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Breve viaggio nella storia e nel pensiero rosacrociano

Simbolismo R+C

Alcuni giorni fa mi è arrivata una telefonata inaspettata: un caro fr:. mi chiedeva di preparare un
tema … una tavola percorrendo un viaggio nella storia e nel pensiero rosacrociano. Ho pensato
subito: Un altro viaggio… dopo tutti quelli compiuti già 9 anni fa, durante l’iniziazione come
apprendista, entusiasmanti e caratterizzanti; dopo quelli fatti in 4° e 9° grado, densi di
preoccupazioni e anche di elementi di penosa oscurità. Il simbolismo del titolo è evidente: chi
meglio degli R+C può identificarsi nella attività di viaggiare: compito al quale questi cavalieri sono
perennemente chiamati per portare la conoscenza del G:.A:.d:.U:. e il progresso fra gli uomini.
Gli R+C con la loro veste bianca portano la luce, tentano di fare sbocciare dalla “croce” della
troppo spesso penosa vita umana, una rosa rossa profumatissima, piena di speranza, che si può
identificare con lo sbocciare dell’anima, nella sue più esaltanti qualità, in un’elevazione progressiva
che non può che portare a un proficuo contatto con il G:.A:.d:.U:. .
Ma da dove vengono questi misteriosi R+C ? Dove traggono le radici del loro pensiero e della loro
azione? Rispondere con esattezza e con rigore storico è impossibile; bisogna basarsi solo su
principii di tradizione, iniziatici ed esoterici.
La risposta sta dunque più nel cuore, che nel cervello di chi indaga.
Un filo “rosa” IDEALE potrebbe unire la civiltà di Atlantide (forse), certamente i riti egizi, gli
esseni, la grande civiltà greca, la scuola di Pitagora, i riti misterici, gli alchimisti medioevali, i
templari, grandi personaggi come Dante, Leonardo, Bacone, Shakespeare, fino ad arrivare al 1600
con la pubblicazione dei famosi tre manifesti e proseguire dal 1700 a oggi, con gli influssi, anche
determinanti, che la R+C dovrebbe avere avuto sulla nascita e lo sviluppo dell’illuminismo e della
Massoneria, per proseguire nella pansofia, nel martinismo, nella teosofia, nella Golden Dawn e nei
moderni movimenti rosacrociani.
Un percorso lungo che trova un suo punto centrale, come accennavo, nella pubblicazione dei tre
celebri Manifesti, la "Fama Fraternitatis" (1614), la "Confessio Fraternitatis" (1615) e le "Nozze
Chimiche di Christian Rosenkreutz" (1616). Attraverso di essi i Rosa-Croce fecero conoscere la loro
esistenza al pubblico. Nel 17° secolo la Tradizione occidentale, erede della Tradizione Primordiale,
conobbe così il suo rinnovamento storico, prendendo corpo nel Rosacrocianesimo.

La matrice seicentesca della Fama e della Confessio è, ahimè, indubbiamente cristiana e non poteva
essere che così, dato i tempi, anche se prende spunto dal nuovo clima generato dalla Riforma
Protestante; col passare dei secoli però questa caratteristica cristiana è andata modificandosi,
privilegiando costantemente, nel ‘900, un più profondo rapporto salvifico e di unione fra
microcosmo e macrocosmo, sempre meno legato a religioni tradizionali, ma orientato a individuare

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un più intimo e franco rapporto col proprio maestro interiore (la propria coscienza) e tratteggiando
una definizione di G:.A:.d:.U:. come quella, estremamente tollerante e indirizzata a ogni uomo di
buona volontà, di “un Dio del proprio cuore e della propria comprensione”.
SIAMO, DUNQUE, nel PIENO della GNOSI e del RELATIVISMO !!!
I Manifesti rappresentano un “libro dei desideri dell’uomo”, sia sociali e di progresso, ma
soprattutto tentano di risponde all’aspirazione di un’unione perfetta con Dio. Tutti gli uomini sono
potenzialmente chiamati ad “avere il proprio nome scritto nel Libro della Vita”.
Però soltanto la ricerca spirituale può condurre gli uomini sulla giusta strada. E’ consigliabile a
chiunque di agire in fretta, di rigenerarsi appena possibile (Non fare domani ciò che puoi fare oggi);
il processo di alchimia spirituale deve partire, perché grandi cambiamenti sono imminenti: questa
grande riforma riguarderà il campo religioso e gli ambiti vasti della scienza e della politica (si
ignorano stranamente gli aspetti economi, ma … forse i tempi erano un po’ prematuri).
Sta a ognuno cogliere questa occasione unica per salvare l’anima e unirsi al G:.A:.d:.U:.. Tuttavia
questo messaggio, pur essendo rivolto a tutti, non può che essere compreso che da coloro che sono
pronti a riceverlo, perché coloro che restano all’esterno, per ignoranza, pregiudizi, chiusura
mentale, ecc .., non potranno né vedere, né riconoscere i ffrr:.:. R+C (i ffrr:.:. massoni
riconosceranno in questo concetto, un chè di familiare e contemporaneamente si può intuire la vera
natura dell’invisibilità degli R+C).

