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I BUONI LO SOGNANO, I CATTIVI LO FANNO

1.Fare luce sul lato oscuro del comportamento umano


Il genere umano ha un lato oscuro. Per la maggior parte delle religioni l'umanita' e' cattiva,malvagia
e ha un estremo bisogno di redenzione. I giornali, le emittenti televisivi e internet smerciano il loro
inventario di tragedie umane, non c'e' telegiornale locale che non abbia fra le notizie principali un
caso di violenza.
In un epoca in cui la violenza colpisce a caso, nessuno si sente al sicuro. Il lato oscuro ci spaventa,
eppure ci affascina. Stalker, pedofili e altri malfattori hanno oggi un altro mezzo a disposizione
attraverso cui perseguitare le proprie vittime: internet. Sono molti i videogiochi incentrati su
imprese violente in cui si ricompensa la capacita' del giocatore di uccidere e di farlo con rapidita'.
Nella trama di un film hollywoodiano su otto e' presente il tema dello stupro.
La maggior parte degli esseri umani vive la sua vita senza rapinare, stuprare ne' commettere omicidi
ma il lato oscuro c'e' in ognuno di noi. Gli uomini e le donne cattivi fanno cio' che quelli buoni si
limitano a sognare. Nessuno e' totalmente buono o cattivo. In ciascuno di noi sono presenti entrambi
i lati, sia pure in proporzioni diverse. Una situazione imprevista puo' dare all'uno e all'altro
l'occasione di prevalere.
Chiunque puo' diventare violento, o essere pronto a uccidere, in determinate situazioni.
Il nostro cervello e' predisposto all'aggressivita' e puo' arrivare a un cortocircuito violento.
Quando si fa parte di un gruppo si agisce con modalita' che non si prenderebbero neppure in
considerazione se si fosse da soli.
Gli esibizionisti sono uomini passivi che si sentono inadeguati, in particolare nel rapporto con le
donne, ma possono comunque essere pericolosi.
L'esibizionista tenta in sostanza di dimostrare che non e' inadeguato. Mostrandosi, l'esibizionista
raggiunge una posizione dominante fantasticata che riduce la sua ansia.
Gli psichiatri forensi intervengono anche nel sistema processuale civile, come consulenti degli
avvocati nelle cause per colpa nell'esercizio della professione, nelle liti per l'affidamento dei figli e
nelle cause per lesioni personali devianti.
In riferimento a questioni amministrative, lo psichiatra forense puo' testimoniare anche in udienze
degli organi legislativi, in cui sono in discussione leggi riguardanti gli abusi sessuali compiuti
nell'esercizio di una professione e il diritto del paziente di rifiutare una terapia.
L'esistenza di una connessione stretta fra sintomi e comportamento distruttivo rivolto verso l'esterno
viene riscontrata continuamente dallo psichiatra nella sua vita terapeutica.
Prima o poi gran parte di noi si ritrovera' alle prese con i propri demoni personali.
La societa', la religione, il diritto assumono posizioni morali su cio' che e' giusto e che cio' che e'
sbagliato.
Gli psichiatri si occupano delle cause e degli effetti del comportamento umano e cercano di non
emettere giudizi morali, bensi' di comprendere il comportamento definito malvagio dalla societa' nel
quadro della psicopatologia della malattia mentale o persino della vita quotidiana. Gli psichiatri
vedono l'essere umano come una creatura influenzata da potenti forze interiori e non sempre libera
di prendere decisioni razionali. In tutti i tipi di corteggiamento si puo' riconoscere la presenza di due
fattori, il potere e l'aggressivita'.
Il sadismo e la ricerca del potere sono comuni a tutti gli esseri umani.
La maggior parte delle violenze e delle lesioni permanenti a questo mondo, non viene inflitta da
malati mentali, ma da individui e da intere societa' che non sono considerati malati.
Spesso l'atteggiamento aspramente critico nei confronti degli altri si rivela come un inquietante
critica di se stessi. E' molto piu' facile vedere i nostri problemi negli altri che riconoscerli in noi
stessi, guardare dentro di se e scoprire impulsi inaccettabili puo' essere un esperienza molto
dolorosa, per alcuni intollerabile. Queste persone hanno bisogno di attribuire il proprio lato oscuro
ad altri e disumanizzarli per poi vittimizzarli.
La regola d'oro esige da noi che facciamo agli altri cio' che vorremmo facessero a noi, esortandoci a
sublimare il nostro egoismo naturale nella capacita' di immedesimarci negli altri.
Siamo tutti essere umani e quindi capaci di un ampia gamma di comportamenti; comportamenti che
sono considerati buoni ma anche cattivi. Benche' la maggior parte delle persone sia in grado di
frenare il proprio lato oscuro sadico e distruttivo, quel lato continua a essere presente e operante in
gradi diversi, giorno dopo giorno, notte dopo notte.
Espellere la violenza attribuendola a 'loro', ma non a 'noi', non fara' altro che renderci schiavi di un
mito di sicurezza piu' ampio e dannoso dal punto di vista psicologico. Dobbiamo guardare in faccia
i nostri demoni e imparare a controllarli, affinche' i nostri sogni piu' sinistri non si traducano mai in
azioni terribili.
Nemmeno i geni piu' sani, i genitori e le famiglie piu' affettuosi, le comunita' piu' moralmente
inattaccabili, la migliore educazione e la societa' umana possono sradicare le forze oscure e
distruttive della nostra personalita'. E nemmeno sarebbe il caso che lo facessero, perche' questo lato
oscuro e' parte integrante della natura umana.
Il nostro lato oscuro non puo' essere creato ne distrutto. Puo' solo mutare di forma, puo' essere
incanalato in attivita' utili o puo' trovare sfogo in atti distruttivi.
Dopo che si sono raggiunte la comprensione e la conoscenza di se', i nostri pazienti non sono piu'
gli stessi:la nostra speranza e' che siano cambiati in meglio.

