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Alimentazione e Salute Globale

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“Non c’è nulla di più sublime che rendere sano il piacere del cibo” Cetan Vartan

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Indice: Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei - Alimentazione e dietetica dei “sapori” - Definizione della parola Alimento - Alimentazione, Cultura e Società - Alimentazione: Digestione, Assorbimento, Metabolismo - Dieta ipocalorica rallenta invecchiamento cardiovascolare - Mangiare Sano e Poco - Alimentazione come bioterapia - I dolci con zuccheri raffinati tolgono energia al cervello! - Buone regole per una Sana Alimentazione - La specie umana ed i gruppi sanguigni - Cibo e Crimine

Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei

Nei cibi che l’uomo preferisce o rifiuta, è già riconoscibile una grande quantità di cose. Quando una persona ha fame di qualcosa di preciso, questa è l’espressione di una ben precisa affinità ed è quindi in ultima analisi un’informazione precisa sulla persona stessa. Se qualcosa “non è di suo gusto”, questa antipatia è esattamente interpretabile, allo stesso modo di una decisione in un test psicologico. La fame è il simbolo del “voler avere”, del voler introdurre, è espressione di una certa determinata bramosia. Mangiare è il soddisfacimento di questo desiderio attraverso l’integrazione, attraverso l’assunzione e la soddisfazione dello stimolo della fame. Se qualcuno ha fame d’amore senza che questa fame venga adeguatamente saziata, essa si manifesta di nuovo nel corpo come fame di cose dolci in particolare… fame di dolci e ghiottonerie è sempre l’espressione di una non saziata fame d’amore. Il doppio significato della parola dolce diviene evidente quando parliamo di dolce fanciulla. E si usa anche dire che si vorrebbe mangiare di baci una persona. Amore e dolci sono strettamente legati. Chi spilluzzica e mangia dolciumi, ha fame d’amore e ha bisogno di essere saziato. Esistono anche genitori che rimpinzano i loro bambini di dolciumi e in questo modo fanno capire che non sono disposti a dare amore ai figli e quindi glielo offrono come surrogato allo stesso livello. Le persone che pensano molto e svolgono un lavoro intellettuale hanno bisogno e desiderio di cibi salati e genuini. Le persone molto conservative preferiscono alimenti in scatola o conservanti, specialmente prodotti affumicati, e gradiscono il tè forte, che magari devono amaro. Chi predilige un cibo ben aromatizzato e piccante mostra il desiderio di avere nuovi stimoli e nuove impressioni. Sono le persone che amano le provocazioni, anche quando sono difficili da sopportare e da digerire. La situazione è totalmente diversa nelle persone che mangiano cibi leggeri: niente sale, niente spezie. Sono persone che evitano tutte le sensazioni nuove. Temono le provocazioni del mondo, hanno paura di ogni confronto. Questa paura può arrivare fino alle creme e alle pappe dei malati di stomaco. Sono cibi da bambini, e questo mostra chiaramente che il malato di stomaco regredisce alla situazione indifferenziata dell’infanzia, quando non si deve decidere né prendere posizione e si può perfino rinunciare alla masticazione del cibo (che presenta un suo lato aggressivo). Una paura eccessiva delle lische simbolizza la paura delle aggressioni. La paura dei noccioli è la paura dei problemi – si va malvolentieri al nocciolo delle cose. Questo gruppo di persone ha un gruppo opposto: i macrobiotici. Costoro vogliono ad ogni costo arrivare al nocciolo delle cose e di conseguenza sono aperti nei confronti dei cibi duri. La situazione è a un punto tale che rifiutano anche gli aspetti non problematici della vita: anche nei cibi dolci vogliono qualcosa da mordere con forza e decisione. In questo modo i macrobiotici tradiscono una certa paura

dell’amore e della tenerezza, hanno cioè qualche difficoltà ad accettare l’amore. Ci sono persone che portano a un punto tale la loro ostilità ai conflitti che alla fine vengono nutrite per via endovenosa – e questa è senza dubbio la forma più sicura di vita vegetale priva di conflitti e di responsabilità personali. Quando il cibo viene assunto in moderato eccesso, come nei casi di leggero sovrappeso, esprime un valore utilizzato, analogamente al succhiotto del periodo infantile, per distrarsi da se stessi e dai propri bisogni. Se il cibo viene assunto in elevato

eccesso senza il piacere del gusto e degli altri sensi, come è caratteristico nelle bulimie, esprime un volume privo di valore impiegato per riempire il proprio vuoto esistenziale. Nei casi in cui l’assunzione avviene per difetto oppure si ricorre addirittura all’introduzione del vomito, nell’anoressia, il cibo rappresenta un disvalore (rifiuto, protesta, punizione, distruzione) che viene utilizzato per attirare l’attenzione su se stessi attraverso la perdita di peso. Si offre il cibo per esprimere disponibilità, dedizione (per esempio, la moglie che imbandisce la tavola per

il marito che torna dal lavoro… o viceversa); considerazione, stima, gratitudine, potere (“offro io!”); professionalità, buon gusto, cultura (nella scelta e cura dei particolari che completano il rituale); seduzione (cene romantiche) e così via… Sapori dolci: gusto infantile, desiderio di dipendenza e regressione. Sapori salati: gusto maturo, desiderio di indipendenza

Sapori delicati: sensibilità, purezza Sapori piccanti: trasgressione, curiosità, passione Cibi morbidi: bisogno di affetto e consolazione Cibi duri-croccanti: grinta, energia, dinamismo

Cibi freddi: riservatezza, distacco, indifferenza Cibi caldi: affetto, disponibilità, entusiasmo Cibi vegetali: rispetto dei valori umani (a volte solo dei propri) Cibi animali: forza, aggressività

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Cibi semplici: bisogno di chiarezza, comprensione Cibi elaborati: tendenza alla complessità e alla manipolazione.

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Alimentazione e dietetica dei “sapori”

In base alla metodica terapeutica della medicina cinese, molte malattie possono, da un lato, essere causate da una scorretta alimentazione

e, dall'altro, guarire attraverso indicazioni alimentari. Anche in Occidente sappiamo quanto sia importante alimentarsi in modo corretto, prestando attenzione, per esempio, ai grassi, alle fritture, allo zucchero ecc. Tuttavia in Cina, più che la componente materiale specifica degli alimenti, si considera una particolare qualità dei cibi, il "sapore". Per gli orientali il "sapore" di un alimento non è solo la sensazione gustativa,

ma contiene anche una parte più sottile, energetica, che varia a seconda dei diversi cibi. Nell'arco di sperimentazioni millenarie, i medici cinesi hanno individuato tutti i cibi corrispondenti ai cinque sapori fondamentali, i quali a loro volta sono riferibili ai cinque elementi e, dunque, agli organi ad essi corrispondenti:

- sapore agro-acido (fegato e cistifellea);

- sapore amaro (cuore e intestino tenue);

- sapore dolce (stomaco e milza);

- sapore piccante (polmoni e intestino colon);

- sapore salato (reni e vescica).

Poiché gli organi sono accoppiati come yin e yang, vi saranno sapori yin e yang che apparterranno loro rispettivamente, e cioè, per esempio,

vi saranno alimenti di sapore salato yin che corrispondono ai reni e alimenti di sapore salato yang che corrispondono alla vescica (fegato,

cuore, milza, polmoni e reni sono yin, cistifellea, intestino tenue, stomaco intestino colon e vescica sono yang), e così via. Vediamo un breve elenco di corrispondenze tra sapori - yin e yang - organi e alimenti.

