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L1-4-3-3 NELLE DUE FASI DI GIOCO

Premessa Nel corso della mia carriera di calciatore mi sono trovato a interpretare diversi moduli di gioco dal 1-4-4-2 all1-4-3-3 e via dicendo; ma la mia preferenza personale si sempre pi orientata in senso favorevole alladozione del modulo 1-4-3-3. Per tradizione culturale la fase difensiva da sempre curata in Italia con particolare attenzione; tuttavia lintroduzione nellultimo decennio della regola dei 3 punti a premiare la vittoria (decisione a suo tempo assai coraggiosa che ha dato effetti positivi) ed alcune modifiche regolamentari non di poco conto (revisione della regola del fuorigioco, inasprimento disciplinare nella sanzione dei falli di gioco etc.) hanno contribuito a mutare in parte la natura del gioco e di conseguenza hanno inciso sul modo di pensare calcio da parte degli allenatori. Lespressione pi moderna del calcio attuale rappresentata da squadre che praticano un gioco certamente organizzato in fase difensiva (e non potrebbe essere altrimenti!), ma prevalentemente orientato alla costruzione della manovra dattacco. A livello squisitamente personale ho avuto la possibilit e la fortuna di giocare con tecnici che nellutilizzare il modulo 1-4-3-3 ponevano grande enfasi nellorganizzazione della fase di possesso. Per questa ragione ho deciso di dedicare queste mie note allargomento. I principi della tattica collettiva; teoria e rispondenza del modulo 1-4-3-3. La teoria insegna che i principi fondamentali della tattica collettiva in fase di possesso palla sono: 1) Scaglionamento offensivo: il disporsi su pi linee, in modo che i giocatori vengano a formare naturalmente dei triangoli di gioco. 2) Ampiezza: la capacit di sfruttare nella costruzione della manovra offensiva il terreno di gioco per tutta la sua larghezza. Questo non significa necessariamente che uno o pi giocatori debbano stazionare costantemente in prossimit delle linee perimetrali, quanto piuttosto che tutto lo spazio deve essere utilizzato in maniera dinamica sia attraverso lo spostamento dei giocatori che tramite la gestione della palla. Il vantaggio che deriva duplice: si ottiene un allargamento della difesa avversaria al momento della ricezione della palla e si creano maggiori spazi liberi (o zone luce) per linserimento in attacco di giocatori senza palla. 1

3) Penetrazione: ovvero la ricerca e la conquista della profondit mediante passaggi e movimenti senza palla che consentono di guadagnare spazio verso la porta in modo da superare un avversario o meglio una linea di difesa. 4) Mobilit: il movimento senza palla coordinato eseguito nel rispetto dei tempi di gioco. La mancanza di punti di riferimento render certo maggiormente arduo il compito di chi difende e dovr essere ricercata costantemente tramite continui e preordinati scambi di posizione tra i giocatori. Questo permetter tra laltro di sfruttare adeguatamente tutte le zone del campo. 5) Imprevedibilit: in altre parole la capacit di sorprendere lavversario con soluzioni di gioco non ripetitive, seppur preordinate. Questo implica sia ladozione da parte del tecnico di soluzioni diversificate e varianti nellambito dellimpianto di gioco elaborato che la possibilit per il singolo giocatore di innestare su di un telaio ben consolidato la soluzione derivata dallanalisi situazionale specifica, vale a dire lazione individuale, il colpo ad effetto, la giocata. Penso che il modulo 1-4-3-3 soddisfi in ogni sua parte i principi teorici appena esposti: lo scaglionamento offensivo deriva direttamente dalla disposizione in campo dei reparti, lampiezza garantita sia dalla presenza in campo di due vere e proprie ali dattacco (1-4-3-3 classico) che attaccano la fascia o tagliano dentro, liberando spazio utile per linserimento da dietro di mezzali e terzini, che dai movimenti diagonali senza palla, la penetrazione garantita dalle corse di deviazione dei tre attaccanti e dagli inserimenti verticali in zona dattacco dei giocatori provenienti da dietro. La mobilit daltro canto requisito fondamentale al buon successo della manovra dattacco a prescindere dal modulo prescelto; pi che il modulo importa linterpretazione dinamica dello stesso; parimenti limprevedibilit deve essere nel DNA della squadra; eventuali carenze in questo senso troveranno origine nella scarsa vena degli interpreti o nella pretesa (insensata nel calcio attuale dove le conoscenze sono talmente sviluppate da rendere difficile che la pura iterazione di schemi preparati a tavolino possa avere successo duraturo) da parte del tecnico di una troppo rigida osservanza di schemi di gioco stereotipati. Egli deve riuscire ad infondere nel gruppo una profonda convinzione nella sua interpretazione del gioco. Questo avviene lavorando intensamente in due direzioni: 1) dal punto di vista tecnico: ovvero dotando la squadra di un impianto di gioco organizzato e scegliendo interpreti naturalmente predisposti.

