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DICEMBRE

Dicembre il dodicesimo ed ultimo mese dell'anno civile e conta 31 giorni. Il nome Il nome deriva dal latino december, perch questo era il decimo mese del calendario romano, che iniziava con il mese di marzo. Dicembre il mese del freddo, del buio che cala presto a sommergere le citt e le campagne. Ma anche il mese della speranza, del barlume di luce che si accende dopo il solstizio dinverno, proprio nei giorni in cui il Natale ci porta la luce divina e le mille luminarie che addobbano gli alberi e i balconi, le vetrine e i supermercati.

Il clima Dicembre, dal punto di vista meteorologico, il primo mese dellinverno. Le giornate si accorciano fino al giorno 21, poi cominciano, anche se molto lentamente, ad allungarsi. Le temperature sono in graduale diminuzione durante tutto il mese e, di giorno vanno generalmente da valori compresi tra 3 e 10 gradi al nord e tra 8 e 15 gradi al sud. Di notte, al nord le temperature scendono quasi sempre sotto lo zero anche in pianura, mentre al sud ci avviene di rado. Le nebbie sono molto frequenti, soprattutto nelle pianure del nord, dove rappresentano un serio pericolo per la circolazione stradale. Esse abitualmente fanno la loro comparsa subito dopo limbrunire e persistono fino alle prime ore del mattino, ma sulla Pianura Padana, in vicinanza dei fiumi, a volte permangono per tutta la giornata. In montagna si hanno quasi sempre delle abbondanti nevicate, soprattutto sulle Alpi. Per camminare allaperto si usano giacconi imbottiti o cappotti. il periodo di Natale, per cui le strade ed i negozi sono affollati e decorati a festa. Le precipitazioni temporalesche interessano tutto il territorio nazionale ma sono in continua diminuzione, in quanto il mare, che la principale fonte di apporto di umidit nellaria, diventa sempre pi freddo per cui levaporazione minore e quindi le piogge sono meno abbondanti.
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Le nevicate sono frequenti nelle regioni settentrionali, anche in pianura, mentre in quelle centrali e meridionali si verificano abbastanza di rado.

Date significative di dicembre 8 dicembre: Immacolata concezione di Maria 13 dicembre: Santa Lucia 24 dicembre: Vigilia del Santo Natale 25 dicembre: Santo Natale 26 dicembre: Santo Stefano, primo martire cristiano 31 dicembre: San Silvestro, ultimo giorno dellanno civile

LImmacolata Concezione L8 dicembre di ogni anno, la Chiesa festeggia lImmacolata Concezione della Vergine Maria. Immacolata Concezione vuol dire che la Madonna nata senza il peccato originale. La Madonna non nata per opera dello Spirito Santo come Ges, ma nata normalmente dai suoi genitori, che erano i santi Gioacchino ed Anna. Per, a differenza di tutti gli altri uomini, nata con lanima completamente pura, senza il peccato originale. Dio, che fuori dal tempo, ha anticipato per la Madonna il perdono del peccato originale che Ges offr a tutti gli uomini, morendo sulla Croce.

