Sei sulla pagina 1di 24

STORIA DEL MARTINISMO

STORIA DEL MARTINISMO La questione della concessione dei poteri iniziatici alle Sorelle nel Martinismo Di Igneus

La questione della concessione dei poteri iniziatici alle Sorelle nel Martinismo

Di Igneus SaIaLaIa

Silentium post clamorem

Una precisazione del F.llo Algol SIaIa al F.llo Nicolaus SaIaIa, su un articolo di storia del Martinismo pubblicato sul sito www.martinismo.it, dell’Ordine Martinista Universale,

probabilmente scritto dal compianto Giovanni Aniel SaIaIa ci permette di affrontare, solo un punto di vista storico e concettuale, la spinosa e controversa questione della concessione dei poteri iniziatici alle donne nel Martinismo.

Le

comunicazioni del F.llo Algol al F.llo Nicolaus sono le seguenti:

Al

Fr. Nicolaus SaIaIa

Gran Maestro dell’Ordine Martinista Universale

Se non fosse stato per la consultazione casuale di internet con la storia dell’OMAT, verosimilmente

scritta da Fabrizio Mariani, non avrei mai saputo che la lettera di Brunelli, cui Mariani era estraneo,

fosse stata da lui utilizzata per accreditare presso i Martinisti dell’OMAT che l’idea di concedere i poteri iniziatici alle donne fosse un disegno dello stesso Nebo. E così, dopo ventitre anni di silenzio,

mi sembra del tutto opportuno fare chiarezza su questa mistificazione anche perché i protagonisti

stanno scomparendo e, non essendo più giovane, mi sembra opportuno mettere un punto fermo. Allego una ricostruzione degli eventi di quel periodo, precisando che sono disponibile a scannerizzare l’originale del testamento spirituale di Nebo. Premetto che rappresento, insieme con pochi altri ormai, la memoria storica dell’Ordine Martinista degli Eletti Cohen in cui fui iniziato da Nebo nel 1971 quando egli denunciò il patto di Ancona. E facevo parte di quel piccolo gruppo di Iniziatori, quasi tutti della filiazione di Nebo e della Collina di Perugia, che lasciò l’Ordine.

Vi abbraccio di fronte alle Luci.

Algol SaIaIa. - Eques ab Ense Ignea Gr. Prof. Reau N

Ai Fratelli dell’OMAT e dell’OMU

Dalla Collina di Perugia 3 aprile 2009 - 9° dalla purificazione di marzo

Leggo nel sito dell’O.M.U., in relazione alla storia dell’O.M.A.T. le note che arguisco vergate da Giovanni (poi Giovanni Aniel) e mi ha colpito la sicumera con la quale afferma, stravolgendola, la

realtà dei fatti. Non entrerò nel merito dell’affermazione con cui liquida lapidariamente un evento

del tutto trascurabile quando dice che Un piccolo gruppo di Iniziatori, quasi tutti della filiazione di

Nebo e della Collina di Perugia, lascia l’Ordine, senza porsi il problema delle ragioni di tale ritiro e senza nemmeno accennare alla singolarità di un evento che vide tutti gli iniziatori della Collina di Perugina della filiazione di Nebo, ad esclusione di Sirius, abbandonare l’Ordine come sistemato da Mariani, prima ancora che fosse eletto Gran Maestro. Basti dire soltanto che di questo gruppo facevano parte Lucius, Algol, Mikael, Johannes Carolus, Rigel, Tacitus e altri che al momento non ricordo. Certo che un motivo per questa “piccola” ma io penso “massiccia” defezione vi sarà stato. Ma non vale rivangare il passato tanto più quando si chiosa chi è ormai oltre il velo, al di la delle valutazioni materiali.

1

STORIA DEL MARTINISMO

STORIA DEL MARTINISMO Però mi sembra necessario ripristinare la verità dei fatti, perché i dati storici

Però mi sembra necessario ripristinare la verità dei fatti, perché i dati storici e, soprattutto, l’attribuzione di determinati atti a Nebo, possono influenzare coloro che nel Gran Maestro hanno visto la figura carismatica del Martinismo e convincerli, per ciò, ad assumere decisioni in linea con quanto credevano fosse l’indirizzo di Nebo in un certo periodo della sua vita fisica, e poi scoprire che non era vero nulla. In particolare mi riferisco al problema delle donne che Mariani così illustra:

Uno degli ultimi messaggi di Nebo riguarda il ruolo delle donne nell’ambito dell’Ordine, un tema che il Gran Maestro si era sempre rifiutato di affrontare fino alle estreme conseguenze, timoroso di reazioni negative da parte degli Iniziatori 1 . Ecco dunque quello che si può definire il testamento spirituale di Nebo:

Dovete proseguire nel lavoro di ricerca e nella pratica dell’arte cosicché possiate crearvi il corpo mercuriale imperituro ove polarizzare la vostra essenzialità nei tempi e negli spazi. Inoltre dovete considerare l’accento particolare che io ho posto alla collocazione della donna sul sentiero iniziatico e che necessariamente dovrà trovare quella sua sistemazione che nella mia opera di sintesi stavo elaborando, ma che non ho potuto portare a compimento. Su questi due cardini fondamentali svilupperete i vostri lavori”.

È vero che fu un testamento spirituale; ma non era certamente vergato per il Martinismo e non fu certamente rimesso, come invece sembra adombrare Mariani, alla generalità dell’Ordine e, ancor meno a lui. Mariani non sapeva, e non poteva sapere, che l’indirizzo dato da Brunelli alla sua attività, nell’ultima parte della sua vita, fu rivolta al mondo ermetico e guardava con attenzione al Kremmerz. Costituì, infatti, un gruppo interiore cui cominciò a dettare il Corpus Hermeticum Totius Magiae e a questo gruppo, di fronte all’ineluttabile evenienza del suo imminente transito oltre il velo, si rivolse, preoccupato del futuro interiore di quei fratelli che aveva scelto per portare avanti il suo disegno. Ma non pensava certo all’O.M.A.T., né a Mariani, quando vergò la lettera che qui di sotto trascrivo. Ripeto le esatte parole contenute nello scritto che fece recapitare a ciascuno di noi e che, forse per caso (o, forse, non per caso, se è servito a giustificare il potere di trasmissione alle donne), è capitato fra le mani di Mariani:

Ai membri del mio gruppo interiore Giacomo, Pietro, Giulio, Massimo, Francesco, Angela, Nadia, Sole, Patrizia, Paola. Dovete proseguire nel lavoro di ricerca e nella pratica dell’arte cosicché possiate crearvi il corpo mercuriale imperituro ove polarizzare la vostra essenzialità nei tempi e negli spazi. Inoltre dovete considerare l’accento particolare che io ho posto alla collocazione della donna sul sentiero iniziatico e che necessariamente dovrà trovare quella sua sistematizzazione che nella mia opera di sintesi stavo elaborando ma che non ho potuto portare a compimento. Su questi due cardini fondamentali svilupperete i vostri lavori e Pietro sarà il vostro punto di riferimento iniziale. Leggete questo biglietto poi fatevene copia, se volete, consegnatelo a Claudio Travaglini. Claudio provvederà per un vostro novo istruttore. Un abbraccio totale. Francesco

Converrete che leggere per intero quello che Mariani chiama, e che effettivamente, è un Testamento Spirituale, svelando i nomi cui era indirizzato, getta una luce diversa sulle intenzioni di Nebo, intenzioni che divengono ancora più chiare ove si consideri l’invito a rivolgersi a Claudio Travaglini che, per chi non fosse al corrente, era quello stesso Lucius SaIaIa Reau N, uno dei

1 L’interpretazione negativa di Fabrizio Mariani può essere smentita dalla relazione di Brunelli su Differenze di polarità fra uomo e donna, allegata al testo.

2

STORIA DEL MARTINISMO

STORIA DEL MARTINISMO sette Iniziatori che risvegliarono l’Ordine al momento della denuncia del patto di Ancona

sette Iniziatori che risvegliarono l’Ordine al momento della denuncia del patto di Ancona nel 1971, prima che all’O.M.E.C. fosse cambiato il nome in O.M. di Lingua Italica e poi definitivamente in O.M.A.T. Che poi Nebo si rivolgesse a degli adepti dell’ermetismo risulta chiaro dal riferimento al corpo mercuriale. La cosa sarà ancora più chiara ove si consideri che Travaglini era entrato da tempo nel mondo Kremmerziano e faceva parte dell’Ordine Osirideo, talché io credo che sia stato proprio lui ad aver consegnato a Francesco Brunelli il Corpus Hermeticum che questi ci dettava. E dunque risulta palese il senso che Nebo voleva dare al problema delle donne, ma certamente non nel senso voluto da Mariani. Perché, infatti, indirizzarci su Pietro Ribuffo, che Martinista 2 non era, indicatoci come punto di riferimento iniziale? E perché disporre che Travaglini ci fornisse di un nuovo istruttore? Ed egli, infatti, ci indirizzò a Luisa Romano, moglie di Arduino Anglicani, che teneva un’Accademia di Miryam a Roma. Per ciò che mi riguarda, poi, fui successivamente introdotto presso il Gran Maestro dell’Ordine Osirideo, Giovanni Pica. Dico questo per chiarire come Brunelli, quando parlava della collocazione della donna nel sentiero iniziatico, pensasse a tutt’altro che alla concessione dei poteri di trasmissione del Martinismo. Et de hoc satis.

La

Universale

risposta

del

F.llo

Nicolaus

SaIaIa

A Algol SaIaI a

Eques ab Ense Ignea Gr. Prof. Réau-Croix

Gran

Maestro

dell’Ordine

Martinista

Carissimo Fratello,

mi sembra doveroso rispondere alla tua e-mail inviatami il 4 aprile 2009, che qui appresso riporto

per chiarezza, come Fratello Martinista e come attuale Gran Maestro dell’ O.M.U. (Ordine Martinista Universale).

Al Fr. Nicola Ingrosso,

O.M.U.

Se non fosse stato per la consultazione casuale di internet non avrei mai saputo che la lettera di

Brunelli, cui Mariani era estraneo, fosse stata da lui utilizzata per accreditare presso i martinisti dell’OMAT che ’idea di concedere i poteri iniziatici alle donne fosse un disegno dello stesso Nebo.

E così, dopo ventitre anni di silenzio, mi sembra del tutto opportuno fare chiarezza su questa

mistificazione anche perché i protagonisti stanno scomparendo e, non essendo più un giovane

virgulto, mi sembra opportuno mettere un punto fermo. Allego una ricostruzione degli eventi di quel periodo, precisando che sono disponibile a scannerizzare l’originale del testamento spirituale

di Nebo.