I ffrr:.:. R+C partono in missione per il mondo per studiare e accrescere le loro conoscenze; i
risultati di questa azione continua vengono poi messi in comune e scambiate con gli altri ffrr:.:. in
una apposita riunione annuale. Le nuove cognizioni diventano patrimonio comune di tutti i ffrr:.:.
R+C e verranno portare per il mondo a vantaggio degli uomini e del loro progresso spirituale e
materiale.
Per i ffrr:.:. R+C si tratta di una vita di pellegrinaggio, ma anche di collegialità immateriale e
vibrazionale; essi sono uomini illuminati e diretti dal G:.A:.d:.U:., scelti fra i più saggi nei diversi
secoli; essi conducono una vita per lo più discreta, però in perfetta unione fra loro stessi (egregore)
e con l’umanità, nel più grande riserbo e nella più grande bontà.
Essi esercitano in pubblico solamente l’attività di guarire i malati, senza esigere alcun compenso; le
tecniche di guarigione non sono “miracolose”, ma tengono conto delle più antiche scuole di
pensiero e di particolari tecniche, che esaltano le potenzialità del corpo e dalla psiche umana (ad es:
la scuola essena).
Per svolgere la loro missione i ffrr:.:. R+C, non creano “scandalo”, ma si adatteranno agli usi,
costumi e modo di vestire delle genti che li ospitano.

Rosa+Croce

Una croce e una rosa rossa sono il loro simbolo. Un’altra interpretazione, fra le tante, è che esso si possa
riferire all'evoluzione spirituale dell'uomo: la Croce ne rappresenta il corpo fisico coi suoi pesi e la Rosa la
personalità psichica e mentale in sviluppo, che si apre lentamente alla luce.
Ciascun ffrr:.:. R+C si sceglierà il proprio successore che lo rimpiazzerà dopo la morte.
La Confraternita avrà dei periodi di grande attività, ma anche lunghi periodi di sonno (di solito 108
anni); si risveglierà tutte le volte che i tempi lo richiederanno per aiutare le nazioni e gli uomini.

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Nonostante le tante ricerche effettuate, anche da personaggi autorevolissimi (ad es: Cartesio) non si
ha una prova certa che la Confraternita, di cui parlano i tre testi, sia effettivamente esista in forma
organizzata, con un suo rituale, o se rappresentasse piuttosto un luogo d’incontro ideale di menti
illuminate. Nella Confraternita avrebbero dovuto trovare posto i 'veri' sapienti, depositari di grandi
conoscenze segrete, in grado di consentire il controllo della Natura, entro la dimensione del Sacro, e
pronti ad adoperarsi per la rigenerazione dell'umanità. Ciò con un’opera incessante di diffusione dei
progressi scientifici, dei loro benefici, della cura delle malattie e in genere di quello che oggi
definiamo il benessere dell’uomo. Il cavaliere rosacroce viaggia incessantemente per il mondo con
questi scopo; egli non ha una patria, ma è il mondo stesso la sua patria, lottando anche contro la
corruzione, gli abusi e le ingiustizie: seminando i germi di una nuova coscienza di innalzamento a
Dio. Quando tutto sembra perduto, resta sempre la speranza a guidare il cammino del cavaliere,
che sa muoversi ai più alti livelli spirituali, mistici, scientifici e conoscitivi. Egli ha la certezza di
operare per il bene e il vantaggio del prossimo, con un’azione che non ha mai termine.
A diffondere questa tipologia ideale del sapiente, in un clima storico segnato dalle guerre di
religione (nel 1618 sarebbe divampata la terribile guerra dei Trent'anni), avrebbero provveduto
cultori dell'alchimia, della magia naturale, della Cabala, dell'astrologia sacra, eredi dell'Ermetismo
rinascimentale, ma anche partecipi di quel fervore riformistico e di quell'ansia di rinnovamento
spirituale che caratterizzava l'Europa del tempo, stanca dei pessimi comportamenti che
caratterizzavano ad esempio il Papato o i tanti sistemi di malgoverno.
Forse per la prima volta si intravedono gli elementi che distingueranno la fondamentale evoluzione
democratica che, dalla fine del 1700 in poi, caratterizzerà la cosiddetta cultura occidentale e le sue
caratteristiche di società umana. Una società che è anche fortemente debitrice agli ideali
rosacrociani e massonici, pur con tutti i problemi che ben conosciamo.

J.Valentin Andreae

Le ricerche storiche, anche più attuali, in merito al rapporto Massoneria - Rosa+Croce sembrano
effettivamente non provare in modo certo, né la coincidenza dei due filoni, né l'ipotesi che la
Massoneria costituisca una filiazione rosacrociana. Si osserva invece, come, nell'immaginare un
assetto per 'l'encomiabile Confraternita', l'autore o gli autori della Fama, della Confessio e delle
Nozze chimiche (non è assodato che anche per i primi due testi si debba pensare all'autore noto del
terzo, J.V. Andreae, pastore luterano del Württemberg e cultore dell'alchimia spirituale) si siano
potuti ispirare agli Statuti della Massoneria operativa. D'altra parte il vivace e duraturo interesse
suscitato in Inghilterra dai manifesti rosacrociani, potrebbe avere coinvolto e fortemente influenzato
alcuni personaggi (fra il ‘600 e il ‘700) con spiccati interessi esoterici, 'accettati' all'interno delle
Logge nella loro fase di passaggio dall'operativismo, alla speculazione.
Si può anche notare come la figura di Christian Rosenkreutz (personaggio mitico e simbolico, mai
veramente esistito), presentato come fondatore della Confraternita e collegato alla problematica
spirituale morte - rinascita, possa essere stato un punto di riferimento nella formulazione della
leggenda massonica di Hiram e nella definizione del grado di Maestro.

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Si tratta in ogni caso di questioni aperte che ben difficilmente troveranno risposte certe e
inequivocabili, se non in quel sentimento ineffabile che trova posto stabile e convinto nel CUORE
di ogni cavaliere R+C.

2006

Antico grembiule massonico R+C

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