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N 1 - 2004
Gennaio/Febbraio

PANCHINA
Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n 46) art. 1, comma 2, DCB (Bologna)

dORO e
dARGENTO
2002-2003

PANCHINA dORO 2002-2003 PANCHINA dARGENTO 2002-2003 PANCHINA dORO 2000-2001


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MANIFESTAZIONE PANCHINA DORO 2002-2003

IL VICE PRESIDENTE GIANCARLO ABETE PREMIA IL VINCITORE AZEGLIO VICINI PREMIA FABIO CAPELLO, VINCITORE
DELLA PANCHINA DARGENTO 2002-2003 ELIO GIUSTINETTI DELLA PANCHINA DORO 2000-2001

CARLO ANCELOTTI
VINCITORE DEL PREMIO
PANCHINA DORO 2002-2003

FABIO CAPELLO E
DINO ZOFF

I PARTECIPANTI OSSERVANO UN MINUTO DI RACCOGLIMENTO IN ONORE DELLO SCOMPARSO


ROBERTO CLAGLUNA
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SOMMARIO

EDITORIALE di Enzo Bearzot 4

SCUOLA SMARCAMENTO E MARCAMENTO


ALLENATORI NEL GIOCO DEL CALCIO di Daniele Arrigoni 5

SCUOLA
ALLENATORI VAM: DALLA TEORIA ALLA PRATICA di Michele Panella 12

CENTRO STUDI IL DIRETTORE SPORTIVO E LE ALTRE


E RICERCHE FIGURE PROFESSIONALI a cura Centro Studi S.T. 24

SCUOLA COMPORTAMENTO DEL PORTIERE


ALLENATORI NELLE SITUAZIONI DI PALLA INATTIVA di Massimo Cacciatori 26

ANALISI COMPARATA TRA CAPACIT FISICHE E


SCUOLA ABILIT TECNICHE NEI GIOVANI CALCIATORI
ALLENATORI DELLA CATEGORIA ESORDIENTI di Maurizio Zorba 30

MOVIMENTI OFFENSIVI DEL 4 4 2 CON PARTICOLARE


SCUOLA RIFERIMENTO ALLE DIVERSE POSIZIONI DI BASE DEGLI
ALLENATORI ATTACCANTI CONTRO DIFESE A 4 O 3 A ZONA E 3 A UOMO di Giuseppe Iachini 38

FONDAZIONE
MUSEO DEL CALCIO SAPERE DI NON SAPERE di Luigi Cina Bonizzoni 46

SETTORE
GIOVANILE RIFLESSIONI METODOLOGICHE di Sergio Roticiani 48

ATTENZIONE A CERTI SUPPLEMENTI NUTRIZIONALI:


SEZIONE MEDICA POSSONO CONTENERE STEROIDI! a cura di Marco Viani 50

Direttore Fotocomposizione Stampa


Le opinioni espresse negli ar- Enzo Bearzot impaginazione e COPTIP industrie grafiche
ticoli firmati non riflettono Direttore Responsabile disegni Via Gran Bretagna, 50
necessariamente lopinione Fino Fini A&S Grafica 41100 MODENA
ufficiale del Settore Tecnico. Comitato di Redazione Fotografia Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in
Luigi Natalini (coordinatore) Foto Sabe Abbonamento Postale - D.L. 353/2003
Tutto il materiale inviato non Felice Accame Paolo Piani
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sar restituito. La riproduzio- Antonio Acconcia M. Grazia Rubenni comma 2, DCB (Bologna)
Fabrizio Cattaneo Gennaro Testa Archivio Settore Tecnico
ne di articoli o immagini Franco Ferrari Guido Vantaggiato Foto Archivio Museo del Calcio Autorizzazione del tribunale di
autorizzata a condizione che Luca Gatteschi Leonardo Vecchiet Firenze, del 20 maggio 1968 n.1911
Gianni Leali Marco Viani
ne venga citata la fonte. Mario Marella Azeglio Vicini Finito di stampare nellAprile 2004
Franco Morabito

Per richiedere copie arretrate del Notiziario inviare una richiesta scritta indirizzata a:
F.I.G.C. Settore Tecnico Via G. DAnnunzio 138, 50135 Firenze. Non saranno accettate richieste effettuate per telefono.

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Il 7 febbraio scomparso lavv. Federico Sordillo.


Per molti anni Federico Sordillo, dopo aver ricoperto il ruolo di Presidente del Settore Tecnico, stato Presidente del-
la FIGC guidando il calcio italiano con grande competenza, fermezza e umanit sia nei periodi felici di vita federale
sia nei periodi di difficolt.
Mi piace ricordarlo, con grande rimpianto, contento dopo la conquista da parte della Squadra Nazionale del titolo di
Campione del Mondo nel 1982 in Spagna e rigoroso nellesortare tutti al rispetto di certi valori fondamentali a cui ci
si deve attenere nella pratica sportiva e nei comportamenti quotidiani, come lui stesso sottoline in un editoriale del
1982 che qui di seguito pubblichiamo.
Enzo Bearzot

Editoriale del Presidente Federale avv. Federico Sordillo pubblicato sulla rivista della FIGC Calcio di Luglio-Agosto 1982

IL TITOLO MONDIALE CIMPONE DI...


Rispettare certi valori fondamentali

Il Presidente della Repubblica


Sandro Pertini, il Presidente
della FIGC Federico Sordillo, il
C.T. Enzo Bearzot ed i calciato-
ri della Squadra Nazionale fe-
steggiano subito dopo la vittoria
al Mondiale di Spagna 1982.

La conquista in Spagna da parte della no- stra vittoria nei mondiali ha ottenuto consen- offrire al nostro pubblico, ed a quanti ci guar-
stra nazionale del titolo mondiale un altro si da tutto il mondo sportivo per la sua linea- dano dallesterno, gare di elevato livello tec-
capitolo fondamentale nella storia del calcio rit e per i significati morali e tecnici espres- nico; il dovere di affrontare tutti gli impegni
italiano. Per me, in particolare, la sera si sul terreno di gioco. Molti ne sono rimasti agonistici con quella seriet di cui gli azzur-
dell11 Luglio rester impressa nella memo- anche sorpresi. Appunto per questo tutti co- ri diedero durante il mondiale uno splendido
ria per tutta la vita. Certe gioie, certe sen- loro che amano questo sport meraviglioso - esempio; il dovere di resistere con serenit
sazioni, certi stati danimo non si possono dirigenti, calciatori, giornalisti, pubblico - de- e senso di responsabilit alle tensioni che a
certamente dimenticare. vono dimostrare al mondo intero che siamo volte possono inevitabilmente determinarsi
Motivo di grande orgoglio per noi dirigenti, degni di questa indimenticabile vittoria che nel corso dei campionati.
che da tanti anni ci occupiamo di calcio, abbiamo il dovere di rispettare e di onorare. Il titolo mondiale ci impone, inoltre, una con-
stato quello di constatare che gli azzurri Non possiamo permetterci il lusso di vivere tinua autodisciplina ed una costante severi-
hanno saputo risuscitare nel popolo italiano di rendita, anzi dobbiamo avere laccortezza t di comportamento che devono contraddi-
sentimenti che parevano sopiti. La nostra di saper spendere bene quanto abbiamo stinguerci non solo durante la pratica sporti-
vittoria , infatti, ha saputo far rivivere lorgo- guadagnato. Il mio vuole essere soprattutto va, ma anche nel nostro modo di vita. Ab-
glio nazionale e ha offerto lo spunto perch un affettuoso ma anche fermo richiamo al ri- biamo tutti il dovere di essere di esempio a
la nazione tutta dimostrasse una dignit ed spetto dei doveri ancor prima che dei diritti di quelle migliaia di giovanissimi che hanno
una coesione che hanno stupito il mondo in- cui il nostro calcio, laureatosi campione vissuto intensamente con noi le tappe del
tero che si cos reso conto che il popolo del mondo, diventato titolare. Mi auguro nostro mondiale e che ad ogni stagione si
italiano, anche se tormentato da parecchi che lo stesso spirito, il coraggio, la lealt, lo- avvicinano al calcio in numero sempre mag-
problemi, non aveva certo dimenticato i va- nest professionale che hanno consentito giore. Non dobbiamo deluderli! Solo rispet-
lori delle sue pi nobili tradizioni. Per chi co- alla nostra nazionale lexploit mondiale si ri- tando certi valori fondamentali potremo con-
me me crede nei valori dello sport, nella sua troveranno sempre in tutte le nostre manife- seguire continui miglioramenti, indispensa-
vera funzione sociale questa constatazione stazioni e che in futuro saranno sempre av- bili per raggiungere altri traguardi.
stata senzaltro di immensa gioia. La no- vertiti e rispettati da parte di tutti il dovere di Federico Sordillo
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SCUOLA
ALLENATORI
TATTICA INDIVIDUALE

SMARCAMENTO E MARCAMENTO
NEL GIOCO DEL CALCIO
di Daniele Arrigoni*

o desiderato svolgere in questa tesi non tanto un dizioni di gioco costringono sempre pi spesso il calciatore a de-

H
argomento di carattere generale come lanalisi di cidere, il pi rapidamente possibile, in relazione ai movimenti dei
un particolare sistema di gioco (zona, uomo, fase propri compagni o in opposizione alla pressione individuale (o al
di possesso o non possesso palla etc.), quanto pressing collettivamente organizzato) esercitato dagli avversari.
piuttosto dedicarmi allapprofondimento di un Alla luce di tutto ci le metodiche di allenamento si sono ne-
aspetto di tattica individuale, che fosse propedeu- cessariamente evolute.
tico allapprendimento del gioco collettivo: marca- Lobiettivo primario dellallenatore diventato quello di cercare di
mento e smarcamento. riuscire a preparare i giocatori per interpretare un calcio pi veloce,
Ho ritenuto opportuno e conveniente organizzare la presente dove tecnica, tattica e agonismo devono fondersi e d armonizzarsi.
trattazione secondo il seguente schema o piano dellopera: una Il giocatore moderno deve possedere molte qualit:
breve introduzione di carattere generale, allinterno della quale - deve essere in grado di saper interpretare la gara con ritmi so-
sono esposti alcuni miei personali convincimenti a proposito del- stenuti in fase di possesso di palla,
le caratteristiche che il gioco del calcio venuto assumendo in - deve riuscire a mantenere la stessa dinamicit anche in fase di
questi ultimi anni, lesposizione ragionata dei principi generali non possesso.
della tattica individuale o tecnica applicata (capitolo I), gli ele- La formazione ed il perfezionamento del bagaglio tecnicotattico
menti fondamentali riguardo ai concetti di marcamento e smar- del calciatore di alto livello si concretizzano nellapprendimento e
camento(capitolo II). Nella seconda parte di questo lavoro pre- nellapplicazione in gara di quelli che vengono comunemente de-
sento alcune esercitazioni specifiche attinenti al concetto di mar- finiti i principi della tattica individuale. Vediamo pertanto quali es-
camento e smarcamento con i suoi possibili sviluppi e corollari si siano e come essi intervengano nelle varie fasi di gioco.
(capitolo III). Per riprendere e sintetizzare i momenti salienti di
questa mia trattazione, ho inserito alcune mie considerazioni fi-
PRINCIPI DI TATTICA INDIVIDUALE
nali aventi carattere di note conclusive.
FASE DI FASE DI
NON POSSESSO PALLA POSSESSO PALLA
INTRODUZIONE PRESA DI POSIZIONE SMARCAMENTO
MARCAMENTO DIFESA E
Il gioco del calcio ha subito in questi ultimi anni diverse trasfor- PROTEZIONE DELLA PALLA
mazioni che hanno radicalmente mutato il quadro strategico e INTERCETTAMENTO PASSAGGIO
tecnico-tattico. Lesasperazione agonistica, che ha portato a un si- E/O ANTICIPO
gnificativo incremento di dinamicit, evidenziabile a livello di pre- CONTRASTO GUIDA DELLA PALLA
stazione fisico-atletica, ha comportato necessariamente una no- DIFESA DELLA PORTA TIRO IN PORTA
tevole trasformazione dellorganizzazione del gioco di squadra.
In questo contesto sono stati modificati anche i concetti di spazio
e tempo; da una parte si avuto un notevole restringimento de- *Tesi di fine studio del Corso Master 2001/2002 per labilitazione ad allena-
tore professionista di 1 Categoria.
gli spazi, dallaltra una velocit dazione maggiore. Le attuali con-

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SCUOLA
ALLENATORI
TATTICA INDIVIDUALE

PRINCIPI DI TATTICA INDIVIDUALE CONTRASTO


lazione attraverso la quale si riconquista la palla. Gli elementi
Fase di non possesso palla
che lo caratterizzano sono:
PRESA DI POSIZIONE
la scelta di tempo, che deve essere corretta
Nella situazione di perdita del possesso di palla il giocatore dovr
la determinazione
tenere conto della propria posizione in riferimento:
lequilibrio del corpo nellesecuzione del gesto tecnico
alla propria porta
la velocit di esecuzione
al diretto avversario
Esistono due tipi di contrasto: diretto e indiretto. Il primo quel-
alla zona di campo dove si trova la palla
lo sopra descritto, dove si registra contatto con lavversario, il se-
Lerrore pi grave che il giocatore pu commettere relativamente
condo riferito al movimento attraverso il quale si riesce a met-
alla presa di posizione di farsi sorprendere alle spalle; qualora
tere in zona dombra lattaccante, impedendogli di ricevere un
ci avvenga, sar ben difficile che il difendente possa rimediare
passaggio diretto da parte del portatore di palla.
se non ricorrendo ad una azione fallosa da cartellino.

DIFESA DELLA PORTA


MARCAMENTO
E il principio secondo il quale, in occasione di conclusioni verso
direttamente collegato alla presa di posizione. Sapere marcare
la nostra porta, bisogna interporre il nostro corpo tra la palla e la
un avversario significa avere la massima attenzione sui movi-
porta in modo da dissuadere lattaccante dalla conclusione (in
menti, mantenendo nei suoi confronti una distanza tale da im-
quanto non vede la porta) o altres in modo da respingere con
pedire e limitare la sua azione tramite un contrasto o un anticipo.
il corpo la conclusione stessa. Tutti i giocatori (e non solo il por-
La tecnica di marcamento varia in funzione delle/a:
tiere) sono chiamati in fase di non possesso e in misura variabile
caratteristiche tecniche e fisiche dellavversario
a seconda dei compiti loro assegnati dallallenatore, ad assolvere
caratteristiche tecniche e fisiche di chi effettua la marcatura
a questo compito.
posizione della palla in riferimento alla porta (marcatura stret-
ta marcatura allentata)
Fase di possesso palla
Lerrore che il giocatore non deve commettere nella marcatura a
SMARCAMENTO
uomo o a zona quello di differenziare (a seconda del contesto
Per smarcamento si intende la capacit di un atleta di smarcarsi
in cui si trova a marcare, cio a uomo o nella zona), la distanza
l dove il compagno in possesso di palla lo pu vedere e servire
dallavversario. In entrambe le situazioni la marcatura deve esse-
(zona luce). Lo smarcamento deve avvenire seguendo una traiet-
re effettuata con i principi sopra esposti, non lasciando libert, so-
toria di corsa in diagonale, in modo che il corpo copra la palla.
prattutto in zona pericolosa, al diretto avversario.

DIFESA E PROTEZIONE DELLA PALLA


INTERCETTAMENTO E/O ANTICIPO
Per ottenere una difesa e una protezione efficace il giocatore do-
E la diretta conseguenza dellazione della presa di posizione e di
vr sempre andare incontro alla palla e nelleffettuare lo stop do-
marcamento. La differenza tra intercettamento e anticipo consiste
vr mettere sempre il proprio corpo a difesa di essa.
nel fatto che lintercettamento definito come unazione indivi-
duale che tende ad interrompere unazione offensiva dellavver-
IL PASSAGGIO
sario andando ad agire direttamente sulla traiettoria del pallone
lazione con la quale si trasmette la palla da un compagno ad
e non presuppone la vicinanza dellavversario. Lanticipo si basa
un altro. Deve essere effettuato in modo veloce, preciso e rapido.
invece sul movimento anticipato del difensore sul diretto attac-
Rispetto alla conduzione di palla il passaggio permette di guada-
cante, andando cos a riconquistare la palla o ad interrompere
gnare spazio e tempo pi rapidamente, risparmiando energie ed
lazione avversaria.
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evitando il contrasto con lavversario. Il passaggio unarma as- vimento valuti correttamente, in una frazione di secondo, tre ele-
sai preziosa per chi attacca in quanto pu consentire in un solo menti fondamentali:
colpo di superare pi avversari. - quando il possessore di palla in grado di poterla trasmettere
- dove portarsi a ricevere la palla (in zona luce)
GUIDA DELLA PALLA - come effettuare il movimento (con corse in diagonale).
Con guida della palla si intende lazione mediante la quale il gio- Nel movimento di smarcamento il giocatore dovr sempre tene-
catore conduce il pallone, mantenendone continuativamente il re presente la posizione del proprio corpo rispetto alla palla ed al-
possesso da un punto allaltro del terreno di gioco. La guida del- la porta avversaria. Tale movimento per gli attaccanti, o per chi si
la palla lazione che prelude ad un passaggio, ad un tiro in por- proposto al loro posto, dovr essere sempre in diagonale perch
ta oppure ad un dribbling, ovvero al superamento diretto palla al solo in questo modo potr percepire meglio la porta avversaria
piede dellavversario. (ad esempio con movimento di corto lungo) o avvalersi del van-
taggio di coprire la palla con il proprio corpo.
TIRO IN PORTA
Il tiro in porta deve a mio parere essere soprattutto preciso, an- Esempio di smarcamento in zona luce
che magari a parziale discapito della forza e della potenza. Af-
finch le possibilit di successo siano pi elevate il tiro deve es-
sere effettuato con una esecuzione rapida .

SMARCAMENTO E MARCAMENTO

Essendo il possesso di palla un principio generale di strategia di


squadra, che vede coinvolto non soltanto il singolo portatore di
palla quanto piuttosto lintero collettivo, diventa rilevante in que-
Esempio di movimento smarcante in diagonale in lungo-corto.
sto contesto la tecnica di smarcamento, ovvero la capacit dei
giocatori non direttamente in possesso di palla di portarsi con op-
portuni movimenti di corsa (effettuati preferibilmente in diagona-
le), in zona luce vale a dire in zone del campo che permettano
al possessore di palla di trasmettere la stessa al compagno senza
la possibilit per lavversario di poter intervenire.
Parimenti e al contrario, nella fase di non possesso, quando lobiet-
tivo primario diventa la riconquista del pallone, il marcamento, che
pu essere interpretato a uomo o a zona, diventa tecnica di fon-
damentale importanza per il calciatore chiamato a difendere.
Legenda:
In questi anni di attivit professionistica, dovendo allenare un
concetto di gioco dove spazio e tempo sono elementi fondamen- Possessore di palla
tali, mi sono avvalso di diverse esercitazioni mirate allapprendi-
mento della tecnica di smarcamento e marcamento. Giocatore avversario

Smarcamento/Movimento senza palla


LO SMARCAMENTO
Lo smarcamento presuppone che il giocatore impegnato nel mo- Trasmissione di palla

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SCUOLA
ALLENATORI
TATTICA INDIVIDUALE

IL MARCAMENTO In figura: 4 box 12x12 mt allineati lungo la linea laterale del cam-
Con il marcamento intendo limitare tempo e spazio agli avversa- po dallenamento.
ri per la riconquista della palla.
Il marcamento pu essere effettuato a uomo o a zona.
Con marcamento a uomo intendo:
a) mettersi fra la porta e lavversario;
b) poter vedere contemporaneamente palla e avversario. Doven-
do scegliere fra i due da preferire sempre lavversario.
Con marcamento a zona intendo:
a) ogni giocatore responsabile della zona di campo assegnata;
b) si muove in questa zona a seconda della posizione della palla;
c) aggredisce qualunque avversario che entri con la palla nella
zona di propria competenza eccezion fatta per le situazioni di ESERCIZI A COPPIE:
inferiorit numerica. 1) LUNGO-CORTO: (obiettivo: contromovimento) A (rosso) condu-
Vista levoluzione del gioco del calcio degli ultimi tre quattro an- ce la palla dentro il quadrato ed effettua il passaggio a B (blu)
ni importante saper scegliere sempre bene quale tipo di marca- che glielo detta tramite il contromovimento: lungo-corto. Il
mento effettuare. passaggio deve avvenire nel giusto tempo, quando B in gra-
A mio giudizio il mix fra i due tipi di marcamento garantisce i ri- do di ricevere la palla.
sultati migliori; proprio per questo il giocatore deve saper inter-
pretare bene il concetto cosiddetto di marcamento a uomo nel-
la zona. Con tale espressione sintende il fatto che, allinterno
della zona di competenza, il difensore ridurr la distanza dallav-
versario tanto pi quanto pi esso si avvicina alla nostra porta.
Quando infine detto spazio si sar fatto minimo a quel punto var- In questo esercizio, come del resto in tutti i successivi, molto im-
ranno i dettami e le regole della marcatura individuale. portante lavorare sul tempo della giocata che deve avvenire
Sono giunto a questa convinzione anche in considerazione delle- quando il giocatore in possesso di palla si trova in condizione di
sperienza derivante dal mio passato di calciatore professionista, poterla trasmettere; A, leggendo il contromovimento del compa-
durante la quale mi sono trovato a dover marcare sia a uomo che gno ed incrociandone lo sguardo, indirizza la palla in zona luce,
a zona giocatori con qualit tecniche, tattiche e fisiche diverse (vi- laddove B si smarcato.
sto che proprio in quegli anni si avuta una radicale trasformazio-
ne tattica passando dalla marcatura a uomo a quella a zona).
2) CORTO-LUNGO: A (rosso) conduce la palla dentro il quadrato
ed effettua il passaggio a B (blu) che glielo detta tramite il con-
ESERCITAZIONI SVOLTE DURANTE LA STAGIONE
tromovimento: corto-lungo. I tempi di giocata sono da ricerca-
RELATIVE AL CONCETTO DI SMARCAMENTO.
re alla stessa maniera dellesercizio precedente.
Le seguenti esercitazioni vengono proposte in progressione di-
dattica in una prima fase in sezioni di campo delimitate (quadra-
ti di 12 x 12 m. disposti lungo la linea laterale del campo, come
in figura); successivamente, quando i giocatori avranno acquisito
la sincronia dei tempi e una buona intesa, verranno effettuate su
tutto il campo cercando di rispettare tempi e posizioni.

