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Il respiro del Drago

18 dicembre 2013

Articolo poetico e divertente che mette in luce la relazione tra lo


stretching e la respirazione. Perch stretching e respirazione devono
andare assieme per ottenere il massimo risultato da questo allenamento.

!
Di Enrico Budriesi
Vorrei parlare di quella parte dellallenamento, quella finale di solito, che
alcuni duri del fitness e un numero appena maggiore di sportivi
amatoriali, dedicano allallungamento muscolare.
La scena si ripete davanti ai miei occhi quotidianamente, da anni.
Il palestrato con i pettorali congestionati si dirige alla spalliera, ne afferra
unestremit e compie una torsione del busto di appena pochi gradi, cinque
secondi e cambio, poi si appende, giusto il tempo di resistere un po alla
forza di gravit e si lascia cadere pesantemente a terra.

Doccia.
Termina la classe di spinning, un allegro esercito di individui dalle scarpe
rumorose si dirige goffamente verso la stessa (povera) spalliera.
Con uno stacco degno di Heather Parisi il primo del gruppo lancia una
gamba sullo staggio in legno di met altezza, lo manca, il piede scivola
goffamente su quello sottostante, molleggiando si tocca le punte dei piedi.
Dieci secondi, doccia.
Allaperto le cose non migliorano, ricordo con calore la seguente scena.
Inverno 2011, il podista che ha appena terminato lallenamento si
appoggia stremato contro lo steccato che corre lungo il canale, cerca di
allungare i polpacci spingendo contro lo stesso ma il legno (marcio) si
rompe, cade nellacqua gelata e nel fango.
Non me ne vogliamo i rappresentanti delle rispettive categorie, ma
innegabile che per lamatore medio lo stretching occupi un gradino molto
basso della piramide che il nostro corpo.
Le ragioni sono molteplici, per prima cosa il tempo a disposizione, chi fa di
unattivit sportiva la sua passione normalmente obbligato a compiere
scelte organizzative e si ritrova a limare sulla grandezza che ritiene avere
il minore impatto estetico/prestativo, la flessibilit.
Spesso poi lo spazio dedicato allo stretching in molte palestre si limita a
due materassi sporchi buttati in fondo alla sala.
Labbigliamento scorretto e uninsufficiente aerazione dellambiente
arrivano subito dopo, terminato lallenamento siamo cos sudati e accaldati
che sdraiarsi sui materassi di cui sopra, ci alletta come cavalcare a pelo un
somaro.
Sudati e puzzolenti preferiamo dirigerci, spesso a ragione a quel punto,
verso le docce.
La vera ragione per, e credo di non sbagliare, che terminato il nostro
prezioso allenamento siamo gi soddisfatti, non troviamo gratificazione nel
perdere tempo in buffi giochi di equilibrismo.
Vorrei fare una riflessione.
Non ho mai sentito nessun podista vantarsi di correre piano, nessun
ciclista, nessun body builder o atleta di forza dichiarare di alzare pesi
irrisori, bene o male tutti abbiamo rispetto di quello che ci costato fatica
e il nostro ego timidamente ci accosta agli atleti che vediamo in
televisione, cui aspiriamo pur sapendo che loro sono meglio di noi perch
possono dedicare pi tempo allo sport (ma solo per quello eh).
Ecco, traslata sullo stretching invece la gara al contrario.