2. Persone che diventano macchine assassine e noi


La gente resta affascinata dai serial killer per la somiglianza che percepisce con la storia di Dr.
Jekyll e Mr. Hide. Come il Dr. Jekyll, il serial killer e' in apparenza una persona del tutto comune.
Poi compare il lato Mr. Hide della sua personalita', che incarna l'aspetto piu' oscuro della natura
umana, pronto a uccidere le sue vittime. Da sempre il lato oscuro del comportamento umano ci
affascina. Il male e' negli occhi dell'osservatore, influenzato da fattori
sociali,politici,religiosi,filosofici, psicologici ecc..
“il male e' l'azione commessa da una persona di infliggere un danno, in modo intenzionale, bratuito
o talvolta involontario, ad altre persone, a gruppi o a intere societa'.
Compito dello psichiatra e' cercare di comprendere il comportamento definito malvagio della
societa' nel quadro della malattia mentale e della psicologia della vita quotidiana. La presenza o
assenza di empatia e' fondamentale per stabilire la capacita' di una persona di mantenere relazioni
costruttive e collaborative con gli altri; l'empatia e' la capacita' di mettersi psicologicamente nei
panni dell'altro, di intuirne i pensieri e i sentimenti. Ma l'empatia priva di altruismo e' un involucro
vuoto. Per fare intenzionalmente del male ad altre persone e' necessaria una sospensione
dell'empatia. Chi ha intenzione di fare del male per prima cosa disumanizza gli altri e poi proietta su
di loro i propri tratti. I serial killer sessuali mostrano una carenza di empatia.
I serial killer sessuali serviziano le proprie vittime per una sola ragione: raggiungere il massimo
livello di orgasmo, livello che non riescono a raggiungere in nessun altro modo. La maggior parte
dei serial killer non e' affetta da psicosi , ossia non ha perso il contatto con la realta'. Una sana
autostima e' la base per la considerazione positiva e l'empatia che siamo in grado di nutrire verso gli
altri; chi non si ama spesso critica gli altri e li rifiuta.
I serial killer sessuali hanno un livello estremamente basso di considerazione di se', un
sentimento ,questo, che proiettano sulle proprie vittime. Il serial killer, nella sua empatia perversa,
contaminata dal disgusto per se stesso e dalla crudelta', fa assumere alla vittima i panni dell'odiato
per poi torturarla e ucciderla. La nostra capacita' di empatia ha dei limiti.
Spinti a soddisfare i propri desideri letali, il serial killer sessuale non conosce alcuna gioia nella vita
, solo una temporanea scarica sessuale in occasione della morte di una vittima, cui segue ben presto
la necessita' impellente di torturare e uccidere ancora. L'autore di omicidi sessuali non intreccia
relazioni appassionate ne' si dedica a interessi professionali: il suo scopo e' dominare e soggiogare
l'altro. Il serial killer non ha scopi e conquiste esistenziali da perseguire.
Possiamo conoscere noi stessi attraverso un molteplicita' di fonti: le esperienze quotidiane , in
particolare quelle tragiche; l'educazione ;le arti; la lettura ; le nostre relazioni, siano esse costruttive
o distruttive.

3. Psicopatici
Lo psicopatico e' una persona con forti impulsi antisociali, non sembra badare alle conseguenze
inevitabili e disastrose che tali azioni possono avere per se e per gli altri. Molti psicopatici non
commettono reati; tuttavia sono predatori che vivono in mezzo a noi. Lo psicopatico si serve di
segnali psicologici e tocca le corde dell'emotivita' per manipolare a proprio vantaggio le persone
vulnerabili. E' incapace di mettersi nei panni degli altri. Tutti hanno impulsi antisociali. Chi
non ha mai provato il desiderio di prendere qualcosa che appartiene ad un 'altra persona, o di
approfittare di qualcuno danneggiandolo a proprio vantaggio? Gli uomini e le donne buoni hanno
questo tipo di impulsi, ma li tengono a freno. Gli psicopatici richiedono uno sproporzionato
dispendio di tempo e di denaro da parte degli operatori sanitari. Se diventano criminali, il costo
della loro detenzione e' elevato. E molto costa alla societa' prendersi cura delle loro famiglie
abbandonate e traumatizzate. Non tutti i criminali sono psicopatici, anzi, molti non lo sono affatto.
E nemmeno l'inverso e' vero. In origine il termine psicopatico era usato in psichiatria in riferimento
a tutti i disturbi di personalita'. Nel 1941 Hervey Cleckley ha formulato una definizione clinica della
personalita' psicopatica. Ha descritto lo psicopatico indicando queste caratteristiche: incapacita' di
provare senso di colpa, un superficiale fascino personale, egocentrismo, incapacita' di voler bene,
assenza di vergogna e rimorso, mancanza di comprensione psicologica e incapacita' di apprendere
dall'esperienza. E' stato il primo disturbo di personalita' riconosciuto ufficialmente nell'ambito della
psichiatria e incluso nella prima edizione del manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali.
I delinquenti spesso si pongono limiti da non superare, o hanno famiglie che non tradiranno mai.
Alcuni delinquenti non psicopatici hanno dei principi e una coscienza. Gli psicopatici passivi sono
tendenzionalmente parassitari nei confronti degli altri e li sfruttano, mentre gli psicopatici e una
coscienza. Gli psicopatici passivi hanno spesso guai con la legge, ma di solito riescono a sottrarsi a
gravi conseguenze e punizioni. Nella maggior parte dei casi commette reati da “colletti bianchi”. Il
concetto psichiatrico di narcisismo si riferisce al sentirsi importanti e unici. Il narcisismo puo' essere
sano o patologico. Nello psicopatico e' estremamente patologico e si trasforma in modo maligno, in
una malvagita' che vive e respira. Lo psicopatico si palesa come egocentrismo esasperato. Altri tratti
caratteristici sono la grandiosita', la sconsideratezza, l'eccessiva ambizione , un'attegiamento di
superiorita', un eccessivo bisogno di ammirazione a cui si alternano attacchi di insicurezza e
superficialita' emotiva. Lo sconsiderato senso di grandiosita' generalmente porta gli psicopatici a
fallire. Perche' alcune persone si comportano cosi' male? Oggi sappiamo che l'empatia e' legata a
una struttura anatomica celebrale, e precisamente a un particolare tipo di neuroni, chiamati neuroni
specchio, individuati nel cervello umano e in quello delle scimmie. Si trovano nella corteccia
motoria, l'area del cervello deputata al movimento e al controllo muscolare. I circuiti di questo tipo
di neuroni ci consentono di metterci nei panni degli altri, di sentire il loro dolore. E' possibile quindi
che nelle personalita' psicopatiche vi sia una carenza di neuroni specchio.
Per gli psicopatici il partner e' uno strumento con cui masturbarsi, gli psicopatici non sono in grado
di innamorarsi. Gli psicopatici hanno una sensazione cronica di vuoto e di isolamento. Hanno fame
di stimoli, un bisogno di stimolazione costante, forse per poter scacciare quel senso di inutilita' della
vita che li pervade. Alcuni trovano insopportabile questa condizione e si uccidono. Il conflitto
vissuto dagli psicopatici e' fra i loro impulsi e il resto della societa'.
La realta' della personalita' antisociale e' l'incubo della persona normale; la realta' della persona
normale e' l'incubo dello psicopatico. Il 5,8 degli individui di sesso maschile e l'1,2% di quelli di
sesso femminile mostrano fattori di rischio per lo sviluppo di una forma di psicopatia nel corso della
loro vita. Diagnosticato con maggior frequenza nella fascia d'eta' dai 26 ai 40 anni, rappresentano
all'incirca il 20% della popolazione carceraria e sono responsabili di oltre il 50% dei reati violenti.
I fattori importanti nello sviluppo del disturbo sono una deprivazione materna nei primi 5 anni di
vita, che comporta un'accentuata carenza di cura fisiche ed emotive e un insufficiente livello di
socializzazione del bambino e un esordio precoce del disturbo della condotta (prima dei 10 anni)
con o senza iperattivita'.
Gli psicopatici criminali sono persone normali che si guadagnano da vivere in maniera disonesta ,
magari per necessita';individui spinti al comportamento criminale dal senso di colpa, che vogliono
cioe' essere presi e puniti; e persone che hanno lesioni celebrali, congenite o conseguenti
all'assunzione di droghe.
Dobbiamo distinguere i delinquenti affetti dal disturbo antisociale di personalita', gli psicopatici,
dagli individui il cui comportamento criminale deriva da una psicosi, da un'intelligenza al di sotto
della media o da lesioni celebrali. All'estremo della gamma criminale si trovano i cosiddetti serial
killer sessuali.
I tentativi degli operatori psichiatrici di curare le personalita' antisociali sono falliti miseramente.
Gli psicopatici non riescono ad accettare le critiche, anche se costruttive , e respingono le figure di
autorita'. Provano risentimento verso chiunque tenti di contrastare il loro comportamento, anche
quando tale opposizione potrebbe essere compiuta nel loro interesse. La persona psicopatica non si
fida abbastanza dello psichiatra o dello psicologo per stabilire con loro un'alleanza terapeutica. Da
alcuni studi e' emerso come sia probabile che una psicoterapia indica un peggioramento negli
psicopatici.

