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CRISI ECONOMICA E SOCIALE DEL DOPOGUERRA

LE CONSEGUENZE DELLA GUERRA


Costi umani: 680 000 caduti e 450 000 invalidi La situazione economica era di grande difficolt 1. enormi spese sostenute dallo stato 2. aumento quantit moneta emessa SVALUTAZIONE e INFLAZIONE aumento costo vita 3. riconversione industrie dalla produzione di guerra a quella di pace 4. aumento DISOCUPAZIONE la guerra port ad uno sviluppo industriale nella siderurgia, nella meccanica e nella chimica (grazie alle forniture militari) e aveva stimolato l ammodernamento dei macchinari. (fiat, montecatini, ilva, breda ecc..) La guerra e le difficolt economiche scaricarono il loro peso sulle fasce sociali pi deboli LOTTE SOCIALI Il governo, presieduto da Vittorio Emanuele Orlando prima e da Francesco Saverio Nitti poi,fu complessivamente tollerante verso le lotte operaie (concedendo aumenti salariali e imponibile di manodopera) e contadine con il miglioramento dei patti agrari. Nell industria fu conquistata la giornata lavorativa di 8 ore. Se gli operai riuscirono ad attuare con successo la lotta sindacale e ad aumentare i loro salari, il ceto medio (impiegati pubblici e privati, piccoli commercianti o artigiani, insegnanti ecc) risentiva sempre pi dell inflazione. Nacquero perci sentimenti anti- socialisti e un crescente terrore per una rivolta bolscevica. Insoddisfazione reduci i quali avevano la sensazione di non aver ottenuto un riconoscimento sociale adeguato al sangue versato in guerra. LA VITTORIA MUTILATA E LA QUESTIONE FIUMANA Malcontento per vittoria mutilata e pace di Parigi 12 settembre 1919 dAnnunzio ed ex militari occupano la citt istriana di Fiume La questione viene risolta da Giolitti con l invio dell esercito a destituire la reggenza del Carnaro 1920 Trattato di Rapallo ( Italia Istria Iugoslavia Dalmazia Fiume libera controllata da s. delle nazioni) Trattato di Roma ( stato di Fiume diviso tra Italia e Iugoslavia, Italia otterr la citt)

IL BIENNIO ROSSO
NASCITA DEL PARTITO POPOLARE ITALIANO Lingresso delle masse popolari nella vita politica trov espressione ,sul piano elettorale, nell avanzamento del partito socialista ,nel successo del partito popolare italiano (fond. Luigi Sturzo ) e nella nascita (voluta da Benedetto XV) di un partito cattolico di massa (p. privata, solidariet sociale, rifiuto lotta di classe ecc. ) al fine di arginare quello socialista.

ELEZIONI DEL 1919

Prime elezioni a sistema proporzionale Netta sconfitta per i liberali e grande successo dei partiti di massa Maggior numero dei seggi al PARTITO SOCIALISTA (32% voti e 156 seggi) LE DIVISIONI DEL PARTITO SOCIALISTA COMPONENTE RIVOLUZIONARIA Giacinto Menotti Serrati Chiamata massimalista (programma massimo per l espropriazione capitalistica borghese) Rifiutavano ogni collaborazione col governo borghese senza per indicare alcuna chiara strategia politica. RIFORMISTI Filippo Turati e Claudio Treves Minoranza nel partito ma maggioranza nella Cgl, nelle cooperative e nei comuni di amm. Socialista Non riuscirono ad imporre linea riformista al governo del paese.

Partito privo di un efficace direzione politica. OCCUPAZIONE DELLE FABBRICHE La prova evidente della debolezza del partito si ebbe nell autunno del 1920, ovvero il momento culminante e conclusivo del periodo segnato da lotte contadine e operaie denominato biennio rosso. Conflitto classe operaia e borghesia industriale Rivendicazioni salariali Fiom (sindacato metalmeccanici) 1920 serrata degli industriali e occupazione fabbriche ( metallurgici Milano, Torino e Genova) (gruppo rivoluzionario rivista l ordine nuovo di Gramasci) industriali chiedono intervento della forza pubblica ma Giolitti decide di puntare ad un compromesso La lotta si conclude con un accordo tra imprenditori e sindacato (mediata dal governo) che prevedeva aumenti salariali e ,anche se mai realizzata, una partecipazione dei lavoratori al controllo delle aziende. L occupazione delle fabbriche port nella classe dirigente e nei ceti medi il terrore per una possibile rivoluzione bolscevica.