Premetto che rappresento, insieme con pochi altri ormai, la memoria storica dell’Ordine Martinista degli Eletti Cohen in cui fui iniziato da Nebo nel 1971 quando egli denunciò il patto di Ancona. E

facevo parte di quel piccolo gruppo di Iniziatori, quasi tutti della filiazione di Nebo e della Collina

di Perugia, che lasciò l’Ordine.

Ti abbraccio di fronte alle Luci Algol SaIaIa - Eques ab Ense Ignea Gr. Prof. Réau-Croix

A questa e-mail hai allegato un tuo scritto indirizzato: “Ai Fratelli dell’O.M.A.T. e dell’O.M.U.”.

Prima di entrare nel merito di quanto espresso nel contenuto di questo tuo scritto, permettimi di precisare che O.M.U. (Ordine Martinista Universale) e O.M.A.T. (Ordine Martinista Antico e Tradizionale) non sono due Ordini distinti, ma due denominazioni, assunte nel tempo, dall’ “Ordine

2 In realtà Pietro Ribuffo era Martinista.

3

STORIA DEL MARTINISMO

STORIA DEL MARTINISMO Martinista di Lingua Italica” fondato il 31 ottobre 1971. Tale Ordine, su proposta

Martinista di Lingua Italica” fondato il 31 ottobre 1971. Tale Ordine, su proposta dell’allora G.M. Nebo, SaIaIa. (Francesco Brunelli), approvata dal Collegio dei SaIaIa. nella riunione del 13

Infine, su proposta dell’allora G.M. Giovanni Aniel

SaIaIa. (Fabrizio Mariani), approvata nella riunione del Collegio di S.I.I. del 31 ottobre 1992, fu deciso di cambiare la denominazione dell’Ordine, da O.M.A.T. in quella attuale di O.M.U. Tutto ciò risulta inequivocabilmente dai verbali delle riunioni del Collegio dei S.I.I. di questo “Nostro Venerabile Ordine”, i cui originali, dalla data della Sua fondazione (31 ottobre 1971) ad oggi, sono custoditi, come da statuto, dal Gran Segretario in carica Francesco Ieiaiel SaIaIa. Questa precisazione è stata necessaria affinché “… coloro che nel Gran Maestro Nebo hanno visto la figura carismatica del Martinismo …” , così come tu scrivi nell’allegato sopra citato, si rassicurino sul

fatto che la storia e le vicende del Nostro Venerabile Ordine, non sono affidate solo alla memoria di alcuni “protagonisti”. La memoria, con il passar del tempo, può talvolta vacillare o, peggio ancora, può adoperarsi - tanto in buona che in cattiva fede - a mantenere vivi solo gli episodi che maggiormente si coniugano con le convinzioni del soggetto ricordante. Tutta la storia e tutte le vicende del N.V.O. sono ben rilevabili, con assoluta certezza e credibilità, da una cospicua raccolta

di documenti conservata nell’archivio storico dell’Ordine. Archivio che se esiste è solo grazie a

quei Martinisti che non hanno mai abbandonato le fila del Nostro Venerabile Ordine, ma, dominando i loro personalismi, hanno proseguito il cammino, desiderosi solo di servire e di continuare l’Opera fortemente voluta da “quella figura carismatica”. Sempre nell’allegato sopra citato, facendo riferimento al “Testamento spirituale di Nebo”, impronti delle ipotesi meramente congetturali, attraverso le quali, affermi di voler “… ripristinare la verità dei fatti …”. Caro Fratello, forse sarebbe stato opportuno che, invece di mantenere il silenzio per ventitré anni, come tu stesso affermi, ti fossi prodigato ad esternare queste tue personali osservazioni quando il diretto interessato, Giovanni Aniel SaIaIa. (Fabrizio Mariani) era ancora su questo piano di esistenza (è passato oltre il velo il 20/10/2002), in modo da permettergli di fornire la sua versione su questa vicenda che tu etichetti, senza mezzi termini, come una :“… sicumera con la quale afferma, stravolgendola, la realtà dei fatti”. Affermi anche: “… E’ vero che fu un testamento spirituale; ma non era certamente vergato per il Martinismo e non fu certamente rimesso, come invece sembra adombrare Mariani, alla generalità dell’Ordine e, ancor meno a lui …”. In proposito, consentimi alcune considerazioni. Giovanni Aniel non ha mai sostenuto, né sul

sito internet e né in altre occasioni, di essere uno dei diretti destinatari del “Testamento Spirituale di Nebo”, ma di riconoscerlo come tale; come in cuor suo hanno fatto, e continuano a fare, tutti i Martinisti che si sono impegnati e continuano ad impegnarsi, con amore e convinzione, a perpetuare e diffondere l’opera e gli insegnamenti di Nebo. E questo mi sembra oltremodo plausibile, in quanto gli insegnamenti e le idee di carattere spirituale di un grande Maestro, come lo è stato ed “è” Nebo, non possono essere destinati a beneficio di pochi “Sedicenti Eletti”, ma costituiscono un patrimonio comune di tutti gli Iniziati che con tali insegnamenti si sentono in sintonia e, con sincera umiltà, si riconoscono nel principio dell’ “Ecce quam bonum et quam jucundum habitare fratres in unum!”. Poi, per sostenere che il problema delle donne non riguardava il Martinismo, dici: “E dunque risulta chiaro il senso che Nebo voleva dare al problema delle donne ma certamente non nel senso voluto da Mariani. Perché, infatti, indirizzarci su Pietro Ribuffo, che Martinista non era, indicatoci come punto di riferimento iniziale?” Dall’archivio del “Nostro Venerabile Ordine” risulta, contrariamente alla tua asserzione, che Pietro Ribuffo era Martinista. E’ iscritto al n. 389 del “Libro d’Oro” e ha ricevuto da Nebo: il grado

di Associato Incognito il 24/11/1979 alle ore 17:30 con nome iniziatico Lux; il grado di Iniziato

incognito il 02/10/1980 alle ore 16:30; il grado di Superiore Incognito il 10/09/1981 alle ore 18:00

e, infine, il grado di Superiore Incognito Iniziatore il 03/04/1982 alle ore 17:00 con il nome

iniziatico Lux Petrae. L’aggiunta del nome Petrae, al suo nome iniziatico originario Lux, si rese

necessaria perché tra i membri del Collegio dei SaIaIa. esisteva già un SaIaIa. che portava il nome iniziatico di Lux (Aldo Ercoli). Ciò risulta da una lettera, conservata in archivio e datata

4

settembre 1974, venne rinominato O.M.A.T

STORIA DEL MARTINISMO

STORIA DEL MARTINISMO 03/05/1982, che fu inviata a Ribuffo dall’allora Gran Segretario dell’Ordine S a I

03/05/1982, che fu inviata a Ribuffo dall’allora Gran Segretario dell’Ordine SaIaIa. (Mario Bottazzi); con la quale, nel dargli il benvenuto tra i membri del Collegio, lo pregava di modificare il suo nome iniziatico per ovviare al problema dell’omonimia sopra evidenziato. Ma, anche ammettendo che di tutto ciò non ne fossi a conoscenza, non riesco a comprendere come tu non abbia potuto notare la presenza del Fratello Pietro Ribuffo - Lux Petrae nei “Collegi dei Superiori Incogniti Iniziatori” ai quali avete partecipato entrambi: quello del 02/09/1982 tenutosi all’ Hotel “Il Ciocco” (Collegio nel quale fu eletto nella carica di “Gran Maestro” il Fratello Libertus SaIaIa. (Renato Comin) il quale, nella stessa riunione, ti nominò “Gran Maestro Aggiunto” insieme al Fratello Giovanni SaIaIa (Fabrizio Mariani) - quello del 10/04/1983 tenutosi a Roma in via Tullio Martello e quello del 17/09/1983 tenutosi all’ Hotel “Il Ciocco”. L’unica spiegazione plausibile, che riesco a darmi, è che forse tra te e il Fratello Ribuffo non c’era una frequentazione assidua e quindi uno scambio di opinioni su particolari questioni. Un fatto, però, emerge con estrema chiarezza: che Nebo nutriva verso il Fratello Pietro Ribuffo una grande stima e fiducia, tanto da riconoscergli il grado di Superiore Incognito Iniziatore nell’arco temporale di meno di tre anni dal suo ingresso nel “Nostro Venerabile Ordine”. E questo sentimento di stima e fiducia, nei confronti del Fratello martinista Pietro Ribuffo, è confermato dal fatto che Nebo gli affidò i “Fratelli Martinisti” della zona tra Ancona e Bologna per seguirli “nel loro perfezionamento nell’iter Martinista dando a ciascuno ciò che gli compete”; come manifesta Nebo in una sua lettera del 30/06/1982, inviata allo stesso Pietro Ribuffo, e per conoscenza al Gran Segretario Ioram (lettera che è conservata nell’archivio del N.V.O.). Quindi, se Nebo, nel suo testamento spirituale, ha riconosciuto nel fratello Martinista Pietro Ribuffo il “punto di riferimento iniziale”, non si può escludere che il contenuto del testamento, che riguarda comunque e sempre tutti gli interessati, non possa anche riferirsi al Martinismo; e nessuno può sapere quali orientamenti abbia dato poi Nebo a Pietro Ribuffo direttamente bocca/orecchio. Come pure, non si può escludere che Mariani e Brunelli, che avevano frequenti occasioni di dialogo, specialmente nel periodo antecedente la scomparsa dal piano fisico di quest'ultimo, abbiano trattato la questione del potere iniziatico alle donne e che, quindi, Mariani abbia successivamente agito nel pieno rispetto di quelle conclusioni alle quali i due erano giunti. Comunque, tanto Mariani ha affermato; e noi, che siamo stati buoni testimoni del suo operato, possiamo confermare che tutti i suoi comportamenti sono stati sempre coerenti con questo suo convincimento. Colgo, con grande gioia, l'occasione di questo "chiarimento", per ripristinare il collegamento

di

"amorosi sensi" tra noi che ci riconosciamo "

fratres

in Unum".

