
amico del vicedirettore della Fimo Lorenzo Aloisio, morto all'inizio del 1990. Foti aveva convinto
Aloisio a fare massicci investimenti nella sua vetreria italiana Sirix.(55) l nuovo presidente della
Fimo
Fiscalini decise di interrompere quello che era stato il coinvolgimento di Aloisio nella Sirix e nella
societ madre belga della Sirix PB Finance. Senza l'aiuto finanziario di Aloisio la Sirix non pot
sopravvivere e il 5 novembre 1992 fall. La sua filiale francese Eurinval fu messa sotto curatela
fallimentare. La societ madre della Sirix, PB-Finance, sub una grave perdita. Foti cominci a
smobilitare la PB Finance , cosa che spinse gli azionisti di minoranza ad intraprendere un'azione
giudiziaria. Nel marzo 1993 il presidente della PB Finance Jean Verdoot (56) mor per un infarto
cardiaco durante il volo di ritorno da Ginevra a Bruxelles. Poco tempo dopo i membri del consiglio
d'amministrazione della PB-Finance che erano rimasti deposero volontariamente il loro mandato e
il
tribunale di Lttich nomin due liquidatori d'ufficio. (57)
SMENTTA AMBGUA
Valentino Foti e la Fimo si diedero da fare per avere visibilit sulla stampa belga, e reagirono poi
ad un
articolo critico della rivista di informazione "Le Vif / L'Express" con una replica- cosa che in
Svizzera,
nonostante accuse analoghe, non avevavo mai osato fare. n essa si diceva:" La Fimo una
finanziaria
svizzera e si attiene a tutte le norme legali del suo paese. Non ha mai fatto da mediatrice per la
famiglia
Madonia, un'altra famiglia mafiosa o il cartello di Medelln. La Fimo non ha mai avuto a che fare
con
denaro di provenienza criminale. L'assenza di tali legami, a differenza di quanto si sostiene nel
Suo
articolo del 20 maggio 1994, gi stata confermata pi volte. Da una parte nella relazione della
nota
societ di revisione Arthur Andersen dell'11 novembre 1991, che stabilisce che alla Fimo non
esisteva
alcun conto a nome di persone o societ notoriamente coinvolte in affari di riciclaggio di denaro.
noltre il pubblico ministero del Canton Ticino, dove la Fimo ha sede, ha fatto indagini approfondite
che hanno avuto termine l'11 novembre 1993. Quest'inchiesta ha ridisegnato le transazioni
criminali
organizzate dal Signor Lottusi, per le quali egli fu condannato dalla giustizia penale italiana. Le
inchieste contro la Fimo e i suoi organi invece non hanno dato alcun risultato. Da allora non stato
aperto alcun procedimento ulteriore contro la Fimo e i suoi organi n in Svizzera n in talia n
altrove.
Un'altra informazione errata [ contenuta nell'articolo ] riguarda il signor Tramezzani: non stato
mai
alla Fimo. Era membro del consiglio di amministrazione della Comifin, che non ha niente a che fare
con la Fimo. invece vero che il Signor Tramezzani morto e che si suppone si sia trattato di
suicidio.
Dal momento che Tramezzani non ha mai avuto rapporti con la Fimo, il collegamento fatto tra il
suo
suicidio e la Fimo deve essere definito un'ipotesi puramente arbitraria ".(58)
Con questa replica la Fimo ha manipolato in modo grave i fatti. Gli undici miliardi e passa di lire in
banconote , spediti a Ginevra per Lottusi, non erano forse denaro da narcotraffico? miliardi di
tangenti
EN , che portava a Roma attraverso la Banca Karfinco di Pierfrancesco Pacini Battaglia alle sedi
centrali di partito dei socialisti e dei democristiani, non erano forse illegali in base al diritto italiano?
E
che dire delle mazzette dell' AC Milan di Berlusconi per Gianmauro Borsano, presidente dell' AC
Torino alla Banca Albis? Anche l'affermazione che Tramezzani e la Comifin non avevano avuto
niente
a che fare con la Fimo falsa.
La Comifin fu fondata dalla Fimo al suo stesso indirizzo per trasferirvi gli affari rischiosi. l
vicedirettore della Fimo Enzo Coltamai ne divenne il direttore.
La Comifin era controllata dalla Fiduciaria GiBi, che deteneva pure un pacchetto di minoranza di
pi
del 5% alla Fimo. Viceversa la Fimo come aveva dichiarato Elio Fiscalini, allora suo presidente, il
primo aprile 1993 al giornale "La Regione", aveva una piccola quota di partecipazione alla Comifin.
HA NZO L GRANDE REPULST
l terzo schiaffo che la Fimo si prese in Belgio fu troppo perfino per Elio Fiscalini : il 15 settembre
1993, con una comunicazione telegrafica al Registro commerciale di Mendrisio, egli si dimise
senza
preavviso da presidente della Fimo. Come era accaduto a suo tempo con Gianfranco Cotti anche
queste
dimissioni avvennero in modo del tutto inusuale. Le formalit da compiersi in caso di ritiro presso il
Registro di Commercio vengono espletate di solito dalla ditta interessata con una raccomandata.
L'attacco di panico che sembrava aver portato Fiscalini alle dimissioni dipende probabilmente
dall'aggravarsi dei suoi problemi in talia, dove erano finite nel vortice delle inchieste sul denaro
riciclato parecchie societ per le cui affiliate svizzere lavorava come consigliere d'amministrazione.
L'uscita di scena dalla Fimo dello stimato avvocato d'affari Fiscalini fu contemporaneamente il
segnale
del ritiro della famiglia Doninelli, che era stata legata alla Fimo dalla sua fondazione. Con ci
l'establishment ticinese aveva abbandonato il gruppo Fimo/ banca Albis. (59) l 16 settembre 1993,
due
giorni dopo l'apertura del procedimento contro Foti a Bruxelles e un giorno dopo le dimissioni di
Fiscalini il consigliere d'aministrazione della Comifin Capitano Giancarlo Tramezzani mor nel
corso di
un'esercitazione per riservisti. l comandante di compagnia fu trovato morto presso Rodi-Fiesso
nella
Leventina vicino ad un piccolo lago, dopo esser stato dato per disperso per alcune ore. l
portavoce
della stampa dell'EMD disse allora:
"A causare la morte sono stati probabilmente uno o pi spari di un fucile automatico. Sembra che
si
tratti di un suicidio. Non si pu escludere per la colpevolezza di terzi."(60) Che Tramezzani si sia
sparato con un fucile automatico appare strano, perch l'arma personale dell'ufficiale Tramezzani
non
era un fucile automatico ma la pistola. Questa morte misteriosa lasci aperte molte domande. l 20
settembre 1993, quattro giorni dopo la morte di Tramezzani, Gianfranco Cotti comunic del tutto
inaspettatamente il suo ritiro dal Consiglio nazionale. Come motivo addusse il peso del suo
incarico di
presidente d'amministrazione della Volksbank, che tuttavia egli aveva assunto gi nel marzo 1993.
Con
la stampa Cotti si lament che venisse sempre rivangata la vecchia storia della Fimo. "Per me
questa
vicenda chiusa. Non so perch venga continuamente riproposta."(61) l 25 ottobre 1993 la Banca
Albis cambi sorprendentemente il nome in Banca Adamas AG ( in ebraico : diamante) e
raddoppi il
capitale azionario da cinque a dieci milioni di franchi. Con l'aumento del capitale azionario vennero
esercitati i diritti di opzione legali, si legge nel Registro di Commercio di Zurigo. Ci significa
evidentemente che continu a sussistere il tradizionale partenariato SBG con circa il 45%, i
Doninelli e
gli Aloisio con circa il 25% per uno, e la toko con circa il 5%. La filiale di Chiasso venne chiusa, i
27
posti di lavoro (62) vennero trasferiti immediatamente in Via Nassa a Lugano. Licenziamenti non
ce ne
furono,i quadri dirigenti che avevano dato buona prova sotto il direttore Fabrizio Donati restarono
invariati, altrettanto il consiglio di amministrazione , formato dal presidente Rudolf Hegetschweiler
e
dai membri Max Schmidlin, Genevive Aubry, Venerio Quadri e Hans Rudolf Staiger. l fulmineo
cambiamento di sede, la variazione del nome e l'aumento di capitale della Banca Albis si ebbero
durante la riunione straordinaria del 25 ottobre 1993 e ci si chiese chi fosse stato in grado
nell'esausto
gruppo Fimo / Banca Albis di mettere in atto entro pochi giorni un'efficiente strategia per gestire la
crisi. La famiglia di azionisti di Doninelli al momento delle dimissioni di Fiscalini si era decisamente
defilata, e su Aloisio pendeva dal 25 settembre la spada di Damocle di Bruxelles. Nessuno era in
grado
di sapere se nel procedimento contro Foti non sarebbero emersi nuovi fatti incriminanti per
Lorenzo
Aloisio. l gruppo Comifin /toko/ GiBi si ritrov paralizzato dalla morte di Giancarlo Tramezzani.
Solo la SBG , da 30 anni massima azionista della Fimo , aveva le risorse necessarie per contenere
i
danni. Cosa che fece con la sua strategia di gestione della crisi : raddoppio del capitale come
misura
rassicurante per i clienti della Banca Albis ,separazione solo apparente dalla non pi efficiente
societ
madremediante immediato trasferimento di sede e cambiamento di nome.(63)
SBG: L GOCO A NASCONDNO RESCE
La SBG riuscita ad agire totalmente nell'ombra. n Ticino circolava la voce che la Banca Albis
appartenesse alla SBG solo come pettegolezzo. La "Regione" del 29 ottobre 1993 inform sul
cambiamento di nome e di sede della Banca Albis e accenn al fatto che questa apparteneva alla
Bankgesellschaft. A stretto giro di posta il direttore della SBG (Chiasso) Claudio Rezzonico fece
pervenire alla "Regione" il 30 ottobre 1993 la seguente precisazione :"Tra la SBG e la Banca Albis
non
esiste alcun tipo di rapporto." Evidentemente Rezzonico non sapeva che i suoi predecessori alla
direzione della filiale SBG di Chiasso Botta, Keller e Pozzi, avevano sottoscritto nel 1963 e nel
1972
azioni Fimo complessivamente per 2,9 milioni di franchi e che la Banca Albis dal 1982 era affiliata
alla
Fimo. Sebbene le informazioni sulla posizione della SBG nel registro di commercio di Mendrisio
siano
accessibili al pubblico, per il periodo che va dall'arresto di Lottusi all'imputazione di Foti, alla banca
era riuscito di non venir riconosciuta come azionista principale e quindi anche come principale
responsabile del gruppo Fimo-Banca Albis. Un risultato eccellente dell' ufficio di pubbliche relazioni
,
se si considera il clamore che questo scandalo aveva suscitato in tutta l'Europa nel 1991, nel 1993
e
ancora nel 1994. Solo nell'edizione del 1996 del catalogo Who owns Whom della casa editrice
Orell
Fssli la SBG si era decisa dopo un decennale imbarazzato silenzio a documentare pubblicamente
la
partecipazione alla Fimo per il 50%.
LA GUSTZA TCNESE PARTORSCE UN TOPOLNO
l 27 novembre 1993 il "Corriere del Ticino" titolava nel miglior stile del comunicato
giornalistico:"Fimo: istruzione penale terminata. l pubblico ministero del Ponte scagiona la
finanziaria
di Chiasso dall'accusa di riciclaggio di denaro da narcotraffico. Con un decreto la del Ponte ha
messo
fine all' inchiesta giudiziaria per riciclaggio di denaro sporco contro la Fimo e il suo vicedirettore
Enzo
Coltamai. Secondo Carla del Ponte la Fimo non pu aver fatto consapevolmente da riciclatrice di
proventi da traffico di droga."64) noltre il "Corriere" inform che la del Ponte nella disposizione
emanata gi l'11 novembre aveva stabilito che la tariffa di 1, 5 fino a 1,75 percento per la
transazione di
10, 2754 miliardi di lire eseguita per Lottusi alla Trade Development Bank di Ginevra (TDB) era
usuale. l vicedirettore Coltamai, che alla Fimo si occupava di queste transazioni, aveva sostenuto
in
maniera convincente che non aveva potuto nutrire alcun sospetto nei confronti di Lottusi: Lottusi
era
conosciuto alla Fimo e personalmente da lui fin dagli anni '70 e in talia aveva una vasta clientela.
CON QUANTA SERETA' HA NDAGATO LA DEL PONTE ?
L' "accurata indagine" del Pubblico Ministero che il "Corriere" liberale e vicino alle banche aveva
salutato con giubilo, ad un attento esame deve essere parecchio ridimensionata. La del Ponte non
stata
in grado di spiegare neppure approssimativamente la durata estremamente lunga delle indagini,
pi di
tre anni, n la mancanza di informazioni precise sull'andamento dell'inchiesta. N inform mai sulle
perquisizioni che su richiesta della magistratura italiana lei aveva fatto compiere il 22 ottobre 1991
presso la Fimo, la Banca Albis, la Kreditanstalt di Lugano, la Trade Development Bank (Ginevra) e
presso Merrill Lynch (Lugano). E questo sebbene per trasportare il materiale raccolto fosse stato
necessario un camion. Dopo le perquisizioni la del Ponte interrog Lottusi e alcuni rappresentanti
dei
quadri della Fimo e della Trade Development Bank. perch abbia avuto bisogno per questo di pi
di
due anni non si capito. Rest insoluta l'importante questione della data esatta dell'apertura,
nell'autunno 1990, dell'inchiesta contro ignoti nell'affare Lottusi da parte di Quadri, predecessore
della
del Ponte. Carla del Ponte aveva indicato come data vagamente la met di ottobre 1990. (67)
L'inizio
delle indagini avvenne su richiesta della polizia milanese quattro mesi dopo che era cominciata la
sorveglianza di Lottusi. Quali atti istruttori abbiano avviato in questo procedimento contro ignoti
Venerio Quadri dall'ottobre 1990 fino al suo ritiro nel dicembre 1990 e in seguito Carla del Ponte
fino
al 18 ottobre 1991, restato un segreto di entrambi i magistrati. Manca anche una giustificazione
dello
scandaloso immediato certificato Persil della del Ponte per Gianfranco Cotti il 18 ottobre 1991. Alla
domanda perch n in Ticino n a Ginevra si fosse giunti ad un'incriminazione per riciclaggio di
denaro
nei confronti di Giuseppe Lottusi e Giancarlo Formichi Moglia, la del Ponte aveva risposto nel luglio
1992 come segue :" La legge ci consente di fare indagini. Ma si deve esser consapevoli che
queste non
possono aver sempre successo. n Svizzera la giustizia dispone di validi strumenti per combattere
il
crimine organizzato. l nuovo paragrafo di legge sul riciclaggio di denaro una buona cosa. Ma
difficile avere prove sufficienti. l denaro sporco usa troppo spesso gli stessi canali del denaro
pulito."(68) perch dopo questa dichiarazione la del Ponte abbia avuto bisogno ancora di 16 mesi
per
terminare le indagini sulla Fimo -poco dopo la vendita della banca Albis- rester sempre un
mistero. l
governo e il comitato di sorveglianza della Giustizia, il cosiddetto Consiglio di Magistratura ticinesi
hanno fatto di tutto per impedire un'inchiesta amministrativa ufficiale sull'operato della del Ponte.
rappresentanti del primo non si fecero neppure scrupolo di offendere Giuseppe Sergi, consigliere
cantonale socialista, che al Consiglio cantonale aveva richiesto l'indagine. Questa la reazione di un
governo cantonale i cui ex membri tadizionalmente si rendono pi gradevole la vita da pensionati
con
mandati e incarichi diversi presso banche e societ finanziarie.
UN CASO ESEMPLARE
Lo scandalo della Fimo /Banca Albis pu entrare negli annali della piazza finanziaria Svizzera in
questi
termini: n talia fu dimostrato che attraverso i conti e i corrieri di denaro contante di questo gruppo
finanziario soldi della mafia italiana e mazzette della centrale svizzera delle tangenti Eni sono
passati
rispettivamente al cartello della droga di Medelln e a Roma nelle casse di partiti corrotti. La
giustizia
ticinese ebbe bisogno di tre anni per stabilire che nessuno del gruppo Fimo-Banca Albis aveva
trasgredito la legge svizzera. Dall'importante consigliere nazionale che presiedeva la societ fino
alla
direzione che controllava l'attivit quotidiana, tutte le persone coinvolte agivano sempre con
scienza e
coscienza. Quando la Fimo si scontr per la terza volta con la giustizia in Belgio, la SBG, maggiore
azionista Fimo, che agiva sempre nell'ombra, entr in azione: la Banca Albis cambi nome, trasfer
il
domicilio - e il tran tran di sempre pot continuare.
EXCURSUS : DOMANDE SENZA RSPOSTA DALL' TALA.
Non in Svizzera ma in talia la stampa si occup in maniera pi approfondita della persona del
presidente della Fimo Elio Fiscalini. giornalisti avevano notato che la Fimo appariva non solo in
affari
di tangenti e transazioni mafiose, ma che il suo nuovo presidente compariva anche ai margini di
altri
due grandi affari di mazzette, legati alla Socimi di Milano e alla Fidia Pharmaceutica di Abano
Terme.
La Socimi gestiva a Milano e a Brescia fabbriche di veicoli e di armi ( veicoli blindati, pistole, fucili e
armi automatiche ) e impiegava circa 1200 persone. Alessandro Marzocco, delegato del consiglio
di
amministrazione, aveva confessato di aver pagato all'uomo politico socialista ed ex vicepresidente
dell'azienda trasporti milanese Sergio Radaelli, dal 1978 al 1990, tangenti di 13 miliardi di lire per
forniture alle aziende di trasporto milanesi e alle ferrovie italiane.(69) Numerosi manager delle
ferrovie
vennero poi incarcerati. A quell'epoca la Socimi aveva la maggioranza in due societ ticinesi, la
AKG
Holding (Mendrisio) e la societ Bremse (Bellinzona) ,ai cui consigli di amministrazione Fiscalini
prendeva parte con il cognato Giuseppe Doninelli. n un'intervista fax concessa a "La Repubblica"
di
Roma Fiscalini rispose ad alcune domande sull' affare Socimi. Dichiar che come consigliere
amministrativo non aveva avuto niente a che fare con la direzione operativa. Delle tangenti
avrebbe
appreso per la prima volta dalla confessione di Marzocco pubblicata sul giornale.(70) Anche delle
fatture truccate che secondo gli inquirenti milanesi erano state rilasciate per legittimare le mazzette
dall'
stituto Brakers del Liechtenstein, Fiscalini sostenne di non aver saputo nulla. Chi fossero i
proprietari
della AKG e della Bremse, non volle dirlo.(71)
L CASO FDA: ABUSO D FARMAC
l secondo grande caso di corruzione riguard la Fidia Pharmaceutica di Abano Terme. La Fidia era
controllata per quanto concerne il capitale dalla Fidiafin, che a sua volta era detenuta dalla Hyaline
(Mendrisio). Presidente della Hyaline era Giuseppe Doninelli , delegata del Consiglio di
amministrazione era Stefania Doninelli e Elio Fiscalini faceva parte del Consiglio di
amministrazione.
La Hyaline era stata creata nel 1964 dal fondatore della Fimo Ercole Doninelli insieme con sua
moglie
Stefania. (72) Sulla scena di Tangentopoli la Fidia era finita al centro dell'attenzione con l'arresto il
22
giugno 1993 di Francesco Della Valle, suo ex direttore ,ritiratosi nel febbraio 1991, e per il
fallimento
annunciato poche settimane dopo.Fino al fallimento l'azienda dava lavoro a circa 1200 dipendenti
ad
Abano Terme e dal 1975 viveva essenzialmente della vendita di farmaci Cronassial e Sygen. Della
Valle si era presto assicurato la collaborazione della professoressa Rita Levi Montalcini. Sebbene
l'efficacia del Cronassial sia stata sempre molto discussa negli ambienti specialistici, il fatturato
della
Fidia sal dalla fine degli anni '70 fino al 1991, soprattutto grazie al Cronassial, da 50 miliardi fino a
421 miliardi di lire. Ma poi cominci un forte declino.(73) Dopo che la registrazione del Cronassial
in
altri paesi come gli USA, l' nghilterra, la Germania era fallita, il critico farmaceutico tedesco Ulrich
Moebius scrisse diversi articoli allarmanti. Secondo Moebius l'assunzione di Cronassial pu
provocare
la sindrome letale detta di Guillain- Barr. n seguito a ci i rapporti tra la Fidia e il Ministero italiano
della salute cominciarono a guastarsi. Della Valle dovette dare le dimissioni, il Cronassial fu vietato
dallo stato all'inizio del 1993 e poco dopo riammesso, il fatturato scese del 90 %. Otto mesi dopo il
Cronassial fu proibito in maniera definitiva. Una decisione fatale per la Fidia, che perdette circa un
terzo del suo giro d'affari. Nel luglio 1993 la Fidia fall. La maggior parte del personale rimase
disoccupata, la ditta pass sotto curatela fallimentare dello stato. Della Valle, presidente della Fidia
da
anni, giustific sempre il fallimento con la scomparsa del Cronassial, ma la Procura della
Repubblica di
Padova aveva trovato alcuni inspiegabili buchi neri nel bilancio. Nonostante il crollo vertiginoso
delle
vendite di Cronassial la Fidia aveva comprato sempre pi materie prime. Materia prima principale
per
la produzione del farmaco sono i cervelli di bovini:per un chilo di Cronassial ne occorrevano alcuni
quintali. La Fidia acquistava decine di migliaia di teste di bovini soprattutto in Brasile e pagava per
vie
avventurose attraverso diverse societ in rlanda, Spagna e su piazze offshore. pubblici ministeri
di
Padova sospettarono che qualcuno all'interno della Fidia avesse saputo della proibizione del
farmaco e
avesse svuotato rapidamente le casse a spese del personale prima dell'imminente fallimento. l 29
settembre 1993 Duilio Poggiolini, direttore generale del ministero della salute italiano e capo della
sezione per l' autorizzazione dei farmaci, fu arrestato a Losanna e spedito a Roma. l pubblico
ministero
Di Pietro aveva fatto un cenno alla polizia federale svizzera. Contemporaneamente sua moglie
Pirr Di
Maria fu arrestata a Roma. La storia dei 200 miliardi e passa di tangenti in lire, in piccola parte
della
Fidia, che il corrotto Poggiolini aveva accumulato insieme a sua moglie fu traumatica perfino per gli
taliani ormai a prova di scandalo.(74) Quando i carabinieri durante la perquisizione nella villa dei
Poggiolini fecero aprire il grande armadio blindato, non fu poca la meraviglia dei funzionari. Nella
cassaforte c'era un vero e proprio tesoro da fiaba in oro, platino e diamanti, valutato poi 200
miliardi di
Lire. Migliaia di monete d'oro, Krueger-rands, napoleoni, pi di cento lingotti d'oro da 10 grammi
fino
ad un 1 kg., gioielli, diamanti, monete d'oro romane. Duilio e Pirr finirono in galera. Dopo 5 mesi
di
detenzione nel carcere di Poggioreale a Napoli Poggiolini cominci a collaborare con la giustizia il
31
gennaio 1994. La minuta Pirr che pesava appena 40 Kg. rimase invece irremovibile e rifiut ogni
collaborazione. Le dichiarazioni di Poggiolini produssero una valanga di ulteriori inchieste di
Tangentopoli e attizzarono il fuoco che covava sotto la cenere dello scandalo Fidia. Secondo
Poggiolini
Giulio Andreotti di persona era intervenuto nel 1992 insistentemente presso di lui, perch lasciasse
il
Cronassial sulla lista dei farmaci passati dalla mutua.(75) Poggiolini dichiar inoltre ai pubblici
ministeri che per anni la Fidia aveva esportato illegalmente capitale, acquistando bovini in Brasile a
prezzi maggiorati. Questo gliel'avrebbe detto il commendatore Fabio Bertarelli, direttore della Ares
Serono a Ginevra.(76) Grandissimo stupore suscit Poggiolini con l'affermazione che il direttore
della
Fidia Della Valle aveva versato 14 miliardi all'stituto Nobel in Svezia affinch la principale
ricercatrice
della sua societ Rita Levi Montalcini ricevesse il premio Nobel. Mentre il comitato per il Nobel di
Stoccolma sment tutto ci con veemenza, una ricerca del quotidiano svedese "Dagens Nyheter"
sembr invece confermare l'assegnazione truccata del Nobel.
Note:
1) Gli altri azionisti erano : Germano Sprela (Milano), Fortunato Milanesi (Santa Margherita Ligure),
Emilio Bianchi (Vacallo ,T ), Luigi Veronelli (Morbio nferiore, T), talo Bevilacqua (Como), Ennio
Saskia (Genova).
2) Emilio Bianchi e Luigi Veronelli
3) Nel 1981 Aloisio, sua moglie nes e i due figli ottennero la cittadinanza a Besazio.
4) Questa banca era stata fondata alla fine degli anni '40 e si chiamava in origine Bank Haerry AG.
Cambi nome dopo che nel 1973 era stata acquistata dalla Roulston & Company nc. (Cleveland,
USA).
5) Lettera della Fimo del 6 aprile 1982 al Registro di Commercio zurighese
6) Anni pi tardi la differenza tra banca e non-banca divent importante per il consigliere federale
Otto
Stich. Allorch il consigliere nazionale ticinese della FDP Sergio Salvioni chiese nell'ottobre 1995
perch la Commissione bancaria non fosse intervenuta a proposito delle bustarelle della Fininvest
di
Berlusconi passate attraverso la Fimo, Stich disse che era compito della Giustizia ticinese e che
inoltre
la Fimo non era una banca ("Neue Zrcher Zeitung, 6. 10. 95.)
7) Luisa Gianella Brioschi e Guido Brioschi lavorano a Lugano in uno stesso studio con Daniele
M.Timbal, l'ex marito di Carla del Ponte.
8) All'inizio del 1982, poco prima del fallimento avvenuto nell'ottobre 1982, Roberto Feller entr nel
consiglio di amministrazione della Sasea Holding di Ginevra. Era direttore della Societ finanziaria
zurighese Glaux AG e faceva parte del consiglio di amministrazione della Buonvicini AG di Zurigo,
una ditta per il commercio di frutta e verdura. (Unico consigliere d'amministrazione della Glaux
l'avvocato zurighese Hans Rudolf Staiger, che nel 1992 divenne a sua volta consigliere
d'amministrazione della Banca Albis.)
9) Andr W. Cornu era direttore dell' Amministrazione fiduciaria Refidar a Zurigo.
10) Fernando Rizzoli, che era entrato nel giugno 1987 nel consiglio d'amministrazione della Banca
Albis, lavor dal 1980 al 1994 nello stesso studio di Gianfranco Cotti a Locarno. Nel 1994 si separ
da
Cotti e apr un proprio studio. l 20 maggio 1995 Rizzoli mor in uno spettacolare incidente nel suo
garage a Camedo. ("La Regione, 22.5.95)
11) Predecessore di Cotti era stato Piergiorgio Aloisio, succeduto a sua volta a Ercole Doninelli, il
presidente della Fimo, morto il 26 gennaio 1988.
12) La WACL nacque nel 1966 a Seoul come erede della Lega anticomunista dei popoli dell'Asia di
Tschang Kai-schek. Negli anni '70 le sezioni europee della WACL furono occupate in gran parte da
neonazisti e estremisti di destra. Ne erano membri ad es. il neofascista italiano Giorgio Almirante,
ma
anche i dittatori sudamericani Stroessner, Banzer, Somoza e Pinochet. All'inizio degli anni '80 il
generale statunitense in pensione John K.Singlaub in qualit di nuovo presidente ripul la WACL
dai
neofascisti troppo compromettenti. Singlaub pi tardi fu implicato nel caso ran-Contra. Altri uomini
illustri della WACL sono stati Alfonso Calero, capo della FDN antisandinista (Contras) in
Nicaragua,
l'ideologo della nuova destra francese Jean-Marie Benoist e l'ex capo di stato del Vietnam del Sud
fino
al 1975, Nguyen Van Thieu. Era annunciato come oratore al XX. congresso WACL anche l'ex
consigliere federale Rudolf Friedrich, ma all'ultimo momento si ritir.( Programmi del XX.
Congresso
WACL, 25-28 agosto 1988,Ginevra)
14) "l Mondo, 13./ 20.6.94
15) Vanempten, Jean, e Verduyn, Ludwig: 'Le Blanchiment en Belgique', Bruxelles 1994, p.92
16) All'inizio degli anni '80 Foti divenne presidente dell'Assovetro, l'associazione vetraria italiana di
categoria.
17) La PB Finance faceva parte di ci che restava del gruppo Empain del barone belga Empain,
gi a
capo del consorzio Schneider ,ed era diretta da Jean Verdoot. Verdoot dirigeva anche la Cofibel e
Cofimines a Bruxelles, due societ che amministravano per Schneider i resti dell'ex impero
coloniale di
Empain nell'ex Congo belga, divenuto indipendente nel 1960 ,oggi Zaire. n seguito Verdoot port
la
Cofibel come azionista di minoranza alla PB Finance,investimento Fimo.Nell'olandese Aia Foti e
Aloisio attivarono un'ulteriore Joint-venture nel commercio del vetro, e precisamente la N.V. Euver,
di
cui Foti tenne il 45% e Aloisio il 55%. ( L'Echo de la Bourse , Bruxelles, 18.4. 89)
18) Vanempten, Jean, e Verduyn, Ludwig: 'Le Blanchiment en Belgique', Bruxelles, 1994, p.92
19) Saverio Repetto apparteneva anche alla famiglia: il fondatore della Fimo Carlo Vincenzo
Aloisio
era stato sposato con Maria Repetto di Torino
20) Agence France Press, 8.12.91
21) Era entrato nel Consiglio d'amministrazine Fimo il 22 settembre 1990 dopo la morte di Lorenzo
Aloisio
22) Procuratori erano Tiziana de Piaggi e Daniela Pettinello
23) Facevano le funzioni di vicedirettori Marco Calmes e Hansjrg Giezendanner, procuratori
erano
Fiorenzo Albisetti e Maurizio Giannetta.
24) "Giornale del Popolo, 18.10.91
25) "Giornale del Popolo, 18.11.91
* Espressione usata per indicare un certificato con cui soprattutto dopo il 1945 le autorit preposte
alla
denazificazione certificavano la pulizia morale di un presunto nazista.n.d.t.
26) ,Neue Zrcher Zeitung", 18. 10. 94
27) ,Corriere del Ticino", 19.11.91
28) ,Weltwoche", 21. 11. 91
29) Anche il consigliere dell'amministrazione Fimo Demetrio Ferrari sostiene di aver dato le
dimissioni
dal consiglio di amministrazione il 14 otobre, sebbene la sua lettera di dimissioni sia irreperibile nel
Registro di Commercio di Mendrisio esattamente come quella di Cotti. Le dimissioni di Ferrari sono
avvenute legalmente il 22 novembre.
30) Cotti faceva parte gi da anni del Consiglio d'amministrazione della Banca popolare svizzera e
aveva guidato il gruppo Pro SKA (Schweizerische Kreditanstalt). Come segno di gratitudine il
direttore
della CS Holding Rainer Gut lo promosse nel 1993 a presidente della banca e a consigliere
d'amministrazione della CS Holding.
31) "Neue Zrcher Zeitung,16. 5. 95
32) l molteplice, avventuroso coinvolgimento di Fiscalini nel sistema italiano delle bustarelle viene
trattato separatamente (vedi p.56 segg.)
33) Hans Rudolf Staiger faceva parte anche del consiglio di amministrazione della Neuen
Schauspiel
AG, che gestisce il Zrcher Schauspielhaus e attraverso il suo studio legale aveva legami con il
presidente della Banca Albis Rudolf Hegetschweiler.
34) Politicamente Venerio Quadri cos come Gianfranco Cotti e Genevive Aubry debbono essere
collocati nel'ampio spettro della destra cattolica. Nel 1983 egli aveva pubblicato presso una casa
editrice tradizionalista di destra nel frattempo scomparsa di nome Libertas Schweiz uno studio sul
comportamento degli avvocati nei processi per terrorismo e per risse di giovani. Anche la Aubry era
membro della Libertas. Due rappresentanti non noti della Libertas presero parte nel 1980 al
Congresso
di Ginevra della World Anti-Communist League (WACL). (Frischknecht, Jrg e altri.:Die
unheimlichen Patrioten.Politische Reaktion in der Schweiz", (' patrioti inquietanti. La reazione
politica in Svizzera'), Zurigo 6, 1987, p.637.
35) "Beobachter 24/92. Nel consiglio di amministrazione sia della Banca Commerciale di Lugano
che
della Atlantis Bank di Ginevra erano presenti l'ex consigliere federale Nello Celio e l'avvocato
ticinese
Rubino Mensch.
36) Altri esempi sono l'ex procuratore di stato Paolo Bernasconi, l'ex poliziotto cantonale di Zurigo
Walter Zimmerli o l'ex avvocato di circoscrizione zurighese Hans Baumgartner (PS).
37) "Weltwoche, 21.11.93
38) "Le Nouveau Quotidien, 24.4. 94
39) Suoi colleghi nel consiglio di amministrazione erano qui oltre al presidente della Fimo Elio
Fiscalini anche Giovanni Gianola, ultimo presidente della Sasea Holding di Ginevra, che aveva
provocato il pi grande fallimento in Svizzera, e l'ex consigliere di stato ticinese Ugo Sadis.
40) n qualit di rappresentante legale della Fimo SA Venerio Quadri invi a fine marzo 1993 a
Gian
Trepp e a Paolo Fusi un'ingiunzione di pagamento di pi di 999 000 franchi ciascuno per
affermazioni
"lesive della personalit" in diversi non meglio definiti articoli.
41) l controllo di Gianella Brioschi sulla toko era strutturato in modo pi complesso: la Hulsa SA
(Lugano, capitale 50 000 franchi) controllava la nterinvestment Corp. Ltd. (Lugano, capitale
50.000
franchi) che a sua volta controllava la fiduciaria GiBi (Lugano, capitale 50.000 franchi). La GiBi
aveva
la maggioranza nella Karelion Anstalt Etablissement (Vaduz, capitale 1436 000 franchi), che a sua
volta
deteneva il 95% della toko Holding ( Lugano, capitale 1 500 000 franchi). La nterinvestment Corp.
Ltd. deteneva anche la met della Fiduciaria Tramezzani Sa (Ponte Tresa ).
42) nterrogatorio di Pacini Battaglia del 18 marzo 1993 , citato in : Calvi, Fabrizio e Sisti, Leo : 'Les
Nouveaux Rseaux de la Corruption'('l nuovo labirinto della corruzione', Parigi 1995, p.83
43) "L' Espresso", 4. 4. 93
45) "Corriere della Sera", 6. 3. 94, p.11
46) Lo scandalo Lentini era venuto alla luce , dopo che Gianmauro Borsano , deputato socialista al
parlamento e presidente dell' AC Torino , era stato interrogato dalla procura della repubblica di
Torino e
aveva parlato anche dei suoi affari in campo calcistico.
47) "Corriere della Sera", 6.3.94
48) Calvi, Fabrizio e Sisti,Leo : 'Les Nouveaux Rseaux de la Corruption'. Paris, 1995, p.308 segg.
49) "Corriere della Sera ", 6.3.94
50) "La Repubblica", 7.9.93
51) "La Regione", 1.4.93. Per ironia della sorte Lottusi fu condannato a Palermo a 20 anni di
prigione
proprio il giorno in cui "La Regione" intervist Fiscalini.
52) ivi
53) ivi
54) Coimputato fu anche il presidente del complesso industriale elettronico Schneider SA Didier
Pineau-Valenciennes. La multinazionale Schneider un agglomerato di societ attive
prevalentemente
nel settore dell'elettrotecnica e occupa 90.000 collaboratori in 130 paesi. sorto da Schneider-Le
Creusot,gruppo di industria pesante e costruzione di macchine con una lunga tradizione ,dopo una
serie
di metamorfosi e fusioni. Negli anni '70 Schneider era sotto controllo dell'industriale belga barone
Empain. Dopo il ritiro di Empain e la vendita del gruppo d'industria pesante e costruzione di
macchine
da parte del successore francese di Empain Didier Pineau-Valenciennes, i complessi industriali
elettronici francesi di Merlin Gerin e Tlmcanique cos come il gruppo di elettrotecnica
statunitense
Square D costituivano i caposaldi della Schneider SA. La Schneider rappresenta un caso estremo
perfino per le strutture imprenditoriali francesi notoriamente interdipendenti. Con l'offerta di fusione
fatta al gruppo immobiliare Spie- Batignolles all'inizio del 1995 Pineau-Valenciennes ha rafforzato
questo trend.
55) l giudice istruttore Van Epen accus Foti di aver venduto la Sirix ad un prezzo eccessivo alla
PB
Finance, presso cui la Fimo aveva una quota di partecipazione.
56) Verdoot aveva collegato,mediante una partecipazione al capitale, la PB Finance / Sirix anche
con la
belga Cofibel ,affiliata alla Schneider, il cui presidente era Didier Pineau- Valenciennes ;Verdoot
faceva
parte del consiglio di amministrazione. La Fimo deteneva indirettamente il 10% della Cofibel, per
met
attraverso Euver e per l'altra met attraverso la Banca Albis (Vanempten,Jean e Verduyn, Ludwig:
'Le
Blanchiment en Belgique', Bruxelles 1994, p.88). noltre la Fimo possedeva circa l'1,5 percento
della
Spep, la societ capogruppo del complesso industriale Schneider. n un documento interno del
gruppo
Schneider si parlava nel 1990 di "una politica di collaborazione con il gruppo Fimo" ( "Le Nouvel
Economiste, 3.6.95 )
57) l 12 maggio 1993 le cose si misero ancor peggio per Foti. l Dipartimento nvestigativo
Antimafia
italiano DA, un reparto speciale della polizia italiana, fondato alla fine del 1991, arrest nel corso
di
un'azione in grande stile sotto il comando del tenente colonnello Michele Riccio 36 persone, in
maggioranza sulla riviera ligure. Si giunse all'arresto dopo che la camorra, era gi stata sorvegliata
da
mesi mentre investiva denaro illegale in borsa. Tra gli arrestati, accanto ai boss della camorra
Antonio
Sarnatoro e Michele Zaza,c'era anche Attilio Repetti , un manager cattolico (era membro di primo
piano della UCD, Unione Cristiana mprenditori Dirigenti) e presidente della Societ finanziaria
Ferrovie Torino Nord (FTN) quotata alla Borsa di Milano. Repetti faceva parte insieme a Foti del
Consiglio di amministrazione della Brondi e Saroldi ( Voghera, Pavia), affiliata alla Sirix-ntervitrum
("l Mondo, 1. / 8. 11. 93). Giornalisti italiani trovarono allora degno di nota che un consigliere
d'amministrazione della Fimo, la cui societ era stata al servizio della mafia siciliana e del cartello
di
Medelln come stazione di transito di denaro, facesse parte di un altro consiglio di amministrazione
proprio con un camorrista. ( "l Mondo, 1./ 8.11.93) Gli autori del libro 'Le Blanchiment en Belgique'
sostennero : " piccoli azionisti ( PB Finance) avrebbero dovuto reagire pi in fretta. Ma
ugualmente
significativo che nessuna autorit belga si sia sentita qualificata ad indagare la provenienza dei
soldi
investiti alla PB Finance. Ci non riusc neppure alla stampa."(Vanempten, Jean, e Verduyn,
Ludwig :
'Le Blanchiment en Belgique', Bruxelles 1994, p.96)
58) ''Le Vif/L'Express'', 10.6.94
59) Nel consiglio di amministrazione Fimo rimasero Luigi Tamburini, Lucia Galliano-Aloisio e
Piergiorgio Aloisio. La Fimo rest in seguito quasi due anni senza presidente, fnch il 17 febbraio
1995
la societ duramente provata ebbe un nuovo presidente nella persona di Franco Galliano (Torino).
60) "Tessiner Zeitung, 21./22.9.93
61) "Cash, 1.10.93
62) Fosse un caso o no: come gi detto, la filiale della Banca Albis a Chiasso quando si accoll gli
affari di carattere bancario della Fimo contava ugualmente 27 posti di lavoro.
63) La strategia di crisi ben arrangiata della Banca Albis ricorda in qualche modo la vendita della
Banque de Commerce et de Placements BCP al gruppo turco ukurova nel giugno 1991, pochi
giorni
dopo che la casa madre BCP, la Bank of Commerce and Credit nternational BCC, era stata
chiusa
coercitivamente dalla Bank of England e dall'nstitut Montaire del Lussemburgo . La SBG
mantenne
una partecipazione di minoranza alla BCP e con la vendita alla kurova riusc ad evitare che la
filiale
svizzera BCP della BCC dovesse venir chiusa. Un' eventuale chiusura avrebbe prodotto solo un
inutile
scandalo e il baccano dei media. (cfr. p.177 segg)
64) "Corriere del Ticino ", 27. 11. 93
65) ivi
66) "Corriere del Ticino", 29. 10. 91
67) l 15 luglio 1992 in un'intervista al "Nouveau Quotidien" la del Ponte ha giustificato il suo
certificato Persil per Cotti come segue :" Le indagini [ al momento del rilascio del certificato il 18
ottobre 1991] erano in corso gi da un anno. Avevo intrapreso procedimenti d'inchiesta e avevo in
mano elementi pi che sufficienti per direquello che allora dissi"
68) "Le nouveau Quotidien", 15.7. 92
69) "l Giornale", 4. 4. 93
70) Fiscalini e Giuseppe Doninelli facevano parte insieme a Marzocco del Consiglio di
amministrazione della francese Franchi France di Rungis presso Parigi, una societ che importava
in
Francia e vendeva armi da caccia e munizioni.
71) "La Repubblica", 7. 9. 93
72) Fino al 12 luglio 1965 la nterchange Bank (Chiasso) era stata proprietaria della Hyaline.
Questa
banca ,presieduta dall'avvocato Bixio Bossi, diede adito al primo scandalo bancario in Ticino dopo
la
guerra. Nel marzo 1967 il delegato del consiglio di amministrazione Angelo Maternini e il direttore e
azionista unico Umberto Fraschetti furono arrestati, la nterchange fu chiusa dal pubblico ministero
e la
porta sigillata. Maternini aveva fatto parte del consiglio di amministrazione della Hyaline e della
Stefany con Ercole e Stefania Doninelli. Gi dal 1964 la nterchange non era pi stata liquida.
nterchange trattava con monete d'oro e aveva una filiale a Caracas in Venezuela. L'istituto era
stato
fondato nel 1954 da Remo Cademartori, un industriale di Como. Quest' uomo aveva un passato
movimentato e doveva aver avuto sempre buoni contatti. nfatti egli collabor subito dopo la guerra
con il colonnello Charles Poletti, capo dell'amministrazione militare alleata a Roma e pi tardi a
Milano. Dalla relazione della commissione delle banche emerse allora chiaramente che le autorit
ticinesi avevano preso la faccenda un p alla leggera, come scrisse la National Zeitung di Basilea.
(10.4.67) Prima che si arrivasse al processo contro Cademartori, Maternini e Fraschetti passarono
7
anni. Nel 1974 i tre vennero condannati al carcere per fallimento fraudolento, Cademartori a 8
anni,
Maternini a 4 anni e Fraschetti a 27 mesi. Tutti e tre erano assenti e non andarono mai in una
prigione
ticinese. Fino alla conclusione del procedimento fallimentare contro la nterchange nel settembre
1989
passarono ben 15 anni. Molti della parte lesa erano morti, tra questi non pochi emigranti italiani ai
quali
la nterchange si era presentata come cassa di risparmio. Nel febbraio 1996 si torn a parlare di
nuovo
della Banca nterchange. Un tribunale di New York aveva condannato il Canton Ticino ad un
risarcimento di 125 miliardi di dollari. Una societ americana, la Granville, presieduta dal cittadino
statunitense Abdul Hafez Muhammed, aveva in prima istanza fatto valere questa sua richiesta.
Secondo
Hafez Muhammed la Graiville aveva versato fiduciariamente nel 1966 alla nterchange 600 milioni
di
dollari senza che le fossero pi restituiti. l Canton Ticino fece ricorso in appello a New York con
successo.
73) L'arresto dell'azionista di minoranza della Fidia, Pia Vecchia, e di suo marito, il cardiologo
Riccardo Buchberger, il 17 febbraio 1993 a Ponte Chiasso, fa luce sulla crisi della Fidia.
Buchberger
avevano in auto documenti che dimostravano che avevano versato 432 milioni di lire sui loro conti
bancari svizzeri. noltre Pia Vecchia aveva 4 titoli rubati del Banco di Santo Spirito. Facevano parte
di
quei 294 titoli che il 2 novembre 1990 erano stati rubati a Roma e nel 1992 erano comparsi in
diverse
banche in talia, Svizzera, nghilterra e Lussemburgo. Questi titoli aveva cercato di venderli anche
Winnie Kollbrunner, collaboratrice del ministro della giustizia italiano d'allora, nell'ottobre 1992 a
Ginevra ed era stata arrestata. (v. p.309 segg) Nella sua rubrica telefonica Pia Vecchia aveva
anche il
numero di telefono di Ugo Ziletti, ex vicepresidente del supremo consiglio dei giudici italiani CSM,
che 3 giorni prima era stato arrestato perch coivolto nella bancarotta della Compagnia generale
finanziaria di Sergio Cerrutti. La CGF amministrava denaro di Licio Gelli e di altre persone della
P2.
( "L'Unit", 26.8.93)
74) Duilio Poggiolini e sua moglie Pirr sarebbero argomento per un intero libro. Nato nel 1929 in
una
famiglia di modeste condizioni, dopo la guerra pot studiare medicina e divenne medico di
campagna.
Partecip ad un concorso per un posto di funzionario al ministero della salute. Grazie alla fortuna e
a
buone relazioni ottenne l'incarico. Da allora cominci per lui una brillante ascesa. Divent
professore
universitario e nel 1973 direttore generale del reparto per l' autorizzazione dei farmaci. Egli
incassava
senza ritegno ricche tangenti dall' industria farmaceutica per l'autorizzazione di farmaci inutili o
addirittura dannosi a prezzi eccessivi. Nel 1979 fin nel mirino della stampa per una complessiva
inefficienza e per la sua scandalosa prassi delle autorizzazioni. Per difendersi ader alla loggia
massonica segreta P2 di Licio Gelli, e immediatamente gli attacchi diminuirono. All'inizio degli anni
'80 la procura della repubblica di Torino apr un'istruttoria nei suoi confronti. L'inchiesta fu trasferita
a
Roma dove si insabbi ("Panorama, 28.3.93). L'"Espresso" del 4.7.93 cita ad esempio lo spray
Calcitonnia della Sandoz contro l'osteoporosi. l farmaco non era riconosciuto negli USA, in
nghilterra, in Francia perch la sostanza era efficace solo se iniettata sottocute. O Timunox della
Cilag
AG (Schaffhausen), un medicinale per rafforzare il sistema immunitario, venduto solo in talia. O
anche TP1 della Ares Serono (Ginevra), contenente la stessa discutibile sostanza del Timunox,
solo
molto pi cara.
75) "Corriere della Sera",27 10 93
76) "L'Espresso", 28 10 93
3 LA MSTEROSA TRADE DEVELOPMENT BANK
Seconda stazione svizzera di transito del denaro da narcotraffico, nel percorso che dalla mafia
portava
al cartello di Medelln, era il conto Oficina de Cambio nternacional presso la Trade Development
Bank
di Ginevra (TDB). E come alla Fimo anche alla TDB nessuno, secondo le sentenze di Carla del
Ponte,
sapeva qualcosa di proventi da traffico da droga. A giudicare dalle ordinanze di archiviazione delle
indagini sulla Fimo, Victor Dana e Thierry Dana, due membri dei quadri TDB, credevano in buona
fede
che le banconote in lire, consegnate dal riciclatore Giancarlo Formichi Moglia di Chiasso,
provenissero
dalla vendita di oro venezuelano negli USA. (1) Conclusione: La TDB non si era resa colpevole di
concorso in riciclaggio di denaro come la Fimo o il servizio postale ferroviario che aveva
trasportato i
sacchi valore con le banconote italiane da Chiasso a Ginevra.(2) Mentre la giustizia ticinese aveva
archiviato il dossier TDB subito dopo averlo aperto, vale la pena considerare in questo libro con
particolare attenzione la banca ginevrina in buona fede a cui si appoggiava per le sue operazioni il
riciclatore di denaro da narcotraffico Formichi Moglia. perch questa banca ginevrina era stata il
perno
e il cardine dell'ascesa di Edmond Safra a "banchiere di maggior successo da Morgan e
Rockfeller".(3)
Edmond Safra un ebreo sefardita di Beirut con passaporto brasiliano.(4) nsieme con altre tre
famiglie
sefardite medio-orientali egli ha fatto di Ginevra la capitale del settore bancario sefardita. Senza
questo
retroscena la storia della TDB non pu essere analizzata. Perci bisogna presentare brevemente
le
famiglie de Picciotto, Gaon e Dweck prima di cominciare a parlare della TDB di Safra. Edgar de
Picciotto, un finanziere libanese emigrato in Svizzera da Beirut passando per l'talia, ha fondato
insieme ai suoi due figli Guy e Daniel una nuova potente dinastia di banchieri ginevrini.(5)
Diversamente dal suo connazionale levantino Edmond Safra, che non ha mai voluto prendere la
cittadinanza svizzera, Edgar de Picciotto nel 1972 diventato cittadino di Waadt. nsieme con i
protagonisti del mondo bancario locale membro anche dell'istituto "Gneve Place Financire"
(6). Gi
nel 1969 De Picciotto aveva fondato con il banchiere privato zurighese Nicolas Baer la Compagnie
de
Banque et d'nvestissements (CB). Nel 1978 Baer diede le dimissioni dal Consiglio di
amministrazione CB e fu sostituito dal ginevrino Michel Brunschwig. (7) Nel 1989 entr nel
consiglio
di amministrazione CB Rodolfo de Benedetti, figlio del presidente dell'Olivetti, Carlo de Benedetti
(8), mentre de Picciotto deteneva quote di minoranza delle holding familiari di De Benedetti CR
(Parigi) e Sofigen (Ginevra). Nel 1990 infine la CB, suscitando lo stupore degli specialisti del
settore,
compr la TDB, dieci volte pi grande, fondata da Safra. Se ne parler ancora pi avanti. Nessim
Gaon,
presidente del congresso sefardita mondiale, era nato nel 1922 in una famiglia di ebrei turchi in
Sudan,
dove suo padre era un alto funzionario coloniale britannico. Nel 1957 venne a Ginevra e ottenne
pi
tardi la cittadinanza ma senza essere mai veramente accettato. Si occupava di commercio e di
operazioni immobiliari. l direttore cantonale dei lavori edili Chistian Grobet (PS) si oppose ad
alcuni
dei suoi progetti edilizi. All'inizio degli anni '90 la famiglia Gaon controllava due dozzine e pi di
societ, ad esempio la Scheron Holding SA (9) e la Noga SA con il direttore Joel Herzog, figlio
dell'ex
presidente israeliano Chaim Herzog. Nel febbraio 1995 Gaon arriv sull'orlo della bancarotta,
perch
era stato coinvolto nel crac immobiliare di Ginevra con un grande progetto nel settore industriale
della
Scheron dietro la stazione ferroviaria Cornavin. Sebbene non confermato ufficialmente, Gaon
potrebbe essere stato aiutato da Safra ; il manager di Safra saac Ormyron fa parte del consiglio di
amministrazione della Noga SA di Gaon. Nel dicembre 1994 il tribunale di Ginevra concesse a
Gaon,
dopo una richiesta di riscossione della Olympia & York, Toronto (Fratelli Reichmann), un rinvio del
fallimento di per lo meno due anni (10). La terza potente dinastia sefardita di Ginevra
rappresentata
dagli Dwecks. Questi sono originari come i Safra di Aleppo e sono giunti pi tardi a Ginevra
passando
per Beirut prima e per l'talia poi. Giacomo Dweck aveva lavorato dall'inizio degli anni '60 per la
TDB
di Safra. Maurizio Dweck fond agli inizi degli anni '70 la Soditic di Ginevra , che pi tardi divenne
la
Banca privata SG Warburg Soditic e dopo la vendita della Warburg SG al Bankverein nel 1995 fu
chiamata di nuovo Soditic.(11) Maurizio Dweck fa parte anche del comitato direttivo della Borsa di
Ginevra.
LA CAPTALE MONDALE DEL SSTEMA BANCARO SEFARDTA
L'integrazione delle famiglie Safra, de Picciotto, Gaon e Dweck - analogamente all'accoglienza
degli
Ugonotti alcune centinaia di anni prima - sottoline la tradizionale capacit di assimilazione di
Ginevra. Con ci la citt ospita oggi oltre al gruppo locale dei tradizionali banchieri privati un
secondo
centro decisionale globale nel cosiddetto "Private Banking", il business della gestione patrimoniale
per
gente ricca: Una potenza autonoma con la quale anche gli organi decisionali delle tre grandi
banche
svizzere residenti a Zurigo debbono fare i conti. Senza tener conto delle radici comuni di una parte
dell'
aristocrazia ginevrina del denaro nell' ebraismo sefardita, non si possono prendere in esame i
misteri
dell'ascesa della TDB n l'avvenire di Ginevra come centro decisionale nella piazza finanziaria
Svizzera. E bisogna considerare che religiosit personale e impegno politico delle grandi famiglie
sefardite di Ginevra sono diversi. Mentre Nessim Gaon era presidente del Congresso mondiale
sefardita, i de Picciotto e i Dwecks mantennero un basso profilo. l ricchissimo e potentissimo
Edmond
Safra non fa mistero della sua religiosit personale e del suo impegno per gli interessi terreni dell'
ebraismo sefardita. (12) Nato nel 1932, il patriarca della famiglia Safra, di cui fanno parte i suoi
fratelli pi giovani che vivono in Brasile, Joseph, Moise, Evelyn, Ughette, Gabi e Arlette. Ci asono
poi
i figli che Edmond ha adottato sposando Lily Monteverde e la numerosa prole dei suoi fratelli e
sorelle.
Safra che ha definito una volta le banche i suoi figli, ha sempre sottolineato che guadagnr denaro
non
era per lui fine a se stesso. Voleva piuttosto fondare una banca che sopravvivesse mille anni. (13)
l
primo traguardo l'ha raggiunto il discendente di quei mercanti sefarditi che 150 anni fa nella Aleppo
allora osmanica avevano cominciato a commerciare in denaro e oro. Si pu affermare che la
famiglia
Safra abbia superato oggi i Rothschild, la dinastia di banchieri ebrei finora preminente. Negli anni
'90
sembrava in declino soprattutto la stella del ramo inglese dei Rothschild. La NM Rothschild di
Londra
fu superata dalle banche d'affari Schroders e Fleming, tradizionali concorrenti, cosa di cui il
"Sunday
Times" incolp il capo dei Rothschild, Sir Evelyn. (14) l tragico suicidio del successore designato
di
Sir Evelyn, Amschel Rothschild, nel luglio 1996, dopo una seduta decisiva a Parigi, sottoline
ulteriormente la profonda crisi della casa. Ma anche i Rothschild francesi avevano conosciuto
giorni
migliori. Dopo che nella famiglia non era stato possibile trovare nessun successore adeguato, nel
settembre 1995 Grard Worms pass infine alla guida della societ in accomandita Rothschild et
Cie.
Banque (Parigi). Nell'estate 1995 Worms era stato destituito da presidente della finanziaria
Compagnie
de Suez (Banque ndosuez, Socit Gnrale de Belgique) in gravi difficolt e ricevette il compito
di
organizzare il rilancio dei Rothschild - costi quel che costi. l ramo franco-svizzero dei Rothschild,
la
ginevrina Banque Prive Edmond de Rothschild del padre Edmond e del figlio Benjamin de
Rothschild
faceva ancora, per lo meno esteriormente, un'ottima figura.
EDMOND SAFRA E LA TDB
Motore dell'ascesa di Edmond Safra fu la TDB, la cui vicenda, ricca di successi, deve essere vista
sullo
sfondo della storia della famiglia Safra. Jacob Safra, padre di Edmond, nacque nel 1891 ad Aleppo
quale figlio di un cambiavalute e commerciante in oro.(15) Ancor giovane entr nella banca Safra
Frres, fondata intorno alla met dell' '800 da suo nonno, che aveva filiali ad Alessandria e a
stanbul.
Durante l'infanzia di Jacob Safra Aleppo era una citt in declino. L'impero turco ottomano subiva la
pressione degli imperialisti inglesi e francesi e insieme del nascente nazionalismo arabo. Nel 1914,
a 23
anni, Jacob Safra and nell'ambiziosa Beirut e apr qui una filiale di Safra Frres. Quattro anni
dopo,
dopo la prima guerra mondiale l'impero ottomano era storia. quattro cugini e soci dell'istituto
bancario
(David a stanbul, Ezra ad Aleppo, Jacques ad Alessandria e Jacob a Beirut) dovettero chiudere i
loro
sportelli. Col crollo dell'impero ottomano molti ebrei di Aleppo, chiamati Calabi, si erano rifugiati a
Beirut. Cos ad es. le famiglie dei Dweck, Tawil, Shammah e Sasson. Alcuni dei discendenti di
queste
famiglie di commercianti e banchieri sefarditi entrarono pi tardi nei quadri delle banche controllate
da
Edmond Safra. Nel 1920 Jacob apr a Beirut, che ora era in territorio di mandato francese, una
nuova
banca: Jacob E. Safra, Maison de Banque. Nel 1922 ebbe da sua moglie Esther il figlio Elie. Dopo
dieci
anni segu il secondo figlio Edmond, pi tardi seguirono Joseph, Moise, Evelyn, Ughette, Gabi e
Arlette. Negli anni venti e trenta gli affari di Jacob Safra andarono bene ed egli divenne uno dei
leader
dell'allora grande comunit ebraica di Beirut. suoi clienti erano non solo ebrei, ma anche
musulmani e
cristiani, che allora avevano in Libano rapporti piuttosto buoni. La banca Safra si occupava
soprattutto
di finanziamenti commerciali per prodotti come caff, cacao, oro e diamanti. Di Edmond si racconta
che gi all'et di otto anni lo si poteva incontrare ogni giorno nell'ufficio commrciale del padre.
Durante
la seconda guerra mondiale il Libano fu amministrato da un alto commissario del governo
filonazista di
Vichy del maresciallo Ptain. l padre di Edmond, essendo un leader della comunit sefardita
frequentava l'alto commissario di Vichy e sapeva quale minaccia incombesse sugli ebrei di Beirut
nel
caso che il feldmaresciallo tedesco Erwin Rommel avesse conquistato il Cairo. l regime di Vichy
aveva gi preparato leggi eccezionali per "il trattamento degli sraeliti", che legalizzava la
consegna
degli ebrei in Nordafrica e nel levante alla Germania nazista. Ma per fortuna il corpo d'armata
dell'esercito tedesco in Africa fu sconfitto dai britannici ad ElAlamein, e gli ebrei di Beirut
sopravvissero allo spettro di Vichy pi o meno senza danni. Ma subito dopo la guerra si
presentarono
nuovi pericoli. Nella Palestina del mandato britannico cominci una guerriglia tra gli ebrei europei
emigrati e i palestinesi l residenti Con ci ebbe una fine improvvisa la tradizionale tolleranza tra
Arabi
ed Ebrei che per secoli erano stati sudditi dei Turchi. Ad Aleppo la sinagoga fu distrutta nel 1947 e
la
Banca Safra, guidata da un cugino di Jacob, and in fiamme. Anche a Beirut imperversava
l'antisemitismo, e di fronte alla banca Safra ci fu una dimostrazione : Non fidatevi dell'ebreo Jacob
Safra, si leggeva su un trasparente.
L'ESODO DA BERUT
Jacob Safra sapeva che i suoi giorni in Libano erano contati. nvi i suoi due figli pi giovani
Joseph e
Moise in nghilterra in una scuola privata, il sedicenne Edmond lo mand invece nel 1948 in talia,
dove avrebbe dovuto creare un punto d'appoggio per la Banca Safra in Europa. l figlio maggiore
Elie,
che conformemente alla tradizione sefardita avrebbe dovuto assumere l'attivit del padre, fu
scavalcato.
Da questo Elie non si riprese mai. And in Svizzera, si ritir completamnte dagli affari e mor
giovane.
Si dice che ancor oggi Edmond soffra sotto il peso del tragico destino del fratello maggiore.
Seguito da
un domestico e dal fedele impiegato di suo padre, Jacques Tawil, Edmond vol nel 1948 a Roma e
pi
tardi a Milano, dove commerci in oro. L'talia del Nord era allora meta preferita degli ebrei
mediorientali, che non erano riusciti a provare amicizia per il nuovo stato di sraele dominato dagli
ebrei europei. Accanto a Safra ad esempio anche Edgar de Picciotto e Maurizio Dweck. C'erano
inoltre
i sefarditi residenti da lungo tempo, e nel frattempo italianizzati, come i De Benedetti. Per cinque
anni
Edmond Safra fece la spola tra Beirut e l' Europa e port a termine operazioni finanziarie. Allo
stesso
tempo teneva sempre gli occhi aperti alla ricerca di un paese in cui la sua gente potesse emigrare.
Nel
1952 individu infine la meta agognata in Brasile, dove era dovuto volare per l'ispezione di una
cartiera. Edmond cominci ad imparare il portohese, lev le tende da Milano e si trasfer in Brasile,
dapprima a Rio, poi a Sao Paulo. Nel 1953 il padre Jacob con i fratelli e le sorelle lo seguirono da
Beirut. La banca di Beirut Jacob Safra la cedette ad un fedele impiegato. Sebbene il vecchio
edificio sia
stato distrutto nel 1976 durante la guerra civile, essa esiste ancor oggi. n Brasile c'era allora un
media
borghesia ebraica. Non poche di queste persone avevano dovuto sfuggire a suo tempo ai nazisti e
ora
divennero i primi clienti della piccola banca, che i Safra avevano comprato a San Paolo. noltre
continuarono a finanziare il commercio, come avevano gi fatto cento anni prima.
GNEVRA, PATRA ELETTVA
Gi dopo tre anni a San Paolo Edmond venne di nuovo in Europa, questa volta a Ginevra. Qui
fond
nel 1956 la Finanziaria Sudafin con un capitale di 100.000 franchi.(16) Quattro anni pi tardi la
Sudafin, sotto il nome Trade Development Bank, fece richiesta di una licenza bancaria presso la
Commissione Confederale delle Banche. Anche il padre di Edmond, Jacob Safra, entr nel
consiglio di
amministrazione. Negli statuti si diceva che l'attivit si svolgeva soprattutto all'estero. Sebbene dal
1956 Safra fosse solo raramente in Brasile ricevette nel 1960 la cittadinanza brasiliana. Non ha
una
residenza fissa, ma fa la spola tra Ginevra, la Costa Azzurra, Londra, San Paolo e New York. Per
poter
andar in giro senza bagaglio, ha in tutti questi luoghi un set di camicie e abiti azzurri identici e un
cameriere che tiene tutto in ordine. Nel 1962 Edmond vendette la sua partecipazione al Banco
Safra SA
di San Paolo ai suoi fratelli pi giovani Joseph e Moise, per concentrarsi completamente sulla
TDB.
(17) Nel 1963 mor a nella citt brasiliana il padre Jacob. Gi dopo un anno dalla fondazione della
TDB
il capitale pot essere aumentato a 26 milioni di franchi. Ai posti di comando strategici Safra mise,
conformemente alle antiche tradizioni, preferibilmente correligionari mediorientali. Alcuni di loro
avrebbero fatto una grande carriera: ad esempio Joseph A. Shalam o Emile Saadia. Nel gennaio
1963 la
TDB apr una filiale a Chiasso. Vicedirettore divenne Giacomo Dweck, un calabi di Aleppo che
aveva
preso la cittadinanza italiana. Pi tardi si unirono al management di Chiasso anche Alber
M.Benezra,
un ebreo turco di stanbul, e il vecchio uomo di fiducia Jacques Tawil con cui Safra nel 1948 aveva
fatto per la prima volta un viaggio in talia. L'impiego di tre tra le pi qualificate e strette persone di
fiducia nella piazza finanziaria di Chiasso, allora ancora piccola, sottolinea l'importanza di questa
filiale. Negli anni '60 e '70 gli affari andavano lisci come l'olio, senza che si fossero presentati
problemi
di rilievo. Dopo Chiasso furono aperte filiali anche a Londra e a Nassau (Bahamas). La filiale
londinese
divenne uno dei maggiori operatori sui mercati monetari d'nghilterra. Nel 1973 la TDB si era
trasformata nella pi grande banca svizzera controllata da stranieri con un capitale di 165 milioni di
franchi. Nonostante il suo fenomenale successo Safra continu allora a rimanere quasi del tutto
sconosciuto all'opinione pubblica svizzera. Gran parte della clientela si trovava in Sudamerica, che
in
quegli anni era dominata per lo pi da dittature fasciste.
SAFRA VENDE LA TDB
Nel 1983 Safra vendette la sua TDB per 550 milioni di dollari al gruppo di servizi finanziari
statunitense American Express.(18) La vendita era stata avviata da Peter Cohen , presidente della
Shearson Lehman, affiliata di American Express. Cohen aveva lavorato dal 1978 al 1980 per Safra
ed
era diventato poi presidente della Shearson Lehman.(19) capi dell'American Express Jim
Robinson e
Jack Smith volevano rilanciare l'American Express Bank e ritenevano che a questo scopo fosse
ideale
una fusione con la TDB. E questo sebbene il campo d'azione principale della TDB fosse il
Sudamerica
scosso allora da una crisi causata dai debiti, e dove la banca aveva molti crediti pendenti. Safra
vendette, la TDB conflu nell'American Express Bank, e Safra ne divenne presidente. Nello stesso
tempo si impegn per iscritto di non fondare per tre anni una nuova banca in Svizzera, nel caso di
un
ritiro dall'American Express. Si scontrarono due culture: da una parte la TDB con il suo carattere
marcatamente ebraico e il forte legame con Safra presidente onorario e fondatore, dall'altra
l'American
Express Bank con la sua mentalit tradizionalmente WASP (White-Anglo-Saxon-Protestant). Safra
e il
capo dell'American Express Jim Robinson ben presto litigarono. Gi alla fine del 1984 e pochi
mesi
dopo anche il suo fedele sottotenente Giacomo Dweck uscirono dal consiglio di amministrazione.
Nel
corso del 1985 cominci il grande esodo dall'American Express Bank dei rappresentanti dei quadri
fedeli a Safra. Michel Cartillier, Sem Almaleh, Jacques Tawil e circa cento altri del seguito di Safra
lasciarono l'istituto. Nel caso che a Safra e agli uomini del suo seguito fosse riuscito di portarsi via
oltre
ai quadri anche i vecchi clienti migliori della TDB fusasi con la American Express Bank, la TDB
sarebbe divenuta praticamente senza valore per American Express e la discreta cifra d'acquisto di
550
milioni di dollari sarebbe andata perduta. Perci il capo dell'American Express Jim Robinson
ingaggi
dei detectives privati e incaric le pi note agenzie di investigazioni economiche come Jules Kroll
(New York) e Carratu nternational (Londra) di cercare motivi d'accusa contro Safra. La fiducia dei
clienti in Safra avrebbe dovuto essere distrutta affinch non passassero alla sua Republic National
Bank
of New York (RNB). La RNB era stata fondata da Safra nel 1966, sei anni dopo la TDB, come suo
punto d'appoggio a New York.
LA GRANDE CAMPAGNA DENGRATORA
Sulla campagna internazionale che il capo dell'American Express Jim Robinson condusse dal
1986 fino
al 1989 contro Safra il reporter del "Wall Sreet Journal Bryan Burrough scrisse un libro di 500
pagine
dal titolo: 'Vendetta - La campagna diffamatoria dell'American Express contro il concorrente
Edmond
Safra'. (20) l libro comincia con la frase: "l finanziere internazionale Edmond Safra fu accusato di
essere implicato in numerosi delitti di riciclaggio di denaro sporco fino al delitto su commissione.
Per
quanto ho potuto riscontrare nelle mie ricerche si tratta di pure calunnie". Secondo Burrough "tutte
le
dicerie di narcotraffico "si basano solo su pettegolezzi intorno alla famiglia di bancheri levantina
tradizionalmente discreta, generati da "antisemitismo e invidia per le ricchezze di Safra". Per
Burrough
"il problema d'immagine di Safra nasce dal tradizionale impegno della famiglia di banchieri in due
branche d'affari considerate sospette da numerosi osservatori occidentali: le operazioni bancarie
svizzere e il commercio d'oro." n breve: Non sospetto Safra ma la piazza finanziaria Svizzera.
Nel
tentativo di difendere Safra, lo zelante reporter dello "Wall Street Journal divenuto critico
involontario della piazza finanziaria Svizzera. Se si segue coerentemente la logica di Burroughs, le
figure sospette non sono da cercarsi nell'ambiente di Safra, ma piuttosto nel suo elitario ambiente
svizzero. Tutte colonne portanti della migliore societ ginevrina: Nel 1982 facevano parte del
consiglio
di amministrazione della TDB ad esempio l'ex direttore del Bankverein Giuliano Pelli e il consigliere
d'amministrazione di Merkur Robert Baur. Gli avvocati ginevrini di Safra erano nomi famosi come
Pierre Guinaud (21), Marc Bonnant (22), Charles-Andr Junod (23) e Jean-Pierre Jacquemoud.
(24)
Anche se l'autore di 'Vendetta' documenta in modo del tutto attendibile la massiccia campagna
denigratoria di American Express, il suo libro resta una difesa acritica di Edmond Safra. E non
meraviglia affatto che gli sia stato rimproverato di scrivere al soldo del finanziere.
L'argomentazione
unidimensionale assomiglia all'arringa di un avvocato per il suo cliente. Sebbene Safra non avesse
bisogno di quest'arringa: il capo dell'American Express Jim Robinson si scus personalmente per
la
campagna denigratoria - di cui sostenne di non aver saputo niente - e vers 8 milioni di dollari a
enti
assistenziali indicati da Safra. L'unilateralit di Burrough gli impedisce ad esempio di rilevare che la
vendita della TDB all'American Express pu essere stata una cosa combinata fin dall'inizio. l
manager
dell'American Express che aveva arrangiato quest'affare, Peter Cohen, lavorava prima e dopo per
Safra.
(25) possibile che egli abbia spinto i capi dell'American Express ad acquistare la TDB
nell'interesse di
Safra. Sebbene questa banca come nessun'altra, in ultima analisi fosse a misura del suo fondatore
e
guida, Edmond Safra. "Nella sua banca Edmond presidente, giudice e giuria", scriveva ad
esempio la
rivista economica "Business Week".(26) La lealt di Safra nei confronti dei suoi dirigenti spesso
sefarditi era leggendaria; quando qualcuno aveva problemi poteva contare sul capo. dirigenti a
loro
volta ripagavano, come comprensibile, con un grande attaccamento. Stando cos le cose,
sarebbe
comprensibile che una volta che Safra aveva incassato il prezzo d'acquisto dall'American Express,
i
dirigenti fedeli tornassero dopo un certo periodo di nuovo dal loro vecchio capo. E come
l'esperienza
insegna, i clienti delle banche tendono a seguire gli amministratori patrimoniali a loro noti. Come
detto,
questa solo un'ipotesi. Ma in un libro di 500 pagine meriterebbe di venir analizzata.
SAFRA RESTTUSCE L COLPO
un fatto che quasi cento dei pi importanti quadri della TDB abbandonarono la TDB-American
Express. Basti qui citare oltre al direttore generale Michel Cartillier con la segretaria, il direttore
dell'elaborazione elettronica dei dati (EED) Hans Hofer per esempio, il capo contabile Claude
Frossard, il manager del sistema Costakis Plastiras e l'esperta tributaria Claire Favre. Si
concentrarono
alla Prochimex SA in Rue Franois Billot. Nello stesso edificio aveva il suo studio anche l'avvocato
di
Safra, Jean-Pierre Jacquemoud.(27) La segretaria di Cartillier e altri tre disertori dall'American
Express
lavoravano alla Rasmal Finance SA, del cui consiglio d'amministrazione faceva parte lo stesso
Jacquemoud. All'inizio del 1987 venne a mancare alla TDB-American Express una serie di atti che
documentava i pi importanti sistemi di computer e di comunicazione della TDB. l 23 marzo 1987
il
presidente della TDB-American Express Bob Terrier fece denuncia contro ignoti per furto. l
procedimento si insabbi. l 31 agosto 1987 l'American Express intent un'azione contro Edmond
Safra
presso la commissione confederale delle banche. Lo accus di contravvenzione sistematica al
divieto di
concorrenza, di portar via il personale altrui per la sua nuova banca e richiese che fosse vietato a
Safra
di aprire un'altra banca in Svizzera. Non avrebbe offerto alcuna garanzia di una gestione
irreprensibile
dell'impresa. La commissione delle banche respinse il ricorso.
DECOLLO N VERTCALE DELLA NUOVA BANCA
Nel 1988 Safra fond la Republic National Bank of New York (Suisse), il cui nome fu poi abbreviato
in
RNB (Suisse). A far parte del consiglio di amministrazione chiam oltre ai suoi avvocati svizzeri
Jean-
Pierre Jacquemoud e Charles-Andr Junod anche il fedele Jacques Tawil, con il quale nel 1948
era
venuto da Beirut in talia, e Guido Hanselmann, vecchio direttore generale della Schweizerische
Bankgesellschaft. Presidente della direzione generale divenne Sem Almaleh, sefardita di Beirut,
gi ai
vertici della TDB. Lo affiancava Joseph Benhamou. C'era anche la giovane generazione dei Safra:
aveva funzioni di procuratrice Camila Safra.(28) La nuova banca svizzera di Safra, RNB (Suisse),
era
un'ulteriore componente del suo gruppo RNB. Alla fondazione della RNB numerosi dirigenti della
TDB andarono a New York, ad esempio Cyril Dweck o Jacques Tawil. Safra non aveva alcun
ufficio
operativo presso la sua banca a New York, era solo presidente onorario. Ma come "Business
Week"
informa, gli statunitensi per lo pi ebrei che aveva chiamato a far parte del topmanagement
dovevano
essere sempre ai suoi ordini. (29) La RNB fu un grande successo e nel giro di appena 30 anni si
espanse dalle poche agenzie sulla Park Avenue al ventesimo posto delle banche USA con 69 filiali
a
New York, Florida e California. noltre il gruppo RNB comprende molti altri operatori di borsa,
amministratori patrimoniali e casse di risparmio. Era considerato inoltre il massimo commerciante
in
oro degli USA per le monete e i lingotti e anche nel commercio di banconote era annoverato tra i
maggiori. (30) Al gruppo RNB appartiene la Republic Mase Bank (Londra), una delle maggiori
banche
al mondo per il commercio dell'oro, e Republic Factoring con filiali in California e North Carolina.
Le
operazioni della Factoring hanno bisogno di un'elevata liquidit: la banca compra crediti gi prima
della loro scadenza in contanti con una riduzione. Alla scadenza di pagamento incassa dal
debitore
l'importo intero. A met del 1994 Safra possedeva il 28,7 % del capitale azionario del gruppo RNB,
una
concentrazione eccezionalmente alta da parte di un unico proprietario tra le grandi banche USA.
Gran
parte, del resto, lo controllava mediante alcune holding. Gli attivi complessivi del gruppo RNB
all'inizio del 1996 ammontavano a pi di 60 miliardi di dollari. La Republic National Bank of New
York (Suisse) dal 1988 al 1995 si accrebbe fino a divenire la maggior banca svizzera di propriet
straniera con un importo di bilancio di pi di nove miliardi di franchi. nsieme con le altre banche
Safra
riunite nella Safra Republic Holding del Lussemburgo sorse nel giro di pochi anni un gruppo
internazionale di banche private con circa 16 miliardi di dollari di bilancio totale (1995). Oltre alla
RNB (Suisse) la Republic Holding lussemburghese di Safra aveva ancora due partecipazioni: la
SR
Transport Service di Ginevra, succeduta alla Republic New York Corporation Air Transport il cui
nome
compare nello scandalo ran-Contra. Essa gestisce i jet dell'azienda per i dirigenti di Safra. Pi
importante tuttavia la Compagnie de Participations ndustrielles et Financires SA (CPF) di
Losanna,
del cui consiglio d'amministrazione faceva parte Jacob Safra junior di New York.(31) Era
consigliere
d'amministrazione insieme a lui l'avvocato Dominique Rochat dello studio Lenz & Staehelin di
Ginevra. Dominique Rochat uno di quegli avvocati d'affari che fanno collezione di mandati di
banche
e societ finanziarie. Una dozzina di mandati esteri fanno di lui un intermediario particolarmente
importante per Safra con questi istituti. (32) Una composizione interessante ha anche la L&S
Conseil
(Ginevra) che ha riunito la RNB (Suisse), la Banque Unigestion e la Kreditanstalt: Safra era
rappresentato dal direttore generale Joseph Benhamou, la Banque Unigestion dal suo azionista e
consigliere d'amministrazione Bernard Sabrier e dal suo consigliere d'amministrazione Robert
Pennone.
(33) Nel maggio 1996 Sabrier vendette infine la Banque Unigestion alla RNB (Suisse), il cui
organico
sal a circa 450 persone ed il bilancio totale a 9,5 miliardi di franchi.
L PESCE PCCOLO MANGA L PESCE GROSSO
La campagna del presidente dell'American Express Jim Robinson non riusc a bloccare Safra e la
RNB
(Suisse) di nuova fondazione pass rapidamente da un record all'altro. La TDB, sotto l'ala
dell'American Express, non aveva invece successo senza Safra. Nello stesso tempo anche la casa
madre
dell'American Express a New York finiva sempre pi in rosso. Nel 1989 i dirigenti della banca
americana decisero di intraprendere un programma di risanamento che includeva la vendita della
TDB.
Tra i primi interessati ci fu nientemeno che Edmond Safra. Ma non gli fu aggiudicata, anche se si
dice
che abbia offerto circa un miliardo di franchi, il doppio della cifra che l'American Express nel 1983
aveva pagato per la TDB. All'inizio del 1990, dunque poco dopo l'ultimo trasferimento di denaro da
narcotraffico dalla Fimo alla TDB, l'American Express vendette l'80 % della TDB alla Compagnie
de
Banque et d'nvestissements (CB) di Ginevra. Uomo di punta della CB era Edgar de Picciotto. La
CB-TDB, sorta dalla fusione della CB con la TDB dieci volte pi grande,rappresent per de
Picciotto
il coronamento dell'opera di tutta una vita. Alcuni mesi pi tardi la banca cambi ancora nome e ne
assunse uno complicato, Union Bancaire Prive CB-TDB, abbreviato in seguito in UBP. Poich la
CB
di de Picciotto era dieci volte pi piccola della TDB, si cerc di indovinare la provenienza della cifra
d'acquisto compresa tra i 500 milioni e un miliardo di dollari, che de Picciotto aveva pagato
all'American Express per l'80 % della TDB (il 20% lo mantenne l'American Express). La voce che
allora circolava, vale a dire che Safra avesse prestato a de Picciotto il denaro necessario, sarebbe
una
risposta plausibile a questa domanda. La voce non era del tutto fuori luogo, perch anche Safra si
era
mostrato interessato all'acquisto della TDB, ma non aveva trovato buona accoglienza. L'ipotesi che
Safra fosse il discreto finanziatore di de Picciotto, suffragata dal ritorno di numerosi dirigenti di
Safra
alla UPB dopo il ritiro dei quadri dell'American Express: Per primi il presidente della direzione
generale Michel Cartillier e il direttore generale Daniel Solari, che avevano lasciato la TDB nel
1985/86. Ma anche dirigenti di primo piano del Backoffice come ad esempio l'analista dei sistemi
Costakis Plastiras o il capo contabile Claude Frossard. Nel consiglio d'amministrazione dell'UBP,
ampliato da de Picciotto, entrarono due vecchi compagni di viaggio di Safra dagli inizi degli anni
'60,
originari di Beirut, Emile Saadia e Joseph A. Shalam. Saadia era entrato in servizio nel 1962 come
direttore della TDB, mentre Shalam era stato nominato nel 1965 procuratore commerciale. Nella
prima
met degli anni '90 la UPB continu a crescere e con l'assorbimento della Zrcher Nordfinanz
Bank nel
novembre 1995 con poco meno di 1000 dipendenti, un importo di bilancio di circa 16 miliardi di
franchi e depositi di clienti stimati fra i 35 e i 45 miliardi di franchi, divenne infine probabilmente la
maggiore banca svizzera dopo le tre grandi banche (escluse le grandi banche cantonali e forse la
banca
Br di Zurigo).
CONFESSON A CUORE APERTO
Nell'ottobre 1995 Edgar de Picciotto sment in modo fuori del consueto ogni collegamento dell'UBP
con "affari finanziari oscuri". Ed elenc cinque casi incresciosi, dei quali allora per lo meno uno era
sconosciuto alla stampa svizzera.(34) n tutte queste storie la sua banca si sarebbe mantenuta
integerrima, colpevoli sarebbero stati gli impiegati disonesti. Nel reato pi grave era implicato
l'assistente di direzione UBP, che alla fine di novembre 1994 fu arrestato a Miami con un
collaboratore
per sospetto di riciclaggio di denaro. Secondo de Picciotto la sua banca era stata vittima a Miami di
un
impiegato delinquente. Egli promise piena cooperazione con le autorit e disse inoltre di aver
incaricato
Bernhard Ziegler, ex direttore di polizia giudiziaria di Ginevra di escogitare misure semplici ed
efficaci
per un maggiore controllo interno.(35) Le indagini in Florida portarono alla denuncia di numerose
persone tra cui Handali e il direttore finanziario di un discount americano di commercio al dettaglio,
per riciclaggio di denaro e appartenenza ad un'associazione criminale. Ad Handali si rimprovera di
essere stato membro di una grande organizzazione per il riciclaggio, che aveva predisposto un
servizio
di corriere per portare denaro contante degli USA in Svizzera e per far ci si appoggiava ad un
complesso sistema di contabilizzazione della UPB. Tra i sospetti figur a Miami anche
l'ultraottantenne
Albert Shammah, che avrebbe messo a disposizione i suoi conti bancari, cosa che egli in ogni
modo
neg.
Un altro caso criminale pendente della UBP-Connection il procedimento penale a Ginevra contro
il
consigliere patrimoniale Pierre Hafner. Per Hafner la UBP sarebbe stata solo banca di deposito e
non
attore indipendente, ha sostenuto Edgar de Picciotto. n ogni caso Hafner, che fu arrestato per
sospetto
di appropriazione indebita di fondi d'investimento per l'ammontare di milioni, fino all'aprile 1994 era
stato consigliere d'amministrazione dell'UBP. La UBP sarebbe stata vergognosamente sfruttata
anche
nel caso del socialista verosimilmente corrotto Luis Roldan, gi "chefe" della milizia spagnola
accasermata Guardia Civil, che aveva trasferito mazzette mediante conti UBP (36), e cos pure nel
caso
dello speculatore immobiliare tedesco Jrgen Schneider, che aveva parcheggiato 245 milioni di
marchi
alla UBP, prima di dileguarsi in incognito a Miami. Nel suo esercizio difensivo Edgar de Picciotto
cit
ancora un affare di contrabbando con oro sudafricano, per cui la UBP era innocente, sul quale
tuttavia
non fu possibile apprendere niente di pi preciso.
L CASO FSCALE GRAF
La pubblicit pi sgradita fu procurata all'UBP dalla tennista tedesca Steffi Graf. Dopo che suo
padre
era stato arrestato per sospetto di infrazione fiscale per l'ammontare di milioni, anche il settimanale
illustrato "Stern" si occup dettagliatamente di questo caso. Manager di Steffi era Phil de Picciotto.
Padre di Phil era Maurice de Picciotto che viveva negli USA, un fratello del capo dell'UBP Edgar de
Picciotto. l padre di Phil Maurice fa parte del consiglio d'amministrazione dell'UBP. Phil dirige la
Advantage nternational, la seconda agenzia di sportmarketing al mondo in ordine di grandezza
secondo Mc Cormack, il cui capitale di fondazione fino al 1992 era depositato presso la holding
della
famiglia de Picciotto, la Compagnie de Banque et d'nvestissements CB Holding SA. Alla
fondazione
dell'Advantage (Switzerland) a Zug entr nel consiglio di amministrazione Rudolf Hug, un ex
consigliere d'amministrazione CB (la banca precedente la UBP), che apr un conto alla CB. Dopo
l'arresto di pap Graf il manager di Steffi, de Picciotto, e lo sponsor di Steffi, il produttore
automobilistico della Opel, litigarono sul modo di affrontare la crisi. (37) Questo conflitto divenne
pubblico e la Opel ricevette un dossier sulla UBP e la famiglia de Picciotto. A questo proposito
scrive
"Stern": "Contenuto: cose sgradevoli sulla parentela di de Picciotto - padre, zio e cugini tutti
occupati
in operazioni economiche per la "Union Bancaire Prive", coinvolta in grandi scandali finanziari".
(38)
Mittente del dossier era un certo Dean Andromidas dell' "Executive ntelligence Review" (ER).
Andromidas appartiene al gruppo che si raccoglie intorno allo statunitense Lyndon H. Larouche,
che
guida una rete internazionale di partiti, associazioni e case editrici. "l settantatreenne Larouche
aveva
scontato fino al 1993 una pena di parecchi anni di detenzione negli USA per truffa ed evasione
fiscale.
n Germania i suoi seguaci svolgono un'attivit cospirativa con organizzazioni come lo Schiller-
nstitut
o "Patrioti in Germania". Al centro della loro campagna diffamatoria c' "l'alta finanza ebraica".
Anche
la famiglia de Picciotto di origine ebraica".(39)
SAFRA, L'NTOCCABLE
Lasciamo l' UBP sorta dalla vecchia TDB di Safra e torniamo a Safra stesso. Nell'ottobre 1991,
quasi
contemporaneamente all'arresto del corriere finanziario Lottusi, cominci a Ginevra un processo
per
lesione dell'onore. Safra l'aveva intentato contro l'allora redattore capo Jacques Pilet della rivista
d'informazione svizzero-occidentale "L'Hebdo" e il redattore dell'" Hebdo" Jean-Claude Buffle.
due,
dopo pi di un anno di ricerche in patria e all'estero, avevano scritto che l'impero bancario di Safra
era
stato sospettato di interessarsi di narcotraffico e di riciclaggio di narcodollari. n opposizione alla
richiesta dell'avvocato di Safra Marc Bonnant il giudice di Ginevra ha concesso ai giornalisti la
prova
della verit. Ma Edmond Safra ha sporto querela con successo per oltraggio all'onore. due
giornalisti
cercarono di convalidare i sospetti formulati, presentando al tribunale materiale, di cui non
sapevano
che detectives privati, comprati dall'American Express, l'avevano falsificato. Le manipolazioni non
erano rimaste ignote all'esercito internazionale di avvocati e detectives privati che Safra senza
badare a
spese aveva ingaggiato. La truppa di investigatori al suo servizio fu in grado di ricostruire il
percorso
del materiale falsificato e nell'aula del tribunale Bonnant pot smontare il castello accusatorio che
era
alla base dell'articolo. Ad esempio il pezzo forte rappresentato dal sospetto di riciclaggio di denaro
nei
confronti di Safra. l 17 gennaio 1988 il settimanale italiano "L'Espresso" aveva pubblicato un
servizio
sulle vicende di Albert Shammah, accusato di riciclaggio. Shammah aveva origine come Safra da
una
famiglia sefardita di Aleppo e viveva come lui di quando in quando a Ginevra. Nel 1977 aveva
chiesto
un permesso di soggiorno nella citt svizzera, e Safra gli concesse una firma di garanzia. (40)
Quando
nel 1985 Shammah fu coinvolto in un'inchiesta sul riciclaggio di denaro e narcotraffico a Milano, il
pubblico ministero milanese emise un ordine di cattura internazionale. l narcotrafficante turco
Celal
Erdogan era stato fermato con 35 kg di eroina e aveva fatto il nome dell'iracheno Abdullah saacs
come
mandante, che a sua volta fece il nome di Shammah. Shammah venne poi arrestato a Ginevra,
ma non
estradato bens lasciato di nuovo libero. Questo, dopo che il suo avvocato Dominique Poncet ebbe
inviato all'Ufficio federale di polizia a Berna una richiesta di rilascio provvisorio , sottoscritta da sei
personalit. firmatari erano: Nessim Gaon, Maurice Salam (TDB), Albert Benezra (TDB), Giuliano
Pelli (TDB), Carlo Ripa di Meana (noto uomo politico italiano dei Verdi) e Giovanni Testori. (41) La
notizia bomba contenuta nell'articolo dell' "Espresso" su Shammah non era tuttavia questa
faccenda, ma
l'accenno ad un rapporto dell' "U. S. Bureau of Narcotics" dell'anno 1957: Safra sarebbe stato
coinvolto
nel contrabbando di eroina-base da Beirut a Milano. Safra incaric l'avvocato di Ginevra Charles-
Andr Junod, consigliere d'amministrazione della RNB (Suisse), di rintracciare questo rapporto. Lo
si
ritrov presso Rudolf Wyss, direttore dell' Ufficio centrale di polizia a Berna. La polizia svizzera
l'aveva ricevuto il 21 agosto 1957 con preghiera di informazioni su Edmond Safra. Ma pi tardi era
risultato - cos Wyss- che si era trattato di uno scambio di nomi. Non sarebbe stato ricercato
Edmond
Safra ma un certo David Safra, forse un parente di Edmond. Ma poich non c'era motivo di
supporre un
collegamento criminale tra Edmond e David, l'inchiesta su Edmond era stata sospesa. Wyss si
scus
che questo fatto non fosse mai stato comunicato alla polizia di Ginevra. Junod rintracci poi negli
USA
l'autore del rapporto, il poliziotto della sezione narcotici nel frattempo pi che ottantenne e
pensionato
Andrew Tartaglino, che conferm lo scambio di nomi. Secondo Wyss l' U.S. Bureau of Narcotics
chiese per la seconda volta informazioni su Edmond Safra il 24 giugno 1966. l 12 settembre 1966
gli
Svizzeri risposero che non c'era alcun motivo di sospettare che Safra fosse coinvolto in affari di
droga.
(42) Con ci questo rapporto aveva perso valore accusatorio per i giornalisti davanti al tribunale.
Anche
altri documenti furono messi in dubbio dall'avvocato di Safra Bonnant. Ad esempio la relazione
della
Drug Enforcement Administration USA su Shakarchi, che citava anche Safra e la RNB. Testimoni a
discarico la definirono un documento di routine privo d'importanza.
NENTE A CHE FARE CON RAN-CONTRA
Un ulteriore successo nei confronti dei giornalisti gli avvocati di Safra lo registrarono in relazione al
presunto coinvolgimento delle societ del loro assistito nel cosiddetto scandalo ran-Contra. Si
parl di
affare ran-Contra a proposito della politica estera illegale "privata", attuata insieme da Oliver
North,
consulente in materia di sicurezza del presidente Reagan, dal generale USA in pensione Richard
Secord, dal mercante d'armi iraniano Albert Hakim e dall'avvocato statunitense William Zucker
(43).
Hakim e Secord dirigevano a Ginevra lo Stanford Technologies Trading Group, che aveva lo
stesso
domicilio di Republic Air Transport Services, cui era affidato il jet privato di Safra a 8 posti. Safra
contest di essere in qualche modo legato a clienti o partner di Zucker,che avrebbe fondato ditte
per lui
solo come fiduciario, ad es. la Republic Air Transport Services o la societ che possedeva la villa
di
Lily Safra Monteverde, la vedova brasiliana, sposata da Edmond nel 1976 e della quale aveva
adottato i
figli. Dopo un processo della durata di due mesi il giudice di polizia di Ginevra condann i due
giornalisti Pilet e Buffle a 5000 franchi di multa e dieci giorni di carcere con la condizionale. La
casa
editrice Ringier , proprietaria di "L'Hebdo", rinunci ad un'impugnazione della sentenza e dovette
farla
pubblicare a proprie spese in 15 giornali. Da allora sia "L' Hebdo" che "Le Nouveau Quotidien",
fondato pi tardi da Jacques Pilet, dove anche Buffle trov rifugio, lasciarono in pace Safra.
CRTCA DELLA GUSTZA PENALE D GNEVRA
Dopo il verdetto draconiano della giustizia penale di Ginevra i giornalisti che si erano messi
ingenuamente nei guai con Safra, trovarono un aiuto inaspettato. Hermann Bodenmann, allora
presidente della commissione delle banche, e perci massimo supervisore delle banche della
Svizzera,
mise in dubbio che un semplice giudice di polizia avesse veramente il tempo necessario e le
conoscenze per valutare il caso in modo adeguato. "A molti giudici manca l'esperienza. Se un caso
difficile arriva sulla scrivania di un non specialista, questo tentato, di addurre motivi di tutti i
generi
per non dovere proseguire l'inchiesta finanziaria. Anche la prescrizione una specialit
ginevrina."(44)
Bodenmann sottoline anche che il lavoro d'indagine dei media nell'ambito della criminalit
finanziaria
era utile non meno alla commissione delle banche. Del fatto che Pilet e Buffle si fossero fidati di
documenti sudamericani falsi disse: "La commissione delle banche in quanto autorit di controllo
ufficialmente riconosciuta non ha i mezzi per fare verifiche. Come pu farlo un giornalista?"
L'inusuale
sostegno morale di Bodenmann ai due giornalisti puniti tanto pi significativo in quanto l'insider
del
controllo delle banche aveva potuto seguire l'intera ascesa di Safra dalla piccola finanziaria
ginevrina
alla banca privata internazionale. l suo intervento non avrebbe potuto essere pi chiaro e deve
essere
inteso come segnale alla giustizia ginevrina perch non lasciasse con troppa condiscendenza che
il
potere di Safra crescesse in maniera incontrollata.
SEMPRE AVANT FNO A ZURGO, PARADEPLATZ
Nel settembre 1996 la filiale zurighese della RNB (Suisse) ha preso possesso a Zurigo della sua
nuova
sede nel ristrutturato edificio di propriet a Paradeplatz. l trasferimento nel centro della piazza
finanziaria svizzera aveva anche un significato simbolico. Quarant'anni dopo la fondazione della
sua
prima piccola finanziaria a Ginevra, Edmond Safra si trova ben in vista ai vertici del mondo della
finanza. Conosce l'importanza che l'indirizzo ha nel "Private Banking e sa che in questo settore
dopo
"Zurigo, Paradeplatz" non possibile salire pi in alto. Ma ora il momento di lasciare Edmond
Safra.
Altri uomini un p meno potenti ma non meno misteriosi della piazza finanziaria Svizzera
attendono di
essere presi in attenta considerazione.
Note:
1) "Corriere del Ticino", 27. 11. 93
2) La Trade Development Bank era gi comparsa prima dello scandalo Fimo in un altro affare di
riciclaggio di denaro in Svizzera, la cosiddetta Libanon Connection, che nel 1990 era terminata con
la
condanna dei fratelli Magharian per riciclaggio a favore dei trafficanti di droga colombiani e
sospetto di
rapporti con narcotrafficanti turchi a 4 anni di prigione. Nell'incartamento del processo Magharian,
datato 5 dicembre 1988, la procura federale constatava che il nome TDB appariva in quasi tutti gli
affari di riciclaggio, citati nella relazione. ("Le Nouveau Quotidien ", 24. 4. 92)
3) "Business Week", 7.3.94
4) Si chiamano sefarditi gli ebrei che prima della fondazione dello stato di sraele vivevano in paesi
islamici. La parola deriva dall'ebraico Sefard (Spagna), perch la regina sabella la Cattolica nel
1492
aveva cacciato gli ebrei spagnoli in Marocco e nell'impero osmanico.
5) de Picciotto hanno buoni rapporti con la Banca Cantonale di Ginevra : Ren de Picciotto ha
rilevato nel 1995 dalla SBG una partecipazione del 40 % alla Cantrade Banque Prive Lausanne,
a cui
sostanzialmente collegata anche la Banca Cantonale di Ginevra. Altri azionisti di questa
Cantrade
Banque Prive (da non confondersi con la banca Cantrade, affiliata alla SBG zurighese) sono il
libanese Adel Kassar e Philippe Setton.
6) Ad es. con Thierry Lombard e Nicolas Pictet delle banche private con lo stesso nome. Georges
Urban, consigliere d'amministrazione della banca privata Darier, Hentsch & Cie. e il presidente VR
del
"Journal de Gneve", cos come Anton Affeltranger, direttore della SBG e Jean Louis Delachaux,
direttore della Schweizerische Kreditanstalt.
7) La famiglia Brunschwig lavora soprattutto nel settore tessile (Bon Gnie/Grieder, Ermenegildo
Zegna) e in base al bilancio del dicembre '95 viene valutata tra i 200 e i 300 milioni.
8) Anche i De Benedetti sono di origine sefardita, i loro avi sono comunque emigrati in talia gi nel
secolo scorso. Oltre alle italiane CR (Compagnie ndustriali Riunite) e Cofide (Compagnia
Finanziaria
De Benedetti) la famiglia possiede in Francia la Cerus Holding, diretta da Michel Cicurel, in
Svizzera
la Cicurel presieduta pure dal francese Sofigen ( Socit Financire de Genve). A met degli anni
'90
Cerus e Sofigen si trovavano in una cattiva situazione finanziaria. Questo dopo le grandi perdite
con la
banca ginevrina Dumnil Lebl alla fine di dicembre 1991. Allora la Cerus dovette versare dalla
sera
alla mattina 120 milioni di franchi del proprio recente capitale per impedire il ritiro della licenza
bancaria da parte della commissione delle banche. De Benedetti incolp il finanziere torinese
Roberto
Caprioglio con la sua finanziaria Dominion Trust di fallimento fraudolento. Si dice che Caprioglio
sia
responsabile del buco nero alla Dumnil Lebl. Per tenersi la Dumnil Lebl De Benedetti dovette
nell'ottobre 1992 vendere il suo pacchetto di minoranza del 10 % della CB Holding.
