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A.ALBERICIG.

PONCINI GUIDA ALLA PREPARAZIONE DELLA TESI DI LAUREA MAGISTRALE

EFI Economia e Finanza Internazionale - Facolt di Scienze politiche

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GUIDA ALLA PREPARAZIONE DELLA TESI DI LAUREA MAGISTRALE


PARTE PRIMA LINEE GUIDA PER LA PREPARAZIONE DELLA TESI DI LAUREA 1. Prima Fase - Lindividuazione preliminare delloggetto della ricerca e dellinsegnamento di riferimento dello stesso ................. 1 2. Seconda Fase - Lindividuazione del Docente di riferimento e la verifica della fattibilit del lavoro (il colloquio preliminare) ............. 2 3. Terza Fase - La definizione del progetto di lavoro in preparazione dellincontro con il Docente per lavvio operativo ............ 3 4. Quarta Fase - La definizione del programma di lavoro (il primo colloquio operativo con il Docente) ............ 3 5. Quinta Fase - Lo sviluppo della ricerca........... 4 5.1. Prima tappa: La consultazione ordinata del materiale raccolto e la sua schedatura .................. 4 5.2. Seconda tappa: La predisposizione del piano di lavoro sulla base della consultazione ordinata del materiale raccolto e affinamento dellarticolazione dellindice .............. 5 5.3. Terza tappa: La messa a punto dellimpostazione metodologica del lavoro.................... 6 6. Sesta Fase - la progressiva stesura dellelaborato ............... 7 PARTE SECONDA SUGGERIMENTI OPERATIVI PER LA FORMALIZZAZIONE DEL LAVORO 1. Come costruire e presentare la Tesi ................ 8 1.1. La copertina. ................ 8 1.2. L'indice sistematico ................. 9 1.3. La presentazione e lintroduzione ............... 10 1.4. Il testo ............. 10 1.5. Le note e le citazioni ................... 11 1.5.1. Le note a pi pagina ................. 12 1.5.2. Le note inserite nel testo .......................... 13 1.6. Le conclusioni ................. 14 1.7. La bibliografia ............... 14 2. Come dare qualit alla Tesi ....................... 15 3. Come evitare gli errori pi frequenti ..................... 16
___________________________________________________________________________________________ Milano, 13 gennaio 2005

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ADALBERTO ALBERICI GINA PONCINI GUIDA ALLA PREPARAZIONE DELLA TESI DI LAUREA MAGISTRALE

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___________________________________________________________________________ PARTE PRIMA LINEE GUIDA PER LA PREPARAZIONE DELLA TESI DI LAUREA La preparazione della Tesi un momento importante nel curriculum degli studi in Economia e Finanza Internazionale (EFI). Questo Documento fornisce informazioni e consigli sulle procedure e sulle modalit per la realizzazione della Tesi. Va premesso che non esistono regole predefinite da seguire: il piano di lavoro, i tempi di stesura, linterazione studente/relatore, le impostazioni e lo svolgimento dei lavori riflettono opzioni individuali del Docente e dello Studente. E' quindi necessario, in ogni caso, che lo studente verifichi preliminarmente l'eventuale richiesta del Docente di attenersi a regole diverse da quelle contenute nel presente documento Di seguito comunque vengono indicate alcun linee guida generali che possono poi essere adattate ai singoli casi e proposti alcuni suggerimenti operativi per la realizzazione e la formalizzazione di un Tesi di ricerca. In questo quadro, il Piano di lavoro per la realizzazione della Tesi pu essere utilmente articolato nelle sei fasi che vengono descritte di seguito. 1. PRIMA FASE LINDIVIDUAZIONE PRELIMINARE DELLOGGETTO DELLA RICERCA E DELL
INSEGNAMENTO DI RIFERIMENTO DELLO STESSO

Il tema generale deve essere attinente ad un insegnamento in cui lo Studente ha sostenuto lesame. Nella scelta dellargomento, egli deve fare riferimento ai corsi seguiti, ai propri interessi, al futuro professionale e alle effettive risorse disponibili. Per definire con sufficiente chiarezza i limiti dellanalisi utile individuare le principali teorie e pratiche inerenti al tema; possibile cos individuare loggetto della ricerca, definire il filo logico della sua realizzazione e assumere le argomentazioni scientifiche e coerenti che ne stanno alla base. Loggetto di studio pu essere: a) un quesito o unipotesi fondata su un quesito di partenza. Lipotesi viene formulata con una condizione (se) dalla quale viene formulata una tesi da verificare a posteriori; b) una tematica specifica da analizzare e/o verificare; c) un problema che deve essere risolto. In questo modo lo Studente individua cosa vuole approfondire nella ricerca ed in parte come intende affrontare il lavoro.
___________________________________________________________________________________________ 1 Milano, 6 dicembre 2004