Tutte le categorie sopra elencate lamentano con guascone orgoglio una


flessibilit da anziano.
Eh si, sono proprio inchiodato risate generali e una complicit inaspettata
uniscono lo spogliatoio.
Poi, purtroppo, arriva linfortunio e il medico associa alla lista dei
medicinali e a quella dei divieti la parola allungamento.
Ecco che tutti ci trasformiamo allora, ci ricordiamo della flessibilit e ci
ricordiamo di quanto sia importante, ripromettiamo a noi stessi che quei
quindici minuti a fine allenamento non li lasceremo mai pi.
Parole.
Fino ad ora ho volutamente ristretto il campo agli amatori, al dilettante, in
quanto i professionisti hanno capito bene i vantaggi dello stretching e ci si
dedicano con regolarit.
Perch questa attivit, questa base del nostro benessere stata relegata ai
margini dellattivit fisica?
Perch, tendenzialmente, anche chi la pratica la trova noiosa?
Vorrei offrirvi un punto di vista diverso, una mia personale visione dello
stretching nata da numerosi viaggi in oriente, da un occhio critico al
mondo dello yoga, della meditazione e della respirazione.
Premetto che questo non il mio lavoro, la mia passione, lo sport, il
movimento nella sua forma pi nobile, e come spesso accade, le passioni ci
portano lontano, dallaltra parte del mondo in questo caso.
Svelo il titolo, in Cina, il respiro del drago quello che gli occidentali
chiamano respirazione diaframmatica, o almeno, lo per la parte del Paese
che non lavora venti ore il giorno.
La respirazione davvero alla base di molte culture orientali.
Nelle province dove vivono gli uomini pi longevi al mondo, non
inusuale trovare anziani praticare il Tai Chi nei parchi la mattina presto.
Eleganti, dotati di un controllo potente, li vedete muoversi al rallentatore
per circa unora.
Niente walkman o musica, solo un concentrato ascolto del corpo ed un
controllo del respiro profondo.
In questa forma di allungamento dinamico, lento, molto ci ho visto dei
principi sullallenamento della forza a bassa velocit del Dott. Nicola
Silvaggi e delle sue applicazioni nei seminari FIPL, fra gli atleti allenati da
Gruzza.
Tante intuizioni delloccidente trovano qui una naturale applicazione
pratica.

Allenarsi volutamente alla lentezza, scomporre lintero movimento in


momenti, allenare ogni segmento dellesecuzione, allungare il muscolo
mentre lantagonista si contrae, in una danza dalla bellezza fiera.
Ho guardato con interesse allo yoga, in India, e ne ho apprezzata la
profonda unione fra spirito e corpo, il susseguirsi elegante di posizioni e
tenute isometriche.
Preciso che, se sul posto impossibile decontestualizzare la pratica di
queste discipline da una certa dose di spiritualit, quello che mi rimasto
al ritorno dai miei viaggi unanalisi tecnica, un bisogno di scomporre i
pezzi per trovare un denominatore comune.
Il bisogno di costruirmi qualcosa di personalizzato da potere utilizzare per
un benessere psico-fisico, senza necessariamente implicazioni religiose.
Quello che sta alla base di un buon programma di stretching passa prima
di tutto da un meccanismo di fascinazione, occorre sognare, immaginare,
avere un obiettivo, e, come per lallenamento quotidiano, qualcosa che ci
spinga a migliorare.
Un esempio.
La prima volta che Mr. Van Damme esegu una spaccata frontale, con i piedi
sulle corde del ring, da quel momento le palestre di tutto il mondo si sono
riempite di maschietti colpiti da pubalgia, con dolori che irradiavano i
testicoli.
Quella fu unenorme fascinazione nel mondo del fitness marziale, lo
sdoganamento di una skill che si attribuiva alle ballerine ad uso e
consumo del gonfio palestrato, il massimo.
Ricordo in casa mia pi di qualche sedia di paglia sfondata, volevo
imparare a fare la spaccata e ci sarei riuscito.
Recentemente uscito un video in cui il buon Jean Claude esegue una epic
split fra due camion in movimento e potrei scommettere il mio ultimo
centesimo che nei prossimi giorni i materassini della mia palestra saranno
tutti occupati da ragazzi adolescenti.
Spero solo di non vederli in tangenziale, fra due Fiat Ducato.
Comunque avete capito, lasciatevi stregare dal lato flessibile della forza, a
ogni et potete farlo, che sia un attore, o un vecchio maestro zen in riva al
mare al tramonto, permettete a voi stessi di sognare un corpo flessibile
oltre che forte, dopodich visualizzate la strada per raggiungere il vostro
obiettivo.

