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Tenzone Dante - Forese

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Dante e

le
Tenzoni
poetiche
IL GENERE DELLA
TENZONE Genere poetico (dal provenzale tenso,
“contesa, disputa, controversia”) della
letteratura medievale del XII e XIII secolo,
che prevede la sfida-dibattito tra due poeti
che si scontrano tra loro con uno scambio
di poesie caratterizzate dallo stesso metro e
talvolta dallo stesso schema di rime (da cui
l’espressione “rispondersi per le rime”).

Una delle “tenzoni” più celebri e note della


letteratura di fine Duecento è quella tra
Dante Alighieri e l’amico Forese Donati ,
che, all’interno del gioco letterario della
"tenzone", si scambiano una serie di
gravissime accuse in una serie composta da
sei sonetti.
87 (LXXIII) Dante a Forese

Struttura
Chi udisse tossir la malfatata • Il sonetto ha schema della rima ABAB, ABAB, CDE, CDE e presenta un
moglie di Bicci vocato Forese, trittongo al v. 8.
• La lingua è piuttosto semplice e l'unico termine raro è malfatata (v. 1,
potrebbe dir ch’ell’ha forse vernata "sventurata"); lo stile invece è aspro e abbondano i suoni duri e
ove si fa ’l cristallo in quel paese. gutturali.

Di mezzo agosto la truovi infreddata;


or sappi che de’ far d’ogni altro mese! Argomentazione
E non le val perché dorma calzata, • Solitudine della moglie di Forese, Nella, sola ed «infreddolita» a
causa del venir meno dei doveri coniugali del marito, il «nido».
merzé del copertoio c’ha cortonese. • Infedeltà di Forese che Dante richiama anche nel canto XXIII del
Purgatorio, collocando il rivale tra i «golosi».
La tosse, ’l freddo e l’altra mala voglia
non l’addovien per omor ch’abbia vecchi,
ma per difetto ch’ella sente al nido.
Accuse poste
• Infedele marito
Piange la madre, c’ha più d’una doglia, • «Piuvico ladron»
dicendo: «Lassa, che per fichi secchi • Mancanza di nobiltà

messa l’avre’ ’n casa del conte Guido!».


88 (LXXIII) Forese a Dante

Struttura
“Lʼaltra notte mi venne una gran tosse, • Il sonetto ha schema della rima ABBA, ABBA, CDE, ECD (rima invertita e
perchʼiʼ non avea che tener a dosso; incrociata).
• Lo stile è mordace proprio del genere.
ma incontanente che fu dì, fui mosso
per gir a guadagnar ove che fosse.

Udite la fortuna ove mʼaddosse:


chʼiʼ credetti trovar perle in un bosso Argomentazione
• Forese accusa Dante di non aver rivendicato un torto subito dal
e beʼ fiorin coniati dʼoro rosso;
padre Alighiero.
ed iʼ trovai Alaghier tra le fosse, • Sogno ed incontro con Alighiero vero e proprio.

legato a nodo chʼiʼ non saccio ʼl nome,


se fu di Salamone o dʼaltro saggio.
Allora mi segnaʼ verso ʼl levante:
Accuse poste
• Pavido
e queʼ mi disse: “Per amor di Dante, • Critica al padre
scioʼmi”. Ed iʼ non potti veder come: • Affronto alle sorti della dinastia

tornai a dietro, e compieʼ miʼ viaggio”.


89 (LXXIII) Dante a Forese

Struttura
Ben ti faranno il nodo Salamone , • Il sonetto ha lo schema ABAB ABAB CDE CDE.
Bicci novello , e’ petti de le starne , • Lo stile è mordace proprio del genere.
ma peggio fia la lonza del castrone,
ché ‘l cuoio farà vendetta de la carne;

tal che starai più presso a San Simone ,


se tu non ti procacci de l’andarne: Argomentazione
e ‘ntendi che ‘l fuggire el mal boccone • Accusa il rivale per i suoi peccati di gola.
sarebbe oramai tardi a ricomprarne. • Pone un riferimento ai suoi problemi con i debiti e ai suoi furti.
• Vi è un riferimento ad un intricato sistema di nodi a cui pare
costretto.
Ma ben m’è detto che tu sai un’arte
che, s’egli è vero, tu ti puoi rifare,
però ch’ell’è di molto gran guadagno;
Accuse poste
e fa sì, a tempo, che tema di carte • Furto
• Ingordigia, per cui egli gli prefigura la completa rovina finanziaria, porprio a
non hai, che ti bisogni scioperare ; causa dell’eccessiva propensione a consumare cibi raffinati e costosi.
ma ben ne colse male a fi’ di Stagno.
90 (LXXIII) Forese a Dante