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___________________________________________________________________________ In questa prima fase le letture da condurre hanno la funzione di individuare il campo e loggetto di studio e di contribuire ad individuare una linea guida della struttura del lavoro. 2. SECONDA FASE LINDIVIDUAZIONE DEL DOCENTE DI RIFERIMENTO E LA VERIFICA DELLA FATTIBILIT DEL LAVORO (IL COLLOQUIO PRELIMINARE) Largomento del lavoro deve essere verificato e validato con il Docente attraverso un colloquio preliminare; con lo stesso Docente vanno verificati la rilevanza delle ipotesi sottostanti al tema individuato e la fattibilit della ricerca. La proposta dello Studente, per essere accettata, deve presentarsi bene articolata e sostenuta. Pu essere utile che lo Studente verifichi preliminarmente alla richiesta di colloquio con il Docente le aree tematiche normalmente accettate dai vari docenti e i loro interessi di ricerca; al riguardo pu essere utile consultare i siti dei docenti , del Corso di laurea, attraverso i terminali Sifa dislocati in Facolt, per verificare, ad esempio, gli argomenti di loro interesse o i titoli delle Tesi da essi assegnate. E importante visitare il sito del Docente anche per verificare le eventuali indicazioni operative dello stesso (modulistica, se prevista, da compilare prima del colloquio, tempi di assegnazione, modalit indicate per gli incontri, etc.) e fissare poi un appuntamento mirato. In questa seconda fase vengono definiti lobiettivo e il tipo di lavoro da svolgere. Al riguardo, si consideri che, di norma, le principali tipologie di Tesi sono le seguenti: a) Tesi empirica investigativa ad ampio spettro: si basa su una ricerca primaria che verifica o confuta una teoria, oppure che verifica ipotesi di comportamento presso un campione di riferimento. Presentato il tema/problema che si intende affrontare, i risultati sono linterpretazione e lanalisi di dati empirici (serie storiche di mercato o di settore, di statistiche internazionali, di interviste su un campione danalisi). Rientra nelle finalit della Tesi presentare sinteticamente gli strumenti danalisi utilizzati e dimostrare la padronanza degli stessi; b) Tesi empirica - Caso di studio: si definisce un caso di studio oppure si analizzano in modo critico e con metodologia di analisi comparata, casi gi proposti in letteratura. Introdotto il tema/problema che si intende affrontare, i risultati sono la costruzione di un caso, lindividuazione di fattori che permettono una futura analisi di altri casi di studio, lindividuazione e la giustificazione di best practices, raccomandazioni, etc.;

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___________________________________________________________________________ c) Tesi teorica: consiste in un approfondimento di un approccio teorico o ad un dibattito in corso non potendosi comunque limitare ad una rassegna della letteratura. La Tesi deve infatti apportare un contributo originale i cui risultati sono la formulazione di un nuovo approccio teorico, la formulazione di ipotesi di lavoro, lanalisi critica delle posizioni delle pi importanti scuole di pensiero coinvolte nel dibattito o la formulazione di un modello o la sua estensione. 3. TERZA FASE LA DEFINIZIONE DEL PROGETTO DI LAVORO IN PREPARAZIONE DELLINCONTRO CON IL DOCENTE PER LAVVIO OPERATIVO In questa fase lo Studente definisce in modo autonomo il proprio ambito di attivit sulla scorta del colloquio preliminare col Docente, focalizzandosi sul tema individuato e definendo unipotesi di lavoro. Questa fase si concretizza nella stesura di una breve nota (2-3 pagine, a seconda delle preferenze del Docente) da presentare prima o durante il colloquio con il Docente per lavvio operativo. Il documento deve definire fra laltro: a) il campo di interesse e/o il quesito di partenza e l'obiettivo (ipotesi, tematica o problema) del lavoro; b) una schematizzazione della struttura del lavoro, ad esempio attraverso la predisposizione di un indice sistematico (si veda il successivo punto 3.2); c) una breve bibliografia ricercata e consultata; d) la definizione della tipologia di Tesi (Tesi empirica, Tesi su di un caso di studio, Tesi teorica), coerente con le verifiche compiute. 4. QUARTA FASE LA DEFINIZIONE DEL PROGRAMMA DI LAVORO (IL PRIMO COLLOQUIO OPERATIVO CON IL DOCENTE) Questa fase coincide con lincontro operativo con il relatore sulla scorta del documento precedentemente trasmessogli in modo che esso lo possa analizzare preliminarmente allincontro. Durante il colloquio operativo possono emergere degli input di interesse per limpostazione e la realizzazione del lavoro i quali possono concorrere a realizzare una pi puntuale definizione del tema.