Ho trentasette anni, vi posso assicurare che non esiste pugile


professionista che non sia entrato in palestra grazie a Stallone e non esiste
calciatore della mia et che non guardasse Holly & Benji.
Anche la flessibilit ha bisogno di eroi.
Decisa la destinazione occorre imparare un metodo, una via, per rimanere
fedeli alloriente.
Dedicate allo stretching delle vere sessioni di allenamento, non confinatelo
a quegli ultimi dieci minuti, quando siete stanchi.
Personalmente alterno giornate di stretching a giornate dedicate alla
pesistica.
Con il passare degli anni o semplicemente mantenendo un volume alto
negli esercizi con i pesi andrete incontro a contratture e rigidit, le quali
sfociano sempre in infiammazioni o infortuni pi gravi.
Occorre rendere muscoli e tendini il pi flessibile possibile, non ho mai
creduto al fatto che gli esercizi di allungamento possano compromettere
alcuni sport di forza (vedi powerlifting) e non ci ho mai creduto perch non
mi capita mai di vedere sportivi esagerare in questo senso.
Vestitevi adeguatamente, abiti comodi che non intralcino il movimento,
traspiranti, e occorre essere scalzi, importante, primo perch si deve
perdere la brutta abitudine di salire con le scarpe sporche dove altri
appoggiano il viso e secondo perch le dita dei piedi sono estremamente
funzionali agli esercizi e bene si prestano ad essere allungate, alluci in
primis.
Lavatevi i piedi.
Signori fare stretching esige una forma, una bella forma di esecuzione,
vestirvi di conseguenza vi proietter nel giusto spirito, dovete dominare lo
stretching non farvi dominare, allungarsi deve essere unespressione di
forza controllata, non un peso morto da trascinare.
Ogni mia sessione dura circa due ore.
Eseguite un breve riscaldamento e quindi cominciate gli esercizi dallalto
verso il basso, dalla mascella, al collo, fino alle dita dei piedi.
I tipi di stretching sono molteplici e non mi vorrei soffermare su questi ora,
quanto invece sul respiro, il respiro del drago.
Non usate walkman, dovete concentrarvi sulla respirazione, mantenete
ogni posizione che decidete di utilizzare per un totale di dieci cicli
respiratori.

Mettete una mano sul pancino e imparate a usare il diaframma, la bocca


del drago.
Dovete riuscire a respirare con la parte bassa delladdome, quella che
consente di immagazzinare pi aria possibile nei polmoni, quella appunto
governata dal muscolo diaframma, imparate a sbloccarlo e a respirare con
le spalle abbassate, ferme, si muover solo la pancia.
Respirare in questo modo mentre si tiene una posizione di allungamento,
far tutta la differenza del mondo, vi si aprir un mondo, il mondo del
corpo interiore.
Il diaframma ha inserzioni sternali, costali e vertebrali (le lombari,
responsabili del 90% dei mal di schiena) quindi potete immaginare cosa
succede allinterno del vostro corpo (inchiodato dai tanti allenamenti
pesanti) quando usate questo tipo di respirazione sotto la tensione del
muscolo allungato.
Lo ripeto, vi si aprir un mondo, se avete qualche tipo di dolore in qualche
parte del corpo divertitevi ad allungarne i muscoli interessati e a
concentrarvi sul respiro, mi saprete dire il beneficio.
Godetevi il dolore, imparate a utilizzarlo per capire bene dove originano i
muscoli indolenziti e il modo migliore per stirarli.
Usate saggiamente gli antinfiammatori, servono in certi casi, per il resto
inibiscono la vostra capacit di sentire, di sentirvi.
Cercate la posizione di stretching ottimale a polmoni pieni daria,
trattenendo il respiro, allungatevi, poi lentamente espirate usando solo la
pancia e cominciate a utilizzare la respirazione diaframmatica sotto
tensione, rilassatevi, concentratevi sul ritmo respiratorio.
Esasperate il movimento delladdome, inspirate gonfiando la pancia il pi
possibile, fate una piccola pausa in apnea e cercate di spostare laria
ancora pi verso il basso (non troppo eh), poi espirate, sempre lenti,
ritraendo la pancia allinterno, in una lenta danza del ventre.
Questo massaggio interiore sar lelemento portante delle vostre sessioni,
il valore aggiunto, le dieci respirazioni profonde scandiranno il tempo
passato sotto tensione.
Come ho gi detto le tipologie di stretching sono molte e
indipendentemente da quella che sceglierete di utilizzare la lentezza, e la
padronanza del movimento, dovranno essere la forma cui ambirete arrivare.
Darsi i calci nel sedere nel tentativo di allungare il quadricipite femorale
prendendo al volo la caviglia quanto di pi brutto ci sia da vedere.

