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L'Iniziazione del Profano alla Massoneria

Notitiarum Scriptor
Vincenzo G :.

Scopo di questa tavola è quello di esternare alcune riflessioni sul rito


dell'Iniziazione del Profano.
Il primo pensiero che mi sovviene, dopo appena pochi mesi dalla mia
iniziazione, ed avendo assistito a quella di altri profani, oggi fratelli, è la
forza coinvolgente ed il pathos che esprime questa cerimonia veramente
unica nella sua peculiarità.
Tutto quello che è il rito, dal Gabinetto di Riflessione, al Testamento, al
rituale in sé stesso, è permeato da una simbologia che l'aspirante non credo
riesca ad interpretare fino in fondo. Per accedere alla vera iniziazione
occorre abbandonare il razionalismo e raggiungere la trascendenza.
La simbologia e gli elementi che compongono il Gabinetto di Riflessione,
sono per il profano che vi accede, incomprensibili. Solo la perseveranza ci
permetterà la giusta comprensione.
Personalmente credo di averne capito il significato solo rileggendo con
calma le iscrizioni e, dopo che erano trascorsi parecchi minuti da che ero
solo con me stesso.
Non credo che la paura abbia il sopravvento su di noi quanto il timore
dell'ignoto, l'essere bendati ed in balia di qualcuno che non conosciamo e
dal quale dipendiamo per ogni nostro movimento, ci fa sentire piccoli e
indifesi, bisognosi di aiuto.
Il fattore emotivo credo giochi un ruolo non indifferente; il sentire
emotivamente l'importanza dell'iniziazione ci porta a dubitare delle nostre
capacità espressive: difficilmente riusciamo ad esternare in maniera chiara
e concisa i nostri concetti e, le nostre risposte sono sempre cadenzate da
lunghi silenzi.
Il Testamento e la privazione degli oggetti in metallo ed oro e del denaro,
simboleggiano sia l'impegno morale che ciascuno di noi assume nei
confronti della Massoneria che l'abbandono delle idee preconcette a cui
eravamo attaccati fino a quel momento, ma anche l'uguaglianza verso gli
altri. La preparazione fisica può dare al Recipiendario l'impressione di
essere sminuito nella sua dignità di uomo, di essere quasi grottesco.
Mentre tutto ciò ha un significato profondo: sincerità e franchezza il cuore
scoperto; umiltà il ginocchio destro nudo; rispetto il piede sinistro scalzo.
La corda a forma di nodo scorsoio passata intorno al collo simboleggia
tutto ciò che ancora lega il profano al suo mondo di provenienza. La benda
che copre gli occhi rappresenta la mancanza di "LUCE" intesa in senso
spirituale in quanto ancora profano e non Massone.
I tre viaggi sono rappresentati da quattro elementi: dalla "TERRA",
raffigurata dal Gabinetto di Riflessione in cui è chiuso il Recipiendario; il
primo viaggio si riferisce all'"ARIA", che è l'emblema della vita umana,
fatta di passioni, di ostacoli, di difficoltà e tutto ciò è raffigurato dalla
irregolarità del percorso fatto dal Recipiendario e dal rumore fattogli
intorno; il secondo dall' "ACQUA", simbolo della purificazione; quasi un
battesimo che lava ogni bruttura della nostra vita profana; il terzo dal
"FUOCO", emblema della passione e dell'ardore che è in noi, perché possa
trasmettersi ai nostri simili. Tutte le volte in cui il Massone viene ammesso
al grado successivo presta un nuovo giuramento; ma il più importante e
solenne è quello pronunciato nell'iniziazione al grado di Apprendista, nel
momento in cui il Profano diventa Massone. Egli s'impegna due volte: la
prima volta pronuncia il giuramento sulla Coppa delle Libagioni, una
seconda volta, dopo aver subito le prove, con il giuramento definitivo. Il
Giuramento impegna chi lo pronuncia in modo definitivo; è impossibile da
disdire, senza essere spergiuro, l'obbligo contratto.
Una volta prestato il giuramento e ricevuto il battesimo per mezzo della
Spada Fiammeggiante, il Neofita abbandona la vita profana per rinascere a
nuova vita:
APPRENDISTA LIBERO MURATORE.
Sgrossare la pietra grezza: questo è il primo dovere di ogni Apprendista
Massone. Essa simboleggia le imperfezioni dello spirito e del cuore che il
Massone deve sforzarsi di correggere. Rimuovendo gli ostacoli e le
difficoltà iniziali con l'aiuto del Maglietto e dello Scalpello, simboli della
logica e del criterio, riuscirà a non fare affievolire le conoscenze acquisite
e a dare fermezza e perseveranza alla sua volontà di apprendimento.

Ho Detto.