IL MOVIMENTO FASCISTA E LO SQUADRISMO


FATTORI DEL SUCCESSO FASCISTA 1919 fondazione fasci di combattimento 1922 Vittorio Emanuele conferiva a Mussolini l incarico di formare il governo mentre avveniva la marcia su Roma. 1925 Mussolini instaura dittatura fascista Fattori che determinarono l ascesa al potere del fascismo: 1. Appoggio borghesia agraria e industriale (fascismo come strumento per stroncare mov. Socialista) 2. Successo presso ceti urbani medi grazie ad antisocialismo, nazionalismo 3. Crisi del sistema politico liberale di fronte ai nuovi partiti di massa 4. Disegno, coltivato da liberali e cattolici, di utilizzare il fascismo come mezzo per ridimensionare sinistra (credendo di poterlo poi riassorbire nelle strutture dello stato liberale) 5. Debolezza del movimento socialista a causa delle divisioni interne Programma iniziale dei Fascisti risultava fortemente repubblicano e anticlericale con richieste di democrazia politica (suffragio alle donne, abolizione senato a nomina regia) e sociale ( abbassamento et pensionabile, giornata lavorativa 8 ore) con la tassazione del capitale ed il sequestro dei sovraprofitti di guerra. PROGRAMMA DI S. SEPOLCRO

IL FASCISMO AGRARIO E LO SQUADRISMO

Autunno 1920 Spedizioni delle squadre d azione fasciste contro esponenti e sedi del movimento socialista (Emilia, Lombardia, Piemonte, Veneto, Toscana, Umbria, Puglia) Proprietari terrieri ,agrari e piccoli-medi agricoltori utilizzarono le camicie nere per stroncare il movimento contadino (rosso e bianco) socialista. Le squadre fasciste erano composte soprattutto da giovani: ex combattenti, ufficiali congedati, studenti ,ragazzi che non avevano combattuto la guerra ecc. Si muovevano principalmente di notte e distruggevano case del popolo, circoli, cooperative, sedi di leghe ecc. La violenza aveva una alto valore simbolico: prima ancora di che ad eliminare fisicamente l avversario, essa mirava ad intimidirlo. L atteggiamento delle forze dell ordine e della magistratura era poco deciso e il movimento trov s pesso la tolleranza e la complicit di molte autorit locali (antisocialiste).

Il collasso delle istituzioni liberali


1918-1922 SEI GOVERNI : Orlando Nitti Giolitti Bonomi (due) Facta Instabilit politica crisi vecchia classe dirigente liberale Elezioni 1919 Maggioranza in parlamento del partito socialista e del partito popolare, ma socialisti e poplari erano troppo distanti ideologicamente per potersi alleare o per stipulare un accordo. Perci in questo clima la classe dirigente liberale ipotizz un alleanza con nazionalisti e fascisti. Nelle elezioni del 1920 e del 1921 i fascisti si presentarono all interno di blocchi nazionali (cio in liste comuni con i liberali e con il centro)ottenendo 35 seggi. Periodo di instabilit Aumento del peso politico dei fascisti che erano di fatto padroni delle piazze( azione violenta delle squadre) Mussolini perci doveva trasformare il movimento fascista in forza politica per entrare nelle classi dirigenti tradizionali sia per controllare il fascismo intransigente dei capi squadristici locali (RAS : Italo Balbo, Dino Grandi, Roberto Farrinacci) Al congresso dei fasci del 1921 Mussolini riusc a trasformare il vecchio movimento dei fasci in Partito nazionale fascista con un programma estremamente diverso dal precedente. Il nuovo programma prevedeva uno stato forte e la limitazione dei poteri del parlamento, esaltava la nazione e la competizione tra nazioni. CONSERVATORE e NAZIONALISTA abbandonando la tendenzialit repubblicana