Come accade in tutti gli sport, il sistema nervoso centrale deve adattarsi a
utilizzare una precisa tecnica, una forma corretta da applicare
automaticamente e lo stretching, in ogni sua forma, ne abbina addirittura
due, una esteriore e una interiore.
Se vi abituerete a respirare come un drago, lentamente vi muoverete come
un drago, e, con il tempo, penserete come un drago.
Per sia chiaroin giro ci sar sempre qualcuno che vi dir che i draghi
non esistono.
Enrico Budriesi
Viaggiatore, classe 1976.
Ex ginnasta, ex cestista, ex nuotatore, ex pesista.
Da anni ho capito il sottile piacere dellessere ex in tutto quello che
decido di intraprendere.
Il corpo si muove, la testa lo segue con sereno e concentrato distacco.

Stretching: la mia
programmazione (di
Enrico Budriesi) Parte 1
29 ottobre 2014

A questo articolo manca un Video Tutorial, tuttavia rimane ricco di spunti e


di suggestioni, pertanto abbiamo pensato lo stesso di pubblicarlo, faremo i
video durante le feste natalizie, non perdeteli.

Dopo il primo articolo di Enrico (leggilo per iniziare) gli abbiamo chiesto
dillustrarci la sua routine di stretching, finalmente eccola.
Di Enrico Budriesi
Dedico allo stretching delle sedute di allenamento apposite, alternate ai
giorni in cui mi alleno coi pesi; marted, gioved e sabato, entro in sala pesi
in infradito e mi sistemo sui materassini in fondo alla palestra.
Resto li circa due ore, due ore di lavoro senza pause, in cui il tempo
scandito dalla profondit del mio respiro.
Come dicevo nel precedente articolo (Il respiro del drago) ogni posizione
che assumo dura il tempo di dieci respirazioni profonde, diaframmatiche.
Questo approccio mi permette di essere concentrato sulla flessibilit,
collocandola in uno spazio e in un tempo ad essa sola dedicati e
soprattutto mi permette di rendermi conto delle variazioni del ritmo
respiratorio.
Quando sono stressato, quando sono eccitato, impaziente, il respiro si fa pi
veloce e la seduta risulta pi breve, mantenere una posizione dieci cicli
respiratori mi da modo di imparare a conoscermi, vedere il modo in cui
reagisco alle variazioni di intensit della vita.
Non credo ci sia un modo per opporsi ad essa, almeno, io non lho ancora
trovato, ma gi prendere coscienza del fatto che un elemento stressante
esterno stia condizionando la mia concentrazione, la ritengo cosa positiva.
La durata dellallenamento tanto pi lunga quanto decido di essere
rilassato.
Siamo su quel cazzo di materasso sporco per fare molto di pi che
allungarci, siamo li per scoprire se riusciamo a dominare la nostra vita
attraverso il respiro o se semplicemente ci lasciamo vivere, se lasciamo che
il respiro ansioso prenda la parte alta dei polmoni, interessi le spalle ed
irradi la cervicale.
Tante persone che soffrono di mal di testa si domandino il perch.
Tante signore che cagano come conigli si domandino se per caso il loro
diaframma (e di conseguenza lintestino ed il colon) non sia bloccato dalle
ansie di giornate vissute (e respirate) nel modo sbagliato.
Dedicare tempo ad allungarsi, solo ad allungarsi, come gatti appena
svegliati, ci permette di guardarci da dentro a fuori, dallinterno, e ci offre la
grande possibilit di capire quanto spesso viviamo male.
Inizio.

