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FACOLTADI MEDICINA E CHIRURGIA

Universit degli Studi di Bologna


CORSO DI LAUREA IN FISIOTERAPIA
____________________________________________________________

LA TESI DI LAUREA
GUIDA ALLA REALIZZAZIONE

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1. FINALITA DELLA TESI
_____________________________________________
La tesi un momento istituzionale in cui lo studente pu dimostrare la
propria capacit di pensiero e di elaborazione delle esperienze teorico -
professionali ricevute nel corso dei tre anni.
La tesi di Laurea prevista dallordinamento del Corso di Laurea in
Fisioterapia e consiste nella redazione e nella discussione di un elaborato
scritto, allestito sotto la guida di un Docente del Corso di Laurea , deve perci
rappresentare unoccasione coerente con gli obiettivi didattici del curriculum
formativo e pertinente allo specifico professionale.
Pertanto, gli argomenti della tesi possono riguardare ogni campo ed
aspetto relativo alla fisioterapia. Possono interessare la prevenzione, la
valutazione funzionale, lintervento strumentale, lintervento terapeutico-
educativo/riabilitativo, laspetto organizzativo, economico, legislativo, sociale,
lavorativo, occupazionale, etico, relazionale, purch connessi con gli ambiti
della disabilit e della fisioterapia. Possono essere, inoltre, oggetto di tesi
anche argomenti relativi alle scienze di base purch anchessi collegati
all'
ambito delle disabilit e della fisioterapia.

La Tesi di Laurea ha inoltre lo scopo di:


o Approfondire un argomento gradito e/o di interesse
o Avviare lo studente al lavoro scientifico personale
o Dare prova di abilit e correttezza scientifica
o Sviluppare autonomia nello studente
o Essere uno strumento di valutazione dello studente stesso

2. TIPOLOGIE DI TESI
_____________________________________________

2.1 Tesi compilativa


La tesi compilativa consiste nello studio e approfondimento di uno
specifico argomento di chiara competenza fisioterapica.
Fra le tesi compilative, possiamo trovare:
Revisione della letteratura. Analisi critica della letteratura su un
particolare problema fisioterapico, organizzativo, o una tematica
nota o controversa allo scopo di elaborare suggerimenti,
indicazioni operative, linee guida, evidenziando gli interventi di
provata efficacia da quelli di dubbia efficacia, e/o una sintesi e
valutazione critica dellinsieme della letteratura esaminata.
Il quesito di partenza : che cosa dice, la comunit scientifica internazionale
su questo argomento? E stata dimostrata lefficacia di questa metodica, di
questa tecnica?

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2.2 Tesi sperimentale
Lavoro che prevede la formulazione e la dimostrazione di unipotesi o di
una metodologia tramite una sperimentazione diretta, secondo procedure gi
riconosciute o meno.
Il focus sul quale ruota tutto il lavoro il rigore metodologico nella
sperimentazione e nellanalisi ed interpretazione dei dati.
La strutturazione della tesi deve essere coerente con quella di un lavoro
scientifico e quindi deve essere chiaro e ben definito lo scopo e deve contenere
rigorosamente le seguenti sezioni: Introduzione o quadro di riferimento,
materiali e metodi, risultati, discussione, conclusioni.
La tesi sperimentale deve seguire un progetto in cui includere due
campioni di soggetti omogenei tra di loro; ad uno di questi sar applicato
loggetto della sperimentazione, allaltro un altro tipo di trattamento (ad es.
placebo). I partecipanti dovranno fornire un consenso informato. La numerosit
del campione (fondamentale per la significativit dei risultati) dovr essere
correlato alla disponibilit della/e strutture coinvolte.
Sarebbe utile che i dati raccolti con lo studio fossero elaborati
statisticamente, esistono programmi informatici a questo scopo
(www.evidencebasednursing.it sezione aiuti e link), in modo da dare
significativit ai risultati ottenuti.
Fanno parte delle tesi sperimentali anche:
Presentazione di Case report: applicazione di una sperimentazione di un
particolare trattamento, o su una particolare patologia di cui non si hanno tracce in
letteratura. Prevede lindividuazione di outcome specifici e sensibili al fine di dare
significativit allo studio. Pu riguardare anche pi di un paziente.
Tesi empirica: dimostrazione di unipotesi tramite non una sperimentazione
diretta ma unindagine di tipo conoscitivo, es. tramite questionari
Nel capitolo 5 Struttura della tesi troverete alcuni esempi sulle varie
tipologie di lavori.