Questo significa selezionare gli elementi giusti per il modulo prescelto per caratteristiche tecniche (ne riparleremo pi avanti) e caratteriali e poi prepararli meticolosamente con opportune esercitazioni in modo che non si sentano mai sbandati ed in balia degli eventi. 2) dal punto di vista motivazionale: lallenatore deve essere profondamente convinto delle sue idee. Pi del ricorso a qualche formula dialettica (pi il pallone sta lontano dalla mia met campo e maggiori possibilit ho di vincere la partita, la miglior difesa lattacco etc.) peraltro non necessariamente vera - ben possibile per esempio vincere difendendo basso e ripartendo con veloci azioni in contropiede, bisogna che il tecnico sappia dimostrare ai ragazzi. Il modulo 1-4-3-3. Caratteristiche dei giocatori ed alcune soluzioni di gioco in fase di possesso palla Il modulo 1-4-3-3 prevede, oltre al portiere, un reparto difensivo composto da 4 giocatori disposti quasi sempre a zona (linea a 4), un centrocampo costituito da 3 mediani stretti, di cui uno schierato in funzione di schermo, ed infine un attacco forte di 3 unit. La dislocazione sul terreno di gioco dei reparti d luogo allo schieramento riprodotto in figura 1. Il gioco deve essere sviluppato se possibile dalla difesa, ma senza indugiare in stucchevoli rotazioni insistite della manovra. Occorrer invece elaborare le azioni dattacco in maniera quanto pi diretta possibile in modo da impedire allavversario un completo riposizionamento difensivo. In questo modo verr massimizzato il vantaggio di schierare le tre punte che devono risultare micidiali nellattaccare gli spazi. Caratteristiche dei giocatori Il portiere il giocatore che d il via allazione e di conseguenza deve essere dotato di buona tecnica e gittata di calcio, possibilmente con i due piedi, deve essere abile e preciso nel rilancio e nel calcio a volo, deve essere tatticamente intelligente. bene che il portiere abbia ben chiaro che cosa lallenatore vuole che faccia non appena entra in possesso di palla; pertanto parteciper attivamente alle esercitazioni tecnico tattiche di possesso. Oltre a buone doti generali per il ruolo specifico che gli compete e specialmente se lallenatore chieder alla squadra di cercare alta la riconquista della palla, il portiere dovr essere specialista nelle uscite basse anche fuori dai 16m. operando se necessario come difensore aggiunto.

