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Avrei potuto scegliere altri titoli e quindi altre tematiche sviluppando

le attraverso materiale esistente, il tutto con definizioni e considerazioni tra


tte da testi didattici di metodologia dell'allenamento tecnico-tattico del calci
o. Ho preferito invece scegliere questo argomento che traduce in sostanza il mio
modo di vedere e di interpretare il gioco del calcio per dare un mio personale
contributo al suo sviluppo attuale e futuro. Ho intenzione quindi di esporre sem
plicemente motivazioni e principi di un innamorato del nostro sport tralasciando
concetti pedagogici o altro. La mentalit che guida la mia interpretazione del gi
oco del calcio finalizzata alla produzione di uno spettacolo sportivo di alta qu
alit, del quale godere io stesso. Parto dal presupposto comune a tutti gli sport
di squadra, la cui peculiarit fondamentale quella di porre il giocatore, che part
ecipa con un'azione individuale o in collaborazione con i compagni, nelle condiz
ioni di poter nel pi breve tempo possibile valutare e risolvere le variabili dell
e situazioni di gioco, sviluppando al tempo stesso le proprie doti e capacit. La
mia proposta tende a produrre un calcio di tipo "attivo" poich tende a costruire
una mentalit di tipo costruttivo nel complesso gruppo-squadra, facendo leva sulla
volont principale di protagonismo sportivo: "pi gestisco, pi determino". L'abilit n
ella gestione del possesso di palla, con il fine di determinare il gioco, mette
nelle condizioni pi favorevoli la nostra squadra per fare risultato. Oltre a ques
ti aspetti di tipo psicologico, ci sono altri principi che mi spingono ad incent
ivare e sviluppare il possesso di palla: 1) attraverso il possesso di palla poss
iamo e dobbiamo raggiungere lo scopo di ottenere in ogni zona del campo la super
iorit numerica. 2) Abituare ogni giocatore a saper decidere nel pi breve tempo po
ssibile la soluzione di gioco pi vantaggiosa. 3) La parte fondamentale del lavor
o deve essere indirizzata per abituare il possessore di palla e i propri compagn
i alla creazione e allo sfruttamento degli spazi liberi. 4) Questo significa sap
er valutare la propria posizione in rapporto al pallone tenendo conto dell'atteg
giamento di compagni e avversari. 5) Riuscire ad abituare i giocatori a pensare
ed agire in funzione del collettivo. Lo scopo finale non solo di poter sviluppar
e il possesso di palla in funzione delle tematiche tattiche da adottare, cosa ch
e rappresenta un indubbio vantaggio per la squadra, ma anche di arrivare ad un t
ale grado di automatismo nel realizzarlo da sembrare un comportamento dettato da
talento naturale; ne deriver un vantaggio per il giocatore e per la Societ. Quant
o riportato sopra si riferisce al mio modo di impostare il possesso nel contesto
tattico della squadra, ma il possesso di palla pu vantaggiosamente essere utiliz
zato nel corso della stagione sportiva per migliorare i fondamentali del singolo
e come completamento del lavoro organico e muscolare. Dopo queste premesse iniz
io a pormi una prima domanda: possibile fare un buon possesso di palla al di l di
qualsiasi sviluppo di gioco senza la "disponibilit mentale" del gruppo? La mia o
pinione che non si possa assolutamente prescindere da questa "disponibilit mental
e". E' necessaria dunque una profonda trasformazione della mentalit dei calciator
i, troppo spesso abituati a coltivare "l'orticello" della propria prestazione e
a non pensare in funzione del collettivo. Si tratta cio di operare una trasformaz
ione a livello psicologico; solo dopo aver compiuto questo passo sar possibile in
tervenire nella pratica. Ma per compiere questa trasformazione necessario che il
calciatore capisca il perch di quello che fa, cio la finalit del possesso di palla
per migliorare le opportunit offensive del collettivo, rendendolo sempre pi in gr
ado di determinare l'andamento della gara. Per questo la figura dell'allenatore
assume un ruolo molto importante e in particolare la maniera di porsi dell'allen
atore che deve proporre e motivare e non imporre, al fine di richiamare l'attenz
ione dei giocatori sui particolari per abituarli ad affrontare e risolvere le va
rie problematiche. Da parte del giocatore deve esserci la disponibilit, l'entusia
smo, la predisposizione ad essere coinvolto. Infine, ma non ultimo l'ambiente in
cui si lavora deve essere sereno, costruttivo e non certo repressivo. Se si cre
eranno questi presupposti sicuramente si favorir il miglioramento sul piano "neur
ologico" dell'attivit cosciente del giocatore che sapr esattamente cosa fare e per
ch; ne scaturiranno senza sforzo delle risposte automatiche alle varie situazioni
di gioco. II possesso di palla nel mio metodo di gioco visto e sviluppato sopra
ttutto nella fase del gioco conclusivo (possesso=attacco=gioco offensivo). II pr
otrarsi dello scambio di palla tra i miei giocatori visto come fase "preparatori

