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Fabiana Berardini Lezione del 05 marzo 2014

La codifica digitale.
I simboli.
Per effettuare la rappresentazione di un'informazione, ci serviamo necessariamente di oggetti, che vengono chiamati simboli. Indipendentemente dalla loro forma, che pu essere di qualsiasi tipo, essi devono essere riconoscibili dal punto di vista semantico, nel senso che il contenuto che viene associato al simbolo va interpretato allo stesso modo sia dall'emittente che dal destinatario. Infatti, i simboli per essere tale, devono: Avere una forma ben precisa che ci consente di distinguerli l'uno dall'altro (come nel caso dei segnali stradali, che ci permettono di identificarne il contenuto a partire dalla loro forma); Essere univocamente identificabili. Come il dato, deve avere una rappresentazione univoca perch se il ricevente attribuisce un significato sbagliato al simbolo, l'informazione viene falsata. L'uomo ha sentito l'esigenza di conservare le informazioni sin dall'antichit per cui, attraverso la loro rappresentazione mediante i simboli, esse sono da sempre state riportate su di un supporto fisico sul quale potessero permanere. Nell'antichit questi supporti erano molto rudi, come il legno, le pareti rupestri ecc., mentre oggi sono sempre pi tecnologici come nel caso della memoria, cio il dispositivo interno al computer attraverso cui vengono immagazzinate le informazioni. Per poter trasferire le informazioni, dobbiamo effettuare un'associazione univoca tra simboli e significati. Questa operazione di correlazione si sviluppa su tre livelli che ne concretizzano la funzionalit: Livello sintattico: legato al simbolo e al suo uso. Nella trasmissione di informazioni, partiamo sempre dall'utilizzo dei simboli seguendo certe regole. Livello semantico: legato al significato che consiste nell'attribuzione del significato ad un simbolo Livello pragmatico: legato all'ambito, che quindi contestualizza il simbolo e ne completa cos il significato. Ad esempio, possiamo riconoscere questi tre livelli nella rappresentazione delle note sul pentagramma. Il livello sintattico rappresentato dalla scelta delle note; quello semantico la loro trascrizione sul pentagramma e il livello pragmatico, quello pi concreto, consiste nell'inserimento di questi simboli all'interno di una composizione musicale. Questi livelli della rappresentazione sono affini anche alla stratificazione del linguaggio. In effetti, parliamo di un linguaggio anche in questo caso: il linguaggio dell'informatica. Infine osserviamo che il simbolo solamente un veicolo, non bisogna confonderlo quindi con l'informazione stessa perch non la contiene in s, ma solo un mezzo attraverso cui la si trasmette. Ad esempio, la quantit 3 si pu rappresentare con le lettere del l'alfabeto "tre" oppure con il numero, appunto, "3" o con delle lineette "I I I"

Definizioni
CODIFICA: associazione tra un insieme di simboli e un insieme di significati. CODICE: regola o insieme di regole che ci permettono di stabilire una corrispondenza tra il simbolo e il significato. Ad esempio, quando abbiamo imparato a contare, ci stato insegnato un codice, cio