I difensori Schieriamo due terzini, o difensori esterni, e due difensori centrali. Questi ultimi devono formare una coppia ben assortita in modo da garantire solidit fisica, velocit, senso tattico, abilit nel gioco aereo e buona qualit tecnica. Sono solitamente uno destro e uno mancino e si completano a vicenda. I terzini dovrebbero disporre di buone doti difensive associate a una spiccata vocazione ad attaccare la fascia; veloci e resistenti, dotati di buon tempo negli inserimenti e di buon piede. Chiaramente non sempre facile che un giocatore riassuma in s tutte queste doti; pi ragionevolmente accadr di avere un terzino pi attento ed un altro marcatamente offensivo. Da un punto di vista tattico di reparto devono essere pi bravi nellaffrontare l1vs1 rispetto a chi pratica il 4-4-2. La maggiore difficolt a creare il quinto difensivo comporta infatti lallungamento della diagonale difensiva, con la conseguenza di potersi trovare a difendere centralmente a sistema puro, in condizioni di 2vs2. I centrocampisti Lo schermo il fulcro di tutta la squadra e con la sua posizione in campo ne determina il baricentro; detta i tempi nelle due fasi di gioco ed un riferimento costante per tutti i compagni. In fase di possesso guida la manovra, si propone sempre come scarico per il compagno in difficolt. Mi piace che abbia buona mobilit, che disponga di calcio lungo e corto e che cerchi sempre di ribaltare lazione da difensiva in offensiva, riducendo al minimo la fase di transizione. Le mezzali devono essere giocatori a tutto campo. La loro caratteristica principale quella di saper far tutto nelle due fasi di gioco. Devono essere bravi a inserirsi negli spazi, essere dinamici e veloci. Devono possedere mentalit offensiva, buona qualit tecnica e nel gioco aereo. In fase di finalizzazione devono vedere lultimo passaggio e possedere un bel tiro dalla media distanza. Gli attaccanti Il centravanti, essendo lunica punta centrale, deve avere buona struttura fisica, potente e veloce. Deve essere capace di giocare spalle alla porta, ma anche di buttarsi negli spazi per tagliare dietro la linea di difesa avversaria. Deve disporre di buone doti aeree, di un bel tiro con i due piedi. Deve saper giocare per la squadra e per s stesso, giocando per il goal. Ritengo che un buon centravanti debba sempre segnare le sue 10-12 reti stagionali. Le ali o punte esterne sono caratterizzate dallessere giocatori veloci, bravi tecnicamente e nell1vs1, dotati di buoni tempi di gioco e provvisti di senso del goal. 4

Come detto sopra per il centravanti, le ali e le punte, devono contribuire spiccatamente a rimpinguare il bottino della squadra. Credo infatti che abbia poco senso schierare molti attaccanti se questi non bilanciano con le segnature i maggiori rischi che la squadra affronta impegnandosi sempre a sviluppare un gioco dattacco. Figura 1: Disposizione dei giocatori in campo secondo il modulo 1-4-3-3

Fig2

Figura 2: Attacco dal terzino basso Il terzino destro lancia su 9 che devia sullinserimento di 8. Cambio campo a cercare 3 sulla fascia opposta. Il terzino sx va al cross, le punte chiudono a triangolo in area di rigore. 5

Fig3

Figura 3: Attacco dal terzino basso con incrocio Il terzino destro lancia su 9 che devia per 8 che si inserisce in fascia dopo un movimento di incrocio con 7. 8 guida e va al cross in fascia. Le punte chiudono a triangolo in area di rigore. Fig4

Figura 4: Attacco del terzino 2 serve 7 che taglia dentro il campo. Sponda di 7 per 8 che indirizza sul lato forte per linserimento in sovrapposizione del terzino stesso che guida e va al cross. Le punte chiudono a triangolo in area di rigore. 6

Fig5

Figura 5: Attacco dal terzino Il terzino gioca in profondit per 9 e poi copre. Deviazione per linserimento di 7 che taglia verso la porta dopo un contromovimento. Fig6

Figura 6: Attacco dal centromediano Il centromediano trova campo libero e entra in diagonale. Passaggio dentro il campo per 11, sponda per 10 che apre per 3 che sovrappone sulla sinistra. Le punte chiudono a triangolo in area di rigore. Fig7

Figura 7: Attacco dalle mezzali La mezzala riceve, gioca sulla punta esterna incontro e poi attacca la profondit. 7 converge e cambia campo per linserimento in taglio di 11. FASE NON POSSESSO Lorganizzazione del reparto difensivo deve avere alla base degli aspetti legati al movimento individuale in quelle che sono determinate situazioni. E fondamentale che i difensori seguano e conoscano i seguenti: Principi di tattica individuale: a) Presa di Posizione: essere tra avversario e porta, cercare di avere nel proprio campo visivo la palla, i compagni, lavversario, rimanendo utili il pi a lungo possibile. b) Marcamento: cercare di assumere la posizione pi efficace per intervenire. Si responsabili della propria zona di campo e delle zone limitrofe (scalare), la posizione da assumere determinata dalla palla.