SECONDA DIVISIONE DE I SOCIALISTI Congresso di Livorno 1921 Nascita del PARTITO COMUNISTA DITALIA Contro la linea politica del Partito socialista ,inadeguata a costruire in Italia una prospettiva rivoluzionaria reale Il partito socialista inoltre si opponeva ad accettare le condizione dei Bolscevichi per l adesione alla Terza Internazionale (Lenin 1919) Il partito comunista d Italia si costitu come sezione della Terza internazionale. Ottobre 1922 Nascita PARTITO SOCIALISTA UNITARIO (riformisti)

Giacomo Matteotti Con l intensificarsi della violenza squadristica decidono di appoggiare governo di Facta Ci furono divergenze anche all interno del movimento popolare (destra conservatrice a favore di un alleanza con Mussolini in funzione antisocialista e anticomunista).

LA MARCIA SU ROMA E IL PRIMO GOVERNO MUSSOLINI


28 ottobre 1922 MARCIA SU ROMA Le squadre fasciste, senza incontrare resistenza, entrarono nella capitale mentre Mussolini stava a Milano. Il re Vittorio Emanuele III si rifiut di decretare lo stato di assedio e il 28 ottobre convoc a Roma Mussolini affidandogli l incarico di formare un nuovo ministero. 16 novembre presentazione PRIMO GOVERNO MUSSOLINI ( 5 esponenti fascisti + liberali + popolari + indipendenti filofascisti e nazionalisti)

1922-1925 FASE DI TRANSIZIONE


LA MILIZIA FASCISTA La violenza squadrista continuava impunita Il settore intransigente del partito spingeva perch Mussolini lanciasse una seconda ondata della rivoluzione fascista che spazzasse via ogni opposizione residua ma Mussolini <<continuava a giocare abilmente su due tavoli>> Costituzione della milizia volontaria per la sicurezza nazionale per disciplinare il fascismo pi bellicoso. PRIMI PROVVEDIMENTI Accentuare carattere autoritario stato Possibilit del governo di legiferare attraverso decreti (sottraendo autorit al parlamento) Limitazioni libert di stampa Censura Politica favorevole all industria privata e ai possessori di grossi patrimoni Abolizione normativit titoli azionari

La stabilit del governo per era sempre minacciata dai socialisti e dalle componenti interne popolari e liberaldemocratiche. Conflitto aperto con i Popolari : Sturzo giudicava il fascismo incompatibile con gli ideali cattolici popolari ma Mussolini riuscir ad ottenere i consensi dell area conservatrice cattolica grazie al salvataggio del Banco di Roma e grazie alla riforma scolastica di Giovanni Gentile. Sturzo fu costretto a dimettersi. Mussolini fece approvare nel 1923 la legge Acerbo Ovvero una legge elettorale basata sul principio maggioritario ( a chi avesse ottenuto la maggioranza dei voti sarebbero stati assegnati due terzi dei seggi.

LA VITTORIA DEL LIST ONE il partito fascista si present alle elezioni del 1924 all interno di una lista nazionale (listone) composta da fascisti, nazionalisti, cattolici, liberali. Accompagnarono le votazioni brogli e intimidazioni di ogni tipo. Il listone ottenne il 65% dei voti con la conseguente maggioranza dei deputati in parlamento.

DELITTO DI MATTEOTTI E DISCORSO DEL 3 GENNAIO 1925


Il 10 giugno 1924 Matteotti, avendo denunciato alla nuova camera i brogli e le violenze elettorali, venne rapito e ucciso da una squadra fascista. Il delitto scosse profondamente l opinione pubblica aprendo una grave Crisi politica. Le opposizioni parlamentari decisero per protesta di non partecipare ai lavori delle camere (secessione dell Aventino) Una scelta dall alto valore morale ma debole politicamente perch di fatto non venne proposta alcuna alternativa politica. Mussolini riprese gradualmente il controllo della situazione. Il 3 gennaio 1925 Mussolini si assunse la responsabilit politica del delitto nel suo discorso alla camera.