9) Scheron Holding SA: proprietari: Banque Cantonale de Genve, Ginevra (86%; solo ad
interim);
Famiglia Gaon, Ginevra (14 %); Management: Helfland Henry (Commugny); Cohen Aslan
(Genve);
Graves Clment (Ginevra); Consiglio di amministrazione: Gaon Nessim (Ginevra); Chapuis
Maurice
(Ginevra); Coen Danielle (Ginevra); Coen David (Ginevra); Gaon David-Nessim (Ginevra); Gaon
Rene (Ginevra); Herzog Joel (Ginevra); Herzog Marguerite (Bernex); Partecipazioni: Automters
Scheron Ltd., Noida New Dehli (51%); CKD Scheron spol SR. O, Praha (61,5 %); Scheron SA,
Ginevra (100 %); Shangai Scheron Electrical Apparatus Corp.Ltd. (Shangai); Skoda Scheron
spol
SR. O (Pilsen). (Fonte: Orell Fssli /Teledata: CD-ROM. dell'economia svizzera. Release 1996/ 1,
giorno fissat : 1.8.95)
10) Per i suoi commerci internazionali, Gaon stato anche bersaglio della critica di Jean Ziegler.
Nell'ottobre 1995 Ziegler ha dovuto pagare a Gaon 7500 franchi di ammenda, dopo che il tribunale
federale aveva respinto il suo ricorso. Secondo una sentenza della suprema corte Ziegler aveva
definito
ingiustamente Gaon trafficante di cotone africano e di petrolio.
11) Partner dei Dwecks alla Soditic erano la Mercury Holding inglese e la Smith Barney Holding.
12) Sebbene Safra nel 1947 avesse rinunciato a passare nello stato ebraico appena fondato, ne
ha
sostenuto sempre la costruzione. Si dice che Safra abbia assegnato pi di 7.000 borse di studio a
giovani sefarditi, e anche negli USA i sefarditi possono contare sul suo aiuto finanziario. Negli USA
ha
potuto profittarne soprattutto il defunto Rebbe Lubavitch Menahem Schneerson, eminente
personalit
dell'ebraismo statunitense, di cui Safra ha ammirato la militanza. Alla Wharton Business School
dell'Universit di Pennsylvania a Philadelphia Safra don una ricca biblioteca. L'istituto Safra ha
sovvenzionato la traduzione francese del libro di Stephan Keller su Paul Grniger, che durante il
nazismo fece entrare di nascosto profughi ebrei in Svizzera, per questo fu licenziato dalla polizia,
presso la quale prestava servizio, condannato con sentenza del tribunale, e venne riabilitato solo
nel
1955.
13) "Business Week", 7 3 94
14) "Sunday Times", 1 10 95
15) dati sulla storia della famiglia Safra sono tratti da : Burrough, Bryan: 'Vendetta. American
Express and the Smearing of Banking Rival Edmond Safra'. Londra 1992, pp30-37
(16) Azionisti fondatori con un terzo ciascuno erano in primo luogo Andr Guinard, Franois
Boissier e
Georges Vuataz.
(17) All'inizio degli anni '90 il ramo israeliano dei Safra compr la maggiornza della First
nternational
Bank (Fibi-Bank), la maggiore banca privata israeliana. Una minoranza della Fibi rimase alla srael
Discount Bank della famiglia Recanati. Da allora la Fibi ebbe un forte incremento e fu considerata
presto tra le banche israeliane a maggior crescita.
18) Tra il giugno 1988 e il febbraio 1990, quando gran parte dei pi di dieci miliardi di lire del
riciclatore Lottusi pass dalla Fimo alla TDB di Ginevra, Safra non aveva niente a che fare con la
TDB.
19) Nel 1989 Peter Cohen si dimise da presidente della Shearson Lehmann. Nel novembre 1992
divenne capo del settore titoli della Republic New York Bank di Safra, per la quale aveva gi
lavorato.
Nel maggio 1994 la Republic New York decise di rinunciare alla compravendita in proprio e di
evadere
solo ordini di clienti. Cohen fond una propria ditta Wall Street con Safra come azionista di
minoranza.
20) Burrough, Bryan:' Vendetta. American Express and the Smearing of Banking Rival Edmond
Safra',
Londra ,1992
21) Pierre Guinod (nato nel 1907), a lungo presidente onorario dell' "Ordre des Avocats de
Genve",
lavorava dal 1956 per Safra, allorch la Sudafin, stadio precedente della TDB, era ancora una
operazione finanziaria secondaria.
22) L'avvocato difensore e autorit superiore di giustizia (Justizoberst) Marc Bonnant annoverava
tra i
suoi clienti oltre a Safra anche il capo della Sasea Florio Fiorini e il maestro della loggia P2 Licio
Gelli.
23) Charles-Andr Junod divenne pi tardi consigliere d'amministrazione della Republic Bank of
New
York (Svizzera).
24) Jean Pierre Jacquemoud, membro con funzioni direttive del PPD, faceva parte del consiglio
d'amministrazione della Republic National Bank of New York (Svizzera). Dal 1989 al 1991
Jacquemoud fu membro del consiglio di amministrazine della Republic New York Corporation Air
Transport, quella societ che comparve nello scandalo ran-Contra. Dell'apparizione della Republic
Bank of New York in quest'affare si parla pi tardi. Jean-Pierre Jacquemoud sedeva nel consiglio
d'amministrazione della Finanziaria di Ginevra Atlanticomnium SA, in cui erano rappresentati
anche
Anthony Jack Smouha, Richard Smouha e Georges Fiechter. Anthony Jack e Richard Smouha
sono
sefarditi con cittadinanza inglese residenti a Ginevra. l fratello di Richard Smouha Brian
Smouha,
partner della grande ditta a gestione fiduciaria Touche Ross & Co., dove egli dirige il Forensic
Department (Sicurezza d'esercizio e polizia aziendale interne ed esterne). Brian Smouha era stato
liquidatore dell'Ambrosiano Holding Luxembourg e della BCC Holding Luxembourg. Georges
Fiechter faceva parte dal 1987 del consiglio d'amministrazione della MKS Finance SA di Ginevra,
in
precedenza Shakarchi Mahamoud SA, casa madre del gruppo Shakarchi in Svizzera. Shakarchi,
trasferitisi da Beirut a Ginevra, erano stati a lungo grandi clienti della TDB di Safra. La consigliera
federale Elisabeth Kopp fu costretta a ritirarsi, perch aveva ammonito suo marito Hans Kopp che
la
Shakarchi Trading AG Zrich, del cui consiglio d'amministrazione Hans Kopp faceva parte, era
stata
nominata in un rapporto interno di polizia. Dal 1987 al 1990 Fiechter fece parte anche del consiglio
d'amministrazione della Middle East Bank SA (Mebco Bank) di Ginevra. La Mebco controllata
dalla
Socofi SA ginevrina, controllata a sua volta dalla famiglia libanese Halabi, originaria di Aleppo.
25) Dopo che Cohen aveva rotto con il capo dell'American Express Jim Robinson, cominci a
sondare
il terreno da Safra. Alcuni mesi pi tardi pass con alcuni uomini della Shearson-Lehman a
Republic
New York di Safra.
26) "Business Week", 7. 3. 94.
27) La moglie di Jacquemoud, Laura, giudice istruttore a Ginevra.
28) Una Patricia Safra direttrice della finanziaria ginevrina Frimusa, un Jacques Safra presente
in
alcune societ immobiliari e nelle due finanziarie Hiparion e Safra SA.
29) cfr. Burrough, Bryan: 'Vendetta. American Express and the Smearing of Banking Rival Edmond
Safra'. Londra 1922, p.46 segg.
30) Nel gennaio 1996 apparve nel "New York Magazine un articolo di Robert Friedman, che
criticava
la fornitura a Mosca di banconote da 100 dollari. Secondo Friedman, la Republic National Bank
trasportava a Mosca ogni settimana pi di 100 milioni di dollari in banconote nuove da 100 dollari,
con
l'assenso del Federal Reserve System, cosa che Friedman disapprovava, considerando l'elevata
contaminazione delle banche russe da parte della mafia.
31) All'inizio del 1996 Jacob Safra aveva fatto parlare di s per l'acquisto della casa editrice
Encyclopaedia Britannica a Chicago. La casa editrice, valutata 900 milioni di franchi, da anni
deficitaria.
32) Rochat faceva parte tra l'altro del consiglio di amministrazione della Banque Audi (Suisse) a
controllo libanese, della banca privata Coutts & Co. ( gruppo National-Westminster ), della Banque
Franaise de l'Orient (Banque ndosuez), del trust Barclay (Barclay Bank London), di Mees
Pierson
Suisse (Bank Mees Pierson, Amsterdam), della Worms Demachy % Cie. (la Banque Worms di
Parigi
appartiene all'assicurazione francese UAP), della Dai chi Suisse (Dai chi Kangyo Bank, Tokio) e
della
Banque Robeco Suisse (Robeco Bank, Amsterdam).
33) Robert Pennone era anche consigliere d'amministrazione della MC Finance, collegata alla
Kreiditanstalt, e direttore della ATAG Ernst & Young.
34) "Neue Zrcher Zeitung", 25. 10. 95
35) "Neue Zrcher Zeitung", 20. 12. 94
36) Secondo la rivista "Facts" (49/95) in quest'affare di tangenti si fa anche il nome dell'avvocato
d'affari zurighese Ulrich Kohli. possibile che Roldan abbia usato i conti di Kohli, sebbene lui
l'abbia
negato. Si dice che la tangente per Roldan provenga dalla Siemens tedesca - come
"commissione" ai
socialisti spagnoli - per un ordine di fornitura di locomotive. Kohli e l'ex Consigliere degli Stati del
PPC Alois Dobler (Schwyz) gi nel febbraio 1992 erano finiti sulle prime pagine dei giornali, perch
facevano parte del consiglio d'amministrazione della Casalee AG (Lachen), che trattava tabacco e
armi,
e che attraverso la Casalee talia era implicata in forniture di mine antiuomo all'ran e all'rak. Nella
primavera 1993 Kohli si ritir da giudice amministrativo di Zurigo per questioni fiscali a titolo di
carica
secondaria, ma rimase nella commissione per l'universit zurighese. Pi tardi Dobler dovette dare
le
dimissioni dall'ufficio di difensore civico delle banche svizzere, non da ultimo a causa di questo
affare.
37) cfr. sull'argomento: Brinkbumer, Klaus, Leyendecker,Hans, Schimmller, Heiner: ,Reiche
Steffi,
armes Kind'[,Ricca Steffi,povera bambina'],Amburgo 1996
38) "Stern" 44/95
39) vi
40) "l Mondo", 21/30/95
41) Anche l'allora presidente dei ministri Bettino Craxi in una lettera alla figlia di Shammah
prendeva
posizione a favore dell'arrestato. Ruth Andre Shammah, regista teatrale a Milano, nel marzo 1987
era
stata nominata da Craxi Cavaliere della Repubblica. Ruth Shammah invi la lettera a Berna. "La
richiesta italiana di estradizione era molto incompleta", disse allora Edgard Gillioz dell'Ufficio
Federale
per la Giustizia, "ma non si pu contestare che l'intervento di uomini politici importanti sort
l'effetto".
Shammah fu rilasciato dalla prigione contro una cauzione di 250.000 franchi e gli fu restituito il
passaporto. Nel 1988 la corte di cassazione di Roma tolse il caso Shammah all'avvocato di sinistra
Mario Vaudano e lo pass ad un'altra magistrata. Questa annull immediatamente l'ordine
d'arresto
italiano nei confronti di Shammah.(Cfr. anche: Auchlin, Pascal e Garbely, Frank: 'Das Umfeld eines
Skandals' ('l contesto di uno scandalo')Zurigo, 1990, p. 177
42) Burrough, Bryan :' Vendetta. American Express and the Smearing of Banking Rival Edmond
Safra'. Londra, 1992, p. 158
43) Di Zucker si era saputo nel novembre 1986 che i contras nicaraguensi per l'acquisto di un
aereo da
combattimento presso una sua ditta alle Bermude avevano pagato con conti bancari della RNB.
Zucker
era un avvocato statunitense, che all'inizio degli anni '70 si era stabilito a Ginevra. Negli anni '60
aveva
lavorato con Bernard "Bernie" Cornfeld e Robert L.Vesco della leggendaria ditta-truffa nvestors
Overseas Services (OS), con cui anche lo speculatore Werner K. Rey aveva un tempo
collaborato.
L'avventuriero Vesco si rifugli nel 1982 a Cuba, dove visse indisturbato nella sua villa a L'Avana,
fino
al 31 maggio 1995, quando Fidel Castro lo fece arrestare. l processo annunciato contro Vesco
promette
di diventare interessante, perch non si pu non chiedersi che cosa avesse procurato ad un uomo
come
lui la benevolenza di Fidel Castro. ]NdT: Vesco poi venne condannato a 13 anni di carcere nel
1996.
Mor in un carcere all'havana nel novembre 2007]
44) "Tages-Anzeiger, 3.2.92
4 PU' LUCE SUL BUSNESS DELL' OFFSHORE
La piazza finanziaria Svizzera non pu essere presa in esame senza considerare le crescenti
ripercussioni del business dell'offshore. l concetto "piazza finanziaria offshore divenuto d'uso
comune anche in lingua tedesca. ndica un luogo la cui legislazione rende possibile la presenza di
societ in sede, controllate da stranieri, dunque delle pure societ di comodo senza un proprio
ufficio,
per non parlare di un'attivit economica locale. Queste societ offshore permettono al committente
l'occultamento della propria identit, per cui vengono impiegate come strumento per
l'amministrazione
di patrimoni o come stazioni di passaggio per transazioni finanziarie. Oggi esistono in tutto il
mondo
circa 40 zone il cui diritto commerciale, fiscale, societario, commisurato alle esigenze di queste
societ appartenenti ad una clientela internazionale.(1) l concetto "finanza offshore" divent d'uso
corrente all' inizio degli anni '60, quando si cominci a parlare dei cosiddetti eurodollari. Era
esploso
allora il deficit commerciale USA, causato dalla guerra in Vietnam. Vari depositi in dollari si
accumularono nelle mani di non statunitensi e furono investiti presso banche fuori degli USA,
soprattutto a Londra. n quegli anni perfino Londra, la piazza finanziaria arciliberale, era soggetta
ancora a innumerevoli controlli e norme statali per quanto riguardava il movimento dei capitali. Per
aggirarli, gli eurodollari ripiegavano su minibanche in centri offshore con poche regole, che
esistevano
gi come eredit storica dell'imperialismo britannico e olandese. Ad esempio, le isole britanniche
del
Canale (Guersney, Jersey, Sark), l'sola di Man tra l'nghilterra e l'rlanda, numerose isole
caraibiche
inglesi e olandesi. Ma anche alcuni ministati europei: Lussemburgo, Liechtenstein, Monaco. Della
questione se anche l'amministrazione patrimoniale per stranieri in Svizzera sia da annoverare nella
categoria del business offshore, si parler ancora pi avanti.
PARADS PARASSTAR
Le piazze offshore sono sorte - non per caso - su quelle isole o stati minuscoli ai quali, per un
capriccio
della storia, stato concesso il diritto di emanare le loro leggi interne indipendentemente dal
grande
fratello del momento (nghilterra, Francia o Olanda). Chi potrebbe rimproverare a questi paesi
spesso
poverissimi di vendere, con opportuni adattamenti, un tale diritto ad una clientela internazionale
agiata?
Le giurisdizioni tipicamente offshore permettono agli stranieri di fondare societ di comodo con
agevolazioni fiscali che hanno bisogno solo di un capitale proprio minimo e non richiedono n
un'iscrizione al Registro di Commercio n un revisore contabile esterno. Le funzioni della gestione
e
dell'azionista possono essere delegate per statuto a dei fiduciari locali, che non fanno nulla se non
vuotare cassette delle lettere, spedire la posta dopo averla imbustata di nuovo ed eventualmente
prima
copiata su altra carta da lettere. (Nell'epoca di Natel e dell' E-Mail questo servizio postale diventa
sempre pi superfluo). Tirando le somme: Chi autorizzato a gestire economicamente la societ
offshore pu fare affari a nome di questa in qualsiasi parte del mondo, senza perdere con ci
l'anonimato.
L' OFFSHORE E' UTLE A MOLT
Dell'attivit dell'offshore profittano in molti, a cominciare dalla mafia siciliana fino a rispettabili
gruppi
industriali di portata mondiale come l'ABB. n concreto: dal 1988 al 1992 la famiglia mafiosa
Cuntrera-Caruana di Siculiana (Agrigento) ha investito una cifra di parecchi milioni di dollari ad
Aruba, isola delle Antille, un centro offshore davanti alla costa venezuelana. Nel capoluogo
Oraniestad,
Don Alfonso Caruana arraff, con i profitti della droga, quanto pi possibile, fond societ e fece
con i
politici locali piani ambiziosi per la costruzione di un enorme complesso composto da un hotel e un
casin. Nel 1992 fu infine arrestato e estradato in talia. La ABB a sua volta risparmia tasse a
Curaao,
isola vicina ad Aruba, perch per i suoi prestiti obbligazionari in franchi, offerti in Svizzera, si serve
dell'ABB nternational Finance NV, domiciliata a Pietermaaiplein nella capitale dell'isola
Willemstad.
Lo scopo di questa societ offshore consiste nell'acquisizione di fondi e nel suo inoltro al gruppo
ABB.
Cos il capo dell'ABB, Percy Barnevik, sottrae alle casse statali della Svizzera tributi fiscali e li fa
scomparire nel portamonete dell'azionariato internazionale ABB- mentre l'(ex) consigliere
d'amministrazione ABB, David de Pury, fiancheggiandolo, favorisce la spoliazione della societ
svizzera. centri offshore si dividono in due grandi gruppi: la serie A, in cui il paese d'origine della
clientela ha stretto con il centro offshore un accordo sulla doppia imposizione fiscale, e la serie B,
dove
un tale accordo manca. Con la doppia imposizione fiscale gli stati contraenti riducono,
vicendevolmente, l'imposta preventiva su interessi e dividendi. Questo particolarmente
importante
nell'amministrazione patrimoniale, perch le convenzioni di doppia imposizione fiscale rendono
possibile agli stranieri un'amministrazione patrimoniale fiscalmente legale alle basse aliquote
d'imposta
offshore, senza che vengano loro sottratti gli alti tassi del loro paese. Quanto possano essere cinici
i
legislatori delle piazze offshore, lo rivela l'esempio delle Seychelles, un'ex colonia britannica
nell'oceano indiano. Per migliorare le condizioni economiche catastrofiche, il presidente Albert
Ren
present, all'inizio del 1996, una legge che concede assoluta immunit nei confronti di
procedimenti
penali internazionali agli uomini d'affari stranieri che investano per lo meno 10 milioni di dollari USA
in progetti locali e non prevede l'estradizione dei rei. Punibili restano solo il narcotraffico e atti di
violenza sul suolo delle Seychelles. Alle Seychelles, come descritto nel capitolo sulla bancarotta
della
Sasea, Florio Fiorini nel 1985 aveva fondato la Seychelles nternational Bank (S Bank, con ufficio
a
Montecarlo). Questa ebbe negli intrighi oscuri che portarono alla pi grande bancarotta della storia
economica svizzera, un ruolo essenziale su cui la Giustizia ginevrina non ha potuto, o voluto, far
chiarezza. Ma c' offshore e offshore: accanto alle scandalose Seychelles ed Aruba, ci sono i pi
seri
centri caraibici Bermudas o Curaao. L'oasi fiscale Curaao gode di alta considerazione presso i
dirigenti finanziari di grandi ditte. Le Bermudas a loro volta sono considerate un porto sicuro per le
grandi assicurazioni del mondo: secondo le indicazioni del settimanale "Business Week", circa in
1.300
hanno qui una casella postale. Un caso, reso noto nel febbraio 1996, mostra come una di queste
societ
d'assicurazione abbia profittato della sua casella postale alle Bermudas. A met del 1995
l'assicurazione
Electric-Mutual, affiliata del gruppo industriale statunitense General Electric (GE) a Boston, si
divise
in due societ separate. Una delle due trasfer la sede a Hamilton, capitale dell'isola. Appena
giunta qui,
la nuova assicurazione offshore identific nel suo portafoglio assicurativo richieste potenziali
(amianto
e altri danni ambientali) per 750 milioni di dollari USA e dichiar bancarotta. Con ci i capi della GE
presero due piccioni con una fava: la societ madre si era liberata elegantemente dei rischi
peggiori, nel
momento in cui le leggi delle Bahamas permettevano una liquidazione controllata dell'affiliata
offshore
in bancarotta, a delle condizioni che la vigilanza statale sull'assicurazione in Massachusetts non
avrebbe mai tollerato.
L LECHTENSTEN, PAZZA OFFSHORE
Alla fine della prima guerra mondiale il principato del Liechtenstein era una delle regioni pi povere
d'Europa. Un consorzio di banche svizzere, composto da Kreditanstalt, Bankverein,
Bankgesellschaft e
Bank Leu, classific allora il principato, il cui principe risiedette a Vienna fino al 1939, come non
degno di credito, e rifiut di concedere una somma di un milione di franchi, di cui aveva urgente
bisogno. Nel 1926 il Liechtenstein fu tra i primi che crearono il diritto societario offshore. Questo
mette
a disposizione degli stranieri un gran numero di societ in sede con vantaggi fiscali. Esse possono
essere iscritte nel registro pubblico (registro di commercio) senza esercitare un'attivit nel paese,
anzi,
non hanno neppure bisogno di aprire un ufficio. Alla fine del 1995 erano registrate in Liechtenstein
73.300 societ con sede o con casella postale. Vale a dire 2,5 societ per abitante.
Complessivamente le
societ con sede versarono, nel 1995, 77,5 milioni di franchi in tasse. l numero delle ditte con
attivit
economica nazionale ammontava a 1800. (2) Hanno particolare importanza in Liechtenstein l'
"istituto", la fondazione non di pubblica utilit e il "trust", forme societarie che non esistono
altrimenti
da nessuna parte nell' Europa continentale. L' "istituto" patrimonio resosi autonomo, con propria
personalit giuridica, per cui garantisce solo il patrimonio dell'istituto (non il proprietario del
patrimonio), e pu perseguire gli stessi scopi di una societ per azioni. Uno dei primi istituti fu
l'stituto
presidenziale fondato dal Consigliere Dr. Rupert Ritter a Vaduz, che ancor oggi la pi grande
impresa
a gestione fiduciaria nel minuscolo stato. (3) E il Liechtenstein anche l'unico paese del continente
europeo a conoscere il "trust" secondo il modello anglosassone. Un trust del genere un rapporto
giuridico tra un fiducia
te e un fiduciario con una propria personalit giuridica. l primo affida al
secondo il patrimonio, che il fiduciario amministra a suo nome ma per conto del fiduciante.
L'iscrizione
nel registro pubblico non obbligatoria in tutti i casi, all'esterno l'identit del fiduciante pu restare
segreta. Dunque, il mezzo ideale di amministrazione patrimoniale per vedove, evasori fiscali, orfani
e
mafiosi. Questi trust offshore costituiscono il nocciolo dell'amministrazione patrimoniale discreta.
La
sua importanza aumenta continuamente in tutto il mondo. l Liechtenstein si presenta
particolarmente
attraente come meta dei patrimoni stranieri grazie alla sua rinuncia a qualsiasi tipo di tassa
preventiva
(in Svizzera ammonta al 35 %). Oltre alle leggi favorevoli agli stranieri, anche le banche del
Liechtenstein hanno contribuito alla trasformazione del vecchio ospizio per poveri in un hotel di
lusso.
l Liechtenstein non conta neppure 30.000 abitanti, in compenso ha tre grandi banche con circa 25
miliardi di franchi di bilancio: la Banca regionale statale del Liechtenstein con 8 miliardi e passa, la
Banca del Liechtenstein, sotto il controllo del principe, con la stessa cifra, e la Banca privata e
amministrativa SpA (VP Bank) con 5 miliardi e pi. Ci sono poi due piccoli istituti, la Centrum Bank
e
la Nuova Banca, ed inoltre l'unica banca straniera, l'olandese ABN-Amro. Con ci il Liechtenstein
offre
alla clientela straniera la possibilit di gestire i propri conti sulla piazza offshore, cosa che molti
clienti
desiderano per motivi di segretezza, sebbene una societ offshore possa aprire un conto bancario
dovunque nel mondo. A differenza della maggior parte delle altre piazze offshore, servite in
maniera
primaria da istituti finanziari gestiti da stranieri, la piazza bancaria Liechtenstein, grazie all'alta
concentrazione di banche nazionali, un centro decisionale autonomo.
LA SVZZERA, UNA PAZZA OFFSHORE ?
Se anche la Svizzera sia una piazza finanziaria offshore, un argomento su cui si pu discutere.
n
verit le banche svizzere con circa 2.400 miliardi di franchi amministrano con grande probabilit
molti
pi patrimoni esteri dell'nghilterra o degli USA. (4) ( centri caraibici Grand Caiman e Bahamas
praticano poca amministrazione patrimoniale, perch hanno troppo poco personale; essi sono in
primo
luogo delle stazioni di rapido passaggio per occultare l'identit). Ma la Svizzera non n un
ministato
n una piccola isola con 30.000 abitanti, in grado di conformarsi totalmente alle esigenze dei clienti
stranieri, ma un piccolo stato con 7 milioni di abitanti nel cuore dell'Europa. Da ci deriva un
dinamismo sociale ed economico che impedisce la nascita di pure e semplici leggi offshore
nell'interesse dei riciclatori di denaro stranieri. La Svizzera non la pi grande piazza finanziaria
offshore ma la pi piccola nella prima serie, dopo New York, Tokio, Londra, Francoforte, Parigi.
Vale a
dire che nella legislazione svizzera confluiscono non solo gli interessi del settore offshore, ma
anche le
esigenze di tipo diverso dell'economia reale. Ci illustrato da un piccolo episodio avvenuto in
Consiglio nazionale durante la revisione della legge bancaria nel dicembre 1993. Allora il Consiglio
decise che le autorit straniere preposte alla sorveglianza bancaria potessero trasmettere alle
autorit
del loro paese le informazioni ricevute dalla commissione delle banche, se queste prima avessero
ricevuto assistenza giudiziaria dalla Svizzera. n considerazione dei ritardi di anni dell'assistenza
giudiziaria, per via dei ricorsi, il mutuo aiuto fra pubbliche autorit di paesi diversi in questo ambito
sarebbe stato reso di fatto impossibile - dunque una tipica legislazione offshore a protezione degli
utenti stranieri del sistema finanziario interno. massimi rappresentanti di questo tentativo furono
allora l'avvocato d'affari di Ginevra Charles Poncet (Lib.), il presidente della SVP Christoph Blocher
e
il lobbista della piazza finanziaria Georg Stucky (FDP) di Zug. Ma il gruppo parlamentare pro
offshore
aveva sottovalutata l'alleanza della Sinistra e del Centro, per i quali il cinismo di Blocher e degli
altri
oltrepassava ogni limite. Dopo che anche nei media si era gridato allo scandalo, il Consiglio
nazionale
cancell di nuovo il passo di cui sopra dalla legge bancaria. Mentre la Svizzera complessivamente
non
pu essere considerata una classica piazza finanziaria offshore, si sviluppato nei decenni passati
il
fenomeno delle piazze finanziarie inhouse. Notoriamente alcuni cantoni hanno conformato
elasticamente le loro leggi fiscali alle necessit di societ straniere e di ricchi privati con profitti non
indifferenti, per esempio Zug, Schwyz, Glarus o Freiburg. n qualche misura anche il Liechtenstein
pu
essere considerato una stazione inhouse della piazza finanziaria Svizzera, come indirizzo
raccomandabile per i ricchi che hanno particolarmente bisogno di discrezione e i superricchi, per i
quali
il segreto bancario svizzero ancora troppo poco rigoroso. Negli anni '90 le banche svizzere
hanno
combinato questo principio inhouse con il classico business offshore. Si ritiene che fino al 1996
quasi
la met dei depositi negli istituti finanziari dell'isola del canale britannico Guernsey provengano da
banche e societ finanziarie svizzere. E anche in Lussemburgo e nelle isole Cayman le banche
svizzere
hanno una posizione ragguardevole. l futuro profilo della gestione patrimoniale svizzera sembra
consistere nella funzione di piattaforma girevole. Ai clienti privati stranieri viene offerta una piazza
finanziaria con tradizione e know-how, i cui operatori possono elaborare soluzioni confezionate su
misura in tutte le piazze offshore e inhouse di questo mondo.
LA FONDAZONE FAMLARE SANDOZ : NOVTA' NEL BUSNESS DELL' OFFSHORE.
L'acquisto della Citco (Curaao nternational Trust Company), numero uno nel business offshore,
da
parte della fondazione familiare Sandoz nell'agosto 1995, conferma questo trend. La Citco, con
sede
sull'isola caraibica olandese Curaao, amministrava a met degli anni '90 dei patrimoni che
ammontavano a 80 miliardi di dollari. Era rappresentata a Ginevra, Losanna e in altri 23 paesi e
dava
lavoro a pi di 500 persone. La famiglia fondatrice della Citco, Smeets di Curaao, mantenne una
quota
di minoranza, mentre il presidente della nuova fondazione Sandoz, azionista di maggioranza,
Pierre
Landolt, divenne nuovo presidente della Citco. La famiglia Landolt, al terzo posto secondo Forbes
nel
1996 tra le famiglie pi ricche della Svizzera con un patrimonio di 4,5 miliardi di dollari, controlla
anche la Banque Scandinave en Suisse e la banca privata Landolt & Cie (Lausanne). La famiglia
inoltre azionista di maggioranza dell'hotel di lusso Beau-Rivage di Losanna, ha una quota di
partecipazione alla ditta di orologi Parmigiani e alle acque minerali Henniez, e detiene il dieci
percento
del "Journal de Genve". La fondazione familiare domiciliata a Glarus e diretta da Losanna, fu
fondata
nel 1964 dallo scultore Marcel Sandoz, il figlio pi giovane del fondatore della ditta. principali
beneficiari oggi sono la figlia di Edouard Sandoz, Nicole Landolt-Sandoz, suo marito Pierre e i loro
figli. La Banque Scandinave si profilata ingegnosamente come rappresentante di "portafogli
eticamente responsabili". Per cui un "ethical investment" pu aumentare efficacemente la rendita
di
portafogli azionari svizzeri, dove per etica si intende un comportamento che rispetta le convenzioni
usuali nel settore e offre trasparenza all'esterno.
L LUSSEMBURGHESE
Negli anni '70 e '80 il lussemburghese Francis Hoogewerf fece progressi e divenne un Big Player
del
business offshore. Gestiva filiali dei suoi uffici d'amministrazione fiduciaria, di revisione e
patrimoniale in Lussemburgo, a Ginevra e a Monaco. A ci si aggiunsero centinaia di societ
offshore,
dove egli compariva con funzioni alterne di azionista, consigliere di amministrazione o revisore. (5)
Tra
i suoi clienti c'era ad esempio anche il capo della Sasea Florio Fiorini, la cui societ offshore
Beaverbrook Ltd. (Dublino) aveva la sede nell'ufficio di Hoogewerf & Cie. a Montecarlo. (6) l
Companies register di Londra (Registro di commercio) elencava nel maggio 1994 sotto Francis
Hoogewerf con indirizzi diversi in Lussemburgo, Ginevra e Montecarlo, 32 registrazioni o come
revisore o come consigliere d'amministrazione. 27 di queste erano estinte e cinque attive, e
precisamente quattro mandati come consigliere d'amministrazione e uno come revisore.(7) Poich
per il
Lussemburgo e altri centri offshore non c' un registro in ordine alfabetico di tutti i consigli di
amministrazione, praticamente impossibile riconoscere le societ di Hoogewerf in quel paese.
noltre,
nel businnes dell'offshore, le societ cambiano continuamente ragione sociale, vengono
ristrutturate e
messe in vendita. Alcuni esempi di societ di Hoogewerf sono tuttavia noti. Cos la Arden
nvestments
Ltd. E Avondale Nominees Ltd. (St. Peter Port, Guersney), da lui controllate, costituirono nel
maggio
1991 in Lussemburgo l'Eurotrust nternational Holding Corp. Revisore: Roger Usher. Eurotrust offr
al
rispettabile pubblico ogni tipo di servizio come la fondazione di societ in Svizzera e Lussemburgo,
revisioni, servizio telefonico e inoltro di posta ad un nuovo indirizzo. Come persona di riferimento il
prospetto informativo dell'Eurotrust fa il nome di Urs von Sury, direttore generale degli OCRA
Management Services (Basilea). Quest' OCRA di Basilea lavorava in collegamento con la
Overseas
Company Registration Agents Ltd. a Ramsay, sola di Man. Di questa faceva parte anche
Hoogewerf.
L'OCRA con pi di una dozzina di indirizzi di contatto internazionali, divenne fino alla met degli
anni
'90 una delle maggiori venditrici al mondo di societ offshore e dei relativi servizi erogati. Secondo
un'inserzione, apparsa sul settimanale " The Economist" del gennaio 1996, l' OCRA dava lavoro a
pi
di 230 specialisti, avvocati, contabili, banchieri e segretarie. OCRA si trova anche su nternet,
indirizzo: hptt://www.ocra.com. Nella pubblicazione "Offshore nvestment" dell' Offshore nstitute
(Douglas. sola di Man) Hoogewerf firmava come consigliere del redattore capo. l numero di
febbraio
del 1989 contiene una lista di indirizzi di circa 150 Offshore-Professionals da Andorra a Vanuatu,
stampata fitta in 15 pagine. Per la Svizzera si indicano 4 indirizzi: Hoogewerf & Cie. (Ginevra),
Arner
SA (Lugano), Riggs Valmet (Ginevra) e Citco (Losanna e Ginevra). L'Arner SA precorre la Banca
Arner.(8) La Valmet a Ginevra il braccio offshore della Riggs National Bank a Washington, D.C.
(9) E
la Citco della fondazione familiare Sandoz infine il pi grande istituto offshore del mondo. A
Hoogewerf riusc di passare sempre inosservato. Una ricerca sul database diede solo due risultati.
l
comunicato del "Financial Times" del 13 luglio 1994 non mette nella miglior luce il professionista
Hoogewerf. Allora il ministero britannico del Commercio e dell'ndustria (DT) aveva ammesso i
membri della piccola associazione di revisori Association of nternational Acountants (AA)
nell'inglese Gateshead come revisori dei conti riconosciuti dallo stato. Ma, conformemente alla
normativa per l'attivit di revisore, i membri dell'AA dovettero prima farsi registrare a livello statale.
Hoogewerf, che non era solo membro dell'AA , ma anche revisore della Cassa sociale dell' AA,
temeva le richieste dello stato e come revisore AA dovette essere sostituito dalla ditta BDD Binder
Hamlyn. (10) La seconda notizia proviene dall' edizione lussemburghese de "Le Republicain
Lorrain"
del 16 novembre 1994: Hoogewerf (con foto) si presentava fianco a fianco della regina inglese del
salmone Joanne Spencer come finanziatore del suo affumicatoio di salmone Riverstar (nome della
marca: Van Pieters). Certamente un appoggio non sgradito alla Spencer: proprio in Lussemburgo
lei
apr una filiale e annunci un going public (apertura al pubblico) della sua Riverstar alla Borsa di
Lussemburgo.
LEX TRUST SERVCES SA, GNEVRA
Fu fondata nel marzo 1975 col nome Rossminster SA e con sede presso l'ufficio di
amministrazione
fiduciaria Hoogewerf, Usher & Co. (11) nell'edificio di propriet a Ginevra. Del consiglio di
amministrazione facevano parte l'inglese Roger John Usher e il lussemburghese Karl Ulrich
Sanne,
entrambi collaudati esperti contabili in Lussemburgo. Usher era gi noto in Svizzera. Era revisore
presso la Societ lussemburghese Coim-Suisse SA, mentre il ticinese Tito Tettamanti era membro
del
consiglio di amministrazione. Dall' aprile1973 Hoogewerf era vicepresidente della filiale
lussemburghese Fidinam di Tettamanti. Nel 1981 la Rossminster cambi il nome in lex, si trasfer
in
uffici propri e aument infine, nel febbraio 1983, il capitale da 50.000 a 250.000 franchi. Usher,
presidente dell'lex, si trasfer dal Lussemburgo a Ginevra e divenne membro ordinario della
Camera
per l'amministrazione fiduciaria della Svizzera, mentre Hoogewerf e Sanne rimasero in
Lussemburgo e
fondarono le loro ditte. n pubblico Usher e Hoogewerf cominciarono a non apparire pi in coppia.
n
qualit di direttore della lex, Usher assunse l'indiano Raj Nair che pi tardi fece anche parte del
consiglio di amministrazione. Come nuovo consigliere d'amministrazione lex Usher acquis
l'esperto
tributario di Losanna Kaloyan Stoyanov ben introdotto nella migliore societ di Waadtland. Oltre
alla
lex, Usher ha fondato anche la Usher and Co. con sede a Ginevra e filiale a Lugano. n apparenza
avwva interrotto i legami con Hoogewerf, nell'ombra tuttavia rimaneva legato a lui e al suo gruppo,
tra
l'altro nella veste di procuratore della ginevrina Hoogewerf & Cie. (12) Da parte sua Hoogewerf
fond
dal Lussemburgo contemporaneamente due nuove ditte in Svizzera, la Hoogewerf Trustees
(Neucha^tel) e la societ in nome collettivo di Ginevra MacPhail & Co., insieme con l'ex direttore
dell'
lex Donald Mac Phail. Anche il vecchio socio di Hoogewerf, Sanne, lavor in Svizzera col proprio
nome, e precisamente come presidente della Safes Fidelity SA a Ginevra. (13) noltre Sanne
dirigeva
per la Compagnie Financire Espiritu Santo in Lussemburgo la Partridge nvestments SA.(14) Nel
1992 e nel 1993, Hoogewerf e Usher appaiono pi volte nella "Gazzetta Ufficiale" del
Lussemburgo
rispettivamente come consigliere d'amministrazione e revisore delle stesse societ di recente
fondazione. Cos Hoogewerf era ad esempio consigliere d'amministrazione delle seguenti sei
holding
per azioni "socit anonyme holding ", precisamente B.E.G. nternational SA ,Trinity Finance
Holding
SA, Euro-Oil nvest SA e Vitco SA, Multiestate Holdings SA e Sea Star Seven Holding SA. n tutte
e
sei le societ Usher ricopriva l'ufficio di revisore legale. collegamenti tra Hoogewerf e Usher, che
risultano dal Registro di Commercio lussemburghese e svizzero, possono essere interpretati come
indizi del fatto che i due coordinano sistematicamente la loro attivit, senza che questa loro
collaborazione fosse comprensibile nei dettagli agli estranei. Quindi i due, in termini economici, si
rapporterebbero come il dare e l'avere nella contabilit a partita doppia, ma legalmente una parte
non
potrebbe essere considerata responsabile per le attivit dell'altra. Questa lettura dei fatti farebbe di
Hoogewerf e Usher l'esempio di una di quelle strutture sorte negli anni '90 che si possono definire
"parabanca virtuale. Parabanca perch vengono offerti servizi finanziari globali non soggetti, o
solo
parzialmente, alle leggi nazionali bancarie e fiscali in vigore. E virtuale perch la struttura che
produce
profitto viene tenuta insieme da invisibili legami personali e non da reali organismi economico-
aziendali, giuridici o amministrativi.
VASTE ATTVTA'
Nel 1981 fu fondata a Ginevra una societ di comodo di nome Corakges SA. L'azionista era il
canadese
Roger G.Francis, che viveva a Ginevra, e fungeva da societ di revisione la Hoogewerf, Usher &
Co.
Lo scopo statutario della societ era cos formulato: "fornire servizi e consulenze di ogni genere,
nell'ambito della finanza, del commercio e della produzione ad un gruppo di societ attive nel
settore
del petrolio".(15) Nel febbraio 1984 la Corakges cambi nome in RGF Counsel SA, e Kaloyan
Stoyanov si insedi nel consiglio di amministrazione. Nel 1992 la Usher and Co. divenne societ di
revisione. l 20 dicembre 1993 la RGF Counsel and in liquidazione. Liquidatrice divent la lex
Trust
Services. La liquidazione fu probabilmente dovuta al fatto che Roger Francis era finito sulle prime
pagine dei giornali in talia con titoli a caratteri cubitali dall'inizio del 1993. Nello scandalo delle
tangenti EN egli era sospettato di avere emesse in maniera massiccia e sistematica da Ginevra
fatture
false per consulenze (non prestate) ad affiliate EN a Milano e a Roma. Esse erano necessarie per
la
registrazione delle spese, sostenute per le tangenti, nel bilancio dell'EN. Francis non fu arrestato
ma
interrogato pi volte a Milano. All'inizio dell' agosto 1995 la lex Trust dava lavoro a 15 impiegati
nella
sede principale di Ginevra e a tre nella filiale di Lugano. Del consiglio di amministrazione facevano
parte Roger Usher, Kaloyan Stoyanov, Raj Nair, Walter Koenig, Rico Luginbhl e Jrg Stubli.(16)
L'azione esercitata da Luginbhl e Stubli limitata dal fatto che sono gli unici a non poter firmare
insieme. Dei due consiglieri d'amministrazione della lex finora divenuto famoso solo Jrg
Stubli.
Ma procediamo con ordine. Qui di seguito si esaminano in maniera dettagliata i pi importanti
consiglieri d'amministrazione della lex in base alla loro effettiva influenza. L'inglese Roger Usher,
classe 1935, pu essere definito il veterano del business offshore. Dopo aver iniziato in nghilterra,
Zurigo e Lussemburgo si trasfer, come gi ricordato, a Ginevra. Qui egli diresse dall'inizio degli
anni
'80 oltre alla societ per azioni lex Trust Services anche la societ in nome collettivo Usher and
Co. A
Londra (17) e in Lussemburgo (18) fu soprattutto revisore dei conti. nsieme con l'indiano Raj Nair
quale direttore e pi tardi consigliere d'amministrazione dell'lex, riusc ad Usher di stabilirsi a
Ginevra
e Lugano. Nella persona dell'ex procuratore dell'lex, Jean-Louis Hurst pot formare un valido
successore. Hurst firmava nell'estate 1995 come amministratore di Usher and Co. (Lugano) e
aveva
creato per il suo protettore una rispettabile filiale ticinese. Collaborava strettamente con l'italiano
Sergio Avanzi, attivo a Londra, e la sua White Eagle Holding di Ginevra, per la quale firmava
anche
come procuratore. Dei consigli di amministrazione delle societ di Avanzi, la Holding White Eagle
(Ginevra e Lugano), la Suni Trading Associates (Lugano) e la Rose-Bud & May Partnership SA
(Lugano) facevano parte anche i due ticinesi Antonio Canavesi e Renata Scacchi, stretti
collaboratori di
Hurst. (19) l collaboratore di Canavesi, Hurst, era inoltre presente nel consiglio di amministrazione
della societ di partecipazione Gurta SA, insieme con Fausto Gianini, direttore della filiale di
Bankverein a Lugano. La Gurta guidata da due dirigenti Fidinam, precisamente dal manager
della
Fiduciaria Fidinam Sergio Croci e del suo collega Flavio Maggioni, che fa parte anche del consiglio
d'amministrazione della societ consociata alla Fidinam nse & Pessina. Un'altra linea porta al noto
procuratore ticinese Roberto Bassi (Roberto Bassi & Partners). l collaboratore di Hurst Canavesi
fa
parte del consiglio di amministrazione della Building Development Components Ltd. (Dublino),
filiale
di Lugano. Qui troviamo anche Claudio Morotti, un manager di Roberto Bassi & Partners.(20) La
collaboratrice di Hurst Renata Scacchi nell'estate 1995 faceva parte a sua volta di 31 consigli di
amministrazione ed era procuratrice della Metals and Chemical Promotion (MCP) Ltd. (Londra),
Filiale di Lugano. suoi mandati amministrativi erano per lo pi esclusivi. A ci si aggiungevano
quelle
societ che lei amministrava insieme a Hurst e Canavesi. Chi vuole scoprire i misteri del sistema
offshore, deve seguire tutte queste ramificazioni. Sono gli assi vitali di questo business. Non
possiamo
dunque risparmiarci del tutto tali peregrinazioni attraverso il labirinto delle mutue partecipazioni. Ma
non dobbiamo perdere la visione d'insieme, e dobbiamo richiamare ancora alla memoria le linee di
forza della Usher and Co.(Lugano). Roger Usher a Ginevra il capo, Jean-Louis Hurst la sua
mano
destra a Lugano. (21) Sul posto Antonio Canavesi e Renata Scacchi lavorano per il miglior cliente
ticinese, precisamente per l'italiano Sergio Avanzi. Canavesi assicura inoltre il collegamento con
l'alta
finanza ticinese, dalla Fidinam attraverso il Bankverein fino a Roberto Bassi & Partner.(22)
KALOYAN STOYANOV
l consigliere d'amministrazione dell'lex Kaloyan Stoyanov, residente a Losanna, sembra essersi
concentrato soprattutto sulla Svizzera occidentale a complemento di Usher, attivo in Ticino.
Stoyanov
firmava come consigliere d'amministrazione unico di un'intera serie di societ, i cui libri venivano
esaminati dalla Usher and Co. di Roger Usher, suo socio d'affari per anni.(23) Con ci le societ di
Stoyanov, che era membro ordinario della Camera fiduciaria svizzera, non davano proprio esempi
da
manuale di revisione contabile indipendente. Stoyanov intratteneva rapporti con i migliori indirizzi
dell'
Establishment del canton Vaud. Con Jean Chevallaz faceva parte del Consiglio di amministrazione
della societ finanziaria di Losanna Cofiducia. Chevallaz, che dopo una carriera movimentata
divenne
nel 1989 sindaco di Pully presso Losanna (24), il fratello del vecchio consigliere federale
Georges-
Andr Chevallaz.(25) Un importante contatto di Stoyanov era rappresentato dalla A.Testoni AG,
commercio di articoli di cuoio, a Zug. Del consiglio di amministrazione facevano parte oltre
all'amministratore fiduciario lussemburghese Robert McGaw, all'avvocato di Zug e consigliere
cantonale-FDP Christoph Straub (26), anche il commerciante in pellami Antonio Lembo di Ginevra.
Robert McGaw una figura di grande rilievo sulla scena offshore del Lussemburgo e ha lavorato di
quando in quando anche con Usher e Hoogewerf (Usher era revisore della sua nternational
Financial
Development Luxemburg SA).(27) McGaw aveva anche societ in comune con esponenti della
Arner
Holding SA (Lugano), ad esempio la Energy nvestments SA (Lussemburgo) con il consigliere di
amministrazione Nicola Bravetti. (28) Che Mc Graw in Lussemburgo avesse un ruolo leader, lo
dimostr anche il suo mandato di rappresentanza legale del Fountainhead Group SA (Domicilio
presso
Hoogewerf & Cie.). Nel 1987 Fountainhead era controllato dalla famiglia Gaon di Ginevra, del
consiglio d'amministrazione facevano parte tra l'altro i famosi Leon Gaon, David Gaon, Sammy
Hanein
e Guy Fontanet (29), tutti di Ginevra. nsieme con Pascale King e Lim Keen di Singapore,
Stoyanov
faceva parte anche del consiglio di amministrazione della ditta ginevrina d'orologi SA de la Montre
Royal. La King lavorava per Farhad Baktiar ( cugino del leader assassinato dell'opposizione
iraniana
Shapour Baktiar), ad esempio come consigliera d'amministrazione della Firsec SA (Ginevra) di
Shapour. Baktiar fu arrestato nel 1992 in relazione ad una presunta frode nel pignoramento di due
delle
sue societ. Egli aveva anche societ in comune con la Sasea, ad esempio la Socit Hotelire d'
nvestissements. Un ultimo, significativo mandato di consiglio d' amministrazione di Stoyanov
l'incarico presso la JS Consulting ginevrina di Jrg Stubli. Jrg Stubli protagonista di una storia
a
s. Venuto come una cometa dal nulla, comparve per anni sulle prime pagine dei giornali nel ruolo
di
multimilionario che si fatto da s, arriv ad essere "uomo del mese" della rivista "Bilanz" e
scomparve di nuovo dalla scena quasi da un giorno all' altro. nsieme a Tettamanti e ad altri fa
parte del
gruppo dei maghi della finanza degli anni '80.(30)
JUERG STUBL
Jrg Stubli, classe 1957, crebbe a Zollikofen, sobborgo di Berna, dove i suoi genitori gestivano un
piccolo negozio di vendita al dettaglio. Assolse poi un periodo di apprendistato come
commerciante.
Tornato a Berna, il giovane frequent corsi di aggiornamento per commercianti, tra cui uno sul
tema:
beni immobili. All'esame impression talmente l'esperto esaminatore e pescecane immobiliare Toni
Stiffler che questo gli offr un impiego presso la sua Stifag AG.(31) Dal 1980 Stubli costru per
Stiffler case per le vacanze in Spagna. Nel luglio 1981, a soli 24 anni, divent capo della filiale
Stifag
di Ginevra. n un modo collaudato con successo Stubli comprava vecchi immobili e, dopo un
restauro,
metteva in vendita l'abitazione a prezzi elevati . Per Stubli un affare lucrativo dal momento che gli
inquilini per la carenza d'alloggi allora a Ginevra erano praticamente costretti a comprare, se non
volevano perdere l'abitazione. Nell'ottobre 1982 l'esattore del valore aggiunto ebbe per la prima
volta
dei problemi. Un gruppo di giovani occup un immobile Stifag sulla Avenue Soret Nr. 12 a Ginevra.
Staeubli tratt con gli inquilini indesiderati, alcuni si lasciarono convincere ad uscire con un
assegno di
2.000 franchi o dal fatto che egli si assumesse i costi del trasloco. Ma altri restarono irremovibili.
Stubli and a Berna e ingaggi per 10.000 franchi la gang dei rocker Broncos. Armati di mazze da
baseball, i Broncos gettarono gli occupanti sulla strada a suon di botte, una donna fin in ospedale
con
ferite alla testa. l comportamento brutale della sua squadra di mercenari procur allora a Staeubli
cattiva stampa in tutta la Svizzera. Di pi, nel settembre 1984 egli si prese una condanna a 8 mesi
di
prigione con la condizionale e 20.000 franchi di ammenda. Gli otto Broncos ebbero tra i due e i
quattro
mesi con la condizionale. (32) Poco tempo dopo la vicenda dei Broncos Stubli fece una bizzarra
escursione nella politica locale di Ginevra. Come presidente del "Rassemblement Genevois hors
Partis"
voleva entrare nel consiglio cittadino. Nonostante egli ritirasse ben presto la candidatura, present
le
perdite di voti dei partiti di sinistra che allora si registrarono, come "la sconfitta dei socialcomunisti
a
Ginevra", e come merito della sua campagna.(33) Dopo questi due flop Staeubli ne ebbe
abbastanza di
Ginevra e il suo capo Toni Stiffler, nel 1983, lo fece direttore a soli 26 anni del gruppo Stifag
(volume
d'affari annuo d'allora: circa 150 milioni). Nonostante il trasferimento a Berna, Staeubli non
interruppe
mai del tutto i contatti con Ginevra in quanto comproprietario della locale Rgie mmobilire SA .
JS HOLDNG: SCORRONO MLON
l 21 novembre 1984 Stubli fond la JS Holding con un capitale azionario di 100.000 franchi e
domicilio presso la lex Trust Services in Place des Eaux-Vives a Ginevra. Presidente era
l'avvocato di
Ginevra Louis Waltensphl, che allora aveva lavorato per la Stifag. n seguito Stubli sembra aver
operato con immobili sia per la Stifag che per conto proprio. Nel luglio 1985 egli trasfer il domicilio
della JS Holding alla sede della filiale Stifag di Ginevra, e il capitale fu accresciuto ad un milione.
L'anno 1985 vide l'ascesa di Stubli a sponsor del club calcistico di Berna "Young Boys, che allora
con tre milioni di franchi di debito era sull'orlo della bancarotta. l giovane capitalista spendereccio
era
presidente fondatore del "Palace-Club", il cui compito doveva essere quello di trovare denaro per
gli
Young Boys. Membro del club era il suo boss Toni Stiffler, segretario era il notaio di Berna Rico
Luginbhl. Pi tardi Stubli, Stiffler e altri fondarono la Fimag AG (Finanza e Management SA per
lo
sport e la cultura). A questa societ appartenevano allora alcuni giocatori YB, tra i quali Lars
Lunde.
Quando YB nel maggio 1986 vinse il campionato, la Fimag AG vendette Lars Lunde per 1,5 milioni
di
franchi al Bayern Muenchen e intasc la met del guadagno; Lunde era costato solo 155.000
franchi.
La sponsorizzazione dello sport da parte di Stubli era pi egoistica del previsto. Nell'aprile 1986
Stubli trasfer il domicilio a Montecarlo, ma continu a lavorare a Berna con i due fan degli YB
Stiffler e Luginbhl. (34) Poco dopo cominciarono a scorrere i milioni e la JS Holding si espanse.
Nel
marzo 1987 Stubli aument il capitale da uno a tre milioni, in aprile entr con Luginbhl nel
consiglio
di amministrazione della lex Trust Services, in novembre la JS Holding elev il capitale a 3,5
milioni
di franchi e nel dicembre 1987 la Holding spost la sede dalla Stifag (Ginevra) di nuovo alla lex
Trust.
Stubli, che risiedeva ormai da un anno a Montecarlo, aveva un sacco di soldi. Comprava e
comprava,
tra l'altro, una casa in Rue Bellot 11. Secondo la stampa locale d'allora, che si riferiva ad interviste
con
Stubli, egli fece questo col proposito di cacciare di casa il presidente dei liberaldemocratici di
Ginevra
e consigliere nazionale Gilbert Couteau, che vi abitava. Questo come punizione per aver firmato
un
appello politico per la tutela degli inquilini. All'agenzia telegrafica svizzera Stubli disse allora che
giudicava "una porcheria assoluta" il fatto che un liberale prendesse partito per gli inquilini.(35) Del
resto lui non era un mostro, perch la vedova dello svizzero occidentale Ernest Ansermet, che
abitava
nella stessa casa, avrebbe potuto rimanervi. Oggi Stubli nega di avere mai concesso interviste
del
genere. Tra il marzo e l'ottobre 1988 egli aument il capitale della JS Holding gradualmente da 3,5
a 9
milioni di franchi. Divent presidente del Genf-Servette, un club dell'hockey su ghiaccio di lunga
tradizione e rilev ditte senza un piano preciso. Ecco una piccola selezione dei suoi acquisti: nella
prima met del 1988 la JS Holding prese una partecipazione di minoranza alla casa di
distribuzione
cinematografica di Ginevra Alpha Cin, la terza in grandezza della Svizzera. Compr la fonderia
mal
ridotta di Friburgo e una partecipazione di minoranza ad una societ che possedeva l'immobile del
locale di streaptease di Ginevra Maxim's. Ai giornalisti Stubli raccont di investimenti in Tunisia e
Venezuela. Per curare l'immagine egli fond inoltre un proprio ente culturale con a capo
nientemeno
che l'ex presidente della citt, il socialdemocratico Claude Ketterer. noltre acquist una
partecipazione
alla Filocity 7 (media, sport), la societ pubblicitaria di Ginevra Diffusia SA, quote delle stazioni
radio
locali Radio Plus e Radio Nostalgie oltre che del canale TV privato Mont Blanc. Nell'ottobre 1988
Stubli lanci infine l'organo di informazione gratuito Jeudi Sports con una tiratura di 200.000
esemplari.
TENTATVO D ACQUSZONE DELLA PUBLCTAS
Gi alla fine dell'agosto 1988 Stubli aveva reso noto di voler rilevare la grande societ
pubblicitaria
svizzera Publicitas SA. La societ, fondata nel 1890, era l'indiscusso numero uno del business
pubblicitario svizzero con un volume d'affari valutato in due miliardi di franchi. Controllava ad
esempio la Orell Fssli Annoncen AG e la "Tribune de Genve". La JS Holding lanci un'offerta
d'acquisto non favorevole per il 51% delle azioni Publicitas ad una quotazione di 4.150 franchi per
azione - 900 franchi in pi del corso di borsa d'allora, operazione che sarebbe costata circa mezzo
miliardo di franchi. (36) Tutti si chiesero da dove Staeubli prendesse questo denaro. La JS Holding
stessa dichiar di agire per cont proprio e per conto di terzi. Sui giornali della Svizzera
occidentale si
fecero congetture su chi mai potessero essere questi terzi. La rivista "L'Hebdo" nomin ad
esempio Tito
Tettamanti, Werner K.Rey e il grande editore Pierre Lamunire. (37) Ci si pu chiedere se non
fossero
invece persone del tutto diverse, intenzionate a procurare a Stubli tutto quel denaro. l progetto
Publicitas si risolse infine per lui in un flop, nonostante l'aiuto dei suoi potenti alleati dietro le
quinte.
L'establishment della Svizzera occidentale seppe infine impedire che per l'offerta di Stubli si
trovassero azionisti a sufficienza. Uno dei motivi fu forse anche il numero crescente dei suoi
precedenti
penali. Dopo la condanna a causa della brutale azione dei picchiatori Broncos, il giudice nel 1985
gli
aveva tolto la patente per eccesso di velocit. Nel 1987 fin di nuovo nelle grinfie della polizia
autostradale presso Aigle VD per via della velocit troppo elevata ed una patente monegasca. Per
questi
reati fu infine condannato dal tribunale penale di Vevey in seconda istanza a due mesi di prigione
senza
condizionale in regime di semilibert e a 5.000 franchi di multa. (38) Dopo il flop con Publicitas sui
giornali della svizzera tedesca ci furono alcuni articoli critici nei confronti di Stubli. Cos la
"Handelszeitung" non lament solo l'assenza di trasparenza della JS Holding ma critic anche che
Stauebli non avesse dato prova di capacit come direttore d'impresa nel settore industriale. (39)
Un
articolo prevalentemente positivo su Juerg Stubli, "divenuto nel corso degli ultimi anni pi
tranquillo,
quasi signorile, apparve invece sul numero di dicembre di "Bilanz". La rivista parl della JS
Holding
come di " un conglomerato dall'apparenza un po' folle".(40) L'organigramma, pubblicato da
"Bilanz",
mostrava che la febbre degli acquisti di Stubli aveva creato dal nulla quattro settori d'attivit
quanto
mai distanti uno dall'altro, precisamente tempo libero e comunicazione, industria e commercio,
immobili, servizi e finanziamenti.
STUBL VUOLE DVENTARE SERO
Nel 1989 Stubli cominci una grande offensiva. Voleva scrollarsi di dosso l'immagine negativa e
trasformarsi definitivamente in un grande imprenditore serio. La JS Holding si stabil per la prima
volta
in uffici propri in Rue Gautier: "La targhetta della cassetta della posta sull'edificio appare modesta,
quasi volutamente inappariscente: un'etichetta di cartone attaccata alla svelta con lo scotch".(41)
La sua
Testarossa dovette da quel momento restare in garage a Montecarlo, in Svizzera aveva al suo
servizio
due autisti, uno era medico, l'altro pilota. l rimprovero della rivista d'economia "Cash", che alla
chiusura dell'Hermes Precisa nternational ad Yverdon egli avesse guadagnato moltissimo con un
sospetto insider trading, fu respinto categoricamente da Stubli.(42) Egli promise invece di salvare
i
posti di lavoro alla fonderia di Giessen in dissesto. Nel cantone di Friburgo Stubli trov buona
accoglienza, particolarmente soddisfatto si mostr il socialdemocratico dissidente e consigliere di
stato
Flicien Morel: "Un uomo che merita rispetto e fa cose eccellenti per le finanze del cantone." (44)
Stubli annunci un rapido accrescimento della sua holding e, per la prima volta, anche rispettabili
conti consolidati. Parl di un prestito convertibile di 40 milioni di franchi e del progetto di andare in
borsa. (45) l rilancio della societ Stubli lo condusse sulla stampa della Svizzera occidentale.
Che il
giornale francese di Migros "Construire" salutasse con particolare benevolenza Stubli, non desta
meraviglia se si conosce l'impegno dell'ex presidente di Migros Pierre Arnold in consigli di
amministrazione di societ affiliate della JS-Holding. (46) Del ruolo di Arnold si parler ancora in
maniera dettagliata. Anche Jean Chevallaz, fratello del consigliere federale, assicur di avere
piena
fiducia in Juerg Staeubli, allorch questo nel 1989 rilev la maggioranza del gruppo alberghiero
Leysintour Let da lui presieduto. noltre, Stubli aveva in Rico Luginbuehl una specie di dama di
compagnia. Dai giorni del "Palace-Club", Luginbhl era stato sempre al suo fianco negli affari ed
era
consigliere d'amministrazione nelle societ importanti collegate alla JS-Holding. (47)
DA STUBL S PRETENDE TROPPO
Presto si rivel che Stubli era quanto mai inadeguato al nuovo ruolo di grande industriale a lui
riservato. Lo si riconosce dai suoi significativi principi guida che in un' intervista present cos:
"Domanda: Lei controlla pi di 40 societ. Come riesce a mantenere una visione d'insieme?
Stubli:
Ogni ditta lavora in modo autonomo. Ma qui a Ginevra nella holding abbiamo uno stato maggiore
generale composto di dieci alti dirigenti, tutti specialisti nel loro settore. Ognuno di loro si occupa di
un
paio di ditte ed sempre a disposizione, quando una di queste ha bisogno di aiuto. o stesso
incontro
ogni luned ognuno dei miei dieci collaboratori dello stato maggiore per una seduta di un'ora. Ogni
luned aspetto da ogni ditta un rapporto scritto e voglio essere informato con esattezza su ogni
deroga
dal budget. Mi preoccupo sempre di movimentare le sedute, perch un gruppo non pu starsene
tranquillo, altrimenti si impigrisce." (48) La JS Holding assunse altri impegni: col gruppo per
l'imballaggio Papival del Vallese, con il fabbricante di abiti sportivi di Thurgau Blacky, che a sua
volta
aveva partecipazioni presso il produttore di costumi da bagno Lahco. Nel giugno 1991 Stubli
ebbe un
successo strepitoso con la JS Finance Canada. Le azioni della sua filiale canadese (volume
d'affari: 20
milioni di dollari canadesi appena) furono quotate alla borsa di Montreal. La JS Finance Canada
aveva
partecipazioni in diverse societ di settori completamente diversi, ad esempio nella catena di
negozi
sportivi Andr Lalonde e nella fabbrica di spaghetti Cortina. (49) Anche qui siamo in presenza di
una
febbre degli acquisti irrazionale che si manifesta quando uno ha troppi soldi in tasca.
UNA COMETA S SPEGNE
L'8 luglio 1991 Stubli organizz a Ginevra una specie di conferenza stampa per fare il bilancio
della
JS Holding. n quest'occasione dichiar che dopo una fase di crescita di tre anni era venuto il
momento
del consolidamento e rese noto che lui stesso manteneva ancora l'80 % del capitale. l resto si
trovava
presso la Banca Cantonale di Ginevra e i quadri delle sue ditte. (50) Staubli sprizzava allora un
ottimismo indomito. Ma ancora per poco. Sulla societ collegata Let Holding si vedevano gi
addensarsi le nuvole. La Let Holding, con alcuni hotel a Leysin, quotata alla borsa di Ginevra e
diretta
dall'eminente presidente Jean Chevallaz, era stata fondata da Staeubli un anno prima. Pi tardi
questa
societ acquis una partecipazione di minoranza presso la ditta tessile Blacky. Circa due anni pi
tardi
la Blacky rilev la Lahco. noltre la Let Holding sottoscrisse un prestito obbligazionario della ditta
del
produttore di veicoli da pista svizzero-tedesco Rolba. Era pianificato un aumento di capitale della
Let
Holding da 10 a 14 milioni di franchi sotto la responsabilit della banca cantonale del Vaud.
All'inizio
di agosto l'analista di borsa Pierre Tissot della banca privata di Ginevra Lombard, Odier & Cie.
mise in
guardia insistentemente dall'acquisto di azioni Let: " molto difficile raccomandare la Let Holding ai
nostri clienti, perch in tutto il gruppo Staeubli manca la trasparenza. Non si sa che strategia venga
perseguita. Tutto resta nebuloso." (51) Staeubli sment, ma un'altra notizia funesta era alle porte:
La
belga-lussemburghese Filocity 7, produttrice della racchetta da tennis Snauwaert, di cui la JS
Holding
deteneva il 30%, era sull'orlo della bancarotta. l suo settimanale gratuito "Jeudi Sports", fondato
solennemente a Ginevra, dovette all'improvviso interrompere le pubblicazioni nell'ottobre 1991.
L'inizio del 1992 port la vendita di tre importanti partecipazioni: Chimica Agol Luginbhl, lex Trust
Services e WTC Management. (52)
STUBL COMMETTE UN FALLO
Nell'edizione di luglio-agosto 1992, la rivista economica della Svizzera occidentale "Bilan" pubblic
un articolo dal titolo "Le bluffeur de Monaco". Vi si diceva che la JS Holding era oberata di debiti.
noltre in inserzioni di giornali, che facevano pubblicit a "Bilan", si leggeva che la JS Holding era
sull'orlo del crollo. Stubli annunci immediatamente un'azione giudiziaria (53) e trasfer la
residenza
da Montecarlo al Cantone di Friburgo. L'articolo di "Bilan" fece vacillare la fiducia nella JS Holding
ed
ebbe conseguenze determinanti per Stubli. Egli si dimise da presidente e il consiglio di
amministrazione venne totalmente rinnovato. consiglieri d'amministrazione, da lui nominati,
sconosciuti all'opinione pubblica, diedero le dimissioni ad eccezione di Rico Luginbhl. Staeubli
stesso
divenne delegato del consiglio di amministrazione. Nuovi consiglieri furono nominati i noti
rappresentanti dell'economia della Svizzera occidentale Pierre de Chastonay, Roland Soldati e
Bernard
Taramarcaz. Pierre de Chastonay di Siders una figura di rilievo del mondo economico del Vallese
ed
ex consigliere nazionale. (54) Entr anche in diverse societ collegate alla JS che hanno una certa
importanza nella regione, come la Papival Holding (Sitten) o la Let Holding (Ginevra) e diverse
imprese edili della Svizzera occidentale. Roland Soldati era direttore della Banca Cantonale di
Ginevra,
diventata azionista di minoranza in quanto grande creditrice. Bernard Taramarcaz fu presentato
infine
dalla rivista "L'Hebdo" come il vero autore del risanamento. (55) Si ha l'impressione che i nuovi tre
siano entrati nel consiglio di amministrazione per salvare le importanti societ affiliate della
Svizzera
occidentale nel settore dell'economia edilizia, del turismo e dell'industria. (56)
PERCHE' PERRE ARNOLD?
Alla fine del 1992 l'ex capo della Migros Pierre Arnold divent nuovo presidente della JS Holding.
Dopo il pensionamento dai vertici della Migros, Arnold, nel 1985, era diventato presidente del
consorzio per la produzione d'orologi SMH e progressivamente era entrato nei consigli di
amministrazione di pi di trenta altre ditte, in parte famose. La prima misura presa da Arnold fu di
mettere il bavaglio a Staeubli. Da allora nei media non si pi sentito niente di lui. Anche della JS
Holding non si ud pi nulla da quando Arnold era alla testa dell'impresa. Nel giugno 1993 Arnold
rispose alla domanda del "Bund" di Berna: "Signor Arnold, Lei considerato uno dei cervelli
dell'economia svizzera. Come successo che si ritrovi presidente del consiglio di amministrazione
di
una societ relativamente insignificante come la JS Holding di Ginevra? Pierre Arnold: conosco il
signor Staeubli da lungo tempo. stato sempre corretto nei miei confronti. n quanto persona
intelligente, laboriosa, attiva e ricca di idee, conosce la mia inflessibilit e le mie pretese. Con me
ha
sempre mantenuto la parola data. Ogni volta che l'ho pregato di aiutare una persona o
un'associazione
caritativa in difficolt, sempre intervenuto senza esitare e con generosit. Quando fu attaccato da
"Bilan", la rivista d'economia - questo del resto oggetto di un processo in corso - io trovai ingiuste
e
pericolose le accuse mossegli. Nella mia ricerca di giustizia accettai di assumere l'incarico di
presidente
del consiglio di amministrazione alla Holding, e ci in accordo con le banche." (57) Poi gli fu rivolta
la
domanda: "Signor Arnold, per Lei Juerg Staeubli un uomo d'affari di successo? ". Risposta di
Arnold:
"l Signor Stubli un uomo d'affari che ha dimostrato la sua capacit di essere all'altezza dei
problemi,
di avere idee e conseguire risultati positivi. un'eccellente controparte nelle trattative e, a
conoscerlo
meglio, ci si guadagna".(58) Anche Stubli parlava di Arnold in modo favorevole, come Arnold di
lui.
Stubli nell'ottobre 1990: "Pierre Arnold una specie di padre spirituale, abbiamo una sorta di
rapporto
padre-figlio. Ci siamo conosciuti sei o sette anni fa, quando facevamo parte della ditta Agol di
Berna.
L'intesa fu immediata e, da qualche anno, lavoriamo insieme. Ci telefoniamo due volte la settimana
e
Pierre Arnold vuol sapere esattamente come vanno le cose."(59) Staeubli ha dichiarato pi volte ai
media di considerare Arnold il proprio padre spirituale. (60) Questo non meraviglia, se si pensa che
il
potente Arnold gli procur quella rispettabilit di cui egli, dopo l'articolo critico di "Bilan", aveva
urgentemente bisogno. Alla ditta Agol, dove Arnold e Staeubli nel 1983/84 si erano conosciuti, il
primo
nel 1994 era presidente, mentre Staeubli, Stiffler e Luginbhl, facevano parte del consiglio di
amministrazione. (61)
SEGNALE AMBGUO
"Anche dopo il colloquio con Jrg Stubli", scrisse la "Schweizer Handelszeitung" ("l giornale
finanziario svizzero) nel dicembre 1988, "non chiaro che cosa sia veramente la JS Holding SA,
da
dove provenga in effetti il denaro investito e che cosa si persegua con una strategia di
partecipazione
piuttosto destrutturata. Le malelingue dicono, a Ginevra, che Stubli sia solo una figura di
facciata,una
pedina destinata a far effetto sul pubblico nel gioco condotto da finanziatori stranieri".(62) Ci che
la
"Handelszeitung" scrisse su Stubli non vale forse anche per Pierre Arnold? l veterano capitano
d'industria si mise come pompiere e parafulmine alla testa di un agglomerato impenetrabile di
ditte.
Nasce cos L'interrogativo se egli abbia reso possibile di dissimulare i veri rapporti di forza
all'interno
della JS Holding. Con il suo comportamento, Arnold ha dato un segnale che fino ad oggi non
stato
ancora discusso pubblicamente. Onestamente bisogna dire che questa critica non tocca solo
Arnold ma
anche la Banca cantonale del Vaud. L'istituto ha fondato all'inizio del 1994 a Leysin, che per una
diminuzione di un terzo dei pernottamenti soffriva con particolare intensit la crisi del turismo, una
societ per l'acquisto di hotel in difficolt: la Leysin Holding. l suo presidente Jean Chevallaz, ex
presidente della societ, collegata alla JS-Holding, Leysintours, i cui alberghi furono pure assorbiti
dalla nuova Leysin Holding. Nel consiglio di amministrazione di questa presente accanto ad
alcuni
rappresentanti di banche e del settore turismo, anche Juerg Stauebli. Facendo un'analisi di
carattere
economico, ci non significa altro che la banca cantonale del Vaud, nel suo comprensibile tentativo
di
salvare Leysin da un tracollo totale, si appoggia a organismi non trasparenti. Gli affari fatti in centri
offshore non sono assolutamente equiparabili di per s al riciclaggio di denaro. Ma queste piazze
finanziarie vengono sfruttate come importante stazione di collegamento delle correnti di denaro
sporco
ai mercati finanziari legali. La richiesta in tutto il mondo di una lotta pi incisiva al riciclaggio di
denaro rende necessaria pi trasparenza nel business offshore. Sul piano internazionale ci
significa
maggior regolamentazione dei paradisi fiscali e dei porti dei capitali in fuga da parte di istituzioni
sovrastatali. Per quanto riguarda la Svizzera, necessaria anche avere chiarezza sui finanziatori
segreti
di quelle societ svizzere finanziarie e d'investimento che si nascondono dietro uno schermo
protettivo
offshore di istituti, trust e fondazioni.
Note:
1) Nei Caraibi: Anguilla, Antigua, Aruba, Bahamas, Barbados, Bermudas, sole Vergini britanniche,
sole Cayman, Montserrat, Curaao, Sint Maarten, Nevis, Panama, Turks & Caicos. n Europa:
Andorra, Cipro, Gibilterra, Guernsey, rland, sola di Man, Jersey, Sark, Liechtenstein, Luxemburg,
Madeira, Malta, Monaco. Nel Pacifico: Vanuatu, sole Cook. Nell'Oceano ndiano: Seychelles,
Mauritius.
2) "Neue Zrcher Zeitung", 9 5 96
3) Nel 1944 l'austriaco Helmuth Merlin giunse ai vertici dell'stituto presidenziale. L'ufficio di Vaduz
della "Colonia tedesca in Svizzera", un'organizzazione popolare nazionalsocialista in Svizzera con
succursale in Liechtenstein, si serviva allora della stessa casella postale di Merlin e dell'stituto
presidenziale.
4) Uno studio del centro ricerche sul mercato del lavoro e l'economia industriale ha valutato il
patrimonio amministrato dalle banche svizzere nel giugno 1996 in 2.340 miliardi di franchi. Si dice
quindi che il settore dell'amministrazione patrimoniale crei 50.000 posti di lavoro e produca due
terzi
dei guadagni bancari.
(5) Hoogewerf esercita anche l'attivit di revisore contabile internazionale. Hoogewerf & Cie.
firmano
insieme con la First Professional Audit di Fausto Vitucci (Roma, Milano, Prato, Verona) come
Ufficio
di revisione di Cragnotti & Partners capital nvestement SA Luxembourg. La Cragnotti & Partners
fu
fondata dall'ex topmanager Enimont Sergio Cragnotti, implicato in numerosi scandali di tangenti,
del
quale si parla in maniera approfondita nel capitolo sull'EN.
6) "Eurobusiness" 11/1993
7) quattro mandati in consiglio d'amministrazione erano: Almeria Properties Ltd., Geldof Sales
Promotion Ltd., mperio Reinsurance (UK) Ltd., Coastline Securities Ltd. Alla Portomega Ltd
Hoogewerf infine firmava come revisore.
8) Su Arner SA vedi il capitolo 10, p.226 segg. Hoogewerf e Arner hanno collaborato. La societ di
Hoogewerf Wenham Ltd. (Douglas, sle of Man) e la societ di Arner Wedel Holdings (Tortola, sole
Vergini britanniche) partecipava alle 4 societ lussemburghesi Etairoi Holding, Carib Holding,
Caribbean Estate Company SA e Caribbean Hotel & Resort.
9) Valmet SA : Proprietari: Riggs National Bank, Washington (51%); Management : Aubertinaz
Claire;
Nicolin Danile; Ghillani Jean-Philippe; Consiglio d' amministrazione: Michel Christian; Degeller
Otto; Fasel Roland; Partecipazioni: Valmet Fiducie et Conseils SA, Ginevra (100 %). (Fonte: Orell
Fssli/Teledata : l CD-ROM dell'economia svizzera. Versione 1996/1, scadenza: 1.8.95)
10) Binder Hamlyn parte di Arthur Andersen dal 1984. La ditta fin sulle prime pagine dei giornali
nel
1994 quando fu condannata in prima istanza da un tribunale di Londra ad un risarcimento danni di
100
milioni di sterline. Aveva valutato troppo con un cliente una candidata all'accettazione e dovette
prendersi la responsabilit dell'ammanco.
11) Le formalit di fondazione furono sbrigate dall'avvocato di Basilea Walter Koenig, che entr
anche
nel Consiglio di amministrazione - dove si trovava ancora venti anni dopo. Tra i mandati di
consiglio di
amministrazione di Koenig c'era nell'estate 1995, la societ di comodo Tecom Pipeline Consultants
AG,
Basilea. Un altro interessante mandato Koenig l'ha presso la Medisafe SA (Ginevra), dove Georg
Walker Balzers, direttore. Walker manager di 13 societ , nel consiglio di amministrazione di
nove
dei quali c' Barbara Merz Wipfli. Merz Wipfli la donna di punta del guppo Curator di Zurigo che
si
occupa di consulenza aziendale, revisione, finanza e commercio. Anche Walker un uomo della
Curator e fa parte di alcuni consigli di amministrazione di questo gruppo zurighese (a proposito
della
Curator cfr. p. 210 segg.)
12) Oltre a Roger Usher anche Franois Mehrmann collega la lex e Usher and Co. Mehrmann:
firma in
entrambe le societ come procuratore.
13) Altri consiglieri d'amministrazione della Safes Fidelity: Etienne Costomeni (Losanna) e Ren
Wuergler (Borex). (fonte: Orell Fssli/Teledata: l CD-ROM dell'economia svizzera. Release
1996/1,
data di scadenza: 1.8.95). n Lussemburgo Sanne e Hoogewerf gestirono insieme dal 1976
l'amministrazione fiduciaria e patrimoniale Webber, Wentzel & Co. GmbH, dal 1992 Maitland AG.
14) La societ finanziaria era stata fondata dalla famiglia Espiritu Santo dopo la nazionalizzazione
della
loro banca a Lisbona nell'ambito della rivoluzione dei garofani. Pi tardi gli Espiritu Santo riebbero
la
loro banca. Nel consiglio di amministrazione della Partridge nvestments c'erano, nell'aprile 1994,
oltre
a Sanne il manager dell'Espiritu-Santo di Losanna, Rui Barros, Roland Cottier e Michel Joseph
Ostertag, anche lui dipendente dell'Espiritu Santo.
15) Rgistre de Commerce, Genve, dossier no. 2423, 1981
16) Nel 1994 anche Robert March era entrato a far parte del Consiglio d'amministrazione lex.
17) Delle 15 registrazioni al Companies House di Londra (Registro di Commercio ) nel maggio
1994,
undici erano estinte e quattro attive. Dei complessivi 15 mandati 13 erano mandati di revisore e 2
di
consigliere d'amministrazione. mandati attivi nel maggio 1995 erano Trentplus Ltd., Visualrout
Ltd.,
Arden Equities Ltd., Rarecall Ltd.
18) n Lussemburgo fu anche revisore delle societ di Hoogewerf, ad esempio alla societ madre
OCRA Eurotrust nternational Holding Corp.
19) Canavesi e Scacchi erano nel Consiglio d'amministrazione della Barinvest SA di Lugano, la cui
affiliata di Vaduz Barinvest AG nell'aprile 1994 fond insieme con la Heathland Ltd. (Douglas, sola
di
Man) in Lussemburgo la societ di partecipazione Arnus Holding SA. Consigliere
d'amministrazione
Jean-Louis Hurst che iscritto nel Registro di commercio lussemburghese come Louis Hurst (per
rendere pi difficile la ricerca!) Commissario della Arnus Holding la Gestinv SA (Lugano). Del
consiglio d'amministrazione di questa societ Hurst fa parte insieme con Renata Scacchi,
Vincenzo
Chiarella e Elio Castaldini, entrambi originari di Genova.
20) Morotti fa parte anche dell'Overland Trust Holding (Lugano) controllata da Roberto Bassi della
KPMG Fides (Lugano). Roberto Bassi & Partner a sua volta firma come revisore di alcune societ
Hurst. Ad esempio: Gestinv SA (Lugano); Gurta AG (Lugano); Laconfida SA (Lugano); Plettli SA
(Lugano).
21) Un mandato di consiglio d'amministrazione di Hurst, particolarmente importante, la Duferco
SA,
una societ a partecipazione di Lugano con 70 posti di lavoro. presieduta dall'italiano Bruno
Bolfo,
Maurizio Bergonzi delegato del Consiglio d'amministrazione.
22) Nel maggio 1996 la Procura della Repubblica di Pisa rese note presunte frodi dell'uomo d'affari
italiano Fabrizio Serra in relazione a bilanci manipolati della Casa editrice pisana Giardini. La
Procura
della repubblica accus Serra di essere riuscito ad ottenere con informazioni false, da tre banche
svizzere (Kreditanstalt, Bankverein e Gotthard Bank), crediti per 240 milioni di franchi. Roberto
Bassi
era consigliere d'amministrazione della filiale ticinese della casa editrice Giardini. Serra si defin
vittima di un complotto di Roberto Bassi & Partners, del cui Consiglio d'amministrazione fa parte
anche l'ex avvocato Paolo Bernasconi. Nella "Sonntagszeitung" del 12.5.96 Bassi defin "assurde"
le
accuse di Serra, e tuttavia "quasi logiche nella sua posizione". Lui stesso avrebbe fatto fallire
Serra,
quando si era accorto di essere incappato in un imbroglione. Ma per gli inquirenti italiani il ruolo di
Roberto Bassi non era ancora chiaro (nel maggio 1996), egli aveva tuttavia avuto per anni rapporti
d'affari con Serra.
23) Si tratta di Palma Medical Supplies SA (Villars-sur-Glane),la Nord Marine Trading SA
(Ginevra),
la RACB Communication SA (Friburgo), la Comsefin SA (Ginevra).
24) Pully sembra esercitare un fascino discreto. l finanziere d'assalto Asher Edelmann di New
York
regal al comune la sua squisita raccolta d'arte. Lo specialista francese di offshore Eduard
Chambost,
autore di una nota guida ai paradisi fiscali (Editions Sand,1993), prese la residenza a Pully.
25) Prima di iniziare la carriera politica Chevallaz era stato per dieci anni giornalista sportivo, poi
presidente della scuola alberghiera di Losanna, fu poi a capo della Camera dell'Agricoltura di
Vaud, per
vendere infine birra nei cantoni di Waadt e del Ticino come rappresentante del gruppo Sibra. ( "24
Heures, 11.7.96)
26) nsieme a Stoyanov, Straub faceva parte del consiglio d'amministrazione oltre che della
A.Testoni
AG anche della Nummus Tugensis AG di Zug, specializzata nel commercio di monete d'oro.
Straub
uno di quegli avvocati che collezionano mandati d'amministrazione a dozzine. Tra i suoi mandati si
trova anche la Reiluma Anlage AG (Zug), nel cui consiglio d'amministrazione presente anche
Rudolf
Hegetschweiler, temporaneo consigliere d'amministrazione della Banca Albis/Adamas. Ulteriori
mandati nell'agosto 1995: Alma SA (Cormagens); ES Consult AG (Zug); SM Consult and
nvestment
AG (Zug); Plasticos Holding AG (Zug); Assem AG (Zug); Sindacato di vendita Bruker-Spectrospin
AG
(Zug); Foseco Trading AG (Zug); Laetitia AG (Zug); Nutrasweet AG (Zug); Admina AG ,Baar;
Altawa
AG ( Zug); FA Fachinspektorat fr Aufzge AG (Schaffhausen); Gazinvest AG (Zug); Jaspen AG
(Zug); Kamer Martin Ltd. (Zug); Lisag-Liftcheck AG (Sarnen); Societ del mercoled di Zug (Zug);
Orbo Finanz AG (Zug); Otopex-Holding AG (Zug); Pecufina AG (Zug); Fondazione per l'assistenza
sociale al personale della Foseco Holding AG (Zug); Quim-nvest AG (Zug); Siromatic AG (Zug);
Sondia AG (Zug); Walzstahl AG (Zug); Westport AG (Zug); Fenrir AG (Zug). (Fonte: l CD-ROM
dell'economia svizzera, scadenza: 1.8.95)
27) L'8.4.94 Francis Hoogewerf diede le dimissioni dalla Sycomore nvestments SA (Luxemburg) e
fu
sostituito da McGraw. l 27.4 si ritir anche Roger Usher e fu sostituito dalla General Trust
Company
(Lussemburgo). La General Trust Company fu fondata lo stesso giorno e apparteneva a McGaw e
a R.
Turner.
28) Predecessore di Bravetti fino al 12.12. 91 fu Reto Kessler, direttore della Banca svizzera
italiana
(BS).
29) Guy Fontanet, ex consigliere di stato del Cantone di Ginevra, faceva parte del consiglio di
amministrazione del World Economic Forum insieme con Klaus Schwab e Helmuth Maucher, tutti e
due dell'Allgaeu, con l'ex premier francese Raymond Barre e altri. noltre Fontanet era presente nel
consiglio di amministrazione della fondazione gnacia di Friburgo, rigidamente cattolica.
30) Altri mandati amministrativi di Kaloyan Stoyanov: Credex AG (Zurigo); lex Trust Services SA
(Ginevra); Braxton & Cie. SA (Ginevra); Compimassa SA (Lugano); Granser Socit de Services
SA
(Ginevra); HTC SA (Ginevra); Nummus Tugensis AG (Zug); Safinco Holding SA pour le
financement
de l'ndustrie et du Commerce (Friburgo); Seldeco SA (Villars -sur- Glane); S Louvois SA
(Ginevra);
Trimaco Trading SA (Ginevra); Fortress Trust Company SA (Ginevra); Associazione svizzera degli
esperti tributari diplomati (Solothurn). (Fonte: Orell Fuessli/Teledata: l CD-ROM dell' economia
svizzera. Versione 1996/ 1, Scadenza: 1.8.95)
31) Toni Stiffler, originario di una famiglia di albergatori di Davos, era con la sua Stifag AG uno dei
pi grandi speculatori immobiliari di Berna. Aveva cominciato gi negli anni '60, i pi grandi affari li
fece, secondo la rivista economica "Bilanz" (12 / 89), negli anni 1987 e 1988. "Bilanz" valutava il
suo
patrimonio privato a pi di 100 milioni di franchi. Nel 1989 Stiffler cooper anche con la fiduciaria
zurighese Huber, che pi tardi dovette essere liquidata a causa di affari immobiliari andati male.
Negli
anni '90 l'impero di Stiffler si ridusse decisamente. Diversamente da colleghi del settore, come ad
esempio Albert Heer di Solothurn o Stephan Goetz di Zurigo, gli riusc di evitare la bancarotta - per
lo
meno fino all'estate 1996.
32) "Berner Zeitung, 19. 9. 84
33) "Tribune de Genve" ,5. 5. 83
(34) l legame di Stubli con la Stifag non si interruppe fino al 1991, gli rest il diritto di firma come
procuratore e consigliere d'amministrazione.
35) "24 Heures", 4.2.87
36) "Berner Zeitung" 1.9.88
37) "L'Hebdo", 8.9.88
38) "Blick", 26.4.88
39) "Schweizer Handelszeitung", 8.12.88
40) "Bilanz" 11/88
41) "Politik und Wirtschaft", 26 . 7. 89
42) "Cash", 22.9.89
43) n realt Stubli mostr nei confronti dei suoi impiegati un atteggiamento arrogante. Anche alla
fonderia di Friburgo. Dopo che lo SMUV in un comunicato aveva manifestato la sua
disapprovazione
per il piano sociale presentato, in "La Libert" di Friburgo dell' 8.2.89 Stubli fece annunciare
quanto
segue: " Per me un licenziamento un licenziamento di troppo. Ho cercato le migliori soluzioni e
ho
affrontato il rischio di continuare a gestire la fonderia. All'interno i sindacati hanno apprezzato molto
il
nostro atteggiamento e ci hanno ringraziato. Alcuni giorni dopo hanno reso nota la questione al
pubblico a mia insaputa . Se i sindacati vogliono una piccola guerra a coltelli tratti, si accomodino.
o
non sono abituato a perdere queste battaglie (...) Se dovessi leggere di nuovo qualcosa di simile
dello
SMUV, anche una sola volta, licenzier tutti". Un mese pi tardi nella "Tribune de Genve"
(14.3.89)
diede una strigliata ai giocatori del suo Hockeyklub Genve-Servette: "o che lavoro da 12 a 14 ore
al
giorno so che cosa significa la parola pressione. giocatori, con il loro training e due partite alla
settimana, non ne hanno idea. Sono stato troppo amabile! Ma non sar pi cos."
44) "Politik und Wirtschaft", 26.7.89
45) "Bund", 23.10.89
46) "Construire", 26.4.89
47) Luginbhl era diventato noto con il caso del cinema Splendid a Berna. Nel 1986 egli voleva
abbattere l'immobile adibito a cinema, appartenente alla sua Hipleh-Walt AG, e sostituirlo con
negozi e
uffici. Segu una disputa di anni con la citt e la protezione dei monumenti, finch nel 1994 rinunci
all'abbattimento della sala Art-dco e restaur l'edificio.
48) "Schweizer llustrierte ", 22.10.90
49) "Agefi", 24.6.91
50) "24 Heures", 9.7.91
51) "Cash", 2.8.91
52) l WTC Management (World Trade Center Management) era attivo in Canada. A Francoforte e
a
Monaco Rico Luginbuehls Marua Holding (Berna) deteneva il 49% del WTC-Management GmbH
(rispettivamente a Francoforte e a Monaco).
53) Nel novembre 1994 egli ha infine vinto l'azione legale, intentata stranamente a Parigi. La
17esima
camera della corte penale parigina ha accertato il reato di diffamazione in tre parti dell'articolo e ha
condannato il redattore capo Max Mabillard e il giornalista ad una pena pecuniaria di 10.000
franchi
francesi e ad un risarcimento simbolico di un franco. Max Mabillard era uno dei pochi giornalisti
francesi che negli anni '80 non si erano lasciati ingannare da Staeubli (vedi ad esempio: "Le
Matin,
28.3.87)
54) De Chastonay firma anche come consigliere d'amministrazione della CSC mpresa Costruzioni
(Lugano, appartenente al complesso industriale Fiat). La societ madre italiana Cogefar mpresit fu
nel
1993 una delle prime imputate negli scandali per le tangenti.
55) Taramarcaz presidente del deposito franco doganale di Ginevra e fa parte come l'avvocato
d'affari
Carlo Sganzini di Lugano e il presidente dell' Unigestion di Ginevra, Bernard Sabrier, del consiglio
di
amministrazione della Kofisa Trading di Ginevra, un'affiliata del gruppo turco Ko.
56) Una societ del genere ad esempio l'officina per macchine agricole Hmmerli et Cie. SA a
Nyon
con 60 posti di lavoro. E' stata acquisita dalla JS Holding e, conseguentemente, anche Pierre
Arnold e
de Chastoney sono entrati nel consiglio di amministrazione.
57) "Der Bund", 25.6.93
58) vi
59) "Schweizer llustrierte", 22.10.90
60) Ad esempio il "Tages-Anzeiger", 14.3.87
61) "Schweizer llustrierte", 22.10.90
62) "Schweizer Handelszeitung", 8. 12. 88
5. MAN PULTE
Dalla fine della seconda guerra mondiale l'talia ha vissuto una serie ininterrotta di scandali,
affaires e
congiure. poteri segreti che agivano fuori di ogni controllo erano qui pi forti che in ogni altra
democrazia rappresentativa europea. (1) La corruzione moderna in talia risale all'inizio della
guerra
fredda, a met del 1946. Fu allora che si inaspr la critica degli USA nei confronti dei ministri
comunisti, che avevano assunto l'incarico al crollo del fascismo nell'talia del nord, e culmin nella
richiesta ultimativa di estromettere il PC dal governo. Questa domanda non fu tuttavia facile da
soddisfare da parte dei sostenitori degli USA. (2) comunisti si accrebbero soprattutto nel
Norditalia
industrializzato, divenendo la forza organizzata pi forte. l segretario generale del PC Palmiro
Togliatt
fu ministro della giustizia dal 1945 al 1948, inoltre i comunisti ricoprirono altri tre ministeri e
fornirono diversi segretari di stato. Nata nel 1945 dalla fusione di diverse correnti cattoliche, la
Democrazia Cristiana (DC) sotto Alcide De Gasperi, segretario Giulio Andreotti, era troppo debole
nell'talia del Nord per poter escludere i comunisti. Per rafforzare la loro base al Nord, De Gasperi
e
Andreotti cercarono di copiare la politica sociale progressista dei comunisti. Contemporaneamente
lavoravano con tutte le loro forze per indebolirli. Gli USA promossero questa politica. L'talia fu,
insieme alla Francia e alla Grecia, il fronte principale della guerra contro il comunismo nell'Europa
occidentale.(3) Nel 1948 De Gasperi e la Democrazia Cristiana ottennero, sotto il segno della
guerra
fredda, il 48% dei voti e si sentirono abbastanza forti per estromettere i comunisti dal governo. (4)
Con
ci la DC ebbe l'egemonia della politica italiana per 45 anni. Fino al 1993 le lotte delle frazioni
interne
al partito ebbero un influsso maggiore sulla politica italiana delle controversie parlamentari con
l'opposizione. Anche se dagli anni '60 l'egemonia pot essere mantenuta solo grazie a mutevoli
coalizioni con partiti minori, l'talia rimase di fatto, fino a Mani Pulite, dominio di un partito. Nel
corso
di 45 anni ci furono invero 50 cambiamenti di governo e sei elezioni parlamentari anticipate, ma il
gruppo dirigente non cambiato. l leader democristiano Giulio Andreotti stato sette volte primo
ministro. l suo collega di partito Emilio Colombo ricopr tra il 1948 e il 1993 tutti gli incarichi di
governo, da presidente dei ministri a ministro degli esteri.
DENARO DAL GRANDE FRATELLO
Come contropartita per l'estromissione dei comunisti De Gasperi ricevette dagli USA grande
sostegno
economico per il suo partito. Una parte di questo denaro pass per i canali legali del piano
Marshall,
un'altra parte per vie illegali. A questo proposito l'ex direttore della CA e capo della sezione CA a
Roma, William Colby ha detto: "Noi abbiamo una responsabilit storica, in certo qual modo
Washington ha attizzato la corruzione in talia. Per noi il finanziamento della DC e dei socialisti ha
significato condurre la battaglia contro il comunismo. l futuro dell'Europa occidentale era allora in
gioco in talia, Grecia e Francia".(5)
Nell'ambito del piano Marshall anche l'istituto per la ricostruzione industriale (R) ha ricoperto un
ruolo centrale. L'R era ancora un'espressione dell'epoca del corporativismo fascista. l suo
fondatore ,
Alberto Beneduce, era un compagno del Benito Mussolini del periodo socialista antecedente la
prima
guerra mondiale e aveva dato alle sue due figlie i nomi dea Proletaria e dea Socialista. Pi tardi
Beneduce condivise la svolta di Mussolini da socialista a fascista. L'holding di stato R, da lui
concepita, comprese presto ampi settori della grande industria (tranne Fiat e Pirelli) e anche le
grandi
banche come il Banco di Roma, la Banca Commerciale taliana, il Credito taliano e la Banca
Nazionale del Lavoro. Dopo la guerra ci furono tentativi della cerchia delle grandi famiglie di
capitalisti, gli Agnelli, i Pirelli e altri, di privatizzare di nuovo le aziende R. Ma esse avevano
nemici
anche tra i politici dell'talia centrale e del sud, perch il sistema R aveva concentrato la sua
politica
di sviluppo nel Norditalia. De Gasperi risolse il conflitto dell'R con il sud nell'ambito della sua
strategia di conciliazione nazionale. Per promuovere l'industrializzazione del sud fu creato un
nuovo
istituto, la Cassa per il Mezzogiorno. Nel 1946 il banchiere Enrico Cuccia divent capo di una
nuova
banca, organizzata nell'ambito dell'R, Mediobanca. (6) Questa doveva garantire, nell'interesse dei
grandi capitalisti privati in tutta talia, finanziamenti industriali a lungo termine a interessi favorevoli,
ricorrendo al gettito del risparmio, e oltre a ci garantire che gli interessi delle grandi famiglie di
capitalisti come Agnelli e Pirelli fossero rappresentati all'interno della burocrazia R. 50 anni dopo
Mediobanca era, sotto l'ottantasettenne Cuccia , ancor sempre una delle banche italiane pi
importanti.
(7) La sua filiale in Svizzera fu la Graucom SA (Chiasso).
L COMPROMESSO STORCO LQUDATO
l sistema di potere di De Gasperi e Andreotti entr in una crisi strutturale all'inizio degli anni '70.
Per
la prima volta nella storia italiana postbellica si profil un'alternativa promettente: il compromesso
storico dei democrstiani con i comunisti. l segretario del Partito comunista Enrico Berlinguer e il
segretario del partito democristiano Aldo Moro, lavoravano alla riassunzione dei comunisti al
governo.
l prezzo fu la rinuncia del Partito comunista italiano alla rivoluzione socialista, il riconoscimento
della
propriet privata e dell'economia di mercato e la presa di distanza dall'URSS. Un fine importante
del
compromesso storico fu il superamento dell'economia della corruzione. l compromesso storico
rappresentava un pericolo anche per l'influenza americana in talia. Accadde allora che Moro fosse
sequestrato dalle Brigate Rosse il 16 marzo 1978, la stessa mattina in cui in parlamento doveva
andare
in scena il primo governo DC con presidente dei ministri Giulio Andreotti e sostegno parlamentare
del
Partito comunista italiano. l 9 maggio 1978 il suo cadavere fu ritrovato nel portabagagli di un'auto
a
Roma, e da allora si discute sui retroscena di questo delitto. (8) l ruolo centrale in tutto questo
della
loggia segreta massonica P2, di cui si parler con maggiori dettagli, sicuro. Nessuno aveva da
temere
da riforme di fondo pi di Gelli e dei suoi fratelli di loggia che ricavavano ricchi profitti dalla
corruzione.
