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COMUNICAZIONE: una grande storia

Terza lezione
prof. Dario Edoardo Vigan

Caratteristiche
f) La censura: Il primo ufficio di censura a Magonza 1486 e nel 1559 la Chiesa pubblica il primo Index librorum prohibitorum. g) Per aggirare la censura si sceglieva lanonimato per autore ed editore.

Nascita del capitalismo (come sostiene Elizabeth Eisenstein) e la diffusione della Riforma protestane, la stampa delle opere di Lutero. Testi scientifici, raccolta dati, mappe con un grado di precisione elevato. Ambito: M. Spalletta, Stampa e censura, in Dizionario della comunicazione; Focus: V. Lupo, Gli indici dei libri proibiti, in Dizionario della comunicazione.

h)

La nascita dei giornali


i) La nascita dei giornali: nel Trecento esistevano delle forme di fogli di informazione (come lettere) tra filiali di grandi compagnie commerciali. 1513: primo libro di notizie a stampa, The Treve Encounter di Londra. Nascono i fogli di notizie tra Cinquecento e Seicento. La trasformazione del giornale da lite e giornale per tutti solo nellOttocento: crescita industria tipografica, livello di alfabetizzazione.

Ambito: P. Scandaletti, La nascita dei giornali, in Dizionario della comunicazione.

La nascita dei giornali


Le tappe dello sviluppo del giornalismo sono numerose e articolate. E nuovi orizzonti sono stati aperti da Internet.
Il giornalismo stato un settore determinante per trasformare la scrittura da strumento di lavoro della classe intellettuale ad ambiente comunicativo dominante della societ industrializzata occidentale(D. E. Vigan, La musa impara a digitare, Lateran University Press 2009). Il giornalismo la prima vera industria culturale. Ambito: P. Peverini, M. Spalletta, Il fotogiornalismo, in Dizionario della comunicazione. Focus: P. Mancini, Modelli di giornalismo, in Dizionario della comunicazione.

Nuovo modello culturale


Un nuovo modello culturale grazie alla scoperta di Gutenberg, allinvenzione dellorologio meccanico e al cannocchiale. Del resto il libro diviene dominio sul sapere, lorologio meccanico dominio sul tempo permettendone una scansione esatta, il cannocchiale dominio sulla natura che pu essere misurata e controllata sperimentalmente. Unepoca che trova nellidea del progresso il proprio motore e che trova nella stampa il proprio ambiente mediale costitutivo (D. E. Vigan, La musa impara a digitare, Lateran University Press 2009). Un modello tecnocratico (N. Postman), un modello culturale che fa del dominio della tecnica la propria metafora interpretativa.

Focus: oggettivit dellinformazione


Si pone una riflessione sulloggettivit del giornalismo: D. Antiseri, Oggettivit dellinformazione, in Dizionario della comunicazione. Loggettivit dellinformazione un mito, un ideale o un compito possibile? Distinzione tra oggettivit e obiettivit: lobiettivit una virt personale, mentre loggettivit una questione pubblica, di pubblico controllo. Il problema delle fonti.

Media elettrici ed elettronici


Fine Ottocento, si afferma un nuovo modo di comunicare, la comunicazione di massa, con i mass media e la societ di massa. N. Postman: [] mezzi di comunicazione di massa che sono di massa perch legati allo sviluppo della tecnologia elettrica, strumenti comunicativi che hanno permesso di far giungere lo stesso messaggio simultaneamente a un grande numero di persone in localit anche molto distanti tra loro. I mass media hanno cambiato la modalit di lettura, hanno modificato le modalit di scrittura, hanno cambiato tempi e caratteristiche del divertimento e hanno rimodellato anche il sensorio oltre che rimodellare in qualche modo i processi educativi (N. Postman, Technopoly. La resa della cultura alla tecnologia, Bollati Boringhieri 1993).