4. Perche' violentano?
Uno stupro su 5 e' compiuto dal mostro psicopatico apposto nell'ombra. E' molto di piu' probabile
che sia un compagno di corso, il collega dell'ufficio accanto, l'amico del fratello a violentare la
ragazza o la donna. Il rapporto di famigliarita' con quella persona induce la vittima potenziale ad
abbassare la guardia, al punto che, dopo il fatto le puo' persino accadere di chiedersi se si sia trattato
veramente di violenza sessuale.
Il 20% dei violentatori rientra nella categoria degli amici. Il 16% degli stupri e' commesso dai
mariti, il 14% dai fidanzati, mentre il 9% viene attribuito a persone conosciute ma con cui non si e'
imparentati. Negli stati uniti, la violenza sessuale nel rapporto fra coniugi e' stata riconosciuta
ufficialmente dalla legge nel 1982.
L'FBI definisce violenza sessuale di gruppo lo stupro commesso da 3 o piu' persone. Se i
violentatori sono soltanto due ciascuno e' considerato come stupratore singolo. Nel gruppo si creano
tipicamente dinamiche come il comportamento contagioso e lo scaricamento di responsabilita' (20%
dei casi).
Si parla di violenza sessuale presunta quando la persona di sesso femminile soggetto passivo del
reato e' al di sotto dell'eta' del consenso, di solito fissata a sedici anni, e l'autore del reato, di sesso
maschile, ha un'eta' superiore.
Ogni anno negli Stati Uniti vengono violentate 1.871 donne. La fascia piu' a rischio e' costituita
dalle donne fra i 16 e i 24 anni. Una donna su quattro verra' violentata nel corso della sua vita, ma
solamente il 16% delle vittime denuncera' l'aggressione.
I violentatori hanno in media un'eta' superiore a quella della maggior parte degli autori di altri reati
(tra i 25 e i 44).
La principale motivazione della violenza sessuale non e' il piacere, ma il potere.
Per quanto riguarda i casi di stupro denunciati, le violenze sessuali avvengono vicino a casa, spesso
dentro casa.
La maggior parte dei violentatori persegue il preciso scopo di umiliare e fare del male alla propria
vittima.
Gli studi psichiatrici hanno individuato 4 profili base, in cui il tipo di violentatore viene classificato
in base alla motivazione:
– il compensatore, il cui comportamento sessuale e' espressione di fantasie sessuali;
– lo sfruttatore, il cui comportamento sessuale si esprime in un atto impulsivo, predatorio;
– il rabbioso, il cui comportamento sessuale esprime ira e rabbia;
– il sadico, il cui comportamento sessuale e' espressione di fantasie sessuali aggressive.
I violentatori possono essere classificati ulteriormente in base al grado di motivazione aggressiva: si
ha allora il tipo strumentale e il tipo espressivo. Il violentatore strumentale ha uno scopo
innanzitutto sessuale. L'aggressivita' viene usata per costringere la vittima all'acquiscenza. Il
violentatore espressivo ha uno scopo anzitutto aggressivo. L'aggressivita' mira a far del male alla
vittima.
I violentatori stessi sono stati spesso vittime nel corso dell'infanzia di orrende violenze e di famiglie
patologiche.
Coloro che immaginano atti di sadismo sessuale si limitano, nella maggior parte dei casi, a
fantasticare: non compiono mai un atto sessuale sadico, ne' tantomeno commetteranno un delitto
spinti dal sadismo sessuale.
Il tipo del COMPENSATORE presenta comportamenti che scaturiscono sia dall'eccitazione sessuale
sia da idee compensatorie che il soggetto coltiva su se stesso. Lo stupro del compensatore e' di
solito pianificato o premeditato. Il suo comportamento sessuale nei confronti della vittima e' guidato
da elaborate fantasia sessuali. E' quello che sara' piu' portato a vezzeggiare, carezzare, dedicarsi a
preliminari la vittima. In breve cerca di compensare un grave senso di inadeguatezza e fallimento
come maschio. Allo SFRUTTATORE non interessano lo stato di eccitazione o di benessere della
vittima; non ha alcuna intenzione di stabilire un rapporto con lei. Quando l'occasione si presenta,
potrebbe non essere eccitato, ma la situazione stessa puo' far scattare l'eccitazione.
Il SADICO sessuale viene eccitato dalla sofferenza di un'altra persona. Tutti i violentatori
provocano sofferenze alla vittima, ma solo i sadici infliggono intenzionalmente sofferenze
psicologiche e fisiche per aumentare la propria eccitazione sessuale. Questo comportamento
aggressivo quasi non conosce limiti. Il violentatore sadico e' verbalmente aggressivo, e talvolta
grida oscenita' alla vittima. Il violentatore sadico ha l'intenzione di maltrattare, ferire, umiliare o
uccidere la vittima, servendosi di un'ampia gamma di oggetti e comportamenti.
Il RABBIOSO in cui il comportamento sessuale e' una manifestazione di collera e di ira, la rabbia
di quest'ultimo nasce da rapporti infantili caratterizzati dall'abuso e dalla deprivazione. La sua
aggressione sara' probabilmente piu' verbale che fisica.

Il danno psicologico prodotto da questa perdita di autonomia e del controllo su se stessi puo' essere
enorme e permanente. Ben l'80% delle vittime di violenza sessuale sviluppa un disturbo post
traumatico da stress. Spesso la vittima ha flashback e incubi.
La violenza sessuale comporta molte conseguenze a lungo termine, fra queste:
-diffidare degli uomini
-disturbi sessuali e conflitti coniugali
-fobie persistenti
-sofferenza emotiva
-aumento dell'ansia quando si profilano visite e test ginecologici, che vengono evitati
-suicidio o tentativi di suicidio

La violenza sessuale non diminuira' mai finche' la societa' e la cultura daranno potere agli uomini a
spese delle donne.