Note:
1) Sulla storia degli scandali italiani dal 1943 vedi Galli, Giorgio: 'Staatsgeschfte: Affren,
Skandale,
Verschwrungen. Das unterirdische talien 1943-1990'('Affari di stato.L'talia sotterranea 1943-
1990:
storia politica, partiti, corruzione, misteri,scandali.',Milano 1991) Amburgo, 1994
2) Durante l'occupazione dell'talia dopo la seconda guerra mondiale gli USA si appoggiarono
anche
alla mafia. mportanti mafiosi italoamericani, come ad esempio Lucky Luciano, erano stati rilasciati
nel
1943 dal carcere negli USA e inviati in Sicilia. La collaborazione degli occupanti statunitensi con la
mafia produsse, nel vuoto economico tra il 1943 e il 1948, soprattutto al sud, un effetto fortemente
corruttore. l sistema di mercato nero, controllato dalla mafia, divenne presto la base economica
del
mezzogiorno. Questa palude fu anche il fondamento economico della nuova classe politica di tutti i
partiti, sorta qui dopo il 1945.
3) La politica, che pi tardi sfoci in "Gladio", cominci immediatamente dopo la seconda guerra
mondiale, quando l' organizzazione di spionaggio statunitense OSS (precorritrice della CA)
promosse
anche in talia la creazione di cosiddetti programmi "Stay-behind". Gladio si chiam quell'esercito
di
resistenza, finanziato dagli USA e non controllato dal governo italiano, composto di elementi
fascisti e
della destra radicale, che nel caso di un'invasione sovietica avrebbero dovuto continuare a
combattere
dietro le linee nemiche.
4) Togliatti cerc di opporre resistenza al corso di centro della DC con una strategia del fronte
popolare. Dopo che egli ebbe perduto le elezioni del 1953, il blocco di sinistra, composto di
socialisti e
comunisti, si scisse.
5) Calvi, Fabrizio , et Sisti, Leo: 'Les Nouveaux Rseaux de la Corruption'. Parigi 1995, p.111
6) Cuccia era originario della Sicilia e durante la guerra fu membro del Partito d'Azione
antifascista.
nsieme con Andr Meyer della Lazard Frres (Parigi) nel 1945, quando la stella rossa del
comunismo
splendeva pi fulgida, si dice si sia adoperato ad assicurare il predominio del capitalismo mediante
il
sistema finanziario. Cfr. Galli, Giancarlo: 'l Padrone dei Padroni. Enrico Cuccia - l Potere di
Mediobanca e il Capitalismo taliano'. Milano, 1995.
(Nota nella nota: qualcuno dice che Cuccia era figlio di un padrino della Piana degli Albanesi e che
il
suo vero cognome era Cucca, con l'accento sulla "i".)
7) La composizione del consiglio di amministrazione alla fine del 1992 rivela nel migliore dei modi
l'importanza di Mediobanca. Membri erano tra gli altri: Gianni Agnelli (Fiat), Carlo De Benedetti
(Olivetti), Raul Gardini (Ferruzzi / Montedison), Leopoldo Pirelli, Antoine Bernheim (Lazard Frres),
Wolfgang Graebner (Deutsche Bank).
8) Vedi a questo proposito Raith, Werner: 'n hherem Auftrag. Der kalkulierte Mord an Aldo Moro'.
('Per ordine superiore. L'assassinio calcolato di Aldo Moro'), Zurigo, 1985
6. L MSTEROSO CONTO PROTEZONE
"Ci che port al successo Mani Pulite" disse il procuratore Gherardo Colombo, "fu la scoperta del
conto 633.369 Protezione presso la Schweizerische Bankgesellschaft di Lugano. Coloro che
stavano
dietro questo conto delle tangenti alla Bankgesellschaft luganese si rivelarono i principali burattinai
della corruzione italiana" (1). l conto Protezione collegava il segretario socialista Bettino Craxi con
il
presidente del Banco Ambrosiano, Roberto Calvi, e con Licio Gelli, il gran maestro della loggia
massonica segreta P2. L'elevato ruolo politico ed economico di questo terzetto faceva ben capire
che
qui non si trattava di un caso singolo ma del sistema delle tangenti nel suo complesso. Anche in
Svizzera, lo smascheramento del conto Protezione alla fine di gennaio 1993 segn una svolta. Da
quel
momento gli aiuti sistematici, forniti per decenni alla corruzione italiana sulla piazza finanziaria
Svizzera, non poterono essere pi oggetto di rimozione.
UNA VECCHA STORA
L'esistenza del conto Protezione era gi divenuta nota nel maggio 1981. Allora Colombo e il suo
collega Giuliano Turrone indagavano contro il banchiere della mafia Michele Sindona. Nel corso
delle
indagini la Guardia di Finanza perquis anche la villa di Licio Gelli a Castiglion Fibocchi presso
Arezzo.(2) Nel corso di questo rastrellamento i funzionari scoprirono una busta non appariscente
con la
scritta: " Deputato Claudio Martelli", e all'interno la seguente annotazione: "SBG-Lugano, Conto
633.369 Protezione: numero di Claudio Martelli, sul quale il 28.10.1980 all'attenzione di Bettino
Craxi
per il contratto con l'EN stata versata, per ordine del Dr. Roberto Calvi, una somma di 3,5 milioni
di
dollari. Dopo la firma il 20.11.1980 da parte del Dr. C.R. e D.D.L. vengono pagati ancora 3,5 milioni
di
dollari." (3) Dopo che la rivista romana "L'Espresso" ebbe pubblicato questo documento, Martelli si
preoccup di avere una spiegazione alla SBG (Lugano) e la ottenne, nel senso che egli non era
intestatario di un conto presso la banca n aveva beneficiato di un bonifico. La procura romana (4)
rivolse una richiesta di rogatoria alla Svizzera per la consegna della documentazione del conto. Al
ch
l'avvocato di Lugano John Rossi, dello studio legale Tettamanti & Spiess, a stretto giro di posta
fece
ricorso in nome della SBG e dell' (allora) sconosciuto intestatario del conto presso il Tribunale
cantonale di seconda istanza.(5) Dopodich non successe pi nulla. Secondo dichiarazioni di
Rossi i
giudici istruttori romani avrebbero archiviato il procedimento.(6)
UN GUDCE SUPERORE D DEBOLE MEMORA
Ma del misterioso Conto Protezione non ci si dimentic. Nel 1984 giunse a Lugano una seconda
rogatoria. Questa volta da Milano da parte dei due giudici istruttori Antonio Pizzi e Renato
Bricchetti,
che indagavano contro i responsabili del Banco Ambrosiano per sospetto di bancarotta
fraudolenta. Di
nuovo l'avvocato Rossi fece ricorso a nome della SBG e dell'intestatario sconosciuto del conto. l
giudice superiore Claudio Lepori, presidente della Camera dei ricorsi ticinese, tir poi per le lunghe
questa richiesta in maniera sistematica. La domanda di rogatoria per anni fu come dimenticata. Pi
tardi Lepori non riusc pi a ricordarsi come si fosse arrivati a questo. "Negli ambienti del palazzo
di
giustizia di Lugano si viene a sapere che sotto il giudice Lepori sono scomparsi o sono stati rinviati
altri
ricorsi. stato biasimato questo giudice venuto meno ai suoi doveri? No. Come giudice superiore
appartenente al partito popolare cristiano-democratico, con maggiore anzianit di servizio nel
Cantone,
egli ha rinunciato nel 1992 a presentarsi al suffragio popolare diretto per questo tribunale. Ma alla
fine
dello stesso anno il Gran Consiglio Ticinese l'ha eletto nel piccolo collegio dei giudici istruttori, che
egli da gennaio [1993] anche presiede." (7) La cortina di ferro con cui Lepori, il giudice superiore
smemorato aveva protetto per otto anni il Conto Protezione presso la SBG (Lugano), fu infine
aperta
con forza. E precisamente da una direzione inaspettata, precisamente da Ginevra, dove il 30
ottobre
1992 la Sasea Holding era finita in bancarotta. l suo delegato al consiglio di amministrazione
Florio
Fiorini era gi in prigione per frode nel pignoramento. Con un ammontare del danno a circa tre
miliardi
di franchi, il fallimento della Sasea divent la pi grande bancarotta della storia economica
svizzera;
del caso si parler ancora nei particolari.
VENE SOLLEVATO L VELO
l giudice istruttore di Ginevra Jean-Louis Crochet, che guidava le indagini contro Fiorini, perquis
alla
fine del 1992 a Montecarlo gli uffici di una piccola banca sospetta appartenente al gruppo delle pi
di
300 banche collegate alla Sasea-Holding. La S Bank a Montecarlo si present come un ufficio non
appariscente, sulla cui scrivania c'era tra le altre carte una lettera che identificava un certo Silvano
Larini quale titolare del conto Protezione a Lugano. Crochet sapeva che in talia fino allora 10
procuratori e la commissione parlamentare d'inchiesta sulla P2 non erano riusciti a trovare
l'intestatario
del conto. l 22 dicembre 1992 egli fece visita alla SBG (Lugano). Pi tardi ha cos descritto questo
episodio: "Chiedemmo al direttore di poter prendere visione degli estratti conto, del cui titolare
eravamo in grado per la prima volta di dire il nome. l direttore dichiar che questo nome non
esisteva
sulle liste della banca. Dopo che con la dovuta chiarezza gli ebbi spiegato che avrei apposto
legalmente
i sigilli alla sua banca, se non mi avesse fornito immediatamente le documentazioni dei conti, disse
scusandosi che il conto era effettivamente esistito ma che era stato estinto".(8) La risposta della
SBG
alla visita del giudice istruttore di Ginevra fu un ricorso contro la consegna del materiale richiesto.
"Questi documenti li avrete solo quando avrete vinto in tribunale" disse il direttore.(9) Egli sapeva
di
non avere cattive chances. L'assistenza giuridica o rogatoria intercantonale dovette superare
ostacoli
grandi quasi quanto quella internazionale. (10) l primo procuratore del Cantone di Ginevra,
Bernard
Bertossa, si vide pi tardi costretto a protestare: " inaccettabile che in Ticino un cantone svizzero
venga trattato come un paese del terzo mondo, ad esempio le Filippine".(11) n un'intervista alla
rivista
"L'Espresso" di Roma Bertossa ha confermato con pi forza la critica alla letargica giustizia
ticinese.
(12) La risposta del primo procuratore ticinese Piergiorgio Mordasini fu immediata: "Per quanto
concerne la rogatoria intercantonale e internazionale", disse Mordasini, "non abbiamo bisogno di
lezioni" (13). l 23 gennaio 1993 la radio ticinese annunci che il giudice superiore Michele Rusca,
successore di Lepori presso la Camera dei ricorsi, aveva respinto le istanze della SBG a proposito
del
conto Protezione, ma il rivio di anni il giudice non seppe spiegarlo. (14) L'avvocato Rossi blocc
immediatamente questa sentenza con un'impugnazione presso il tribunale federale. Ma alcuni
giorni pi
tardi, il 7 febbraio 1993, il titolare del conto Silvano Larini si present alla polizia italiana. La cosa
prese l'avvio. L'amico intimo e, come pi tardi si rivel, tesoriere di Bettino Craxi, era scomparso
nel
maggio 1992, sottraendosi ad uno dei primissimi ordini d'arresto dell'inchiesta di Mani Pulite. (15)
nterrogato dai due procuratori Antonio Di Pietro e Pierluigi Dell'Osso, Larini si rivel loquace. l suo
cliente sapeva fin troppo bene - disse pi tardi un avvocato di Larini alla stampa - che la colpa in
un
affare del genere era sempre dei fuggiaschi e dei morti. Larini chiar anche il mistero del Conto
Protezione: Un bel giorno del 1980 egli aveva fatto una passeggiata a Milano con i suoi due vecchi
compagni, Bettino Craxi (pi tardi presidente del consiglio dei ministri) e Claudio Martelli (poi
ministro della giustizia). Craxi mi interrog su conti bancari all'estero. "o risposi: alla SBG di
Lugano,
dopo di che Bettino mi chiese il numero del conto che Claudio annot subito su un foglietto." (16)
Questo foglietto -disse ancora Larini- poteva essere lo stesso dell'appunto trovato nella villa di
Gelli.
Quando del conto Protezione si parl sui giornali, lui aveva prelevato quasi tutto il denaro in
contanti,
precisamente 4,7 milioni di dollari. Larini sottoline che non aveva tenuto una lira per s ma aveva
sempre portato tutto a Craxi - un servizio da amico socialista nel contesto di una militanza politica
comune decennale.
MAZZETTE PER SOCALST
A poco a poco il mistero si svel. l conto Protezione, di cui era titolare Larini, serviva da stazione
di
transito per tangenti del valore di sette milioni di dollari al partito socialista italiano (PS), guidato da
Bettino Craxi e Claudio Martelli. Chi pagava era Roberto Calvi, presidente del Banco Ambrosiano,
la
pi grande banca privata italiana. Con questo denaro Calvi, vicino alla bancarotta, acquis un
credito di
cinquanta milioni di dollari dall'impresa petrolifera di stato EN. L'operazione fu ordita dal Gran
Maestro della P2 Licio Gelli. l vice dell'EN, Leonardo Di Donna, era membro della P2. noltre l'ex
comunista era insieme a Bettino Craxi e a Claudio Martelli un leader del partito socialista (PS).
Contro
il pagamento di 7 milioni di dollari i socialisti tollerarono infine che l'EN, a spese del contribuente
fiscale, cedesse al malconcio Banco Ambrosiano 50 milioni di dollari poco prima del fallimento
della
banca. Fu il capo del settore finanziario dell'EN, Florio Fiorini, pi tardi bancarottiere della Sasea a
Ginevra, a eseguire la transazione illegale. Egli non stava con i socialisti n nella P2, sapeva
tuttavia di
che cosa un tecnocrate senza partito era debitore al suo presidente.(17) Dopo la confessione di
Larini la
procura milanese apr un'inchiesta contro Craxi e il ministro della giustizia Martelli. Martelli lasci
l'incarico di ministro e Craxi diede le dimissioni da segretario del partito socialista. l 10 febbraio
1993
i procuratori italiani interrogarono Fiorini a Ginevra. Egli conferm le dichiarazioni di Larini.(18)
Nelle sue memorie, scritte nella prigione di Ginevra Champ Dollon, che vennero pubblicate nel
1993
col titolo 'Ricordti da lontano', Fiorini si occupa anche del Conto Protezione. noltre parla di due
noti
banchieri svizzeri: il presidente della SBG Nikolaus Senn e il direttore della SBG Karl Janjoeri.
Secondo Fiorini, i due sarebbero intervenuti presso organi della giustizia svizzera contro la
rogatoria
italiana. E racconta cos la storia: "Un anno dopo il mio licenziamento dall'EN [1981] mi chiam
Leonardo Di Donna, il mio ex capo: Craxi voleva diventare presidente dei ministri ed era
estremamente
inquieto per via del Conto Protezione. l vertice della SBG doveva essere sensibilizzato ad ogni
prezzo,
disse Di Donna. l vicedirettore della SBG Romano Bertoli [a Lugano], che gestiva il conto, era
tuttavia
troppo poco importante, per ottenere qualcosa. o invece avevo coltivato secondo lui contatti
cordiali
con i capi della SBG a Zurigo, ad esempio con il direttore generale [Karl] Janjoeri, presidente della
holding EN all'estero Hydrocarbons nternational (HH), e con il presidente della SBG [Nikolaus]
Senn, predecessore del primo presso la HH. Di Donna chiese un intervento alla SBG contro la
consegna della documentazione del conto all'talia. E non dimenticare -disse minaccioso- che se la
storia viene alla luce, sei nei guai anche tu. Alla fine accettai di parlare col capo supremo della
SBG,
ma volli prima essere informato con esattezza sul retroscena della faccenda. Alcuni giorni pi tardi
in
uno studio notarile di Lugano (19) Di Donna mi fece conoscere l'architetto Larini che si rivel un
idiota
completo. n confronto all'EN, Larini usava metodi da et della pietra. Si serviva del suo numero di
conto personale, senza mettere in mezzo una societ. E ancora: pagamenti avvenivano senza
plausibilit economica e privi di qualsiasi legittimazione. Maledizione, se questo Larini avesse per
lo
meno stipulato in talia un contratto di consulenza! n questo caso la giustizia svizzera avrebbe
dovuto
dimostrare che questo contratto era solo fittizio, cosa che praticamente impossibile. Ma se
nonostante
tutto ci fosse riuscita, saremmo ricorsi ad una superperizia.[...] Nel corso della mia visita mi riusc
infine di convincere la SBG di non dare pubblicit eccessiva a questa faccenda. l dossier fin poi
nelle
mani dei migliori avvocati di Lugano e al tribunale federale di Losanna. Avemmo pure fortuna. l
pubblico ministero ticinese a noi ostile, Bernasconi, diede le dimissioni e fu sostituito dal
Lahmsieder
Luison. Per leggere le 500 pagine di memorandum che noi depositavamo a scopo di rinvio ogni
venerd
presso il pubblico ministero a Lugano, il poveretto aveva bisogno ogni volta di due settimane di
tempo;
Bernasconi li gettava regolarmente nel cestino della carta senza leggerli. Passarono cos gli anni e
infine Roma archivi la richiesta di rogatoria per insufficienza di prove" (20).
CERTFCATO PERSL PER LA SBG
Le denunce di Fiorini nei confronti di Senn e Janioeri fecero straripare all' inizio dell'aprile 1993 lo
scandalo nei media svizzeri. L'addetta stampa della SBG Gertrud Ehrismann sment: "Queste
accuse
sono prive di ogni fondamento e lesive dell'onore."(21) La SBG avrebbe fatto allora ricorso contro
la
richiesta italiana di avere visione del Conto Protezione, perch si trattava di una questione politica
piuttosto che penale. Alla riunione generale della SBG di fine aprile 1993 allo stadio Hallon di
Zurigo
un presidente Senn visibilmente agitato rispose alla domanda di un azionista che aveva chiesto
cosa
significassero le accuse di Fiorini. Egli non contest di conoscere Fiorini n di avere parlato con lui
del
Conto Protezione. Respinse invece in maniera categorica l'accusa di essere intervenuto presso le
autorit svizzere contro la richiesta di rogatoria. "Se quest'italiano sostiene", disse Senn, "che i
miei
rapporti con lui siano stati di natura particolarmente cordiale, affar suo." Sulla base delle accuse
di
Fiorini si attiv anche la Confederazione confederale delle banche, l'organo di controllo statale per
una
gestione d'affari irreprensibile da parte delle banche svizzere. Dopo un'inchiesta di due mesi la
SBG
ricevette il 18 luglio 1993 dalla Commissione confederale delle banche il certificato Persil: il conto
collettivo Protezione presso la SBG (Lugano) era stato gestito in modo corretto senza occultare
nulla e
senza irregolarit. La SBG trasse da parte sua le conseguenze: il sistema di pagamento dei conti
collettivi cifrati per "clienti con elevate necessit di discrezione" (22) sarebbe stato cambiato, per
ovviare alle interpretazioni errate che c'erano state. Si rinunciava al sistema del numero collettivo
comune per una pluralit di singoli clienti, identificati con una parola in codice. Ad ogni singolo
cliente
che aveva bisogno di un conto per fare incassi o pagamenti senza render noto il suo nome, fu
assegnata
non solo una parola in codice separata ma anche un numero separato.
DRGENT DELLA SBG N VESTE D TESTMON
n Svizzera il caso Conto Protezione si consider chiuso, per la SBG, nell'estate 1993 con il
certificato
Persil della commissione delle banche. Le cose andarono diversamente in talia. Nel luglio 1994 il
tribunale penale di prima istanza a Milano condann Silvano Larini, Bettino Craxi, Claudio Martelli,
Leonardo di Donna e Licio Gelli, a lunghe pene detentive e ad un risarcimento danni ai liquidatori
del
Banco Ambrosiano per concorso in bancarotta fraudolenta. Nel corso delle indagini della giustizia
milanese erano stati interrogati grazie alla rogatoria anche il presidente della SBG Nikolaus Senn e
il
direttore generale della SBG Karl Janjri. verbali degli interrogatori relativi a queste audizioni
rivelano che Fiorini, nel suo libro prima citato, non ha detto tutta la verit. n effetti egli aveva
parlato
del Conto Protezione alla SBG non solo dopo il suo licenziamento dall'EN, ma gi nel 1981,
ancora in
qualit di direttore finanziario dell'ente. Come il presidente della SBG Senn ha spiegato al giudice
istruttore nel maggio 1994, che Fiorini, a lui noto come direttore finanziario dell'EN, gli fece visita
nel
1981. Egli aveva supposto si trattasse di una faccenda che riguardava l'ente. Ma Fiorini aveva
portato
la sua attenzione sul Conto Protezione che sarebbe stato una questione molto delicata per motivi
politici. "o assicurai Fiorini", disse Senn, "che in Svizzera un conto in banca era sempre protetto
dal
segreto bancario, anche se era implicato in delitti punibili secondo il diritto svizzero."(23) noltre
Senn
disse che in seguito egli era stato informato sullo sviluppo dell'affare solo in modo sommario da
Karl
Janjri [direttore generale della SBG]. Janjri da parte sua dichiar al giudice istruttore che
nell'estate
1981 Fiorini aveva affermato al telefono che in talia erano in corso inchieste per identificare il
titolare
del conto Protezione," e mi chiese se fosse possibile tener segreta quest'informazione. o
consigliai a
Fiorini", cos Janjri, "che l'unica cosa che il titolare o i titolari del conto potevano fare era andare
da
un avvocato, per poter difendere i loro interessi nell'ambito delle leggi svizzere. (24) Janjri disse
inoltre di aver parlato brevemente con il direttore della SBG (Lugano), Amilcare Berra,(25) che gli
aveva confermato che il conto esisteva e che era in corso un'inchiesta. Janjri continu: " Pi tardi
Fiorini comparve di persona da me, in compagnia di Leonardo Di Donna, un altro manager EN
che io
non conoscevo. Allora, nel 1981/82, non avevo ancora sentito il nome di Larini. n seguito l'ho
incontrato una sola volta a Zurigo, in compagnia del direttore della SBG Bertoli. Egli si limit a
porgermi i saluti di Fiorini. Non so pi la data esatta della visita, ma deve essere stato un anno
dopo
l'incontro con Fiorini e Di Donna. l direttore Romano Bertoli avrebbe sostenuto, di avere parlato
ripetutamente con me del conto Protezione, e questo possibile, sebbene io non me ne ricordi
con
esattezza. Ma sicuramente non siamo pi entrati nei dettagli. Con Bertoli io ho regolari contatti di
lavoro. Probabilmente anche con il Dr.Senn ho scambiato alcune parole sul conto Protezione,
sicuramente per senza soffermarmi sui particolari, perch la cosa era di competenza della
direzione
della filiale a Lugano".(26)
ASSSTENZA GURDCA RESTRTTVA
Per dodici anni la SBG e Larini avevano impedito la rogatoria con ricorsi sistematici. Forse un caso
estremo ma sicuramente non un caso unico di ostruzione. Al contrario. Complessivamente l'talia
ha
fatto dal 1992 al 1995 pi di 800 richieste di rogatoria alla Svizzera. Una delle prime fu l'istanza
collettiva della procura di Milano del 13 Maggio 1992 presentata per poter esaminare i documenti
bancari di 44 conti in totale, sospetti di corruzione. Contro questa richiesta l'associazione ticinese
delle
banche ha invitato il 19 maggio 1992 i suoi membri ad un ricorso comune.(27) Tre anni pi tardi, il
19
maggio 1995, il procuratore milanese Colombo rispose alla domanda se la Svizzera avesse
trattato i
ricorsi del 13 maggio con sollecitudine: "Molte risposte e documenti non sono ancora pervenuti.
Anche
delle documentazioni bancarie richieste successivamente giunta solo una piccola parte." (28)
motivi
della lentezza dell'assistenza legale svizzera sono le possibilit di ricorso quasi sconfinate
contenute
nella legge federale sulla rogatoria internazionale in materia penale. (29) Le persone coinvolte
possono
non solo impugnare la decisione di principio, ma anche opporsi ripetutamente alla trasmissione di
ogni
singolo documento finch non si arrivi all'ingiunzione del tribunale federale.(30) n linea di principio
la
Svizzera, conformemente all'articolo 3 comma 3 della legge sulla rogatoria, non concede alcuna
assistenza giuridica nel caso di evasione fiscale, per violazione delle disposizioni valutarie e per
contravvenzione alle leggi commerciali. Nonostante questa complessa situazione giuridica non ci
sono
n libri di testo n commenti alle leggi, e le sentenze praticamente non vengono mai pubblicate.
(31)
Nell'estate 1996 mancava ancora una statistica nazionale della rogatoria. L'Ufficio federale di
polizia a
Berna ha indicato un numero forfettario di richieste di assistenza legale compreso tra 15.000 e
20.000.
Nel gennaio 1990 il consiglio federale aveva deciso il riesame della legge per la rogatoria in vigore
dal
1983. Solo cinque anni pi tardi, nel dicembre 1995, questa revisione della legge stata infine
discussa
al consiglio nazionale, la prima Camera. l Consiglio nazionale approv una limitazione delle
possibilit di ricorso e inser nella legge la disposizione che l'assistenza legale di regola doveva
avvenire entro nove mesi. La rogatoria in caso di evasione fiscale fu respinta con 100 voti contro
62.
(32) Nel 1996 l'entrata in vigore della legge si presentava ancora quanto mai lontana.
Note:
1) Conversazione di Colombo con Gian Trepp e Paolo Fusi, il 2 agosto 1994.
2) l principale ritrovamento durante questo rastrellamento fu l'elenco dei membri della loggia
massonica segreta P2, di cui si parla ancora pi avanti.
3) "La Repubblica", 26. 1. 93
4) A Roma per il fatto che le indagini per lo scandalo P-2 erano state sottratte ai procuratori
progressisti
Gherardo Colombo e Giuliano Turrone di Milano e trasferite a Roma. La procura romana era
considerata allora in talia "porto delle nebbie", perch indagini contro persone d'alto rango spesso
vi si
trascinavano fino alla prescrizione.
5) Gli avvocati Tito Tettamanti e Giangiorgio Spiess lavorarono dall'inizio degli anni '60 in uno
studio
comune. Alla fine degli anni '80 Tettamanti si ritir, nel 1994 Spiess fuse il suo studio con quello di
Gianfranco Cotti.
6) "Corriere della Sera", 27.1.93
7) "Tages-Anzeiger", 17.2. 93
8) "Le Nouveau Quotidien" , 24. 1. 93
9) ivi
10) Da allora numerosi cantoni hanno aderito ad un concordato sulle rogatorie che permette alle
autorit responsabili di ognuno di questi di intervenire anche in altri cantoni. Con ci viene meno la
rogatoria intercantonale.
11) "Le Nouveaux Quotidien", 24.1.93
12) "L'Espresso", 26.9.93
13) "La Regione", 23.9.93 (apparsa due giorni dopo l' "Espresso" predatato)
14) "Neue Zrcher Zeitung", 27.1.93
15) Nel marzo 1994 venne denunciata a Milano una serie di ditte e persone per corruzione in
relazione
all'assegnazione degli appalti per la costruzione della linea 2 della metropolitana milanese.
L'accusa
imputa a diverse grandi industrie come la ABB, la Siemens e la Ericsson, di avere corrotto alti
funzionari statali e funzionari di partito con una somma equivalente circa a 8 milioni di franchi. Tra
gli
imputati ci sono oltre a Bettino Craxi e a Silvano Larini anche il manager dell' ABB Werner Huber di
Aargau, nel frattempo morto.
16) "Corriere della Sera", 11.2.93
17) Grazie ai 7 milioni di tangenti, che col favore di Gelli riusc a spremere al malconcio Banco
Ambrosiano, Craxi fu in grado di diventare il dittatore del Partito Socialista. l denaro pervenuto
attraverso l'allora tesoriere ufficiale del partito, serv a Craxi ad eliminare l'opposizione di sinistra e
a
prendere il potere. Vicepresidente del partito divenne Claudio Martelli, fino allora praticamente
sconosciuto. Nei dieci anni successivi Craxi e Martelli ebbero un ruolo di primo piano nel fare della
corruzione in talia un sistema di dimensioni nazionali.
18) "Corriere della Sera", 11. 2. 93
19) Avvocato John Rossi dello studio Tettamanti & Spiess
20) Fiorini, Florio: 'Ricordti da lontano', Milano, 1993, p.76 segg.
21) "Tages-Anzeiger", 7.5.93
22) "Sonntagszeitung", 18.7.93
23) Citazione dal testo della sentenza pubblicata nel libro: 'UBS Lugano 633369 Protezione'.
Milano
1996, p.32 segg.
24) 'UBS Lugano 633369 Protezione'. Milano 1996, p.35
25) Amilcare Berra fece parte per alcuni anni, dopo il pensionamento, della commissione delle
banche.
26) 'UBS Lugano 633369 Protezione'. Milano 1996,p.37
27) "Tages-Anzeiger", 17.2.93
28) "Tages- Anzeiger", 19.5.95
29) L'affare Marcos, il caso di rogatoria certamente pi noto della Svizzera, dimostra in modo
esemplare come la legge sulla rogatoria favorisca coloro che presentano il ricorso. l 24 marzo il
Consiglio federale, in base alla costituzione federale, congel i fondi del clan Marcos in Svizzera,
circa
500 milioni di franchi, soprattutto alla Kreditanstalt, alla Volksbank e alla Bankgesellschaft. Gli
avvocati del clan Marcos e delle banche organizzarono una vera e propria cascata di ricorsi e si
rivolsero pi di cinquanta volte al tribunale federale. Con ci la decisione di principio della
consegna di
documenti bancari alle Filippine fu procrastinata di cinque anni fino al 1991. n effetti, fino all'estate
1996 il denaro non era stato ancora rimborsato alle Filippine.
30) Nel 1993 il procedimento di rogatoria svizzero era regolato giuridicamente in numerosi trattati
internazionali e in due leggi federali. pi importanti trattati internazionali sono la Convenzione
europea del 1959 per l'Europa occidentale e il trattato internazionale con gli USA degli anni '70.
Esistono inoltre numerosi trattati singoli che risalgono in parte ancora al secolo scorso. Le due
leggi
sono la legge federale sulla rogatoria internazionale in materia penale e la legge federale per la
rogatoria con gli USA. La posizione privilegiata degli USA, in relazione alla rogatoria, si manifest
anche nella centralizzazione della rogatoria USA presso l'Ufficio federale di polizia a Berna, per
tutti
gli altri stati sono competenti i cantoni.
31) Secondo la lista di controllo dell' Ufficio federale di polizia (1994) una richiesta di rogatoria
doveva comprendere quattro punti: 1. il fondamento giuridico della richiesta d'aiuto; 2. la persona
di
cui si tratta; 3. l'autorit che richiede la rogatoria; 4. una breve definizione del fatto. La rogatoria
pu
includere l'estradizione di persone, l'appoggio ad un procedimento penale all'estero, l'azione
penale
sostitutiva o l'esecuzione di decisioni amministrative infliggenti una pena.
32) "Neue Zrcher Zeitung", 21.12.95
7 EN - LA MADRE DELLA CORRUZONE TALANA
L'EN, Ente Nazionale drocarburi, era nel 1993 l'ottavo complesso industriale per l'energia al
mondo.
Aveva un capitale di 7,1 miliardi di dollari, un volume d'affari di 44,2 miliardi di dollari, e 132.000
dipendenti.(1) La multinazionale, attiva in campo energetico a livello mondiale, era suddivisa in
dodici
societ settoriali, le pi importanti delle quali erano l'Agip (prospezione del petrolio e raffinerie),
Agip
Petroli (distributori di benzina), Snam (gas naturale), Enichem (petrochimica), Saipem (trivellazioni
profonde, costruzione di oleodotti), Snamprogetti (costruzione di impianti per petrochimica e gas
naturale) e Enirisorse (materie prime).(2) L'attivit quotidiana dell'EN era diretta da un "Giunta
esecutiva", composta da cinque persone, che risiedeva nel grattacielo EN in Piazza Enrico Mattei
alla
periferia di Roma. Presidente e vicepresidente di questa giunta erano anche a capo di un Consiglio
di
amministrazione di cui facevano parte rappresentanti dei pi diversi ministeri. All'inizio del 1993 era
presidente il socialista Gabriele Cagliari, il suo vice si chiamava Alberto Grotti.
VENT MLON DSPERS A ZURGO
Nella primavera del 1990 una societ milanese di nome Piico denunci la Saipem, collegata all'
EN,
per appropriazione indebita.(3) Le inchieste triennali del procuratore Gherardo Colombo diedero
come
risultato che questo denaro era scomparso, senza lasciar traccia, alla Saipem AG di Zurigo. l 13
febbraio 1993 il procuratore Colombo fece arrestare il delegato del Consiglio di amministrazione
della
Saipem, Paolo Ciaccia, per sospetto di appropriazione indebita. Una settimana prima Silvano
Larini,
titolare del Conto protezione e manager personale in fatto di tangenti del segretario del partito
socialista
Craxi, dopo una fuga di alcuni mesi si era costituito alla polizia italiana. Larini, che faceva parte
anche
del Consiglio di amministrazione della Snamprogetti, collegata all'EN, fu molto loquace. Ai
procuratori di Mani Pulite, Gherardo Colombo e Antonio Di Pietro, era stato chiaro, gi dopo il
primo
interrogatorio, che avevano smascherato la corruzione dell'EN. Larini e Ciaccia fecero a gara a chi
faceva pi confessioni. Ciaccia raccont ai procuratori anche di un misterioso tesoriere di fondi neri
EN di nome Pierfrancesco Pacini Battaglia e della sua Banque Karfinco a Ginevra. Disse di aver
visto
come Vincenzo Balzamo, il cassiere del Partito socialista, nell' ufficio romano di Battaglia aveva
ritirato mazzette in contanti.(4) l 17 febbraio e ancora il primo marzo 1993, il procuratore Colombo
emise un mandato d'arresto contro Pacini Battaglia per sospetto di concorso in truffa e
appropriazione
indebita. l 10 marzo 1993 Battaglia si present infine all'interrogatorio. Dopo una prima audizione
fu
rilasciato con la promessa di tenersi ulteriormente a disposizione. l collega di Colombo, il
procuratore
Di Pietro, interrog ancora tre volte Pacini Battaglia nel marzo 1993. l tesoriere dei fondi neri e la
sua
Banque Karfinco a Ginevra sono qui oggetto di un capitolo a parte. Per completare le rivelazioni, in
quei giorni storici del febbraio 1993, i procuratori milanesi erano andati anche a Ginevra. L era in
prigione Florio Fiorini che parl con franchezza dei tempi in cui era stato direttore finanziario
dell'EN,
fino al 1982. Tra il 1972 e il 1982 egli avrebbe trasferito ai partiti italiani di governo a Roma, mese
per
mese, secondo un codice prestabilito, qualche centinaio di migliaia di dollari.(5)
N PRGONE!
Poi gli eventi precipitarono. L'8 marzo fu arrestato il presidente dell'EN Gabriele Cagliari. Contro di
lui alla Procura di Roma era gi in corso un procedimento per possibile coinvolgimento nel caso
delle
tangenti Enimont, chiamato dai media italiani "la madre di tutte le tangenti". Qui se ne parla a parte
pi
avanti. Due giorni dopo il loro capo Cagliari anche il presidente della Saipem Gianni Dell'Orto, il
presidente della Snam Pio Pigorini e il presidente dell'Agip Raffaele Santoro, finirono nel pi che
centenario carcere milanese di San Vittore. Dovettero andare in prigione anche il presidente della
Saipem talia, Carlo Fiore, e il presidente della Snamprogetti Mario Merlo. Dalla Guardia di Finanza
vennero perquisite le sedi delle ditte Saipem, Snam e Snamprogetti, situate a San Donato presso
Milano. Pi di mille dipendenti furono costretti a rimanere per parecchie ore fuori del loro posto di
lavoro. Alla fine di marzo il ministro socialista delle finanze Franco Reviglio dovette dare le
dimissioni. Era stato il predecessore di Gabriele Cagliari come presidente dell'EN. Anche Reviglio
fu
coinvolto nello scandalo perch si supponeva implicato nel pagamento di tangenti della Saipem in
Nigeria e in rak. Negli ingranaggi di Mani Pulite finirono tutta una serie di direttori ed ex direttori.
Tra
di loro anche Renato Marnetto che confess di aver pagato all'inizio degli anni '70 venti milioni di
dollari al numero due della Libia, il colonnello Jalloud, per impedire la statalizzazione di Agip Lybia.
(6) All'inizio di aprile erano in prigione complessivamente undici top manager dell'EN e delle loro
societ settoriali; venivano loro imputati falso in bilancio, pagamenti di tangenti e infrazioni alla
legge
di finanziamento dei partiti. l quadro che i procuratori misero infine insieme, in base alle
deposizioni
di questi, rivel una corruzione di proporzioni gigantesche e non meno la predisposizione
strutturale
delle aziende di stato alla piaga delle tangenti e ai fondi neri.
VOCE D BLANCO "MAZZETTE"
Nell'estate 1993 il presidente ad interim dell'EN, Franco Bernab, pass all'offensiva. Ad
eccezione di
Gabriele Cagliari che si era suicidato in carcere i dirigenti dell' EN furono liberati. Furono sostituiti
insieme ai loro clan da un nuovo management. Alle riunioni generali delle societ collegate Saipem
e
Nuovo Pignone vennero presentati per la prima volta in talia bilanci con la voce: conto "tangenti".
(7)
n base a questo, Nuovo Pignone, la societ per costruzioni meccaniche collegata all'EN,
nell'anno
finanziario 1989/90 aveva pagato tangenti per circa quattro miliardi di lire a partiti politici, secondo
il
cambio d'allora 4, 5 milioni di franchi. noltre, dal 1987 al 1990 aveva fatto pervenire ad altre
societ
settoriali dell'EN tangenti per 21 miliardi di lire. La Saipem, da parte sua, espose dettagliatamente
nella relazione d'accompagnamemto al bilancio 1992 di avere versato all'estero "commissioni e
provvigioni di intermediazione" per 128,58 milioni di dollari. Di questo denaro presumibilmente 21,6
milioni di dollari sarebbero rifluiti a partiti italiani. l presidente uscente della Saipem Gianni
Dell'Orto
spieg di essere stato praticamente costretto a pagare tangenti perch senza di esse la Saipem
non
avrebbe ricevuto ordini n dallo stato n dall'economia privata. Destinatario delle tangenti sarebbe
stato
in gran parte Pierfrancesco Pacini Battaglia e la sua Banque Karfinco a Ginevra. noltre la societ
collegata svizzera Saipem AG (Zurigo) avrebbe sborsato 50,83 milioni di dollari di "commissioni e
provvigioni d'intermediazione". l presidente dell' EN Franco Bernab mezz'anno pi tardi fece
ammontare la cifra complessiva delle tangenti, che Saipem, Nuovo Pignone e Snamprogetti
avevano
pagato dal 1985 al 1992, a 500 miliardi di lire, secondo il cambio d'allora pi di 500 milioni di
franchi.
(8) Anche Bernab sottoline il ruolo avuto in ci da Pacini Battaglia a Ginevra che aveva
amministrato e trasferito la gran parte di questo denaro. Le dichiarazioni dei massimi dirigenti
dell'EN,
per non parlare delle confessioni dei loro galoppini (Fiorini, Ciaccia e Pacini Battaglia), non
lasciano il
minimo dubbio che l'EN avesse in Svizzera, accanto alle societ legali collegate, una struttura
segreta
illegale. Senza i buoni servizi della piazza finanziaria Svizzera, il sistema di tangenti EN non
avrebbe
potuto funzionare. Ma prima di esaminare in maniera approfondita questa struttura segreta si deve
considerare brevemente la storia dell'EN.
LA STORA D UN'AZENDA D STATO
L'EN era una creazione di Enrico Mattei. Nel 1945, subito dopo la fine della guerra, Mattei, un
capo
partigiano antifascista del gruppo cristiano, aveva ricevuto dal governo provvisorio postbellico
l'incarico di liquidare le holding di stato fasciste Agip (benzina) e Snam (gas). Ma dopo che grandi
ritrovamenti di metano in Lombardia e, tre anni pi tardi, in Emilia avevano procurato alla Snam
una
propria base di approvigionamento di gas naturale, Mattei non voleva pi saperne di una
liquidazione.
Voleva invece assicurare al suo gruppo Agip/Snam il diritto esclusivo allo sfruttamento e alla
commercializzazione di questi giacimenti di gas. Per rendere appetibile ai politici un simile
monopolio,
Mattei, divenuto nel frattempo parlamentare democristiano, riesum le idee autarchiche e
corporativistiche di Mussolini.(9) Nell'agosto 1949 il congresso nazionale DC approv la sua
proposta
di un'agenzia statale per l'energia al fine di assicurare l'indipendenza dell'talia nel settore dei
combustibili fossili. Tra gli avversari di Mattei interni al partito, c'era anche il padre fondatore della
DC
Don Luigi Sturzo, un prete siciliano. l carismatico antifascista cattolico era considerato allora
l'autorit
morale della politica italiana. (10) "Non si pu essere contemporaneamente controllore politico e
manager responsabile di un gruppo industriale statale, vale a dire di denari pubblici", scrisse Don
Sturzo nel 1949 sul settimanale cattolico "Via". (11) Con ci il sacerdote cattolico aveva previsto
quasi
profeticamente la futura corruzione dell'EN. Sebbene nel 1952 Don Sturzo si scagliasse in senato
contro un'agenzia statale per l'energia e i conflitti d'interesse di Mattei in quanto politico e manager,
l'EN fu infine fondata ufficialmente nel febbraio 1953.
L'EN S ESPANDE
Conformemente alle sue idee autarchiche Mattei voleva rendere indipendente la crescente sete di
petrolio greggio delle raffinerie Agip dalle sette societ petrolifere anglosassoni che dominavano i
mercati, le cosiddette "sette sorelle". (12) Egli stipul contratti diretti di fornitura con i paesi
produttori.
Non solo nel vicino oriente ma - nel pieno della guerra fredda - anche con l'Unione Sovietica e la
Cina.
Dall'ran nazionaldemocratico, sotto il primo ministro Mossadeq, Mattei compr all'inizio degli anni
'50, nonostante il boicottaggio USA, grandi quantit di petrolio greggio. Dopo che Mossadeq era
stato
fatto cadere dai servizi segreti CA, Mattei cominci ben presto a far affari anche con lo sci.Per la
prima volta un acquirente straniero lasci al produttore di petrolio il 75% del guadagno. l sistema
corrente di ripartizione delle sette sorelle era allora fifty-fifty. Mattei trattava anche con il presidente
dell' Egitto Nasser, con re dris el Senussi di Libia e con il Fronte di liberazione algerino FLN gi
prima
che andasse al potere. Nel frattempo il peso economico dell'EN in talia continuava a crescere. l
logo
Agip con il cane a sei zampe che sputa fuoco divenne simbolo di sviluppo economico in tutto il
paese.
Mattei fond societ per la prospezione di gasolio e la costruzione di oleodotti, per la produzione e
la
vendita di gas, per la costruzione di turbine a gas e anche innumerevoli ditte minori. Sul mercato
italiano della benzina la concorrenza straniera fu emarginata. L'Agip e l'P-Petroli (Ex-BP), da
questa
controllata, e Monte-Shell, la Joint-venture tra Montedison e Shell, dominavano all' inizio degli anni
'90 pi della met del mercato della benzina , dopo che controlli dei prezzi, crisi valutarie e
scandali
avevano scacciato dal mercato italiano Shell e BP negli anni '70 e Gulf, Texaco, Chevron, Elf,
Total,
Amoco e Mobil negli anni '80. Ma l'ascesa dell' EN lastricata di tangenti. Di pi, il giornalista
conservatore di destra ndro Montanelli ha definito Mattei il vero e proprio padre fondatore del
sistema
italiano delle tangenti chiamato pi tardi "Tangentopoli". Mattei stesso avrebbe detto una volta: "
partiti politici io li uso come se fossero un taxi, una volta arrivato alla meta, scendo." Di lui si dice
anche che nel 1955 abbia contribuito con tangenti in maniera decisiva all'elezione di Giovanni
Gronchi
a presidente della repubblica. l suo modo abituale di gestire il finanziamento in nero dei partiti
stato
descritto ai procuratori milanesi nell'estate 1993 da Eugenio Cefis, suo successore come
presidente
dell'EN: "Pagava i partiti solo alla terza richiesta e dava al massimo dal 25 al 30% della cifra
pretesa".
(13)
DELTTO O NCDENTE ?
l 27 ottobre 1962 Enrico Mattei mor, precipitando con il suo aereo privato in arrivo all' aereoporto
milanese di Linate. Sulla sua morte non si ancora finito in talia di discutere. Ufficialmente la
caduta
fu causata da forti raffiche di vento durante un temporale all'atterraggio. Un'altra tesi sosteneva
che il
servizio segreto CA aveva sabotato l'aereo con l'aiuto della mafia siciliana per togliere di mezzo il
fastidioso concorrente delle multinazionali petrolifere anglosassoni e insieme il petroliere
politicamente
non corretto. Nell'estate 1993 fecero nuovamente il giro della stampa italiana notizie che
rafforzavano
la tesi dell'attentato. Le informazioni erano divenute di dominio pubblico nel corso di un'inchiesta
contro il corrotto servizio segreto militare italiano SSM. l pilota dell'aereo di Mattei sarebbe stato
chiamato al telefono nella torre di controllo dell'aereoporto di Catania poco prima del decollo.
Quando
and all'apparecchio, non gli rispose nessuno. Mentre il pilota si trovava nella torre di controllo, tre
uomini avrebbero simulato di ispezionare l'aereo. Al Carabiniere che faceva la guardia
all'aeroplano,
uno disse: "Sono il capitano Grillo, dobbiamo fare un controllo." N il pilota rneri n Mattei ne
erano
stati informati. (14) Anche l'ex mafioso pentito Tommaso Buscetta ha dichiarato che la mafia
siciliana
aveva sabotato l'aereo di Mattei per ordine della mafia degli USA.(15) Oltre alla CA, Mattei aveva
molti nemici in talia e all'estero che attentavano alla sua vita: ad esempio l'organizzazione
francese
terrorista di destra dei Francesi d'Algeria ( OAS). Questa odiava Mattei perch conduceva
trattative con
i ribelli algerini per forniture di petrolio. Che si sia trattato di una disgrazia o di un assassinio, la
morte
di Mattei non ha fermato l'ulteriore ascesa dell'EN.
SOCALST S PRENDONO L'EN
Aldo Moro nel 1963 port i socialisti al governo e furono quindi assegnati loro anche posti quadro
nel
settore statale. Nel putsch interno di Bettino Craxi contro l'ala sinistra del PS, nel 1976, i due
transfughi della sinistra PS Giorgio Mazzanti e Leonardo Di Donna vennero gratificati con un alto
incarico all'EN: Mazzanti divent presidente, Di Donna vicepresidente. due erano anche membri
della loggia massonica P2 di Licio Gelli. (16) Mazzanti dovette dimettersi gi nel 1979 dopo un
breve
periodo di servizio: era ormai di dominio pubblico che la societ Petronim, collegata all'EN, aveva
pagato una tangente di 100 miliardi di lire per un contratto di fornitura di pi di dieci milioni di
tonnellate di petrolio greggio proveniente dall'Arabia Saudita. Con la forte crescita dell'EN
aument
anche il suo bisogno di divise. Gli acquisti di petrolio greggio dovevano pagarsi in dollari, mentre le
entrate legate alla vendita di benzina risultavano soprattutto in lire. Alcune societ collegate,
concorrenziali a livello internazionale, come ad esempio la Saipem, che aveva successo con la
costruzione di oleodotti subacquei, producevano non trascurabili redditi in dollari, ma questi non
bastavano a pagare le importazioni miliardarie di petrolio greggio. La gran parte dei dollari
necessari
l'EN dovette procurarseli vendendo lire all'estero. Gli affari con l'estero erano concentrati nel
Palazzo
di vetro in Piazzale Mattei a Roma. Qui il direttore finanziario dell'EN elaborava i piani finanziari
internazionali, gestiva l'acquisto di divise e coordinava la collaborazione con le banche nazionali e
internazionali delle societ consociate.
L RUOLO D EUGENO CEFS
Architetto dell'ascesa fu negli anni '60 Eugenio Cefis che durante la guerra aveva combattuto,
come
Mattei, con i partigiani cristiano-democratici. Cefis aveva compiuto gli studi all'Accademia militare
fascista di Modena e nell' autunno 1944 fu sottotenente nella Repubblica partigiana di breve vita in
Val
d'Ossola. Qui egli fece conoscenza con l'agente dei servizi segreti inglesi John McCaffery, pi tardi
socio della Hambros Bank di Londra, che faceva affari con Sindona, il banchiere della mafia. (17) l
18
ottobre 1944 presso Bagni di Craveggia a Centovalli, Cefis cerc rifugio in Svizzera insieme con
256
uomini e donne (18). Dopo aver atteso la fine della guerra nel sicuro esilio svizzero, cosa che pi
tardi
gli tir addosso critiche, Cefis torn a Milano. Negli anni '50 divent il braccio destro di Mattei. Al
culmine delle dispute dell'EN con le multinazionali petrolifere americane, nel 1961, Cefis disert.
Dopo la morte di Mattei un anno pi tardi il governo lo nomin di nuovo vicepresidente dell'EN e
nel
1967, infine, presidente. Nel 1971 egli lasci definitivamente l'EN e divent presidente della
holding
chimica milanese Montedison. Ora era uno degli uomini pi potenti uomini d'talia, capo del
secondo
maggior gruppo industriale italiano dopo l'EN. Grazie al suo passato nell'ente idrocarburi poteva
contare su un filo diretto con l'economia pubblica che gli forniva capitale a buon prezzo per la sua
espansione. Cefis voleva infrangere i vincoli nazionali e trasformare la societ per azioni
Montedison
in un'impresa chimica globale a gestione privata. noltre egli cerc anche di manipolare la stampa
in
grande stile. Mentre in pubblico negava ogni interesse per il controllo di giornali, nel 1974 compr
partecipazioni alla "Gazzetta del Popolo" di Torino, al "Messaggero" di Roma e al "Corriere della
Sera"
di Milano. Con un impiego mirato della pubblicit per inserzioni, la Montedison cercava di
condizionare anche l'informazione di alcuni altri giornali, ad esempio del "Borghese" di Giorgio
Pisan, settimanale romano, cattolico di destra e di "Paese Sera" di Giorgio Terenzi, giornale
romano
comunista. Terenzi incassava anche le tangenti che l'EN doveva pagare ai comunisti italiani
quando si
concludevano contratti con l'Unione Sovietica. Con il "Corriere della Sera" Cefis aveva addirittura
stipulato un contratto che assicurava quote per la pubblicit di per lo meno 2,5 miliardi di lire in
cambio della "completa e realisticamente obiettiva" considerazione degli interessi del gruppo
Montedison nella parte redazionale del giornale. (19) Questi ambiziosi piani espansionistici
fallirono
infine con la recessione economica mondiale iniziatasi nel 1974. "l distruttore dell' industria
chimica
[italiana]" (20) and in esilio a Zurigo nel 1976.(21)
SALUT E BAC DA MOSCA
Nella primavera 1993 Cefis fu interrogato in maniera approfondita dal pubblico ministero Dall'Osso
sul
conto Protezione. Cefis parl dell'acquisto del quotidiano "l Messaggero" e del tentato acquisto del
"Corriere della Sera" da parte della Montedison, ma soprattutto delle tangenti che l'EN per
desiderio
del Cremlino aveva pagato al partito comunista italiano. (22) La rivista "L'Espresso" pubblic pi
tardi
il protocollo delle sue dichiarazioni su una supertangente di 12 milioni di dollari, da lui pagata nel
dicembre 1969. "Coordinai l'azione con il direttore generale dell'EN Angelo Fornaca", disse Cefis.
"Dall'altra parte avevamo a che fare con l'ambasciatore russo a Roma Rijov e Amerigo Terenzi,
direttore della stampa comunista italiana. Per forniture di gas del valore di un miliardo di dollari, la
Snam avrebbe dovuto pagare al PC dodici milioni di dollari. Agostino Diana della holding straniera
dell'EN a Zurigo Hydrocarbons nternational, esegu la transazione. Terenzi ci indic un conto
cifrato
di una banca svizzera il cui nome mi sfuggito. l conto apparteneva ad un istituto del
Liechtenstein di
nome Rodetta, chi ci fosse dietro non lo sapevo. (23) Stupisce che quella vecchia volpe di Cefis
dopo
25 anni sia in grado di ricordarsi di tutti i dettagli tranne che del nome della banca svizzera che
allora
serviva da stazione di transito.
SOCETA' LEGAL DELL'EN N SVZZERA
Per operazioni in valuta e altre operazioni finanziarie, l' EN cre nel corso degli anni una rete
gigantesca: circa 200 societ straniere che giuridicamente erano riunite sotto il tetto dell'EN
nternational Holding (Amsterdam). Questa aveva un' importante centrale operativa nella
Bahnhofstrasse a Zurigo: la Hydrocarbons nternational Holding (HH). Fondata nel marzo 1963, la
HH era la prima societ finanziaria dell'EN in Svizzera. Un anno dopo la morte di Enrico Mattei,
Eugenio Cefis e il suo braccio destro Raffaele Girotti passarono all' estero. Le formalit di
fondazione a
Zurigo le sbrig il bibliofilo zurighese Albert Ronc, che pi tardi doveva fondare in Svizzera altre
societ EN. (24) Nel primo consiglio di amministrazione della HH c'erano accanto a Cefis, Girotti
e
Ronc anche Hermann Budich, direttore generale della Schweizerische Bankgesellschaft (SBG),
inoltre
il direttore della SBG Richard Schait e l'avvocato di Zurigo Werner L. Scherrer.(25) La SBG
sottoline
l'importanza di questo mandato, facendosi rappresentare da un direttore generale. A Hermann
Budich
segu Nikolaus Senn e infine Karl Janjri. (26) La centrale dell'EN a Roma delegava di volta in
volta
da due a tre quadri direttivi al consiglio d'amministrazione di Zurigo, uno dei quali ricopriva
l'incarico
di vicepresidente. Cos Florio Fiorini fu dal 22 agosto 1977 fino all'ottobre 1982 vicepresidente
della
HH. Tra il 1981 e il 1987 anche l'avvocato Ettore Tenchio (ex presidente della Banca della
Svizzera
taliana) era membro del consiglio di amministrazione della HH. La HH di Zurigo aveva dal punto
di
vista legale tre societ collegate, precisamente la nternational Bank dell'EN, la HH Luxemburg e
la
Finas Versicherung, l' assicurazione Finas. Le attivit di queste tre societ non erano tuttavia
controllate
a Zurigo. L'EN nternational Bank con sede legale a Nassau, Bahamas, aveva gli uffici a
Montecarlo e
nel 1991 vantava un capitale di 160 milioni di dollari e un importo di bilancio di 4,2 miliardi di
dollari.
(27) Era una tipica banca offshore, dunque un istituto le cui attivit sono completamente sottratte
all'attivit di sorveglianza del paese (economico) d'origine. (28) Anche la Finas Assicurazioni era
una
struttura analoga. Aveva il reparto contabilit a Montecarlo, ma veniva di fatto gestita dalla Saipem
a
San Donato Milanese. (29) Accanto all'HH c'erano in Svizzera all'inizio degli anni '90, una buona
dozzina di altre societ EN con un capitale complessivamente di pi di un miliardo di franchi. Si
dividevano in tre gruppi: holding finanziarie, societ di distribuzione e societ per la gestione delle
attivit internazionali delle affiliate EN. Le pi importanti erano il gruppo Saipem a Zurigo (Saipem
AG Zurigo e Saipem nternational), il gruppo Snamprogetti a Ginevra (Snamprogetti e
Snamprogetti
nternational) e la Snam nternational Holding a Ginevra. La Saipem era stata fondata un anno
dopo la
HH dal collaudato duo Ronc e Scherrer. Scherrer entr nel consiglio di amministrazione, mentre
Ronc
aveva funzioni di controllo. Come banca di riferimento della Saipem fu scelta la SBG. l consiglio
d'amministrazione della Saipem era strutturato come quello dell'HH e precisamente era composto
di
manager dell'EN, rappresentanti della SBG e governatori dell'EN svizzera. Basti qui ricordare
brevemente i nomi pi importanti: Giancarlo Cappello entr nel comitato nel novembre 1973 e un
anno
pi tardi la sua Curator Revision fu scelta come ufficio di controllo legale. Di una revisione
contabile
indipendente non si poteva qui parlare. Nel luglio 1980 fece la sua comparsa nel consiglio
d'amministrazione il direttore della SBG Karl Janjoeri e nel maggio 1988 il marito della consigliera
federale Hans W. Kopp fu eletto presidente. Per lungo tempo Kopp, condannato dal tribunale
federale
nel caso Trans KB per frode e falsificazione di documenti, non ebbe molto da rallegrarsi del suo
incarico presso la corrotta holding di stato italiana. Dopo le dimissioni di sua moglie egli fu
sostituito,
il 19 dicembre 1988, dall'avvocato di Chur e allora consigliere delle corporazioni di Buend, Luregn
Mathias Cavelty. Nel 1993 la Saipem AG (Zurigo) aveva un capitale di 130 milioni di franchi.
Presidente era Cavelty, delegato del consiglio di amministrazione era Nicola Grillo mandato a
Zurigo
dalla centrale di Milano. Si aggiunsero poi il presidente della Saipem Gianni Dell'Orto, il
topmanager
dell'HH Agostino Diana e il manager romano dell'EN Cesare Pessina ed inoltre gli svizzeri: Karl
Janjoeri, Giancarlo Cappello, Adriano Cavadini, Albert Ronc e Alois Ehrler, un manager del gruppo
Curator di Cappello. Gi nel dicembre 1985 la Saipem AG di Zurigo aveva creato una succursale,
la
Saipem nternational. n questa societ furono parcheggiate le azioni di diverse filiali internazionali,
come l'ran Saipem (Teheran), la Saipem Argentinia (Buenos Aires), la Saipem UK (Londra), la
Saipem
Nigeria (Lagos) e la Saipem Saudi Arabia (Riad). Nel 1992 la Saipem nternational aveva un
capitale di
224 milioni di franchi. Presidente era il presidente zurighese della Saipem Gianni dell'Orto, del
consiglio d'amministrazione facevano parte Karl Janjri, Albert Ronc, Giancarlo Cappello, Luregn
Mathias Cavelty, Alois Ehrler, Cesare Pessina, il manager della Saipem milanese Fortunato Lo
Presti e
Giorgio della Flora della centrale della Saipem nel sobborgo milanese di San Donato detto
"Metanopoli". La Snamprogetti SA (Ginevra) fu fondata nel 1964 e aveva un capitale di 10 milioni
di
franchi, la Snamprogetti nternational SA ne aveva uno di 63,8 milioni di franchi. Presidente della
prima Snamprogetti fu Francesco Chiariello, uomo di punta della casa madre milanese. Delegati
del
consiglio di amministrazione erano i due italiani Romulo Chiari e Borromeo Peschiera. Nel
consiglio di
amministrazione erano presenti, oltre ai gi noti Karl Janjri e Albert Ronc, anche il direttore
generale
del Bankverein Ulrich Leber, il capo del settore finanziario dell'EN Enrico Ferranti di Roma, il
manager della Snamprogetti Rinaldo Pollak di Milano e il ticinese Franco Noel Croce (presidente
della
Banque Karfinco di Ginevra). Presidente della Snamprogetti nternational era l'italiano Mario Merlo,
mentre Francesco Chiariello aveva funzione di delegato. Del consiglio di amministrazione
facevano
parte oltre ai gi citati Karl Janjri, Ulrich Leber e Franco Noel Croce anche gli italiani Giorgio Della
Flora, Rinaldo Pollak e Patrick Piergili della Snamprogetti di Milano, e ancora lo svizzero Franois
Goeldlin. Nel gennaio 1986 l'Agip apr per la prima volta una filiale in Svizzera, l'Agip nternational
Holding con sede nella Bahnhofstrasse 18 presso la HH. Ma questa societ disponeva
unicamente di
un piccolo capitale di 1,1 milioni di franchi. Presidente del consiglio di amministrazione e delegato
era
l'italiano Salvatore Portaluri, nel consiglio d'amministrazione erano presenti Giancarlo Cappello e
Alois
Ehrler. La Snam nternational Holding fondata nel dicembre 1990 con sede parimenti presso l'HH,
era
una semplice societ di partecipazione e aveva un capitale di 129,5 milioni di franchi. Come unico
consigliere d'amministrazione firmava Giancarlo Cappello. Anche il settore chimico dell'EN
Enichem
aveva numerose societ finanziarie e di distribuzione svizzere, precisamente a Lugano-Viganello
(quattro) e a Zug (tre). Presidente delle due societ pi importanti, l'Enichem Finance SA (Lugano-
Viganello) con un capitale di 66,1 milioni di franchi e l'Enichem Overseas AG con un capitale di 6,5
milioni di franchi, era il presidente dell'Enichem Ferdinando Belli di Roma. Nel consiglio
d'amministrazione di Zug c'erano accanto ai manager italiani anche gli avvocati locali so
Lenzlinger
(30) e Urs Schwyter, mentre a Viganello, oltre ai gi citati Giancarlo Cappello e Adriano Cavadini,
era
presente anche il famoso avvocato di Lugano Carlo Sganzini. Le restanti cinque societ Enichem
svizzere collegate erano la societ per le vendite Enichem Distribution e Enichem Supply e le
societ
finanziarie Enichem Servizi a Viganello. A queste si aggiungevano la Enichem Suisse e la Enichem
Schweiz a Zug.
L PRESDENTE DELLA SAPEM, CAVELTY, N GRANDE DFFCOLTA'
Alcuni important
esponenti italiani delle filiali svizzere dell'EN finirono nella primavera 1993 in
carcerazione preventiva: ad esempio, il capo della Snamprogetti Francesco Chiariello, il presidente
del
settore finanziario EN Enrico Ferranti e il capo della Saipem Gianni dell'Orto. A differenza di questi
sfortunati i loro colleghi svizzeri in consiglio d'amministrazione non ebbero alcun problema n con i
media e n con la giustizia. (31) Con un' eccezione: il consigliere di stato Cavelty cominci a
vacillare.
Cavelty era diventato presidente della Saipem Ag (Zurigo) nel 1988 succedendo ad Hans W. Kopp.
Dopo che la "WochenZeitung" (WoZ) ebbe informato sugli scandali delle tangenti in talia,
sull'arresto
del delegato zurighese della Saipem Nicola Grillo e l'implicazione della Saipem di Zurigo nelle
inchieste di Mani Pulite, Cavelty sment il 27 maggio 1993 sulla "Buendner Zeitung" ogni
coinvolgimento in affari di tangenti. Tre settimane pi tardi dovette ritirare la smentita e confermare
i
pagamenti di mazzette: il presidente della Saipem Gianni Dell'Orto in persona aveva parlato
all'assemblea generale di Roma di una cifra di 50 milioni di dollari, pagata via Zurigo come
tangente a
scopo di corruzione. Cavelty sottoline che i pagamenti fatti da Zurigo erano stati eseguiti per
ordine
della Saipem di Milano. Le motivazioni sarebbero state sempre credibili e corrette. Che cosa con
quei
soldi fosse infine successo in talia sarebbe stato fuori della portata e dall'ambito di influenza della
societ affiliata di Zurigo. " Da parte della Saipem non stato fatto nulla di scorretto. Non abbiamo
n
conti in nero n entrate o uscite di denaro non registrate." (32) Nel 1995 Cavelty diede le
dimissioni da
presidente della Saipem S.p.A. (Zurigo), ma rest tuttavia consigliere d'amministrazione delle
societ
collegate all'EN Oleodotto del Reno, Enichem e Snam nternational. La Oleodotto del Reno
gestisce
l'oleodotto che da Genova, attraverso il passo dello Spluga, arriva al lago di Costanza e poi a
ngolstadt. L'oleodotto considerato dai politici verdi nella Svizzera dell'est, nel Voralberg e in
Baviera
un grande rischio ambientale. Gi all'inizio degli anni '60 Cavelty aveva lavorato per l'Oleodotto del
Reno. Allora molti comuni si sentirono ingannati perch Cavelty e il suo capo d'allora, Ettore
Tenchio,
non avevano pagato nulla per i diritti di attraversamento, mentre questo era un fatto abituale in altri
paesi.
SPECULAZON DELLA "BANDA DE SETTE"
Un caso particolare tra le consociate EN in Svizzera era rappresentato dalla Banque de
Commerce et
de Placement (BCP) a Ginevra, con filiali a Zurigo, Lugano e Lussemburgo. L'EN ebbe presso di
essa,
dal 1968 al 1976, la maggioranza delle azioni. La BCP era stata fondata alla fine degli anni '50 a
Basilea come banca commerciale e banca di investimenti e, pi tardi, aveva francesizzato il nome.
Fu
poi rilevata dalla Bankgesellschaft e nel 1963 trasfer la sede a Ginevra. l presidente fu, per lunghi
anni, il direttore generale della SBG, Hermann Budich, che faceva parte anche del consiglio di
amministrazione della HH. Nel luglio 1968 la Bankgesellschaft vendette la maggioranza delle
azioni
dell'istituto all' EN e al Banco di Napoli e ne tenne solo una minoranza. Budich rest presidente e
l'uomo dell'EN Agostino Diana (33) entr nel consiglio di amministrazione. Alcuni mesi dopo lo
seguirono l'avvocato dell'ente italiano di Zurigo Werner L. Scherrer, l'avvocato di Chur Ettore
Tenchio
e Giorgio Corsi di Roma. Nel 1971 entr in consiglio di amministrazione il direttore finanziario
dell'EN Renato Marnetto, un anno dopo lo segu il suo braccio destro Florio Fiorini. Nel libro
'Ricordati da lontano' Fiorini ha spiegato come la BCP sia stata usata dall'EN per una
speculazione in
grande stile sui cambi: "Come diceva il mio conterraneo toscano Machiavelli: l fine giustifica i
mezzi.
Abbiamo portato avanti il finanziamento dei partiti, cominciato con Cefis [presidente dell'EN dal
1963
al 1970], per dieci anni. E precisamente senza impoverire il bilancio EN, vale a dire senza usare
denaro pubblico. Avevamo un sistema molto semplice che funzionava a spese delle banche
centrali.
L'EN era ed una grande potenza sul mercato valutario. Compra circa il 25 % di tutti i dollari in
talia,
perch deve pagare circa il 50 % del conto energetico nazionale. n base a questa grande forza di
mercato e a informazioni privilegiate, provenienti dagli ambienti degli sceicchi del petrolio e delle
banche centrali, facevamo grandi guadagni da speculazione che usavamo in maggior parte per il
finanziamento dei partiti. Era un sistema efficiente e anche eticamente pulito." (34) Secondo
Fiorini, il
mercato valutario dal 1970 al 1980 era stato una partita a poker con carte segnate, in cui i membri
di un
certo club potevano solo vincere. "Ai miei tempi c'ero io dell'EN, e inoltre Sexauer della Deutsche
Bank, Semadeni della Schweizerische Bankgesellschaft, Voroschilov della Vneschtorgbank, Roger
Fiss
della Citibank, Cadario della Renault Finance e Pellegrini della Schweizerische Bankgesellschaft.
Agivamo con coordinazione per cui ci avevano chiamato la banda dei sette. Eravamo il terrore
delle
banche centrali che tuttavia ci tolleravano perch avevamo imparato a renderci utili di quando in
quando.[...] n quegli anni, i partiti avevano ancora bisogno di meno denaro di oggi. Allora erano
300.000 dollari al mese. l 40% sia ai socialisti che ai democristiani e il 10% ai socialdemocratici
(PSD) e ai repubblicani (PR)." (35) Fino al 1975 Fiorini si serv per le sue operazioni sul mercato
valutario della BCP a Ginevra, di cui l'EN controllava la maggioranza delle azioni. Ma dopo il
fallimento della Herstatt Bank, che dovette chiudere gli sportelli in seguito a speculazioni nei cambi
andate male, intervenne la commissione confederale delle banche e viet alla BCP le operazioni
speculative rischiose. Anche altre banche avevano avuto grandi perdite, quando i corsi delle divise,
dopo il crollo del sistema di cambio fisso Bretton-Woods, cominciarono a oscillare fortemente. Nel
1976 intervenne la SBG e compr dall'EN la BCP, divenuta inutile. Fiorini trasfer le sue operazioni
in
divise a Beirut dove collaborava con la Marine and Merchant Bank di Samir al Mussa.
EXCURSUS: FLA DELLO SCANDALO BCC
Seguiamo ancora un istante il destino successivo di questa banca, spinta qua e l come una figura
degli
scacchi. Dopo una ristrutturazione operata da Rolf Balli, vicedirettore della SBG, (36) la
Bankgesellschaft vendette, nel febbraio 1977, l'85 % del capitale azionario al banchiere pachistano
Agha Hasan Abedi, che entr anche nel consiglio di amministrazione BCP. l compratore Abedi era
fondatore e presidente della Bank of Commerce and Credit nternational (BCC) con sede a Londra
e
Lussemburgo. Azionista principale di questa con circa tre quarti del capitale era lo sceicco Zayed
bin
Sultan di Abu Dhabi. Altri azionisti erano l'ex presidente del servizio segreto dell'Arabia Saudita
Kemal
Adham e il finanziere saudita Ghait Pharaon. Abedi era nato musulmano nell' ndia britannica e
quando
nel 1947 ci fu la divisione tra un'ndia induista e un Pakistan musulmano, dovette fuggire a
Karachi.
Qui egli port a compimento l'apprendistato bancario, iniziato a Bombay alla Habib Bank.(37) Pi
tardi
entr al servizio della United Bank della famiglia Saigol a Karachi, per la quale egli negli anni '60
fond una filiale a Zurigo. Dopo la statalizzazione della United Bank da parte di Ali Bhutto, Abedi
nel
1971 fu per breve tempo in prigione. Nel 1972 fond la BCC, destinata a diventare tristemente
famosa. La Banque de Commerce et de Placements (BCP) era dunque ora una filiale della BCC.
Nuovo presidente della BCP divenne Franz Muheim di Urn, ex consigliere degli stati.(38) Abedi
aveva
conosciuto Franz Muheim all'inizio degli anni '70 come direttore amministrativo della United Bank a
Zurigo, dove quest'ultimo faceva parte del consiglio d'amministrazione. Muheim port alla BCP
come
consigliere amministrativo il connazionale Marco Bruesch, un ex direttore della fabbrica di articoli
di
gomma Daetwyler a Altdorf. n seguito anche il braccio destro e numero due della BCC,
Mohammed
Swaleh Naqvi, entr nel consiglio d'amministrazione della BCP, cosa che sottolinea ulteriormente
l'importanza di questa banca nel sistema criminale BCC. A Muheim, dopo sei anni di presidenza
della
BCP, subentr Alfred Hartmann (39), che pi tardi entr anche nel consiglio di amministrazione
della
BCC Holding in Lussemburgo. La BCP divenne, soprattutto con le filiali a Zurigo e in
Lussemburgo,
un anello di congiunzione tra la BCC ufficiale ed una "banca nella banca" illegale, creata da Abedi.
(40) La relazione della Bank of England, che port alla chiusura della BCC, registra che alla BCP
di
Zurigo e di Lussemburgo venivano tenuti sistematicamente conti sotto falso nome, dove il denaro
scompariva anonimamente in buchi neri. Per quanto riguarda BCP di Zurigo questa relazione parla
di
226 milioni di dollari di pagamenti inspiegabili. (41) Presidente di questa filiale BCP zurighese era
dalla fine del 1986 Kazem Naqvi.
L' UNCA FLALE BCC PULTA AL MONDO ?
Nel luglio 1991 la BCC fu chiusa per l'azione congiunta della Bank of England e dell'autorit di
vigilanza bancaria del Lussemburgo. Era fallita con un buco in bilancio di circa dieci milioni di
sterline. La bancarotta si rivel il pi grande scandalo bancario della storia.(42) Abedi non aveva
solo
trasferito in nghilterra e negli USA da paesi in via di sviluppo capitali in fuga di elites corrotte e
comprato banche centrali, affinch investissero le loro riserve valutarie presso la BCC, ma aveva
anche riciclato sistematicamente i proventi da narcotraffico dei baroni della cocaina. n apparenza
egli
restava nonostante tutto un galantuomo che si valeva di personaggi illustri come l'ex presidente
Jimmy
Carter e l'ex cancelliere dello scacchiere britannico lord Calaghan in qualit di consiglieri
regolarmente
retribuiti. Grazie ad una struttura offshore, composta da una holding in Lussemburgo, una societ
di
comodo sulle isole Cayman e un quartier generale di fatto, giuridicamente non indipendente, a
Londra,
la BCC aveva potuto lavorare indisturbata da controlli bancari di qualsiasi genere. Solo nel 1988 i
riciclatori di denaro della BCC incapparono nei doganieri USA. Questi scoprirono una rete di
riciclaggio di proporzioni mondiali in cui comparivano anche conti della filiale svizzera BCP. Ora
Abedi cominci ad avere gravi difficolt con l'autorit inglese di sorveglianza bancaria. Quando la
pressione a Miami divenne pi forte, si attiv anche la Banca di nghilterra, che aveva archiviato
per
anni il caso BCC. Negli USA si arriv pi tardi al processo contro alcuni rappresentanti di alto
rango
della BCC. l numero due, Swaleh Naqvi, fu condannato nel 1994 a 11 anni di prigione. Abedi era
fuggito nel 1991 in Pakistan, che lo protesse da un'estradizione, e mor nel 1995. Delle pi di
settanta
filiali e societ consociate della BCC in tutto il mondo - con l'eccezione del Pakistan- solo la filiale
svizzera BCP rest indisturbata. Cinque giorni dopo la chiusura della casa madre la BCP fu
venduta
dalla SBG, che all'epoca della BCC era rimasta sempre azionista di minoranza, alla holding turca
Cukurova. Perch la BCC ufficialmente chiusa abbia potuto vendere la sua filiale svizzera e quale
ruolo abbia avuto in ci l'azionista di minoranza SBG rimasto fino ad oggi una domanda senza
risposta. Alla fine del giugno 1995 l'avvocato di Ginevra Laurent Kasper-Ansermet rese nota in un
comunicato la fine dell'inchiesta sul fallimento della BCC. Non si arriv ad una denuncia, e i 250
milioni di dollari, confiscati nel giugno 1991, vennero messi a disposizione della liquidatrice Touche
Ross. Dopo questo piccolo excursus torniamo all'EN: Anch'essa aveva collaborato con la banca
dello
scandalo, la BCC. Nell'ottobre 1979 Florio Fiorini per l'EN, Mohammed Swaleh Naqvi e Sayed
Mohammed Akbar per la BCC e Cristina d' Alessandro per la Kuwait nternational Finance
Company,
fondarono a Roma la societ finanziaria talfinance international Spa. Fiorini fu sostituito pi tardi
dall'uomo dell'EN Giorgio Della Flora e dal capo dell'Agip Raffaele Santoro.
SERVZO COMPLETO SVZZERO
Anche se i gruppi statali per l'energia, come ad es. la Elf-Aquitaine in Francia, la Repsol in Spagna
o la
Pemex in Messico, sono generalmente inclini alla corruzione - nessun altro stato cos fortemente
pervaso dall'etica perversa delle tangenti come l'EN. L'organizzazione estera legale dell'EN in
Svizzera fu per trenta anni parte integrante di questo sistema illegale di tangenti e di finanziamento
dei
partiti unico al mondo. n Svizzera il pagamento di tangenti all'estero a stranieri non , a differenza
di
quanto accade in talia, un crimine. Al contrario. detraibile dalle tasse come spesa sostenuta per
la
propria attivit. L' EN non aveva quindi problemi a ricoprire decine di posti di consigliere
d'amministrazione delle sue societ svizzere affiliate con ogni sorta di persone importanti, dal
marito
della consigliera federale Hans W. Kopp all'ex consigliere di stato Luregn Cavelty fino all'uomo di
punta del gruppo Curator Giancarlo Cappello. Gli italiani presenti nei consigli di amministrazione
delle
filiali svizzere dell'EN, ad es. Gianni Dell' Orto o Francesco Chiariello, dovettero andare in
prigione.
rappresentanti dell'economia svizzera naturalmente no, a differenza dei loro colleghi italiani non si
erano infatti resi colpevoli di alcun reato. Anche la pi grande banca svizzera per trenta anni non si
cur affatto della corruzione all'EN. Alla SBG l'EN era tradizionalmente affare del presidente, la
banca collocava i suoi pi alti dirigenti come Nikolaus Senn o Karl Janiri tra i consiglieri
d'amministrazione dell'ente italiano. Con ci Senn e Janiri vennero a contatto personalmente con
i
grandi burattinai della scena delle tangenti EN come Florio Fiorini e Silvano Larini. Anche l'esame
prescritto per legge (revisione) della contabilit e del rendiconto annuale delle societ svizzere
affiliate
all'EN non trov mai motivo di scandalo nell'economia delle tangenti. l nono principio della
revisione
del bilancio di chiusura della Camera fiduciaria svizzera esclude espressamente dalla categoria
delle
azioni delittuose il pagamento illegale di tangenti o la violazione di norme fiscali. Per la maggior
parte
delle societ svizzere affiliate all'EN fungeva tradizionalmente da ufficio di controllo la Curator
Revision di Zurigo.(43) Fondatore e uomo di punta del gruppo Curator era Giancarlo Cappello.
Dall'
inizio degli anni '70 egli compare anche in parecchi consigli di amministrazione delle societ EN,
che
sono state controllate dalla Curator, ad es. la Hydrocarbons nternational Holding (Zurigo), la
Saipem
Zuerich AG, la Snam nternational (Ginevra) e molte altre. Con ci Cappello fungeva de facto
contemporaneamente da consigliere d'amministrazione e da revisore, e di conseguenza non c'era
una
revisione contabile indipendente. Perfino quando Cappello non esaminava e convalidava
personalmente le contabilit, lo facevano impiegati che dipendevano da lui. Si pu obiettare che
questo
era perfettamente conforme alla legge e si atteneva alla prassi regolare in Svizzera. Pu darsi.
Teniamo
a mente che l'EN stessa nel corso del suo processo di "autodepurazione" ha ammesso l'esistenza
di
fondi neri per l'ammontare di 500 miliardi di lire, allora circa 500 milioni di franchi. Si trattava
esclusivamente di fondi, che dal 1985 al 1992 sono stati accresciuti da Saipem, Snamprogetti e
Nuovo
Pignone. (44) Gran parte di questi transit per le societ affiliate svizzere. Passando il confine il
denaro
illegale italiano diveniva denaro svizzero legale.
Note:
1) Dopo la graduale privatizzazione, queste cifre, dal 1994, si sono ridotte.
2) Le restanti societ EN erano: Nuovo Pignone (costruzione di macchine), Savio (macchine
tessili),
Tefin (Consulting), Sofid (Finanziamento talia) e EN nternational Holding (Gestione e
finanziamento
internazionale).
3) Piico e Saipem avevano ricevuto in ran, ancora ai tempi dello sci, l'incarico di costruire otto
stazioni di pompaggio del gas. La rivoluzione di Komeini ferm i lavori. A met degli anni '80 la
Saipem ottenne la riapertura del cantiere e nel bilancio finale Piico si sent frodato dalla Saipem
per
venti milioni di dollari. ("l Giornale", 22. 4. 93)
4) "L'Espresso", 11.4.93. Come gi detto, questo denaro era stato portato a Roma da corrieri della
Fimo
di Chiasso.
5) Per trasferire il denaro Fiorini usava gli stessi portavalori di Pacini Battaglia, quelli della Fimo di
Chiasso.
6) Mediatori di quest'affare furono la mano destra di Licio Gelli, Umberto Ortolani e un alto
funzionario del ministero degli esteri, Ruggiero Firrao, che era pure membro della P2. Firrao si
stabil
pi tardi a Lugano come consulente finanziario autonomo e fu qui arrestato nel 1993 e pi tardi
condannato in talia.
7) "L'Unit", 8.6.93
8) "L'Unit", 8.1.94
9) l postfascista Gianfranco Fini, segretario di Alleanza Nazionale e alleato di Berlusconi, era solito
provare il suo distacco da Mussolini, facendo notare di aver rinnegato qualsiasi corporativismo e
interventismo statale in economia.
10) Don Sturzo aveva fondato il Partito Popolare, il primo partito cattolico in talia, dopo la prima
guerra mondiale. Dapprima i papi, come vendetta per la liquidazione dello stato della chiesa da
parte
dei Piemontesi, avevano imposto ai cattolici praticanti che si astenessero dalla politica. Dopo
l'assassinio del socialista Matteotti da parte dei fascisti nell'anno 1924, Don Sturzo abbandon il
suo
seggio al parlamento per protesta. Quando il papa stipul con Mussolini i patti lateranensi, fece
cadere
Don Sturzo, che dovette emigrare negli USA. Dopo la seconda guerra mondiale egli torn, ma
divenne
presto una figura puramente simbolica, perch nel primo congresso postbellico del partito De
Gasperi e
Andreotti avevano prevalso su di lui. (Cfr. "Neue Zrcher Zeitung", 6 /7. 5. 95)
11) Galli, Giorgio: Staatsgeschaefte. Das unterirdische talien 1943-1990', Amburgo,1994, p.30
12) Esso, Shell, BP, Mobil, Texaco, Chevron e Gulf.
13) "L'Espresso", 6.6.93
14) "Panorama", 20.6.93
15) Arlacchi, Pino: 'Addio Cosa Nostra. La vita di Tommaso Buscetta', Milano, 1994
16) "L' Unit", 21.7.93
17) Galli, Giorgio: 'Affari di stato. L' talia sotterranea 1943-1990', Amburgo, 1994, p. 155 segg.
18) Come ha raccontato Aline Valangin nel suo romanzo "Villaggio al confine", la Svizzera
concesse
inizialmente l'ingresso ai civili della Val d'Ossola solo con esitazione. l 18 ottobre 1944 truppe delle
SS e le camicie nere neofasciste della repubblica di Sal aprirono il fuoco su un gruppo numeroso
di
partigiani e civili in fuga e ne uccisero alcuni. Mitraglieri dell'esercito svizzero, guidati dal capitano
Carlo Speziali, risposero al fuoco e permisero ai fuggiaschi di passare il confine.
19) "L' Espresso", 4.7.93
20) Galli, Giorgio: 'Affari di stato. L'talia sotterranea 1943-1990', Amburgo, 1994, p.168
21) Da allora Eugenio Cefis vive a Zurigo. All'inizio del 1994 era ancora molto attivo
professionalmente. nsieme alla figlia Cristina Cefis faceva parte del consiglio di amministrazione
della
Cohor Holding di Zurigo. Membro dello stesso consiglio Barbara Merz Wipli. Presidente della
Cohor
Holding Giancarlo Cappello, insieme al quale Cefis presente anche nel consiglio di
amministrazione della White Con-Trading Company AG (Lugano). L'altra societ della Cohor si
chiama Sycofin AG (Zug). Giancarlo Cappello, presidente dell'amministrazione fiduciaria zurighese
Curator, fa parte anche del consiglio di amministrazione delle grandi affiliate EN svizzere
Hydrocarbons nternational Holding, Saipem AG (Zurigo), Saipem nternational. Nel 1992 Cefis
pag
a Zurigo le imposte su un reddito di 1,123 milioni di franchi e un patrimonio di 34,748 milioni di
franchi.
22) "L'Unit", 23.4.93
23) "L'Espresso", 6.6.93
24) Nel 1991/92 c'erano tra i mandati di consiglio d'amministrazione di Albert Ronc, anche due
societ
di comodo con 50.000 franchi di capitale: AG (S.p.a.) per progettazioni tecniche e AG (S.p.a.) per
progettazioni industriali. nsieme con l'avvocato di Lugano Marco Gambazzi, Ronc controllava nel
1991/92 anche la Cofaba SA (Lugano).
25) Ulteriori mandati di consiglio d'amministrazione di Wener L. Scherrer sono: Apolab AG (Zug);
Honeywell AG (Wallisellen); Hirschi AG (Brgg b. Biel); Air Express nternational Enterprises Ltd.
(Zug); Credinter AG (Zug); Domino Musik AG (Chur); Dumex AG (Zug); General Electric
nformation Services AG (Zrich); Golbrig AG (Zollikon); Handels- und Finanzgesellschaft HFZ
(Zug); Heraf Holding AG (Zug); HMF Holding AG (Zug); Jordan Brushes SA (Zug) ; Lely Patent AG
(Chur); Newap Trading AG (Luzern); Nopal nternational AG (Zug); Peri AG (Seuzach); SMH Steel-
and Metal -Trading Ltd. (Trbbach); Transmark Automanet AG (Ebmatingen); Utilit Chur SA
(Chur);
Weinberger Josef AG (Glarus); Olivetti (Svizzera) S.p.A (Wallisellen); Patra Holding AG ( Chur);
MCC Mobile Communications Company AG (Maur). (Fonte : Orell Fssli / Teledata: Die Schweizer
Wirtschafts-CD-Rom. Version 1996/1, termine fissato: 1.8. 95)
26) Dopo le cattive esperienze fatte da Nikolaus Senn e da Karl Janjoeri con il mandato in
consiglio di
amministrazione presso la HH, che li aveva coinvolti nell'affare increscioso del conto Protezione,
un
direttore generale della SBG non avrebbe pi potuto entrare in questo consiglio. Al business con
l'EN
la SBG naturalmente non vuole rinunciare, per cui dal 1995 si fa rappresentare dall' avvocato
d'affari
Andr Wicki. Wicki cominci la sua carriera nel settore legale della SBG e anche dopo che si era
reso
autonomo continu a lavorare come avvocato per la SBG, ad esempio nei processi contro Martin
Ebner
e la BZ Bank.
27) Rendiconto annuale 1991 dell'HH, Zurigo.
28) La banca dell'EN si chiamava inizialmente Tradinvest Bank e nel 1981 serv all'allora
presidente
del settore finanziario dell'EN, Florio Fiorini, per versare i sette milioni di dollari di tangenti
destinate
ai socialisti sul conto Protezione della SBG (Lugano).
29) La Finas fu coinvolta nel 1993 in uno scandalo di tangenti con lo speculatore milanese,
originario
della Sicilia, Salvatore Ligresti. L'assicurazione SA di Ligresti aveva pagato alla Finas 13 miliardi
di
lire, per poter stipulare assicurazioni con l'EN. ("L'Unit", 30/31.5.93)
30) La rivista "Bilanz" del settembre 1994 si occup di so Lenzlinger, in qualit di padrino di
oscure
societ di comodo di ex agenti del KGB e di clan della vecchia nomenclatura sovietica, ai quali
veniva
imputato traffico illecito di divise e ogni sorta di altri affari a Ginevra, Zug e Vaduz.
31) La cattiva stampa che ebbero il direttore generale della SBG e il presidente della HH Karl
Janjoeri,
era soprattutto il risultato del coinvolgimento nel conto Protezione.
32) "Bndner Zeitung", 18. 6. 93
33) Agostino Diana faceva parte anche del consiglio di amministrazione della Treuhandbank
Luzern, la
banca fiduciaria Lucerna. Qui si trovavano anche Giangiorgio Spiess, avvocato e partner di
Tettamanti,
Willi Futterknecht (che negli anni '90 era diventato famoso per le sue posizioni ostili alla UE) e
Andr
Curiger (direttore del Crdit Commercial de France a Zurigo e rappresentante del Vaticano nel
consiglio di amministrazione della Sasea)
34) "L'Espresso", 21.3.93
35) vi
36) Negli anni '70 Rolf Bolli fu uno specialista della SBG per il grande business con i petroldollari.
Pi
tardi cre nella sede principale l'archivio storico. Mor nel 1992 inseguito ad un tragico incidente -
era
caduto dal tetto della sua villa nell'Arni di Aargau.
37) Anche gli Habib nel 1947 si rifugiarono in Pakistan. Nel 1974 la loro banca, la pi grande di
questo
paese, fu statalizzata da Zulfikar Ali Bhutto. Gli Habib dovettero emigrare per la seconda volta,
questa
volta in Svizzera, dove a Zurigo possedevano gi una piccola banca. Fino al 1995 la loro Habib
Bank
AG Zrich ebbe uno sviluppo enorme. Divenne la banca svizzera con la pi grande rete
internazionale
di filiali dopo le tre grandi banche. Habib AG Zuerich ha pi di trenta filiali in tutto il mondo, un
importo di bilancio di 1,8 miliardi di franchi e circa 900 dipendenti. La banca Habib rappresenta un
problema per la commissione delle banche, perch la sua attivit si svolge in gran parte in paesi
islamici (Pakistan, Stati del Golfo) e viene condotta in lingue come l'arabo e l'urdu che alla
commissione delle banche nessuno capisce.
38) Franz Muheim, di origini proletarie - suo padre, socialdemocratico, lavorava nell'ufficio della
fabbrica di munizioni Altdorf - pot fare la maturit nel collegio Carlo Borromeo ad Altdorf e pi tardi
studiare legge. All'inizio degli anni '50 apr uno studio d'avvocato a Altdorf e fece rapidamente
carriera
in ambito economico, politico e militare. n politica milit all'inizio nell'ala cristiano-sociale dei
lavoratori della CVP e gi a 31 anni divenne presidente comunale di Altdorf. La sua fiorente attivit
d'avvocato lo port a passare all'ala cattolico-conservatrice della CVP, vicina al mondo economico.
Per
lunghi anni Muheim fu consigliere degli stati di Urn e presidente della commissione militare. Nel
1973
e nel 1982 si candid senza successo al consiglio federale. Come colonnello di stato maggiore
ebbe un
ruolo importante nella politica svizzera della sicurezza. "Alternative Uri" del dicembre 1990-gennaio
1991 inform che Muheim negli anni '80 era anche membro del comitato consultivo parlamentare
segreto autoproclamatosi dell'esercito segreto P-26. Negli anni '70 Muheim fu successivamente
presidente di due banche pachistane in Svizzera, precisamente della United Bank e della BCC.
"L'atmosfera da mondo degli affari orientale", scriveva "Bilanz" nell'agosto 1983, "la
Weltanschauung"
degli uomini d'affari di fede maomettana molto vicina alla sensibilit di Muheim". Come si
rivelato
pi tardi, l'ideologia della BCC di Abedi prevedeva fin dall'inizio il riciclaggio e la frode sistematici.
Alla fine degli anni '80 Muheim raggiunse l'apice della carriera come consigliere d'amministrazione
del
Bankverein e presidente della Schindler.
39) Alfred Hartmann era stato all'inizio direttore generale della Bankgesellschaft, che lasci pi o
meno volontariamente. Pi tardi divent direttore generale della Hoffmann-La Roche a Basilea,
dove
dovette andare nel 1976 dopo lo scandalo di Seveso. Presto ricomparve come direttore generale
della
Rothschild Bank AG (Zurigo). Alcuni mesi dopo che la Bank of England aveva chiuso la BCC,
Hartmann diede le dimissioni nel febbraio 1992 da presidente della BCP. Pi di un anno dopo lo
scandalo che aveva coinvolto il direttore della Rothschild Jrg Heer, egli dovette rinunciare anche
all'incarico di direttore generale della Rothschild. Strano che uno debba lasciare per quattro volte il
posto di presidente in seguito ad uno scandalo, senza che questo abbia per lui altre conseguenze.
40) Nel consiglio di amministrazione della BPC furono presenti di tanto in tanto anche John Hilbery
e
Johann D. Van Oenen. due erano inizialmente manager della Bank of America, che alla
fondazione
della BCC, avevano preso e poi nuovamente venduto una partecipazione di minoranza. Vennero
pi
tardi alla BCC per compiti speciali.
41) Bank of England : Report on Sandstorm SA [nome in codice per la BCC] under Section 41 of
the
Banking Act 1987. 22. June 1991
42) Cfr. a questo proposito ad esempio Truell, Peter e Gurwin, Larry: 'False Profits', New York,
1992 o
Kochan, Nick e Whittington, Bob: 'The BCC Fraud'. Londra 1991
43) A proposito della Curator vedi anche p.210 segg.
44) "L' Unit", 8.1.91
8 L CASSERE DELLE TANGENT EN A GNEVRA
Con l'appellativo metafisico "Quello appena sotto Ges Cristo", che gli aveva dato il procuratore
Antonio Di Pietro, il tesoriere delle tangenti EN a Ginevra fece il suo ingresso sulla scena di Mani
Pulite per la prima volta nel marzo 1993. Si parla di Pierfrancesco Pacini Battaglia. n seguito alle
prime audizioni dei manager dell'EN arrestati, il suo nome era balzato repentinamente al centro
delle
inchieste. Dopo che la giustizia milanese gi il 17 febbraio 1993 aveva emesso un ordine di cattura
internazionale contro Battaglia, egli si present infine volontariamente il 10 marzo per essere
interrogato. Complessivamente quattro volte nel marzo 1993 e ancora nel febbraio 1994 il
"maestro
occulto" (1) dei circuiti segreti del denaro ha vuotato il sacco di fronte ai procuratori di stato. Pacini
Battaglia rese noti centinaia di conti segreti e di societ offshore, che egli aveva usato per ordine
dei
capi dell' EN per transazioni illegali. Beninteso: illegali secondo il diritto italiano. Secondo i
parametri
svizzeri Pacini Battaglia era un rispettabile banchiere straniero a Ginevra, che eseguiva gli ordini di
pagamento dei suoi stimati clienti a favore di destinatari altrettanto stimati. Ad esempio per il
presidente dell' EN Gabriele Cagliari o il presidente della Saipem Gianni Dell'Orto al tesoriere del
partito socialista Vincenzo Balzamo. Per la sua loquacit Pacini Battaglia divenne il teste principale
contro la corruzione nell'EN e rese infine possibile ai pubblici ministeri la ricostruzione di un
colossale
circuito di fondi neri.
UN ALLEGRO TERZETTO SUL RODANO
Dopo lo scandalo del conto Protezione l'EN cambi il sistema delle tangenti. Dai pericolosi
pagamenti
diretti si pass alle fatture falsificate: societ di comodo offshore di prestanome presentavano
all'EN il
conto per servizi mai prestati. n tal modo le tangenti potevano apparire nella contabilit come
spese
regolari. l nuovo metodo richiedeva abili professionisti, e venne l'ora di Pacini Battaglia. Ad aprirgli
le
porte dell'EN era stato il cassiere delle tangenti di Craxi Silvano Larini. Larini gli fece conoscere
personalmente la maggior parte dei capi dell'EN, a cominciare dai due presidenti Franco Reviglio
e
Gabriele Cagliari, poi il presidente della Saipem Gianni Dell'Orto fino al capo dell'Agip Raffaele
Santoro. Presso i socialisti Pacini Battaglia era considerato gi negli anni '80 l'uomo dell'allora
ministro
dei trasporti PS Claudio Signorile, pi tardi Larini lo introdusse anche presso il tesoriere del PS
Vincenzo Balzamo. Pacini Battaglia viveva a Ginevra dal 1980 dove collaborava con l'avvocato
ticinese Franco Noel Croce, che qui svolgeva la sua attivit. L'avvocato ticinese Franco Noel
Croce,
allora non ancora trentatreenne (2), aveva contatti con il Gran Maestro della P2 Licio Gelli. l
numero
di telefono ginevrino di Croce era stato trovato nel 1981 nel corso della perquisizione nella villa di
Gelli a Castiglion Fibocchi, (3) insieme con i numeri telefonici della SBG a Ginevra e a Zurigo, del
Banco Financieiro sudamericano in Avenue Miremont 20 (sede della Karfinco) e quello
dell'avvocato
di Ginevra Fritz Von Aesch. (4) Fin dai primi tempi a Ginevra Pacini Battaglia e Croce si ritrovarono
insieme in affari fantasiosi. Alla fine degli anni '70 la Siai Marchetti italiana vendette ai libici 240
aeroplani del tipo SF- 260. Costo: 35 miliardi di lire l'uno ad esclusione dell'avionica, fornita dall'
industria degli armamenti USA Hughes. Per addestrare i piloti libici il generale d'aviazione italiano
Paolo Moci fond l'impresa Aero Leasing taliana (AL), che ingaggi 180 piloti militari italiani come
istruttori per la Libia. Si dice che Gheddafi abbia compensato il loro impegno nel deserto con un
guadagno sei volte pi alto di quello percepito presso l'aviazione italiana. Mogli e fidanzate
dovevano
tuttavia rimanere a casa. Dopo la firma del contratto, secondo la stampa italiana, Pacini Battaglia e
Croce sarebbero stati cooptati nel consiglio di amministrazione dell'AL. due avrebbero fondato in
Svizzera una struttura finanziaria segreta per eseguire le transazioni della grande vendita di aerei
che
non potevano figurare nei bilanci ufficiali di Siai-Marchetti, AL e Hughes.(5) Ma Pacini Battaglia
contest queste illazioni oltraggiose gi nel numero successivo di "Panorama" (4.4.93): egli e
Croce
sarebbero entrati nell'AL solo nel 1984 quando il business con la Libia era gi concluso. l terzo
nell'alleanza con Battaglia e Croce era il canadese che viveva a Ginevra Roger G. Francis. Era
particolarmente utile a Pacini Battaglia perch parlava perfettamente undici lingue e ogni volta gli
faceva conoscere uomini d'affari arabi che volevano lavorare in talia. (6) Gi nel 1981 Francis
aveva
fondato la societ di comodo Corakges SA con un capitale azionario di 50.000 franchi. (7) Scopo
statutario di questa era: "Fornire ad un gruppo di societ attivo nel settore del petrolio servizi e
consulenze di ogni tipo in relazione alla finanza, al commercio e alla produzione". (8) Nel febbraio
1984 la Corakges cambi nome in RGF Counsel SA, e comparve nel consiglio di amministrazione
Kaloyan Stoyanov, consigliere d'amministrazione dell'lex e business partner di Roger Usher. Nove
anni pi tardi il 20 dicembre 1993 la RGF Counsel and in liquidazione, con la lex Trust Services
come liquidatrice. La liquidazione potrebbe essere dipesa dal fatto che dall'inizio del 1993 Roger
Francis era comparso con gran risalto sulle prime pagine dei giornali in tutt'talia come
collaboratore di
Pacini Battaglia. Un caso di tangenti analogo riguard la Nigeria. A questo proposito Pacini
Battaglia
raccont a Di Pietro: "Quest'operazione fu organizzata da Nicola Grillo della Saipem di Zurigo e dal
mio collaboratore Roger Francis. Anche qui fu impiegato il sistema delle fatture false." (9)
CHE COS' LA BANQUE KARFNCO?
