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Un po' di storia.

Il termine "fumetto" traduce l'inglese "baloon" (= nuvoletta", perch le battutte dei personaggi vengono inserite in spazi bianchi a forma di nuvola). Il fumetto nace in America ad opera di Joseph Pulitzer (quello del premio), che nel 1895 chiam Richard Outcault ad illustrare a colori una pagina del supplemento domenicale del suo giornale "The world". Outcault il creatore di un celeberrimo personaggio: Yellow Kid, un bambino calvo, di cui non si sa se di origine orientale o down. L'epoca d'oro del fumetto va dalla fine degli anni Venti agli anni Quaranta: in questi anni vengono creati i personaggi pi celebri, da Tarzan a Mandrake, da Superman a Flash Gordon. La grande novit fu la sostituzione del fumetto comico che aveva dominato l'inizio del secolo con un fumetto d'avventura di veloce lettura e intrigante al punto da costringere i lettori ad acquistare i giornali su cui venivano pubblicati. Tarzan, per esempio, nasce nel 1929 ad opera di un grandissimo artista, Harold Foster (la cui raffinatezza resta forse insuperata), che disegna le strip quotidiane fino al 1937. Un altro disegnatore merita attenzione particolare: Alex Raymond, il creatore di alcuni dei personaggi pi famosi dell'immaginario collettivo: Flash Gordon, l'agente segreto X-9, Jim della Giungla. Il fumetto americano dell'epoca d'oro riflette sicuramente le speranze e i timori della societ da cui nasceva. Non un caso che proprio nei fumetti trovi compimento quella esigenza di una guida salda, un punto di riferimento morale, un eroe forte, coraggioso ed onesto che porter allo strepitoso successo di Superman, nato nel 1938 (quando oramai la guerra nazista era nell'aria), dalla fantasia di Jerome Siegel (testi) e Joe Shuster (disegni). La caratteristica essenziale di tutta questa produzione il suo manicheismo, la mancanza di sfumature: il bene tutto da una parta e si identifica con l'eroe e con la comunit che difende; e il male cerca di distruggere per conquistare il potere o la ricchezza e si identifica con l'"altro" (non un caso che il nemico di Flash, Ming, re di Mongo, abbia tratti orientaleggianti o che i nemici di Dick Tracy siano esseri deformi assolutamente non realistici). Recentemente Superman tornato alla riblata con una spettacolare morte voluta proprio per rialzare le vendite. Dopo poco la rinacita inevitabile... Il filone supereroistico avr una clamorosa svolta negli anni Sessanta quando Stan Lee affida alle matite di Steve Ditko un personaggio destinato a duraturo successo: l' Uomo Ragno. Qual' la grande intuizione di Lee? Quella di creare personaggi dotati di superpoteri (l'Uomo Ragno un imbranatissimo studente di chimica, Peter Parker, morso da un ragno esposto casualmente a radiazioni, che aumenta la sua forza, gli permette di aderire con le mani alle superfici e lo dota di un senso radar che lo avverte dei pericoli imminenti) ma nello stesso tempo afflitti da problemi quotidiani ( i soldi per l'affitto, le relazioni sentimentali catastrofiche, l'incomprensione della gente che lo teme per la sua diversit). Mentre Superman era l'alieno venuto da un altro pianeta, amato e funzionante da modello, l'Uomo Ragno l'eroe che soffre di solitudine e rispecchia la crisi di valori tradizionali che poi culminer nella met degli anni Sessanta nella protesta studentesca. Tutti gli eroi creati da Stan Lee riproducono questa caratteristica: super-poteri e superproblemi. Un eroe in particolare godr di particolare successo presso i giovani: l'infelice Silver Surfer, il messaggero cosmico color argento che viaggia sua una tavola di surf, che si ribella al suo padrone, il divoratore di mondi Galactus e viene esiliato sulla Terra, che lui ha difeso dall'ingordigia di Galactus. Nel '68 quest'eroe psichedelico godette di gorssa fortuna. L' altra grande trovata di Lee fu quella di mettere in contatto i vari eroi, ovvero creare un mondo dove tutto si tiene e super-gruppi formati dall'unione di vari eroi (per esempio i