· Sapore agro - acido - yin - fegato: limone, pomodoro, fragola, basilico, cavallo, pera, arancia, pompelmo, uva, grano.

· Sapore agro - acido - yang - cistifellea: fagiano, maiale, pollo, mandarino, albicocca, pesca, prugna, biancospino, olive, formaggio.

· Sapore amaro - yin - cuore: lattuga, rabarbaro, soia, tè, fegato di coniglio, bardana, rapa, ruta, verbena, cavolo, fegato di manzo, miglio.

· Sapore amaro - yang – intestino tenue: asparago, mandorla, buccia di arancia e di mandarino, tè, fegato di maiale, valeriana.

· Sapore dolce - yin - milza: melanzana, canna da zucchero, barbabietola, funghi, bambù, fagiolini, orzo, zucca, cetriolo, spinaci, banana, melone, mela, crescione, sedano.

· Sapore dolce - yang - stomaco: ciliegia, castagna, dattero, trota, gamberetti, anguilla, uovo di gallina, pesce persico, carpa, fico, sesamo, arachide, zucchero bianco, zafferano.

· Sapore piccante - yin - polmone: cavallo, maiale, coniglio, lepre, menta, origano, carota, ravanello, rapa.

· Sapore piccante - yang – intestino colon: aglio, porro, finocchio, cervello di manzo, tabacco, capriolo, salvia, prezzemolo, peperoncino, zenzero, scalogno, mostarda.

· Sapore salato - yin - rene: sale, avena, polipo, coniglio, ostrica, lumaca, anatra, alghe.

· Sapore salato - yang - vescica: riccio di mare, gamberetti, piccione, prosciutto, cinghiale, formaggio fermentato, uova di pesce, ceci, piselli. Cause alimentari di malattia Per i cinesi ogni abuso o eccesso alimentare può causare malattia. Vediamo una per una le diverse possibilità legate ai cinque sapori.

· Eccesso di sapore agro - acido: può portare a un carico eccessivo di energia al fegato, provocando collera e contratture muscolari.

Inoltre interferisce con l'energia: dello stomaco, causando gastrite e crampi; del polmone, rendendo la pelle priva di vitalità e dunque facilmente rugosa; dell'intestino colon, causando stitichezza. Anche il rene può essere danneggiato (energeticamente), con conseguente tendenza all'ansietà e all'instabilità psichica.

· Eccesso di sapore amaro: soprattutto chi fuma corre rischi da questo punto di vista, poiché il tabacco viene considerato di sapore amaro.

Da un punto di vista cardiaco vi è accelerazione dei battiti, mentre a livello dello stomaco vi saranno mancanza di appetito e difficoltà digestive. Per quanto riguarda il polmone si verifica una sorta di paralisi energetica, con facilità a bronchiti ed enfisema. Nella loggia

energetica renale, l'eccesso si manifesta con diminuzione della libido, disturbi mestruali, diminuzione dell'attenzione e della volontà, possibile sterilità. Inoltre, la diminuzione dell'acuità visiva e la fragilità delle unghie sono l'espressione del danno energetico alla cistifellea e

al fegato.

· Eccesso di sapore dolce: nell'energia dello stomaco causa gastrite; in quella polmonare, problemi cutanei anche infettivi; nella loggia renale, impotenza sessuale, ipertensione e problemi ossei; nell'energia epatica vi potranno essere glaucoma, cataratta, debolezza

muscolare, diminuzione della vista; in quella cardiaca, ipertensione arteriosa e, in casi gravi, scompenso cardiocircolatorio.· Eccesso di sapore piccante: a livello polmonare e dell'intestino colon si potranno rilevare facilità alle infezioni, emorroidi, emorragie cutanee a livello delle mucose (gengive, per esempio). Per quanto riguarda il rene, diminuzione della libido, amenorrea, edemi (gonfiori) alle caviglie, confusione mentale sono tutte possibili conseguenze. Nella loggia epatica l'eccesso di sapore piccante può causare crampi muscolari, fegato ingrossato, leggeri tremori alle mani. Gastrite, guance rosse e anemia caratterizzano invece il probabile danno all'energia dello stomaco e del cuore.

· Eccesso di sapore salato: nell'energia renale si generano ronzii alle orecchie, aumento delle urine, cefalee nucali. In quella epatica

potranno insorgere crampi, disturbi del campo visivo, debolezza muscolare, vertigini, formicolii alle dita, diminuzione della vista. Nell'energia del cuore e del polmone potranno verificarsi difficoltà respiratorie e tachicardia durante gli sforzi. Alcune regole terapeutiche Forniamo qui alcune indicazioni di massima per intervenire con i sapori in senso terapeutico.

1. Nelle malattie muscolari è consigliabile diminuire il sapore agro - acido ed ingerire più sapori piccanti. Così nei sintomi dati da eccesso di

sapore agro - acido.

2. Il sapore agro - acido tonifica il polmone quando si trova in vuoto energetico.

3. Nelle malattie delle ossa è meglio non assumere alimenti di sapore amaro ed ingerire sostanze salate. Nei sintomi dati da eccesso di

sapore salato è opportuno aumentare il sapore dolce.

4. Negli eccessi di sapore dolce si consiglia di aumentare il sapore agro - acido.

5. Il sapore salato tonifica il cuore.

6. In caso di disturbi cutanei è bene aumentare il sapore amaro e diminuire il piccante.

7. Nel caso di eccesso di sapore amaro si consiglia di aumentare il salato.

8. Per tonificare il rene conviene aumentare il sapore amaro.

Queste sono solo alcune delle numerose possibilità di intervento terapeutico attraverso la dietetica dei "sapori".

Definizione della parola Alimento

L’alimento è dal punto di vista popolare (linguaggio volgare, il parlare del popolo, la saggezza del “profano”), ma anche etimologicamente. ….ciò che si porta al.…mento; questa parola deriva dal latino alimentum = nutrimentum, e le due parole latine sono composte da due suffissi identici, che indicano la sporgenza del mento del viso umano, ele…mento ritenuto “sacro” dagli antichi come segno di distinzione fra il regno animale e quello comminale.

Alimentazione, Cultura e Società

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I modi di alimentarsi delle famiglie e degli individui nel nostro paese, in altre parole le combinazioni di piatti e menù, è talmente vario da regione a regione, che una descrizione esauriente richiederebbe varie pagine colme di dati, cifre e grafici. Tale problema è particolarmente accentuato nel nostro paese, dove l'esistenza di numerosissime realtà e tradizioni locali, dovute a svariati fattori, in primis le numerose e varie colonizzazioni ed influssi avute nel corso dei secoli, dai nord europei ai turchi ed ai nord africani, hanno fatto sì che il modo di alimentarsi sia tra i più vari che si possano trovare al mondo. Pertanto, la descrizione delle abitudini alimentari non può che far riferimento a dati statistici relativi a qualità e quantità rilevate nelle varie parti del paese. Se si risale indietro nel tempo, fino alla metà del secolo scorso, quando cioè si compiva l'unità nazionale, il quadro generale dei consumi nella nostra popolazione, anche attraverso i pochi dati a disposizione, offre l'immagine di una mensa molto povera, ed il più delle volte, in

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vaste zone e per talune classi sociali, al di sotto dei livelli minimi di sussistenza. A tale proposito, nella “inchiesta agraria” diretta da Stefano Iacini, e resa nota nel 1883, si legge testualmente "l'alimentazione di gran parte degli italiani è scarsa e di infima qualità, anzi peggiore di quella che sarebbe da desiderarsi che fosse". Tuttavia, col trascorrere dei decenni e con il miglioramento delle condizioni economiche del Paese, anche la situazione alimentare generale si evolve in senso positivo, giungendo così agli inizi di questo secolo, ad una razione di consumo che, anche se non può considerarsi adeguata, specie dal punto di vista qualitativo, rappresenta un notevole progresso rispetto al secolo precedente. Si tratta sempre di una razione molto povera di alimenti di origine animale, ma che non dà più quel quadro di "fame diffusa" per larghi strati della popolazione. Migliorano soprattutto le condizioni alimentari delle popolazioni urbane e della classe operaia inserita nell'industria, mentre rimane grave e carente lo stato di alimentazione della classe contadina meridionale.