Nel 1981 Pacini Battaglia e Croce fondarono la societ finanziaria Karfinco che nel 1987 ricevette
dalla commissione delle banche la licenza bancaria e divenne Banque Karfinco.(10) Suo
presidente fu
Croce, vicepresidente Pacini Battaglia. Gi dopo un anno la Karfinco raddoppi il suo capitale da
15 a
30 milioni di franchi con un'operazione stravagante. Le azioni furono emesse con un aggio del 20
% ed
erano suddivise in azioni con diritto di voto da 100 franchi e azioni ordinarie da 1000 franchi. Le
azioni
ordinarie furono sottoscritte fiduciariamente a Ginevra dalla Paribas (Svizzera). (11) Chi fosse stato
allora disposto a rendere pi attraenti i 15 milioni di azioni Karfinco con un aggio di 3 milioni, non si

mai saputo. Si pu supporre ragionevolmente che questo denaro provenisse dalla societ EN,
poich
finanziariamente la Karfinco era una creatura del sistema delle tangenti EN. Pacini Battaglia si
addoss in ogni caso tutte le responsabilit e scagion la Karfinco. Croce invece si astenne da
qualsiasi
presa di posizione pubblica. Significativi sono anche i numerosi azionisti con diritto di voto. Oltre a
Pacini Battaglia e Croce sono tra questi quattro societ di Panama: Mora Overseas, Doren
Overseas,
Pelter Business Corp. e Hemlock Business Corp., tutte a Panama City, inoltre l'immobiliarista Luigi
Paolo Serra di Cassano, pure a Panama City, il direttore delle vendite Gnther Franke
(Dsseldorf), la
casalinga Adelheid Da Empoli-Gautschi (nterlaken), Gabriel Thomas (Montecarlo), e Marcel
Morard,
Dominique Pugnat e Dominique Gherardi di Ginevra. (12) Ci sono poi la Nadex SA di Croce, la
nvestair SA di Friburgo, la nota Ebel Finance dell'industriale degli orologi di Neuenburg Pierre
Alain
Blum e la non meno nota Emaco Holding, affiliata del gruppo Cortaillod (13), pure di Neuenburg.
Evidentemente Pacini Battaglia, che prima di fare la sua apparizione a Ginevra aveva vissuto
qualche
tempo a Neuchatel, si era fatto l alcuni buoni amici. Nel marzo 1991 la Karfinco aument il
capitale da
30 a 40 milioni di franchi, questa volta con un aggio del 50%. A quel punto lo speculatore di borsa
Werner K. Rey era gi crollato, la Sasea di Florio Fiorini versava in gravi difficolt e la crisi
immobiliare di Ginevra era gi cominciata. n una situazione del genere, in un tale ambiente un
aggio
del 50% con un aumento di capitale non finanziariamente sostenibile. L'aumento di capitale
avvenne
nel 1991 secondo il vecchio schema: le azioni ordinarie furono sottoscritte fiduciariamente dalla
Paribas (Svizzera), e di nuovo si pu tranquillamente ritenere che nessuno tranne l'EN fosse
pronto a
comprare le azioni di questa piccola banca di Ginevra.(14)
L SALVATAGGO DELLA KARFNCO .
Dopo che nella primavera 1993 sui media italiani si era parlato per settimane di Pacini Battaglia e
della
sua Karfinco, Croce e Pacini Battaglia si dimisero rispettivamente da presidente e da
vicepresidente.
L'ex direttore generale del Bankverein e ex consigliere d'amministrazione della societ finanziaria
FGNA Montecarlo di Tito Tettamanti Hubert Baschnagel divent nuovo presidente. n un'intervista
al
"Corriere della Sera" Pacini Battaglia disse di aver dato le dimissioni dall'incarico di vicepresidente,
ma che rimaneva tuttavia azionista di maggioranza.(16) Sembrarono opportuni un cambiamento di
nome e un movimento di personale: dal settembre 1993 la Karfinco si chiam Banque Prive
Genevoise. Gi all'inizio del 1994 Baschnagel si ritir e anche Sergio Bassi lasci il consiglio di
amministrazione. La banca cambi nome una seconda volta in Banque de Patrimoines Privs
Genve
(BPG). l team di successo che risan e salv la Karfinco in gravi difficolt divenuta ormai BPG,
apparteneva alla crme del settore finanziario svizzero. Nuovo presidente della banca divenne
Richard
Schfer. Era presidente della fiduciaria Fidirevisa, che apparteneva all'impero Fidinam di Tito
Tettamanti. Nell'ambito del gruppo Fidinam Richard Schfer era un uomo di punta. Fino al 1991
fece
parte del consiglio d'amministrazione della societ madre Fidinam Servizi Fiduciari Holding SA
(Lugano), insieme con Tito Tettamanti, il direttore generale Giorgio Ghiringhelli della Banca della
Svizzera taliana e altri. (17) Nuovo vice divenne l'avvocato d'affari zurighese Johannes Stolba.
Faceva
parte del consiglio di amministrazione della Arner Bank di Lugano (18) e del famoso Studio
Uckmar
pure di Lugano (l prof. Victor Uckmar insegna alle universit di Genova e alla Bocconi di Milano,
presidente della camera fiduciaria e dei revisori italiana e presidente della camera di commercio
talia-
Russia). Un mandato non privo d'importanza di Stolba era anche l'incarico di consigliere
d'amministrazione alla R.F. & W. Partner di Zurigo: Gertrud Weber, Ren Feybli e Gustave Adolphe
Rychner rappresentavano in Svizzera Technische Projektleitungen (TPL, Zug) [gestioni tecniche di
progetti], la Technip Zug e la Technipetrol di Roma. Queste tre societ sono filiali del gruppo
petrolifero francese Elf-Aquitaine. Secondo il presidente dell'Agip Raffaele Santoro il presidente di
Elf
Loik Le Floch-Prigent apparteneva a quel club di mediatori, nel business internazionale del
petrolio, ai
quali si annoverava anche Pacini Battaglia, e ha sempre seguito con attenzione gli affari della TPL.
(19)
La filiale TPL di Roma e il suo direttore generale Mario Maddaloni compaiono nello scandalo delle
tangenti Enimont, di cui si parla pi avanti, separatamnte. (20) Altre due figure importanti del
settore
finanziario svizzero accompagnarono la trasformazione della Karfinco in BPG: Erwin W. Heri e
Robert
Vieux. Heri dirigente finanziario dell'assicurazione Winterthur e fa parte del consiglio
d'amministrazione della filiale svizzera della Deutsche Commerzbank. Robert Vieux una colonna
portante della piazza finanziaria Ginevra. Faceva parte del consiglio di amministrazione di due
societ
dello statunitense naturalizzato a Ginevra Bruce Rappaport, precisamente della EP Services per il
commercio di petrolio e della Soviet ntershipbuilders. (21) noltre Vieux era nel consiglio d'
amministrazione della societ finanziaria Norfinsud.(22) Lo troviamo anche nell'ente "Un Avenir
pour
Genve" con la presidentessa della SMUV Christiane Brunner, l'ex consigliere federale Ren
Felber
(SP) e i due banchieri privati van Pictet e Thierry Lombard. E ancora nella "Fondation pour
Genve"
con il manager della banca Rothschild Pierre Sciclounoff. l desiderio di Pacini Battaglia che la
Karfinco potesse sopravvivere al disastro, tutto sommato si realizzato. Ha resistito finora
brillantemente all'uragano di Mani Pulite, anche se sotto nuovo nome e con una nuova squadra.
Piano,
la squadra non poi cosi nuova. l presidente appena incaricato della BPG, e presidente di
Fidirevisa,
Richard Schfer era gi comparso in precedenza nell'orbita di un azionista Karfinco, Rafic Claude
Abdallah Defouni del Cairo (23), di cui dovremo ancora occuparci. Ma prima debbono essere
illustrati
due grandi affaires di fondi neri, che la "struttura" di Pacini Battaglia aveva elaborato per l'EN:
l'affaire Transmed e l'affaire psa 2.
DUE GRAND AFFARES
Dei vari scandali che Pacini Battaglia ha rivelato ai pubblici ministeri verrano qui descritti nei
particolari due grandi casi: l'affaire Transmed e l'affaire psa 2. Per quanto riguarda Transmed si
trattava dell'acquisto di grandi quantit di gas naturale algerino per l'talia. Per ottenere un prezzo
del
metano il pi possibile favorevole, il presidente dell' EN Gabriele Cagliari ingaggi alla fine del
1989
il diplomatico turco di origine libica Omar Yehia, residente a Ginevra. Egli aveva rapporti eccellenti
con il presidente algerino d'allora Chadli Bendjedid. Questo consiglio il presidente dell'EN Cagliari
l'aveva ricevuto niente meno che dal presidente dei ministri Giulio Andreotti. Dopo colloqui
preliminari con il presidente della Snam Pio Pigorini, Yehia richiese per il suo passo diplomatico
presso
Bendjedid una provvigione di 30 milioni di dollari, che dovevano essere accreditati sul conto 61900
della United Overseas Bank (24) di Ginevra, diretta dal suo banchiere Ken Scott. Pigorini incaric
Pacini Battaglia di versare a Yehia questa somma e gli affid anche la trattativa dei tempi e delle
modalit esatte. Poich secondo le leggi italiane e secondo le convenzioni internazionali d'appalto
il
pagamento di commissioni di intermediazione era vietato, questo denaro doveva passare fuori
bilancio.
Poich la Snam non pot procurarsi una somma cos elevata di denaro in nero, Pacini Battaglia fu
indirizzato da Pigorini ai dirigenti della Saipem Gianni Dell'Orto e Paolo Ciaccia, che avrebbero
messo
a disposizione il denaro. Pacini Battaglia ha cos descritto ai pubblici ministeri l'operazione
condotta
insieme a Ciaccia: "La nternational nvestment Development, con sede a Guernsey nelle isole
britanniche del canale, diretta dal mio collaboratore Roger Francis, emetteva fatture di comodo per
provvigioni alla Chemtrade & Finance (Vaduz) [una societ Saipem per l'accrescimento dei fondi
neri].
Altre quattro societ di Guernsey, la Burbridge, la Rodvale, la Coral Fish e la OOC, emettevano
alla
Saipem UK a Londra fatture fittizie". (25) Con il pagamento di tutte queste fatture false la Saipem
trasfer a Pacini Battaglia 33,65 milioni di dollari, 3,65 milioni di pi di quanto Yehia avesse a
disposizione. La ripartizione di questo denaro Pacini Battaglia la present cos: "22 milioni di dollari
li
incass il banchiere di Yehia Ken Scott [Scott firma alla United Overseas Bank come procuratore].
2,1
milioni di dollari, una parte dei quali in obbligazioni statali, li consegnai a Ciaccia nel mio ufficio a
Roma. l resto lo versai sul conto 14925 / SCT Albatros presso la Republic National Bank (Suisse)
a
Ginevra. 310.000 dollari li prese il presidente della Saipem Dell'Orto. 1,4 milioni di dollari li incass
un funzionario libico, di cui mi aveva fatto il nome Ciaccia. E rimasero ancora le tangenti per i
partiti:
3,5 miliardi di lire per il PS e il miliardo di lire per la DC. Tra la fine del 1991 e il maggio 1992 feci
portare da Chiasso a Roma questo denaro in contanti dai corrieri di fondi neri della Comifin/Fimo.
soldi per il PS furono consegnati in strada davanti all' ufficio romano di Pacini Battaglia ad un
inviato
del tesoriere Vincenzo Balzamo. l denaro per la DC fu portato direttamente alla centrale di partito
in
Piazza del Ges." (26) Quando nell'aprile 1993 questo caso fin sulle prime pagine dei giornali
italiani,
anche la stampa algerina ne parl e pubblic alcuni articoli su Omar Yehia. La procura della
repubblica
di Algeri apr un'inchiesta e il ministro algerino della giustizia Mohamed Teguia promise di far luce
su
questo caso di corruzione. Se questa sua iniziativa coraggiosa si sia conclusa con successo, non
si
saputo. l caso psa 2 riguardava la costruzione di un oleodotto per l'rak. Durante la guerra ran-
rak
del 1986 Saddam Hussein voleva raddoppiare un oleodotto lungo circa 900 km., che trasportava
petrolio greggio iracheno ad una destinazione in Arabia Saudita, fuori della portata dell'artiglieria
iraniana. Quattro consorzi internazionali si contendevano quest'incarico: uno italofrancese
(Saipem,
Snamprogetti, Spie-Capag), uno giapponese-coreano (Mitsubishi, Hyndai), uno statunitense
(Bechtel) e
uno tedesco (mpiantistica Mannesmann). Si trattava di un volume di commesse per un miliardo e
mezzo di dollari, da qui la durezza delle trattative. nfine il contratto concupito and per met al
consorzio italofrancese e per met al consorzio giapponese-coreano. l 26 marzo 1993 Pacini
Battaglia
confess ai pubblici ministeri perch Saipem, Snamprogetti e Spie-Capag avevano ricevuto
l'incarico:
il presidente della Saipem Gianni Dell'Orto gli avrebbe assegnato il compito di pagare ad un
mediatore
iracheno una commissione di 16,5 milioni di dollari e 26,5 milioni di marchi. Questo mediatore era
l'iracheno con cittadinanza inglese Nadhmi Auchi, residente a Londra e in Lussemburgo. Auchi era
allora grande azionista della nvestmentbank francese Paribas. All'inizio della guerra del golfo egli
controllava il 4,4 % del capitale e il 6,4 % dei diritti di voto. noltre possedeva il 20 % della Paribas
Luxemburg e l'8% della societ finanziaria Compagnie de Navigation Mixte, che a sua volta
deteneva l'
8 % della Paribas. Tutto questo inquiet moltissimo, nel pieno della guerra del golfo, il
conservatore
"Figaro".(27) Auchi era particolarmente potente in Lussemburgo dove presiedeva la General
Mediterranean Holding (GenMed ), del cui consiglio di amministrazione facevano parte anche
l'avvocato ticinese e fondatore della Fidinam Tito Tettamanti. Del collegamento tra Tettamanti e
Auchi
si parla ancora dettagliatamente nel capitolo 16. Pacini Battaglia forn un quadro dettagliato della
transazione della tangente con Auchi: "L'iracheno mi ordin di pagare il denaro alla sua Barsy
Services
a Panama City. Per questo mi servii della mia Projecta a St. Peter Port, Guersney. l denaro pass
dapprima attraverso una cassa per fondi neri della Saipem, Promoters & Contractors (Vaduz) alla
Projecta. Per giustificare il trasferimento di tanto denaro, Promoters & Contractors avevano
stipulato
con la Saipem un contratto fittizio di consulenza. La partner della Saipem Spie-Capag pag
direttamente la sua partecipazione alla tangente Auchi direttamente con un finto contratto di
consulenza
con la Projecta. Complessivamente 20,28 milioni di dollari e 31,178 milioni di marchi giunsero alla
Projecta. Di questi pagai 16,5 milioni di dollari e 26,5 milioni di marchi a Auchis Barsy. Con il resto
pagai due milioni di marchi alla Spie-Capag e un milione di dollari li tenni per me. 3,5 miliardi di lire
li
lasciai, su richiesta del presidente dell'EN Franco Reviglio, a disposizione di Silvano Larini.
Questo
mi ordin di portare immediatamente il denaro a Roma al tesoriere del PS Franco Reviglio.
L'operazione si svolse nei primi sei mesi del 1988 con l'aiuto della Fimo di Chiasso".(28)
FATTURE DA BERNA
Nel settembre 1993 la Procura della Repubblica di Milano nomin una commissione speciale per
l'EN
sotto la direzione del revisore Giorgio Lagan di Monza. Lagan aveva ricevuto dal tribunale ampie
competenze. Egli era autorizzato a richiedere alle societ EN tutti i documenti e le informazioni, a
controllare la contabilit e a sottoporre i "contratti di consulenza " ad un test economico di
plausibilit.
L' ex procuratore Paolo Bernasconi dichiar nel febbraio 1994 sulla "Neue Zrcher Zeitung" in
relazione al problema delle fatture false: "n base agli atti allegati alle richieste di assistenza
giuridica i
giudici civili e penali svizzeri hanno dovuto prender atto nel 1993 che in Svizzera decine di societ
fiduciarie producono ogni anno come per magia infinite fatture fittizie per mascherare pagamenti di
mazzette- onorate conformemente all'importo della fattura".(29) l presidente dell'EN Bernab
ordin
ai presidenti delle societ settoriali di collaborare lealmente con gli ispettori giudiziari, chiamati
dalla
stampa "sceriffi". (30) Sei mesi pi tardi la squadra di Lagan aveva scoperto nuovi fondi neri per
circa
70 miliardi di lire (allora circa 70 milioni di franchi) alla Snamprogetti e 12 milioni di dollari alla
Saipem. noltre solo alla Snamprogetti furono considerate sospette per formulazioni non chiare
fatture
di pi di 37 miliardi di lire: Ad esempio un conto di oltre dodici miliardi di lire per un'analisi
dell'economia energetica russa che la Snamprogetti aveva ricevuto da una societ offshore. Pi
tardi la
stessa Snamprogetti rivendette il medesimo studio all'Agip e alla Snam.(31) Tra quelle societ che
avevano emesso all'EN fatture, la cui plausibilit economica era considerata sospetta da Lagan,
comparvero anche tre ditte di Berna: la RAD- Trading, la RAD-Tecnica e la RAD-Fiduciaria. A
queste
societ finora riuscito di tener nascosti il contesto, la connessione dei fatti.
CH C'ERA DETRO L GRUPPO RAD?
Presidente delle tre societ RAD era Rafic Claude Abdallah Defouni del Cairo.(33) Alla fondazione
di
RAD-Trading (capitale 200.000 franchi), RAD-Tecnica (capitale 200.000 franchi) e RAD Fiduciaria
(capitale 100.000 franchi) nel maggio 1989 egli sottoscrisse il 98% del capitale azionario. Le azioni
furono liberate in base all'iscrizione nel registro commeciale di Berna, mediante pagamento in
contanti
presso il Bankverein di Berna. Quel poco che restava del capitale lo presero i due fiduciari bernesi
Robert Whrle e Peter Stampfli, che entrarono a far parte anche dei tre consigli di
amministrazione.
RAD-Fiduciaria e RAD-Tecnica avevano domicilio nella Giacomettistrasse presso l'Altra Fiduciaria,
la
RAD-Trading in Niesenweg 2 pure presso la fiduciaria Altra. Pochi mesi dopo l'insediamento della
commissione speciale dell'EN, il gruppo RAD si sciolse. l 25 novembre l'assemblea generale
decise la
liquidazione. Defouni era assente e si fece sostituire da Robert Whrle. Liquidatrice era la
fiduciaria
Altra.(34) Fondatore e consigliere d'amministrazione di questa era Robert Whrle che dunque
contribu
a liquidare ci che nel 1989 aveva contribuito a fondare. Whrle , in quanto bibliofilo con diploma
federale, uno specialista riconosciuto del suo settore a Berna. Come presidente di Altra ritroviamo
Richard Schaefer, presidente della BPG, succeduta alla Karfinco.(35) Secondo le convenzioni
svizzere
un comportamento del genere non era reato. Le linee guida della camera fiduciaria svizzera per la
revisione contabile escludevano espressamente il pagamento illegale di tangenti all'estero dalle
"azioni
delittuose". Anche il consiglio federale dichiar nel settembre 1993 che solo di rado era possibile
riconoscere tangenti in base ai libri contabili e distinguerle da commissioni legali.(36)
Note:
1) Pacini veniva chiamato dal delegato della Saipem Paolo Ciaccia "il vero dominus occulto della
Snam e dell'Agip". ("L'Espresso", 11.4.93)
2) Croce aveva trasferito il domicilio della societ finanziaria Nadex SA da Lugano a Ginevra e
fondato
l la Orox SA, mentre Pacini Battaglia contemporaneamente fece registrare la societ finanziaria
Karfinco al registro commerciale. A Roma i due fondarono una filiale dell' Orox , dove oltre a Pacini
Battaglia e Croce anche il direttore dell' Agip Bruno Cimino e il presidente della SNAM Nicola
Melodia facevano parte del consiglio di amministrazione.
3) Camera dei Deputati, X. Legislatura, Disegni di Legge e Relazioni, Documenti, p.433
4) Nel 1991 Fritz Von Aesch era consigliere d' amministrazione della Borak SA a Cologny, che
apparteneva al finanziere turco residente a Ginevra Mehemet Karamehmed, la cui Cukurova
holding
compr la filiale svizzera della BCC ( vedi p.181).
5) "Panorama", 28. 3. 93
6)nterrogatorio condotto da Antonio Di Pietro il 2. 2. 94
7) Negli anni 1986 e 1987 2,5 milioni di dollari passarono dalle casse dell'EN ad una Corak Ltd.
senza
visibile contropartita (Verbale dell'interrogatorio di Pacini Battaglia del 2.2.94, p.89)
8) Registre de Commerce, Genve, dossier no. 2423, 1981 (vedi p.107)
9) Verbale dell'interrogatorio di Pacini Battaglia, 26.3.93
10) Azionisti fondatori della banca furono Pacini Battaglia e il suo socio Franco Noel Croce con
750.000 franchi per uno, inoltre la Karfinco Holding NV (Amsterdam) di Pacini Battaglia con 13,5
milioni di franchi.
11) l direttore generale della filiale svizzera della pi grande nvestment Bank Paribas francese era
allora Michel de Werra. La Paribas (Svizzera) fu fino al 1989 la banca di riferimento della Sasea di
Florio Fiorini, finch essa pass questo cliente alla concorrente Crdit Lyonnais. Prima di diventare
direttore generale a Ginevra, de Werra si era affermato alla filiale della Paribas a Lugano.
Nell'estate
1995 si svolse a Parigi un'istruzione penale contro il presidente della Paribas Andr Lvy-Lang per
supposto falso in bilancio.
12) Gherardi era socio della Compagnie Financire du Chateau d'Allaman insieme con il direttore
generale della Paribas Michel de Werra e l'avvocato di Losanna Paolo Gallone. Gallone ha
dichiarato al
giornale "El Pais" all'inizio del 1996 di avere gestito a Losanna societ per il presidente corrotto
della
Guardia Civil spagnola. Gallone era anche presidente della Multi Media Consult di Ginevra, del cui
consiglio di amministrazione faceva parte Markus Binggeli della Fidinam Fiduciaire di Ginevra.
13) l gruppo Cortaillod, nel cui consiglio di amministrazione era presente anche l'ex presidente
della
FDP e presidente della Sasea Yann Richter, appartiene al gruppo industriale francese Alcatel-
Alsthom.
Contro il presidente dell'Alcatel Pierre Suard la giustizia francese indag per supposti reati
economici.
14) L'insieme degli azionisti con diritto di voto mostr una composizione leggermente mutata.
Accanto
a Pacini Battaglia e a Croce compare per la prima volta come azionista anche Roger Francis. E
ancora
la casalinga Adelheid Da Empoli-Gautschi di nterlaken, Luigi Paolo Serra di Cassano di Panama
City
e le cinque societ panamensi Doren Overseas, Morland Overseas, Morland Finance, Pelter
Business
Corp. e Malden Overseas. Nel consiglio d'amministrazione della Karfinco erano presenti nel 1991
oltre
al presidente Franco Croce e al vicepresidente Pacini Battaglia anche l'ex direttore generale del
Bankverein Hubert Baschnagel, il direttore della Karfinco di Ginevra Marcel Delley e Giovanni
Gilardoni di Roma. C'era poi il consigliere finanziario di Lugano Sergio Bassi, al cui indirizzo (Via
dei
Solari 4) si trovava anche la filiale di Lugano della banca Karfinco.
15) Croce perdette anche i suoi mandati alla Snamprogetti nternational, la Snamprogetti SA e l'
affiliata della Snamprogetti Comerint, tutte a Ginevra.
16) "Corriere della Sera", 30. 7. 93
17) Anche la composizione di alto livello del consiglio di amministrazione della Fidirevisa,
presieduto
da Schfer, indica l'importanza dell'uomo dell'Oberland bernese. Vi si trovano accanto all'inglese
Michael Golding di stanza a Milano e Gilberto Zwahlen, presidente della sezione ticinese della
camera
fiduciaria svizzera, residente a Lugano, anche Hansjakob Strickler, direttore di Ringier (?) e
Luciano
Giudici, consigliere d'amministrazione della Banque Bruxelles Lambert (Svizzera ). Schfer aveva
un
filo diretto anche con la Fidinam di Ginevra: il procuratore della Fidirevisa di Ginevra Christian
Durussel firmava anche come direttore della Fidinam di Ginevra.
18) La Arner Bank era stata perquisita nel dicembre 1994 dalla polizia in relazione ad un affare di
tangenti di Berlusconi (cfr. capitolo 10)
19) Calvi, Fabrizio, e Sisti, Leo: 'Les Nouveaux Rseaux de la Corruption'. Parigi, p.292
20) Qui basti dir questo: nel 1989 Pacini Battaglia pag al presidente dell' EN Sergio Cragnotti per
ordine di Maddaloni una tangente di 5 miliardi di lire (verbale dell' interrogatorio di Pacini Battaglia
del 2.2.94, p.129 segg.). Retroscena era un contratto per la costruzione di un petardo all'etilene,
che la
TPL aveva concluso con l'Enichem, la societ precedente l'Enimont. Quando l'Enichem nel 1989 si
fuse
con la Montedison a formare l'Enimont, il nuovo uomo di punta dell'Enimont, Raul Gardini, voleva
togliere il contratto alla TPL. La TPL pot conservarlo solo prch Maddaloni pag una tangente al
topmanager di Gardini Cragnotti.
21) Rappaport anche presidente della Bank of New York - nter Maritime Bank. consigli di
amministrazione delle sue societ furono da lui dotati di nomi prestigiosi come l'ex consigliere
federale
Nello Celio o il professor Raoul Oberson.
22) Lucio Velo, presidente della Arner Bank, era anche consigliere d'amministrazione della
Norfinsud.
23) Nel dicembre 1988 sottoscrisse 10 azioni con diritto di voto a 100 franchi.
24) La United Overseas Bank (Ginevra) una Joint-venture della Dresdner Bank e della Banque
Nationale de Paris (BPN).
25) Verbale dell'interrogatorio di Pacini Battaglia, 10.3.93
26) Verbale dell'interrogatorio di Pacini Battaglia, 26.3.93
27) "Le Figaro", 2.4.91
28) Verbale dell'interrogatorio di Pacini Battaglia, 26.3.93
29) "Neue Zrcher Zeitung", 7.2.94
30) "Milano Finanza", 23.9.93
31) "Milano Finanza", 15.2.94
32) ntervista a Giorgio Lagan, giugno 1994
33) Nel marzo 1992 Pacini Battaglia aveva fatto versare una tangente sul suo conto presso la
Allgemeine Bank Nederland, con l'annotazione "Defouni". l denaro era destinato al socialista
Claudio
Signorile e fu pagato da Enzo Papi, direttore dell'impresa di costruzioni Cogefar del gruppo Fiat.
("L'Espresso", 23.5.93)
34) Era rappresentata dalla Fiduciaria Kristall con potere di firma.
35) A proposito di Richard Schfer vedi anche p.385.
36) "Neue Zrcher Zeitung", 7.2.94
9 LA CENTRALE DE FOND NER D FERRUZZ A LOSANNA
"l mio ruolo nell'ambito del gruppo Ferruzzi consisteva nella gestione di fondi fuori bilancio, sia per
il
gruppo che per la famiglia Ferruzzi"(1). Questa confessione Giuseppe Berlini la fece nell'ufficio del
procuratore Antonio Di Pietro a Palazzo di Giustizia a Milano, quando il 25 luglio 1993 si present
con
due grosse valigie piene di documenti e estratti conto bancari. Giuseppe "Pino" Berlini si occupava
allora in qualit di leale amministratore delegato del presidente della Ferruzzi Raul Gardini della
cassa
dei fondi neri a Losanna. Le coraggiose rivelazioni, che fece al pubblico ministero, gettano luce
sulle
consuetudini diffuse in un ambiente che altrimenti resta ignoto ai comuni mortali: la gestione
finanziaria di un ambizioso clan familiare miliardario - in franchi, non in lire ! Grazie ai fondi neri
custoditi da Pino Berlini a Losanna, sia il gruppo Ferruzzi che le casse private delle varie
ramificazioni
dei membri del clan potevano aggirare in tutto il mondo le disposizioni e le leggi dello stato. Pino
aveva creato per la Ferruzzi, in Svizzera, una vera e propria finanza parallela segreta e in ci si
valeva
solo di collaboratori di prima qualit, come l'ufficio fiduciario KPMG Fides (Losanna) o la Fidinam
Fiduciaire a Ginevra. Della struttura finanziaria in nero di Berlini si parler presto dettagliatamente,
ma, come si conviene in questi ambienti, prima di passare alle rivelazioni dell'amministratore
delegato
il caso di prendere in considerazione il padrone.
FDUCANT N TALA
Ferruzzi erano da generazioni commercianti di cereali residenti a Ravenna. All'inizio del "miracolo
economico" italiano nei primi anni '50 il presidente fondatore Serafino Ferruzzi entr nel settore
immobiliare e nel business del cemento (Calcestruzzi, Cementi Ravenna). Nel 1957 il giovane
Raul
Gardini spos dina, la figlia del patriarca. Nel corso degli anni '60 e '70, il gruppo Ferruzzi si
espanse
nel settore edilizio e immobiliare italiano e divenne una presenza notevole nel business
agronomico
internazionale con filiali nel mondo intero. Serafino Ferruzzi era considerato allora la
personificazione
degli aspetti migliori del capitalismo familiare italiano: partendo dal commercio di prodotti agricoli
della pianura del Po aveva messo insieme quasi inosservato nella citt di provincia di Ravenna un
impero economico di portata mondiale. Rivelatore del suo stile negli affari l'acquisto del
quotidiano
romano "l Messaggero", agli inizi degli anni '70. Poich l'informazione del giornale sul suo gruppo
non gli andava a genio, senza pensarci su si compr la casa editrice. l presidente fondatore mor
nel
1979 quando il suo LearJet si schiant al suolo all'arrivo all'aeroporto di provincia di Forl. Nuovo
patriarca della Ferruzzi non divenne il primogenito di Serafino, Vittorio, ma il genero Raul Gardini. l
cognato di Raul, Carlo Sama, e Vittorio Giuliani Ricci, che avevano sposato le altre due figlie di
Ferruzzi, entrarono nel top management dell'azienda a conduzione familiare. Nel corso degli anni
'80
Gardini moltiplic rapidamente l'eredit di Serafino. Nel 1981 acquist la Bghin-Say, la pi grande
azienda produttrice di zucchero, e la fuse con Eridania, leader italiana nel settore. La sua
posizione nel
settore della stampa fu completata dall' acquisizione della maggioranza delle azioni della stazione
televisiva Telemontecarlo.(2) A met degli anni '80 rivolse infine l'attenzione al gruppo chimico
Montedison, allora il terzo gruppo industriale privato pi importante d'talia dopo Fiat e Olivetti.
Attraverso prestanome, come Pino Berlini, e soci in affari, come il banchiere francese Jean Marc
Vernes e il finanziere milanese Gianni Varasi, Gardini si accapparr segretamente le azioni
Montedison.
Nel dicembre 1987 l'acquisizione, condotta in modo scorretto, fu infine perfezionata. l presidente
della
Montedison Mario Scimberni, che gli aveva creato difficolt, dovette dare le dimissioni.(3) Poi
Gardini
riun la Ferruzzi e la Montedison nella Ferfin Holding e trasfer la sede principale da Ravenna a
Milano.
NSPEGABL OPERAZON FNANZARE A ZURGO
Per prima cosa, Gardini fece redigere un rapporto di revisione esterno su tutte le societ
Montedison,
tra queste la Montedison nternational a Zurigo. La relazione, consegnata nell'autunno 1988,
appurava
operazioni finanziarie inspiegabili soprattutto alla Montedison nternational NV a Curaao, nelle
Antille olandesi.(4) Vennero alla luce ad esempio anche contratti di consulenza della Montedison
nternational NV con la Tradilor di Ginevra. La Tradilor apparteneva a Carlo Massimiliano Gritti, l'ex
presidente del servizio segreto della Montedison, interno all'azienda, nell'era del presidente
Eugenio
Cefis all'inizio degli anni '70. Pi tardi Gritti divenne presidente della Montefibre strettamente
collegata
alla Montedison e quando infine Cefis,il suo padre spirituale, si ritir a Zurigo, se ne and pure lui
in
Svizzera a Ginevra. Allora Gardini archivi con discrezione questo rapporto, ma nel corso di
un'operazione segreta tr
sfer la sede della Montedison nternational da Zurigo a Lugano-Viganello.
Dopo il crollo dell'Enimont nel 1989 (vedi p.215 segg.) e una grande speculazione sbagliata con
Sojafutures al mercato a termine di Chicago (5), Gardini ruppe con i discendenti di Ferruzzi Arturo,
Franca e Alessandra. Sua moglie dina, pure figlia di Severino, rest dalla sua parte e i due si
fecero
liquidare nel 1991 dalla ditta di famiglia con 505 miliardi di lire. (6) Gardini fond una nuova ditta, la
Gardini Srl, ereditata da suo figlio van. Due anni dopo la grande lite in famiglia, il passato riafferr
Gardini. Vennero alla luce i suoi affari di tangenti. l suo complice, il presidente dell'EN Cagliari,
aveva confessato tutto. n quei giorni caldi del luglio 1993, l'talia visse la fase pi drammatica di
Mani
Pulite: il 20 luglio il presidente dell'EN Gabriele Cagliari fu trovato morto con un sacco di plastica
sul
capo nella sua cella a San Vittore. Tre giorni pi tardi, Raul Gardini si diede la morte con una
pallottola
nel suo appartamento di lusso in Piazza Belgioioso a Milano. Aveva un mandato di comparizione
sul
tavolo e il giorno stesso avrebbe dovuto essere interrogato da Di Pietro. Ci che non sapeva: era
gi
stato firmato il suo ordine d'arresto. dina, la sua vedova, che era stata sempre molto religiosa,
entr pi
tardi in convento.
FDUCAR N SVZZERA
Prendiamo ora in esame il leale amministratore svizzero di Gardini. Solo poche ore dopo la morte
dell'imprenditore italiano, gli avvocati di Giuseppe Berlini, residente a Losanna, segnalarono alla
procura di Milano la disponibilit del loro mandante a rispondere alle domande. Ci che Berlini
ignorava: Di Pietro aveva gi firmato anche il suo ordine d'arresto. Dopo che Roberto Magnani, il
direttore generale della finanziaria Ferruzzi, all'inizio di luglio aveva cominciato a cantare, i
procuratori
sapevano del ruolo centrale di Berlini quale "piattaforma girevole dei fondi neri" in Svizzera. L'ex
portiere d'albergo Berlini era stato inviato a Losanna all'inizio degli anni '70 dal presidente
fondatore
Serafino Ferruzzi per sostituire il suo uomo di fiducia Florence Ley Ravello. Berlini cre
rapidamente
una struttura segreta per gli affari finanziari fuori bilancio del vecchio Serafino. La piattaforma
girevole
segreta dei fondi neri Ferruzzi fu amministrata dal 1980 al 1991 dalla Partival SA (domicilio in
Avenue
de Rumine 20 presso la fiduciaria KPMG Fides). L'acquisizione della Partival coincide con l'ascesa
di
Gardini a capo della Ferruzzi. La Partival era gi stata fondata nel 1968 con il nome Rapaga e fu
controllata, dal 1975 al 1980, dal finanziere pachistano Mohammed Mir Khan. Consigliere
d'amministrazione della Partival era l'avvocato di Losanna e direttore generale della KPMG-Fides
Eric
Baudat. l suo mandato fin nel settembre 1986. Dal marzo 1985 Baudat era anche consigliere
d'amministrazione alla Sasea di Florio Fiorini, dal 1989 al 1991 egli firm come presidente. Altri
consiglieri d'amministrazione della Partival erano Charles-Daniel Pache e Franois Kirschmann,
uomini della KMPG-Fides. Nell'ottobre 1991 la Partival fu liquidata e, contemporaneamente, Berlini
fond la Solem Gestion SA, anch'essa domiciliata nella sede della KPMG-Fides. Pache e
Kirschmann
rimasero nel consiglio d'amministrazione dove comparve per la prima volta anche Berlini.
Quest'operazione fece allora capire chiaramente agli addetti ai lavori che Berlini, dopo la scissione
di
Gardini dal gruppo Ferruzzi, era rimasto con il primo. (7) Berlini ricavava i fondi neri o mediante
prestiti delle societ legali affiliate alla Ferruzzi, ammortizzate periodicamente nella contabilit
ufficiale come perdita dovuta alle tasse, o mediante i cosiddetti affari "back to back". Vengono
chiamati
"affari back-to-back" i finanziamenti in cui importanti societ offrono in segreto garanzie per una
societ oscura, rendendola degna di fiducia. Cos le societ offshore di Berlini avevano credito
presso
le banche solo grazie alle garanzie e fideiussioni di importanti societ Ferruzzi. Berlini descrisse in
questo modo ai procuratori le sue tecniche finanziarie: "Per poter eseguire le mie operazioni
economiche in maniera discreta, avevo creato uno schermo protettivo di societ offshore. Bisogna
infatti sapere che la legislazione commerciale nelle cosiddette zone offshore molto generosa:
nessun
obbligo di tenere i libri, esenzione fiscale, segreto bancario assoluto. Su queste piazze si pu
operare
senza che terzi possano sapere chi si nasconde dietro le transazioni. Le societ offshore si
possono
comprare belle e pronte direttamente in Lussemburgo ma anche in Svizzera, ad esempio a
Ginevra o a
Friburgo, da fiduciari specializzati. Oppore si pu farsene fondare una nuova nel corso di una
settimana. Si possono stipulare anche contratti fiduciari e servirsi cos di societ preesistenti per i
propri
movimenti finanziari bisognosi di discrezione. Le pi importanti piazze offshore sono, in base alla
mia
esperienza, le isole britanniche del Canale, le isole Vergini britanniche, Curaao, Panama, le
Bahamas,
rlanda e Lussemburgo. o stesso ho gestito da quattro a cinque societ offshore di questo tipo a
Panama e nelle sole Vergini britanniche. noltre mi servivo, per compiti speciali, anche della
Fidinam a
Ginevra, dove collaboravo con il Signor Binggeli".(8)
L CASO ELOSUA
Un esempio della collaborazione di Berlini con la Fidinam Fiduciaire (9) di Ginevra il caso
Elosua. l
retroscena di questo caso stato illustrato ai procuratori, il 22 novembre 1993, da Renato Picco,
direttore finanziario di Eridania (si chiamava cos la pi grande impresa italiana produttrice di
zucchero
appartenente a Ferruzzi) come segue: "Elosua la pi grande produttrice d'olio spagnola. Era
controllata dal governo spagnolo, dal Banco Pastor e dalla famiglia Elosua. Nel luglio 1989 i fratelli
Andreas e Jos -Manuel Elosua resero noto il loro desiderio di vendere la propria partecipazione
del
30%. l gruppo Ferruzzi, che in Spagna controllava gi l'importante ditta produttrice d'olio d'oliva
Koipe, era intenzionato a comprare. Avrebbe tuttavia dovuto fare un'offerta pubblica di acquisto,
perch
la partecipazione da comprare superava il 25%. noltre, sarebbe divenuto noto il controllo della
Koipe
da parte della Ferruzzi che avrebbe dominato il mercato spagnolo dell'olio d'oliva e sarebbe
entrata in
conflitto con le leggi antimonopolio. Stando cos le cose, 448.071 azioni Elosua furono rilevate
dalla
Fidinam.(10) l dott.Gardini mi aveva detto, allora, che Berlini mi avrebbe fatto conoscere il nome
della societ acquirente, che mi fu poi indicato come Fidinam, una nota societ fiduciaria
internazionale. 420.000 azioni furono comprate su incarico del [banchiere francese] Jean Marc
Vernes
dalla [banca francese] Paribas."(11) Berlini stesso aveva fatto luce gi il 15 settembre 1993 sul
caso
Elosua: "Dal luglio al novembre 1989 comprai con la mia struttura, su ordine del Dott. Gardini e del
direttore dell'Eridania Renato Picco, 450.000 azioni Elosua del valore di ca. 36 milioni di dollari. Lo
scopo di quest'operazione era l'entrata dissimulata della Ferruzzi in Elosua per impedire un rialzo
delle
quotazioni alla borsa di Madrid. Pi tardi, la mia struttura cedette queste azioni al gruppo Ferruzzi".
(12) Alcuni mesi dopo questi acquisti mascherati, Gardini cominci a trattare con il governo
spagnolo
su un'offerta pubblica di acquisto per la Elosua, cosa che non port tuttavia ad alcun risultato.
nfine la
Koipe compr nel giugno 1991 il 24,9 % della Elosua, il massimo consentito secondo la legge dei
cartelli senza offerta pubblica di acquisto, vale a dire 448.071 azioni della Fidinam e 298.929 della
Paribas. Nel settembre 1992 si pervenne infine con successo ad un'offerta comune di acquisizione
della
Koipe e della statale Tabacalera per Elosua. Purtroppo per il prezzo delle azioni dell'offerta era
pi
basso di quello che la Fidinam aveva pagato al suo acquisto fiduciario per Gardini. "Nel novembre
1992 Berlini mi comunic che il saldo dell'operazione Fidinam era stato negativo".(13) Dopo delle
trattative, la Ferruzzi risarc infine alla Fidinam una parte delle perdite per l'operazione fiduciaria.
UN BUCO D MLON A LUGANO
l 28 giugno 1993, appena un mese prima della scomparsa di Cagliari e Gardini, Carlo Sama,
delegato
del consiglio di amministrazione, rese nota del tutto inaspettatamente all'assemblea generale della
Montedison una perdita di 742 miliardi di lire per la Montedison e di 1.697 miliardi per tutto il
gruppo
Ferruzzi-Montedison e annunci le sue dimissioni. A Lugano era venuto alla luce poco prima un
buco
di 320 miliardi di lire alla Montedison nternational (Lugano-Viganello). (14) Spiegazione: crediti
irrecuperabili. Pi tardi la cifra aument ulteriormente fino a 435 miliardi di lire. (15) Concretamente
il
buco in bilancio era emerso alla Financing and nvestments NV (FA) a Curaao nelle Antille
olandesi,
un'affiliata della Montedison nternational a Lugano-Viganello. La Montedison nternational
(capitale:
834 milioni di franchi) era presieduta allora dal manager della Ferfin Romano Venturi.
Vicepresidente
era il consigliere d'amministrazione della Kreditbank, Hanspeter Bruderer, consigliere
d'amministrazione e direttore generale era Emilio Binda, consiglieri d'amministrazione erano il
consigliere d'amministrazione della Karfinco, Hubert Baschnagel, il vicepresidente della Banca del
Gottardo, Francesco Bolgiani, Alberto Ferrari, il direttore generale della SBG Karl Janjri e il noto
avvocato d'affari Carlo Sganzini, socio dello studio dell'ex procuratore Paolo Bernasconi.
LA REVSONE CURATOR DORMVA
Quando un grande gruppo industriale come la Montedison il giorno dell'assemblea generale
costretto
a rivelare una perdita di miliardi, di cui fino allora non si sapeva nulla, pu essere che i revisori
contabili, che nelle societ per azioni sono responsabili della contabilit regolare, non siano
all'altezza
del loro compito. La revisione della Montedison era affidata alla Price Waterhouse, il cui
collaboratore
Matteo Dunatov certificava i bilanci di Montedison e Ferruzzi finanziaria. "Dov'erano i revisori?" si
chiesto "L' Espresso". Dunatov: "n un gruppo cos ramificato la Price non poteva fare tutto da sola.
Numerose societ erano controllate da altri revisori, ad esempio la Deloitte , la Reconta o l'Arthur
Andersen. E noi coordinavamo tutto. La societ in cui si presentato il buco era stata esaminata
dalla
Curator Zuerich. "Espresso": E che cosa le ha scritto la Curator? l signor [Ernst] Esslinger ci ha
inviato
il suo attestato incondizionato che tutto era in ordine. - E ora, avete richiesto chiarimenti? -
Cerchiamo
di capire tutto meglio e riesaminiamo le nostre precedenti valutazioni. Se Esslinger dichiara di
conoscere la Financing and nvestments NV, che non figura nell'elenco delle societ da
consolidare,
deve anche sapere a chi questa societ ha prestato denaro". nterpellato a questo proposito dall'
"Espresso", Ernst Esslinger disse lapidario: "La Financing and nvestments stata sempre una
societ
poco attiva". (16) l 30 agosto 1993 la societ di revisione Deloitte & Touche produsse la relazione
analitica sulla Montedison nternational a Viganello, richiesta dal nuovo uomo di punta della
Montedison, Guido Rossi. n essa la Financing and nvestments NV si rivela una rilevante
interfaccia
tra la Ferruzzi-Montedison legale e la cassa fuori bilancio di Giuseppe Berlini: "Secondo
informazioni
della direzione della Montedison nternational (Viganello) l'operazione Fal faceva parte di quelle
transazioni che sono state compiute per ordine dei massimi esponenti della Ferruzzi-Montedison a
favore di terzi sconosciuti. Dal dicembre 1988 all'ottobre 1992, la Montedison nternational NV,
Curaao, ha concesso crediti straordinari a terzi, estranei alla Montedison. Questi finanziamenti
furono
accordati a banche, per cui usualmente valevano convenzioni che permettevano a terzi l'accesso
alla
somma in questione, o furono concessi direttamente a terzi. Ad esempio, a Clubeira Establishment
Eschen, Frstentum Liechtenstein; Etablissement Valina / Fidinam Fiduciaire SA, Ginevra (17);
Wesex,
Panama; Greengage nvestments Ltd. Tortola, British Virgin slands; Yerovi SA, Panama. Una
parte di
queste societ collaborava anche con la Ferruzzi Trading nternational SA. motivi di questi
finanziamenti non risultavano dai documenti presi in esame. La direzione della Montedison
nternational [Lugano], che predisponeva materialmente le relative somme, ha dichiarato di non
aver
conosciuto n il motivo del pagamento n il destinatario finale e di aver agito per ordine dei
massimi
esponenti della Ferruzzi-Montedison. l collegamento di questi finanziamenti con convenzioni
fiduciarie a favore di terzi non risulta n dal bilancio della Montedison nternational NV n dal conto
consolidato della Montedison SpA di Milano."(18) Giuseppe Berlini ha confermato le indicazioni di
Deloitte & Touche. nterrogato dal procuratore Di Pietro, nomin 23 societ con cui nel corso del
tempo aveva compiuto transazioni per la famiglia e per il gruppo Ferruzzi. A questi nomi ha
aggiunto
quelli delle pi importanti banche a cui ogni societ appoggiava le proprie operazioni finanziarie.
(19)
Nell'aprile 1994 la Montedison ha intentato un'azione legale contro Price Waterhouse per carenze
nel
controllo durante la decennale attivit di revisione, dal 1983 al 1992, e chiesto il risarcimento-danni
di
pi di 1.000 miliardi di lire (allora circa 850 milioni di franchi). l 18 giugno la Ferruzzi Finanziaria
replic con un'analoga denuncia contro la Price per 650 miliardi di lire. Furono queste le prime
grandi
azioni giudiziarie a chiarimento delle responsabilit nel controllo delle societ di revisione in talia.
(20)
La Curator svizzera invece, che revisionava la Montedison nternational Holding di Lugano, rest al
riparo da una denuncia, ma perdette il mandato di revisione che pass alla Deloitte & Touche
Experta.
Fondatore e uomo di punta della Curator, un gruppo quanto mai ramificato, era il ticinese Giancarlo
Cappello, che abitava in un sobborgo di Zurigo. (21) Fino al 1990, Cappello fu anche presidente
della
Revisione Curator prima che gli succedesse Ernst Esslinger. (22) Diversamente dalla Price
Waterhouse,
che a causa della sua attivit per la Montedison in talia dovette subire molti attacchi della stampa
e una
denuncia miliardaria, la Curator fu risparmiata da critiche.(23) Strano veramente, se si pensa che i
rendiconti annuali di gestione della Montedison nternational, da questa esaminati e convalidati,
secondo le confessioni dei suoi massimi dirigenti, contenevano sempre, dal 1984 al 1992,
movimenti di
fondi neri fino a cifre miliardarie. n Svizzera, la prassi della revisione ostacola la lotta ai reati
economici. Questa era la conclusione di una dissertazione di San Gallo sul ruolo dei
revisori contabili nella scoperta di crimini economici. (24) Ci pu essere spiegato chiaramente con
l'esempio della Revisione Curator. Per circa venti anni Cappello o i suoi manager controllarono
diverse
affiliate svizzere del gruppo statale EN e la Montedison di Raul Gardini. Cappello faceva
contemporaneamente parte anche di alcuni consigli di amministrazione EN in Svizzera. Per tutti
questi
anni, l'EN e la Montedison furono tra le societ pi corrotte in talia. Tangenti di molte centinaia di
milioni di franchi passarono per le casse delle loro affiliate svizzere. Ma di questo i revisori della
Curator non si interessavano. Conformemente alle direttive della camera fiduciaria svizzera, la
scoperta
della criminalit economica non l'obiettivo di un normale controllo del bilancio annuale da parte
dell'istituto di revisione. noltre, come gi ricordato, questi principi stabiliscono che il pagamento
illegale di tangenti o l'infrazione di disposizioni in materia di diritto tributario sono espressamente
escluse dalla categoria delle azioni delittuose. Finch questi principi di revisione superati non
saranno
sostituiti da norme pi severe, le pecore nere tra i fiduciari svizzeri avranno via libera. Questo
incide
tanto pi negativamente in quanto aumentata l'importanza della lotta ai reati economici mediante
la
revisione, da quando il paragrafo sul riciclaggio di denaro rende difficile l'utilizzo del sistema
bancario
per legalizzare il denaro sporco. Se i riciclatori operano in nome di societ di copertura con finti
affari e
ricevute falsificate, possono semmai essere d'aiuto solo tecniche di controllo di pi facile uso.
ENMONT: "LA MADRE D TUTTE LE TANGENT"
l presidente della Ferruzzi Raul Gardini pu rivendicare di avere pagato la tangente pi alta
d'talia, "la
madre di tutte le tangenti". Nel 1989 EN e Ferruzzi-Montedison decisero di fondersi con il nuovo
nome di Enimont. Ogni partner della Joint-venture doveva tenere il 40% delle azioni Enimont, il
restante 20% era destinato al libero mercato. Gardini non si attenne ai patti e fece comprare
segretamente in borsa azioni Enimont dai suoi alleati (25) n questo modo controll infine il 51% di
Enimont. Gardini voleva quindi assumere il potere, cambiare il consiglio di amministrazione e
allontanare dal management gli uomini dell'EN. l piano fall. l 9 novembre il presidente del
tribunale
di Milano Diego Curt ordin il sequestro delle azioni Enimont di Gardini e dell' EN e convoc
l'avvocato socialista e consigliere d'amministrazione della Banca Commerciale taliana Vincenzo
Palladino dall'amministratore fiduciario di queste azioni. (26) Gardini cap che l'EN, controllata dai
socialisti, non gli avrebbe ceduto mai il dominio esclusivo sull'Enimont. l 22 novembre rese nota la
vendita all'EN della sua quota Enimont del 40%. Nei 13 giorni tra il 9 e il 22 novembre, l'EN e
Ferruzzi si erano accordati. L'EN era disposta a pagare per le azioni un prezzo di riacquisto
maggiorato: 2.805 miliardi di lire. Affinch i politici e i grandi partiti sostenessero questo mercato
delle
vacche, Gardini avrebbe distribuito una tangente ammontante a 130 miliardi di lire (allora pi di
cento
milioni di franchi). Di fatto questo sporco affare equivaleva ad un furto ai danni del patrimonio
statale
italiano e del contribuente fiscale italiano. Giuseppe Berlini, Giuseppe Garofano, Carlo Sama e il
presidente finanziario della Montedison, Roberto Michetti, hanno rivelato nei dettagli ai pubblici
ministeri la storia di questa enorme tangente. l direttore finanziario Michetti propose di pagare la
mazzetta ai socialisti attraverso la Montedison nternational NV, Curaao, che aveva nelle sue
casse tra
i 15 e i 20 milioni di dollari. Michetti prese contatto con il direttore finanziario dell'EN, Enrico
Ferranti. Questo gli indic la Allied Engineering Ltd. (Londra) che avrebbe emesso una fattura falsa
alla Montedison nternational, che lui Michetti avrebbe pagato. l denaro pass cos dalla
Montedison
all'EN. La Allied era una societ del tesoriere dei fondi neri dell'EN Pacini Battaglia e veniva
diretta
dal suo collaboratore Roger Francis. (27) Francis invi, come ordinato, una fattura della Allied per
pi
di 10,5 milioni di dollari alla Montedison nternational NV, che fu pagata prontamente il 17 gennaio
1991. Quindi Pacini Battaglia, secondo le indicazioni del direttore finanziario dell'EN Ferranti,
distribu il denaro al partito socialista e a diverse persone nell'ambito di influenza dei socialisti
come ad
esempio il direttore dell'EN Gabriele Cagliari. Con ci Berlini e Pacini Battaglia avevano suddiviso
con successo la quota della tangente Enimont spettante ai socialisti.
PECCAT DELLA BANCA VATCANA
pagamenti alla Democrazia Cristiana erano di competenza dei due uomini di fiducia di Gardini,
Sergio Cusani e Luigi Bisignani. La raccolta fondi per la quota di questa tangente pass per affari
immobiliari fittizi di Gardini a Roma a carico della Montedison. fondi cos procurati figuravano in
forma di cosiddetti CCT. CCT sono obbligazioni di cassa della Repubblica italiana al portatore e
avrebbero potuto compromettere i loro destinatari, mediante il numero di serie, se fossero stati
venduti
ad una banca. democristiani insistettero per avere denaro contante. Poich Cusani, l'uomo di
fiducia di
Gardini, aveva buoni rapporti con il Vaticano e con la banca vaticana OR, il procuratore Di Pietro
suppose che lo OR avesse riciclato una parte delle tangenti Enimont, vale a dire cambiato i CCT
in
denaro contante. Nell'ottobre 1993 Di Pietro present al Vaticano una richiesta di assistenza
giuridica.
Senza grande speranza, in verit, perch Pio Cipriotti, giudice supremo del Vaticano, non l'aveva
mai
concessa prima alla giustizia italiana. Gi dopo il crollo del Banco Ambrosiano nell'anno 1982 il
Santo
Padre aveva rifiutato la collaborazione e aveva protetto Paul Marcinkus, l'arcivescovo a capo dello
OR, gravemente incriminato. Karol Wojtyla prefer vendere il Banco di Roma per la Svizzera, filiale
OR, alla SBG e rabbonire i creditori danneggiati dell'Ambrosiano con i 241 milioni di dollari cos
ricavati. (28) Nel 1987 il papa rifiut una richiesta di estradizione a Milano dell'arcivescovo
Marcinkus, richiamandosi ai patti lateranensi, stipulati con Mussolini nel 1929. Ma nel dicembre
1993
il Vaticano, suscitando lo stupore generale, ebbe un ripensamento e, per la prima volta nella sua
storia,
concesse assistenza giudiziaria all'talia in un caso di corruzione. E si tratt di una sorta di
confessione
che rivel che anche nella Banca vaticana si pecca. (29) Sergio Cusani aveva collaborato con
Luigi
Bisignani che fungeva, senza legami con altri, da intermediario con il Vaticano. Bisignani era una
figura pittoresca: giornalista dell'agenzia ANSA, membro della P-2 e consigliere di Licio Gelli,
lavor
pi tardi come uomo di collegamento di persone potenti, come Giulio Andreotti, con il Vaticano. Era
anche buon amico dell'amico di Andreotti Lamberto Dini, pi tardi direttore generale della Banca
d'talia e presidente dei ministri italiano. Dal 1989 Bisignani lavor anche come "consulente
esterno" di
Raul Gardini. Bisignani, Cusani e il manager della Ferruzzi Carlo Sama, trattarono con monsignor
Donato de Bonis, presidente dello OR, la fondazione dell'stituto San Serafino con domicilio
presso lo
OR. Scopo della fondazione doveva essere quello di versare ai partiti italiani e ad altre opere
caritatevoli generosi contributi. Bisignani riemp la cassa della San Serafino con obbligazioni statali
da
riciclare. Una parte del controvalore delle obbligazioni lo ricevette dallo OR in contanti. (30)
partner
della trattativa erano in stretti rapporti anche a livello personale. Monsignor De Bonis aveva unito in
matrimonio in Vaticano il manager della Ferruzzi con Alessandra Ferruzzi, la figlia erede del
gruppo
industriale. Dopo che si era dimesso da presidente dello OR, nel settembre 1993, il papa nomin
Monsignor De Bonis prelato dell'Ordine di Malta.
MERCHANTBANK CRAGNOTT & PARTNERS
Abbiamo gi appreso da alcune testimonianze che gli acrobati della finanza pensano volentieri per
"strutture", che oltrepassano paesi e legislazioni, eludono governi e parlamenti. Non si
preoccupano di
limitazioni economico-politiche nazionali. Sono instabili come il capitale che le attraversa.
Cambiano
sempre nome, domicilio, forma giuridica e personale - in totale conformit con le esigenze del
giorno.
Ad una buona "struttura" si addicono amministratori leali perch bisogna sfruttare al massimo ogni
pertugio. Al di l di tutti gli intrecci organizzativi, una "struttura" una rete di persone e di fedelt
mafiose. Un esempio la "struttura Cragnotti & partners". Sergio Cragnotti era un manager in
carriera
della Ferruzzi nel settore finanziario e negli anni '80 era considerato il braccio destro di Raul
Gardini.
Nel 1990 compr alla Matsack UK Ltd. di Londra nella Dublino irlandese una societ di comodo
senza
impiegati di nome Standuff Limited, nel cui consiglio di amministrazione egli entr con il suo
collaboratore Paolo Opromolla. Pi tardi anche Giuseppe Berlini, tesoriere dei fondi neri Ferruzzi a
Losanna, e Jean Marc Vernes, alleato di Gardini in Francia, entrarono nel consiglio di
amministrazione
Standuff. A met del 1991 la Standuff cambi nome in Cragnotti & Partners. Da Raul Gardini,
Arturo
Ferruzzi e Carlo Sama in gi, l'intero top management responsabile degli affari finanziari
internazionali
della Ferruzzi - Montedison entr nel consiglio di amministrazione, non escluso l'uomo di fiducia di
Gardini, Sergio Cusani .(31) Gi nel febbraio 1991 Cragnotti aveva fondato a Lugano la Cragnotti
&
Partners, Services, con domicilio nello studio legale Sganzini & Partner. A questa societ segu nel
marzo 1991 la Cragnotti & Partners Finance, pure a Lugano. Del consiglio di amministrazione della
C
& P Finance facevano parte l'allora consigliere nazionale ticinese FDP Geo Camponovo di
Chiasso,
l'avvocato Carlo Sganzini, il manager della Ferruzzi-Montedison Paolo Opromolla e il presidente
della
Curator, Giancarlo Cappello. (32) Presidente della Cragnotti & Partners Finance era Roberto
Marziale,
consigliere delegato della Montedison nternational a Viganello. Marziale era, allora, nonostante
avesse
appena 30 anni, un esperto specialista finanziario internazionale. Aveva cominciato nel 1984 come
praticante presso la Ferruzzi Services a Ginevra, era passato nel 1987 alla Montedison Finance
Lugano,
prima di diventare presidente della Montedison nternational. Marziale era anche consigliere
d'amministrazione di Fal NV (Curaao), dove, nel 1993, si era prodotto il buco gi descritto di 320
milioni di lire. noltre Marziale era presidente finanziario della filiale Enimont a Lugano-Viganello.
Quando nell'estate 1993 le pustole purulente si aprirono e Cragnotti entr a far parte dei sospettati
nello
scandalo Ferruzzi-Montedison (33), il pi scaltro Marziale se ne era gi andato alla C&P. Nel
maggio
1991 era stata fondata la Cragnotti & Partners Capital nvestment Luxemburg. Azionista principale
di
questa Joint- venture era la C&P ( Dublino) con il 45 %, inoltre quasi due dozzine di banche
famose
detenevano quote di minoranza: ad esempio lo Schweizerische Bankverein l '8,1 %, la Rabobank
(Svizzera) il 6,1 %, il Banco di Napoli il 5,1 % e il Crdit Lyonnais il 3,7 %. Del consiglio
d'amministrazione facevano parte Giuseppe Garofano, manager della Montedison-Ferruzzi,
Roberto
Michetti e Paolo Opromolla. Mancavano Gardini e Cragnotti, dopo la rottura di Gardini con la
famiglia
Ferruzzi. consiglieri d amministrazione svizzeri erano l' avvocato di Lugano Lucio Velo, Robert
Villiger, legato al Bankverein e Hans C. Schulthess, uomo della fiduciaria Fides (34). Che la C&P
Capital nvestment lussemburghese avesse grandi progetti, lo mostra l'entrata di Stanislas
Yassukovich
nel consiglio di amministrazione. Negli anni '70, Yassukovich era la superstar degli euromercati e
divenne pi tardi presidente dell'associazione londinese di categoria Securities Association. Egli
avrebbe dovuto procurare credibilit e rispettabilit alla C&P a Londra. All'inizio del 1994,
Yassukovich lasci di nuovo la C&P.(35) La C& P ha retto al tifone Mani Pulite, anche se
fortemente
ridimensionata.
C'E' VTA DOPO ENMONT?
Dopo aver comprato nel 1994 le aziende alimentari R Cirio Polenghi De Rica (conserve,latte),
allora
privatizzate, Cragnotti annunci sulla stampa il suo ritiro dagli affari finanziari. Divent un
industriale
romano e si dedic all'incarico di presidente dell'AS (Associazione sportiva) Roma e al
"Messaggero",
un giornale che aveva rilevato dai Ferruzzi dopo il loro crollo. Cragnotti non ha tuttavia interrotto
del
tutto i rapporti con la C&P da lui creata. tre procuratori della sua Cirio nternational BV,
Amsterdam,
filiale di Lugano, e precisamente Gianni Patuzzo, Daniele Poggi e Raffaele Riva, firmano tutti e tre
anche come procuratori della C&P Finance (Lugano). Poggi inoltre procuratore della succursale
di
Lugano della societ Cragnotti Compagnia Mobiliare SpA a Roma. L' ex presidente della C&P
Roberto
Marziale ha dato le dimissioni e ha fondato la societ finanziaria Sagres da lui presieduta.
Consiglieri
d'amministrazione della Sagres sono: Lucio Velo, consigliere d' amministrazione della C& P in
Lussemburgo, il socio di Velo Andrea Balerna (direttore della TS Truster) e Brunello Donati
(consigliere d'amministrazione della Atlantis di Friburgo). Del consiglio di amministrazione della
Sagres fa parte anche Silvano Grassi (direttore della filiale di Lugano della Societ Finanziaria
Chimica, una filiale dell'Enichem). Con ci risulta chiaro che l' EN non nutre alcun risentimento nei
confronti dell' ex manager della Ferruzzi-Montedison Marziale. Che il rapporto tra EN e
Montedison
sopravvivesse anche alla terribile avventura Enimont, costata la vita a due grandi presidenti, Raul
Gardini e Gabriele Cagliari, lo dimostra il consiglio d'amministrazione della C&P Services (Lugano).
Qui sedevano tranquillamente uno accanto all'altra al tavolo delle sedute, alla fine del 1995, la
rappresentante dell'Enichem Fiamma Bindella e l'uomo della Montedison Fabio Gaggini. Si
scambiavano solo ricordi? Ci farebbe veramente piacere sapere che affari venivano qui trattati.
Note:
1) Verbale dell'interrogatorio di Giuseppe Berlini, 25.7.93
2) Telemontecarlo fu venduta pi tardi all'imprenditore e politico fiorentino Mario Cecchi Gori, che
negli anni '90 divenne un imprenditore mediatico.
3) "L'Unit", 8.12.93. Nel dicembre 1993 Mario Schimberni fu arrestato dai procuratori di Mani
Pulite
per sospetto di falso in bilancio e finanziamento illegale dei partiti. L'accusa era che tra il 1984 e il
1987, prima che Ferruzzi rilevasse la Montedison, egli avesse aumentato i fondi neri alla
Montedison
nternational svizzera, usati probabilmente per corrompere i politici, a 500 miliardi di lire.
4) "Panorama", 31.12.93
5) Nel 1989 Gardini aveva cercato di mettere alle corde ("corner") il mercato della soia di Chicago
con
l'impiego di circa 350 milioni di dollari. l termine tecnico, tratto dal linguaggio della borsa, significa
acquisire tanti Futures (diritti d'acquisto del prossimo raccolto di soja), cos che la libera offerta
divenga troppo limitata e il prezzo della soja si alzi. Per cui Gardini, in una vendita controllata,
avrebbe
potuto valorizzare i suoi Sojafutures (diritti d' acquisto ad un prezzo pi basso fissato prima). Ma la
prassi di mettere alle corde ("corner") un mercato, mediante un massiccio intervento, vietata in
base
al regolamento del CBOT (Chicago Board of Trade). l presidente del CBOT Karsten Mahlmann
costrinse Gardini a liquidare in perdita gran parte delle sue posizioni. Si dice che con ci la
Ferruzzi
abbia perduto 350 milioni di dollari. Una parte di queste perdite Gardini le nascose nella struttura
segreta di Berlini. Dopo la sua morte questi buchi vennero alla luce seminando sgomento tra gli
azionisti di minoranza della Ferruzzi.
6) Nuovi presidenti divennero, accanto ad Arturo Ferruzzi, Carlo Sama e Vittorio Giuliani Ricci,
sposati entrambi, come Gardini, con figlie del patriarca Serafino. Dopo i grandi scandali del 1993,
la
famiglia Ferruzzi fu estromessa dal gruppo. Questo fu risanato e ristrutturato con successo dal
manager
Guido Rossi, sotto la responsabilit della Mediobanca milanese.
7) Anche il presidente della Montedison Giuseppe Garofano, arrestato a Ginevra il 16 luglio,
conferm
nelle sue dichiarazioni l'importante ruolo di Berlini.
8) Verbale dell'interrogatorio di Giuseppe Berlini, 25. 7. 93, foglio n.5
9) Markus Binggeli era nel 1995 presidente della Fidinam Fiduciaire (Ginevra). Del consiglio di
amministrazione facevano parte Tito Tettamanti, Rolf Macchi e Jean Steiner. Nel management
firmavano Christian Durussel, Luis Arias, Patrice Aubry e Peter Wyss, la revisione era compiuta da
Fidirevisa SA.
10) Alla stampa ticinese quest'operazione non era rimasta ignota. l 4.10.89 il "Giornale del
Popolo"
scrisse che l'acquisto di azioni era avvenuto per via fiduciaria per un importante cliente italiano,
probabilmente il gruppo Ferruzzi.
11) Verbale dell'interrogatorio di Renato Picco, 22.11.93
12) Verbale dell'interrogatorio di Giuseppe Berlini, 15.9.93
13) Verbale dell'interrogatorio di Renato Picco, 22.11.93
14) Come gi ricordato, era emerso in questa ditta gi nel 1988 un buco di 500 miliardi di lire, di
cui fu
attribuita la responsabilit all'allora capo della Montedison Mario Schimberni.
15) "L'Espresso", 11.7.93
16) L'Espresso, 11.7.93
17) L'stituto Valina (Etablissement Valina) ha una storia movimentata. Fu fondato nel 1935
dall'austriaco Helmuth Merlin, allora vicepresidente del famoso Praesidial- Anstalt di Vaduz. Nel
1979
Merlin fu sostituito nel consiglio di amministrazione da Markus Binggeli (Ginevra) e da Alfred
Hasler
(Vaduz). Binggeli era allora un ambizioso dirigente della filiale ginevrina della societ fiduciaria
Fidinam di Tito Tettamanti, Hasler era, dall'inizio degli anni '60, il pi importante uomo di fiducia
della
Fidinam in Liechtenstein. Gi nel 1982 Binggeli e Hasler lasciarono la Valina e furono sostituiti da
Hannelore Donhauser e Edwin Nutt (entrambi di Vaduz). due diedero a loro volta le dimissioni nel
1988 a favore di Markus Hasler (Vaduz). (Per la storia della Fidinam vedi cap.16)
18) Assemblea Montedison SpA, Milano del 30 agosto 1993: Stralci del rapporto Deloitte &
Touche,
Gruppo Montedison nternational Holding Company
19) nomi di queste 23 societ e delle loro banche di riferimento sono: Carelle SA (Panama),
banche di
rif.: ndosuez (Luxemburg), BS (Ginevra); Yerovi SA (Panama), banche di rif.: ndosuez
(Lussemburgo), UOB (Lussemburgo), BS (Nassau); Etablissement Valina SA (Vaduz), banca di
rif.:
BS (Ginevra); Wesex nvestment nc.(Panama), banche di rif.: S.E.B.(Lussemburgo), UOB
(Lussemburgo), Bank Leu (Ginevra); Honil Ltd.(sola di Man), banche di rif.: CCF (Ginevra), UOB
(Lussemburgo), Paribas (Nassau; Lamerton Holding nc.(Panama), UOB (Lussemburgo), ndosuez
(Lussemburgo); Amapola R.Estate Est.(Vaduz), banca di rif.: UOB (Lussemburgo); Xoil
Corporation
(Panama), banca di rif.: Banca del Gottardo (Nassau); Kiwexim(Panama), banca di rif.: BS
(Ginevra);
Esib Smile (Vaduz), banca di rif.: BS (Guersney); Sofilu nc.(Panama), banca di rif.: BL
(Lussemburgo); Clubeira Est.(Panama), banca di rif.: Banca del Gottardo (Lussemburgo); Fidinam
SA
Ginevra, banca di rif.: BS (Ginevra); Gratisalz SA (Panama), banca di rif.: BS (Ginevra);
Greengage
nv.Ltd.(Panama), Banca di rif.: ndosuez (Lussemburgo); Participations Europennes SA
(Lussemburgo), banche di rif.: ndosuez (Lussemburgo), UOB (Lussemburgo); Luxembourg
European
nvestment Holding SA (Lussemburgo), banche di rif.: UOB (Lussemburgo), Bank Leu (Ginevra),
Compagnie nternacional de ndustria y Comercio (Paraguay), banca di rif.: Bank Leu (Ginevra);
Zinal
Corporation,(Panama), banche di rif.: Bank Leu (Ginevra), BS (Ginevra); Cross Hill nvestments
(Panama), Banca di rif.: BS (Ginevra); Faltet SA (Panama), banca di rif.: DG Bank (Ginevra);
Onley
nc.(Lussemburgo), banca di rif.:BL (Lussemburgo); Union Securities (Lussemburgo), banca di rif.:
BL (Lussemburgo).
20) A livello internazionale la Price Waterhouse era gi abituata a queste accuse. La societ aveva
convalidato per anni il bilancio alla malconcia e criminale Bank of Commerce and Credit
nternational
(BCC), finch l'istituto nel giugno 1991 fu chiuso improvvisamente dalle autorit. liquidatori della
BCC, Touche & Ross, hanno perci sporto denuncia contro Price e Waterhouse. Nel giugno 1994
presso un tribunale australiano si inizi un'azione legale di 1,1 miliardi di dollari australiani. Si
trattava
qui del collasso della South Australia State Bank, i cui bilanci erano stati controllati dalla Price
Waterhouse.
21) Come gi ricordato, Cappello faceva parte anche dei consigli di amministrazione di numerose
affiliate svizzere dell' EN. E anche del consiglio di amministrazione della Enichem Finance - che
veniva controllata dalla Curator Revision- e della Enimont nternational (Lugano), l'affiliata svizzera
di
quella Joint-venture tra Enichem e Montedison, e ancora di Cragnotti & Partners (Lugano), la
Merchantbank fondata dal braccio destro di Gardini.
22) Altri mandati di consiglio d'amministrazione di Ernst Esslinger: Aerpat AG ( Zug); Girofina AG
(Zug); ndustrial Machinery Company (Zug); Curator & Horwath AG (Zurigo). (Fonte: Orell Fssli/
Teledata: Die Schweizer Wirtschafts-CD-ROM. Version 1996/1, giorno: 1.8.95
23) Un articolo sul ruolo della Curator apparve l'11 ottobre 1993 nel "Wall Street Journal Europe".
24) Gisler, Markus : ,Wirtschaftsdelikte - Herausforderung fr die Revision'. ('Reati economici- Una
sfida per la revisione'), Zurigo, 1994
25) L'11 % della quota libera lo accaparrarono fiduciariamente per Gardini la nvestmentbank
Prudential Bache statunitense, l'amico finanziere Gianni Varasi e il partner francese di Gardini,
Jean
Marc Vernes.
26) l presidente del tribunale Curt e Palladino finirono entrambi in prigione nel settembre 1993
perch erano stati compensati con tangenti per aver favorito l'EN.
27) "L'Espresso", 15.8.93
28) La SBG diede alla banca acquistata il nuovo nome di Banco di Lugano.
29) Oltre che nello scandalo Enimont, il Vaticano era implicato in altri affari di tangenti. Al centro
c'era
il corrotto cardinale Fiorenzo Angelini, nel cui ufficio il pittore comunista italiano Renato Guttuso,
poco prima della morte, pass alla fede cattolica. Dal 1970 Angelini era responsabile del settore
sanit
in Vaticano ed era inoltre presidente dell'associazione italiana dei medici e dei farmacisti. Egli
interveniva di volta in volta presso Duilio Poggiolini che, nel ministero italiano per la salute, era
responsabile dell'accettazione dei farmaci. Le ditte farmaceutiche che lo corrompevano,
ottenevano che
le loro nuove medicine comparissero subito nella lista dei farmaci mutuabili. (vedi p.56 segg.)
30) Calvi, Fabrizio et Sisti, Leo: 'Les Nouveaux Rseaux de la Corruption' . Parigi, 1990, p.238
31) Companies Register, Dublino.
32) l socio di Cappello Ernst Esslinger era revisore della Montedison nternational (Lugano).
33) Nel 1994 Cragnotti fu condannato in prima istanza a Ravenna per reati economici ad una
breve
pena detentiva. Gi nel 1993 era stato escluso dal commercio nell'Ontario canadese per insider-
trading.
34) Tribunal d' Arrondissement de et Luxembourg, Registre du Commerce et des Socits
35) Financial Times, 7.3.94
10 LUGANO - L'HNTERLAND D BERLUSCON
L'ascesa e la caduta di Silvio Berlusconi sono strettamente legate ai suoi affari non trasparenti
sulla
piazza finanziaria di Lugano. A met degli anni '60 Berlusconi era un giovane speculatore
immobiliare
ambizioso, e il suo primo grande quartiere residenziale per 4.000 inquilini lo fece sorgere a
Brugherio,
a nord di Milano. l capitale necessario arriv dalla Svizzera. Socio occulto dell'impresa costruttrice
di
Brugherio (Edilnord societ in accomandita Silvio Berlusconi e soci) era la Societ finanziaria per
residenze s.p.a. (Lugano), rappresentata dall'avvocato ticinese Renzo Rezzonico. La finanziaria
svizzera forn alla Edilnord il capitale, mentre Berlusconi in cambio di una percentuale sugli utili
forn
la forza lavoro. (1) Subito dopo aver terminato il complesso di Brugherio, Berlusconi intraprese un
progetto ancora pi vasto: Milano 2, una citt artificiosa, quasi fosse stata prodotta in provetta, per
10.000 abitanti nel sobborgo milanese di Segrate. L'impresa costruttrice era la societ in
accomandita
Edilnord Centri Residenziali, Lidia Borsani e soci. La signora Borsani era una cugina di Berlusconi
e
fungeva da prestanome con una quota minima di capitale. l 96 % del capitale era posseduto dalla
S.p.a.
svizzera per investimenti immobiliari in centri residenziali (Lugano), presieduta di nuovo da Renzo
Rezzonico. (2) l 2 febbraio 1973 Berlusconi fond a Milano un'altra impresa di costruzioni, la
talcantieri. Le formalit necessarie furono sbrigate dal notaio Renato Pironi e dalla casalinga Elda
Brovelli. Pironi operava in nome della Cofigen s.p.a. (Chiasso) e Brovelli in nome della Eti s.p.a.
holding, pure di Chiasso. (3) L' Eti era stata fondata il 24 aprile 1969 da una ticinese e da due
ticinesi:
Ercole Doninelli, sua moglie Stefania Doninelli-Binaghi e Arno Ballinari.(4) La Signora Doninelli
sottoscrisse 48 delle 50 azioni Eti a 1000 franchi per e in nome della Aurelius Financing Co. SA
(Chiasso).(5) La Cofigen SA era una joint-venture della Banca della Svizzera taliana (BS) e della
Banca privata di credito zurighese (PKB) (6). La BS era allora controllata dalla statale Banca
Commerciale taliana, azionista di minoranza della BS era Tito Tettamanti. l cablaggio delle
abitazioni di Milano 2 permise a Berlusconi di inaugurare agli inizi degli anni '70 per questo
quartiere il
canale TV via cavo Telemilano. Cominci cos la sua ascesa a dominatore incontrastato della TV
italiana. Grazie alla sua alleanza con il maestro della loggia P2 Licio Gelli e con il segretario
socialista
Craxi, fece una carriera rapidissima. Alla P2 aveva aderito segretamente nel 1978 e il contatto con
Craxi glielo aveva procurato l'architetto e intimo di Craxi, Silvano Larini. Nei decenni della sua
ascesa
Berlusconi coltivava rapporti con la Svizzera poco visibili all'osservatore esterno. Se si esclude il
fatto
che egli aveva preso in affitto a St. Moritz la villa del deposto sci di Persia.
OPERAZONE MATO GROSSO
Nei rapporti di polizia ticinesi il nome di Berlusconi comparve a dire il vero all'inizio degli anni '90 ai
margini dell'operazione Mato Grosso. Si chiam cos tra il febbraio e l'ottobre 1991 un
procedimento
istruttorio internazionale contro il traffico di cocaina in Brasile. Nel gennaio 1991 alla Migros Bank
di
Lugano, fall una notevole operazione di riciclaggio di denaro di un cliente e fu arrestato il
brasiliano
Edu De Toledo. La procura federale, il comando di polizia e la procura ticinesi decisero di inviare in
Brasile il commissario di polizia ticinese Fausto Cattaneo come investigatore in incognito. Nella
relazione sulla sua missione nel paese sudamericano il commissario Cattaneo scrisse tra l'altro del
narcotrafficante brasiliano Juan Ripoll Mary. Questo gli avrebbe parlato delle sue operazioni di
riciclaggio con quattro societ di Panama, rappresentate anche a Lugano, e a questo proposito
avrebbe
affermato: "l denaro che arriva dall'talia proviene dall'impero finanziario di Silvio Berlusconi"7).
Con
disappunto del commissario Cattaneo, Carla del Ponte e le autorit di giustizia e di polizia
competenti
non valutarono pi di tanto queste e altre considerazioni e tutto fu silenziosamente archiviato.
Questo
nonostante il nome di Berlusconi fosse gi emerso alcuni anni prima in margine ad un affare di
riciclaggio: nel 1985 nell'ambito delle inchieste relative a Pizza Connection. Allora il procuratore
italiano Antonio Di Maggio fece visita a questo proposito al collega Dick Marty di Bellinzona.
All'incontro era presente anche il commissario Cattaneo.
MAN PULTE COLPSCE BERLUSCON
Berlusconi e il gruppo Fininvest riuscirono ancora a superare in qualche modo la prima fase delle
inchieste milanesi sulle tangenti, tra la fine del 1992 e la fine del 1994. Nonostante numerosi
procedimenti a suo carico per diversi reati economici e nonostante la condanna di suo fratello
Paolo per
corruzione, nel marzo 1994 Silvio Berlusconi fu eletto presidente del Consiglio dei ministri. Nel
corso
dei suoi otto mesi a Roma Berlusconi fece il possibile per sabotare il lavoro della giustizia
milanese,
cosa che alla luce degli avvenimenti successivi si capisce fin troppo bene. Alla fine del dicembre
1994
il suo tempo come presidente del Consiglio era in definitiva scaduto. Gi il 5 dicembre 1994 il
procuratore Carla del Ponte aveva ordinato due perquisizioni domiciliari a Lugano motivate da
procedimenti d' assistenza giuridica della procura di Milano: una alla Fininvest Service a Lugano-
Massagno e una alla banca Arner di Lugano. La Fininvest di Berlusconi era sospettata di aver
corrotto
la polizia finanziaria , per evitare un controllo fiscale della contabilit.(8) Come consueto in casi del
genere, gli avvocati di Berlusconi, sollecitati da Pier Felice Barchi, consigliere d'amministrazione
della
Fininvest Service (Lugano-Massagno), fecero subito ricorso. La grande importanza che la filiale
Fininvest ticinese riveste per la centrale di Milano appare chiara se si considera la composizione d'
alto
livello del consiglio di amministrazione. Presidente e delegato era Giancarlo Fiscale , cugino di
Berlusconi e uno dei suoi manager pi importanti. Membri erano l'avvocato Barchi, l'ex moglie di
Foscale Canda Camaggi e i due fiduciari ticinesi Giorgio Ferrechi e Mario Postizzi.(9) Ma questa
volta
la grandine dei ricorsi della Fininvest non serv a nulla. L'8 dicembre 1995 il tribunale federale li
respinse tutti, e l'intero materiale sequestrato nelle perquisizioni and a Milano. n seguito i
procuratori
milanesi analizzarono i documenti provenienti dalla Svizzera e estesero le loro ricerche a Londra e
a
Montecarlo. l 16 aprile 1996 irruppero nello studio legale londinese di David Mc Kenzie Mills, che
da
16 anni era rappresentante legale della Fininvest a Londra. Sequestrarono la documentazione sull'
impero offshore della Fininvest. Soprattutto cercarono informazioni sulla societ All berian , che
Foscale aveva fondato a Jersey nel canale della Manica. Questa societ sarebbe stata usata per
pagare
una tangente di dieci miliardi di lire di Berlusconi a Bettino Craxi.(10) l 16 maggio 1996 il
management finanziario Fininvest, composto di sette persone, venne arrestato a Milano e a
Montecarlo,
tranne Giancarlo Foscale che present un certificato medico. Rest in libert la direttrice
amministrativa della Fininvest Services a Lugano, Candia Camaggi, perch i reati economici che le
venivano imputati, non erano in Svizzera motivo sufficiente per arrestarla. Mario Vanoni, direttore
della tesoreria Fininvest a Montecarlo, si sottrasse al carcere con la fuga. Le accuse del giudice
istruttore si rivelarono pesanti: "Gli imputati Berlusconi, Foscale, Gironi, Camaggi, Scabini,
Moranzoni
e Zenoni hanno falsificato in modo fraudolento il bilancio consolidato del gruppo Fininvest dal 1989
al
1995" (11). Si tratta dell'impero offshore,composto di circa 50 societ in Svizzera, Lussemburgo,
Panama, Malta, nghilterra e sole Vergini britanniche che la Finivest secondo l'accusa gestiva
come
contabilit parallela in nero. Dopo le prime valutazioni i revisori contabili della procura pervennero
ad
una cifra di 300 milioni di dollari, di cui 91 miliardi di lire destinati alla corruzione di partiti e politici.
noltre 150 milioni di dollari giunsero attraverso la societ offshore Natoma allo speculatore
immobiliare milanese Renato della Valle 12). Questo pagamento ebbe l' effetto di materiale
esplosivo.
Della Valle aveva infatti appena comprato il 32% della stazione televisiva Telepi di Berlusconi ,che
le
nuove leggi italiane sui media costringevano a vendere. Questo pagamento dest il sospetto che
Berlusconi facesse una finta vendita. Si sparse allora anche la voce che la Natoma di Berlusconi
avesse
pagato alla Arner SA (Lugano) molti miliardi di lire sul conto 60028 di questa societ presso la
Vereinsbank nternational (Lussemburgo). Ci che successe con questo denaro oggetto di
indagine.
Nel consiglio di amministrazione della Arner SA (Lugano) erano presenti l'italiano Paolo Del Bue e
il
ticinese Nicola Bravetti (13). La societ era parte di un intero gruppo di societ dello stesso nome
( Arner Fiduciaria, Arner Merchant, Banca Arner) al cui vertice accanto a Del Bue operava l'italiano
vo Sciorilli Borrelli. l gruppo Arner era attivo nel business offshore e comparve nelle liste di questo
settore. (14) La Banca Arner, nave ammiraglia del gruppo Arner, pu rivendicare per s l'ambiguo
record svizzero di essere stato perquisito dalla polizia nell'ambito di una richiesta di assistenza
legale il
5- 12- 1994. Come presidente dell'Arner Paolo Del Bue e vo Sciorelli Borelli avevano ingaggiato lo
specialista dell'offshore Lucio Velo (15). Vicepresidente divenne Borelli , mentre il consiglio di
amministrazione era completato dai due ticinesi Giovanni Giacomo Schraemli, un ex direttore della
BS , da Nicola Bravetti e dall'avvocato di Zurigo Johannes Stolba.(16)
GUDC ROMAN CON CONT BANCAR A LUGANO
l 12 marzo 1996 furono arrestati a Roma Renato Squillante e Attilio Pacifico (17). l procuratore di
stato Squillante era il capo supremo di tutti i giudici istruttori e Pacifico un avvocato famoso. Gli
arresti
avvennero in seguito alle dichiarazioni di Stefania Ariosto. Era l'ex fidanzata dell'avvocato Vittorio
Dotti, uno dei pi stretti collaboratori di Silvio Berlusconi. Gi nel luglio 1995 la Ariosto,
pseudonimo
"Omega", aveva cominciato a fare rivelazioni, destinate a influenzare il corso della politica italiana.
Le
sue accuse portano alla conclusione che gli avvocati romani Cesare Previti e Attilio Pacifico
corrompevano i giudici e gli avvocati di Roma nell'interesse di Berlusconi. Previti era un suo
vecchio
amico fidato ed era stato anche il suo ministro della difesa. Pi tardi le inchieste si allargarono ad
otto
alti funzionari romani dell'ordine giudiziario. (18) l controllo pi stretto cui fu sottoposto l'avvocato
Attilio Pacifico, collaboratore del presidente dei giudici istruttori, mise in moto un nuovo scandalo,
che
sottoline la credibilit della testimone Ariosto. Pacifico fu sospettato di avere incassato insieme
con i
due avvocati Giovanni Acampora e Cesare Previti dall'industriale Nino Rovelli una tangente di 67
miliardi di lire, per corrompere i giudici che esaminavano la denuncia di Rovelli contro la banca di
stato M. Pacifico e Acampora furono arrestati a met maggio 1996, Previti rest in libert grazie
all'immunit parlamentare di cui godeva in quanto presidente del gruppo di Forza talia in senato.
L CASO M-SR
l caso M/ SR, che porta a tutti questi arresti, una storia italiana di corruzione di dimensioni
epiche,
in cui diviene particolarmente evidente anche il ruolo della Svizzera quale hinterland e scialuppa di
salvataggio dei protagonisti. Gli inizi risalgono alla met degli anni '60: Nino Rovelli, un protetto del
presidente del Consiglio Giulio Andreotti, incass elevate sovvenzioni quando promise di portare in
Calabria posti di lavoro con la sua azienda chimica SR. Ma non se ne fece nulla. Mentre Rovelli
diventava sempre pi ricco, la SR passava da un flop all'altro e nel 1978 fece clamorosamente
bancarotta. Si giunse ad un processo contro Nino Rovelli. Per sottrarsi ad un ordine d'arresto nel
1980
egli fugg in segreto a Zurigo con la sua famiglia. Ma il suo protettore Andreotti continu a dargli
manforte e nel 1982 l' ordine d'arresto fu revocato. Rovelli port in giudizio a sua volta la banca
ipotecaria statale M (stituto mobiliare italiano), che aveva fatto fallire la SR, quando non aveva
pi
pagato gli interessi. Segu una controversia giuridica protrattasi per dodici anni che si concluse
all'inizio del 1994 con la condanna dell'M che dovette pagare agli eredi di Rovelli, morto a Zurigo
nel
1990 di infarto miocardico, nientemeno che 590 milioni di franchi. Poich l'M non disponeva degli
spiccioli necessari, lo stato si assunse l'onere del pagamento: 100 milioni passarono come tassa
nelle
casse statali del Canton Ticino. Nel marzo 1996 i procuratori trovarono nell'agenda di Pacifico
tracce di
incontri con Felice Rovelli, figlio di Nino Rovelli. Poi i procuratori di Milano interrogarono a Berna l'8
maggio 1996, chiamando a consulto Carla del Ponte, Felice e sua madre. due eredi di Rovelli
dichiararono di aver pagato ai tre avvocati romani 67 miliardi di lire di tangenti, 21 a Previti, 13 ad
Acampora, e 33 a Pacifico. n cambio i tre, grazie ai loro buoni rapporti con l'alta burocrazia
giudiziaria, si adoperavano per un esito favorevole del processo contro l'M.
LA FNE D BERLUSCON
Nell'aprile 1996 Forza talia perdette le elezioni. All'inizio di luglio Berlusconi fu messo sotto accusa
insieme con il suo pi importante manager finanziario, per pagamento di tangenti a Craxi e falso in
bilancio alla Fininvest. E contemporaneamente Cesare Previti, il suo pi autorevole collaboratore
in
Forza talia, si sottrasse alla carcerazione preventiva per grave sospetto di corruzione, solo grazie
all'immunit parlamentare. Con ci si annunci nell'estate 1996 la fine del sogno di Berlusconi di
una
seconda presidenza del Consiglio.
Note:
1) Ruggeri, Giovanni e Guarino, Mario: 'Berlusconi, Showmaster der Macht' ('Berlusconi,
Showmaster del potere') Berlino, 1994, p.36
2) l 96 % del capitale di questa societ lo deteneva la filiale di Lugano della Discount Bank
Overseas
(Ginevra), che appartiene alla famiglia Recanati (srael Discount Bank). Negli anni '50 e '60 era la
pi
grande banca straniera della Svizzera finch fu superata dalla Trade Development Bank di
Edmond
Safra. Edmond Safra e i Recanati controllano insieme la Fibi Bank israeliana.
3) Ruggeri, Giovanni e Guarino, Mario, op. cit., p.42
4) Nell'ufficio del notaio Ercole Doninelli, a Chiasso, fu fondata nel 1956 anche la Fimo, della quale
egli rilev pi tardi una quota di capitale del 25 %. Vedi p.23 segg.
5) Atti costitutivi dell'Eti, Registro commerciale di Mendrisio. La Aurelius Financing Co. Aurelius fu
fondata a sua volta l'11 aprile 1992 ed era controllata per il 95% dalla nterchange Bank (Chiasso).
Per
l'nterchange vedi la nota a p.53.
6) La Privat Kredit Bank era controllata per l'83% dalla Compagnie de l'Occident pour la Finance et
l'ndustrie (COF), una joint-venture della BS con il banchiere privato di Ginevra Robert Leclerc e
la
societ finanziaria italiana Milano nternazionale.
7) Cattaneo, Fausto: Rapporto di Segnalazione sull'inchiesta Mato Grosso. Bellinzona, 27
novembre
1992, p. 18 segg.
8) A questo proposito cominci a Milano un procedimento giudiziario che tuttavia il giorno stesso fu
rimandato a tempo indeterminato.
9) l 94% del capitale azionario di un milione di franchi si trovava presso la Fininvest Servizi SpA
( Milano), il 5% della Fininvest Service (Lugano) alla Discount Trust Company SA Lugano ( che
negli
anni '60 con il suo vecchio nome Discount Bank Overseas aveva contribuito a finanziare l'ascesa
di
Berlusconi). L'ultima percentuale era presente alla Suprafid SA (Lugano), a cui partecipavano per
met
la Discount Trust Company SA e per met l'avvocato Renzo Rezzonico (Rezzonico aveva
presieduto a
met degli anni '60 le prime societ finanziarie di Berlusconi. Negli anni '90 faceva parte, insieme
con
il consigliere d'amministrazione della Fininvest Servizi Lugano Giorgio Ferrechi, del consiglio di
amministrazione della Allfinanz AG [Zug] e della Precicast [Novazzano]
10) "L'Espresso", 30.5.96. l processo contro Berlusconi, Craxi e altri imputati per finanziamento
illegale dei partiti e falso in bilancio fu fissato per il 21 novembre 1996.
11) "L' Espresso", 23. 5. 96
12) "L' Espresso", 30. 5. 96
13) Paolo Del Bue era anche consigliere d'amministrazione del giornale finanziario "Milano
Finanza".
14) Attraverso la sua affiliata Wedel Holdings a Tortola (sole Vergini britanniche) la Banca Arner
era
collegata per affari con il re dell' offshore Hoogewerf del Lussemburgo. nsieme con la societ di
Hoogewerf Wenham Ltd. (Douglas, sle of Man) la Wedel Holdings aveva partecipazioni alle 4
societ
lussemburghesi Etairoi Holding SA, Carib Holding SA, Caribbean Estate Company SA e Caribbean
Hotel & Resort SA.
15) Nel corso degli anni '70 Lucio Velo aveva studiato legge a Ginevra e aveva fatto il praticantato
di
avvocato nello studio Tettamenti & Spiess. Pi tardi si rese professionalmente indipendente nel
1985
fond tra l'altro il gruppo TS Truster (il 96% del capitale azionario della TS Truster era stato
sottoscritto dalla Midgen Corp. Panama, nel cui consiglio di amministrazione erano presenti i due
manager Fidinam Markus Binggeli e Christian Durussel). All'inizio degli anni '90 Velo fece la sua
comparsa nel consiglio di amministrazione della Cragnotti & Partners in Lussemburgo, una banca
offshore di Sergio Cragnotti, allora mano destra del presidente della Ferruzzi Raul Gardini (vedi
cap.
9).
16) Stolba faceva parte anche del consiglio di amministrazione della Banque de Patrimoines
Privs
(Ginevra)- vedi anche pag. 191 segg.
17) La giustizia italiana supponeva che Squillante e Pacifico avessero usato per le tangenti i loro
conti
presso la Societ Bancaria Ticinese (SBT, Bellinzona). Alle richieste di assistenza giuridica ricevute
la
SBT aveva risposto con ricorsi. Ma il direttore della SBT Resinelli aveva sottovalutato la risolutezza
della procura milanese. All'inizio del luglio 1996 il procuratore Gherardo Colombo mise agli arresti
domiciliari per una settimana Resinelli, che stava trascorrendo le ferie nella sua villa a Porto Cervo
in
Sardegna.
18) Precisamente ad Antonio Pelaggi, Tommaso Figliuzzi, Raffaele Fiore, Fabio Mondello, Michele
Coiro, Raffaele de Luca Comandini, Vittorio Mele, Giorgio Santacroce, Orazio Savia, vo Greco.
11 NTERROGATV SU CARLA DEL PONTE
All'inizio del dicembre 1993, poco dopo che aveva interrotto le indagini nel caso Fimo (vedi p.49
segg.), ci fu per Carla del Ponte il grande balzo in avanti nella carriera: fu promossa procuratrice
federale. La ticinese con la fama di impavida cacciatrice di mafiosi salv allora il ministro della
giustizia Arnold Koller da una situazione estremamente sgradevole. Koller cercava urgentemente,
dopo
molte risposte negative, candidati validi per l'ingrato compito di riorganizzatore della procura
federale
fortemente danneggiata dalla crisi di dirigenza e del sistema degli schedari .(?) Da quando Rudolf
Gerber nel marzo 1989 era stato licenziato, l'ufficio guidato dal tappabuchi Willy Padrutt, andava
avanti senza un piano preciso. Gerber era stato destituito a suo tempo, dopo aver fatto oggetto di
pesanti intimidazioni e di angherie Jacques- Andr Kaeslin, l'investigatore della polizia federale,
addetto al narcotraffico. Kaeslin si era lamentato presso l'ex presidente del tribunale federale
Arthur
Haeflinger, che a seguito dello scandalo Kopp conduceva un'inchiesta amministrativa interna.(1)
Secondo Kaeslin Gerber considerava la lotta al narcotraffico internazionale non un compito
centrale ma
un noioso fattore di disturbo. Egli bloccava quindi di volta in volta i rapporti sul riciclaggio di denaro
di Kaeslin. E ci avvenne anche con quella relazione in cui compariva per la prima volta la societ
per
il commercio di valute Shakarchi Trading AG a Zurigo, nel cui consiglio di amministrazione era
presente il marito della consigliera federale Hans W. Kopp. Kaeslin perse le staffe, e pass
sottomano il
suo rapporto all'Ufficio federale per la giustizia. Si giunse cos, in seguito a quella "brevissima
telefonata" in codice della consigliera federale al marito Hans, che produsse il ritiro inglorioso di
Elisabeth Kopp. Quando nel 1989 il consigliere federale Arnold Koller successe alla signora Kopp,
ministro della giustizia decaduto, la riorganizzazione e il nuovo orientamento strategico della
procura
federale, ormai senza guida, divennero un compito importante del dipartimento di giustizia e di
polizia.
Sia la situazione disastrosa degli schedari che la fine della guerra fredda rendevano necessario un
nuovo leitmotiv ideologico per la difesa dello stato. La procura dello stato era scossa da una crisi di
adattamento. Tale crisi era rafforzata dall'insicurezza serpeggiante tra i funzionari al numero 10
della
Taubenstrasse di Berna. n primo luogo il parlamento si occup di settori per la protezione dello
stato
non controllati da decenni, dove burocrati incompetenti avevano tirato a campare. n questa
situazione
due compiti principali attendevano il nuovo procuratore di stato: riposizionare il suo tribunale
nell'ambito della lotta al crimine organizzato e alla corruzione e d'altra parte elaborare e presentare
progetti per la riorganizzazione interna.