Santa Lucia Santa Lucia una santa molto amata in tanti paesi dEuropa dove d vita, ogni 13 dicembre a varie tradizioni. Si racconta che Lucia fosse una bella fanciulla siciliana, figlia di un ricco nobile di Siracusa vissuta attorno al III-IV secolo d.C. e che tutti la conoscessero per la sua dolcezza ed amorevolezza. Lucia era stata promessa in sposa ad un giovane suo concittadino. Un giorno, la mamma di Lucia, a causa di una malattia, fu colpita da una grave emorragia. La giovane, disperata, part per Catania per andare ad implorare la grazia sulla tomba di SantAgata. Giunta l, le apparve proprio la stessa Agata chiedendole di dedicare la propria vita ai pi poveri, agli
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emarginati e sofferenti. Tornata a Siracusa, Lucia inizi subito a realizzare la missione affidatale. Prima di tutto ruppe il fidanzamento. Poi si dedic a distribuire i beni della sua ricca dote ai pi poveri, percorrendo i cunicoli delle catacombe, con una lampada fissata al capo. Il fidanzato abbandonato non accett la sua decisione ed accus la ragazza, davanti al giudice della citt, di essere cristiana. Erano gli anni nei quali il cristianesimo era ferocemente perseguitato. Arrestata, minacciata e torturata, Lucia si proclam comunque seguace di Cristo. Quando fu certo che per nessun motivo si sarebbe piegava al volere altrui, n avrebbe rinnegato la propria fede, le vennero strappati gli occhi ed infine fu uccisa. Da allora Santa Lucia fu considerata la protettrice degli occhi e della vista, ed il giorno del suo martirio, che cade il 13 dicembre, inizia il suo viaggio col suo affabile e fedele asinello portando i doni ai bambini buoni. Nella saggezza popolare, il giorno di Santa Lucia iniziano a manifestarsi i rigori dellinverno ed il giorno pi corto dellanno. Questo non proprio corretto, perch il solstizio di inverno cade un po dopo, il 21 dicembre, tuttavia, allimmaginario collettivo, piace mantenere questa credenza testimoniata anche dal proverbio: Santa Lucia, il giorno pi corto che ci sia. E Santa Lucia oltre che protettrice della vista - anche proprio la Santa della luce, destinata a rassicurare che le tenebre non prevarranno definitivamente sulla luce e, presto, il giorno ritorner, pian piano, ad allungarsi.

Alcune tradizioni in italia Molte sono le usanze che si tramandano da generazioni in tutta Italia. In alcune citt d'Italia, Santa Lucia che ogni anno porta i doni ai bambini.

A Brescia e Bergamo Secondo la leggenda popolare, la notte tra il 12 ed il 13 dicembre, Santa Lucia passa per tutte le case, con un asinello, e distribuisce ai bambini buoni dei doni. Per riceverli, i bambini devono preparare della paglia per nutrire lasinello e disporla sotto la cappa del camino, dal quale la Santa scende. Poi devono andare subito a letto, chiudere gli occhi, perch la Santa non vuole farsi vedere, ed addormentarsi canterellando, a Bergamo: Santa Lucia mamma mia
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con la borsa del pap santa Lucia verr. A Brescia, invece, la canzoncina : Santa Lucia bella dei bimbi sei la stella, pel mondo vai e vai e non ti stanchi mai; trova la porticina di questa mia casina, poi continua la strada per tutta la contrada, poi continua il tuo viaggio per tutto il mio villaggio. A tutti i bimbi buoni Tu porta dolci e doni, ma i regali pi belli portali ai poverelli. Ai bimbi disubbidienti, che Santa Lucia trova ancora svegli per cercare di vederla, getta della cenere negli occhi e passa oltre senza lasciare nessun dono. Per cercare, poi, di ingolosire lasinello ed invogliare la Santa a lasciare a loro ancora pi regali, alcuni bambini appendono alle finestre dei mazzetti di carote. Altri, invece, mettono sul davanzale uno zoccolo di legno chiuso sul davanti, con dentro un po di crusca per lasinello ed un bicchiere di legno pieno dacqua per Lucia. Accanto a tutto ci sistemano anche un lumino acceso per rischiarare la finestra ed indicare la presenza di bambini. A Siracusa Nella citt natale della Santa i festeggiamenti prevedono una solenne processione in cui viene portata per le vie della citt una statua dargento della Santa e che la gente confezioni dei pani a forma di occhi che, benedetti, si mangiano con laugurio di preservarsi da malattie oculari. A Lucia vengono offerti anche ex voto dargento a forma di occhi, appesi, poi, sulla vara (il carro su cui portata in processione la statua) il giorno della festa.
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Secondo una convinzione popolare il terremoto del 13 dicembre 1990 che colp Siracusa e dintorni non ebbe degli effetti disastrosi a causa

dell'intercessione della Santa a protezione della citt. In quell'occasione, pur di festeggiare la Santa, nonostante lo stato d'emergenza, la statua fu portata in processione dai vigili del fuoco. Da allora, in ricordo di quell'occasione e in segno di devozione, ogni anno i vigili del fuoco danno il cambio ai portatori della statua per un tratto della processione.