5. Stalking: cacciatori in agguato

lo stalker e' un predatore che perseguita o sceglie una vittima in base a un criterio specifico quando
una persona 'in piu' di un occasione' adotta una condotta con l'intento di arrecare sofferenza
psicologica causando in un'altra persona il ragionevole timore di essere uccisa o di subire lesioni
fisiche, oppure adotta in maniera continuativa una condotta volontaria e premeditata consistente nel
seguire e molestare un'altra persona allo scopo di entrare in contatto con quest'ultimo e dominarlo.
Il comportamento persecutorio viene spesso fatto precipitare da un rifiuto subito o dall'esordio di
una malattia mentale. Gli stalker esaminati piu' spesso dagli psichiatri sono coloro che hanno la
convizione delirante di intrattenere un rapporto speciale con una persona sconosciuta, di cui
ricercano strenuamente la vicinanza. Lo scenario piu' comune da cui emerge lo stalking e' la
violenza in famiglia. Generalmente, l'attivita' persecutoria ha inizio quando la vittima di
maltrattamenti abbandona il proprio aguzzino o quando questi viene obbligato dalle autorita' ad
andarsene. Uno studio ha rilevato che fra l'inizio della persecuzione e il manifestarsi della violenza
intercorre in media un lasso di tempo di 5 anni. La maggior parte delle vittime di stalking soffre in
silenzio. Fra i sintomi piu' comuni delle vittime di stalking troviamo ansia, insonnia, disfunzione
sociale e depressione. I motivi alla base dello stalking sono i piu' diversi. Gli stalker che
perseguitano delle celebrita' sono persone mentalmente disturbate. Alcuni persecutori cercano il
contato con perfetti conosciuti con l'idea di ottenere soddisfazione per ingiustizie e torti che
pensano di aver subito o che hanno subito realmente. Lo stalking e' sempre esistito. Affonda le
proprie radici nell'antico concetto che le donne siano beni o proprieta' , lo stalker afferma che fara'
parte della vita della vittima che lei lo voglia o no. Nella maggior parte dei casi , a essere bersaglio
degli stalker sono donne nubili o divorziate fra i 20 e i 45 anni. Lo stalking puo' iniziare in maniera
non minacciosa. Lo stalking si verifica a tutti i livelli socio economici.

IL PERSECUTORE DI CELEBRITA'
fra gli spettatori alcune persone avranno l'impressione che l'artista parli direttamete a loro, canti o
reciti proprio per loro. Altri arriveranno a credere che il proprio destino sia intrecciato
inestricabilmente con quello di una certa star. Altri ancora coltiveranno pensieri sessuali devianti. Se
si considera che personaggi dello spettacolo con pochi indumenti addosso entrano nelle camere da
letto di milioni di spettatori non e' difficile capire come si venga a creare una situazione che
stimolera' alcuni componenti del pubblico ad agire in maniera aberrante. Nella stragrande
maggioranza dei casi, i persecutori di personaggi pubblici hanno una malattia mentale, sono persone
solitarie molto chiuse in se stesse. Gli stalker non riescono a tenere confinate nella mente le proprie
ossessioni e manie: devono passare all'atto.

IL PERSECUTORE ROMANTICO IMMATURO


Non e' insolito che un'adolescente si invaghisca di un'altra persona e non riesca a smettere di
pensare al suo oggetto d'amore, il rapporto puo' essere del tutto unilaterale ed esistere solo a
distanza. In alcuni adulti tuttavia tale comportamento non cessa, anzi, si fissa; e questo,
naturalmente, puo' causare problemi.

LO STALKER DIPENDENTE, SENSIBILE AL RIFIUTO


E' un soggetto estremamente vulnerabile di fronte al rifiuto della persona con cui ha un rapporto
d'amore e nello stesso tempo dimostra nei confronti di quest'ultima un'estremo grado di dipendenza.
Questo innamorato respinto prende a spiare la persona che l'ha rifiutato.
Molti uomini che appartengono a questa categoria nascondono il proprio senso di dipendenza dietro
un'immagine ipermascolina, da macho. Cercano di coprire la loro paura piu' profonda , che la donna
li lasci per un altro . Molti stalker di questo tipo hanno dovuto affrontare perdite importanti durante
l'infanzia, sono incapaci di vivere in modo normale il dolore per la perdita, di dimenticare e cercare
di stabilire altri legami.

IL PERSECUTORE CON PERSONALITA' BORDERLINE


Gli individui borderline hanno rapporti interpersonali instabili ma intensi, caratterizzati
dall'alternanza tra l'iperidealizzazione e la svalutazione dell'altro.
Nella maggior parte delle persone normali le percezioni e i giudizi buoni e cattivi su di se' e sugli
altri si integrano in una visione realistica complessiva. Gli individui borderline, invece, non sono in
grado di realizzare questa integrazione. Tendono anche a essere impulsivi, emotivamente instabili e
a mutare rapidamente l'umore nel giro di ore o giorni. La piu' piccola critica puo' farli sentire
rifiutati o indurre in loro un senso profondo di abbandono o vergogna.
Spesso i soggetti borderline respinti minacciano il suicidio. Il processo e' favorito da un deficit a
livello cosiddetto “esame di realta'”, ovvero nella capacita' di distinguere la realta' dal proprio
mondo interiore.
I pazienti borderline sono tipicamente difficili da trattare.
Spesso si scopre che il soggetto borderline ha subito maltrattamenti fisici o abusi sessuali durante
l'infanzia. Le due categorie dei sensibili al rifiuto e dei borderline hanno molte caratteristiche in
comune.

IL PERSECUTORE EROTOMANE
Le persone afflitte da erotomania hanno la convinzione delirante di essere amate con ardore da una
certa persona. Il loro delirio comporta l'amore romantico idealizzato.
L'erotomania puo' combinarsi con una vasta gamma di disturbi psichiatrici. Soltanto nel 25% dei
casi gli stalker sono erotomani puri; il restante 75% e' affetto anche da un altro disturbo psichiatrico.
I sintomi persistono per un periodo di tempo che varia dai dieci ai dodici anni. A parte il delirio, gli
individui erotomani non manifestano un comportamento stravagante o bizzarro ed e' impossibile
che non abbiano intenzione di far del male alla loro vittima.

LO STALKER SCHIZOFRENICO
Nelle persone schizofreniche, il pensiero e' alterato da elementi illogici, bizzarri e deliranti. Spesso
soffrono di allucinazioni, e mostrano un appiattimento delle emozioni e una frammentazione del
senso di se'.
La maggior parte degli stalker affetti da schizofrenia non ha il desiderio di avvicinare fisicamente la
propria vittima. Quando e' un sintomo di schizofrenia cronica, lo stalking puo' diventare un
comportamento impossibile da trattare.

IL CYBERSTALKER
Attraverso la rete, il persecutore puo' ottenere informazioni personali che agevolano la ricerca della
vittima, ma puo' anche comunicare con lei per molestarla o minacciarla.
La maggior parte dei casi di cyberstalker e' stata risolta dopo aver sporto denuncia al provider
Internet dello stalker. I reati di cyberstalking giungono sempre piu' spesso in tribunale.

