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EDUCARE ALLA NON

VIOLENZA

PREVENIRE LA VIOLANZA
VUOL DIRE prendersi cura
Ogni opportunit nella vita, anche dolorosa, pu essere utile
per prendersi cura.
Anche nel disagio e nella sofferenza ci pu essere
unoccasione di crescita
ESISTONO DELLE CONDIZIONI PER ATTIVARE
LATTEGGIAMENTO DELLA CURA?
La cura infatti un atteggiamento e non un semplice
comportamento e bisogna essere educati a prendersi cura di
se stessi.
La persona (donna) deve poter credere nei valori della sua
esistenza e deve sentire una correlazione fiduciosa verso
laltro al di fuori di s.
COMPORTAMENTO VIOLENTO PRESUPPONE MANCANZA
DI CURA DI S E DEGLI ALTRI ATTRAVERSO LA
COMPRENSIONE CHE LA NOSTRA IDENTIT SI
COSTRUISCE E SI ATTUA ATTRAVERSO LE ALTRE.

La non violenza nasce in famiglia


LEDUCAZIONE DEI FIGLI IL PRIMO PASSO PER PREVENIRE LA
BRUTALIT.
Raccontare ad un figlio il modo in cui nato facendo notare che il
frutto dellamore tra padre e madre. Il figlio frutto di quellamore.
E proprio la mamma a rappresentare un luogo di sicurezza e di
trasmissione dellaffettivit, motivo per cui non pu essere maltrattata
agli occhi di un figlio.
Dal padre, dal suo modo di relazionarsi con la madre, un figlio apprende il
modo di relazionarsi con laltro sesso.
Il messaggio che deve passare da parte degli adulti e genitori di
uguaglianza per cui i ruoli dei genitori devono essere interscambiabili.
Sono i genitori, in famiglia, che si devono sforzare di trattare il
maschietto e la femminuccia allo stesso modo.
Nellet della prima adolescenza, bisogna fornire al ragazzo tutti gli
strumenti e le conoscenze necessarie, per affrontare il discorso
sessualit, intesa non solo come intimit, ma come un rapporto d
condivisione quotidiana.
E importante far passare il messaggio che lamore un sentimento nobile
e naturale, non mai possesso per cui si pu stare accanto ad una donna
anche solo per amicizia e affetto e non solo perch la si configura come
oggetto di desiderio o merce di scambio.

Il sesso come rapporto alla


pari
Senza entrare in particolari imbarazzanti, si pu spiegare ad un ragazzo
che la pulsione erotica del tutto naturale.
Ci fondamentale per filtrare tutte le informazioni che un giovane pu
ricevere da ogni parte: internet, amici, compagni di scuola, pornografia.
Informazioni che potrebbero costituire un bagaglio di autoeducazione
sbagliata e fuorviante.
E IMPORTANTE chiarire
che il porno non un atteggiamento normale nella relazione
la donna non un oggetto da utilizzare per raggiungere il piacere
che il sesso fatto di tenerezza e comunicazione.
NELLINTIMIT, UOMO E DONNA SONO PROTAGONISTI ALLA PARI E NON C MAI
CHI AGISCE E CHI SUBISCE.

Definizione di violenza

OGNI FORMA DI OPPRESSIONE, DI SOPRAFFAZIONE


ESERCITATA SULLINDIVIDUO CON MEZZI FISICI O PSICHICI.

LATTEGGIAMENTO DI CHI CON LA FORZA O CON LA


MINACCIA COSTRINGE QUALCUNO A FARE QUALCOSA O GLI
IMPEDISCE DI FARE QUALCOSA.

OGNI AZIONE, EMOZIONE PENSIERO O AZIONE DANNOSA


PER S O PER GLI ALTRI, FATTA COSCIENTEMENTE,
INVOLONTARIAMENTE O PER SPINTA INCONSCIA.