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___________________________________________________________________________ 5. QUINTA FASE LO SVILUPPO DELLA RICERCA In questo stadio lo Studente si focalizza sul proprio oggetto di studio; lattenzione mirata alla raccolta e allanalisi del materiale (teorico e/o empirico). In questa fase si comincia a stendere un elaborato e ci si accorda col relatore sul percorso da seguire e sulla verifica periodica dello sviluppo dello stesso. Dopo lapprovazione dellimpostazione generale del lavoro da parte del relatore lo Studente pu cominciare ad applicarsi in modo pi approfondito alla definizione dei contenuti, alla struttura e agli strumenti di ricerca. In questa fase pu esser utile affinare larticolazione dellindice del lavoro per chiarire la struttura generale dello stesso e i collegamenti tra le diverse parti della Tesi. E quindi necessario definire un piano di lavoro articolato e completo. La metodologia che ci propone di adottare deve tenere in considerazione almeno le tappe di seguito proposte.

La ricerca del materiale, che riguarda sia la ricerca bibliografica che le interviste, focalizzata al tema della ricerca. La ricerca bibliografica comprende libri, articoli pubblicati su riviste specializzate, working papers, casi di studio e case histories, banche dati, studi empirici, ed altro ancora. Vi sono due piani di ricerca bibliografica: quello della ricerca bibliografica in senso stretto e quello della consultazione del materiale bibliografico: a) Il piano della ricerca bibliografica in senso stretto: lo scopo quello di individuare lo stato delle pubblicazioni che riguardano largomento di studio. Uno ricerca iniziale per soggetto o per parole chiavi permette di raccogliere riferimenti bibliografici di libri, articoli, e altre fonti riguardanti il tema prescelto, sia a livello fisico che telematico. In questa fase si viene a conoscenza dello stato della ricerca e della natura delle fonti alle quali si potr avere accesso in un secondo tempo, in base a prestiti direttamente presso la biblioteca della propria universit o presso quella di altre Universit, eventualmente ricorrendo ai prestiti interbibliotecari, nella fase di consultazione del materiale bibliografico; b) Il piano della consultazione del materiale bibliografico raccolto: lo scopo quello di consultare il materiale bibliografico individuato, selezionarlo per procedere alla lettura. Di fatto la selezione dipende in grande misura dal grado di reperibilit delle fonti, che viene condizionato dagli strumenti di ricerca a disposizione. La comprensione di questa distinzione fondamentale. Difatti, la difficolt a reperire le fonti pu portare a fondere i due piani di ricerca del materiale. Ne consegue che la ricerca bibliografica avviene unicamente in base a strumenti che permettono di accedere alla consultazione del materiale. In questo modo vi una limitazione della bibliografia di riferimento
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___________________________________________________________________________ del proprio lavoro, che non permette di acquisire una sensibilit nei confronti delleffettivo stato della ricerca riguardante il proprio argomento. Le interviste possono costituire utili fonti, peraltro non rinnovabili. Esse, quindi, vanno preparate molto bene, in modo da non sprecare unoccasione irripetibile. In particolare: a) non bisogna usare lintervista per avere una prima informazione generale sul tema: per questo c internet e ci sono le banche dati dei quotidiani; b) non bisogna chiedere opinioni su fatti/materie che non si conoscono in modo approfondito : lintervistato si accorger dellingenuit dellintervistatore e, nella migliore delle ipotesi, risponder in modo approssimativo; c) bisogna dimostrare sempre allinterlocutore di sapere di che cosa si parla, e che le sue dichiarazioni saranno comunque valutate criticamente. La schedatura delle letture per macrotematiche l'elemento che aiuta a seguire la linea guida del lavoro e a non perdersi in letture fuori tema. Leggere effettuando una schedatura significa: a) creare schede per autore e/o per libro: una volta trovati i testi viene effettuata una lettura accompagnata dalla creazione di riassunti o schemi che mettono in luce i principali concetti e pensieri esposti nei testi e/o dallautore. Il vantaggio di questo approccio quello di poter ritrovare subito il libro di riferimento per i concetti letti, mentre il rischio di essere indotti a sviluppare in fase di stesura argomentazioni appiattite sulle singole letture fatte; b) creare schede per concetto o tematiche: una volta trovati i testi viene effettuata una lettura accompagnata dalla creazione di schede che raggruppano i diversi autori per concetti e/o temi. Il vantaggio di questo approccio di essere indotti a pensare per problemi e quindi ad effettuare un discorso argomentato articolato in fase di stesura, ossia un discorso che metta a confronto i vari autori. Lo svantaggio delle schede a tema quello di trovarsi in difficolt nella costruzione di schede tematiche e nella ricerca della fonte.

Lindice del lavoro rispecchia lorganizzazione logica dellanalisi e la sua stesura quindi molto importante sia per definire il proprio piano di lavoro, sia per fornire a terzi (il Docente ed eventuali altri interlocutori) le coordinate entro cui si sviluppa lanalisi. Bench rimanga lelemento pi dinamico nello sviluppo del lavoro, lindice ha la funzione primaria di fissare gli elementi che compongono lanalisi della tematica affrontata nella Tesi.
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___________________________________________________________________________ Nella definizione dellindice pu essere utile tenere in considerazione che esso: a) rappresenta la formalizzazione iniziale dello schema della Tesi e permette di definire il filo conduttore della stessa; b) rappresenta una prima bozza di struttura dellanalisi definita in relazione alla schedatura delle letture e altri dati raccolti che permette di guidare sia le letture successive che la stesura del lavoro; c) consente al Docente che legge i singoli capitoli di avere le coordinate dellarticolazione complessiva; d) matura insieme al lavoro di ricerca e viene, quindi, via via affinato; e) esprime con immediatezza il peso dei temi trattati nelleconomia del lavoro.