Il vero balzo in avanti si verifica all'inizio degli anni cinquanta, quando, superato il periodo bellico, la crescita industriale ed economica del

Paese, porta un sensibile incremento del reddito pro-capite, e con esso quel salto di qualità che si è evoluto ed affinato nel corso degli anni,

fino ad i nostri giorni. Negli anni cinquanta ogni italiano consumava mediamente non oltre 600 Kg di alimenti e bevande pro-capite annui. Tale consumo raggiunge

e supera negli anni scorsi i 900 Kg . Gli aumenti più rilevanti riguardano soprattutto i consumi di prodotti di origine animale: molto marcato

quello delle carni, di misura inferiore, ma sempre notevole, quello di latte, formaggi, uova e grassi animali; modesto invece, il consumo di pesce. Per quanto attiene l'andamento dei consumi di prodotti di origine vegetale, il fenomeno è più articolato. I generi alimentari il cui

consumo risulta più aumentato, sono i prodotti ortofrutticoli, i grassi da condimento, lo zucchero. E' cresciuto il consumo di frumento, mentre

è diminuito quello dei cosiddetti cereali minori (mais, segale, orzo e riso) e dei legumi secchi. Stazionario può considerarsi il consumo di patate. Anche nel consumo della frutta vi è un andamento differenziato: gli italiani hanno consumato negli ultimi decenni una quantità

crescente di mele, pere, pesche, fichi ecc

con un incremento crescente negli ultimissimi anni di agrumi in genere, fragole, Kiwi e frutta

esotica di importazione. Lo sviluppo del settore lattiero caseario ha reso possibile un sensibile incremento del consumo dei relativi prodotti. Che la cucina italiana sia differente da regione a regione è un fatto noto. Ciò che forse è meno noto è la rilevante differenza di consumi, sia per quanto riguarda gli aspetti quantitativi, sia per il tipo di alimenti consumati. Si può concludere affermando, che in nessun altro paese vi è una differenza così marcata tra regioni diverse di uno stesso Stato, ed è questo un aspetto di grande importanza quando si voglia valutare il livello alimentare, o quando si vogliano fornire indicazioni di orientamento ed educazione nutrizionale. Altro aspetto di cui si ritiene opportuno solo accennare, che influenza sia il tipo di alimenti consumati, sia la quantità, sono quelli legati a fattori abitudinari, alle tradizioni, al reddito individuale, al livello culturale, all'ambito famigliare ecc

Alimentazione: Digestione, Assorbimento, Metabolismo

Tutti gli esseri viventi si moltiplicano, accrescono e riparano le continue usure dei propri costituenti strutturali e funzionali. Oltre a produrre e mantenere le proprie strutture, tutte le cellule viventi debbono anche eseguire particolari funzioni indispensabili alle proprie necessità vitali o alla economia gestionale dell'organismo. In un certo senso gli esseri viventi possono essere considerati delle macchine che, oltre ad eseguire determinate funzioni, possiedono la capacità di moltiplicarsi, autogenerarsi, e di riparare i danni prodotti dalla loro usura. Per soddisfare queste molteplici necessità, ogni essere vivente ha bisogno di prelevare dal mondo esterno una certa quantità di materiali da usare, sia per fabbricare le proprie strutture, sia per produrre l'energia necessaria a far funzionare la macchina vivente. Questa operazione di prelievo di materiale dal mondo esterno, viene definita in senso lato con il termine di alimentazione. Mediante l'alimentazione ci si procura: proteine, grassi, glucidi, sali minerali, vitamine ed acqua. Tutto questo materiale viene introdotto nel canale alimentare, dove viene scisso nei componenti più semplici di ogni classe di composti. Questo processo prende il nome di digestione.

La digestione viene compiuta da una serie di enzimi prodotti dalle pareti del tubo gastrointestinale, o dalle ghiandole annesse all'apparato digerente ( salivari, fegato, pancreas ). “Prima digestio fit in ore”. La prima digestione si faccia in bocca, dicevano i Latini. Infatti, attraverso la masticazione il cibo si mescola alla saliva la quale inizia a predigerire le grosse molecole di zuccheri, stimolando in tal modo la secrezione dei succhi gastrici, pancreatici e biliari, migliorando così l’intero processo. Tra l’altro migliora anche la sensibilità ai sapori. Lo scopo della digestione è quello di ottenere, dal materiale complesso ed eterogeneo di origine alimentare, i costituenti semplici fondamentali delle varie classi di composti in forma solubile, che sono introdotti nell'organismo attraverso la parete intestinale. La digestione è infatti seguita dall'assorbimento del materiale digerito.

L'assorbimento è un fenomeno attivo, cioè le varie sostanze non passano attraverso la parete intestinale per semplice diffusione, ma vengono prelevate attivamente e selettivamente dalle cellule della mucosa intestinale. Il compito della mucosa è duplice: da un lato preleva il materiale digerito presente nel lume intestinale, dall'altro trasferisce questo materiale nel torrente circolatorio sia sanguigno, sia linfatico. Una volta passato in circolo, il materiale viene distribuito a tutte le cellule dell'organismo. Le cellule di tutti i tessuti possono usare questo materiale per i loro immediati bisogni vitali, oppure possono immagazzinarlo in attesa di utilizzarlo al momento opportuno. L'utilizzazione dei vari costituenti provenienti dall'alimentazione, da parte delle cellule e dei tessuti, si compie con procedimenti complessi che prendono il nome generico di metabolismo.

E’ vero che esistono dei principi alimentari di base che valgono per tutti noi ma per un adeguato e sano programma alimentare e per ricevere dei buoni insegnamenti in merito al comportamento alimentare, è sempre opportuno rivolgersi a esperti nel settore della nutrizione in quanto “Ogni Organismo, risponde in maniera differenziata, agendo secondo precise leggi biologiche e biochimiche adeguandosi ogni istante, alle varie esigenze di stimolazione interna ed esterna, cioè dell'atmosfera nella quale vive; infatti tutte le variazioni iono-atmosferiche, anche minime, modificano ad ogni istante le cariche bioelettroniche dei liquidi ( il Terreno o Matrice ) dei corpo dei vari organismi viventi”

Finalmente negli USA, la maggioranza dei medici e degli operatori della salute ormai sostengono scientificamente che vi e’ una chiara associazione fra una dieta ad alto contenuto di frutta e vegetali ed un basso rischio di malattie croniche. I Fitonutrienti naturali, derivanti dalle piante, particolarmente gli antiossidanti, hanno dimostrato in modo sempre più evidente che essi aiutano ed ottimizzano la salute dell’uomo. Ecco perchè imparare ad alimentarsi e quindi a nutrire le cellule del corpo nel modo adatto, DEVE essere il PRIMO scopo di un pasto… quindi che il pasto sia RimedioDinamico. Noi ci ammaliamo perchè ci intossichiamo lentamente ma inesorabilmente (immissione di tossine nelle cellule del corpo ), con: alimentazione inadatta, acque malsane, utilizzando Vaccini, farmaci, droghe, stress cronici e Conflitti irrisolti:

comportamenti poco Etici ed in contrasto con le leggi della Natura.