PREVENZIONE E PROTEZIONE
E' difficile rendersi conto dell'intensita' della paura per la propria vita provata dalle vittime di
stalking. Il terrore e' talmente intenso e costante che spesso sfugge alla nostra comprensione. Puo'
accadere che gli amici si allontanino per paura di essere coinvolti e perseguitati a loro volta. Alcune
vittime sono troppo terrorizzate per uscire di casa. Alcune vittime di stalking hanno dovuto
cambiare casa, citta' o persino trasferirsi all'estero. Alcune ricorrono alla soluzione estrema di
cambiare nome.
Per cercare di sfuggitr al proprio persecutore, la vittima puo' ottenere dall'autorita' giudiziaria
l'emissione di ingiunzioni restrittive; tuttavia, questo tipo di misure di prevenzione non da' risultati
sicuri. Gli esperti consigliano alle vittime che ottengono l'ingiunzione restrittiva di adoperarsi
affinche' si aggiunga anche un'accusa penale. Le due azioni combinate possono togliere dalla
circolazione il persecutore che, finendo in prigione, non puo' piu' fare fisicamente del male alla
vittima.
In alcuni Stati, e' possibile emettere un mandato di cattura solo a condizione che il persecutore abbia
anche fatto una minaccia “credibile” alla vittima, tale da farle temere la morte o lesioni fisiche.
Bisogna trovare allora un punto d'equilibrio tra la liberta' di vivere come si vuole e un'adeguata
tutela della propria sicurezza.
6. Violenza sul luogo di lavoro

sebbene vi siano molte varianti, la strage nei luoghi di lavoro assume di solito una di queste 5
forme:
1) un dipendente o ex dipendente risentito uccide o ferisce dei colleghi
2) una persona viene perseguitata fin nel luogo in cui lavora dal coniuge o da un parente furiosi
contro di lei
3) la violenza accompagna un'azione criminale, per esempio una rapina
4) vengono commessi atti di violenza su persone che fanno mestieri pericolosi
5) vengono commessi atti terroristici o crimini che mainfestano odio
In ogni caso i colpevoli o si uccidono o vengono uccisi dagli agenti delle forze dell'ordine che
impediscono cosi che vengano assassinate altre persone.
L'FBI definisce convenzionalmente mass murder l'uccisione di 4 o piu' vittime in un solo luogo e in
un singolo episodio, e indica due sottocategorie, la strage classica e la strage in famiglia.
Ci sono poi assassini compulsivi e assassini seriali.
L'autore di strage tipico e' una persona comune, un maschio bianco di eta' compresa fra la tarda
ventina e i 45 anni ca. Si tratta spesso di un individuo solitario, che passa da un lavoro all'altro e
non ha rapporti famigliari stretti, ne' legami di vicinato o con la propria comunita'.
La maggior parte delle stragi viene pianificata. Gli assassini che commettono questo tipo di strage
tendono a soffrire di una combinazione letale di paranoia e depressione. Incolpano gli altri della
propria difficolta'.
Molti sopravvissuti a fatti di violenza sui luoghi di lavoro sono segnati dai sintomi del disturbo post
traumatico da stress. Il movente espresso con maggior frequenza e' la vendetta che , prima di
commettere le stragi, circa tre quarti degli assassini avevano minacciato di suicidarsi. Gli autori
delle stragi vengono descritti come afflitti da una profonda depressione. Fra i motivi alla base dei
gesti degli infermieri assassini troviamo l'eccitazione di creare situazioni di emergenza medica e di
passare per eroi, il porre fine alla sofferenza dei pazienti e il piacere di guardarli mentre muoiono. Il
metodo piu' comune di uccidere e' iniettare in dosi notoriamente letali un farmaco prescritto al
paziente.
Nei luoghi di lavoro ci sono miliardi di persone scontente, ma solo poche arrivano al punto di
tradurre la propria frustrazione in atti di violenti. Tipicamente, si tratta di un dipendente
insoddisfatto che ha problemi nei rapporti di lavoro. Le situazioni, il contesto, le caratteristiche
ereditarie, lo sviluppo psicologico, i disturbi fisici e mentali, le influenze culturali e sociali e molti
altri fattori concorrono a dar luogo a una miscela letale. Questo profilo dovrebbe essere visto come
uno strumento di valutazione approssimativo.
Caratteristiche di autori di violenza sui luoghi di lavoro:
1. risentito
2. disturbato: molti autori di violenza sul luogo di lavoro soffrono di un disturbo mentale, in
alcuni casi diagnosticato prima del reato, in altri molto dopo. Molti di coloro che uccidono
nei luoghi di lavoro si suicidano dopo l'assalto e percio' la diagnosi non puo' che essere
retropettiva e non particolarmente affidabile. La tragrande maggioranza delle persone
mentalmente disturbate non e' piu' violenta del resto della popolazione
3. determinato: la maggior parte delle ucccisioni sul lavoro e' pianificata. Ordito il piano,la
persona e' determinata a portarlo a compimento. In genere gli autori delle violenze
conoscono le armi. Come i soldati che si preparano alla battaglia, questi assassini sono
determinati e si preparano mentalmente
4. deviante: 2 elementi dominano il modo di pensare di molte delle persone che commettono
atti violenti nei luoghi di lavoro, la bassa stima di se e l'incolpare gli altri dei propri
problemi, si tratta di un modo di pensare deviante
5. distante: gli assassini dei luoghi di lavoro sono individui solitari
6. pericoloso
7. fallimento nei rapporti interpersonali
8. mancanza di controllo
9. assunzione di droghe e alcool
10. disperato

Fra le cause principali della violenza sul lavoro si e' indicata la disponibilita' di armi sofisticate che
sparano a ripetizione.
I film e i programmi televisivi in cui predomina la violenza possono alimentare il potenziale
violento di certi bambini. In alcune persone, k'intera identita' e il senso del proprio valore sono
legati indissolubilmente al lavoro. Le persone che vivono per lavorare possono essere
completamente distrutte dalla perdita del proprio lavoro.
Questi fattori, combinati con il ridimensionamento delle aziende, l'aumento dello stress sul lavoro e
l'intensificarsi della concorrenza per i pochi posti disponibili, alimentano la rabbia e la violenza,
soprattutto negli individui predisposti.
Di solito si manifestano dei segni premonitori: come accade con i serpenti a sonagli, la maggior
parte di coloro che commettono atti violenti nei luoghi di lavoro emette “suoni” di avvertimento e di
pericolo prima di passare all'attacco.

7. La personalita' multipla e la criminalita'

Le persone affette dal disturbo da personalita' multipla nella forma classica hanno in genere due o
piu' personalita' pienamente sviluppate. Ciascuna di queste personalita' ha ricordi, schemi di
comportamento e modi di relazionarsi con gli altri che le sono peculiari. Alcune delle diverse
personalita' possono non sapere dell'esistenza delle altre. Sono molto poche le persone affette da
dpm che hanno solamente due personalita'. La maggior parte ne ha da 6 a 12.
Durante la transizione, il paziente puo' avere lo sguardo fisso o battere rapidamente le palpebre , e
l'aspetto del suo volto puo' mutare. Le personalita' interagiscono una alla volta col mondo esterno,
sebbene sia possibile che alcune delle altre restino in ascolto e magari influenzino quel che accade.
Disturbi dell'umore, i disturbi d'ansia e i disturbi di personalita', la cui presenza e' indicata da tratti
disadattivi. Quando sono presenti personalita' disturbate , per il terapeuta e' spesso difficoltoso
stabilire se ciascuna rappresenti un disturbo psichiatrico distinto o se esse siano semplicemente
aspetti diversi del dpm del paziente. Talvolta le personalita' sono consapevoli l'una dell'esistenza
dell'altra e magari si parlano. I pazienti che hanno il dpm non sono considerati psicotici.
I pazienti affetti da dpm sentono di provare i sentimenti di un'altra persona quando sono in contatto
con uno dei propri alter ego. Il disturbo da personalta' multipla colpisce piu' le donne che gli uomini
e il 97% ha subito gravi abusi prima dei sei o sette anni.

