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la Repubblica

DOMENICA 7 APRILE 2013

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R CULT

ILMUSEO DEL MONDO


MELANIA MAZZUCCO
FOTO DI BASSO CANNARSA

LARTISTA

Leonardo da Vinci (1452-1519) il genio rinascimentale per eccellenza. Dipinge, progetta, costruisce, scrive. Si forma alla bottega del Verrocchio, lavora per i Medici a Firenze e per gli Sforza a Milano. Trasferitosi in Francia, porta con s La Gioconda

KLEE

DI COSIMO

Ad Parnassum (6 gennaio)

La morte di Procri (24 febbraio)

BEATO ANGELICO

MONDRIAN

Annunciazione (13 gennaio)

Lalbero grigio (3 marzo)

orniamo a Roma, alla corte di papa Leone X lamico degli scrittori, il protettore di Raffaello, il mecenate prodigo, il cacciatore miope. Tra i pittori che ospita in Vaticano, dal 1513, c anche Leonardo da Vinci. Al servizio di Giuliano de Medici, alloggia in un appartamento al Belvedere. Lo accompagna la fama di genio universale, ma la sua creativit declina. Inquieto, malaticcio, non pi giovane, a disagio in una citt estranea, Leonardo non conclude neanche unopera. Prosegue i suoi studi sul movimento, sullanatomia, sullidraulica (progetta di risanare le paludi pontine); disegna alluvioni, addomestica lucertole e fabbrica palloncini con le budella di montone. Quando il papa gli commissiona finalmente un quadro, Leonardo risponde che comincer a distillare oli ed erbe per preparare la vernice. Comprendendo che mai lo realizzer, Leone X esclama: ohim, costui non per far nulla, da che comincia a pensare alla fine innanzi il principio dellopera!. La molteplicit degli interessi di Leonardo, che la prova del suo genio, anche il suo limite. Sa troppe cose e cerca di sapere quelle che ignora. Tutto lo interessa, lo assorbe, lo appassiona: il cuore di un bue e il cadavere di un centenario, il feto nellutero e il sorriso ineffabile di Giovanni Battista, le macchine, le maree, i colori. dispersivo, disordinato, inconcludente; sembra mancare di una dote necessaria: la sintesi. Da vecchio, lui che ha studiato e sperimentato ogni cosa, giunger a concludere di aver sprecato il suo tempo (!). Ma vero che realizza solo uninfima parte di ci che potrebbe. Gli appunti che dissemina sui fogli non diventano libri. Scoperte e intuizioni annotate in caratteri sinistrorsi restano private. Eppure, nella sua affascinante produzione grafica, c un disegno che lesempio pi perfetto della sintesi. Di arte e scienza. Di pensiero e immagine. Di spirito e materia, linea e parola. chiamato lUomo vitruviano, perch sul foglio Leonardo ricorda Vitruvio e si propone di rappresentare visivamente il canone delle proporzioni ideali del corpo umano che lo stesso Vitruvio, vissuto nel II secolo d. C., aveva elaborato nel libro III del suo De Architectura. Che il corpo umano, inscrivibile nel cerchio e nel quadrato, sia figura geometrica per eccellenza per Vitruvio una verit funzionale: il complesso calcolo di proporzioni e misure delle parti del corpo gli serve come paradigma per la creazione di unarchitettura ar-

KOKOSCHKA

CORREGGIO

La sposa del vento (20 gennaio)

Giove e io (10 marzo)

MATISSE ACHEROPITA

Il Santissimo Salvatore (27 gennaio)

Violinista alla finestra (17 marzo)

GIOTTO POLLOCK

Full Fathom Five (3 febbraio)

Resurrezione di Lazzaro (24 marzo)

DE STAL RAFFAELLO

Ritratto di Leone X (10 febbraio)

Footballeurs (31 marzo)

LOPERA
BCKLIN

Lisola dei morti (17 febbraio)