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Vendicatori, di certo i pi famosi, il cui gruppo originale era costituito da Thor, divinit nordica, Capitan America, eroe della II guerra mondiale sopravvissuto ibernato,Iron Man, un ricchissimo industriale malato di cuore che crea una invincivile armatura e Hulk, il fisico Bruce Banner che, investito dalle radioazioni atomiche, si trasforma nei momenti di collera in un mostruoso e fortissimo essere dalla pelle verde ). In Italia attualmente la produzione supereroistica ha notevole diffusione, grazie soprattutto alla casa editrice Star Comics, presente nelle edicola con 5-6 testate ottimamente curate nella veste grafica e nelle traduzioni. L'eroe di punta della Star resta L'Uomo Ragno. L'altra svolta nel fumetto americano si compiuta negli anni Ottanta. Oramai la formula di Lee non funzionava pi: il mondo dei super-eroi non rispecchiava pi i cambiamenti della societ e i comics erano diventati sempre pi per un pubblico di ragazzi. D'altronde la formula delle telenovelas stata imitata dai fumetti americani. Che cosa succede allora? Nel 1981 un geniale catoonist, Frank Miller prende in mano Devil, un eroe cieco ma dotato di sensi particolarmente raffinati (udito, olfatto, ecc.) e ne drammatizza la vicenda, mettendolo al centro di un mondo degradato, fatto di prostitute e attrici porno, trafficanti di droga e assasini senza scrupoli, lontanissimi dal cliche del malvagio del fumetto precedente, che mirava genericamenre alla conquista del mondo. Il mondo di Devil la societ americana priva di valori, quella dei bassifondi e della mafia. Il tratto si adegua alle storie. I disegni si fanno cupi e dinamici. Il Devil di Miller stato pubblicato in Italia dalla Star Comics. Nel 1985 Miller ci consegna il capolavoro, l'opera destinata a condizionare tutta la produzione fumettistica contemporanea, Il ritorno del cavaliere oscuro, ovvero una rilettura in chiave mitica di Batman. Il miliardario Bruce Wayne ha oramai quasi cinquant'anni. Il suo partner, Robin, morto, dopo essere stato violentato dal Joker, lo psicopatico nemico di Batman. Sullo sfondo di una Gotham City allucinante, dove spadroneggiano bande di mutanti assassini, il miliardario, oramai quasi alcolizzato e totalmente disilluso, viene spinto dagli eventi a indossare nuovamente il costume e a combattere il crimine, pi per riaffermare la sua sua dignit di uomo che per una rivolta morale. La vicenda, condotta con un linguaggio epico e realistico nello stesso tempo, si conclude con l'uccisione del Joker, e lo scontro tra Batman e Superman. L'eroe cinico e violento, simbolo della notte e del lato oscuro dell'uomo contro il mito solo apparentmente positivo, l'eroe che ha accettato di servire il Potere americano, simboleggiato da un Presidente che ha il volto di Reagan. In Italia Il Batman di Miller uscito a puntate sulla rivista Corto Maltese della Rizzoli Libri (diretta da Fulvia Serra) e poi raccolto in volume. Altro capolavoro dell'artista americano Ronin, apparso sempre su Corto Maltese, con un tratto fortemente influenzato dall'arte giapponese classica e orientale, estremamamente dinamico, che narra la storia di uno scontro tra un antico guerriero giapponese e un essere diabolico, scontro che si sposta dall'antico Giappone ad un apocalittico futuro imprecisato. Miller ha poi ripreso in mano Devil in un fumetto dal titolo Elektra lives again, dove in un delirante onirismo rivive la donna amata dal giovane Matt Murdock e poi divenuta, a causa dell'assassinio del padre, una spietata ninjia. Ancora una volta l'arte di Miller si evolve, stavolta verso una assoluta semplificazione ed essenzializzazione del tratto ed uno strabiliante uso del colore L'altro grande capolavoro del fumetto contemporaneo viene dall'Inghilterra. Watchmen (stampato in Italia su Corto Maltese in inserti staccabili), opera di Alan Moore e Dave Gibbons (disegni), ambientato in un'America sull'orlo dela guerra atomica con l'Urrs. I protagonisti sono eroi degeneri, paranoici, deboli, crudeli coinvolti in guerre brutali (Vietnam) e nella repressione delle rivolte. Oramai non hanno pi nulla di positivo. Il linguaggio