SCELTA DEALE O FLOP?
l primo aprile 1994 Carla del Ponte assunse il suo alto incarico a Berna, e due anni dopo si
present il
problema se il consiglio federale avesse fatto una scelta ideale o dovesse assumersi la
responsabilit di
un flop. l riposizionamento della procura federale sul terreno della lotta alla mafia e alla corruzione

riuscito alla del Ponte, per lo meno a guardar da fuori. Non sono pi gli schedari che
contrassegnano
l'immagine della procura federale presso l'opinione pubblica, bens la battaglia della del Ponte
contro la
corruzione all'Unione casearia, al dipartimento militare o all'ufficio federale per la statistica. Per
quanto
riguarda la riorganizzazione dei compiti del suo ufficio la procuratrice federale ha invece da esibire
poco di concreto. Anzich presentare progetti consistenti, fino alla primavera 1996 la del Ponte
chiese
solo pi poteri.(2) Voleva avocare a s procedimenti giudiziari importanti per tutta la Svizzera e sul
piano internazionale e auspicava una legge sui testimoni principali e un programma di protezione
dei
testimoni, come esisteva gi negli USA o in talia. (3) Lealmente bisogna ricordare che
l'inadeguatezza
programmatica nel dipartimento di giustizia non rappresenta l'eccezione ma la regola. La
procuratrice
federale si trova in ci in ottima compagnia con il presidente della polizia federale Urs von Dniken
e il
presidente dell'ufficio federale di polizia, Josef Anton Widmer.(4) Alcuni funzionari non ressero al
caos
della procura federale. l sostituto della Del Ponte Markus Peter e il segretario di direzione Roland
Sitter diedero le dimissioni nell'autunno 1995, mentre un terzo collaboratore, precisamente
l'addetto al
servizio stampa Peter Lehmann fece sapere contemporaneamente che egli voleva, all'occasione,
cambiare lavoro. Significativo dei problemi del terzetto, responsabile della sicurezza interna, al
vertice
del dipartimento di giustizia fu la strutturazione dissennata dell'Ufficio centrale, di nuova
costituzione,
contro il crimine organizzato (5) L'Ufficio centrale, suddiviso inizialmente nei settori narcotraffico,
denaro falso e tratta degli schiavi, dava l'impressione che il fenomeno "criminalit organizzata"
fosse
interpretato nel dipartimento Koller in chiave puramente criminale.(6) La strutturazione dell'Ufficio
sulla base di crimini punibili presuppone una chiara linea di confine tra legalit e illegalit, che nel
cosiddetto crimine organizzato assolutamente non esiste. Al contrario questo confine si
confondeva
decisamente nell'economia di mercato globale degli anni '90. La comparsa massiccia di operatori
provenienti da paesi dell'ex blocco orientale aumentava l'incertezza del diritto nell'economia
mondiale.
Appena un anno dopo la fondazione l'Ufficio centrale fu gi ristrutturato. Si costituirono due nuove
sezioni: "operazioni" e " notizie". La sezione operativa si suddivise a sua volta in base ai reati
punibili
in ambiti come narcotraffico e crimine organizzato, mentre la sezione informativa doveva
raccogliere e
analizzare le informazioni. Con ci si produce una mescolanza, biasimevole in uno stato di diritto,
di
servizi segreti e polizia. (7) Professori di diritto penale come Mark Pieth di Basilea e Niklas
Oberholzer
di San Gallo hanno insistentemente fatto notare che ci sono fondamentali diritti civili democratici da
proteggere- anche nell'ambito della procura federale e dell'U
ficio federale di Polizia. Certi ambienti
aspiravano alla fusione della protezione preventiva dello stato (che pu attivarsi senza sospetto
concreto nei confronti di cittadine e cittadini) con la lotta al crimine organizzato. Un simile
amalgama
di servizi segreti e polizia avrebbe offerto alla procura federale competenze desiderate per
impiegare
anche nel campo del crimine organizzato l'intero arsenale di misure preventive ( intercettazioni
telefoniche, cimici, sorveglianza ecc.) (8). Con ci si sarebbe lasciato campo libero all'arbitrio della
polizia: ogni banca, anzi ogni singolo titolare di conto avrebbe potuto essere preventivamente
intercettato, spiato con la cimice e schedati con microfiches, perch ogni banca e ogni conto in
linea di
principio possono essere usati per il riciclaggio di denaro.
L' ATTVSMO DELLA PROCURATRCE FEDERALE
Mentre i colleghi e le colleghe di Milano fanno un lavoro d'indagine, condotto in maniera
sistematica,
la del Ponte preferisce la tattica dello spontaneismo. Una volta spentosi il fuoco di paglia, il caso
viene
archiviato e a tempo debito smaltito silenziosamente come i rifiuti. Qualcosa del genere
successo
anche con l'affare dei presunti complici del terrorista "Carlos" nell'inverno 1994 a Berna: un
rimasuglio
degli anni '70 che la procuratrice federale fresca fresca ha sapientemente stilizzato a faccenda da
donne
ai vertici del potere. quattro imputati dovettero rimanere in carcere quasi tre mesi. Dopo il rilascio
ci
fu silenzio stampa (fino alla primavera 1996) e la del Ponte non present prove di alcun tipo. Alla
stampa non fu in grado di fornire giustificazioni plausibili del suo rabbioso modo di procedere nei
confronti dei quattro. Stando all'interrogatorio, essi dovettero rimanere in prigione cos a lungo
perch
la del Ponte aveva aspettato inutilmente documenti accusatori dall'estero. Discontinue appaiono le
inchieste della del Ponte anche nel caso Giovanni Cannizzo. Dopo che all'inizio del 1993 ella
aveva
aperto ancora a Lugano un procedimento contro il presunto riciclatore di denaro mafioso Cannizzo
e
dopo alcuni mesi l'aveva interrotto, questo fu arrestato nel febbraio 1995 a Catania. Secondo
notizie di
stampa italiane si trattava in questo caso di un intreccio di truffa e riciclaggio di denaro a favore del
clan mafioso Santapaola.(9) Una relazione di Otello Carli, esperto della Banca d'talia, che ha
analizzato gli atti della procura della repubblica di Catania ,sospetta la filiale della SBG di
complicit
nel riciclaggio di denaro. Nella perizia Carli del 13 maggio 1995 si poteva leggere: "La banca ha
messo
a disposizione del gruppo Cannizzo alcuni dei propri collaboratori (tra questi Davide Regazzoni
della
Filiale di Lugano) per la supervisione e la consulenza tecnica del riciclaggio di somme di
provenienza
illegale" (10) L'Ufficio stampa della SBG rifiut al giornale economico "Cash" un commento a
queste
accuse, poich la del Ponte aveva ordinato il silenzio. Nell'autunno 1995 la del Ponte dichiar in un
comunicato stampa ( prima della conclusione dell'indagine!): "n particolare non si potuto
appurare
alcun coinvolgimento di SBG, SKA e Banca di Credito e Commercio in attivit di riciclaggio del
Cannizzo. risultati conseguiti finora fanno piuttosto sospettare un tentativo di frode di Cannizzo e
di
altri complici." (11) Per interrogare in maniera pi approfondita l'indiziato Cannizzo la del Ponte
and
nel dicembre 1995 con il jet del consiglio federale in Sicilia, a Catania, senza aver fissato prima in
maniera adeguata con la procura del luogo i termini dell'interrogatorio. A Palazzo di Giustizia di
Catania dovette apprendere dal procuratore di stato che in talia i detenuti in attesa di giudizio
hano il
diritto di essere accompagnati negli interrogatori dai loro avvocati. L'avvocato di Cannizzo, non
informato, era appunto assente. La del Ponte se ne and ,senza aver concluso nulla, e nel
gennaio 1996
torn per la seconda volta a Catania in jet, a spese del contribuente svizzero. E la procuratrice
federale
ritenne superfluo fornire informazioni all'opinione pubblica. La rivista economica "Cash" l'ha per
questo criticata aspramente e l'ha accusata di creare una gran confusione con i suoi metodi non
trasparenti di lotta alla mafia: "Nel caso di riciclaggio di denaro Giovanni Cannizzo l'
autoproclamatasi
cacciatrice di mafiosi si esprime in modo cos contraddittorio da apparire incompetente." (12) l
grande
problema della del Ponte la mancanza di comprensione per le esigenze dell'informazione.
"L'opinione
pubblica e i media le sono completamente indifferenti "ammisero perfino funzionari di grado
elevato
del dipartimento di giustizia. (13) Un esempio di questa smania di far misteri l'affaire Raul
Salinas. l
fratello dell'ex presidente messicano Salinas fu arrestato nel febbraio 1995 per irregolarit
finanziarie e
sospetto di istigazione all'assassinio. Nel novembre seguente sua moglie Paulina fu fermata dalla
polizia allo sportello della banca privata Pictet a Ginevra mentre cercava di ottenere una parte dei
120
milioni di dollari che suo marito aveva nascosto in Svizzera e altrove. Da allora il caso Salinas si
trasform in un affare internazionale. Alla fine del marzo 1996 il quotidiano messicano "Reforma"
rifer che Raul Salinas aveva avuto lo stesso consulente finanziario svizzero del cartello delle
droghe
colombiano, precisamente il vicedirettore della SBG Josef Oberholzer. (14) Oberholzer una delle
figure chiave nel caso finora pi grande di riciclaggio di denaro in Svizzera ed accusato di avere
riciclato proventi da narcotraffico per milioni e miliardi a favore della colombiana Sheila Miriam
Arana
de Nasser. (15) Nonostante la rilevanza di questo importante caso, la procuratrice federale non
aveva
informato fino all'estate 1996 in maniera completa sui risultati conseguiti dalla sue inchieste.
LEGG STRAPAZZATE
Attivismo e scarsa sensibilit per le esigenze dell'informazione predispongono la del Ponte a dar
poco
valore ai diritti degli imputati. Un esempio per eccellenza a questo proposito il caso
dell'imprenditore
di Zug Hans N. Zemp. Nel 1987 questo dovette trascorrere circa sei mesi in prigione perch la del
Ponte, allora sostituta del procuratore a Lugano, l'aveva fatto arrestare. Zemp si considera vittima
di un
complotto del suo ex socio in affari Laurits Toft, con il quale aveva litigato, e dei tre avvocati di
questo,
l'ex procuratore Paolo Bernasconi, Helmuth Groner (16) e Erwin Lustenberger. (17) E sostiene che
la
del Ponte condizionata da Bernasconi, suo capo e ora anche avvocato della controparte, l'abbia
condannato a priori. Mentre egli si trovava in carcerazione preventiva il suo ex socio Toft e i tre
avvocati di lui avrebbero saccheggiato la ditta Lagap Pharmaceuticals, che gestivano in comune,
procurandogli danni per milioni di franchi. (18) La del Ponte pass la patata bollente del caso
Zemp gi
subito dopo il suo rilascio dalla carcerazione preventiva al collega procuratore Claudio Lehmann.
Da
allora Zemp non si stanc di lottare per la propria riabilitazione. Nella sessione estiva 1994 il
consigliere nazionale socialista Elmar Ledergerber present un'interrogazione sul comportamento
della
del Ponte nel caso Zemp. l consigliere federale Koller difese allora la procuratrice federale. l
procuratore Claudio Lehmann a sua volta accanton il caso: fino all'estate 1996 non si giunse n
ad
un'imputazione n ad una sospensione del procedimento penale. L'inclinazione a infliggere una
carcerazione preventiva illegalmente lunga la del Ponte non l'ha perduta neppure come
procuratrice
federale. Nel dicembre 1994 il tribunale federale accolse il ricorso di un detenuto in custodia
preventiva, al quale lei dopo 14 giorni aveva negato il rilascio. l tribunale federale ritenne che la
procuratrice federale, in caso di pericolo di collusione e di distruzione delle prove, pu ordinare al
massimo 14 giorni di detenzione. Per un periodo di carcerazione pi lungo necessaria
l'approvazione
della sezione d'accusa del tribunale federale. Questa situazione si ripet nel febbraio 1996 quando
Hans
Kronenberg e Gustav Furrer, arrestati entrambi in relazione allo scandalo per corruzione EMD
gravitante intorno al colonnello Friedrich Nyffenegger, furono ancora rilasciati dal carcere contro la
volont della procuratrice federale. Anche nel caso dell'ex direttore del marketing dell'unione
casearia
svizzera, Walter Regg, che la procuratrice federale il 30 maggio 1996 aveva fatto arrestare per
sospetto di corruzione, il tribunale federale dispose la scarcerazione immediata per vizio di forma.
"La
del Ponte non donna da finezze giuridiche "comment a proposito il consigliere nazionale
socialista
di Berna Alexander Tschppt. Una lotta pi aspra contro il crimine organizzato non pu portare a
ledere i diritti delle persone indiziate. Questo principio deve valere sia per i media che per gli
organi di
giustizia. n ogni caso i resoconti inesatti dei media producono di regola meno danni degli organi di
giustizia e di polizia troppo zelanti. Mentre una notizia falsa pubblicata pu essere rettificata e una
non
chiara pu essere precisata, la detenzione preventiva ingiustificata, per esempio, produce un
danno
irreparabile a chi ne vittima.
LA "PZZA CONNECTON" TCNESE
A met degli anni '80 fece sensazione un episodio di narcotraffico italo-americano denominato "
Pizza
Connection". Con questo caso la procuratrice del Ponte divenne all'improvviso una figura
importante a
livello nazionale. n breve: Cosa Nostra aveva comprato allora da trafficanti di droga turchi quasi
due
tonnellate di eroina base al prezzo di vendita in strada di circa due miliardi di dollari, l'aveva
trasformata in eroina nei suoi laboratori siciliani e portato la sostanza negli USA. Una catena di
pizzerie della costa orientale e nel Middlewest ebbe un ruolo importante nello smercio. Come nello
scandalo Fimo anche nella Pizza Connection la mafia si serv della piazza finanziaria Svizzera
quale
stazione di transito. Figura centrale delle operazioni di riciclaggio in Svizzera fu Oliviero Tognoli.
Allorch il presidente Reagan ebbe bisogno di un successo che gli procurasse pubblicit
nell'ambito
della guerra (perduta) alla droga, l' FB e la polizia italiana lasciarono all'improvviso aumentare il
narcotraffico gi sotto controllo dall'inizio degli anni '80. (19) Un anno prima avevano avuto luogo a
New York, Palermo e Lugano grandi processi terminati con elevate pene detentive per gli imputati.
Tra
loro mancava Tognoli. Nel 1984 , poco prima dell'azione internazionale di polizia, era stato
avvertito ed
era fuggito; il procuratore Giovanni Falcone aveva gi firmato il suo mandato di cattura.(20)
L RCCLATORE SALVATORE AMENDOLTO
l primo riciclatore della Pizza Connection ticinese fu Salvatore Amendolito. Nel 1979 era ancora un
commerciante di pesce pieno di debiti a Milano. Da questa situazione penosa lo trassero fuori due
siciliani benestanti, che intendevano aprire una filiale del suo commercio ittico a Palermo. due
misero
in contatto Amendolito con Salvatore Miniati, il manager milanese della filiale della societ
finanziaria
svizzera Finagest (Lugano). Qualche tempo dopo - come rifer Amendolito - Miniati gli offr un
lucroso
impiego come corriere portavalori della Finagest. Doveva portare dagli USA in Svizzera denaro
contante, che il proprietario, Oliviero Tognoli, voleva presumibilmente nascondere al fisco italiano.
Ma
come si rivel pi tardi, Oliviero Tognoli era un riciclatore mafioso. Amendolito accett l'offerta. l
suo
lavoro consisteva nel ritirare presso pizzerie di New York e del New Jersey banconote in dollari e di
comprare presso decine di filiali di banche locali assegni per un ammontare tra i 9.000 e i 10.000
dollari. Portava questi assegni a Manhattan alle quattro grandi banche Schweizerischer
Bankverein,
Citibank, Schweizerische Kreditanstalt e Lavoro-Bank e faceva versare il denaro su diversi conti
bancari svizzeri, che O.Tognoli gli aveva indicato. Cos la Kreditanstalt di Bellinzona gestiva per lui
il
conto "Wall Street", alla Kreditanstalt di Chiasso il conto di O.Tognoli si chiamava "Smart". Quando
le
cifre divennero sempre pi elevate, questo sistema ingegnoso non and pi bene. Ma Amendolito
insieme con la filiale di Manhattan della Finagest di Lugano e dei Conti Commodity Services (sede
nel
World Trade Center) si fece venir in mente qualcosa di nuovo. l denaro fu versato in contanti sui
conti
di queste due societ presso la Citibank e da qui accreditato alla sede principale della Finagest a
Lugano. Quando Amendolito gi un giorno dopo la prima transazione in una pizzeria dovette
ritirare
altri 500 000 dollari in piccole banconote, anche il canale Citibank apparve scottante. Egli affitt
allora
un jet privato per le Bahamas, dove Peter Albisser, direttore della filiale alle Bahamas della Banca
della
Svizzera taliana ( BS), aspettava all'aeroporto. (21) Grazie ad Albisser la dogana non cre
difficolt.
Secondo le istruzioni della Finagest di Manhattan Amendolito cabl il mezzo milione alla filiale
della
BS di Mendrisio, conto nr. 27971 "Stefania". Nei mesi successivi us ancora spesso questo
canale,
qualche volta Albisser venne a New York a ritirare il denaro. Dopo che Amendolito aveva trasferito
in
Svizzera parecchi milioni di dollari e aveva fatto visita in Sicilia al suo capo Oliviero Tognoli e al di
lui
padrino Leonardo Greco, la mafia per misura prudenziale lo aveva tolto dalla circolazione. (22)
L RCCLATORE FRANCO DELLA TORRE
Chi prese il posto di Amendolito in Ticino si chiamava Franco Della Torre. Dopo una non proprio
brillante carriera bancaria alla BS e alla Kreditanstalt di Chiasso (ancora sotto il potente direttore
Ernst
Kuhrmeier, che pi tardi aveva provocato il grande scandalo), Della Torre era entrato nel 1977 alla
Finagest. Viaggiava molto e aveva cos conosciuto il buon cliente della Finagest Amendolito. Pi
tardi
Della Torre lasci la Finagest e fond la societ finanziaria Consultfin Lugano insieme con il
siciliano
Vito Palazzolo che negli anni '60 era emigrato ad Aargau come venditore di casseruole e si era poi
rapidamente arricchito con il commecio di diamanti. Negli USA i due aprirono la Acacia Corp.(23)
Lavoravano anche con Enrico Rossini, un impiegato di banca ticinese pieno d'iniziativa che a
Lugano
si era reso indipendente con la Societ finanziaria Traex SA. n seguito Della Torre, Palazzolo e
Rossini
organizzarono il trasferimento del denaro da narcotraffico dagli USA in Svizzera per Greco e
O.Tognoli. E cos in marzo-aprile 1982 4,9 milioni di dollari affluirono dai conti Acacias (Della Torre)
e Traex (Rossini) presso il broker di borsa Merrill Lynch (New York). l venerd santo 1982 a
Bellinzona Tognoli, Della Torre e Palazzolo avrebbero consegnato al fornitore turco di morfina base
Paul Edward Waridel e Yasar Musullulu 5 milioni di dollari in contanti. Di questi O.Tognoli avrebbe
ritirato personlmente alla banca 1,4 milioni. Dall'aprile al settembre 1982 Della Torre e Rossini
passarono al broker di New York E.F.Hutton (allora ancora un concorrente del gigante Merrill
Lynch,
andato poi in rovina durante il grande crack di borsa del 1987). Hutton sped in Svizzera 15,6
milioni di
dollari. Ma in ottobre Rossini ricevette un avvertimento da Riedener, manager della filiale E-F-
Hutton
di Ginevra: alla sede centrale l'FB si interessava dei conti Traex e Acacias. Con ci il flusso di
denaro
a Hutton si ridusse rapidamente. Dopo l'ultimo pagamento di 1,5 milioni di dollari ancora tre milioni
di
dollari passarono nel 1983 per un canale canadese del fondatore della Finagest Enrico "Kiko"
Frigerio.
(24) Nel 1984 si arriv infine ad una grande ondata di arresti a New York e a Palermo e nel 1985 ai
processi. Boss come Leonardo Greco, Gaetano Badalamenti e decine di loro esecutori vennero
condannati ad elevate pene detentive. Uno dei pi importanti testimoni a carico contro O.Tognoli al
processo di New York fu Salvatore Amendolito. Dopo il suo precoce pensionamento era stato
arrestato
presso O. Tognoli e Greco dall'FB a New Orleans per sospetto di coinvolgimento in narcotraffico e
pi
tardi era divenuto agente di collegamento pagato dall' FB. Nell'ambito dell'operazione arresti
americana e italiana anche Della Torre, Palazzolo e Rossini finirono in custodia cautelare in
Svizzera.
Con una rapidit inconsueta si giunse gi un anno dopo al processo. Accusatore era il pubblico
ministero Paolo Bernasconi. La sentenza in prima istanza del settembre 1985, per concorso in
finanziamento del narcotraffico, fu di condanna a tre anni e tre mesi per Della Torre,a tre anni per
Palazzolo e di assoluzione per Rossini. La pena pi severa, tredici anni, tocc allo svizzero-turco
Paul
Edward Waridel. (25) Nel 1986 il tribunale di cassazione ticinese, chiamato a decidere, conferm i
giudizi per Waridel, Rossini e Della Torre mentre abbass la condanna di Palazzolo a cinque anni.
Nel
1993 infine il tribunale federale ridusse la pena per Palazzolo a tre anni e tre mesi, e la condanna
di
Della Torre scese da tre anni e tre mesi a diciotto mesi. riciclatori ticinesi della Pizza Connection
sono
stati trattati dunque pi che con riguardo dalla giustizia svizzera. Nel Natale 1986 Vito Palazzolo
fugg
dalla prigione La Stampa, coll'aiuto di ignoti and in Germania, da dove vol in Sudafrica. La sua
fuga
era stata ben preparata, il presidente della Ciskei Lennox Sebe in persona gli aveva procurato il
permesso di soggiorno per l'ex Homeland sudafricana.(26) n qualit di commerciante di pietre
preziose e di diamanti Palazzolo aveva da sempre buoni rapporti con il Sudafrica, suo fratello
Pietro era
compratore di diamanti a Lesotho e anche l'ex capo di Pietro, il commerciante di diamanti
israeliano
residente a Citt del Capo, Meir Grunfeld, era un amico di Palazzolo. Grunfeld era andato a
trovarlo in
prigione. Anche la Finagest di Lugano, con cui Palazzolo aveva riciclato il denaro della mafia,
aveva
buoni rapporti con la Ciskei. l direttore della Finagest Max Hilpert fu in visita a Bisho, capitale della
Ciskei, con una numerosa delegazione svizzero-israeliana (27), quando Palazzolo era ancora in
prigione. La Ciskei voleva allora creare con l'aiuto della Svizzera una piazza finanziaria offshore.
Fuggito a Bisho, Palazzolo cambi subito il nome in Robert Von Palace Kolbachenko. l buon
cattolico
si appese al collo una stella di Davide d'oro e raccont dei suoi aristocratici avi ebreo-russi. A
Bisho
fond la ditta Papillon e elabor proposte per una banca nazionale della Ciskei da consegnare al
presidete Sebe. n questo lo aiut Yeng Ping Kok, che come Palazzolo compare negli atti del
processo
Pizza Connection a New York. Ping Kok progett una legge bancaria per la Ciskei secondo il
modello
di Singapore. Ma ci che era cominciato in modo cos promettente fin bruscamente. l 31 gennaio
1988 Palazzolo fu arrestato dalla polizia sudafricana e estradato in Svizzera. Torn cos in cella a
La
Stampa.
CONTNU RNV DELLA GUSTZA TCNESE
Nell'ottobre 1985 vennero arrestati anche i responsabili della societ finanziaria di Lugano
Finagest
che, come detto, era stata un canale per la Svizzera dei riciclatori dei proventi della Pizza
Connection: i
fratelli Ernesto e Alessandro Parli e Enrico "Kiko" Frigerio. Dopo un anno e passa di prigione i tre
furono rilasciati provvisoriamente nel gennaio 1987. l giudice istruttore, che procedeva
lentamente,
ebbe bisogno di cinque interi anni prima di affidare il caso nel marzo 1990 all'allora procuratore
Venerio Quadri. Questo archivi gli atti nel'ultimo cassetto, e qui erano ancora quando se ne and
nel
gennaio 1991. nfine la del Ponte che gli successe nell'estate 1992 present un atto d'accusa.
ricorsi
dei difensori rimandarono ripetutamente il processo fino al settembre 1995. 10 anni dopo l' arresto
e 19
anni dopo il primo reato ebbe luogo a Lugano il processo. Una durata cos lunga del procedimento
bolla il Canton Ticino quale repubblica delle banane. dibattimenti della corte d'assise di Lugano
durarono un mese e terminarono con un verdetto di colpevolezza: condanna a tre anni per Ernesto
Parli,
a due per Frigerio, e a diciotto mesi per Alessandro Parli. Tutti e tre si sono appellati e prima che
venga
emesso un verdetto con valore di legge, potrebbe essere raggiunto il termine prescrizionale
assoluto di
quindici anni. Durante il dibattimento processuale stranamente non si sent parola di riciclaggio di
denaro e finanziamento del narcotraffico e neppure si accenn alla Pizza Connection.
responsabili
della Finagest furono condannati in prima istanza per frode. Secondo la sentenza hanno
imbrogliato
con prospetti informativi ingannevoli i loro clienti investitori e li hanno salassati con esorbitanti
commissioni fino del 40 %. Non solo l'atto di accusa della del Ponte manc di far riferimento a
Pizza
Connection, anche molti cronisti dei media hanno nel frattempo completamente dimenticato questo
affaire. Perfino vecchie volpi del calibro ad esempio di Beat Allenbach del "Tages-Anzeiger" di
Zurigo
non ricordarono che ruolo importante come riciclatori di soldi della mafia avessero avuto ex
membri
della Finagest come Salvatore Miniati, Franco Della Torre e Enrico Frigerio nel processo per Pizza
Connection tenutosi a New York nel 1985.
OLVERO TOGNOL RTORNA
Ma torniamo a Oliviero Tognoli che, preavvisato, aveva potuto sottrarsi all'arresto a Palermo nel
1984
con la fuga. Nell'ottobre 1988 fu arrestato dalla polizia cantonale ticinese. Secondo il comunicato
della
procura era incappato in un controllo all'aeroporto di Agno. Al processo, tenutosi due anni dopo,
risult
che O. Tognoli o si era costituito spontaneamente attraverso il suo avvocato Franco Gianoni, o
-secondo la "Sonntagszeitung" - la del Ponte in persona era riuscita a convincere il padre di
O.Tognoli,
Luciano, che suo figlio doveva presentarsi alle autorit svizzere.(28) un dato di fatto che O.
Tognoli,
sparito in Kenia, fu riafferrato dalla nostalgia non di Palermo, dove alla procura si batteva allora
contro
la mafia Giovanni Falcone, bens di Lugano, dove l'allora sostituta procuratrice del Ponte si prese
cura
del caso. Poich anche Giovanni Falcone se ne interessava, cominci la collaborazione della del
Ponte
con il famoso siciliano. l tre febbraio 1989 la del Ponte, Falcone e il suo collega procuratore
palermitano Giuseppe Ayala interrogarono in prigione a Lugano O.Tognoli. E qui, rispondendo ad
una
domanda di Falcone, egli avrebbe indicato l'ex capo di polizia e capo dei servizi segreti Bruno
Contrada come colui che l'aveva messo in guardia, rendendogli possibile la fuga nel 1984. Ci fu
confermato lo stesso anno da Carla del Ponte, testimone nel processo contro Contrada. Nel
giugno
1989 la del Ponte e il suo collega, il procuratore Claudio Lehmann, restituirono la visita a Palermo.
Nell'ambito delle inchieste contro O.Tognoli volevano interrogare il suo padrino Leonardo Greco,
condannato a 22 anni di prigione nel grande processo per Pizza Connection. l 20 giugno era
annunciata una visita a Falcone nella sua casa sulla spiaggia sopra gli scogli dell'Addaura. La del
Ponte
e Lehmann avevano fatto un p tardi a causa di un breve giro panoramico, e poco prima del loro
arrivo
la scorta di Falcone scopr presso il portone del garage una borsa con 51 candelotti di dinamite.
(29)
Nel novembre 1990 cominci a Lugano il processo contro O.Tognoli. Nel suo atto d' accusa la del
Ponte chiese sette anni di prigione, 15 anni di bando dal paese, una pena pecuniaria di 100 000
franchi
e il sequestro di mezzo milione di franchi. Ritenne dimostrato che O.Tognoli nell'ambito della Pizza
Connection aveva preso parte al finanziamento di affari di droga e lo incolp di aver ricevuto
consapevolmente denaro da narcotraffico per 16 milioni di dollari. Tognoli, il quale aveva voluto far
credere al tribunale che gli elevati importi di dollari in banconote di piccolo taglio erano denaro
proveniente da evasione fiscale, al pi tardi alla fine del 1980 non aveva potuto non sapere che
portava
da un luogo all'altro denaro derivante da traffico di droga. E nel venerd santo 1982 in cui a Lugano
furono stanziati cinque milioni di franchi per una fornitura di morfina-base, egli stesso aveva
prelevato
in una banca 1,4 milioni che mancavano. La del Ponte vedeva O.Tognoli come una specie di figura
intermedia tra i trafficanti di droga e i corrieri portavalori. Lo accusava di aver portato la mafia in
Svizzera, di aver guidato per la Svizzera boss come Leonardo Greco (testimone di nozze di O.
Tognoli)
o Joe Ganci e di aver messo a loro disposizione i propri conti bancari. Con queste accuse non
concordava affatto il difensore di O.Tognoli, Franco Gianoni. Nella sua arringa di dieci ore Gianoni
disse che il suo cliente aveva gi pagato a sufficienza e che perci era adeguata una pena
condizionale
di 18 mesi. L'imputato sarebbe stato in buona fede e si sarebbe accorto solo tardi di trasportare
denaro
da narcotraffico, e in seguito per paura dei suoi mandanti mafiosi avrebbe trasferito con grande
angoscia ancora circa tre milioni. Alla consegna del denaro a Waridel e Musullulu il venerd santo
1982
O. Tognoli sarebbe stato solo una figura marginale. Gianoni sottoline anche che Salvatore
Amendolito
e Vito Palazzolo avevano fatte molte accuse assurde contro il suo mandante.(30) " l
sessantunenne
Gianoni", scrisse allora il "Tagesanzeiger" di Zurigo, difese O.Tognoli con l'impegno di chi parlasse
in
causa propria. Alla domanda se fosse conveniente che egli come presidente della Banca
cantonale
ticinese difendesse un riciclatore di denaro, Gianoni insistette in tribunale sul fatto che aveva
accettato
il compito solo a condizione che il suo cliente gli dicesse tutta la verit. Se avesse scoperto una
menzogna avrebbe restituito il mandato anche la sera prima del processo. Accettando l'incarico di
difensore a queste condizioni, sottoline con passione Gianoni, egli si era reso utile alla banca, al
suo
partito (era vicepresidente del Partito popolare ticinese) e all'intero paese".(31) La sentenza della
Corte
d'assise condann infine l'imputato a tre anni e mezzo di carcere per complicit nel finanziamento
di
narcotraffico, cinque anni di bando dal paese, a 20.000 franchi di ammenda e al sequestro di
110.000
franchi. l tribunale ha ritenuto dimostrato il riciclaggio di denaro solo per 4,5 milioni di franchi, per il
resto i giurati avevavo dubbi e decisero a favore dell'imputato. noltre il tribunale accett la
richiesta
delle circostanze attenuanti fatta dalla difesa, riconobbe in O.Tognoli un sincero pentimento e che
egli
aveva agito per necessit in una situazione difficile. La corte di cassazione ticinese e il tribunale
federale confermarono il giudizio.
QUALE GUSTZA PER OLVERO TOGNOL?
Nel febbraio 1991, tre mesi dopo la condanna, O.Tognoli fu rilasciato dalla prigione ticinese La
Stampa. Da allora si sono perse le sue tracce. Quando il giudice istruttore ticinese Claudio
Lehmann lo
convoc nel suo ufficio nella primavera 1992 per interrogarlo, O. Tognoli non si present. Da allora

scomparso. Nel maggio 1995 l'avvocato di O.Tognoli Franco Gianoni prese partito come di dovere
con
il suo libro 'Giustizia per Oliviero Tognoli' per il suo committente. n sostanza questo libro la
versione scritta della sua arringa del 1990, infiorata con alcuni dettagli di discutibili azioni istruttorie
della del Ponte: la fotocopia di una lettera di O.Tognoli la procuratrice la ritrov solo l'ultimo giorno
del processo e dei 41 testimoni dell'accusa ne port in tribunale solo nove. Gianoni considera
questa
sciatteria della del Ponte un indizio della limitata colpevolezza del suo cliente. La del Ponte
l'avrebbe
presentato a torto come cassiere della mafia in Svizzera e sarebbe responsabile del fatto che
O.Tognoli
porti in Svizzera il marchio infamante del mafioso. Nel suo libro Gianoni ricorda anche una, come
egli
dice, calunniosa interrogazione dell' allora consigliere nazionale socialista zurighese e pi tardi
consigliere federale Moritz Leuenberger. Alla fine del 1988 il consigliere federale Leuenberger
aveva
dichiarato in una interrogazione al consiglio federale, che Franco Gianoni stesso era coinvolto in
un
caso di riciclaggio di danaro. n conseguenza di ci Gianoni denunci un collega di nome B., di cui
supponeva che avesse passato la relativa informazione a Leuenberger. Mediante l'assistenza
legale
intercantonale la giustizia ticinese voleva interrogare Leuenberger, cosa che questo rifiut,
richiamandosi all'immunit parlamentare. Ne segu un tira e molla di un anno tra la giustizia
ticinese e
Leuenberger; nell'estate 1996 la faccenda era ancora irrisolta. l libro di Gianoni contiene anche
una
critica alla giustizia italiana che nel 1992 aveva condannato in contumacia Tognoli per gli stessi
fatti di
Lugano in prima istanza a sei anni e otto mesi di prigione. Con ci si sarebbe violato il principio
che
non si pu essere condannati due volte per lo stesso crimine (32).
L'ENGMA AMENDOLTO
Come gi detto, Salvatore Amendolito era stato il primo corriere del denaro sporco della Pizza
Connection. Dopo la sua sostituzione da parte di Greco e O. Tognoli era stato arrestato negli USA
ed
era passato dalla parte dell'FB. Nel processo di New York il pentito fu il principale testimone
d'accusa
anche contro O.Tognoli. Pi tardi si promosse a "nternational Corporate Finance Consultant"
(consulente finanziario internazionale) con ufficio nella capitale Washington, District of Columbia.
Bisogna inoltre sapere che Amendolito conosceva a Washington le persone giuste, dal momento
che tre
degli accusatori nel processo di Pizza-Connection avevano fatto una splendida carriera: Louis
Freeh
divenne capo supremo dell'FB, Robert Bucknam divenne vicesottosegretario alla giustizia
nell'amministrazione Bush e Rudi Giuliani sindaco di New York. Dopo che O.Tognoli nell'ottobre
1988
si era presentato alla polizia in Ticino, anche Amendolito fece di nuovo parlare di s. Dagli USA egli
intervenne personalmente sia sulla stampa italiana che presso Falcone. n un'intervista all' "Unit"
nel
maggio 1990 egli denunci una collusione di interessi tra la mafia e i poteri svizzeri nella politica,
l'economia e la giustizia. n una lettera a Giovanni Falcone del 23 febbraio 1990 Amendolito aveva
addirittura sostenuto che alla procura di Lugano si aggirasse una talpa della mafia. (33) Sulla base
di
queste terribili accuse il 20 luglio 1990 volarono a Washington per interrogare Amendolito tre
procuratori e poliziotti di alto grado: il procuratore Salvatore Celesti di Caltanissetta, il capo della
squadra mobile di Palermo, Arnaldo la Barbera e il capo della polizia criminale Alessandro Pansa.
Amendolito conferm le accuse nella sua lettera a Falcone. l tentativo di attentato di Addaura
soprattutto sarebbe stato una farsa per conferire ai procuratori ticinesi del Ponte e Lehmann
l'immagine
di cacciatori di mafiosi. Questa tesi fu motivata davanti al procuratore Celesti come segue: egli era
in
viaggio, impegnato in un'operazione in qualit di informatore a favore degli Stati Uniti e
all'improvviso
era stato smascherato. L'analisi di questo avvenimento l'aveva portato a concludere che la del
Ponte
doveva avere relazioni con la mafia. Ed egli aveva comunicato questo in una lettera agli avvocati di
Vito Palazzolo a Lugano. Un mese pi tardi sarebbe stata trovata la finta bomba di Addaura. (34)
Secondo Amendolito la del Ponte avrebbe voluto salvare O.Tognoli, il riciclatore di denaro della
mafia,
riservandogli in Svizzera un verdetto mite, ci che la mafia tradizionalmente chiamava "un
processo
aggiustato." Nello stesso tempo la del Ponte avrebbe voluto rivedere le sentenze del grande
processo
per Pizza Connection a New York, che presentano O.Tognoli come cassiere della mafia. l
procedimento aperto nella primavera 1990 contro O.Tognoli dal presidente del tribunale di Roma
Luigi
Saraceni non avrebbe avuto il sostegno della del Ponte. Ad Amendolito non riusc di convincere i
tre
rappresentanti della giustizia italiana della veridicit delle sue tesi. La procura della repubblica di
Caltanissetta apr un procedimento penale per calunnia grave nei confronti della del Ponte e di
Falcone
(in talia un reato perseguito d'ufficio). Nell'estate 1996 questo procedimento era ancora in corso.
Nell'inverno 1993/94 Amendolito aveva aperto una nuova offensiva contro la del Ponte. l
presidente
federale, la procura federale, il dipartimento di giustizia, la procura di Lugano e molte redazioni di
giornali- ricevettero tutti da Amendolito lunghe lettere e lunghissimi fax, in cui denunciava di nuovo
che la del Ponte faceva il gioco della mafia. L'11 dicembre 1993 la Schweizerische
Depeschenagentur
(SDA) [Agenzia telegrafica svizzera], in riferimento ad Amendolito, annunci il ritiro di Willy Padrutt
e la nomina imminente di Carla del Ponte a succedergli.(35) Quando la SDA interrog la portavoce
del
consigliere federale Arnold Koller su questa novit, la Goetschel si limit a confermare il ritiro di
Padrutt, e che Carla del Ponte era semplicemente una tra pi candidate e candidati. l 22 dicembre
1993
il consiglio federale rese nota la nomina della del Ponte a procuratrice federale con entrata in
carica il
primo aprile 1994. Da dove Amendolito, che viveva a Washington, avesse tratto le sue informazioni
da
addetto ai lavori alla Camera dei deputati, non si potuto mai chiarire. Dopo che tutte le sue
iniziative
in Svizzera non avevano portato ad alcun risultato, Amendolito cerc fortuna nella sua battaglia
contro
la del Ponte in talia e negli USA. l 14 febbraio 1994 gli riusc di comparire su "l Tempo" di Roma:
"Ex collaboratore dell' FB accusa la procuratrice del Ponte di Lugano: La magistrata svizzera
un'amica della mafia". A conclusione della misteriosa storia di questa lotta di Salvatore Amendolito,
ex
riciclatore di denaro sporco e ex sceriffo ausiliario dell' FB contro Carla del Ponte, ecco un passo
tratto
da una lettera di Amendolito del 21 febbraio 1994 alla ministra della giustizia USA Janet Reno: "Se
dovesse succedere questo [che non ci sia alcun' inchiesta amministrativa contro la del Ponte], non
sar
possibile verificare se il capo di polizia Urs von Daeniken abbia effettivamente imposto la nomina
della
del Ponte nell'interesse delle banche. Ci sarebbe da deplorare e ricorda lo schema,noto fino alla
nausea, dell'infiltrazione del crimine organizzato nella polizia federale svizzera, noto fino alla
nausea,
che in passato fu sempre un importante canale per la disinformazione globale nell'interesse del
crimine
organizzato. All'epoca dell'amministrazione Bush io ho portato ripetutamente a conoscenza sia del
congresso che del governo USA questi argomenti.(36) l tentativo di ottenere dalla Signora del
Ponte
in persona per il presente libro alcune spiegazioni che chiarissero questi misteriosi avvenimenti,
purtroppo fallito.
Note:
1) La relazione finale di Haeflinger al consiglio federale conferm le accuse di Kaeslin. Egli
constava
che la Svizzera era diventata [nel 1989] una piazza centrale del riciclaggio di denaro e che nella
lotta al
crimine internazionale era rimasta indietro da dieci a quindici anni. Alla procura federale solo
cinque
impiegati combattevano all'inizio del 1989 la criminalit internazionale, mentre decine di cacciatori
di
comunisti gestivano centinaia di migliaia di schede di elementi sovversivi di sinistra ancora poco
prima
della caduta del muro. Come si saputo pi tardi, nell'ufficio di registrazione delle schede
lavoravano
spesso amiche e mogli di funzionari. Gerber era ideologicamente pi ostinato dei suoi colleghi del
KGB, della Stasi o della Securitate. Questi avevano gi capito allora che cosa si preparava e si
erano
appropriati di conti segreti dello stato in occidente, per cominciare una nuova vita come capitalisti
privati.
2) La procura federale (74 uffici) la suprema istanza accusatoria, competente per casi speciali
(reati di
funzionari federali, crimini contro lo stato) e controlla la polizia federale ad essa sottoposta (99
uffici).
La polizia federale da una parte responsabile dell'inchiesta di polizia per reati di competenza
della
federazione (ad es. attentati dinamitardi), dall'altra l'autorit preposta alla protezione preventiva
dello
stato. Se vede pericoli per l'ordine costituzionale, pu di sua iniziativa e indipendentemente dal
concreto indizio di reato, attivarsi con mezzi propri dei servizi segreti.
3) "Die Volkswirtschaft" [L'economia nazionale] 1/96
4) l lucernese Widmer, collega di partito nella CVP (Christliche Volkspartei) del consigliere
federale
Koller, fu promosso presidente dell' Ufficio federale di polizia. Nel 1991 Widmer aveva fatto
scalpore
come comandante di polizia di Lucerna, allorch aveva autorizzato che venissero distrutte
numerose
annate di diversi atti concernenti la difesa dello stato. Nel 1987 decise di licenziare dall'incarico
due dei
suoi pi brillanti ufficiali per insufficiente onest. Un' inchiesta ,disposta dal consigliere governativo
(o
consigliere di seconda classe? ) di Lucerna, confut ampiamente le accuse di Widmer contro i due
impiegati.
5) L'Ufficio centrale per la lotta al crimine organizzato presso l'Ufficio federale di polizia fu creato
nel
febbraio 1995 e solo dopo mesi di rinvii fu assegnato all'appena trentenne Michael Lauber. Lauber
era
un principiante che appena tre anni prima aveva portato a termine gli studi giuridici all'universit di
Berna.
6) La cosiddetta criminalit organizzata un concetto vago. l legalismo, diffuso negli ambienti di
polizia, non basta a spiegare questo fenomeno, sono necessarie anche l'economia, la sociologia e
la
storia. Generalmente vengono usati due modelli d'approccio per studiare la dinamica delle
organizzazioni mafiose: la teoria della mafia come impresa assetata di profitto che vende prodotti e
prestazioni illegali, e la teoria della mafia come organismo di tipo statale che promulga, garantisce,
rende esecutive le norme in un determinato territorio e per questo riscuote tasse.
7) Un esempio di difensore dello stato che pass alla lotta contro la corruzione, rappresentato
dal
consigliere comunale zurighese FDP ed ex uomo di collegamento della polizia politica della citt di
Zurigo ( commissariato di polizia giudiziaria ) Hans-Ulrich Helfer. Negli anni '70 aveva infiltrato
gli
ambienti autonomi degli occupanti abusivi di case e partecipato ad azioni e dimostrazioni come
"underoveragent". E in questa veste Helfer aveva fatto per sua stessa ammissione anche cose per
cui
avrebbe dovuto essere condannato. Negli anni '80 Helfer lasci la polizia della citt di Zurigo e
fond
una propria agenzia stampa. A met degli anni '90 scrisse un libro sull'affare del deposito di
filtrazione
di Zurigo e fond un'associazione per la lotta alla corruzione. Secondo Helfer questa ha bisogno
anche
dell'impegno del cittadino responsabile.
8) A questo proposito sostiene Mark Pieth: "l crimine organizzato in quanto tema concernente la
difesa
dello stato significa, ad esser chiari, che si deve indagare" nei precedenti dei precedenti". Atti
istruttori
sarebbero possibili anche se non sussiste neppure il sospetto che una persona - ad esempio con
transazioni finanziarie- appoggi un'organizzazione criminale nella sua attivit delittuosa" ("Neue
Zrcher Zeitung", 13.11.95). Nel maggio 1996 il Consiglio federale ha deciso di centralizzare le
inchieste contro il crimine organizzato presso l'Ufficio federale di polizia.
9) "Panorama", 10.3.95, e "Avvenimenti", 8.3.95
10) "Cash", 3.11.1995
11) Cit. da "Cash", 14.6.96
12) "Cash", 14.6.96
13) "Tages-Anzeiger", 2.2.96
14) "Neue Zrcher Zeitung", 28.3.96
15) Miriam Arana de Nasser era stata arrestata il 23 febbraio 1994 nel Cantone di Vaud e
estradata il 3
gennaio 1995 dalla Svizzera agli USA. l 29 febbraio 1996 la colombiana fu condannata a Miami a
12
anni di prigione. Oberholzer lavorava alla SBG nel settore di consulenza finanziaria per l'America
Latina, tra l'altro per una ricca clientela messicana. Nei conti sequestrati alla Nasser alla SBG
c'erano
180 milioni di dollari, la pi alta cifra al mondo requisita in un singolo caso di narcotraffico.
16) Mandati in consiglio di amministrazione di Helmuth F.Groner nell' agosto 1995: Abuk Holding
AG
(Zug); Comdatech Trading AG (Zug); Formalux AG (Zug); Cooperativa Eigenheim ( Cham) ; nter-
Elektronik AG (Zug); Mirega AG (Zug); MK Mineralkontor AG (Zurigo); Roxilan AG (Zug); Unipex
AG (Zug) ; Verado Trade AG ( Zug); Vivista AG (Zug); sowa AG (Lucerna); ntercontainer
Machinery
AG (Lucerna); Ranbaxy SA (Zug) ; VPT Verwaltungs- & Privattreuhand AG (Zug). (Fonte: Orell
Fssli/Teledata: l CD-ROM dell'economia svizzera, Version 1996/1, giorno: 1.8.95)
17) Mandati in consiglio di amministrazione di Erwin Lustenberger nell'agosto 1995: Demo Scope
Holding AG (Zug); Etraco AG (Zug); Anubit AG (Zug); Armtex Products SA (zug); Arvoly AG (Zug);
A 1 Ferro Commodities Corp. SA (Zug); Datagraph AG (Zug); Dominant Holdings AG ( Pfffikon);
Dynamic Enterprises Holding AG (Hnenberg); Editions du Temple SA (Zug); Editions Miriam AG
(Zug); Elor- Beteiligungs- & Verwaltungsgesellschaft [Societ di partecipazione e di gestione] AG
(Zug) ; Fantre Finanz (Zug); F.P.Handels AG (Lucerna); Gerbofin AG (Zug); GHF Gesellschaft fr
Handel und Finanzierung AG (Zug); Haca Consult AG (Zug); Holding - Salweba AG (Zollikon);
mex
ndustrieanlagen und Maschinen AG (Zug); nkra AG (Zug); nter-Marka AG fuer
Kennzeichnungstechnik [nter-Marka per tecnica della marcatura] (Zug); Wieland (Svizzera) AG
(Cham); Alisur AG (Oberwil presso Zug); Al Quraishi nvestment Corporation Ltd. (Zug); A-N
Trading
AG (Zug); ntersema Holding AG (Zug); Trais Fluor nvestment Services AG (Zug); Poltschech
Corporation AG (Zug); Frank Trading (Frank Trading Ltd.; Zug); STF Trade Finance AG (Zug);
Black
Clawson Afex- Wintech AG (Zug); ntrapol AG (Zug); Lely Zug AG (Zug); Marsyl AG (Zug); Jagro
AG (Zug) ; Keracem AG (Zug); Lely Research Holding AG (Zug); MK Mineralkontor AG (Zurigo);
Narlon AG (Zug); Neue Medien[Nuovi media] SAT AG (Zug); Nicotec AG (Hnenberg); Noleda SA
(Zug); Norbarn Management AG (Zug); Paperboard Holding Ltd. (Zug); Retsnom AG (Zug); Scudo
AG (Zug); Seminterna AG (Zug); Serdeco AG (Cham); Solitec AG (Zug); Sopatros SA (Grenchen);
Stilinex AG (Heiden); Technikontor AG (Zug); Test Holding AG (Zug); Tok Holding AG (Zug); Voith
AG (Zollikon); Waldmoos mmobilien AG (Zug); Waldstein Finanz AG (Zug); Western Olympic
Holding AG (Cham); Chemgen Products Services AG (Zug); MCH Hotel Consult & Management
AG
(Zug); Lalitz AG (Zug); Chronofin AG (Zug); Artox Corporation AG (Zug) ( Fonte: Orell / Fssli/
Teledata: l CD-ROM dell'economia svizzera, Version 1996/1, giorno di scadenza: 1.8.95).
18) Nel gennaio 1996 Zemp ottenne un verdetto del tribunale cantonale di Zurigo, nel frattempo
passato in giudicato, contro una societ di Helmuth Groner e Erwin Lustenberger. La complessa
motivazione della sentenza pu essere riassunta nel senso che i giudici di Zug confermarono che
dal
1987 ,durante la sua detenzione preventiva a Lugano, egli era stato danneggiato in maniera non
legale
da una societ di cui Groner e Lustenberger erano state le forze propulsive.
19) Vedi a questo proposito : Shana, Alexander : 'The Pizza Connection' . New York, 1988
20) A mettere in guardia Tognoli era stato Bruno Contrada, a lungo presidente della squadra
mobile di
Palermo e pi tardi numero tre del servizio segreto italiano civile SSDE, arrestato nel dicembre
1992
per sospetto di complicit con la mafia. Per molti anni Contrada era stato considerato nemico
inesorabile della mafia. n effetti non solo favoriva la fuga di molti boss mafiosi, ma impediva anche
numerose azioni di polizia. Se gi il procuratore Giovanni Falcone, assassinato nel 1992, aveva
nutrito
sospetti, la sfiducia si accrebbe allorch Contrada, poco dopo l'attentato dinamitardo al successore
di
Falcone, Paolo Borsellino, comparve sul luogo del delitto molto prima che la superiore autorit
fosse
stata informata. Nel dicembre 1992 Contrada fu infine arrestato. Al suo processo nell'estate 1994 a
Palermo, che termin in prima istanza con un verdetto di colpevolezza, era presente come
testimone
dell'accusa anche Carla del Ponte.
21) A quell'epoca Tito Tettamanti era il maggior azionista svizzero della BS.
22) Shana, Alexander: 'The Pizza Connection'. New York 1988, p.138 segg.
23) La Corte delle Assise criminali Lugano: Sentenza contro Della Torre, Palazzolo e Rossini nc.
No.130-162 (88), 26.9.85
24) La Corte delle Assise criminali Lugano: Sentenza contro Della Torre, Palazzolo e Rossini nc.
No.
130-162 (88), 26.9.85
25) Lo svizzero nato e cresciuto a stanbul Paul Waridel lavorava come galoppino del fornitore
turco di
morfina base Musullulu. Alla fine del 1995, pochi mesi dopo il rilascio dalla prigione, Waridel fu di
nuovo sorpreso con droghe dalla polizia cantonale ticinese.
26) Le informazioni di questo capitolo derivano dalla rivista sudafricana "Noseweek 9/ 1990.
27) Capo delegazione fu l'avvocato d'affari di Zug Josef Bollag, consigliere d'amministrazione della
filiale svizzera della banca israeliana United Mizrahi Bank e allora rappresentante della Ciskei a
Zurigo. Altri mandati del consiglio di amministrazione di Josef Bollag sono: nterzephyr AG (Zurigo);
Oundjian SA ( Zurigo); Savoy nvestments AG (Zug); Staadhof AG (Baden); Teco Management AG
(Zug); Piscina termale Baden (Baden); Verenahof AG (Baden); Chempro SA (Lausanne); Namibra
AG
(Zug); nfo-nvestments AG (Zug); Vasel Trading Co. Ltd. (Zug); TEF Technische Beratungs
[consulenza tecnica] AG; Verein zur Erhaltung und Verbesserung der menschlichen Sehkraft
[associazione per la conservazione e il miglioramento della vista](Baden); CCS Control Centers
AG
(Zug), Zumbhl & Co. Handelsagentur [agenzia commerciale] (Zug); Bollag-Stiftung [fondazione
Bollag] Flora, Bona e Rosa (Baden); Carnimex AG (Zug) ; Elinex Holding AG (Zug); Frenziek AG
(Zug); Gerom AG (Zug); HOP AG (Zug); nterfashion M + P AG] (Zug) (Fonte: Orell Fssli/Teledata:
l CD-ROM dell'economia svizzera, Version 1996/1, termine 1.8.95)
28) "Sonntagszeitung", 14. 5. 95
29) Quasi tre anni pi tardi, il 23 maggio 1992, Giovanni Falcone fu vittima di un attentato di mafia
sull'autostrada presso Capaci. Pi di un anno dopo nel settembre 1993 una notizia fece il giro dei
media
italiani :cinque giorni prima della sua morte Falcone era stato a Lugano e si era interessato tra
l'altro del
Conto Protezione. Falcone allora non lavorava pi a Palermo ma era un alto funzionario del
ministero
di giustizia a Roma.
30) l testimone a carico Amendolito avrebbe dovuto originariamente presentarsi come testimone al
processo ad O.Tognoli, ma rinunci come numerosi altri testimoni. n particolare Sergio Dafond si
era
fatto dispensare da un medico dalla testimonianza per irritabilit depressiva. Dafond era
vicedirettore
della Kreditanstalt di Bellinzona, dove Tognoli aveva avuto dal 1976 i suoi conti bancari. n una
testimonianza del 1988 Dafond aveva detto che probabilmente nel 1980 O.Tognoli gli aveva
presentato
anche Leonardo Greco ( il padrino mafioso), che aveva pure aperto un conto bancario. Questo non
aveva tuttavia registrato grandi movimenti ("Eco di Locarno", 7.4.90).
31) " Tages-Anzeiger", 15. 11. 90
32) Gianoni, Franco: 'Giustizia per Oliviero Tognoli', Locarno 1995
33) "L'Unit" , 12.5.90
34) "L'Unit", 27.7.90
35) SDA, 11.12.93
36) Lettera di S. Amendolito a J. Reno del 21.2.94
12 NUOVA LUCE SULL' AMBROSANO
Le inchieste dei procuratori di Mani Pulite riportarono al centro dell'interesse la bancarotta del
Banco
Ambrosiano milanese del 1982, un avvenimento chiave dello scandalo italo-ticinese.(1) l caso
Ambrosiano vuol dire di pi di un buco di un miliardo di franchi nel bilancio di una banca:
l'Ambrosiano rappresentava l'interfaccia centrale fra la finanza sommersa italiana e la circolazione
monetaria legale. Oltre al business principale e legale con la media borghesia fedele al Vaticano
(2),
quella che era allora la pi grande banca privata italiana aveva sistematicamente fatto confluire in
una,
quattro correnti di denaro provenienti da quattro fonti oscure e in compenso tanto pi redditizie: la
fuga
di capitali all'estero, la mafia, la circolazione di tangenti e infine dalle manipolazioni finanziarie
illegali
della loggia massonica segreta P2.
ASCESA E CADUTA D ROBERTO CALV
Motore della crescita dell'Ambrosiano negli anni '50 furono l'investimento e l'amministrazione di
capitale italiano all'estero. l ceto medio del nord talia, che aveva avuto successo, voleva
proteggersi
dalla pressione fiscale, dall'inflazione alta e dalla lira debole e cercava per questo possibilit di
investimento all'estero. Ma ci era pi facile a dirsi che a farsi, considerate le norme allora rigide
contro l'esportazione di capitali. L'ambizioso giovane manager di banca Roberto Calvi si accinse
alla
creazione di un'organizzazione all'estero. Nel 1957 fond a Lugano la Banca del Gottardo, poi
sopravvennero filiali a Zurigo, Chiasso, Losanna, Locarno, Francoforte sul Meno e anche a
Nassau
(Bahamas). Vicepresidente della Banca del Gottardo fu fin dalla fondazione l'avvocato Carlo von
Castelberg, avvocato a Zurigo, dove dal 1975 al 1987 fu presidente della Casa dell'arte e, pi tardi,
presidente onorario della Societ dell'arte. L'attivit giornaliera era diretta da due manager di
banca
ticinesi, precisamente Fernando Garzoni e Francesco Bolgiani. Gi nel 1956 l'avvocato del
Liechtenstein Walter Keicher aveva fondato a Vaduz per l'Ambrosiano la ditta Lovelock, che
doveva
divenire pi tardi base di una struttura segreta pi ampia accanto alla legale Banca del Gottardo.
(3)
L'autore inglese Charles Raw suppone che la Lovelock abbia avuto un ruolo determinante alla
fondazione della banca del Gottardo e l'abbia anche controllata finch l'Ambrosiano nel 1960
acquis
una partecipazione del 40% alla Gottardo. Nel 1963 la Lovelock fond in Lussemburgo la
Compendium che cominci presto a far segretamente incetta di azioni dell'Ambrosiano alla Borsa
di
Milano. Alcuni anni pi tardi la Lovelock fond a Lugano la Ultrafin, nel cui consiglio di
amministrazione entr Calvi. Negli anni '60 Calvi continu sistematicamente a lavorare alla sua
doppia
struttura all'estero. La parte segreta fu posta sotto la copertura della Radowal in Liechtenstein (che
pi
tardi cambi nome in United Trading), del cui consiglio di amministrazione facevano parte anche
entrambi i manager ticinesi della Banca Gottardo Garzoni e Bolgiani. (4) Come Raw scopr, le
societ
dissimulate controllate dalla Radowal, ad esempio la Compendium, percepivano dalle filiali ufficiali
dell'Ambrosiano notevoli crediti e operavano anche con azioni dell'Ambrosiano allo scopo di
manipolare i corsi.
LA BANCA VATCANA OR
Dopo che il Banco Ambrosiano, tradizionalmente vicino al Vaticano, nel corso degli anni '60 aveva
intensificato la collaborazione con la Banca Vaticana OR (stituto Opere di Religione) (5), Calvi,
divenuto nel frattempo capo supremo dell' Ambrosiano, strinse agli inizi degli anni '70 un' alleanza
strategica con lo OR. Presidente dello OR era dal primo gennaio 1971 l'arcivescovo Paul
Marcinkus.
L'ex guardia del corpo del papa, cresciuta in un sobborgo di Chicago, si era ora impegnato per
incrementare in maniera massiccia la redditivit dello OR, per mettere a disposizione del Santo
Padre i
mezzi necessari alle sue opere cattoliche e per divenire lui stesso cardinale. (6) Marcinkus
festeggi
l'entrata nel business finanziario internazionale e fece partecipare lo OR all'illegale "struttura
Radowal" di Calvi. noltre lo OR acquis partecipazioni alla Cisalpine Bank a Nassau nelle
Bahamas,
una filiale ufficiale dell'Ambrosiano, che Calvi aveva fondato all'inizio del 1971 con Fernardo
Garzoni
della Gotthard Bank. Come manager della Cisalpine firmava allora lo svizzero Pierre Siegenthaler.
L BANCHERE DELLA MAFA MCHELE SNDONA
l terzo uomo nella congrega di Calvi e dell'arcivescovo Marcinkus fu all'inizio degli anni '70
Michele
Sindona, il banchiere della mafia siciliana. Per aggirare i regolamenti italiani per le operazioni in
valuta
estera, l'irrequieto terzetto fond numerose societ di comodo in esotiche piazze finanziarie
offshore.
(7) Sindona era originariamente un consulente finanziario di Messina, che nel 1946 si era trasferito
a
Milano e, dagli anni '50, lavorava per la mafia. Egli prese parte ai leggendari incontri familiari dei
Gambino di New York con i cugini siciliani del clan nzerillo, il 2 novembre 1957, al Grand Hotel des
Palmes a Palermo. n seguito Le cose andarono sempre meglio per Sindona. Egli fond a Vaduz la
Fasco che poco dopo si accaparr la Banca Privata Finanziaria di Milano, confluita pi tardi con la
Banca Unione nella nuova Banca Privata taliana. n seguito, Sindona cominci a lavorare con i
banchieri dello OR Massimo Spada e Luigi Mennini e compr da loro nel 1964 a Losanna la
Banque
de Financement (Finabank). Di questa banca mafiosa lo OR si tenne una partecipazione di
minoranza.
Negli USA, Sindona lavorava con la Continental llinois Bank (Chicago), che pi tardi sarebbe
fallita.
Ne era allora presidente David Kennedy, che il presidente Richard Nixon poco dopo chiam al
governo
quale ministro delle finanze. Nell'autunno 1974 la Banca Privata taliana di Sindona e la sua banca
ancor pi grande negli USA, la Franklin National Bank, fallirono.(8) Era l'epoca della prima crisi
petrolifera e del crollo dei corsi di cambio fissi (sistema Bretton-Woods). Le quotazioni delle azioni
crollarono e inoltre Sindona aveva fatto speculazioni sbagliate sui mercati valutari. Anche gli
afflussi di
denaro dalla cassa privata dei suoi padrini di mafia Gambino e nzerillo non poterono pi salvarlo.
Fugg negli USA, dove tuttavia non riusc pi ad avere successi finanziari. Nel 1980 fu qui
condannato
a 25 anni di prigione per bancarotta fraudolenta, nel 1984 gli USA lo rispedirono in talia. Nel 1986
infine fu inflitto a Sindona l'ergastolo come mandante degli assassini di Giorgio Ambrosoli, che
aveva
fatto un'inchiesta ufficiale sulla bancarotta dell'Ambrosiano. Due giorni dopo la sentenza mor nella
prigione di Voghera per una dose di cianuro di potassio nel caff.
LA P2 SALVA CALV
l fallimento delle banche di Sindona procur notevoli problemi ai suoi soci Calvi e Marcinkus.
noltre,
l'economia mondiale era entrata a met degli anni '70 in una fase di recessione e una grande
insicurezza
dominava i mercati finanziari mondiali. Calvi e Marcinkus dovettero non solo far fronte al venir
meno
del denaro della mafia proveniente dalle banche di Sindona, ma anche ristrutturare la loro rete
segreta
internazionale indebolitasi. Sindona, che dopo la bancarotta se ne era andato negli USA, seppe
cosa
fare. Calvi avrebbe dovuto entrare a far parte della loggia massonica segreta P2, di cui il banchiere
della mafia siciliano era membro gi da alcuni anni.(9) Dall'ampia rete di relazioni del gran maestro
della P2 Licio Gelli e del suo braccio destro, il finanziere romano Umberto Ortolani, Calvi poteva
aspettarsi un aiuto efficace per la fuga di capitali all'estero. contatti della P2 nella burocrazia
statale
potevano fornire quell'aiuto, necessario per la fuga di capitale. Esempio concreto di un
soccorrevole
funzionario dirigente del genere, appartenente alla P2, a Roma Ruggero Firrao dapprima
presidente
dell'Ufficio taliano dei Cambi (UC), l'ufficio delegato ai rigidi controlli statali dei cambi, e dopo il
1979 direttore in talia dell'ente per la garanzia contro i rischi dell'esportazione (SACE). Alla fine
degli
anni '80 Firrao lasci il servizio statale e fond a Lugano la Finexpo SA. (10) Secondo i verdetti del
procuratore Dell'Osso, egli faceva transazioni illegali e usava a questo scopo il conto 633.369
presso la
SBG (Lugano). (11) Alla fine del 1993, Dell'Osso lo fece arrestare con un mandato di cattura
internazionale e fece perquisire i suoi uffici. Fu espulso a Milano e nel dicembre 1994 condannato
in
prima istanza per concorso sistematico in esportazione illegale di capitali a due anni e mezzo di
prigione con la condizionale. (12) servizi prestati da fratelli di loggia come Firrao o Gelli, non
furono
gratuiti per Calvi. Al contrario. Gelli chiese in cambio molto denaro. "Spremette Calvi come un
limone", scrive Charles Row e valuta la cifra complessiva che Calvi tra il 1976 e il 1981 ha stornato
dal
Banco Ambrosiano, a 250.000 milioni di dollari (?). Quindi Gelli e Calvi riconvertirono il Banco
Ambrosiano a macchina per far soldi della P2. Per far s che la cassa dell'Ambrosiano fosse in
pareggio, i due derubarono lo stato con l'aiuto di politici e manager corrotti. massimi creditori
dell'Ambrosiano, al momento della bancarotta, erano non per caso le aziende di stato EN e la
Banca
nazionale del lavoro (BNL). Sia all'EN che alla BNL c'erano in posizioni direttive persone della P2.
All'EN il socialista Leonardo Di Donna era vicepresidente, alla BNL il socialista Alberto Ferrari era
direttore generale. Di Donna e Ferrari, per ordine del gran maestro, fecero avere ancora crediti al
Banco
Ambrosiano quando la banca era da lungo tempo sull'orlo del fallimento. L'esempio per eccellenza
il
gi ricordato credito di 50 milioni di dollari del 1981 che aveva portato ai sette milioni di tangenti sul
conto Protezione.
CALV N GRANDE DFFCOLTA'
Nonostante tutto l'aiuto da parte dei fratelli della P2, presenti nell'apparato statale, Calvi ebbe
problemi
con le autorit. Nel 1978 la Banca d'talia apr un'inchiesta contro la sua societ La Centrale
Finanziaria
per sospetto di esportazione illegale di capitale. Nel consiglio di amministrazione della Centrale
c'era,
oltre a Calvi, anche il suo rappresentante in Svizzera Carlo von Castelberg, vice presidente della
Gottardo. La Banca d'talia sospettava la Centrale Finanziaria di avere venduto un pacchetto di
azioni
dell'Assicurazione Toro ad una societ estera dell'Ambrosiano, solo tuttavia per ricomprarlo pi
tardi ad
un prezzo notevolmente pi alto. La differenza di prezzo era passata all'estero come esportazione
illegale di capitale.(13) Dopo che la Banca d'talia ebbe affidato l'inchiesta alla procura milanese si
giunse ad una richiesta di assistenza giuridica alla Svizzera. procuratori supposero che la Banca
del
Gottardo, filiale ticinese dell'Ambrosiano, fosse stata inserita nel traffico illegale e chiesero di poter
vederne la contabilit. La Banca del Gottardo fece ricorso con successo. l 15 giugno 1980 la
Camera
dei ricorsi del tribunale penale ticinese respinse la richiesta. (14) Un anno dopo gli eventi
precipitarono.
A met maggio 1981 la polizia finanziaria trov nel corso della perquisizione domiciliare della villa
di
Gelli, oltre alle liste dei membri della P2 e ai documenti del Conto Protezione, anche carte che
dimostravano l'esportazione illegale di capitale per circa 23 miliardi di lire (allora circa 100 milioni di
franchi) con l'aiuto della finta vendita delle azioni Toro. Questa notizia arriv improvvisa nel corso
del
processo in corso dalla fine di maggio 1981 contro Calvi, Castelberg e altri nove dell'Ambrosiano.
Calvi e otto dei suoi collaboratori furono immediatamente arrestati. Contro Castelberg c'era a
Zurigo un
mandato di cattura italiano, che la polizia zurighese non rese tuttavia mai esecutivo, perch reati
del
genere in Svizzera non portano alla richiesta di estradizione. Mentre la procura di Milano lasci
cadere
l'accusa di frode e si concentr sul reato, ormai dimostrabile, di fuga illegale all'estero di capitale,
la
Banca del Gottardo di Lugano and all'offensiva. nform la stampa del rifiuto, rimasto fino allora
sconosciuto al pubblico, da parte della giustizia ticinese di prestare assistenza legale all'talia.
"Questo
rifiuto fa mancare il terreno sotto i piedi all'accusa italiana" (15), si leggeva sulla stampa svizzera. l
giorno dopo il "Corriere della Sera" rispose: "La giustizia svizzera assolve Calvi e rifiuta la
collaborazione con le autorit italiane". (16) La camera dei ricorsi del tribunale cantonale ticinese si
vide costretta a pubblicare un comunicato. Si richiam alla convenzione europea per l'assistenza
giuridica in questioni penali, che prevede il rifiuto di un aiuto del genere in caso di reati in materia
di
valuta. La richiesta si basava sulla presunzione di reato di frode, compiuto da Calvi e dagli altri
membri
del consiglio di amministrazione de La Centrale Finanziaria. La nuova accusa parlava invece solo
di
violazione delle norme valutarie italiane. (17) Sebbene l'ordine cronologico degli avvenimenti
contraddica il comunicato della Camera dei ricorsi ticinese, questa trov sostegno nella stampa
della
Svizzera tedesca. Nessuno sembr accorgersi che la richiesta di assistenza giuridica era gi stata
respinta il 15 giugno 1980, un anno prima che i procuratori milanesi avessero lasciato cadere
l'accusa di
frode. l 21 luglio 1981 il tribunale di Milano condann Roberto Calvi per esportazione illegale di
capitale a quattro anni di prigione e a una pena pecuniaria di 16,5 miliardi di lire (allora circa 30
milioni di franchi). Altri tre coimputati furono condannati, i restanti sei, tra cui von Castelberg a
Zurigo, furono assolti per mancanza di prove. Alla lettura della sentenza Calvi era assente. Aveva
compiuto un tentativo di suicidio nella prigione di Lodi ed era in ospedale, gravemente ferito.
Nonostante la condanna e il tentativo di suicidio, Calvi continu a rimanere a capo del Banco
Ambrosiano. Poich la struttura della propriet era impenetrabile, la stampa si chiese allora chi
fosse
mai a voler mantenere ad ogni costo Calvi al suo posto. L'interrogativo ha da quegli anni trovato
risposta. l gruppo dell'Ambrosiano era controllato da Gelli, Ortolani e Calvi mediante un
complesso
sistema di societ di comodo inserite le une nelle altre come matrioske, con la banca vaticana OR
come azionista di minoranza. l permanere di Calvi al vertice dell' Ambrosiano era in certo qual
modo
uno schiaffo di Gelli alla giustizia italiana. Lo spettacolare caso giudiziario non and tuttavia in
scena
senza conseguenze personali. Von Castelberg diede le dimissioni da consigliere
d'amministrazione del
Banco Ambrosiano e de La Centrale Finanziaria, ma mantenne i suoi mandati al Banco
Ambrosiano
Holding SA, al Banco del Gottardo e alla filiale zurighese della Banca del Gottardo Ultrafin AG.(18)
LA FNE D CALV
Nei pochi mesi prima di morire Calvi cerc disperatamente di trovare nuovi finanziatori per la sua
banca in difficolt. Cosa estremamente difficile da quando Gelli e Ortolani erano scomparsi e il
presidente dello OR Marcinkus si era ritirato. Dopo gli inutili tentativi di Calvi di procurarsi denaro
attraverso lo speculatore sardo Flavio Carboni (19) e Cosa nostra siciliana, la polizia inglese
rinvenne
infine il suo cadavere il 18 giugno 1982 sotto il ponte dei Frati neri a Londra. La sua segretaria
privata
Graziella Corrocher, gi un giorno prima, si era gettata dalla finestra a Milano. Poche settimane
dopo il
Banco Ambrosiano fall con una montagna di debiti di pi di due miliardi di franchi. La controversia
sulle esatte circostanze della morte di Roberto Calvi da allora non si spenta. L'autore Charles
Row e
la giustizia inglese ritengono che si sia trattato di suicidio. Calvi si sarebbe suicidato per
disperazione
in seguito alla rovinosa revoca del credito da parte della banca vaticana e l'oltraggioso tradimento
ell'arcivescovo Marcinkus. (20) Un'altra tesi, sostenuta dalla vedova di Calvi, Clara, fondata su
ricerche dell'ufficio di investigazioni private Kroll, parla di assassinio. La tesi del suicidio stata
decisamente rigettata da Kroll dopo uno studio, condotto con acribia, degli atti giudiziari inglesi e
una
ricostruzione minuziosa del caso di morte. Di delitto ha parlato anche il chiacchierato banchiere
svizzero Juerg Heer. L'ex direttore della Rothschild Bank di Zurigo dichiar al "Wall Street Journal
di
avere consegnato ai killer mafiosi di Roberto Calvi, per ordine della P2, una valigia piena di
contanti.
(21) l contatto tra Heer, Calvi e Gelli esisteva gi dalla fine degli anni '70. Gelli usava regolarmente
per le sue operazioni internazionali la banca Rothschild di Zurigo. Cos Rothschild compr ad
esempio,
alla fine degli anni '70 per ordine di Gelli, un notevole pacchetto di azioni della casa editrice
milanese
Rizzoli. Con ci il presidente della P2 si trov a controllare il pi importante quotidiano italiano,
cosa
che era stata uno dei principali obiettivi. (22) Una settimana pi tardi l'allora ancora sconosciuto
imprenditore edile Silvio Berlusconi, membro in segreto della P2, ottenne che gli fosse dedicata
settimanalmente sul "Corriere della Sera" una colonna.(23)
LA BANCA DEL GOTTARDO D LUGANO SOPRAVVVE
n quanto filiale svizzera del Banco Ambrosiano anche la Banca del Gottardo fin naturalmente nel
vortice dello scandalo milanese. Ma i liquidatori lasciarono che la banca continuasse
provvisoriamente
un'attivit ridotta e la vendettero due anni dopo alla banca giapponese Sumitomo. top manager di
Calvi Fernando Garzoni e Francesco Bolgiani poterono mantenere i loro posti. L'istituto ebbe un
nuovo
presidente nella persona dell'ex consigliere governativo Claudio Generali, vicepresidente rest
Carlo
von Castelberg.(24) A differenza del presidente Calvi, i quadri dirigenziali della Banca Gottardo
hanno
superato bene lo scandalo dell'Ambrosiano. All'inizio del 1994 von Castelberg era ancora vice della
Gottardo e presidente dell'Ultrafin, Bolgiani era direttore dell'Ultrafin mentre Garzoni era diventato
presidente onorario della Banca del Gottardo. Nel suo studio gi citato pi volte, Charles Row
dimostra
il ruolo centrale della Banca del Gottardo nella gestione della United Trading a Panama, cuore
della
banca segreta illegale all'interno del Banco Ambrosiano, creata da Calvi e Marcinkus dopo il crollo
di
Sindona nel 1974.(25) Nel consiglio di amministrazione della United Trading Corporation SA di
Panama (UTC) c'erano Fernando Garzoni, Francesco Bolgiani e Otto Husi.(26) "Fernando
Garzoni",
scrive Raw, "era presidente della Banca del Gottardo dal 1979 e sapeva con ogni probabilit pi di
ogni
altro degli affari di Calvi."(27) Garzoni da parte sua non ha rimorsi e non permette che gli si
rimproveri
nulla. "Se la Svizzera esige con una nuova legge un attestato che il denaro accettato nel territorio
nazionale o all'estero sia tassato, dobbiamo abolire tra i 30.000 e i 40.000 posti di lavoro",
sostenne nel
settembre 1993 con un giornalista.(28) Garzoni contest l'influsso negativo della fuga di capitale
all'estero sull'economia italiana. l flusso di capitale internazionale era afferm - un dato di fatto,
su
cui si fondava il benessere della Svizzera e di cui vivevano le banche. Un collega di Garzoni,
membro
della direzione della Gottardo, era Walter Canepa. l 10 gennaio 1994 Canepa fece un attentato a
Generali, presidente della banca. rruppe nel suo ufficio, gli spar, ferendolo gravemente. Poi torn
nel
suo ufficio e abbatt il suo cliente privato Luciano Richina, colpendolo con l'impugnatura della
pistola.
Quindi sal sul davanzale della finestra di Mario Botta e grid che voleva buttarsi gi, cosa che
tuttavia
non fece. L'inchiesta del procuratore Pietro Simona diede come risultato che Canepa, per coprire
le sue
speculazioni sbagliate, aveva oltrepassato le sue mansioni di vicedirettore. noltre, lo angustiavano
anche grandi problemi finanziari personali. Sulla stampa ticinese si mise in genere, alla base
dell'accaduto, il fatto che Canepa, oppresso da problemi finanziari, fosse stato piantato in asso da
Generali. All' inizio del 1995 il procedimento istruttorio era ancora in corso. l nome di Walter
Canepa
non appare nel grosso libro di pi di 500 pagine di Raw. Stranamente l'autore non nomina neppure
Carlo von Castelberg. Stranamente- perch Castelberg era uno dei pi importanti collaboratori di
Calvi
in Svizzera. Significativo a questo proposito che Raw negli anni '80 lavorasse per il liquidatore
della
Holding Ambrosiano SA in Lussemburgo, precisamente per Brian Smoutha dell' ufficio fiduciario
Touche Ross. Smouha fu scelto come liquidatore dal tribunale del Lussemburgo, sebbene - o
perch- la
Fiduciare Gnrale affiliata alla Touche-Ross, aveva sempre controllato senza problemi la gestione
annuale dell'Ambrosiano Holding del Lussemburgo e perci poteva essere considerata
corresponsabile
di tutto il disastro. Negli ambienti dei piccoli azionisti italiani danneggiati dell'Ambrosiano non si
sono
mai placate le accuse che nella bancarotta dei denari fossero scomparsi in Lussemburgo in modo
non
chiaro. (29)
MANDAT D' ARRESTO NE CONFRONT DE BANCHER DEL VATCANO
Cinque anni dopo la bancarotta, il Banco Ambrosiano ebbe di nuovo titoli a caratteri cubitali sui
giornali. Nel febbraio 1987 il procuratore Pierluigi Dell'Osso emise un mandato d'arresto nei
confronti
di tre funzionari della Banca Vaticana OR: precisamente il presidente dello OR arcivescovo Paul
Marcinkus e i due manager dello OR Pellegrino De Strobel e Luigi Mennini. Poich i tre
risiedevano
in Vaticano, non poterono essere arrestati. Lo OR e Marcinkus avevano sempre respinto ogni
responsabilit e tuttavia nel 1984 avevano pagato volontariamente 242 milioni di dollari ai creditori
danneggiati del Banco Ambrosiano. Un passo, raccomandato allo OR da una commissione papale
di
saggi, di cui era membro anche l'allora presidente onorario della SBG Philippe de Weck. l denaro
necessario per il risarcimento dei danni lo OR se lo procur con la vendita della sua filiale svizzera
Banco di Roma per la Svizzera a Lugano (oggi Banco di Lugano) alla SBG. (30)
CARLO VON CASTELBERG NON FA LE VACANZE N TALA
Ai primi di maggio 1987 il procuratore Dell'Osso emise infine a Milano altri venticinque mandati di
arresto contro persone che, a suo parere, si erano rese colpevoli di complicit in bancarotta
fraudolenta,
falso in bilancio, appropriazione indebita e di altri reati economici. Tra questi c'erano il finanziere
italiano Orazio Bagnasco di Lugano e il vice della Banca del Gottardo Carlo von Castelberg a
Zurigo.
La "Neue Zuercher Zeitung" annunci questi arresti il 6 maggio e fece il nome di Orazio Bagnasco,
ma
si guard bene dal parlare ai suoi lettori di Carlo von Castelberg. La polizia svizzera non
procedette
all'arresto come era avvenuto nel 1981 col primo mandato di cattura contro von Castelberg. Egli si
dichiar tuttavia pronto a rispondere, nell'ambito dell'assistenza giuridica, alle domande della
procura
milanese di fronte ad un giudice istruttore svizzero. (31) Gli atti giudiziari che il procuratore
Dell'Osso
ha messo insieme a Milano, riempiono 30 volumi di pi di 100.000 pagine, solo l'atto d'accusa
contro i
44 imputati nel processo principale dell'Ambrosiano del 1988 conta 1.652 pagine. l processo
gigantesco fin infine il 16 aprile 1992 con verdetti di colpevolezza per concorso in fallimento
fraudolento contro 33 imputati e sfoci in lunghi e complicati procedimenti d'appello . (32) Umberto
Ortolani, vicepresidente della P2, si prese 19 anni di prigione, il gran maestro Licio Gelli 18 anni e
6
mesi, Flavio Carboni, complice nella fuga di Calvi, 15 anni, la guardia del corpo di Calvi Francesco
Pazienza 14 anni e sei mesi, Carlo von Castelberg otto anni e otto mesi, Carlo de Benedetti sei
anni e
quattro mesi e Orazio Bagnasco sette anni e sei mesi. La motivazione scritta del verdetto occupa
4.409
pagine e fu pubblicata il 10 ottobre 1994, due anni e mezzo dopo la sentenza. (33) Von Castelberg
defin incomprensibile e non eseguibile la sentenza all'agenzia stampa AP Svizzera. Egli avrebbe
contato su un'assoluzione e intendeva impugnare la sentenza. Nel giugno 1996 la Corte d'appello
di
Milano ha confermato in seconda istanza i verdetti del caso Ambrosiano, ma ha mitigato il grado
della
pena. La condanna al carcere di Castelberg stata ridotta a quattro anni e tre mesi, l'ordine di
cattura
stato ritirato. Egli pu rivolgersi ancora alla corte di cassazione a Roma come ultima istanza. (34)
L CASO DUFT
Nei diversi procedimenti secondari della bancarotta dell'Ambrosiano, che vengono trattati
separatamente in tribunale, troviamo anche due importanti imputati svizzeri: gli avvocati Peter Duft
di
Zurigo e Charles Poncet di Ginevra. Duft era accusato di ricatto nei confronti del presidente
dell'Ambrosiano Roberto Calvi. Nel luglio 1994 il tribunale distrettuale di Milano condann Duft in
prima istanza a sette anni di prigione, una piccola pena pecuniaria, il pagamento dei costi del
procedimento e il pagamento di circa 500.000 franchi a garanzia di eventuali richieste di diritto
civile
dei liquidatori dell'Ambrosiano. A causa di questa condanna, Duft, nell'autunno 1994, dovette dare
le
dimissioni da presidente dell'associazione zurighese dei proprietari di casa, ma pot restare nel
consiglio direttivo. Alla fine degli anni '80 Duft faceva parte del consiglio di amministrazione del
Neumarkt-Theater e fu fino al 1987 nel consiglio cantonale per la Christlichdemokratische
Volkspartei
(CVP). Testimone principale dell'accusa milanese contro Duft Francesco Pazienza. Lui stesso
non
certo un novellino inesperto, tanto che nel procedimento principale dell'Ambrosiano fu condannato
a
14 anni. Pazienza era per Roberto Calvi l'uomo a cui venivano assegnati i compiti ingrati o
moralmente
discutibili. l presidente dell'Ambrosiano l'aveva arruolato poco prima di morire, sottraendolo al
servizio segreto militare italiano SSM. Pazienza era membro della P2 e nei servizi segreti era
considerato uno specialista del Vaticano. Spiando il Vaticano, era entrato in contatto con Giorgio Di
Nunzio, informatore del SSM e giornalista della rivista romana della destra cattolica "l Borghese".
Di Nunzio possedeva un rapporto segreto del cardinale Egidio Vagnozzi sugli affari sospetti della
Banca Vaticana OR con il banchiere della mafia Michele Sindona. Gli avversari del presidente
dello
OR Marcinkus l'avevano steso nel 1976 all'epoca dell'elezione di Giovanni Paolo . Di Nunzio era
un
cliente di Peter Duft e si dice che allora abbia portato al sicuro il rapporto di Vagnozzi nella
cassaforte
dell'avvocato zurighese. (35) Nelle sue ricerche, Di Nunzio si era imbattuto anche in affari illegali di
Roberto Calvi. Calvi aveva finanziato allo speculatore edilizio romano e piduista Mario Genghini,
allo
scopo di esportazione illegale di capitale, progetti milionari all'estero. Dopo aver scoperto questo,
Di
Nunzio pretese da Calvi quattro milioni di dollari, altrimenti avrebbe informato la polizia. Calvi
incaric Pazienza di trattare una riduzione della cifra del ricatto. E in effetti riusc a Pazienza di
abbassare la somma a 1,2 milioni di dollari. Una parte avrebbe dovuto essere pagata in talia, il
resto in
Svizzera. Della consegna della tranche svizzera avrebbe dovuto occuparsi Peter Duft. Per attuare
il
piano in Svizzera Pazienza si serv del suo vecchio conoscente Alain Aboudaram (36) di Losanna,
che
si dichiar d'accordo nel mettere a disposizione i propri conti bancari come stazione di transito, in
cambio di una provvigione del 2 %. l 16 marzo 1981 la United Trading, controllata da Calvi, pag
mediante la societ di comodo ZUS a Panama 1,5 milioni di dollari su un conto della societ
Finanzco
di Aboudaram presso la filiale svizzera della Banque Nationale de Paris a Basilea. Alcuni giorni pi
tardi, la Finanzco vers 333.000 dollari su un conto della SBG di Ginevra con l'annotazione "Duft".
l 7
aprile 1981 la United Trading accredit 800.000 dollari su un conto della societ di Aboudaram
Real
Fin presso la filiale di Losanna della Banque Bruxelles Lambert. l 5 maggio 1981 due milioni di
dollari passarono ancora sullo stesso conto presso la stessa banca. l 27 maggio infine 600.000 di
questi
2,8 milioni di dollari finirono su un conto di Duft presso la Banca del Commercio di Zurigo.
Aboudaram ha confermato di fronte alla giustizia italiana il pagamento, confessato da Pazienza, di
un
totale di 933.000 dollari sui conti di Duft. Calvi non pot pi essere interrogato, e anche Di Nunzio
mor nell'estate 1981 di infarto cardiaco. Duft stesso non contesta che allora su uno dei suoi conti
dei
clienti siano affluiti denari di Di Nunzio, definisce per una bugia bella e buona (37) l'accusa mossa
contro di lui da Dell'Osso, che egli sia stato implicato in un ricatto contro Calvi, e questo in
contrasto
con il verdetto di prima istanza del tribunale penale di Milano.
L CASO PONCET
l 6 dicembre 1993 la Procura di Milano mise in stato di accusa l'avvocato di Ginevra e consigliere
nazionale liberale Charles Poncet. (38) Nell' estate 1996 il procedimento giudiziario era ancora in
sospeso. Ebbe la sfortuna che l'amministratore fiduciario Chistopher Delaney nel febbraio 1992
fosse
stato arrestato a Jersey, l' isola del Canale, per infrazioni in un contesto diverso. Contro Delaney
c'era
un ordine di cattura internazionale, emesso dal procuratore di stato Dell'Osso, in rapporto al
processo
contro Marco Ceruti, uno dei 41 imputati principali del processo dell'Ambrosiano. Allorch Delaney
fu
arrestato a Jersey, Dell'Osso rimand l'udienza contro Marco Ceruti per interrogare Delaney.(39)
Ceruti
era uno stretto collaboratore del capo della P2 Licio Gelli e viene accusato di aver alleggerito il
Banco
Ambrosiano di 11,6 milioni di dollari. Questo denaro prese una via tortuosa attraverso societ di
comodo nel Liechtenstein (Nordeurop Anstalt) e a Panama (ZUS Corporation). Fin infine sui conti
numerati "Tortuga" e "Bukada", che Ceruti aveva alla SBG (Lugano). Ceruti di professione
antiquario
a Firenze e sosteneva che gli 11,6 milioni fossero il prezzo d'acquisto di gioielli, appartenenti al
patrimonio dello sci di Persia, comprati da Licio Gelli. Mediatrice sarebbe stata la societ Merlin
sull'isola britannica di Jersey. Dell'Osso accett questa versione, sebbene il presidente della Merlin
Christopher Delaney avesse disdegnato il mandato di comparizione della Procura di Milano. Dopo
il
suo arresto per altri reati la musica cambi. Delaney disse che i documenti che i difensori di Ceruti
avevano presentato, per provare un acquisto di gioielli, erano stati falsificati per preservare Ceruti
da
una condanna. Accus il consigliere nazionale di Ginevra Poncet di complicit nella elaborazione
di
queste falsificazioni. L'azione sarebbe stata concordata nel corso di una riunione a Marbella in
Spagna,
dove Poncet avrebbe fornito le formulazioni delle falsificazioni. Poncet ha confermato la
partecipazione alla riunione di Marbella. Avrebbe ritirato pi tardi i documenti all'isola di Jersey e li
avrebbe custoditi per un certo tempo nel suo ufficio a Ginevra. Alla falsificazione non avrebbe
tuttavia
partecipato. "Mi sento completamente innocente e non ho niente da rimproverarmi", afferm
Poncet.
Avrebbe "veramente pensato che i documenti fossero autentici".(40) La faccenda acquist
pregnante
attualit per il comportamento di Poncet come politico al consiglio nazionale. l 17 dicembre 1993,
Poncet present una proposta nel corso del dibattito per la revisione della legge bancaria. Poncet
richiese che l'autorit di controllo straniera potesse passare alle autorit giudiziarie del proprio
paese le
informazioni ricevute dalla commissione bancaria, solo quando questa avesse prima avuto dalla
Svizzera assistenza giuridica in cause penali. Se la commissione delle banche dovesse attendere
la
conclusione di un procedimento di assistenza giuridica, che dura di regola parecchi anni, la
rogatoria
internazionale tra le autorit di controllo delle banche sarebbe praticamente eliminata, perch le
informazioni sarebbero sempre superate e con ci prive di valore. Perci la Svizzera avrebbe rotto
gli
accordi internazionali che prevedono l'assistenza giuridica tra i diversi organi di controllo bancari,
per
verificare la qualit della concessione di credito, la seriet del management e l'amministrazione
accurata. Non una pagina gloriosa per il consiglio nazionale aver accettato la proposta di Poncet
con
73 voti contro 62 - prima di tutti i sostenitori Christoph Blocher e il lobbista finanziario di Zug Georg
Stucky. Solo in seconda lettura, dopo una violenta critica della sinistra consigliare e dei media, il
consiglio nazionale respinse infine la richiesta di Poncet.
NOTE:
1) Sulla storia della bancarotta dell'Ambrosiano esistono alcune monografie dettagliate, ad
esempio:
Raw, Charles: 'The Money Changers'. Londra 1992, o Calabr, Maria Antonietta: 'Le Mani della
Mafia'. Roma 1991. Raw era redattore dell'inglese "Sunday Times" e lavor pi tardi come
consulente
del liquidatore dell'Ambrosiano, la societ fiduciaria britannica Touche Ross. La Calabr aveva
seguito
il caso dell'Ambrosiano come redattrice del "Corriere della Sera" di Milano. Le due esposizioni del
caso si completano a vicenda nella misura in cui la Calabr descrive soprattutto i legami del Banco
Ambrosiano con la mafia, mentre Raw pone l'accento sui legami di Calvi con la P2 e con la Banca
vaticana OR.
2) piccoli capitalisti che facevano amministrare i loro fondi non tassati da una banca statale
(Banca
Commerciale taliana, Credito italiano, Banco di Napoli o Banca Nazionale del Lavoro), rischiavano
molto di pi di essere scoperti di quanto non accadesse con il Banco Ambrosiano privato. l
sistema
bancario italiano stato fino alla (timida) ondata di privatizzazioni del 1994/95 per l'80% statale.
Una
situazione del genere era un'eredit del corporativismo fascista tipico della dittatura di Mussolini.
Questo sistema delle due correnti (legale e illegale) dell'afflusso di denaro si rispecchiava anche
nell'organigramma: dietro la rete ufficiale di filiali nazionali e estere c'era una complessa struttura
sommersa situata nella zona grigia tra legalit e illegalit. Ma procediamo per ordine.
3) Raw, Charles: 'The Money Changers'. London 1992, p.63
4) vi, p. 72 e p.113
5) L'stituto Opere di Religione fu fondato nel 1942 da papa Pio X e occupa nell'unica sede legale
in
Vaticano circa 40 persone, ha pi di una dozzina di sportelli e tre bancomat. Oltre al piccolo
business a
favore degli ecclesiastici e dei laici che abitano lo stato vaticano, lo OR amministra una gran parte
del
patrimonio papale. Ha rapporti con le grandi banche internazionali e conformemente ai patti
lateranensi, si sottrae all'intervento delle leggi e delle autorit italiane; lo OR una banca offshore
nel
centro di Roma. l primo presidente dello OR, Bernardino Nogara, estese la sua sfera di attivit
dopo
la seconda guerra mondiale anche in Svizzera, dove negli anni '50 faceva parte del consiglio di
amministrazione della Banca della Svizzera taliana. Pi tardi Nogara fond il Banco di Roma per
la
Svizzera a Lugano. La seconda fonte di guadagno del Santo Padre accanto allo OR,
l'Amministrazione Patrimonio santa Sede (APSA). Sebbene l'APSA sia attiva anche all'estero, il
suo
compito principale quello di rappresentare all'interno una specie di Banca centrale del Vaticano.
6) Originariamente lo OR era responsabile solo nei confronti del papa. Dopo che la bancarotta
dell'Ambrosiano e la cattiva gestione di Marcinkus, destituito nel 1989, avevano fatto sprofondare
lo
OR in una crisi profonda, Papa Giovanni Paolo riorganizz la sua banca privata e stabil un
regolamento che per la prima volta ne fissava per iscritto il ruolo. Sulla base di questo lo OR deve
mettere a disposizione del Vaticano le finanze necessarie alle sue opere religiose di portata
mondiale.
Supremo comitato dello OR un consiglio, composto da dieci persone, cinque cardinali e cinque
laici.
Nel 1993 questi erano i cinque cardinali Angelo Sodano (segretario di stato del Vaticano), John O'
Connor (arcivescovo di New York), Angelo Rossi (decano del collegio dei cardinali), Bernhardin
Gantin (prefetto della congregazione), e Eduardo Martinez Somalo, vicino all'Opus Dei. cinque
laici
erano il presidente dello OR Angelo Caloia, Theodor Pietzcher (direttore della Deutsche Bank a
Essen
e consulente della conferenza tedesca dei vescovi), Thomas Macioce (consulente economico del
cardinale O'Connor), Philippe de Weck (Grand Old Man della societ bancaria svizzera) e Jos
Angel
Sanchez Asiain (copresidente del Banco de Bilbao-Vizcaya). Da cerniera tra gli ecclesiastici e i
laici
fungeva monsignor Donato de Bonis, gi segretario dell'arcivescovo Marcinkus. Evidentemente la
riorganizzazione dello OR nel 1989 non servita a molto: nell'estate 1993 emerse che la Banca
vaticana nel 1991/92 era servita a inoltrare tangenti nel caso Enimont (vedi p.217 segg.).
7) Cfr. Calabr, Maria Antonietta: 'Le Mani della Mafia'. Milano 1991.
8) Anche la banca svizzera di Sindona, la Amincor Bank di Zurigo con filiale a Chiasso, fu chiusa.
La
Amincor si chiamava in origine American nternational Corp. (Zurigo) ed era diretta da Raul Biasi e
Riccardo Alvino. l giovane impiegato della Amincor Niculin Porta perse il lavoro. Pi tardi
riapparve
come direttore della Banca Albis di Zurigo, chiamata pi tardi Banca Adamas. La banca
Albis/Adamas
era una filiale della Fimo SA di Chiasso. (vedi p.23).
9) Della P2 si parla ancora nel capitolo successivo.
10) Fino al 9 giugno 1993, Ruggero Firrao gest questa societ finanziaria insieme con Alfredo
Neuroni, poi fu aperta la liquidazione. Alfredo Neuroni scomparve durante le vacanze di Natale del
1993 e non ricomparve pi. Un anno dopo fu dichiarato morto.
11) "La Repubblica", 28.5.93
12) L'ente per la garanzia contro i rischi dell'esportazione (SACE) era stato fondato nel 1977 sotto
l'egida del ministro per il commercio estero e uomo della P2 Gaetano Stammati. Direttore divenne
il
suo fratello di loggia Ruggero Firrao. l suo scopo era la tutela contro i rischi degli esportatori
italiani
sui mercati non sicuri. Le inchieste del procuratore milanese Pierluigi Dell'Osso rivelarono un
esteso
braccio illegale della SACE. n cambio di tangenti, la SACE tollerava sistematicamente il
trasferimento
illegale di capitale all'estero. Nel marzo 1993 Dell'Osso arrest l'allora direttore Roberto Ruberti e il
suo braccio destro Roberto Bonfigli ("L'Unit", 13.3.93)
13) "Neue Zrcher Zeitung", 22.7.81
14) "Basler Zeitung", 9.7.81
15) ivi
16) "Corriere della Sera", 17.6.81
17) "Neue Zuercher Zeitung", 8.7.81
18) "Neue Zuercher Zeitung", 30.7.81
19) Roger Schawinski, direttore di Radio 24 di Zurigo, deve secondo "Bilanz", 5. 83, a Flavio
Carboni
se nel maggio 1982 pot di nuovo trasmettere da Pizzo Groppera, dopo che tutti avevano creduto
che la
chiusura del gennaio 1982 fosse definitiva. Schawinski aveva conosciuto nell'ufficio zurighese di
Felix
Matthis l'uomo d'affari ginevrino e amico di Carboni Hans Albert Kunz, che gli aveva procurato il
contatto con Carboni. Secondo Kunz, Carboni diede a Schawinski alcuni indirizzi, Schawinski and
a
Roma e poco dopo Radio 24 fu di nuovo in grado di trasmettere. Schawinski conferm questo, con
la
precisazione tuttavia che l'indicazione di Kunz era stata solo uno dei diversi canali sui quali egli era
intervenuto a Roma. (Frischknecht, Jrg, ecc: 'Die unheimlichen Patrioten. Politische Reaktion in
der
Schweiz.' (' patrioti perturbanti. La reazione politica in Svizzera') Zurigo 1987, p.557)
20) "Corriere della Sera", 3.1.93
21) " Wall Street Journal Europe", 11/12.12.92
22) Ferrara, Giuseppe: ' misteri d'talia: La vera storia della P2. 'Volume 3. Film documentario in
video. Roma, 1987
23) Ruggeri, Giovanni, e Guarino, Mario: 'Berlusconi. nchiesta sul signor TV. 2. edizione. Milano
1994, p.74
24) Con l'ex consigliere governativo Claudio Generali la piazza finanziaria di Lugano cerc di darsi
nuovo lustro. La nuova costruzione della sede principale da parte di Mario Botta, anche premiata,
appartiene allo stesso capitolo.