Si aggredisce chiunque entri nella propria zona in possesso palla, eccetto quando ci si trova in inferiorit numerica. Lavversario senza palla si accompagna. c) Intercettamento: creare finte zone libere per poi intervenire sul passaggio, permettendo la riconquista della palla. Non presuppone la presenza dellavversario ed pi frequente nella marcatura a zona. d) Tackle - Contrasto: diretto (frontale, laterale, da tergo o scivolato), quando si cerca di togliere la palla allavversario direttamente con contrasto fisico; indiretto: quando lavversario non in possesso palla e il difensore con una anticipata presa di posizione mette in zona dombra il diretto avversario. e) Difesa della porta: significa frapporsi fisicamente al momento del tiro tra la palla e la porta, limitando lo specchio di porta. E importante non dare mai le spalle al tiratore (si rischiano deviazioni pericolose) e cercare, se lavversario riesce a tirare di correre verso il proprio portiere per coprirlo in caso di respinte corta. Il reparto difensivo dovr fare riferimento anche ad aspetti legati al gruppo che comunemente sono definiti: - Principi di tattica collettivi (fase di non possesso) che sono i punti fondamentali, i cardini su cui si basa lorganizzazione di gioco. - SCAGLIONAMENTO: il reparto non deve farsi trovare su una linea piatta, in modo da permettere la reciproca copertura. I difensori non solo devono marcare il proprio avversario, ma debbono cercare di coprire anche gli spazi dei quali responsabile lintera difesa. - AZIONE RITARDATRICE: si pu effettuare tramite due atteggiamenti diversi che vanno a modificare i tempi di gioco: a) Temporeggiamento: cio arretrando, dando campo allavversario ricordandoci del concetto imbuto difensivo = concentrazione difensiva; faccio anche giocare, ma esternamente guadagnando un tempo di gioco;

b) Pressing e Fuorigioco: invece di scivolare allindietro, avanzo con tutto il reparto per limitare tempo e spazio al possessore di palla avversario ed impedirgli giocate facili. - CONCENTRAZIONE: non significa atteggiamento mentale, ma dislocazione sul terreno di gioco. Lobiettivo quello di portare pi giocatori possibili dietro la linea della palla. La difesa deve cercare di presentarsi sempre in superiorit numerica per permettere le reciproche coperture. La disposizione ad imbuto consente di mantenere e ridurre lo spazio della zona pericolosa del tiro in porta. - EQUILIBRIO: coprire tutti gli spazi, non farsi allargare o allontanare mantenendo la possibilit di copertura reciproca in ogni circostanza. Sfruttare la visione periferica in funzione della palla e dei compagni coprendo le zone pericolose. - CONTROLLO e CAUTELA: non farsi attrarre solo dalla palla, cercando di tenere sotto controllo tutti gli elementi del gioco: palla, compagni, avversari, spazio, porta. Se dal generale passiamo allo specifico non possiamo tralasciare i: Principi di marcamento della zona. 1) Ogni giocatore responsabile della zona di campo assegnata e degli avversari che sono in quella zona; 2) Deve inoltre guardare e sorvegliare le zone limitrofe; 3) Si muove nella zona in funzione ed in dipendenza della posizione della palla; 4) Deve sempre andare in pressione sullavversario con palla che entra nella propria zona, eccetto quando in inferiorit numerica, cercando di far giocare lavversario sempre in condizione di palla coperta; 5) Nella marcatura a zona i difensori devono continuamente adattarsi ad avversari che possono cambiare spesso e con velocit, si richiede perci la massima concentrazione. Nonostante i suddetti principi non possiamo dimenticare che quando lo spazio tra il difensore e lavversario sar minimo, in vicinanza della zona pericolosa (16 metri), anche nella zona a 4 difensori varranno tutti i principi e le regole della marcatura a uomo: 1) Posizionarsi sempre tra avversario e porta 2) Controllare palla e avversario. LA DIDATTICA Ritengo che questa sia la fase che contraddistingue e d grande credibilit allallenatore, penso che la progressione didattica debba procedere dal semplice al complesso e dal generale al particolare. 10