quello di associare alle quantit un certo simbolo. ALFABETO: insieme di simboli necessari per trasmettere un'informazione. Se, per esempio, volgiamo costruire una parola in lingua inglese dobbiamo utilizzare le lettere dell'alfabeto inglese {a, b, ...y, z}. Invece, per trascrivere una quantit, bisogna utilizzare il sistema numerico, cio le cifre decimali {0 1 2 3 4 5 6 7 8 9}. Anche se si tratta di un insieme molto limitato, il sistema numerico ci d la possibilit di trascrivere infinite quantit. TRASCODIFICA o TRANSCODIFICA: Passaggio da un codice di rappresentazione all'altro, in virt della teoria delle rappresentazioni equivalenti, che hanno lo stesso contenuto, ma lo esprimono secondo forme diverse. SISTEMA BINARIO: un sistema di codifica che si avvale solamente di due cifre: 0 e 1, come quello utilizzato dal computer. Binario viene dal latino binarius e significa "composto di due parti". Anche in questo caso, questo sistema permette la rappresentazione di qualsiasi tipo di informazione e questa codifica detta digitale proprio perch utilizza dei numeri. Sono esempi di altri sistemi di rappresentazione quello ottale e quello esadecimale. DIGITALE: sinonimo di numerico e deriva dal latino digitus (dito). Il dito aveva un'attinenza con il numero perch, nell'antichit, le operazioni matematiche elementari potevano essere effettuate solamente attraverso le dita o attraverso dei sassolini (calculus) CODIFICA DIGITALE: associazione tra un insieme di simboli numerici ed un insieme di informazioni. Esempio di codifica digitale Associamo ogni mese dell'anno al corrispondente numero ordinale in modo univoco: Gennaio = 1 Febbraio = 2 Marzo = 3... Osserviamo che questo tipo di codifica non compatibile con un computer perch, pur essendo digitale (cio numerica), non binaria. CODIFICA (DIGITALE) BINARIA: associazione di un insieme di DUE SOLI simboli numerici ad un insieme di informazioni. Esempio di codifica binaria Per effettuare una codifica digitale binaria in casi in cui le informazioni da codificare sono pi di due, necessario adottare strategie che prevedano l'utilizzo di due soli simboli, cio 0 e 1. Una di queste strategie detta tecnica dicotomica o bipartizione, che riconduce la scelta tra molte possibilit ad una sequenza di scelte binarie. "Dicotomia" deriva infatti dal greco e significa "taglio, divisione in due parti". Per chiarire meglio questo concetto, ricorriamo ad un nuovo esempio: Associamo un simbolo ad ogni giorno della settimana {Lun, mar, mer, gio, ven, sab, dom} con lo scopo di giungere ad una codifica digitale del giorno luned. Per prima cosa, dobbiamo suddividere l'insieme dei giorni della settimana in due parti {Lun, mar, mer, gio} e {ven, sab dom}. Ai giorni del primo gruppo si associa il valore 0, mentre a quelli del secondo gruppo si d il valore

1. Per, se ci fermassimo a questo punto, ci sarebbero delle ambiguit e quindi operiamo nuovamente la bipartizione, questa volta all'interno del gruppo contenente il giorno che dobbiamo codificare (luned). Il primo gruppo viene cos diviso nuovamente in due parti: {Lun, mar} e {mer, gio} Attribuiamo ancora una volta il valore 0 al primo insieme e il valore 1 al secondo. Ovviamente, la valenza di questo numero diversa da quello che gli abbiamo attribuito nella prima partizione perch nel primo caso significava {Lun, mar, mer, gio}, mentre in quest'ultimo caso significa {Lun, mar}. Al fine di ottenere dei gruppi minimi (che contengono, cio, un unico elemento), effettuiamo un'ultima suddivisione: {lun} e {mar} Il valore del primo gruppo sar nuovamente 0 e quello del secondo sar 1. La codifica del giorno, a questo punto, deve essere rappresentata non da una sola cifra, ma da una sequenza di simboli equivalenti ai vari passaggi che nel nostro caso : luned = 000. Attraverso questo tipo di associazione, la rappresentazione di ciascun giorno univoca e non soggetta ad alcun tipo di ambiguit. Le cifre binarie 0 e 1 sono dette bit (binary digit, cio cifra binaria, appunto). Essi sono le informazioni elementari sulle quali si basano tutte le informazioni elaborate dal computer. Ogni informazione quindi rappresentata da una sequenza di zeri e di uno (detta anche stringa o raggruppamento di bit), che consiste, quindi, in una serie di bit posti l'uno dopo l'altro. I multipli di bit sono dei raggruppamenti che prendono i nomi di: 1 Byte = 8 bit (il Byte il raggruppamento pi comune) 1 Kb = 1024 byte 1 Mb = 1024 Kb 1 Gb = 1024 Mb 1 Tb = 1024 Gb