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Sufismo e Massoneria

In riferimento al tema in oggetto, ancora mai adeguatamente sviscerato nei nostri Lavori e senza voler trattare in Loggia temi di natura politica o non iniziatica - anche al fine di evitare confusioni tra la radice, la natura e l'operativit delle due Scuole Iniziatiche, traccer una tavola tratta da un approfondito studio del prof. Gabriel Mandel, Vicario della Confraternit Sufi Jerrahi Halveti. "Vi sono due aspetti della vibrazione: l'uno sottile, l'altro grossolano, ed entrambi comprendono gradi diversi. Alcune vibrazioni vengono percepite dall'anima, altre dallo spirito, altre dagli occhi (...) Le vibrazioni pi sottili sono impercettibili persino all'anima. L'anima stessa costituita da vibrazioni, ed la loro attivit che la rende cosciente" Hazrat Hinayat Khan. Rimando alla seconda parte di questa tavola ed al personale approfondimento dei Fratelli per una pi compiuta disamina storica del fenomeno massonico nei paesi islamici. Riporto tuttavia una notizia quantomai singolare: nel 1702 l'Ordine del Grappolo, un ordine della Francia del sud con molte connotazioni massoniche, pubblicava a Istnbul un opuscolo, scritto dal fratello Lamorabaquin; e questo Ordine, fondato da sufi, ha strette analogie di istituzione e rituali con la Massoneria francese. Jean Porter Brown, Gran Maestro provinciale della massoneria inglese ed esperto della mistica islamica, a met del XIX secolo scriveva: I sufi Bektashi si considerano quasi dei massoni e sono disposti a fraternizzare con noi. Quando Henri Corbin, uno dei maggiori esperti francesi di Sufismo oggi, chiese a un maestro sufi se era possibile per lui entrare in un Ordine sufi, gli fu risposto: E' difficile per chi non stato allevato nel contesto religioso e culturale islamico... ma sarebbe facile se fossi gi stato iniziato dai Massoni, ad esempio. Per abbracciare un grande arco temporale (del quale si riporta in dettaglio nella seconda parte) si pensi che allinizio del 1700 vennero fondate le prime logge da massoni europei (non sempre sotto l'autorit delle Gran Logge) e fino alla prima met del 1900 si potevano contare 1500 massoni in Palestina e 1000 in Tunisia.

Prima parte: sufismo e massoneria Ci premesso, chi sono i Sufi? Essi sono i mistici dell'Islm, divisi in pi confraternite a seconda delle correnti interpretative della mistica via dell'ascesa a Dio. Sorte dalla lettura culturalmente progredita del Corano in Iran, congiuntamente con tecniche filosofico-sciamaniche dei Turchi, le correnti sufiche nacquero nell'Asia centrale e dai Turchi vennero diffuse in tutto il mondo islamico. Nel mondo turco emersero ordini che promossero correnti mistiche ricche di pensatori eminenti; presso gli Arabi e alcune popolazioni arabofone le confraternite dei Sufi degenerarono in correnti politiche integraliste o di bassa spettacolarit a carattere magico. Tra i sufi di maggiore importanza il persiano Hallaj, che scrisse pagine di grande afflato mistico, e che venne crocefisso dagli integralisti nel 922; il turco Ibn Sin, noto in Europa come Avicenna (9801037), nato in Uzbekistn, che fu uno dei maggiori medici del Medio Evo (i suoi testi influirono considerevolmente anche sulla formazione della medicina europea); il turco afghano Birun (9731048), grande maestro di scienze positive, astronomo, medico, farmacologo e matematico; l' insigne teologo Ghazal (10581111), nato a Tus, nel Khorasan a quel tempo provincia dell' impero turco dei Selciukidi, paragonato in Europa a sant' Agostino, a san Tomaso d' Aquino, a Lutero; il grande matematico persiano Omar Khayyam (10481131), celebrato in Europa anche per le sue libere e concettose quartine; il teologo e poligrafo andaluso Ibn l`Arab (11651240), che seppe conciliare i contrasti fra tradizionalismo e misticismo; e infine Jalal lDn Rm (12071273), nato a Balkh, in Afghnistn, e fondatore a Konya (Turchia) dell' ordine dei Mevlev. Un grande iniziato, Dh lNn l' Egiziano (771860), sufi ed alchimista, (allievo della mistica turca Ftima di Nishapur (?-838), a sua volta moglie del grande mistico turco lBalkh), studi e tradusse testi egizi. Fond la Loggia esoterica di Menfi. L' esoterismo turco d' origine sciamanica e quello egizio di Ermete Trismegisto si unirono cos in quella