I figli dell'abuso sono gli abusatori di domani. I bambini maltrattati modellano il proprio
comportamento su quello del genitore violento, per il meccanismo psicologico detto identificatore
con l'aggressore. Un abuso subito nel corso dell'infanzia puo' compromettere gravemente la
successiva capacita' di decidere della propria vita in maniera adeguata, adattiva, di mantenere una
carriera lavorativa e una collocazione stabile all'interno della comunita' e di intrecciare buoni
rapporti interpersonali.
La diagnosi di dpm e' stata riconosciuta ufficialmente per la prima volta all'American Psychiatric
Association nel 1980 e inclusa nel gruppo di disturbi da stress che ora comprende anche il disturbo
post traumatico da stress, i disturbi dissociativi e i disturbi di somatizzazione.
E' nota fin dal XIX secolo, e fu segnalata in Europa da Jean-Martin Charcot e Pierre Janet.
Diagnosticare con precisione il dpm e' tutt'altro che facile, e puo' accadere che lo si individui
quando il trattamento di un paziente e' gia' in corso da anni.
E' comprensibile che si sia restii a formulare una diagnosi di dpm. Dopotutto l'idea che in un
individuo possano coesistere numerose personalita' sa di demonologia e stregoneria e mette alla
prova il senso di interezza dello stesso terapeuta. In una situazione terapeutica, anche l'equilibrio del
terapeuta puo' vacillare. Il terapeuta puo' essere assalito da un disagio profondo di fronte a un fatto
che ha del soprannaturale. A questo punto anche un buon terapeuta puo' domandarsi se il paziente
stia cercando di ingannarlo. La terapia del dpm e' un compito complesso,difficle , spesso
scoraggiante. Alcuni pazienti raggiungono un'integrazione quasi totale e un'unita' con le diverse
personalita'.
Le corti americane hanno assunto la posizione che la semplice presenza del dpm non sollevi il
paziente dalla responsabilita' dei suoi atti. Il giudice o la giuria devono decidere se la malattia di una
persona influisca sulla sua capacita' processuale, ovvero la capacita' di partecipare in modo
consapevole al processo e alla propria difesa e sulla sua imputabilita'.
In una controversia processuale, in cui sono in gioco la vita, la morte,ingenti somme di denaro e la
reputazione personale, c'e' sempre un forte incentivo a negare la propria responsabilita'.
Solitamente, nei processi penali, le corti non accettano una difesa basata sull'amnesia, e
naturalmente l'amnesia e' un aspetto essenziale di cio' che accade a una persona affetta da dpm.
Gli usi medici dell'ipnosi sono riconosciuti e non sono oggetto di controversie. L'ipnosi puo' essere
per esempio utilizzata nel trattamento psichiatrico per riportare alla luce sentimenti dolorosi o
esperienze sepolte. Sotto ipnosi profonda, alcune persone sono capaci di resistere al suggerimento
di dire la verita' e continuano a mentire. Altre riescono a simulare lo stato di ipnosi. In generale i
ricordi che affiorano sotto ipnosi sono meno affidabili di quelli evocati in maniera normale.
Bisogna soppesare, da una parte, i vantaggi dell'uso dell'ipnosi-che puo' consentire di scoprire
dettagli importanti, come e' avvenuto per il numero di targa del furgone nel caso di Chowchilla-e
dall'altra, la possibilita' che le prove ottenute mediante l'ipnosi si rivelino meno attendibili.
Lo stato ipnotico non e' altro che uno stato alterato della coscienza, in cui l'attenzione e'
estremamente concentrata. Nessuno di noi puo' essere ipnotizzato contro la propria volonta'.

8. Il tradimento piu' grave

In tutte le tipologie di professioni di aiuto c'e' chi abusa del potere e dell'autorita' conferiti dalla
professione. Nessuna ne e' esente.
Se, a causa delle trasgressioni di pochi , si condannassero in toto le professioni e i professionisti
dell'aiuto, non si farebbe che aggravare la tragedia provocata dall'abuso di potere e delle autorita'.
Esiste una differenza fra abuso sessuale e molestie sessuali. Le molestie sessuali si verificano in
genere nei luoghi di lavoro e non comportano necessariamente l'esistenza di una relazione speciale
tra il molestatore e la persona molestata o di motivi per cui la vittima dovesse dare particolare
fiducia al primo. Talvolta, e' il datore di lavoro che approfitta di un dipendente.
In nord america negli ultimi 20 anni oltre 500 sacerdoti cattolici sono stati denunciati per aver
molestato bambini.

Il sesso fra terapeuta e paziente e' sempre contrario alla professionalita' e alla deontologia, e si
configura come errore del medico. Il paziente spesso finisce per idealizzare il terapeuta, che diventa
una figura parentale onnipotente nonche' la migliore possibile.
TRANSFERT: manifestazioni di superficie che nascondono le passioni e gli atteggiamenti piu'
oscuri di un paziente.
CONTROTRANSFERT: si riferisce alla totalita' dei pensieri, senimenti e comportamenti consci e
inconsci del terapeuta nei confronti del paziente. Come il transfert e' presente in tutti i rapporti
interpersonali, ma rappresenta un problema particolare in quelli professionali. Lo sfruttamento
sessuale dei pazienti non deriva necessariamente dal transfert dal controtransfert. Alcuni terapeuti
sono dei predatori. Questi terapeuti di solito hanno gravi anomalie del carattere e della personalita'.
Lo scambio terapeutico e' per il paziente un'occasione unica di ottenere un aiuto di cui ha grande
bisogno. Lo sfruttamento dei pazienti da parte dei terapeuti distrugge questa possibilita'.
Le violazioni dei confini sono dannose per il processo terapeutico, specialmente se si moltiplicano
in modo incontrollato e si aggravano progressivamente. Se di breve durata e rapidamente
riconosciuti e rettificati dal terapeuta, possono rivelarsi di grande aiuto , si per il terapeuta stesso
che per il paziente. Le linee di condotta relative ai confini si stabiliscono in base ad alcuni principi
fondamentali,complementari fra loro. Uno di questi e' la regola dell'astinenza.
La sola soddisfazione materiale che il terapeuta riceve direttamente dal paziente e' il compenso per i
suoi servizi professionali. Il dovere del terapeuta di mantenersi neutrale nel corso del trattamento ,
di sostenere l'autonomia e l'auto determinazione del paziente e di difendere il suo rapporto
fiduciario con lui nonche' di rispettare la dignita' umana.
I terapeuti predatori sono i recidivi, quelli che sfruttano sessualmente vari pazienti con disturbi di
personalita' borderline, narcisistico e antisociale. Anche i terapeuti con disturbi sessuali tenderanno
a ripetere il fatto.
Si dividono in tre categorie:
1. i frotteurs (che non possono fare a meno di toccare)
2. i pedofili (che vedono i bambini come oggetti sessuali) e i sadici sessuali
3. incompetenti (possono avere una preparazione mediocre
Nei terapeuti incapacitati la condotta sbagliata nei confronti dei pazienti puo' essere fatta risalire
all'abuso di alcol o droghe o a una malattia mentale o fisica. I terapeuti con stress situazionale sono
quelli che a causa di situazioni personali dolorose possono ricorrere a un paziente per curare le
proprie ferite psicologiche.
Quando ha luogo un rapporto sessuale fra terapeuta e paziente la colpa e' sempre responsabilita' del
terapeuta.
Il sesso fra terapeuta e paziente puo' provocare un danno enorme. I danni psicologici comprendono
il peggioramento e l'esacerbarsi dei problemi psichiatrici preesistenti del paziente; l'insorgere di
nuovi stati patologici quali ansia, disturbi depressivi o addirittura psicosi; il danneggiamento dei
rapporti interpersonali; l'eventuale perdita di future possibilita' di trattamento; il suicidio.
Il paziente puo' rendersi conto all'improvviso o gradualmente di cio' che e' accaduto, ma l'effetto e'
sempre devastante. Il paziente vede svanire la sua convinzione di essere speciale per il terapeuta, e
tutto cio' che gli rimane sono un profondo senso di tradimento, la rabbia e la solitudine.
La pietra angolare di qualunque terapia e' la fiducia. Lo sfruttamento colpisce al cuore la psiche del
paziente. Molte persone sfruttate non entrano mai piu' in terapia, per spezzare questo ciclo talvolta
e' utile indirizzare i pazienti sfruttati verso un terapeuta dello stesso sesso. Il terapeuta rischia anche
di provocare gravi danni collaterali alla propria famiglia e ai colleghi. Puo' aspettarsi di dover
affrontare una causa civile , con la relativa pubblicita' sensazionalistica dei media. L'ammontare dei
danni finanziari che il tribunale imputera' al terapeuta potrebbe non essere coperto dalla sua
assicurazione contro i danni derivanti da attivita' professionale.
Nella maggior parte dei casi, la parte offesa puo' fare causa entro un periodo compreso fra uno e due
anni dalla scoperta del danno subito. Molti pazienti che entrano in terapia, specie se per la prima
volta, non sanno in cosa consista un trattamento adeguato, ne' hanno idee chiare sui suoi confini