25) Raw, Charles: 'The Money Changers'. London 1992, p.127 segg.
26) ivi, p. 127
27) vi, p.257
28) "Das Magazin", Zrich, 12.9.93
29) Lo stesso Brian Smouha della societ fiduciaria anche liquidatore della banca dello scandalo
BCC, chiusa nel 1991. Anche quando la BCC and in bancarotta, ci fu chi accus che all'ultimo
istante, prima della chiusura della BCC, in Lussemburgo grosse somme fossero passate a
Ginevra, alla
filiale BCP della BCC.
(30) Come conseguenza della cattiva amministrazione dell'arcivescovo Marcinkus il deficit annuo
del
Vaticano fino a met degli anni '80 sal a pi di 50 milioni di franchi. Solo nel 1993 il cardinale
Edmund Casimir Szoka pot presentare un bilancio in pareggio. Szoka che in qualit di
arcivescovo di
Detroit aveva chiuso chiese poco frequentate, per risparmiare, dal 1990 ministro delle finanze del
Vaticano. Lo OR non tuttavia diretto da Szoka, ma da una particolare commissione papale. ("Die
Zeit", 17.11.95)
31) "Tages-Anzeiger", 7.5.87
32) "Corriere della Sera", 17.4.92
33) "La Repubblica", 11.10.94
34) "Neue Zuercher Zeitung", 11.6.96
35) Raw, Charles: 'The Money Changers'. Londra 1992, p.323 segg.
36) Mandati del consiglio di amministrazione di Alain Aboudaram: Amal Finance Corporation
(Genve); Conseil Aboudram Alain SA (Lausanne); Amal currency investments SA (Lausanne).
(Fonte:
Orell Fuessli/Teledata: l CD-ROM. Version 1996/1, scadenza: 1.8.95 )
37) Comunicazione dell'Agenzia stampa AP-Schweiz del 15 maggio 1993
38) il fratello dell'avvocato di Gelli Dominique Poncet.
39) "L'Unit", 25.1.93
40) "Sonntagszeitung", 2.1.94
13 LA LOGGA MASSONCA SEGRETA P2
n talia le teorie del complotto sono tradizione. Una particolare cultura del sospetto, detta
"dietrologia", produce di continuo infinite analisi e speculazioni pi o meno fondate su forze che
manovrano dietro le facciate: logge e associazioni maschili segrete, la cui azione resta sconosciuta
ai
non illuminati e ai non iniziati, il mondo oscuro delle societ segrete, della mafia, del terrorismo,
membri dei servizi segreti deviati, stte e ordini religiosi fino alle cordate corrotte che si formano in
economia e in politica. sobri abitanti dei paesi del nord giudichino pure tutto ci illusione e
paranoia,
ma un dato di fatto che prima di Mani Pulite sia le inchieste della Giustizia che le rivelazioni dei
media in questo ambito finivano di regola con l'insabbiarsi e scomparire. La loggia massonica
segreta
Propaganda Massonica Due (P2) ha, a questo proposito, una posizione particolare tra le societ
segrete.
Nel 1981 perse improvvisamente il suo status di ente segreto, dopo che la lista dei membri era
divenuta
pubblica. Le conseguenze furono drammatiche. resoconti dei media in tutto il mondo sui nomi di
grande rilievo della loggia produssero in talia una grave crisi di stato. l governo dovette dimettersi,
il
gran maestro della P2 Licio Gelli fugg in Uruguay e la loggia fu chiusa per legge. Nell'esplosiva
lista
dei nomi (1) si era imbattuta il 17 marzo 1981 un'unit della guardia di finanza comandata dal
colonnello Bianchi, allorch nel corso delle indagini contro Michele Sindona, banchiere della mafia
e
membro della P2, perquis a Castiglion Fibocchi presso Arezzo anche Villa Wanda del maestro di
loggia della P2 Licio Gelli. Bianchi resistette ai massicci tentativi di intimidazione del suo superiore
(il
generale della guardia di finanza e membro della P2 Orazio Giannini) e non nascose la sua
scoperta.
Secondo la lista, la loggia contava 972 membri altolocati.(2) Tra questi c'erano tre ministri, tre
segretari
di stato e 43 deputati al parlamento di diversi partiti. E vi comparivano inoltre 43 generali e otto
ammiragli, incluso l'intero stato maggiore, tutti i capi dei servizi segreti civili e militari, numerosi
generali dei carabinieri, alcuni generali della guardia di finanza, i capi di polizia delle quattro pi
grandi citt d'talia cos come numerosi alti funzionari e diplomatici di tutti i ministeri. Erano
rappresentati anche capitani d'industria quali Silvio Berlusconi, il presidente del Banco Ambrosiano
Roberto Calvi, il banchiere della mafia Michele Sindona e il banchiere privato e consigliere del
Vaticano Umberto Ortolani. E non mancavano rappresentanti della stampa come l'allora editore e
caporedattore del "Corriere della Sera, il direttore del telegiornale di RA 1 e il pi importante
conduttore della RA, Maurizio Costanzo.
COSPRATOR RVOLUZONAR?
Per far luce sullo scandalo della P 2 il parlamento istitu una commissione d'inchiesta, composta di
43
persone, sotto la guida di Tina Anselmi, deputato al parlamento ed ex ministro della salute, che
termin
i lavori nel 1984, dopo trenta mesi. l rapporto sull'inchiesta occupa 58 volumi e 34.487 pagine. La
commissione pervenne alla conclusione che la P2 era un gruppo di cospiratori che preparavano un
colpo di stato e volevano rovesciare l'ordine costituzionale. La P2 era diretta da un gruppo
sconosciuto,
con Gelli in funzione di mediatore tra i membri. Questo riconoscimento la commissione
dell'Anselmi lo
visualizz mediante due piramidi, che si toccano al vertice. 972 nomi della lista erano da
collocarsi
nella piramide inferiore, mentre la superiore capovolta simboleggiava il gruppo sconosciuto degli
uomini oscuri. Da quest'ultima Gelli, che si trovava nel punto di contatto dei due vertici, avrebbe
ricevuto gli ordini. Una minoranza della commissione Anselmi analizz la P2 in modo
completamente
diverso. Ad esempio Massimo Teodori del Partito Radicale (nel frattempo scomparso). "Gelli e la
sua
loggia erano parte integrante del regime e non avevano assolutamente bisogno di cospirare" (3) -
sostenne. Secondo Teodori la P2 viveva in perfetta simbiosi con l'apparato statale. Ci permetteva
ai
detentori del potere dello stato di imporre decisioni, in maniera pi efficiente, nell'ambito della
struttura
parallela P2, sgravata da problemi di legittimazione democratica, che mediante il lento apparato
statale.
comunisti del PC, coinvolti nel corrotto sistema dei partiti d'allora, Teodori li vedeva come utili
idioti
che, senza esser presenti nella struttura della P2, avrebbero tollerato il gioco di Gelli per un
perverso
interesse personale. A parere di Teodori, la commissione Anselmi, controllata dai partiti al governo,
aveva soprattutto lo scopo di sacrificare Gelli e alcuni degli altri fratelli della P2, solo per
proteggere il
capo della DC Giulio Andreotti e non di meno Craxi, il segretario dei socialisti, e mantenere in vita il
sistema corrotto dei partiti. n effetti la commissione Anselmi aveva sorvolato sulla sospetta
vicinanza
di Andreotti e Craxi alla P2. (4) Andreotti aveva sempre negato di aver mai conosciuto Gelli, finch
comparve infine sulla stampa una foto che lo mostrava insieme a Gelli in occasione dell'entrata in
carica del presidente argentino Juan Domingo Pern (1977) all'Ambasciata italiana di Buenos
Aires.
ARRCCHMENTO CRMNALE ?
Dieci anni dopo l'apparizione del rapporto Anselmi, nell'aprile 1994, la Corte d'Assise di Roma
emise
una sentenza nel grande processo alla P2. giurati non condivisero le conclusioni della
commissione
Anselmi. Secondo il loro verdetto la P2 non aveva cospirato contro lo stato italiano, ma era
piuttosto
una loggia massonica degenerata, che operava nella zona grigia della corruzione e della
criminalit
economica, a scopo di arricchimento personale dei suoi membri. L'imputato principale Gelli fu
condannato per frode, calunnia e possesso di documenti segreti a 17 anni di prigione, ma rimase
in
libert perch i suoi avvocati fecero appello contro la sentenza. Sia o no un caso, il tribunale di
Roma
ha assolto la P2 dopo un'inchiesta durata 13 anni e un processo di 18 mesi dall'accusa di
cospirazione
contro la costituzione, proprio nell'istante dell' entrata in carica come presidente del Consiglio dei
ministri del membro della P2 Silvio Berlusconi. l giorno della pubblicazione della sentenza una
Tina
Anselmi costernata disse in televisione di non essere d'accordo con questo verdetto e ribad la sua
tesi
della P2 come gruppo eversivo di cospiratori contro l'ordine costituzionale italiano. E rispose con
un'amara risata all'obiezione di un partner del talk-show, difensore di Gelli, che la P2 fosse un club,
purtroppo deviato, di uomini d'affari nel complesso rispettabili. (5) Anche la procuratrice Elisabetta
Cesqui non era d'accordo con la sentenza e ricorse in appello. n un'intervista disse che non
voleva si
vietasse la massoneria in talia, auspicava invece che si rendessero obbligatoriamente pubbliche
le liste
dei membri di tutte le logge. Solo cos si sarebbe potuto garantire che la massoneria italiana non
deviasse nella corruzione politica ed economica, ma restasse un' associazione umanistico-
esoterica
cosmopolita. Nel 1993 anche il procuratore Agostino Cordova aveva indagato a Palmi in Calabria
contro logge massoniche deviate. Partendo da un traffico di droga della 'ndrangheta, la versione
calabrese della mafia, Cordova si imbatt in logge segrete, vale a dire operanti al di fuori delle
logge-
madre nazionali ufficiali: il Grande Oriente e la Gran Loggia d'talia. noltre, perquis gli uffici dell'ex
gran maestro Armando Corona a Cagliari e dell'avvocato Augusto De Megni a Perugia.(6) n un
discorso che fece sensazione, tenuto di fronte alla Commissione antimafia a Roma, Cordova
dichiar
che egli sospettava 19 parlamentari in carica di essere la dirigenza della P2, rimasta sconosciuta
nel
1991. (7) Cordova dichiar anche che la P2 era morta ma che il "piduismo" aveva vinto. La P2 era
stata
capace di riciclarsi politicamente, e di continuare a restare attiva all'interno della massoneria
italiana.
Come esempio del permanere di circoli segreti del tipo di quello di Gelli, venne citato il caso di Ugo
Zilletti. l giurista cattolico di Roma era stato nel 1981 vicepresidente del Consiglio Superiore della
Magistratura (CSM), l'organo di autogoverno dei magistrati in talia. l suo predecessore Vittorio
Bachelet era stato ucciso dalle Brigate Rosse. (8) Dopo la perquisizione della villa a Castiglion
Fibocchi Zilletti dovette dimettersi, perch il suo nome era apparso in un appunto di Gelli. noltre
egli
era intervenuto a Milano a favore del presidente dell'Ambrosiano Roberto Calvi, allora in prigione.
Dopo il suo ritiro, Zilletti ridivenne avvocato e, nel febbraio 1993, fu infine arrestato per sospetto di
bancarotta fraudolenta della Compagnia Generale Finanziaria (CGF). Fu arrestato anche l'uomo
della
P2 Ennio Annunziata. La CGF aveva ricevuto da Licio Gelli, poco prima della bancarotta, ancora
15
miliardi di lire.(9) Dopo che l'ostinato procuratore di Palmi Agostino Cordova fu promosso ad un
incarico di maggior prestigio della burocrazia giudiziaria a Napoli, le coraggiose inchieste contro le
logge massoniche non ufficiali, in Calabria, si arrestarono.
LA LOGGA MASSONCA P2
La P2 fu, fino al suo divieto per legge, una delle pi di 600 logge della Gran Loggia Grande Oriente
d'talia, detta anche "Palazzo Giustiniani" dal luogo delle sua fondazione, quello splendido palazzo
nel
cuore di Roma che Mussolini aveva sottratto ai massoni. Oggi Palazzo Giustiniani appartiene al
Senato
italiano. Nel 1994 Grande Oriente era con i suoi 16.000 membri la pi grande delle tre grandi logge
nazionali d'talia. La seconda, la Gran Loggia d'talia, sorta dopo una scissione nel 1908, e detta
anche
"Piazza del Ges", contava 251 logge e 6.000 membri. La terza loggia nazionale, denominata
"Gran
Loggia Regolare d'talia", aveva 35 logge e 1.000 fratelli. (10) Era sorta solo all'inizio del marzo
1993
da uno scisma avvenuto nel Grande Oriente. Fondatore fu un ex gran maestro del Grande Oriente,
Giuliano Di Bernardo, con 1.000 seguaci e col sostegno anglosassone. Di Bernardo voleva
rendere
pubbliche le liste dei membri, ma su questo punto non riusc a imporsi all'interno della massoneria.
Sui
media assicur che la sua nuova loggia voleva concentrarsi sugli ideali massonici di tolleranza e
giustizia ed escludere i politici corrotti e gli uomini d'affari sospetti. Collaborando alle indagini di
Armando Corona a Palmi, cerc di dar forza al proposito espresso.(11)
GUERRA A PAP
La P2 era stata fondata a Roma nel 1877. Era al servizio dei fratelli delle logge provinciali del
Grande
Oriente d'talia (12) che soggiornavano nella capitale. Solo pochi anni prima i tre massoni
Giuseppe
Mazzini, Giuseppe Garibaldi e Camillo Cavour, avevano guidato la liquidazione dello Stato della
Chiesa e fatto dell'intera talia uno stato unitario laico. tre massoni sono, non a caso, a capo del
Risorgimento. Da quando l'nquisizione a met del secolo diciottesimo aveva imprigionato a
Firenze i
primi massoni, la massoneria, di idee illuministe, divenne componente del nazionalismo
rivoluzionario
italiano come strumento contro il potere temporale del papa nello Stato della Chiesa. papi si
vendicarono con innumerevoli bolle. L'anatema definitivo fu lanciato da Leone X nel 1884
("Humanum Genus"): egli condann il "naturalismo razionalista" e inflisse la scomunica a tutti i
massoni cattolici. La guerra totale tra il Vaticano e i massoni termin con il Concilio Vaticano
Secondo
nel 1962. La tolleranza religiosa, qui annunciata, tra tutti gli "uomini di buona volont",
comprendeva
anche la massoneria che si fondasse su valori umanistici universali. massoni cattolici profittarono
del
momento favorevole e cominciarono a far visita in Vaticano. Nel 1971 il papa ritir infine la
scomunica
contro la massoneria regolare. l diritto canonico venne modificato: fu scomunicata
automaticamente
solo quella parte dei massoni che cospiravano contro il Vaticano e prestavano il giuramento di
fedelt
non sulla Bibbia ma su un libro con le pagine non stampate. Al Grande Oriente questo non serv a
nulla
in un primo momento, perch non era membro della United Grand Lodge of England a Londra,
madre
di tutti i massoni regolari di questo mondo. Lo statuto della Gran Loggia inglese, in base al quale
altre
logge vengono riconosciute, contiene nel principio numero sette un severo divieto di discutere
all'interno della loggia di problemi religiosi e politici. Questa rinuncia era per da sempre del tutto
ignota alla massoneria italiana. E, tuttavia, la United Grand Lodge riconobbe nel 1972 il Grande
Oriente.
ALLEANZA CON LA FNANZA
All'inizio degli anni '70 i rigidi fronti contrapposti del Vaticano e dei massoni cedettero. Soprattutto i
finanzieri della P2, Licio Gelli e Umberto Ortolani, cos come i banchieri della stessa loggia Roberto
Calvi e Michele Sindona ,fecero a gara a frequentare il Vaticano. L'arcivescovo Paul Marcinkus,
capo
della Banca Vaticana OR, concluse allora con l'ambizioso quartetto della P2 pi di qualche affare
lucroso. Nel settembre 1978 il giornalista romano Mino Pecorelli pubblic sul suo "Osservatore
Politico" sotto il titolo "La grande loggia vaticana", i nomi di 121 presunti membri di una loggia
massonica in Vaticano. Tra questi c' il cardinale segretario di stato Jean Villot, nome di loggia
Jeanni,
numero 041/3, accolto in una loggia di Zurigo [gi] il 6 agosto 1966 (13), inoltre i due presidenti
della
banca vaticana OR, l'arcivescovo Marcinkus e Monsignore Donato de Bonis, e altri. Questa lista di
massoni in Vaticano era gi stata pubblicata nel 1976 da un gruppo fondamentalista di nome
"Comitato
internazionale per la difesa della tradizione cattolica". (14) Dopo lo scandalo della P2 nel 1981, il
flirt
del Vaticano con i massoni cattolici fin e da allora di nuovo in vigore la scomunica
incondizionata.
Non un caso che la chiesa cattolica sotto il papa polacco Karol Wojtyla dall'inizio degli anni '80
preferisca associazioni maschili interne alla chiesa come l'ordine dei Templari o i Maltesi
(Gerosolimitani).
MALTES
Per amore di completezza il caso di spendere ancora alcune parole in forma di excursus sui
Maltesi,
ai quali si dice che Licio Gelli sia stato affiliato. (15) La fondazione dell'ordine risale alle crociate.
Dopo il massimo splendore, raggiunto nel medioevo, furono ridimensionati, ma non liquidati, dai
papi.
n nghilterra, il re Enrico V li espropri . Con l'inizio dell'era moderna i Maltesi si dedicarono, per
ordine dei papi, soprattutto ad attivit caritatevoli, senza tuttavia dimenticare del tutto il loro sapere
segreto risalente al medioevo. All'inizio degli anni '90 il numero dei Maltesi fu stimato a circa
10.000,
dei quali 2.600 negli USA, 2.500 in talia e 250 in nghilterra. voti monastici di castit, povert e
obbedienza, li osserva ancora solo una piccola minoranza. Ci deve essere naturalmente
interpretato.
Matthew Festing, venditore all'asta da Sothebey, avrebbe detto una volta che egli prendeva
seriamente
il voto di povert e tuttavia non viveva in una sudicia capanna. Nel 1994 i Maltesi italiani furono
colpiti
da uno scandalo imbarazzante. L'eccentrico pianista Arturo Benedetti Michelangeli, morto nel
1995,
aveva tenuto un concerto di beneficenza in Vaticano per l'ospedale dei Maltesi San Giovanni
Battista.
Quando pi tardi apprese che il denaro, ricavato dalla colletta, non era stato dato all'ospedale ma
era
finito in una cassa dei fondi neri dei Maltesi, Benedetti Michelangeli restitu la sua grande croce di
Malta. Tra i cattolici USA, i Maltesi sono relativamente numerosi. (16) E dove appartenenza
all'ordine
e business si mescolano, nascono problemi. William Agee, presidente e delegato del complesso di
aziende Morrison Knudsen, aveva mandato in rovina con la sua cattiva amministrazione il gruppo
miliardario statunitense, senza che il consiglio d'amministrazione fosse in qualche modo
intervenuto.
Un altro scandalo legato ai Maltesi scosse nel 1994 la multinazionale chimica statunitense W.R.
Grace.
l presidente Peter Grace e il direttore generale J.P. Bolduc, dovettero dare entrambi le dimissioni.
due
si erano rivolti per una lite al cardinale John O' Connor dell'arcidiocesi di New York, capo supremo
dei
Maltesi negli Stati Uniti e membro anche del Consiglio d'amministrazione della Banca Vaticana
OR.
Peter Grace e Bolduc erano entrambi Maltesi, non meno dei tre consiglieri d'amministrazione Peter
Lynch (ex amministratore di fondi Fidelity Bund di Boston, la societ amministratrice di fondi pi
grande al mondo), Eugene Sullivan (ex presidente del grande caseificio Borden, rilevato da Nestl)
e
James Frick (direttore amministrativo della celebre Universit cattolica di Notre Dame). Altri Maltesi
alla W.R. Grace erano il direttore Hugh Carey e il consulente di Public Relations Robert
Dilenschneider. Dopo che Bolduc aveva esautorato Grace, venne licenziato anche lui per molestie
sessuali nei confronti di un'impiegata, con una indennit di buonuscita 47 milioni di dollari. n
seguito
a ci, alcuni azionisti insoddisfatti persero le staffe e tentarono la rivolta.(17) l professore di
economia
aziendale Jay Lorsch della Harvard University riteneva, a proposito dei casi Morrison Knudsen e
W. R.
Grace, che il problema non consistesse nell'appartenenza all'ordine dei Maltesi, ma nel conflitto di
lealt. n caso di questioni da risolvere in un consiglio di amministrazione ci poteva avere come
conseguenza che non si esercitasse pi una vera critica. Gli azionisti avevano, a suo parere, il
diritto di
sapere di quali associazioni e societ i consiglieri d'amministrazione facessero parte.
L GRAN MAESTRO LCO GELL
Dopo questa digressione torniamo agli inizi della P2. l 28 novembre 1966 il Gran Maestro del
Grande
Oriente Giordano Gamberini incaric Licio Gelli, che gi nel 1963 aveva aderito alla loggia "Gian
Domenico Romagnosi", di rilanciare l'inattiva loggia Propaganda Massonica. (18) Licio Gelli era gi
allora un uomo d'affari con eccellenti rapporti con le forze armate e con i servizi segreti.(19) Egli
possedeva nei pressi di Napoli, la fabbrica di materassi Permaflex, che forniva allo stato milioni di
materassi per le caserme, gli istituti, gli ospedali e le case popolari.(20) Nel suo nuovo compito di
riorganizzatore della P2 Gelli manifest alla fine degli anni '60 un attivismo frenetico: gli riusc di
coprire i ranghi della loggia con nuovi arrivi prestigiosi: rappresentanti dei servizi segreti, militari di
grado elevato, giudici, capi di polizia e capitani d'industria. Nell'autunno caldo 1969
l'anticomunismo
militante, con il rafforzarsi della sinistra italiana, si adegu alla linea direttiva della P2. n politica
estera la P2 era ben garantita. Gli USA e la Nato cercavano allora di impedire il compromesso
storico
tra PC e Democristiani. Nel 1970 il Gran Maestro del Grande Oriente Giordano Gamberini si era
dimesso e gli era succeduto il medico fiorentino Lino Salvini. Gamberini assunse compiti speciali in
talia e all'estero. "Egli cerc di fare della Loggia Propaganda Massonica [ P2] il nucleo della destra
italiana che potesse assumere il controllo dell'talia nel caso che questo fosse stato necessario",
(21) ha
scritto lo specialista britannico di massoneria Martin Short. Per ordine del Gran Maestro Salvini e
dell'ex Gran Maestro Gamberini, il capo della P2 Gelli espanse all'interno del Grande Oriente la
sua
struttura segreta con obiettivi politici - cosa che era in stridente contrasto con l'imperativo massone
di
non occuparsi di politica e di religione. E tuttavia la United Grand Lodge of England riconobbe per
la
prima volta nel settembre 1972 il Grande Oriente come parte della massoneria regolare. due
presidenti
d'allora della grande loggia inglese, James Stubb e Jeremy Pemberton, fecero visita a Firenze al
Gran
Maestro Salvini e furono anche ospiti d'onore del mercante d'armi Alessandro del Bene,
considerato
uno dei pi zelanti membri della P2 e fondatore della filiale della P2 a Monaco. (22)
POLTCA ASSASSNA
All'inizio degli anni '70, contemporaneamente al rafforzarsi dei comunisti in parlamento, la P2 si
intromise nella politica italiana, passando sempre pi all'offensiva. E non si tir indietro di fronte a
nulla. Ebbe le mani in pasta in numerosi attacchi terroristici di estrema destra, ad esempio
nell'attentato
al treno espresso "talicus", in cui nel 1974 morirono dodici persone e in quello alla stazione di
Bologna, dove nel 1980 furono uccise 85 persone e ne furono ferite pi di 100. Per la
partecipazione a
questi crimini parecchie decine di uomini della P2 furono condannati con sentenza definitiva per
attentati dinamitardi e assassinio. Anche a Licio Gelli fu inflitta in questo processo una pena
detentiva
di molti anni, ma grazie al ricorso dei suoi avvocati non dovette andare in prigione. Agli ambienti
democratici all'interno della massoneria italiana non piacque la loggia segreta massonica
politicamente
attiva, creata in spregio dei principi massonici. nfine l'assemblea generale dei segretari del
Grande
Oriente chiese nel 1974, a Napoli, lo scioglimento della P2. capi supremi Salvini e Gamberini
seppero
evitare questo e per di pi promossero Gelli da comune Maestro massonico (segretario di loggia) a
Maestro venerabile. Poich la critica alla P2 non cessava all'interno, la dirigenza del Grande
Oriente
dovette infine sciogliere nel luglio 1976 la loggia segreta. Ma questa fu una semplice formalit, in
segreto Salvini permise a Gelli di portare avanti la P2. Nel settembre 1976 il massone Francesco
Siniscalchi chiese conto al Gran Maestro Salvini del fatto che la P2 continuasse ad esistere. Fu
subito
estromesso dal Grande Oriente. n seguito a ci Siniscalchi consegn nel dicembre 1976 alla
procura
romana un dossier sulla P2. Per la prima volta gli estranei appresero della grande cospirazione.
Quando
i due procuratori milanesi Gherardo Colombo e Giuliano Turrone ricevettero nel marzo 1981 la lista
dei
membri, erano gi stati preventivamente informati sulla sua importanza grazie al democratico
Siniscalchi. Come anche il rapporto Anselmi constata, il 1974 produsse la svolta nella strategia
della
P2. (23) Se prima si era puntato a bombardare per cos dire l'talia di messaggi che la
preparassero al
colpo di stato, si pratic ora un altro metodo sovversivo. proclami fascistoidi all'interno della
loggia
cessarono. La P2 cont da una parte sulla possibilit di infiltrare l'apparato dello stato di
simpatizzanti,
dall'altra di screditare la sinistra parlamentare manipolando il terrorismo di sinistra.(24)
LO STATO NELLO STATO
Per i suoi membri e simpatizzanti la P2 elabor nel 1975 un programma politico, detto "Piano di
rinnovamento democratico". Con ci Gelli voleva contrattaccare l'offensiva ideologica dei
comunisti.
Anzich il compromesso storico improntato ad una democrazia fortemente popolare,egli voleva un
sistema presidenziale nella zona grigia tra democrazia e dittatura. L'offensiva di Gelli ottenne
qualche
successo, soprattutto nella sinistra non comunista. l segretario del partito socialdemocratico Pietro
Longo (PSD) era membro della P2, e cos pure numerosi top manager socialisti (PS) di aziende
statali
quali Leonardo Di Donna, o il direttore generale della Banca Nazionale del Lavoro, Alberto Ferrari.
BERLUSCON E LA P2
l progetto politico della P2 e l'ascesa del presidente della Fininvest e uomo della P2 Silvio
Berlusconi
a presidente del Consiglio dei ministri nel marzo 1994, rivelano significativi parallelismi. La sua
affermazione corrispondeva ampiamente ai passi concreti proposti nel programma di Gelli. l primo
Berlusconi l'aveva gi compiuto, quando era stato eletto a presidente dei ministri, e precisamente il
controllo dei media. Oltre ai tre canali nazionali TV egli possedeva anche numerosi importanti
organi
di stampa come "Panorama", "Epoca" e "l Giornale". noltre, egli controlla gran parte della
pubblicit,
dei cinema e del settore musicale. La societ capogruppo Fininvest di Berlusconi era la seconda
impresa mediatica per grandezza in Europa, dopo il gruppo tedesco Bertelsmann. Le concessioni
TV
nazionali Berlusconi le aveva avute solo grazie al suo padrino politico Bettino Craxi, segretario del
partito socialista, fortemente permeato dalla P2, anche se non figurava sulla lista ritrovata dei
membri
della loggia. l piano della P2 prevedeva come secondo passo, dopo la presa di potere nei media,
la
creazione di club politici in tutt'talia; su questa base dovevano poi essere fondati a tavolino due
nuovi
partiti nazionali. A ci corrisponde la creazione dei club di Forza talia da parte di Berlusconi. Come
disse del resto Licio Gelli in un'intervista alla televisione tedesca ARD nel giugno 1994: "l mio
piano
realizzato con l' eccezione di un punto, la repubblica presidenziale, ma anche questa verr."(25)
Oltre al
primo ministro Berlusconi c'erano come ministri nel suo governo altri tre ex membri della P2,
precisamente il ministro dei trasporti Publio Fiori, il ministro della giustizia Alfredo Biondi e il
ministro degli esteri Antonio Martino.(26) n presenza di quattro importanti membri del governo non
meraviglia che la Corte d'Assise di Roma abbia pronunciato la sentenza nel principale processo
contro
la P2 dopo quasi tre anni di dibattimento proprio un giorno dopo la vittoria alle elezioni di
Berlusconi:
la P2 non sarebbe un'associazione criminale a scopi eversivi ma una loggia massonica infestata
da
elementi criminali.
L GRANDE ORENTE VENE SCOMUNCATO
Sebbene gli intrighi terroristici, politici e finanziari della P2 fossero gi da lungo tempo in evidente
contraddizione con l'imperativo massonico dell'astensione dalla politica, la United Grand Lodge of
England sospese solo nel 1993 (27), durante i grandi scandali per le tangenti, l'affiliata italiana che
aveva perduto l'onore. Anche la massoneria inglese si trovava sotto una pressione crescente.
L'imperativo alla trasparenza del liberalismo economico thatcheriano minacciava sempre di pi
l'attivit segreta dei massoni. due testi critici 'The Brotherhood' di Stephen Knight (1984) e 'nside
the
Brotherhood' di Martin Short (1989), avevano procurato molta cattiva stampa. Anche il grande
scandalo dell'Ospedale Reale Massonico nel quartiere londinese di Hammersmith, che a met
degli
anni '80 aveva causato molta pubblicit negativa, non era ancora stato del tutto digerito. Con il
titolo "
ora di sollevare il grembiule" (28) l' "ndependent on Sunday" del 20 settembre 1992 rimandava
criticamente alle centinaia di logge nel distretto finanziario londinese. Numerose banche, ad
esempio la
Lloyd Bank, la Midland Bank, la National Westminster Bank, la Bank of England, avrebbero avuto
logge interne. La societ assicuratrice Lloyd's di Londra, che allora passava da uno scandalo
all'altro,
ne contava addirittura tre.(29) Non era proprio questo l'humus ideale per affari interni illegali?
L'assistente della United Grand Lodge of England si difese da ogni insinuazione che i massoni
costituissero cordate nelle aziende per ottenere vantaggi finanziari, perch ci era loro
severamente
proibito - come egli sostenne.
LCO GELL E LA SVZZERA
All' inizio del luglio 1990, l'ex agente della CA Richard Brenneke afferm al canale 1 della Rai Tv
che
la CA aveva pagato alla P2 10 milioni di dollari al mese per armi, narcotraffico e azioni politiche.
(30)
Secondo Brenneke la P2 nel 1981, nonostante il divieto ufficiale, non era stata sciolta e avrebbe
potuto
essere coinvolta nell'assassinio di Palme. Brenneke afferm letteralmente: "Licio Gelli non era il
vero
capo della P2. Riceveva gli ordini da persone in Svizzera e negli USA." (31) Che Gelli ricevesse o
no
gli ordini dalla Svizzera, un dato di fatto che i suoi rapporti con la Confederazione Elvetica non si
limitano a conti bancari plurimilionari. La regione del lago di Ginevra era invece piuttosto l'
hinterland
strategico della P2. Si trovava a Ginevra la villa dell'uomo chiave della P2 e direttore generale
della
Casa editrice Rizzoli Bruno Tassan Din (Rizzoli possedeva il "Corriere della Sera"). A Duchy nel
Vaud
aveva il suo castello Luigi Olivi. A Ginevra c'erano le ville di Umberto Ortolani e Valerio Valeri. Tutti
e
tre appartenevano appunto al nocciolo duro della P2. Tra Losanna e la Svizzera c'era inoltre anche
la
villa "La Crique" dello svizzero Peter Notz (32), che frequentava Hans Albert Kunz. Entrambi i nomi
furono trovati nei documenti sequestrati a Gelli.(33) Questo che nell'aprile 1981 era andato in
Uruguay,
torn in Europa e, nell'agosto 1982, fu arrestato nella sala degli sportelli della sede principale della
SBG ginevrina. La SBG l'aveva convocato a Ginevra poich egli voleva trasferire il suo conto
ginevrino di 55 milioni di dollari in Uruguay.(34) Nel settembre 1982 il procuratore ticinese d'allora,
Paolo Bernasconi, fece congelare i conti di Gelli a Ginevra. (35) Gelli fu imprigionato a Champ
Dollon, da dove il 10 agosto 1983 fugg. Temeva l'estradizione in talia. La giustificazione della fuga
di
Gelli da parte della polizia di Ginevra, fu la seguente: egli avrebbe corrotto con 6.000 dollari la
guardia
carceraria Umberto Cerdana, che l'avrebbe lasciato evadere. Con i politici il comando di polizia
non se
la cav con questa spiegazione e il Gran Consiglio di Ginevra istitu una commissione d'inchiesta.
SCANDALO A CHAMP DOLLON
Ci che successe effettivamente la notte della fuga di Gelli, la commissione non pot accertarlo,
ma
scopr che in carcere avvenivano abusi a dir poco incredibili. Gelli godeva a Champ Dollon di un
regime speciale meno severo sebbene le autorit fossero state messe ripetutamente in guardia
contro i
suoi piani di fuga. La notte dell'evasione una pattuglia della polizia scopr un buco nel recinto del
carcere e diede l'allarme al corpo di guardia della prigione, ma questo non reag.(36) l figlio di
Gelli,
Maurizio, port il padre oltre confine e in auto fino a Montecarlo, da dove Gelli si diresse in
Sudamerica con lo yacht di Pazienza. Quando il tribunale federale accolse la richiesta italiana di
estradizione nove giorni dopo la fuga, Gelli era gi di nuovo nella sua villa nei pressi di
Montevideo.
Nel settembre 1987 ritorn infine a Ginevra e si mise volontariamente a disposizione della
giustizia. l
governo di Ginevra voleva estradarlo subito in talia (37), nonostante la dura protesta dei suoi
avvocati
Marc Bonnant e Dominique Poncet. (38) Applaudito dagli avvocati di Gelli, il giudice istruttore Jean
Pierre Trembley apr un procedimento contro di lui per corruzione della guardia carceraria. Con ci
gli
avvocati ebbero il tempo necessario per ottenere dal tribunale federale che egli fosse estradato in
talia,
ma con la riserva di non venir accusato di reati politici. La Giustizia italiana accett la condizione e
caddero cos i crimini politici, lo spionaggio e la cospirazione contro la costituzione. l 17 febbraio
1988 Gelli fu espulso in talia, dove fu rilasciato dopo alcuni mesi di carcerazione preventiva. Un
anno
dopo pubblic presso la casa editrice Demetra Edizioni di Lugano la sua versione dei fatti nello
scritto
apologetico che ha come titolo: 'La Verit'.(39) E ora l'arzillo Gelli, pi che ottantenne, risiede di
nuovo
a Villa Wanda, dove tutto ha avuto inizio. Di quando in quando girano voci che la sua P2 si sia
riorganizzata in clandestinit, ma non venuto alla luce niente di concreto.(40) Una potenza quale

stata la P2 pu riservare sorprese ancora per lungo tempo.


EXCURSUS: MASSON SVZZER
Non ci sono indizi che Gelli nel corso delle sue regolari visite a Ginevra e a Lugano abbia mai
frequentato anche una loggia locale o addirittura che abbia cospirato con i massoni svizzeri.
massoni
svizzeri sono discreti, l'elenco dei loro ospiti e membri segreta. Ma, nell'autunno 1995, la facciata
ben
strutturata della massoneria svizzera mostr, per la prima volta a memoria d'uomo, delle crepe. La
loggia di Zurigo "Modestia cum Libertate, che contava pi di duecento anni, offr nella lotta per il
controllo del Brockenhaus di Zurigo una triste immagine di lacerazione interna.
Contemporaneamente
scoppi lo scandalo dei rituali occulti dell' "Ordine del Gral d'Oro", a cui i numeri uno e due della
Gran
Loggia Massonica Alpina, vale a dire Werner Schorno e Hermann Hoeglhammer, avrebbero
partecipato.
COLPO D SCENA AL BROCKENHAUS D ZURGO
l 25 aprile 1995, all'assemblea generale dell'associazione Brockenhaus di Zurigo, si ebbe un
improvviso colpo di scena. l consiglio direttivo che si ricandidava con il presidente uscente, il
massone
Walter von ns, fu spodestato da sette persone nuove che occuparono l'organo supremo del
Brockenhaus con la tecnica del putsch. Tra questi c'erano l'ex direttore generale della societ
intermediaria di lavoro temporaneo Adia, il massone Peter E. Mueller in qualit di presidente e il
direttore dell' ex-Jelmoli Rico Bisagno come vicepresidente. (41) Mueller aveva invitato i suoi
sostenitori, alla maniera classica dei putschisti, ad aderire all'associazione del Brockenhaus e a
votare
per lui all'Assemblea generale. L'associazione contava allora circa 700 membri, dei quali 220
appartenevano alla massoneria. Mueller, che era stato vicepresidente nel vecchio consiglio
direttivo,
accus l'ultrasettantenne von ns di avere ridotto il Brockenhaus a prebenda per massoni anziani.
Sotto
la sua direzione il consiglio direttivo avrebbe intascato, alle spalle dell'assemblea generale,
145.000
franchi. Pi tardi von ns giustific i suoi prelevamenti con le prestazioni fornite come ingegnere
edile
nella ristrutturazione del Brockenhaus. l Brockenhaus un'istituzione sociale fondata nel 1904
dalla
loggia di Zurigo "Modestia cum libertate, dove persone poco abbienti possono comprare merci di
seconda mano per l'uso quotidiano. l grande patrimonio dell'ente, consistente in venti milioni di
franchi, fa in ogni caso sorgere dubbi sul contenuto sociale della sua politica dei prezzi. nvece di
accumulare venti milioni grazie ai prezzi alti, quest'associazione di utilit sociale avrebbe dovuto
piuttosto fare prezzi onesti per i suoi clienti bisognosi. Dopo il putsch di Mueller il consiglio direttivo
non rieletto fece valere in tribunale irregolarit nell'assemblea generale e ottenne giustizia. l
tribunale
circondariale depose il nuovo consiglio direttivo e nomin un assistente legale che convoc
un'assemblea generale straordinaria. Nel frattempo la loggia massonica Modestia cum Libertate
espulse
Peter Mueller dopo una militanza di 35 anni. All'assemblea generale del 30 ottobre 1995,
organizzata in
modo molto dispendioso, comparvero infine 348 membri, per lo pi uomini in et avanzata. Le
donne
erano rare, cosa che non meraviglia, poich le logge accettano solo uomini come membri. l modo
in
cui procedere nell'elezione lo organizz nientemeno che il direttore dell'ufficio elettorale della cit
di
Zurigo. Si arriv ad una battaglia verbale in aula tra i fratelli nemici della loggia Modestia cum
Liberatate. Si accapigliarono soprattutto il Gran Maestro della Modestia cum Libertate, Alexander
Ott,
e il membro di loggia Werner Ringger, che era anche capo della corporazione Hard di Zurigo, del
cui
consiglio direttivo Peter E. Mueller faceva parte. Contro Mueller si candid Silvio Denz, membro
della
loggia di Zurigo "n Labore Virtus. Denz si present come un imprenditore trentottenne, che
dirigeva
la catena di profumerie Alrodo composta da 54 profumerie, con 400 impiegati e un fatturato di 158
milioni di franchi.(42) Oltre a ci Denz anche presidente della societ aerea Classic Air
(Buelach),
che utilizza buoni, vecchi aeroplani del tipo D3. Per l'incarico di nuovo vicepresidente del
Brockenhaus
si present alle elezioni il direttore di banca Bruno Battaini. Battaini direttore della Bank fuer
Handel
und Effekten (Banca del commercio e dei titoli), una societ affiliata della Schweizerische
Kreditanstalt
con circa 70 impiegati e pi di un miliardo di franchi di bilancio (1994).(43) noltre fa parte del
Consiglio di amministrazione della Pelz mport & Export (importazione e esportazione di pellicce)
(Zurigo) e della ditta commerciale di Zurigo Stutzer & Co. l dinamico duo Denz/Battaini vinse infine
le elezioni contro Mueller e Bisagno senza problemi. Sivio Denz divenne presidente del
Brockenhaus e
Battaini vice. Mueller/ Ringger si ritirarono e il presidente del giorno promise di far esaminare le
loro
accuse contro von ns da un ufficio fiduciario indipendente. All'assemblea generale ordinaria del
Brockenhaus a inizio aprile 1996, la ditta di consulenze di Basilea NonproCons present infine il
suo
rapporto. n base a questo, tre membri del comitato del consiglio direttivo avevano ottenuto
pagamenti
ingiustificati, non approvati dall'assemblea generale. l loro ammontare si aggirava intorno ad una
cifra
tra i 10.000 e i 50.000 franchi. l nuovo presidente Silvio Denz prese le distanze da questi episodi e
present all'assemblea numerose modifiche statutarie che offrivano garanzia di una maggiore
trasparenza e dovevano evitare qualcosa di simile per il futuro. tre spendaccioni dichiararono di
non
sentirsi colpevoli di nulla e ottennero l'assoluzione dall'assemblea. Non dovettero restituire denaro.
Allo
sfortunato ideatore del putsch, Peter E. Mueller, un votante consigli invece l'uscita
dall'associazione
Brockenhaus, nonostante l'inchiesta indipendente fondamentalmente gli avesse dato ragione.
STORE D CANTNE DA BERNA
All'ini
io di ottobre 1995 il direttorio della Gran Loggia svizzera Alpina, composta da cinque persone,
soprattutto da Bernesi, annunci le dimissioni. Dopo questo passo senza pari, i massoni svizzeri
non
avevano, per la prima volta dal 1844, una guida suprema. (44) l motivo era da ricercarsi
nell'appartenenza dei due massimi massoni all' "Ordine del Gral d'Oro", simile ad una setta. Poco
prima
il "Tages-anzeiger" di Zurigo aveva rivelato che Hermann Hoeglhammer, Gran Maestro dell "
Ordine
del Gral d'Oro" e numero 2 della Gran Loggia Alpina, praticava rituali occulti con un teschio. Vi
aveva
partecipato ripetutamente anche l'avvocato di Berna Werner Schorno, il gran maestro della Gran
Loggia
Alpina e numero 2 dell '"Ordine del Gral d'Oro". n quanto direttore di una scuola privata di Berna,
Hoeglhammer si fregiava anche di titoli dubbi o falsi come Prof. Dr. phil. noltre aveva descritto nel
suo libro 'Traenen der Sphinx' ('Lacrime della sfinge'), che aveva pubblicato con lo pseudonimo
Alram von Avalon, rituali occulti, nel corso dei quali aveva bruciato "nel fuoco sacro" tre gocce di
sangue e le aveva mescolate con il sangue del Signore. Un'altra opera di Hoeglhammer ha come
titolo
"Orden des Tempelritters" (Ordini del cavaliere del tempio). Nella cantina della sua scuola egli
organizzava, di quando in quando, rituali con teschi e con un membro dell'ordine travestito da
scheletro. Secondo dichiarazioni di ex membri anche Schorno avrebbe preso parte
occasionalmente ai
rituali, cosa che questo per contesta.(45) Un membro anonimo della loggia "Zur Hoffnung (Alla
speranza) di Berna spieg ad un giornalista del bernese "Bund", che il comitato degli alti funzionari
(i
delegati di tutte le logge) avrebbe tolto la fiducia al direttorio - e solo allora il direttorio avrebbe
avviato
le dimissioni. Schorno voleva cacciare le persone che avevano reso di pubblico dominio la
faccenda
dell'Ordine del Gral, cosa che tuttavia non gli riusc. (46) Un'altra macchia all' onore di Schorno
risale
gi ad un p di tempo prima: il procuratore era stato condannato nell'agosto 1979 dalla giustizia
militare, a cui egli stesso apparteneva come maggiore, a cinque giorni di prigione con la
condizionale.
Egli aveva denunciato al cacciatore di estremisti Ernst Cinceira cinquantun renitenti al servizio
militare. Allora Schorno era giudice istruttore per la criminalit finanziaria. (47) A chi indaga sulla
criminalit finanziaria non mancher il lavoro, finch "i giudici istruttori per la criminalit finanziaria"
si dedicheranno a occupazioni secondarie di questo genere.
Note:
1) Cfr. p.142 segg.
2) A parere di Elisabetta Cequi, procuratore di Roma, il numero effettivo dei membri era pi
verosimilmente sui 2000. La Guardia di finanza aveva potuto sequestrare solo una parte delle liste
dei
membri. Un'altra parte del materiale Gelli l'aveva gi portata a Montevideo.
3) "l Giornale, 18.4.94
4) Clara Canetti, la vedova del presidente dell'Ambrosiano Roberto Calvi trovato morto nel 1982,
impiccato con una corda sotto un ponte del Tamigi a Londra, sostiene che il vero capo della P2
fosse
Giulio Andreotti ("La Repubblica", 4.2.89). Craxi non figurava sulla lista della P2 di Gelli, a
differenza
di altri importanti socialisti come ad esempio il vicepresidente dell'EN, Leonardo Di Donna, o il
presidente dell'Ambrosiano, Roberto Calvi.
5) "Corriere della Sera", 17.4.94
6) "Corriere della Sera", 5.8.93
7) "L'Unit", 11.7.93
8) Questa circostanza aliment delle speculazioni sul fatto che i servizi segreti, guidati allora da
membri della P2, avrebbero infiltrato e manovrato le Brigate Rosse. Essi avrebbero, ad esempio,
qualcosa a che fare con l'assassinio di Bachelet, che permise a Zilletti, vicino alla P2, di accedere
all'alto ufficio della burocrazia giudiziaria.
9) "La Stampa", 16.2.93
10) Numeri indicati su "La Repubblica", 28.1.94
11) "L'Unit", 29.4.93
12) Short, Martin: 'nside the Brotherhood. Further Secrets of the Freemasons'. Londra 1989,
p.542
13) Yallop, David: n nome di Dio (m Namen Gottes), Monaco di Baviera (Muenchen), 1984, p.
246
14) Short, Martin: La confraternita vista dall'interno. Ulteriori segreti dei massoni (nside the
brotherhood. Further Secrets of the Freemasons), Londra, 1989, p. 161
15) Yallop, David: 'm Namen Gottes'. (Nel nome di Dio). Monaco. 1984, p.167
16) L'associazione dei Maltesi negli USA non recente. Gi il capo dello spionaggio americano, il
generale William "Wild Bill" Donovan, era un maltese, altrettanto Myron Taylor, inviato degli Stati
Uniti presso il Vaticano dal 1939 al 1950, lo era inoltre l' allora direttore della CA in talia William
Casey. (Cfr. Rowse, Arthur: 'Gladio: The secret U.S. War to subvert talian Democracy.' n: "Covert
Action" 49/1994).
17) "Business Week", 1.5.95
18) De Lutiis, Giuseppe: 'Storia dei Servizi Segreti in talia', Roma 1991, p.186
19) Gelli nacque nel 1919 a Pistoia in Toscana. Nel 1937, diciottenne, combatt in un battaglione
ausiliario italiano al fianco dei fascisti nella guerra civile spagnola. Nel 1940 pubblic un libro
premiato da Mussolini, "Fuoco", sulle sue esperienze in Spagna. Nella seconda guerra mondiale fu
capo civile del partito fascista a Kotor nel Montenegro, occupato dagli taliani, pi tardi a Zara, in
Dalmazia. Dall'autunno 1943 fu al servizio dei neofascisti della Repubblica di Sal, lo stato
fantoccio
dalla breve vita di Mussolini nell'talia del Nord, nella sua citt natale Pistoia. Qui era ufficiale di
collegamento con le SS e l'esercito tedesco. Collaborando contemporaneamente in segreto con i
partigiani antifascisti, egli si preparava tuttavia alla vittoria degli alleati. Dopo il 1945 collabor con
il
servizio segreto militare statunitense CC (Counter ntelligence Corps) e se ne and dapprima in
Sardegna, dove fu arrestato per breve tempo. Pi tardi, part per l'Argentina e torn di nuovo a
Pistoia
all'inizio degli anni '50. Divenne segretario del deputato DC Romolo Diecidue a Roma e, alla fine
degli
anni '50, entr nel business dei materassi, facendo rapidamente carriera.
20) La Permaflex aveva nel 1985 anche un ufficio a Lugano in Via Pioda 6. (Gelli, Licio: 'La Verit'
Lugano 1989, p.309)
21) Short, Martin : 'nside the Brotherhood. Further Secrets of the Freemasons.' Londra, 1989,
p.542
22) vi, p.552
23) Raith, Wener: 'n hoeherem Auftrag. Der kalkulierte Mord an Aldo Moro.' ('Per ordine superiore.
L'assassinio calcolato di Aldo Moro').Zurigo 1985, p.172
24) Come esempio basti ricordare il rapimento e l'assassinio del presidente della DC Aldo Moro da
parte delle Brigate Rosse nel 1978. l delitto non si mai potuto spiegare completamente. Tuttavia
si
suppone in genere che la P2 abbia avuto un ruolo importante nell'affare Moro. Questo voleva il
compromesso storico con i comunisti ed era sul punto di formare una coalizione di governo
democristiano - comunista. La P2 voleva evitare a qualunque costo il compromesso storico. Dopo
che
Moro era stato rapito, i servizi segreti, i cui capi erano tutti nella P2, rifiutarono ogni sorta di
trattativa e
non fecero nulla per scovare Moro. Quando le Brigate Rosse tre anni dopo la morte di Moro,
rapirono a
Napoli il democristiano Ciro Cirillo, il generale Musumeci, capo del servizio segreto SSM e
membro
della P2, tratt con successo il rilascio di Cirillo con il boss della 'ndrangheta Raffaele Cutolo che si
trovava in prigione.
25) "m Spinnenetz- Das mperium des Silvio Berlusconi" (Nella tela del ragno- L'impero di Silvio
Berlusconi"), ARD, trasmesso il 13.6.94
26) l professor Antonio Martino, che aveva fatto domanda d'ammissione nel 1981, poco prima
dello
scoppio dello scandalo P2, fu dal 1988 al 1990 il pi giovane presidente della Mont Plerin Society
(MPS), conservatrice di destra, che contava in tutto il mondo circa 500 membri. Tra questi c'era
anche
il presidente dei ministri ceco Vaclav Klaus. Tra i fondatori della MPS, creata all'inizio della guerra
fredda sul Mont Plerin, presso Vevey, in Svizzera, c'erano illustri figure paterne come Friedric A.
von
Hayek e Walter Eucken, ma anche giovani economisti come Milton Friedman. Pi tardi fu dominata
da
Milton Friedman e Gary Becker. L'austriaco naturalizzato in nghilterra e fondatore della MPS, F.A.
Hayek, aveva definito gi negli anni venti l'economia pianificata socialista come il nemico
principale.
l cofondatore della MPS Walter Eucken fu, dall'inizio alla fine del nazismo, un indisturbato
professore
all'Universit di Freiburg-im-Breisgau. Le sue perplessit nei confronti della politica economica
nazionalsocialista, espresse per la prima volta alla fine del 1942, non riguardarono ad esempio lo
scioglimento del movimento sindacale o l'impiego nell'industria di lavoratrici e lavoratori schiavi
provenienti dalle zone occupate. Eucken lamentava piuttosto la limitazione della concorrenza per
via
dell'interventismo statale dell'economia bellica e dei piani quadriennali di Goering. Contro le attese
generali Berlusconi non ha fatto di di Martino, suo consigliere per anni e autore del programma
economico di Forza talia, il ministro delle finanze, ma il ministro degli esteri.
27)The Sunday Times, 27.6.93
28) massoni indossano nel corso delle loro cerimonie, tra l'altro, un grembiule colorato.
29) L' "ndipendent on Sunday" del 20.9.92 citava anche alcuni rispettabili capitani d'industria
inglesi
che facevano parte della massoneria, ad es. Sir Michael Richardson, ex direttore generale di N. M.
Rothschild e presidente di Stockbroker Smith New Court, Lord Farnham, presidente di Provident
Mutual nsurance Group, o Sir John Banham, presidente della federazione dell'industria britannica.
30) De Lutiis, Giuseppe: 'Storia dei Servizi Segreti in talia'. Roma 1991, p.327
31) "Badener Tagblatt", 5.7.90
32) Mandato di consiglio d'amministrazione di Peter Notz: Carolina SA (Losanna). (Fonte: Orell
Fssli / Teledata: l CD-ROM dell' economia svizzera. Version 1996/1,p.139 segg., giorno di scad.:
1.8.95) Calabr, Maria Antonietta: 'Le Mani della Mafia'. Milano 1991,p.139 segg.
33) l conto di Gelli alla SBG era stato aperto da Roberto Calvi che, attraverso filiali sudamericane
dell'Ambrosiano, vi aveva versato complessivamente pi di 100 milioni di dollari (vedi p.278)
35) A parere di Bernasconi, il denaro di provenienza fraudolenta era a carico del Banco
Ambrosiano.
Gli avvocati di Gelli sostennero che il loro cliente ne era il regolare proprietario. Nel marzo 1996 la
Camera penale ticinese lasci definitivamente Gelli a mani vuote.
37) " Berner Zeitung", 24. 9. 87
38) Mentre Dominique Poncet e Marc Bonnant difesero nel caso Gelli lo stesso cliente, nel caso
del
fallimento Sasea sono impegnati sul fronte opposto. n Ticino Gelli fu difeso dall'avvocato
Giangiorgio
Spiess.
39) Gelli, Licio: 'La Verit'. Lugano 1989
40) l finanziere venezuelano Alberto Jaimes Berti sostiene ad esempio di sapere che Roberto
Calvi,
poco prima della sua morte, abbia versato ancora per Gelli sei mitici miliardi di franchi presso una
banca di Ginevra. Fonte di questa notizia una giornalista spagnola. La procura di Roma le aveva
creduto e aveva convocato il venezuelano come testimone in talia, dove infine fu arrestato per
contraddizioni nelle sue dichiarazioni. Dopo intensi interrogatori, Berti confess che nel 1982
aveva
ricevuto 2,2 miliardi di dollari attraverso il finanziere spagnolo Jos Maria Ruiz - Mateos e, da
Panama,
li aveva piazzati sui mercati finanziari. Egli non ne conosceva la provenienza ma gli sarebbe stato
fatto
capire che si trattava di fondi neri con urgente necessit di riciclaggio. Poich i proprietari non si
erano
mai fatti vivi, il portafoglio dei titoli custodito nel frattempo dalla fliale di Ginevra della Paribas
Suisse,
continu ad essere amministrato da Berti. Come probabili proprietari, Berti, che viveva a Londra,
indic la Banca Vaticana OR, il Banco Ambrosiano, Ruiz-Mateos (il cui gruppo Rumasa poco dopo
il
bonifico era crollato ed era stato statalizzato) e l'Opus Dei. Berti dichiar ai procuratori romani che
Calvi era venuto a Londra da lui per ritirare la sua partecipazione al salvataggio dell'Ambrosiano.
Due
giorni dopo Calvi era morto. ("Neue Zuercher Zeitung", 23.10.93)
41) "Tages-Anzeiger", 28./ 29. 10. 95
42) La Alrodo era stata fondata in collaborazione con il padre di Silvio Denz, Werner Denz. Werner
Denz aveva dapprima lavorato per la Weitnauerdals di Basilea (Auchlin, Pascal, e Garbley, Frank:
Das
Umfeld eines Skandals. Ein Report ueber das Organisierte Verbrechen und die Rolle der
Schweizer
Behoerden. [l contesto di uno scandalo. Un rapporto sul crimine organizzato e il ruolo delle
autorit
svizzere].Zurigo 1990,p.93) Werner Denz finito nel 1987 nel mirino del giornalista tedesco
Egmont
Koch, specializzato in criminalit finanziaria: "l numero 4 una casa dipinta di bianco con la porta
verde dietro le imposte verdi. A sinistra accanto alla porta ci sono due minuscole targhette di
ottone: in
alto si legge 'Denz', sotto 'Algrado AG'. La casa di campagna curata (a MuenchwilenAG) per
convinzione degli ispettori doganali di numerosi paesi europei, una centrale del contrabbando, tra
l'altro
di sigarette, liquori e profumo." Davanti a Koch, Werner Denz ha respinto tutti i sospetti nei propri
confronti: "Da 25 anni esercitiamo il commercio di sigarette. Nessuno ha potuto rimproverarci fino
ad
oggi transazioni illegali". (Koch, Egmont R.: 'Grenzenlose Geschfte. Organisierte Wirtschafts-
kriminalitt in Europa' [,Affari senza limiti. La criminalit finanziaria organizzata in Europa'] Monaco
1992, p. 72,75)
43) La Bank fr Handel und Effekten diede luogo nel 1992 a pettegolezzi, perch il suo direttore
d'allora, Max Moser, aveva lavorato come banchiere zurighese di Alexander Schalk-Golodkowski,
operatore in valuta della DDR. Moser amministrava i conti di Schalk-Golodkowski dapprima presso
la
Banca privata Hugo Kahn & Co. (Zurigo) e nel 1978 presso la Bank fr Handel und Effekten. Egli
gestiva con ampia procura otto conti per dissimulare il traffico di valuta occidentale di Berlino est.
Fond poi molti istituti in Liechtenstein, ad esempio la Congregatio. Tra l'altro da questa fonte
veniva
alimentato il conto DHB 528, il cosiddetto conto-disponibilit Mielke del capo della Stasi Erich
Mielke
("Neue Zrcher Zeitung 2, 14.9.92). Degno di nota anche il mandato in consiglio
d'amministrazione
dell'editore Michael Ringier presso la Bank fr Handel und Effekten.
44) Nell'autunno 1995 anche la massoneria entr in una profonda crisi. l 6 settembre 1995 il
Grand
Orient de France (37.000 membri) licenzi in tronco il gran maestro Patrick Kessel nel corso di una
tumultuosa assemblea. l Grande Oriente francese era stato fondato nel 1773 e nel 1877 i massoni
francesi si erano separati dalla principale corrente massonica britannica. Allora il Grand Orient
elimin
tutti i riferimenti al grande architetto dell'universo, per poter accogliere come membri anche gli atei.

massoni francesi non prestano giuramento sulla bibbia bens su un libro con le pagine bianche.
Ci
politicizz i massoni francesi, fece di loro un'associazione anticlericale e tendenzialmente vicina ai
socialisti. l gran maestro Kessel, un giornalista, present all'assemblea di tutti i rappresentanti
della
loggia una dura accusa contro "il caos finanziario, le spese eccessive e le strategie personali". Per
questo fu subito deposto dal consiglio supremo. Kessel e il suo gruppo accusarono il Grande
Oriente di
essere divenuto la longa manus dei socialisti, mentre Kessel viene incolpato dai suoi avversari di
avvicinare la loggia ai gollisti e al presidente Chirac. (" Le Monde", 20.9.95)
45) "Tages- Anzeiger", 31.10.95
46) " Der Bund", 9.10.95
47) Frischknecht, Jrg etc: 'Die unheimlichen Patrioten. Politische Reaktion in der Schweiz.' ['
patrioti
perturbanti. Reazione politica in Svizzera.'] Zurigo, 6. ed., 1987, p.273
14 WNNE TRA BRGANT
" Nel maggio 1986 lasciai Zurigo diretta a Roma. Allora il mio amatissimo padre era gi morto e il
mio
fidanzamento era appena andato a monte. Avevo 31 anni ed ero decisa a far carriera, dapprima
presso
Tasa, Headhunter, vale a dire cacciatore di talenti dirigenziali, statunitense e in seguito come
amministratrice della Secara Agency che procurava solo personale femminile".(1) "Winnie" Ellen
Kollbrunner era figlia di quella "media borghesia della Costa d'oro", che si era arricchita grazie alla
congiuntura favorevole degli anni '50 e '60 e si rifugiava nei comuni fiscalmente convenienti sulla
riva
destra del lago di Zurigo, da quando il quartiere delle ville dei ricchi di vecchia data alle pendici del
Zuerichberg, il monte di Zurigo, era diventato troppo piccolo. l padre di Winnie era stato il noto
ingegnere per costruzioni sotto il livello del suolo Curt Kollbrunner, e con la sua Rodio Holding e la
ditta Swissboring aveva guadagnato moltissimo nel boom edilizio legato alla congiuntura
favorevole.
Pi tardi il figlio Andr dovette liquidare la sua eredit, e la Rodio la vendette nel 1992 al
costruttore
edile romano di grande successo Elia Federici. l sogno romano di Winnie si interruppe
bruscamente. l
18 settembre 1992 fu arrestata nella lobby dell'hotel ginevrino Hotel de la Paix. nsieme a Winnie
fu
arrestato quel pomeriggio di settembre anche Maurizio Laguzzi, che a Roma dirigeva la societ
finanziaria Clipper. due avevano cercato di rifilare a due inglesi 85 obbligazioni (certificati di
deposito) rubate, da 95 milioni di lire l'uno, del Banco di Santo Spirito di Roma.(2) Ma Winnie e
Laguzzi ebbero veramente sfortuna, i due nglesi erano infatti investigatori in incognito di Scotland
Yard. Nell'ambito di un'azione di polizia anglo-italo-svizzera, avevano simulato interesse
all'acquisto di
questi titoli rubati.
L DELTTO QUAS PERFETTO
La storia fantastica di questi certificati di deposito rubati della "Banca di Santo Spirito" cominci a
Roma il 2 novembre 1990, quando un mezzo che trasportava 6.000 assegni e 294 obbligazioni del
valore di 90 miliardi di lire (allora circa 90 miliardi di franchi) fu assalito e derubato. La direzione
della
banca non fece una denuncia alla polizia n i numeri di serie dei certificati scomparsi, come invece
si
usa fare in casi del genere, furono inseriti nella lista nera dei valori rubati della sede della stanza di
compensazione interbancaria internazionale SWFT. Del tutto inconsueta rispetto a quanto avviene
di
solito in talia per questo tipo di titolo, era anche la durata quinquennale di validit dei certificati
della
Santo Spirito.(3) L'aggressione a scopo di rapina del novembre 1990 non fu l'unica scomparsa
misteriosa di titoli del Banco di Santo Spirito. Attacchi simili ai mezzi blindati della Transcoop
romana,
che eseguiva i trasporti di valori per la banca, si erano avuti gi nell'ottobre 1990 e si ebbero
ancora nel
1991. Sulla base delle loro inchieste i due procuratori romani Giulio Sarno e Achille Toro giunsero
pi
tardi alla conclusione che l'assalto del novembre 1990 a scopo di rapina fosse stata solo una finta.
Chi
avesse organizzato il colpo contro il blindato, non riuscirono tuttavia a stabilirlo.(4) Sarno e Toro
hanno
esaminato anche la possibilit della scomparsa di altri titoli della Santo Spirito: "Un fatto del genere
non pu essere escluso, considerata l'organizzazione estremamente negligente interna alla banca
nella
sede principale della custodia dei titoli e l'assenza di contabilit dei certificati in bianco nelle filiali".
(5) l Banco di Santo Spirito era una banca statale di media grandezza, controllata dalla holding
statale
R. Nel 1989 la direzione dell'R, in mano al modernizzatore Romano Prodi, divenuto pi tardi
presidente del Consiglio dei ministri, decise una fusione del Banco di Santo Spirito in deficit con il
Banco di Roma e la Cassa di Risparmio cooperativa di Roma. La nuova banca prese il nome
Banca di
Roma e divenne la quarta maggiore banca d'talia. l professor Prodi era considerato allora nella
holding statale disastrata l'uomo pulito e il risanatore della Democrazia Cristiana. Nel suo ruolo di
presidente, egli cerc di ridurre la corruzione dell'R, considerata il cortile interno della Democrazia
Cristiana. Dal 1990 le tre banche romane cominciarono progressivamente a unirsi, finch la
fusione fu
perfettamente compiuta nell'agosto 1992. l nuovo presidente della banca, Pellegrino Capaldo,
voleva
liberarsi dal vecchio fardello dei certificati della Santo Spirito misteriosamente scomparsi, e
nell'autunno 1991 sporse denuncia alla polizia. Alcuni mesi pi tardi i certificati furono infine
registrati
nella lista nera internazionale dei titoli rubati. La rapina simulata un esempio della fantasia quasi
inesauribile della corruzione italiana nella lotta per i posti migliori alla mangiatoia ricolma delle
aziende di stato. certificati di deposito non erano stati rubati ma clonati. Amici compiacenti alla
Transcoop avevano organizzato l'uscita dei titoli dalla cassaforte, amici compiacenti nel
management
della banca avevano provveduto a che la perdita restasse segreta, rinunciando ad andare alla
polizia e
dissimulando l'accaduto a livello contabile con un bilancio (gonfiato) della banca. Con ci i
certificati
si erano di fatto raddoppiati. Sui titoli raddoppiati in tal modo, i falsari costruirono ancora una
piramide
di credito, copiando certificati, cosa dimostrata da alcuni esemplari completamente identici
comparsi
pi tardi. l castello di carte croll solo quando i nuovi tecnocrati di Romano Prodi cominciarono a
portare alla luce i cadaveri nel caveau della Banca Santo Spirito. Di tutto ci Winnie sembra non
aver
allora sospettato nulla. Non sapeva che il suo telefono romano era sistematicamente controllato
dall'ottobre 1991, da quando erano incominciate le inchieste per il caso Santo Spirito. L'analisi al
computer delle molte centinaia di chiamate telefoniche, registrate fino al suo arresto un anno dopo,
evidenziarono un numero crescente di telefonate a qella buona "societ della costa d'oro
zurighese",
dove Winnie aveva le sue radici, e in Ticino. Registrava chiamate particolarmente numerose il
recapito
telefonico zurighese di Christine Sass-Hirschmann, figlia del fondatore di Jet Aviation, Carl
Hirschmann, quell'uomo di potere e di successo, compiaciuto di s, che dopo la sua morte aveva
fatto
sapere con annunci funebri di intere pagine ai propri discendenti, nel pieno della contesa per
l'eredit,
che non si pentiva di nulla. La polizia romana registr anche numerose chiamate al numero della
nadco AG di Zurigo. Direttore della nadco era srael A. Silberberg.(6) Winnie chiamava spesso
anche
il numero della A..M. di Zurigo, il cui consigliere d'amministrazione Hans Andersen fu arrestato pi
tardi mentre tentava di vendere dei titoli falsificati e perse per questo il posto. (7) Anche in Ticino
Winnie era in contatto telefonico solo con persone importanti. Ad esempio con il Ticinese pi ricco,
Geo Mantegazza, che all'inizio del 1996, in un affaire veramente poco chiaro, era stato rapito e
poco
dopo era ricomparso nel principato del Liechtenstein. Winnie parlava inoltre al telefono con il
fiduciario Walter Frueh e con l'avvocato Lucio Velo di Lugano. Fino al 1990 Winnie fece parte
anche
del consiglio d'amministrazione della societ Ts Recruiting SA di Lugano, che apparteneva al
gruppo
TS di Lucio Velo.(8)
WNNE CADE N TRAPPOLA
Dopo che i certificati di deposito rubati furono registrati nella lista nera della SWFT, tra il 12 e il 19
settembre 1992 si riscontrarono complessivamente 17 tentativi di vendere le obbligazioni a banche
di
Basilea, Zurigo, Lussemburgo, Como, Bergamo, Francoforte, Londra e Ginevra. A Zurigo ad
esempio
il danese Flemming Hansen cerc di appioppare 500 di questi titoli il 4 agosto 1992 alla Citibank.
Contemporaneamente egli volle aprire un conto a nome di Winnie e del consigliere
d'amministrazione
dell'AM Hans Andersen. Alcuni giorni pi tardi Hansen fu arrestato e ammise di aver ricevuto i titoli
da Kollbrunner.(9) l 13 agosto 1992 l'ex redattore di "Bilanz" Christoph Gubser (10) e Gino Rosato
cercarono pure di vendere certificati del genere alla Banca di Roma di Francoforte.
Complessivamente
furono arrestate in Svizzera nel corso di questi tentativi 10 persone, i cui nomi il giudice istruttore
Paul
Perradin non ha resi noti. (11) Winnie dovette languire in carcerazione preventiva per due mesi a
Ginevra e fu infine rilasciata l'11 novembre dopo il pagamento di una cauzione. Aveva dichiarato di
aver ricevuto i titoli rubati da Maurizio Laguzzi e Carlo Zappavigna della societ finanziaria romana
Clipper. due italiani non avrebbero detto nulla della provenienza criminosa dei titoli e l'avrebbero
incaricata di vendere in Svizzera in modo del tutto legale i certificati, cosa che ella si sentiva in
grado
di fare, grazie ai suoi rapporti eccellenti con i migliori ambienti bancari e finanziari di Zurigo. l
giudice istruttore Paul Perraudin e la Sezione d'accusa di Ginevra hanno prestato fede a questa
versione
e hanno rinunciato a sporgere denuncia nei confronti di Winnie. Al momento dell'arresto la polizia
aveva sequestrato anche le sue due rubriche telefoniche, una per Zurigo e una per Roma. La
rubrica di
Zurigo, contenente molte centinaia di numeri registrati, si legge come un Who's who della piazza
finanziaria. Banche, societ finanziarie e commerciali, fiduciari e studi legali, tutti elencati in
bell'ordine con i nomi di una o di pi persone di riferimento, dal direttore della banca Albis (affiliata
della Fimo) fino alle assicurazioni Vaud. Anche i numeri compresi nella sezione italiana della
rubrica
telefonica di Winnie non sono di poco conto. Accanto al locale romano di lusso Tartarughino, dove
lei -
secondo dichiarazioni del suo socio d'affari Laguzzi - si godeva la vita notturna romana, c' ad
esempio
il numero del finanziere libanese Adel Kassar. n Svizzera egli noto come socio della Banque
Prive
(Losanna) e della societ finanziaria Fransad (Losanna). (12) Winnie aveva annotato anche i
numeri del
ministro italiano della giustizia Claudio Martelli, del segretario privato di lui Sergio Restelli e di
Sergio
Cusani, il cassiere delle tangenti al soldo del presidente della Ferruzzi Raul Gardini.(13) Martelli,
Restelli e Cusani sono tutti e tre impelagati fino al collo nella palude di Tangentopoli.
SPECULATOR E SPE
Una settimana dopo il rilascio di Winnie, Laguzzi fu estradato dalla Svizzera a Roma, dove i due
procuratori Sarno e Toro conducevano un'istruzione penale sulle obbligazioni rubate della Santo
Spirito. Laguzzi gestiva insieme con l'avvocato ed ex uomo della P2 Carlo Zappavigna e con
Federico
Turci, la societ finanziaria Clipper a Roma. Ma, dietro le quinte, la sua Clipper era guidata
dall'uomo
d'affari romano e massone d'alto rango Patrizio Pinto. Dopo che i procuratori ebbero fatto
perquisire
dalla polizia gli uffici di Laguzzi, Zappavigna, Turci, Pinto e altri, giunsero alla conclusione,
analizzando il materiale sequestrato e le telefonate intercettate, che Patrizio Pinto era al centro di
un'organizzazione finanziaria illegale. Egli avrebbe fatto da cerniera tra alcune cosche corrotte: un
gruppo di massoni deviati, che avevano sostituito agli ideali della confraternita segreta una bassa
avidit di profitto, un gruppo di ex rappresentanti corrotti dei servizi segreti che facevano capo a
Giangaetano Caso, oltre ad alcuni uomini importanti del mondo finanziario e della politica e inoltre
elementi del crimine organizzato. l massone del Grande Oriente Pinto amministrava tra l'altro
societ
per il Gran segretario del Grande Oriente Alfredo Diomede, che insieme all'allora Gran Maestro del
Grande Oriente Giuliano di Bernardo e all'ex Gran Maestro Armando Corona aveva fatto rinascere
di
nuovo nella rumena Bucarest la loggia massonica Concordia. Figura importante dello Studio Pinto
era
anche Eugenio Carbone, membro della P2, uomo di fiducia di Licio Gelli e presidente della
Camera di
Commercio italo-slovena con sede nello stesso studio. l misterioso Studio Pinto romano, accusato
di
avere creato un'organizzazione che continuava la P2 vietata di Licio Gelli, materia da romanzi
gialli.
E il giallo in effetti esiste, si chiama 'Oltre la cupola', scritto da Francesco Forgione e Paolo
Mondani, e
apparso da Rizzoli a Milano nel 1993.
LA VENDTA DE CERTFCAT RUBAT
l reparto 'vendita di titoli rubati' presso lo Studio Pinto era diretto dal braccio destro di Pinto
Giangaetano Caso, ex pilota ed ex rappresentante sindacale Alitalia (14), ex membro del servizio
segreto militare italiano e massone. Egli organizzava la commercializzazione dei certificati. Oltre
alla
vendita diretta alle banche in cambio di denaro, per lo smercio dei titoli il furbo Caso si serviva
anche
di metodi pi complessi. Egli aveva buone relazioni con la Romania, dove era amico di Costel
Jancu,
che a suo tempo era fuggito in talia dalla dittatura di Ceausescu. Dopo la morte di quest'ultimo
torn
di nuovo a Bucarest, ed ebbe qui un ruolo importante nella rinascita della massoneria rumena dalle
ceneri del comunismo con l'aiuto del Grande Oriente. (15) Jancu divenne subito a Bucarest una
figura
importante e si dice che avesse un filo diretto con il presidente on liescu, l'allora presidente dei
ministri Petre Roman e il presidente della banca centrale Mugur sarescu. Casu compr dunque la
Banca Agricola Rumena a Budapest. Tecnicamente l'acquisto avvenne in questo modo: Caso
deposit i
titoli rubati della Santo Spirito presso la Banque Paribas di Milano a nome della Banca Agricola e,
in
compenso, gli furono intestate in Romania la maggioranza delle azioni di questa banca. Con il
deposito
di divisa occidentale presso una famosa banca in talia, la Banca Agraria Rumena sperava di
divenire
un istituto qualificato nel traffico interbancario. Giangaetano Caso fu consigliato in questa
acquisizione
dal finanziere milanese Carlo Cappelli, un amico di Laguzzi e Zappavigna.(16) La
commercializzazione diretta dei titoli rubati fu organizzata da Caso con la Clipper di Laguzzi e
Zappavigna. procuratori Sarno e Toro hanno rintracciato cinque canali di vendita in talia e la linea
di
Winnie che porta a Zurigo, Ginevra e Londra. Tra le circa trenta persone i cui nomi furono fatti da
Sarno e Toro in relazione alla vendita dei titoli falsificati, c'erano alcuni famosi fiduciari e uomini
d'affari italiani, ad esempio il fiduciario milanese Tiziano Mantovani, che nell'estate 1994 fu
arrestato
perch coinvolto nella bancarotta fraudolenta dell'mic, affiliata della Sasea italiana. C'erano inoltre
il
finanziere milanese Renato D'Andria, un ex socio di Fiorini, e il fiduciario milanese Giuseppe
Bossi,
liquidatore della Societ assicurativa De Angeli Frua. Ricomparvero da Sarno e Toro anche quei
massoni deviati nell'orbita della 'ndrangheta calabrese, che erano finiti nella rete del procuratore
Agostino Cordova di Palmi (vedi p.286 segg.). Si tratta precisamente di Pietro Piliello, Gran
Maestro
della loggia Albaradan, di cui era membro anche il finanziere romano Giorgio Cerrutti, la cui
Compagnia Generale Finanziaria era fallita nel 1993. (17)
NCAMPATA O SFRUTTATA
Winnie era venuta a contatto con Laguzzi attraverso un conoscente comune di nome Gallotta.
Questo
Gallotta l'avrebbe lodata per il suo lavoro pluriennale come corriere internazionale del socialista
Claudio Martelli, ministro della Giustizia. Secondo Laguzzi, Winnie amava darsi delle arie per i suoi
legami con gli ambienti nazionali e internazionali delle persone importanti. Alla dogana
dell'aeroporto
romano di Fiumicino avrebbe potuto raggiungere l'aeroplano, senza essere disturbata dai
doganieri,
attraverso l'ingresso dei VP. Ed avrebbe avuto rapporti d'amicizia con politici italiani d'alto rango,
come ad esempio il ministro della Giustizia Martelli. Per questo lui e Zappavigna le avrebbero
chiesto
se poteva anche portare titoli in Svizzera e venderli. Laguzzi raccont inoltre, ai due procuratori,
che
Winnie non aveva trasferito denaro da Roma in Svizzera e in Lussemburgo solo per Martelli, ma
anche
per Renato Altissimo, il tesoriere del partito liberale italiano.(18) "Una volta eravamo con Winnie in
ufficio- raccont Laguzzi- e io o Zappavigna le abbiamo chiesto come potesse contrabbandare
certificati oltre confine con quel vitino di vespa. E allora ci mostr sotto l'abito una specie di busto
nero
con tasche, dove poteva nasconderli, senza che da fuori ci si accorgesse di nulla".(19) Dunque
Winnie e
Laguzzi strinsero una relazione d'affari, finch il 18 settembre 1992 i due finirono nella rete della
polizia di Ginevra. "La Kollbrunner- dissero riassuntivamente Sarno e Toro- aveva in tutta la
faccenda
solo un ruolo di esecutrice. Lei stessa ha detto di essere stata un corriere. suoi complici erano
tutti del
parere che lei non fosse in grado di eseguire autonomamemte operazioni d'affari nel settore
immobiliare o finanziario".(20)
CHE COSA SAPEVA L MNSTRO DELLA GUSTZA MARTELL ?
l ministro della Giustizia Martelli era comparso dapprima nella rubrica telefonica sequestrata a
Winnie, poi Laguzzi, pure arrestato, aveva dichiarato che Winnie si era vantata dei suoi buoni
rapporti
con il ministro e aveva sostenuto di avere lavorato come corriere internazionale per Martelli e per il
tesoriere dei liberali Altissimo. Al giudice istruttore di Ginevra Paul Perraudin la Kollbrunner aveva
detto di essere legata a certi uomini politici italiani e di avere reclutato personale per Martelli. "So
che
molti politici italiani incassano tangenti e impiegano persone di fiducia per compiere operazioni
finanziarie, del tipo di quella di cui vengo accusata". (21) l legame della venditrice di titoli rubati
con
il ministro della giustizia italiano comparve sulla stampa solo nel dicembre 1992. l settimanale
progressista romano "Avvenimenti" pubblic un articolo su Winnie e Laguzzi. L'inchiesta di Mani
Pulite, iniziatasi nel febbraio 1992, procedeva con ritmo sempre pi incalzante, ed erano gi molti i
politici e i capitani d'industria, accusati di corruzione, finiti in carcere. A Locarno anche "La
Regione"
si occup del caso. l giornale pubblic molte interviste telefoniche con Winnie che sosteneva di
non
aver saputo nulla dell'origine criminosa dei certificati del Banco di Santo Spirito. due procuratori
Sarno e Toro chiesero al parlamento italiano, il 9 aprile, il permesso di continuare le loro indagini
contro il deputato Claudio Martelli (Nel febbraio 1993 Martelli aveva dovuto dare le dimissioni da
ministro della Giustizia perch coinvolto nell'affare del Conto Protezione). Martelli lanci quindi un
contrattacco sulla stampa dichiarando che i suoi rapporti con la Kollbrunner erano stati legali e
legittimi. Winnie aveva infatti reclutato personale per lui. Per incarico suo lei avrebbe cercato una
portavoce stampa per i media stranieri e l'avrebbe trovata nella persona della francese Dora
Tauzin.(22)
Avrebbe conosciuto Winnie dalla sua fisioterapeuta, presso la quale anche lei si curava. Dei titoli
rubati
avrebbe appreso solo dopo l'arresto del tutto inaspettato di Winnie a Ginevra.(23)
Note:
1) Noi, 2.5. 93
2) l commercio fraudolento di titoli stranieri dubbi, corredati di una presunta garanzia bancaria, ad
esempio certificati di deposito (in inglese: certificates of deposit, promissory notes) o promesse di
credito accessorie (in inglese: Stand by letters of credit) e promesse di pagamento (mandati di
credito
stand by) sono tra i finti affari preferiti. (Accessorio significa: la garanzia diventa valida quando la
fornitura in un'operazione sottostante, per il cui pagamento la banca garantisce, non viene onorata
finanziariamente). venditori di questi non-valori non trattabili, adescano le loro vittime con
massicci
ribassi sul titolo nominale. Pi tardi questi effetti possono probabilmente essere rivenduti a valore
pieno. Sorprendentemente, le bande di imbroglioni trovano sempre degli stupidi abbastanza avidi
che si
lasciano letteralmente spogliare con questi titoli privi di valore.
3) " l Mondo", 28.2. / 7.3. 94
4) Autista e secondo autista del blindato Transcoop erano Dario Selva, gi condannato per ricatto
e
gioco d'azzardo e Enrico Balducci, sospettato di essere vicino ai gangster romani della malfamata
"Banda della Magliana".
5) Sarno, Giulio e Toro, Achille, Richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti del Deputato
Martelli Claudio. Pretura Circondariale, Roma, 8.4.93, p. 28.
6) Dal controllo telefonico e dalla perquisizione domiciliare di Winnie a Roma risult ad esempio
una
grande operazione in valuta in tranche da 50 milioni di dollari (fax del 21.7.92 a srael Silberberg a
Zurigo: Giulio Sarno e Achille Toro: Richiesta di autorizzazione a procedere. Pretura Circondariale.
Roma, 5.4.93) Unico consigliere d'amministrazione della ndaco Ag era il noto avvocato di Zurigo
Veit
Wyler.
7) Presidente del consiglio di amministrazione dell'AM (Acquisition, nvestments, Mergers) era
Martin Stehli. Egli sostitu Andersen, licenziato, con l'avvocato zurighese, vicino all'Opus Dei, Alfred
J.
Wiederkehr. Tra i pi di 50 mandati di consiglio di amministrazione di Wiederkehr c'erano ad
esempio
la filiale svizzera dell'industria svedese del mobile KEA e la Gotthard Bank (Lugano). Un altro
mandato amministrativo Wiederkehr l'aveva presso l'Arabella SA in Lussemburgo. Presidente di
questa
societ era Pierre Caland di Beirut, facevano inoltre parte del consiglio di amministrazione il
libanese
Michel El- Khoury, il lussemburghese Jacques Loesch, Nuno Brandolini di New York e Werner
Schick
di Zurigo, ex direttore generale del Bankverein. Nel giugno 1996 la Arabella compr per 1,5 milioni
di
dollari 462.000 azioni della Discount Brokers J.B. Oxford & Company, che ha anche una filiale a
Basilea. La societ madre J.B. Oxford Holdings nc. (Beverly Hills) fu criticata dal "Wall Street
Journal
Europe" il 3. 5. 95, perch aveva ingaggiato come consulente il canadese rving Kott, gi
condannato
per frode in borsa.
8) La societ di Velo TS Trustser apparteneva alla societ offshore di Panama Midgen Corporation
SA,
nel cui consiglio di amministrazione c'erano Markus Binggeli, Christian Durussel e Eric R. Staehli
della Fidinam Fiduciaire (Ginevra). Velo rappresentava fiduciariamente l'azionista principale presso
la
TS Trustser (Lugano).
9) Sarno, Giulio e Toro, Achille: Richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti del Deputato
Martelli Claudio. Pretura Circondariale. Roma, 8.4.93, p. 81.
10) Gubser era coinvolto anche nell'affare Gerolag e fin all'inizio 1996 in custodia preventiva.
11) Nell'agosto 1993 la sezione d'accusa di Ginevra trasmise alla Corte d'Assise gli atti d'accusa di
cinque imputati non nominati, a cui veniva rimproverato di aver trattato titoli falsificati o rubati. Gli
imputati dovettero rispondere di frode, falsificazione di documenti, abuso di fiducia e ricettazione.
Al
procedimento davanti alla sezione di accusa era presente solo uno dei dieci imputati - un italiano
allora
ancora in carcere. Gli altri 9 erano in libert provvisoria. Winnie Kollbrunner non figurava tra gli
imputati.
12) La Cantrade Banque Prive era fino al 1995 una joint-venture tra la famiglia Kassar, la
Bankgesellschaft svizzera e Ren de Picciotto. Poi la SBG si ritir inaspettatamente del tutto dalla
Joint-venture. Da allora esistono in Svizzera due banche con il nome Cantrade, l'affiliata della
SBG,
con sede principale a Zurigo e numerose altre filiali, e la Cantrade Banque Prive di de Picciotto,
Kassar e Setton, a Losanna.
13) Sergio Cusani, figura centrale sulla scena della corruzione italiana, fu condannato nell'aprile
1994
in prima istanza a otto anni di prigione. Di Cusani si parla dettagliatamente nel capitolo 9 (v. anche
p.217 segg.)
14) Come la Banca di Roma anche l'Altalia un'azienda R. l modernizzatore Romano Prodi, che
si
era gi rotto i denti contro le corrotte banche romane, cerc di risanare anche l'Alitalia. Egli port
due
topmanager che si erano perfezionati nelle multinazionali americane, precisamente Renato
Riverso
dell'BM e Roberto Schisano della Texas nstruments. Ma i due incapparono nella burocrazia
corrotta,
inclusi i bonzi dei sindacati come il rappresentante dei piloti Giangaetano Caso e, all'inizio del
1996,
gettarono infine snervati la spugna. Soprattutto con i rappresentanti dei sindacati dei 1.800 piloti,
dei
quali probabilmente 300 erano rimasti sempre a terra, i modernizzatori sconfitti si trovarono di
fronte
ad una resistenza insuperabile.
15) l Gran Maestro della P2 Licio Gelli aveva negli anni '70 buoni rapporti con il dittatore della
Romania Ceausescu.
16) Cappelli compr pi tardi, con un' altra tranche di titoli rubati della Santo Spirito, l'Omas a San
Stino di Livenzo presso Venezia. Poi rovin del tutto finanziariamente l'Omas e la fece fallire.
Nell'autunno 1994 la Guardia di Finanza di Venezia apr per questo un'inchiesta contro Cappelli ("l
Mondo", 28.11./5.12.94)
17) Fu coinvolto nel crac della Compagnia Generale Finanziaria (CGF) anche Ugo Zilletti, uomo
della
P2 ed ex vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura. La CGF, poco prima di andare
in
bancarotta, aveva acquistato dal presidente della Sasea, Florio Fiorini, la Singest, affiliata della
Sasea
italiana.
18) Sarno, Giulio e Toro, Achille : Richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti del
Deputato
Martelli Claudio. Pretura Circondariale. Roma, 8.4. 93, p.40,44 e 74
19) Verbale dell'interrogatorio di Maurizio Laguzzi, 19. 11. 92, p. 8
20) Sarno, Giulio e Toro, Achille: cit. nota 18, p.36
21) Sarno, Giulio e Toro, Achille: cit., p.90
22) Lo stipendio di Dora Tauzin non lo pagava Martelli, il ministero della giustizia o la cassa del
partito
socialista, bens la nadco AG (Zurigo). Sarno Giulio e Toro Achille, cit., p.57
23) "L'Unit", 11.4.93
15. LA PU' GRANDE BANCAROTTA SVZZERA
Quando i funzionari dell'Ufficio fallimenti di Ginevra sigillarono il 30 ottobre 1992 gli uffici della
Sasea Holding, ci signific la pi grande bancarotta in assoluto nella storia dell'economia
svizzera. l
re di questo impero fallimentare era Florio Fiorini, dapprima direttore e pi tardi delegato del
consiglio
di amministrazione. Lo stesso Fiorini che dieci anni prima era stato licenziato, senza preavviso, da
direttore finanziario del gruppo petrolifero statale EN. Allora, egli aveva proposto un piano di
risanamento per la banca privata dell'Ambrosiano di Calvi - a spese della statale EN - senza
informare
i suoi diretti superiori. Dopo questo allontanamento inglorioso, Fiorini dovette emigrare in
Lussemburgo, dove per sua stessa ammissione riusc a tenersi a galla alla meno peggio. Ma
grazie alle
sue buone relazioni con l'alta finanza europea, le cose andarono presto meglio e, alla fine del
1984, fu
in grado di rilevare la societ per azioni Sasea di Ginevra, in passivo anche se quotata in borsa.(1)
Nel
corso di una prassi decennale Fiorini era diventato un virtuoso dell'economia italiana corrotta. Poi
venne a Ginevra e cre una piattaforma girevole internazionale per manipolazioni finanziarie
occulte,
che ben presto comprese circa 300 societ affiliate in tutto il mondo. n maniera analoga al paese
di
cuccagna rappresentato dalla Holding Omni di Werner K. Rey, sorse un gruppo miliardario
immaginario senza base economica reale. La totale assenza di attivi si rivel al momento del
fallimento: di fronte alle richieste di 5,1348 miliardi di franchi, fatte nel primo annuncio di debito
dell'Ufficio fallimenti di Ginevra, erano presenti solo 2,8 magri milioni di franchi di attivi.(2) (Poich
non tutte le richieste annunciate furono riconosciute dall'Ufficio fallimenti, l'ammontare del debito si
ridusse poi a circa tre miliardi di franchi). La natura della Sasea come piattaforma finanziaria
girevole
internazionale si deduce dal fatto che la lista dei creditori, pubblicata dall'amministrazione
fallimentare,
non conteneva nessun grande creditore svizzero. La corte penale di Ginevra, alla fine di giugno
1995,
dopo due giorni e mezzo di dibattimento,condann Fiorini per frode, falsificazione di documenti,
fallimento sconsiderato e captazione di eredit, a sei anni di prigione detratti i 32 mesi di carcere
preventivo gi scontati, a dieci anni di bando dal paese e al pagamento dei costi del procedimento
giudiziario. L'avvocato di Fiorini, reo confesso, lasci passare il termine del ricorso di solo cinque
giorni senza farne uso.(3) l procedere spedito per non dire frenetico del processo in contrasto
stridente con il lavoro lungo e difficile del giudice istruttore Jean-Louis Crochet. Lavor 28 mesi,
cosa
che cost complessivamente 1,8 milioni di franchi, e riemp 2482 pagine di protocollo e 642
raccoglitori di atti federali. Per audizioni dell'imputato e di testimoni Crochet aveva avuto bisogno di
non meno di 1.010 ore. Nonostante queste indagini singolarmente dispendiose per la Svizzera, il
tribunale non fu in grado di acquisire una visione complessiva dei fatti, come scrisse il cronista
giudiziario della "Neue Zuercher Zeitung": " Nello stesso tempo la procura us lo spazio libero
argomentativo per supposizioni e allusioni non documentabili, volte a collocare Fiorini in una
criminalit finanziaria internazionale, soprattutto di origine italiana, che andava al di l della
Sasea.")4)
L'atto accusatorio di 45 pagine della procura motivava i reati di Fiorini in maniera sommaria. E si
rimandava al parere degli esperti, secondo i quali il capitale azionario della Sasea Holding, gi nel
1985, era sopravvalutato e coperto al massimo per met. Alla fine del 1988 fu stimato un
sovraindebitamento nell'ordine di 144 milioni, che alla fine del 1989 sal a 194 milioni e, alla fine
del
1990, a 640 milioni. La Sasea non si preoccup delle severe disposizioni del diritto azionario in
relazione ad un indebitamento del genere. Nel maggio 1989 il capitale azionario fu invece elevato
da
201 a 402 milioni e nel giugno 1990 fu emesso un prestito obbligazionario di 340 milioni di franchi.
Ma con ci, contrariamente a quanto contenuto in comunicazioni pubbliche della Sasea, non si
ebbe
nessun afflusso di nuova liquidit. La societ di revisione KPMG Fides non vide alcun motivo
d'allarme e autentic la contabilit del gruppo Sasea alla fine del 1990 e quello della holding di fine
giugno 1990, ma questo solo nel novembre 1991.(5) A met luglio 1991 Fiorini stesso aveva
valutato
"il buco finanziario" in 1,4 miliardi di franchi.(6)
ECONOMA D CLAN ALLA SASEA
La Sasea di Fiorini era in fondo una variante del capitalismo di clan italiano, dove i lealismi
personali
contano pi della legge, del fisco e degli accordi. l tentativo di costituire a Ginevra un sistema
analogo
di clan all'italiana, fall clamorosamente - pur dopo successi iniziali di rilievo. "A causa dell'elevato
ammontare del debito", scrisse l'edizione europea del "Wall Street Journal"," dell'alto numero di
istituzioni colpite e delle molte denuncie giudiziarie, la bancarotta della Sasea ha sconvolto gli
ambienti
economici e finanziari locali e internazionali molto di pi di altri scandali".(7) A far nascere la Sasea
era stato il terzetto Florio Fiorini, Giancarlo Parretti e la famiglia Lefebre d'Ovidio. Tutti questi
avevano lasciato l'talia all'inizio degli anni '80 non proprio per scelta. Ognuno dei tre soci port
nella
nuova impresa relazioni eccellenti, i Lefebres, a differenza di Fiorini e Parretti, anche un
considerevole
capitale proprio. Fiorini, pur senza appartenere ad alcun partito, era in buoni rapporti con i dirigenti
socialisti e aveva pagato loro di quando in quando le tangenti EN. All'inizio del 1985 i compagni a
capo del PS avevano raggiunto posizioni di grande rilievo: Bettino Craxi era presidente del
Consiglio
dei ministri, Gianni de Michelis era ministro per le partecipazioni statali e pi tardi divenne ministro
degli esteri, Claudio Martelli era ministro della Giustizia. noltre Fiorini aveva amici, dai tempi dell'
EN, anche in molti paesi produttori di petrolio, ad esempio il colonnello Gheddafi in Libia. Egli si
vantava dell'amicizia del multimilardario austriaco Karl Kahane, e come scrive nel suo libro
'Ricordati
da lontano', aveva un rapporto "cordiale" (8) con Nikolaus Senn e Karl Janjoeri, rispettivamente
presidente e direttore generale della Schweizerische Bankgesellschaft.
VECCHA NOBLTA' NAPOLETANA
La famiglia Lefebre d' Ovidio, con il padre Antonio e il figlio Manfredi, completava la rete di
relazioni
di Fiorini in maniera ideale. Essa discendeva dalla vecchia nobilt napoletana. Antonio Lefebre,
detto
"il professore", faceva da consulente, come avvocato, ai pi ricchi d'talia e divenne con ci molto
ricco
lui stesso. Soprattutto nella Democrazia Cristiana, Antonio conosceva tutte le persone importanti e
influenti. Nello scandalo Lockheed manovr, attraverso le sue societ a Panama, le tangenti per i
politici italiani per conto del produttore statunitense di aerei Lockheed.(9) La gran parte delle
tangenti
fin nelle tasche di un politico d'alto rango, che in genere si suppone fosse l'allora presidente della
repubblica Giovanni Leone. Leone dovette dimettersi e il suo stretto amico Antonio Lefebre fu
condannato, come capro espiatorio, a due anni e sei mesi di prigione. All'inizio degli anni '80
l'ottantenne Antonio si ritir dall'attivit a favore di suo figlio Manfredi. Degli affari dei Lefebre
scrisse
il "Wall Street Journal": "La gran parte delle partecipazioni Lefebre fatta di societ oscure nei
settori
immobiliare, della navigazione e dell'industria, se si esclude la loro partecipazione [per l'8%] alla
Banque Bruxelles Lambert (BBL), la seconda banca per grandezza in Belgio.(10) La quota della
BBL,
una banca ben introdotta anche in talia, con grande filiale a Lugano, considerata il capolavoro
della
famiglia Lefebre. Lefebre si vantavano spesso della loro partecipazione alla BBL e usavano a
proprio
vantaggio il prestigio della banca, disse un socio in affari, che conosceva bene da anni padre e
figlio."(11) Nel consiglio di amministrazione della BBL i Lefebre furono rappresentati, fino al 1985,
da
Alberto Ferrari, ex direttore generale della statale Banca Nazionale del Lavoro, statale, e membro
della
P2.
NELL'ORBTA DELLA MAFA
Giancarlo Parretti, il terzo padre fondatore della Sasea dopo i Lefebre e Fiorini, cominci la sua
ascesa
come cameriere di un bar. Alla fine degli anni '60 era gi diventato il gestore dell' albergo ristorante
Figaro sul Lungomare di Marotta presso Pesaro, sulla costa Adriatica. Poi si imbarc come
cameriere
su una nave da crociera, dove - presumibilmemte per caso - incontr Graziano Verzotto, allora il
politico DC pi potente della Sicilia. All'ombra di Verzotto cominci una carriera fantastica. Verzotto
era dal 1967 presidente dell'Ente Minerario Siciliano (EMS), una societ creata secondo il modello
dell'EN per sviluppare l'estrazione di minerali in Sicilia con allora circa 6.000 dipendenti e un
fatturato
di 200 miliardi di lire. A met del 1975 la EMS e Verzotto furono coinvolti nello scandalo del
banchiere
della mafia Michele Sindona. Due banche di Sindona fungevano esclusivamente da banche di
riferimento dell'EMS e corrompevano Verzotto. per questo lucroso privilegio. con uno sconto sugli
interessi debitori. Verzotto dovette dare le dimissioni, fugg in Libano e da allora scomparve. l 13
maggio 1976 il tribunale di Milano lo condann per appropriazione indebita di denaro pubblico, a
due
anni e otto mesi di prigione. Poco prima di venir avvelenato nel carcere di Voghera, Sindona
identific
Verzotto come il pi importante uomo di collegamento tra la Democrazia Cristiana e la mafia.
