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RELAZIONI TRA I PARI A DIVERSI

LIVELLI DI ETÀ POSITIVE E


NEGATIVE. BULLISMO E
CYBERBULLISMO
SOCIALIZZAZIONE SECONDARIA

COETANEI

COETANEI
FRATELLI
ESTRANEI
RELAZIONI SOCIALI

RISORSE EMOTIVE RISORSE COGNITIVE

PERCHE’ SI ABBIANO RELAZIONI SOCIALI EFFICACI


E’ NECESSARIO CONOSCERE I PROPRI E GLI ALTRUI
BISOGNI
INTERPRETAZIONE

PER DIVENTARE UNA PERSONA


IL BAMBINO DEVE SVILUPPARE LA
CAPACITA’ DI RICOSCERE E
CONDIVIDERE
GLI STATI EMOZIONALI E
DI CAPIRE I RAPPORTI
TRA GLI ALTRI
A 2-3 ANNI

COMPRENSIONE DI SENTIMENTI
ED INTENZIONI ALTRUI
FRATELLI

LA PRESENZA DI FRATELLI IN FAMIGLIA HA


EFFETTI
SUL TIPO, SULLA QUALITÀ E SULL’INTENSITÀ
DELLO
SCAMBIO SOCIALE FUTURO.

A LIVELLO EMOTIVO, IL RAPPORTO TRA FRATELLI È


CARATTERIZZATO DA SENTIMENTI AMBIVALENTI:
OSTILITÀ INVIDIA AFFETTO PIACERE
COETANEI

LE RELAZIONI CON I COETANEI AIUTANO

NELL’ACQUISIZIONE DI UN REPERTORIO

COMPORTAMENTALE COMPLETO SIA PER QUANTO

RIGUARDA I COMPORTAMENTI AFFILIATIVI CHE

AGGRESSIVI
ESPERIENZA SOCIALE

ACQUISIZIONE DI CONOSCENZE DI
RELAZIONI SOCIALI

ACQUISIZIONE DI RELAZIONI SOCIALI

PUNIZIONE AMICIZIA
AUTORITÀ GENTILEZZA

SOLIDARIETÀ
COOPERAZIONE

SCOPI INTERDIPENDENTI

RAGGIUNGIMENTO DI

OBIETTIVO DI UN MEMBRO

E’ IL RAGGIUNGIMENTO DI

OBIETTIVO PER TUTTI


GLI ALTRI COETANEI
Il gruppo dei coetanei viene definito
“un’aggregazione relativamente stabile di due o
più bambini che interagiscono insieme,
condividendo norme e scopi e che hanno
sviluppato una certa divisione dei ruoli e degli
status che regolamentano la loro interazione”
(Hartup,1970).

Il rapporto con i coetanei è sottoposto ad un


graduale sviluppo, inizialmente i contatti sono
occasionali (per esempio se i bambini devono
condividere lo stesso giocattolo), pian piano
diventano sempre più intensi e significativi.
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L’AMICIZIA
Il rapporto amicale è dotato di caratteristiche specifiche
come il sostegno reciproco, la condivisione ecc.

L’amicizia può essere considerata una condizione che


favorisce lo sviluppo delle capacità di role taking,
dell’empatia e quindi del comportamento prosociale.

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STADI DI CONSAPEVOLEZZA
DELL’AMICIZIA SELMAN
Teoria stadiale:

 3/5 anni stadio 0


gli amici sono compagni di gioco, l’amicizia è concepita come vicinanza
fisica e di contatto, il bambino presta attenzione all’aspetto fisico e
alle azioni;

 6/8 anni stadio 1


l’amicizia è concepita in termini di aiuto unilaterale, si pensa di dover
ricevere aiuto dall’amico capace di capire ed intuire i desideri e le
aspettative;

 9/12 anni stadio 2


cooperazione in circostanze favorevoli maggiore comprensione della
reciprocità del rapporto. Ciascun partner tiene conto dell’altro e
della soggettività;

 12 in poi stadio 3
condivisione mutualistica presente dai 12 anni in poi, l’amicizia
12 è
solida e duratura, caratterizzata da intimità e fiducia.
L’AGGRESSIVITÀ

La maggior parte degli studiosi definiscono


l’aggressività come l’insieme di azioni dirette
a colpire uno o più individui tale da provocare
loro sofferenze di natura fisica e/o morale.