La tradizione in Svezia Pur essendo Santa Lucia originaria di Siracusa, la si festeggia da secoli anche in Svezia. Sappiamo che laristocrazia svedese settecentesca introdusse questa tradizione. che prevedeva che la figlia maggiore vestisse i panni di Lucia e servisse la colazione a letto ai genitori la mattina del 13 dicembre. La figlia maggiore si svegliava alle quattro del mattino per preparare caff ed i dolci per la colazione poi, vestitasi con una tunica bianca cinta da una fascia rossa, portava alla propria famiglia ancora a letto ci che aveva preparato. Le altre figlie, invece, si vestivano con una tunica bianca cinta da una fascia bianca. Oggi, In Svezia, allalba del 13 dicembre, si svolge la Processione di Santa Lucia, durante la quale migliaia di bambine con una veste bianca, una candela accesa in mano e una coroncina di candele elettriche in testa, illuminano il buio inverno svedese. In casa, a scuola, al lavoro, ogni anno, viene scelta una bambina o una ragazza che rappresenti Santa Lucia. La giovane viene vestita di una lunga veste bianca con una fascia rossa in vita, ornata sul capo da una corona di candele, decorate con un intreccio di foglie di mirtilli rossi. Le processioni sono guidate dalla fanciulla che impersona Lucia seguita da damigelle e paggetti che indossano vesti bianche e cappelli con stelle dorate. Il corteo chiuso da bambini vestiti come folletti. una scena molto suggestiva, con i bambini che cantano canzoni tradizionali natalizie e illuminano loscurit con le loro candele. Lucia e le sue damigelle donano brioche allo zafferano e biscotti allo zenzero agli spettatori.

Questa tradizione del Settecento si ripete in chiese, scuole, ospedali e luoghi di lavoro in tutto il Paese e non sarebbe Natale in Svezia senza Lucia, che segna il passaggio alle ultime due settimane di Avvento.

Il Santo Natale: la nascita di Ges Maria rimase incinta di Ges per opera dello Spirito Santo, nel momento in cui disse il proprio s allarcangelo Gabriele; poco dopo spos poi san Giuseppe. Quando ormai erano trascorsi nove mesi, limperatore ordin che si facesse il censimento di tutta la Giudea, per cui tutti dovevano tornare nel loro paese di origine, per farsi registrare con le loro famiglie. Fu cos che Giuseppe e Maria partirono con un asinello per andare a Betlemme, il piccolo paesino dove Giuseppe era nato. Arrivarono a Betlemme il 24 dicembre e cercarono subito una stanza in un albergo, ma non la trovarono perch lalbergo era pieno di gente arrivata per il censimento. Maria si accorse che ormai era arrivato il momento di partorire, per cui lei e Giuseppe si rifugiarono con il loro asinello dentro ad una grotta dove i pastori ricoveravano gli animali in inverno: ed infatti l trovarono un bue ed una mangiatoia per animali. A mezzanotte, quando ormai era arrivato il giorno 25 dicembre, nacque il piccolo Ges, senza che Maria soffrisse il dolore del parto. Appena nato, Maria e Giuseppe deposero Ges bambino nella mangiatoia, dove veniva scaldato dal freddo con il fiato del bue e dellasinello. In alto sulla grotta larcangelo Gabriele cantava Gloria a Dio nellalto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volont. Poi alcuni angeli andarono dai pastori che pascolavano il gregge l vicino e gli dissero Vi annunciamo una grande gioia: in quella grotta nato il bambino Ges, il Figlio di Dio: andate ad adorarlo. Cos i pastori andarono alla grotta e furono i primi uomini della storia ad adorare e a riconoscere Ges come Dio. Qualche giorno dopo la nascita di Ges, arrivarono alla stalla anche alcuni re venuti dalloriente, chiamati Re Magi, che avevano seguito la stella cometa, che si era fermata sulla stalla per indicare che proprio l era appena nato Ges, il Figlio
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di Dio. Una volta arrivati, i Re Magi offrirono a Ges tre doni: loro, lincenso e la mirra; questi doni importanti significano che Ges il pi importante Re del mondo.