I CARATTERI GENERALI DEL REGIME FASCISTA


INSTAURAZIONE DITTATURA 1925 fascistizzazione dello stato e della societ civile Trasformazione dello stato italiano (pur nel rispetto formale dello statuto albertino) LEGGI FASCISTISSIME 1925-26 ispirate dal giurista Alfredo Rocco. capo del governo responsabile solo di fronte al re (dittatura imperfetta) e non pi di fronte al parlamento. Soppressione libert di associazione (soppressione partiti non fascisti) Sostituzione sindaci con podest (nominati dal sovrano e subordinati ai prefetti) Chiusura giornali antifascisti e imposizione della censura di stampa Istituzione del tribunale speciale per la difesa dello stato (ufficiali della milizia e delle forze armate) Legge elettorale PLEBISCITARIA del 1928 contro il suffragio universale.

PARTITO E STATO Violenza squadrista non pi necessaria presero il suo posto il tribunale speciale, la milizia e la OVRA ovvero la polizia segreta. Trasform il partito in senso burocratico e gerarchico Gran consiglio del fascismo era l organo supremo che nel 1928 acquis compiti di rilevanza costituzionale (es. nomina candidati elettorali, designazione capo del governo, successione al trono ecc. ) Questo era di fatto l unico organo che conservasse una dialettica politica (il 25 luglio 1943 destituir Mussolini) Nel 1925 il sindacalismo socialista aveva ancora largo seguito nelle fabbriche e i sindacati fascisti avevano difficolt ad imporsi in questo settore. Nell ottobre si giunse ad un accordo tra Confederazione e Confindustria (patto di palazzo Vidoni) trasformato in legge nel 1926 che dava efficacia giuridica solo ai contratti di lavoro stipulati da sindacati fascisti. Vennero inoltre proibiti gli scioperi e le commissioni interne. Questi provvedimenti risanarono il rapporto tra fascisti e industriali ora tutelati dal conflitto sindacale.

LE CORPORAZIONI

Tutti i settori della produzione dovevano essere organizzati in corporazioni ovvero in organismi che rappresentavano i diversi interessi ma che erano al tempo stesso inquadrati all interno dello stato e soggetti ad un apposito ministero. Ogni conflitto di interessi doveva esser regolato dallo stato secondo la dottrina fascista. Carta del lavoro 1927 lavoro come dovere sociale, interessi particolari subordinati agli interessi superiori della produzione. 1939 camera dei fasci e delle corporazioni ( abrogava camera dei deputati) Di fatto per il corporativismo non ebbe esiti particolari nell organizzazione della societ

L ORGANIZZAZIONE DE L CONSENSO
Strumenti propagandistici, mezzi di comunicazione di massa RADIO ente radiofonico Eiar Gestiva e controllava le trasmissioni 1933 discorsi trasmessi nelle piazze CINEMA Istituto luce Cinegiornali di propaganda (proiettazione obbligatoria.

con ministero della cultura popolare MINCULPOP si posero sotto controllo tutti gli aspetti della vita culturale delle masse.

L ORGANIZZAZIONE DEL LE MASSE L iscrizione al partito divenne obbligatoria tanto che la tessera del partito venne chiamata tessera del pane. Per educare la giovent ai valori fascisti nel 1928 venne introdotto il testo unico governativo nelle scuole elementari. L opera nazionale dopolavoro inoltre organizzava il tempo libero dei lavoratori con gite, gare sportive, spettacoli, sconti.

PATTI LATERANENSI
Mussolini decise a questo punto di tentare una riconciliazione fra stato e chiesa. L 11 febbraio 1929 Mussolini ed il cardinale Pietro Gasparri firmarono i Patti lateranensi ovvero un trattato con il quale la santa sede riconosceva 1. la sovranit dello stato italiano con Roma capitale e lo stato riconosceva la sovranit pontificia sulla citt del Vaticano. 2. La convenzione finanziaria con cui lo stato versava al Vaticano una somma a titolo di Indennit 3. Il concordato, destinato a regolare i rapporti tra stato e chiesa (effetti civili al matrimonio religioso, dottrina cattolica fondamento dell istruzione pubblica, autonomia all azione cattolica) 4. Di fatto il riconoscimento dello stato fascista da parte della chiesa Ci furono per altri momenti di tensione tra stato e chiesa che culminarono nel 1931 con lo scioglimento, da parte di Mussolini, di tutte le associazioni giovanili cattoliche salvo l Azione cattolica.