Dieta ipocalorica rallenta invecchiamento cardiovascolare. L'aderenza ad una dieta ipocalorica a lungo termine migliora il normale declino della funzionalità diastolica in soggetti adulti sani non obesi. Gli effetti cardiospecifici della restrizione calorica sono mediati dalla riduzione della pressione, dell'infiammazione a livello sistemico e della fibrosi miocardica. Il presente studio risulta importante perché è il primo sull'uomo a suggerire fortemente che la restrizione calorica possa ritardare l'invecchiamento primario. Era stato precedentemente dimostrato che la restrizione calorica potesse rallentare l'invecchiamento e prolungare la vita nei piccoli mammiferi. Benché non sia probabile che molti soggetti vogliano adottare un tipo di dieta simile, il valore dello studio risiede nel fatto che esso indica possibili meccanismi alla base dell'invecchiamento, meccanismi passibili di modifica.

La Verità è che mangiare SANO e POCO, permette di avere una migliore salute ed allunga la vita migliorando e ritardando anche la vecchiaia; si e’ scoperto che una dieta povera di calorie (circa 1.300) permette alle cellule che rivestono l’interno dei vasi sanguigni di produrre maggiormente il gas chiamato “ossido di azoto” il quale e’ per eccellenza uno stimolatore della produzione di nuovi mitocondri, che sono le centrali energetiche di ogni cellula di animali ed umani, aumentando così anche la produzione di elettroni negativi emessi proprio dai mitocondri, ma non e’ finita, si migliora anche la quantità di ossigeno in circolazione nel sangue.

Alimentazione come bioterapia

Il ritmo frenetico della vita “moderna” è causa di stress, ma è anche causa di brutte abitudini come di un tipo di alimentazione ormai

industrializzata, che è povera di sostanze vitali e nutrienti, non bilanciata ed è all’origine del poco salutare aumento delle “diete” prescritte in modo sconsiderato da medici o paramedici poco informati, inoltre non facciamo sufficientemente esercizio fisico. Gli alimenti ingeriti influiscono non soltanto sul fisico, ma anche sul cervello, mente, quindi personalità e comportamenti, perché favoriscono il buon umore, oppure provocano eccitazione, irritazioni e sono concausa di infiammazioni od hanno effetto tranquillizzante e/o disinfiammante; queste sono

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le “ultime” scoperte di neurologi e nutrizionisti americani, che confermano in pieno ciò che la medicina naturale ha da sempre affermato!

Esempio: la carne rende aggressivi ed infiamma la mucosa intestinale per le putrefazioni che induce, danno una forza apparente come un frustata od una droga, ma inducono aggressività per l’eccitazione dei villi e dei neuroni del sistema nervoso enterico (cervello enterico) presente nell’intestino. Gli insaccati sopra tutto quelli di maiale, inducono nervosismo, irritazione, aggressività ed insonnia, senza contare i processi di putrefazione, infiammazione ed irritazione che sempre inducono nell’intestino! Mangiando carne si è più aggressivi e si è portati ad una sessualità predatrice, mentre con i vegetali e carboidrati si cerca un sesso più giocoso ! Il latte favorisce il sonno è sedativo, ma induce reazione acida intestinale, quindi nociva ed i suoi grassi non sono assimilabili, neppure dai lattanti! serve solo alle mucche.

I dolci con zuccheri raffinati tolgono energia al cervello!

Noi siamo tutti “allergici” (reazioni nervose enteriche) al latte di mucca, ai formaggi, alla carne e gli insaccati, ma a furia di insistenza da parte dei nostri genitori, impariamo ad utilizzarli e quindi il corpo prima li tollera, poi li richiede ! e nel tempo aiutiamo le malattie a presentarsi anzi tempo. Ma quelle “intolleranze” alimentari, anche quando non danno reazioni immediate, producono con il tempo una intossicazione cronica

e quindi malattie le più disparate! La pasta di grano genera calma e serenità, fornisce energia, ma per le forti fermentazioni che induce, deve

essere mangiata al massimo solo una volta alla settimana! I formaggi contengono una sostanza anti ansia, ma per le forti putrefazioni che inducono, per i troppi grassi animali introdotti ed anche per i vari ceppi batterici che contengono e che non sono residenti all’uomo, devono essere alimenti sporadici ed assunti in minime quantità, mangiati sempre con verdure crude, non con altri cibi; è meglio utilizzare solo quelli non ancora fermentati oppure quelli stagionati od affumicati ! I cibi in scatola che contengono anche glutammato, provocano indigestioni e quindi cefalee, nervosismo, ansia e depressione! Ricordiamo anche che ogni cibo a seconda dell’orario nel quale è ingerito presenta diverse possibilità digestive! La carne alla sera non favorisce il sonno perché è un’eccitante; i formaggi per altri motivi eccitano, le verdure crude a foglia verde tendono ad eccitare e quindi impediscono il sonno, ecc. Sintesi: “Ciascuno è ciò che mangia e ciascuno mangia secondo ciò che è”.

BUONE REGOLE per una SANA ALIMENTAZIONE e per mantenere una Buona Salute

1. Il cibo deve essere gustoso e facilmente digeribile, cioè piu' crudo possibile ed atto a mantenere i giusti rapporti acido-basici e quelli dello zucchero nel sangue.

2. Masticare molto lentamente e con buona insalivazione, ogni tipo di alimento.

3. Possibilmente non bere durante i pasti oppure bere a piccoli sorsi, ma al massimo 1 bicchiere di acqua. Alla sera ed alla mattina bere un bicchiere di acqua tiepida; bere fra i pasti almeno 1 lt di acqua.

4. Il cibo deve essere assunto in quantità appropriate tali da alzarsi da tavola con ancora un poco di appetito.

5. Consumare alimenti seguendo le indicazioni dell'emodieta il più possibile Biodinamici, o Biologici, il piu' fresco possibile e possibilmente crudi, integrali e/o semintegrali.

6. Consumare frutta e verdura di stagione prima dei pasti oppure fare pasti di sola frutta e/o verdura, ricordandosi di NON mescolare la frutta acida con quella basica

7. Associare gli alimenti nel modo più corretto possibile, secondo l'emodieta.

8. Non mescolare troppi alimenti nell'ambito dello stesso pasto, per evitare al massimo le incompatibilità che creano indigestioni.