Struttura
“Va, rivesti San Gal prima che dichi • Il sonetto ha lo schema ABBA ABBA CDE ECD (rima incrociata e
parole o motti dʼaltrui povertate, invertita).
• Lo stile è mordace proprio del genere.
ché troppo nʼè venuta gran pietate
in questo verno a tutti suoi amichi.

E anco, se tu nʼhai per sì mendichi,


perché pur mandi a noi per caritate? Argomentazione
Dal castello Altrafonte haʼ taʼ grembiate, • Forese accusa Dante di essere un approfittatore della carità della
gente, soprattutto di quella elargita dalla Famiglia Donati.
chʼio saccio ben che tu te ne nutrichi.

Ma ben tʼalenerà il lavorare,


se Dio ti salvi la Tana e ʼl Francesco,
che col Belluzzo tu non stia in brigata.
Accuse poste
A lo spedale a Pinti haʼ riparare; • Empietà dell’amico.

e già mi par vedere stare a desco,


ed in terzo, Alighier co la farsata”.
91 (LXXIII) Dante a Forese

Struttura
“Bicci novel, figliuol di non so cui, • Il sonetto ha lo schema ABAB ABAB CDE CDE.
s’i’ non ne domandasse monna Tessa, • Lo stile è mordace proprio del genere.
giù per la gola tanta roba hai messa,
4ch’a forza ti convien torre l’altrui.

E già la gente si guarda da lui,


chi ha borsa a lato, là dov’e’ s’appressa, Argomentazione
dicendo: "Questi c’ha la faccia fessa • Dante insinua di non sapere il padre biologico di Forese su cui rimane
8è piuvico ladron negli atti sui". una questione aperta.
• Gli critica nuovamente la fame smisurata.
• Lo accusa di azioni criminose, motivo per cui la gente si
E tal giace per lui nel letto tristo, allontana.
per tema non sia preso a lo ’mbolare,
11che gli appartien quanto Giosepp’a Cristo.
Accuse poste
Di Bicci e de’ fratei posso contare • Di essere figlio illegittimo
• Ingordigia
che, per lo sangue lor, del male acquisto • «Piuvico ladron»
14sanno a lor donne buon cognati stare.
92 (LXXIII) Forese a Dante

Struttura
“Ben so che fosti figliuol d’Alaghieri • Il sonetto ha lo schema ABBA ABBA CDE ECD (rima incrociata e
invertita).
e accorgomene pur a la vendetta • Lo stile è mordace proprio del genere.
che facesti di lui sì bella e netta
che l’aguglin ched e’ cambiò l’altr’ieri.

Se tagliato n’avessi uno a quartieri,


di pace non dovevi aver tal fretta; Argomentazione
• Forese insiste sulle colpe di Dante in merito alle vicende infelici del
ma tu ha’ poi sì piena la bonetta, padre Alighiero.
che non la porterebber duo somieri. • Forese ritrae il poeta come un individuo in grado di accettare di
subire bastonate pur di ricevere soldi.

Buon uso ci ha’ recato, ben til dico,


che qual ti carica ben di bastone,
colui ha’ per fratello e per amico.
Accuse poste
• Empietà dell’amico.
Il nome ti direi de le persone • Discutibilità del padre.
che v’hanno posto su; ma del panico • Di essere un uomo debole.

mi reca, ch’i’ vo’ metter la ragione”.


Canto XXIII
Purgatorio

Ne li occhi era ciascuna oscura e cava,


pallida ne la faccia, e tanto scema
che da l'ossa la pelle s'informava...

E io a lui: "Forese, da quel dì


nel qual mutasti mondo a miglior vita,
cinqu'anni non son vòlti infino a qui..."

vv. 31-33
"...Quai barbare fuor mai, quai saracine, Le orbite sembravano degli anelli senza gemme:
cui bisognasse, per farle ir coperte, chi nel viso degli uomini legge la parola «omo»
avrebbe riconosciuto sul volto di forese la lettera
o spiritali o altre discipline? ..."
«M» .

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