Ti

abbraccio innanzi alle Nostre Sante Luci,

Nicolaus SaIaIaGran Maestro dell'Ordine Martinista Universale

Risponde ancora Algol:

dell'Ordine Martinista Universale Risponde ancora Algol: Algol S a I a I a - Eques ab

Algol SaIaIa - Eques ab Ense Ignea Gr. Prof. Réau-Croix

5

STORIA DEL MARTINISMO

STORIA DEL MARTINISMO ORDINE MARTINISTA COHEN A a G a D a G a A a

ORDINE MARTINISTA COHEN

AaGaDa

GaAaDaMa

Al Carissimo Fratello Nicolaus SaIaIa Gran Maestro dell’Ordine Martinista Universale

Carissimo Fratello Nicolaus, il fratello Ribuffo in realtà l’ho conosciuto soltanto nel 1980 o 81 quando Nebo, ma per questo si dovrebbe ricorrere al nome Brunelli, cominciò a dettarci il Corpus Ermeticum Totius Magiae. Io scoprii Ribuffo soltanto allora e certamente non era ancora un Iniziatore e dunque non sapevo che fosse Martinista. Del resto il contesto nel quale si fa riferimento al fratello Pietro Ribuffo, nella lettera cui faccio riferimento, era quello kremmerziano e non aveva nulla a che vedere con il Martinismo. Ridicola poi l’affermazione che avrei dovuto ricordarlo perché era al Ciocco come iniziatore …. da poco più di due mesi. Ma fammi il piacere. In ogni caso non ho bisogno di ricorrere alla appartenenza di Ribuffo all’Ordine perché non debbo provare nulla a nessuno. Ho pensato soltanto che una bugia a furia di ripeterla finisce per diventare la verità. È tanto vero questo che ho trovato la stessa falsa affermazione anche nel sito “Il Tibetano” che non so nemmeno da chi gestito. Ed ho pensato che fosse nello spirito di chiarezza che voi doveste sapere come stavano realmente le cose. Ecco il motivo della mia uscita La lettera di cui conservo l’originale si commenta da sola e contrasta con quanto tu sostieni quando dici che gli insegnamenti e le idee di carattere spirituale di un grande Maestro, come lo è stato ed “è” Nebo, non possono essere destinati a beneficio di pochi “Sedicenti Eletti. Senza entrare nel merito della scortesia di qualificare “sedicenti eletti” una decina di Fratelli che non si sono mai sognati di attribuirsi nessuna qualità particolare - almeno per quanto riguarda il termine “sedicenti”, che implica una auto asserzione, che non vi è mai stata - va detto che il termine “eletti” che tu hai usato, e che vuol dire “prescelti”, indica una scelta che, nel caso di specie, fece lo stesso Brunelli. Evidentemente Brunelli la pensava in maniera diversa quando riservava insegnamenti ed idee a pochi ”eletti” (uso la tua espressione nel senso di scelti). Ed è quindi proprio Brunelli che ti smentisce quando definisce il gruppo cui si rivolge “mio gruppo interiore”. Dunque il contenuto della lettera riguardava soltanto il “gruppo interiore” selezionato da Francesco Brunelli; e questo non può essere cambiato dal fatto che io non ricordo se Pietro Ribuffo era o non era martinista. Sul punto, naturalmente, tu glissi, preoccupandoti soltanto del particolare Ribuffo, dimenticando, fra l’altro che Brunelli ci indirizzò da Claudio Travaglini per un “nuovo istruttore” il che attribuisce al tuo difeso un compito soltanto logistico, che io conosco per essere stato presente alle ultime vicende della vita iniziatica di Francesco Brunelli. Altro elemento, questo, che esclude si parli di Martinismo. Ma quale nuovo istruttore dovevo avere, nel Martinismo, io se ero stato iniziato al grado di SaIaIail 29 giugno 1974 e Cavaliere Beneficente il 1 maggio 1975? I Principi della iniziazione martinista sono certo che non ti sfuggono. In particolare lo svincolo del SaIaIa dal Filosofo Incognito che lo ha giudicato idoneo a trasmettere la tradizione martinista. In ogni caso, per concludere, tutto questo si appalesa del tutto superfluo perché è indubitabile che la parte del testamento relativa alle donne era rivolta soltanto ai dieci in indirizzo e riguardava soltanto l’avvio verso il mondo kremmerziano (questo lo adombra anche il sito de Il Tibetano anche se attribuisce erroneamente una influenza a Petriccione) il cui rappresentante più autorevole era Claudio Travaglini, vale a dire Lucius SaIaIa Réau-Croix. A mio sommesso avviso, aver inserito, come ha fatto Mariani, una dichiarazione, che non si sa come sia venuta in suo possesso, in un contesto che non era quello voluto dall’autore della

6

STORIA DEL MARTINISMO

STORIA DEL MARTINISMO dichiarazione stessa, soprattutto quando questi è deceduto e non può smentire, non mi

dichiarazione stessa, soprattutto quando questi è deceduto e non può smentire, non mi sembra una operazione trasparente. Io non me ne intendo, ma a me sembra che sia stato un falso diretto proprio a convincere qualcuno della possibilità di estendere il potere di trasmissione anche alle donne. Et de

hoc satis. Naturalmente sono disponibile a comprovare quanto ho scritto. Questo per tabulas e per scienza diretta. Credo di aver fatto quanto in mio potere, nel momento in cui ho scoperto una cattiva gestione della storia, per manifestare a chi ha interesse la verità. Il resto rimane a discrezione delle coscienze.

Ti abbraccio di fronte alle Luci dalla collina di Perugia il 15 maggio 2009

Algol SaIaIa Réau-Croix

Un abbraccio sincero Giacomo

A proposito della seguente relazione storica sui poteri iniziatici nel Martinismo, il Carissimo F.llo

Nicolaus SaIaIa ci onorava della presente nota:

E-MAIL DEL 13 NOVEMBRE 2009

Ma veniamo alla stimolante questione del “testamento Spirituale” di Nebo e della, a mio avviso, giusta concessione del potere di trasmissione Iniziatica alle Donne (consentimi la iniziale maiuscola, ma le Donne che io intendo sono ben altra cosa rispetto alle donne comuni, così come gli Iniziati sono ben altra cosa rispetto ai profani) che ha suscitato la vivace reazione del caro Fr Algol, finalmente ritornato, come per incanto, tra i Monaci combattenti con mia somma felicità. Il tutto ha origine da un documento preparato dal mio predecessore, G.M. Giovanni Aniel, e stampato nella seconda metà degli anni ’90, il cui titolo è “ Breve Storia ( e un po’ di cronaca) dei nostri ultimi trent’anni” di cui riporto la breve ed illuminante introduzione:

Tendenza umana è perdere la memoria degli eventi o, peggio, alterarne i contenuti. Dovere dunque di un testimone che si sforzi di essere fedele e verace è tramandare ciò che in lui resta degli eventi stessi. Questo, per quanto riguarda la storia recente del N.V.O. è compito precipuo e particolarissimo del Decano dell’Ordine, a far ciò affettuosamente sollecitato dai fratelli e dalle sorelle della Collina di Taranto.”

Alle pagg.8-9 del documento viene riportata parte del verbale della riunione dei SaIaIa Ma veniamo alla stimolante questione del “testamento Spirituale” di Nebo e della, a mio avviso, giusta concessione del potere di trasmissione Iniziatica alle Donne (consentimi la iniziale maiuscola, ma le Donne che io intendo sono ben altra cosa rispetto alle donne comuni, così come

gli Iniziati sono ben altra cosa rispetto ai profani) che ha suscitato la vivace reazione del caro Fr Algol, finalmente ritornato, come per incanto, tra i Monaci combattenti con mia somma felicità.

Il tutto ha origine da un documento preparato dal mio predecessore, G.M. Giovanni Aniel, e

stampato nella seconda metà degli anni ’90, il cui titolo è “ Breve Storia ( e un po’ di cronaca) dei nostri ultimi trent’anni” di cui riporto la breve ed illuminante introduzione:

Tendenza umana è perdere la memoria degli eventi o, peggio, alterarne i contenuti. Dovere dunque di un testimone che si sforzi di essere fedele e verace è tramandare ciò che in lui resta degli eventi stessi. Questo, per quanto riguarda la storia recente del N.V.O. è compito precipuo e particolarissimo del Decano dell’Ordine, a far ciò affettuosamente sollecitato dai fratelli e dalle sorelle della Collina di Taranto.

7

STORIA DEL MARTINISMO

STORIA DEL MARTINISMO Alle pagg.8-9 del documento viene riportata parte del verbale della riunione dei S

Alle pagg.8-9 del documento viene riportata parte del verbale della riunione dei SaIaIa tenutasi a Città della Pieve nel 1981, l’ultimo a cui partecipò il G.M. Nebo, con riferimento a:

“…l’intendimento della Assemblea dei Reau-Croix di richiamare alla effettiva operatività l’Ordine degli Eletti Cohen…….porre a disposizione di quei SaIaIa che saranno ritenuti a ciò preparati ed accettati dalla “Chose”, la possibilità di una operatività superiore. “ .

Da notare che l’anno precedente lo stesso Nebo aveva consegnato a pochi Iniziatori di sua scelta, sotto il vincolo del segreto più assoluto, i libri manoscritti “P” e “T” sulle purificazioni e sui risvolti occulti della operazione solstiziale trasmutatoria, di chiara impostazione Cohen, quindi ovviamente limitata ad i ….soliti pochissimi intimi, tra i quali era anche lo stesso Fabrizio Mariani (Giovanni), che nel suo scritto prosegue…

Da ciò il fatto che alcuni Iniziatori furono indotti a credere, erroneamente, che Nebo avesse in animo di creare “un cerchio interno occulto e segreto” che di fatto avrebbe esercitato il più ampio potere nella gestione dell’Ordine”.

Ed ancora, alle pagg.11-12, anno 1982 “….sentendosi prossimo a morte, convoca ad una ad una le persone che sente a sé più vicine e comunica le sue intenzioni per la ripartizione degli incarichi. Per quanto riguarda l’OMAT la sua scelta ricade su Giovanni, Iniziatore della Collina di Roma e SaIa della Gran Loggia Martinista, il quale rifiuta l’incarico adducendo la coscienza della propria impreparazione, ma accetta di buon grado la richiesta del G.M. di organizzare e presiedere, quale Iniziatore di grado gerarchico più elevato, il prossimo congresso del Ciocco. Il disposto magistrale

in proposito, indirizzato al Gran Segretario Ioram, è l’ultimo atto ufficiale firmato da Nebo che

morirà il 19 Agosto”. E, sempre alla pag 12,

…uno degli ultimi messaggi di Nebo riguarda il ruolo delle donne nell’ambito dell’Ordine, un tema che il G.M. si era sempre rifiutato di affrontare fino alle estreme conseguenze, timoroso di reazioni negative da parte degli Iniziatori. Ecco quello che si può definire il testamento spirituale di Nebo : << il testo è a te già noto>>.”

Due settimane dopo, il 2 settembre, su proposta di Giovanni viene eletto (G.M.) per acclamazione Libertus, Renato Comin, della Collina di Roma, con l’impegno che dovrà restare in carica non più

di sette anni, e che, dando seguito a quanto stabilito dal Collegio degli Iniziatori, nomina due G.M.

aggiunti, il Fr. Giovanni della Collina di Roma e proprio il nostro caro Fr Algol della Collina di Perugia. Il congresso del Ciocco è funestato dalla morte improvvisa del Superiore Incognito Filippo Costanzo, fulminato da un attacco cardiaco durante un suo appassionato intervento a favore delle Donne Iniziatrici. Libertus dispone il ritiro dei libri “P” e “T” considerati da lui “troppo impegnativi.”E veniamo ad un breve commento.