Proprio per questo motivo opportuno inserire nel programma di allenamento precampionato esercitazioni di 1>1 2>2 3>3, che diventano la pietra miliare per lapprendimento dei movimenti e dei tempi di marcamento e copertura. Nellintrodurre la squadra alla Didattica bene tenere presente alcuni punti: - Far s che il giocatore memorizzi concetti tattici e tecnici e disponga situazionalmente di essi facendo uso in ordine delle seguenti capacit: vedere, capire, scegliere ed eseguire. - Lorganizzazione difensiva penso vada lavorata, per reparto, proponendo sedute specifiche di 20- 25 ripetute pi volte nella settimana tipo, per raggiungere automatismi consolidati. - Convincere il giocatore che solo con la massima applicazione in allenamento potr migliorare. - Ottenere la massima concentrazione e la massima carica agonistica. - Cercare di preparare ed allenare tutte le situazioni possibili ponendosi come obiettivo un continuo e graduale miglioramento. - Proporre inizialmente esercitazioni senza avversari allo scopo di rendere chiari i concetti che diventeranno un caposaldo dei movimenti difensivi. - Avere anche il supporto di materiale audio-visivo, perch se vera la sequenza: ASCOLTO = DIMENTICO VEDO = RICORDO ESEGUO = IMPARO sicuramente posso ottenere un vantaggio nel rivedere situazioni positive e negative. - Porsi come risultato anche il fatto che tutti i difensori abbiano le stesse conoscenze e di conseguenza le stesse soluzioni senza aver bisogno di un comando verbale (ci pu essere) cos da poter anticipare anche di una frazione di secondo leventuale decisione tattica.

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Fase di non possesso. Pressing ad invito dalla parte della punta esterna numero 7.

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Esercizi per la fase di non possesso palla

Esercitazione: 8/9/10 > 7 + portiere, partita una porta + due porticine 15 metri oltre la met campo. Regole: per i rossi il gol valido se fatto da oltre met campo. Tempo: 10-15min. Obiettivi: supportare eventuale transizione negativa e difesa coordinata nellequilibrio da parte del centrocampista centrale; inoltre, per la fase di possesso palla, allenare luscita manovrata.

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Calcio dangolo contro La soluzione adottata quella mista con prevalenza zona. Cinque calciatori, hanno il compito di controllare le zone con conseguente scelta delle caratteristiche e delle posizioni che dovranno assumere in relazione al valore di pericolosit riconosciuta ad ognuna di loro, cercando la palla senza mai indietreggiare, mentre gli altri calciatori hanno il compito di marcare ad uomo gli avversari ritenuti pi abili. Ritengo questa soluzione equilibrata perch permette di avere una propria identit, una propria organizzazione per non dipendere totalmente dallavversario e, nello stesso tempo, assicurarsi un controllo sui principali saltatori altrui. Preferisco difendere con tutta la squadra per coprire il pi possibile gli spazi dellarea e per avere anche nellipotesi pi estrema una buona superiorit numerica (solamente a partita quasi finita e con risultato sfavorevole gli avversari si precipitano in area con quasi tutta la squadra), consapevole di non aver praticamente la possibilit di ripartire e molte volte di dover difendere anche sulla seconda palla. Suddivisione delle zone dellarea di rigore ipotizzando una battuta dalla nostra sx. (Fig. 1a)