10. Il funzionamento delle sette


reclutamento
quando si e' alla ricerca di nuovi adepti, e' fondamentale la scelta del momento. I reclutatori
arrivano e aspettano di incontrare lo sguardo di qualcuno in difficolta' nella speranza di trovarli
reduci da una delusione amorosa, preoccupati per risultati accademici scarsi, o incerti sui propri
obiettivi per il futuro. Nelle citta' e nei luighi di villeggiatura, i reclutatori vanno in ricognizione alla
ricerca di studenti che hanno deciso di interrompere temporaneamente gli studi o che sono alle
prese con problemi di identita'. I metodi piu' sofisticati per acquisire nuovi membri sono quelli
seguiti dalla chiesa dell'unificazione. Nella prima fase si individua uno studente solo, si intavola con
lui una conversazione amichevole, lo si invita a cena. Viene invitato a un ritiro per il fine settimana.
Dal loro punto di vista e' essenziale che le reclute rimangano per l'intera durata del programma.
Molte sette reclutano in genere persone vulnerabili e l'opinione pubblica pensa che si tratti di gente
povera ed emarginata, tuttavia cio' non vale per tutte le sette. Tutte le sette cercano di mantenere
luoghi d'incontro fissi per le loro attivita'.
Cio' che lo mantiene vivo sono il contatto con altre culture e la dispersione dell'autorita' che servono
a contrastare le forze regressive interne a una setta.
Quando invece una setta si isola fisicamente e' necessario stare in guardia. L'isolamento favorisce
l'esacerbarsi e il deteriorarsi dell'atteggiamento dei leader devianti e dei loro insegnamenti.

Le sette creano regole e regolamenti che vengono applicati e osservati rigidamente dagli adepti.
Molte regole sono concepite per promuovere attivita' che mirano alla raccolta di fondi. Denaro che
sembra tanto irrilevante nella vita spirituale della setta e' in realta' essenziale, perche' ci vogliono
soldi per garantire materialmente il funzionamento del gruppo giorno per giorno.
In cambio della rinuncia alle soddisfazioni materiali e alle comodita' di questo mondo, gli adepti
ricevono la promessa che saranno salvati e risanati.

Le sette assassine non nascono tali: prendono forma col tempo. In genere i leader di queste sette
sono psicopatici, psicotici o entrambe le cose. A mano a mano che precipitano nella follia,
trascinano con se i propri seguaci.
Possiamo dividere le sette in due categorie:
-le devianti (malate):Le sette divengono malate quando i loro leader diventano devianti o
mentalmente squilibrati. Un leader deviante puo' attrarre adepti che a loro volta hanno gravi
problemi di svarianata natura. Una setta malata viene diretta in modo autoritario e duro.
C'e' un leader che pensa solo alla propria gloria, il messaggio spirituale e' apocalittico e terrificante,
gli adepti vengono sfruttati, la loro mente viene tenuta in pugno. Le notizie che entrano o escono
vengono sottoposte a censura
-le non devianti(sane): le attivita' umanitarie e caritatevoli prosperano in armonia con gli ideali
professati dall'organizzazione. Questo tipo di setta mantiene aperti i canali di comunicazione con la
societa' e la cultura vigente. Il suo messaggio spirituale e' universale. Gli adepti sono persone che
cercano pace e appagamento spirituali ed e' possibile che li trovino. Gli adepti sono liberi di
andarsene quando vogliono. Una setta sana incanala i sogni dei buoni e gli atti dei cattivi verso
sbocchi costruttivi.

I leader di sette che fanno morti sono stati classificati ora come psicopatici, ora come psicotici,
oppure, dai piu' cauti, come personalita' borderline.
Per i leader psicotici, i confini fra realta' e fantasia sono indistinti.
Nei leader di sette psicopatici, ma non psicotici, finche' restano al comando, mantengono
sostanzialmente il senso della realta'. Il loro dominio e' basato sull'esaltazione di se stessi, sullo
sfruttamento degli adepti. Tutti questi tratti di personalita' si acuiscono quando il leader e' in preda
allo stress psicologico dovuto all'attesa della catastrofe e alla fine della setta si avvicina. Per la
maggior parte delle sette religiose militanti, i nemici sono i genitori naturali degli adepti. Spesso i
leader devianti ricorrono principalmente a tre meccanismi psicologici di difesa:
1. la scissione buono-cattivo (il leader della setta svaluta e respinge le parti “cattive: del
mondo, mentre idealizza e accoglie le parti buone)
2. la proiezione (in chi scinde il mondo in maniera cosi netta, la consapevolezza della parte
odiata del se viene rimossa e proiettata sul mondo esterno, contribuisce ad alimentare
l'attegiamento di sospetto del gruppo e la sua mentalita' da stato di assedio)
3. l'identificazione proiettiva (si tratta di un meccanismo mentale primitivo nel quale si
distinguono 3 momenti:
◦ la persona proietta sentimenti interiori intollerabili pur mantenendo una certa
consapevolezza di cio' che viene proiettato
◦ colui che attua la proiezione dei sentimenti inaccetabili cerca di stabilire un controllo
sull'individuo oggetto della proiezione
◦ inconsciamente colui che proietta quando entra in relazione con la persona oggetto
delle sue proiezioni, induce quest'ultima a provare cio' che e' stato proiettato su di lei
L'identificazione proiettiva da luogo a una profezia che si autoavvera. L'individuo assume
un comportamento che induce gli altri a reagire nella stessa maniera. Cosi quando la sua
ostilita' e' ricambiata la persona borderline trova conferma dell'idea paranoide da cui e'
partita.