Media elettrici ed elettronici


M. Baldini: Intorno alla met dellOttocento si verific nel mondo della comunicazione una nuova, profonda rivoluzione. Si pass lentamente ma inesorabilmente, dalla cultura tipografica alla cultura dei media elettrici e, successivamente, elettronici. Sino ad allora le notizie si erano mosse alla velocit del messaggero, cio alla velocit delle gambe delluomo o del cavallo, della corrente dei fiumi o del vento. Tutti i tentativi di una trasmissione istantanea dei messaggi erano falliti. Questo stato di cose cambi radicalmente con la scoperta da parte di un artista americano, Samuel Morse, del telegrafo elettrico (M. Baldini, Storia della comunicazione, in Dizionario della comunicazione).

Media elettrici ed elettronici


Il 1844 considerato convenzionalmente lanno di inizio della rivoluzione elettrica ed elettronica: collegamento telegrafico tra Washington e Baltimora. M. McLuhan: con il telegrafo, luomo entr in un mondo nuovo di zecca fatto di subitaneit. Messaggi in tempo reale.

La Terra divenuta un villaggio globale (M. McLuhan) e il senso predominante delluomo ripassa dallocchio allorecchio.
M. McLuhan: Il termine comunicazione stato ampiamente usato con riferimento alle strade, ai ponti, alle rotte navali, ai fiumi e ai canali, prima di trasformarsi con lera elettronica in movimento dinformazione (M. McLuhan, Gli strumenti del comunicare, Il Saggiatore 1967).

Oralit secondaria

Si sviluppa la cultura delloralit secondaria.


W. J. Ong: Con il telefono, la radio, la televisione e i vari tipi di nastri da registrare, la tecnologia elettronica ci ha condotti in unera di oralit secondaria (W. J. Ong, Oralit e scrittura, Il Mulino 1986). Unoralit simile alla precedente, ma pi deliberata e consapevole, basata sulluso della scrittura e della stampa.

Oralit secondaria
Nel passaggio dalloralit primaria a quella secondaria cambia il quadro cognitivo e spaziale. Una nuova spontaneit, non data dalla mancanza di riflessione analitica (oralit primaria), ma dallesperienza, proprio dalla riflessione analitica. Come la primaria, la nuova oralit per il forte senso comunitario. La differenza sta nella dimensione del gruppo. Loralit secondaria arriva alla massa, a moltitudini incommensurabili, al villaggio globale.

La fotografia e il cinema
Louis-Jacques Daguerre e la fotografia: rappresentare e percepire la realt. nuovo modo di

Studi precedenti fatti da J. N. Nipce. Arriva poi al brevetto nel 1848.

Successivi esperimenti, come quello di E. Muybridge e la prima riproduzione fotografica del movimento (riproduzione del cavallo in corsa), poi E. Marey, sino alle intuizioni di A. Edison e W. Dickson che si avvicinano alle soglie del cinema.
28 dicembre 1895, a Parigi, Louis ed Auguste Lumire proiettano i primi sette cortometraggi. Nasce il cinema!

Il cinema
Con lavvento del cinema, muta la cultura e lesperienza delluomo moderno. Cambiamenti che vanno dalla percezione del mondo esterno allimpiego del tempo libero, dal modo di raccontare storie alla concezione dellarte e dellestetica.

Il cinema, medium di massa, ha inoltre la capacit di essere luogo della memoria e dellimmaginario.
Il concetto di memoria non va inteso come provvista di fatti passati, ma come luogo di accesso alle informazioni: forme di memoria genuinamente sociali si sviluppano solo con la disponibilit di tecnologie della comunicazione (E. Esposito, La memoria sociale, Laterza 2001).

La radio e la televisione
Diversi esperimenti, con radici antiche, anche nel Cinquecento (telegrafo simpatico). NellOttocento si susseguono le scoperte di H. C. Orsted, M. Faraday, H. R. Hertz, A. Righi, E. Brandly e O. Lodge. Il padre della radio per considerato Guglielmo Marconi, per la riuscita degli esperimenti di comunicazione a distanza senza fili (8 dicembre 1895). Nobel per la fisica nel 1909. Marconi progetta in seguito, nel 1931, anche la Radio Vaticana su indicazioni di Pio XI. In Italia la radio arriva nel 1924 con lURI (Unione Radiofonica Italiana), che in seguito diverr EIAR e poi RAI. Ruolo centrale dello Stato.