3. IL RELATORE
_____________________________________________
Il Relatore sempre un docente del Corso di Laurea in Fisioterapia
la scelta del Relatore dipende dallargomento della Tesi
il Relatore indica e definisce con lo studente largomento della tesi
affida allo studente i compiti atti alla stesura, ne guida, controlla,
corregge e valuta il lavoro,
pu fornire allo studente spunti bibliografici, indicazioni su dove
reperire il materiale di documentazione e suggerimenti sulla
composizione del lavoro
E compito dello studente la composizione del disegno della tesi, la
ricerca delle fonti e la stesura della tesi stessa, il garantire la riservatezza dei
dati raccolti, il richiedere al/ai Responsabile/i del Servizio lautorizzazione per

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la raccolta dati, sia in caso di unindagine, che nel caso di applicazione di un
modello concettuale riabilitativo ad una situazione terapeutica reale (nei casi
complessi pu chiedere lintervento della sede formativa) .
E inoltre compito dello studente tenere i contatti con il relatore,
consegnargli di volta in volta capitoli o parti del manoscritto ai fini della
revisione/correzione, in tempo utile e concordato con il relatore stesso.
Il relatore non ne un co-autore ne un correttore di bozze, non corregge
ogni dettaglio ma cerca di supportare lo studente su problemi di tipo
contenutistico.

Solo in casi eccezionali ammesso il correlatore (con riconoscimento del


Presidente del Corso) che ha il compito di co-partecipare a guidare lo studente
nel lavoro di preparazione e di stesura dell'elaborato. Spesso il tutor/guida di
tirocinio che segue lo studente nella fase applicativa clinica.

4. IL PERCORSO
_____________________________________________

4.1 Scelta dellargomento


Umberto Eco in Come si fa una tesi di laurea (Tascabili Bompiani 2004) ricorda le
quattro regole ovvie per la scelta dellargomento:
1. Che largomento risponda agli interessi del candidato
2. Che le fonti a cui ricorrere siano reperibili, vale a dire a portata materiale
del candidato
3. Che le fonti siano maneggiabili, vale a dire a portata culturale del
candidato
4. Che il quadro metodologico della ricerca sia alla portata dellesperienza
del candidato
Il tema deve quindi essere: sufficientemente delimitato, rilevante nel
dibattito fisioterapico/riabilitativo, originale, fattibile, coerente con il percorso di
studi.

4.2 Definizione delloggetto e del progetto di tesi. Raccolta del materiale


Prima di definire il tema circoscritto da trattare necessario procedere alla
ricerca bibliografica per precisare e delimitare meglio gli obiettivi del lavoro.
Dove?
Biblioteche Universitarie e Ospedaliere, su banche dati on-line
Come?
1) ricerca per parola chiave o argomento attraverso banche dati
2) materiale cartaceo.
E utile raccogliere, conservare e ordinare tutto il materiale bibliografico
inerente il lavoro, per una pi proficua elaborazione del testo e citazione in
bibliografia

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E utile individuare un procedimento ad anello in cui meglio definire prima una
struttura generica poi ricercare le fonti (per poter restringere e rendere pi
efficace la ricerca) e poi riscrivere la struttura in maniera pi dettagliata,
seguendo le fasi di: analisi impostazione stesura revisione.
Quando?
E consigliabile iniziare la raccolta bibliografica in tempo utile per la
realizzazione del progetto. I tempi sono definiti e concordati con il Relatore.

4.3 Stesura
a) sintassi e lessico Uso efficace del linguaggio
La tesi un testo di carattere tecnico-scientifico, pertanto il linguaggio da
utilizzare deve essere puramente referenziale. Occorre:
.Omettere le parole inutili
.Omettere ridondanze
.Preferire la costruzione positiva alla negativa
b) lo stile Periodare semplice
.Utilizzare frasi brevi, semplici ed incisive, con poche subordinate.
.Aggettivi e avverbi con parsimonia ed evitare assolutamente i superlativi.
.Non utilizzare frasi di collegamento fra paragrafi e capitoli
.Il titolo del capitolo, paragrafo o sezione devono essere sufficientemente
esaurienti. In caso contrario spezzare il tema con un nuovo paragrafo.

4.4 Alcuni suggerimenti


A chi si scrive?
Non si scrive al relatore (che pi che altro un supervisore fruitore
privilegiato). Non si scrive a se stessi, ma si scrive a tutti, ovvero alla comunit
scientifica di riferimento: va capito pertanto cosa spiegare e cosa no (
consigliato stare su di un livello intermedio).
Lorgoglio scientifico
Scrivendo una tesi, si produce qualcosa che dovrebbe essere
dimostrabile e sul quale si ha competenza: non abbiate timore di affermare.

Utilizzare la terza persona


La forma impersonale garantisce una certa oggettivit al lavoro, in via
esclusiva o in via combinata con quello della prima persona singolare.
Ad es.: si pu concludere che si dovrebbe a questo punto dire
che come si pu notare dalla tabella si potuto constatare che . .
-Si utilizza la prima persona singolare nel redigere Introduzione e Conclusioni.