Curiosit - Il fiore del mese la stella di Natale - La pietra del mese il turchese

Leggende di Natale La leggenda dellalbero di Natale In un lontano villaggio di campagna, alla vigilia del giorno di Natale, un bimbo and nel bosco a recuperare un ceppo da bruciare nel camino, come era dabitudine nellattesa della magica notte. Fattosi buio non riusc a tornare a casa. Nevicava e il bimbo spaventato trov riparo sotto lunico albero verdeggiante del bosco: un abete. Ormai stanco si addorment. Lalbero, inteneritosi, allung i suoi rami fino a terra, come a formare una capanna, per riparare il piccolo dalla neve e dal freddo intenso. La mattina seguente gli abitanti del villaggio, che erano alla sua ricerca, giunsero nel bosco e scorsero un meraviglioso spettacolo. I cristalli di neve, di cui lalbero era ricoperto da cima a fondo, avevano formato dei festoni, delle decorazioni sfavillanti. Fu cos che labete divenne il simbolo del Natale e da allora venne addobbato e illuminato in tutte le case in ricordo di quel lontano giorno. La leggenda dei fili dorati In una lontana notte di Natale, in una casa di campagna con tanti bambini, l'albero era pronto, gi ornato di candeline e di palle colorate. Era cos bello che anche il cane e il gatto erano rimasti a lungo in ammirazione e i topi avevano messo il musino fuori dalle tane. Anche i ragni che stavano nascosti negli angoli bui della stanza, incuriositi dall'insolito chiarore, vollero rendersi conto di quel che stava succedendo. Si arrampicarono di ramo in ramo, di palla
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in palla, di candelina in candelina. S era un bell'albero, convennero e tornarono soddisfatti ai loro angoli nascosti. La mattina i bambini si alzarono felici e corsero ad ammirare il loro albero. Meraviglia! Non c'erano soltanto le palle colorate, le arance e i gingilli, ma i rami erano ornati da un lungo filo d'oro che faceva brillare l'albero. In quella notte di prodigio anche la bava dei ragnetti si era trasformata in un filo prezioso. Da quel lontano Natale ogni albero si orn di luminosi fili d'oro e d'argento.

La leggenda dell'agrifoglio. Un piccolo orfanello viveva presso alcuni pastori quando gli angeli apparvero annunciando la lieta novella della nascita di Cristo. Sulla via di Betlemme, il bimbo intrecci una corona di rami d'alloro per il neonato re. Ma quando la pose davanti a Ges, la corona gli sembr cos indegna che il pastorello si vergogn del suo dono e cominci a piangere.

Allora Ges Bambino tocc la corona, fece in modo che le sue foglie brillassero di un verde intenso e cambi le lacrime dell'orfanello in bacche rosse.