a" all'azione concludente. Questa preparazione mira a far assumere gradualmente


alla squadra avversaria una posizione in campo meno idonea alla difesa, liberand
o l'uomo "giusto" al posto ed al momento giusto, innescando con un margine di er
rore minore la combinazione collettiva predisposta. Il tipo di modulo tattico da
me attuato un 3-4-3 (figura 1) che non pu prescindere dal possesso di palla poic
h ha lo scopo di attirare i giocatori avversari in una zona del campo per poter s
fruttare gli spazi che si creano in altre zone; si viene a creare una superiorit
numerica che non solo vanifica gli eventuali tentativi di raddoppio della marcat
ura, ma permette di sviluppare in ampi spazi le varie proposte tattiche specific
he preparate per quella gara. E' evidente che il possessore del pallone avr e dov
r sempre avere, se il collettivo si comporta in maniera coordinata, come minimo t
re soluzioni per proporre un'azione, delle quali una estremamente vantaggiosa. Q
uesta si ottiene attraverso due movimenti senza palla in diagonale di due compag
ni, sostenuta da un appoggio di un compagno proveniente da una diversa angolazio
ne (figura 2); un movimento effettuato lungo direttrici perpendicolari tende vic
eversa a restringere gli spazi e quindi le soluzioni del gioco (figura 3). II po
ssesso inizia sempre dal portiere il quale appoggia la palla ad uno dei tre dife
nsori che assumono un atteggiamento tattico a triangolo con il vertice rivolto v
erso lui stesso. I difensori, attraverso il possesso della palla, devono possibi
lmente a due tocchi neutralizzare le due punte avversarie che cercano di riconqu
istare la palla, cio un difensore deve superare libero con palla la linea degli a
ttaccanti avversari oppure un difensore libero con ampio tempo di giocata. Per r
ealizzare questa situazione di gioco necessario che tre centrocampisti salgano s
ulla linea mediana del campo per creare spazi, mentre il difensore esterno di si
nistra si posiziona dieci metri oltre la met campo. Una volta liberato uno dei tr
e difensori, si dovranno creare, ad opera dei compagni di settore, le tre soluzi
oni di gioco. Si pone quindi la scelta tra il marcatore di destra, il centrale o
ppure quello di sinistra. A) Se si libera il difensore di destra si avranno ad e
sempio come soluzioni: 1) corsa in diagonale verso la linea laterale di destra d
el centrocampista di destra. 2) Taglio del tornante all'interno di campo. 3) App
oggio sul centrocampista centrale (figura 4). B) II centrale che si libera centr
almente avr il movimento dei tre centrocampisti, due dei quali si allargheranno l
ateralmente per creare l'eventuale superiorit numerica di due contro uno sul cent
rocampista centrale avversario che eventualmente attacca la palla. C) II marcato
re di sinistra avr le sue tre soluzioni: 1) sul centrocampista laterale di sinist
ra con contemporaneo taglio in diagonale del centrocampista laterale. 2) Sul cen
trocampista centrale dopo il suo inserimento in diagonale. 3) Scarico sul latera
le di sinistra che sar sceso a prendere la palla per avere a sua volta tre nuove
soluzioni (figura 5): a) partenza del laterale di sinistra lungo linea; b) scari
co sul centrocampista centrale; c) scarico sul marcatore di sinistra per riparti
re dalla parte opposta (figura 6) II centrocampista, di volta in volta liberato,
ha come compito di girare la palla al centrocampista opposto che deve finalizza
re il passaggio per le punte che si spostano con movimenti prestabiliti e cio con
incroci per chiudere l'azione o movimenti ad invito per liberare lo spazio per
favorire l'inserimento del centrocampista opposto in caso di difese con modulo t
attico ad uomo (figura 7). Le punte inoltre possono smarcarsi attraverso una cor
sa diagonale e quindi taglio nello spazio vuoto oppure con movimento di va e vie
ni nel caso che si affronti una squadra che adotta un modulo tattico a zona (fig
ura 8). Preciso inoltre che si dovranno adottare variazioni delle posizioni di p
artenza delle punte in relazione al tipo di difesa che si dovr affrontare. Ma la
cosa importante che i dieci giocatori si spostino in maniera coordinata e nota.
Un filo conduttore deve unirli, ispirarli e, se occorre, sorreggerli durante l'a
rco della partita. Contro una marcatura a uomo si impiegheranno preferibilmente
due punte centrali e verticali, pi un esterno offensivo. Contro una marcatura a z
ona si impiegheranno invece una punta centrale pi due laterali. Qualche modifica
sar necessaria anche in relazione alle strutture e dimensioni dei vari campi di g
ioco, ad esempio su campo piccolo e stretto si avr meno possesso e maggiori verti
calizzazioni. Per mettere in pratica tutto questo assolutamente necessario avere
una padronanza dei tempi fondamentali nell'attuale gioco organizzato ed una ser
enit nel fare possesso di palla che avviene attraverso continue esercitazioni che