Mi metto in ginocchio su un tappeto di gommapiuma dura e mi siedo sulle


caviglie, la schiena naturalmente iperestesa, le mani poggiate sulle
gambe.
Comincio dal collo, dalla mobilit.
La testa si piega avanti e indietro, con lentezza, lungo tutto larco possibile
e quando andiamo indietro la mascella si apre, apritela al massimo e
richiudetela quando il mento si avvicina al petto.
Vi verr naturale farlo, sembrerete dei cretini, ma vi verr naturale.
Stessa cosa lateralmente.
Poi circonduzioni del collo, con movimento ampio, cercando ad ogni
angolazione di raggiungere il maggior allungamento possibile.
Prima in un senso, poi nellaltro.
Terminata la mobilit passo ad allungare il collo in tutte e quattro le
direzioni, in modo statico, aiutandomi con le mani.
Ripeto, contate sempre dieci cicli respiratori e poi cambiate.
Per il collo faccio due giri di ogni posizione.
Per capire il perch si parta dallalto ad allungarsi, provate a stirare i
femorali senza avere prima lavorato sul collo, vedrete che il dolore e la
rigidit correranno lungo tutta la muscolatura della colonna vertebrale.
Dal collo passo alle mani, ai polsi e agli avambracci, dallalto cio passo
alle estremit.
Mettetevi carponi, con i palmi appoggiati per terra e le mani girate, le dita
rivolte verso di voi, lentamente cedete ad una posizione seduta, coi palmi
sempre adesi.
Dovete sentire un piacevole stiramento dalle dita allepicondilo.
Se avete lepicondilite passateci le giornate in questa posizione.
Respirate, cedete allindietro sempre pi.
La stessa cosa farete con il dorso della mano appoggiato per terra, lo
stiramento avverr dal polso allepitroclea.
Le braccia sono tese, in ambedue le posizioni.
Terminato, tirate la mano lateralmente, tirando il pollice e le altre dita
verso il basso, aiutandovi con laltra mano, poi cambiate.
Questi tre esercizi vi saranno vitali se utilizzate la presa in maniera
usurante per il gomito.
Epicondilite ed epitrocleite sono davvero brutte compagne di allenamento,
cerchiamo di evitarle quindi, prima con una buona programmazione e poi
con lo stretching.