Il bastoncino di zucchero La tradizione vuole che i bastoncini di zucchero bianchi a strisce rosse fossero inventati da un dolciaio che aveva intenzione di creare un dolce che ricordasse Ges alle persone. Ecco cosa rappresenta il bastoncino di zucchero: fatto di caramello solido perch Ges la solida roccia su cui sono costruite le nostre vite. Al caramello diede la forma di una "J" per Jesus (Ges in inglese), mentre per altri la forma di un bastone da pastore, perch Ges il nostro pastore. I colori sono stati scelti anche per rappresentare l'importanza di Ges: il bianco per la purezza e l'assenza di peccato in Ges, ed il rosso rappresenta il sangue di Cristo versato per i peccati del mondo. Le strisce rosse rappresentano le strisce lasciate dalle frustate del soldato romano. Il sapore del bastoncino di menta piperita che simile all'issopo, pianta aromatica della famiglia della menta usato nel Vecchio Testamento per purificare e sacrificare. Ges il puro agnello di Dio venuto a sacrificarsi per i peccati del mondo.
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La leggenda del Pettirosso Un piccolo uccellino marrone divideva la stalla a Betlemme con la Sacra famiglia. La notte, mentre la famiglia dormiva, not che il fuoco si stava spegnendo. Cos vol gi verso le braci e tenne il fuoco vivo con il movimento delle ali per tutta la notte, per tenere al caldo Ges bambino. Al mattino, era stato premiato con un bel petto rosso brillante come simbolo del suo amore per il neonato Re.

La leggenda delle campane di Natale I pastori si affollarono a Betlemme mentre viaggiavano per incontrare il neonato Re. Un piccolo bimbo cieco sedeva sul lato della strada maestra e, sentendo l'annuncio degli angeli, preg i passanti di condurlo da Ges Bambino. Nessuno, per, aveva tempo per lui. Quando la folla fu passata e le strade tornarono silenziose, il bimbo ud in lontananza il lieve rintocco di una campana da bestiame. Pens "Forse quella mucca si trova proprio nella stalla dove nato Ges bambino!" e segu la campana fino alla stalla ove la mucca port il bimbo cieco fino alla mangiatoia dove giaceva il neonato Ges.

La rosa di Natale Davanti alla grotta del Bambinello sfilavano in quei giorni le genti ogni Paese. Poveri e ricchi, grandi e piccini, vecchi e giovani, giungevano da ogni dove per venire ad adorare il Redentore e ciascuno aveva un regalo da deporre ai suoi piedi, in cambio del grande dono che Lui aveva fatto all'umanit venendo al mondo. Ma nei pressi della grotta che accoglieva Ges Bambino c'era una povera bambina infelice che avrebbe tanto desiderato farsi avanti con gli altri per vedere il neonato, ma che non osava farlo perch non aveva nulla da portare in dono. Cos, nell'ombra, la piccina se ne stava a guardare e piangeva sommessamente. Un angelo la vide e le si avvicin chiedendole perch mai piangesse in mezzo a tanta felicit e la piccola gli mostr le manine vuote, spiegando il motivo della sua tristezza. L'angelo allora sorrise e raccolse nella coppa della mano qualche lacrima della piccina. Poi si chin e lasci scivolare a terra quel pianto. Sotto lo
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sguardo stupito della bimba crebbe un folto cespuglio di foglie in mezzo al quale si aprirono le bianche rose di Natale. L'angelo ne fece un mazzo, lo annod coi fili d'oro dei suoi capelli e lo pose tra le braccia della bambina che, tornando a sorridere, lo port a Ges.

La Stella di Natale Narra la leggenda, che il 25 dicembre di un anno dimenticato dalla storia, un bimbo povero entr in una chiesa per offrire un dono a Ges nel giorno della sua nascita. Triste e vergognoso per il suo umile mazzo di frasche, il bambino perse una lacrima fra quei ramoscelli che un miracolo trasformarono nel fiore pi rosso e bello che i suoi occhi avessero mai visto.