hanno le seguenti caratteristiche: 1) obiettivi chiari e precisi da raggiungere


; 2) semplicit di esecuzione; 3) progressione didattica; 4) ripetitivit per creare
automatismi partendo dal presupposto che ascoltando si dimentica, vedendo si ri
corda ma provando si capisce. Ritengo opportuno a questo punto riportare le eser
citazioni che si prestano alla didattica di questo tipo di gioco e che introduco
in precampionato. ESERCITAZIONI Esercitazione A: (figura 9) analitica per la co
mprensione del tempo e della reazione di spostamento. Quadrato di 10 metri per l
ato, 3 contro 1: fare girare la palla e, secondo la direzione del difensore, dar
e le due soluzioni. II difensore Y effettua una difesa controllata, non aggressi
va, si deve spostare in modo che gli altri eseguano correttamente l'esercizio. I
tre giocatori X in costruzione devono spostarsi con i tempi giusti per dare al
possessore di palla due possibilit di passaggio Esercitazione B:(figura 10) passa
ggio corto-lungo a 3. Tre giocatori stanno in linea lungo l'asse orizzontale del
campo: i due esterni A e B distano tra loro 30 metri circa, mentre l'interno st
a a met. E' C ad eseguire il primo passaggio a terra per A il quale lancia sopra
la testa di C, B riceve e passa a C che gli restituisce la palla a terra pronta
da calciare. Allora B sorvolando C lancia A e cos via di seguito. L'esercizio de
ve essere eseguito di prima. Lo scopo di far capire l'importanza della cinestesi
(sensibilit di palla) sia nel passaggio breve su palla aerea, sia nel passaggio
di ritorno preparatorio per un immediato rilancio. Esercitazione C: (figura 11).
Quadrato di 10 metri per lato, 4 contro 2: tre squadre di due giocatori ciascun
a con colori diversi fanno possesso all'interno del quadrato. La squadra che si
fa intercettare il passaggio cambia e va alla conquista. Non mantenere gli stess
i posti. Partenza a tocco libero per poi arrivare a tre-due tocchi gradualmente.
Esercitazione D: (figura 12). Rettangolo di 20 metri per 30, 6 contro 3 come so
pra. Met campo esclusa l'area a due squadre: fare dieci passaggi consecutivi. Lo
scopo e quello dello smarcamento continuo e della ricerca delle tre soluzioni pr
eventivate. Dopo questa prima fase vengono introdotte alcune esercitazioni che s
viluppano la psicocinesi e cio: a) met campo, squadra divisa in due gruppi di colo
re diverso. Tutti i calciatori si passano la palla con obbligo di passaggio di p
rima al compagno con casacca di colore diverso. E' vietato il passaggio di ritor
no allo stesso. b) Come l'esercizio precedente con la variante che il passaggio
al compagno con casacca di colorediverso avviene dopo uno scambio con un compagn
o con lo stesso colore. c) Come il precedente con variante che lo scambio con il
compagno deve essere lungo. Mentre la palla in volo si eseguono movimenti in ap
poggio a compagno che sta per ricevere, sempre tenendo conto dell'ampiezza degli
spazi a disposizione. d) Come sopra ma mentre la palla in volo tutta la squadra
esegue movimenti tali che il possessore abbia soluzione di appoggio corto e di
appoggio lungo. e) Dentro un quadrato 8 contro 6 con una sola soluzione per il p
assaggio: chi marcato deve stare fermo, mentre il giocatore non marcato deve far
si vedere, occupare cio spazi liberi. Le marcature vengono cambiate durante il gi
oco (figura 13). Per concludere vengono introdotte esercitazioni finalizzate all
'acquisizione dei tempi: A) A conduce e chiede uno scambio "uno/due" con B che m
anda a C che deve prendere il tempo giusto (figura 14). B) A verticalizza su B c
he scarica su C che manda a D. D deve prendere i tempi giusti (figura 15). Ora s
i potr iniziare il possesso di palla vero e proprio con tre regole ben precise: 1
) il possessore di palla deve sempre avere tre soluzioni in appoggio, due diago
nali e una verticale (figura 16). 2) Quando si riceve con spalle alla porta avve
rsaria si restituisce la palla sempre dietro. 3) Passando dalla fase di non poss
esso a quella di riconquista, una volta raggiunto questo scopo, la palla conquis
tata deve essere ceduta nel pi breve tempo ad un compagno (pi che conquistare non
si pu). Si deduce da queste personalissime regole che per la regola 1, se il poss
essore scarica su un compagno in diagonale, immediatamente si deve ricostruire l
a stessa situazione. Questa regola imposta per l'organizzazione dei tempi e dell
a lettura spazio-temporale della situazione, da parte dei compagni del neoposses
sore. Se il possessore scarica sul centrale, si innesca la regola 2 con obbligo
di restituzione della palla al trasmettitore che dovr cercare il quarto compagno
che partir nello spazio libero. Per quanto riguarda la regola 3, risulta evidente
la necessit per colui che riconquista la palla di trovare subito lo scarico su u
n compagno che va a sostegno per innescare di nuovo la regola 1. I principali er