che fu una delle basi organizzative della pratica esoterica sufica. Grazie a questi maestri furono tradotti in arabo (lingua ufficiale dell' Islm come lo fu il latino per la Chiesa cattolica) i testi ermetici scritti fra il I e il IV secolo portatori del senso profondo delle tradizioni esoteriche dell' Egitto, della Grecia e della Persia. In particolare il Poimandro, attribuito ad Ermete Trismegisto. Molta trascendenza mistica del Sufismo si bas, all' origine, su La Legge di Ermete tradotta in arabo. Altri otto testi in arabo si dichiarano traduzioni di Ermete Trismegisto, e furono studiati o commentati da Dh lNn lMisr (-859), Kharraz (-899), Hallaj (857-922), Suhraward (1155-1191). La tradizione islamica ha collegato Ermete a Enoch, che presente nel Corano sotto i tratti del profeta esoterico Idrs. Idrs, con l'appellativo di Khidr (il Verde) l'iniziatore segreto dei grandi maestri sufi. Altro iniziatore alchemico nel Corano il profeta Salomone. Da Pitagora invece i sufi trassero la scienza dei numeri (abjad) e la "sezione aurea" che applicarono egregiamente nelle loro costruzioni (ne sono esempio in Turchia le costruzioni selciukidi dall' XI al XIII secolo). Dir per inciso che i testi greci di scienza e di esoterismo furono conosciuti in Europa non dagli originali greci ma dalle traduzioni in arabo che ne fecero i sufi. Il Sufismo costituito in Ordini, o Confraternite, ben organizzate sin dal X secolo. Un Maestro venerabile, due luci, un copritore esterno, e gli adepti, che si distinguono in apprendisti ( murid), compagni (`arf: iniziato) e maestri (shaykh). Si riuniscono in una tekk, o zawiyya, o dergah: una Loggia, insomma; per solito il luned sera per le discussioni in comune e l' insegnamento evolutivo, spesso sulla lettura di tavole lasciate da grande Maestri del passato; il gioved sera per il rituale del dhikr: la Rammemorazione di Dio. Per entrare nell' ordine, il neofita si sottopone a una iniziazione, che comporta anzitutto il ritiro (khalwa) in un gabinetto di meditazione, ritiro che a seconda degli Ordini va dai tre ai quaranta giorni. Riceve allora la parola segreta di rito, i passi e le insegne del suo lavoro. Presso i Bektashi l'iniziando condotto nella loggia con una corda al collo ( tigbend) e ricevuto, cinto dal grembiale ( peshtemal), che viene mutato ad ogni aumento di salario. Gli Ordini in generale hanno accolto sin dal XII secolo il neoplatonicismo attraverso l'ermetismo e la tradizione alchemica assumendone i simboli, e questo del pari avvenuto nella Massoneria, soprattutto attraverso l' influsso diretto di Giordano Bruno. Dh lNn lMisr (?-859) organizz la propria Loggia sul modello della Kaaba della Mecca: al centro un altare cubico; in fondo il trono del Maestro, che indica il grande Oriente da cui sorge la luce, simile alla nicchia del mihrab che in ogni moschea volto alla Mecca; ai lati dell' ingresso le due luci, all' ingresso le due colonne del diwan, Jakim e Boaz. I lavori si aprono idealmente a mezzogiorno e si chiudono idealmente a mezzanotte. I parallelismi non si limitano qui. In tutta la letteratura dei maestri sufi, ricchissima, si trovano concetti, simboli, rituali, che possono essere accostati a concetti, simboli e rituali massonici. L'elenco sarebbe troppo lungo: per un pi ampio accenno si rinvia al testo del prof. Mandel pubblicato oramai vent' anni or sono dal titolo " Il Sufismo vertice della piramide esoterica" e al libro di Idries Shah I sufi e l' esoterismo. Si consideri che per la Storia della Massoneria in Oriente dal XVIII al XX secolo i testi sono numerosissimi: fra libri, articoli e tavole pubblicate si superano i trecento titoli. Comunque uno dei simboli e degli argomenti di discussione e di meditazione pi formale dei Sufi, presente nelle iniziazioni e tema di tutto l' Ordine fondato da Sihraward la Luce; sulla base dei versetti coranici della Luce che emana da Dio: (2435-42), che si citano per intero: "Dio la luce dei cieli e della terra. La Sua luce come una nicchia in cui si trova una lampada. Lampada in un vetro; il vetro simile a una stella lucente. Questa lampada arde grazie a un albero benedetto: un olivo che non viene n da Oriente n da Occidente e il cui olio si accende senza che fuoco lo tocchi. Luce su luce. Dio guida alla Sua luce chi Egli vuole. Dio propone agli uomini parabole. Dio conosce ogni cosa. Questa lampada si trova in case che Dio ha permesso d' innalzare; case ove il Suo nome