Zona A) superficie compresa fra il 1 palo ed il limite dellarea di porta: spazio pericoloso per deviazioni su traiettorie veloci. Il calciatore deve essere in anticipo su uneventuale spizzicata e non far fare una deviazione verso la porta; esce deciso e rapido su eventuale battuta in coppia; deve essere abile nellanticipo sia di piede che di testa. 14

Zona B) superficie compresa tra la fine della zona A, quasi tutta larea di porta e circa due metri in verticale verso il centro dellarea: spazio dal quale viene realizzato circa l80% delle reti e, pertanto, quello pi pericoloso. In esso agiscono il portiere e luomo sul palo, Zona C) superficie compresa dalla fine della zona A in verticale verso il centro dellarea: il calciatore deve anticipare le traiettorie,non consentendo deviazioni verso la porta; fondamentale per impedire eventuali schemi avversari per soluzioni di tiro al limite dellarea ed impedisce, insieme al calciatore zona A, la superiorit numerica altrui su eventuale battuta in coppia, uscendo rapido e deciso; esce per mettere pressione su respinta; deve essere abile nellanticipo sia di piede che di testa. Zona D) superficie compresa dalla fine della zona B fino alla lunetta: il calciatore ha il compito di intervenire direttamente su traiettorie verso il dischetto del rigore ed importante sulle deviazioni o respinte nella zona del limite dellarea; preferibilmente il pi rapido e aggressivo della squadra.

Zona E) superficie che va dalla fine delle zone B e D fino quasi al limite laterale dellarea e che si allunga in verticale fino ad una linea parallela al dischetto: determinante per torri su calci lunghi a parabola o su spizzicate e deviazioni precedenti. Il calciatore deve essere molto abile a capire le varie situazioni poich la zona da coprire vasta; lunico che pu anche indietreggiare per colpire ed inoltre deve uscire per mettere pressione su chi ha ricevuto la palla dopo respinta; preferibilmente uno dei pi alti e con peso specifico. Calciatori marcatori : il loro compito principale quello di far ricercare la palla agli altri compagni con pi tranquillit; non devono assolutamente effettuare trattenute, tirate di maglia ecc. da cui potrebbero scaturire calci di rigore, ma solamente disturbare gli avversari nella rincorsa e riuscire a saltare insieme (sappiamo tutti che un calciatore abile nel gioco aereo che arriva lanciato senza ostacolo molto pericoloso). Il loro numero varia a seconda dei saltatori avversari; in questo caso ne sono previsti quattro. Nel caso in cui ne occorressero di pi si proceder in questo modo: 5uomo dalla zona E, 6 uomo dal palo.

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Gli schemi di palla inattiva a favore: considerazioni generali Ogni schema di palla inattiva efficace in funzione essenzialmente di 3 variabili: a) la qualit complessiva dellesecuzione ovvero la bont (razionalit e novit) dello schema proposto, la sincronia e la corretta esecuzione dei movimenti, la precisione nella battuta da parte dello specialista; b) il comportamento di chi difende: 1) le scelte tattiche (schieramento a uomo o a zona oppure misto), numero degli uomini impiegati in ripiegamento, etc..sono chiaramente meticolosamente studiate ed analizzate dal tecnico e dal suo staff durante il lavoro settimanale di preparazione e di avvicinamento alla gara. Si pone particolare attenzione alle zone eventualmente sguarnite o allindividuazione di possibili lacune individuali nella tecnica di marcamento da parte degli avversari; 2) la prestazione effettiva del difendente sul terreno di gioco. c) le condizioni climatiche e del terreno di gioco

calcio d'inizio Schema di calcio d'inizio con partenza bassa. Con i giocatori schierati secondo la grafica, 11 tocca in avanti per 10 che finge l'appoggio dietro e poi, con un mezzo giro si porta in avanti e cede in diagonale per l'inserimento di 7 che riceve e crossa in diagonale per l'accorrere di 9, la cui spizzicata o anche il semplice contrasto aereo con la difesa vengono raccolti dai compagni 8 (spizzicata lunga - linea bianca in figura), 11 (sponda centrale - linea rossa) o 10 (respinta corta - linea azzurra); nel caso che sia 10 a ricevere, questo prover a riaprire in fascia destra per l'inserimento profondo di 2.