Andare sovente a capo


Andare a capo quando ha senso, cio quando si conclude un discorso e
se ne inizia un altro, tenendo conto anche del senso estetico, o per far
prendere fiato alla lettura.

Come utilizzare il corsivo.


Si usa per scrivere le parole straniere.

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Per mettere in risalto alcuni concetti, su cui si intende richiamare
lattenzione del lettore
Per mettere in risalto un concetto riguardo un brano riprodotto da altri
testualmente, in tal caso va data notizia al lettore nel contesto o in
apposita nota

Come utilizzare le virgolette.


Linserimento di parole tra virgolette ha lo scopo di:
Evidenziare il carattere metaforico di unespressione.
Racchiudere un brano di unopera altrui riportato integralmente nel testo
(cfr.citazione)
Utilizzare un termine circoscritto ad una comunit (es. bobathiano)

Come utilizzare le note


-Eventuali note nella tesi sono preferibili a fondo pagina, utilizzando un
sistema di riferimento diverso da quello della bibliografia, come asterischi,
lettere in apice ecc.

Come utilizzare i termini stranieri


Evitare di utilizzare termini che hanno un corrispondente in lingua italiana,
nel caso in cui si utilizzi un vocabolo inglese, anche se al plurale, va omessa la
s del plurale ( si applicano le regole grammaticali italiane).

Rileggere pi volte ogni parte prodotta


Porre lattenzione ai diversi aspetti che renderanno la lettura
comprensibile e piacevole: coerenza terminologica, ortografia, sintassi e
punteggiatura. La lettura effettuata da persone non competenti sullargomento
della tesi pu fornire un giudizio oggettivo su questi aspetti

4.5 Verifica
Titolo: contiene la parola chiave? Corrisponde ai contenuti?
Struttura del lavoro: le divisioni del testo sono logiche? Le parti sono
proporzionate?
Introduzione o premessa: dichiarato loggetto o il tema? Sono dichiarati gli
obiettivi? indicata larticolazione del lavoro?
Corpo o parte centrale: ricca, esauriente, completa dal punto di vista dei
contenuti? Sono strutturati e connessi i contenuti? Vengono sottolineati i punti
problematici? Vi un utilizzo corretto delle fonti bibliografiche?
Conclusione: vengono sintetizzati i risultati? Vengono evidenziati elementi di
criticit, problemi aperti o nuove piste di ricerca?
Bibliografia: ha i riferimenti corretti? sufficiente? Completa e articolata?
Corretta dal punto di vista formale?

5. STRUTTURA DELLA TESI

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_____________________________________________
La tesi deve essere cos strutturata:

5.1 Titolo
Viene concordato con il Relatore e deve essere breve, incisivo e deve
richiamare il tema centrale della tesi, senza presentare sigle e acronimi.
5.2 Riassunto (Abstract)
E la sintesi del contenuto della tesi. Non deve essere pi lungo di una
pagina (500 parole). Pu essere discorsivo oppure strutturato a sezioni
(background, obiettivo, materiali e metodi, risultati, discussione e conclusioni).
5.3 Indice
Permette di capire come strutturata la tesi e quali siano gli argomenti
trattati. Elenca le parti, i capitoli, i paragrafi, e i sottoparagrafi, permettendo una
ricerca rapida e funzionale degli argomenti esposti nellelaborato. (vedi cap. 7)
5.4 Introduzione
E'come una lettera d' accompagnamento con la quale si affida il proprio
lavoro al lettore e al suo giudizio. Di solito si redige a fine stesura, non supera
le 2-3 pagine e contiene:
-perch stato scelto largomento
-una breve descrizione di come ha avuto origine il lavoro (l' occasione, la
circostanza);
-lo scopo o finalit della tesi (anche attraverso ipotesi o quesiti)
-come stato organizzato il percorso , in quale ambito
-lorganizzazione interna della tesi e il percorso seguito nell' ambito dello studio.
5.5 Quadro di riferimento o presupposti teorici
Che cosa stato detto e fatto sullargomento
Ricavato sulla base della revisione della letteratura.
E una rassegna critica delle conoscenze disponibili rispetto allargomento ed
una descrizione del quadro concettuale fisioterapico/riabilitativo utilizzato ed
eventualmente dati di letteratura sullapplicazione di tale modello in situazioni
simili a quella scelta.
Il quadro teorico deve essere mirato al tipo di tesi scelta, pertinente all' area
tematica e deve motivare le parole chiave del titolo.
5.6 Materiali e metodi
E la descrizione del lavoro svolto: su chi si condotto lo studio, su che
cosa stato condotto lo studio, come stato condotto, con quali strumenti.

