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Avvento del fascismo (1918

1925)

Difficile si presenta la situazione dell Italia nell immediato primo dopoguerra. L eco
nomia presenta i sintomi tipici della crisi post-bellica: crescita abnorme di al
cuni settori industriali, deficit del bilancio statale e inflazione galoppante.
Il Parlamento perde la sua centralit. Il padronato e la borghesia, scossi da ques
ta crisi, hanno urgenza di serrare i ranghi e contrastare efficacemente con ogni
mezzo l avanzata del movimento operaio che pare travolgerli. Nei ceti medi, grandi
assenti della politica italiana, cominciano a far breccia le ideologie nazionali
ste, gi da tempo connotate in senso antidemocratico e imperialista. Una delle nov
it nel panorama politico italiano del dopoguerra fu l abbandono da parte dei catto
lici del tradizionale astensionismo e la nascita del Partito Popolare Italiano (
gennaio 1919). Legato alle gerarchie vaticane ed espressione politica del varieg
ato mondo cattolico italiano, il PPI, guidato da don Luigi Sturzo, nasce, soprat
tutto, come risposta all avanzata socialista. All estrema destra dello schieramento
politico si trova tutta una serie di gruppuscoli che si richiamano al nazionalis
mo; tra essi si segnala subito il Movimento Fascista (dai Fasci di Combattimento
fondati nel marzo del 1919), guidato dall ex-socialista rivoluzionario Benito Mus
solini.
Come nasce il fascismo
Il fascismo non nasce improvvisamente, ma frutto di una maturazione nella coscie
nza della nazione. Nel dopoguerra l Italia in pieno caos in tutti i settori, sconv
olta da catene di scioperi e di violenze, ferita dalla pace tradita e dalla vittori
a mutilata , impotente di fronte ai reduci scherniti e umiliati. In quello scenari
o Mussolini ed i centocinquanta di Piazza San Sepolcro a Milano intuiscono il pe
ricolo e chiamano a raccolta il popolo tradito .
L avanzata del fascismo e l agonia dello Stato liberale. Il fascismo al potere
Il movimento fascista tra il 1920 e il 1921 comincia a crescere. Gi nel 1920 i fa
scisti a Bologna, organizzati in squadre armate, scatenano la propria violenza c
ontro i socialisti, dopo un tragico incidente alla cerimonia d insediamento della
nuova amministrazione rossa di Bologna, dove i socialisti aprirono il fuoco sui
propri sostenitori. In tutta la pianura padana si moltiplicano le violenze fasci
ste ai danni di esponenti socialisti o di semplici militanti, delle sezioni, del
le case del popolo, delle cooperative, delle leghe, dei giornali socialisti, dev
astati, incendiati, distrutti dalla furia squadrista. Le elezioni del 1921 vedon
o i candidati fascisti presentarsi nelle liste governative: la vecchia classe di
rigente legittima e costituzionalizza , in questo modo, il movimento fascista che,
per, non abbandona i propri metodi. Nel Novembre del 1921 nasce il Partito Nazion
ale Fascista. Dopo queste vittoriose azioni, sbaragliato il movimento operaio, p
er il fascismo ormai tempo di pensare alla presa di potere: assicuratosi il favo
re della monarchia e quello degli industriali, Mussolini prepara la marcia su Rom
a , cio un progetto di conquista del potere. Il 28 Ottobre 1922 le squadre fasciste
entrano effettivamente a Roma. Il giorno prima il governo Facta aveva presentat
o le proprie dimissioni. Nel vuoto di potere che si viene a creare tutto poggia
sulle decisioni del re Vittorio Emanuele III. Il re, davanti alle camice nere, s
i rifiuta di firmare la proclamazione dello stato d assedio e il conseguente passa
ggio dei poteri ai militari, e i fascisti, senza nessuna resistenza, marciano ve
rso il potere. Alcuni giorni dopo si forma il governo Mussolini, sostenuto anche
dallo schieramento liberale e dai popolari, oltre che da Vittorio Emanuele III:
il fascismo ha conquistato il potere.
La dittatura
Gi nel 1923 i comunisti, principali oggetti della repressione, sono costretti al
la clandestinit e i socialisti sono perseguitati come e pi di prima. Gli scioperi
diminuiscono e i salari anche. Nel Dicembre 1922 nasce il Gran Consiglio del Fas