Nel suo significato etimologico il termine


“aggressività” ha in sé una molteplicità di
significati che rispecchiano la complessità del
fenomeno.
L’APPROCCIO COMPORTAMENTISTA
Uno degli approcci descrittivi allo studio
dell’aggressività considera l’aggressività
come un istinto interno, stimolato da
eventi esterni. L’ipotesi più nota è quella
definita frustrazione-aggressività
(Dollard, 1939) secondo la quale ogni
evento frustante, ogni situazione che
ostacola la tendenza dell’individuo a
raggiungere un obiettivo, diventa origine
di aggressività e provoca una sequenza
comportamentale la cui risposta è
un’offesa di solito rivolta verso l’oggetto
ritenuto causa dell’impedimento.
L’intensità dell’aggressione varia con
l’intensità della frustrazione e dipende dal
grado con cui viene ostacolato il
raggiungimento dell’obiettivo nonché dal
numero di frustrazioni precedenti.

E’ chiaro che non tutte le frustrazioni hanno


come conseguenza l’aggressività e non tutti
gli atti aggressivi sono il risultato di una
frustrazione precedente.
BANDURA
All’interno della teoria comportamentista, Bandura
propone un diverso approccio teorico
all’aggressività: l’aggressività può essere prodotto
della frustrazione solo se sin da bambini essa è
stata appresa come risposta ad un aumento della
tensione.
La frustrazione è una facilitazione per il verificarsi
del comportamento aggressivo ma non una
condizione necessaria perché ciò avvenga. Si
ipotizza che il comportamento aggressivo venga
acquisito attraverso l’imitazione di modelli
parentali, dei coetanei, della televisione.
Il comportamento aggressivo si sviluppa
attraverso feedback sotto forma di
gratificazioni e punizioni.
Particolare importanza riveste l’ambiente
sociale, infatti l’apprendimento avviene
attraverso l’esercizio e l’imitazione ed in
tutti e due i casi è una rete di rapporti
interpersonali che seleziona i rinforzi e
propone i modelli.
DISIMPEGNO MORALE
Bandura pone l’accento al processo di disimpegno
morale, processo che mira a dissociare l’azione dalla
propria valutazione morale rendendo così possibili e
giustificati comportamenti che normalmente una
persona non considera accettabili.
Secondo questo processo, individuo, comportamento
ed ambiente sono reciprocamente dipendenti.
Maggiore è il disimpegno morale, minore è il senso
di colpa e il bisogno di riparare al male causato
dalla condotta lesiva.
Es. un ragazzo potrebbe ritenere inaccettabile dire
una bugia secondo i propri principi morali mentre
per gli amici ammissibile influenzando cosi la sua
condotta. Più alto è il disimpegno morale minore il
senso di colpa provato e viceversa.
Bandura ha elaborato 8 processi capaci di
disimpegnare il controllo interno
dissociandolo dalla condotta immorale e
cancellando le autocensure.
Tali processi cognitivi, secondo Bandura,
operano nelle manifestazioni violente le
quali possono trovare forme di
giustificazione che riducono
l’autocensura morale senza minare
l’autostima personale.
LE TIPOLOGIE DI AGGRESSIVITÀ
Volontà a procurare un danno fisico
OSTILE o materiale, o un danno psicologico
Mirato al raggiungimento di un
STRUMENTALE obiettivo
REATTIVA Quando si restituisce una risposta
violenta all’aggressione di un altro
“giochi turbolenti”, bambini e
LUDICA ragazzi che condividono una finalità
ludica nonostante siano presenti atti
violenti
LA SOCIALIZZAZIONE OGGI…
I bambini comunicano tramite SMS anche se sono
seduti di fianco.

Sono online sui siti di social network perché così


non si sentono mai soli e sono sempre in contatto
con amici e coetanei.

Dialogano e condividono contenuti con soggetti che


vivono dall’altra parte del mondo.
PREPOTENZA

PREPOTENZA UN PARTICOLARE TIPO


DI AGGRESSIVITA' CARATTERIZZATO
DA:

 INTENZIONALITA'

 SISTEMATICITA'

 DISEQUILIBRIO
COSA SI INTENDE PER
PREPOTENZA:

Diciamo che un ragazzo subisce delle prepotenze quando un altro


ragazzo o un gruppo di ragazzi gli dicono cose cattive o spiacevoli.
E’ sempre prepotenza quando un ragazzo riceve colpi o quando
nessuno gli rivolge la parola. Si tratta di prepotenza anche quando
un ragazzo viene preso in giro ripetutamente e con cattiveria.