NEGOZIARE CON IL DIAVOLO


E' indispensabile che il negoziatore incaricato di trattare con una setta in una situazione in
crisi possieda una conoscenza del meccanismo difensivo dell'identificazione proiettiva che
abbiamo appena descritto. Gli operatori psichiatrici posono essere d'aiuto ai negoziatori
nelle situazioni di crisi. E' essenziale favorire un'accurata comprensione dello stato mentale
del leader della setta. Gli sforzi compiuti dal leader per controllare l'avversario possono
provocare nel negoziatore sentimenti analoghi di impotenza, paura e rabbia. E' necessario
che tali sentimenti vengano decifrati e tenuti nella debita considerazione prima che si passi
all'azione. Le personalita' di questi leader variano molto, come variano in particolare le loro
motivazioni e il grado della loro aberrazione mentale. Si puo' affermare con ragionevole
certezza che, quando il leader di una setta diventa psicotico, e' probabile un esito tragico.

AL-QAIDA E LA MENTE DEGLI JIHADISTI


Come nelle sette assassine, alcuni membri del bruppo di bin Laden e di altri gruppi facenti
capi ad al-qaida vivono nel completo isolamento, nascondendosi dai nemici. E come le sette
assassine, al-qaida ha abbracciato il culto della morte.
La concezione di bin Laden non prevede un apocalisse autodistruttiva, bensi un
armagheddon nucleare da infliggere agli USA. Ciononostante vi sono poche analogie fra al-
qaida e sette assassine. Al-qaida e' governata da un consiglio direttivo e le decisioni piu'
importanti prese dal gruppo dirigente devono essre approvate da bin Laden.
Esite un vice Bin Laden, “Ayman al-Zawahiri”. A differenza delle sette assassine, composte
da membri intrappolati nel delirio di un capo squilibrato, al-Qaida ha una precisa
infrastruttura amministrativa basata su una serie di cellule organizzate per scopi ben definiti
fra cui logistica, raccolta fondi e una sofisticata gestione dei media. Per ogni singolo attacco
suicida, sono necessari molteplici livelli di assistenza: un addetto agli approvvigionamenti,
che si procuri esplosivi e altri materiali, un tecnico che prepari la bomba, un incaricato della
ricognizione e qualcuno che individui il bersaglio specifico. Prima dell'operazione, un
istruttore isola l'attentatore prescelto in un luogo sicuro. Si assicura che una troupe lo aiuti a
realizzare un video con fini propagandistici e di reclutamento in cui compare come martire e
poi lo porta il piu' vicino possibile al bersaglio.
L'infrastruttura amministrativa e' estremamente complessa; al-Qaida viene gestita in modo
molto simile a una multinazionale, anziche' produrre merci, intende esportare la rivoluzione
islamica e la morte. Le perdite subite negli attacchi vengono rimpiazzate da un flusso
apparentemente inesauribile di proseliti e reclute. Al-Qaida impara dai propri errori e si
reinventa in continuazione.
Spesso le sette assassine sono microcomunita' isolate che hanno pochi contatti con il mondo
esterno. Il reclutamento di nuovi membri cessa molto prima che il capo sprofondi nella follia
e la setta cominci a disgregarsi. I capi delle sette assassine sono spesso persone emarginate e
con dei problemi, i leader di al-Qaida hanno un buon livello di istruzione e provengono da
ceti medi-alti. Osama bin Laden era un multimiliardario e non ci sono prove che lui o altri
leader di al-Qaida siano palesemente affetti da una malattia mentale.
Questi uomini sono felicissimi di unirsi alla jihad di Allah contro gli infedeli, perche' la
ricompensa e' grande: eterna beatitudine nel giardino dei piaceri sensuali in paradiso.
Non esiste un profilo psicologico affidabile per l'identificazione dei terroristi islamici in
generale o di attentatori suicidi in particolare.
10. I serial killer sesuali

Gli omicidi sessuali in serie balzarono per la prima volta all'attenzione pubblica a londra nel
1888, quando Jack lo Squartatore uccise almeno 5 prostitute in una frenesia assassina durata
10 settimane. Ma sono gli Stati Uniti ad avere il maggior numero di serial killer sessuali,
meno del 5% dei serial killer sono donne.
I serial killer sessuali torturano le proprie vittime per una sola ragione: ottenere il massimo
livello di orgasmo che non riescono a raggiungere in nessun altro modo.
Generalmente i serial killer sessuali uccidono persone che non conoscono, cio' che piu' li
eccita sessualmente e' il dominio totale sulla preda inerme, la sua umilizione. I serial killer
sessuali scelgono le proprie vittime fra le persone deboli, vulnerabili, confuse ed ingenue,
persone a cui capita di essere nel luogo sbagliato al momento sbagliato.
I serial killer sessuali diventano tipi solitari fin d ragazzi e mostrano di preferire decisamente
la fantasia alla realta'. Molti ma non tutti, hanno subito gravi abusi fisici e sessuali da
bambini. Da adulti, quando iniziano la propria carriera criminale, possono cominciare con
aggressioni e poi continuare con delitti sempre piu' gravi, furti con scasso, incendi dolosi,
rapimenti,stupri e omicidi non sessuali.
I serial killer sessuali sono psicopatici che manifestano sadismo sessuale. Sono maschi, in
maggioranza bianchi , e hanno un'intelligenza perlomeno nella media. Alcuni hanno dato
prova di possedere un'intelligenza superiore. Per dare origine al nucleo disturbato del serial
killer sessuale e' necessaria una combinazione letale di psicopatia e sadismo o necrofilia.
Una piccola parte dei serial killer e' spinta dall'omicidio della psicosi, da allucinazioni e da
deliri.
L'aggettivo sessuale usato per definire questi serial killer si riferisce alla presenza di fantasie
sessuali che li spingono a uccidere, e non all'attivita' sessuale che puo' verificarsi o meno
prima o dopo che la vittima sia morta. La maggior parte delle giurie popolari e' indignata per
i crimini violenti dei serial killer e vuole punirli severamente, talvolta anche quando ha
davanti prove inconfutabili di una grave malattia mentale presente nell'assassino. Gli
assassini psicopatici affetti da sadismo sessuale non sono trattabili attualmente, ne con
terapie psicologiche ne con farmaci in uso oggi. I serial killer sessuali sono affabili, ansiosi
di riuscire simpatici,servizievoli e sempre pronti a manipolare gli altri. Quasi la meta' dei
padri biologici di questi uomini se n'e' andata di casa prima che i figli compissero 12 anni.
L'assenza di un modello maschile solido e' un elemento importante nel loro sviluppo di
assassini. Resta comunque il fatto che la grande maggioranza dei bambini che provengono
da famiglie o ambienti problematici non diventa serial killer.
La maggioranza dei serial killer procede attraverso una serie di atti antisociali sempre piu'
gravi , prima di cominciare a uccidere. I futuri serial killer sessuali si ripiegano su se stessi e
covano fantasie sessuali sadiche.
I serial killer sono incapaci di avere e mantenere esperienze sessuali mature e consensuali
con altri adulti. m