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assolutamente brutale (ma studiatissimo), i disegni realistici, per testimoniare il degrado che quello attuale di molte citt americane. Miller e Moore hanno spinto il fumetto supereroistico ai limiti integrandovi la follia e l'autodistruzione. Davvero si puo dire che con questo fumetto vengano esplorate tutte le possibilit "artistiche" soprattutto a livello linguistico. Stupisce la capacit di Moore, che senz'altro il pi geniale innovatore della scrittura fumettistica contemporanea, la capacit di intrecciare alla fabula principale una serie di vicende (un amore lesbico, i ricordi dei protagonisti, addirittura una terrificante storia di follia che si immagina letta in un fumetto, dunque fumetto nel fumetto). Tra le altre opere di Moore ricordiamo la rielaborazione straordinariamente lirica di Swamp-Thing (in Italia pubblicato su DC Comics Presents della Comic Art), storia di un chimico che per un caso orribile si trova trasformato in un essere afasico composto di fibre naturali e fango. Lasciamo ora il panorama statunitense. Le altre tre grandi scuole fumettistiche sono quella sudamericana, francese, italiana e ora giapponese. Il fumetto argentino domina il mercato mondiale per la prima met degli anni Ottanta, con autori gi maturi come Alberto Breccia, Mandrafina, Zanotto, Enrique Breccia, Horacio Altuna, Gimenez (in Italia veicoli principali di questa scuola sono Lanciostory, l'Eternauta e Comic Art). Il fumetto argentino riproduce le due caratteristiche fondamentali della cultura da cui nasce: una drammatica adesione alla realt sociale e una grande vena surralista, che per non diventa mai gioco ma anzi ha venature malinconiche. Il pi grande artista argentino Alberto Breccia, autore di capolavori come Mort Cinder. Accanto a lui lo sceneggiatore Hector Oesterheld, ucciso dai militari argentini, autore del famosissimo L'Eternauta (ristampato in volume da Lanciostory recentemente), che narra la storia di un uomo che viaggiando nle tempo racconta di una tragica inasione marziana. La morte di Oesterheld testimonia l'impegno politico del fumetto argentino, che ha permesso una conoscenza approfondita del dramma di quella nazione. Rispetto la fumetto americano dunque non domina un eroe ma una societ. Il protagonista serve a filtrare una realt ma non la cambia mai. La tecnica di disegno pi incline alla sperimentazione (anche se agiscono modelli alti come Orozco e Siqueiros). Il fumetto francese domina la scena mondiale nella seconda met degli anni Settanta con autori come Jean Giraud, Druillet, Bilal. Il fumetto francese molto colto sia dal punto di vista tematico (la scissione della personalit il tema dominante) sia dal punto di vita iconografico (con riferimenti a tutta la pittura del '900). Il pi grande Jean Giraud, autore di un western atipico come Blueberry ma soprattutto, con lo pseudonimo di Moebius, di capolavori come Il garage ermetico e l'Incal nero, con i testi del regista visionario spagnolo Jodorowsky. Incubi futuristi, mondi postmoderni dove pterodattili vengono uccisi da cannoni laser, magia nera e tecnologia. La realt da lui creata rende possibli un'infinita gamma di avvenimenti. Il dato rilevante nell'assenza di una struttura narrativa e nella prevalenza della spettacolarit e della esteticit delle immagini sulla trama.Su tutto domina un disegno raffinatissimo. Va inoltre ricordata l'opera di Enki Bilal, anche regista, autore colto e visionario, in cui per c' una grossa adesione alla materialit delle realt descritte, ottenuta soprattutto con un uso assolutamente innovativo del colore.