LA VIOLENZA E TUTTI I PENSIERI CORRELATI AD ESSA,


INSIEME AD ATTEGGIAMENTI ED EMOZIONI O COMPORTAMENTI
DA ESSA PROVOCATI, PER UN INDIVIDUO, SONO UN VUOTO,
UNA MANCANZA,UNA PERDITA DI CONTATTO CON IL SENSO E
CON LIDENTIT
CHI SUBISCE VIOLENZA NON HA UNA VITA PROPRIA

Il circuito della violenza

LA SCARSA AUTOSTIMA O UN ECCESSO DI STIMA IN S

RABBIA DERIVA DALLA BASSA AUTOSTIMA E PORTA ALLINCAPACIT DI GODERE


DELLA FELICIT; AL RISENTIMENTO, RANCORE, DISPETTO, INDIGNAZIONE,
DISPREZZO, INVIDIA, GELOSIA

LATTACCAMENTO PARTENDO DALLA BASSA AUTOSTIMA PORTA A TRISTEZZA,


RIMPIANTO, PAURA, VERGOGNA, COLPA, AVARIZIA, IDENTIT POSSESSIVA,
TENDENZA A SFRUTTARE E MANIPOLARE GLI ALTRI,

LIGNORANZA DIPENDE DA ECCESSI NELLAUTOSTIMA PORTA A DIVERSE FORME DI


CHIUSURA E DI RIGIDIT. FEDE CIECA, PIGRIZIA MENTALE E SPIRITUALE.
INCAPACIT DI DISTINGUERE LESSENZIALE DAL SECONDARIO

LORGOGLIO, PARTE DAL NON ACCETTARE IL LIMITE UMANO ED IL BISOGNO DI


RELAZIONE PU ESSERE COLLEGATO ALLA RABBIA E ALLATTACCAMENTO
INGIUSTIFICATO RIFLESSIONE A S.

PAURA DI NON ESSERE AMATI. PAURA DI NON ESSERE CAPACI DI AMARE;


MANCANZA DI FIDUCIA NEL PROSSIMO; INTOLLERANZA; ALLA FINE MANCANZA DI
ASCOLTO ED INTROSPEZIONE.

CONFUSIONE, CHIUSURA RISPETTO A PUNTI DI VISTA DIVERSI DAL PROPRIO;


FORTE PROIEZIONE DI ASPETTATIVE; MANCANZA DI ASCOLTO E INTROSPEZIONE.

LA VIOLENZA STRETTAMENTE CONNESSA CON IL DOLORE NE DERIVA DA ESSO E


NE LA CAUSA

UN CIRCUITO INTERATTIVO CON EMOZIONI CHE DISTORCONO LA REALT


EMOZIONI CHE BLOCCANO IL FLUSSO DI RICCHEZZA TIPICO DI OGNI PERSONA PER
S E PER GLI ALTRI.

La violenza intra-familiare
sulle donne

Esistono tante forme di violenza: sessuale, psicologica ed emozionale,


abusi passivi che si attuano con delle negligenze cio non facendo quello
che si tenuti a fare, lo sfruttamento economico, laggressione alla
personalit, sottolineando le fragilit dellaltro, con atteggiamenti e
comportamenti irrispettosi.

Sicuramente la violenza fisica quella pi evidente.


Non dobbiamo mai pensare che la violenza fisica, quella che pi
evidente, sia quella che provoca pi sofferenze lo , invece, la
violenza psicologica. E pi difficile curare le ferite pi profonde,
rispetto ad una contusione, un braccio rotto, quelle che vanno a minare
la personalit del soggetto, per restituire dignit ad una persona.
In prevalenza sono proprio quelle coniugate che subiscono violenza per
cui il loro aggressore e carnefice proprio il marito, il convivente, il
partner, in pratica colui dal quale ci si aspetta amore e affetto e non
certo minacce e percosse. Nella maggior parte dei casi non si tratta di
episodi isolati ma ripetuti e frequenti con lo scopo di ottenere il totale
controllo della donna.
In definitiva possiamo dire che con il termine violenza vengono definiti
tutti quegli atti che pongono la donna in condizione di subire strategie di
potere e di controllo da parte del partner, in tali atti sono comprese le
violenze fisiche, psicologiche, economiche, sessuali, e tutte quelle che
vengono percepite dalla donna come prevaricanti e irrispettose.

