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Edouard Drumont La razza semita e la razza ariana, da La Francia ebrea.

Saggio di storia contemporanea, traduzione di histoire contemporaine, Marpon et Flammarion, 1886) Maurizio Zani (La France juive. Essai d

Il solo che abbia approfittato della Rivoluzione l Ebreo. Tutto viene dall Ebreo; tutto torna all Ebreo. C in questo una vera conquista, una messa in condizione di servit di una nazione da parte di una minoranza infima, ma coesa [...]. Si ritrova qui ci che caratterizza la conquista; un popolo intero che lavora per un altro del beneficio del cui lavoro si appropria mediante un sistema di espropriazione finanziaria. Le immense fortune ebraiche, i castelli, le grandi abitazioni non sono il frutto di alcun effettivo lavoro, di alcuna produzione, sono il bottino di una razza dominante sottratto a una razza asservita [...]. Il Semita cupido, mercantile, intrigante, sottile, astuto; l Ariano entusiasta, eroico, cavalleresco, disinteressato, franco, fiducioso fino all ingenuit. Il Semita un uomo concreto che non vede nulla oltre la vita presente; l Ariano un figlio del cielo sempre preoccupato da aspirazioni superiori; uno vive nella realt, l altro nell ideale [...]. Il Semita non ha alcuna capacit creatrice; al contrario, l Ariano un inventivo. La bench minima invenzione non stata fatta da un Semita. Quest ultimo, invece, sfrutta, organizza e fa produrre l inventivit dell Ariano i cui benefici creativi ovviamente riserva per s.

Arthur de Gobineau La storia come storia delle razze, da Sull ineguaglianza delle razze, Longanesi, 1965, (Essai sur l ingalit des races humaines, 1851) La questione etnica domina tutti gli altri problemi della storia, ne detiene la chiave, e che l ineguaglianza delle razze il cui concorso forma una nazione, basta a spiegare tutto il concatenarsi dei destini dei popoli. Del resto non c nessuno che non sia stato colpito da qualche presentimento di una verit cos lampante. Chiunque ha potuto osservare che certi gruppi umani, abbattendosi in tempi remoti su un paese, con rapido effetto ne hanno trasformato abitudini e vita; e che l dove, prima del loro arrivo, il torpore regnava, essi sono stati abili nel fare sprigionare una latente capacit d azione [ ]. Dopo essermi accorto che esistono razze forti e razze deboli, mi sono volto ad osservare di preferenza le prime, a sceverarne le attitudini e soprattutto a risalire la catena delle loro genealogie. Seguendo questo metodo, ho finito per convincermi che tutto ci che in fatto di creazioni umane esiste di grande, di nobile e di fecondo sulla terra (scienza, arte, civilt), riconduce l osservatore verso un unico punto, nasce da un unico germe, frutto di un solo pensiero, appartiene a una sola famiglia i cui rami diversi hanno regnato su tutte le contrade civilizzate dell universo.