9. Consumare i pasti in un ambiente piacevole, areato e con le persone giuste

10. I cibi per essere ben gustati devono essere assunti a stomaco vuoto.

La prima regola da non dimenticare mai, è che i cibi crudi sono amici delle buone digestioni e quindi della Salute Perfetta, infatti tali alimenti contengono gli enzimi necessari per questo importante processo, al contrario i cibi cotti ne sono carenti e producono esclusivamente ceneri morte. Pertanto l’alimentazione ideale deve essere costituita per almeno il 70% da cibi crudi. Mangiare semplice e sano è il modo migliore per mantenere o ritrovare uno stato di salute ottimale. Di fondamentale importanza è la provenienza degli alimenti destinati alla nostra tavola. A tale proposito occorre acquistare prevalentemente prodotti derivanti da coltivazioni biologiche o biodinamiche, è inoltre

preferibile consumare pochi prodotti che giungono da terre lontane, in quanto sovente contengono additivi e conservanti necessari per il trasporto e la conservazione. Tali cibi, sono spesso il frutto di mode passeggere e obbligano i produttori a coltivazioni intensive che impoveriscono i terreni di fattori vitali. Per noi Europei, il modo migliore per ritornare verso i processi ed i cicli naturali, è quello di utilizzare la ormai famosa ”dieta mediterranea”, base dell’alimentazione dei nostri progenitori, ma che va migliorata per gli abbinamenti inadatti. Spesso

si crede che un pasto corretto debba prevedere primo, secondo, contorno, frutta e pane (magari anche il dolce); ciò è assolutamente

sbagliato in quanto ogni tipologia di cibo richiede enzimi diversi per essere digerito ed assorbito, perciò l’ideale sarebbe consumare, un solo tipo di piatto abbinato costantemente con verdure. Purtroppo assistiamo ogni giorno allo scempio compiuto dall’industria chimico alimentare sui prodotti per l’alimentazione, inoltre l’agricoltura non biologica, utilizza colture con additivi chimici, perché spinta dall’industria chimica delle multinazionali, presentandoci prodotti belli da vedere, ma che contengono sottili e potentissimi veleni che accumulati negli anni, contribuiscono al degrado del nostro stato di salute, ed all’insorgenza delle più svariate patologie (malattie neurologiche degenerative, malattie tumorali, malattie cardiovascolari ecc.). Di seguito alcuni consigli sugli alimenti di maggior consumo nella cultura occidentale:

Carne: Fin dall’antichità si sapeva che è meglio consumare la carne proveniente da animali di piccole dimensioni, animali da cortile o piccoli

volatili, piuttosto che la carne di animali grandi e grossi tipo i bovini, che veniva utilizzata in passato, prevalentemente dai nobili che è noto sono stati per secoli i soli ad essere grassi e a soffrire di gotta; ovviamente il fatto di nutrirsi con prodotti carnei, aggrava sempre e per qualsiasi tipo di carne, le digestioni. Per chi comunque desidera cibarsi di carne, si consiglia di farlo massimo due volte al mese, cucinandola solo alla griglia ed avendo cura di togliere le parti grasse e quelle bruciacchiate in quanto tendenzialmente tossiche. Un altro utile consiglio è

di non consumare carne nel pasto serale, in quanto durante la notte tutte le funzioni fisiologiche rallentano e con esse anche il transito

gastrointestinale, ciò provoca facilmente processi di putrefazione intestinale, che porteranno rapidamente il pH dell’intestino verso l’acidità, con conseguente formazione di fattori tossici (putrescina, cadaverina, ecc.) che il sangue trasporterà alle cellule generando forti alterazioni termico/nutrizionali e di conseguenza gravi intossicazioni. Pesce: consumare preferibilmente quelli che rimangono piccoli ed a forma di pesce e non i molluschi, e ricordare che anche il pesce è un prodotto di carne, pertanto non andrebbe consumato più di due volte alla settimana. Latte e derivati: il latte vaccino o latte di mucca non è assolutamente adatto all’alimentazione umana, malgrado venga considerato come un alimento completo, se diamo del latte pastorizzato ai vitelli, essi muoiono, se lo diamo ai topi, essi non si riproducono più. Il latte vaccino non

pastorizzato, è adattissimo al vitello che alla nascita pesa 60 kg, dopo un mese 110 kg, a quell’età è già in grado di stare in piedi e muoversi da solo. Questa rapida crescita richiede un notevole sviluppo e la formazione veloce delle ossa, per equilibrare i bisogni all’attività ed al peso. Per questa ragione il latte di mucca contiene più calcio di quello materno umano, ed è acido, mentre quello umano è alcalino. Nel caso

di utilizzo di formaggi, assumere un cucchiaino di miele; il formaggio sarà meno indigesto. Meglio utilizzare il latte di capra, che e' meno

grasso e quindi piu' digeribile di quello vaccino. Per la stessa ragione occorre limitare anche il consumo dei derivati del latte (formaggi, yogurt ecc.), a non più di una volta alla settimana, dando la preferenza ai formaggi magri e non fermentati. Il grana può essere consumato più spesso, ma sempre in quantità molto limitate. Uova: consumarle una - due volte a settimana e preferibilmente di giornata, cotte o crude; già dopo qualche giorno perdono infatti buona parte delle loro proprietà energetiche e nutritive. Legumi: (ceci, lenticchie, fagioli, piselli), consumarli (se tollerati) due volte a settimana, ottime le zuppe di legumi; metterli a bagno la sera precedente. Pane e farinacei: il pane bianco e tutti i farinacei a base di farina bianca (compreso la pizza), sono poveri di fattori vitali (vitamine e minerali)

che vanno perduti nei processi di raffinazione della farina, inoltre la lievitazione (in genere i panettieri ed i pizzaioli utilizzano il lievito chimico

e sono prodotti con un tipo di grano OGM = Grano Creso) contribuisce a renderli alimenti poco adatti per il nostro nutrimento (provocano

spesso gonfiore addominale e formazione di gas), consigliamo quindi di ridurre notevolmente il consumo di tali farinacei, dando la preferenza

a quelli che contengono farina integrale o semi integrali e non lievitati, ad esempio il pane azzimo (che oltretutto è molto gustoso).

Carne vegetale: Con certi cereali e legumi e' possibile preparare la carne vegetale, detta anche muscolo vegetale. Riso alimento ideale - da millenni il Riso e' ritenuto l'alimento cerealicolo ideale per l'alimentazione umana; va consumato nella forma integrale e/o semi integrale; vi sono molte varietà di riso ognuna con caratteristiche particolari.