invocato, ove uomini celebrano le sue lodi all' alba e al crepuscolo. Nessun commercio, nessun affare li distraggono dal ricordo di Dio, dalla preghiera e dall' elemosina. Temono il Giorno in cui i cuori e gli sguardi saranno sconvolti, e, cos, Dio li ricompenser per le migliori fra le loro azioni, ed aumenter loro la Sua grazia. Dio provvede senza lesinare ai loro bisogni, com' Egli vuole. Le azioni degli increduli sono simili a un miraggio nel deserto. Colui che ha sete crede di vedervi l' acqua, ma quando vi arriva non la trova; trover Dio che gli salder il conto. Dio sollecito nei suoi conti. O sono paragonabili alle tenebre su un mare profondo: un' onda lo copre, sulla quale sale un' altra onda; e al disopra nuvole. Tenebre accumulate le une sulle altre. Se qualcuno tende una mano, pu vederla appena. Colui al quale Dio non d luce, non ha luce. Non ti accorgi che tutto ci che si trova nei cieli e sulla terra, e gli uccelli che tendono le loro ali celebrano le lodi di Dio? Dio conosce la preghiera e le lodi di ciascuno d' essi. Dio sa perfettamente quel che fanno. Il dominio dei cieli e della terra appartiene a Dio: e tutto alla fine torna a Dio." Il cammino del sufi dal buio alla luce, attraverso stati intermedi. Il sufi opera emblematicamente sul proprio io, che da pietra grezza diventa pietra levigata e squadrata, sino a giungere al grado di "uomo perfetto": lInsn lKmil, attraverso varie tappe, che in linea di massima sono trentatr (ma vanno dalle sette alle cento a seconda delle Confraternite). Ci non grazie alla morale, ma grazie all'etica. E cos dunque qual tipo di etica quello propugnato dal Sufismo? Con quale simbologia e con che tipo di iniziazione il concetto viene veicolato? Il sufi non impone la sua linea di condotta etica con la forza. Ci sarebbe contrario all'indicazione coranica Nessuna costrizione in fatto di religione . L'insegnamento del sufi risiede tutto nell'esempio fornito dal suo comportamento secondo il motto di base: Nel mondo, ma non del mondo. Lo sforzo (il jihad, termine erroneamente tradotto in occidente con "guerra santa", quando il termine "guerra santa" lHarm lMuqtala non mai citato dal Corano, per il quale nessuna guerra santa anche se fazioni sedicenti musulmane ne usano oggi per i loro scopi politici e assolutamente anticoranici), il jihad lo sforzo dell' uomo per convertire se stesso da pietra grezza a pietra levigata. D'altronde l'etica dei Sufi come giustamente osserva il giudice Said lAshmaw, un grande giurista islamico contemporaneo, recita che la religione non pu essere utilizzata come politica poich la religione eleva mentre invece la politica corrompe, limita, divide, uccide. Non si pu accettare una formula religiosa spinti dall' ignoranza, dalla paura o dal preconcetto. La vera religione nel nostro caso l' Islm vero si basa su due principi: fede in Dio e rettitudine nei comportamenti. Ci si consegue solo con la penetrazione dell'etica. L' etica del Sufismo da secoli impegnata in questo conseguimento, e si propone come risoluzione della ricerca di identit dell' Islm che nelle plurime e a volte perfino aberranti o inquinate manifestazioni oggi rischia di allontanarsi dai precetti coranici cos come ne sono lontani (pur proclamandosi invece musulmani) vari capi di Stato del periodo attuale. Il sufismo avvicina l' uomo a Dio attraverso l' avvicinamento dell' uomo a tutti gli altri uomini, grazie alla tolleranza per ogni pensiero differente dal proprio, al rispetto per l' individuo ma anche per i suoi diritti e per il suo ambiente. Sin dal XII secolo i Sufi hanno propagandato il motto libert, eguaglianza, fratellanza. Questo nonostante le persecuzioni da parte di dittatori, ulema corrotti, teologi