Nella Tesi compilativa si descriveranno dettagliatamente:


1.parole chiave e limiti (tipi di studi; arco temporale; autore; )
2.fonti della ricerca (banche dati biomediche, banche date di linee guida,
banche dati di revisioni sistematiche della letteratura, trattati, letteratura grigia..)
3.descrizione dettagliata e critica degli studi identificando per ciascuno (RCT,
retrospettivo, prospettico):
a.campioni utilizzati
b.periodi degli studi

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c.outcome
d.follow up
e.risultati
f.descrizione degli interventi
g.procedure
h.strumenti terapeutici
i.durata e frequenza dei trattamenti, ecc

Nella Tesi sperimentale si descriveranno dettagliatamente:


1.partecipanti: et, patologia, stadiazione malattia, grado di lesione ecc
2.setting: dove e con che cosa stato fatto lo studio
3.outcome
4.strumenti di misura degli outcome
5.metodologia usata (se lo studio controllato, randomizzato, retrospettivo
prospettico multicentrico ecc), i criteri di inclusione ed esclusione del
campione, modalit della randomizzazione
6.lintervento effettuato (nr. sedute, frequenza, durata, tipologia degli esercizi
ecc)
7.strumenti utilizzati per leventuale analisi statistica
5.7 Risultati
Nella Tesi Compilativa pu essere utile elaborare una tabella che sintetizzi
tutti i dati raccolti rispettando lordine cronologico degli studi presi in esame, ai
fini di una facile consultazione:
ESEMPIO di tabella di sintesi
Titolo, autore, Tipo di studio Descrizione del lavoro Conclusioni/
rivista, anno (trial, case study, ecc) risultati

Nella tesi sperimentale vengono riportati i risultati senza alcun commento,


utilizzando anche tabelle e grafici che li illustrino sinteticamente.
5.8 Discussione
Nella Tesi Compilativa viene riportata una analisi critica delle evidenze e la
definizione di raccomandazioni, indicazioni, protocolli riabilitativi che derivino
dalle evidenze
Nella Tesi Sperimentale vengono riportate le considerazioni approfondite sui
risultati e se possibile un confronto di essi con i dati raccolti da altri autori
(documentati) che si sono posti la stessa domanda
5.9 Conclusioni
Le conclusioni sono riferite alla premessa, devono contenere in sintesi che
cosa si dimostrato con il lavoro svolto, quali i contributi e i risultati salienti, le
conseguenze speculative del lavoro, i commenti sul lavoro svolto quindi limiti, le
resistenze e le criticit, quindi le ipotesi per eventuali nuovi lavori.
Vengono inoltre evidenziate le implicazioni per la pratica ( possibile un
cambiamento della pratica? Questi cambiamenti possono essere realizzati? Se
s, descrivere come. Se no, descriverne il motivo.

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Lutilizzo di un modello concettuale, un progetto rieducativo, un modello
organizzativo, quale utilit ha per la pratica riabilitativa? E possibile applicarlo?
(I risultati dello studio possono essere inseriti/applicati allinterno della pratica
fisioterapica?)
5.10 Bibliografia
Per redigere la bibliografia si suggerisce di adottare uno dei due seguenti
modelli :
-Bibliografia ordinata alfabeticamente e numerata. Nel testo della tesi i
rimandi alle citazioni bibliografiche devono comparire con il cognome
dellautore, lanno di pubblicazione ed eventualmente le pagine.
-Bibliografia ordinata numericamente secondo lordine di comparsa di
citazione nel testo. Nel testo della tesi i rimandi alle citazioni bibliografiche
devono comparire con il numero associato in bibliografia.
(vedi capitolo 7)
5.11 Esempi
Di seguito alcuni esempi di indici delle varie tipologie di tesi, che possono
essere utili alla comprensione della strutturazione e collocazione dei contenuti.
5.11.1 Tesi compilative:

Es: Domiciliarit: dal panorama culturale e normativo alla proposta della


Regione Emilia Romagna ( Tesi di Giuseppe Tappi A/A 2004/05 ( tab.2 )

INDICE
Capitolo 1 INTRODUZIONE
1.1 Quadro di riferimento: il rientro a domicilio della
Persona disabile
Capitolo 2 MATERIALI E METODI
2.1 Strategie di ricerca
2.2 Criteri di inclusione/esclusione degli studi
Capitolo 3 ANALISI CRITICA DELLA LETTERATURA
3.1 Disabilit e dimissione
3.1.1 Art.1 (......)
3.1.2 Art.2(......)
3.1.3 Art.3 (......)
3.2 Disabilit e domicilio
3.2.1 Art.1 (......)
3.2.2 Art.2(......)
3.2.3 Art.3 (......)
ecc...
Capitolo 4 RISULTATI
4.1 Sintesi degli studi inclusi
4.2 Risultati
4.3 Discussione
Capitolo 5 QUADRO NORMATIVO VIGENTE

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5.1 Nota storica e contesto nazionale