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Pasta: consumarla una o due volte a settimana (meglio se integrale o semi integrale e NON di grano Creso), come per i farinacei infatti oggi si utilizza preferibilmente la pasta raffinata che è povera di elementi vitali ed inoltre tende a provocare fastidiosi fenomeni di fermentazione nell’intestino, è quindi preferibile utilizzare il riso che deve essere integrale o semi integrale e può essere consumato quando si vuole; metterlo in ammollo la sera prima. Non utilizzare il pomodoro cotto (precetto fondamentale seppur poco seguito), per condire la pasta ed il riso, in quanto acidifica le digestioni, è consentito invece utilizzare per il condimento pomodori freschi e crudi in piccola quantità. Nel caso dell'uso eliminare la pelle, perchè non adatta all'alimentazione umana. Verdura ed ortaggi: gruppo alimentare importantissimo. Ad ogni pasto non deve mai mancare una porzione abbondante di verdura cruda, da consumare assieme al vostro cibo, non separandole dagli altri ingredienti, evitate di mangiare le crudità dopo il primo od il secondo (che non devono mai essere presenti nello stesso pasto, come vedremo più avanti), mangiatele prima od assieme; tutto ciò favorisce la preparazione del bolo di cibo che deve scendere nell’intestino, e verranno cosi favorite le assimilazioni e le successive eliminazioni, senza sovraccaricare ed irritare la mucosa intestinale. È’ preferibile consumare prevalentemente verdure crude, alle volte ed in particolare alla sera si possono consumare anche cotte, meglio se a vapore o solo scottate (lasciate in acqua bollente per pochissimo tempo). Nel caso di malattie importanti, si consiglia di frullare il tutto (crudo e/o cotto) per preparare delle pappine che sono più digeribili. Frutta: altro gruppo alimentare importantissimo. Esiste una grande varietà di frutta con caratteristiche anche molto differenti, la regola fondamentale è quella di non consumare la frutta dopo i pasti, ciò provocherebbe fermentazioni anomale, inoltre l’assimilazione dei principi vitali non sarebbe ottimale (solo in qualche rara eccezione è consigliato di consumare un pò di frutta acidula dopo i pasti). È’ quindi consigliabile consumarla come spuntino a metà mattino o pomeriggio, alle volte sarebbe molto utile fare dei pasti di sola frutta cruda (come per la verdura, occorre utilizzare quasi esclusivamente frutta cruda) particolarmente indicate a tal proposito sono le mele. Buona abitudine sarebbe consumare frutta fresca a colazione, (ad esempio tre-quattro giorni a settimana fare colazione a base di frutta fresca di stagione). Nel caso di malattie importanti, si consiglia di frullare il tutto (crudo e/o cotto) per preparare delle pappine che sono piu' digeribili. Semi oleaginosi: consigliamo di consumare quotidianamente come spuntino, quindi lontano dai pasti, sette-otto mandorle o noci (sono ottime anche tritate in insalata). Nel caso di utilizzo si consiglia di frullare il tutto (crudo e/o cotto), sono piu' digeribili. Zucchero: lo zucchero bianco deve assolutamente essere eliminato dalla propria alimentazione, lo zucchero di canna, oggi molto di moda va utilizzato in quantità piccolissime, sarebbe meglio per dolcificare, utilizzare fruttosio e/o miele sempre in quantità molto limitata oppure sciroppo di acero, melassa o malto. Dolci e prodotti di pasticceria: consumare esclusivamente e sempre in quantità limitata, dolci fatti in casa, preparati con pochissimo burro, senza zucchero bianco e con farina semi integrale od integrale NON di grano Creso, oppure biscotti integrali (di riso e' meglio) per la colazione sempre senza zucchero. Non consumare assolutamente merendine confezionate, che oltre ad avere un valore nutrizionale nullo, contengono sostanze assolutamente nocive, tra cui coloranti, conservanti, additivi e grassi idrogenati. Oli e grassi da condimento: Non utilizzare i grassi chiamati vegetali come ad esempio le margarine, utilizzare il burro in quantità limitatissime (da non utilizzare per chi è malato), quando cucinate aggiungete i grassi solo a fine cottura (i grassi animali e vegetali cambiano composizione chimica quando vengono riscaldati oltre i 42 gradi), quando condite le verdure utilizzate alternativamente o miscelandoli tra loro olio extravergine di oliva, olio di semi di girasole ed olio di semi di lino, sesamo, spremuti a freddo (si trovano preferibilmente in erboristeria),questo per non incorrere in carenze di vitamina E, poco rappresentata nell’olio extravergine di oliva. Non esagerate con le spezie ed i condimenti, cercate di gustare il soave sapore dei cibi, così come la natura li crea. Se sentite il bisogno di insaporire eccessivamente con spezie od altro il vostro cibo, significa che il vostro intestino è in disordine. Sale: consumare esclusivamente ed in quantità limitate, sale marino integrale. Un utile accorgimento è quello di non salare l’acqua di cottura, ma di aggiungere il sale marino integrale a cottura avvenuta, così facendo ne occorrerà molto meno e gli alimenti saranno più saporiti. Bevande: per quanto riguarda the e caffè, non più di uno al giorno senza zucchero, i superalcolici vanno eliminati, il vino è consentito in piccolissime quantità e meglio quello rosso, preferibilmente diluito in ragione di ¾ di acqua e ¼ di vino rosso, eliminare tutte le bevande gasate e dolci (coca-cola, aranciata, ecc. ), ottimi i succhi di frutta e verdura, (centrifugati o spremute), gli infusi ed i the, in particolare al mattino, purché preparati direttamente in casa e consumati subito. Consigliate anche tisane o infusi di fiori o di erbe per la colazione del mattino o prima di coricarsi (ottima la tisana di valeriana per favorire sonni tranquilli). Un discorso a parte merita l’acqua, che come ben sappiamo rappresenta dal 60 all’80% del nostro peso a seconda delle varie età della vita. Essa inoltre rappresenta il mezzo principale in cui avvengono tutte le reazioni che si compiono nel nostro organismo. E quindi facilmente intuibile come sia fondamentale una corretta assunzione qualitativa e quantitativa di tale elemento. Occorre consumare quotidianamente da 1 a 2 litri di acqua, preferibilmente lontano dai pasti (è infatti consigliabile bere poco mentre si mangia); per la scelta dell’acqua, due sono i parametri fondamentali da considerare al momento dell’acquisto. Il residuo fisso ai 180 gradi che deve essere possibilmente inferiore a 50 mg per litro, ed il pH che deve essere compreso tra 6.4 e 6.8. Occorre considerare che ogni individuo ha il proprio tipo di alimentazione che varia anche con l’età, per cui ognuno deve trovare qual è il tipo di nutrimento che gli è più adatto e lo potrà conoscere solo facendo una serie di esperimenti su se stesso. Per aiutarvi ad intraprendere questo tipo di alimentazione che per la maggior parte di voi potrebbe essere molto lontano dal vostro modello alimentare attuale, di seguito vi daremo uno schema esemplificativo di una giornata tipo.

Colazione:

Una delle seguenti scelte:

· frutta fresca di stagione, infusi di erbe e qualche biscotto integrale.

· caffè d’orzo, gallette di riso, semi di lino (messi a mollo in un bicchiere la sera precedente). · The o caffè con un po’ di miele, fette biscottate integrali con marmellata biologica · centrifugati di frutta fresca, biscotti integrali, un poco di miele

Spuntino:

· Frutta fresca di stagione, oppure sette, otto mandorle o noci.

Pranzo:

Una delle seguenti scelte:

· Riso semi integrale (minimo tre volte a settimana, meglio se più) con sugo vegetale o condimento di verdure fresche, una porzione abbondante di verdure crude.

· Pasta ( max due volte a settimana) con olio crudo e grana o con condimento di verdure o sughi vegetali, una porzione abbondante di verdure crude.

· Zuppa di legumi, una porzione abbondante di verdure crude.

· Polenta con un filo di olio e grana, una porzione abbondante di verdure crude.

· Orzo, miglio, mais, avena (quest’ultima molto energetica), Cous-cous, una porzione abbondante di verdure crude.

· Carne di animali di piccola taglia alla griglia (max due volte a settimana), una porzione abbondante di verdura cruda.

· Pesce piccoli alla griglia o al forno, verdure crude o scottate. Quando si consumano i carboidrati sarebbe meglio non utilizzare pane o farinacei, mangiando la verdura insieme al primo non se ne sentirà la necessità. Se lo si desidera si può consumare un caffè senza zucchero.

· Spezzatino di soia con verdure crude o scottate.

Cena:

Una delle seguenti scelte:

· Pesce al forno o alla griglia (max due volte a settimana), verdure alla griglia o scottate, poco pane non lievitato.

· Uova in camicia o alla coque o sode o al tegamino (max una due volte a settimana), verdure scottate o crude, poco pane azzimo.

· Formaggio magro e non fermentato, oppure grana (max una volta a settimana) con verdure scottate o alla griglia o crude, poco pane azzimo

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· Tortino di patate o erbazzone, o altro tortino vegetale, verdure scottate.