La leggenda di Babbo Natale Nell'Europa settentrionale, a Nord del Circolo Polare Artico e precisamente in Lapponia una volta viveva un simpatico vecchietto che si chiamava Natale.... Natale abitava in una capanna del bosco, circondata da abeti, vicino ad un allegro ruscello d'acqua limpida e fresca. Questo vecchietto ogni giorno coltivava il suo orticello, curava le sue renne e intagliava il legno. Vestiva sempre di rosso, il suo colore preferito. Era un vecchietto assai buono e generoso con una lunga barba bianca ed aiutava spesso i suoi vicini. Un giorno pens che era troppo poco quello che stava facendo e si mise a pensare: voleva trovare un modo per poter dare agli altri qualcosa di pi. Quella sera fece un sogno: nel sogno gli apparve un angioletto, era molto bello e grazioso e, con una dolce vocina, gli spieg che nel mondo c'erano tanti bambini ma tanti di questi erano poveri e non potevano permettersi niente. Anche loro come tutti gli altri bambini pi fortunati desideravano dei giocattoli, ma non avrebbero mai potuto averli. Il cuore dell'angelo era colmo di tristezza e un lacrima cominci a scorrergli sul viso. Natale, che era molto sensibile, chiese all'angioletto cosa poteva fare per far spuntare sui visi di tutti i bambini un sorriso e un po' di felicit nei loro cuori. L'angioletto rispose che se voleva aiutarli, sarebbe dovuto partire caricando sulla sua slitta trainata dalle sue renne un sacco pieno di doni da consegnare a
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ciascun bambino la notte santa, quando nacque Ges. "Ma dove posso trovare i giocattoli per tutti i bambini del mondo? E come posso farcela a consegnarli tutti in una sola notte e ad entrare nelle case? Ci saranno tutte le porte chiuse!" disse il vecchietto. L'angioletto gli disse che Ges Bambino l'avrebbe aiutato a risolvere ogni problema. Fu cos che Ges Bambino nomin Natale pap di ogni bambino donandogli il nome di Babbo Natale! I primi giochi che Babbo Natale regal furono costruiti con le sue stesse mani: intagli nel legno bambole, macchinine, pupazzi ed ogni sorta di giocattolo. Ges Bambino mand a Babbo Natale degli Elfi che altro non erano che piccoli angeli dalla faccia simpatica che lo aiutavano a costruire i giocattoli, a caricarli sulla slitta e a consegnarli in tempo ogni anno la sera di Natale! Ges Bambino fece anche un piccolo miracolo: concesse alla slitta e alle otto renne il dono di poter volare nel cielo. Babbo Natale pu, quindi, entrare in ogni casa calandosi dal camino e riempiendo le calze che ogni bimbo appende sotto al camino e posando gli altri pacchetti pi grossi sotto agli alberi di pino adornati a festa con luci e addobbi vari: palline, candeline, bastoncini di zucchero, e anche nelle case delle famiglie pi povere gli alberi di pino venivano adornati con noci, mandarini, frutta secca, che profumavano l'aria di festa e che poi venivano mangiati in famiglia tutti insieme. E portare un sorriso nei loro visi e nei loro cuori! Grazie alla magia dell'amore Babbo Natale, la notte santa, riesce puntualmente a consegnare i suoi doni per poter far felici tutti i bambini del mondo!

Rudolph, la renna con il naso rosso Una leggenda moderna nata negli Stati Uniti quella della nona renna. La Renna Rudolph vive al Polo Nord. Lei, assieme a Prancer, Vixen, Donner, Dixen, Dasher, Cupid, Dazzle e Comet, una delle renne che traina la slitta di Babbo Natale, anzi la guida, durante la Vigilia di Natale. Grazie a lei e alle sue compagne a Natale, i bambini buoni ricevono i doni che Babbo Natale ha preparato dopo aver letto le tantissime letterine.