5.2 Normative di riferimento in Italia


5.3 Normative di riferimento in Europa
5.4 Normative di riferimento in Emilia Romagna
5.5 Tabella riassuntiva
Capitolo 6 IL CAAD: Centro per ladattamento dellambiente domestico
6.1 Panorama regionale: CRA e CRIBA
6.2 Nascita del progetto CAAD
Capitolo 7 CONCLUSIONI

5.11.2 Tesi sperimentale

Es. Valutazione dellefficacia dellesercizio fisico nella clearance di muco in


pazienti affetti da Fibrosi Cistica ( Tesi di laurea di Ivana Lami A/A 2002/03) (
tab.4)
Indice
Capitolo 1 INTRODUZIONE
1.1 La Fibrosi cistica
1.1.1 Clinica e fisiopatologia
1.1.2 Strategie terapeutiche
1.2 Sfogliando la letteratura
Storia ed efficacia della Positive Expiratory
Pressure ( PEP) sul sistema respiratorio
1.2.2 Underwater Positiva Expiratory Pressure
( uPEP)
1.2.3 Lesercizio fisico come trattamento riabilitativo
nella clearance delle vie aeree
1.2.4 Esercizio fisico:
Fisiologia dellesercizio fisico
Fisiopatologia dellesercizio fisico nelle
pneumopatologie croniche
Effetti dellesercizio fisico
Indicazioni econtroindicazioni
Capitolo 2 INTERVENTO E OUTCOME VALUTATI
2.1 Descrizione dellintervento
2.1.1 Disegno dello studio
2.1.2 Modalit di esecuzione dellesercizio fisico
2.1.3 Modalit di esecuzione della uPEP
2.2 Misure di outcome dello studio
Capitolo 3 MATERIALI E METODI
3.1 Parametri di diagnosi e di partecipazione allo studio
3.2 Setting
3.3 Scale di valutazione e strumenti di analisi statistica
Capitolo 4 RISULTATI

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4.1 Descrizione e analisi dei risultati dello studio
4.1.1 Presentazione ed esposizione grafica dei
risultati
4.2 Discussione dei risultati
Capitolo 5 CONCLUSIONI
5.1 Conclusioni

Tesi empirica:

Es: Studio sulla percezione da parte del paziente della relazione terapeutica al
fine di elaborare delle raccomandazioni utili per lattivit del fisioterapista( Tesi
di laurea di Annalisa Sama A/A 2004/05) ( tab.5)
Indice
Capitolo 1 INTRODUZIONE
1.1 Premessa
1.2 Dalla medicina centrata sulla malattia alla medicina
centrata sul paziente
1.3 Caratteristiche della relazione terapeutica
1.3.1 Relazione daiuto
1.3.2 Setting
1.3.3 motivazione e compliance
1.3.4 ()
Capitolo 2 CAPACITA RELAZIONALI
2.1 Cosa sono le capacit relazionali
2.2 Proposte di vari autori sulla relazione terapeutica
2.1.2 Proposta di ()
2.1.3 Proposta di ()
2.3 Lempatia
2.4 La comunicazione
2.4.1Definizione di processo comunicativo
2.4.1 canali di comunicazione
()
Capitolo 3 MATERIALI E METODI
3.1 Obiettivo della sperimentazione
3.2 Descrizione del questionario
3.3 Partecipanti allo studio
3.4 Setting
3.5 Modalit di somministrazione
Capitolo 4 RISULTATI
4.1 Dati questionario Europep-ita
4.2 Le osservazioni dei partecipanti
Capitolo 5 DISCUSSIONE
5.1 Discussione dei risultati

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5.2 Raccomandazioni
Capitolo 6 CONCLUSIONI

6. FONTI DINFORMAZIONE
_____________________________________________
Le fonti utili a raccogliere informazioni necessarie alla stesura della tesi
possono essere:
6.1 fonti tradizionali:
a. i trattati: sono utili per rispondere a bisogni stabili di informazione cio
di elementi che non cambiano nel tempo es. anatomia
b. testi e manuali, che tendono ad invecchiare molto velocemente
c. la letteratura grigia: sono gli atti dei convegni, di conferenze, di
seminari, le tesi e costituiscono la raccolta dei pareri di pi esperti
d. le riviste: le riviste non indicizzate, gli editoriali, le lettere e le
comunicazioni presenti nelle riviste
e. il fisioterapista esperto (lezioni, insegnamenti trasmessi in tirocinio ecc)
(ma poco oggettivi)
6.2 le fonti innovative (da preferirsi per obiettivit e validit)
1. le banche dati biomediche
2. i nuovi strumenti editoriali; pubblicazioni secondarie, giornali elettronici,
linee guida, revisioni sistematiche
6.3 Le banche biomediche
Forniscono citazioni ed abstract degli autori e non sempre full text. Le due
banche dati pi importanti sono:
Medline: il pi conosciuto database contenente citazioni bibliografiche di
pi di 4000 riviste biomediche mondiali. L'accesso
gratuito.(http://www.ncbi.nlm.nih.gov/entrez/query.fcgi)
Cinhal: contenente citazioni bibligrafiche specifiche per le professioni
sanitarie non mediche. L' accesso a pagamento.
6.4 I nuovi strumenti editoriali
O pubblicazioni secondarie comprendono revisioni sistematiche e linee
guida.
Queste pubblicazioni vengono redatte riprendendo secondo criteri di
selezione e metodologici prestabiliti i contenuti di articoli scientificamente solidi
e dalle conclusioni valide gi pubblicati da altre riviste e forniscono un
condensato della migliore evidenza disponibile.