· Polenta con un filo di olio e grana, verdure scottate o alla griglia.

· Quando si mangia la carne a pranzo, per cena consumare riso semi integrale in condimento vegetale e verdure scottate.

· Quando nei giorni precedenti si è un po' esagerato con il cibo, per qualche giorno cenare solo con frutta fresca di stagione (ottima la cena con due mele).

Commento: Occorre precisare che pur seguendo una corretta alimentazione, è necessario integrare costantemente la stessa, con fermenti lattici (probiotici) e microdiete a base di frutta e verdura micronizzata. Può essere necessario saltuariamente utilizzare altri prodotti naturali, seguendo le indicazioni del medico o del terapeuta. Prima di coricarsi può essere utile bere una tisana rilassante ad esempio a base di valeriana.

Se la vostra attuale alimentazione, si discosta notevolmente dal modello da noi proposto, potrete cercare di avvicinarvi ad esso, in modo graduale.

E necessario considerare che inizialmente potreste avvertire alcuni piccoli disturbi, ciò è assolutamente normale in quanto il vostro

organismo si deve adattare a questo nuovo tipo di alimentazione.

La regola che tutti devono seguire, è quella relativa agli abbinamenti alimentari. Come avete potuto intuire dal menù tipo, non deve mai essere consumato primo e secondo durante lo stesso pasto, ciò per evitare cattive digestioni con conseguente acidificazione dell’intestino.

A tal proposito ogni volta che mangiate ricordate l’aforisma che più sta a cuore a chi come noi, si occupa di Medicina Naturale, che

cosi recita:

Le radici dell’albero, l‘intestino dell’uomo, le cause di quasi tutti i mali.

Una corretta alimentazione biologica e Biodinamica, aiuterà a diminuire la probabilità che ci si ammali di malattie e vi conserverà delle arterie e vene più “pulite.

Dalla Rivista “Natura e Scienza”, del 1997, la rivoluzionaria proposta del dr. Peter D'ADAMO, (naturopata statunitense) con la collaborazione di Catherine Whitney. Il suo studio decennale sulla compatibilità degli alimenti con riferimento ai gruppi sanguigni del sistema ABO, dal quale emerse che i gruppi sanguigni sarebbero lo specchio in cui è possibile leggere il passato alimentare dei nostri antenati, con la progressiva trasformazione alimentare della specie umana.

La specie umana ed i gruppi sanguigni

I nostri antenati avevano programmi biologici identici, che nel tempo si sono gradatamente adattati alle diverse condizioni ambientali in cui i grandi gruppi umani trovavano il loro habitat.

Il tipo O è il gruppo più antico, il basilare, quello degli antenati predatori. Le proteine della carne fornivano tutta l’energia di cui avevano bisogno. Il tipo O Possiede un sistema immunitario forte e reattivo.

Il tipo A appartiene al momento in cui si verificarono gli stanziamenti fissi con l’introduzione dell’agricoltura, nasce l’uomo agricoltore che addomestica anche gli animali. L’alimentazione con i cereali integrali e lo stile di vita in gruppi abitativi associati, villaggi, provocò modificazioni anche a carico del sistema immunitario degli esseri umani che vi vivevano, con un suo potenziamento nei confronti di nuovi agenti estranei, infatti l’antigene A si potenziò.

Il tipo B si differenziò nei villaggi delle zone fredde e montagnose sopra tutto del Pakistan e dell’India. Quel tipo di uomo divenne, pastore e quindi nomade e bellicoso per difendere i propri greggi, utilizzando principalmente una alimentazione dei prodotti lattei derivanti dagli ovini e caprini, ciò favorì il potenziamento dell’antigene B.

Il tipo AB è più recente ed è il più raro ma anche il più equilibrato. Ha ereditato la tolleranza di entrambi i tipi A e B e si è anche specializzato nella produzione di anticorpi (ad esempio il tipo AB può ricevere sangue da tutti ma può donarlo solo al tipo AB, altrimenti distruggerebbe tutti i globuli rossi dell’estraneo). Se gli anticorpi prodotti in grande numero gli consentono una difesa migliore contro le infezioni, generano anche una certa difficoltà a riconoscere sostanze estranee in possesso di antigeni A o B.

Il fondamento verosimile del rapporto fra alimenti e gruppo sanguigno del dr. P. D’Adamo. Tra sangue e cibo si verificano reazioni bioelettrochimiche che interferiscono ed interagiscono con il nostro patrimonio genetico. Il sistema digestivo e quello immunitario, ad esso strettamente connesso perché presente per un buon 65% proprio nell’apparato digerente, conservano una predilezione per i cibi consumati dagli antenati di gruppo sanguigno simile al proprio. E non solo a livello del tubo digerente per l’assorbimento e il trasporto attraverso l’apparato vascolare, ma anche al semplice contatto della mucosa orale e gastro-esofagea, che sono sempre ricche di enzimi e di antigeni di superficie. Particolari proteine denominate lectine, sono presenti negli alimenti, sulla mucosa del tubo digerente (compresi i dotti epatici e pancreatici), sui microrganismi saprofiti che presiedono al processo digestivo e sui microrganismi patogeni. Le lectine di cui sono ricchi i microrganismi (per esempio) hanno una struttura di ventose che consentono loro di ancorarsi sulle mucose della parete del tubo digerente. Le lectine che tappezzano i dotti epatici, attraverso i quali la bile si riversa nel duodeno, possiedono una specie di tentacoli atti ad afferrare e bloccare batteri e parassiti. Le lectine dell’apparato digerente, tuttavia, non sono per tutti della medesima composizione chimica. Esse seguiranno le caratteristiche che le apparentano agli antigeni A o B, presenti sulla membrana degli elementi figurati del sangue, in particolare dei globuli rossi. (Nel gruppo 0 sono quindi assenti sia gli antigeni che le lectine ad essi simili). Ognuno di noi, quindi, sulla mucosa del tubo digerente sarà in possesso di lectine secondo il gruppo sanguigno a cui appartiene. Quando ingeriamo un alimento contenente lectine incompatibili col nostro gruppo sanguigno (e quindi con quelle dell’apparato digerente) esse si sistemano in un organo (rene, fegato, stomaco, sistema nervoso centrale etc) e iniziano ad agglutinare globuli rossi in quell’area. Il latte, ad esempio, possiede lectine simili all’antigene B: se una persona di tipo A ne ingerisce, il suo sistema immunitario metterà subito in moto i meccanismi di difesa nel tentativo di eliminare l’intruso. Per fortuna la maggior parte delle lectine presenti nei cibi non è così pericolosa, sebbene possa causare una lunga sequela di problemi. Il 95% delle lectine alimentari viene allontanato senza problemi dall’organismo; il restante 5% però riesce a raggiungere il sangue innescando una serie di reazioni, fino alla distruzione dei globuli rossi. Ma le lectine possono danneggiare le pareti dell’apparato digerente, scatenando una violenta infiammazione delle mucose che provoca disturbi simili a quelli di un’allergia alimentare, senza raggiungerne l’intensità. Si verifica quindi meteorismo, diarrea, stipsi, nausea, cefalea, vomito, ritenzione della quota liquida fino a una lenta eziologia neoplastica o cancerogena.

I GRUPPI SANGUIGNI: I sistemi di classificazione dei gruppi sanguigni umani sono numerosi.

Il gruppo sanguigno ABO è il più importante di tali sistemi.