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In Italia abbiamo avuto una eccellente tradizione, merito soprattutto di Bonelli, che nel 1948 crea Tex Willer (con i disegni di Galeppini). La sua casa editrice ha pubblicato Zagor, Mister No, Ken Parker e infine Dylan Dog. Su questi personaggi si formato il meglio del fumetto nostrano. La formula semplice: albi a basso costo, disegnati bene o almeno dignitosamente, trame ripetitive ma che permettono una delineazione precisa delle caratteristiche dei personaggi. I miglori fumetti di Bonelli sono stati senz'altro Ken Parker e Dylan Dog. Ken Parker nasce nel '77, ad opera di Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo (disegni). La fisionomia del personaggio ricalcata da Robert Redford, lo spunto offerto dal film Un uomo chiamato cavallo. Ma Berardi un eccellente scrittore. Parker un personaggio estremamente problematico che vive in rapporto conflittuale con la civilt bianca e viene perfino accettato degli indiani. La saga si chiude con l'impegno operaio. L'ambientazione diventa cittadina, Parker legge perfino il Capitale e, durante una repressione di una manifestazione operaia uccide in poliziotto e diventa un ricercato. L'eccessiva letterariet del fumetto ha costretto i due autori ad abbandonare la serialit ma Ken Parker resta l'esempio migliore di come il fumetto, pur restando un fenomeno popolare, possa farsi arte e confrontarsi con problemi sociali e politici. Nel 1992 iniziato ad uscire il Ken Parker Magazine della Parker Editore dove finalmente, dopo una serie di sotorie straordinarie apparse a colori su Comic Art, i due autori hanno ripreso il personaggio, affiancandovi storieclassiche americane o fumetti di giovani autori italiani. Altri due albi hanno arricchito la schiera bonelliana: Nathan Never e Nick Rider. Nathan Never un poliziotto privato, vagamente ispirato all'Harrison Ford di Blade Runner, che opera in un mondo futuro ipertecnologico ma collezione reperti del '900 (dischi su vinile, videocassette, libri). Non un personaggio invincibile ma conflittuale. L'albo pur godendo di eccellenti disegnatori (le copertine sono splendide) non ancora decollato. Altri grandi nomi del fumetto italiano: Hugo Pratt, creatore del mitico Corto Maltese, un marinaio di origine veneziana che attraverso le sue avventure entra in contatto con strordinari personaggi, da Jack London durante la rivoluzione russa a Hermann Hesse in Svizzera. Corto non segue la storia secondo un filo spazio-temporale: corre da un capo all'altro del pianeta senza logica apparente se non quella di arcane coicidenze. Nella doppia veste di attore e testimone viene cos a trovarsi nel cuore degli eventi o ai loro margini, conosce i protagonisti o li sfiora appena.I modelli di Pratt sono narrativi, Conrad in particolare. Straordinario disegnatore approdato ad un tratto di estrema semplicit ma molto evocativo. I fumetti di Pratt sono usciti negli ultimi dieci anni sulla rivista che ha preso il nome da suo personaggio, Corto Maltese, che probabilmete, pur essendo la rivista leader del settore, chiuder in estate. Milo Manara: il pi dotato cartoonist italiano. Il suo capolavoro sono Le avventure di di H.P. e Giuseppe Bergman. Disegno plastico e frustrato desiderio di avventura (H.P. della sigla Hugo Pratt, il simbolo di un avventura non pi fruibile se non nella fiction narrativa). E' diventato famoso con fumetti come Il gioco (che diventato anche un film), dove mette il suo tratto raffnato al servizio di storie senza trama il cui unico scopo esibire splendide ragazza nude e situazioni perverse. La Totem Comics sta stampando a prezzi modici l'opera completa di Manara, di cui segnaliamo in particolare, oltre alle avventure di Giuseppe Bergman, Lo Scimmiotto (opera onirico-politica con i testi di Silverio Pis) e Un'estate indiana, con la sceneggiatura di Pratt. Anche l'Editore del Grifo stampa le opere di Manara. Andrea Pazienza: morto a trentasei anni a causa di una dose di eroina tagliata male, stato il fumettaro italiano pi innovativo. Formatosi nella Bologna della rivolta studentesca del '77,