limitati. Persecuzioni che sono state esemplate dalla figura di lHallaj, uno dei poeti mistici pi eminenti dell' umanit tutta. La dottrina sufi offerta all' essere umano la cui mente confusa, come una conoscenza teorica della struttura della realt e della posizione che in essa l' essere umano occupa. Il labirinto delle contraddizioni, paralogismi, ambiguit le trappole intellettuali che caratterizzano certo pensiero moderno sono il massimo ostacolo alla vita dell' anima, e possono venir risolti solo attraverso l' esperienza etica, quella dei sufi ad esempio, che libera dalle scorie del contingente e del molteplice. Rm scrisse: Le vie sono diverse, la meta unica. Non sai che molte vie conducono a una sola meta? La meta non appartiene n alla miscredenza n alla fede; l non sussiste contraddizione alcuna. Quando la gente vi giunge, le dispute e le controversie che sorsero durante il cammino si appianano; e

chi si diceva l' un l' altro durante la strada "tu sei un empio" dimentica allora il litigio, poich la meta unica. Questo non solo il superamento della religione, ma il "rispetto" d' ogni religione, come insegna lo stesso Corano. Non vi infatti altro testo sacro che parli cos diffusamente e in modo tanto aperto dell' universalit di tutte le religioni; e ancora una volta si dimostra che i vari emiri, re e dittatori che interpretano i versetti del Corano a loro stretto beneficio momentaneo e si pretendono musulmani, in effetti sono ben lungi dall' esserlo. In definitiva, nell'ambito della questione etica, possiamo riconoscere al sufismo la risoluzione della dialettica fra il particolare e l'universale. E' allo stesso tempo chiusura iniziatica e confronto universale. Dalla iniziazione rituale iniziale dell'individuo giunge a porsi come ideale regolamentatore di una societ universale. Non per nulla Assaf Hled elebi (Parigi 1987) defin il Sufismo il rifugio degli spiriti liberi contro il fanatismo devastatore dei dogmatici. Alle soglie del XXI secolo una delle cose necessarie alla salvezza dell'umanit, di tutta l'umanit, la comprensione e l' accettazione dei valori etici basati sulla tolleranza, la fratellanza universale, la comprensione e l' accettazione dei valori delle varie e pi disparate civilt, che sono in effetti patrimonio comune di tutti. Ecco perch tra Sufismo e Massoneria vi sono stati nei tempi passati e ancor oggi vi sono numerosi punti di contatto come si spera siano stati sufficientemente evidenziati in questa Tavola.

Seconda parte: la diffusione storica della Massoneria nei paesi islamici 1700 Le prime logge vennero fondate da massoni europei non sempre sotto l'autorit delle Gran Logge. In arabo: Farmsniyya. 1730 - India: la prima Loggia ad opera di inglesi. Da qui si trasferisce in Irn. 1738 - ad Aleppo, Izmir, Corfu 1740 - a Iskenderun 1762 - Turchia orientale: Dionisio Manasse nominato Gran Priore dalla L.'. d' Ingh 1768 - Istanbul. Loggia San Giovanni di Scozia dipendente dalla Loggia Madre di Marsiglia 1784 - Tunisia (ebrei di origine livornese) 1784 - Algeria (musulmani del paese) 1786 - Izmir San Giov. di Scozia delle Nazioni Riunite. Egitto, con Bonaparte (ufficiali francesi) 4 nazioni: GB, Francia, Italia, Germania 1) IRAN Tra 1800 e 1803 Tlib Isfahn visita la Loggia di Londra (ove risiedeva dal 1798) e ne lascia un rendiconto nel suo Masir-i Tlib. Nel 1801 uno scrittore iraniano, `Abd lLatf Shushtar Jaz'ir, emigrato in India, scrive un testo sulle attivit massoniche nei due paesi, in cui il maggior numero di appartenenti alle logge musulmano. In Irn `Abd lGhn Mrzyev scrive un testo, ed un altro testo lo scrive Ahmad Makhdm Dnish di Bukhr, esaltando le idee massoniche come guida dell' umanit. L' iraniano `Askar Khn Afshr Arm, ambasciatore dei Qjr a Parigi, iniziato in una Loggia di rito scozzese nel 1808. Nel 1810 Mrz Ab lHasan Khn l, primo ambasciatore d' Irn in Inghilterra iniziato a Londra da sir Gore Ouseley, che divenne in seguito ambasciatore in Irn, dove apr una Loggia Nel 1817 Mrz Slih Shraz fu iniziato a Londra, e prima di rientrare in Irn divenne maestro, come descrisse nel suo Safar-nma. Nei venti anni a seguire anche tre principi qajari