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3) FUORI-DENTRO: A (rosso) conduce la palla dentro il quadrato 2) A (rosso) conduce palla, d a B (blu), che ha fatto il contromo-
ed effettua il passaggio a B (blu) che glielo detta tramite il mo- vimento e si propone. B scarica su A. C si propone nello spazio
vimento: fuori-dentro. e riceve. Tutto avviene con il contromovimento di B che detta
il passaggio ad A.

4) DENTRO-FUORI : A (rosso) conduce la palla dentro il quadrato


ed effettua il passaggio a B (blu) che glielo detta tramite il con-
tromovimento: dentro-fuori. 3) A (rosso) passa a B (blu), che ha fatto il contromovimento e si
propone. B scarica su A e si propone nello spazio. A in seguito
gioca luno-due con C (giallo), che ha fatto il contromovimen-
to, e passa a B che riceve nello spazio. Tutto avviene con il con-
tromovimento di B e di C che dettano il passaggio ad A.

ESERCIZI A TERNE :
1) A (rosso) passa a B (blu), che ha fatto il contromovimento, e si
propone. B si appoggia a C (giallo). C cerca A. Tutto avviene con
il contromovimento di B che detta il passaggio ad A che in se-
guito sar servito da C.
Lobiettivo di questa e delle successive esercitazioni, che vedono 2) A (rosso), che seguito da C (giallo), conduce palla, la passa a
i tre giocatori impegnati alternarsi a riprodurre i vari movimen- B (blu) e poi lo attacca in maniera semiattiva. B riceve e poi
ti, quello di abituare i giocatori a smarcarsi con movimenti sem- scarica a C che si liberato in zona luce. C, infine, chiude il
plici o composti effettuati in diagonale (contromovimento) in zo- triangolo con B che dopo il passaggio si a sua volta smarca-
na luce, nel rispetto del tempo di giocata, determinato dal gio- to dietro le spalle di A con una corsa in diagonale.
catore in possesso di palla.

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SCUOLA
ALLENATORI
TATTICA INDIVIDUALE

ESERCITAZIONI SOTTO FORMA DI PARTITA FINALIZZATE


AL MARCAMENTO E ALLO SMARCAMENTO

Esercitazione n. 1
4 + 4 > 4 + 4 esterni posizionati in fase di attacco.
Campo: 32 x 32 m.
A2

A1

Esercitazione n. 1
4 + 4 > 4 + 4 esterni posizionati in fase di attacco.
Campo: 32 x 32 mt
Esempio: situazione di marcamento (sempre stesso esercizio) do-
ve A1 scambia con lesterno di destra e si propone in situazione
Regole e scopo del gioco A2. B1 prende posizione e si va a trovare nelleventualit del pas-
Lo scopo del gioco realizzare il maggior numero di reti possibi- saggio fra lavversario (A2) e la porta.
le nella porta avversaria. Internamente si gioca a tre tocchi o a
tocco libero. Gli esterni giocano ad un tocco o a due tocchi, crean-
do superiorit numerica nella met campo offensiva. A seconda
del numero dei tocchi degli esterni, si vengono a dettare i tempi
di marcamento e di smarcamento. Non valido il passaggio fra B2
gli esterni. Non ci sono corner. Ogni volta che la palla viene al-
B1
lontanata lallenatore ne introduce unaltra a centrocampo. A2
Variante: formazione di coppie fisse dove ognuno responsabile
del proprio avversario. A1

Esercitazione n. 1
4 + 4 > 4 + 4 esterni posizionati in fase di attacco.
Campo: 32 x 32 m.
Esempio di smarcamento dellesercizio precedente dove A1
scambia con lesterno di destra e si propone in situazione A2.

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ESERCITAZIONE n. 2 - 8 > 8 con due jolly mite smarcamento dai rossi, che giocano in possesso palla a 2-3
Campo: cerchio di diametro 20 m. Tempo di gioco: dai 4 tocchi allesterno del cerchio, e di restituirla a questi senza che i di-
agli 8 min. fensori riescano ad intervenire. Vince la coppia che nellarco delle
due fasi di gioco (attacco in smarcamento- e difesa in marca-
mento-) ottiene il miglior saldo di punteggio (es. blu batte gialli 6
palle rigiocate a 4). Il numero dei giocatori che partecipano alle-
sterno del cerchio pu variare. Sar tuttavia preferibilmente multi-
1
plo di 4, garantendo cos un continuo ricambio di coppie allinter-
2
no e allesterno del cerchio. Bisogna infine ricordare che questa
esercitazione pu risultare condizionante dal punto di vista atleti-
co, data lalta intensit di gioco allinterno del cerchio.

CONCLUSIONI
Descrizione e regole del gioco
Gioco a 2-3 tocchi. Numero variabile di giocatori sia allinterno sia Nel concludere queste mie note ritengo ancora una volta impor-
allesterno del cerchio. Una squadra (rossi) si schiera allesterno del tante ribadire che levoluzione che il gioco ha avuto in questi ul-
cerchio per il possesso palla, aiutati dai due jolly (gialli) che agi- timi anni deve, a mio avviso, spingere il tecnico a considerare con
scono allinterno e che dovranno cercare di effettuare molti movi- crescente attenzione quegli aspetti di istruzione e formazione
menti di smarcamento per ricevere la palla. Laltra squadra (blu) di- tecnica che agiscono direttamente sul bagaglio di conoscenze del
fende allinterno del cerchio. valido il passaggio fra gli esterni. I singolo calciatore. Sar quindi opportuno e produttivo recuperare
jolly, una volta in possesso di palla, non possono essere pressati dai e potenziare in sede dallenamento linsegnamento e la didattica
giocatori avversari. Vince la squadra che in un predeterminato tem- della tecnica applicata ( o tattica individuale), anche in funzione
po ha effettuato il maggior numero di passaggi ai jolly. propedeutica allapprendimento della tattica collettiva e di repar-
to nelle due fasi di gioco. Proprio in questottica ho deciso di de-
ESERCITAZIONE n. 3 - 2 > 2+8 dicare la mia attenzione alla tematica dello smarcamento e del
Campo: cerchio di diametro 10 m. Tempo: dai 2 a 4 marcamento, nella convinzione che questi aspetti costituiscano
un momento sempre pi importante nel gioco del calcio.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
1
2
- Franco Ferrari - Elementi di tattica calcistica Vol. I
- Marziali - Mora - La zona. Requisiti e didattica
- www.ALLENATORE. NET - Modulo 4-4-2
- E. Puzzardini - Il goal nella filosofia
- Stefano DOttavio - Insegnare il calcio
- S. Folgueira - 1010 esercizi di difesa nel calcio
Descrizione e regole del gioco - G. Leali - Calcio tecnica e tattica
Due coppie di giocatori (blu e gialli che si alternano in mini tem- - S. Mazzali - La zona nel calcio
pi di gioco nelle fasi di attacco e di difesa) si affrontano allinter- - Il Notiziario del Settore Tecnico - numeri vari
no del cerchio con lobiettivo, per chi attacca, di ricevere palla tra- - Il Nuovo Calcio - numeri vari

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SCUOLA
ALLENATORI
PREPARAZIONE FISICA

VAM: DALLA TEORIA ALLA PRATICA


di Michele Panella*

a capacit del calciatore dutilizzare la via aerobi- Massima Potenza Aerobica Funzionale (PAMF) e Massi-

L
ca per la produzione denergia e limportanza di ma Velocit Aerobica (VAM): la potenza dellesercizio che
questa nel modello prestativo del calcio sono tut- consente di raggiungere il vostro VO2max definita come la Mas-
toggi oggetto di discussione. Il seguente lavoro pro- sima Potenza Aerobica Funzionale (PAMF). Pu essere considera-
pone unanalisi dei pi recenti studi per un utilizzo ta come una potenza effettiva e, in questo caso, si esprime in
appropriato e mirato degli esercizi atti a migliorare watts, sia nella velocit di corsa, sia nel nuoto, sia nel ciclismo.
le capacit aerobiche. Verr posto laccento in par- Nel nostro caso, la nomineremo spesso utilizzando la sua forma
ticolare su alcune tipologie desercizio che hanno attirato il no- contratta: VAM, Velocit Aerobica Massimale, che viene misurata
stro interesse e i nostri studi. in km.h-1, in m.min -1 o in m.s -1.
Nellallenamento, pi che la conoscenza del VO2max, la veloci-
t aerobica massimale che indispensabile conoscere per dosare
CENNI DI LETTERATURA SPORTIVA
meglio le velocit di corsa pi adatte allo sviluppo di determina-
Capacit aerobica: la quantit totale denergia che lorga- ti obiettivi. La VAM deriva dalla combinazione del VO2max (PAM)
nismo in grado di liberare grazie allapporto e allutilizzo del- con leconomia di corsa. Questultima pu essere definita come
lossigeno; unentit di impossibile determinazione concreta lenergia spesa ad una data velocit. In altre parole, meno spen-
in quanto essa dipende dalle riserve totali di carburanti pre- dete per correre ad una determinata velocit, pi la vostra corsa
senti nellorganismo, quali glucidi, lipidi e, nei casi estremi, pro- efficace. Negli adulti, esistono diverse efficienze di corsa che ri-
teine, e del comburente necessario alla loro combustione, sultano molto individualizzate e che possono differire tra loro di
lossigeno. un 5%. Cos, conoscendo la vostra VAM e considerando l econo-
Massima Potenza Aerobica (PAM): la massima quantit mia di corsa media, possibile estrapolare il vostro VO2max
dossigeno che lorganismo pu utilizzare nellunit di tempo nel utilizzando lequazione calcolata da Leger e Mercier:
corso di un esercizio muscolare intenso e di lunga durata. Questa VO2max(ml.kg- 1.min- 1)=VAM(km/h)x3.5
definita anche come massimo consumo dossigeno, spesso com- Inversamente, possibile estrapolare la vostra VAM partendo dal-
pare con il simbolo VO2 max. La PAM rappresenta dunque il de- la conoscenza del vostro VO2max:
bito massimo o la massima potenza del metabolismo aerobico. VAM(km/h)=VO2max(ml.kg- 1.min- 1)/3.5.
Quando lintensit di un attivit muscolare aumenta progressiva- La Resistenza Aerobica
mente, il consumo dossigeno aumenta parallelamente fino a La resistenza aerobica pu essere definita in due modi:
raggiungere un plateau massimo al di sopra del quale tutti gli ul- - sia come la percentuale di VO2max o della VAM suscettibile
teriori aumenti di potenza dellesercizio non provocano effetti sul dessere mantenuta durante una determinata durata delleserci-
consumo dossigeno. Questo plateau definito massimo consu- zio; per esempio correre 12 minuti ad una percentuale pi alta
mo dossigeno e ha dei limiti evidenti: possibile della VAM;
- trasporto dellossigeno attraverso il sistema cardio-vascolare
dai polmoni fino ai muscoli sollecitati;
*Tesi di fine studio del Corso Preparatore Atletico 2002/2003.
- suo utilizzo da parte delle fibre muscolari sollecitate.

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2730_FIGC_1 19-05-2004 12:24 Pagina 13

- sia come la durata dellesercizio suscettibile dessere mantenu- La prova VAMEVAL stata realizzata per rispondere alle critiche
ta ad una percentuale determinata della VAM; per esempio fis- espresse dagli utenti della prova progressiva di corsa su pista del-
sare una velocit che corrisponde all80,85,90 perfino al 100% lUniversit di Montreal (Leger e Boucher,1980). Sul piano fisiolo-
della VAM e misurare la durata mantenuta o la distanza percor- gico, le due prove si rivelano rigorosamente identiche ma si diffe-
sa a questa velocit. renziano sensibilmente sul piano delle modalit di svolgimento
Nei due casi, la conoscenza della VAM si rivela pi utile e pi fa- del loro protocollo che permettono una migliore accessibilit in
cile da utilizzare di quella del VO2max e permette anche, nellal- favore della prova detta VAMEVAL.
lenamento, di gestire meglio le andature utili alla corsa. Le differenze sono illustrate nella tabella 1

PROVE VAMEVAL UNIVERSITA DI


MONTREAL
METODI DI VALUTAZIONE DELLA MASSIMA POTENZA AEROBICA
Durata di
ogni palier 1 minuto 2 minuti
In letteratura troviamo molti protocolli di test che propongono di
Aumento della 0.5 km/h 1 km/h
misurare le capacit aerobiche dellatleta. Bisogna comunque ri- velocit per palier per palier
cordare che sono tutti metodi di misura indiretti, comparabili solo Intervalli dei
a se stessi e non a valori oggettivi; questo sottolinea limportanza bip sonori 20 metri 50 metri
dutilizzare sempre lo stesso test qualunque sia la preferenza. Tabella n.1
Propongo due test che sembrano i migliori per il calcolo della
massima velocit aerobica (VAM) : Sul piano della validit, laumento progressivo della velocit
- VAMEVAL: di Cazorla (1990,1991). rigorosamente identico nei due casi, ci autorizza il VAMEVAL a
- NAVETTA: di Leger (1982,1984,1985). beneficiare indirettamente dellimportante lavoro sperimentale
di convalida della prova di Leger e Boucher per calcolare il
VAMEVAL
VO2max. Un incremento di mezzo km/h ogni minuto permette
Figura n 1 Comparazione Prova Lger et Boucher (1980)
di modulare meglio lintensit e di conseguenza, consente un
e VAMEVAL (1990)
migliore adattamento della persona valutata e una VAM rag-
giunta pi precisa e pi prossima a quella massimale indivi-
duale; da ci il nome della prova VAMEVAL.
Sul piano dellaccessibilit, la misura degli intervalli di venti me-
tri previsti nel VAMEVAL necessita soltanto di un nastro metri-
co. Infine, sufficiente un unico nastro sonoro per svolgere il
test NAVETTA e il VAMEVAL. Lunica condizione del nastro che
lo stesso debba superare i 18 km/h previsti dal NAVETTA vi-
sto che la VAM su pista risulter maggiore di quella del NA-
VETTA. Questa prova ha lo scopo di valutare il vostro massimo
consumo dossigeno cos come la velocit di corsa alla quale
essa si raggiunge. Questa velocit critica definita come la vo-
stra velocit aerobica massimale (VAM).
Spazi e materiali necessari:
1. Una pista di 200 metri, sul quale vengono piazzati ogni 20 me-
tri dei riferimenti.
2. Un registratore a nastro. Per verificare laffidabilit del regi-

13
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PREPARAZIONE FISICA

stratore, fate riferimento al minuto di prova allinizio della re- giunto i risultati del test: tabelle da 1 a 6. Queste tabelle con-
gistrazione del nastro. Confrontate la durata del minuto verifi- sentono di estrapolare dal palier ottenuto il massimo consumo
cato con quello ottenuto con un cronometro. Nel caso in cui ve- dossigeno in funzione allet.
rificate una differenza in pi o in meno, fate delle modifiche Svolgimento della prova
utilizzando la seguente formula: Le velocit di corsa sono stabilite dalla cassetta VAMEVAL che
Velocit corretta = Velocit rilevata alla fine del test emette dei suoni ad intervalli calcolati. Ad ogni bip, dovete rego-
(km/h)x60/Durata realmente cronometrata dal minuto verifica- lare la vostra velocit trovandovi esattamente nei pressi di uno
to (in secondi). dei riferimenti posti ogni 20 metri su di una pista di 200 metri.
Esempio: la durata del minuto che stata cronometrata risulta Una precisione di circa due metri sufficiente. Questo adatta-
essere non di 60 secondi ma di 61 secondi e 22 centesimi e si mento realizzabile facilmente dopo uno o due giri. Fermatevi
raggiunto nella prova il palier 17 e 45s. Collegandovi alla tabel- quando non potete pi trovarvi nei pressi del riferimento al suo-
la 4, otterrete una velocit aerobica massimale di 16.9 km/h. La no del bip che corrisponde a quel determinato palier. Riportate
vostra velocit corretta quindi: il numero dellultimo palier raggiunto come il tempo trascorso in
VC = 16.9x60/61.22 = 16.56 km/h arrotondati a 16.6 km/h. questultimo (i secondi). Questo il vostro risultato.
3. Se effettuate la prova collettivamente: un amplificatore per- Per costruirvi la pista consigliamo il seguente metodo:
mette la percezione dei bip e delle indicazioni fornite dalla re- su un campo di calcio, tracciate un rettangolo di 40 metri di lun-
gistrazione. In mancanza dellamplificatore, ponetevi in prossi- ghezza e 38.20m di larghezza. Se possibile sfruttate le linee late-
mit del registratore e ripetete ogni bip con un fischio e rivela- rali del campo. Esattamente al centro dei due lati pi corti del ret-
te ad alta voce il palier indicato. tangolo, cio a 19.10 m. piantate un paletto che diventer il cen-
4. Se svolgeteli test individualmente conviene utilizzare un mini- tro del raggio di due semi cerchi (r = 19.10 m). Con lausilio di un
registratore (walk-man). nastro metrico o di una corda di 19.10 m. tracciate questi semi-
5. Una cassetta che contenga il protocollo della prova. cerchi alle due estremit del rettangolo. Cos otterrete una pista
Distribuita da: C. R. E. S. S. BORDEAUX FRANCE. di 200 metri. A quel punto vi baster misurare bene ogni inter-
6. Le tabelle specifiche che consentono di ricavare dal palier rag- vallo di 20 metri della stessa pista.

Figura n 2
Pista di 200 metri

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Tabella 2: PROVA PROGRESSIVA DI CORSA CONTINUA CON Tabella 4: VAMEVAL, PALIER da 11 a 15


PALIER DI UN MINUTO: VAMEVAL, PALIER da 1 a 5 Paliers indicati Velocit (km/h) Durata intervallo VO2max
dalla cassetta corrispondente ogni 20 metri 18 anni e +
Allinizio del test due minuti per regolare bene la vostra velocit
Palier 11 13.5 km/h 47.3
di corsa con i bip sonori. 15s 13.6 5.143 47.7
Paliers indicati Velocit (km/h) Durata intervallo VO2max 30s 13.8 48.1
dalla cassetta corrispondente ogni 20 metri 18 anni e +
45s 13.9 48.6
Palier 1 8.5 km/h 29.8
Palier 12 14.0 km/h 49.0
15s 8.6 8.000 30.2
30s 8.8 30.6 15s 14.1 4.966 49.4
45s 8.9 31.1 30s 14.3 49.9
Palier 2 9.0 km/h 31.5 45s 14.4 50.3
15s 9.1 7.579 31.9
Palier 13 14.5 km/h 50.8
30s 9.3 32.4
45s 9.4 32.8 15s 14.6 4.800 51.2
Palier 3 9.5 km/h 33.3 30s 14.8 51.6
15s 9.6 7.200 33.7 45s 14.9 52.1
30s 9.8 34.1
Palier 14 15.0 km/h 52.5
45s 9.9 34.6
Palier 4 10.0 km/h 35.0 15s 15.1 4.645 52.9
15s 10.1 6.857 35.4 30s 15.3 53.4
30s 10.3 35.9 45s 15.4 53.8
45s 10.4 36.3
Palier 15 15.5 km/h 54.3
Palier 5 10.5 km/h 36.8
15s 10.6 6.545 37.2 15s 15.6 4.500 54.7
30s 10.8 37.6 30s 15.8 55.1
45s 10.9 38.1 45s 15.9 55.6

Tabella 3: VAMEVAL, PALIER da 6 a 10 Tabella 5: VAMEVAL, PALIER da 16 a 20


Paliers indicati Velocit (km/h) Durata intervallo VO2max Paliers indicati Velocit (km/h) Durata intervallo VO2max
dalla cassetta corrispondente ogni 20 metri 18 anni e + dalla cassetta corrispondente ogni 20 metri 18 anni e +
Palier 6 11.0 km/h 38.5 Palier 16 16.0 km/h 56.0
15s 11.1 6.261 38.9 15s 16.1 4.364 56.4
30s 11.3 39.4 30s 16.3 56.9
45s 11.4 39.8 45s 16.4 57.3
Palier 7 11.5 km/h 40.3 Palier 17 16.5 km/h 57.8
15s 11.6 6.000 40.7 15s 16.6 4.235 58.2
30s 11.8 41.1 30s 16.8 58.6
45s 11.9 41.6 45s 16.9 59.1
Palier 8 12.0 km/h 42.0 Palier 18 17.0 km/h 59.5
15s 12.1 5.760 42.4 15s 17.1 4.114 59.9
30s 12.3 42.9 30s 17.3 60.4
45s 12.4 43.3 45s 17.4 60.8
Palier 9 12.5 km/h 43.8 Palier 19 17.5 km/h 61.3
15s 12.6 5.538 44.1 15s 17.6 4.000 61.7
30s 12.8 44.8 30s 17.8 62.1
45s 12.9 45.2 45s 17.9 62.6
Palier 10 13.0 km/h 45.5 Palier 20 18.0 km/h 63.0
15s 13.1 5.533 45.9 15s 18.1 3.892 63.4
30s 13.3 46.4 30s 18.3 63.9
45s 13.4 46.8 45s 18.4 64.3

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Tabella 6: VAMEVAL, PALIER da 21 a 25 Test NAVETTA di 20 metri con palier di un minuto.