La violenza sulle
donne
esistono categorie che hanno
maggiore probabilit di
diventarne vittima ?

assolutamente

no

Chi sono gli autori di questo


reato?
(la violenza un reato)
Errato pensare che la violenza domestica sia presente
solo in contesti familiari, culturalmente ed
economicamente pi poveri o disagiati.
La violenza invece un fenomeno trasversale non
riconducibile a particolari fattori sociali ne economici, n
razziali, n religiosi.
In alcuni casi sono proprio le persone pi rispettabili ad
essere autori di maltrattamenti e si scatenano in
famiglie che in apparenza sembrano vivere in perfetta
sintonia.

la prassi nella violenza

La violenza come un fatto isolato che si tende a giustificare come rapportata


ad un momento in cui occasionalmente e sporadicamente si perso il
controllo.
La violenza uno scatto di ira che corrisponde alla volont di esercitare
potere e controllo sulle donne e per tale motivo quasi sempre un atto
premeditato e studiato.
Picchiare la donna non il fine ma il mezzo per ottenere la sua
sottomissione.
Le donne possano accettare di essere picchiate.
Esistono molti fattori che non consentono alla donna di ribellarsi e di
prendere in tempi brevi una decisione per interrompere una relazione
violenta: la paura di perdere i figli, o le difficolt economiche;
Donne intelligenti e capaci non sono in grado di uscirne; sicuramente a causa
di una matrice culturale che trova le sue radici nellinfanzia durante la quale
ha acquisito dei modelli relazionali difficilmente modificabili inseguito.
Un figlio che subisce violenza dal padre potr giurare che non vorr essere
come lui ma la violenza entra dentro di lui come strumento doloroso e allo
stesso tempo giusto e doveroso.
IMPORTANTISSIMO:
La donna che subisce violenza da piccola la accetter, fin da piccola, nella
propria vita come strumento di relazione.
ANCHE QUANDO NON SI DENUNCIA NON ESISTE IL MOTIVO PER CUI
ALLA DONNA PIACE SUBIRE VIOLENZA.

Chi luomo violento?


Molti uomini violenti sono persone deboli, senza autostima e
vivono numerose frustrazioni per cui di fronte ad un rifiuto, non
avendo una personalit forte, di fronte a qualsiasi delusione,
reagiscono attaccando.
Bambini non educati ai no che spesso diventano adulti non
capaci di incassare i fallimenti.
Dietro un uomo violento ci pu essere anche un bambino che
stato viziato ed assecondato, da adulto potr essere egoista e
pretenzioso; non riuscendo ad accettare una risposta negativa,
emerge la prepotenza che ha caratterizzato la sua infanzia.
In molti casi dichiara di amare la sua donna e di volere il suo
bene, aggressivo con la giustificazione che vuole il suo bene e
che, se si permesso di picchiarla, solo per aiutarla a
soddisfare i suoi bisogni al meglio, correggendo i suoi errori
La sua insicurezza porta a scaricare sempre sulla partner le
colpe della reazione per cui chiaro che non sa riconoscere i
suoi errori, caratteristica tipica di chi non abituato a subire
sconfitte o fallimenti per un suo modo sbagliato di comportarsi.

In una donna cosa provoca la


violenza durante la relazione?

LA RINUNCIA - teme che rispondendo possa scatenare le reazioni pi


pericolose e violente
LA CONFUSIONE - non ha la forza di reagire, teme di essere
responsabile delle aggressioni e, pensando di meritarle si sente
inutile,incapace,pazza e isterica per essersi lamentata e per aver
provato a ribellarsi; solo i testimoni esterni possono cogliere
obiettivamente lingiustizia e ridare alla donna la giusta prospettiva.
IL DUBBIO Diventa irritabile e insicura e chiede allo stesso aggressore
una spiegazione per la violenza subita. In realt non esiste una
spiegazione, laggressione autonoma e si muove per qualsiasi motivo di
relazione;
LA COLPA diventa la sua maniera di essere nella donna-vittima che si
sente responsabile della natura sbagliata del rapporto; il senso di colpa
talmente tanto che diventa una convinzione di colpevolezza: lo hai
provocato, lo hai preso per il verso sbagliato.
LO STRESS Una donna sottoposta ad una continua sottomissione e
tensione per cercare di non provocare scontri, per cercare di calmare
e rendere meno irritabile il suo aggressore, non reagisce; ci viene
pagato a grave prezzo con un elevato stress, con una produzione di
sostanze ormonali che provocano la depressione del sistema
immunitario: palpitazioni, sensazioni di oppressione, di affanno, di
stanchezza, disturbi del sonno irritabilit, mal di testa, disturbi
digestivi, dolori addominali e ansia.