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schema calcio dangolo Lo schema base prevede che il giocatore incaricato batta teso con traiettoria a rientrare in direzione del primo palo. Lasciamo a protezione della met campo due elementi, mentre un terzo si schiera ai 20 mt orientandosi sul lato di battuta. Portiamo in area 6 giocatori dislocati come da figura. Il tempo di battuta dettato dal movimento di 7 che fingendo di entrare si porta invece in ribattuta. I compagni si muovono (dopo un breve contromovimento che va sempre eseguito per spostare gli appoggi del marcatore) secondo la grafica; 6 e 3 possono alternarsi nel movimento combinato di smarcamento. Va sottolineato il movimento di 5 che, inizialmente in disturbo sul portiere, sfrutta il marcamento frontale per smarcarsi all'indietro, in modo da cercare palla dietro i movimenti di 11 e di 3.

punizione diretta Schema di punizione diretta.Il battitore designato 10 comanda a 4 e 8 di allungare la barriera serrandosi al muro avversario. Al momento della battuta 4 e 8 si aprono lateralmente in modo da creare una "luce" attraverso la quale il portiere possa vedere la palla. Questo, che stato costretto dal prolungamento imposto al muro ad assumere una

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posizione iniziale troppo larga, tender a correggerla nel senso opposto stringendo verso il centro per vedere meglio la palla. Su questo spostamento degli appoggi, 10 indirizzer la battuta sul palo del portiere.

Schema di punizione indiretta. Con la palla collocata intorno ai 25 metri si effettua,al posto della conclusione diretta, la seguente giocata preordinata. 4, 10 e 11 si portano sulla palla. Gli altri giocatori si dispongono come da figura, lasciando la copertura difensiva a 2 e 5. 7 si porta a ridosso della barriera come a voler impedire l'uscita dell'ultimo componente incontro alla palla. 4 tocca corto per 10, mentre 11 avvia la rincorsa come per battere a rete la palla fermata dal compagno. Si tratta invece di un movimento d'inganno perch 10 blocca la palla con la suola ma poi la scava sotto per 7 che si incunea nello spazio dietro la barriera.

Schema di punizione laterale con battuta bassa. Portiamo in area gli stessi effettivi dello schema precedente; se per ravvediamo la possibilit di sorprendere la difesa optiamo per questa soluzione che viene chiamata con un segnale convenzionale. 3 blocca sul corto, 6 e 9 tagliano dentro, 5 blocca su 10, 11 chiude sul secondo palo. 7 serve la palla radente per 10 che esce dal blocco e va a concludere. Oltre al tempo di battuta e alla sincronia dei movimenti, risulta decisivo per la riuscita dello schema l'aver imposto 6 marcature fisse agli avversari in modo da evitare che essi dispongano di uomini che possano intervenire in intercettamento.

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Schema di rimessa laterale con sponda di 9 per 7. Lo schema prevede che sia il battitore 2 a segnalare con una chiamata convenzionale (ad esempio sistemando la palla sul fianco destro o sinistro) ai compagni chi nel movimento combinato tra 4 e 7 dovr ricevere la sponda di 9. In questo caso sar 7 che avviato lo schema fingendo di andare incontro a 2, taglier poi repentinamente a ricevere verso l'interno dell'area la sponda di 9 che sopraggiunge dopo un contromovimento; 4 invece eseguir uno smarcamento sulla fascia a vuoto, cio senza ricevere. A centro area avremo i tagli di 10 e 11 a coprire lo specchio della porta pronti ad approfittare di un passaggio o di una respinta.

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