Paliers indicati Velocit (km/h) Durata intervallo VO2max Lo scopo della prova di valutare la vostra massima potenza ae-
dalla cassetta corrispondente ogni 20 metri 18 anni e +
robica ,ultimo palier raggiunto, tramite la quale si raggiunge il
Palier 21 18.5 km/h 64.8
15s 18.6 3.789 65.2 massimo consumo dossigeno. Il risultato dellultimo palier, per-
30s 18.8 65.6 mette lestrapolazione del vostro VO2max attraverso determinate
45s 18.9 66.1 tabelle. Il limite principale di questa prova costituito dallim-
Palier 22 19.0 km/h 66.5 possibilit di utilizzare la velocit di corsa che corrisponde allul-
15s 19.1 3.692 66.9
timo palier completato per pianificare, ad esempio, le velocit di
30s 19.3 67.4
45s 19.4 67.8 corsa di esercitazioni e allenamenti che differiscono dalle navet-
Palier 23 19.5 km/h 68.3 te. In pratica, i continui arresti e cambi di direzione previsti dal
15s 19.6 3.600 68.7 protocollo del navetta falsano la VAM, perch le continue ac-
30s 19.8 69.1 celerazioni e decelerazioni previste richiedono un costo energeti-
45s 19.9 70.0
co superiore a quello che effettivamente viene richiesto percor-
Palier 24 20.0 km/h 70.0
15s 20.1 3.512 70.4
rendo lo stesso numero di metri in linea (Bisciotti e coll., 2000).
30s 20.3 70.9 Per ovviare a questo inconveniente bisogna utilizzare la seguen-
45s 20.4 71.3 te formula di conversione che permette di ricavare dal NAVET-
Palier 25 20.5 km/h 71.8 TA, in modo affidabile, il valore reale della VAM (Bisciotti, 2002):
15s 20.6 3.429 72.2
1.502xvelocit del palier raggiunto 4.0109
30s 20.8 72.6
45s 20.9 73.1
ES: palier raggiunto = 12, velocit di percorrenza di 14 km/h,
Formula di conversione: 1.502x14 4.0109 = 17km/h.
Tabella 7: VAMEVAL, PALIER da 26 a 30 Il test si pu eseguire su un campo da calcio. Vengono tracciate sul
Paliers indicati Velocit (km/h) Durata intervallo VO2max campo due linee parallele situate a 20 metri luna dallaltra. La lun-
dalla cassetta corrispondente ogni 20 metri 18 anni e + ghezza di queste linee proporzionale al numero di giocatori te-
Palier 26 21.0 km/h 73.5
stati. La prova consiste nel realizzare il maggior numero possibile di
15s 21.1 3.349 73.9
andate e ritorni a velocit progressivamente crescenti. Le velocit
30s 21.3 74.4
45s 21.4 74.8 sono regolate per mezzo di un nastro sonoro che emette suoni ad
Palier 27 21.5 km/h 75.3 intervalli regolari. Ad ogni bip, si deve adattare la velocit per tro-
15s 21.6 3.273 75.7 varsi ad una delle estremit del tracciato di venti metri. La prova
30s 21.8 76.1
inizia lentamente, a 8 km/h, ma la velocit aumenta progressiva-
45s 21.9 76.6
mente di 0.5 km/h ogni minuto. Lobiettivo di completare il mag-
Palier 28 22.0 km/h 77.0
15s 22.1 3.200 77.4 gior numero di palier di un minuto. Fermatevi quando non siete pi
30s 22.3 77.9 in grado di seguire il ritmo imposto. Da uno a due metri al massi-
45s 22.4 78.3 mo di ritardo sono ammessi a condizione di essere in grado di man-
Palier 29 22.5 km/h 78.8
tenere il ritmo imposto dal segnale sonoro. Si consiglia pertanto di
15s 22.6 3.130 79.2
tracciare altre due linee parallele situate allinterno della superficie
30s 22.8 79.6
45s 22.9 80.1 del terreno della prova, rispettivamente a due metri dalla linea di
Palier 30 23.0 km/h 80.5 ogni estremit. Se il ritardo aumenta e diventa progressivamente
15s 23.1 3.064 80.9 uguale o superiore a due metri senza la possibilit di colmarlo, fer-
30s 23.3 81.4
mate la prova immediatamente. Riportate allora lultimo palier
45s 23.4 81.8
emesso dal nastro sonoro. Questo il vostro risultato. La durata to-

16
2730_FIGC_1 19-05-2004 12:24 Pagina 17

tale della prova dipende principalmente dalla po-


tenza aerobica massimale di ognuno.
Figura n3 TEST NAVETTA

Materiali che occorrono:


1) un registratore di cui necessario controllare la
velocit di scorrimento. Per fare ci, possibile
misurare un minuto allinizio della registrazio-
ne. Uno sfasamento di pi o meno 0.5 secondi
ammesso. Uno sfasamento maggiore o minore
vi obbliga ad aumentare o diminuire la distanza
tra le due linee parallele. Per calcolare tale di-
stanza utilizzate la tabella n. 8 ;
Figura 3: se il vostro registratore affidabile, delimitate la superficie con due linee parallele si-
2) una cassetta registrata del protocollo della prova; tuate a venti metri luna dallaltra. Altrimenti, consultate la tabella di correzione.
3) una tabella da cui dedurre i risultati.

Tabella 8: dopo aver verificato la velocit di scorrimento del Durata del minuto Correzione Durata del minuto Correzione
vostro registratore, adattate eventualmente la distanza tra controllato dal della distanza tra controllato dal della distanza tra
vostro registratore le linee parallele vostro registratore le linee parallele
le due linee parallele da tracciare sul terreno utilizzando la (sec.) (metri) (sec.) (metri)
tabella qui sotto. Se il minuto controllato corrisponde ai 60 55.0 18.3 60.5 20.2
secondi del cronometro mantenete i venti metri previsti. 55.5 18.5 61.0 20.3
56.0 18.7 61.5 20.5
56.5 18.8 62.0 20.7
Tabelle 9 10: TEST NAVETTA CON PALIERS DI UN MINUTO 57.0 19.0 62.5 20.8
I paliers indicati attraverso il nastro sonoro, la velocit corrispon- 57.5 19.2 63.0 21.0
dente (km/h), la durata dellintervallo ogni venti metri corrispon- 58.0 19.3 63.5 21.2
58.5 19.5 64.0 21.3
dono agli stessi valori indicati delle tabelle del VAMEVAL. Luni- 59.0 19.7 64.5 21.5
co valore che cambia il massimo consumo dossigeno estrapo- 59.0 19.8 65.0 21.7
lato in funzione dellet: VO2max. Abbiamo considerato soltanto Tabella 8
il VO2max di coloro che hanno 18 anni e pi (unico valore!).

Tabella 9
Palier 1 Palier 2 Palier 3 Palier 4 Palier 5 Palier 6 Palier 7 Palier 8 Palier 9 Palier 10
26.6 26.6 29.6 32.6 35.6 38.6 41.6 44.6 47.6 50.6
24.3 27.3 30.3 33.3 36.3 39.3 42.3 45.3 48.3 51.3
25.1 28.1 31.1 34.1 37.1 40.1 43.1 46.1 49.1 52.1
25.8 28.8 31.8 34.8 37.8 40.8 43.8 46.8 49.8 52.8

Tabella 10
Palier 11 Palier 12 Palier 13 Palier 14 Palier 15 Palier 16 Palier 17 Palier 18 Palier 19 Palier 20
53.6 56.6 59.6 62.6 65.6 68.6 71.6 74.6 77.6 80.6
54.3 57.4 60.4 63.4 66.4 69.4 72.4 75.4 78.4
55.1 58.1 61.1 64.1 67.1 70.1 73.1 76.1 79.1
55.8 58.9 61.9 64.9 67.9 70.9 73.9 76.9 79.9

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TLIM VO2MAX spettando una durata dallenamento uguale alla met del TLIM
Questa prova consiste nel determinare il tempo limite in cui si pu VO2max, ripetere al massimo 5 frazioni della durata uguale alla
mantenere la VAM o vVO2max (Billat), utilizzata anche come met del TLIM VO2max. I tempi di recupero si aggirano intorno al
prova di verifica del VAMEVAL. La prova pu essere proposta 48 60% dalla VAM e sono uguali ai tempi limite delle frazioni corse al
ore dopo aver realizzato un test progressivo per la determinazio- 100% del vVO2max (Billat e coll.,1996). Ad esempio, per un atleta
ne della VAM, latleta effettua questa prova al tempo limite della che ha un TLIM VO2max di 4 minuti, il suo allenamento frazionato
vVO2max (100%). Il riscaldamento di 15-20 minuti al 60% del- sar composto da 5 ripetizioni di 2 minuti alla vVO2max; invece, co-
la VAM, poi in 20 secondi latleta raggiunge la sua massima velo- lui che ha un TLIM VO2max uguale a 11 minuti, potr fare 5 ripeti-
cit aerobica e la mantiene il pi possibile (tempo limite di VAM). zioni di 5 minuti e 30secondi alla vVO2max. E possibile in questo
La distanza e il tempo impiegato a questa intensit possono co- modo sollecitare pi a lungo la massima potenza aerobica e, di
stituire la base del calcolo dei diversi allenamenti frazionati a di- conseguenza, il suo miglioramento condizionato dal tempo di la-
verse intensit espresse in percentuale della VAM. A parit di mas- voro al massimo consumo dossigeno. Le cause fisiologiche di una
simo consumo dossigeno, si possono verificare in due atleti feno- simile variazione del valore del tempo limite a vVO2max dipendo-
meni diversi: quelli che riescono a mantenere il tempo limite al no dalla capacit lattacida dello sportivo. Per spiegare questa dif-
VO2max per lungo tempo (pi di 6 minuti) e quelli che non ci ri- ferenza che esiste riguardo la VAM, stato dimostrato che esiste
escono. In effetti, se la nozione di massimo consumo dossigeno una correlazione tra la capacit di sostenere unalta percentuale
conosciuta da pi di 80 anni, il tempo di mantenimento della stes- del massimo consumo dossigeno e la partecipazione del metabo-
sa stato un po trascurato. Questo dato nella programmazione lismo anaerobico lattacido. Questa capacit il secondo criterio di
attuale dellallenamento non pu assolutamente essere trascura- stima della resistenza aerobica, questa volta sottomassimale, a una
to. Alcuni autori stimano tale tempo in una ventina di minuti sen- velocit inferiore alla VO2max. Queste qualit del metabolismo ae-
za sapere che il tempo di mantenimento pu essere differente da robico di un atleta sono misurate (valutate) attraverso la soglia
un soggetto allaltro e pu evolversi con lallenamento parallela- anaerobica o soglia lattacida. Si tratta di capire dopo quanto tem-
mente al massimo consumo dossigeno! Per tale motivo nata le- po (di mantenimento della VAM) lacido lattico inizia ad aumenta-
sigenza di misurare il TLIM VO2max, che ha come obiettivo la con- re in modo evidente al di sopra del valore soglia; questo accresci-
valida di un nuovo criterio di resistenza aerobica: il tempo di man- mento testimonia una mancanza della resintesi dellATP nel meta-
tenimento (tempo limite) del massimo consumo dossigeno. bolismo aerobico per soddisfare la potenza dellesercizio.
Si osservata una notevole differenza interindividuale del TLIM
Test navetta
VO2max, le durate variavano da 4 a 11 minuti, ripartite abbondan-
temente intorno ai 6 minuti. Questi dati potrebbero spiegare il per-
ch due sportivi rispondono in modo diverso ad un allenamento
frazionato composto ad esempio di 5 ripetizioni di 3 minuti corsi al
100% della VAM alternati a 3 minuti corsi al 60% della vVO2max.
in effetti, per colui che ha un TLIM VO2max di 11 minuti, i 3 minu-
ti di corsa al 100% della VAM rappresentano un carico dallena-
mento relativamente modesto; ma per colui che avr un TLIM
VO2max di 4 minuti, i tre minuti di corsa al VO2max costituiscono
un carico di allenamento notevole (Billat e coll., 1996).
Il tempo limite alla velocit aerobica utilizzato per ottimizzare
lallenamento e cercare di migliorare il pi possibile il massimo con-
sumo dossigeno. E stato dimostrato che possibile negli atleti, ri-

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Alcuni principi da conoscere Tabella n.12. - Indicazioni generali per lallenamento - per-
La Frequenza centuali medie della vostra velocit aerobica massimale
La frequenza delle sedute dipende dallintensit e dalla durata dei (VAM) e della vostra frequenza cardiaca massimale (FC
loro contenuti. I fenomeni di esaurimento e ricostituzione delle ri- max.) e loro impatti fisiologici in funzione del vostro livel-
serve energetiche e quelli del limite dattivazione dei diversi me- lo di condizione fisica. Raccomandiamo di calcolare la VAM
tabolismi energetici risultano determinanti nel conseguimento di allinizio della stagione agonistica e da quel momento al-
determinati obiettivi e di conseguenza condizionano la frequenza meno ogni due mesi. In funzione della VAM creare dei grup-
degli allenamenti. pi di lavoro omogenei.
% medie % medie dalla Durata e Risposte fisiologiche
Tabella n.11 - Durate dei recuperi della VAM FC max caratteristiche
degli esercizi
Anaerobico alattacido 24h 50 55 60 70 10 15 min. di - recupero attivo
corsa continua - raccomandato dopo un
Capacit aerobica 24h
esercizio lattacido!
Forza veloce 24/36h
65 69 71 79 Durata che pu - riscaldamento che pre-
Forza massima 48h
essere mantenu- cede lallenamento
Massima Potenza Aerobica 48/72h ta per molto tem- - velocit di corsa favo-
po revoli alla ripresa delle
Anaerobico lattacido 72h
attivit allinizio del an-
no agonistico
- miglioramento della
capacit aerobica
Lintensit
Lintensit dellesercizio il punto pi delicato da gestire. Dipen- 70 79 80 89 Durate lunghe. - inizia a comparire aci-
Corse continue do lattico
de sicuramente dalle capacit individuali che necessario cono- - tendenza aerobica: rac-
scere bene allinizio, per personalizzare il lavoro prima diniziare comandato allinizio
della stagione sportiva
un campionato e in seguito per modificare le intensit di lavoro - sviluppo efficace della
tenendo conto dei risultati dei test. Partendo dalla conoscenza resistenza aerobica
della VAM, diversi studi permettono attualmente di determinare 80 89 90 97 Intervallati lun- - aumento importante
lintensit con la quale conviene allenarsi per abituare lorgani- ghi. del lattato, tendenza
Durate superiori anaerob. Lattacida.
smo allo stress fisiologico della competizione: a 6 min* 3 o 4. - sviluppo misto: resi-
recuperi corti: stenza e massima po-
due o tre minuti tenza aerobica.

90 100 98 FC max Intervallati medi: - accumulo rapido del


Durate da 2 a 4 latt.
min*4 o 6. rec. - sviluppo misto: massi-
lunghi: 2 a 5 min. ma potenza aerobica e
capacit lattacida.
Intervallati corti
> 100 fino FC max tipo 10s di corsa - massima sollecitazione
a 120% - 20s di recupero di tutti i sistemi che
passivo permettono il trasporto
- Altri esempi: e lutilizzo di ossigeno.
10-10, 15-20, - sviluppo efficace della
15-15. massima potenza aero-
- corse ad anda- bica senza eccessiva
ture variabili ti- produzione di lattato
po fartlek da 15 - sviluppo della capacit
a 20 minuti. anaerobica alattacida

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SCUOLA
ALLENATORI
PREPARAZIONE FISICA

Tempi da dedicare ai vari esercizi ALCUNI METODI DI ALLENAMENTO


I tempi da dedicare ad ogni esercizio sono inversamente proporzio- Il Fartlek
nali allintensit di questultimo. Pi lintensit elevata, pi la du- Allorigine il Fartlek era una corsa di lunga durata (20-25) su ter-
rata deve essere accorciata ma rimanere sufficiente per sollecitare i reni con varie pendenze, che inducevano cambi di ritmo e diffe-
sistemi fisiologici scelti. In generale gli esercizi che permettono di renti andature.
migliorare la potenza aerobica devono essere corti: da tre a nove mi- il Fartlek modificato
nuti, ripetuti da 2 a 5 volte secondo il livello dallenamento, realiz- La corsa su terreni con diverse pendenze era difficile da quan-
zati a delle intensit alte, anche superiori al 100% della VAM. tificare e soprattutto da controllare, allora si pensato di crea-
LAlternanza esercizio recupero re un percorso su un campo di calcio regolamentare, per i cal-
La quantit e la qualit del recupero fondamentale per inne- ciatori, dove effettuare il Fartlek. Si pu, su un campo regola-
scare i processi fisiologici adatti ad un determinato allenamento, mentare: 105m. x 68m., tracciare facilmente un pista di circa
almeno quanto lesercizio stesso. Dalla gestione della sua natura 300m.:
e della sua durata, in stretta interazione con lintensit e la dura- - a partire dalla bandierina del calcio dangolo si misurano 10m.
ta degli esercizi che lo precedono o che lo seguono, dipendono gli sulla linea del fallo laterale pi 4.5m. verso linterno del campo;
impatti fisiologici che si spera di centrare! Il recupero deve per- si pone un conetto A che quindi si trova a 42.5m. dalla linea del
mettere la ricostituzione delle riserve energetiche utilizzate dal- centrocampo;
lesercizio e leliminazione dei metaboliti prodotti. - a partire dallo stessa bandierina del calcio dangolo si misura-
Per quanto riguarda la durata, in generale, secondo gli obiettivi ri- no 10m. sulla linea di fondo pi 4.5m. verso linterno del cam-
cercati, nellallenamento si utilizzano dei recuperi detti completi po; si pone un conetto C che si trova a 24m. dallasse immagi-
che devono permettere la totale ricostituzione delle riserve ener- naria che passa per il centro della linea di fondo;
getiche utilizzate. Quando i recuperi sono incompleti solo una - si pone un terzo conetto B tracciando tra A e C 1/4 di cerchio,
parte delle riserve energetiche viene ricostituita. questo 1/4 di cerchio misura 8.6m [(5.5m. x 2 x 3.14) /4].
Per quanto riguarda la natura, se nella ricostituzione di alcune riserve 1/4 di pista quindi misura 42.5+8.6+24=75.1m.; procedendo co-
energetiche (ATP - CP e glicogeno) si verifica un arresto completo del- s per i 4 angoli del campo, si ottiene una pista di 300m.
lesercizio il recupero detto passivo, invece quando leliminazione Con questa pista si pu lavorare in diversi modi.
del lattato prodotto attraverso alcuni esercizi pu essere accelerata
mantenendo un intensit moderata (50 60 % della VAM: velocit di
recupero attivo VRA), il recupero viene definito attivo. Figura n4 Pista di 300 metri
Per poter proporre sequenze di esercizi, necessario quindi cono-
scere bene le durate necessarie per ricostituire le riserve energe-
tiche utilizzate negli esercizi (tabella n. 13).