L'identificazione ABO permette di individuare 4 tipi diversi di gruppo sanguigno: O, A, B, AB. Questi "gruppi" vengono detti "sanguigni" in quanto formano i diversi gruppi di persone che possono scambiare il sangue tra di loro senza gravi reazioni avverse immediate. In breve, le caratteristiche dei 4 gruppi:

- Soggetti del tipo O (leggere "zero", come la cifra) non hanno antigeni e possiedono anticorpi diretti contro gli antigeni del gruppo A e B. - Soggetti del tipo A hanno l'antigene A e anticorpi anti-B, quindi non possono ricevere sangue del gruppo B. - Soggetti del tipo B hanno l'antigene B e anticorpi anti-A, quindi non possono ricevere sangue di gruppo A. - Soggetti del tipo AB hanno gli antigeni A e B, mentre non possiedono anticorpi anti-A e anti-B, quindi possono ricevere il sangue dagli altri gruppi, ma non possono donare il sangue se non a soggetti dello stesso gruppo. La determinazione del gruppo sanguigno di appartenenza è fondamentale per evitare che le trasfusioni siano incompatibili. La trasfusione tra gruppi sanguigni incompatibili comporta dei fenomeni di agglutinazione che possono portare a morte. La frequenza dei 4 gruppi sanguigni appare diversa nelle popolazioni dei vari continenti. In Europa la percentuale media di soggetti appartenenti ai diversi gruppi è la seguente:

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40% del gruppo O, 40% del gruppo A, 15% del gruppo B 5% del gruppo AB.

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Alcuni ricercatori hanno evidenziato che molte sostanze contenute negli alimenti sono in grado di provocare l'attivazione di fenomeni di agglutinazione, anche se molto più deboli, nei confronti delle cellule di determinati gruppi sanguigni, provocando l'attivazione di fenomeni di vero e proprio rigetto. Peter D'Adamo chiarisce l'importanza delle connessioni tra alimenti e gruppi sanguigni: "Molte lectine che sono proteine presenti negli alimenti, dotate della proprietà di agglutinazione, presentano caratteristiche simili a quelle degli antigeni dei gruppi sanguigni e si comportano pertanto come nemici per le persone che possiedono anticorpi diretti contro quello specifico antigene. Il latte per esempio possiede lectine simili all'antigene B: se una persona con sangue di tipo A ne beve un po’, il suo sistema immunitario metterà subito in moto i meccanismi di agglutinazione nel tentativo di eliminare l'intruso. Ciascuna lectina, però, ha le sue predilezioni e quindi gli organi che possono essere colpiti sono diversi. Una volta giunta a destinazione, la lectina esercita un effetto magnetico sulle cellule che la circondano; le attira e favorisce la formazione di microscopici agglomerati che, in un secondo tempo, vengono distrutti". Questi agglomerati si chiamano “Cluster di sostanze” indigerite; essi sono i maggiori responsabili di molte crisi di “rigetto” che impropriamente vengono chiamate "allergie alimentari".

Gruppo O - E' uno dei gruppi sanguigni più antichi ed appartiene a circa il 40% della popolazione europea.

I soggetti con questo gruppo sanguineo presentano di solito un apparato digestivo molto attivo, ma non molto capace di adattarsi a repentini cambiamenti ambientali e nutrizionali. E' consigliata un'attività fisica regolare e intensa. Consigli dietetici 1. Cercate di limitare l'assunzione di cereali, in particolare frumento.

2. Scegliete pesce e carni magre, cercando di limitare salumi e carni conservate.

3. Limitate il consumo di latte e latticini derivanti da ovini e caprini, meglio evitare quelli derivanti dal latte vaccino (vacche). 4. Mangiate molta frutta lontano o prima dei pasti e verdura condita con olio extra vergine di oliva.

5. Non eccedete con il caffè e tè, evitate bevande a base di cola e quelle gasate.

6. Limitate gli alcolici ad un mezzo bicchiere di vino per pasto.

Gruppo A Come lo O anche questo gruppo sanguigno è molto diffuso in Europa (40%). I soggetti che appartengono al gruppo A sono caratterizzati da una grande capacità di adattamento, sebbene abbiano un apparato digerente fragile ed un sistema immunitario non molto efficiente. E’ consigliato scegliere attività fisiche rilassanti come lo yoga. Consigli dietetici 1. Mangiate molta frutta prima o lontano dai pasti.

2. Preferite un tipo di dieta quasi vegetariana (semi od integrale) ma limitate il consumo di prodotti a base di farina di frumento.

3. Preferite il pesce alla carne, che deve essere preferibilmente di animale piccolo. 4. Mangiate semi oleosi e frutta secca, NON dopo un pasto.

5. State lontani da insaccati e cibi precotti industriali. Gruppo B Non è molto diffuso in Europa (15%), e le sue origini sono da ricercarsi tra le popolazioni più orientali. Essendo un gruppo "recente" presenta caratteristiche migliori degli altri, infatti l'apparato digerente di questi soggetti è particolarmente efficiente ed ha grandi capacità di adattamento. E' consigliata un attività fisica moderata ed equilibrata. Consigli dietetici 1. Mangiate in modo molto differenziato. 2. Prediligete latte e latticini derivanti da ovini e caprini, attenzione con il latte vaccino e suoi derivati.

3. Consumate preferibilmente carni magre di animale piccolo.

4. Mangiate pesce, evitando però i frutti di mare di qualsiasi tipo.

5. Prediligete la verdura a foglia e consumate molta frutta prima o lontano dai pasti.

6. Cercate di non esagerare con i prodotti a base di frumento e con frutta secca e semi oleosi. Gruppo AB E' il gruppo sanguigno più raro in Europa (5%) ed anche il più giovane essendo comparso non più di mille anni fa. Questo tipo di sangue si adatta in modo straordinario ai cambiamenti che spesso si verificano nella vita di oggi. Purtroppo i soggetti con il gruppo AB presentano un

apparato digerente piuttosto debole ed un sistema immunitario abbastanza vulnerabile. Per loro è indicata una moderata attività fisica Consigli dietetici 1. Cercate di evitare le carni rosse, preferendo il pesce e i frutti di mare che hanno apparato digerente.

2. Limitate il consumo di prodotti a base di farina di frumento integrale, privilegiando il riso integrale e/o semi integrale alla pasta.

3. Bevete latte di capra (non bovino, latte vaccino) e mangiate latticini e formaggi derivanti da ovini e caprini, più che da vacche. 4. Abbondate con la frutta (prima dei pasti) e la verdura preferendo per un leggero condimento di olio di oliva extra vergine. 5. Bevete moderatamente vino, (meglio il sidro), caffè o tè se lo desiderate.

Cibo e Crimine

Uno studio condotto dalla Cactus Clinic nell'Università' di Teesside (UK) ha dimostrato che ogni cervello per funzionare ha bisogno del giusto carburante altrimenti può andare in tilt. Cibi sbagliati possono stimolare l'aggressività'. Durante la ricerca, condotta su 230 giovani detenuti, è stato osservato il caso di John. Quando mangia pomodori comincia a sudare e va nel panico, diventando aggressivo e violento. Jason invece quando mangia il pane va in depressione e diventa anche lui violento. In entrambi i medici hanno scoperto che mancava un enzima necessario per "digerire" alcune delle sostanze contenute negli alimenti. Questo causa una reazione chimica nel cervello, alcuni vomitano e /o si ammalano, altri ammazzano.

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