Il Partenone
Ictino, Callicrate, Fidia, Partenone, 447-432 a.C., veduta da ovest (dall’ingresso dei
Propilei), tempio dorico, periptero e octastilo, marmo pentelico, m 30,88x69,61. Atene,
Acropoli.
- è l’edificio simbolo della civiltà
greca classica
- tempio dedicato ad Atena
Parthènos (“Vergine”), sorge
sulla sommità dell’Acropoli
- progetto voluto da Pericle ma
sottoposto all’ esame di una
commissione di rappresentanti
del popolo
- viene riutilizzata la piattaforma
di un tempio dorico precedente
- è in marmo pentelico bianco
- numero di colonne sui lati pari
al doppio più uno di quello sulla
fronte
[Link]
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Acropoli con al
centro il
Partenone,
veduta aerea .
- la cella, molto grande, ospitava la colossale statua crisoelefantina
di Fidia rappresentante Atena Parthénos
- i materiali preziosi (placche di oro e avorio fissate ad una struttura
di legno) di cui era costituita mostravano la ricchezza della città
- enorme quantità d’oro e di pietre preziose
- Fidia venne accusato di essersi appropriato di una parte dell’oro e
di aver rappresentato se stesso e Pericle sullo scudo di Atena nella
scena di Amazzonomachia
- capolavoro famosissimo
- se ne è persa ogni traccia da quando Teodosio II (V sec.) proibì il
culto nei templi pagani
- restano solo alcune copie in miniatura
- fonti letterarie ci aiutano a capire com’era fatta
- alta 12 metri
- indossa l’egida con al centro la testa di Medusa
- elmo con sfinge e due grifi (corpo di leone e testa e ali di aquila)
- con la destra regge una Nike
- lancia appoggiata alla spalla sinistra
- con la sinistra tiene uno scudo rotondo decorato all’esterno con
testa di Gorgone e Amazzonomachia, all’interno con
Gigantomachia
- Erittonio, in forma di serpente, mitico re attico accudito alla nascita
dalla dea
- bordi delle suole decorati con scene di Centauromachia
Plastico della cella del Partenone con la statua dell’Atena Parthénos.
Toronto (Canada), Royal Ontario Museum.
Replica dell’Atena
Parthénos di Fidia,
nota come “Atena del
Varvakeion”, prima
metà del III secolo
d.C., marmo del
Pentelico, altezza cm
105. Atene, Museo
Archeologico
Nazionale.
Elmo con sfinge e grifi,
particolare
Schema correzioni ottiche
- stilobate convesso
- colonne inclinate verso
l’interno
- entasi
- riduzione intercolumni
alle estremità
(soluzione conflitto
angolare)
nessun elemento del tempio
ha una misura standard, tutto
è studiato per creare un
insieme armonioso
- cella divisa in due parti
- quella rivolta ad est conteneva la statua di Atena, circondata su tre lati da file di colonne doriche su due ordini sovrapposti
- soffitto coperto a “cassettoni”
- quella rivolta a ovest era detta parthènon, “sala delle vergini”
- conteneva forse il tesoro della città oppure ospitava le vergini che tessevano e ricamavano il peplo da donare alla dea
durante le feste Panatenee
- uso di colonne ioniche, più slanciate
- decorazione del tempio affidata a Jacques-Paul Babin, Veduta dell’Acropoli nel 1672-1676, pubblicata dal medico
Fidia (frontone, metope del fregio francese Jacob Spon. Come si può vedere nell’incisione, pochi anni prima
esterno, fregio continuo lungo le
dell’assedio veneziano il Partenone, trasformato in moschea, era dotato di
pareti della cella
- stessi temi presenti nella statua di minareto.
Atena Parthenos
- marmo del Pentelico dipinto e con
dettagli in bronzo
- Fidia si avvale della collaborazione
di artisti della sua bottega
- qualità artistica e omogeneità
stilistica
- la decorazione è andata purtroppo
in gran parte perduta
- il Partenone venne trasformato in
chiesa cristiana, moschea e infine
in polveriera dagli Ottomani
- nel 1687 venne danneggiato dalle
cannonate dei Veneziani che
provocarono un’esplosione
- ai primi dell’Ottocento Lord Elgin,
ambasciatore inglese presso
l’Impero Ottomano, trasferì a
Londra, dove ancora si trovano,
gran parte delle sculture
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Lapita e centauro, metopa XXXI del lato sud del Partenone, 447-440 Fregio dorico
a.C, marmo pentelico, cm 134x134. Londra, British Museum.