La televisione
Per la televisione gli esperimenti iniziano gi nellOttocento, ma i brevetti sono relativi al Novecento, al 1926, per le intuizioni Baird e Zworin. Prime trasmissioni regolari dalla BBC in Inghilterra e nella Germania di Hitler, con le Olimpiadi di Berlino del 1936. In Italia nasce il 3 gennaio del 1954, con concessione dello Stato alla Rai, unico soggetto autorizzato, sino agli anni 1975-77, apertura alla concorrenza a livello locale. La Tv degli esordi in Italia e in Europa riassumibile nellespressione Informare. Educare. Intrattenere (John Reith, Direttore BBC). In USA gi forte componente commerciale.

La televisione
I modelli-media di riferimento per la Tv italiana degli esordi: radio, teatro e cinema. Nascono programmi su modelli esistenti, ma anche generi e linguaggi nuovi. Prima fase educativo. Paleotelevisione (1954-1977): Fine pedagogico,

Unico soggetto, la Rai (primo canale programma nazionale 1954, il secondo canale nel 1961, la terza rete nel 1979 con lavvento della concorrenza). Generi definiti e poco spazio alla pubblicit (la pubblicit spettacolo di Carosello 1957-1977). Seconda fase Neotelevisione: la concorrenza, la pubblicit, moltiplicazione dei canali, commistione dei generi, il pubblico.

La pubblicit
La pubblicit televisiva inizialmente deve rispettare delle rigide regole per venire trasmessa. Modello Carosello (1957-1977): spettacolo pubblicitario, dove il prodotto messo in secondo piano rispetto alla narrazione, alle scenette e sketch. Con la Neotelevisione cambia il ruolo e il linguaggio della pubblicit, che diviene rapida, colorata e seducente. Sulla soglia degli anni Novanta nascono anche gli spot dell8x1000 della Chiesa Cattolica Italiana (P. Mascarino, La comunicazione dell8 per mille, in Dizionario della comunicazione; D. E. Vigan, Chiesa, denaro, pubblicit, in corso di pubblicazione).

Focus: spot 8x1000 Chiesa Cattolica


a) Prodotto complesso: dell8X1000 delIrpef. offerte deducibili e destinazione

b) Problema comunicativo (quale strategia?): milioni di persone da informare.


c) Imbarazzo pubblicitario: i valori del Vangelo e il modello della pubblicit commerciale d) Chance della valorizzazione vicaria: mancanza dellOpponente. e) Difficolt: il Destinante anche il primo ricevente dell8x1000: problemi di credibilit (disforia e sineddoche?). Focus: P. Mascarino, La comunicazione dell8 per mille, in Dizionario della comunicazione; D. E. Vigan, Chiesa, denaro, pubblicit, in corso di pubblicazione.

Il Social advertising e lUnconventional


Interessante sviluppo della pubblicit sociale, del Social advertising. Nuove prospettive fornite dalla Rete, da Internet, verso una pubblicit sociale non convenzionale, lUnconventional. P. Peverini: La pubblicit sociale si svincola qui dalla retorica dellaccusa e del pietismo, la forza della campagna pubblicitaria si gioca su un livello pi articolato, scavalca la superficie delle immagini, dei caratteri grafici, dei colori e degli sguardi, attira il lettore nel gioco dialettico dellinterpretazione, riconosce e valorizza la sua intelligenza narrativa (in P. Peverini, M. Spalletta, Unconventional. Valori, testi, pratiche della pubblicit sociale, Meltemi 2009).

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
Testi di riferimento: D. E. Vigan, Dizionario della comunicazione, Carocci, Roma 2009: Approccio: M. Baldini, Storia della comunicazione, pp. 21-37. Ambito: P. Peverini, M. Spalletta, Il fotogiornalismo, pp. XXXX. Focus: P. Mascarico: La comunicazione dell8 per mille, pp. 953-959. Focus: L. Ugolini, Storia della pubblicit, pp. XXXX. Approfondimenti: M. Baldini, Storia della comunicazione, Newton Compton, Roma 1995. M. McLuhan, Gli strumenti del comunicare, Il Saggiatore, Milano 1967.

W. J. Ong, Oralit e scrittura. Le tecnologie della parola, Il Mulino, Bologna1986.


D. E. Vigan, La musa impara a digitare. Uomo, media, societ, Lateran University Press, Roma 2009.