Con ladiffusionedegli esercizi calistenici, in ogni caso, o con lutilizzo di


carichi impegnativi, sappiate che difficilmente sarete immuni da questo
tipo di problemi.
Parlando da ex ginnasta, posso dire che episodi di dolori sospetti ai gomiti,
in squadra, li abbiamo avuti tutti.
Abbiamo scelto una strada, quella della fatica, sorretta da equilibri molto
precari, dedicare del tempo allascolto del nostro corpo tutto quello che
abbiamo se ci pensate, si pu scoprire davvero tanto ascoltando il respiro.
Come risalire il corso di un fiume, cercandone il punto in cui nasce e
scoprire quanto alta la montagna, dove finisce la roccia ed inizia il
ghiaccio.
Mi alzo e vado alla spalliera.
Metto le mani sullo staggio mediano e scendo in una sorta di adho mukha
svanasana (posizione del cane che guarda in gi) fatto col busto parallelo
al suolo.
Lo so, servono i video, spiegare una cosa semplice scrivendo frustrante
per me e noioso per voi che leggete.
La posizione ottima perch allunga i pettorali, i dorsali, le spalle, i
femorali ed i polpacci, (oltre ad un sacco di altri muscoli ma preferisco
usare un gergo ed una divisione dei gruppi muscolari culturistica in modo
da rendere la lettura pi leggera).
Fondamentalmente il mio primo vero esercizio di stretching, rubato e
snaturato dallo yoga.
I puristi e gli integralisti sono pregati di non rompere le palle, questo il
mio allenamento.
Lesercizio in realt deve essere visto come un ecosistema unico di muscoli
e sensazioni, dal di fuori siete solo piegati a novanta gradi, da dentro la
musica cambia, e non poco.
Credo questo sia uno degli esercizi pi belli dove usare il diaframma.
Le gambe sono tese, i polsi e le braccia diritti, il busto si piega alla gravit,
stirando pettorali e dorsali.
Inspirate quanta pi aria possibile gonfiando la pancia e, mentre lo fate,
forzate liperestensione della schiena, mantenete i talloni a terra e fate che
il peso del corpo poggi su di essi.
Sentirete una piacevole tensione sui femorali e sui polpacci.
Sempre in apnea cercate di spingere laria verso il basso, idealmente
pensate di portare una bolla daria verso le vertebre lombari, pensate ad
una pressione interna che lentamente mette a posto tutto quel casino di

inserzioni muscolari, vertebre e organi interni.


Tutto riprende ordine.
Espirate lenti, molto lenti, la pancia rientra il pi possibile, la sensazione
quella del vacuum addominale.
Se non avete la pancia piena sicuramente meglio.
Cercate di fare si che la pancia tocchi la colonna vertebrale, una
sensazione ovviamente, ma aiuta.
Le immagini mentali aiutano sempre molto.
Spostate la tensione dalla lordosi lombare alle spalle, al petto, vi verr
naturale farlo, il peso ora si sposta sullavampiede.
Ripete dieci volte.
Di norma un esercizio in cui, trovata la giusta stance e distanza dalla
spalliera, si tende a passare molto tempo.
Vi sentirete bene.
Riflessione.
Respirare con la pancia, vederla dilatare, crea imbarazzo.
Siamo stati abituati a pensare che pancia in dentro e petto in fuori sia
bello, che la cintura dei pantaloni debba essere stretta per creare
lillusione di una vita sottile.
I maschietti camminano coi muscoli contratti per fare i pavoni, gli
addominali sempre in tiro in doccia e al mare sono una regola immutata
nel tempo.
Per fare questo, lentamente, abbiamo abbandonato una respirazione
fisiologica a scapito di una respirazione toracica, pi alta, che per tende a
bloccare il diaframma in posizione abbassata.
Siamo tutti pi fighi, ma tutti meno sani, le donne in primis purtroppo.
Come dicevo la respirazione alta tende a sforzare le spalle ed i muscoli del
collo, quindi a creare problemi muscolo-tensivi in zona cervicale, con
conseguente mal di testa, ma non solo, la mancanza del massaggio
intestinale provocato dallespansione del muscolo diaframma crea (sempre
nelle donne di solito) problemi di stipsi.
Si, cagate poco e male.
Ma anche di questo ci si vergogna oggi.
Lesercizio successivo, sempre alla spalliera, il classico stiramento dei
pettorali, con una variazione per che coinvolge lavambraccio in maniera
masochista.
Afferrate lo staggio di met altezza con una mano, il braccio diritto, il
dorso della mano verso il basso e il pollice non in opposizione ma steso