La realizzazione del lavoro di ricerca richiede uno sforzo metodologico preciso, strettamente legato alla tipologia di Tesi scelta. Di seguito vengono esposti i focus metodologici e teorici richiesti per ognuna delle tipologie di Tesi descritte al precedente punto 2. Tesi empirica investigativa ad ampio spettro. Limpostazione del lavoro si focalizza sulloggetto di studio e sui metodi della ricerca empirica. Questi elementi permettono di scegliere il giusto metodo di ricerca e la corretta applicazione (a titolo esemplificativo: una buona campionatura e una corretta costruzione di questionari per lindagine con interviste; un appropriato trattamento dei dati per le analisi di serie storiche) . Solo unindividuazione corretta di questi due elementi permetter di raggiungere i risultati desiderati: una raccolta di dati quantitativi e/o qualitativi significativi che consentano sia valide interpretazioni, sia solide conclusioni. Tesi empirica caso di studio. Limpostazione del lavoro di ricognizione teorica ed empirica volta allindividuazione degli elementi chiave da adottarsi per analizzare un caso o per comparare pi casi di studio. Per questi motivi una Tesi su di un caso di studio necessita un'approfondita analisi preliminare che si focalizzi, in tutto o in parte, sui seguenti aspetti: a) un approfondimento teorico che metta in luce il quadro di riferimento della problematica attinente al proprio obiettivo di studio; b) unanalisi di casi e problematiche gi sviluppate in letteratura.

___________________________________________________________________________________________ 6 Milano, 6 dicembre 2004

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___________________________________________________________________________ Alternativamente: a) una comparazione di pi casi per individuare best practices e/o per estrapolare criteri di valutazione validi per esempio per settore di appartenenza, per dimensione, per cultura regionale, ecc.; b) unanalisi della situazione reale di unazienda, oggetto del caso di studio della Tesi. Tesi teorica. Un lavoro di ricerca deve offrire, come precedentemente ricordato (Paragrafo 2 punto c), un contributo di originalit ed essere basato su unanalisi approfondita delle differenti scuole di pensiero relazionate al proprio argomento di studio, degli approcci teorici sviluppati, delle dinamiche dei dibattiti nei quali tali scuole di pensiero e gli approcci teorici si inseriscono. Una Tesi di ricerca necessita, quindi, di un'approfondita analisi preliminare focalizzata sullindividuazione: a) di tutti gli approcci teorici, delle elaborazioni teoriche e dei relativi autori e del posizionamento nel dibattito. A questo proposito pu essere utile costruire degli schemi per relazionare ogni elemento. b) di dinamiche del dibattito studiato. In questo senso necessario sviluppare un'approfondita lettura per definire lorigine e gli sviluppi evolutivi del dibattito e i dibattiti che si sono creati.

6. SESTA FASE LA PROGRESSIVA STESURA DELLELABORATO La stesura del manoscritto un passaggio dallidea al testo che spesso si rivela pi complesso di quanto ci si aspetta in quanto solo in questa fase emergono eventuali lacune o incongruenze. Una buona regola di preventivare un tempo adeguato per questo lavoro e di consentire al Docente di verificare sistematicamente lo sviluppo del lavoro.

___________________________________________________________________________________________ 7 Milano, 6 dicembre 2004

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___________________________________________________________________________ PARTE SECONDA SUGGERIMENTI OPERATIVI PER LA FORMALIZZAZIONE DEL LAVORO 1. Come costruire e presentare la Tesi Le parti che compongono una Tesi sono riferibili in successione a: copertina, indice sistematico e eventualmente indice delle Tabelle, quello delle Figure e quello delle Tavole, presentazione, testo, conclusioni, eventuali appendici e bibliografia.

La copertina riporta il riferimento all'Universit degli Studi di Milano, alla Facolt di Scienze Politiche, al Corso di Laurea Magistrale EFI e allinsegnamento di riferimento; il titolo della Tesi, il nome e il cognome del Relatore e dello Studente, l'anno accademico in cui si sostiene l'esame di Laurea come di seguito indicato.