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La renna Rudolph si distingue per dalle altre per via del suo naso, che non nero e nemmeno umido, ma un naso rosso che si accende. A dir la verit, pi che un naso un nasone luminoso. La povera Rudolph ha sofferto molto, in quanto sempre stata presa in giro dalle sue compagne e fino all'anno scorso tendeva ad isolarsi per evitare umiliazioni, nonostante la mamma ed il pap la consolassero. Verso la sera del giorno precedente la Vigilia di Natale, Babbo Natale era molto teso. C'era una nebbia talmente fitta che non si riusciva a vedere ad un palmo dal naso. "Eh adesso che faccio?" continuava a ripetersi Babbo Natale. "Come faccio a portare i regali con questa nebbia? I bambini domani non troveranno niente sotto l'albero, che colpa ne hanno loro?". Piangeva e guardava le sue renne scuotendo la testa, al ch anche Rudolph inizi a diventar triste ed il suo naso si accese ancor di pi. Babbo Natale, allora, inizi a fare i salti di gioia e le renne si dicevano: "Questo matto!". "Eh no, care renne, io non sono matto. Rudolph ci far luce e ci guider con il suo naso rosso!". Rudolph l per l era imbarazzata, ma poi le sue compagne, che fino a poco tempo prima la prendevano in giro, si resero conto di essere state stupide ed iniziarono a fare applausi e a festeggiare Rudolph incoraggiandola nel suo nuovo ruolo. Cos i bambini poterono ricevere i loro regali proprio perch Rudolph aveva illuminato la strada alla slitta di Babbo Natale. Ed ogni anno la piccola Renna Rudolph e le sue amiche aiutano Babbo Natale a portare i regali a tutti i bambini.

Poesie sul mese di dicembre Dicembre (Rosalba Troiano) Ecco Dicembre, giunge puntuale e finalmente comincia il Natale. Nelle vetrine della citt fiocchi e palline spuntano gi. Luci a pi fili
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intermittenti sui campanili e le statue dormienti. Sulle fontane e sopra i balconi brillan collane oppure festoni. Musica e canti in tutte le vie portano a tanti incanto e magie. A ogni persona questaria di festa, questaria buona d proprio alla testa. Tutti diventan gentili e carini tutti ritornano ad esser bambini. Ti puoi allungare, Dicembre gentile, e almeno durare fino ad aprile?

Dicembre (B. Vaccari) Il vento soffia, la neve cade, son bianchi i tetti, bianche le strade. Il cielo grigio la neve bianca, son spogli gli alberi, la terra stanca.
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Vecchio dicembre (G. Marzetti Noventa) tanto vecchio, povero dicembre, che cammina appoggiandosi a un bastone; del sole non amico, a quanto sembra, perch daccordo va con il nebbione. Nel fango affonda sino alle calcagna, spruzza di neve lalbero e la siepe, di prima neve imbianca la montagna mentre nasce Ges, l nel presepe.

Dicembre (C. Prosperi) Va novembre, vien dicembre. Ciel nebbioso, suol fangoso Sopra i campi brulli e tetri, soffia il vento e batte ai vetri mentre il passero sul tetto, trema al freddo, poveretto!

Dicembre (D. Dini) Or bello novellare; fuori piove e mugghia il vento; nel camino c un lamento, chempie i bimbi di spavento, mentre stanno al focolare. dicembre, un buon vecchietto, canta loro una novella dove c una mamma bella un bambino ed una stella ed un bove ed un ciuchetto.

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Dicembre (A. Tona) Chi la ricorda ancora la bella primavera, che sorridendo infiora il monte e la riviera? Chi ricorda lestate coi suoi fulgidi soli con laure profumate piene di trilli e voli? E lautunno che infonde gioia e tristezza insieme che ingiallisce le fronde e i bei grappoli spreme? Unuggia, un sopor greve pei campi, per le strade; e il silenzio e la neve che cade, cade, cade.

Dicembre (M. C.) Dicembre ha un suo ricamo, sospeso ad ogni ramo; lha fatto con la nebbia lha fatto con la brina: nuovo ogni mattina. Dicembre ha un suo sorriso, diffuso in ogni viso: lo porta in ogni casa, dove la gente aspetta la notte benedetta.