Pare che fosse uno specifico stile operativo di Nebo il creare un circolo di “ Intimi ”, alla stregua del Maestro Louis Claude, nelle scuole Iniziatiche da lui dirette e, certamente, buona parte di questi, era, a pieno titolo partecipe di più iniziative, come era per il Fr Algol, G.M. Aggiunto dell’ OMAT,

ed i Fr. Pietro Ribuffo e Claudio Travaglino che, Martinisti di notevole spessore, Cohen, erano stati

indicati dallo steso Nebo quali punti di riferimento del famoso “messaggio” testamentario. Non è importante come il Fr Giovanni abbia ricevuto il messaggio in questione, se dai Fr innanzi citati o se dall’archivio dell’Ordine o se direttamente da Nebo, visto che comunque era di sua piena conoscenza dal momento che ne ha parlato. E, con grande correttezza, il Fr Giovanni mai ha affermato di essere lui o l’OMAT destinatario o depositario di questo messaggio, ma con assoluta chiarezza ha evidenziato che:

il “

ruolo delle donne nell’ambito del nostro Ordine… era un tema che angustiava Nebo

8

STORIA DEL MARTINISMO

STORIA DEL MARTINISMO e lui era ben in grado di saperlo per i rapporti molto stretti

e lui era ben in grado di saperlo per i rapporti molto stretti che avevano e visto che Nebo lo aveva anche indicato alla guida dell’Ordine. Il messaggio in questione, per quanto “formalmente” indirizzato ad un gruppo misto di Martinisti, Cohen e Kremmerziani (vale la pena di ricordare che anche il Kremmerz, come Eliphas Levi suo Maestro, era Martinista), a mio modesto avviso, può e deve essere acquisito da TUTTI i discepoli di quel Maestro come un “testamento spirituale” che, per il fatto di essere “ spirituale”, non è, e non può mai essere appannaggio di pochi intimi quasi fosse un bene immobile o un lascito in denaro. Anzi, ancora di più, il testamento spirituale di un Maestro va ben oltre gli angusti confini della sua scuola e dei suoi discepoli, ma deve irradiarsi per tutta l’umanità. Per questo la pretesa di sentirsi il “proprietario” di quel “mandato”, perché tra i destinatari sembra ingiustificata ed infantile, mentre avrebbe dovuto, proprio lui che era anche G. M. Aggiunto di un Ordine Iniziatico impegnarsi a renderlo operativo nell’Ordine stesso. Se poi il Fr Algol vuole intendere che l’OMAT, attuale OMU, non poteva e non doveva utilizzare il “sentire” del suo maestro Passato Nebo per meglio giustificare la “concessione dei poteri di trasmissione Iniziatica alle Donne” perché questa concessione non è da lui condivisa, mi sembra un anteporre le proprie convinzioni personali a quelle del proprio Maestro, cosa sempre possibile ma solo con la chiarezza della acquisizione delle proprie responsabilità. E’ importante porre in evidenza che l’OMAT si è poi trasformato in OMU proprio per non vincolare i Fr dissidenti alle decisioni che il Gran Maestro Giovanni (Aniel) stava assumendo, con il consenso del Collegio dei SaIaIa Queste le mie considerazioni in merito alle diverse opinioni che non mi sembra lecito debba trasformarsi in sciocca polemica. Affrontando nel merito la questione del “riconoscimento alle Donne” della possibilità di ricevere il “potere sacerdotale “ della trasmissione Iniziatica, oltre alle documentazioni e fatti che tu indichi nel tuo documento e che sono a me ben noti ed assolutamente condivisi, ti riporto le nostre ulteriori considerazioni che si sono ormai stabilizzate in convincimenti, anche grazie alle ricerche dei nostri fratelli. Noi affermiamo la assoluta parità di Dignità e di crescita Spirituale tra l’uomo e la donna pur nella loro diversità fisiologica e psicologica, che sono ampiamente superate nel processo di crescita Iniziatica che il Martinismo è in grado di rendere reale e progressivamente operativo. La presunta inferiorità Spirituale della Donna rispetto all’uomo, tanto sbandierata anche da illustri esoteristi ed Iniziati moderni, che a tal proposito chiamano in causa la Tradizione, è la conseguenza

di una interpretazione maschilista ed incompleta delle antiche scritture riportate nel testo Sacro

della Torah, Vecchio Testamento, nel libro della Genesi. E’significativo che questa inferiorità sia

stata considerata in particolare dalle civiltà che hanno subito il condizionamento di quelle religioni monoteiste che hanno come riferimento gli stessi libri Sacri, quali la religione Ebraica, la Musulmana e quella Cristiano-Cattolica, nonostante quest’ultima, pur esaltando la figura fondamentale del Cristo, non segua i suoi insegnamenti in proposito. E’ infatti noto dai Vangeli, canonici ed apocrifi, tra i quali la Pistis Sophia, che tanto ha contribuito alle dottrine di M.de Pasqually e del Martinismo operativo, che Maria di Magdala era uno dei discepoli più amato da Gesù, che per lei ebbe modo di dichiarare “tu beata Maria, ti renderò perfetta in tutti i misteri di quelli dell’Alto. Parla apertamente tu il cui cuore è rivolto al regno dei cieli più di tutti i tuoi fratelli” cap. 17 P.S., suscitando per questo le gelosie di Pietro. Invece è rimasto fisso, nella Tradizione della Chiesa Cattolica, il monito di Paolo “Mulieris

in ecclesia taceant “ che impone alle Donne di tacere nelle Assemblee, consacrandone la inferiorità

rispetto all’uomo. Le civiltà antiche estranee alla influenza Ebraica hanno esaltato le virtù sacerdotali della Donna, come nella antica Grecia, ove nel solo tempio di Venere a Corinto vivevano mille Sacerdotesse secondo lo storico antico Stradone. Nella antica Roma le Sacerdotesse Jerofantide dovevano provenire solo da famiglie altamente privilegiate come quella dei Filleidi, e le Vestali erano tali solo dopo corsi decennali di preparazione al Sacerdozio prima di partecipare ai Misteri Eleusini, Orfici, e di Iside. Solo l’avvento del Cristianesimo riuscì ad estromettere la donna da queste funzioni acquisite dalla Tradizione cosiddetta Pagana, per relegarla al rango di essere intermedio tra umano ed animale da cui sta ancora uscendo dopo secoli di lotta.

9

STORIA DEL MARTINISMO

STORIA DEL MARTINISMO Dagli esegeti delle Sacre Scritture quali Tommaso d’Aquino sono state attribuite alla donna

Dagli esegeti delle Sacre Scritture quali Tommaso d’Aquino sono state attribuite alla donna colpe e responsabilità che sono solo la conseguenza delle loro interpretazioni di quanto riportato nei libri sacri che oggi possono ben essere oggetto di profonda critica. La responsabilità di aver provocato la “cacciata” dell’uomo dal paradiso terrestre poteva essere considerata, tale solo con l’aiuto di un Dio geloso, maschilista e vendicativo e condivisa solo da sacerdoti maschi misogini e pseudo Iniziati che avevano bisogno di alibi per le proprie debolezze sessuali e di cui accusavano le donne indicandole a simbolo di un peccato che solo la loro deformata immaginazione poteva creare. Si è così passati dall’alibi per la mancata acquisizione di una impossibile purezza che solo una autocastrazione avrebbe potuto garantire, ma solo ed esclusivamente sul piano fisico, alla denuncia del potere di attrazione delle donne verso l’uomo, come fatto conseguente ad atti di magia nera, quindi demoniaca, che ha avviato la nota caccia alle Streghe della Inquisizione che taluno ha ancora l’ardire di definire “Santa”! Ed ancora oggi, nella maggior parte delle scuole Iniziatiche ed in alcuni ordini religiosi importanti quali quello Cristiano-Cattolico, la donna è considerata non idonea al ministero Sacerdotale ed Iniziatico, che rimane specifica prerogativa del maschio, considerato superiore alla femmina non si sa bene in virtù di quali meriti. Una più attenta analisi del libro della Genesi, consente di concludere che la presupposta inferiorità della Donna rispetto all’uomo, sul piano spirituale, è la classica reliquia di una distorta interpretazione del testo Sacro. Il testo della parte del Genesi di nostro attuale interesse, tradotto dal Vecchio Testamento, secondo CEI, è il seguente :

1-

Genesi cap 1 - 26,29. E disse (Dio)” facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza: ed ei presieda ai pesci del mare, e ai volatili del cielo, e alle bestie, e a tutta la terra, e a tutti i rettili che si muovono sopra la terra. E Dio creò l’uomo a Sua immagine; a somiglianza di Dio lo creò; lo creò maschio e femmina.

2-

E benedisseli Dio, e disse : Crescete e moltiplicate, e riempite la terra, e assoggettatela ; ed abbiate dominio sopra i pesci del mare, e i volatili dell’aria, e tutti gli animali che si muovono sopra la terra. E disse Dio: Ecco che io vi ho date tutte l’erbe che fanno seme sopra la terra, e tutte le piante che hanno in se stesse semenza della loro specie, perché a voi servano di cibo.

3-

Genesi cap 2 - 7. Il Signore Dio adunque formò l’uomo di fango della terra, e gli inspirò in faccia un soffio di vita; e l’uomo fu fatto in anima vivente.

4-

Genesi cap 2 - 21,23. Mandò adunque il Signore Dio ad Adamo un profondo sonno; e mentre egli era addormentato, gli tolse una delle sue costole, e mise, in luogo di quella della carne. E della costola che avea tolto da Adamo ne fabbricò il Signore Dio una donna : e menolla ad Adamo. E Adamo disse: questo adesso osso delle mie ossa e carne della mia carne, ella dall’uomo avrà il nome, perocchè è stata tratta dall’uomo.