UNIVERSIT DEGLI STUDI DI MILANO FACOLT DI SCIENZE POLITICHE TESI DI LAUREA MAGISTRALE in Economica e Finanza Internazionale Titolo della Tesi

Relatore: Professor Xxxxxxx Xxxxxxx Studente:Xxxxxxx Xxxxxxx anno accademico 200X - 200Y

___________________________________________________________________________________________ 8 Milano, 6 dicembre 2004

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L'indice sistematico rappresenta ad un tempo il momento di comunicazione formale del percorso logico seguito nello svolgimento della Tesi e lo strumento per muoversi in modo mirato nella lettura del testo. Esso riporta quindi l'indicazione di tutti i punti trattati con le relative pagine di riferimento. Di seguito viene proposto un esempio di indice sistematico. INDICE PRESENTAZIONE (facoltativa) INTRODUZIONE CAPITOLO PRIMO 1.1 . 1.2 . CAPITOLO SECONDO 2.1 . 2.2. I .. PARTE SECONDA (facoltativa) P. x P. xx P. xx P. xx P. x P. xx

PARTE PRIMA (facoltativa)

CAPITOLO TERZO 3.1 . 3.2 I . CONCLUSIONE INDICE DELLE TABELLE INDICE DELLE FIGURE INDICE DELLE TAVOLE BIBLIOGRAFIA /E

P.xxx P. xxx P. xxx P. xxx P.xxx

___________________________________________________________________________________________ 9 Milano, 6 dicembre 2004

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La Presentazione, che facoltativa, e lintroduzione sono differenti fra loro. Nella Presentazione si espongono le motivazioni che hanno spinto ad effettuare lo studio e gli aiuti ricevuti da persone, aziende o istituzioni. La premessa presente soprattutto nelle Tesi svolte sul campo con interviste strutturate o non o con casi di studio o con accesso a basi dati non pubbliche, gentilmente messe a disposizione. NellIntroduzione si espongono le ragioni dello studio, introducendo i lettori alla comprensione di tutto il lavoro di ricerca. Essa viene scritta nella versione definitiva alla fine del lavoro utilizzando il tempo verbale passato prossimo, perch illustra come stato scelto l'oggetto di ricerca e come stato studiato. Gli elementi da tenere presenti in un'introduzione sono: presentazione della materia dello studio, presupposti teorici e stato della ricerca, descrizione degli scopi del lavoro; presupposti generali alla ricerca; struttura del lavoro e metodologia, principali conclusioni. Una buona introduzione fornisce l'articolazione del testo, senza per cadere in un riassunto meccanico dei risultati ai quali si arrivati.

Il testo articolato in Parti (facoltativo), Capitoli e Paragrafi. I capitoli seguono la numerazione progressiva 1, 2, 3... I paragrafi all'interno di ogni Capitolo seguono la numerazione 1.1, 1.2, 1.3... 2.1, 2.2... Il primo e l'ultimo Paragrafo di ogni Capitolo devono evitare le diciture tipo "introduzione, premessa o conclusioni". Il titolo di ogni Capitolo deve essere riportato in neretto maiuscolo al centro della pagina, unitamente all'indicazione progressiva del Capitolo stesso, e il titolo di ogni Paragrafo deve essere riportato in maiuscolo, come si evince dal seguente esempio.

CAPITOLO TERZO LA TECNOLOGIA E LINNOVAZIONE DEI PROCESSI 3.1 LA STRUTTURA DEI PROCESSI PRODUTTIVI DELLA BANCA

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___________________________________________________________________________ Per la formattazione del testo occorre fare riferimento alle seguenti regole: a) ogni pagina deve contenere un numero di righe compreso fra le 22 e le 28. Fra un Paragrafo e quello successivo bisogna lasciare due linee vuote; b) nell'ambito del testo evitare le sottolineature da utilizzare solo per le parole straniere non di uso comune; le sigle vanno in alto basso senza puntini: Istat e non I.S.T.A.T., Usa e non USA; nel caso di sigle a due lettere, entrambe saranno in maiuscolo: UK, EU; l'uso delle maiuscole va limitato ai nomi propri di persona, luogo ed istituzione; c) le figure e le tabelle devono essere contrassegnate da un numero progressivo 1, 2,...associato al numero del Capitolo. Quindi, cos come i paragrafi, le figure e le tabelle devono essere contraddistinte dai numeri 1.1, 1.2, 1.3... 2.1, 2.2, 2.3... seguiti da una notazione che ne specifichi i contenuti. In fondo alla figura e alla tabella deve essere riportata la fonte da cui sono tratte con leventuale indicazione di ulteriori elaborazioni dellautore. Lindice delle tavole e delle figure deve esplicitare il numero delle stesse e i relativi titoli e le pagine della Tesi in cui esse compaiono. Esse vanno inserite nel testo quando vengono commentate; in caso contrario vanno poste alla fine della Tesi; d) il numero della pagina deve essere collocato in fondo a destra; e) la Tesi va stampata fronte e retro.