lungo il legno.
Ruotate su voi stessi stirando il muscolo pettorale.
La mano ruotata e il pollice steso vi offriranno una torsione dei muscoli
dellavambraccio molto carina.
Cambiate braccio, respirate.
Cambio esercizio.
Portate il polso dietro la schiena, allaltezza del fianco (come se voleste
infilare qualcosa nella tasca posteriore dei pantaloni, ma con il palmo
verso lesterno) ora con laltra mano afferrate il gomito piegato e tiratelo in
avanti, lentamente.
Non vi lussate una spalla.
State stirando i rotatori della spalla, quei bastardi che si infiammano con la
facilit di un adolescente davanti un film porno.
Proseguo con un classico della mobilit scapolo omerale, quello che in
genere viene utilizzato per allungare il muscolo tricipite.
La mani si uniscono dietro la schiena, idealmente, per chi riesce, si danno la
mano.
Un braccio dallalto e un braccio dal basso.
Cercate di toccarvi le dita allaltezza delle scapole.
Concludo la prima parte dellarticolo con un esercizio che una manna per
il mal di schiena (ovviamente non mi riferisco a infortuni seri, non sono un
medico).
State in piedi, coi piedi uniti e la braccia lungo i fianchi, cercate il centro
dellequilibrio sulla parte centrale del piede.
Alzate un braccio e portatelo sopra la testa.
Ora piegatevi lateralmente, dal lato opposto il braccio alzato, sentite la
tensione sul dorsale e su tutti i muscoli flessori alti della gamba, sugli
obliqui e sul quadrato dei lombi.
Spostate il fianco dal lato opposto il braccio alzato per bilanciare la discesa
(sempre e solo laterale, non frontale), i piedi sempre uniti a stabili.
Se perdete lequilibrio fissate un punto fisso davanti a voi (questo un
segreto che potete utilizzare ogni volta che perdete lequilibrio in un
esercizio).
Scendete trattenendo il respiro, vi verr pi facile perch crea stabilit.
Il braccio alzato si estende verso lesterno come a volere afferrare qualcosa,
mentre il braccio opposto cede alla gravit, si allontana dal fianco e resta a
penzoloni ad aumentare il peso dellesercizio.
Pronti?

Ecco, in questa posizione, usate il diaframma, respirate solo gonfiando la


pancia.
E difficile, doloroso per certi versi.
Creare bolle daria sotto una forte tensione, restituir, col tempo, un
benessere dimenticato.
Dimenticavo, in questa posizione parlare quasi impossibile, se respirerete
correttamente emettere anche un solo suono vi provocher fastidio, ma
anche la posizione classica in cui tutti quelli che conoscete, in palestra,
vorranno parlare con voi.
Credetemi, inevitabile, dal simpaticone che vi saluta inclinandosi a sua
volta, al genio che vi vorr fare perdere lequilibrio, questo esercizio attira
la curiosit del popolo.
Sorridete, in silenzio, e col braccio steso mostrate loro il dito indice.
RIEPILOGO:
Collo/mandibola :
Spostamenti del capo avanti e indietro (con apertura mandibola)
Spostamenti del capo laterali
Circonduzioni complete del collo (cambiate giro al quinto respiro)
Stiramento del collo sui quattro piani di movimento (aiutatevi con le
mani)
Polsi/avambracci:
Allungamento parte epicondilo
Allungamento parte epitroclea
Allungamento parte laterale della mano
Pettorali/dorsali/spalle/braccia:
Posizione del cane
Stiramento del petto alla spalliera con presa inversa
Stiramento rotatori della spalla
Mani che si toccano dietro la schiena
Zona lombare/dorsale:
Flessioni laterali del busto
(continua)
Fine prima parte (Trucco&oggetti Bruno Checchi)
Enrico Budriesi
Viaggiatore, classe 1976.
Ex ginnasta, ex cestista, ex nuotatore, ex pesista.
Da anni ho capito il sottile piacere dellessere ex in tutto quello che

decido di intraprendere.
Il corpo si muove, la testa lo segue con sereno e concentrato distacco.