vennero iniziati a Londra, e altre personalit iraniane, e gi gi sino a personalit politiche fautrici del modernismo islamico quali Jaml lDn lAfhn e Mrz Fath`Al Akhnd-zde. La prima loggia a Tehran fu comunque ufficialmente creata nel 1857 da Malkam Khn: la Loggia della Sincera amicizia, col beneplacito dell' imperatore e l' adesione di molte personalit. Chiusa poi, le attivit continuarono in segreto. La Loggia Lega dell' Umanit, costituita da Adamiyyat nel 1896, prese parte attiva alla rivoluzione costituzionale del 1906. Tutte queste Logge dipendevano dall' Inghilterra, mentre la prima loggia iraniana riconosciuta ufficialmente dal Grande Oriente di Francia, La Loggia del Risveglio dell' Irn, venne fondata nel 1907. Numerose logge vennero fondate poi in altre citt iraniane. In pari tempo usc in India, nel 1874, il primo libro iraniano interamente dedicato alla Massoneria. Oggi un' opera importante, che allinea anche i nomi di appartenenti attuali, quella di R'n, in tre volupi, pubblicata nel 1968. Almeno 80 testi sulla massoneria nell' Islm. 2) IMPERO TURCO L' impero ottomano si apriva alle conoscenze d' una Europa progressista. I Grandi Ordini sufici dell' Impero permettevano una grande elasticit intellettuale, a differenza degli ulema, e contribuirono (Bektashi) alle riforme del XIX secolo. A partire dal 1820 le Logge sono sempre pi numerose; come aspetto dell' influsso europeo si moltiplicarono (Algeria dopo il 1830; 1851 842 massoni e 14 logge) 1858 - La Stella del Bosforo, francese. Quando, nel 1865, divenne Gran Maestro Luois Amiable ebbe grande sviluppo, rituali in turco, personaggi turchi illustri. 1881 - Tunisia (1910 oltre 300 massoni) 1882 - Egitto 1856 - Gran Loggia d' Inghilterra n 988 (sopravvisse sino al 1949)

1800

1862 - Una loggia tedesca dalla Gran Loggia d' Amburgo. Nel 1892 altra tedesca Jaffa: ingegneri francesi delle ferrovie nel 1891 1865 - Istanbul: Leister Lodge legata all' Irlanda 1866 - La Loggia Ser (Amore). 1868 - Istanbul: Caledonian Lodge legata alla Scozia. Robert Morris fondatore della prima loggia a Gerusalemme, calcol che nell' Impero ottomano c' erano 17 logge inglesi, 15 francesi, 8 italiane. Poi in ogni citt importante ve ne fu una. Vi si mescolavano liberamente cristiani, musulmani ed ebrei per lo pi alta borghesia (quote elevate). Alcune tuttavia erano unietniche, come la Loggia di Sion, fondata dagli ebrei di Izmir nel 1870. Problemi di lingua, e il rituale era spesso in due lingue almeno. Personalit: emiro `Abd lKder d'Algeria (1807-1847 resa -1883) a Damasco nel 1864 Mehmed Rashd, wl di Siria (1868) membri della famiglia khedivale Jaml lDn lAfghn, Muhammad `Abdul, e altri (1860) 1867 - Il principe Halm, gran maestro del Grande Oriente in Egitto cerc di utilizzare la Massoneria nella sua lotta contro il khdive Ism`l. Le logge italiane diventano numerose su tutto il territorio. Importante Emilio Cipriani (?-1883) a Istanbul Italia Risorta, Garibaldi (Gran Maestro del G O ital nel 1863), e molti altri risorgimentisti. 1872 - Iniziato il principe Murd pens a una loggia Enveri sharkiyye (Loggia d' Oriente), turca, e vi port i fratelli Nureddin e Kemaleddin. Organizzatore fu il suo amico Cleante Scalieri. Maggio1876 divenne sultano (Murd V) ma tre mesi dopo deposto dal fratello `Abd lHamd. Ricorse alla Massoneria, fallimento. `Abd lHamd restrinse il potere della Massoneria. Inizi XX s. la loggia di Tessalonica serv da copertura alle riunioni dei capi dei Giovani Turchi. Tal`at era un massone attivo. 1900 Enver proib le attivit massoniche in Turchia durante la strutturazione della Repubblica. 1907 in Irn la prima francese, Rveil de l' Irn. Vi confluirono personalit iniziate alla Clmente amiti di Parigi. 1918 - Maestro del Grande Oriente ottomano Riz Tevfk, bektashi, filosofo, giornalista, poeta, uomo politico, anello di congiunzione tra sufismo e massoneria. 1923 - 500 massoni 1930 - 2400. Le logge vengono chiuse. 1948 - riaperte, col nome Associazione dei Massoni di Turchia (Trkiye Mason Derne gi) che dal gennaio 1951 pubblica Trk Mason Dergisi (dal 1973: Mason Gergisi) 1966 - 2.637 massoni 1931 -1500 in Palestina; 1000 in Tunisia.