Tabella n. 13: durate necessarie per ricostituire completa-


mente le principali riserve metaboliche dellorganismo.
Totale ricostruzione Recupero: Recupero:
delle riserve in: durata natura
Ossigeno ATP CP 10 a 15s Passivo
Glicogeno 2 a 3min Passivo
36 a 48ore Passivo o attivo dintensit
Debole meno del 50%VAM
Eliminazione 1h a 1h30 Passivo
dellacido lattico 12 a 20min Attivo (50 60% VAM)

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Corsa di 15mn al 65% della VAM con delle accelerazioni di 75m pero, il volume di 2x10 o 12minuti intervallati da due minuti
per un giocatore che ha una VAM di 18 km/h, una velocit di 12 di marcia;
km/h rappresenta suppergi il 65% della sua VAM, ossia 1mn 30 - in tutte le prime sedute di lavoro aerobico allinizio della sta-
ogni giro di 300m. gione, il volume di lavoro allora di 3x10 o 12minuti fino a 2x25
-1giro in 130 pi una corsa al 100% della VAM per 75m (1/4 di o 30minuti di corsa (poco utilizzato).
campo) ossia 15; Esempio: per un atleta che ha una VAM di 18.6 km/h : 2x20min al
-1giro in 130 pi una corsa al 100% della VAM per 75m; 60% della VAM sono circa 11.5 km/h.
-il tutto per 15minuti. Lavoro intorno all80% della VAM
Corsa di 21 min. al 65% della VAM + accelerazioni di un giro Questo tipo di lavoro molto utilizzato nel calcio perch corri-
Il giocatore effettua 3 giri a 12 km/h, ossia il 65% della VAM, pi sponde pressappoco alla velocit di soglia del calciatore (in media).
1 giro al 100% della VAM (18 km/h), pi 3 giri a 12 km/h e cos Quando lo si deve utilizzare?
di seguito: - Allinizio della stagione dopo il lavoro continuo al 60%.
>3 giri a 12 km/h ossia 430 >1 giro a 18 km/h ossia 1 Questo lavoro pu essere considerato come costruzione di una
>3 giri a 12 km/h ossia 430 >1 giro a 18 km/h ossia 1 solida piattaforma antisismica in grado di stabilizzare il sistema,
>3 giri a 12 km/h ossia 430 >1 giro a 18 km/h ossia 1 prorogandone il punto di collassamento(Come salvarsi dal ter-
>3 giri a 12 km/h ossia 430 Totale 21 remoto 2: Bisciotti 2003). Tale allenamento effettuato solo po-
Corsa di 20 min. a differenti velocit: 12 km/h, 13 km/h, 14 che volte soprattutto in preparazione certamente non rallenta
km/h, 15 km/h il giocatore, e non provoca una massiccia trasformazione di fibre
>2 giri a 12 km/h 130 al giro 3 veloci in fibre lente. Il volume di lavoro costituito generalmente
>1 giro a 13 km/h 123 al giro 123 da blocchi di 10 minuti ripetuti circa 3 volte con 3 4 minuti di
>2 giri a 12 km/h 130 al giro 3 recupero tra ogni blocco, corsi al ritmo della propria soglia anae-
>1 giro a 14 km/h 117 al giro 117 robica. Il totale della seduta non deve oltrepassare i 30 minuti.
>2 giri a 12 km/h 130 al giro 3 Lavoro al 90% della VAM
>1 giro a 15 km/h 112 al giro 112 Questo lavoro rappresenta il prosieguo di quello precedente, per-
>2 giri a 13 km/h 123 al giro 246 mette di allenare il giocatore al limite delle sue possibilit. Si trat-
>1 giro a 14 km/h 117 al giro 117 ta di un lavoro continuo piuttosto particolare, rubato, se cos si
>2 giri a 12 km/h 130 al giro 3 Totale: 1955 pu dire, da un esperienza effettuata dal Rosenborg e in fin dei
conti pu costituire una variante rivista e corretta delle classi-
Esercizi continui in percentuale della VAM che ripetute sui 1000 metri, anche se in effetti in questo caso la
Si distinguono tre tipi di lavori continui: distanza percorsa leggermente maggiore. Si tratta di effettuare
60% della VAM - di recupero, ossigenazione, di preparazione; 4 serie di corsa al 90 95% della FC max. (quindi al 90 95%
80% della VAM - per sforzi continui di media intensit; della VAM) della durata di 4, intervallate da 4 di recupero attivo,
90% della VAM - per sforzi continui di intensit elevata. ossia di corsa svolta al 70 75% della VAM. Lavoro indubbia-
In funzione del VAMEVAL, si stabiliscono le varie velocit di corsa mente impegnativo, durante il quale, ad esempio, un atleta che
in percentuale della VAM. evidente che a secondo delle diverse abbia una VAM di 18 km/h percorre circa 1100 metri durante i 4
velocit si creano dei gruppi di lavoro omogenei. percorsi al 90 95% della VAM e circa 850 900 metri nei 4
Lavoro al 60% della VAM svolto al ritmo pari al 70 75% della VAM. Come fare a rendersi
Questo lavoro corrisponde ad un lavoro di recupero, di ossigena- conto, senza avere a disposizione un numero sufficiente di car-
zione ma anche di preparazione; si pu lavorare in questo modo: diofrequenzimetri, della correttezza o meno del carico interno ef-
- il giorno seguente la partita si fa un lavoro sottoforma di recu- fettuato? Partendo dallassunto che vi una relazione pressoch

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SCUOLA
ALLENATORI
PREPARAZIONE FISICA

lineare tra la frequenza cardiaca e il consumo di ossigeno e quin- che va dai sei agli otto minuti di ripetizioni, quando i processi di
di anche tra la frequenza cardiaca e la VAM, possiamo ragione- trasporto di ossigeno mantengono il massimo debito possibile,
volmente considerare che un intensit di corsa pari al 90 - 95% molti studi hanno evidenziato:
della VAM, corrisponda a una frequenza cardiaca pari al 90- 95% - assenza di nuove diminuzioni delle riserve di ATP CP;
di quella massimale e altres che un intensit di corsa pari al 70 - equilibrio soglia di produzione del lattato muscolare;
75% della VAM, corrisponda a una frequenza cardiaca che sia - sensibile calo delle riserve muscolari di glicogeno.
circa il 70 75% di quella massimale. Considerando un gruppo di Ci indica che, dopo i sei minuti, solo la glicolisi aerobica (degra-
giocatori la cui VAM sia pari a 17.5 km/h, dobbiamo quindi cal- dazione completa del glucosio e del glicogeno in CO2 e H2O utiliz-
colare quanti metri debbano percorrere in 4 rispettivamente al zando ossigeno) in grado di fornire la notevole quantit di ener-
90 95% della VAM e al 70 75%. Effettuiamo quindi il seguen- gia richiesta. Tale fenomeno dipende dal fatto che i processi di tra-
te calcolo, tenendo conto che 240 il numero di secondi compre- sporto dellossigeno permettono, nei 15 di recupero, di ricostituire
si in 4 : la quasi totalit delle riserve di ossigeno dellorganismo legate al-
(4.86x240)x0.90=1050 metri lemoglobina e alla mioglobina. Siccome la glicolisi interviene sem-
(4.86x240)x0.95=1108 metri pre allinizio dellesercizio, si pu supporre, a ragione, che il debito
(4.86x240)x0.70=816 metri funzionale delle sue reazioni biochimiche abbia cos raggiunto il
(4.86x240)x0.75=875 metri suo massimo. Cos, pu essere spiegata la sollecitazione preponde-
Da questi semplici calcoli possiamo desumere le informazioni ne- rante della glicolisi anaerobica allinizio degli esercizi intermittenti
cessarie al controllo dellentit del carico proposto. infatti plau- corti, ripetuti per delle durate totali superiori ai sei minuti. Solleci-
sibile pensare che se i nostri giocatori coprono in 4 una distanza tando al massimo i sistemi ventilatori e cardio vascolari e, mi-
compresa tra i 1050 e i 1108 metri, la loro frequenza cardiaca si gliorando lutilizzo rapido e massimale dellossigeno nel muscolo,
assesti su valori compresi tra il 90 e il 95% di quella massimale e questo tipo di allenamento sembra essere attualmente il pi effi-
lo stesso tipo di ragionamento pu essere applicato nel caso dei cace possibile per sviluppare la massima potenza aerobica.
4 di percorrenza effettuati a unintensit compresa tra il 70 ed il
75% della VAM. Quale percentuale della VAM utilizzare per preparare un al-
lenamento intermittente?
Esercizi intermittenti Bisciotti in una sua ricerca (2001) ha cercato di fare un po di
molto importante capire gli effetti fisiologici degli esercizi inter- chiarezza su quali fossero gli impatti fisiologici degli esercizi in-
mittenti, perch la conoscenza delle interazioni possibili tra lavo- termittenti sui calciatori. I risultati di tale studio sono riassunti
ri di corta durata e corti recuperi importantissima. Lesercizio in- nella seguente tabella 14:
tenso (105 a 120% della VAM) e di corta durata (10 a 15) di-
100% VAM 10-10 Aerobica
pende soprattutto dalla degradazione dei fosfageni (ATP CP). 20-20 Aerobica
Nelle prime ripetizioni, un lasso di tempo cos corto permette 30-30 Aerobica

dinnescare i meccanismi che provocano laumento del fabbi- 105% VAM 10-10 Blandamente anaerobica lattacida
sogno di ossigeno il cui testimone , la frequenza cardiaca, in un 20-20 Blandamente anaerobica lattacida
30-30 Blandamente anaerobica lattacida
primo momento aumenta rapidamente e dopo rimane a livelli
110% VAM 10-10 Blandamente anaerobica lattacida
sotto massimali. Il recupero corto (es.15) non permette un ri-
20-20 Anaerobica lattacida
torno alla calma dei processi che consentono il trasporto di ossi- 30-30 Fortemente anaerobica lattacida
geno, quindi alla ripresa di una nuova sequenza di esercizi, tali 115% VAM 10-10 Anaerobica lattacida
processi restano ad un livello relativamente elevato aumentando 20-20 Fortemente anaerobica lattacida
30-30 Fortemente anaerobica lattacida
in seguito nel corso dellesercizio. Alla fine di un tempo di lavoro

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Esempio di un 20-20 al 110% della VAM con recupero passivo Esempio di un gruppo che non ha una VAM omogenea
Consideriamo un valore medio di VAM = 17.5km/h, a questo pun- impossibile che il gruppo di giocatori a nostra disposizione ab-
to dobbiamo riportare il calcolo in metri al secondo ossia: 17500 bia lo stesso valore di VAM: cosa fare allora per avere lo stesso
(i metri percorsi in un ora) / 3600 (i secondi che vi sono in un ora) carico interno per tutti durante la sessione di lavoro intermitten-
= 4.86, questo significa che se il nostro atleta corresse al 100% te? In primo luogo, occorre suddividere i giocatori in due tre
della sua VAM percorrerebbe 4.86 metri ogni secondo, per sape- gruppi che abbiano allincirca lo stesso valore di VAM e stabilire
re quanti metri dovrebbe percorrere in 20 correndo al 110% del- qual la media di ogni gruppo. Ammettiamo di avere tre gruppi
la VAM, il calcolo il seguente: e che il primo presenti una VAM media di 18 km/h, il secondo di
17 e il terzo di 16.5. Se, ad esempio, volessimo costruire una se-
(4.86x20)x1.1=106.94 metri (arrotondabile a 107) duta 20-20 (con recupero passivo) al 110% della VAM, do-
vremmo calcolare, con le semplici operazioni esposte in prece-
la nostra seduta di allenamento potrebbe essere quindi cos strut- denza, il diverso tratto di percorrenza dei tre differenti gruppi. La
turata: seduta verrebbe quindi cos strutturata:
- tempo di lavoro 20 durante i quali percorrere 107 metri; - tempo di lavoro 20 ;
- tempo di recupero passivo (fermi sul posto) 20; - distanza da percorrere gruppo 1 (110 metri), gruppo 2 (104
- numero delle fasi di lavoro 10 ; metri), gruppo 3 (101 metri);
- serie 3 ; - recupero passivo 20;
- tempo di recupero tra le serie 4 . - numero delle fasi di lavoro 10;
- serie 3;
Esempio di un intermittente con recupero attivo - tempo di recupero tra le serie 4.
Abbiamo appena visto i calcoli che ci hanno permesso di imposta-
re una seduta intermittente nella quale ai 20 corsi al 110% della
VAM seguono 20 di recupero passivo: ora proviamo a costruire la Bibliografia
stessa seduta ma con un recupero attivo. Durante questultima fa-
se, latleta percorre la stessa distanza ma a una percentuale della - Vronique BILLAT. Physiologie et mthodologie de lentraine-
VAM sensibilmente inferiore, denominata Velocit di Recupero At- ment. DE BOECK UNIVERSITE.
tivo (VRA), normalmente compresa tra il 60% e il 70% della VAM.
- Georges CAZORLA Luc LEGER. Comment valuer et dvelop-
Scegliamo una VRA pari al 65% della VAM, in quanto tempo il no-
per vos capacits arobies. AREAPS.
stro atleta, o il nostro gruppo di giocatori con la stessa VAM, do-
vranno percorrere i 107 metri? Il calcolo presto fatto: - Bernard TURPIN. Prparation et Entrainement du Footballeur
Tome 2. AMPHORA.
107 / (4.86x0.65) = 33.87 secondi (arrotondabile a 34) - Gian Nicola BISCIOTTI. Utilizziamo bene lintermittente.
< Nuovo Calcio Gennaio 2002>.
per cui la nostra seduta intermittente potrebbe essere cos impo-
- Gian Nicola BISCIOTTI. Come salvarsi dal terremoto 2.
stata:
< Nuovo Calcio Febbraio 2003>.
- tempo di lavoro 20 durante i quali percorrere 107 metri;
- Gian Nicola BISCIOTTI. Facciamo due conti.
- recupero attivo (65% della VAM) durante il quale percorrere i
< Nuovo Calcio Aprile 2003>.
107 metri in 34 ;
- numero delle fasi di lavoro 8 ; - BISCIOTTI, SAGNOL, FILAIRE. Aspetti bioenergetici della corsa
- tempo di recupero tra le serie 4. frazionata nel calcio. < SDS n.50 2000>.

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CENTRO STUDI
E RICERCHE

IL DIRETTORE SPORTIVO E LE ALTRE


FIGURE PROFESSIONALI
a cura del Centro Studi del Settore Tecnico FIGC

a sempre, nel mondo del cal- e i suoi rapporti con le altre figure allin- duzione di trattative con altre societ, co-

D
cio, una elevata importanza terno della societ. me recitano le carte federali, indicando
stata attribuita alla compo- Proprio a tal proposito, il Settore Tecnico, varie tipologie di direttore sportivo funzio-
nente del gruppo, alle dina- nel quadro del corso per Direttori Sportivi nali alle societ, sempre per nel rispetto
miche che, allinterno di uno ad indirizzo tecnico (9 Febbraio 17 Mar- delle regole esistenti.
spogliatoio, realizzano la zo 2004), ha ospitato il 9 febbraio scorso Sulla stessa falsariga la visione del diret-
piena condivisione degli ob- una tavola rotonda dal titolo Il direttore tore generale del Palermo, Stefano Pedrel-
biettivi, creando quel clima e quella sorta sportivo e le altre figure professionali li per il quale: Il direttore sportivo moder-
di chimica sociale che permette il rag- con la presenza di Fabrizio Corsi (presi- no, deve avere, oltre alle conoscenze tec-
giungimento dei risultati. Nella letteratura dente dellEmpoli), Claudio Garzelli (vice- niche per supportare lallenatore, anche le
legata al gioco del calcio, sono spesso sta- presidente Adise), Stefano Pedrelli (diret- conoscenze economiche necessarie per es-
te usate espressioni come gruppo forte, tore generale Palermo) e Renzo Ulivieri sere in grado di gestire la societ.
gruppo unito, gruppo compatto in re- (allenatore del Padova), Il mister Renzo Ulivieri pone, invece, lac-
lazione a squadre che, oltre al valore tec- Uno dei primi temi affrontati nella tavola cento sul rapporto fra direttore sportivo ed
nico, abbiano saputo superare situazioni rotonda stato la definizione della figura allenatore: Il ds non pu essere capo del-
difficili anche grazie ad altre qualit. del direttore sportivo. Mentre in alcune so- larea tecnica, quella di esclusiva com-
Negli ultimi anni, il concetto di gruppo, ciet il direttore sportivo incarna anche la petenza dellallenatore e del suo staff.
per quanto riguarda una squadra di cal- figura di amministratore delle risorse fi- egli pu giudicare e valutare il lavoro del-
cio, andato modificandosi, poich le tra- nanziarie, oltre che quella di gestore del- lallenatore, essendo il responsabile del-
sformazioni avvenute allinterno delle so- larea tecnica, in altre si limita a gestire il lindirizzo tecnico secondo le politiche so-
ciet hanno portato numerose nuove fi- calcio mercato, senza mai entrare nelle di- cietarie devo ricordarvi che lallenatore
gure a contatto con la squadra e con lo namiche della squadra, in altre ancora, in- geloso dei rapporti che ha con i suoi cal-
spogliatoio. Per questo motivo le dinami- vece, svolge una funzione pi simile a ciatori e li vuole gestire lui. Lintervento
che che prima regolavano la vita dello quella del team manager, mentre a volte del direttore sportivo per essere efficace
spogliatoio si sono in qualche modo tra- assume un ruolo da capo degli osserva- deve essere leggero, in punta di piedi.
sferite alla societ. Oggi si pu creare un tori. Come si suol dire non esiste una ri- Lallenatore, quindi, deve allenare e tene-
gruppo vincente se squadra e societ cetta per tutti i mali re rapporti con i suoi giocatori, ventidue,
hanno una reale comunanza di obiettivi, Per il vice presidente dellADISE Claudio venticinque (a me ne sono capitati anche
riescono ad agire nel rispetto dei ruoli e Garzelli: Indipendentemente dal nome trentacinque). Poi deve tenere i rapporti
delle competenze, oltre a comunicare nel della carica che occupa, il direttore sporti- con stampa, giornali, televisioni, societ,
migliore dei modi. vo la figura professionale che svolge dirigenti, altri collaboratori, etc. La funzio-
Proprio nellottica della comunanza di ob- mansioni concernenti lassetto organizza- ne del direttore sportivo dovrebbe essere
biettivi e della comunicazione interna, tivo della societ, ivi compresi la stipula- quella di evitargli e facilitarli parte di que-
centrale la figura del direttore sportivo zione dei contratti con i tesserati e la con- sti rapporti. In ogni caso vorrei sottolinea-

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re che non credo che sia giusto il rapporto rapporto Garzelli sostiene un leale rap- fia..non un problema di struttura, si
tra allenatori e procuratori. Lallenatore porto di collaborazione instaurato con lal- tratta di passione e professionalit, ogni
pu avere il procuratore; io non lho mai lenatore, nella consapevolezza che la figu- realt si deve adattare al contesto che
avuto, per non mi sembra giusto che lal- ra di questultimo certamente pi espo- rappresenta, ad esempio noi ad Empoli
lenatore intrattenga rapporti con loro. Con sta, consente al direttore sportivo si risol- facciamo ruotare tutto attorno a poche
loro il rapporto lo deve tenere esclusiva- vere pi agevolmente le problematiche persone, ma che dedicano quasi lintera
mente il direttore sportivo. della squadra nel suo complesso, contri- giornata alla vita della societ.
Per riprendere il discorso, quante ore deve buendo allanalisi e alla gestione psicolo- Mister Ulivieri conclude ribadendo che luni-
vivere lallenatore, se poi a tutti questi gica del gruppo. co modo per condurre i rapporti allinterno
rapporti ci si aggiunge anche il possibile Puntualizza Renzo Ulivieri: Lallenatore di una societ quello della correttezza pro-
problema del rapporto con il direttore vuole confrontarsi con il ds.. anche se fessionale e del rispetto dei ruoli e delle re-
sportivo? Il rapporto fra allenatore e diret- poi agisce nella maniera che lui ritiene pi gole: Il confronto allinterno della societ
tore sportivo non deve essere un rapporto opportuna. sempre produttivo..basta comportarsi
faticoso, ma deve essere un rapporto di In relazione al problema della suddivisio- nella finalit delleducazione dei propri gio-
collaborazione. Il direttore sportivo deve ne dei ruoli, anche il rapporto con le altre catori e collaboratori e di insegnare loro la
essere una figura che sta accanto allalle- figure societarie, stato affrontato allin- strada pi giusta.. credo si debba
natore e che media. terno della tavola rotonda. A tal proposito discernere sempre tra persona e persona,
Sempre in relazione al rapporto tra allena- il presidente dellEmpoli Fabrizio Corsi ha senza demonizzare nessuna categoria che
tore e direttore sportivo, e le difficolt che sottolineato come il direttore sportivo sia lavora allinterno del nostro mondo.
a volte si creano fino a degenerare in una figura che sta a contatto
Luciano Moggi, direttore generale della F.C. Juventus.
scontri veri e propri, nocivi per linteresse con la squadra, ma che, es-
comune della squadra, il vice presidente senzialmente, deve essere un
Garzelli afferma: La convivenza nella so- uomo della societ: Il diret-
ciet di due figure professionali di pari di- tore sportivo si muove con
gnit che vedono e pensano il calcio in piena libert di poteri, per
modo autonomo, ha dato spesso origine a quanto riguarda il mercato e
contrapposizioniin altri Paesi infatti per quanto riguarda le scelte
esiste la figura del manager che incarna i di ordine gestionale e ammi-
compiti delle due cariche. C chi afferma nistrativo.. il direttore
che il direttore sportivo debba supportare sportivo deve sposare il pro-
lallenatore liberandosi delle sue convin- getto della societ stessa e
zioni e sposando la sua idea di calcio le sue regole insieme al Pre-
mentre altri pensano che il direttore sidente e agli altri dirigenti .
sportivo debba mantenere sempre una A proposito di societ Corsi
propria identit tecnica, tale da garantire sottolinea come troppo spes-
un autorevole voce di confronto con il mi- so queste manchino di un ve-
ster ed unalternativa di giudizio sullope- ro e proprio progetto: Le so-
rato di questultimo in seno alla societ. ciet non hanno bisogno di
Pur non esistendo una vera e propria ri- progetti altisonanti, ma de-
cetta univoca per la conduzione di questo vono seguire una filoso-

25
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SCUOLA
ALLENATORI
TECNICA E TATTICA DEL PORTIERE

COMPORTAMENTO DEL PORTIERE


NELLE SITUAZIONI DI PALLA INATTIVA
di Massimo Cacciatori*

PUNIZIONI DIRETTE O INDIRETTE CON O SENZA BARRIERA

e statistiche dicono che unalta percentuale dei gol

L
realizzati avvengono in situazioni di palla inattiva
o sugli sviluppi che ne derivano. Pertanto, unat-
tenzione particolare ed un allenamento costante
sono necessari in questo senso. In tali situazioni
il portiere il regista delle varie disposizioni che si
andranno ad effettuare in quanto padrone assolu- fig.1/a
to dellarea di rigore. In dispensabile la collaborazione e la co-
ordinazione delle posizioni e dei movimenti con i compagni. Tut-
to ci deve sempre essere preparato nei minimi dettagli, preve-
dendo anche eventuali cambiamenti in corsa dettati da partico-
lari situazioni di gara (inferiorit o superiorit numerica, mo-
mentaneo infortunio di un compagno preposto ad un determi-
nato compito, caratteristiche degli avversari, momenti della par-
tita che possono richiedere maggiore o minore copertura difen-
siva). Nelle punizioni dirette o indirette dalla distanza (oltre 25
m.) o da posizioni pi ravvicinate ma angolate, dove un tiro di- fig.1/b
retto in porta sicuramente pi difficile, posizionare una barrie-
ra con pi elementi non necessario. Un solo uomo alla distan- Lerrore pi comune che il portiere commette in queste situazioni
za regolamentare di 9.15 m. sufficiente per creare qualche dis- quello di non rispettare tale criterio. Il 70% dei gol subiti su pu-
agio allavversario preposto al tiro. La formazione della barriera nizione (diretta o con passaggio) vengono realizzati nel settore di
difensiva sulle punizioni e il numero dei componenti dettato porta presidiato dal portiere, il che ne fa giustamente il maggior
da alcuni fattori: responsabile. Con 4 o 5 uomini disposti in barriera ci si garantisce
1. distanza del pallone dalla porta una buona copertura per almeno il 50% della porta. Essendo que-
2. particolare abilit del calciatore avversario sta larga 7,32 m lo spazio prevalente che il portiere dovr presi-
3. angolo di tiro diare sar di 3,66 m. Presupposto importante che il portiere ve-
4. condizioni del terreno e meteorologiche da il pallone e, soprattutto, che lo veda partire. Ma questo non
Il criterio generale quello di posizionarsi sulla bisettrice dellan- sempre possibile in quanto lavversario tende a prolungare la bar-
golo di tiro. In questo caso, per, una delle due linee immaginarie riera con 1 o 2 uomini con lo scopo di nascondere il punto di bat-
che si congiungono al pallone non parte dal palo ma dallultimo
*Docente Corsi Allenatori.
uomo (interno) della barriera (fig.1).