Le citazioni e le note sono indice del grado di approccio scientifico e di argomentazione raggiunti dallo Studente durante lo sviluppo del lavoro di ricerca. Una buona argomentazione si basa sulla capacit di mettere in relazione pi pensieri di pi autori su di una problematica, al fine di trarre elementi di valutazione, proposte di affinamento teorico e spunti operativi nuovi che non siano frutto di una propria idea o di considerazioni personali estemporanee, ma che siano frutto della propria capacit lettura critica e di argomentazione. La comprensione di questi elementi centrale, perch gli errori pi comuni nella stesura di un lavoro scritto di ricerca sono: effettuare affermazioni personali senza fondamento; fare proprie le affermazioni di altri autori; effettuare un'esposizione di molti pensieri senza articolare la dinamica del discorso. Le citazioni riportano sul testo esattamente le stesse parole dell'autore a cui ci si riferisce (xxx xxxx) e le note servono ad indicare la fonte di citazioni. Gli assunti di autori stranieri devono essere riportati nella lingua originale. Se allinterno della citazione se ne trascura una parte, occorre mettere [...] al suo posto. Inoltre, necessario mettere [...] anche se si tronca una frase, ossia se se ne cita solo una parte. Le note hanno anche la funzione di fornire dei chiarimenti inerenti ai termini che si usano e alle affermazioni che si fanno. Inoltre, esse vengono usate per fare riferimento ad un autore senza
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___________________________________________________________________________ citare letteralmente parte del testo. necessario specificare quando il riferimento proposto in nota o con la citazione nel testo ad un autore del quale non si letto il testo, ma del quale si letta una citazione in un altro testo. Tutti i riferimenti in nota devono specificare il numero della/e diffusamente, quando il riferimento ad unopera nel suo complesso. pagina/e o la dizione

In sintesi, comunque, la funzione delle note risponde ai seguenti obiettivi: specificazione di argomenti tecnici che appesantirebbero il testo; riferimento agli Autori che hanno affrontato un determinato argomento; riferimento specifico al pensiero caratterizzante di un Autore; citazione integrale di un brano; individuazione di possibili collegamenti con argomenti differenti trattati in altre parti della Tesi o altrove. Vi sono diversi standard per effettuare citazioni e note, e quindi da verificare eventuali preferenze del relatore. Di seguito vengono proposti due possibili stili: quello del riferimento in nota (Le note a pi pagina, punto 1.5.1) e quello del riferimento diretto nel testo (Le note inserite nel testo, punto 1.5.2). Una volta effettuata la scelta, bisogna utilizzare lo stesso stile nella redazione di tutta la Tesi. 1.5.1 LE NOTE A PI PAGINA Le note a pi di pagina devono avere una numerazione progressiva 1, 2, 3... che si ripete per ogni Capitolo. Il carattere del testo delle note deve essere ridotto rispetto a quello del testo e la lunghezza della nota di norma pi contenuta rispetto alla trattazione dellaspetto nel testo. Ad esse si ricorre, di norma, quando si voglia documentare lapprofondimento del lavoro svolto riportando anche riferimenti alla bibliografia di riferimento sul tema. In tale contesto si segnala il cognome dellAutore (maiuscolo) seguito dal riferimento sintetico ed esplicativo, in corsivo, del testo cui si fa riferimento e, eventualmente alla/e pagina/e a cui ci si riferisce. Il riferimento sintetico viene definito autonomamente dallo Studente e deve essere esplicativo del principale contenuto del testo richiamato. Ad esempio se intendiamo citare una valutazione tratta dalla monografia BIANCHI TANCREDI, I fidi bancari, Utet, Torino, 1977 a pagina 54 potremo riportare nella nota a pi pagina: BIANCHI, Fidi, p. 54. Per consentire al lettore di risalire dalla nota alla monografia di riferimento dovremo realizzare la correlazione fra le stesse nella Bibliografia proponendo la seguente dicitura: BIANCHI, Fidi - BIANCHI TANCREDI, I fidi bancari, Utet, Torino, 1977.