Tralasciamo in questa prima analisi le presunte anomalie del testo che taluni ritengono causate dalla mescolanza delle scuole Jahvista ed Elohista a cui avrebbero appartenuto gli antichi redattori del testo.Nel primo capitolo della Genesi sembra riportata una sintesi di tutta l’opera della creazione, fino all’Uomo e alla Donna, per poi nel secondo capitolo riprendere questa parte importante per specificarla nella sequenza operativa. Nel primo capitolo è detto che Dio, al plurale, crea l’Uomo a Sua immagine, e poi è ancora detto che a somiglianza di Dio lo crea, ponendo in evidenza che “immagine e somiglianza” sono due diverse caratteristiche di Dio. Poi di seguito afferma “lo creò maschio e femmina”, ISH ed ISHA, non uomo e donna. Quindi Dio-gli Dei, crea l’UOMO con le Sue caratteristiche di Immagine e Somiglianza e lo crea di genere comune a tutti gli animali, affinché possa procreare. Quindi il testo passa dal singolare “Uomo” al plurale e li benedice e li invita a crescere e moltiplicarsi divenendo i “dominatori della terra e dei suoi abitanti” ed indicando per loro una alimentazione di tipo totalmente vegetariano.Si

10

STORIA DEL MARTINISMO

STORIA DEL MARTINISMO può quindi intendere che, con il termine singolare “Uomo” si voglia indicare “la

può quindi intendere che, con il termine singolare “Uomo” si voglia indicare “la specie umana”, e poi si chiarisce di averla creata nel doppio genere “maschile e femminile”, entrambi comunque ugualmente soggetti alle stesse prime specificazioni di “Sua immagine e somiglianza”. Il testo poi passa giustamente al plurale, con il termine “benedicendoli”. In alternativa si può intendere che l’uomo creato da Dio, a “Sua immagine e somiglianza” ed, allo stesso tempo maschio e femmina, sia, per forza di cose, definibile come Ermafrodito. Rimane però strano, in questo caso, che il testo passi poi al plurale quando procede con la “benedizione” e la specificazione dei loro poteri sulla terra. Se Ermafrodito, in base alle conoscenze attuali, si sarebbe potuto trattare di un Ermafroditismo sufficiente, con il potere di produrre da se stesso gameti maschili e femminili o con

le caratteristiche di proterandria, cioè essere prima uomo e poi nel corso della esistenza trasformarsi

in

donna (o viceversa), o più probabilmente di Ermafroditismo insufficiente e quindi avere bisogno

di

incrociarsi con altri individui della stessa specie, per procreare con una migliore variabilità

genetica a vantaggio dello sviluppo della specie che in seguito si sarebbe poi selezionata in individui maschili ed individui femminili. Ma anche in questo caso, rimane indiscutibile la assoluta pari dignità di creazione dei due generi, con assoluta ed indiscutibile parità di poteri. Nel secondo capitolo invece viene detto che Dio formò l’Uomo dal fango della terra,

adamas, gli inspirò in faccia un soffio di vita e l’Uomo fu fatto di Anima vivente. Quindi, rispetto al capitolo precedente, questo “Uomo” non ha più le caratteristiche della immagine e somiglianza di Dio, e di conseguenza “diverso” da Dio, né è più maschio e femmina,

ma, molto di più, questi è dotato di “Anima Vivente”, come anche lui fosse divenuto simile a Dio,

un quasi doppione di Lui. Secondo la dottrina gnostico cabalistica di Martinez de Pasqually, come

riportata da R.Ambelain nel n° 1 del 1953 della rivista “L’Initiation”, l’Adamo così creato è l’Adamo Kadmon della Quabbalah, il figlio di Dio, secondo solo al Padre, che partecipava ad una creazione diversa da questa nostra attuale. E questa creatura doveva essere assolutamente Androgina, cioè asessuata, essendo stata

creata, non generata, e non per generare ma per creare insieme al Padre. Tanto è che nella dottrina

di Martinez è questa entità che cerca di creare un altro essere, senza il consenso di Dio e finisce per

partecipare e precipitare se stesso nella creazione, inferiore, di ISH ed ISHA, il maschio e la femmina, provocando e partecipando alla formazione del nuovo mondo nostro attuale. Anche qui rimane intatta ed indiscussa la pari dignità dei due generi. Nella versione canonica, si osserva che Dio pone Adamo, l’Androgino, in un “profondo sonno” che non può che indicare la sua trasformazione e passaggio dal Semi-Dio Androgino, o Adamo Kadmon sempre Androgino di un Mondo superiore, Spirituale, all’essere umano Maschio e Femmina, del mondo della materia. E, nel racconto biblico, la traccia di una conoscenza superiore, esterna alla specie umana, di cui tante indicazioni troviamo nella storia dell’Umanità, la costola mancante all’uomo maschio che gli sarebbe stata sottratta durante la sua “gestazione” che caratterizza il suo stato cromosomico, la mancanza di quel pezzettino di cromosoma XY che lo determina maschio, rispetto alla femmina che tale mancanza non ha con il cromosoma XX. Per contro non avrebbe molto senso che Dio ponga al fianco di Adamo, l’Androgino, una femmina, Isha, creata per procreare, se contestualmente l’Adamo, nel suo profondo sonno, non dovesse decadere dalla superiore condizione Androgina nella sua diversa e nuova specificazione sessuale di maschio, Ish. La Quabbalah afferma che, prima che il Signore Dio soffiasse lo Spirito nelle narici dell’Uomo, l’Anima di Adamo era unita a quella di Eva, prima della differenziazione dei sessi. In

ogni caso i due generi derivanti da queste operazioni, il maschio e la femmina, hanno pari dignità. E

la scienza moderna conferma questa conclusione dal momento che durante la gestazione del feto,

sino alla ottava settimana le opzioni maschile e femminile sono entrambe totalmente valide, sino a quando cioè l’eventuale intervento attivo di ormoni maschili determina il sesso del nascituro che sarà visibile solo dopo la 10a settimana. Se nulla interviene il sesso sarà femminile. Ben poco conto può avere per la pseudo-demonizzazione della donna il fatto che Eva appaia come la causa della perdita del Paradiso Terrestre a danno della Umanità perché si sia fatta tentare e

11

STORIA DEL MARTINISMO

STORIA DEL MARTINISMO poi abbia tentato Adamo.Questa leggenda simbolica avrebbe dovuto far riflettere maggiormente i

poi abbia tentato Adamo.Questa leggenda simbolica avrebbe dovuto far riflettere maggiormente i maschilisti interpreti perché da questa traspare con solare evidenza che l’Uomo risulta inferiore alla Donna in quanto egli appare come stupido ed ingenuo, manipolato dalla Donna che è in diretto rapporto con la Gnosi simboleggiata dal serpente. Ed il nostro venerato Maestro L.C. de St. Martin aveva ben ragione nelle sua affermazioni in merito al genere femminile, tenuto anche conto che le eventuali maggiori difficoltà della Donna nel suo percorso di sviluppo e perfezionamento Iniziatico possono anche essere la conseguenza di quei millenni di super condizionamento mentale, culturale e sociale a cui l’uomo l’ ha sottoposta. Non credo che un vero Iniziato possa mai discriminare aprioristicamente la entità femminile nel percorso verso l’adeptato, tanto è vero che un Iniziato quale Nebo, nostro Maestro Passato, stava cercando il modo per risolvere il problema, non ponendo affatto la questione del merito, ma in maniera del tutto esclusiva quella del metodo. Ti invio un caro saluto e ti abbraccio innanzi alle Nostre Sacre Luci

Nicolaus SaIaIa Gran Maestro del’Ordine Martinista Universale

S a I a I a Gran Maestro del’Ordine Martinista Universale Da quanto risulta dal testamento

Da quanto risulta dal testamento spirituale di Francesco Brunelli 3 , su cui si è certamente equivocato in buona fede, il gruppo ristretto a cui si rivolgeva - e che potremmo chiamare gruppo interiore così come lui stesso lo definisce - non aveva caratteri specificatamente Martinisti ma erano certamente gli amici più cari, i fratelli e le sorelle con cui aveva condiviso l’essenza, oltre che la forma, del suo cammino spirituale.

Per quanto riguarda la sua volontà di definire “la collocazione della donna sul sentiero iniziatico” il suo pensiero esula completamente da quello della trasmissione dei poteri iniziatici alle donne nel Martinismo e si rivolge al problema ermetico della “operazione a due vasi” in particolare a quello trasmesso dal Grande Oriente Osirideo Egizio, come si evince chiaramente dalla pratica dello studio del “Corpus Hermeticum Totae Magiae” che era stata iniziata a Perugia dal gruppo interiore di Francesco Brunelli. È da notarsi inoltre che nell’ambito Miryamico non esistono rituali di trasmissione iniziatica, ma solo riti personali o collettivi, pratiche e insegnamenti scritti e orali. Non si pongono quindi in alcun modo problematiche di trasmissione attiva di poteri iniziatici da parte di alcunché. Per chiarificare totalmente cosa intendeva Francesco Brunelli sia sulla fisiologia occulta legata all’operatività androgenetica, sia sulla trasmissione iniziatica nel Martinismo è più che opportuno riferirsi a lui stesso, che ha lasciato uno scritto, ben dettagliato e quasi esaustivo, nel suo saggio Differenze di polarità fra uomo e donna, che unisco in allegato, e che rappresenta la testimonianza definitiva del pensiero del Maestro su tale argomento. Nella storia travagliata del Martinismo la questione del possesso o della concessione dei poteri iniziatici alle Sorelle è stata in qualche modo abbuiata, e in molti casi negata. La nostra personale opinione ha ben poca importanza, e questo brevissimo saggio ha solo l’ambizione di ricostruire storicamente la nascita e l’evoluzione del problema da un punto di vista strutturale e concettuale, dalla nascita dell’Ordine Martinista a fine ottocento a oggi. L’Ordine Martinista fu fondato nel 1889, e la notizia ufficiale della sua proclamazione fu data al periodico L’Ouvertoure. Papus aveva 34 anni e Chaboseau 31. Gli altri dieci membri erano ugualmente molto giovani. L’Ordine viene definito “dei Superiori Incogniti” e composto di tre gradi.

3 Allegato in scannerizzazione dell’originale.

12

STORIA DEL MARTINISMO

STORIA DEL MARTINISMO I Quaderni iniziatici 4 di Papus che datano dal 1891 e che furono

I Quaderni iniziatici 4 di Papus che datano dal 1891 e che furono pubblicati nel 1894, indicano un preciso abbozzo del simbolismo e dei rituali dell’Ordine, oltre a definirne l’essenzialità e la concettualità. In essi non vi era ancora la figura dell’Iniziatore come IV grado, ma qualunque SaIa (grado da cui non erano certamente escluse le Sorelle) poteva assumere la funzione di Iniziatore. D’altro canto, Pierre Augustin Chaboseau 5 aveva ricevuto l’apertura (così la definisce) Martinista da una donna, Amélie de Bois-Mortmart, sua zia 6 . È da notarsi che lo stesso Chaboseau non definiva iniziazione la sua trasmissione spirituale. Secondo Chaboseau 7 l’apertura consisteva di

una:

trasmissione orale di un particolare insegnamento e di una certa comprensione delle leggi del cosmo e della vita spirituale, che in nessun caso potrebbe essere considerata come una iniziazione in forma rituale.”

La discendenza dell’Ordine passava dunque da una donna. Nel 1911 la rivista L’Initiation, organo dell’Ordine Martinista francese appare un accenno di un grado iniziatore, Libero Adepto. Si cominciava, seppur timidamente, a tentare di mettere un certo ordine alle numerosissime iniziazioni (l’Ordine arrivò velocemente a 30.000 membri). Nemmeno i rituali Tedér (1913) 8 conoscevano l’esistenza di un IV grado, e in essi si affermava che:

L’Ordine, essendo basato sulla dottrina della Kabbalà 9 , proclama l’uguaglianza perfetta fra l’uomo e la donna.