26
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tuta. Ci induce il portiere a spostarsi, allargando cos il fronte di In passato alcuni portieri hanno provato a formare barriere stacca-
porta non coperto dalla barriera. Pensare di poter intervenire in te con uno spazio centrale (2+2,2+3,3+3) quindi con lipotetico
eguale misura sia dalla parte coperta della barriera che dallaltra vantaggio di poter vedere la palla ed indirizzare il tiro dellavversa-
errato. Moti portieri temono lo scavalcamento della barriera e, rio. Ipotetico in quanto che uno o due avversari possono occupare
per questo, si posizionano per intervenire in quel settore. Fare gol tale spazio per vanificare il tutto con ulteriori problemi (fig.4).
in questo modo sicuramente difficile e quando ci avviene biso-
gna riconoscere labilit dellavversario. Altri fattori da tener pre- DIFENSORI

sente sono il numero degli avversari sulla palla, la distanza dalla AVVERSARI

porta, langolo di tiro, con quale piede potrebbe essere calciata la


palla. Tutto ci determina il numero degli elementi da disporre in
barriera, la loro dislocazione, la possibilit di staccare un uomo
contro il pallone. Quasi sempre il primo uomo in barriera viene dis-
locato oltre la linea del palo da coprire, questo per cautelarsi su di
un possibile tiro con traiettoria esterna a rientrare (fig.2). fig.4

CALCI DANGOLO
In questa circostanza la collaborazione con i compagni indispen-
sabile. Non ci sono disposizioni standard, ogni squadra pu attuar-
1 2 3 4
ne una propria. La posizione del portiere, normalmente, sulla me-
t della porta, con leggera prevalenza a coprire un po di pi il pri-
mo palo (ancor pi se lavversario che calcia un sinistro alla sua si-
nistra e un destro alla sua destra) quindi con maggiore possibilit di
fig.2
dover intervenire su traiettorie a rientrare verso la porta (fig.5).
Si detto non sempre il primo uomo di barriera fuori dal palo, infatti
nella circostanza che sul pallone vada un solo avversario e questi si SX

posizioni palesemente in modo da non poter calciare esternamente


al primo uomo, questi pu scalare una posizione allinterno (e di
conseguenza scalano di una posizione tutti gli altri) guadagnando
cos ulteriore copertura centrale. Ci implica una rapida lettura del-
fig.5/a
la situazione ed un buon affiatamento con i compagni. (fig.3).

DX

1 2 3 4

NO

fig.5/b

Alcuni portieri particolarmente portati ad uscire, oltre al canonico


uomo sul primo palo, posizionano un altro compagno sul secon-
fig.3
do palo. Di partenza sono un po pi fuori dalla linea di porta e

27
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SCUOLA
ALLENATORI
TECNICA E TATTICA DEL PORTIERE

vanno con pi frequenza ed audacia a cercare il pallone, protetti Il posizionamento di un compagno a 9,15 m. dalla palla non ri-
sulla porta dai due compagni sui pali (fig.6). sulta particolarmente efficace in quanto facilmente scavalcabile
dalla traiettoria del pallone, mentre arretrando di qualche metro
potrebbe presidiare meglio larea di porta (fig.10).
DX SX

OK

OK 9,15 m

fig.6
fig.10

Come posizione di partenza il portiere pu decidere di partire Per il portiere dover intervenire sui calci dangolo spesso par-
frontalmente alla palla (fig.7) oppure col corpo frontale a tutto il ticolarmente difficile in considerazione del normale affollamen-
terreno di gioco e la testa girata verso la palla (fig.8). to di compagni ed avversari in spazi ridottissimi. Valutata la
traiettoria iniziale del pallone, il portiere deve decidere il tipo di
intervento da eseguire (presa, respinta a uno o due pugni). Do-
vr solo curarsi del pallone, ignorando \compagni ed avversari.
necessaria sempre molta determinazione, quindi una buona
dose di coraggio non deve mai mancare (il contatto fisico, an-
fig.7
che violento, infatti frequente). Pu succedere che il portiere
inizi la rincorsa per unuscita ma che poi, per vari motivi (errata
valutazione della parabola, vento, sole negli occhi, particolare
effetto dato alla palla) si renda conto di non poter arrivare sul-
la palla. Spesso troppo tardi per tornare indietro e rimanere a
mezza strada pu risultare ancora pi dannoso, per cui conti-
fig.8
nuare lintervento il male minore in quanto, cos facendo, po-
Nel primo caso la prospettiva del campo limitata, nel secondo trebbe almeno ostacolare lattaccante che sta per ricevere la
sicuramente pi ampia, ma nel movimento di partenza sempre palla o, in secondo luogo, posizionarsi per chiudere al meglio
necessaria una rotazione del corpo che potrebbe pregiudicare la langolo di tiro.
coordinazione generale. Probabilmente un posizionamento inter-
medio tra i due precedenti il pi idoneo, sia come prospettiva di
CALCIO DI RIGORE
campo sia come coordinazione generale (fig.9).
Nei calci di rigore il moderno portiere non pi soggetto passivo
ma, al contrario, particolarmente attivo e, spesso, lui che, col
suo comportamento, determina le modalit di calcio dellavversa-
rio. Non ci sono canoni specifici nellopporsi ad un calcio di rigo-
re, ognuno pu scegliere una propria strategia che pu cambiare
a secondo delle circostanze. innegabile che ci siano portieri pi
fig.9
predisposti di altri ad intercettare un rigore. Alcune considerazio-

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2730_FIGC_1 19-05-2004 12:24 Pagina 29

ni si possono per fare, partendo dal presupposto che in questa c) pu posizionarsi non propriamente al centro della porta, la-
circostanza il portiere psicologicamente parte avvantaggiato in sciando uno spazio maggiore a dx o a sx per creare imbarazzo
quanto ha poco o niente da perdere rispetto allavversario che allavversario;
calcia. d) rannicchiarsi su se stesso o, al contrario, ergersi completamen-
Da un interessante studio di Cadavit sul rigore risultato che: te a braccia aperte per dare maggiore o minore luce di porta
1. il tempo che trascorre tra il calcio dal dischetto e larrivo del allavversario.
pallone in porta di 35 centesimi di secondo; chiaro che, in termini di regolamento, i movimenti anticipati del
2. il tempo di reazione medio di un portiere nellintuire la direzio- portiere andrebbero puniti, ma molto spesso questo non avviene
ne ed organizzare la spinta di 30 centesimi di secondo; e ci induce il portiere a muoversi anticipatamente guadagnando
3. la fase media di volo del portiere di 40 centesimi di secondo; spazio e, quindi, riducendo langolo di tiro. altres importante
4. il tempo totale del movimento del portiere dunque di 70 cen- vedere come si posiziona il rigorista rispetto alla palla (frontale,
tesimi di secondo; laterale a 45 etc.) e lo spazio di rincorsa che prende (da fermo,
5. la velocit media del pallone pari a 30, 35 m/sec pari ad una pochi passi, rincorsa lunga).
velocit di 108 Km/h. Se chi calcia il rigore ha lo sguardo costantemente sul portiere,
Da questi dati risulterebbe quindi che un pallone calciato dal di- probabilmente non ha ancora scelto dove calciare ed aspetta un
schetto del rigore oltrepassa la linea di porta prima che il portie- suo movimento. Al contrario, chi fissa lattenzione sul pallone
re riesca ad organizzare una difesa valida. Eppure, negli ultimi pi probabile che abbia gi scelto come calciare e dove indirizza-
anni, si rileva una maggiore percentuale di rigori parati rispetto al re il pallone, indipendentemente da ci che far il portiere. Colo-
passato. Le cause possono essere molteplici e fra queste elen- ro che riescono a rimanere fermi al momento del calcio e guar-
chiamo: dano la coordinazione del rigorista tra la gamba portante e lo-
a) ampia conoscenza da parte dei portieri dei rigoristi e delle lo- scillazione di quella calciante, hanno qualche probabilit di intui-
ro preferenze nellesecuzione del rigore; re la traiettoria del pallone. Il piede della gamba portante d
b) aumentata struttura fisico-atletica dei portieri (notevole altez- spesso lindirizzo della palla verso la porta, ancor di pi se la rin-
za generale, ampiezza arti superiori) che permette una mag- corsa effettuata con passi lunghi.
giore copertura della porta; Pu essere diversa la strategia da adottare allorch si arrivi a de-
c) maggiori pressioni psicologiche sul rigorista (soprattutto quan- terminare una gara proprio ai calci di rigore. Se si pensa a quan-
do il rigore pu risultare decisivo per il risultato); te manifestazioni, a tutti i livelli, vengono decise dai calci di rigo-
d) la necessit di cambiare modalit desecuzione allultimo re finali, si pu comprendere limportanza di avere un portiere
istante per ingannare il portiere. particolarmente abile nel neutralizzarli. Anche in questo caso le
Nel calcio di rigore la componente tecnica importante ma non strategie che un portiere pu adottare sono diverse, fra queste:
decisiva se non supportata da una condizione mentale adegua- a) decidere di volta in volta il comportamento da tenere (a se-
ta. Per un portiere pu essere meno difficoltoso neutralizzare un conda dellavversario che calcia);
rigore decisivo rispetto ad un altro che non incida sul risultato b) scegliere sempre di intervenire dallo stesso lato;
della gara. Infatti la percentuale di responsabilit che grava sul c) alternare il lato da coprire;
portiere e sul rigorista nettamente superiore in questultimo. Le d) rimanere fermo aspettando un tiro centrale.
strategie che un portiere pu attuare sono varie, fra queste: Il calcio di rigore lo si pu quindi considerare, per il portiere, co-
a) pu decidere di rimanere fermo aspettando un tiro centrale; me la situazione di gioco pi difficile, ma abbiamo visto anche
b) pu scegliere di tuffarsi su di un lato (aspettando a farlo lulti- che anche quella in cui la sua responsabilit minore per cui si
mo momento, anticipando il tiro,facendo precedere il tuffo da pu utilizzare al meglio questo vantaggio psicologico ottenendo
una finta sul lato opposto); risultati notevoli.

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SCUOLA
ALLENATORI
PREPARAZIONE FISICA

ANALISI COMPARATA TRA CAPACIT FISICHE E


ABILIT TECNICHE NEI GIOVANI CALCIATORI
DELLA CATEGORIA ESORDIENTI
di Maurizio Zorba*

INTRODUZIONE trovare un pari riscontro oggettivo nei sistemi di controllo e mi-


allenamento combinato delle varie abilit e capaci- sura degli aspetti tecnico-coordinativi e tattici, pur rappresentan-

L
t tecniche, tattiche e fisiche ed il legame fra i vari do queste ultime le componenti prestative dominanti. Spesso gli
aspetti dellallenamento sportivo in termini di trans- allenatori si affidano a valutazioni soggettive, giustificati dalla
fer fra stimoli di diversa natura, rappresentano og- notevole influenza esercitata dalle componenti agonistica e men-
getti di studio ostici nel momento in cui la prestazio- tale sulla tecnica in situazione di gioco, per cui determinate pro-
ne sportiva viene influenzata da un elevato numero ve di abilit non risultano correlate con la prestazione.
di fattori, come nel caso della prestazione calcistica. Secondo unipotesi di valutazione complessa della tecnica calci-
In particolare la discussione intorno al ruolo e ai significati di for- stica (DOttavio, 1994), possibile, pur con la dovuta approssi-
za e tecnica in ambito calcistico giovanile, deve cercare di fornire mazione, tendere verso una valutazione oggettiva, se si conside-
chiarimenti su alcune problematiche: rano le complessit che intervengono nella situazione di gioco.
- il rapporto esistente tra fattori fisici e tecnico-coordinativi; Un altro argomento, di grande importanza nella scienza dellalle-
- il ruolo e lallenamento della forza nei giovani, in particolare nei namento, lanalisi delle relazioni esistenti tra gesto tecnico e
prepuberi; preparazione fisica. Nel calcio non semplice verificare in modo
- il ruolo e lallenamento della tecnica in uno sport caratterizzato oggettivo il legame esistente fra componenti tecniche e fisiche
da variabilit delle situazioni di gioco; della prestazione, tuttavia in letteratura si trovano diversi contri-
- la misura di intervento dei fattori dovuti alla maturazione biolo- buti teorici e di ricerca.
gica nella selezione e nella valutazione del talento sportivo;
- la scelta fra diverse tipologie di allenamento: combinato mante- Rapporto tra aspetti fisici e tecnico-coordinativi della pre-
nendo ambiti separati o ricercando ladattamento delle richieste stazione calcistica
biomeccaniche a quelle bioenergetiche (la preparazione fisica Limpostazione di Cometti (1988) riconosce un ruolo centrale al
speciale, Capanna, 1987, in Sassi, 2001). muscolo, nella struttura del corpo umano, e alla forza, nellap-
Nel presente lavoro vengono confrontati aspetti simili e diversi proccio alle qualit fisiche. Secondo tale impostazione il muscolo
della prestazione del giovane calciatore, per tentare di stabilire svilupperebbe le proprie relazioni su tre assi distinti:
quali possano essere le relazioni esistenti e che tipo di indicazio- - con il tempo, per quanto riguarda il rapporto tra energia e struttura;
ni trarne. - con lampiezza, per quanto riguarda il rapporto tra forza pro-
Le conclusioni derivano dallinterpretazione dei risultati dei test dotta e allungamento muscolare;
fisici e tecnici e dellanalisi statistica delle loro relazioni. - con il livello di analisi del fenomeno muscolare, per quanto ri-
guarda il rapporto con la coordinazione.
PREMESSA
Se da un lato esistono molte prove di valutazione delle capacit *Preparatore Atletico.

fisiche, ampiamente conosciute ed utilizzate, dallaltro difficile

30
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Esaminando il terzo asse, si pu inquadrare il funzionamento del IPOTESI E OBIETTIVI


muscolo sia a livello intramuscolare che intermuscolare, ad esempio:
- il livello pi fine sembra essere il sarcomero: noto che il fun- Ipotesi di valutazione complessa nel calcio
zionamento del sarcomero dipende dalla coordinazione dei pon- La valutazione della abilit nel calcio, in qualit di sport di situazio-
ti di actina-miosina; ne ad alto coefficiente tecnico-coordinativo, richiede la considera-
- nello stesso tempo il buon funzionamento del muscolo dipende zione dei fattori che, in modo diverso, influenzano lazione tecnica.
dalla sincronizzazione delle sue unit motrici e dunque anche Mentre i fattori fisici vengono misurati autonomamente, isolan-
dalla loro coordinazione; doli dal contesto prestativo, per quanto riguarda gli aspetti tecni-
- infine un movimento richiede sempre la partecipazione di pa- co-coordinativi, si possono utilizzare alcuni esercizi-test che con-
recchi muscoli che devono essere coordinati. sentono di valutare le abilit tecniche congiuntamente ad alcuni
Cometti afferma, quindi, che la coordinazione al centro del fun- elementi, legati alla complessit della prestazione calcistica; in
zionamento muscolare e che non concepibile opporre forza e questo lavoro sono stati considerati (DOttavio, 1994, mod.):
coordinazione, dal momento che la coordinazione non che la - la precisione: richiesta di mantenimento del dominio della palla
descrizione del funzionamento della struttura. in condizioni di contatto alternato (in termini calcistici: palleg-
Da molti studi specifici sul calcio risulta un rapporto molto stretto gio), senza ulteriori complessit;
tra il livello della forza in generale, la forza di salto e nel calciare e - la pressione temporale: richiesta di raggiungimento di obiettivi di-
la capacit di accelerazione (Asami, Togari, 1968, Perine, Edgerton, rezionali con mantenimento del possesso palla individuale (in ter-
1975, Prins, 1978, Stevens, 1980, Bosco, Mognoni, Luthanen, 1983, mini calcistici: guida della palla) in regime di rapidit e velocit;
Kanehisa, Mizashita, 1983, berg et al., 1984, in Weineck, 1998). - la pressione coordinativa: richiesta di raggiungimento di obiet-
In altre ricerche stato accertato il collegamento tra la forza dei tivi direzionali successivi ad una fase di ricezione della palla (in
gruppi muscolari coinvolti nel movimento di calciare, la velocit termini calcistici: stop a seguire o controllo orientato), con rea-
del pallone e la forza del tiro in porta (Asami, Togari, 1968, Toga- zione a stimoli visivi determinati dal movimento dellavversario;
ri, 1972, Roberts, Metcalfe, 1968, Aitchison, Lees, 1983, Lindbeck, - la pressione di forza: richiesta di raggiungimento di bersagli al-
1983, Hoshizaki, 1984, Plagenhoef, 1971, Kermond, Kong, 1978, la maggior distanza possibile colpendo la palla (in termini calci-
Isokawa, 1981, in Weineck, 1998). stici: tiro in porta) in regime di precisione e di forza.
Gli studi di Cabri et al. (1988, in Weineck, 1998) dimostrano che
il calciatore dispone di una maggiore forza nel calciare rispetto ad
un non calciatore e ci sembra non dipendere soltanto da una
tecnica migliore, ma anche da una forza maggiore dei muscoli che
partecipano al tiro in porta.
Sono state riscontrate, inoltre, influenze positive della forza di ba-
se e della forza funzionale sulla prestazione nella rimessa da fal-
lo laterale in giovani calciatori (Castagna, DOttavio, 1998).
Ulteriori ricerche si allineano alle precedenti e dimostrano lesisten-
za di uno stretto legame, ad esempio, tra la potenza della muscola-
tura degli arti inferiori e i cambi di direzione (Young e coll., 2002).
I legami tra diverse espressioni di forza e tecnica nel calcio sono
quindi confermate dalle verifiche sperimentali, anche se, nella
maggior parte dei casi, gli studi non fanno riferimento a campio-
ni costituiti da giovani calciatori.

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SCUOLA
ALLENATORI
PREPARAZIONE FISICA

Aspettative palloni n 4 ed i comuni delimitatori di spazio (coni e cinesini).


Date le relazioni conosciute, in parte citate, tra varie espressioni I soggetti sono stati adeguatamente istruiti sugli scopi e le mo-
di forza e capacit di accelerazione, cambio di direzione e abilit dalit di esecuzione dei tests attraverso luso di spiegazioni ver-
tecniche, in particolare la forza nel calciare, ci si aspetterebbe di bali e di dimostrazioni pratiche, nel corso dei due allenamenti pre-
trovare delle correlazioni significative tra i risultati dei tests che cedenti alla sperimentazione.
valutino tali fattori. Ogni test stato preceduto da un riscaldamento specifico, al ter-
Lanalisi dei risultati delle varie prove e soprattutto dei confronti mine del quale ognuno provvedeva allesecuzione ripetuta della
tra le prove stesse, dovrebbe consentire di trarre opportune con- prova richiesta.
clusioni in attinenza: Erano presenti due allenatori, uno dei quali provvedeva alla trascri-
- ai legami esistenti tra capacit fisiche ed abilit tecniche; zione dei risultati, mentre entrambi erano impegnati nellosservazio-
- ai legami esistenti tra capacit fisiche diverse; ne delle varie esecuzioni in corrispondenza di angoli visuali diversi.
- ai legami esistenti tra le diverse abilit tecniche, valutate secon-
do diverse complessit; Test di palleggio
- alle indicazioni per la valutazione e lallenamento. I soggetti sono stati posizionati ad uno ad uno, ognuno con la
Metodo propria palla, allinterno di uno spazio, delimitato da cinesini, di
Il campione rappresentato da un gruppo di giovani calciatori (n= 15) 5x5m. Il compito assegnato prevedeva leffettuazione del mag-
appartenenti alla categoria Esordienti della societ U.C.Tolmezzo di gior numero di palleggi, senza soluzione di continuit, nel tempo
Tolmezzo (Udine), di et compresa tra i 10 e i 12 anni compiuti. stabilito di 3 minuti. La posizione di partenza prevedeva la palla
Procedure e materiali a terra davanti ai piedi, cos da obbligare i soggetti ad alzarla con
Ai giovani calciatori appartenenti al campione sono stati sommi- le stesse estremit per poter dare inizio al conteggio, una volta
nistrati alcuni tests per la valutazione: sentito il via. Veniva considerato valido esclusivamente il tocco
- della capacit di forza veloce degli arti inferiori con riuso di della palla eseguito con il piede, ma se la palla, pur colpita con al-
energia elastica: Counter Movement Jump e Counter Movement tra parte del corpo (esclusi gli arti superiori), non cadeva a terra
Jump a braccia libere, secondo le indicazioni del protocollo di si poteva continuare nel palleggio senza interrompere il conteg-
Bosco (Test di Bosco, Bosco, 1992); gio; tale eventualit avveniva quando la palla toccava terra, nel
- delle capacit di accelerazione e velocit di spostamento: sprint qual caso si doveva ricominciare da zero. E stato rilevato il nu-
20m con fotocellule, secondo le indicazioni dei protocolli pi mero massimo dei tocchi (palleggi) effettuati.
comuni (ad es. Wislff, 2001);
- delle capacit di accelerazione, decelerazione e cambio di direzio- Test di guida della palla
ne: sprint 2x10m a navetta (vai e torna) con fotocellule, secondo I soggetti effettuavano una conduzione della palla, in andata e ri-
le indicazioni dei protocolli pi comuni (ad es. Wislff, 2001); torno, a doppio 8, in slalom tra tre coni posti a 4m di distanza,
- di alcune abilit tecniche calcistiche, secondo le indicazioni sta- per un totale di 16m (8+8m.). La posizione di partenza prevede-
bilite precedentemente con lipotesi di valutazione complessa va la palla davanti ai piedi e di fianco al primo cono (a destra per
del calcio e con modalit descritte successivamente. i casi di dominanza destra e a sinistra per quelli a dominanza si-
La sperimentazione si svolta sul campo di allenamento (campo nistra). Non appena i soggetti si avvicinavano alla palla per il pri-
B) messo a disposizione dalla societ U.C. Tolmezzo; il fondo si pre- mo tocco, passavano davanti alla prima fotocellula (start) azio-
sentava regolare, ma particolarmente duro, sia per le caratteristi- nando cos il cronometro; al ritorno dallo slalom veniva azionata
che del terreno, in terra battuta, che per le condizioni climatiche. la seconda fotocellula (stop), posta sul lato opposto alla prima,
Oltre alle strumentazioni per la valutazione delle capacit fisiche, per il conteggio del tempo impiegato ad eseguire il test. Oltre al
gi citate, sono stati utilizzati, per lo svolgimento dei test tecnici, tempo impiegato stato rilevato anche il numero totale dei toc-

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chi di palla, allo scopo di calcolare un indice di efficacia della pro-


va (i soggetti abili nella conduzione realizzano un buon rapporto 2
tra tocchi totali e tempo impiegato).
10m 3
F2 2m
10m

5m
4m 4m 1

F1
All.