Secondo
il deputato del parlamento francese Francois d'Aubert (UDF) e autore del libro 'L'Argent Sal su
Parretti e Fiorini (12), Verzotto, contro il quale c' ancora un ordine di cattura internazionale, vive
dall'inizio degli anni '80 a Parigi sotto il nome di Franco Forte. (13) Quest'uomo produsse dunque
nell'esistenza del capo cameriere Parretti un cambiamento in meglio. Giancarlo Parretti divenne
dapprima capocameriere dell'hotel Politi a Siracusa, la nave ammiraglia della catena di alberghi di
Verzotto. Affinch i suoi alberghi potessero profittare di pi delle sovvenzioni statali per la
promozione
turistica, il politico DC Verzotto non faceva parte del consiglio di amministrazione. l capo
cameriere
Parretti fu promosso nel 1972 consigliere d'amministrazione dell'hotel e fu presto presidente di tutti
e
quattro gli hotel Verzotto, presidente dell'associazione alberghiera di Siracusa e, infine, presidente
dell'associazione degli alberghi italiani. Anche la caduta e la fuga del suo padrino Verzotto non
poterono fermare la sua ascesa. Compr i quattro hotel Verzotto - sulla provenienza del denaro
utilizzato non si hanno notizie - divenne presidente del club locale di football Syracusa Calcio e
fond
un quotidiano regionale dal nome "Diario". Da dove Parretti traesse i mezzi per quest'ultima
costosa
operazione altrettanto ignoto. l "Diario" divenne rapidamente un giornale di successo, quotidiani
analoghi spuntarono come i funghi anche a Ragusa, Catania, Caserta e Napoli. Parretti fece
conoscenza
con il parlamentare socialista veneziano e pi tardi ministro Gianni de Michelis, che insieme a suo
fratello Cesare possedeva la casa editrice Marsilio, e fond con i due un "Diario" veneziano che
suscit
ben presto imitazioni a Treviso e a Padova. All'inizio degli anni '80 termin all'improvviso il periodo
fortunato che durava ormai da dieci anni, e cominciarono alcuni anni magri. l successo della
catena dei
quotidiani "Diario" si rivel un fuoco di paglia, un'edizione dopo l'altra fall. A Siracusa Parretti
impieg come liquidatrice sua moglie Maria Cecconi. A Napoli i giornalisti del "Diario"
denunciarono
il loro ex presidente e dopo un procedimento durato anni, Parretti fu condannato nel 1990 per
fallimento fraudolento e falso in bilancio in prima istanza a tre anni e dieci mesi di prigione. Anche
le
edizioni del "Diario" a Venezia, Padova e Treviso furono liquidate. l successore di Parretti
nell'ufficio
di presidente della Siracusa Calcio lo denunci per gestione fraudolenta, per cui il 12 aprile 1981
fin in
custodia cautelare per 26 giorni. Qualche tempo dopo Parretti vendette (in un affare fino ad oggi
assolutamente oscuro) i suoi quattro hotel di lusso siciliani (acquisiti con denaro proveniente da
fonti
del tutto inspiegate) allo speculatore milanese Giuseppe Cabassi. Questo solo per comprare a
stretto
giro di posta da Cabassi, con il denaro guadagnato, le due societ assicuratrici Ausonia e De
Angeli
Frua - che pi tardi finiranno alla Sasea. Alla fine del 1983 Parretti lasci poi Siracusa per Parigi.
COMNCA L'AVVENTURA
Questo terzetto pittoresco, con le migliori relazioni e con ferite non del tutto rimarginate, si trov
dunque a Ginevra. Se fu un piano a lungo termine a far lavorare insieme nel 1984 Fiorini, Parretti e
i
Lefebres, o se si misero insieme spontaneamente, non si sa. un fatto che Parretti, alla fine di
dicembre
del 1984, acquis la nterpart Holding Luxemburg, dove una volta il presidente dell'Ambrosiano
Roberto Calvi aveva fatto parte del consiglio di amministrazione (14), mentre
contemporaneamente
Fiorini a Ginevra comprava dalla Kreditanstalt la Sasea, inattiva ma quotata in borsa. Alla fine del
1985
Fiorini entr nel consiglio di amministrazione della nterpart Holding lussemburghese di Parretti,
qualche tempo dopo lo segu Elena Badaloni, la sua ex moglie. Da dove Parretti abbia preso 50
milioni
di dollari per l'acquisto della nterpart, ex societ di Calvi, non si potuto chiarire. Parretti stesso il
24
giugno 1990, nel corso di una conferenza stampa a Parigi, mise in giro la storia della vendita di un
albergo al finanziere milanese Giuseppe Cabassi. La relazione del deputato UDF d'Aubert
sull'affare
Sasea/ Parretti al parlamento francese pervenne a conclusioni completamente diverse: "
impossibile
che l'aumento di capitale della nterpart-Comfinance a 50 milioni di dollari derivi dalla vendita di
societ. Le operazioni finanziarie del tutto prive di trasparenza tra Parretti e la Sasea di Fiorini, che
a
sua volta alla berlina per fonti finanziarie sospette, non esclude alcuna ipotesi, forse neppure
fonti
illegali." (15) Per d'Aubert dimostrato che Parretti, il quale si sempre servito di prestanome, era
lui
stesso un prestanome con sponsor generosi ma misteriosi. D'Aubert li colloca nell'orbita di
Graziano
Verzotto, sospetto di mafia, della bancarotta dell'Ambrosiano e dello scandalo P2. Anche l'origine
del
capitale iniziale della Sasea di Fiorini oscura. Fiorini stesso indica nel suo libro come primi
finanziatori la famiglia Lefebre e il finanziere norvegese Audrun Krohn. Krohn entr pi tardi anche
nel consiglio d'amministrazione della nterpart Holding di Parretti in Lussemburgo. Francois
d'Aubert
cita inoltre i due norvegesi Arild Nedrun e Einer Lange come finanziatori iniziali della Sasea. Fiorini
aveva buone relazioni in Norvegia, dove aveva lavorato per le affiliate dell'EN Snam (metano) e
Saipem (prospezione petrolifera, costruzione di oleodotti).(16)
FOR DEL MALE DELLA SPECULAZONE N BORSA
La seconda met degli anni '80 fu anche per le banche svizzere il momento clou della
speculazione. E
di questo volle profittare Fiorini. Per fare del titolo passivo della Sasea un titolo quotato in attivo in
borsa, doveva aumentarne massicciamente il modesto capitale. Per questo aveva bisogno di un
presidente svizzero importante come insegna. Ed ecco che capit proprio al momento giusto
l'avvocato
ed ex consigliere federale Nello Celio. (17) Celio accett l'offerta sicuramente lucrativa di Fiorini e,
nel
1985, divenne presidente della Sasea, mentre Lefebre senior divenne vicepresidente. Come
rappresentante dell'APSA, azionista di minoranza della Sasea, amministratrice patrimoniale del
Vaticano, Andr Curiger, direttore della filiale zurighese del Crdit Commercial de France, continu
a
restare nel consiglio di amministrazione della Sasea. Quale delegato del consiglio di
amministrazione
divenne infine il banchiere francese Yves Truffert, ex direttore generale della Banque ndosuez a
Parigi.
La direzione della Sasea con delegato Truffert era composta all'inizio da Fiorini, Audrun Krohn e
Lefebre junior. A questi si aggiunse pi tardi Rodolphe Rossi, un francese naturalizzato a Ginevra e
marito dell'allora presidentessa liberale del consiglio municipale di Ginevra Madeleine Rossi.(18)
Sopravvennero poi il belga Jean Bellemans come uomo di fiducia dei Lefebre e l'ex presidente
dell'EN
Giorgio Mazzanti in quanto uomo di fiducia di Fiorini. Alla fine degli anni '80 arriv da ultimo nel top
management della Sasea lo svizzero Norbert Stadler. Considerata l'equipe iniziale d'alto livello del
1985 Nello Celio parlava allora della "rpublique des bons compagnons" (19)- non meraviglia
che la
Sasea divenisse in effetti un titolo di successo della Borsa di Ginevra. Nell'euforia generale di quei
giorni le quotazioni balzarono entro breve tempo da 100 a 228 franchi. Fino al 1987 il capitale
azionario di competenza della Banca Paribas sal da tre milioni a quattrocento milioni di franchi.
Dalle
modalit tecnico-finanziarie di questi aumenti di capitale conseguirono grandi guadagni sia per la
Sasea
che per l'istituto bancario competente Paribas. nuovi azionisti pubblici e gli obbligazionisti
dovettero
pagare un alto sovrapprezzo per i titoli Sasea e Paribas (Suisse) incass ricchi introiti. Presidente
della
casa madre Paribas a Parigi era allora Jean-Yves Haberer , che pi tardi fu chiamato dal governo
socialista di Mitterand a capo dello statale Crdit Lyonnais, divenuto pi tardi la banca di
riferimento di
Fiorini. Fino al crollo avvenuto nel 1989, la Sasea rimase un titolo speculativo ricercato alla Borsa
di
Ginevra. Ma diversamente dal caso della Omni Holding di Werner K. Rey, la Sasea non era in
primo
luogo una truffa di borsa. Mentre l'attivit del manipolatore di borse Rey serviva in ultima analisi
solo
ad alzare in maniera fraudolenta la quotazione delle azioni virtuali da lui create dal nulla, l'attivit di
Fiorini era mirata solo in seconda linea alla manipolazione delle quotazioni delle azioni Sasea. La
Sasea era in primo luogo un veicolo per operazioni finanziarie internazionali non trasparenti, nella
zona
grigia tra legalit e illegalit.
STTUTO D PULZE SASEA
sette anni della Sasea, dal 1985 al 1992, possono essere suddivisi in quattro anni di ascesa e tre
di
declino. L'acquisizione della societ cinematografica di Hollywood Metro Goldwyn Mayer (MGM)
costituisce il punto di svolta. All'inizio era filato tutto liscio come l'olio, la Sasea comprava,
scomponeva e vendeva aziende e partecipazioni. Faceva quel tipo di affari che nel mondo
anglosassone
si chiamano "Mergers and Acquisitions": societ piene di problemi, soprattutto nel settore
immobiliare,
venivano ristrutturate, cambiavano nome e veniva conferita loro spesso nuova forma societaria e
una
nuova sede operativa in un'esotica piazza finanziaria offshore. Mediante un maquillage del genere
la
Sasea fu in grado di rivendere con lauti guadagni queste aziende gi sull'orlo del fallimento. Fiorini
stesso defin una volta scherzosamente la Sasea istituto di pulizie, senza approfondire di chi fosse
il
denaro che vi veniva ripulito. Oltre all'acquisto e alla vendita di societ, la Sasea trattava anche in
grande stile petrolio e altre materie prime. Le sue partecipazioni a medio e a lungo termine salirono
fino alla fine del 1989, da 32 milioni a 1.120 milioni di franchi. Le quote pi alte erano
rappresentate
dalla partecipazione alla Banque Bruxelles Lambert (BBL), intestata dai Lefebre alla Sasea, dalle
societ d'assicurazione De Angeli Frua e Ausonia, comprate da Parretti e dalla societ immobiliare
milanese Scotti-Finanziaria. Partecipazioni del genere conferivano alla Sasea l'apparenza di
solidit e
sostanza, ma erano spesso molto sopravvalutate.
SOCETA' SOSPETTE
Nello stesso tempo Fiorini oper in grande stile come fondatore di societ. Cre subholding a
Milano e
ad Amsterdam con circa 300 filiali che avevano sede a Londra, Parigi, Amsterdam, Mosca,
Friburgo e
nell'isola delle Antille olandesi Curacao. Alcune di queste societ avevano uffici e personale propri,
in
maggioranza erano tuttavia pure societ di comodo in paradisi fiscali offshore. Tra queste c'era
anche la
Seychelles nternational Bank (S Bank) divenuta famosa al momento della scoperta del Conto
Protezione, con sede legale alle Seychelles (pi tardi trasferita a Samoa) e un piccolo ufficio
segreto a
Montecarlo.(20) L'11 luglio 1996 "L'Hebdo" inform: "Documenti posseduti dall' "Hebdo"
dimostrano
che la banca S era la cassa dei fondi neri della Sasea" e criticava che il giudice istruttore Jean-
Louis
Crochet non avesse incluso negli atti del processo tutti gli importanti documenti sequestrati durante
la
perquisizione della Banca S. Moglie di Crochet l'avvocatessa Catherine Crochet dello studio
Crochet, Delaunay. L'avvocato Pierre Sigrist, attivo in questo studio, ha lavorato per la S-Bank.
Non
pu quindi essere escluso il pericolo di una collisione di interessi. Ulteriore esempio la
Beaverbrook
Ltd., fondata nel 1991 a Dublino. Lord Beaverbrook, allora presidente del partito conservatore
britannico, poi fallito, non sapeva niente di questa societ. Era stata creata da Brendan e Deborah
Delaney, che a Dublino gestivano una societ per la fondazione di societ offshore. Delaney
fondano
e vendono societ con o senza consiglio di amministrazione,
seconda dei desideri dei clienti. Nel
1995 i Delaney, marito e moglie, facevano parte di pi di 1.500 societ registrate nel Companies
Register di Londra. Alla Beaverbrook i Delaney si ritirarono dal consiglio di amministrazione dopo
la
vendita alla Sasea e il 7 maggio 1991 furono sostituiti da Ute Heiliger e Frank Nelson del Foreign
Marketing Sa (Ginevra). Frank Nelson era il figlio adottivo di Florio Fiorini, che aveva anche due
figlie
sue. Terzo consigliere d'amministrazione era Muriel von Wussow, moglie di uno stretto
collaboratore di
Fiorini a Ginevra. La Beaverbrook spost il proprio domicilio da Hoogewerf & Cie. a Montecarlo
(vedi
cap. 4). A Montecarlo aveva il proprio quartier generale anche la S Bank di Fiorini.(21)
GUADAGN MEDANTE TRUCCH D REGSTRAZONE CONTABLE
Tra le quasi 300 filiali della Sasea circolavano ininterrottamente depositi, crediti e partecipazioni.
Vendite a pioggia tra societ, le cui conclusioni d'affare non venivano presentate
contemporaneamente,
producevano guadagni contabili elevati a piacere e simulavano l'afflusso di denaro fresco. Un
esempio
di un trucco di registrazione contabile del genere l'obbligazione convertibile della Sasea di 340
milioni di franchi all'interesse del 7,5 % nell'autunno 1990. Allora le quotazioni dei titoli Sasea alla
Borsa di Ginevra minacciarono di sprofondare in un abisso senza fondo. Con un'emissione di
obbligazioni, organizzata dalla banca SG Warburg Soditic di Ginevra, Fiorini cerc di ricreare la
fiducia. Poich il grande pubblico degli investitori - tranne alcuni piccoli azionisti tratti in inganno
(22)
- non si fidava della Sasea, Fiorini stesso sottoscrisse i 300 milioni dell'obbligazione. l suo uomo di
fiducia italiano Piero Bongianino, delegato del consiglio di amministrazione della Banca Popolare
di
Novara, concesse all'mic, affiliata italiana della Sasea a Monza, un credito di 35 miliardi di lire.
Bongianino era uno dei pi importanti finanziatori (legali) di Fiorini in talia e fungeva da banca di
riferimento delle grandi filiali Sasea italiane De Angeli Frua e Scotti Finanziaria; Fiorini faceva parte
del consiglio di amministrazione della filiale svizzera della Banca popolare di Novara (Suisse). l 13
settembre 1990 il denaro pass dalla Banca Popolare di Novara all' mic, che il giorno stesso lo
vers
ad un'altra societ italiana di Fiorini, la Firs, che a stretto giro di posta lo accredit alla filiale della
Sasea Scotti Finanziaria, che a Ginevra sottoscrisse le obbligazioni della Sasea. Alcune settimane
pi
tardi la mic fall. Nella primavera 1993 il giudice istruttore di Milano Luigi Orsi apr un
procedimento
penale contro Bongianino, delegato del consiglio d'amministrazione della Banca Popolare, e lo
fece
arrestare. (23) l caso suscit un certo stupore in tutt'talia perch la Popolare di Novara una
banca
ultracentenaria molto stimata e Bongianino considerato uno degli uomini pi potenti della
metropoli
lombarda. Un anno pi tardi anche i manager dell'mic, affiliata della Sasea, il presidente Tiziano
Mantovani e il direttore Gianfranco Mancini, furono arrestati e accusati di fallimento fraudolento.
(24)
due giudici istruttori Orsi e Perrozziello suppongono che un gruppo di finanzieri italiani, tra cui
Bongianino, abbia cercato tra il 1991 e il 1992 di salvare la Sasea sull' orlo del fallimento.
Basandosi su
dichiarazioni della segretaria privata di Fiorini, Gabriella Tripepi, essi collocano in questo gruppo
anche Callisto Tanzi, presidente del grande gruppo alimentare italiano Parmalat. (25) Nel
novembre
1995 la procura milanese sporse denuncia contro non meno di 37 persone, tra questi i tre cittadini
di
Basilea Luzius Gloor, Ueli Vischer e Bruno Dallo. Gloor era direttore generale della Basler
Versicherung [Assicurazione di Basilea], Vischer che pi tardi in qualit di dirigente finanziario della
Basler pass alla politica, era responsabile dei rapporti con l'talia per la Basler, e anche Dallo era
un
dirigente della Basler Versicherung. Gli accusatori contestarono l'adeguatezza del prezzo di
vendita per
la De Angeli Frua (DAF), che la Basler nel 1989 aveva comprato dalla Sasea. A ci si aggiunse un
prelievo illecito di fondi dalla DAF da parte della Sasea, dopo che la Basler aveva rivenduto la DAF
alla Sasea, mentre Gloor, Vischer e Dallo facevano ancora parte del consiglio di amministrazione.
Nel
febbraio 1996 comici il processo senza i tre della Basler. La Baloise aveva comunicato di aver
concluso un accordo con la giustizia, un cosiddetto "patteggiamento". Secondo la lettera della
legge un
patteggiamento un compromesso tra verdetto di colpevolezza e assoluzione. Nel caso che
l'imputato
entro un periodo stabilito si renda di nuovo punibile, la pena viene eseguita. Vischer se la cav con
22
mesi con la condizionale. l governo di Basilea trasform senza esitare il patteggiamento in
un'assoluzione. Egli stesso disse: "Se mi fossi reso conto di essere in colpa, avrei tratto io stesso,
nella
mia posizione, le conseguenze".
FLOP CON PETROLO E MMOBL
Da un punto di vista geografico presumibilmente due terzi degli affari della Sasea prendevano
l'avvio
in talia. Ma Fiorini operava anche in Francia, Spagna, Libia, alle Seychelles, nello Yemen e negli
USA. n Svizzera la piattaforma internazionale Sasea svilupp un'attivit relativamente minore. E
tuttavia il caso di parlare di due affari interni del genere: il caso Tamoil/Gatoil e il caso
Europrogrammi. l caso Tamoil/Gatoil mostra in modo esemplare con quanta abilit Fiorini si
servisse
delle relazioni risalenti ai tempi in cui era direttore finanziario dell'EN. L'affare Tamoil cominci
quando la Standard Oil of ndiana (Amoco) vendette nel 1983 la sua catena italiana di distributori
di
benzina con relativa raffineria a Cremona, al finanziere libanese Roger Tamraz. Gi due anni dopo
Tamraz,,con la sua gestione, aveva completamente mandato in rovina la ditta e la societ fu posta
sotto
controllo statale. All'inizio del 1986 Fiorini consegu uno dei suoi primi grandi successi nell'ambito
degli affari "Mergers and Acquisitions" (Fusioni ed incorporazioni): Egli procur a Tamraz la Libyan
Arab Foreign nvestment Company come compratrice del 70 % della Tamoil. l 20 % lo acquis la
Sasea e il 10 % rimase a Tamraz. Direttore della Tamoil divenne l'ex presidente dell'EN e uomo
della
P2 Giorgio Mazzanti, che nel 1979 aveva dovuto dimettersi dal suo incarico per pagamento di
tangenti
nel cosiddetto scandalo Petromin. Nel 1989 la Sasea dichiar ancora una partecipazione alla
Tamoil del
10 %, il resto apparteneva ai Libici. Tamraz era scomparso dopo che la banca libanese Almashrek
l'aveva accusato di appropriazione indebita di 150 milioni di dollari. (26) Quando nel 1989 l'uomo
d'affari libanese Khalil J. Ghattas and in bancarotta con la sua societ petrolifera svizzera Gatoil,
Fiorini replic la mossa: fece da mediatore per la sua vendita alla Oilinvest BV Nederlands,
controllata
dallo stato libico.(27) Nel marzo 1989 Ghattas fu arrestato e estradato in Germania. Qui venne
processato per frodi e affari petroliferi illegali, che avevano portato al fallimento del gruppo tedesco
Kloeckner per il commercio di petrolio.(28) Nell'affare Gatoil Fiorini aveva portato la svizzera Migrol
come socia junior. Solo grazie al fatto che un famoso partner svizzero era presente come azionista
di
minoranza, i Libici ottennero l'aggiudicazione contro la forte concorrenza di altre grandi societ
petrolifere europee. Gatoil fu unito a Tamoil e all'inizio degli anni '90 possedeva una raffineria a
Collombey (VS) e 260 distributori di benzina in Svizzera. (29)
L CASO EUROPROGRAMM
Nel 1969 il finanziere genovese Orazio Bagnasco fond a Lugano il fondo di investimento
immobiliare
Europrogrammi. Bagnasco, che poteva contare su buone relazioni con gli importanti uomini politici
italiani d'allora, Emilio Colombo e Giulio Andreotti, collaborava con gli avvocati Maspoli e Noseda,
che pi tardi furono coinvolti nello scandalo SKA Texon. Europrogrammi era un fondo
d'investimento
conforme al diritto svizzero per quegli italiani che volevano investire il loro patrimonio in immobili
nella propria nazione. Grazie alle sue connessioni politiche a Roma, Bagnasco ottenne le
autorizzazioni
italiane necessarie. l fondo d'investimento prosperava e, fino all'inizio degli anni '80, egli
amministr
portafogli immobiliari del valore di 1.000 miliardi di lire di allora. Oltre ad Europrogrammi Bagnasco
dirigeva in quegli anni anche la catena di hotel di lusso italiana Ciga, comprata pi tardi da Karim
Aga
Khan. Nel 1982 Bagnasco compr da Carlo de Benedetti un pacchetto di azioni del Banco
Ambrosiano
gi sull'orlo del fallimento e, per alcuni mesi, fu il suo ultimo vicepresidente prima della bancarotta.
Nel 1983 si ebbe anche l'inizio della fine degli europrogrammi. L'allora ministro italiano delle
finanze
Prof. Bruno Visentini, gi presidente dell' Olivetti di De Benedetti, voleva tassare i profitti degli
europrogrammi in talia con un'imposta straordinaria del 30%, che pi tardi venne effettivamente
introdotta, anche se solo per l'ammontare del 18%. (i piccoli azionisti degli europrogrammi hanno
pi
tardi sostenuto che Visentini abbia con ci voluto vendicare il suo ex presidente De Benedetti che,
nell'affare dell'Ambrosiano, si sentiva ingannato da Bagnasco). Contemporaneamente la stampa di
De
Benedetti ("La Repubblica" e "L' Espresso") cominciarono a criticare molto Bagnasco e gli
europrogrammi. Nel corso del 1984 questa campagna trapass anche in Svizzera. l fondo di
investimento, che ai tempi migliori contava 75.000 detentori di quote, perse i suoi investitori, non
pot
vendere abbastanza in fretta i propri beni immobili e divenne poco liquido. Alla fine del 1984 la
commissione delle banche concesse uno stop provvisorio del ritiro di partecipazioni al fondo. Nel
1986
gli europrogrami andarono infine in liquidazione e Lugano perdette alcune decine di posti di lavoro.
Nei giorni prima del suo ritiro da procuratore, Paolo Bernasconi avvi nel 1986 un procedimento
penale contro i responsabili di Europrogrammi che, sotto il suo successore Venerio Quadri, non
diede
per risultati. Pi tardi Bernasconi venne denunciato da Bagnasco per sospetto di usurpazione di
pubbliche funzioni e violazione del segreto d'ufficio, procedimento che veniva per silenziosamente
archiviato dal suo successore Quadri. (30) n seguito, il liquidatore di Europrogrammi Geo
Camponovo, ex consigliere nazionale FDP e avvocato d'affari a Chiasso, cerc di vendere gli
immobili
del fondo di investimento. Dopo che un primo tentativo era fallito, la Sasea di Fiorini compr infine
gli
immobili attraverso la societ immobiliare di Ginevra REH per 850 milioni di franchi, pagabili in tre
rate annuali. Nel 1992 la terza rata non venne onorata, perch Fiorini era finito in bancarotta. Un
gruppo di investitori italiani danneggiati dagli Europrogrammi a Milano e a Lugano sporse denuncia
contro Carlo De Benedetti. Sostennero che una losca vendetta del gruppo di De Benedetti e dei
suoi
complici avesse causato la rovina degli Europrogrammi di Bagnasco in Svizzera. (31) Nel
frattempo
era Carla del Ponte a portare a Lugano la toga del procuratore ticinese. Nel modo risoluto che le
era
proprio, ella fece eseguire una perquisizione domiciliare negli uffici degli Europrogammi (in
liquidazione). (32) De Benedetti, accusato, contest con forza la versione del comitato milanese di
difesa degli Europrogrammi: "Di accordi Lasa-Sasea o Sasea-Europrogrammi io non sapevo
niente".
(33) Ma De Benedetti aveva acquisito nel frattempo un difensore al quale il caso era ben noto: l'ex
procuratore Paolo Bernasconi. Questo aveva avviato a suo tempo nel 1986 il procedimento penale
contro i responsabili degli Europrogrammi. Su questo cambiamento di campo di Bernasconi si
espresse
anche la commissione disciplinare dell'Associazione ticinese degli avvocati: l'assunzione del
mandato
De Benedetti non violava le regole dell'ordine.(34) Le istruttorie contro De Benedetti finirono con
l'insabbiarsi.
CROLLO A HOLLYWOOD
Nel 1990 Fiorini allarg il suo campo d'azione agli USA. l socio Parretti era entrato gi nel 1987
nel
business del cinema, quando egli compr l'impresa di produzione cinematografica hollywoodiana
Cannon Group dei due israeliani Menahem Golam e Yoram Globus. Con i crediti della filiale
olandese
del Crdit Lyonnais (35) compr anche due societ pi piccole di distribuzione cinematografica, la
De
Laurentiis Group e la New World Entertainment, e si prese anche una villa da otto milioni a Beverly
Hills. Alla fine del 1988 Parretti acquist infine, di nuovo con crediti del Crdit Lyonnais olandese, il
98% della societ cinematografica francese, ricca di tradizione, Path Cinma. Alcuni mesi dopo fu
la
volta, di nuovo con lo stesso finanziamento, della Cinma 5 Europe, che gestiva 79 cinema in
Olanda e
in nghilterra. nfine Parretti mise insieme le sue attivit cinematografiche sotto il nome Path
Communication Corporation e, all'inizio del 1990, annunci l'intenzione di comprare la Metro
Goldwyn Mayer, allora in possesso dello speculatore di borsa statunitense Kirk Kerkorian. l 14
marzo
1990 Parretti e Fiorini depositarono presso l'Ufficio di controllo della borsa statunitense SEC
un'offerta di acquisizione di 1,219 miliardi di dollari. L'acquisto fu finanziato per met con un
cosiddetto "Leveraged Buyout, vale a dire con una prevendita della famosa filmoteca della MGM
al
gruppo mediale Time Warner, in cambio di un prestito preliminare di 650 milioni di dollari. Time
Warner voleva assicurarsi i lucrosi diritti su pellicole come "Via col vento, "Dottor Zivago e "Ben
Hur. La Fininvest di Berlusconi partecip all'acquisto con 150 milioni di dollari e il resto fu reperito
da diverse societ di Parretti e Fiorini, che a loro volta si procurarono i mezzi necessari
fondamentalmente con crediti del Crdit Lyonnais olandese. Parretti e Fiorini divennero cos capi
della
MGM e poterono godersi la dolce vita hollywodiana nella villa di Beverly Hills di Parretti. Ma non a
lungo. Gi pochi mesi dopo la Comfinance Holding lussemburghese di Parretti (del consiglio di
amministrazione della quale faceva parte la ex moglie di Fiorini Elena Badaloni) non pot pi
pagare
gli interessi debitorii. A ci contribu il ritiro della Fininvest di Berlusconi, che dapprima volle la
restituzione di 50 milioni e poi di altri 100 milioni di dollari.(37) Gli studi cinematografici della MGM
finirono involontariamente in possesso del principale creditore di Parretti, il Crdit Lyonnais. La
banca
sporse denuncia e da allora egli ricercato su mandato d'arresto internazionale. l 19 ottobre 1995
Parretti fu arrestato negli USA e la Francia emise una richiesta di estradizione. Ma nel dicembre
1995
Parretti era gi libero e cerc un'altra volta di comprare gli studi cinematografici della MGM. l
prezzo
era per di nuovo salito perch gli studi erano riusciti nel frattempo a girare alcuni film di cassetta:
"Get Shorty, "Leaving Las Vegas e "The Birdcage. Parretti non riusc tuttavia a concludere
l'affare.
Nel giugno 1996 Kirk Kerkorian ricompr la MGM per 1,3 miliardi di dollari dal Crdit Lyonnais, allo
stesso prezzo pagato da Parretti e Fiorini.
L'NZO DELLA FNE
La fallita acquisizione della MGM rappresent per la Sasea un punto di svolta. Nello Celio, Audrun
Krohn e i Lefebres non avevano voluto saperne di comprare la MGM e si erano ritirati. Celio si
sarebbe
rifiutato di collaborare apertamente con Parretti. Ma la sua defezione Parretti pot reggerla bene,
perch
trov un sostituto appartenente all'aristocrazia economica della Svizzera occidentale: l'avvocato di
Losanna Eric Baudat, vicepresidente della societ di revisione KPMG Fides. A far parte del
consiglio di
amministrazione della Sasea entr allora anche il direttore della Fides, Paul Coriat. La KPMG
Fides era
la societ di revisione della Sasea. Anche se Baudat e Coriat non avevano niente a che fare con la
Revisione Fides, questo cumulo d'uffici fa dubitare che i libri contabili della Sasea fossero stati
davvero esaminati senza alcun condizionamento. Subito dopo il fallimento, sia i piccoli
obbligazionisti
danneggiati che il Crdit Lyonnais avevano sporto una denuncia contro la KPMG Fides per
responsabilit penali. Molto pi penoso per Fiorini del ritiro di Celio, fu quello dei Lefebres.La
Sasea
perse in questo modo non solo la partecipazione alla BBL, ma anche l'accesso diretto alla loro
vasta
rete di relazioni.(38) Nella persona del francese Jean-Ren Bickart, che viveva a Ginevra dal 1983,
riusc infine a Fiorini, di trovare un facoltoso compratore per il pacchetto azionario dei Lefebre.
Bickart, appartenente ad una ricchissima famiglia di commercianti di vino francesi, invest 70
milioni
di franchi nella Sasea, cifra corrispondente al 6,25 % del capitale azionario. Bickart fanno parte
del
gruppo degli uomini pi abbienti di Francia e possiedono tra l'altro solo a Parigi circa 1.000 beni
immobili. Bickart aveva stretti rapporti con il Crdit Lyonnais, che quasi contemporaneamente
sostitu
la Paribas (Suisse) come banca di riferimento della Sasea.(39) Ma come la Comfinance di Parretti
anche la Sasea di Fiorini precipit dopo il disastro della MGM in una crisi sempre pi profonda. n
borsa il titolo Sasea scese al minimo. Nonostante tutte le manipolazioni finanziarie, il
sovraindebitamento totale pot essere coperto sempre meno. Nell'estate 1991 il presidente del
consiglio
d'amministrazione, Yann Richter, lasci la nave che affondava e fu sostituito dall'avvocato ticinese
Giovanni Gianola. Nell'autunno 1991 le 14 banche creditrici elaborarono, sotto la responsabilit del
Crdit Lyonnais, un piano di risanamento. La societ immobiliare milanese Scotti Finanziaria fu
venduta alla societ immobiliare francese Pierre 1er, operazione per la quale questa ottenne i
crediti
necessari dal Crdit Lyonnais. Anche la partecipazione della Sasea alla MGM fu venduta al Crdit
Lyonnais. Ma le speranze di un risanamento della Sasea, nutrita dalle banche, non si realizzarono.
Nel
giugno 1992 fu ad essa concessa una dilazione del pagamento dei debiti come ultimo tentativo di
salvataggio.
L'ARRESTO
Nell'ottobre 1982 il finanziere italo-svizzero e conte Domenico de Morpurgo Varzi, invi a Fiorini
un'ingiunzione di pagamento di pi di 10 milioni di franchi. Negli anni '70 de Morpurgo aveva
messo
insieme con la sua Banca Commerciale di Lugano un patrimonio enorme e rimase in attivit anche
dopo il pensionamento. Alla fine degli anni '80 aveva avuto rapporti d'affari anche con Fiorini che
ogni
volta l'aveva pagato con azioni Sasea. Quando le quotazioni crollarono, de Morpurgo pretese che
Fiorini si riprendesse i titoli senza valore. Dato che Fiorini si sottrasse alla richiesta, gli mand una
sollecitazione a casa. La segretaria di Fiorini si dimentic di fare opposizione su base legale, ma
egli
non pag. Morpurgo Varzi ingaggi allora un detective privato, il quale scopr che Fiorini andava
regolarmente a Monaco in una villa che al catasto era registrata a nome della sua ex moglie Elena
Badaloni. Fiorini non pagava in Svizzera nessuna tassa patrimoniale, incassava un emolumento
mensile
di 10.000 franchi e abitava a Ginevra in un appartamento di lusso, affittato pure a nome della sua
ex
moglie, con un canone mensile di 10.000 franchi. nfine il giudice istruttore Jean-Louis Crochet lo
accus di nascondere le proprie entrate al suo creditore e il 22 ottobre lo fece arrestare per frode
nel
pignoramento. Si dice sia stato il primo arresto per questo crimine nella storia della giustizia
svizzera.
Dieci giorni dopo il giudice fallimentare di Ginevra attendeva al suo compito. documenti
sequestrati
dal giudice istruttore Crochet lo portarono, come gi detto, all'ufficio segreto della Seychelles
nternational Bank a Monaco, dove c'era sulla scrivania quel biglietto che per la prima volta
smascher
Silvano Larini, rivelando che era intestatario del conto delle tangenti Protezione.
MOLTO LAVORO PER LA GUSTZA
L'affare Sasea, esaminato dalla giustizia ginevrina, divenne uno dei pi grandi processi della
Svizzera
con decine di procedimenti civili e penali di cui era difficile avere una visione d'insieme. All'accusa
contro Fiorini per frode in pignoramento e fallimento sconsiderato si aggiunsero denuncie contro
numerosi altri responsabili della Sasea, il Crdit Lyonnais e l'ufficio fiduciario KPMG Fides. Alla
prima serie degli accusati dal giudice istruttore Crochet appartenevano, oltre a Fiorini, il belga Jean
Bellemans, ex sostituto del direttore generale della Sasea, e l'italiano Francesco Freddi, ex
direttore
finanziario. l manager svizzero della Sasea Norbert Stadler fu accusato, ma diversamente dagli
stranieri Fiorini, Bellemans e Freddi, non fu arrestato. Nel maggio 1993 Crochet mise in stato
d'accusa
anche gli ex consiglieri d'amministrazione Eric Baudat (40), Rodolphe Rossi e Jean-Ren Bickart.
Baudat e Rossi non furono imprigionati, il francese Bickart fu rilasciato dopo un giorno di carcere
preventivo contro una cauzione di un milione di franchi. Fiorini, Baudat, Rossi e Giovanni Pianola
erano gi stati denunciati nell'ottobre 1992 con procedimento civile dall'associazione a difesa dei
creditori danneggiati della Sasea. Nei confronti di Fiorini sporse denuncia per frode anche il Crdit
Lyonnais.
L DRETTORE D BANCA PARGNO PERDE LE STAFFE
A met del 1993 il Crdit Lyonnais si era costituito parte lesa nel processo contro Fiorini a Ginevra.
Rappresentata dal famoso avvocato Dominique Poncet,(41) la banca distribu a esponenti
selezionati
della stampa un documento di 62 pagine dal titolo "l sistema Fiorini. Vengono qui descritti quattro
elementi di questo metodo. Anzitutto Fiorini avrebbe elaborato consapevolmente un sistema di tale
complessit, da restare impenetrabile all'osservatore esterno. n secondo luogo egli avrebbe
comprato e
rivenduto societ con la promessa occulta al compratore di riacquistare pi tardi la sua
partecipazione
ad un prezzo pi alto. Come terzo elemento, avrebbe fatto circolare ininterrottamente attivi e
passivi tra
le sue innumerevoli societ. E da ultimo il perimetro di consolidamento (numero delle societ
affiliate
incluse nel bilancio) della Sasea sarebbe stato variato di continuo arbitrariamente. (42) Ma le cose
andarono diversamente da quanto il Crdit Lyonnais aveva sperato. La prima udienza dei
rappresentanti
del Crdit Lyonnais, tra questi anche il direttore Franois Gille di Parigi, presso il giudice istruttore
Crochet, termin con l'uscita di Gille, che se ne and sbattendo la porta. n seguito il rapporto tra
Crochet e il Crdit Lyonnais and sempre peggiorando. L'udienza dell'8 febbraio fin con un colpo
di
scena. l piccolo giudice istruttore Crochet di Ginevra indic la porta al potente direttore generale
della
banca pi grande d'Europa, perch l'aveva definito "Voyou (farabutto). L'11 febbraio infine Crochet
rifiut alla banca francese lo status di parte civile lesa e accus Franois Gille e il suo presidente
d'allora, Jean-Yves Haberer, di complicit nella bancarotta della Sasea. A parere di Crochet il
Crdit
Lyonnais conosceva gi dall'estate 1991 il sovraindebitamento della Sasea. Anzi, da quel
momento
l'istituto avrebbe di fatto dettato legge alla Sasea. Nell'estate 1992 i francesi avrebbero spinto
Fiorini a
rimandare il fallimento, ormai inevitabile, per acquisire gli ultimi attivi utilizzabili, portando cos a
passivi pi alti nella massa fallimentare. l giudice istruttore Crochet aveva conferito dunque una
svolta
drammatica al processo Sasea: da parte lesa il Crdit Lyonnais era diventato il principale imputato.
l
prestigioso quotidiano parigino "Le Monde si schier a favore del Crdit Lyonnais in un lungo
articolo contro l'amministrazione della giustizia a Ginevra. l giornale espresse l'opinione che la
banca
francese offrisse ai ginevrini un ideale capro espiatorio straniero, e rivolse alle sue lettrici e lettori,
a
proposito delle autorit svizzere coinvolte in questo caso, la domanda: "Chi vogliono difendere [gli
amministratori della giustizia svizzera]? (43) Per l'avvocato del Crdit-Lyonnais Dominique Poncet

del tutto incomprensibile che Crochet indaghi contro Fiorini per semplice fallimento, mentre si
tratta
qui di una frode epocale (44) l "sistema Fiorini sarebbe stato finalizzato fin dall'inizio alla truffa
sistematica. Poncet chiede che Fiorini sia accusato di bancarotta fraudolenta e non semplice. A
parere
del Crdit Lyonnais il bilancio della Sasea era stato falsificato dal giugno 1991. Attestava un
capitale
azionario di 160 milioni e partecipazioni per 1,15 miliardi di franchi, che un anno dopo erano
scomparsi senza lasciar traccia. La filiale olandese del Crdit-Lyonnais, la maggior creditrice della
Sasea (927 milioni di franchi), sporse anche una denuncia contro la KPMG Fides. La banca
esigeva
dalla societ di revisione, che aveva esaminato i libri contabili della Sasea e li aveva approvati, un
risarcimento danni di 360 milioni di franchi.(45) Contro il giudice istruttore Crochet, Poncet fece
senza
successo una denuncia per parzialit. Egli avrebbe di fatto ripreso gli argomenti del difensore di
Fiorini, Marc Bonnant, e non poteva pi essere considerato imparziale. n perfetta sintonia con
l'articolo su "Le Monde, la rivista francese "Le Point scopr legami indiretti della moglie del giudice
istruttore Crochet, pure giurista, con Fiorini. L'avvocato Pierre Sigrist dello studio ginevrino
Crochet,
Delaunay aveva rappresentato pi volte la Seychelles nternational Bank di Fiorini e le aveva
messo a
disposizione il suo indirizzo per un atto giuridico. Prima di entrare nello studio di Madame Crochet,
Sigrist aveva lavorato per Marc Bonnant, l'avvocato ginevrino e consigliere di Fiorini.(46) l Crdit
Lyonnais dubitava anche dell'imparzialit di Auer,l'esperto di bilanci convocato da Crochet. l suo
ufficio era stato presieduto per un certo tempo da Nicolas Peyrot, socio dell'avvocato di Fiorini
Marc
Bonnant. Le Monde e la "Tribune de Genve sostennnero le proprie tesi. l quotidiano di Ginevra
si
schier dalla parte di Crochet e inform sugli ostacoli frapposti al suo lavoro dall'autorit giudiziaria
francese. A questa Crochet avrebbe richiesto la pubblicazione di un importante documento, trovato
nel
corso di una perquisizione domiciliare nella sede principale di Parigi. Una donna giudice parigina
avrebbe rifiutato il permesso. La "Tribune si chiedeva se il governo francese non volesse
proteggere la
banca statale Crdit Lyonnais nei confronti della Giustizia ginevrina.(47) Per il Crdit Lyonnais era
in
gioco moltissimo. Se alla banca fosse stata riconosciuta una colpa concorrente, avrebbe dovuto
aspettarsi denunce da parte degli altri creditori, soprattutto degli investitori che avevano sottoscritto
prestiti convertibili. Con Fiorini e la Sasea non era pi possibile recuperare. Ma se si fosse arrivati
all'accusa di responsabilit penale contro il Crdit Lyonnais, sarebbero cresciute le chances di
rivedere
una parte del denaro. Ai 927 milioni di franchi gi perduti avrebbero potuto aggiungersi ancora
alcune
centinaia di milioni. Complessivamente le perdite creditizie del Crdit Lyonnais con la Sasea e con
il
disastro della MGM furono valutate da una commissione d'indagine del parlamento francese, a pi
di
quattro miliardi di franchi. La commissione present all'istituto statale una documentazione
catastrofica e rimprover al suo presidente Jean-Yves Haberer pacchiani errori di management.
Oltre
che con Sasea/MGM il Crdit Lyonnais mand in fumo parecchi miliardi di franchi anche con il
gruppo
britannico Maxwell e con il gruppo immobiliare canadese Olympia & York.(48)
CH E' L RESPONSABLE ?
Dal 1985 al 1992 presidenti e membri del consiglio di amministrazione si successero
continuamente.
Fu responsabilit di Nello Celio (presidente del Consiglio di amministrazione fino ad ottobre 1989)?
O
di Eric Baudat (presidente fino ad ottobre 1991),famoso avvocato d'affari di Losanna e
vicepresidente
della KPMG Fides, societ di revisione della Sasea? O dell'avvocato d'affari ticinese Giovanni
Gianola
(49)(presidente della Sasea fino a febbraio 1992)? O di Rodolphe Rossi, ultimo presidente della
Sasea ?
Tra i numerosi "turisti che per un periodo pi o meno lungo fecero parte del consiglio di
amministrazione basti ricordare qui l'ex consigliere nazionale di Neuenburg ed ex presidente del
partito
liberale svizzero, Yann Richter. O Michel Crippa, ex-Esso,ex-SBB,ex Kuoni e pi tardi presidente
dell'associazione per i veicoli commerciali Astag. noltre, il plurimilionario francese Jean-Ren
Bickart, l'avvocato Peter Duft di Zurigo, condannato a Milano in prima istanza nel procedimento
collaterale della bancarotta dell'Ambrosiano e l'imputato Charles Poncet di Ginevra. (50) Oltre a
Fiorini solo tre consiglieri d'amministrazione sono stati incriminati a Ginevra per il loro ruolo nella
bancarotta della Sasea, e precisamente: Eric Baudat, Jean-Ren Bickart e Rodolphe Rossi.
All'inizio
del 1996 tutti e tre i processi non erano stati ancora tenuti esattamente come i procedimenti contro
i
manager Francesco Freddi e Jean Bellemans. La giustizia francese invece ha condannato
Rodolphe
Rossi all'inizio di gennaio 1996 a tre anni di prigione e ad una pena pecuniaria di FF 500.000.
Rossi
era stato dapprima direttore, pi tardi direttore generale (dall'ottobre 1988), poi consigliere
d'amministrazione (da dicembre 1990) e, infine, dal febbraio 1992 fino al fallimento, presidente
della
Sasea. Un tribunale di Parigi lo riconobbe colpevole in prima istanza di tentata frode. Rossi, marito
di
Madeleine Rossi, ex presidentessa della citt di Ginevra, era allora latitante. l tribunale decise
perci di
mantenere l'ordine di arresto internazionale. noltre il tribunale parigino di prima istanza condann
due
manager delle ex affiliate francesi della Sasea, Reca e Sointra, a pene detentive rispettivamente di
30 e
23 mesi e a pene pecuniarie di FF 500.000 e FF 250.000. Ad entrambi venne inoltre vietato
dirigere
un'impresa nei tre anni successivi.(51)
Note:
1) La Sasea era stata fondata nel 1896 dal Vaticano per la commercializzazione di prodotti agrari.
Era
proprietaria di grandi vigneti in Toscana e aveva possedimenti fondiari in Sudamerica. Nel
decennio tra
il 1970 e il 1980 di questo secolo, la maggioranza delle azioni fu acquisita per vie oscure dal
gruppo
Winefood italiano, che era una parte della Texon illegale, la societ finanziaria clandestina
notoriamente malfamata all'interno della filiale della Kreditanstalt di Chiasso. Dopo il grande
scandalo
del 1977, la SKA avrebbe chiuso la Texon. Alla fine del 1984 la SKA vendette la Sasea alla
Transmarine Holding del Lussemburgo, controllata da Fiorini e da un gruppo internazionale di
investitori. l Vaticano mantenne una partecipazione di minoranza, gestita dalla sua societ
finanziaria
APSA. Uomo dell'APSA nel consiglio d'amministrazione della Sasea era Andr Curiger, direttore
della
filiale zurighese del Crdit Commerciale de France.
2) "Neue Zuercher Zeitung", 18.2.93
3) Oltre a Fiorini sono state messe in stato di accusa a Ginevra altre persone, precisamente i due
ex
manager della Sasea, il belga Jean Bellemans e l'italiano Francesco Freddi. noltre i tre consiglieri
d'amministrazione Rodolphe Rossi, Eric Baudat e Jean-Ren Bickart. Nell'estate 1996 il loro
processo
non si era ancora tenuto. Anche a Milano e a Parigi si ebbero processi penali riguardanti la Sasea:
a
Parigi contro Rodolphe Rossi e due manager della Sasea-France, a Milano contro 40 imputati, tra
cui i
tre dirigenti dell'Assicurazione di Basilea Luzius Gloor, Ueli Vischer e Bruno Dallo (vedi p.339
segg.)
4) "Neue Zrcher Zeitung", 29.6.95
5) La filiale olandese del Crdit Lyonnais francese ha denunciato pi tardi, mediante i suoi avvocati
Vincent Solari e Dominique Poncet, la responsabilit di Fides e Fiorini.
6) "Neue Zrcher Zeitung", 27.6.95
7) "Wall Street Journal Europe", 15.5.94
8) Fiorini, Florio: 'Ricordati da lontano.' Milano 1993, p.77 (vedi cap.6)
9) Come reazione allo scandalo Lockheed gli USA emanarono sotto il presidente Carter una legge
antitangenti, il Foreign Corrupt Practices Act, che negli USA prevede una pena anche per la
corruzione
di funzionari stranieri all'estero.
10) Alla fine del 1993 la Banque Bruxelles Lambert aveva approssimativamente 11.000 dipendenti
in
circa 1.000 filiali ed un importo di bilancio che toccava i 90 miliardi di franchi. A livello
internazionale
la BBL fece parlare di s come azionista principale della nvestmentbank Drexel Burnham Lambert
di
New York, fallita agli inizi degli anni '90, il cui presidente, l'inventore del bond spazzatura van
Boesky, era stato condannato ad una pena carceraria pluriennale. Grandi azionisti (dopo il ritiro
dei
Lefebre) sono il Groupe Bruxelles Lambert GBL, il gruppo NG (Amsterdam), l'assicurazione
Royale
Belge (Bruxelles), il gruppo Crdit Communal (Bruxelles) e l'assicurazione Winterthur.
Determinante
in questo illustre contesto la GBL dell'ex re belga dell'acciaio Albert Frre, che pi tardi si
spostata
nel settore dei media (Compagnie Luxembourgeoise de Tldiffusion, CLT). La GLB una
subholding
della Pargesa Holding di Ginevra, fondata nel 1981 dopo la vittoria elettorale socialista in Francia,
per
salvare l'affiliata svizzera del gruppo Paribas in vista dell'ondata di nazionalizzazioni di Mitterand.
Essa
controllata dalle famiglie Desmarais (Montreal, Power Corp. Canada) e da Albert Frre. Le altre
due
subholding Pargesa sono la svizzera Orior e la francese Parfinanace.
11) "Wall Street Journal Europe", 2.11.93
12) D'Aubert, Francois: 'L'Argent Sale. Enquete sur un Krach Rtentissent'. Parigi 1992
13) D'Aubert, Francois: Proposition de Rsolution No 2740. Assembl Nationale, 26.5.92, p.11
14) ''Eurobusiness'', Nov. 93.
15) D'Aubert, Francois: Proposition de Rsolution No 2740. Assemble Nationale, 26.5.92, p.23
16) Uomo della Sasea considerato agli inizi anche il finanziere zurighese residente in nghilterra
Hans
Willi, che divenne pi tardi presidente della Sasea-Trading, un'affiliata della Sasea con un capitale
azionario di 10 milioni di franchi. E non meno il ricchissimo olandese Frederik Fentener Van
Vlissingen, il finanziere austriaco Karl Kahane, nel frattempo morto, la famiglia svedese
Gyllenhammer (Volvo) e il barone Heinrich von Thyssen Bornemisza. ("Le Nouveau Quotidien",
18.2.92)
17) Celio, dopo essersi ritirato dal consiglio federale, si era arricchito il vitalizio con numerosi
incarichi
in consigli di amministrazione. Era presidente della Banque Atlantis a Ginevra e della Banca
Commerciale (Lugano). noltre faceva parte del consiglio di amministrazione della Dresdner Bank
(Svizzera) e di una buona dozzina di societ pi piccole. Celio era anche presidente della Socit
Hotelire d'nvestissements (SH), di cui la Sasea possedeva il 40%. noltre era azionista alla
Firsec,
che possedeva l'altro 60% della SH. La Firsec apparteneva all'impero dell'iraniano Farhad Baktiar
attivo a Ginevra, cugino del leader dell'opposizione iraniana, poi assassinato, Shapour Baktiar.
Farhad
Baktiar fu arrestato nel maggio 1992 per frode in pignoramento in relazione al fallimento di due sue
societ.
18) Rossi, classe 1919, aveva combattuto nella seconda guerra mondiale con la resistenza
francese
contro gli occupanti tedeschi e pi tardi oscill tra attivit commerciali e attivit legate ai servizi
segreti
nel Laos e in Asia sudorientale, prima di venire a Ginevra.
19) Fiorini, Florio: 'Ricordati da lontano'. Milano 1993, p.127
20) La S Bank fu fondata nel 1985 dall'italiano Giovanni Mario Ricci per la Sasea come banca
offshore. Ricci fu condannato in talia per fallimento fraudolento e in Svizzera per aver messo in
circolazione banconote di dollari falsi. Alle Seychelles divenne uomo di fiducia del putschista Albert
Ren, che nel 1987 aveva fatto cadere James Manchham, il presidente dello stato insulare resosi
indipendente solo un anno prima. Ren nazionalizz anche la Shell, che cambi nome in
Seychelles
National Oil Company, la quale a sua volta insieme con la Sasea fond la Mahe Bunkering
Company
Ltd. La Sasea aveva anche partecipazioni alle due societ petrolifere: la Seychelles nternational
Oil e
la nternational Oil Services. Dopo il fallimento di un putsch del ministro della difesa Ogilvy Berlouis
contro Albert Ren, Ricci, che nel frattempo era passato alla corrente di Berlouis, and in
Sudafrica,
dove si impegn anche per aggirare l'embargo d'allora nei confronti di questo stato. La S Bank fu
cancellata dal registro delle societ, ma continu ad esistere ,dopo aver trasferito la sede alle isole
Samoa, e serv a Fiorini e a Parretti tra l'altro come strumento per l'acquisizione della Metro
Goldwyn
Mayer.
21) "Eurobusiness", Nov. 93.
22) Alcuni dei piccoli investitori danneggiati fondarono a Zurigo nell' autunno 1992 un'associazione
di
protezione. Secondo l'avvocato di Zurigo Markus Winkler, portavoce di questa, egli rappresentava
circa
130 possessori di obbligazioni Sasea per un valore di circa 40 milioni di franchi. Winkler fece
parlare
di s per diverse denunce sporte per fallimento fraudolento. Denunci Florio Fiorini, l'ex manager
della
Sasea e consigliere d'amministrazione Rodolphe Rossi, l'ultimo presidente della Sasea Giovanni
Gianola, la Transmarine Holding di Fiorini a Curacao, l' ufficio fiduciario KPMG Fides a Losanna e
la
banca SG Warburg Soditic (Ginevra). Fu presa in considerazione anche una denuncia contro il
Crdit
Lyonnais. ("Le Nouveau Quotidien", 18.2.93)
23) "La Repubblica", 8.7.94
24) "La Repubblica", 18.5.94
25) "Corriere della Sera", 20.5. 94
26) D' Aubert, Francois: Proposition de Rsolution No 2740. Assemble Nationale, 26.5.92, p. 35
27) Liquidatori della Gatoil divennero Dominique Grosbery e Alain Winkelmann della filiale
ginevrina
della ATAG Ernst & Young. Tre anni dopo furono chiamati anche come liquidatori della Sasea.
28) Dopo essere stato cacciato dall'EN, Fiorini aveva lavorato qualche tempo come consulente
per
Ghattas, che gli deve aver prestato anche 1,5 milioni di dollari per il suo personale investimento
nella
Sasea ("Wall Street Journal Europe", 19.5.94). Questa versione in ogni caso contestata. Altri
suppongono che egli abbia tratto la sua partecipazione al capitale da quei fondi che sono
scomparsi
senza traccia poco prima della bancarotta dell'Ambrosiano (d'Aubert, Francois: Proposition de
Rsolution No 2740. Assemble Nationale, 26.5.92,p.46)
29) Negli anni successivi il gruppo petrolifero Oilinvest cerc di liberarsi come societ madre della
Tamoil dalle tracce dell'origine libica. Presumibilmente dal 1994 un gruppo di investitori europei
possiede il 55 % e la Libia il 45 % della Oilinvest. Fanno parte del gruppo europeo l'italiana Armani
(combustibili), Montanari (navigazione marittima), Triboldi (depositi), l'olandese Van Vingaarden e il
proprietario tedesco di distributori di benzina Joern Eggert. Se si tratti di una pseudo
europeizzazione
per aggirare l'embargo delle Nazioni Unite contro la Libia cosa di cui si discute. l fatturato
complessivo della Oilinvest. con tre raffinerie a Cremona, Collombey e Amburgo e 3.000
distributori di
benzina in giro per l'Europa, ammontava nel 1993 a circa 5 miliardi di dollari. n Svizzera l'affiliata
della Oil-nvest Tamoil ha investito dall'inizio degli anni '90 pi di 250 milioni di franchi nella
modernizzazione della raffineria Collombey ed stata per un certo periodo lo sponsor del club
calcistico FC Sion.
30) "Corriere del Ticino", 13.7.92
31) Gli investitori ritenevano di poter riconoscere una linea diretta che portava dalla campagna
diffamatoria della stampa di De Benedetti, a met degli anni '80, alla vendita alla Sasea degli
immobili-
Europrogrammi, che in effetti sarebbe stata una vendita a De Benedetti. La filiale della Sasea REH
avrebbe acquisito gli Europrogrammi, valutati un miliardo, al prezzo stracciato di 850 milioni di
franchi, insieme con la Lasa, societ di De Benedetti. noltre la holding familiare di quest'ultimo, la
CR nternational, si sarebbe resa garante nei confronti della Sasea per un credito di 275 milioni di
franchi della SBG di Ginevra, che Fiorini us per l'acquisto.n cambio, le societ di De Benedetti
avrebbero incassato da Fiorini 35 milioni di franchi.
32) Panorama, 21.11.93
33) vi
34) Corriere del Ticino, 13.7.92
35) l nuovo presidente del Crdit Lyonnais Jean Yves Haberer, nominato dal governo Mitterrand,
compr a met degli anni '80 la Slavenburg Bank olandese e ne fece una filiale del Crdit
Lyonnais. La
Slavenburg era specializzata in finanziamenti cinematografici e TV e procur pi tardi alla banca
statale francese perdite per miliardi.
36) Dettaglio marginale: una delle circa 300 filiali della Sasea era una societ offshore di nome
Fininvest nternational. L'avrebbe fondata Fiorini per creare confusione, essendo scambiata con la
Fininvest di Berlusconi.("Eurobusiness, Nov.93).
37) Wall Street Journal Europe, 2. 8.94
38) Nel 1994 i Lefebres erano finanziarmente in cattive acque. Dopo il ritiro dalla Sasea avevano
collocato la BBL, il loro fiore all'occhiello, attraverso la holding lussemburghese Eurobelege e la
loro
holding milanese Unipar, nel gruppo di investitori italiani Cameli. Cercarono poi senza successo,
insieme con la grande banca olandese NG, di escludere la GBL del finanziere belga Albert Frre,
principale azionista della BBL. Alcuni, tra questi la Schweizerische Kreditanstalt, hanno sporto
denuncia contro i Lefebre, padre e figlio. ("l Mondo, 17./24.1.94).
39) "Le Nouveau Quotidien, 15.5.93
40) Altri mandati di consiglio d'amministrazione di Eric Baudat: BLP Banque lausannoise de
portefeuilles (Lausanne); Clinique Chirurgicale et Permanence de Longeraie SA (Lausanne); Cuf
Finance SA (Genve); Elyse management SA (Lausanne); Fondation Verdan Claude (Lausanne);
Fonds de prvoyance en faveur du personnel de la Clinique Chirurgicale (Lausanne); Le Foyer
Universitaire (Dorigny); Marger SA (Fribourg); Securinvest Holding SA (Freiburg); Bank Leu AG
(Zuerich); Evansil SA (Fribourg); Rgie de la Riviera SA (Montreux); Bondpartners SA (Lausanne);
Crdit Suisse Fides Trust AG (Zuerich); Lipha Pharma AG (Dietikon); LO Holding Lausanne-Ouchy
SA (Lausanne); Navelink SA (Lausanne); Sonotel Ouchy SA (Lausanne); Bonnard & Gardel
ingnieurs-conseils SA (Lausanne); Compagnie de commerce et d'change Codeco SA
(Ecublens);
SSG Kramer SA (Genve) 11); AG Luftseilbahn Corviglia-Piz Nair (LCPN; St.Moritz);
Partecipazioni: Geparco Holding SA (Ginevra); nel management di: Coopers & Lybrand SA (Pully);
mmobilienstiftung Schweizerischer Pensionskassen(Fondazione mmobiliare delle casse pensione
svizzere) (Basilea); Patronaler Finanzierungsfonds der Zuerich Versicherungsgesellschaft(Fondo
di
finanziamento Patronale della societ d'assicurazione di Zurigo) (Zurigo). (Fonte: Orell
Fuessli/Teledata: Die Schweizer Wirtschafts-CD-ROM.Version 1996/1, giorno di Scadenza: 1.8.95)
41) Dominique Poncet era professore di diritto penale all'Universit di Ginevra e fu rappresentante
legale di Licio Gelli in Svizzera. E' il fratello dell'avvocato Charles Poncet, che per un certo tempo
fece parte del consiglio di amministrazione della Sasea e a Milano era implicato in un
procedimento
collaterale dello scandalo del Banco Ambrosiano. Dominique Poncet difese anche lo spagnolo
Mario
Conde, ex presidente della grande banca spagnola Banesto, accusato di corruzione a Madrid. La
Giustizia spagnola supponeva che con il denaro, di cui si era appropriato indebitamente, Conde
avesse
creato a Losanna la Kaneko Holding e l'avesse fatta amministrare dall'avvocato Paolo Gallone. Nel
corso di un interrogatorio condotto da giudici istruttori spagnoli a Losanna, Gallone spieg che la
Kaneko era appartenuta a Conde.n seguito a ci Poncet, l'avvocato di Conde, contest la validit
della
dichiarazione di Gallone e ipotizz un procedimento disciplinare contro Gallone presso
l'associazione
degli avvocati del Vaud.("El Pais, 7.2.96)
42) "Eurobusiness,Nov.93
43) Le Monde,24.2. 94
44) vi
45) Le Nouveau Quotidien,27.3.93
46) Sonntagszeitung ,27.2.94
47) Tribune de Genve ,3.3.94
48) Neue Zuercher Zeitung , 13.7.94
49) Gianola tra gli avvocati ticinesi pi qualificati e fa parte tra l'altro del consiglio di
amministrazione della Fardafin (Lugano). Sono consiglieri insieme a lui Elio Fiscalini, ex presidente
della Fimo,l'ex consigliere comunale Ugo Sadis, ex procuratore di stato e pi tardi consigliere
d'amministrazione della banca Albis/Adams, affiliata della Fimo.
50) Vedi a questo proposito p.276 segg. e 279 segg.
51) Neue Zrcher Zeitung, 18.1.96
16 L RE DELL'OFFSHORE TTO TETTAMANT
Tito Tettamanti non il finanziere ticinese pi ricco, ma di sicuro il pi importante.(1) A nessun altro
del mondo finanziario di Lugano riuscito di arrivare a Wall Street. Nacque nel 1930 dietro la
stazione
ferroviaria di Lugano come figlio di un impiegato di banca, quando il Ticino era considerato ancora
l'ospizio per poveri della Svizzera. Dopo la guerra frequent la scuola commerciale di Bellinzona,
studi quindi legge a Berna e a soli 23 anni ottenne la laurea magna cum laude. Dopo due anni di
praticantato presso un ufficio d'avvocato a Lugano consegu la licenza di notaio e di avvocato e
cominci una carriera politica molto rapida come membro del partito cristiano-democratico (CVP).
Nel
1955 era il pi giovane gran consigliere ticinese, e nel febbraio 1959 gli elettori lo scelsero a soli 29
anni quale presidente del dipartimento di giustizia e polizia nell'esecutivo ticinese. Ma non a lungo:
gi
nel luglio 1960 dovette dare le dimissioni. Aveva infatti ridotto ad un impresario edile amico una
multa
per evasione di tasse fisse sui profitti per la vendita di un bene immobile, da 90.000 a 10.000
franchi,
senza base giuridica adeguata. Con voce piagnucolosa, richiamandosi alla sua infanzia triste e a
tutta
una serie di anni senza vacanze, avrebbe chiesto scusa ai colleghi di governo, come riport allora
il
corrispondente ticinese del "Tagesanzeiger.(2) Chiuse il suo discorso ufficiale di difesa davanti al
gran
consiglio con le parole profetiche: Se cado, ci avverr in piedi! Gli avversari politici a capo dei
quali
era il liberale Franco Masoni, non accettarono le scuse. Quando Tettamanti due giorni dopo diede
le
dimissioni, si parl di fine improvvisa di una brillante carriera. Era invece l'inizio. Solo alcune
settimane dopo, il giovane politico caduto in piedi fond con il suo collega avvocato, appartenente
alla
stessa CVP, Giangiorgio Spiess, pi tardi consigliere comunale di Lugano (assemblea legislativa)
lo
studio notarile Tettamanti & Spiess. Quattro mesi pi tardi, il 10 novembre 1960, Tettamanti fece
iscrivere la Fidinam SA Fiduciaria d'nvestimenti e amministrazioni nel Registro di Commercio. l
capitale della societ ammontava a un milione di franchi, cifra rilevante per quegli anni. Presidente
era
il ticinese Sergio Mordasini. Tettamanti fungeva da delegato del consiglio di amministrazione, dello
stesso consiglio facevano parte anche Albert Salath di Basilea (direttore della societ finanziaria
ndelec di Basilea, un'affiliata del Bankverein) e il politico cristiano-democratico di Friburgo, notaio
Jean Franois Bourgknecht. Che la Fidinam fosse orientata fin dall'inizio a fare affari con l' talia, lo
rivela l'importante rappresentanza di professionisti italiani nei quadri della nuova societ fiduciaria.
Direttore era l'italiano Fausto Ortelli, tra i diversi vicedirettori c'erano le italiane e gli italiani Romana
Milesi, Giorgio Antonimi e Antonio Nespeca e le ticinesi e i ticinesi na Piattini, Diego Lissi e l'ex
funzionario delle imposte Renato Zocchi. Anche il socio di Tettamanti Giangiorgio Spiess firmava
allora come direttore della Fidinam. La Signorina Piattini, come si chiamava ancora nei
documenti
ufficiali, fece una carriera in rapida ascesa all'ombra di Tettamanti e negli anni '90 era come
direttrice
generale della holding Fidinam, una delle poche donne in posizione guida sulla piazza finanziaria
di
Lugano. l predecessore della Piattini nell'ufficio di direttore generale, Diego Lissi, si separ invece
nel
1985 da Tettamanti e fond un proprio studio d'avvocato. Motivo dell'allontanamento furono
secondo
la rivista economica "Bilanz i confini fluidi tra gli affari della Fidinam e gli affari privati di Tettamanti
(3). Lissi stesso non si pronunci su quest'ipotesi. nsieme ad altri direttori della Fidinam Lissi
avrebbe
allora protestato per il fatto che un singolo azionista, che esegue operazioni fiduciarie e
d'investimento
indipendenti, controlli una societ fiduciaria che investe e amministra il denaro di terzi.
L'ASSE D'ORO LUGANO-VADUZ
Negli anni '60 la Fidinam serv soprattutto da strumento d'investimento per i fondi fiduciari che
provenivano dall'talia. A questo proposito ebbe un ruolo importante il principato del Liechtenstein.
(4)
Dall'inizio degli anni '60 la Fidinam fond in rapida successione nel piccolo paese innumerevoli
discreti istituti finanziari, per uso proprio o per rivenderli.Come esempio basti citare la Administra
Handels Anstalt (Schaan), creata nel 1963. Nel suo consiglio di amministrazione figuravano oltre al
gi
nominato uomo di fiducia Alfred Hasler di Vaduz anche i dirigenti della Fidinam Romana Milesi, na
Piattini, Giorgio Antonimi e Diego Lissi.(5) Un altro esempio: il 26 gennaio 1961 Tettamanti fond a
Triesen nel Liechtenstein insieme con l'allora direttore della Banca del Gottardo, Fernando
Garzoni, e
il farmacista di Vaduz Alfred Hasler (6) la Bremo Establishment. Fernando Garzoni era il braccio
destro svizzero del presidente dell'Ambrosiano Roberto Calvi e gestiva in Svizzera e Liechtenstein
la
sua struttura finanziaria occulta. Calvi lavorava insieme al banchiere della mafia Michele Sindona e
al
corrotto presidente della banca vaticana OR, l'arcivescovo Paul Casimir Marcinkus (notizie pi
dettagliate sul tema nel cap.12 di questo libro). n seguito l'asse talia-Lugano-Liechtenstein
divenne la
spina dorsale del lucrativo settore d'attivit della Fidinam, che si prodigava a indirizzare fondi
dall'talia in Svizzera. Una parte di questo denaro fu investito fuori della Svizzera, una parte in beni
immobili svizzeri, fatto che che fece della Fidinam nel corso degli anni la maggiore amministratrice
di
beni immobiliari del Ticino. Nel corso dei suoi affari offshore Tettamanti fece conoscenza anche del
lussemburghese Francis Hoogewerf, di cui si parlato nel cap.4. Nel 1973 Tettamanti lo port nel
consiglio di amministrazione della filiale lussemburghese della Fidinam.(7) Durante i primi 15 anni
di
questa societ l'opinione pubblica svizzera venne poco o niente a conoscenza di dettagli sulla sua
clientela e i suoi affari. L'atmosfera di quegli anni era molto discreta, perfino le grandi banche
svizzere
fino all'inizio degli anni '70 non mettevano a disposizione della stampa i loro rendiconti annuali.
Anche le progressivi acquisizioni di Tettamanti alla Banca della Svizzera taliana (BS), iniziate alla
fine degli anni '60, furono scoperte dai media solo molti anni pi tardi.
LA BANCA REGONALE BS
La BS,fondata nel 1873, la banca pi antica del Ticino dopo alcune Casse di Risparmio e la
Banca
Cantonale. L'istituto fu creato a suo tempo con capitale proveniente da Milano e dagli ambienti
delle
banche private di Basilea. La sua storia strettamente intrecciata con l'industrializzazione del
commercio e del turismo in Ticino e nella regione confinante di Como-Varese. n qualit di
cofinanziatrice della societ italiana Edison, la BS finanzi negli anni '90 dell' 800 anche il primo
tram elettrico di Milano. Fino alla seconda guerra mondiale la BS continu a svilupparsi,
divenendo la
pi grande banca commerciale del Ticino. Dal 1935 ebbe anche una filiale per operazioni in borsa
a
Zurigo. L'azionista principale della BS dopo la seconda guerra mondiale fu la Banca Commerciale
taliana (Comit), il cui uomo di punta Raffaele Mattioli fu per lunghi anni vicedirettore della BS. La
Comit apparteneva allora alla holding statale R, diretta dal Ministero del Tesoro di Roma. l
secondo
maggior azionista della BS era il Santo Padre a Roma. Rappresentante del papa nel consiglio di
amministrazione era il leggendario ingegnere Bernardino Nogara, che aveva riorganizzato le
finanze
vaticane dopo i patti lateranensi e fino alla fine degli anni '50 le aveva incrementate con successo.
Faceva inoltre parte del consiglio di amministrazione della BS Alfredo Hirs di Zollikon. Quando i
due
grandi vecchi Mattioli e Nogara alla fine degli anni '50 si misero a riposo, la BS manc all'inizio
degli
anni '60 l'occasione dell'aggancio al mercato in crescita del business ticinese con l'talia, vale a
dire la
fuga di capitali e si trov in una posizione sempre pi svantaggiosa. (8) Superstar del business con
l'estero della piazza finanziaria di Milano era il Banco Ambrosiano, sotto la guida del manager
Roberto
Calvi, che aveva appena fondata la filiale svizzera Banca del Gottardo. A questo punto Tettamanti
cominci a far incetta a poco a poco di azioni a buon prezzo della BS che allora in Ticino e a
Milano
venivano trattate fuori borsa. Grazie al "miracolo economico nel Norditalia anche la malconcia BS
riprese dagli inizi degli anni '70 ad andare bene. Nel 1971 compr la Adler Bank di Basilea, nel
1973
apr una filiale a Saint Moritz. Si espanse anche all'estero. A Guernsey sorse la Swiss talian Ltd., a
Nassau (Bahamas) la Swiss talian Banking Co. Ltd. e a New York la Swiss talian Securities.
Forza
propulsiva di questa espansione era Enrico Bragiotti, nuovo uomo di punta della Comit di Milano.
Nel
1973 la quota di bilancio della BS crebbe del 25%, raggiungendo 1,8 miliardi di franchi con un
guadagno netto di 16 milioni di franchi e un organico di 560 persone. Con ci la BS entr a far
parte,
insieme alla Bank Leu, delle pi grandi banche commerciali in Svizzera dopo le tre grandi banche.
(9)
Cosa che allora solo gli iniziati sapevano: il partner junior di Bragiotti alla BS era Tettamanti, che
nel
frattempo si era assicurato circa il 10 % del capitale.(10) Questo rapporto divenne visibile solo nel
1974 quando il politico di Buenden Ettore Tenchio (allora presidente della Societ radiofonica e
televisiva svizzera), uomo di fiducia di Tettamanti, fu eletto presidente della BS. n seguito la BS si
ingrand rapidamente sotto la guida del suo nuovo delegato di consiglio d'amministrazione
Gianfranco
Antognini. Nella Svizzera occidentale venne acquisita la Banque Romande con 200 dipendenti e
filiali
a Ginevra, Losanna, Yverdon e Martigny. noltre Bragiotti port nel portafogli della BS la
partecipazione Comit dell' 8% al broker di borsa di New York, Lehman Brothers, e una
partecipazione
ad una banca di Parigi. A Montecarlo il presidente della BS Gianfranco Antonimi fond per il
direttore
della Comit Bragiotti, la Compagnie Mongasque de Banque, del cui consiglio di amministrazione
faceva parte anche George Ball di Lehmann Brothers, un ex sottosegretario di stato del governo
statunitense. n Lussemburgo la BS fond la societ finanziaria Milano nternazionale, che pi
tardi
cambi il nome in Cofi.(11) Nel 1977 infine la BS partecip al capitale della Fidinam, nel cui
consiglio d'amministrazione entr il delegato Antognini. Con ci si chiudeva un cerchio: la filiale
della
Comit BS, dove Tettamanti era il pi importante azionista di minoranza, partecipava alla Fidinam
di
Tito.(12)
LA BANCAROTTA DELLA WESSKREDT
l primo marzo 1977 la commissione delle banche dispose la chiusura della banca Weisskredit di
Lugano e delle sue filiali a Zurigo e a Chiasso. l direttore generale della Weisskredit Rolando
Zoppi fu
arrestato e rimase in carcerazione preventiva pi di due anni. Suo padre Elvio, fondatore della
Weisskredit e presidente del consiglio di amministrazione, si sottrasse all'arresto fuggendo in talia,
mentre il consigliere d'amministrazione Renzo di Piramo spar nelle Filippine. La Weisskredit
aveva
150 dipendenti. L'aveva fondata nel 1949 appunto l'ex montatore della BBC Elvio Zoppi, che nel
1949
insieme con Emilio Weiss aveva trasformato in una piccola banca lo spazio riservato al cambio
delle
merci del suo negozio di verdura a Chiasso. La clientela principale era costituita da italiani tra i
quali
anche lavoratori italiani in Svizzera. Negli anni '60 entr nell'attivit l'ambizioso figlio di Elvio
Rolando e la banca cominci ad estendersi. Rolando apr uffici a Milano, Colonia (13), Buenos
Aires,
Montevideo e Santiago del Cile. Nel 1965 la Weisskredit incaric l'ufficio fiduciario Fidinam di
fondare un istituto in Liechtenstein. L'uomo di fiducia della Fidinam a Vaduz, il farmacista Alfred
Hasler, cre a Schaan la Finanz und Vertrauens Handels Anstalt (FVA). Del consiglio di
amministrazione facevano parte Hasler stesso, Elvio e Rolando Zoppi e anche Giangiorgio Spiess,
socio di studio di Tettamanti e direttore della Fidinam. n seguito la societ di comodo FVA a
Schaan,
amministrata formalmente dalla Fidinam, fu svuotata da Hasler: gli uffici veri e propri erano a
Chiasso
presso la Weisskredit. Per pi di dieci anni tutto and bene, la FVA divenne "banca nella banca
della
Weisskredit, dove i denari potevano sparire in maniera discreta e senza pagare tasse preventive.
Poi si
ebbe un crollo improvviso. Gli affari in cui la FVA aveva investito i fondi dei suoi clienti, andarono a
monte uno dopo l'altro. nfine l'istituto, dotato di un capitale proprio di 20 000 franchi, dichiar una
perdita accumulata di 220 milioni di franchi. clienti persero la fiducia e pretesero la restituzione
del
loro denaro. All'inizio del 1977 gli Zoppi richiesero a Vaduz una dilazione di pagamento, qualche
tempo dopo il tribunale del principato dichiar il fallimento della FVA. mmediatamente la
commissione della banche tolse alla Weisskredit la licenza bancaria e chiuse le sedi di Chiasso,
Lugano
e Zurigo. Lo scandalo produsse un certo scalpore sui media, ma qualche mese dopo ne scoppi
uno
simile, di proporzioni molto maggiori, con l'istituto Texon, filiale della Keditanstalt di Chiasso. Anche
il direttore della SKA Kuhrmeier aveva usato la sua Texon in Liechtenstein per investimenti
finanziari,
esenti da tasse, soprattutto di clienti italiani ed era incappato con queste operazioni nel vortice
fatale
della crisi economica mondiale. l processo contro la Weisskredit ebbe luogo a Lugano nel febbraio
1979. Accusatore era il procuratore di stato Paolo Bernasconi, principale capo d'accusa: frode
professionale ai danni dei clienti dell'istituto per 223 milioni di franchi. l procuratore Paolo
Bernasconi critic la Weisskredit perch con un istituto del Liechtenstein attirava denaro e
partecipazioni nella zona grigia dell'anonimit. l consiglio d'amministrazione della FVA avrebbe
avuto
una semplice funzione di copertura, il suo compito principale sarebbe consistito nel distogliere lo
sguardo e non preoccuparsi dell'andamento degli affari.(14) Mentre la FVA gi dal 1972, secondo
Bernasconi, non era liquida, il difensore di Renato Zoppi contest qualsiasi gestione disonesta
degli
affari e defin responsabile delle perdite solo la crisi economica, iniziatasi nel 1975. La sezione
penale
ticinese si conform allora ampiamente alle richieste di Bernasconi e condann Rolando Zoppi e
Renzo
di Piramo a cinque anni di prigione l'uno, Elvio Zoppi a quattro anni e il direttore Reto Kessler ad
un
anno con la condizionale.(15) Al direttore della Fidinam Spiess fu inflitta una pena pecuniaria di
12.000 franchi pi le spese per avere contravvenuto alla legge delle banche e alle norme per la
protezione della valuta. Sotto giuramento aveva fatto mettere a protocollo, nell'aula del tribunale, di
non aver saputo nulla del tipo e del volume degli investimenti eseguiti dalla FVA e di aver appreso
con
sua estrema sorpresa della situazione deficitaria dell'istituto solo un giorno prima del crollo.(16)
Anche
l'effettiva sede amministrativa della FVA gli sarebbe stata sempre ignota, la Fidinam non avrebbe
rappresentato pi che una sede formale. Non poteva nutrire sospetti, perch la Fidinam curava
"pi di
100 altri istituti del genere domiciliati in Liechtenstein ", mediante i quali banche svizzere e istituti
finanziari "concludono legalmente certi affari fuori della Svizzera(17). Quale testimone a discolpa
di
Spiess si present il suo socio di studio e collega della Fidinam Tettamanti.(18) A seguito della
pena
pecuniaria Spiess dovette lasciare la Fidinam e si concentr sull'attivit dello studio legale
Tettamanti
& Spiess. Lo studio si ingrand e ai tempi migliori contava pi di due dozzine di collaboratrici e
collaboratori.(19)
A MONTECARLO! A MONTECARLO!
Mentre la Giustizia ticinese ebbe bisogno di due anni per processare i responsabili dello scandalo
Weisskredit, Tettamanti non temporeggi. Pochi mesi dopo lo scoppio dello scandalo, trasfer la
residenza a Cap Ferrat in Costa Azzurra e apr nella vicina Montecarlo una nuova filiale, che gi
dopo
breve tempo dava lavoro a circa tre dozzine di persone. Qui Tettamanti aveva buone conoscenze:
il suo
socio lussemburghese Francis Hoogewerf che si era pure appena trasferito e il presidente della
Comit
Enrico Bragiotti. La Comit era allora azionista di maggioranza della BS, dove Tettamanti aveva
una
partecipazione di minoranza. Sia o no un caso - proprio all'epoca del passaggio della Fidinam a
Montecarlo, la Comit acquis una sostanziale partecipazione di minoranza alla Fidinam. E
contemporaneamente al suo trasloco a Montecarlo, Tettamanti divise la Fidinam in due holding
separate, una per la Svizzera a Lugano e una per le societ straniere a Montecarlo, ben lontano
dalla
Giustizia ticinese. Oltre al braccio internazionale della Fidinam, Tettamanti cre anche una rete
privata
offshore. Ne facevano parte la North Atlantic Socit d'Administration a Montecarlo (Nasam),
dislocata pi tardi sulle isole Cayman, e la nvestment Company of North Atlantic (cona), pure
registrata a Cayman, che nel 1985 si era mutata in Financial Corporation of North Atlantic (FCNA),
da
cui alla fine del 1986 nacque il Financial Group of North Atlantic (FGNA). mportanti collaboratori di
entrambe le FCNA erano Alfonso Lodola d'Oria e l'ex direttore del Bankverein, Hubert Baschnagel.
(20) Con ci Tettamanti aveva separato il suo impero offshore dall'asse Vaduz-Lugano e l'aveva
orientato verso l'asse Montecarlo-Panama-Cayman. n seguito invest fondi di clienti della Fidinam
e di
altri in titoli e beni immobili. n base a sue stesse ammissioni, la Fidinam controllava all'inizio degli
anni '80 un portafoglio immobiliare di 1,3 miliardi di franchi con le principali zone d'investimento in
Canada, USA e Hongkong.(21)
L' RACHENO STRARCCO
All'inizio degli anni '80 Tettamanti si era emancipato da Lugano ed era divenuto un finanziere
offshore
con base operativa a Montecarlo. Nella persona dell'iracheno Nadhmi Auchi si present un nuovo
socio finanziariamente solido. Auchi era un iracheno naturalizzato in nghilterra, che operava
soprattutto dal Lussemburgo, dall' rak e dal Kuwait. nsieme con la nvestmant-Bank francese
Paribas,
aveva fondato nel 1982 a Lussemburgo la Participations Bancaires et Financires SA (CPAF) con
un
capitale di un miliardo di franchi lussemburghesi.(22) Finanziatori della CPAF erano, accanto ai
principali azionisti, anche Tettamanti, la belga
ilbra Holding (23), la Agemar SA (Lugano)(24) oltre a
capitale dell'Arabia saudita e kuwaitiano. Tettamanti entr nel consiglio d'amministrazione della
CPAF. Poco dopo che essa era stata fondata, Auchi fin nel mirino di una commissione
parlamentare
italiana che indagava sul pagamento di tangenti ammontanti a 23 milioni di dollari, da parte dei
Cantieri Navali Riuniti, per la fornitura di 4 fregate e 6 corvette all'rak. l cantiere navale di stato
italiano aveva pagato i 23 milioni di dollari alla Dowal Corp. in Lussemburgo. Questa era
amministrata
da una societ di nome Figed, domiciliata nello studio del noto avvocato Nico Schaeffer che era
gran
Maestro dei massoni del Lussemburgo e aveva diretto societ per il banchiere della mafia Michele
Sindona. L'alleanza di Auchi con la Paribas, allora appena statalizzata, deve essere considerata
nel
contesto delle massicce forniture francesi d'armi all'rak durante gli anni '80. l governo Mitterand
era
allora, con l'industria bellica statale francese, uno dei pi grandi trafficanti d'armi del mondo e
profitt
abbondantemente della guerra rak-ran. Anche il fatto che la sede di Auchi sia il Lussemburgo non
manca di logica politico-economica. socialisti lussemburghesi, parallelamente al declino
dell'industria
locale dell'acciaio, avevano cominciato a promuovere massicciamente la piazza finanziaria del loro
paese che contava circa 370.000 abitanti e precisamente con leggi fiscali liberali, un rigido segreto
bancario e norme legislative generose in fatto di pubblicit. Alla fine degli anni '70 era stato
ministro
delle finanze in Lussemburgo il socialista Poos, che ebbe un ruolo importante nello sviluppo di
questo
stato come piazza offshore. L'ex giornalista di partito Jacques Poos era stato direttore presso la
Banque
Continentale du Luxembourg di Auchi. Allo scoppio della guerra del golfo nel 1991, l'iracheno Auchi
fu considerato con uno sguardo un po' pi critico. Soprattutto il conservatore "Figaro parigino si
preoccup che un iracheno potesse essere non solo socio della potente Paribas ma anche grande
azionista di questa banca e di alcune delle societ finanziarie da essa controllate, come la
Navigation
Mixte. Ma gi un anno dopo, per il giubileo decennale della CPAF nel 1992, Auchi fu
solennemente
festeggiato in Lussemburgo. Nientemeno che il primo ministro cristiano-democratico Jacques
Santer in
persona si congratul con lui al banchetto solenne all'Hotel le Royal e sottiline nel suo discorso
per il
giubileo: Societ come la CPAF rafforzano l'immagine e il peso della piazza finanziaria
lussemburghese (25) Si capisce meglio l'entusiasmo di Santer, per il banchiere iracheno, se si
pensa
che Auchi aveva versato l'anno precedente 400 milioni di franchi lussemburghesi di tasse nelle
casse
dello stato. Non si sa se Tettamanti fosse stato invitato alla cerimonia ma Auchi gli procur
l'accesso al
centro della sfera del potere nel granducato.
ALLEANZA PROFANA CON LA DG BANK
Nel 1982 la Banca delle banche cooperative europee (BEG) a Zurigo, una filiale straniera della
Deutsche Genossenschaftsbank (DG Bank) (26), acquis una partecipazione di minoranza alla
Fidinam;
pi tardi la BEG cambi nome in DG-Bank Schweiz. l suo direttore generale Wolfgang Riester
entr
nel consiglio di amministrazione della Fidinam Fiduciaria. Contemporaneamente il numero due
della
sede centrale della DG a Francoforte, Karl-Herbert Schneider-Gdicke, entr nel consiglio
d'amministrazione del Financial Group of North Atlantic (FGNA, sede alle Cayman e ufficio a
Montecarlo). L'alleanza profana della DG Bank, che come casa madre delle banche popolari e
delle
banche di credito agrario era per tradizione al servizio degli artigiani e dei contadini tedeschi, con
Tettamanti residente a Montecarlo, non sembra di primo acchito molto logica. Ma considerandola
pi
attentamente, appare conforme a quei tempi. Tettamanti replicava in certo qual modo la politica
che
dopo la vittoria dei socialisti in Francia e Spagna e l'ascesa dei socialisti di Craxi in talia, aveva
grande successo in ambiente mediterraneo.(27) socialisti giunti al potere venivano a patti con
finanzieri arricchitisi di recente del genere di un Silvio Berlusconi, Mario Conde o Bernard Tapie,
che
si erano affermati al di fuori dell'establishment tradizionale, ostile ai socialisti. All'inizio degli anni
'90
queste alleanze portarono a numerosi scandali finanziari in Francia, talia e Spagna. Nel 1981 la
DG
Bank si trov in difficolt, e Guthard cerc disperatamente di partecipare a fruttuosi business
internazionali e proprio qui stava il know how di Tettamanti. Guthard port la DG Bank in una
fase
aggressiva di espansione. Per lunghi anni questa strategia funzion bene. Ma nel 1990 arriv il
grande
crac. Per irregolarit in operazioni a termine su titoli a tasso fisso di banche francesi il dirigente
della
compravendita di titoli della DG, Friedrich Steil, aveva avuto perdite cos elevate da far supporre
macchinazioni fraudolente. Guthard sporse denuncia e ne segu un processo durato anni. Nel
1991 la
banca DG era pronta per essere risanata. Guthard e il suo uomo di fiducia a Zurigo, Riester,
dovettero
dare le dimissioni. l pacchetto azionario della Fidinam stato di nuovo rivenduto a Tettamanti dai
nuovi capi a Francoforte. Che cosa abbia fruttato finanziarmente agli interessati a saldo finale la
collaborazione durata otto anni tra la Fidinam e la DG Bank, non mai divenuto di pubblico
dominio.
FNANZERE D'ASSALTO A WALL STREET
Quando a met degli anni '80 ci fu il boom della borsa, Tettamanti ricopriva con il suo impero
offshore
una posizione ideale per parteciparvi. Era l'epoca d'oro degli scalatori di borsa che facevano
incetta di
azioni di societ con quotazioni molto basse. Non appena ne controllavano la maggioranza, i
finanzieri
d'assalto costringevano il management a ristrutturare la societ, vale a dire ad abbassare i costi e
licenziare personale, o in qualche modo a far s che le quotazioni salissero al massimo, anche a
costo di
licenziamenti di massa, addirittura del declino dell'azienda. pi famosi finanzieri d'assalto erano
allora Carl cahn, Ron Perelman, T.Boone Pickens e Asher Edelman.(28) Ma c'erano tra loro anche
dirigenti di casse pensioni come la California Public Employees Retirement System (CAL-pers). A
questi tesorieri era del tutto indifferente se la loro politica d'investimento orientata solo alla rendita
massima faceva s che le aziende dovessero licenziare in massa i loro impiegati- persone simili
agli
assicurati da loro rappresentati. (29) La Coniston Partners, una societ statunitense fondata dai 3
banchieri d'investimento di Wall Street Paul Tierney, Augustus Oliver e Keith Gollust, era allora un
raider di media grandezza.Nel 1985 con la sua FGNA alle isole Cayman, partecip finanziarmente
alla
Coniston con circa 70 milioni di dollari. Nel 1987 la Coniston acquist un pacchetto azionario della
Allegis, capogruppo di United Airlines, Hilton Hotel nternational, Westin Hotels e autonoleggio
Hertz.
Su pressione della Coniston la Allegis vendette poi Hertz, Hilton e Westin, e suddivise il ricavato
tra gli
azionisti, con un guadagno per Coniston di 170 milioni di dollari. Dopo averci preso gusto con la
Allegis, l'obiettivo divenne la ditta Gillette. Gillette aveva allora un fatturato di tre miliardi di dollari
ed
era considerata un'impresa solida nel settore dei beni di consumo. l prodotto pi famoso erano le
lamette di sicurezza per radersi, inventate dal fondatore King Gillette.Gi nel 1986 Gillette era stata
oggetto di un tentativo di acquisizione di Ron Perelman. Per respingerlo, la direzione aziendale
aveva
pagato 34 milioni di dollari di green-mail e nove milioni di spese. Per "green-mail si intendeva
allora
un riscatto di azioni in possesso di finanzieri d'assalto ad un prezzo maggiorato, una variante di
"Blackmail (in tedesco e in italiano ricatto) e del colore verde delle banconote in dollari. Pagando
la
Greenmail, il management sperava di liberarsi dalla minaccia di licenziamento proveniente dal
finanziere d'assalto a spese degli azionisti. Dopo che Pereleman si era ritirato, cominci Coniston
a far
incetta di azioni Gillette. l management Gillette si difese disperatamente e, ci facendo, si imbatt
anche nel nome del socio di Coniston Tito Tettamanti. l presidente della Gillette Mockler mise i due
ex
agenti della CA Lou Palumbo e Mike Achermann alle calcagna di Tettamanti. Dopo ampie ricerche
essi, tuttavia, con grande delusione di Mockler, riferirono che il socio di Coniston "era conosciuto e
rispettato negli ambienti finanziari [...] e che non veniva collegato con note pratiche illegali o non
conformi al suo ruolo.(30) Nell'aprile 1988 poco prima dell'assemblea generale di Gillette, quando
una vittoria della Coniston si profil sempre pi probabile, Mockler fece pubblicare un diagramma
sul
"Wall Street Journal. Mostrava Tettamanti al vertice della Coniston, "dove nessuno xenofobo,
degno
del suo nome, poteva ignorarlo, come scrisse allora il giornale economico statunitense "Barrons.
Ma
Mockler non pot dimostrare il ruolo guida di Tettamanti alla Coniston, Tettamanti stesso si
sempre
definito un investitore passivo di minoranza. Gollust era convinto che Gillette con il nome italiano
del
suo socio avesse voluto suggerire collegamenti con la mafia e che il diagramma non sarebbe mai
stato
pubblicato se Tettamanti avesse avuto un nome scozzese. Alla fine l'assalto a Gillette si concluse
con
un compromesso. Con grande soddisfazione di Tierney, Gollust, Oliver e Tettamanti, Mockler si
impegn, pur digrignando i denti, a ricomprare dalla Coniston 16 milioni di azioni per 720 milioni di
dollari.
NSUCCESSO CON LA SULZER
Al gruppo industriale per le costruzioni meccaniche Sulzer Winterthur, che allora aveva 30.000
dipendenti e raggiungeva un fatturato di 4,6 miliardi di franchi, Tettamanti pot usare ci che aveva
imparato da Coniston. Da met del 1986 cominci segretamente a far incetta di azioni Sulzer,
prima per
conto proprio, poi in alleanza con un "cartello di soci. Uno di questi era allora l'avvocato di Ginevra
Eugne Patry.(31) Ufficialmente Patry sosteneva di non saper nulla della sua adesione al cartello
di
Tettamanti, ma tutti ne erano a conoscenza. Sulzer cerc di difendersi con norme di registrazione
pi
severe per le azioni nominative, secondo le quali un azionista poteva controllare al massimo 1,5 %
del
capitale, e cominci a mobilitare i suoi azionisti contro Tettamanti. Egli sosteneva che una parte del
pacchetto di Tettamanti era stato comprato con capitale straniero di origine sconosciuta,
probabilmente
della FGNA di Tettamanti. Cos facendo il finanziere ticinese avrebbe violato disposizioni e
convenzioni vigenti in Svizzera. Tettamanti contest immediatamente questo, ma rinunci tuttavia
ad
un'azione giudiziaria. n un processo avrebbe dovuto rivelare chi fossero i suoi finanziatori. l
presidente della Fidinam Markus Redli, il consigliere d'amministrazione della Fidinam, e il
presidente
della banca DG svizzera negarono allora con forza di aver comprato azioni Sulzer per Tettamanti o
di
averle tenute fiduciariamente. Sulzer incaric il vecchio nemico di Tettamanti, Paolo Bernasconi, di
un'indagine in ogni caso poco fruttuosa sui mandanti del cartello. Quest'associazione strutturata
nello stile di una loggia segreta, scrisse la"Handelszeitung. (32) Contemporaneamente la rivista
economica "Bilanz ed altre cominciarono a cercare i punti deboli nel passato di Tettamanti .Ma il
grande scandalo in cui l'establishment di Winterthur segretamante sperava non si produsse.
Tettamanti
era finito sotto tiro soprattutto in Canada. Era stato accusato infatti, nel 1972, di aver versato
50.000
dollari per la campagna elettorale dei conservatori canadesi , poco dopo che il governo
conservatore
dell'Ontario aveva firmato un accordo per un progetto edilizio di 150 milioni di dollari. Ma queste
accuse pi tardi vennero meno per mancanza di prove. All'inizio del 1977 Tettamanti era finito di
nuovo sulle prime pagine dei giornali in relazione ad un affare di tangenti ,legato alla vendita di
reattori
atomici canadesi. Un assegno di pi di 2,5 milioni di dollari era passato allora per una societ del
Liechtenstein, che Tettamanti presiedeva,di propriet della Banca della Svizzera taliana.
Tettamanti si
ritir successivamente dall'incarico sopracitato di presidente in Liechtenstein, reati dimostrabili non
ce
n'erano.(33) Alla fine degli anni '80 la Fidinam ebbe poi contrasti con clienti canadesi, e le loro
accuse
contro la Fidinam del Canada furono tacitate con un pagamento per transazione di 80.000 dollari.
(34)Quando l'ostinata resistenza di Sulzer aveva fatto capire che la sua scalata era impedita ad
ogni
costo dall'establishment della Svizzera orientale, comparve lo speculatore di borsa Werner K.Rey
nel
ruolo di cavaliere bianco. Alla fine di marzo 1988 Tettamanti vendette a Rey il suo pacchetto della
Sulzer per 220 milioni di franchi. Se la Sulzer, che notoriamente in seguito fallita, sia andata
meglio
con Rey che con Tettamanti, una questione insoluta. l contante, incassato da Rey, Tettamanti lo
invest in un'altra industria in crisi della Svizzera orientale, precisamente la ditta Saurer ad Arbon
sul
lago di Costanza.
SFORTUNATO CON LA SAURER
Quella che era stata l'orgogliosa impresa di costruzioni meccaniche di Thurgau (camion, macchine
tessili) si era ritrovata bruscamente negli anni '80, in una situazione molto difficile ed era stata
salvata
dalla bancarotta dalla SBG, la sua banca di riferimento. Secondo il giornale economico italiano "l
Sole
24 ore, la Sasea di Florio Fiorini aveva acquisito nel 1985 la maggioranza della Saurer e aveva
rivenduto il suo 58% di capitale azionario nel marzo 1988 per circa 82 milioni di franchi a
Tettamanti.