Téder adattò al Martinismo europeo i rituali alquanto paramassonici di Eduard Blitz 10 , che

su patente di Papus fondò l’Ordine Martinista americano nel 1902. L’Ordine di Blitz comportava sette gradi.

Primo Tempio

Associato

(Filosofico)

Iniziato

(Mistico)

SaIa

(Kabbalistico)

SaIa

(Amministrativo)

Secondo tempio

V grado

VI

VII

4 I Quaderni iniziatici di Papus a cura di Robert Amadou trad.ne di Igneus SaIaLaIa Ed. Privata

5 Pierre Augustin Chaboseau (1868-1946) e Gérard Encausse –Papus - (1865-1916), entrambi studenti di medicina, scopersero che entrambi avevano ricevuto l’apertura Martinista, Pierre da sua zia, nel 1886, Papus da Henry Delaage, nel 1882. Il loro incontro produsse la nascita dell’Ordine Martinista.

6 Attualmente la Gran Maestra dell’Ordine Martinista Internazionale, che raggruppa la maggior parte degli Ordini Martinisti, è la francese Catherine Caillault.

7 Da una lettera conservata nell’’archivio di Jean Chaboseau.

8 Rituel de l’Ordre Martiniste dressé par Teder. Coll. Priv.

9 L’affermazione potrebbe essere più corretta in riferimento all’ermetismo.

10 Ritual and Monitor of the Martinist Order, Dr. Eduard Blitz, General Delegate of the Supreme Counsil of the Martinist Order of the USA. 2 april 1896. (in corso di traduzione). Ma Robert Ambelain attribuisce a Tedér stesso la stesura del rituale Blitz.

13

STORIA DEL MARTINISMO

STORIA DEL MARTINISMO Non era prevista la funzione di S a I a I a ,

Non era prevista la funzione di SaIaIa, affidata a tutti i SaIa Nemmeno nei rituali Téder si accenna comunque a un IV grado e si afferma inoltre che:

L’Ordine, essendo basato sulla dottrina della kabbala 11 , proclama l’uguaglianza perfetta fra l’uomo e la donna.)

Il

affermazioni:

problema nasce con

la Gran

Maestranza Bricaud (1881-1834.) 12 .

Secondo le sue stesse

Il successore di Papus, il fratello Charles Détré (Téder), morì nel 1918, trasmettendo i suoi poteri di Grande Maestro al fratello Jean Bricaud, di Lione. Quest'ultimo, all'epoca della riorganizzazione del Martinismo, dopo la guerra ristabilisce l'ordine sulle basi solide della Muratura Simbolica, decretando che, solo, oramai, i Massoni che possiedono il grado di Maestro 13 , potrebbero unire l'Ordine Martinista.”.

Questa decisione di Bricaud produsse separazioni e scissioni all’interno dell’Ordine Martinista francese e in quelli europei. Già alcuni Ordini, compreso quello italiano, avevano preso le distanze dall’Ordine Martinista francese quando Encausse, Sédir e Chamuel furono consacrati Vescovi della Chiesa Gnostica a Jules Doinel, e costituirono nel 1911 l’Eglise Gnostique Universel, costituendola Chiesa ufficiale dell’Ordine Martinista. Questa proclamazione, come la successiva di Bricaud, contraddiceva uno dei Landmark Martinisti, quello dell’universalità e quindi dell’accoglienza nell’Ordine di uomini e donne di qualsiasi razza e religione. Evidentemente, Jean Bricaud aveva la finalità di avvicinarsi al potere massonico per la conservazione e il progresso dell’Ordine, e anche una sorta di imitazione e allineamento alla Chiesa cattolica, sia per motivi pragmatistici, sia per la sua educazione in seminario. Bricaud era anche Il Patriarca gnostico. Durante il periodo della Gran Maestranza Bricaud nacquero la funzione e il grado di Iniziatore, che escludeva le donne SaIa della facoltà di iniziare. Sia in Francia che negli Ordini europei si creò una certa confusione di ruoli. La descrive bene Aldebaran SaIaIain un Vademecum 14 Martinista:

“In Francia, attualmente e dopo numerose varianti, si è addivenuti alla stabilizzazione del 4° grado, che consente al suo possessore di iniziare fino al 3° grado, ma non di concedere i poteri iniziatici, che sono acquisiti nel corso di una cerimonia particolare. In Italia, con le costituzioni di Flamelicus, si addivenne nel 1946 alla suddivisione in due categorie del grado di Superiore Incognito assegnando prima la qualifica di Sa Ia Kabbalista autorizzato a concedere l’iniziazione al 1°, 2° e 3° grado con l’ausilio del gruppo, e poi la qualifica di Libero Iniziatore che tali gradi poteva concedere, e con essi anche i poteri iniziatici, al SaIaKabbalista direttamente o in gruppo. Tale regola ibrida fu successivamente abrogata con la costituzione del 4° grado (Iniziatore), che poteva essere concessa soltanto da un componente del Supremo Collegio dei Superiori Incogniti membri del governo dell’Ordine.”

In Italia quindi, il grado di Superiore Incognito Iniziatore fu costituito in epoca imprecisata, ma successivamente al 1946. I Superiori Incogniti, previa autorizzazione e nomina a Kabbalista, potevano quindi iniziare, indipendentemente dal sesso.

11 L’affermazione potrebbe essere più corretta in riferimento all’ermetismo.

12 Vedi la voce Jean Bricaud www.eresie.it/d791.htm

13 Naturalmente, Maestri delle Massonerie “regolari” che non ammettono donne.

14 Vademecum del SaIaIaEdizione riservata Coll. privata

14

STORIA DEL MARTINISMO

STORIA DEL MARTINISMO In alcuni Ordini Martinisti che assumano la denominazione e/o degli Eletti Cohen vi

In alcuni Ordini Martinisti che assumano la denominazione e/o degli Eletti Cohen vi è una chiusura concettuale di fronte all’iniziazione, passiva o attiva, delle donne. Ben la spiega Brunelli nello scritto allegato, ma che è bene riportare anche ora:

Il vero motivo [di Martinez sull’inopportunità dell’iniziazione femminile] era di ordine

metapsichico: egli considerava le donne come non idonee perché negava loro il potere di

comandare agli spiriti sia buoni che cattivi. Del resto la cosiddetta «inferiorità» della donna dal

punto di vista teurgico è un retaggio biblico e noi sappiamo che Martinez era praticamente un

kabbalista cristiano (ammesso che così ci sia facile inquadrarlo, anche se ciò non corrisponde

esattamente alla verità).

Sempre secondo la «reintegrazione» il trattato del Maestro, ammettendo le donne ai lavori teurgici,

gli Eletti Cohen rischiavano di comprometterne il successo in quanto esse rappresentavano l’Eva,

il frutto della prima caduta dell’Uomo-Dio. E questo ragionamento può essere valido ammettendo

la «caduta». Per la stessa ragione un Réau+Croix non doveva avvicinarsi alla donna (fattore

dissolvente e acqua corrosiva anche secondo gli Alchimisti ed i Tantristi) per 40 giorni prima delle

Operazioni. La stessa interdizione è conservata in altre fraternità occulte occidentali.

Questa rigida posizione era tuttavia attenuata dagli Statuti e dai regolamenti dell’Ordine in cui

veniva stabilito che le donne potevano essere ammesse a condizione che «una prova diretta o fisica

della Chose stessa» si fosse manifestata nel corso dello scrutinio teurgico eseguito per giustificare

la loro iniziazione.

Dobbiamo aggiungere tuttavia che egual trattamento era riservato agli uomini. Di che cosa si

trattava? La «chose» designava l’eggregoro dell’Ordine; prima di ammettere dunque una donna

nella catena, si interrogava l’eggregoro: una sua risposta positiva, mediante l’osservazione di un

«passo», apriva le porte dell’Iniziazione.

Diversamente pensava Louis-Claude de Saint-Martin. Egli scrisse nella corrispondenza intercorsa

tra lui e Willermoz in occasione dell’ammissione della sorella nell’Ordine:

L’anima feminile non esce dalla stessa sorgente da cui proviene quella rivestita di un

corpo maschile? Non deve compiere la stessa opera, lo stesso spirito da combattere e gli stessi frutti su cui sperare?”.

Tuttavia — raccomanda — persisto nell’opinione che le donne tra di noi debbono essere

in piccolo numero e soprattutto scrupolosamente esaminate. E la ragione forse è contenuta in questa frase: «La donna mi è apparsa migliore dell’uomo, ma l’uomo più vero della donna.

Altro aforisma che dobbiamo riportare, anche se non interessa dappresso il nostro argomento,

ma che forse corrisponde a verità, è questo: «Le grandi verità non si insegnano bene che nel

silenzio, per contro la necessità delle donne è che si parli e che loro parlino e allora tutto si disorganizza come io stesso — parla Saint Martin — più volte ho sperimentato».

15

STORIA DEL MARTINISMO

STORIA DEL MARTINISMO Saint Martin, che era un mistico, approva dunque l’ammissione delle donne anche nei

Saint Martin, che era un mistico, approva dunque l’ammissione delle donne anche nei gruppi

operativi, ma dà tuttavia queste istruzioni!

«io impiegherei al vostro posto, per tutte le donne, delle parole di semplice potenza

quaternaria, mentre all’uomo lascerei riservate quelle di doppia potenza».

La cerimonia doveva essere eguale a quella degli uomini così come eguali erano i tracciati sul suolo. L’Ordine Martinista Francese di Papus dà per contro alla donna le stesse prerogative che vengono concesse all’uomo, inclusa quella di «seminare», forse in ricordo di Amelia de Boisse de Mortemart.”

In questa semplicissima ma illuminante indicazione rituale di Saint-Martin sta forse la risoluzione del problema dell’iniziazione femminile.

la risoluzione del problema dell’iniziazione femminile. Alla fine degli anni 1980 Giovanni Aniel, Gran Maestro

Alla fine degli anni 1980 Giovanni Aniel, Gran Maestro dell' "Antico Ordine Martinista" lavorò a un documento che avrebbe pubblicato nel 1992 sotto il nome di "La Magna Charta del Martinismo". La "Magna Charta", si compone di otto punti, che definiscono l'ordine per quanto riguarda la filosofia e il funzionamento pratico dell'Ordine. La "Magna Charta" costituisce la costituzione dell’ ' "Antico Ordine Martinista" su diversi punti, soprattutto per quanto riguarda i SaIaIa e la posizione del Gran Maestro. Un'altra modifica riconosce alle donne la facoltà di trasmettere l'iniziazione. La prima donna a ricevere i poteri iniziatici è stata Maria SaaIadi una Loggia della Collina di Milano. In una e-mail datata 11 maggio 2001 diretta a Milko Boogaard, storico del Martinismo, Fabrizio Mariani affermò che si era deciso di fondare il "Ordine Martinista Universale".