Fig. 2 Test di controllo orientato

Test di tiro in porta


Fig. 1 Test di guida della palla a doppio 8 Il test prevedeva la disposizione di 10 porte, delimitate da coni po-
sti a 7,32m. di distanza fra loro (larghezza della porta regolamen-
Test di ricezione (controllo orientato o stop a seguire) tare), parallele fra loro, ad una distanza costante di 10m., lungo
I soggetti dovevano ricevere (stoppare) un pallone lanciato dal- lasse longitudinale del campo, fino a giungere a 10m. di distanza
lallenatore, posto a 15m. di distanza, indirizzandolo verso una dallultima porta, ovvero quella regolamentare. I soggetti posizio-
delle due porticine, posizionate lateralmente (una a destra e una navano la palla al centro della prima porta e, dopo adeguata rin-
a sinistra) rispetto alla posizione di partenza, delimitate da coni corsa, la colpivano (tiro) con il piede preferito, cercando di calciar-
posti a 2m. di distanza fra loro. La scelta della porticina avveniva la il pi lontano possibile con la parte dorsale o dorso-mediale del
in reazione al movimento del compagno-difensore, posto di fron- piede (collo o interno-collo), centrando il maggior numero di por-
te allallenatore a 5m di distanza da questi, il quale, non appena te-bersaglio. Non venivano accettate esecuzioni scorrette dal pun-
la palla veniva lanciata, si girava dirigendosi velocemente verso to di vista tecnico (aderenza al modello), come ad esempio colpi-
una delle due porticine, lasciando cos una sola opportunit dire- re la palla con la punta del piede. Su 4 tentativi veniva rilevato il
zionale al compagno che eseguiva il controllo della palla. Tale punteggio pi alto realizzato (es.: 6 porte centrate = 60m.).
controllo doveva essere effettuato obbligatoriamente (indicazio-
ne tecnica) di controbalzo (posizionando il piede sopra la palla
non appena questa toccava terra) a seguire (orientando la traiet-
toria della palla verso la porticina lasciata libera dal compagno-
difensore), scegliendo liberamente quale piede usare e, di conse-
10x10m= 100m
guenza, quale parte dello stesso nellimpatto con la palla: media-
le o laterale (interno o esterno). Il compagno-difensore veniva op- Fig. 3 Test di tiro in porta
portunamente istruito nel dirigersi, nellambito dei quattro tenta-
tivi previsti, due volte verso la porticina di destra e due volte ver- Risultati
so la porticina di sinistra, in successione casuale. Veniva rilevato, Lanalisi statistica stata effettuata calcolando la media aritmeti-
per ognuno dei quattro tentativi, il numero di tocchi necessario ca (M) e la deviazione standard (D.S.) relative alle diverse distri-
per condurre la palla entro la porticina, riportandone alla fine la buzioni. Le relazioni intercorrenti tra le variabili sono state esa-
somma; ai tentativi non riusciti (bersaglio non centrato, controllo minate mediante lanalisi correlazionale di Pearson, determinan-
non riuscito) veniva assegnato un punteggio uguale a zero. do i coefficienti di correlazione lineare (r) (analisi bivariata). La si-

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SCUOLA
ALLENATORI
PREPARAZIONE FISICA

gnificativit stata considerata in base ai vari livelli di probabili- Tab. 2 Relazione tra i tests
t (p) (0.05, 0.01, 0.005). Correlazioni tra tests fisici (r)
cmj - cmjl cmj 20m cmjl 20m
0,85*** -0,62** -0,55*
Tab. 1 Risultati dei tests
20m 2x10m cmj 2x10m cmjl 2x10m
VARIABILE M D.S. 0,92*** -0,54* -0,51*
Correlazioni tra tests tecnici (r)
Forza veloce CMJ (cm.) 29,2 4,0
palleggio- palleggio- palleggio- palleggio-
CMJL (cm.) 33,1 4,0 guida guida guida ricezione
tempo tocchi Ie Ie
(ns) (ns)
Velocit 20m (sec.) 3,8 0,2 -0,60** -0,42 0,12 0,10(ns)
palleggio- guida tempo guida tocchi guida Ie
2x10m (sec.) 5,2 0,4 tiro ricez. Ie ricez. Ie ricez. Ie
(ns) (ns)
Differenza tempi (sec.) 1,4 0,2 0,51* -0,04 -0,08 -0,03(ns)
guida guida guida Ricezione
Indice efficienza (1)* 70,7 9,7 tempo-tiro tocchi-tiro Ie-tiro Ie-tiro
(ns) (ns) (ns)
-0,41 0,07 0,36 -0,01(ns)
Palleggio N tocchi 44,9 25,2
Correlazioni tra tests fisici e tecnici (r)
Guida Tempo (sec.) 6,69 0,65 cmj-palleggio cmj-guida Ie cmj-guida cmj-guida
tocchi tempo
N tocchi 10,07 0,96 0,00(ns) 0,12(ns) 0,23(ns) 0,12(ns)
cmjl-palleggio cmjl-guida Ie cmjl-guida cmjl-guida
Indice efficienza (2)** 15,14 1,72 tocchi tempo
Ricezione N tocchi 8,0 2,4 0,04(ns) 0,08(ns) 0,12(ns) 0,03(ns)
cmj-ricezione Ie cmj-tiro 20m-guida Ie 20m-guida
Indice efficienza (3)*** 13,7 4,2 tempo
-0,11(ns) -0,24(ns) 0,00(ns) 0,07(ns)
Tiro Distanza (m.) 61,3 20,3
cmjl-ricezione cmjl-tiro 2x10m-guida 2x10m-guida
Ie Ie tempo
* Lindice di efficienza (1), Velocit Ie, relativo ai tests di velocit stato calcola- -0,13(ns) -0,33(ns) 0,01(ns) 0,16(ns)
to con la seguente formula: 1/(T2x10m-T20m) * 100, moltiplicando linverso della dif-
Livelli di significativit:
ferenza fra i tempi ottenuti nella navetta 2x10m e nello sprint di 20m per 100. Ta- *** p= <0.005
le indice misura lefficacia delle capacit di accelerazione, decelerazione e cambio ** p= <0.01
* p= <0.05
di direzione, notoriamente correlate con la capacit di forza veloce. (ns) non significativa
** Lindice di efficienza (2), Guida Ie, relativo al test di guida della palla stato
calcolato con la seguente formula: N tocchi/Tguida * 10, moltiplicando il rapporto
Analisi dei risultati e conclusioni
tra il numero di tocchi effettuati e il tempo impiegato per 10 (la scelta di molti-
Dallanalisi dei risultati dei tests emergono livelli di abilit e capa-
plicare per 10 stata motivata da esigenze di rappresentazione dei dati sul grafi-
cit piuttosto eterogenei del gruppo campione, particolarmente
co). Tale indice misura lefficacia del gesto tecnico in funzione della richiesta di ve-
considerando i livelli tecnici. Il fatto pu trovare spiegazione, oltre
locit di spostamento con la palla: il rapporto ideale prevede un numero elevato
di tocchi (indice dellabilit di mantenere il controllo dinamico della palla nel pro-
che nella normale variabilit individuale (particolarmente eviden-
prio spazio di azione) nel minor tempo possibile. te nel preadolescente per motivi legati allo sviluppo e confermata
*** Lindice di efficienza (3), Ricezione Ie, relativo al test di ricezione stato calco- anche dal rilevamento dei dati antropometrici), probabilmente an-
lato con la seguente formula: 1/ N tocchi * 100, moltiplicando linverso del tota- che nella mancanza di selezione operata nelle annate precedenti
le dei tocchi realizzati nelle quattro prove (somma dei tocchi ottenuti nelle singole dalla societ (il che non deve necessariamente essere interpretato
prove) per 100. Tale indice misura lefficacia del gesto tecnico in funzione della ri- negativamente, se consideriamo che nella categoria Esordienti vie-
chiesta di precisione successiva alla reazione allo stimolo visivo (indice dellabilit di
ne ancora promossa la pi ampia partecipazione allattivit calci-
orientare il controllo della palla verso il bersaglio con il minor numero di tocchi).
stica). Da non trascurare anche la provenienza di parte dei ragaz-

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zi da societ diverse, affiliate al Comitato carnico di Tolmezzo, il tra CMJ e 20m. (r=-0,62, p<0.01), possa avere qualche significa-
che significa aver svolto nelle stagioni sportive precedenti unatti- to, pensando al fatto che nel test 2x10m. viene richiesto il riuso
vit limitata a due o tre mesi lanno, a causa delle particolari con- dellenergia elastica, qualit indagata proprio dal CMJ. Pur con la
dizioni climatiche della zona. La maggior parte dei ragazzi, quindi, dovuta cautela, ma suffragando le affermazioni con le osserva-
ha eseguito le prove senza poter contare su un adeguato e comu- zioni effettuate, si possono formulare diverse ipotesi:
ne percorso didattico a carattere pluriennale. Tale motivazione, 1) che i livelli medi di elasticit del gruppo campione siano mo-
unitamente al fatto che i ragazzi hanno sostenuto tutti i tests som- desti e che la prestazione ottenuta nel test CMJ sia dovuta pre-
ministrati per la prima volta in assoluto (ci si trovava nel primo pe- valentemente a capacit di forza esplosiva non necessaria-
riodo preparatorio della stagione agonistica), consente di avanza- mente legata al riuso di energia elastica (ipotesi peraltro non
re lipotesi che una maggiore consuetudine alle prove aumente- verificabile per mancanza di dati relativi al test SJ di Bosco);
rebbe di per s le possibilit di raggiungere migliori risultati nelle 2) che, riferendosi alla mancanza di consuetudine al tipo di test e
prove stesse. Quanto osservato vale anche per i test apparente- al bagaglio motorio non particolarmente ampio del gruppo
mente semplici dal punto di vista motorio, come il CMJ o il CMJ a campione, si possa mettere in evidenza lincapacit di svilup-
braccia libere, i cui livelli di coordinazione richiesti risultavano, per pare adeguati gradienti di forza sfruttando la coordinazione in-
taluni, complessi. Lo stesso non si pu affermare per i test di velo- tramuscolare ed intermuscolare;
cit, caratterizzati dalla semplicit dello schema motorio di riferi- 3) che non vi sia la capacit di trasferire i livelli espressi di forza
mento e dalla breve distanza da percorrere. nellabilit di cambiare direzione.
I livelli medi delle capacit fisiche possono essere ritenuti buoni Considerando plausibile lipotesi (3), si ritiene utile trarre limpor-
in riferimento alla categoria in esame e al livello di selezione ope- tante indicazione per lallenamento, che deve prevedere lo svi-
rato dalla societ, mentre il livelli medi di sviluppo delle abilit luppo di abilit sia con la palla che senza, come nel caso del cam-
tecniche, considerando debitamente la gi citata eterogeneit, bio di direzione.
appaiono piuttosto bassi. La conferma di tale affermazione viene Fra i risultati dei tests tecnici si segnalano indici pi elevati di va-
dalle osservazioni a carattere soggettivo operate dagli allenatori: riabilit per quanto riguarda il palleggio e il tiro, come se tali abi-
sono stati notati bassi livelli medi di sensibilit nel rapporto pie- lit fossero state maggiormente trascurate rispetto alle altre va-
de-palla durante lesecuzione dei tests di palleggio, guida e rice- lutate nel presente lavoro. Le uniche relazioni significative fra
zione, mentre il test di tiro in porta ha evidenziato la difficolt di tests tecnici sono quelle tra palleggio e guida-tempo (r=-0,60,
gestire con efficacia il rapporto tra forza e precisione (Legge di p<0.01) e tra palleggio e tiro (r=0,51, p<0.05), il che valorizze-
Fitts in Schmidt, Wrisberg, 2000). rebbe, si potrebbe dire sorprendentemente, il ruolo del palleggio
Come era facilmente ipotizzabile, le maggiori relazioni statistiche nellallenamento tecnico dei giovani calciatori. Sorprende che il
si riscontrano tra i vari tests fisici, che indagano espressioni di- palleggio, caratterizzato da richiesta di precisione e sensibilit nel
verse della stessa capacit o capacit notoriamente correlate tra rapporto piede-palla, possa essere correlato con abilit tecniche
loro (forza e velocit): 20m. 2x10m. (r=0,92, p<0.005), CMJ valutate in regime di precisione e velocit (guida-tempo) e in re-
CMJL (r=0,85, p<0.005), CMJ 20m. (r=-0,62, p<0.01), CMJ gime di precisione e forza (tiro). Con le dovute cautele, si potreb-
2x10m. (r=-0,54, p=<0.05), CMJL 20m. (r=-0,55, p<0.05), be pensare che il carattere precisione influenzi maggiormente
CMJL 2x10m. (r=-0,51, p<0.05). la prestazione di questi giocatori nella guida-tempo e nel tiro, ri-
Da notare come lampiezza delle differenze individuali aumentino spetto ai caratteri velocit e forza.
nel test 2x10m. rispetto al test 20m., probabilmente a causa di li- Per giustificare le scarse correlazioni riscontrate tra gli altri tests
velli di abilit diversi nelleseguire con efficacia il cambio di dire- tecnici si pu avanzare unipotesi relativa alla diversit dei vari
zione. A questo proposito c da chiedersi se la relazione tra CMJ aspetti che influenzano la prestazione tecnica calcistica. Verosi-
e 2x10m. (r=-0,54, p=<0.05), confrontata anche con la relazione milmente le diverse richieste di forza, velocit e coordinazione,

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PREPARAZIONE FISICA

collegate ai gesti tecnici esaminati (secondo lipotesi di valuta- pi di maggiore diffusione.


zione complessa della tecnica calcistica), godono di una loro au- Sicuramente le procedure relative alla somministrazione dei tests
tonomia nel determinare il livello di complessit del gesto tecni- tecnici richiedono ulteriori e pi approfondite verifiche sperimen-
co. Il suggerimento per lallenamento di estrapolare i vari tipi di tali, una volta stabiliti ruoli e significati della valutazione della
complessit dal contesto prestativo per riproporli nei vari cicli di tecnica calcistica. Tale compito non risulta certamente fra i pi
insegnamento-apprendimento, adattando le proposte allet ed semplici, in uno sport come il calcio nel quale lallenamento tec-
ai diversi livelli di competenza tecnico-coordinativa, per raggiun- nico deve essere finalizzato alla gestione delle situazioni di gioco,
gere, come fine ultimo, la capacit di applicare le abilit apprese, seguendo il processo che porta ad apprendere ad apprendere, al-
adattandole, nelle varie situazioni di gioco. lo stimolo di una elaborazione cognitiva e motoria del gesto sem-
Anche per quanto riguarda le relazioni tra test fisici e tecnici non pre nuova ed originale, nel senso della piena considerazione del-
si evidenziano valori significativi, nemmeno se si confrontano lindividuo che la padroneggia e delle sue possibilit di autorego-
quei fattori che, in sede di ipotesi, venivano giudicati affini, ovve- lamentazione.
ro forza esplosiva degli arti inferiori e tiro. Rimanendo nellambi- Occorre infine rimarcare la necessit di avvalersi di ulteriori spe-
to delle ipotesi (le conferme sperimentali in questo caso sono in- rimentazioni, in modo da sottoporre ad ulteriore verifica le con-
dispensabili), si potrebbero recuperare le precedenti motivazioni clusioni a cui si pervenuti.
per giustificare lassenza di relazione lineare tra test fisici e tecni-
ci, almeno relativamente al campione considerato (ma forse la Ringrazio i giovani calciatori ed i dirigenti dellU.C. Tolmezzo per
considerazione pu riguardare in generale gli atleti non evoluti): aver permesso la realizzazione di questo lavoro.
(1) influenza dellet cronologica e biologica e delle esperienze Un grazie particolare allamico dott. Messina Giovanni per il pro-
motorie pregresse; ficuo confronto.
(2) autonomia dei vari fattori della prestazione, fisici e tecnico-co-
ordinativi.
Se le ipotesi (1) e (2) sono valide, lindicazione da ricavare che
non vanno trascurati i vari ambiti di allenamento, considerandoli
ognuno per la propria peculiarit, pur prevedendo eventuali trans-
fer che potrebbero per non riguardare i giovani praticanti, ma
evidenziarsi pi in l, nel corso del processo di specializzazione.

Sviluppi
La valutazione oggettiva delle abilit tecniche calcistiche, condi-
zionate dai vari aspetti prestativi, pu essere confrontata con le
osservazioni soggettive dellallenatore per ottenere un giudizio
complessivo sul giocatore, ma anche per validare o meno le pro-
cedure scelte. Un ulteriore contributo in tal senso potrebbe esse-
re fornito dal confronto delle proprie osservazioni con quelle ope-
rate, sui medesimi soggetti e nelle medesime condizioni, da altri
allenatori.
Oltre ai giudizi soggettivi, le indagini in campo tecnico possono
avvalersi di strumenti tecnologici pi o meno avanzati, fra i quali
le macchine fotografiche e le telecamere rappresentano gli esem-

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Versamento
della quota
di iscrizione
allAlbo dei Tecnici
per la stagione
sportiva 2004/2005
Al numero 1 GEN-FEB 2004 del Notiziario, allegato il bollettino per il pagamento della quota di
iscrizione allAlbo ed ai Ruoli del Settore Tecnico per la stagione 2004/2005. Gli importi delle quo-
te sono i seguenti:

Direttore Tecnico 52,00


Allenatore Professionista di 1 cat. 52,00
Allenatore Professionista di 2 cat. 52,00
Allenatore di Base 26,00
Allenatore Dilettante di 3 cat. 26,00
Allenatore di Calcio a 5 26,00
Istruttore Giovani Calciatori 26,00
Preparatore Atletico 52,00
Medico Sociale 52,00
Operatore Sanitario (Massaggiatore, etc.) 26,00

Il pagamento della quota obbligatorio per tutti i Tecnici. Coloro che non effettuano il versamen-
to vengono sospesi temporaneamente dallAlbo ai sensi dellart. 15, comma 1/c del Regolamento del
S.T.. Pertanto i tecnici che non avranno provveduto a versare la quota di iscrizione allAlbo non po-
tranno essere tesserati nella stagione sportiva 2004/2005.
In caso di smarrimento del bollettino, il pagamento della quota potr essere effettuato tramite con-
to corrente n. 389502 intestato a F.I.G.C. - Settore Tecnico, Via G. DAnnunzio, 138 - 50135 Firenze,
specificando nella causale: qualifica, numero di matricola, stagione sportiva per la quale si effettua il
versamento. Si precisa che sul bollettino di versamento dovr essere scritto il nominativo del tecnico.
Si ricorda inoltre che per linoltro di tutta la corrispondenza tra il Settore Tecnico e gli iscritti al-
lAlbo fa fede la residenza e non i temporanei trasferimenti di domicilio.
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TATTICA

MOVIMENTI OFFENSIVI DEL 4 4 2 CON PARTICOLARE


RIFERIMENTO ALLE DIVERSE POSIZIONI DI BASE DEGLI
ATTACCANTI CONTRO DIFESE A 4 O 3 A ZONA E 3 A UOMO
di Giuseppe Iachini*

l 4-4-2 un modulo che stato adottato in Italia In riferimento alle caratteristiche tecnico-tattiche e fisiche degli

I
dalla seconda met degli anni ottanta, a seguito dei attaccanti a disposizione, si sceglier il sistema di gioco pi adat-
grandi successi conseguiti dal Milan allenato da Ar- to alle loro qualit (attuare pressing offensivo o difensivo, sce-
rigo Sacchi che diede alla sua squadra una mentali- gliere di attaccare con palla alta o palla bassa). Sono proprio gli
t e un modo di stare in campo innovativi che ha attaccanti attraverso la loro capacit e disponibilit a collaborare
fatto scuola sia in Italia che in Europa. Con il passa- con il resto della squadra a rendere pi o meno efficace (fase di-
re degli anni questo sistema ha subito varie evolu- fensiva-offensiva) e produttivo il gioco della squadra.
zioni passando ad un:
1) 4-3-1-2: centrocampo disposto a rombo con un 3/4 impiegato
IL MOVIMENTO SENZA PALLA
dietro le due punte (vedi Milan-Juventus 2002-03)
2) 4-2-3-1: composto da due centrocampisti centrali abbastanza Ritengo di primaria importanza, prima di esporre i movimenti
bloccati per dare equilibrio alla squadra, tre giocatori schierati in specifici delle punte nel modulo 4-4-2, parlare dello smarca-
orizzontale con caratteristiche prettamente offensive dietro ad mento, elemento fondamentale di tecnica applicata(o tattica
una punta centrale di riferimento (vedi Real Madrid 2002-03). individuale) e determinante ai fini della riuscita di una efficace
3) 4-2-4: Due centrocampisti centrali, due esterni alti, due punte manovra offensiva.
posizionate in orizzontale. Smarcamento: la capacit di sottrarsi al controllo dellavver-
In considerazione di queste evoluzioni del 4-4-2 si sono modificati sario per agire con una certa libert dazione ma anche la ca-
di conseguenza i movimenti degli attaccanti, sia nella fase di non
possesso palla (fase difensiva) che di possesso palla (fase offensiva). Legenda:
Nonostante le diverse interpetrazioni un sistema di gioco funzio-
Movimento giocatore
na quando composto da bravi calciatori che sanno integrarsi tra senza palla
loro compensando pregi e difetti e quando i giocatori occupano
in campo posizioni a loro congeniali che ne esaltano le qualit e Movimento della palla
ne limitano le lacune.
altres importante che la squadra sia sorretta dallo stesso spiri- Movimento giocatore
to di collaborazione e dalle stesse motivazioni nel raggiungere gli con la palla

obiettivi prefissati. Occorre infine ricordare che uno schema di


gioco per essere efficace deve essere: Giocatore
- equilibrato: deve garantire equilibrio nelle due fasi di possesso
palla, e non possesso palla;
Palla
- elastico: deve adattarsi con piccole modifiche alle esigenze del-
la gara e alla diverse disposizioni tattiche degli avversari;
- razionale: deve essere scelto in relazione alle caratteristiche tec- *Tesi di fine studio del Corso Master 2002/2003 per labilitazione ad allena-
tore professionista di 1 Categoria.
nico-tattiche dei giocatori che lo compongono.