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___________________________________________________________________________ Generalizzando la classificazione adottata nella bibliografia deve per prima cosa segnalare il riferimento sintetico utilizzato dallo Studente nella nota e successivamente proporre i riferimenti completi del testo citato. Si riportano di seguito alcune esemplificazioni di casi possibili: a) Libri: BIANCHI, Fidi - BIANCHI TANCREDI, I fidi bancari, Utet, Torino, 1977. b) Brani tratti da raccolte di saggi: FORESTIERI-ROSSIGNOLI, Prestiti FORESTIERI GIANCARLO - ROSSIGNOLI BRUNO, I prestiti bancari, in RUOZI (a cura di), La gestione della banca, Egea, Milano, 1994. c) Brani tratti da Riviste: MOTTURA, Gruppi creditizi MOTTURA PAOLO, Aspetti aziendali e organizzativi dei gruppi creditizi" in Banca impresa societ, n3, dicembre 1992. 1.5.2 LE NOTE INSERITE NEL TESTO Le note nel testo si usano di norma quando ci si limiti a dare conto puntualmente delle citazioni o dei riferimenti proposti nel testo. In questo caso la nota va inserita direttamente nel testo riportando tra parentesi il cognome dell'autore, l'anno di pubblicazione ed eventualmente la/le pagina/e cui ci si riferisce. Lindicazione delle pagine obbligatoria nel caso di citazioni tra virgolette. Vengono proposti di seguito alcuni esempi: a) Vi sono nuovi modelli di gestione che devono... (Sculley, 1987: 183). b) Come scrive David Mathews, Lambito del pubblico pi antico, pi inclusivo e pi fondamentale del mondo del governo (1994: 202). c) Wright sostiene che Internet [...] represents a paradigmatic shift in corporate communications, opening the door to fully two-way communications between a corporation an its publics (Wright citato in Gregory, 1999: 14). d) Per Dewey (1910), al centro della teoria pragmatica dellindagine scientifica sta la convinzione che il pensiero unattivit orientata a trovare soluzioni a situazioni percepite come problemi (Torgerson, 1995: 232; Heineman et al., 1990: 11). [Quando ci sono pi di due autori] Anche in questo caso, per consentire al lettore di risalire dalla nota alla monografia di riferimento realizzando la correlazione fra le stesse e il riferimento bibliografico dovremo fare seguire al nome dellautore la data di pubblicazione del suo lavoro come di seguito indicato: a) Aldrich J. H. (1993), Rational Choice and Turnout, in "American Journal of Political Science", Vol. 37, n. 1, pp. 246-278. b) Allison G. T. (1971), Essence of Decision. Explaining the Cuban Missile Crisis, Boston: Little, Brown.
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___________________________________________________________________________ c) Allison G. T. (1980), Implementation Analysis: The 'Missing Chapter' in Conventional Analysis Illustrated by a Teaching Exercise, in Lewin L. e Vedung E. (a cura di), Politics as Rational Action, Dordrecht: Reidel, pp. 237-260.

Le conclusioni riportano alcune valutazioni di sintesi e, eventualmente, lopinione maturata dallo Studente sul tema sviluppato Le conclusioni espongono i risultati dello studio e, come l'introduzione, permettono ai lettori la comprensione, in via di sintesi, dellintero percorso di ricerca, senza leggere il corpo del testo. Ci particolarmente importante e consegue anche lobiettivo di consentire allintera commissione di partecipare alla discussione, in sede di discussione della Tesi. Qui di seguito vengono esplicitati alcuni elementi che comunque opportuno inserire in una conclusione: a) obiettivo della ricerca e risultati ottenuti: in sede conclusiva importante sottolineare in che misura l'obiettivo del lavoro stato raggiunto; b) limiti della ricerca: identificare quali sono i limiti della propria ricerca permette di sottolineare eventuali approfondimenti; c) proposte di approfondimento: un lavoro di ricerca sempre uno spunto per studi futuri. In sede conclusiva possono essere sottolineati i campi interessanti da esplorare o studiare.

La bibliografia ha la funzione di raccogliere in ordine alfabetico per Autore i testi citati dallo Studente nelle note della Tesi e/o quelli comunque consultati; dintesa con il Relatore essa potr riguardare alternativamente: Bibliografia generale (riportando in unica successione i testi consultati anche se non citati); Bibliografia citata e Bibliografia consultata (riportando separatamente le relative elencazioni) oppure solo Bibliografia consultata. La bibliografia l'insieme di tutte le opere consultate che hanno contribuito allo sviluppo del lavoro scritto di ricerca. Bisogna elencare le opere citate o richiamate in nota all'interno del testo scritto. Anche nella compilazione della bibliografia da inserire alla fine della Tesi vanno seguiti degli standard. Vi sono diversi modelli per redigere una bibliografia. L'elenco delle fonti basato sullordine alfabetico dei cognomi degli autori, e sullordine cronologico nel caso di pi opere di uno stesso autore, senza distinguere tra libri e articoli su riviste scientifiche.

___________________________________________________________________________________________ 14 Milano, 6 dicembre 2004

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___________________________________________________________________________ Per quanto concerne il formato delle citazioni in bibliografia si procede differentemente per libri, saggi in volumi collettanei, articoli da riviste, altri materiali a) libri: Cognome dellautore, iniziale nome dellautore, anno di pubblicazione, titolo, numero delledizione (nel caso in cui il libro non sia alla sua prima edizione), citt di pubblicazione, casa editrice. b) saggi in volumi collettanei, Cognome dellautore, iniziale nome dellautore, anno di pubblicazione, titolo del contributo, in Cognome del curatore, iniziale del nome dellautore o AA.VV., titolo del volume, numero delledizione (nel caso in cui il libro non sia alla sua prima edizione), citt di pubblicazione, casa editrice. c) articoli tratti da riviste: Cognome dellautore dellarticolo, iniziale del nome, anno, titolo dellarticolo, titolo della rivista, numero del volume, numero del quaderno, pagine. Da notare che alcune riviste non hanno numero del volume o il numero di quaderno. d) altri materiali: ci si deve avvicinare il pi possibile a questo modello, specificando lautore e/o lente (quando sono citati), il titolo, la data del documento, lindirizzo internet, la data di consultazione (tra parentesi). Esempio:Presidenza del Consiglio dei Ministri, Circolare n. 4/04 sulle collaborazioni coordinate e continuative, 26/07/2004, http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/cococo/circolare.htm (20 /08/04).

