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Applicazioni dei mixer

• Ricevitore eterodina
• prima conversione
• RF, dinamica
• seconda conversione

• Parametri dei mixer


• guadagno di conversione
• IFrms/RFrms
• rumore
• linearità (Intercept point)
• dinamica dei segnali di ingresso
• isolamento
Cella di Gilbert

• Doppio differenziale

i x  i x1  i x 2
i o  i o1  i o 2

i o  i C1  i C 2  i C 3  i C 4 vY
i o   F i x  tanh
2VT
Modulatore bilanciato
Il modulatore bilanciato è utilizzato
nelle sezioni RX e TX per compiere
la traslazione in
frequenza. Lo schema è quello di
una cella di Gilbert i cui ingressi
sono costituiti dall’oscillatore
locale (vLO) e dal segnale RF (iRF1 ed
iRF2).

v LO  2VT

solitamente vLO è un’onda quadra di


ampiezza pari a circa ±250 mV,
In questo caso si ottiene vY
Y  tanh  1
2VT
Modulatore bilanciato
vY
Y  tanh  1
2VT

 sen(n   / 2) 
Y  2    cos(no t )
n 1,3,...,2 k 1,... n  / 2 

i RF  i RF 1  i RF 2  ARF
*
 cos(RF t )
dal prodotto tra iRF ed Y nasceranno dei termini alle frequenze somma e
differenza tra wRF ed n wLO (n=1,3,5...).
Modulatore bilanciato
2 * posto
i IF  i o  ARF  cos(IF t )

IF  RF  LO

Se l’informazione è contenuta nella fase (PM o FM)

i RF  ARF
*
 cos( RF t  M (t )) allora

2 *
i IF  i o  ARF  cos(IF t  M (t ))

Modulatore bilanciato
Per ottenere il legame con il segnale in tensione abbiamo bisogno di circuiti di
conversione tensione-corrente (in ingresso) e corrente-tensione (in uscita).

Per la conversione tensione-corrente si usa una coppia differenziale.

g m1,2
i RF  i RF 1  i RF 2   v RF
1  g m1,2 RE
Per la conversione corrente-tensione si usa una coppia di resistenze.

2 g m1,2
v IF   ARF  cosIF t  M (t )  RL
 1  g m1,2 RE
Modulatore bilanciato
2 RL
v IF   ARF  cosIF t  M (t )
 RE

Se si sceglie REgm>>1

Per ottenere questa condizione


aumentiamo Ic (aumento di
potenza) oppure aumentiamo RE
(aumento di rumore termico)
Applicazioni dei mixer
• Ricevitore eterodina
• prima conversione
• RF, dinamica
• seconda conversione

• Parametri dei mixer


• guadagno di conversione
• IFrms/RFrms
Applicazioni 2
• Relazioni base
• senA senB = -0,5(cos(A+B) - cos(A-B))
• senA cosB = 0,5 (sen(A-B) + sen(A+B))
• cosA cosB = 0,5 (cos(A-B) + cos(A+B))

• Traslazione di frequenza con battimento

• Modulazione AM

• Modulazione AM a portante soppressa

• Modulazione a banda laterale unica (SSB)


Moltiplicatore analogico

iY 1
v y  v BE 5  v BE 6  VT ln
iY 2
e x  e x
tanh  x   x
e  ex
Moltiplicatore analogico
ixiy F
io  F    (i x i y )
iY 1  iY 2 I BY

Nell’ipotesi che IBY sia costante si ha un legame lineare tra


la corrente di uscita e il prodotto delle correnti d’ingresso.
Moltiplicatore ingresso tensione uscita tensione

la differenza sostanziale tra un moltiplicatore ed un modulatore è che nel primo si cerca


un legame lineare tra tensione di uscita e prodotto delle tensioni d’ingresso, nel secondo
si vuole che la corrente di uscita dipenda dalla tensione d’ingresso vY.
Moltiplicatore: ingresso tensione uscita tensione

Se gmxRx = gmyRy >> 1

vY
iY 
RY  F RL
vx
vo  v x v y 
iX  RY R X IBY
RX
Frequenza immagine
frequenza immagine è la frequenza ω IM così definita:

IM  2LO  RF


Il problema che porta l’attenzione su questa frequenza, è proprio quello
concernente la traslazione del segnale: il mixer non fa altro che traslare il semiasse
di destra di una quantità pari ad ωLO verso sinistra e quello di sinistra di ωLO verso
destra; a traslazione avvenuta c’è, in ωIF, una sovrapposizione dello spettro del
segnale utile e di quello della frequenza immagine con conseguente degradazione
del rapporto segnale-rumore.
Frequenza Immagine
Il problema della frequenza
immagine

Reiezione
Immagine
Mixer a Reiezione (1)
Mixer a Reiezione (2)
Mixer a Reiezione (3)
Mixer a reiezione di immagine

v i  ARF  cos(RF t )  AIM  cos(IM t )

v IF ,I  k   ARF  AIM   cos(IF t )


v IF ,Q  k   ARF  AIM   sen(IF t )

Dopo lo sfasatore  
v IF ,I  k  ARF  AIM  sen(IF t )
'
Mixer a reiezione di immagine
Mixer di Harley

v IF  2k  ARF  cos(IF t )

Anche qui non si sono tenute in conto le tolleranze !


Sfasatori

H1 ( j )
  o RC  1
H 2 ( j )

H1 ( j )  H 2 ( j ) 
2
Sommatore
Il sommatore è un circuito lineare che realizza la somma o la differenza di
due segnali. Esso è implementabile (in forma differenziale) con due stadi
accoppiati di emettitore

Imponendo RL =RE si ha un guadagno unitario, invertendo le connessioni tra i


due stadi si ottiene la differenza tra i due segnali.
Mixer per la trasmissione

Il messaggio risiede nella fase φ (t) del segnale stesso, sarà il DSP a generare cos[φ (t)]
e sen[φ (t)] da inviare al mixer il quale ne opera una traslazione in frequenza eliminando
l’immagine della fase che nasce dal prodotto tra la portante e il segnale in banda base

cos(RF t )  cos (t )  cosRF t   (t )  cosRF t   (t )


Mixer per la trasmissione

Alla fine si ottiene

vRF =2k×ABB ×sen[ w RF t + j (t)]


Nella trasmissione si usa di solito questa conversione diretta che permette di passare dalla banda
base a quella RF senza conversioni a frequenza intermedia.
Il messaggio viene, infatti, “caricato” direttamente su un ben preciso canale RF (scelto volta per
volta dal microprocessore), inviato all’amplificatore di potenza e quindi all’antenna.
D’altra parte, in trasmissione viene inviato un solo canale per volta mentre in ricezione si ha a che
fare con tutti i canali, con i ben noti problemi di intermodulazione che ne derivano.