cismo, organo che doveva dettare le linee principali della politica fascista e o
rganismo di raccordo tra PNF e governo; nel Gennaio 1923 viene creata la Milizia
volontaria,cio una banda di partito nella quale vengono inquadrate da subito le
squadre fasciste. Sempre nel 1923 viene redatta la riforma della pubblica istruz
ione redatta da Giovanni Gentile, filosofo del partito. Le elezioni del 1924, co
n la nuova legge Acerbo, sono stravinte dai fascisti organizzati nelle liste naz
ionali insieme ai fiancheggiatori liberali che, facendo ancora finta di non sape
re nulla sulle violenze e intimidazioni verso gli avversari politici, danno man
forte al nuovo potere. Nel giugno 1924 Giacomo Matteotti, segretario del PSU, pr
onuncia alla Camera una dura e coraggiosa denuncia del fascismo e contesta la va
lidit delle elezioni. Il suo coraggio gli coster la vita, infatti qualche giorno d
opo viene rapito ed ucciso da sgherri al soldo del fascismo. Nel giro di qualche
mese il rigurgito antifascista rifluisce: il fascismo ha vinto. Non solo, Mussoli
ni prende la parola nel gennaio 1925, dichiarando chiusa la questione morale agita
ta dagli aventiniani e minaccia fisicamente l opposizione. Tutta la stampa viene fa
scistizzata . Dal 1925 al 1926 vengono messe le fondamenta della dittatura fascist
a: si comincia con l ampliamento dei poteri del capo del governo a spese del Parla
mento. Nell ottobre 1925 con il Patto di palazzo Vidoni la Confindustria si impegna
a riconoscere come legittime rappresentanze dei lavoratori i soli sindacati fasc
isti: i sindacati liberi vengono in pratica messi al bando. Una legge sindacale
dell aprile del 1926 vieta lo sciopero. Sempre nel 1926 tutti i partiti antifascis
ti vengono banditi, viene soppressa ogni pubblicazione contraria al regime, rein
trodotta la pena di morte per i colpevoli di reati contro lo Stato e, infine, is
tituito un Tribunale Speciale per giudicare tali reati, composto non da magistra
ti ma da fascisti. Questi provvedimenti passano alla storia come leggi fascistiss
ime e significano la fine delle libert in Italia. Infine, a completare l edificio gi
uridico della dittatura, nel 1928 una legge elettorale istituisce il sistema a l
ista unica e il Gran Consiglio del fascismo viene costituzionalizzato . L Italia dive
nta, cos, una dittatura a partito unico il cui potere decisionale nelle mani di u
n solo uomo: Benito Mussolini, Duce del Fascismo.
Il regime fascista (1925-1940)
Si spesso usato il termine di totalitarismo imperfetto per descrivere il regime fa
scista: il termine imperfetto accettabile in quanto in Italia, comunque, sono se
mpre stati presenti dei poteri autonomi, che non derivano dal regime la propria
legittimit. Infatti, durante tutto il corso storico del fascismo, la monarchia co
ntinu a sopravvivere, conservando importanti funzioni: il re era la pi alta carica
dello Stato, aveva il diritto di nomina e revoca del capo del governo, poteva n
ominare i senatori ed era comandante in capo delle forze armate. Lo Statuto Albe
rtino sopravviveva nella forma, cos pure l intelaiatura del vecchio Stato monarchic
o. Per i poteri del re prima elencati erano del tutto teorici, non potevano avere
applicazione pratica, almeno fino a quando il regime non si fosse pi trovato str
etto intorno al proprio capo. , comunque, innegabile che le redini del paese furo
no tenute strette da Mussolini in persona e dal partito-stato fascista, almeno f
ino al 25 luglio 1943. Fino ad allora il re si limit ad apporre la propria firma
su tutto quello che veniva partorito dal regime, leggi razziali comprese. Mussol
ini, nel 1926, cerca di ricucire i contrasti tra Stato e Chiesa e, nel 1929, ne
scaturiscono i Patti Lateranensi, divisi in tre parti:un trattato internazionale
nel quale l Italia riconosceva ufficialmente alla Chiesa la sua sovranit sulla Cit
t del Vaticano, una convenzione finanziaria con la quale l Italia s impegnava a corri
spondere al Papa una pesante indennit di risarcimento per la perdita dello Stato
Pontificio e infine un concordato per regolare i rapporti tra Chiesa e Regno. Pe
r il neonato regime l accordo raggiunto con la Chiesa rappresenta un indubbio succ
esso e Mussolini ha buon gioco a convocare le elezioni un mese dopo l evento. Comu
nque si giudichino i risultati delle elezioni del 1929, vero che i patti lateran
ensi contribuirono non poco ad allargare il consenso del fascismo verso strati d
ella popolazione fino ad allora indifferenti.