2. Come dare qualit alla Tesi Grazie all'investimento fatto dal nostro Ateneo nei servizi bibliografici tradizionali e online, oggi molto facile accedere alle banche dati e alle risorse usate dai ricercatori di tutto il mondo. Una buona bibliografia, aggiornata e di respiro internazionale, un fattore importante per meritare una valutazione elevata. Come punti di partenza per la ricerca online potete usare le pagine http://users.unimi.it/banchedati/tema.html con l'elenco delle banche dati online diviso per aree disciplinari. Gli elenchi completi delle riviste online sono disponibili partendo dalla pagina http://users.unimi.it/~divbib/elettroniche/index.html. In alcuni casi, con l'aiuto del personale della biblioteca, possibile accedere alle risorse online anche per chi abita lontano o lavora. Per le fonti cartacee tradizionali, tutte le biblioteche hanno online i loro cataloghi. Quello dell'Universit degli studi di Milano disponibile alla pagina http://opac.unimi.it/opac/sebina/ausm.

___________________________________________________________________________________________ 15 Milano, 6 dicembre 2004

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___________________________________________________________________________ La nostra Facolt ha un'ottima biblioteca. Dalle sue pagine web http://users.unimi.it/bibliosp/ possibile verificare la disponibilit dei testi, prenotarli direttamente ed essere avvisati per email di eventuali problemi. Ai servizi della biblioteca di facolt si aggiungono quelli dei centri bibliografici di dipartimento http://www.spolitiche.unimi.it/pagina.php?sezioneID=72, che mettono a disposizione delle ricerche degli studenti personale qualificato. In ogni caso, nella ricerca dei testi necessario essere molto selettivi. Nella scelta, consigliabile: partire dai contributi pi recenti, per risalire a ritroso ai testi pi citati nelle loro note bibliografiche; dare la precedenza agli articoli sulle riviste specializzate, perch spesso allestero i libri hanno finalit pi divulgative.

Qualunque sia largomento della Tesi e il metodo adottato, dare al lettore un quadro dellandamento nel tempo e nello spazio dei fenomeni oggetto dellanalisi rende molto pi interessante il lavoro. Provare a prendere le misure al tema studiato un esercizio che richiede precisione, ma anche fantasia. Da alcuni anni, internet rappresenta una fonte di documentazione scientifica e divulgativa estremamente accessibile e aggiornata. Per non naufragare tra le migliaia di pagine e perdersi fra i testi pi divulgativi, conviene utilizzare database con accredito scientifico, garantiti da istituzioni universitarie o organizzazioni di provata qualit.

3. Come evitare gli errori pi frequenti a) Citare non copiare: la diffusione di documenti digitali ha enormemente facilitato la copiatura parziale dei testi. Ogni copiatura va evitata. E lecito, invece, riprendere idee o elaborazioni di dati di terzi o affermazioni a condizione di citarne la fonte. E lecito riprodurre frasi o interi brani di terzi purch ci sia fatto in forma esplicita: le citazioni intelligenti e appropriate, anche lunghe, sono un elemento di pregio della tesi. Quando si cita letteralmente, si mette il testo tra virgolette e si riporta fedelmente la fonte e la pagina. I documenti pi lunghi possono eventualmente trovare posto in appendice. b) I correttori automatici non correggono tutto: il filtro di correzione automatica degli errori non sempre affidabile. c) La punteggiatura non un elemento secondario: molte volte la lettura di un buon testo disturbata da una punteggiatura insensata: virgole tra il soggetto e il predicato, proposizioni relative isolate tra due punti e virgola. Anche per il Docente che deve valutare il lavoro e fornire indicazioni difficile concentrarsi sul contenuto quando continuamente distratto da problemi di grammatica, di sintassi o di punteggiatura.
___________________________________________________________________________________________ 16 Milano, 6 dicembre 2004

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___________________________________________________________________________ d) Uno stile semplice e lineare permette di evitare molti errori. E meglio scrivere frasi molto brevi, secche, chiare. Sono da limitare al minimo le subordinate e sono da usare gli elenchi puntati per le enumerazioni pi impegnative. E utile ricordare che la correttezza formale del testo fondamentale per usare la Tesi come biglietto da visita per il mondo del lavoro. Nessuno assegna responsabilit di rilievo ad un laureato che pu dare una cattiva immagine dellEnte o dellAzienda di appartenenza proponendo lettere o documenti non curati o commettendo errori di grammatica o di sintassi.

___________________________________________________________________________________________ 17 Milano, 6 dicembre 2004

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