Non si tratta di prepotenza quando due persone all’incirca della stessa


forza lottano o litigano tra loro.
TIPI DI PREPOTENZA
Aggressione fisica: “Mi hanno colpito
fisicamente”, “Hanno rubato le mie cose”

Aggressione verbale: “Mi hanno offeso


con brutti nomi sulla mia razza o per
altre ragioni”, “Sono stato minacciato”

Aggressione indiretta: “Nessuno mi


rivolge
la parola”, “Sono stato escluso dai
giochi”
COME ANALIZZARE
LA PREPOTENZA

QUESTIONARIO ANONIMO
OLWEUS 1978
NORVEGIA (150.000 sogg.15%)
SMITH 1991
INGHILTERRA (6.500 sogg. 20%)
COSTABILE-FONZI 1992
ITALIA (1400 sogg. Cosenza 40%; Firenze 50%)
PROFILI DI BULLO E DI VITTIMA

1- BULLO DOMINANTE 1- VITTIMA PASSIVA

2- BULLO GREGARIO 2- VITTIMA PROVOCATRICE

Bullo - Vittima
IPOTESI:
IL BULLISMO È: UN FENOMENO
SOCIALE
Indifferente
Difensore
Rinforzo

GRUPPO

BULLO VITTIMA

INSEGNANTE
VOLEVANO UCCIDERE LA MIA ANIMA….
..I migliori tra voi ritengo siano proprio quelli che mi
hanno inferto più male. A parte il fatto che non si
sono assunti mai le responsabilità, a parte il fatto
che sono animali privi di coscienza e familiarità con
le parole “amicizia” e “aiuto”, ritengo che abbiano
avuto il pregio di prendere una posizione. E’ stato
solo grazie a voi che hanno potuto infierire su di me
con il vero male. Grazie!
PEER SUPPORT -SUPPORTO ALLA PARI
PROGRAMMI DI SUPPORTO TRA COETANEI

· OBIETTIVO È FAVORIRE UNA CULTURA DI SOLIDARIETÀ


ED AIUTO NELLA COMUNITÀ SOCIALE A PARTIRE DAL GRUPPO
DI PARI

· SI BASA SULL’AIUTO RECIPROCO TRA STESSI COMPAGNI

IL PRINCIPIO È “CURARE ED ESSERE CURATO”

1. OPERATORE AMICO:
- SOSTEGNO A RAGAZZI IN DIFFICOLTA'
OBIETTIVI
PROMUOVERE LO SVILUPPO PERSONALE DI CHI ASSUME IL
RUOLO DI OPERATORE:
AIUTARE I DESTINATARI IN DIFFICOLTA'
ESERCITARE UN'INFLUENZA POSITIVA SUL CLIMA DELLA
SCUOLA
SELEZIONE - SOLLECITAZIONE DA PARTE DI INSEGNANTI,
NOMINA COMPAGNI,
FORMAZIONE-SUPERVISIONE
CONSULENZA ALLA PARI -
(SPORTELLO AMICO)

-ASCOLTO IN GRUPPO

-ATTIVAZIONE DI LINEA TELEFONICA GESTITA DA


RAGAZZI

-CREAZIONE DI UNO SPAZIO DOVE SIA POSSIBILE


ACCOGLIERE LA RICHIESTA DI AIUTO DEGLI ALTRI

OBIETTIVI:

-AUMENTARE I SERVIZI DI SUPPORTO NELLA


COMUNITÀ SCOLASTICA
-FORNIRE AI RAGAZZI ABILITÀ PER FRONTEGGIARE I
PROBLEMI DEI COETANEI E PERSONALI
-CREARE UN CONTESTO SOCIALE POSITIVO
FATTORI DI RISCHIO 1

•NASCITA DI UN NUOVO NATO IN FAMIGLIA


•DIVORZIO
•MORTE DI UNA PERSONA CARA
•DISTACCO DA UN GENITORE
•TRASFERITO DA ALTRA SCUOLA O CITTA’
FATTORI DI RISCHIO 2

TEMPERAMENTO

Impulsivo, aggressivo BULLI

Timido, debole VITTIMA

ATMOSFERA FAMILIARE, STILI EDUCATIVI

IN ATTO DAI GENITORI


CARATTERISTICHE

• PROVANO PIACERE NEL SENTIRSI “FORTI”