Cosa vive la persona in una


relazione violenta
LA PAURA Vive sempre nella tensione che il partner possa
esplodere. Fa attenzione al suo dire e al suo comportamento, a non
provocare reazioni;
LANSIA provoca nella vittima sottomissione, con il risultato che
vive nella convinzione che tutto non funziona per colpa sua, sola ed
unica responsabile del rapporto malato.
LISOLAMENTO dovuto alla vergogna per aver subito per tanto
tempo e per essersi fatta schiacciare La paura di non essere
creduta di essere considerata depressa e di essere considerata
addirittura pazza. La donna prova disagio e comincia ad avere il
dubbio che non stia ingigantendo tutto; questo il motivo per cui
quando arriva al pronto soccorso racconta di essere caduta e,
addirittura, quando ha testimoni usa la tecnica di aver soffiato sul
fuoco; lei ha provocato il marito e quindi il maltrattamento
diventa addirittura una forma di attenzione alla sua persona.
LA DONNA QUANDO NON VEDE UNA VIA DI USCITA PU
INIZIARE AD ENTRARE IN UNA SPIRALE CON UN PERCORSO
AUTODISTRUTTIVO.
SE CI SONO I FIGLI IL PROCESSO DI AUTODISTRUZIONE
COINVOLGE ANCHE LORO E IL FIGLIO DIVENTA IL PALADINO
CHE LA DEVE SALVARE

Effetti sulla personalit


Mancanza di interesse verso la persona.
Perdita di interesse personale che, in alcuni casi, porta
alla bulimia e anoressia.
Mancanza di sonno, il convivere con incubi e brutti
sogni per cui la mattina stanca e senza forze per
progettarsi la giornata.
Irritabile con crisi di pianto, isterica, a volte irascibile
con i figli e nelle relazioni per cui si isola e finisce per
fare il gioco del marito: isolarsi dal resto del mondo
che la potrebbe aiutare.
Ma soprattutto UNA PROFONDA SOLITUDINE, UN
CONTROLLO OSSESSIVO DELLE PROPRIE AZIONI.

Relazione daiuto presso centri


dascolto anti-violenza
LA RELAZIONE DAIUTO, CONSENTE LA COMUNICAZIONE DEI
BISOGNI FINO AD ALLORA SOFFOCATI
LATTIVAZIONE DELLE RISORSE PERSONALI
LA CONSAPEVOLEZZA DI QUELLE CHE SONO STATE LE
ESPERIENZE PASSATE VISTE COME NORMALI.
IL RAGGIUNGIMENTO DI UNA CORRETTA PERCEZIONE DELLE
REALTA BLOCCATE PER LE VIOLENZE SUBITE.

COSA VUOL DIRE GUARIRE DALLA VIOLENZA


Vuol dire recuperare ci che stato danneggiato, offendendo la
donna nel pi profondo di se stessa. Ne sono gravemente
danneggiati la sicurezza e la stima di s, la fiducia nelle sue
capacit personali; la consapevolezza dei suoi giudizi e delle sue
reazioni, nonch le sue potenzialit psichiche, lesercizio
dellautostima e delle sue responsabilit.
QUINDI lascolto per CONSENTIRE
- accesso allautostima
- sviluppo della fiducia in s stessa
- rinforzo delle capacit personali.
- capacit di prendere le numerose decisioni che

Condannare ogni forma di


sopruso
pu significare, per la vittima che subisce maltrattamenti,
controbilanciare il profondo sentimento di colpa e di
autoaccusa.
Tutte le informazioni sono necessarie perch la vittima possa
veder ridotte le sue ansie o paure
Nella fase iniziale la vittima ha un solo bisogno, liberarsi dal
carico emozionale doloroso e dal panico che la opprime. La
relazione di aiuto consente la nascita di una speranza e del
desiderio di agire per sottrarsi alla violenza e per poter
costruire un nuovo progetto di vita rispondente ai propri
bisogni e desideri.

Che cosa rappresenta ed


laccoglienza nellaiuto a chi
subisce violenza?
Il luogo simbolico e fisico del
cambiamento, dellanalisi, della
progettazione, della ridefinizione
della identit
E il luogo della ridefinizione
dellessere donna come identit
femminile.

Che cosa rappresenta il percorso


di
accoglienza?
E un procedere verso laltro, in un
cammino che non deve cancellare la
storia dolorosa che deve essere
rielaborata, ma promuovendo
lottimizzazione delle risorse individuali,
proponendo un diverso modello di
essere ed esistere, fornendo
strumenti e possibilit sul piano della
realt.