"Gentile amico, quando le donne hanno avuto la facoltà di trasmettere l'iniziazione

il nome è

stato cambiato in" Ordine Martinista Universale ", e rappresenta una diretta continuazione dell’Ordine Martinista Antico e Tradizionale. Giovanni ne Aniel è Gran Maestro dal 2 dicembre 1984. Spero di esserle Stato utile. Cordialmente, Fabrizio Mariani”

Martinista, per segnare il nuovo corso, si è deciso di cambiare il nome dell'Ordine

Molti Ordini Martinisti continuano la tradizione originaria papusiana riconoscendo la trasmissione iniziatica alle donne. Fra questi l’Ordre Martiniste risvegliato dal figlio di Papus nel 1954 ed il cui Gran Maestro è, attualmente, Emile Lorenzo. Così anche l’Ordre Martiniste des Chevaliers du Christe, che ha per Gran Maestro Remy Boyer. Anche il ricostituito O.M.A.T. da parte di Amorifer SaIaIa segue tale procedimento. In genere, sono gli Ordini Martinisti che si richiamano alla tradizione Martinezista degli Eletti Cohen o che derivano dall’influenza neo-gnostica e para- massonica di Jean Bricaud che negano alle donne la possibilità della trasmissione iniziatica.

La maggior parte di coloro che perseguono le vie iniziatiche, noi compresi, ha preso il loro primo latte di conoscenza da René Guènon e da Julius Evola. Pur inchinandosi di fronte all’indiscussa superiorità di questi grandi Maestri, sommessamente ci domandiamo se la loro rivolta contro il mondo moderno, soprattutto in relazione alle gerarchie iniziatiche e alla cosiddetta “regolarità” non sia da rimeditare nell’indicazione

16

STORIA DEL MARTINISMO

STORIA DEL MARTINISMO evoliana di “cavalcare la tigre”, nella difficile Opera di vivere, anche se dolorosamente,

evoliana di “cavalcare la tigre”, nella difficile Opera di vivere, anche se dolorosamente, nel regno della quantità per trasformalo per quanto possibile nel regno spirituale. La tekné, che in questo stesso momento ci muove la mano, è un disvalore in sé o rispetto all’uso che se ne fa? All’obbedienza verso un capo qualsiasi preferiamo inevitabilmente nell’oggi l’indicazione rituale Martinista:

Non dovrai ricevere ordini da nessun altro che la tua propria Coscienza, ma agirai sempre con Onore”.

Riguardo poi alla regolarità per via “verticale” non esistono Ordini Iniziatici che non abbiano origine temporale prima della fine del XIX secolo, con la loro caratteristica forma un po’ pompier e un po’ granguignol, con la loro ansia di trovare degli antenati, veri o falsi che siano. Questa “invenzione” aveva per fine di combattere i dilaganti figli degeneri dell’Illuminismo,

il materialismo, lo scientismo, il positivismo e nel contempo le “deviazioni “ metafisiche come lo

spiritismo e la teosofia. Sono effettivamente “regolari” - secondo la significato che si vuole attribuite a questo termine - la Chiesa e la Massoneria, per la loro maggiore antichità? Conosciamo bene le falsificazioni e le prevaricazioni cattoliche e le leggende, a volte ingenue a volte truffaldine, all’origine dei riti massonici Valgono molto di più, a nostro parere, le aggregazioni spontanee, casuali o causali di uomini

e donne che sull’infinita via dell’iniziazione operano e producono pensiero e spiritualità, con buona pace dei Grandi Elefanti d’Egitto. E solo in questo si può valutare la luce nella condotta e nella regolarità della finalità iniziatica.

condotta e nella regolarità della finalità iniziatica. ALLEGATO N° 1 Da Esopedia, l'enciclopedia del Sapere

ALLEGATO N° 1

Da Esopedia, l'enciclopedia del Sapere Esoterico

di Nebo SaIaIa (Francesco Brunelli)

Nel Martinismo in rapporto al tipo di lavoro eseguito dai diversi raggruppamenti — seguenti

ciascuno una loro particolare tecnica — notiamo differenti posizioni in rapporto al problema della

utilizzazione della donna al lavoro di gruppo. Ciò spiega le apparenti divergenze.

Per Martinez de Pasqually, il Maestro fondatore del Martinezismo (il cui gruppo lavora

teurgicamente), non esistevano quelle ragioni adottate dai Massoni per non ammettere le donne nel

17

STORIA DEL MARTINISMO

STORIA DEL MARTINISMO lontano 1770 o giù di lì, e cioè la frivolezza, le indiscrezioni, le

lontano 1770 o giù di lì, e cioè la frivolezza, le indiscrezioni, le possibili rivalità amorose che poteva provocare la loro presenza nel «tempio» — come scrive il Le Forestier.

Il vero motivo era di ordine metapsichico: egli considerava le donne come non idonee perché negava loro il potere di comandare agli spiriti sia buoni che cattivi. Del resto la cosiddetta «inferiorità» della donna dal punto di vista teurgico è un retaggio biblico e noi sappiamo che Martinez era praticamente un kabbalista cristiano (ammesso che così ci sia facile inquadrarlo, anche se ciò non corrisponde esattamente alla verità).

Sempre secondo la «reintegrazione» il trattato del Maestro, ammettendo le donne ai lavori teurgici, gli Eletti Cohen rischiavano di comprometterne il successo in quanto esse rappresentavano l’Eva, il frutto della prima caduta dell’Uomo-Dio. E questo ragionamento può essere valido ammettendo la «caduta». Per la stessa ragione un Reau+Croix non doveva avvicinarsi alla donna (fattore dissolvente e acqua corrosiva anche secondo gli Alchimisti ed i Tantristi) per 40 giorni prima delle Operazioni. La stessa interdizione è conservata in altre fraternità occulte occidentali.

Questa rigida posizione era tuttavia attenuata dagli Statuti e dai regolamenti dell’Ordine in cui veniva stabilito che le donne potevano essere ammesse a condizione che «una prova diretta o fisica della Chose stessa» si fosse manifestata nel corso dello scrutinio teurgico eseguito per giustificare la loro iniziazione.

Dobbiamo aggiungere tuttavia che egual trattamento era riservato agli uomini. Di che cosa si trattava? La «chose» designava l’eggregoro dell’Ordine; prima di ammettere dunque una donna nella catena, si interrogava l’eggregoro: una sua risposta positiva, mediante l’osservazione di un «passo», apriva le porte dell’Iniziazione.

Diversamente pensava Louis-Claude de Saint-Martin. Egli scrisse nella corrispondenza intercorsa tra lui e Willermoz in occasione dell’ammissione della sorella nell’Ordine:

L’anima feminile non esce dalla stessa sorgente da cui proviene quella rivestita di un corpo maschile? Non deve compiere la stessa opera, lo stesso spirito da combattere e gli stessi frutti su cui sperare?”.

Tuttavia — raccomanda — persisto nell’opinione che le donne tra di noi debbono essere in piccolo numero e soprattutto scrupolosamente esaminate. E la ragione forse è contenuta in questa frase: «La donna mi è apparsa migliore dell’uomo, ma l’uomo più vero della donna”.

Altro aforisma che dobbiamo riportare, anche se non interessa dappresso il nostro argomento, ma che forse corrisponde a verità, è questo: «Le grandi verità non si insegnano bene che nel silenzio, per contro la necessità delle donne è che si parli e che loro parlino e allora tutto si disorganizza come io stesso — parla Saint Martin — più volte ho sperimentato».

Saint Martin, che era un mistico, approva dunque l’ammissione delle donne anche nei gruppi operativi, ma dà tuttavia queste istruzioni!

18

STORIA DEL MARTINISMO

STORIA DEL MARTINISMO « io impiegherei al vostro posto, per tutte le donne, delle parole di

«io impiegherei al vostro posto, per tutte le donne, delle parole di semplice potenza quaternaria, mentre all’uomo lascerei riservate quelle di doppia potenza».

La cerimonia doveva essere eguale a quella degli uomini così come eguali erano i tracciati sul suolo. L’Ordine Martinista Francese di Papus dà per contro alla donna le stesse prerogative che vengono concesse all’uomo, inclusa quella di «seminare», forse in ricordo di Amelia de Boisse de Mortemart. In altri gruppi Martinisti e in Italia vengono tenuti presenti alcuni fattori e le cose si svolgono differentemente. Ne parlerà Aldebaran.

Si tratta ora di tirare le somme di quanto abbiamo riferito.

Nei gruppi operativi Martinisti, come abbiamo visto, esiste una differenziazione tra potenzialità maschili e potenzialità femminili; in genere è l’Eggregoro che decide; nei raggruppamenti mistici, per contro, tale differenza non può esistere.

Ciò è spiegabile se si conosce il problema delle polarità. La donna nel suo complesso è negativa, ricettiva, l’uomo per contro è positivo, emette.

È una pura questione energetica. Non staremo qui a dilungarci sulla storia dei corpi sottili alla

maniera teosofica ed occultistico-spiritualista — anche perché sono tutte cose fritte e rifritte e note almeno a chi è giunto fino al Martinismo.

Ricorderemo semplicemente che il corpo umano può essere considerato come una stazione ricevente e trasmittente, come un agglomerato energetico avente una continuità di scambi con

l’energia che lo circonda, sia essa libera che gravitante intorno ad altri nuclei. La magia e la teurgia

si basano su tale assunto e tale assunto è la chiave di ogni contatto teurgico.

Ora nell’uomo vi sono quattro stazioni riceventi che sono le due palme delle mani e le due piante dei piedi, nella donna, - e questo la rende recettiva al massimo (vedi funzione del sacerdozio femminile negli antichi tempi) -, ve n’è una quinta: la yoni.

E vi sono nell’uomo 20 stazioni emittenti rappresentate dalle dita delle mani e dei piedi; nell’uomo

una ventunesima stazione in più che lo rende positivo: il fallo.

E

se l’uomo è un essere che deve combattere la sua battaglia quaggiù con i piedi in terra e non con

la

testa sulle nuvole, e la matematica è matematica, gli arcani — che sono semplici e candidi come

pargoletti innocenti — sono chiari a chiunque!

Con ciò noi non disturbiamo neppure il padre Adamo come era costretto a fare il nostro maestro Martinez de Pasqually.

Ma non sostengo né voglio concludere che la teurgia e il resto non si addicano alla donna

stesso Martinez interrogava la «Chose» non potendo dosare gli ormoni anche le porte della teurgia, ma non a tutte.