• SI RITENGONO INSICURI, INADEGUATI,UMILIATI

• SONO STATI OGGETTO DI ABUSO DI DIVERSO


TIPO

•RAPPRESENTANO“I CAPRI ESPIATORI”


NELL’AMBITO FAMILIARE
PARTECIPANTE AI RUOLI

 BULLO:Chi prende attivamente l’iniziativa


 AIUTANTE:Chi agisce in modo prepotente come
“seguace” del bullo
 SOSTENITORE:Incita,ridendo,il bullo

 DIFENSORE:Prende le difese della vittima


consolandola o cercando di far cessare la
prepotenza
 ESTERNO: Chi non fa niente,cercando di
rimanere fuori dalle situazioni di prepotenze
 VITTIMA:Chi subisce spesso le prepotenza
EFFETTI A LUNGO TERMINE

PERDITA
INFELICITÀ
AUTOSTIMA
DIFFICILI
RELAZIONI
ADULTE
AUMENTO
AUMENTO STRESS
STRESS
APPRENDIMENTO
APPRENDIMENTO
CONCENTRAZIONE
CONCENTRAZIONE
CHI SONO I NATIVI DIGITALI ?
ASPETTI POSITIVI… Apprendo e conosco il mondo

Sono sempre
Accesso alla rete ovunque ti trovi… aggiornato

Lavoro da casa…

Compro online ciò di cui ho bisogno


ASPETTI NEGATIVI…

Difficoltà nella
Assenza di controllo
percezione del confine
realtà/virtualità

Cyberbullying
CHE COS’È IL CYBERBULLYING
Il Cyberbullying è una nuova forma di bullismo che prevede
l’utilizzo di e-mail, messaggi di testo (SMS), chat, siti web, telefoni
cellulari o altre forme di informazione tecnologica allo scopo di
tormentare, minacciare o intimidire qualcuno. Il Cyberbullying può
includere alcune azioni come minacce, insulti su diversa razza e
ripetuta vittimizzazione di qualcuno tramite supporto elettronico.
BULLISMO TRADIZIONALE/VIRTUALE

Tradizionale Virtuale
 Intenzionalità • Nessun posto dove
 Sistematicità nascondersi
 Disequilibrio • Anonimato
• Rapida diffusione
Strumenti utilizzati dal Cyberbullying

SMS Mobile phone

Web
Photo/video clip

E-mail Chat room

Instant Messaging (MNS)


CYBEBULLYING: TIPOLOGIE
• Flaming (battaglie verbali online)

• Online harassment (molestia)

• Cyberstalking (persecuzione)

• Denigration (diffamazione)

• Impersonation (si danneggia la reputazione altrui facendosi


passare per altri)

• Outing (diffusione di confidenze o informazioni personali)

• Trickery (condivisione online di informazioni imbarazzanti)

• Cyberbashing o Happy slapping (si votano e commentano


online i video e le foto di atti accaduti nella realtà)

• Exclusion (eliminare qualcuno dalla lista di amici, “bannare”)


L’INFLUENZA DEI MEDIA

I bambini più piccoli tendono a rispondere


con azioni aggressive alla visione della violenza.

Non differenziano gli atti violenti e quindi


sono incapaci di distinguere tra realtà e finzione.

Sono spesso stimolati all’uso di giochi


elettronici estremamente violenti con immagini
crude.

Nel soggetto esposto a scene di violenza si


accresce lo stato di eccitazione, e si ritiene
autorizzato ad usare violenza.
Gli effetti dell’aggressività dei media sul
comportamento dei bambini possono incidere:

- su aspetti fisici (danni alla vista, alla


postura, rischio di obesità);

- sulla mente (diminuzione della capacità di


concentrazione, impoverimento del linguaggio
verbale);

- sulla vita sociale (isolamento, diminuzione


delle capacità comunicative);

- sull’apprendimento (contenuti di bassa


qualità, esposizione a violenza e sessualità).
DA RICORDARE
 SOCIALIZZAZIONE SECONDARIA: FRATELLI E COETANEI ESTRANEI
 INTERPRETAZIONE
 AGGRESSIVITÀ: PRINCIPALI APPROCCI
 BULLISMO: DEFINIZIONE E STRATEGIE DI INTERVENTO
 CYBERBULLISMO