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pacit di sapersi proporre al compagno che ha la palla, per par-


tecipare alla fase di possesso e alla progressione della stessa ver-
so la porta avversaria.
Perch uno smarcamento possa considerarsi ottimale necessa-
rio conoscere alcuni aspetti basilari: quando, come e dove.
Quando: un calciatore si smarca quando il compagno che ha il
controllo della palla in grado di vederlo. Per velocizzare lazio-
ne e creare maggiori difficolt al difensore avversario necessario
che colui che si smarca cominci a muoversi mentre la palla viene
trasmessa da un compagno ad un altro, oppure nel tempo che
passa tra il controllo della palla e il passaggio. Fig. 1 - Esercitazione smarcamento 3 VS 1

Come: un giocatore si smarca con corse diagonali che consento-


no di vedere la palla e il compagno che ti passa la stessa, con-
temporaneamente la porta avversaria e di conseguenza il marca-
tore diretto. fondamentale vedere il compagno che ha la palla
per due motivi :
1) Per i tempi dello smarcamento
2) Per intuire dove si potr ricevere la palla, incontro o in profon-
dit, a seconda della posizione dellavversario (vicino o lonta-
no) dalla stessa
Dove: prendendo in riferimento la distanza dellavversario ci si
smarca dove il compagno pu passarci la palla, valutando le ca- Fig. 2 - Esercitazione smarcamento 4 VS 2
ratteristiche tecniche dello stesso(calcio lungo-calcio corto). Con-
siderando che nel calcio si creano gli spazi muovedosi e facendo
muovere gli avversari, diventa di fondamentale importanza il con- attuando un pressing alto e, naturalmente, avere anche delle buo-
cetto di spazio e di tempo. ne qualit realizzative.
Al contrario la seconda punta deve avere caratteristiche di movi-
Esempi di esercitazioni per lo smarcamento: mento. Deve risultare veloce, abile nel 1 > 1 , capace di fornire as-
quadrati 3 > 1 e 4 > 2 (Fig. 1-2) sist per i compagni e dettare il passaggio negli spazi liberi.
Inoltre dovr essere bravo a smarcarsi tra le linee di difesa e cen-
trocampo avversario quando la propria squadra potr verticaliz-
I MOVIMENTI SPECIFICI DELLE 2 PUNTE
zare il gioco con palla a terra e altres, andare a sostegno della
Perch il nostro sistema di gioco risulti equilibrato e bene orga- prima punta o attaccare la profondit dietro la stessa nel caso in
nizzato, necessario che le punte, cos come tutte le altre coppie cui su pressing avversario la squadra sia indotta a giocare una
(difensori centrali centrocampisti centrali ed esterni) abbiano ca- palla lunga.
ratteristiche diverse per integrarsi bene tra loro. In fase di non possesso palla le punte dovranno assumere la giu-
In genere le qualit di una prima punta dovrebbero essere: po- sta posizione per ritardare la manovra di uscita della difesa av-
tente fisicamente, di statura elevata, abile nel gioco aereo e ca- versaria per consentire alla propria squadra di organizzarsi ed
pace di proteggere la palla sia per lo sviluppo della manovra of- eventualmente di poter effettuare un azione di pressing.
fensiva, sia per far risalire la squadra quando gli avversari stanno Per caratteristiche dovr essere la seconda punta ad accorciare la

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Fig. 3 - Movimento delle punte: uno viene - uno va Fig. 4 - Movimento delle punte: incrocio

squadra ed aiutare la chiusura del gioco degli avversari verso un la sul piede pi lontano dallavversario e compiendo un cam-
lato del campo. bio di direzione e di velocit finalizzato alla chiusura dello
Movimenti classici delle due punte: uno viene e uno va, incro- scambio. Nelluno-due la trasmissione di palla viene effetua-
cio, uno-due, esca, velo, blocco e deviazione (movimento pas- ta utilizzando l interno piede che permette un passaggio pi
sante). preciso ma che ha lo svantaggio di essere pi leggibile dal-
- Incrocio: sintende un cambio di posizione delle punte che per- lavversario. Per questo motivo, per rendere pi pericolosa e
metta una occupazione razionale degli spazi in profondit dan- veloce unazione dattacco, sarebbe opportuno servirsi anche
do al portatore di palla due soluzioni di passaggio. dellesterno piede che un tipo di calcio pi difficile ma me-
Perch questo avvenga occorrono questi requisiti: no prevedibile. (Fig. 5)
- Tempo del movimento di incrocio. Si effettua se il compagno - Esca: le punte effettuano questo movimento quando la palla
pu calciare e quando st per calciare. posizionata sulla parte centrale-esterna e quando gli avversari ac-
- Distanza.In questa situazione le due punte non devono essere corciano molto la marcatura. determinante che le due punte si
n troppo distanti tra di loro n troppo lontane dalla palla. posizionino bene fra loro e la palla e precisamente uno dietro lal-
Questo un movimento che in genere si effettua oltre la 3 / 4 tro e sulla diagonale di colui che effettua il passaggio. La trasmis-
avversaria. (Fig. 4) Si attua in particolare contro difese schie- sione della palla deve essere veloce e tesa, lattaccante che v in-
rate ad uomo. contro alla palla finge il controllo, la lascia passare per laltra pun-
- Uno viene e uno v: un movimento che d la possibilit al
portatore di palla di avere due soluzioni di passaggio, una in ap- Fig. 5 - Movimento delle punte: uno due

poggio e una in profondit. importante in questo movimento


che sia la punta pi vicina alla palla a determinare il movimen-
to dellaltra. (Fig. 3) Questo movimento si attua in particolare
come contromisura al fuorigioco, in questo caso il primo movi-
mento spetta prevalentemente alluomo pi distante.
- Uno due: uno dei movimenti pi produttivi e frequenti nel
gioco del calcio. Perch sia eseguito correttamente occorre
che il calciatore che in possesso di palla attacchi puntando
lavversario, eseguendo un passaggio teso in diagonale sul
compagno venuto in appoggio, cercando di indirizzare la pal-

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Fig. 6 - Movimento delle punte: esca Fig. 7 - Movimento delle punte: velo

ta che gli ritorna la palla sulla direzione della sua corsa.Questo 2) Statico: quando ci si pone davanti o dietro al marcatore di un
un movimento contro cui i difensori hanno difficolt a difendere compagno mentre arriva il passaggio o il cross. (Fig. 8)
data la velocit e limprevedibilit della giocata. (Fig. 6) - Corsa di deviazione o movimento passante: un movimen-
- Velo: unazione che si effettua quando il giocatore che ha la pal- to che prevede lo spostamento(ad aprire) di uno o di entrambi
la non ha alternative di gioco. Esegue una guida della palla verso gli attaccanti. Questo movimento si effettua per cercare di apri-
il compagno che gli lascia la stessa, incrociandosi e proteggendo re le difese avversarie e per favorire gli inserimenti da dietro de-
la palla da un possibile intervento di un avversario. un movi- gli esterni e dei centrocampisti centrali. (Fig. 9)
mento efficace contro una difesa ad uomo ed presupposto per Fig. 9 - Movimento delle punte: deviazione o movimento passante
la verticalizzazione (conclusione in porta o passaggio). (Fig. 7)
- Blocco: una tattica ripresa dal basket e si utilizza soprattutto
nelle palle inattive (calci dangolo, punizioni laterali ecc.). Si de-
ve prestare attenzione a non commettere fallo perch un mo-
vimento che si attua in spazi ristretti e contro la marcatura a
uomo. Il blocco pu avvenire in due modi:
1) In movimento:quando si corre sulla traiettoria di corsa del mar-
catore dellaltro attaccante per fargli deviare il senso della corsa.

Fig. 9 bis - Movimento delle punte: deviazione o movimento passante con inse-
Fig. 8 - Movimento delle punte: blocco rimento dellesterno in taglio.

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DISPOSIZIONE E MOVIMENTI DEI DUE ATTACCANTI DEL


4-4-2 CONTRO LA DIFESA A 4 A ZONA E CONTRO UNA
DIFESA DISPOSTA A 3 A ZONA O A UOMO

Due attaccanti > 4 difensori a zona:


Fase offensiva
Premettendo che le caratteristiche tecniche, tattiche e fisiche dei due
attaccanti siano quelle sopra citate, contro una difesa a 4 schierata
a zona in genere le due punte possono essere posizionate:
1) Due punte centrali. Questo per creare una situazione di 2 > 2
centralmente e rendere pi difficoltosa la copertura reciproca
dei difensori. In questo caso i movimenti delle due punte pi Fig. 10 - 2 punte vs 4-4-2
idonei sono luno due(anche con gli attaccanti pronti a rice-
vere palla di spalle usando lesterno piede), uno viene uno v menti dei nostri due attaccanti saranno uguali a quelli ap-
(punta incontro e laltra punta che taglia) e l esca se incon- pena citati. Considerando la possibilit che anche gli esterni
triamo una difesa molto aggressiva. siano alti, questi dovranno correre allindietro per favorire
2) La prima punta si posiziona centralmente mentre la seconda leventuale inserimento del terzino sul conseguente cambio
punta si colloca esternamente dalla parte del difensore esterno di gioco, con le punte che successivamente riprenderanno la
meno abile nella fase difensiva ma pi portato ad attaccare, in corsa verso la porta.Sono efficaci inoltre per evitare il fuori-
modo che questultimo possa limitare la sua spinta e di contro gioco i movimenti di mezza luna, corse in diagonale e in
subire l 1 > 1 o il 2 > 1 con il supporto dell esterno. Nel caso orizzontale / verticale (ad L )
in cui sia la punta ad effettuare il cross, fondamentale che il
centrocampista centrale pi abile nel gioco aereo sinserisca da Fase difensiva
dietro per affiancare la prima punta alla conclusione. La posizione e i movimenti dei due attaccanti nella fase di non
3) Posizione delle punte in verticale. Si ricerca questa disposizio- possesso palla sar determinata dallo schieramento tattico del
ne quando troviamo nella squadra avversaria un centrocampo centrocampo avversario.
molto piatto e poco disposto alle coperture reciproche e alla Se schierato a 4, una punta andr in chiusura sul centrale di par-
marcatura dellavversario la punta di movimento si posiziona te impedendogli di poter girare il gioco, in questo caso sar de-
tra le linee di centrocampo e di difesa, in verticale con la prima terminante la posizione corretta del corpo. L altro attaccante si
punta, per creare delle difficolt nelle scalate ai due difensori abbasser nella zona del centrocampo per impedire la giocata dei
centrali e favorire di conseguenza gli inserimenti con i tagli de- centrocampisti centrali in posizione diagonale rispetto allaltro at-
gli esterni di centrocampo. Inoltre una difesa a 4 schierata a taccante. Nel caso in cui gli avversari riuscissero a cambiare gio-
zona potrebbe effettuare il fuorigioco. In questo caso i movi- co la posizione delle due punte sinvertirebbe.
menti dei due attaccanti saranno diversi a seconda della loro Se la palla in possesso di uno dei due centrali le punte assume-
posizione (orizzontale o verticale). ranno la posizione di uno marca ed uno copre. Importante sar
A: se le nostre punte sono posizionate in orizzontale sulle re- che le due punte non vadano a chiudere sulle fasce laterali (terzi-
spinte dovranno correre verso la linea di centrocampo, per ni), zona di competenza degli esterni di centrocampo. (Fig. 10)
favorire linserimento da dietro di un esterno o di un centro- Se il centrocampo fosse schierato a 3, la prima punta si posizio-
campista centrale. Con le punte in posizione verticale sar ner su uno dei due centrali di difesa come gi spiegato, la se-
efficace il movimento punta incontro e punta lunga. conda punta si abbasser sul metodista avversario per impedirgli
B: contro il fuorigioco su palla scaricata allindietro, i movi- di giocare. (Fig. 11)

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Fig. 11 - 2 punte vs 4-3-3 Fig. 12 - 2 punte vs 3-4-3

Nello sviluppo di questi movimenti sar importante individuare il la nostra prima punta (abile nel gioco aereo) nella zona del difen-
giocatore/i avversario meno abile tecnicamente in maniera tale sore meno bravo di testa, affinch si favorisca gli inserimenti da
da indirizzare il gioco nella sua zona di competenza e di effettua- dietro della seconda punta o dei centrocampisti. Questo tipo di so-
re con il resto della squadra unazione di pressing. luzione valida anche contro una difesa schierata a 4 a zona.

2 Attaccanti > 3 difensori a zona Fase difensiva


Fase offensiva La posizione delle due punte contro questo tipo di schieramento
In questo caso le due punte possono disporsi larghe centralmen- potr essere eseguito in due maniere (in relazione allo schiera-
te (circa sui vertici dellarea di rigore) creando cos maggiori diffi- mento del centrocampo avversario):
colt ai difensori nel marcare e nel coprirsi. 1) In orizzontale con una punta in chiusura su un difensore ester-
Se una punta riceve palla e non viene raddoppiata tenter una- no e laltra posizionata sul difensore centrale indirizzando il
zione di 1 > 1, al contrario invece, eseguir un appoggio allin- gioco verso il giocatore avversario meno abile tecnicamente.
dietro con successiva verticalizzazione per laltra punta. Questa (Fig. 12)
potr scegliere di effettuare un movimento dincontro, un taglio 2) Posizione delle punte in verticale (contro un centrocampo
centrale correndo verso la porta o un movimento di deviazione schierato a 3-5) con la prima punta che chiude il gioco sul di-
(movimento passante) nel tentativo di aprire ulteriormente la di- fensore centrale e laltra che si abbassa sul metodista avversa-
fesa, cercando la conclusione diretta in porta o di favorire gli in- rio. In tal modo sar importante la scalata in avanti dei nostri
serimenti da dietro degli esterni o centrocampisti centrali. esterni di centrocampo. (Fig. 13)
Il movimento di deviazione contro questo tipo di schieramento
potr essere particolarmente efficace, in quanto non sempre gli 2 Attaccanti > 3 difensori ad uomo:
esterni di centrocampo avversari riescono con i tempi giusti ad Fase offensiva
eseguire le diagonali difensive. Contro una difesa schierata ad uomo (2 marcatori e un libero) so-
Un altra soluzione sar quella di schierare le due punte in posi- no efficaci tutti i movimenti: velo, uno v uno viene, esca e in par-
zione verticale, rendendo pi difficoltosa la scalata dei difensori ticolare gli incroci e i movimenti ad aprire. Questultimi consento-
sulla seconda punta di movimento e favorendo cos linserimento no alle punte di sfruttare le azioni individuali e creano spazi a fa-
dellesterno di centrocampo o di un centrocampista centrale nella vore dellinserimento da dietro dei centrocampisti. Sono impor-
zona lasciata libera dal difensore. Scegliendo di forzare il gioco tanti, vista la posizione del libero pi orientata nella zona della
con una palla lunga e tesa sulla difesa avversaria, posizioneremo palla, i cambi di gioco veloci. In questo caso le punte taglieranno

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SCUOLA
ALLENATORI
TATTICA

tattico avversario) stato necessario, a volte, modificare la posi-


zione degli attaccanti.
Per ovviare a queste problematiche fin dal ritiro ho preferito pre-
parare la squadra ed in particolare il reparto offensivo a tali pos-
sibili eventualit. Cos facendo i miei giocatori non hanno succes-
sivamente trovato poi troppe difficolt nel modificare tattica e
movimenti traendone benefici sul campo attraverso i risultati po-
sitivi ottenuti.

Fig. 13 - 2 punte vs 3-5-2

il campo verso la zona del libero, con movimento punta incontro


e punta che taglia favorendo linserimento dalla parte opposta
dell esterno di centrocampo o di un centrocampista centrale.

Fase difensiva
I movimenti in fase difensiva saranno uguali a quelli sopra citati
contro una difesa a 3 a zona e, alla stessa maniera, si dovranno Fig. 14 - 2 punte contro la difesa a 4 (zona) - gioco a tre tocchi - gioco libero.
SITUAZIONE DI 2+2 VS 2 : le punte ricevono palla in verticale dai due centrocam-
considerare due elementi: pisti posti nei pressi della linea mediana. Inizialmente, ricevuta palla dopo alcuni
scambi liberi tra i mediani, si gioca un 2vs2 libero per andare alla conclusione
1) Lo schieramento del centrocampo avversario (a 3 5 o a 4 in (movimenti d'incrocio, uno viene uno va, partenza semifrontale e di spalle con
giocata d'esterno piede). Successivamente si prova la combinazione: passaggio
linea) diagonale avanti, sponda a muro taglio e verticalizzazione. l'esecuzione deve av-
2) Indirizzare il gioco sul giocatore meno abile tecnicamente e su venire curando i tempi d'esecuzione, lo smarcamento , il contromovimento.

questo iniziare lazione di pressing (pressing a invito)

CONSIDERAZIONI FINALI

Nella mia breve esperienza di allenatore, relativamente alla fase of-


fensiva degli attaccanti, ho preparato le partite sempre alla stessa
maniera, ripetendo i movimenti gi acquisiti e inserendo di volta in
volta delle varianti a seconda dello schieramento difensivo della
squadra avversaria cercando di individuare i loro punti deboli.
Nella preparazione della fase difensiva, quando ho affrontato di-
fese disposte a 3, stato necessario un maggior lavoro di prepa-
razione perch oltre agli attaccanti fondamentale la collabora- Fig. 15 - 2 punte contro la difesa a 4 (zona) - gioco a tre tocchi - gioco libero.
SITUAZIONE DI 4+2 VS 2+2 : l'esercitazione riprende i temi di quella precedente
zione degli esterni di centrocampo per eseguire al meglio le sca- con l'aggiunta di una coppia di esterni per squadra, con i difensori laterali in at-
late nei modi e con i tempi giusti. teggiamento semi attivo.Il mediano cede all'esterno dopo il contromovimento;
inizialmente l'ala si porter al cross con l'incrocio delle punte ed il taglio dell'ala
Anche in corso di partita a causa di difficolt incontrate (calo fisi- opposta poi si proveranno combinazioni pi articolate (es. uno-due con la punta
lontana nello spazio creato dalla prima punta - vedi figura -, oppure esca della pri-
co- infortuni situazioni di vantaggio o svantaggio, cambiamento ma punta e triangolo interno o esterno con il compagno di reparto).

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Fig. 16 - 2 punte contro la difesa a 4 (zona). Fig. 17 - 2 punte contro la difesa a 3 (zona) - gioco a tre tocchi - gioco libero.
SITUAZIONE DI 2VS2 + 2VS2 + 2 ALI OFFENSIVE PER SQUADRA: si gioca a zone SITUAZIONE DI 4+2 VS 3+2 : l'esercitazione riprende i temi di quelle svolte con-
fisse. Con palla in possesso dei difensori, questi sono liberi di trasmetterla sia al- tro la difesa a 4. Si giocher inizialmente nella sola fascia centrale, aggiungendo
le punte che lateralmente alle ali. Il portiere deve servire obbligatoriamente le poi le coppie degli esterni. Le punte servite dai mediani centrali cercheranno di an-
punte, che per possono appoggiarsi all'esterno. Quando l'ala va al cross le pun- dare alla conclusione con movimenti di incrocio, uno-due, velo etc... Successiva-
te incrociano, l'esterno opposto taglia dentro, mentre uno dei difensori accorcia mente si inseriranno le coppie degli esterni che ricevuta palla andranno al cross
al limite per il tiro sulla respinta o l'eventuale sponda di uno degli attaccanti. per l'incrocio delle punte e l'inserimento in taglio dell'esterno opposto per rista-
bilire la parit numerica (vedi figura).

Fig. 18 - 2 punte contro la difesa a 3 (zona) - a 3 (uomo). Fig. 19 - 2 punte contro la difesa a 3 (uomo) - a 2-3 tocchi - a tocco libero.
SITUAZIONE DI 3VS2 + 2VS3 + 2 ESTERNI PER SQUADRA IN ZONA OFFENSIVA : SITUAZIONE DI 4(+2) VS 3(+2) : l'esercitazione ricorda quella analoga esposta in fi-
lo svolgimento ricalca quello dell'esecitazione contro la difesa a 4 con la differen- gura 17. con i 3 difensori disposti per con 2 marcature ed il libero.Gli attaccanti pro-
za che i 3 difensori devono smarcarne 1 in zona franca prima di servire le punte; veranno dunque quelle soluzione che enfatizzano la difficolt nelle scalature difensi-
questo stesso giocatore pu poi seguire l'azione in zona d'attacco. Si gioca a 2 ve proprie di questo modulo: incrocio,punta viene punta va sul libero, uno-due, corse
tocchi in fase difensiva, a tocchi liberi in attacco. di deviazione (nella figura esempio di velo).In un secondo momento verranno intro-
dotte le coppie degli esterni, con i difensori semiattivi. sul cross si avr il movimento
d'incrocio delle punte pi il taglio dell'esterno opposto a ristabilire la parit numerica.