rori che emergono nelle prime verifiche sono la scarsa abitudine a creare spazi,
la corsa in direzione del possessore di palla, la scarsa tendenza spalle alla p
orta a scaricare sul compagno e a propria volta di farsi trovare di scarico; si
eseguono spesso passaggi orizzontali, vi una ricerca a volte insistita del dribb
ling nel tentativo di mettersi in evidenza come singolo. Vi una scarsa abitudine
a pensare, si pensa solo a giocare, c' carenza di "cultura" calcistica ed una sc
arsa disponibilit ad acquisirla. Ma posso dire di aver constatato, giorno dopo gi
orno, che i miglioramenti sono costanti ed evidenti non solo ai miei occhi, ma a
nche gli stessi giocatori se ne rendono conto iniziando a sentirsi protagonisti
attivi di situazioni importanti. Una volta realizzato un ottimo possesso di pall
a, ci si rende conto di avere maggiori possibilit di scelta, potendo dare poi lib
ero sfogo alle proprie caratteristiche e capacit creative ed interpretative. A vo
lle si vedono i grandi giocatori usare mezzi semplici per ottenere grandi risult
ati, a dimostrazione del fatto che non tanto importante eseguire, quanto sceglie
re e valutare quando eseguire al di l delle capacit tecniche individuali. Tutto c
i si apprende acquisendo la capacit di dare risposte a situa/ioni sempre diverse.
Questa continua verifica cosciente fra causa ed effetto crea l'abilit tattica. L
a fase successiva sar la stabilizzazione di questa capacit in modo da rendere le r
isposte sempre pi sicure, precise e rapide. L'uso ripetitivo dei concetti consent
e la loro interiorizzazione e memorizzazione. Solo dopo aver acquisito la sensib
ilit di riconoscere i propri automatismi, il giocatore li potr modificare in funzi
one dello scopo da raggiungere. Per questo non parlo mai di schemi ma sempre di
proposte, poich dissento con chi parla di spersonalizzazione del giocatore, mentr
e invece credo che sia utile aiutarlo nelle varie interpretazioni attraverso l'a
umento delle sue conoscenze. Negli ultimi otto anni ho sempre avuto la fortuna d
i avere a disposizione giocatori e gruppi estremamente disponibili che mi hanno
permesso di arricchirmi sul piano personale, sia tecnico che umano. Ma questa co
ntinua stagione di lavoro mi ha soprattutto dato la convinzione che se si riusci
r a dare ancora alle nuove leve la voglia di giocare, sicuramente si preparer un
terreno fertile per far maturare non solo i risultati, ma anche lo spettacolo.