Banche dati di revisioni sistematiche:


- Cochrane (solo abbonati)
http://www3.interscience.wiley.com/cgi-bin/mrwhome/106568753/HOME
la Cochrane library il prodotto della Cochrane collaboration, pubblicata
trimestralmente e include revisioni regolarmente aggiornate sull' efficacia
dell'
assistenza sanitaria, valutazioni e abstract strutturati di revisioni
sistematiche pubblicate sulle migliori riviste, informazioni bibliografiche su oltre
400.000 studi clinici controllati

20
- JoannaBriggs (accesso gratuito)
http://www.joannabriggs.edu.au/about/home.php
un sito australiano per EBN (evidence based nursing) fornisce
informazioni per la migliore pratica clinica
Banche dati di linee guida
- pnlg (accesso gratuito)
il programma nazionale delle linee guida consultabile on line
http://www.pnlg.it/
Elabora raccomandazioni di comportamento clinico basate sugli studi
scientifici pi aggiornati
- National Guideline Clearinghouse (accesso gratuito)
http://www.guideline.gov/
Banca dati di linee guida americane, permette il collegamento con la
societ che le ha prodotte per il recupero dei full test.
- PEDro un' iniziativa del Centre for Evidence-Based Physiotherapy
(CEBP).
http://www.pedro.fhs.usyd.edu.au/italian/index_italian.html
PEDro il database delle evidenze scientifiche in fisioterapia. E'stato
creato per dare un accesso rapido a dati bibliografici e ad abstract di studi
randomizzati controllati e revisioni sistematiche in fisioterapia.
La maggior parte degli studi clinici del database hanno un punteggio che
rappresenta la valutazione della loro qualit per aiutare il lettore a discriminare
velocemente gli studi che hanno maggiori probabilit di essere validi ed
interpretabili, da quelli che non lo sono.

Utilizzando le pagine web del sito


- Evidence Based Nursing
http://www.evidencebasednursing.it/
E il sito dellAzienda Ospedaliera di Bologna che ha sviluppato una
sezione di EBN molto attiva nella ricerca e nella individuazione di linee
guida; cliccando aiuti e link possibile collegarsi alle:
Banche dati biomediche generali, Banche dati di linee guida, Banche dati
di revisioni, PEDro, Ecc

Negli Allegati : breve guida alluso di PubMed e glossario statistico


epidemiologico

7. NORME EDITORIALI
_____________________________________________
le indicazioni che seguono sono riferite allutilizzo di Microsoft Word

7.1 Formato
Ogni pagina deve essere strutturata nel seguente modo:

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Pagine di 32-35 righe, ciascuna di 65-70 caratteri di tipo
prestabilito (arial, times, courier o helvetica);
Allineamento giustificato;
Interlinea: 1.5;
Margine destro e sinistro: 3;
Margine superiore ed inferiore: 3,5;
Rilegatura: 0,5 a pagine affiancate (fronte e retro);
Figure e tavole in formato UNI (A4, A3);
Contenitore delle tavole adeguatamente dimensionato (A3 e
spessore corretto).

7.2 Copertina e frontespizio


La copertina ed il frontespizio hanno la stessa facciata, la prima riprodotta
in cartoncino leggero di un colore stabilito dal corso (cambia ogni anno
accademico), la seconda (pagina interna o frontespizio) deve essere firmata dal
Relatore prima della consegna della Tesi in Segreteria.
Devono contenere alcune informazioni fondamentali: Istituzione presso a
quale si laurea lo studente (Universit, Facolt, Corso), Anno Accademico,
Titolo Tesi, Disciplina di riferimento, Cognome e Nome del laureando,
Cognome e Nome Relatore.
La copertina scaricabile dal sito:

http://www.medicina.unibo.it/NR/rdonlyres/096C028A-FDBF-4934-85A0-
705A8ABA06E8/62886/Frontespizio.doc

7.3 Numerazione delle pagine


Tutte le pagine vanno numerate progressivamente preferibilmente in basso
e al centro della pagina. Le pagine relative alla copertina e allindice non vanno
numerate. La numerazione inizia ad essere presente dallintroduzione, vanno
contate per tutte le pagine a partire del frontespizio.
Ad esempio se lintroduzione si trova nellundicesima pagina (contando
fronte e retro tutte le pagine a partire dal frontespizio), la numerazione parte da
11.( vedi par.7.8)
Occorre inoltre rammentare che in corso di editing i capitoli devono essere
posizionati sempre sulla pagina dispari (quella di destra).