(35) Questa notizia, mai confermata dalla stampa della Svizzera tedesca, potrebbe spiegare
perch
Tettamanti pot comprare la Saurer ma non la Sulzer: se doveva essere un finanziere del sud,
meglio il
ticinese Tettamanti che l'italiano Fiorini. Ad una conferenza stampa il novello industriale e
presidente
della Saurer Tettamanti dichiar allora di voler creare dalla malandata impresa di Arbon un potente
gruppo economico che coniugasse industria e finanza. Saurer doveva divenire
contemporaneamente
holding industriale e merchant bank.(36) Tettamanti organizz il settore finanziario secondo lo
stesso
principio in base al quale pi di dieci anni prima aveva organizzato la sua Fidinam: struttura doppia
con
separazione degli ambiti costituiti da Svizzera e estero. La Saurer si scisse nella holding gruppo
Saurer
svizzero ad Arbon e nella holding finanziaria con ufficio a Montecarlo e sede ufficiale alle sole
Cayman. l Saurer Group nvestment era sorto nel novembre 1990 dalla vecchia FGNA. Presidente
rest a Montecarlo il suo vecchio amico intimo Alfonso Lodolo d'Oria. Nel giugno 1991 la Saurer
compr il gruppo di macchine tessili tedesco Schlafhorst che, con i suoi 5000 impiegati, era un po'
pi
grande della Saurer che aveva 3.000 dipendenti. l colpo successivo segu gi il primo gennaio
1992
con l'acquisizione del gruppo torinese GG di Vittorio Ghidella. Ghidella, che fin dal 1990 faceva
parte
del consiglio di amministrazione della Saurer, non ricevette per il suo gruppo GG denaro contante,
ma
lo stesso numero di azioni Saurer di Tettamanti e divenne presidente della holding gruppo Saurer
al suo
posto. Tettamanti rest invece presidente della Saurer Group nvestments Montecarlo. Ghidella era
stato un tempo il massimo manager della Fiat, ma nel 1988 era entrato in conflitto con il presidente
della Fiat Gianni Agnelli. Nei mesi successivi cre in brevissimo tempo, dal nulla, un proprio
gruppo
industriale che produceva componenti di veicoli a motore. l gruppo industriale Ghidella CG dava
lavoro allora a 2.000 persone ed aveva un fatturato di circa 300 milioni di franchi. Ghidella trasfer
la
residenza in Ticino. L'ulteriore tentativo di Tettamanti di fare un colpo fu un totale fallimento. Egli
voleva assorbire il gruppo per macchine tessili Rieter di Winterthur per fare della sua industria
Sauer-
Schlafhorst il numero uno a livello mondiale nel settore. Gi nel marzo 1991 aveva fatto incetta in
borsa di una partecipazione del 7% a Rieter, ma nel consiglio d'amministrazione della holding
Rieter si
attiv lo stesso meccanismo di difesa prodottosi alla Sulzer di Winterthur. La Rieter rifiut ogni
sorta di
cooperazione con la Saurer, per i suoi manager una fusione era priva di qualsiasi logica
industriale. La
Schlafhorst, che era stata offerta anche a Rieter, la consideravano decotta. Gli sviluppi successivi
hanno
confermato questo punto di vista perch la Schlafhorst, poco dopo essere stata acquisita dalla
Sauer,
precipit in una crisi profonda. Tettamanti denunci in tribunale la famiglia dei fondatori della
societ,
che gli aveva venduto le sue quote di partecipazione, per truffa e per un prezzo di vendita troppo
alto.
Nonostante le resistenze manifestatesi a Winterthur, Tettamanti non rinunci al suo sogno di
creare,
acquisendo la Rieter, il pi grande gruppo industriale del mondo per filatoi e raddoppi la
partecipazione di Saurer a Rieter fino a raggiungere il 14%. Pi tardi si venne a sapere che la
battaglia
di Tettamanti contro Rieter era costata ad entrambe le imprese pi di 100 milioni di franchi. Si
rivel
fatale soprattutto la lotta al coltello per le partecipazioni di mercato ai cosiddetti filatoi open-end, il
livello dei prezzi in questo settore croll fino al 50%. Non c' da meravigliarsi se il 1992 and male
finanziariamente per la Saurer. Solo grazie ai proventi derivanti da Montecarlo pot essere evitata
una
perdita. Nel primo semestre 1993 le cose andarono un po' meglio per la Saurer dal punto di vista
finanziario, ma il grande colpo arriv da Bari. l giudice istruttore Nicola Magrone apr un
procedimento penale contro Ghidella, presidente della holding Saurer-Gruppe e altri manager della
ditta Oto Trasm (Bari) per abuso della legge italiana per lo sviluppo del mezzogiorno. Oto Trasm,
che
apparteneva per il 49% alla Saurer, aveva fornito all'affiliata al 100% della Saurer, Graziano
Trasmissioni (Torino), 60 macchine prodotte con sovvenzione statale grazie alla legge per lo
sviluppo
del mezzogiorno, ma che non erano state installate a Bari bens abusivamente a Torino. Quando il
settimanale "WochenZeitung rese pubblica per la prima volta in Svizzera questa notizia, la
centrale
della Saurer a Glattburg invi un fax di smentita alle redazioni dei media. Ma il 29 giugno 1993 il
procuratore di stato Magrone spicc un mandato d'arresto contro Ghidella e gli proib ogni attivit
imprenditoriale in talia. Cinque manager di Oto-Trasm furono arrestati a Bari. l 15 luglio 1993 il
consiglio di amministrazione della Saurer si riun per un'assemblea straordinaria d'emergenza, il
presidente Ghidella si dimise e fu sostituito dal tedesco Carl Hahn, ex presidente del gruppo
industriale
Volkswagen. Alcuni giorni pi tardi Ghidella si present alle autorit italiane, fu arrestato e poco
tempo
dopo rilasciato, ma messo agli arresti domiciliari.(37)
L CASO COGEFAR
Tettamanti non fu toccato personalmente dalle inchieste italiane. Si fece il nome, in relazione a
Tangentopoli, solo di una ditta ticinese nel cui consiglio di amministrazione era stato per anni:
l'impresa edile CSC mpresa Costruzioni SA (Lugano). Dello stesso consiglio di amministrazione
faceva parte l'avvocato di Urn Franz Steinegger, presidente del partito liberale svizzero. N
Tettamanti
n Steinegger hanno preso posizione pubblicamente sulle accuse provenienti dall'talia secondo
cui la
CSC sarebbe servita alla societ madre italiana come stazione di transito per tangenti.(38) Fino al
1989
la CSC era stata un'affiliata della societ statale Cogefar. Poi il gruppo Fiat compr la Cogefar e la
un
alla propria impresa edile mpresit, trasformandola nella Cogefar mpresit.(39) Nuovi dirigenti di
questa divennero Enzo Papi e Antonio Mosconi. Anche le casse dei fondi neri di Cogefar e mpresit
vennero fuse. Nel maggio 1993 il nuovo presidente della Cogefar, Enzo Papi, confess ai
procuratori
milanesi il pagamento di una tangente di due milioni di franchi a Maurizio Prada della Democrazia
Cristiana. l denaro proveniva presumibilmente da un fondo svizzero, accresciuto da una filiale in
Camerun.(40) conti delle tangenti della Cogefar-mpresit erano gestiti alla Overseas Bank and
Trust
(Nassau, Bahamas) ed erano intestati a Sacisa. La Sacisa era una societ panamense con uffici a
Lugano. Nello stessa sede della Sacisa c'era anche l'amministrazione di Entreprises et Travaux de
Construction, una vecchia cassa di fondi neri della Fiat mpresit. Consigliere d'amministrazione
della
Entreprises era l'avvocato John Rossi dello Studio Tettamanti & Spiess, professionalmente anche
rappresentante legale di Silvano Larini, titolare del Conto Protezione.(41)
UN RE ABDCA
Nel dicembre 1993 Ghidella e Tettamanti si dimisero dal comitato del consiglio di amministrazione
della Saurer. Ghidella cedette inoltre tutte le funzioni operative al socio di Tettamanti Eugne Patry.
Del
nuovo comitato facevano parte Carlo Hahn e i tre uomini legati da stretta amicizia a Tettamanti:
Alfonso Lodolo d'Oria, Neil Sunderland di Montecarlo e Eugne Patry di Ginevra. Nel maggio 1994
la
Saurer rendeva noto che la struttura binaria, introdotta da Tettamanti con la Arboner Holding e la
Merchantbank, veniva meno e si ripristinava la vecchia unit d'azione. Tettamanti, promosso nel
frattempo presidente onorario della Saurer, mantenne il suo pacchetto azionario, mentre Ghidella
vendette la sua quota alla holding Zrcher BB ndustrie della Bank am Bellevue (BB) e fu pagato
con
azioni della BB ndustrie.(42) Tettamanti aveva cos perduto il controllo della Saurer. n seguito
questa
societ entr in una crisi sempre pi profonda, la costruzione di macchine tessili causava deficit
enormi
e la Schlafhorst andava sempre pi in rosso. Parallelamente alla crescita del riporto delle perdite
Ernst
Thomke, uomo di punta della BB-ndustrie, e Tettamanti si estraniarono sensibilmente. Dopo
l'assemblea generale del maggio 1995, Melk Lehner, presidente del gruppo industriale, si ritir e fu
sostituito ad interim dalla "marionetta di Tettamanti Eugne Patry, come alla BB-ndustrie
l'avrebbero
chiamato secondo "Bilanz.(43) La BB proclam proprio capo, in contrapposizione a Patry, il
famoso
risanatore di industrie Ernst Thomke (ndustria orologiera, Bally, Pilatus Flugzeugwerke Stans) e
cominci ad accrescere il suo pacchetto Saurer. Nell'agosto 1995 la BB afferm di controllare il
25%,
mentre Tettamanti e i suoi soci possedevano ancora il 30%. Nei mesi successivi Tettamanti si ritir
progressivamente dalla Saurer. Nel dicembre 1995 la societ vendette le attivit di nvestment-
Banking
a Montecarlo ad Alfonso Lodolo d'Oria e Kenneth Jones. Lodolo d'Oria diede
contemporaneamente le
dimissioni da vicepresidente del consiglio di amministrazione della Saurer. Nel febbraio 1996 infine
la
Saurer si liber dell'ultima propaggine finanziaria offshore e vendette la partecipazione alla societ
finanziaria Naco (Montecarlo) ad un gruppo controllato da Tettamanti per 96.000 azioni Saurer. l
pacchetto azionario di Tettamanti si era cos ridotto a non pi del 14%. l suo vecchio sogno,
risalente
al 1988, di fondere industria e merchant banking, era naufragato definitivamente.
Contemporaneamente
Tettamanti si ritir anche dalla Fidinam che resse bene al graduale allontanarsi del padre
fondatore.(44)
Fino a met degli anni '90 si svilupp e divenne una delle pi grandi societ svizzere fiduciarie, di
gestione e di revisione con un fatturato di circa 60 milioni di franchi e un guadagno netto di 1,5
milioni
di franchi (1994). Alla sede principale del gruppo a Lugano-Cassarate,un edificio da 60 milioni del
famoso architetto Mario Botta, lavoravano nel 1994 circa 200 persone e alcune centinaia di
dipendenti
erano occupati in filiali a Zurigo, Ginevra, Basilea, Bellinzona, Locarno, Zug e nell'estesa rete di
societ all'estero.(45) L'impresa era diretta da tre centri di potere: Tettamanti, la BS e il
management.
l consiglio d'amministrazione era composto di tre persone molto attempate: accanto al presidente
Albert Salath, quasi ottantenne, e all'ex direttore generale PTT Markus Redli della stessa et,
Tettamanti, che andava per i settanta, era ancora il pi giovane. Poich Tettamanti non aveva
formato
alcun successore, la Fidinam prima o poi sarebbe passata alla BS e con ci al Bankverein. Nello
stesso
tempo in cui si ritirava dalla Fidinam e usciva ingloriosamente dalla Saurer, Tettamanti, trasferitosi
a
Londra, cominciava una nuova carriera come autore di libri. Nel febbraio 1994 apparve una
traduzione
tedesca del suo libro, pubblicato dapprima a Milano, Welches Europa?["Quale Europa?].(46) Qui
egli si presenta come critico dell'Unione europea in una prospettiva economica liberale, cosa che
non
meraviglia, dal momento che Tettamanti era solito chiamarsi "Libertario di destra. Nell'aprile 1996
pubblic insieme con il giornalista free lance Alfredo Bernasconi di Bellinzona, la traduzione
tedesca
del suo secondo libro: Manifest fr eine liberale Gesellschaft ["Manifesto per una societ
liberale].
(47) Qui gli autori chiedono un dibattito a pi voci sul tema stato, dirigismo e burocrazia. E si
oppongono ad un potere che si erga a tutore, definito "megameccanismo e "stato Moloch, che
terrebbe il cittadino in una forma mite di schiavit come una sorta di servo felice. n questa
prospettiva
i servizi tecnico-finanziari prestati a ricchi, siano essi italiani o di altri paesi, diventano legittimo
rifiuto
del Moloch insaziabile. Oltre alla pubblicazione di libri la "Fondazione internazionale per la civilt
europea, sponsorizzata da Tettamanti, cominci ad organizzare a Ginevra simposi sul futuro
dell'Europa. Del comitato onorario di quest'ente per lo studio della storia e del futuro della civilt
europea facevano parte l'ex primo ministro francese Raymond Barre, l'ex consigliere federale
Georges-
Andr Chevallaz e l'ex presidente della Repubblica federale tedesca Walter Scheel. Nel marzo
1996 si
tenne il secondo colloquio sul tema: un nuovo "contratto sociale per l'Europa.
C'E' QUALCHE RAPPORTO CON MARTN EBNER?
Quella vecchia volpe di Tettamanti si dunque trasformata definitivamente da finanziere in
intellettuale? suoi soci dei vecchi tempi non restano in ogni caso inattivi. Lo si capisce alla luce di
un
avvenimento del marzo 1996. Allora la BK Vision di Martin Ebner present, ad una conferenza
stampa
a Zurigo, uno studio in cui la Schweizerische Bankgesellschaft (SBG) viene accusata una volta di
pi
di gestione inadeguata delle spese e di insufficiente redditivit del capitale proprio. (48) La risposta
del
presidente della SBG Robert Studer fu immediata. Nel corso di una conferenza stampa, convocata
in
fretta, Studer critic a sua volta lo studio: Da un amministratore patrimoniale di professione e
stimato
analista finanziario ci saremmo aspettati un lavoro pi serio.(49) Lo studio non professionale di un
professionista lo portava a chiedersi quali fossero le motivazioni che ne erano alla base. Questo
documento avrebbe rappresentato una diffamazione mirata della SBG e della sua dirigenza. Si
potrebbe
essere tentati di archiviarlo come semplice episodio delle dispute senza fine tra Ebner e la SBG.
Ma
desta l'attenzione il nome dell'autore: Richard Schfer, presidente del consiglio d'amministrazione
di
Fidirevisa e della Banque de Patrimoines Privs (Ex-Karfinco) di Ginevra e consigliere
d'amministrazione della fiduciaria Altra di Berna, che presentava personale in comune con il
gruppo
RAD. Un importante ex socio di Tettamanti appariva qui all'improvviso nel campo di Martin Ebner.
L'uomo che all'inizio del 1994 era entrato come "Troubleshooter, risolutore dei problemi, nella
banca
Karfinco sull'orlo del fallimento. L'uomo gi comparso nel misteriosissimo gruppo RAD di Berna.
Richard Schfer nel ruolo di testimone principale di Ebner contro la SBG ? Chi pu escludere che
l'apparizione del socio di Tettamanti Richard Schfer a fianco di Martin Ebner significhi che la BK
Vision speculi segretamente anche con denaro proveniente dalla struttura offshore di re Tito?
Questo libro termina dunque con una domanda senza risposta. L'obiettivo di districare un poco i fili
del
grande e lucroso business , si spera, raggiunto. Abbiamo cercato e interpretato fatti, tenendo a
freno le
fantasie. Ci sia permesso dunque di presentare, come epilogo, la speculazione sugli speculatori
che
segue.
Note:
1) Sono Sergio e Geo Mantegazza ad esser considerati i ticinesi pi ricchi. La rivista economica
"Bilanz 12/95 stima che entrambi abbiano tra i due e i tre miliardi, mentre si valuta che Tettamanti
possieda tra i 200 e i 300 milioni. Secondo "Bilanz ai Mantegazza appartiene il gruppo turistico
Globus-Cosmos a Curaao (3,3 miliardi di fatturato, 5000 dipendenti, holding). Perch il gruppo
valga
3 miliardi di franchi rimasto in ogni caso un segreto di "Bilanz (sui Mantegazza vedi p.313)
2)Tages-Anzeiger, 17. 10. 87
3)Bilanz 12/87
4) Sul ruolo del Liechtenstein cfr. p.93 segg.
5) Nel 1981 Milesi, Piattini, Antonini e Lissi si ritirarono e furono sostituiti dal procuratore della
Fidinam Mauro Poretti e dal britannico Kenneth Cameron (un amministratore fiduciario di St.Peter
Port, il centro bancario offshore sull'isola britannica del Canale Guersney; Cameron faceva parte
anche
del consiglio di amministrazione della filiale della Fidinam a Londra insieme a Martin Priest, Martin
Roy Sandle, Graham Owen Rich, ain Robert Hume e Sallyan Cecille Tranter, tutti a St.Peter Port,
Guersney). Nel 1985 infine la Administra Handels Anstalt fu liquidata e sostituita dalla Administra
nc.Panama.
6) Hasler era stato raccomandato a Tettamanti dal dirigente della Fidinam Renato Zocchi, che
insieme a
Hasler aveva fondato l'istituto Baldor a Schaan quando Tettamanti era ancora membro del governo
ticinese. Hasler avvi allora e vendette decine di societ del Liechtenstein, tra queste anche la
Fasco
AG, che nel 1974 cedette al banchiere della mafia Michele Sindona e all'amministratore fiduciario
Nico Schaeffer, allora Gran Maestro della Grande Loggia Massonica del Lussemburgo.
7) Nel 1974 Tettamanti, Francio Hoogewerf, Roger Usher,Karl Ulrik Sanne e David Matthew,
fondarono in Lussemburgo la Coim-Suisse SA, nel cui consiglio di amministrazione c'erano anche i
dirigenti della Fidinam Diego Lissi e Alberto Collenberg (vedi capitolo 4).
8) Questo come conseguenza della mancanza di fiducia del ceto medio italiano nella BS
controllata
dalla Tesoreria italiana attraverso la banca statale Comit. Ci fu rafforzato dal progressivo ritiro del
Vaticano dall'alleanza Mattioli-Nogara a favore dell'emergente Banco Ambrosiano di Roberto Calvi.
9) Schweizerische Finanzzeitung, 24.4.74
10) Se questo abbia influito negativamente sui rapporti di Tettamanti con Fernando Garzoni, la cui
Banca del Gottardo era la maggiore concorrente della BS di Brogiotti, non noto.
11) Compartecipe alla Cofi erano oltre alla Comit anche Robert Leclerc di Ginevra, la cui banca
privata
Leclerc & Cie. fu chiusa nel maggio 1977 dalla commissione delle banche. Nel 1985 Leclerc fu
condannato dalla Corte d'assise di Ginevra per sottrazione di denaro dei clienti a cinque ani di
prigione.
Per risanare la propria catastrofica situazione finanziaria aveva messo mano al patrimonio dei suoi
clienti un peccato mortale per un banchiere privato. Due soci di Leclerc, precisamente Bertrand
de
Muralt e Charles Bouchard, si suicidarono, mentre Leclerc fu colpito da un infarto cardiaco.
Sebbene la
bancarotta di Leclerc fosse stata messa in ombra dallo scandalo della SKA di Chiasso, scoppiato
di
fatto contemporaneamente, l'affare rest il pi grande incubo degli ambienti delle illustri banche
private ginevrine.
12) Ancora alcune parole sul successivo destino della BS. La banca continu a crescere. Tra le
sue
nuove fondazioni ci fu ad esempio la Socit Europenne de Banque in Lussemburgo. Nel 1981 il
nome della BS comparve in uno scandalo interno a Wall Street. l finanziere italiano Giuseppe
Tome
fu accusato di avere profittato in maniera non ammessa di informazioni privilegiate nel corso
dell'acquisizione del gruppo minerario St. Joe Minerals da parte della canadese Seagram. Tome
era
consigliere del presidente della Seagram Edgar Bronfman e compr attraverso la BS, poco prima
dell'acquisizione, opzioni della St.Joe, il cui valore sal fortemente a causa del generoso prezzo del
rilevamento. Nel 1982 Brogiotti vendette a sorpresa la sua partecipazione di minoranza alla BS
alla
grande banca di New York rving Trust. Ci fu motivato dal fatto che Bragiotti, dopo lo scandalo
dell'Ambrosiano temeva di finire negli ingranaggi della giustizia italiana dal momento che offriva al
ceto medio italiano che frodava il fisco, in fondo, lo stesso servizio di Calvi con la Banca del
Gottardo.
(Brogiotti rest a capo della Comit, divenne cittadino di Montecarlo e nel 1993 dovette dimettersi a
causa di Mani Pulite). Nel 1988, rving Trust vendette il pacchetto della BS alla Unigestion
ginevrina
di Bernard Sabrier. All'inizio degli anni '90 la BS fu rilevata dal Bankverein, fortemente
ridimensionata, ristrutturata e portata avanti come semplice banca di amministrazione
patrimoniale. l
Bankverein ha mantenuto quella partecipazione della BS alla Fidinam risalente all'epoca della
Comit.
13) L'uomo della Weisskredit a Colonia era l'ex direttore della Banca del Reich Hans-Joachim
Caesar.
Nella Banca del Reich di Hitler, Caesar si occupava di patrimoni di nemici d'ambiente
anglosassone,
cosa che deve avergli procurato senz'altro qualche notizia da insider sui rapporti finanziari
internazionali della Germania.
14) Neue Zrcher Zeitung, 14. 2. 79
15) "Schweizerische Finanzzeitung,7. 3.79
16) ,Tages-Anzeiger", 14.2.79
17) vi
18) "Bund",19.2.79
19) Negli anni '80 Spiess rappresentava gli interessi di Licio Gelli in Svizzera, mentre il suo socio
d'ufficio John Rossi faceva i ricorsi e curava l'assistenza legale nella causa del Conto Protezione.
Nel
1995 lo studio Tettamanti % Spiess si trasform, mediante una fusione, in Cotti, Spiess, Brunoni &
Partner.
20) Bilanz,12/87
21) vi
(22) Auchi e la Paribas portarono la Banque Continentale du Luxembourg, fino allora la loro Joint-
venture, nella CPAF. La partecipazione alla Banque Continentale Auchi l'aveva comprata nello
stesso
1982 dal suo fondatore Henri J.Leir. Leir un misterioso finanziere ultraottantenne di New York
che
nel 1969 era stato collegato al cosiddetto "scandalo Plumbat. Pi tardi Leir pass in
Lussemburgo. A
New York c'era gi una banca col nome francese La Banque Continentale (758 Fifth Avenue a
Manhattan). La Banque Continentale apparteneva ad Arthur Roth della Franklin National Bank di
New
York, che nel 1972 era stata comprata dal banchiere della mafia Michele Sindona e nel 1974 era
andata
in bancarotta. (A proposito di Auchi cfr. anche p.196).
23) La holding belga Silbra ,prima Compagnie de Partecipations nternationales, contava tra i suoi
azionisti la Pargesa Holding del magnate belga dell'acciaio e dei media Albert Frre e della
francocanadese Power Corp. della famiglia Desmarais di Montreal cos come il gruppo francese
Pallas
di Pierre Moussa, l'ultimo "Prsident Directeur Gnrale "della Banque Paribas prima della
nazionalizzazione da parte del governo socialista di Mitterand.
24) La Agemar di Lugano era diretta da Carlo Gilardi e Luigi Ottaviani della Banca del Gottardo,
filiale
del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi in Svizzera.
25) Le Rpublicain Lorrain, edizione del Lussemburgo, 4.11.92.l giornale indicava come azionisti
della CPAF oltre alla Paribas e alla Banque Continentale du Luxembourg, anche la General
Mediterranean Holding e la Saurer Group nvestment di Tettamanti.
26) La DG Bank era la cassa centrale di circa 4000 banche popolari e casse rurali tedesche e
controllava sulla piazza sette delle banche tedesche. l presidente della DG Bank Helmuth Guthard
faceva parte del consiglio di vigilanza di Veba, Thyssen Stahl e della holding Otto e fu un
importante
finanziatore dell'ascesa del grande commerciante cinematografico Leo Kirch.
27) L' "Eco di Locarno non manc di informare che Tettamanti, nelle elezioni cantonali ticinesi del
1987 insieme con la Fidinam e la BS, aveva appoggiato, se pur senza successo, come candidato
al
consiglio governativo il socialista di destra Rossano Bervini, per estromettere dall'incarico il suo
collega di partito Pietro Martinelli, considerato troppo di sinistra. ("Eco di Locarno, 6.8.91)
28) Edelman ha lasciato in eredit la sua eccellente collezione d'arte privata al comune del Vaud
Pully,
che dal 1992 espone i quadri al pubblico.
29) Nel tentativo della Coniston di acquisire la Gillette, CALpers ebbe una funzione chiave. Paul
Tierney, socio della Coniston,and personalmente a Sacramento e convinse la manager di
CALpers,
Greta Marshall, ad unirsi alla Coniston. l presidente di Gillette Coleman Mockler jr., che pure
pellegrin allora a Sacramento, pot parlare solo con il sostituto della Marshall ("Fortune, 23.5.88)
30) Bilanz,10/88
31) Patry era consulente finanziario di fiducia dell'ex star cinematografica francese Alain Delon,
residente periodicamente a Ginevra. E' cognato del banchiere privato Andr Mirabeau e cugino del
giudice federale Jean Patry.
32) Schweizer Handelszeitung, 19. 11. 87
33) Tages-Anzeiger,17. 10.87
34) "Bilanz, 7/91
35) l Sole 24 Ore, 22.2.1992
36) Neue Zrcher Zeitung, 28.6.88
37) Due anni pi tardi, il 18 luglio 1995, Ghidella e altri cinque direttori di Oto-Trasm furono
condannati da un tribunale di Bari in prima istanza a sei mesi di prigione e a una pena pecuniaria
di 2
milioni di lire (allora circa 1.400 franchi). Ghidella e i cinque direttori furono accusati di violazione
degli interessi dello stato italiano, false notizie su una societ, spartizione di beni non conforme alla
legge e manovre fraudolente.
38) Anche il consigliere d'amministrazione della Walliser JS-Holding Pierre de Chastonay faceva
parte
del consiglio di amministrazione della CSC mpresa Costruzioni (Lugano).
39) l primo gennaio 1995 le imprese di costruzione Cogefar-mpresit, Girola e Lodigiani si sono
fuse
nella mpregilo.
40) Neue Zrcher Zeitung, 27. 3. 93
41) L'Espresso, 23.5.93
42) La BB ndustrie Holding era una societ di investimento quotata in borsa nella sfera della BB
Bank
di nuova fondazione a Zurigo. Ad essa riusc ci che per Tettamanti rest un sogno, vale a dire fare
contemporaneamente sostanziosi investimenti nella Sulzer,nella Rieter,nella Saurer.Del consiglio
di
amministrazione della BB ndustrie facevano parte Uli Sigg,Ernst Thomke e Hugo Tschirsky.
43) "Bilanz,8/95
44) l ritiro progressivo di Tettamanti dalla Fidinam era cominciato nel 1987, quando l'avventura in
borsa a Wall Street e in Svizzera assorb il suo tempo. Fu allora che Tito ingaggi due direttori del
Bankverein, Richard Schfer e Hubert Baschnagel.Baschnagel entr nel consiglio di
amministrazione
della FGNA, mentre Schfer divenne presidente della societ di revisione Fidirevisa e di quando in
quando fece parte del consiglio d'amministrazione della Fidinam Holding. Tettamanti diede le
dimissioni nel 1991 da presidente della Fidinam, ma rimase tuttavia nel consiglio di
amministrazione.
Nel 1993 si dimise anche dalla presidenza della Fidinam di Ginevra, giuridicamente autonoma, ma
rimase anche qui nel consiglio di amministrazione.
45) L'organizzazione estera della Fidinam giuridicamente separata dalle societ svizzere. Al
vertice
della rete estera, strutturata secondo un complesso sistema di scatole cinesi o matrioske, c'era la
Fidinam Services Holding nternational nc. Panama, che controllava un fitto intreccio di societ a
Montecarlo, in talia,Lussemburgo, nghilterra, Australia, Panama, a Hongkong, nei Paesi Bassi,
alle
Bahamas e altrove, che muta continuamente in conseguenza di fondazioni e liquidazioni.
46) Tettamanti stesso ha definito il suo libro, apparso presso la casa editrice Amman di Zurigo, un
"instant book, nato in gran fretta - il recensore della "Neue Zrcher Zeitung" ha usato in proposito
la
metafora: buona la rincorsa, corto il salto.("Neue Zrcher Zeitung, 9.2.94)
47) Alfredo Bernasconi, coautore, era dapprima funzionario dell'amministrazione cantonale ticinese
e
in quanto tale fu condannato nel 1974 per frode a danno del cantone e degli affittuari. Ebbe poi da
Tettamanti un impiego come consulente immobiliare alla Fidinam. Pi tardi divent segretario per il
Ticino dell'Associazione svizzera degli operai metallurgici e orologiai SMUV (Schweizerischer
Metall-und Uhrenarbeiternnenverband). La rivista ticinese "Politica Nuova inform il 18.12.87 che
Bernasconi a suo tempo aveva consigliato al presidente dello SMUV, Fritz Reimann, un incontro
con
Tettamanti. Reimann non aveva tuttavia voluto saperne nulla e aveva consigliato invece a
Bernasconi
di cercarsi altri amici.
48) Neue Zrcher Zeitung, 30./31.3.96
49) Neue Zrcher Zeitung,3.4.96
CONSDERAZON CONCLUSVE: TECNCHE DEL RCCLAGGO D DENARO
riciclatori di denaro affinano continuamente i loro metodi. Fino all'inizio degli anni '80 il sistema
bancario costituiva ancora il filtro tra la circolazione legale e illegale del denaro. Una volta che il
denaro contante sporco,derivante dal narcotraffico, veniva a trovarsi su un conto bancario
,l'ostacolo
maggiore era rimosso. Poi alcuni grandi casi legati alla droga (Pizza Connection, Caso Magharian,
BCC) resero evidente il ruolo decisivo esercitato dal settore bancario nel riciclaggio di denaro. Le
banche finirono sotto pressione in tutto il mondo. Da allora norme e regole pi severe delle
associazioni bancarie e del controllo statale delle banche rendono meno facile abusare del sistema
bancario. Ma i riciclatori di denaro non sono rimasti inattivi e hanno elaborato nuove tecniche. A
questo
proposito particolarmente significativo l'uso di ditte di copertura e societ simulate su piazze
offshore. Al centro dell'attuale riciclaggio di denaro non c' pi solo il sistema bancario, ma un
alleanza tra banche e societ-offshore. l riciclaggio di denaro diventato un processo stratificato.
(1)
Nella letteratura specialistica viene suddiviso in tre fasi:
1. nserimento del denaro acquisito illegalmente nella circolazione della moneta bancaria (sul
conto di
una persona fisica o giuridica).
2. Camouflage: L'origine criminosa del denaro deve essere cancellata e si deve creare l'apparenza
di
una provenienza finanziariamente plausibile.
3. L'integrazione: l denaro viene investito nel sistema economico legale.
Le societ offshore possono avere un ruolo in tutte e tre le fasi. Una volta che esista una "stazione
di
testa nell'economia legale, questa pu continuare ad essere usata per riciclare altro denaro. Un
affare
simulato di una stazione di testa potrebbe ad esempio consistere nel fatto che un proprietario di
negozio
paghi ad un fornitore fittizio un conto elevato per merci mai fornite. l falso fornitore potrebbe
consegnare in contanti al proprietario di negozio la somma necessaria. Questo registra forse a sua
volta
il denaro cos ricevuto come entrata in contanti (fittizia) per vendite e paga il conto del fornitore
fittizio
con una trattenuta per le sue prestazioni di servizio. Sono pensabili anche altre manipolazioni,ad
esempio la creazione di guadagni o perdite artificiosi mediante prezzi di vendita eccessivi o troppo
bassi. Le possibilit sono fondamentalmente infinite. Si possono ordinare arredamenti di negozi
presso
imprese amiche a prezzi gonfiati. Anche lo "shopping esageratamente conveniente a scopo di
evasione
fiscale interessante, perch permette al fornitore amico all'estero di abbassare il guadagno,
risparmiare tasse e addirittura presentare perdite. Quando la merce acquistata ad un prezzo
troppo basso
viene rivenduta a prezzo normale, ne risulta un guadagno, occultato alle autorit del paese di
provenienza, che pu venire spartito. Molto amata la "vendita a cascata. Una ditta pu essere
rivenduta ad un'altra societ dello stesso gruppo segreto a un prezzo esorbitante e questo pi
volte. Due
piccioni con una fava: da una parte il venditore ha fatto un guadagno diretto, che legalizza i suoi
fondi
neri. E il compratore ottiene per la propria societ acquirente un aumento di valore (in parte fittizio)
e si
a sua volta liberato di denaro in nero. Poich compratore e venditore in fondo sono identici, ci
sono
solo vincitori. Chiunque voglia riciclare denaro consapevole che in primo luogo questo ha un
prezzo.
Si produce qualcosa di analogo a quanto avviene con la ricettazione tradizionale: chi vuol vendere
un
anello con diamante rubato, sa che il ricettatore lo paga al di sotto del suo valore. Qui sta forse la
soluzione di infiniti misteri economici: perch i riciclatori di denaro finanziano sempre progetti e
persone senza preoccuparsi delle perdite ? L dove i compratori tradizionali vedono solo cifre in
rosso,
loro incassano un dividendo soddisfacente sul capitale riciclato. Ma anche i riciclatori operano con
razionalit e cercano metodi sempre migliori e meno costosi. A questo proposito sembra
evidenziarsi
una maggiore inclusione nel riciclaggio di denaro del commercio con titoli e derivati finanziari. n
questo settore si pu conferire un background apparentemente legale e legittimo a grosse somme
di
denaro mediante semplici manipolazioni fraudolente (per esempio, la falsificazione della data).
Note:
1) l riciclatore di stampo moderno persegue tuttavia NON soltanto lo scopo di nascondere la
preda,
affinch non possa venir sequestrata e ritirata dalla circolazione. Vuole anche riservarsi la
possibilit di
metter mano in ogni momento ai valori patrimoniali e di investirli in maniera vantaggiosa. A questo
scopo il guadagno criminoso deve assumere una forma adatta al trasferimento insospettabile e all'
investimento professionale. l riciclatore di denaro vuole muoversi in un mercato dove segretezza e
libert di disposizione possano essere massimizzati. La piazza finanziaria Svizzera, con la sua
sofisticata protezione del segreto e la tradizionale libert del traffico transnazionale di denaro e di
capitale, offre queste premesse. Gi da parecchio tempo il ricavato illegale fatto NON di denaro
in
forma di banconote o monete. Pu derivare direttamente dal crimine in veste di crediti contabili o
altri
valori patrimoniali, quali titoli, metalli preziosi e oggetti d'arte, o essere trasformato in essi
attraverso
ripetute transazioni. (Peter Klauser, direttore della Banca Nazionale Svizzera (SNB), in
"Quartalheft
4/95).
NDCE DE NOM
A 1 Ferro Commodities Corp. 241
A-N Trading 241
A. Testoni AG 111
ABB, s. Asea Brown Boveri
Abedi, Agha Hasan 178-181
ABN-Amro 98, 199
Aboudaram, Alain (auch Gruppe) 278
Abuk Holding 241
AC Milan 43, 48
AC Torino 43, 48
Acacias Corp. 247
Acampora, Giovanni 230, 232
Achermann, Mike 373
Adham, Kemal 178
Adia nterim 303
Adler Bank 361
Admina 111
Administra Handels Anstalt 358
Administra nc. 358
Advantage nternational 84, 85
Aero Leasing taliana (AL) 187
Aerpat 213
Affeltranger, Anton 63
AG fr ndustrieprojektierungen 169
AG fr technische Projektierungen 169
AG Luftseilbahn CorvigliaPiz Nair 349
Aga Khan, Karim 342
Agee, William 291
Agemar 368
Agenzia Nazionale Stampa Associata (ANSA) 218
Agip (auch Agip nternational Holding, Agip Petroli) 156-163, 173, 182, 185, 186, 192, 198
Agnelli, Gianni (auch Gruppe) 131, 132, 377
Agol Chemie 123, 126
AM Group Zrich Acquisitions, nvestments, Mergers AG 313, 314
Air Express nternational Enterprises 169
Akbar, Sayed Mohammed 182
AKG Holding 56, 57
Aktiengesellschaft fr mmobilienanlagen in Residenzzentren 223
Al Quraishi nvestment Corporation 241
Albaradan, Freimaurerloge 319
Albisetti, Fiorenzo 34
Albisser, Peter 246
Alcatel-Alsthom 190
d'Alessandro, Maria Cristina 182
Algrado 305
Alisur 241
Alitalia 317
All berian 227
Alleanza Nazionale (AN) 161
Allegis 372, 373
Allenbach, Beat 251
Allfinanz 227
Allied Engineering 216, 217
Alma 111
Almaleh, Sem 74, 78
Almashrek Bank 340
Almeria Properties 102
Almirante, Giorgio 31
Aloisio, Carlo Vincenzo 27, 33
Aloisio, Emilio 33, 43
Aloisio, Lorenzo 23, 24, 27-29, 31-33, 43, 46, 50, 51
Aloisio, Piergiorgio 30, 33, 49-51
Alpha Cin 117
Alpina, Freimaurerloge 303, 307
Alrodo 305
Altawa 111
Altissimo, Renato 320
Altra Treuhand 199, 200, 385
Alvino, Riccardo 264
Amal currency investment 278
Amal Finance Corporation 278
Amapola R. Estate 212
Amato, Giuliano 138
Ambrosiano, s. Banco Ambrosiano
Ambrosoli, Giorgio 265
Amendolito, Salvatore 245, 246, 248, 253, 256-259
American Express 68, 73, 74, 76-78, 81, 82, 86
American nternational Corp. 264
American nternational Corp. 264
Amincor Bank 264
Amministrazione Patrimonio Santa Sede (APSA) 262, 323, 333
Amoco, s. Standard Oil of ndiana
Andr Lalonde 122
Andreotti, Giulio 61, 130, 132, 133, 138-140, 161, 194, 218, 231, 284, 342
Andromidas, Dean 85
Angeli Frua, s. De Angeli Frua
Angelini, Fiorenzo 218
Annunziata, Ennio 287
ANSA, s. Agenzia Nazionale Stampa Associata
Ansbacher, s. Henry Ansbacher Group
Anselmi, Tina 283-285, 295
Antikommunistische Liga der Vlker Asiens 31
Antognini, Gianfranco 362
Antonini, Giorgio 357, 358
Anubit 241
Apolab 169
Aponte Romero, Waldino 20, 21
APSA, s. Amministrazione Patrimonio Santa Sede
Arabella 313
Arana de Nasser, Sheila Miriam 240
Arden Equities 108
Arden nvestments 102
Ares Serono 60, 61
Arias, Luis 207
Ariosto, Stefania 230
Arlacchi, Pino 164
Armani 341
Armtex Products 241
Arner Bank, s. Banca Arner
Arnold, Pierre 120, 124-127
Arnus Holding 108
Arthur Andersen 47, 103, 210
Artox Corporation 241
Arvoly 241
rzte- und Apothekervereinigung, italienische 218
AS Roma 222
Asea Brown Boveri nternational Finance NV 94
Asea Brown Boveri 94, 146
Assem 111
Association of nternational Accountants (AA) 103
Assovetro 32
Astag 354
ATAG Ernst & Young 81, 340
Atlanticomnium 75
Atlanticomnium 75
Atlantis 222
Atlantis Bank 39, 332
d'Aubert, Franois 329-332, 340, 341
Aubertinaz, Claire 103
Aubry, Genevive 30, 31, 34, 39, 51
Aubry, Patrice 207
Auchi, Nadhmi 196, 197, 368-370
Auchlin, Pascal 87, 301, 305
Auer, Gerhard 353
Aurelius Financing Co. 224
Ausonia 331, 335
von Avalon, Alram, d.i. Hglhammer, Hermann 307
Avanzi, Sergio 108, 110
Aviation Values Corporation 241
Avondale Nominees 102
Ayala, Giuseppe 252
B.E.G nternational 106
Bachelet, Vittorio 286, 287
Badalamenti, Gaetano 247
Badaloni, Elena 331, 345, 348
Bagnasco, Orazio 275, 276, 341-343
Baisi, Raul 264
Baktiar, Farhad 112, 332
Baktiar, Shapour 112, 332
Baldor Anstalt 359
Balducci, Enrico 311
Balerna, Andrea 222
Ball, George 362
Ballinari, Arno 224
Bally 381
Balzamo, Vincenzo 42, 157, 185, 186, 195, 197
Banca Agricola Rumena 318
Banca Arner (auch Arner Holding SA, Arner SA) 103, 112, 192, 193, 226, 228, 229
Banca Commerciale di Lugano 39, 332, 348
Banca Commerciale taliana (Comit) 39, 131, 216, 224, 260, 360-363, 366, 367
Banca d'talia 140, 218, 238, 267
Banca del Gottardo 110, 209, 212, 261-263, 267, 268, 270, 272, 273, 275, 313, 359, 361-363, 368
Banca della Svizzera taliana (BS) 112, 170, 191, 212, 224, 229, 246, 262, 360-363, 367, 371,
375,
383
Banca di Credito e Commercio 239
Banca di Roma 311, 314, 317
Banca Nazionale del Lavoro (BNL) 131, 245, 260, 267, 296, 328
Banca Popolare di Novara 338
Banca Privata Finanziaria 264
Banca Privata taliana 264
Banca Unione 264
Banco Ambrosiano 75, 142, 144, 147, 148, 151, 217, 218, 260-263, 265-270, 272-277, 279, 283,
284,
287, 300, 302, 323, 331, 332, 341, 342, 350, 354, 359, 361, 363, 368
Banco de Bilbao-Vizcaya (BBV) 263
Banco di Lugano 218, 274
Banco di Napoli 176, 221, 260
Banco di Roma 131, 311
Banco di Roma per la Svizzera 218, 262, 274
Banco di Santo Spirito 58, 310-312, 316, 318, 321
Banco Financieiro Sudamericano 187
Banco Pastor 207
Banco Safra 71
Banda della Magliana 311
Banesto 350
Banham, Sir John 299
Bank Adamas (vorher Bank Albis) 50, 111, 264, 354
Bank Albis 28-31, 34, 36, 38-44, 46, 48-52, 54-56, 111, 264, 315, 354
Bank am Bellevue (BB) 381, 382
Bank Br 82
Bank europischer Genossenschaftsbanken (BEG) 370
Bank fr Handel und Effekten 305
Bank Haerry 28
Bank Hugo Kahn & Co. 305
Bank in Liechtenstein 97, 212
Bank Leu 96, 212, 349, 361
Bank Mees Pierson 80
Bank of America 180
Bank of Commerce and Credit nternational (BCC) 51, 75, 177-182, 187, 213, 274, 386
Bank of England 51, 179-181, 299
Bank of New York nter Maritime Bank 193
Bank Roulston 28
Bankgesellschaft, s. Schweizerische Bankgesellschaft
Bankverein, s. Schweizerischer Bankverein
Banque Audi (Suisse) 80
Banque Bruxelles Lambert (BBL) 191, 278, 328, 335, 346, 347
Banque Continentale du Luxembourg 368-370
Banque de Commerce et de Placements (BCP) 51, 175-181, 274
Banque de Financement (Finabank) 264
Banque de gestion prive 249
Banque de Luxembourg 25
Banque de Patrimoines Privs Genve (BPG, frher Banque Karfinco) 15, 16, 191, 193, 200, 229,
385
Banque Franaise de l'Orient 80
Banque ndosuez 68, 80, 212, 333
Banque Karfinco 15, 41, 44, 48, 157, 160, 173, 186-191, 193, 200, 209, 385
Banque Nationale de Paris (BNP) 194, 278
Banque Paribas 189, 196, 197, 208, 212, 318, 334, 368-370
Banque Paribas (Suisse) 189, 190, 302, 328, 334, 347
Banque Prive Genevoise 191
Banque Robeco Suisse 80
Banque Romande 362
Banque Scandinave 100, 101
Banque Unigestion 80, 81, 124, 363
Banque Worms 80
Banzer Surez, Hugo 31
Br, Nicolas 63, 64
Barchi, Pier Felice 26, 226, 227
Barclay Bank (auch Barclay Trust) 80
Barinvest 108
Barnevik, Percy 94
Barre, Raymond 112, 384
Barros, Rui 105
Barsy Services 197
Baschnagel, Hubert 190, 191, 209, 367, 382
Basler Versicherung 324, 339
Bassi & Partners, s. Roberto Bassi & Partners
Bassi, Roberto 109, 110
Bassi, Sergio 190, 191
Battaini, Bruno 305, 306
Baudat, Eric 206, 324, 346, 349, 350, 354
Baumgartner, Hans 39
Baur, Robert 75
Bayern Mnchen 116
BBC Brown Boveri AG 363
BCC, s. Bank of Commerce and Credit nternational
BDD Binder Hamlyn 103
Beau-Rivage Htel, Lausanne 100
Beaverbrook, Lord 336
Beaverbrook Ltd. 101, 336, 337
Bechtel 196
Becker, Gary 297
Bghin-Say 202
Bellafit 241
Bellemans, Jean 324, 333, 349, 354
Belli, Ferdinando 173
Bendjedid, Chadli 194
del Bene, Alessandro 294
de Benedetti, Carlo 64, 132, 276, 342-344
de Benedetti, Familie 64, 70
de Benedetti, Rodolfo 64
Beneduce, Alberto 131
Beneduce, dea Proletaria 131
Beneduce, dea Socialista 131
Benezra, Albert M. 72, 87
Benhamou, Joseph 78, 80
Benoist, Jean-Marie 31
Bergonzi, Maurizio 110
Berlinguer, Enrico 133
Berlini, Giuseppe Pino 201, 203-208, 211, 212, 216, 217, 220
Berlouis, Ogilvy 336
Berlusconi, Paolo 226
Berlusconi, Silvio 29, 43, 48, 137, 140, 141, 161, 192, 223-228, 230, 232, 271, 283, 285, 297, 298,
345, 371
Bernab, Franco 15, 159, 160, 198
Bernasconi, Alfredo 383
Bernasconi, Paolo 39, 110, 150, 198, 210, 241, 242, 248, 300, 343, 344, 365, 375
Berner Sport Club Young Boys (BSC YB) 115, 116
Bernheim, Antoine 132
Berra, Amilcare 152
Bertarelli, Fabio 61
Bertelsmann 297
Berti, Alberto Jaimes 302
Bertoli, Romano 149, 153
Bertossa, Bernard 146
Bervini, Rossano 371
Bevilacqua, talo 27
Bhutto, Zulfikar Ali-Khan 178
Bianchi, Emilio 27
Bianchi, Oberst der italienischen Finanzpolizei 282, 283
Bickart, Jean-Ren 324, 347, 349, 354
Big John, Affre 19-21
Binda, Emilio 209
Binde, Ruth 37
Bindella, Fiamma 222
Binggeli, Markus 189, 207, 211, 229, 313
Biondi, Alfredo 140, 297
Bisagno, Rico 303, 306
Bisignani, Luigi 217-219
BK Vision 384, 385
Black Clawson Afex-Wintech 241
Blacky 121, 122
Blocher, Christoph 99, 280
BLP Banque lausannoise de portefeuilles 349
Blum, Pierre Alain 190
BNP, s. Banque Nationale de Paris
Bodenmann, Hermann 90
Boesky, van 328
Boissier, Franois 71
Bolduc, J.P. 292
Bolfo, Bruno 110
Bolgiani, Francesco 209, 261, 262, 272
Bollag, Josef 249
Bollag-Stiftung Flora, Bona und Rosa 249
Bolli, Rolf 177
Bon Gnie 64
Bondpartners 349
Bongianino, Piero 338
Bongiovanni, Ernesto 22, 25
de Bonis, Donato 218, 219, 263, 290
Bonnant, Marc 75, 86, 88, 301, 352, 353
Bonnard & Gardel 349
Bontate, Stefano 139
Borak 187
Borden 292
l Borghese 167, 277
Borradori, Giordano 30
Borrelli, Francesco Saverio 135, 137
Borsani, Lidia 223
Borsano, Gianmauro 43, 44, 48
Borsellino, Paolo 244
Bossi, Bixio 57
Botta, Edgardo 27, 52
Botta, Mario 272, 273, 382
Bouchard, Charles 362
Bourgknecht, Jean Franois 357
Bragiotti, Enrico 361-363, 366
Brakers 57
Brandolini, Nuno 313
Bravetti, Nicola 112, 228, 229
Braxton & Cie. 113
Bremo Establishment 359
Bremse Gesellschaft 56, 57
Brenneke, Richard 299, 300
Bretton Woods 177, 265
Bricchetti, Renato 144
Brigate Rosse 133, 287, 296
Brinkbumer, Karl 85
Brioschi, Guido 29
British Petroleum (BP) 162, 163
Brockenhaus Zrich 303-306
Broncos, Rockergang 114, 118
Brondi e Saroldi 46
Bronfman, Edgar 363
Brovelli, Elda 224
Bruderer, Hanspeter 209
Bresch, Marco 179
Bruker-Spectrospin Vertriebsgemeinschaft 111
Brunner, Christiane 193
Brunschwig, Michel 64
BS, s. Banca della Svizzera taliana
Buchberger, Riccardo 58
Bucknam, Robert 256
Budich, Hermann 169, 170, 175, 176
Buffle, Jean-Claude 86, 89, 90
Building Development Components 109
Buontempo, Eugenio 187
Buonvicini 30
Burbridge 195
Burkhard, Bernhard 34, 39
Burrough, Bryan 68, 74-76, 79, 88
Buscetta, Tommaso 164
Bush, George (auch Bush-Administration) 256, 258
BZ Bank 170
Cabassi, Giuseppe 331
Cadario, Carlo 177
Cademartori, Remo 57
Caesar, Hans-Joachim 364
Cagliari, Gabriele 156, 158, 159, 185, 186, 194, 204, 209, 217, 222
Calabr, Maria Antonietta 260, 264, 300
Calaghan, Lord 181
Caland, Pierre 313
Calcestruzzi 202
Calero, Alfonso 31
California Public Employees Retirement System (CALpers) 372
Calmes, Marco 34
Caloia, Angelo 263
Calvi, Clara 271, 284
Calvi, Fabrizio 42, 43, 131, 192, 219
Calvi, Roberto 142, 143, 147, 260-278, 283, 284, 287, 289, 300, 302, 323, 331, 359, 361, 363, 368
Camaggi, Canda 227, 228
Cambio Corso 44
Cameli 347
Cameron, Kenneth 358
Camorra 46
Camponovo, Geo 220, 343
Canavesi, Antonio 108-110
Canepa, Walter 273
Canetti, Clara, s. Calvi, Clara
Cannizzo, Giovanni 238, 239
Cannon Group 344
Cantieri Navali Riuniti 368
Cantrade Banque Prive 63, 315
Capaldo, Pellegrino 312
Cappelli, Carlo 318
Cappello, Giancarlo 167, 171-173, 182, 183, 213, 214, 220
Caprioglio, Roberto 64
Cararra, Giovanni 33
Carbone, Eugenio 317
Carboni, Flavio 270, 275
Carelle 212
Carey 292
Carib Holding 103, 229
Caribbean Estate Company 103, 229
Caribbean Hotel & Resort 103, 229
Carli, Otello 238, 239
Carlos, s. Sanchez, llich Ramirez
Carnimex 249
Carolina 300
Carratu nternational 74
Carter, Jimmy 181, 327
Cartillier, Michel 74, 77, 82
Caruana, Don Alfonso 94
Casalee 84
Casey, William 291
Caso, Giangaetano 316-318
Cassa di Risparmio di Roma 311
Cassa per il Mezzogiorno 132
Casselli, Giancarlo 139
Castaldini, Elio 108
von Castelberg, Carlo 261, 267-270, 272, 273, 275, 276
Castro, Fidel 89
Cattaneo, Fausto 225, 226
Cavadini, Adriano 172, 173
Cavelty, Luregn Mathias 172, 174, 175, 182
Cavour, Camillo 288
CCS Control Centers 249
Ceauescu, Nicolae 318
Cecchi Gori, Mario 202
Cecconi, Maria 330
Cefis, Cristina 167
Cefis, Eugenio 163, 166-169, 176, 203
Celesti, Salvatore 256, 257
Celio, Nello 39, 113, 193, 332, 333, 346, 354
Cementi Ravenna 202
La Centrale Finanziaria 267, 269, 270
Centrum Bank 98
Cerdana, Umberto 301
Cerrutti, Giorgio 319
Cerrutti, Sergio 58
Cerus Holding 64
Ceruti, Marco 279
Cesqui, Elisabetta 283, 286
Chambost, Eduard 111
Chapuis, Maurice 65
de Chastonay, Pierre 124, 380
Chemgen Products Services 241
Chempro 249
Chemtrade & Finance 195
Chevallaz, Georges-Andr 111, 384
Chevallaz, Jean 111, 120, 122, 127 Chevron 162, 163
Chiarella, Vincenzo 108
Chiari, Romulo 172
Chiariello, Francesco 172-174, 182
Chicago Board of Trade (CBOT) 204
Chiesa, Laura 136
Chiesa, Mario 136, 137
Chirac, Jacques 307
Chomeini, Ruhollah 156
Christlichdemokratische Volkspartei (CVP) 30, 31, 35, 39, 75, 84, 144, 179, 235, 254, 277, 356,
357
Chronofin 241
CA 130, 131, 162, 164, 291, 299, 373
Ciaccia, Paolo 157, 160, 185, 195
Cicurel, Michel 64
Ciga 342
Cilag 60
Cimino, Bruno 186
Cincera, Ernst 308
Cinma 5 Europe 345
Cipriotti, Pio 217
CR, s. Compagnie ndustriali Riunite
Cirillo, Ciro 296
Cirio Polenghi De Rica (auch Cirio nternational BV) 221, 222
Cisalpine Bank 263
Citco, s. Curaao nternational Trust Company
Citibank 177, 245, 246, 314
Classic Air 305
Clinique Chirurgicale et Permanence de Longeraie 349
Clipper 309, 315, 316, 318
Clubeira 212
Clubeira Establishment 211
Coastline Securities 102
Coen, Danielle 65
Coen, David 65
Cofaba 169
Cofi 362
Cofibel 32, 46
Cofide, s. Compagnia Finanziaria de Benedetti
Cofiducia 111
Cofigen 224
Cofimines 32
Cofimines 32
Cogefar Holding 199, 379, 380
Cogefar-mpresit 124, 380
Cohen, Aslan 65
Cohen, Peter 73, 76
Cohor Holding 167
Coim-Suisse 104, 359
Coiro, Michele 230
Colby, William 131
Collenberg, Alberto 359
Colombo, Emilio 131, 342
Colombo, Gherardo 41, 43, 137, 138, 142, 143, 153, 157, 230, 295
Coltamai, Enzo 22, 23, 34, 40, 42, 45, 49, 52, 53
Comdatech Trading 241
Comerint 191
Comfinance Holding 331, 345, 347
Comifin SA (auch Comfin) 40-42, 45, 48, 49, 51, 195
Commerzbank 193
Compagnia Finanziaria de Benedetti (Cofide) 64
Compagnia Generale Finanziaria (CGF) 58, 287, 319
Compagnia Mobiliare 222
Compagnie de Banque et d'nvestissements (CB) 63, 64, 81, 84, 85
Compagnie de commerce et d'change Codeco 349
Compagnie de l'Occident pour la Finance et l'ndustrie (COF 224
Compagnie de Navigation Mixte 197, 369
Compagnie de Participations ndustrielles et Financires 80
Compagnie de Participations nternationales 368
Compagnie de Suez 68
Compagnie Financire de Gestion 25
Compagnie Financire du Chteau d'Allaman 189
Compagnie Financire Espiritu Santo 105
Compagnie ndustriali Riunite (CR) 64, 343
Compagnie nternacional de ndustria y Comercio 212
Compagnie nternationale de Participations Bancaires et Financiaires (CPAF) 368-370
Compagnie Luxembourgeoise de Tldiffusion (CLT) 328
Compagnie Mongasque de Banque 362
Compendium 261, 262
Compimassa 113
Comsefin 110
Concordia, Freimaurerloge 317
Conde, Mario 350, 371
Congregatio 305
Coniston Partners 372-374
Conseil Aboudaram Alain 278
Construire 120
Consultfin 246
Conti Commodity S
rvices 245
Continental llinois Bank 264
Contrada, Bruno 244, 252
Coopers & Lybrand 349
Corak 188
Corakges 107, 188
Coral Fish 195
Cordova, Agostino 286, 287, 319
Coriat, Paul 346
Corleonesi, Mafiafamilie 19, 139, 140
Cornfeld, Bernard Bernie 89
Cornu, Andr W. 30
Corriere della Sera 42, 43, 167, 168, 268, 271, 283
Corrocher, Graziella 270
Corsi, Giorgio 176
Cortaillod (Gruppe) 190
Cortina 122
Cosa Nostra 19, 139, 244, 270
Cossiga, Francesco 134, 139
Costanzo, Maurizio 283
Costomeni, Etienne 105
Cotti, Gianfranco 30, 31, 33-39, 49, 50, 54, 143
Cotti, Spiess, Brunoni & Partner 366
Cottier, Roland 105
Counter ntelligence Corps (CC) 293
Couteau, Gilbert 116
Coutts & Co. 80
CPS Associates 241
Cragnotti & Partners 101, 213, 219-222, 229
Cragnotti, Sergio 101, 192, 219-222, 229
Craxi, Bettino 87, 136-138, 142, 143, 146-149, 151, 157, 165, 186, 225, 227, 232, 284, 297, 326,
371
Craxi, Bobo 136
Credex 113
Credinter 169
Crdit Commercial de France 176, 212, 323, 333
Crdit Communal (Gruppe) 328
Crdit ndustriel d'Alsace et de Lorraine 25
Crdit Lyonnais 189, 221, 326, 334, 337, 344-347, 349-353
Crdit Suisse Fides Trust 349
Credito taliano 131, 260
Crippa, Michel 354
Croce, Franco Nol 172, 173, 186-191
Crochet, Catherine 336, 352
Crochet, Delauney 336, 352
Crochet, Jean-Louis 145, 325, 336, 348, 349, 351-353
Croci, Sergio 109
Cronassial-Affre 58, 59, 61
Cross Hill nvestments 212
CS Holding 37
CSC mpresa Costruzioni 124, 379, 380
Cuccia, Enrico 132
Cuf Finance 349
Cuffaro, Giuseppe 19-22, 25
ukurova Holding 51, 181, 187
Cuntrera-Caruana, Mafiafamilie 94
Cupola, Mafiagremium 19
Curaao nternational Trust Company (Citco) 100, 103
Curator (alle Gesellschaften) 104, 167, 171, 172, 182, 183, 210, 213, 214, 220
Curiger, Andr 176, 323, 333
Curt, Diego 215, 216
Cusani, Sergio 217, 218, 220, 316
Cutolo, Raffaele 296
CVP, s. Christlichdemokratische Volkspartei
D'Ambrosio, Gerardo 137
D'Andria, Renato 319
Da Empoli-Gautschi, Adelheid 189, 190
Dafond, Sergio 253
Dai chi Kangyo Bank 80
Dallo, Bruno 324, 339
Dana, Thierry 53, 62
Dana, Victor 53, 62
von Dniken, Urs 235, 258
Darier, Hentsch & Cie. 63
Datagraph 241
Dtwyler AG 179
Davigo, Piercamillo 137, 138
DC, s. Democrazia Cristiana
De Angeli Frua (DAF) 319, 331, 335, 338, 339
De Gennaro, Gianni 22
De Laurentiis Group 344
De Lutiis, Giuseppe 293, 299
De Megni, Augusto 286
De Strobel, Pellegrino 274
De Toledo, Edu 225
DEA, Drug Enforcement Administration 88
Defouni, Rafic Claude Abdallah 193, 199
Deggeller, Otto 103
Del Bue, Paolo 228, 229
Delachaux, Jean Louis 63
Delaney, Brendan 336, 337
Delaney, Christopher 279
Delaney, Deborah 336, 337
Dell'Orto, Gianni 158, 160, 172, 174, 182, 185, 186, 195, 196
Dell'Osso, Pierluigi 147, 168, 266, 274, 275, 278, 279
Della Flora, Giorgio 172, 173, 182
Della Torre, Franco 246-248, 251
Della Valle, Francesco 58, 59, 61
Della Valle, Renato 228
Delley, Marcel 190
Deloitte & Touche Experta 213
Deloitte & Touche 210, 212
Delon, Alain 374
Demetera Edizioni 302
Demo Scope Holding 241
Democrazia Cristiana (DC) 48, 130, 131, 133, 139, 140, 161, 177, 195, 217, 283, 284, 293, 296,
327,
329, 369, 380
Denz, Silvio 305, 306
Denz, Werner 305
Desmarais (Gruppe) 328, 368
Deutsche Bank 132, 177, 263
Deutsche Bischofskonferenz 263
Deutsche Genossenschaftsbank (DG Bank) 212, 370, 371, 375
Deutsche Reichsbank 364
Di Bernardo, Giuliano 288, 317
Di Donna, Leonardo 143, 147, 149, 151, 153, 165, 267, 284, 296
Di Maggio, Antonio 226
Di Maria, Pirr 60, 61
Di Nunzio, Giorgio 277, 278
Di Pietro, Antonio 41, 42, 60, 136-138, 140, 141, 147, 157, 185, 188, 201, 205, 212, 217
Diana, Agostino 168, 172, 176
Diario 330
Diecidue, Romolo 293
Diffusia 117
Dilenschneider, Robert 292
Dini, Lamberto 140, 218
Diomede, Alfredo 317
Dipartimento nvestigativo Antimafia (DA) 46
Discount Bank Overseas 223
Dobler, Alois 84
Dominant Holdings 241
Dominion Trust 64
Domino Musik 169
Donati, Brunello 222
Donati, Fabrizio 34, 51
Donhauser, Hannelore 211
Doninelli-Binaghi, Stefania 57, 224
Doninelli, Ercole 27-30, 49-51, 57, 224
Doninelli, Giuseppe 56, 57
Donovan, William Wild Bill 291
Doren Overseas 189, 190
Dotti, Vittorio 230
Dowal Corp. 369
Dresdner Bank 194, 332
Drexel Burnham Lambert 328
Drogenkartell, kolumbisches 181, 240
Duferco 110
Duft, Peter 276-278, 354
Dumnil Lebl 64
Dumex 169
Dunatov, Matteo 210
Duomo Connection 25
Durussel, Christian 191, 207, 229, 313
Dweck, Cyril 78
Dweck, Familie 63, 65, 66, 69
Dweck, Giacomo 65, 72, 73
Dweck, Maurizio 65, 66, 70
Dynamic Enterprises Holding 241
E & C Trading 249
Ebel Finance 190
Ebner, Martin 170, 384, 385
Edelman, Asher 111, 372
Edilnord 223
Edison 360
Editions du Temple 241
EF Hutton 247
Eggert, Jrn 341
Ehrismann, Gertrud 150
Ehrler, Alois 172, 173
Eidgenssische Bankenkommission (EBK) 28, 29, 57, 64, 71, 78, 90, 99, 150-152, 177, 178, 188,
280,
342, 362-364
El-Khoury, Michel 313
Electric Mutual 95
Elf-Aquitaine 163, 182, 192
Elinex Holding 249
Elor-Beteiligungs- & Verwaltungsgesellschaft 241
Elosua 207, 208
Elosua, Andreas 207
Elosua, Jos-Manuel 207
Elyse management 349
Emaco Holding 190
Empain, Baron 32
Encyclopaedia Britannica Verlag 80
Energy nvestments 112
EN, s. Ente Nazionale drocarburi
Enichem (alle Gesellschaften) 156, 173-175, 192, 213, 222
Enimont (auch Enimont nternational) 101, 158, 192, 204, 213, 215-218, 220-222, 263
Ente Minerario Siciliano 329
Ente Nazionale drocarburi (auch Gruppe) 15, 41-43, 48, 55, 101, 107, 143, 147-149, 152, 153,
156-
163, 165-177, 182-190, 194, 197-199, 204, 213-217, 222, 267, 284, 296, 323, 326, 329, 332, 333,
340, 341
Entreprises et Travaux de Construction 380
EP Services 193
Epoca 297
Erdoan, Celal 86
Ericsson 146
Eridania 202, 207, 208
Ermenegildo Zegna 64
ES Consult 111
Esib Smile 212
Espiritu Santo, s. Compagnie Financire Espiritu Santo
L'Espresso 342
Esslinger, Ernst 210, 213, 220
Esso 162, 354
Etablissement Valina (Anstalt Valina) 211, 212
Etablissement Valina/Fidinam Fiduciare SA 211
Etairoi Holding 103, 229
Eti AG Holding 224
Etraco 241
Eucken, Walter 297
Eurinval 46
Euro-Oil nvest 106
Eurobelge Holding 347
Europe Mont Blanc 117
Europrogramme 340-344
Eurotrust nternational Holding Corp. 102, 108
Evansil 349
Excelsa Confiserie 23
Executive ntelligence Review (ER) 85
Falcone, Giovanni 19, 244, 251, 252, 256, 257
Faltet 212
Fantre Finanz 241
Fardafid 40
Fardafin 40, 354
Farnham, Lord 299
Fasco AG 264, 359
Fasel, Roland 103
Favre, Claire 77
FB 19, 20, 24, 244, 247, 248, 256, 258
FC Sion 341
FDN 31
FDP, s. Freisinnig-Demokratische Partei
Federici, Elia 309
Felber, Ren 193
Feller, Roberto 30
Fenrir 111
Fentener Van Vlissingen, Frederik 332
Ferranti, Enrico 172, 174, 216, 217
Ferrara, Giuseppe 271
Ferrari, Alberto 209, 267, 296, 328
Ferrari, Demetrio 30, 33, 37
Ferrechi, Giorgio 227
Ferrovie Torino Nord (FTN) 46
Ferruzzi (alle Gesellschaften) 132, 201-213, 215, 216, 218-220, 222, 229, 316
Ferruzzi, Alessandra 204, 219
Ferruzzi, Arturo 204, 220
Ferruzzi, Familie 201, 204, 212, 221
Ferruzzi, Franca 204
Ferruzzi-Montedison 209, 211, 212, 215, 220-222
Ferruzzi, Serafino 202, 204, 205
Ferruzzi, Vittorio 202
Festing, Matthew 291
Feybli, Ren 192
FA Fachinspektorat fr Aufzge 111
Fiat 124, 131, 132, 199, 203, 377, 380
Fibi Bank, s. First nternational Bank
Fidelity Fund Boston 292
Fidia Pharmaceutica 56-61
Fidiafin 57
Fidinam (alle Gesellschaften) 104, 109, 110, 189, 191, 197, 201, 207-209, 211, 212, 229, 313, 357-
360,
362-367, 370, 371, 375-377, 382, 383
Fidirevisa 191, 193, 207, 382, 385
Fiduciaire Gnrale 274
Fiduciaria Tramezzani 41
Fiechter, Georges 75
Le Figaro 197, 369
Figed 369
Figliuzzi, Tommaso 230
Filocity 7 117, 123
Fimag AG, s. Finanz und Managment AG fr Sport und Kultur
Fimo Gem Stone 33
Fimo, s. Finanziaria Mobiliaria SA
Finabank, s. Banque de Financement
Finagest 245-247, 249-251
Financial Action Task Force on Money Laundering (FATF) 11
Financial Corporation of North America (FCNA) 367
Financial Group of North Atlantic (FGNA) 191, 367, 370, 372, 375, 377, 382
Financing and nvestments NV 209-211, 220
Finansag 241
Finanz und Management AG fr Sport und Kultur (Fimag AG) 115
Finanz und Vertrauens Handels Anstalt (FVA) 364-366
Finanzco 278
Finanziaria Mobiliaria SA (Fimo) 20, 22, 23, 25-38, 40-57, 62, 73, 81, 157, 158, 195, 197, 224, 233,
244, 264, 315, 354
Finas Versicherung 170, 171
Finexpo 266
Fingems Financial Gems nvest 33
Fini, Gianfranco 161
Fininvest (alle Gesellschaften) 29, 141, 226-229, 232, 297, 345
Fininvest nternational 345
Fiore, Carlo 158
Fiore, Raffaele 230
Fiori, Publio 297
Fiorini, Florio 75, 95, 101, 144, 145, 148, 150-153, 158, 160, 170, 176, 177, 182, 183, 189, 190,
206,
319, 323-329, 331-341, 343-354, 376
Firrao, Ruggiero 159, 266
Firs 338
Firsec 112, 332
First nternational Bank (Fibi) 72, 223
First National Audit di Fausto Virucci 101
Fiscalini, Elio 33, 38, 40, 44-46, 49, 51, 56, 57, 354
Fiss, Roger 177
Fleming 67
Fondation pour Genve 193
Fondation Verdan Claude 349
Fonds de prvoyance en faveur du personnel de la Clinique 349
Fontanet, Guy 112
Foreign Marketing 337
Forgione, Francesco 317
Formalux 241
Formichi Moglia, Giancarlo 23-26, 53, 54, 62
Fornaca, Angelo 168
Forte, Franco 329
Fortrade finance corporation 278
Fortress Trust Company 113
Forza talia 140, 231, 232, 297
Foscale, Giancarlo 226-228
Foseco Trading 111
Foti, Valentino 31-33, 45-47, 49, 51, 52
Fountainhead Group 112
FP Handels AG 241
Franchi France 57
Francis, Roger G. 107, 187, 188, 190, 195, 217
Frank Trading 241
Franke, Gnther 189
Franklin National Bank 264, 368
Fransad 315
Fraschetti, Umberto 57
Freddi, Francesco 324, 349, 354
Freeh, Louis 256
Freisinnig-Demokratische Partei (FDP) 29, 31, 99, 111, 190, 220, 237, 343, 380
Frenziek 249
Frre, Albert 328, 347, 368
Frick, James 292
Friedman, Milton 297
Friedman, Robert 79
Friedrich, Rudolf 31
Frigerio, Enrico Kiko 247, 250, 251
Frimusa 78
Frischknecht, Jrg 39, 270, 308
Front de Libration Nationale (FLN) 162
Frossard, Claude 77, 82
Frh, Walter 313
Furrer, Gustav 243
Fusi, Paolo 14, 40, 142
Futterknecht, Willi 176
Gaggini, Fabio 222
Galatolo, John 19-21
Galatolo, Mafiafamilie 19
Galerie Vallotton Paul 349
Galli, Giancarlo 132
Galli, Giorgio 129, 162, 166, 167
Galliani, Adriano 43
Galliano-Aloisio, Lucia 33, 49
Galliano, Franco 49
Gallo, Pier Luigi 34
Gallone, Paolo 189, 350
Gallotta, ? 319
Gambazzi, Marco 169
Gamberini, Giordano 292, 294, 295
Gambino, Mafiafamilie 19, 264, 265
Ganci, Joe 253
Gantin, Bernhardin 263
Gaon, David 112
Gaon, David-Nessim 65
Gaon, Familie 63-66
Gaon, Leon 112
Gaon, Nessim 64-66, 87
Gaon, Rene 65
Garbely, Frank 87, 301, 305
Garca Ramrez, Nelson Manuel 24
Gardini, dina 202, 204, 205
Gardini, van 204
Gardini, Raul 132, 192, 201-206, 208, 209, 2
BM 317
cahn, Carl 372
gnacia Stiftung 112
KEA 313
lex Trust Services 16, 26, 92, 104, 105, 107, 108, 110, 113, 115, 116, 119, 123, 127, 188
liescu, on 318
mex ndustrieanlagen und Maschinen 241
mic 319, 338, 349
mmobilienstiftung Schweizerischer Pensionskassen 349
mperio Reinsurance 102
mpreglio 380
mpresit 380
n Labore Virtus, Freimaurerloge 305
nadco AG 17, 313, 321
ndaco AG 17
ndelec 357
ndustrial Machinery Company 213
nfo-nvestments 249
NG (auch Gruppe) 328, 347
nkra 241
von ns, Walter 303, 304, 306
nse & Pessina 109
nstitut Montaire 51
nter-Elektronik 241
nter-Marka AG fr Kennzeichnungstechnik 241
nterchange Bank 57, 224
ntercontainer Machinery 241
nterfashion M + P 249
nterinvestment Corp. 41
nternational Financial Development Luxemburg 112
nternational nvestment Development 195
nternational Oil Services 336
nternationale Stiftung fr die europische Zivilisation 384
nternationaler Whrungsfonds (WF) 12
nternationales Komitee zur Verteidigung der katholischen Tradition 290
nterpart Finanziaria 21
nterpart Holding 331, 332
ntersema Holding 241
nterzephyr 249
ntrapol 241
nvestair 190
nvestment Company of North Atlantic (cona) 367
nvestors Overseas Services (OS) 89
nzerillo, Mafiafamilie 264, 265
OOC 195
OR, s. stituto Opere di Religione
P-Petroli 163
psa-2-Affre 194, 196
ran-Contra-Affre 31, 75, 80, 88, 89
R, s. stituto per la Ricostruzione ndustriale
rneri, ? 164
rving Trust Bank 363
saacs, Abdullah 87
sabella von Spanien die Katholische 63
sarescu, Mugur 318
SM Consult und nvestment 111
sowa 241
srael Discount Bank 72, 223
stituto Mobiliare taliano (M) 230-232
stituto Opere di Religione (OR) 217-219, 260, 262-264, 269-271, 274, 277, 289, 290, 292, 302,
359
stituto per la Ricostruzione ndustriale (R) 131, 132, 221, 311, 317, 360
talcantieri 224
talfinance nternational 182
talicus-Express 294
toko Holding 29, 33, 41, 50, 51
J.B. Oxford & Company 313
J.B. Oxford Holdings nc. 313
Jacob E. Safra, Maison de Banque 69, 70
Jacquemoud, Jean-Pierre 75, 77, 78
Jacquemoud, Laura 77
Jagro 241
Jalloud, ? 159
Jancu, Costel 318
Janjri, Karl 148-152, 170-174, 183, 209, 327
Jaspen 111
Jeudi Sports 117, 123
Johannes Paul . 277
Johannes Paul . 218, 219, 263, 290
Johanniterorden 290
Jones, Kenneth 382
Jordan Brushes 169
Journal de Genve 63, 100
JS Holding SA (auch JS Consulting, JS Finance) 113, 115-127, 380
Junod, Charles-Andr 75, 78, 87, 88
Kaeslin, Jacques-Andr 233, 234
Kahane, Karl 327, 332
Kamer Martin Ltd. 111
Kaneko Holding 350
Kaneko Holding 350
Kantonalbank Genf 63, 65, 122, 124
Kantonalbank Tessin 254, 360
Kantonalbank Waadt 122, 127
Karamehmed, Mehmet 187
Karelion Anstalt Etablissement 41
Karfinco Holding NV 188
Karfinco, s. Banque Karfinco
Kasper-Ansermet, Laurent 181
Kassar, Adel 63, 315
Keicher, Walter 261
Keiser, Lorenz 37
Keller, Gianfranco 27, 52
Keller, Stephan 66
Kennedy, David 264
Keracem 241
Kerkorian, Kirk 345, 346
Kessel, Patrick 307
Kessler, Reto 112, 365
Ketterer, Claude 117
KGB 173, 233
King, Pascale 112
Kirby, Rose 24-26
Kirch, Leo 370
Kirschmann, Franois 206
Kiwexim 212
Klaus, Vaclav 297
Klauser, Peter 386
Klckner 341
Knight, Stephen 299
Knox, Allen Brito 20
Ko (Gruppe) 124
Koch, Egmont 305
Kochan, Nick 180
Koenig, Walter 104, 107
Kofisa Trading 124
Kohli, Ulrich 84
Koipe 207, 208
Kollbrunner, Andr 309
Kollbrunner, Curt 309
Kollbrunner, Ellen Winnie 58, 309, 310, 312-316, 319-322
Koller, Arnold 233-236, 242, 258
Knigliches Freimaurerspital London 299
Konto 14925/SCT Albatros 195
Konto 27971 Stefania 246
Konto 633.369 Protezione 142-153, 157, 168, 170, 174, 186, 252, 267, 268, 321, 335, 348, 366,
380
Konto Acacias 247
Konto Bukada 279
Konto Smart 245
Konto Tortuga 279
Konto Traex 247
Kopp, Elisabeth 75, 233, 234
Kopp, Hans W. 75, 171, 174, 182, 233, 234
Kott, rving 313
KPMG Fides 109, 201, 205, 206, 221, 325, 326, 337, 346, 349, 352, 354
Kredietbank 209
Kreditanstalt, s. Schweizerische Kreditanstalt
Kristall Treuhand 199
Krohn, Audrun 332, 333, 346
Kroll, Jules 74, 271
Kronenberg, Hans 243
Kuhrmeier, Ernst 246, 365
Kunz, Hans Albert 270, 300
Kuoni 354
Kurt, Christian 50
Kuwait nternational Finance Company 182
L & S Conseil 80
La Barbera, Arnaldo 256
Laconfida 109
Laetitia 111
Lagan, Giorgio 198, 199
Laguzzi, Maurizio 309, 310, 315, 316, 318-321
Lahco 122
Lalitz 241
Lamerton Holding 212
Lamunire, Pierre 118
Landama 25
Landolt & Cie. 100
Landolt, Pierre 100, 101
Landolt-Sandoz, Nicole 101
Lange, Einer 332
Larini, Silvano 145-149, 151, 153, 157, 183, 186, 197, 225, 348, 366, 380
LaRouche, Lyndon H. 85
Lasa 343, 344
Lateranvertrge 218
Lauber, Michael 236
Lazard Frres 132
Le Floch-Prigent, Lok 192
Le Foyer Universitaire 349
Le Thanh-Lung 33
Leber, Ulrich 172, 173
Leclerc & Cie. 362
Leclerc, Robert 224, 362
Ledergerber, Elmar 242
Lefebre d'Ovidio, Antonio 326-328, 331-333, 335, 346, 347
Lefebre d'Ovidio, Manfredi 326-328, 331-333, 335, 346, 347
Lehman Brothers 362
Lehmann, Claudio 242, 243, 252, 254, 257
Lehmann, Peter 236
Lehner, Melk 381
Leir, Henri J. 368
Lely Patent AG 169
Lely Research Holding 241
Lely Zug 241
Lentini, Gianluigi 42, 43
Lenz & Staehelin 80
Lenzlinger, so 173
Leo X. 288
Leon Sanchez, Angel 20, 21
Leone, Giovanni 327
Lepori, Claudio 144, 146
Let Holding (auch Leysintours Let) 121-124, 127
Leuenberger, Moritz 255
Levi Montalcini, Rita 58, 61
Lvy-Lang, Andr 189
Ley Ravello, Florence 205
Leyendecker, Hans 85
Libanon Connection 62
Liberale Partei der Schweiz (LPS) 38
Libertas Schweiz 39
Libyan Arab Foreign nvestment Company 340
Liechtensteinische Landesbank 97
Ligresti, Salvatore 171
Lim Keen 112
Lima, Salvo 139, 140
Lipha Pharma 349
Lisag-Liftcheck 111
Lissi, Diego 357-359
Livolsi, Ubaldo 229
Lloyd's of London 299
Lloyds Bank 299
Lo Presti, Fortunato 172
LO Holding Lausanne-Ouchy 349
Lockheed-Skandal 327
Lodigiani 380
Lodolo d'Oria, Alfonso 367, 377, 381, 382
Loesch, Jacques 313
Lombard, Odier & Cie. 123
Lombard, Thierry 63, 193
Longo, Pietro 296
Lorenzetti, Enrico 304
Lorsch, Jay 292
Lottusi, Giuseppe 21-26, 31, 33-36, 40, 44, 45, 48, 52-54, 73, 85
Lovelock 261, 262
de Luca Comandini, Raffaele 230
Lucky Luciano 129
Luginbhl, Rico 107, 115, 116, 121, 123, 124, 126
Luison, ? 150
Lunde, Lars 115, 116
Lustenberger, Erwin 241, 242
Luxembourg European nvestment Holding 212
Lynch, Peter 291, 292
Mabillard, Max 123
Macchi, Rolf 207
Machiavelli, Niccol 139, 176
Macioce, Thomas 263
MacPhail & Co. 105
MacPhail, Donald 105
Maddaloni, Mario 192
Madonia, Francesco 19
Madonia, Mafiafamilie 19-21, 26, 47
Mafia 19, 20, 25, 35, 42, 43, 46, 47, 55, 56, 62, 79, 94, 129, 135, 137, 139, 140, 142, 164, 166,
233,
234, 236, 238, 239, 244-246, 249, 251-253, 255-258, 260, 264, 265, 271, 277, 282, 283, 286, 328,
329,
359, 368,
Maggioni, Flavio 109
Magharian, Gebrder 62, 386
Magnani, Roberto 205
Magni, Luca 136
Magrone, Nicola 378, 379
Mahe Bunkering Company 336
Mahlmann, Karsten 204
Mahr 249
Maitland 105
Malden Overseas 190
Malteserorden 219, 290-292
Manchham, James 336
Mancini, Gianfranco 338
Mancuso, Giovanni 140
Mani Pulite 13, 41, 44, 129, 130, 136-138, 142, 146, 159, 174, 185, 193, 204, 221, 226, 282, 321,
363
Mannesmann 196
Mantegazza, Geo 313, 356
Mantegazza, Sergio 356
Mantovani, Tiziano 319, 338
March, Robert 107
Marcinkus, Paul Casimir 218, 263-265, 270-272, 274, 277, 289, 290, 359
Marcos-Affre 154
Marger 349
Marine and Merchant Bank 177
Marnetto, Renato 159, 176
Marshall, Greta 372
Marsilio Verlag 330
Marsyl 241
Martelli, Claudio 143, 147, 148, 151, 311, 314, 316, 319-321, 326
Martinelli, Pietro 371
Martinez Somalo, Eduardo 263
Martino, Antonio 297
Marty, Dick 226
Marua Holding 123
Marziale, Roberto 220-222
Marzocco, Alessandro 56, 57
Masoni, Franco 357
Maspoli, Flavio 342
Maternini, Angelo 57
Mato Grosso 225
Matsack 219
Mattarella, Piersanti 140
Mattei, Enrico 161-166, 169
Matteotti, Giacomo 161
Matthews, David 359
Matthis, Felix 270
Mattioli, Raffaele 360, 361
Maucher, Helmuth 112
Maxim's, Genf 117
Maxwell (Gruppe) 353
Maytime Developments 25
Mazzanti, Giorgio 165, 333, 340
Mazzini, Giuseppe 288
Mc Kenzie Mills, David 227
MC Finance 81
MCC Mobile Communications Company 169
McCaffery, John 166
McCormack 84
McGaw, Robert 111, 112
MCH Hotel Consult & Management 241
Mebco Bank, s. Middle East Bank
Medelln, Drogenkartell 20, 21, 24, 26, 35, 46, 47, 53, 55, 62
Mediobanca 132, 204
Medisafe 104
Mehrmann, Franois 105
Mele, Vittorio 230
Melodia, Nicola 186
Mennini, Luigi 264, 274
Mensch, Rubino 39
Mercury Holding 66
Merkur 75
Merlin Gerin 45, 279
Merlin, Helmuth 97, 211
Merlo, Mario 158, 173, 186
Merrill Lynch 26, 54, 247
Merz Wipfli, Barbara 104, 167
l Messaggero 167, 168, 202, 222
Metalrite 241
Metals and Chemicals Promotion (MCP) 109
Metro Goldwyn Mayer (MGM) 334, 336, 345-347, 353
Metropolitana Milanese (MM) 146
Meyer, Andr 132
Michel, Christian 103
Michelangeli, Arturo Benedetti 291
de Michelis, Cesare 330
de Michelis, Gianni 326, 330
Michetti, Roberto 216, 221
Middle East Bank SA (Mebco) 75
Middle East Bank (Mebco) 75
Midgen Corporation 229, 313
Midland Bank 299
Mielke, Erich 305
Migrol 341
Migros 120, 125
Migros Bank 225
Milanesi, Fortunato 27
Milano nternazionale 224, 362
Milesi, Romana 357, 358
Miniati, Salvatore 245, 251
Mir Khan, Mohammed 205
Mirabeau, Andr 374
Mirega 241
Mitsubishi 196
Mitterrand, Franois (auch Mitterrand-Regierung) 328, 334, 344, 368, 369
Mittwoch-Gesellschaft Zug 111
MK Mineralkontor 241
MKS Finance 75
Mobil 162, 163
Moci, Paolo 187
Mockler jr., Coleman 372-374
Modestia cum Libertate, Freimaurerloge 303-305
Moebius, Ulrich 59
Mondani, Paolo 317
Le Monde 351-353
Mondello, Fabio 230
Mont Plerin Society (MPS) 297
Montanari 341
Montanelli, ndro 163
Monte-Shell 163
Montedison (auch Montedison Finance, Montedison nternational) 132, 163, 166-168, 192, 202,
203,
205, 209-214, 216, 217, 220, 222
Montedison nternational Holding 203, 204, 209, 211-214, 216, 220
Montefibre 203
Moranzoni, Mario 228
Morard, Marcel 189
Mordasini, Piergiorgio 146
Mordasini, Sergio 357
Morel, Flicien 120
Morgan, John Pierpont 63
Morland Finance 190
Morland Overseas 190
Moro, Aldo 133, 139, 165, 295, 296
Morotti, Claudio 109
de Morpurgo Varzi, Graf Domenico 348
Morrison Knudsen 291, 292
Mosconi, Antonio 380
Moser, Max 305
Mossadegh, Mohammad 162
Moussa, Pierre 368
al Moussa, Samir 177
Muheim, Franz 179
Mller, Peter E. 303-306
Multi Media Consult 189
Multiestate Holdings 106
Munitionsfabrik Altdorf 179
de Muralt, Bertrand 362
Mussolini, Benito 131, 161, 218, 260, 287, 293
Musullulu, Yaar 247, 248, 253
Musumeci, Pietro 296
N.V. Euver 32, 46
Naco 382
Nadex SA 186, 189
Nair, Raj 105, 107, 108
Namibra 249
Naqvi, Kazem 180
Naqvi, Mohammed Swaleh 179, 181, 182
Narlon 241
Nasser, Gamal abd el 162
National Westminster Bank (auch Gruppe) 80, 299
Nato 293
Natoma 228
Navelink 349
'ndrangheta 286, 296, 319
Nedrun, Arild 332
Nelson, Frank 337
Nespeca, Antonio 357
Nestl 292
Neue Bank 98
Neue Medien SAT 241
Neue Schauspiel AG 39
Neuen, Marc 25
Neuroni, Alfredo 266
New World Entertainment 344
Newap Trading 169
Nguyen Van Thieu 31
Nicolin, Danile 103
Nicotec 241
Nixon, Richard 264
Nobelstiftung 61
Nobile, Gaetano 25
Noga 65
Nogara, Bernardino 262, 360, 361
Noida New Dehli 65
Noleda 241
NonproCons 306
Nopal nternational 169
Norbarn Management 241
Nord Marine Trading 110
Nordeurop Anstalt 279
Nordfinanz Bank 82
Nordstern 25
Norfinsud 193
North Atlantic-Socit d'Administration (Nasam) 367
North, Oliver 88
Noseda, Alfredo 342
Notz, Peter 300
Le Nouveau Quotidien 89
Nummus Tugensis 111, 113
Nuovo Pignone 156, 159, 160, 184
Nutrasweet 111
Nutt, Edwin 211
Nyffenegger, Friedrich 243
O'Connor, John 263, 292
Oberholzer, Josef 240
Oberholzer, Niklaus 237
Oberson, Raoul 193
OCRA (Overseas Company Registration Agents) 102, 108
OCRA Management Services 102
Offshore nstitute 102
Oficina de Cambio 24
Oficina de Cambio nternacional 23, 24, 53, 62
Oilinvest BV Nederlands 340, 341
Oleodotto del Reno 175
Oliver, Augustus 372, 374
Olivetti 64, 132, 169, 203, 342
Olivi, Luigi 300
Olney 212
Olympia & York 65, 353
Omni Holding 324, 334
Opel 85
Opex 241
Opromolla, Paolo 220, 221
Opus Dei 263, 302, 313
Orbo Finanz 111
Orden vom Heiligen Gral 307
Ordre des Avocats de Genve 75
Orell Fssli Annoncen 117
Organisation de l'Arme Secrte (OAS) 164
Orior 328
Ormyron, saac 65
Orox 186
Orsi, Luigi 338
Ortelli, Fausto 357
Ortolani, Umberto 159, 265, 269, 270, 275, 283, 289, 300
OSS 130
Ostertag, Michel Joseph 105
Oto Trasm 378, 379
Otopex-Holding 111
Ott, Alexander 305
Ottaviani, Luigi 368
Otto Holding 370
Oundjian 249
Overland Trust Holding 109
Overseas Bank and Trust 380
P-26, Geheimarmee 179
Pache, Charles-Daniel 206
Pacifico, Attilio 230-232
Pacini Battaglia, Pierfrancesco 15, 16, 41, 42, 44, 48, 157, 158, 160, 185-197, 199, 216, 217
Padrutt, Willy 233, 258
Paese Sera 167
Palace-Club 115, 121
Palazzo Giustiniani, s. Grande Oriente d'talia
Palazzolo, Pietro 249
Palazzolo, Vito Roberto 246-250, 253, 257
Palladino, Vincenzo 216
Pallas-Gruppe 368
Palma Medical Supplies 110
Palme, Olof 300
Palombini, Andrea 25
Palumbo, Lou 373
Panorama 297
Pansa, Alessandro 256
Paperboard Holding 241
Papi, Enzo 199, 380
Papillon 250
Papival Holding 121, 124
Parenti, Tiziana 137
Parfinance 328
Pargesa Holding 328, 368
Paribas, s. Banque Paribas
Parli, Alessandro 250
Parli, Ernesto 250
Parmalat 339
Parmigiani 100
Parretti, Giancarlo 326, 328-332, 335, 336, 344-347
Participations Europennes 212
Partido Socialista Obrero Espaol (PSOE) 84
Partito Comunista taliano (PC) 129-131, 133, 134, 137, 139, 147, 167, 168, 218, 284, 293, 294,
296
Partito d'Azione 132
Partito Popolare 161
Partito Repubblicano taliano (PR) 177, 284
Partito Socialista Democratico taliano (PSD) 177, 296
Partito Socialista taliano (PS) 48, 130, 131, 137, 142, 147, 148, 156, 157, 161, 165, 170, 177,
186,
195, 197, 199, 217, 267, 284, 296, 297, 307, 320, 326, 371
Partival 205, 206
Partridge nvestments 105
Path Cinma (auch Path Communication Corporation) 344, 345
Patra Holding 169
Patrioten in Deutschland 85
Patronaler Finanzierungsfonds der Zrich Versicherungsgesellschaft 349
Patry, Eugne 374, 381
Patry, Jean 374
Patuzzo, Gianni 222
Paul V. 289
Pazienza, Francesco 275, 277, 278, 301
PB Finance, s. SA Financire Patience Beaujonc
Peccorelli, Mino 140, 289
Pecufina 111
Pelaggi, Antonio 230
Pelli, Giuliano 75, 87
Pelter Business Corp. 189, 190
Pelz mport & Export 306
Pemberton, Jeremy 294
Pemex 182
Pennone, Robert 81
Perelman, Ron 372, 373
Prez de Cuellar, Javier 139
Peri 169
Permaflex 293
Pern, Juan Domingo 285
Perozziello, Vincenzo 338
Perraudin, Paul 314, 315, 320
Personalfrsorgestiftung der Foseco Holding 111
Peschiera, Borromeo 172
Pessina, Cesare 172
Ptain, Henri Philippe 69
Peter, Markus 235
Petromin 165
Petromin-Skandal 340
Pettinello, Daniela 34
Peyrot, Nicolas 353
Pharaon, Ghait 178
de Piaggi, Tiziano 34
Piattini, na 357, 358
Piazza del Ges, s. Gran Loggia d'talia
de Picciotto, Daniel 63
de Picciotto, Edgar 63, 64, 70, 81-84
de Picciotto, Familie 63, 66, 85
de Picciotto, Guy 63
de Picciotto, Maurice 84
de Picciotto, Phil 84, 85
de Picciotto, Ren 63, 315
Picco, Renato 207-209
Pickens, T. Boone 372
Pictet et Cie. 63, 240
Pictet, van 193
Pictet, Nicolas 63
Piergili, Patrick 173
Pierre Premier Part NV 347
Pieth, Mark 237
Pietzcher, Theodor 263
Pigorini, Pio 158, 186, 194
Piico 156
Pilatus Flugzeugwerke AG 381
Pilet, Jacques 86, 89, 90
Piliello, Pietro 319
Pineau-Valenciennes, Didier 45, 46
Pinochet Ugarte, Augusto 31
Pinto, Patrizio 316, 317
Pio Albergo Trivulzio 136
di Piramo, Renzo 363, 365
Pirelli (auch Gruppe) 131, 132
Pirelli, Leopoldo 132
Pironi, Renato 224
Pisan, Giorgio 167
Pius X. 262
Pizza Connection 226, 243-246, 248, 250-252, 256, 257, 386
Pizzi, Antonio 144
Pizzutti, Roberto 25
Plaiderie Trust 25
Plasticos Holding 111
Plastiras, Costakis 77, 82
Plettli 109
Plumbat-Skandal 368
Poggi, Daniele 222
Poggiolini, Duilio 60, 61, 218
Le Point 352
Poletti, Charles 57
Pollak, Rinaldo 172, 173
Poltschech Corporation 241
Poncet, Charles 38, 99, 276, 279-281, 350, 354
Poncet, Dominique 87, 279, 301, 326, 350, 352
del Ponte, Carla 15, 16, 26, 29, 34-36, 38, 39, 52-55, 62, 225, 226, 231, 233-235, 238-244, 250-
253,
255, 257-259, 343
Poos, Jacques 369
Porcelluzzi, Savino 25
Poretti, Mauro 358
Porta, Niculin 264
Portaluri, Salvatore 173
Portomega 102
Postizzi, Mario 227
Power Corp. 328, 368
Pozzi, ? 52
Prada, Maurizio 380
Prsidial-Anstalt 97, 211
Precicast 227
Previti, Cesare 230-232
PR, s. Partito Repubblicano taliano
Price Waterhouse 210, 213, 214
Priest, Martin Roy 358
Privat Kredit Bank 224
Prochimex 77
Prodi, Romano 311, 312, 317
Projecta 197
Promoters & Contractors 197
Propaganda Massonica Due (P2) 58, 60, 75, 133, 140, 142, 143, 145, 147, 148, 159, 165, 186,
218,
224, 225, 260, 265-268, 271, 275, 277, 279, 282-290, 292-300, 302, 303, 316-319, 328, 332, 340
Provident Mutual nsurance Group 299
Prudential Bache 215
PSD, s. Partito Socialista Democratico taliano
PS, s. Partito Socialista taliano
Publicitas 117, 118
Pugnat, Dominique 189
de Pury, David 94
P2, s. Propaganda Massonica Due
Quadri, Venerio 39, 40, 51, 54, 250, 343
Quim-nvest 111
R.C.G. Enterprises 24
R.F.&W. Partner 192
Rabobank 221
RACB Communication 110
RAD (Gruppe) 199, 385
Radaelli, Sergio 56
Radio 24 270
Radio Nostalgie 117
Radio Plus 117
Radio televisione italiana (RA) 283
Radowal 262, 263
Raffineries Tamoil 341
Raith, Werner 133, 135, 295
Ranbaxy 241
Rapaga 205
Rappaport, Bruce 193
Rarecall 108
Rasmal Finance 77
Rassemblement Genevois hors Partis 114
Raw, Charles 260-262, 266, 271-273, 277
Reagan, Ronald 88, 244
Real Estate Holding (REH) 343
Real Fin 278
Reca 355
Recanati (Gruppe) 72
Reconta 210
Redli, Markus 375, 383
Refidar Treuhand 30
Regazzoni, Davide 239
Rgie de la Riviera 349
Rgie mmobilire 115
Reichmann, Gebrder 65
Reiluma Anlage AG 111
Reimann, Fritz 383
Renault Finance 177
Ren, Albert 95, 336
Reno, Janet 258, 259
Repetti, Attilio 46
Repetto, Maria 33
Repetto, Saverio 33
Repsol 182
La Repubblica 342
Republic National Bank of New York (Suisse) 75, 78, 80, 81, 87, 90, 195
Republic National Bank of New York (RNB, auch Republic Factoring, Republic New York
Corporation
Air Transport, Republic Mase Bank) 73-76, 78-80, 88, 89
Resinelli, Dionigi 230
Restelli, Sergio 316
Resuttana, Mafiafamilie 19
Retsnom 241
Reviglio, Franco 158, 186, 197
Rexfinch 25
Rey, Werner K. 89, 118, 190, 324, 334, 376
Rezzonico, Claudio 52
Rezzonico, Renzo 223, 227
RGF Counsel 107, 188
Ricci, Giovanni Mario 336
Riccio, Michele 46
Rich, Graham Owen 358
Richardson, Sir Michael 299
Richina, Luciano 273
Richter, Yann 190, 347, 354
Riedener, ? 247
Riester, Wolfgang 370, 371, 375
Rieter Holding 378, 381
Riggs National Bank 103
Riina, Tot 19, 140
Rijov, ? 168
Ringger, Werner 305, 306
Ringier, Michael 305
Ringier Verlag 89, 191
Ripa di Meana, Carlo 87
Ripoll Mary, Juan 225
Riteridge 25
Ritter, Rupert 97
Riva, Raffaele 222
Riverso, Renato 317
Riverstar 104
Rizzoli, Fernando 30, 34, 36, 38
Rizzoli Verlag 271, 300, 317
Robeco Bank 80
Roberto Bassi & Partners 109, 110
Robinson, Jim 73, 74, 76, 81
Rochat, Dominique 80
Roche, Gerard 291
Rockefeller, John Davidson 63
Rodetta 168
Rodvale 195
Rolba 122
Roldan, Luis 83, 84
Roman, Petre 318
Rommel, Erwin 69
Ronc, Albert 169, 171, 172
Rosato, Gino 314
Rose-Bud & May Partnership 108
Rossi, Angelo 263
Rossi, Guido 204, 211
Rossi, John 143, 144, 146, 149, 366, 380
Rossi, Madeleine 333, 355
Rossi, Rodolphe 324, 333, 337, 349, 350, 354, 355
Rossini, Enrico 247, 248
Rossminster 104, 105
Rote Brigaden, s. Brigate Rosse
Roth, Arthur 368
Rothschild (Rothschild et Cie. Banque, N.M. Rothschild, Rothschi