- 92 metope
- i pannelli di ciascun versante sono incentrati
su un tema
- racconto di come la città di Atene è riuscita a
sconfiggere le mostruosità ancestrali:
Amazzonomachia, Gigantomachia,
Centauromachia e Ilioupersis (presa di
Troia). Allusione alle Guerre Persiane
- soltanto alcune metope del lato meridionale
sono in buono stato di conservazione
- temi: lotta contro barbarie e empietà
- importanza dei rapporti geometrici tra le
figure e la relazione fra i corpi e lo spazio
quadrato
- serie di lotte corpo a corpo
- i volti dei Lapiti sono composti e dignitosi,
Lapita e centauro, metopa II del lato sud del Partenone, 447-440 a.C, marmo pentelico, - lo scontro tra centauri
cm 134x134. Londra, British Museum. e Lapiti, fu causato
dal comportamento
selvaggio dei centauri
- Piritoo, il re dei Lapiti
che vivevano a
Larissa, in Tessaglia,
volle festeggiare le
sue nozze invitando
alla celebrazione i
centauri che si
ubriacarono
- non avvezzi a bere
vino, persero così il
controllo e
manifestarono il loro
lato brutale
aggredendo le donne
presenti al banchetto
- questo fatto fu quindi
la causa scatenante
della Centauromachia
Fregio ionico Corteo di cavalieri, particolare del fregio ionico del blocco II del lato ovest del
Partenone, ca. 440-432 a.C., marmo pentelico, lunghezza cm 168 ca, altezza cm 103
- su 160 metri se ne conservano 130 ca. Londra, British Museum.
con 335 figure
- rilievo molto schiacciato: 5 cm di
sporgenza
- raffigura la processione delle
Panatenee
- principale festa religiosa di Atene
che ogni quattro anni celebra Atena
e culmina con la consegna del
peplo ricamato dalle giovani
ateniesi (ergastínai) per la dea
- eterogeneità di figure, pose e
atteggiamenti: naturalezza della
composizione
Le ergastínai sono accolte da sacerdoti, particolare del fregio ionico del lato est del Partenone, ca. 440-432 a.C., marmo
pentelico, lunghezza cm 206, altezza massima preservata cm 96. Parigi, Musée du Louvre.
Particolare del fregio ionico. Un fanciullo consegna il peplo per Atena ad un uomo, mentre a lato la dea è seduta accanto ad Efesto.
Le divinità si riconoscono perchè, da sedute, risultano più grandi degli esseri umani rappresentati in piedi
- Apollo si volge
verso Poseidone
e Artemide si
sistema il peplo
- gesti spontanei
- schema della decorazione del frontone est, che accoglie chi giunge al tempio con la rappresentazione della nascita di Atena
dalla testa di Zeus
- tema che allude alla nascita della civiltà
- nelle 14 metope sottostanti viene messa in scena la lotta tra dei e Giganti (vittoria della ragione sul caos)
- agli estremi del frontone vi sono i carri del sole e della luna e in mezzo altre divinità che commentano l’evento della nascita
Schema della decorazione del frontone ovest, che ci è giunta in condizioni di conservazione peggiori rispetto al lato est. Viene
rappresentata la lotta tra Atena e Poseidone per il piossesso dell’Attica.
Fidia e aiuti, Sculture dall’estremità sinistra del frontone est del Partenone, 437-432 a.C., marmo pentelico. Londra, British
Museum.
- a destra Iris, messaggera degli dei, corre a dare l’annuncio della nascita di Atena a Demetra e alla figlia Kore (Persefone)
sedute
- Dioniso, nudo e semisdraiato, brinda al sorgere del sole, con una posa rilassata
- il carattere delle singole divinità viene mostrato attraverso atteggiamenti e gesti, non per somma di attributi come avveniva
precedentemente
Fidia e aiuti, Sculture dall’estremità destra del frontone est del Partenone, 437-432 a.C., marmo pentelico, altezza cm 148.
Londra, British Museum. Da sinistra: Hestia, protettrice del focolare, Dione, amata da Zeus, e Afrodite, figlia della loro unione.
- sono rivolte verso il carro di Selene, cioè verso l’oscurità
- sensibilità nell’uso degli spazi
- i panneggi “bagnati” e aderenti al corpo delle dee sottolineano le forme dei corpi voluminosi e sodi, creando una fitta trama
di chiaroscuri
- le decorazioni di Fidia per il Partenone già dall’età ellenistica e romana sono riconosciute come il culmine dell’esperienza
artistica greca
- Plutarco, storico greco vissuto tra il I e il II secolo d.C., ha saputo cogliere lo straordinario valore di
esempio e il potere evocativo delle opere volute da Pericle, ciascuna delle quali, scrive nella Vita di
Pericle, “per bellezza fu subito, già allora, antica, ma oggi esse ci appaiono fresche, come
fossero state appena ultimate. Ne sgorga come una perenne giovinezza che le conserva
immuni dall’assalto del tempo, quasi fossero intrise di uno spirito che fiorisce in perpetuo e
di un’anima incapace di invecchiare”
- coscienza di un grande passato ormai irripetibile, capace di produrre opere autorevoli ed eterne
Arturo Martini, Il cielo - Le stelle, 1932, terra
refrattaria, cm 31,7x28,5x20,5. Milano, Museo del
Novecento.
anche in età contemporanea le statue del
Partenone continuano ad essere evocate
La sala dedicata ai marmi del Partenone nel Museo dell’Acropoli, Atene.
La sala è orientata rispetto ai punti cardinali come il Partenone,che è visibile attraverso l’ampia vetrata; anche la posizione reciproca di fregio
ionico e metope ripete quella originaria.
Il nuovo Museo dell’Acropoli, progettato dall’architetto Bernard Tschumi, è stato inaugurato nel 2009.
Dialogo visivo tra l’architettura e le sculture.
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