Leonardo: Uomo vitruviano Venezia Accademia

Gli occhi dellUomo vitruviano di Leonardo nascondono il coraggio invincibile del futuro
monica. Quel libro, Leonardo forse non laveva neppure letto. Omo sanza lettere, non conosceva il latino: cominci a studiarlo solo a quarantanni. Del trattato parlavano tutti, comunque, da quando era stato citato da Leon Battista Alberti, pubblicato da Sulpicio di Veroli e studiato dal frate matematico Luca Pacioli. E larchitetto Francesco di Giorgio Martini ci si era appena confrontato quando nel 1490 a Pavia Leonardo ebbe a che fare con lui e quando forse realizz questo disegno. Non sappiamo se quel passo lo interess come architetto, come pittore, o solo come essere umano. Limmagine la conoscete tutti. unicona della civilt occidentale. riprodotta sul recto delle monete italiane da un euro. Sulle divise degli astronauti della NASA, che la portano nel cosmo durante i loro viaggi. Su cartoline, magliette, francobolli. Il foglio originale custodito dal 1822 alle Gallerie dellAccademia di Venezia protetto dalla luce e dagli sbalzi atmosferici. La carta fragile: viene esposto periodicamente. Limmagine, a penna e inchiostro assediata dalla microscopica scrittura leonardesca raffigura un uomo nudo, inscritto contemporaneamente ( la geniale trovata di Leonardo) nel cerchio e nel quadrato. Le figure geometriche che Platone riteneva le pi perfette, e che nel Rinascimento simbolizzavano lo spirito e la materia. Per dire un uomo in un certo senso unimprecisione. Infatti, pur avendo una sola testa e un solo membro, luomo ha quattro gambe, e quattro braccia. come se lo vedessimo in movimento, o su due fotogrammi sovrapposti: a gambe divaricate con le braccia aperte sopra le spalle; a gambe chiuse (la sinistra ruotata) con le braccia a croce perpendicolari al busto. Lombelico rappresenta il centro delluomo inscritto nel cerchio (lorigine della sua parte spirituale); i genitali il centro delluomo inscritto nel quadrato (lorigine della parte fisica). Il microcosmo del corpo umano riflesso del cosmo, la misura di tutte le cose. Vi risparmio i calcoli e le proporzioni di Vitruvio. Che Leonardo riporta, con qualche variante, nella parte destra del foglio. Con una minuziosit delirante e quasi poetica, indica quale deve essere la giusta distanza fra capelli e mento, mammelle e testa, gomito e spalle, piede e ginocchio, e via dicendo. Non so se davvero queste misure potessero servire a costruire templi, o se qualche essere umano corrisponda a un simile ideale matematico di perfezione. Mi ricordo che una volta da ragazzina, col decametro, mi misurai lampiezza delle braccia distese, dalla punta dellindice destro a quello sinistro. Poich corrispondeva alla mia altezza come prescrive Leonardo mi illusi che sarei diventata un esemplare perfetto, speranza che purtroppo presto si rivel illusoria. Comunque lelemento pi affascinante dellUomo vitruviano per me non la teoria filosofica, cosmologica e umanistica che sottintende, n il corpo delluomo, per quanto statuario: il viso. Non astratto, anzi, individualizzato come un ritratto. Duro e virile bench adorno di capelli medusei, quasi femminei. Non giovane, gi segnato da rughe despressione. E soprattutto gli occhi: fissi davanti a s eppure non rivolti allo spettatore, ma al di sopra di lui verso lorizzonte, lo spazio, la posterit. Occhi penetranti, intelligenti, indagatori. Non sono gli occhi sognanti dei personaggi di Leonardo, n di Leonardo stesso almeno, non quelli che si dato negli autoritratti o che aveva ricevuto dalla natura: soffriva di disturbi alla vista, e li proteggeva con vezzosi occhiali dalle lenti azzurre. Ma sono i suoi occhi interiori: quelli con cui guardava il mondo. LUomo vitruviano, nudo e disarmato, trasmette qualcosa di invincibile: il coraggio del futuro.
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