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nelle sue opere riuscito a dire il disagio esistenziale di una generazione che Balestrini ha definito di "invisibili". Una strordinaria tecnica di disegno, la creazione di un linguaggio gaddiano con inserti dialettali e neologismi, trame intrise di risvolti esitenziali (Pompeo per esempio un professore di disegno tossico che si suicida). La sua opera pi importante resta Penthotal, stampata dalla Rizzoli in volume con la prefazione di Oreste del Buono, che descrive con frequenti fughe oniriche la Bologna del '77. Pazienza stato anche uno straordinario disegnatore satirico: le sue vignette apparvero sul Male, su Zut e recentemente Cuore ne ristampa quasi su ogni numero Magnus (Roberto Raviola): disegnatore di cult-comics come Alan Ford, Kriminal, Satanik, Gesebel, dopo aver rotto con lo sceneggiatore Max Bunker (Luciano Secchi), ha prodotto pochi fumetti ma di altissimo livello. Lo Sconosciuto (stampato negli Albi di Orient Express) un mercenario apparentemente cinico ma in realt molto sentimentale attraverso i cui occhi vediamo episodi carichi di attualit (dal terrorismo italiano alle lotte nei paesi arabi). Il suo disegno caratterizzato da un forte sottolineatura non naturalistica delle ombre. Sceneggiatore colto, ha messo in fumetto il diario di Che Guevara, immaginando la storia allucinante del medico-ufficiale che fu costretto ad ucciderlo, ridotto oramai a larva dalla cocaina, che in un ultimo sussulto di dignit si ribella al mondo degradato in cui vive e muore combattendo. Da poco la Edifumetto di Barbieri, editrice di fumetti storici del porno italiano, ha iniziato la ristampa di alcune opere eccellenti di Magnus, da tempo introvabili. E'annunciato per il 1994 l'uscita di un albo gigante che si annuncia storico: Tex Willer disegnato da Magnus! Paolo Eleuteri Serpieri: autore di eccellenti western, caratterizzati da una cura maniacale del particolare e da un tratto michelangiolesco. E'uscita in volume la sua storia pi bella Morbus gravis (Comic Art), ambientata in un modo corrotto dove una donna bellissima arriva a scoprire che quel mondo non che una navicella che naviga nello spazio, dove gli uomini sono contaminati da un morbo che li trasforma in esseri bestiali. Tra le riviste italiane si segnala per la sperimentazione formale Cyborg, a cui collaborano giovani artisti italiani tra cui Giuseppe Palumbo, autore dello spendido Ramarro. Cyborg ha pubblicato uno dei pi innovativi fumetti americani degli ultimi anni: The One di Rick Veitch. Altra rivista che merita di essere segnalata Il Grifo, diretta dall'eclettico giornalista Vincenzo Mollica, che ospita opere dei migliori autori italiani, da Manara a Vittorio Giardino. Spesso al giornale vengono allegati inserti di ottimo livello (antologie di Pazienza, La fiera degli immortali di Bilal, ecc.) Il fumetto giapponese (manga, da man = divertente + ga= immagine) ha sfondato solo nell'ultimo anno in Italia, sulla scia dei cartoni animati. Ma a differenza di questi i prodotti migliori rivelano una grossa perizia narrativa, con storie che durano per migliaia di pagine (il Giappone il paese dove si leggono pi fumetti al mondo). I manga sono rispettosi della censura nipponica e non esibiscono nudi ma in compenso sono violentissimi. I temi centrali sono eventi apocalittici che creano esseri e mondi nuovi (il trauma dell'atomica non mai stato assorbito). Moltissime oramai le riviste con soli fumetti giapponesi. Si segnala in particolare Akira di Katsushiro Otomo (due miliardi di copie all'anno), ambientato in una Tokio gi distrutta da un'esplosione atomica, abitata da bambini mutanti con poteri straordinari. In Italia ancora in corso di pubblicazione (consta infatti di 1800 pagine). E' uscito il film in Italia tratto dal fumetto, all'avanguardia nelle tecniche di animazione.

Il pregio di Akira nell'intrico della trama, con l'ingresso di personaggi sempre nuovi, nella abilit narrativa dell'autore, che riesce a non annoiare mai, nei disegni, che rispetto a quelli americani sono molto pi dinamici anche se meno curati nei particolari.