7.4 Iconografia
Le tabelle, le figure e i grafici vanno inseriti nel punto pi vicino al testo in
cui sono citate.
Devono essere numerati progressivamente di solito con un numero romano (I,
II, III,) ed avere un riferimento allinterno del testo.
Non devono eccedere il profilo del corpo del testo.
Immagini: occorre inserire la didascalia che permetta di comprenderne il
significato anche senza leggere il contenuto del testo.

22
Grafici: opportuno evitare grafici troppo complessi (tridimensionali,
ecc). Ricordare inoltre di eliminare le griglie. Utilizzate per le linee o le
colonne colori molto diversi fra loro.
Tabelle: devono riportare il titolo.
Qualora si utilizzino figure e/o tabelle provenienti da altre pubblicazioni,
necessario riportarne la fonte, come per le altre citazioni.

7.5 Citazioni
Qualora si riporti integralmente una frase tratta da un autore, questa deve
essere scritta in corsivo e fra virgolette, riportando fra parentesi autore, anno e
pagina (es. Eco U.........2004, pag 33).
E anche possibile inserire i riferimenti nelle note, posizionando il cursore
dopo la citazione e selezionando dal men inserisci lopzione: nota a pi di
pagina. (????)

7.6. Indice
Generalmente un indice deve rispettare le seguenti caratteristiche:
CAPITOLI in maiuscolo e grassetto
Paragrafi in grassetto
Sottoparagrafi sottolineati e non numerati
Qualora lelaborato sia diviso in PARTI, queste vanno riportate in indice
in maiuscolo e grassetto, senza numerazione, ed andranno seguite dai vari
capitoli, con numerazione progressiva (tab.6)

ESEMPIO DI INDICE
( secondo norma ISO 2145)
Parte 1 TITOLO
1.0 Cap.1TITOLO del capitolo pag..XX
1.1 Titolo del paragrafo pag..XX
1.2 . pag..XX
Titolo del sottoparagrafo pag..XX
Parte 2 TITOLO
2.0 Cap.2 TITOLO del capitolo pag..XX
2.1 Titolo del paragrafo pag..XX

7.7 Bibliografia
Deve essere scritta in ordine alfabetico, avr una struttura diversa a seconda
del documento da citare.
Esempi di riferimenti bibliografici:
Testo:

23
Cognome Iniziale nome (di tutti gli autori): Titolo del libro. Edizione.
Luogo di edizione: Casa Editrice, anno: pagina iniziale pagina finale
consultate.

Es. Basaglia N.: Trattato di medicina riabilitativa. Napoli: Idelson-Gnocchi,


2000:35-46.

Capitolo di un libro:

Cognome Iniziale nome (di tutti gli autori): Titolo del capitolo. In:
(citare il libro in cui contenuto tale capitolo) autori del libro (a cura
dinel caso in cui vengano citati libri in inglese Eds): titolo del libro.
Edizione. Luogo di edizione: Casa Editrice, anno: pagina iniziale
pagina finale consultate.

Es. Campanacci M., Guernelli N. Capanna R.: Pelvic resections involving


and not involving the acetabulum. In: Coombs R., Friedlaender G. (Eds.):
Bone tumor management. London: Butterworth, 1987: 114-118.

Articolo di una rivista:

Cognome Iniziale nome (di tutti gli autori): Titolo articolo. Titolo
rivista abbreviato, anno; Vol: pagina iniziale - pagina finale.

Es. Pascarella R., Ponziani L., Ferri M., Ercolani C., Zinghi G.F.: Le
pseudartrosi asettiche della diafisi femorale. Chir. Organi Mov., 2000; 85:
29-34.

Articolo di rivista on-line:

Cognome Iniziale nome (di tutti gli autori): Titolo dellarticolo. Titolo
rivista. [online serial]. Disponibile: scrivere il sito dove pu essere
reperito (data di accesso al sito)

Es. Kenneth I: A Buddhist response to the nature of human rights. Journal


of Buddhist Ethics [online serial]. Disponibile:
http:// www.cac.psu.edu/jbe/twocont.html
(june 15, 1998)

Pagina web:
Cognome Iniziale nome (di tutti gli autori): Titolo dellintero lavoro [online]
Disponibile: sito dove pu essere reperito (data di accesso)

7.8 Alcuni suggerimenti:

24
E consigliabile scrivere i vari capitoli utilizzando inizialmente file separati,
per una pi agevole consultazione/correzione durante la fase bozza.
Solo una volta ultimato il lavoro, si uniranno i vari file, ricordando per di
lasciare separato quello contenente frontespizio e indice.
In tal modo, dal men di Word Inserisci - numeri di pagina - formato, potrete
scegliere di far partire la numerazione dal numero corretto (cio quello
corrispondente alla pagina dellintroduzione).