Il mese poverello (Renzo Pezzani) Bigio il ciel, la terra brulla: questo mese poverello
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nella sporta non ha nulla, ma tien vivo un focherello. Senza gregge e campanello solo va, pastor del vento. Con la neve nel cappello fischia alluscio il suo lamento. Breve il d, lunga la notte, cerca il sole con affanno. Ha le tasche vuote e rotte, ma nasconde il pan dun anno.

Ecco dicembre (Zietta Li) Ecco dicembre, vien bel bello. E vero, porta ventaccio e neve ma quanti doni sotto il mantello! S, raffreddori, qualche malanno; ma ci riporta tanta dolcezza con la pi cara festa dellanno. Ed ogni bimbo, pel suo presepe, gi si prepara stelle e pastori, casette bianche, bianca la siepe. E gi si sente, nel cuoricino pi buono, forse, perch, tra poco, nasce a Betlemme Ges bambino.

Dicembre (M. Castoldi) Vien Dicembre e non trova che pagliuzze nellorto, e foglie secche e gialle, e un vecchio albero morto. Che tristezza, che squallore! Non pi voli di farfalle tra gli albicocchi in fiore;
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e sulla quercia enorme non pi nidi, non pi foglie Vien dicembre, e non trova che poche rame spoglie e la terra che dorme. (M. Castoldi)

Io son Dicembre (Otto Cima) Io son Dicembre, vecchietto, vecchietto, lultimo figlio dellanno che muore. Ma quando nasce Ges benedetto Reco nel mondo la pace e lamore. Porto col ceppo girando i camini Dei bei regali ai bimbi piccini.

La magia del natale Dice un libro di leggende che il ventiquattro di dicembre quando mezzanotte scocca gli animali dalla bocca pi non fan versi o belati, ma come bei libri stampati san parlare e a tutti fanno auguri per il nuovo anno. Buon Natale! dice il gallo Buone feste! fa il cavallo Viva viva! il porcellino E Felicit! il pulcino. Nelle valli e nei boschetti Parlan volpi e coniglietti, dentro i fiumi e negli stagni parlan pesci ed anche ragni. Pi nessuno sa star zitto Tutti parlan fitto fitto:
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dono magico e corale che natura offre a Natale!

Proverbi sul mese di dicembre 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. Dicembre piglia e non rende. Dicembre gelato non va disprezzato. Dicembre imbacuccato grano assicurato. Se avanti Natale fa la brina riempi la madia di farina. Seminare decembrino vale meno d'un quattrino. Dicembre nevoso, anno fruttuoso. Dicembre variante, freddo costante. Se piove per Santa Bibiana (2 dicembre) dura quaranta d e una settimana. 9. 10. resta. 11. 12. 13. 14. 15. 16. 17. 18. 19. 20. 21. 22. 23. A San Nicola di Bari (6 dicembre), la rondine passa i mari. A Sant'Ambrogio (7 dicembre) il freddo cuoce. Chi si rinnova per Maria (8 dicembre), scampa la malattia. Se San Damaso (11 dicembre) venerate, sarete in pace con chi amate. Santa Lucia (13 dicembre), il giorno pi corto che ci sia. Da Santa Lucia (13 dicembre) il freddo si mette in via. Santa Lucia con il fango, Natale allasciutto. Da Santa Lucia a Natale il d s'allunga quanto un passo di cane. Per Santa Lucia e per Natale, il contadino ammazza il maiale. A San Graziano (18 dicembre) lo scaldino in mano. A Natale (25 dicembre) freddo cordiale. Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi. Chi per Natale non ammazza il porco, tutto lanno resta col muso Per Santa Bibiana, scarponi e calza di lana. Per San Nicol di Bari (6 dicembre), festa o non festa, a scuola non si

storto. 24. 25. 26. Avanti Natale, n freddo n fame. A San Silvestro (31 dicembre) la neve alla finestra. Per San Silvestro, ogni oliva nel canestro.
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