Vediamo il perché.

no, lo

alla donna sono aperte

19

STORIA DEL MARTINISMO

STORIA DEL MARTINISMO Alcuni occultisti hanno paragonato l’uomo a una pila in cui il costituente positivo

Alcuni occultisti hanno paragonato l’uomo a una pila in cui il costituente positivo è rappresentato dal Sole (lo spirito, per intenderci, maschio), il costituente negativo dalla Luna (l’apparato sensoriale, femmina), l’intermedio tra i due ove avvengono le reazioni, il Mercurio (neutro) e il

corpo ove si manifesta il Saturno (o in termini differenti ma esprimenti la stessa cosa: polo positivo

lo spirito, negativo il «corpo», neutro l’anima).

Potremmo dire qui tante cose, ma è chiaramente adombrabile che se non vi è unione del maschio con la femmina, del sole con la luna, sì da generare il «nostro Mercurio», il saturno rimarrà sempre l’asino descritto da Apuleio e potrà mangiare tutte le rose che esso incontrerà sulla sua strada senza che avvenga il miracolo della trasformazione in Re.

È così che una prima suddivisione in termini energetici è stata fatta per il «complesso umano». Però non è tutto qui, occorre che il sole sia Sole, maschio, positivo, e che la luna sia Luna, femmina,

negativa, altrimenti nessuna unione sarà possibile se non in forme aberranti dalla natura

distorte e come tali rigettabili, ammesso poi che sia possibile far scoccare la «scintilla». Dirò di più a chiarimento di questa suddivisione in polarità.

Una schematizzazione simile non deve trarre nessuno in inganno ed è perfettamente inutile fare dei conti e vedere che essi non tornano. Questa schematizzazione va costruita, resa vivente perché essa esista; se non esiste, allora è presto fatto, abbiamo un saturno/luna-negativo e un sole (se ci fosse) positivo.

Sotto un tale profilo dobbiamo subito chiarire una prima presa di posizione. Dice un eminente

occultista, Giuliano Kremmerz, che, nella esplicazione della vita, tutti gli esseri umani, ma le donne

in maggior numero, posseggono in permanenza la «coscienza vigilante» in tutti gli atti della loro

manifestazione esterna. Ora, per questo Autore, la «coscienza vigilante» è in stretto rapporto con la coscienza dell’uomo storico, cioè dell’Io imperituro, tanto per capirci. Una sua labilità favorisce — continua il Kremmerz — l’ingresso delle ombre e delle illusioni. Questo non è un ostacolo, tuttavia occorre tenerlo presente quando si deve operare insieme a elementi femminili. Voi tutti sapete che il Kremmerz ammetteva nei suoi circoli e nella sua catena anche le donne; quanto ho detto non deve allarmare, ma deve essere conosciuto perché con facilità si può ovviare a qualsiasi inconveniente.

E poiché abbiamo citato il Kremmerz — che è un maestro provato — riferiamo un’altra nota

desunta dai suoi lavori.

Egli afferma che l’essere umano, distinto per le particolarità del sesso, può rispondere a quattro casi speciali:

forme

Corpo fisico maschile - fluidico maschile;

Corpo fisico maschile - fluidico femminile;

Corpo fisico femminile - fluidico maschile;

Corpo fisico femminile - fluidico femminile.

20

STORIA DEL MARTINISMO

STORIA DEL MARTINISMO In altri termini, fluidicamente o energicamente parlando, una donna può essere positiva (quindi

In altri termini, fluidicamente o energicamente parlando, una donna può essere positiva (quindi maschile) o negativa (quindi femminile). Egli aggiunge che un uomo positivo sui due piani si completa con una donna negativa sugli stessi piani. Che un uomo positivo fisicamente e negativo fluidicamente si completa con la donna negativa fisicamente e positiva fluidicamente. E questo spiega il perché delle particolari tecniche delle operazioni condotte da un uomo e una donna insieme e chiarisce altresì che non è di fondamentale importanza il sesso per determinare il ruolo

che una donna può rivestire in una comunità iniziatica, ma la sua carica. Scientificamente troviamo la conferma di queste vedute con lo studio dell’endocrinologia e degli ormoni e del loro tasso

resterebbe semmai da chiarire quale cosa

circolante nel sangue nonché degli effetti di detti tassi

sia più determinante e cioè se il tasso ormonale è un effetto o una conseguenza, ma, non essendo

questo il nostro problema, lo accenniamo appena, lasciando a chi vuole trarne le conclusioni.

Ai fini di un lavoro Osirideo — e i Fratelli che seguono ci diranno che cosa intendo dire — potremo stabilire una scala di valori che dovrebbe essere la seguente:

1. Idoneità massima per l’uomo positivo fisicamente e fluidificamente;

2. Idoneità per la donna negativa fisicamente, ma positiva fluidificamente;

3. Idoneità per l’uomo positivo fisicamente, negativo fluidificamente;

4. Nessuna

idoneità

Osiridea,

ma

solo

Isiaca,

per

la

donna

negativa

fluidificamente.

fisicamente

e

Se in quanto ho detto, e nelle conclusioni che ho tratto, vi fossero errori, tutti sono liberi di apportarvi le loro correzioni.

Resterebbe ora — per completare il tema delle polarità — dover parlare dell’androgino. Noi non lo faremo perché la tematica generale è dedicata alla donna, ma vi sottoponiamo un disegno ed una nota di un nostro maestro passato, Stanislas de Guaita, lasciandovi alla sua meditazione, e scopriremo così anche una concordanza con quanto precedentemente abbiamo detto.

Riassumiamo:

La legge dell’equilibrio vitale permette di localizzare a priori non solo la bipolarità di ciascuno dei tre sistemi dinamici: intellettuale, animico, astrale (ricordiamo il sole, il mercurio, la luna di sopra), ma i termini di una polarizzazione di inversa reciprocità e complementare che dall’intellettuale va al fisico da un lato nel maschio e dall’altro nella femmina. Questa è la chiave assoluta della biologia occulta, di natura universale, ma che limitiamo alla fisiologia umana e alla biologia dell’androgine umano. Il che equivale — aggiungiamo — a quel che diceva il Kremmerz.

Il Guaita formula così la legge:

Il maschio è positivo nella sfera sensibile, negativo nella sfera intellegibile.

La femmina, inversamente, è positiva nella sfera intellegibile, negativa nella sfera sensibile.

21

STORIA DEL MARTINISMO

STORIA DEL MARTINISMO Inversamente complementari, il maschio e la femmina sono neutri nella sfera mediana psichica.

Inversamente complementari, il maschio e la femmina sono neutri nella sfera mediana psichica.

Questa similitudine animica è anche il solo loro punto di fusione. Applicando questa legge universale alla coppia umana e considerando che nell’essere umano vi sono i seguenti tre centri «occulti» di attività:

1. Intellettuale: localizzato nel cervello e di cui il polo occulto risiede nelle circonvoluzioni superiori di questo organo.

2. Animico: localizzato principalmente nel cuore e nel gran simpatico e di cui il centro occulto non è altro che il plesso solare.

3. Sensitivo: che distribuisce l’energia ai diversi organi dei sensi e di cui il polo occulto corrisponde all’organo genitale.

diremo che

Nell’uomo l’organo genitale è maschile o positivo e il cervello femminile o negativo.

Nella donna l’organo sessuale è femminile o negativo e il cervello maschile o positivo.

Nell’uomo e nella donna il plesso solare costituisce il punto centrale equilibrante dell’intero organismo.

L’essere maschile significa produrre il seme, l’essere femminile significa ricevere il seme, elaborarlo, svilupparlo. Eguale significato ha attivo e passivo. Ora se ciò ben si comprende per gli organi sessuali, è di difficile comprensione per il cervello ove si manifesta la contropolarità del sesso.

Ora — afferma il de Guaita — il cervello maschile della femmina dà lo sperma intellettuale, il germe delle idee; è questo cervello maschile della donna che feconda il cervello femminile dell’uomo e sono i centri animici o mediani che divengono il luogo proprio della cupola, mentre la fecondazione avviene quando il sentimento si sublima per raggiungere il cervello, ove riprende la sua prima qualità di sperma ideale “indovato” nell’utero.

In tal modo possiamo stabilire la seguente equazione:

cervello della donna fallo dell’uomo

cervello dell’uomo vagina della donna

Naturalmente qui è valida la legge per cui i contrari si attirano e i simili si respingono. Dobbiamo riassumere queste istruzioni e pertanto lasciamo agli amici trarne tutte le possibili deduzioni. Quanto al centro mediano equilibrante i due poli occulti (intellettuale o cerebrale e sensitivo o genitale), affermiamo che esso è neutro sia nell’uomo come nella donna. Esso rappresenta il punto equilibrante sia della bilancia bipolare di ciascun individuo, sia di quella quadripolare dell’androgino umano.

22

STORIA DEL MARTINISMO

STORIA DEL MARTINISMO La forza propria a questo centro è l’amore la cui essenza è eguale

La forza propria a questo centro è l’amore la cui essenza è eguale sia per l’uomo che per la donna; tale amore può essere portato sia al polo cerebrale (adorazione) sia al polo sessuale (appetito venereo). Quand’esso (e lo diciamo complementariamente per completare anche se in modo appena accennato l’argomento) si realizza nella sua perfezione, allora avremo la stabilità di un equilibrio meraviglioso mediante la fusione dei centri neutri in un sol centro. Ma attenzione, in questo quaternario potrebbero generarsi degli squilibri pericolosissimi, facilmente intuibili esaminando la fig. 2 e scomponendola in due ternari.

Sommariamente abbiamo esaminato le polarità; se l’Ordine opera magicamente queste polarità umane non possono essere ignorate, se l’Ordine opera misticamente queste polarità hanno un valore relativo. In sede di congresso Martinista, aperto a tutti i gradi del nostro venerabile Ordine, hoc sufficit per poter comprendere e meditare sugli arcani e le leggi note ai SaIa.

Perseverando e perfezionando la vita fisica, colmando la vita mentale, lo scopo della Natura (che dovrebbe essere anche il nostro) è di svelare, in un corpo fisico e mentale perfetti, le attività trascendenti dello Spirito 15 .

La Mente ritrova effettivamente in pieno la sua forza e la sua misura, solo quando si getta nella vita e ne accetta le possibilità e le resistenze quali mezzi per raggiungere una più alta perfezione.

ALLEGATO N° 2

IL TESTAMENTO SPIRITUALE DI FRANCESCO BRUNELLI

(Scannerizzazione dell’originale)

15 Cfr. Aurobindo La sintesi dello Joga - Ed. Ubaldini - Roma

23

STORIA DEL MARTINISMO

STORIA DEL MARTINISMO 24
STORIA DEL MARTINISMO 24

24