8.CONSIGLI UTILI
_____________________________________________
1. Non pensare che una tesi pi lunga sia migliore di una breve. A volte
tesi sintetiche, ma di contenuto, sono migliori di tesi lunghe e prolisse.
2. Poni particolare attenzione alla bibliografia. Cerca di citare tutte gli scritti
utilizzati. Per facilitarti il lavoro scrivi i riferimenti bibliografici
contemporaneamente alla scrittura della tesi, ossia ogni qualvolta utilizzi
una fonte aggiungila alla bibliografia.
3. Scrivi labstract solo alla fine, ossia quando hai dei risultati visibili.
4. Imposta lindice fin da subito, perlomeno dei capitoli principali. Questo ti
servir per avere una guida da seguire.
5. Se pensi di fare una tesi sperimentale, tieni conto del tempo che hai a
disposizione.
6. Cerca di tenerti almeno una settimana di tempo a disposizione per la
rilegatura della Tesi (4 copie in cartaceo ed una su CD che contenga
anche la presentazione).
7. Preparati un discorso, che non superi i 10 minuti, per la presentazione
della tesi.
8. Ricordati di rispettare i tempi di consegna della domanda di Laurea, del
titolo della tesi, della copia definitiva della Tesi, presso la Segreteria
della Facolt di Medicina e Chirurgia
9. Non consegnare la tesi al Relatore solo una volta che lhai ultimata,
onde evitare correzioni dellultimo minuto.

9. VALUTAZIONE
_____________________________________________
Il Regolamento del Corso di Laurea in Fisioterapia dellUniversit di
Bologna non prevede una valutazione differenziata fra tesi compilative e
sperimentali, pertanto i criteri adottati nella valutazione degli elaborati da parte
della Commissione desame sono i seguenti:

1. Qualit della ricerca bibliografica: pertinenza, quantit, periodo,


completezza,

25
2. Rigore espositivo: argomentazione fondata e verificabile - presenza di
revisione della letteratura,
3. Grado di leggibilit: equilibrio tra chiarezza espositiva e pertinenza
terminologica,
4. Architettura interna del lavoro: presenza delle opportune sezioni ed
equilibrio fra esse,
5. Esaustivit della trattazione dellargomento,
6. Modalit espressiva e qualit della presentazione.

Il Relatore esprimer una valutazione della tesi sui criteri sopra riportati, e la
sua valutazione avr valore del 50% sulla complessiva.

10. PRESENTAZIONE
_____________________________________________
La presentazione della tesi, generalmente viene effettuata elaborando slide
col programma Power Point.

10.1 Considerazioni generali


Prendetevi il tempo necessario, una presentazione efficace, per essere
preparata, richiede molto tempo ed attenzione.
Selezionate attentamente ci che volete dire.
Per la vostra presentazione, avrete circa dieci minuti a disposizione,
generalmente in questo lasso di tempo si illustrano circa 17 - 20
diapositive.
Le diapositive devono essere facilmente leggibili e schematiche.
Sfruttate, quando possibile luso di parole chiave, anzich frasi intere
Usate un concetto per diapositiva
Quando possibile privilegiate i grafici, piuttosto che le tabelle
Se inserite delle foto, ricordate di oscurare i visi e far firmare il consenso
per la privacy

10.2 Considerazioni tecniche


Modello struttura
Sfondo preferibilmente scuro, evitando gli sfondi complessi e le
sfumature,
Si possono scegliere sfondi predeterminati o sfondi personali
Carattere
Scegliete caratteri piuttosto tondi, come Arial, Comic Sans Serif, Tahoma,
ecc. immediati da leggere
Si consiglia una dimensione del carattere non inferiore a 18

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Evitate le lettere maiuscole, scegliete piuttosto di evidenziare le parole, se
necessario, utilizzando sottolineature, grassetto o differenti colori.
Limitate luso di differenti colori e caratteri nella stessa diapositiva
Animazioni
Le entrate possono essere utili a scopo didattico o per mantenere la
suspense, ma possono anche risultare distraenti ed irritanti
Scegliete unentrata semplice e coerente da una diapositiva allaltra
Grafici e tabelle
Preferite i grafici, che danno unidea pi immediata delle tabelle
Non inserite troppi valori sullasse Y
Eliminate le griglie
Usate colori molto contrastanti vicini fra loro (ricordate che a volte il
passaggio da un computer allaltro modifica i colori!)
Ricordate che i grafici tridimensionali sono pi complessi da interpretare,
di quelli semplici.

Ricordate inoltre di provare molte volte la vostra presentazione, cronometrando il


tempo che impiegate, e di salvarla su un CD riscrivibile, per le

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