Relazione daiuto

se una persona si trova in


difficolt come lo la donna che
vittima di violenza il miglior modo
di venirle in aiuto quello di
aiutarla a comprendere la sua
situazione e a gestire un problema

Cosa si evita di fare in una


relazione di aiuto?
Giudicare le azioni o le scelte della donna o effettuare
delle scelte per lei;
Chiedere alla donna che cosa ha fatto per provocare la
violenza;
Sottovalutare e minimizzare la situazione;
Porre delle condizioni nel dare aiuto come per esempio
suggerire di lasciare o denunciare il marito per continuare
la consulenza.
Chiedere alla donna (fidanzata, moglie, compagna) perch
non lo ha lasciato e perch non lo lascia.

Possibili risultati di una


relazione daiuto
Nel percorso la relazione positiva si nota nel corpo, non
pi solo malato, nel modo di muoversi, non pi rigido e
appiattito, nella disponibilit ad incontrare lo sguardo
dellaltra, a chiedere aiuto per s, un cambiamento
tangibile nel vissuto, nel parlato che non pi riferito a
lui ma allo scambio di parole e pensieri che risulta pi
fluido e flessibile perch nasce dalla relazione.

Ospitalit (quando possibile) nelle pochissime strutture di


ospitalit di indirizzo segreto per donne e figli che
subiscono maltrattamenti e violenze Le strutture di
ospitalit sono da supporto e potenziamento dellattivit di
accoglienza intervenendo nellallontanamento da situazioni
di pericolo. La struttura protetta rappresenterebbe un
luogo di trasformazione e di opportunit per s,
opportunit valorizzante e qualificante, anche per i figli.

Trovarsi davanti al carnefice e


alla vittima
Relazionarsi con una persona che ha prodotto
violenza vuol dire attuare un progetto per
aiutare la persona a raggiungere una naturale
consuetudine allautoconservazione, alla
riflessione, allautodeterminazione in senso
critico e creativo.
Offrire alle persone unopportunit in pi per
diventare protagonisti della propria
riabilitazione, assumendosene in prima persona
limpegno.

Cosa si insegna ad una futura


donna?

Dignit e rispetto di se stessa e indipendenza, valori


importanti da trasmettere sin da bambine.

Il diritto di esprimersi liberamente, facendo per


notare che un loro comportamento innocente potrebbe
essere interpretato dallaltro sesso come malizioso e, in
alcuni casi, come un tacito invito a farsi avanti
bisogna far comprendere che una ragazza, pur
sentendosi libera, di esprimersi come vuole, deve fare
attenzione a non esporsi per non correre rischi.
La violenza un fatto culturale per cui solo
leducazione pu essere una forma di prevenzione e far
comprendere sin da bambini che il rispetto della
persona consiste nellapprezzarne la loro libert.

Cosa pu fare un genitore?


Educare al rispetto vuol dire che trattare i figli, maschi e
femmine) come individui con identici diritti e doveri, oltre
che con identiche opportunit.
Far comprendere ad un figlio che la mamma che lavora un
valore per la famiglia
Correggere anche il comportamento di un figlio che tratta la
sorella come un essere inferiore anche solo nelle dinamiche
ludiche
Mai sottovalutare insulti, minacce e mancanza di rispetto per
le figure femminili della famiglia quella psicologica quella
peggiore.
Comunicare sempre con le ragazze che devono imparare a
riconoscere i potenziali maltrattanti, riconoscendo coloro che
possono mettere a disagio con richieste e con pretese non
accettate e devono guidarle ad imparare a distinguere il
vero amore dal disamore, cio la violenza giustificata con
il sentimento.
Condannare sempre una sopraffazione maschile, mai sminuire
laccaduto, provando vergogna o peggio colpevolizzandosi.

Nome non ha

Nome non ha,


amore non voglio chiamarlo
questo che provo per te,
non voglio tu irrida al cuor mio
comaltri ai miei canti,
ma, guarda,
se amore non
pur vero
che tutto quanto al mondo vive
nulla mi importa come di te,
de tuoi occhi de tuoi occhi
donde si rado mi sorridi,
della tua sorte che non maffidi,
del bene che mi vuoi e non dici,
oh poco e povero, sia,
ma nulla al mondo pi caro m,
e anchesso,
e anchesso quel tuo bene
nome non ha
SIBILLA ALERAMO