Fig. 20 - 2 punte contro la difesa a 3 (uomo). Fig. 21 - 2 punte contro la difesa a 3 (uomo) - a 3 tocchi - a tocco libero.
SITUAZIONE DI 4+2 VS 3+2 : come sopra, con l'inserimento delle coppie degli SITUAZIONE DI 4+2 VS 3+2 : lo svolgimento identico a quello sopra descritto ma in
esterni. Si ha in questo caso per una corsa di deviazione di una delle due punte questo caso l'esercitazione sviluppa un movimento per liberare al tiro un esterno sul
che si porta in fascia per il 2vs1. In questo frangente, oltre al taglio dell'ala op- lato cieco, sfruttando la difficolt dei difensori in marcatura a uomo a coprire razio-
posta abbiamo l'inserimento in area di rigore di quello tra i due cc che dispone di nalmente il fronte di attacco se attirati in certe zone del campo. Dopo uno scambio tra
migliori qualit nel gioco aereo o comunque maggiori attitudini realizzative. i mediani , l'ala riceve in seguito ad un contromovimento e cede a muro sul secondo
mediano centrale che ha accorciato. Le punte si propongono entrambe sul lato forte
(una incontro+ una in taglio), aprendo un varco che pu essere sfruttato dal centro-
campista esterno opposto se riuscir a sorprendere il quinto difensivo sul lato debole.

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FONDAZIONE
MUSEO DEL CALCIO
STORIA

SAPERE DI NON SAPERE


di Luigi Cina Bonizzoni*

are valore ad insegnamenti spinti dalla voglia di soddisfare una voca- Mi sta bene il tu paterno diceva ma

D
duraturi, indimenticabili, sa- zione che ognuno di noi aveva dentro di il lei mi sembra il pronome giusto da
pere di non sapere sufficien- s. Mi inorgoglisco ancora oggi a rivedere usare al cospetto di un allievo, magari
temente la molla che mi ha quelle foto scattate nel salone dove tene- avanti con let. Sono pienamente dac-
spinto, quando non avevo vamo le lezioni teoriche e allo stadio Ber- cordo, ho sempre usato il lei anche con i
ancora compiuto trentanni, ta dove avevano luogo quelle pratiche. Fo- giovani perch si sentissero importanti.
nel 1949, dopo aver allenato tografie ovviamente in bianco e nero in cui Al corso per allenatori imparammo a siste-
il Magenta, portandolo dalla C alla B e mi rivedo, io cos giovane allora, in mezzo mare il nostro disordine. Lingegner Barassi
quindi il Monza, portandolo dalla C regio- a Bernardini, Bisogno, Rocco, Viani, Frossi, ci disse una volta: Il calcio va considerato
nale alla C nazionale, a tentare di fare lal- Ceresoli ed ai campioni del mondo Meaz- come unimmagine della vita, quindi
lenatore professionista. za, Ferrari e Monzeglio. sconsigliabile fidarsi troppo di s stessi per
A spronarmi in tal senso furono anche gli Per tutti cera la gioia di poter rincorrere un evitare di commettere errori pi numerosi
amici. Di strada ce n era molta da fare, ma pallone, di fermarsi ad indicare ad un ra- di quanti se ne facciano normalmente.
lentusiasmo non mi mancava. Partii per gazzino i suoi errori, di leggere negli
Firenze per frequentare un corso per alle- occhi altrui il valore dellamicizia
natori che codificava linquadramento dei svincolata dagli interessi e dai torna-
tecnici, il primo dopo la fine della guerra. conti. Erano sogni carichi di passione,
Durante il viaggio in treno, incontrai Man- di amore per un mestiere da molti in-
delli, allenatore del Seregno, col quale de- vidiato e che tutti noi cercavamo di
cisi di andare alla ricerca di una camera trasformare in un divertente gioco.
ammobiliata dove risiedere per un mese, Cappi subito che le radici dellavven-
tanta era la durata del corso. Il giorno do- tura che stavo per affrontare andava
po mi presentai in via Cocchi, al numero 4 ricercata in ognuno di noi autodidat-
dove, ad accoglierci, cerano il dottor Bac- ti, desiderosi di migliorarci, di dare
cani, direttore e segretario della scuola e, valore allesistente ma anche speran-
allepoca, anche presidente della Federcal- do di aprire nuovi orizzonti. Nel corso
cio, lingegner Barassi ed il marchese Ri- delle lezioni, numerosissimi furono
dolfi che ci illustr la sua idea di varare il gli interventi dellingegner Barassi
progetto del centro di Coverciano di cui, sopratutto sul comportamento che
oggi, andiamo tutti orgogliosi. avremmo poi dovuto tenere: erano
Ricordo che eravamo circa un centinaio di suggerimenti sempre avvincenti, pie-
allievi e ci muovevamo come formiche, ni di umanit, erano delle verit. Si
sofferm sullabuso del tu che con-
* Direttore Tecnico
siderava una cattiva consuetudine.

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Sappiate - ci disse Ottavio Baccani - che vi luomo. Egli lasci unimpronta che si tra- re?Ogni suo gesto ha un senso che sfugge
potete rivolgere a noi per avere consigli e smessa attraverso altri uomini altrettanto a qualsiasi parametro oggettivo di giudi-
delucidazioni ed anche per qualsiasi altra eclettici, di generazione in generazione ed zio per fare posto alla sensazione di ma-
necessit. Limmobilismo una parola che perci che il Settore Tecnico della FIGC vie- gia.
non c nel nostro vocabolario.A questo ri- ne apprezzato in tutto il mondo. Eraldo Monzeglio lo incontrai dopo qual-
guardo lo misi alla prova allorquando alle- Il docente di tecnica calcistica e di tattica di che anno a Como, in occasione di una par-
navo il Palermo, la prima squadra di serie A gioco era Giovanni Ferrari. Una mattina tita. In quelloccasione mi confid che al
che mi accolse. Mi occorreva un documento venne a Bergamo a trovarmi. Allora allena- cimitero di Casale aveva fatto mettere,
ed allora telefonai al dottor Baccani signifi- vo lAtalanta e stavamo attraversando un sulla tomba di Umberto Calligaris, la foto
candogli lurgenza della mia richiesta. Do- momento difficile. Me lo trovai di fronte al- che mancava e di aver prenotato, per
menica giocherete a Milano ed io sar alla lo stadio Brumana. Volle invitarmi a pranzo quando ci avrebbe lasciati, il pezzo di ter-
stazione di Santa Maria Novella allora che ed ebbe per me parole di conforto: Vedi ra vicino alla tomba del suo vecchio com-
il vostro treno transiter da Firenze. Venne mi disse- forse hai bisogno di un amico col pagno di squadra per ricostituire la coppia
personalmente al nostro vagone-letto alle quale confidarti molto riservatamene. Mi dei terzini campioni del mondo.
cinque del mattino del sabato per conse- fu di grande aiuto morale. Il suo compito, Al corso allenatori sentii parlare, per la pri-
gnarmi il documento richiesto, a significare evidentemente, non si esauriva al corso al- ma volta, di psicologia, di preparazione fisi-
la gentilezza, la dinamicit, la schiettezza, la lenatori, le sue funzioni di maestro conti- ca e furono approfondite le nozioni di tec-
generosit danimo e di pensiero di quel- nuavano anche dopo. nica e di tattica calcistica. Pochissimi erano
Giuseppe Meazza, a quel corso, era i libri di testo, per cui dovemmo riempire i
Gruppo di allievi di uno dei primi corsi per Allenatore.
sia docente che allievo. Maestro di nostri block-notes per non dimenticare nul-
tecnica (che nellaccezione sportiva la, per memorizzare quanto andavamo im-
indica il complesso delle abilit che parando, per auto orientarci, per trovare le
occorre possedere per poter pratica- soluzioni pi adatte, per imparare a giudi-
re il calcio), ci mostrava in che cosa care le caratteristiche dei calciatori. Infatti,
consistessero queste abilit: Que- per poter insegnare, indispensabile avere
sto il momento dellio e dellavver- chiarezza di idee e certezze per stimolare
sario diceva. La tecnica - gli veni- gli allievi a convivere con il nuovo.
va in aiuto Giovanni Ferrari, col qua- La scuola, quella scuola, non risult mai
le Meazza aveva giocato nel 1938 noiosa perch i nostri docenti erano muni-
con la Nazionale divenuta poi cam- ti di pazienza come pure lo staff dirigen-
pione del mondo non muta col tra- ziale. Imparammo cos a vedere, a giudica-
scorrere degli anni. Essa gioca un re, a capire, ad inquadrare immediatamen-
ruolo di primaria importanza E te le situazioni che interessano ai fini di
strettamente legata alla tattica di un efficace selezione. Imparammo inoltre
gioco che non pu svolgersi senza a essere anche un po geniali borsaioli
unopportuna dislocazione in campo di immagini, di nozioni, andando alla ri-
dei giocatori, giocatori che, ripeto, cerca di qualcosa da copiare ed utilizzare
devono conoscere alla perfezione i in seguito. Personalmente imparai a guar-
fondamentali. E chi meglio del no- dare anche nel giardino degli altri, per ag-
stro Meazza ve lo pu dimostra- giungere altro sapere a ci che gi sapevo.

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SETTORE
GIOVANILE
TECNICA

RIFLESSIONI METODOLOGICHE
di Sergio Roticiani*

l gioco del calcio classificato come sport di situa- stesso e rappresenta (nella genesi della evoluzione calcistica) un

I
zione e questo condiziona tutte le procedure meto- costante riferimento didattico. Laddove esiste unattivit cosciente,
dologiche indirizzate alla formazione tecnica. una sistematica attivit di elaborazione e di risposta a stimoli am-
Formazione tecnica collegata costantemente in am- bientali, dobbiamo parlare di tattica. Lautomatizzazione di certi
bito tattico ovvero in costante integrazione con la gesti (abilit tecniche) sposta su piani elaborativi pi complessi il
sfera cognitiva del giovane calciatore. comportamento del calciatore, impegnato adesso a raccordare le
Il gesto tecnico lo strumento operativo per risol- proprie azioni con quelle dei compagni in fasi di gioco dove diven-
vere i problemi di gioco che possono essere identificati per esem- ta sempre pi indispensabile la presenza dellavversario.
pio nell addomesticare un pallone che ha avuto un rimbalzo I piani didattici elaborati per la formazione tattica devono conte-
a terra imprevisto, dal dosare un passaggio in profondit sulla nere attivit che sono in linea e in stretto rapporto con :
corsa di un compagno particolarmente veloce, oppure decidere in - let del calciatore;
pochissimo tempo se calciare in porta o tentare un dribbling. - le sue qualit tecnico/tattiche;
la situazione che giustifica il comportamento tecnico e quindi - il suo grado di maturazione psico-fisica;
condiziona la scelta operativa e il tipo di esecuzione. Solo grandis- - le motivazioni.
simi fuoriclasse sono riusciti con la loro maestria tecnica a influen- Abbiamo pensato di codificare e assemblare la tipologia di eser-
zare la situazione e a modificarla con la propria azione tecnica. citazioni atte a conseguire una crescita di quelle che noi conside-
La formazione tecnica non pu prescindere da quella tattica e vi- riamo scelte operative efficaci o azioni efficaci in quattro
ceversa, in ogni atto di gioco, il calciatore esegue (tecnica) solo contenitori:
dopo aver elaborato pi o meno velocemente una risposta su co- - situazioni semplici:
me risolvere problemi legati alla situazione di gioco (atto tattico). - situazioni standard;
La formazione tattica un processo integrato che nasce dal gioco - situazioni funzionali;
- situazioni strutturate o di gara.

Situazioni semplici, ovvero tutte quelle attivit, dove in spazi ri-


dotti il giovane calciatore applica le sue conoscenze tecniche in re-
gime di gioco, con la presenza di compagni e avversari, senza nes-
sun vincolo comportamentale imposto dallallenatore; sovente si
utilizzano situazioni in sovrannumero o sottonumero per facilitare
il comportamento tecnico-tattico. In situazioni individuali e colletti-
ve i calciatori sviluppano il bagaglio di opzioni operative, risolven-
do in forma autonoma i problemi del gioco. Si favorisce cos lam-
pliamento di quelle che vengono chiamate capacit tattiche.

*Istruttore Corsi Allenatori.

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Situazioni standard ovvero tutte quelle attivit che sottinten- ne nella formazione calcistica ha un decorso pluriennale che pos-
dono alla capacit di apprendere schemi di movimento tipo, siamo sintetizzare aderente alle fasce di et nellattivit calcisti-
stereotipi comportamentali base che fungeranno da segnale di ri- ca giovanile.
conoscimento ogniqualvolta in gara si individueranno determina- Una analisi quantitativa, riferibile al decorso delle attivit, orien-
ti segnali. Mi riferisco in particolar modo ad esercitazioni cosidet- tate a favorire la formazione tattica nel corso delle varie fasce
te a secco, senza la presenza di avversari attivi, dove laccento det, pu essere cos concepita:
viene posto sulle modalit di apprendimento di certi movimenti
situazioni
p.e. sovrapposizioni, movimenti a scalare, diagonali, gioco a mu- semplici standard funzionali strutturate
ro , incroci ecc. pulcini 40% 10% 20% 30%
esordienti 30% 15% 25% 30%
Situazioni funzionali cio lapplicazione di determinate situa- giovanissimi 20% 20% 30% 30%
zioni standard in regime di gioco, dove linfluenza attiva dellav- allievi 10% 25% 30% 35%
versario/i determina lapprendimento di comportamenti flessibili
e funzionali. Possiamo classificare questi mezzi dallenamento Il carico dallenamento orientato alla formazione tattica individua-
come software altamente sofisticati in grado di generare risposte le e collettiva, rappresenta una quota complessiva rilevante nella
efficaci alle richieste della gara. Verranno in questo modo acqui- formazione del giovane calciatore. Tale quota va concepita in stret-
siti pattern comportamentali, con una qualit di riconoscimento to collegamento con la parte tecnica, che assume sempre maggior
che con lesperienza diverr sempre pi efficace. significativit come strumento per risolvere problemi tattici.
Come chiaramente viene espresso nel quadro sopra esposto, la
Situazioni strutturate o di gara rappresentano ambiti di componente mirata a costruire comportamenti adeguati al gioco
gioco di gara o simili. Partite a tema o con variazione di regole in forme di attivit semplici e non rigidamente controllate assu-
che rilevano il tipo di comportamento che si vuole fare apprende- me rilevanza nelle categorie di avviamento.
re. Il comportamento collettivo, in relazione allobiettivo tattico, La strutturazione di comportamenti pi specifici, verr realizzata
viene attraverso queste attivit reiterato e reso funzionale alle di- quando le esigenze prestazionali abbinate a una maggiore matu-
namiche del gioco (fase di possesso e di non possesso). In rela- rit psicofisica richiederanno una pi spiccata specializzazione e
zione al tipo di comportamento ricercato verranno modificate le maggiori capacit di attenzione da parte del giovane calciatore.
variabile quantitative e qualitative presenti nel
gioco p.e. spazio, numero di giocatori, tempo di
gioco, numero di tocchi, zone neutre, giocatori
jolly ecc.
La capacit di gioco individuale e collettiva ha il
suo codice genetico nella capacit di saper gesti-
re in maniera funzionale il proprio comportamen-
to tecnico. Lazione tecnica rappresenta un diveni-
re in stretta simbiosi con levolversi della situa-
zione, deve quindi adattarsi, trasformarsi e coniu-
garsi on line con il gioco.
Le situazioni sopradescritte rappresentano un
momento imprenscindibile per costruire capacit
di gioco altamente qualificate. La loro distribuzio-

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SEZIONE MEDICA
ALIMENTAZIONE

ATTENZIONE A CERTI SUPPLEMENTI NUTRIZIONALI:


POSSONO CONTENERE STEROIDI!
di Ron Maughan*

el calcio le buone prestazioni maggior parte delle industrie che producono contenessero steroidi. Quasi un prodotto su

N
dipendono da differenti fatto- e distribuiscono questi prodotti si preoccu- quattro rappresenta un rischio! Il pi grande
ri. I giocatori prendono dei pano della salute dei loro clienti. Tuttavia un numero di prodotti contaminati proveniva
supplementi nutrizionali per certo rischio esiste. dai Paesi Bassi (26%), dagli Stati Uniti (19%)
resistere allintensit dellalle- Nel novembre 2000 apparso un articolo e dalla Gran Bretagna in particolare. I nomi
namento, per migliorare le nella stampa specializzata che si riferiva dei supplementi alimentari non sono stati
prestazioni in partita e per re- chiaramente alla contaminazione di supple- pubblicati ma questi contenevano vitamine
stare in buona salute. Tuttavia menti alimentari da parte di steroidi. Questo e minerali, supplementi proteici, creatina e
devono mostrarsi prudenti e studio interessante e importante, in parti- altro. Nel sito Internet del laboratorio di Co-
valutare in anticipo pro e con- colare per due ragioni: prima di tutto perch lonia si possono trovare i dettagli di questo
tro. Poich, se queste sostanze hanno dei stato realizzato nel laboratorio, accredita- studio: www.dopinginfo.de.
vantaggi, comportano anche dei rischi. to dal CIO, dellUniversit dello Sport di Co-
I preparati vitaminici e minerali sono consi- lonia il che sottintende che stato condotto APPELLO ALLA VIGILANZA
derati in generale inoffensivi e numerosi con la pi grande cura, a tutti i livelli. Inoltre, Il laboratorio di Vienna, accreditato dal CIO,
sportivi prendono quotidianamente com- perch stato pubblicato in una stimata ri- ha ripetuto lesperienza di Colonia con un nu-
presse di vitamine come misura di preven- vista specializzata che fa analizzare gli studi mero ridotto di supplementi alimentari (57).
zione. Ma da uno o due decenni che si han- da esperti prima della pubblicazione. Lo studio ha rivelato che dodici dei prodotti
no negozi specializzati in nutrizione per Nellambito quadro di questo studio sono sta- testati (22%) contenevano steroidi. Contraria-
sportivi dove si trovano supplementi nutri- ti analizzati dei supplementi alimentari auto- mente allo studio tedesco, i nomi delle indu-
zionali. Alcuni di questi prodotti sono stati rizzati. Su nessuna confezione dei prodotti strie e dei prodotti sono stati resi pubblici su
legati a casi di positivit di doping al nan- studiati era indicata la presenza di steroidi. Internet. Sono disponibili sul sito menzionato.
drolone e ad altre sostanze proibite. Nessuna indicava che il prodotto poteva con- Pi grave ancora, nel 2002, lo stesso laborato-
Nandrolone labbreviazione internazionale tenere sostanze proibite e nessuna avvertiva rio ha scoperto in un supplemento alimentare
dello steroide anabolizzante androgeno 19- gli atleti di un qualsiasi rischio. Ora, le analisi acquistato in Inghilterra la presenza di uno de-
nortestosterone. Il nome chimico indica che hanno rivelato la presenza in questi prodotti gli steroidi anabolizzanti pi duri: il metan-
questa sostanza strettamente legata allor- di nandrolone, testosterone e di altri steroidi. dienone. Questa sostanza era presenza in tali
mone sessuale maschile testosterone, che quantit che avrebbe avuto un effetto anabo-
favorisce laumento della massa muscolare e STEROIDI PROIBITI lizzante, ma anche gravi effetti secondari. La
dellaggressivit. Dopo somministrazione a soggetti sani, i ri- presenza di questo steroide stata qualificata
Queste due propriet possono essere utili al sultati dellanalisi delle urine si sono rivelati come dlit intentionnel, reato intenzionale .
giocatore sia in allenamento sia in partita. positivi al nandrolone con una concentrazio- Queste informazioni non hanno tuttavia fat-
Nel corso degli anni gli atleti hanno utilizza- ne fino a 360 ng/ml il limite essendo fissa- to cambiare la situazione. Il principio della
to differenti steroidi anabolizzanti androgeni, to per gli uomini a 2 ng/ml e per le donne a diretta responsabilit prevale sempre e gli
compreso il nandrolone e il testosterone. Og- 5 ng/ml. I supplementi alimentari Chrysin, atleti devono mostrarsi estremamente pru-
gi FIFA e UEFA e le autorit nazionali dispon- Tribulus Terrestris e Guarana sono stati ana- denti. Un prossimo articolo tratter delle mi-
gono di misure ben integrate per impedire il lizzati: nessuno ha avuto risultato positivo. sure che permettono a questultimi di pro-
ricorso a queste sostanze. In seguito, il laboratorio di Colonia ha proce- teggersi. Si tratter del resto anche dei prov-
duto a una seconda analisi, pi ampia que- vedimenti previsti dalla legge che dovrebbe-
NESSUNA INDICAZIONE sta volta. Ha acquistato in 13 paesi 634 cam- ro dare maggiori responsabilit ai produtto-
SULLE CONFEZIONI pioni nei quali ha ricercato la presenza di ri di supplementi alimentari, cosa che non
Le autorit di controllo non danno ai supple- steroidi e di sostanze affini. In 94 di questi attualmente.
menti nutrizionali lo stesso valore che danno supplementi alimentari (14,8% dei prodotti
ai farmaci, e le sostanze contenute in questi testati) chiaramente apparso che contene- *Professore di Alimentazione sportiva allUni-
prodotti non appaiono quindi sempre chiara- vano sostanze proibite. In un altro 10 per versit di Loughborough di Leicester.
Articolo pubblicato su FIFA Magazine, dicem-
mente indicate. La maggior parte dei com- cento dei casi i risultati non sono stati con-
bre 2003. Traduzione dal francese di Marco Viani
posti non comporta alcun problema e la clusivi ma verosimile che questi prodotti

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