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LA FALCONERIA

DI BOITANO CLAUDIO

SOMMARIO

1 1.1 2 2.1 2.2 3 4 5

Premessa Storia della falconeria Nascita della falconeria in Italia La falconeria nella caccia Alto volo Basso volo Luso dei falchi negli aereoporti Addestramento falchi Alcuni tipi di falchi Conclusioni Fonti documentali

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4 ,5,6 6,7 7,8 9,10,11 11 12,13 13 a 20 21 a 28 29 30

Premessa
Ho scelto questo argomento perch non tutti sanno dei vari utilizzi di queste meravigliose creature che allo stato selvatico si trovano in alcuni ecosistemi, al vertice delle catene alimentari. Negli ecosistemi modificati dalluomo, i rapaci possono talvolta essere dannosi per alcuni allevamenti, arrecando danni peraltro limitatissimi, ma allevati e ammaestrati possono essere molto utili. Con questa tesina ho voluto approfondire e far conoscere alcuni di questi aspetti, dedicando un capitolo a ciascuno. Ma la scelta dellargomento deriva soprattutto dalla mia passione per gli animali e la natura, e in particolare dalla mia ammirazione per questi splendidi dominatori dei cieli.

1 Storia della falconeria


Gli inizi pi lontani, vero, non sono documentati, ma se dopo molti secoli ancora possibile veder cacciare con i falconi i Kirghis e i Basckirs possiamo anche farci unidea da quale parte del mondo provengano queste origini. In quanto al periodo, sembra si tratti addirittura del II millennio a.c. Nelle sconfinate steppe dellAsia e della Mesopotamia, i cavalieri nomadi praticavano la caccia con i falchi, certamente al solo scopo di procurarsi del cibo. Pratica che poi si diffuse rapidamente nel mondo arabo, in Oriente e Occidente, affermandosi presso le trib stanziate negli attuali stati di Iran, Iraq e Siria. Nellampio frammento rimasto della Storia Persiana di Ctsia (sec. V IV a.c.), lo storico greco, che era anche medico di Artaserse II, scrive della caccia con i falconi in India, mentre Aristotele (384 322 a.c.) d invece notizia di questa pratica in Tracia, confermata poi nei secoli successivi da molte testimonianze. Il poeta latino Marziale (40-104) e successivamente Apuleio (125 180), hanno scritto della caccia con i falchi praticata dai romani, anche se lintroduzione della falconeria a Roma stata ufficialmente attribuita ad Audicio, figlio dellimperatore di origine gallica Avito, ucciso nel 456 durante una rivolta. Nel 330 Giulio Firmico Materno cita i nutritores accipitrum, falcorum ceterarumque avium, quae ad aucupia pertinent, il che non lascia certamente dubbi. A prescindere dalleffettivo impiego pratico di questi rapaci, nel mondo occidentale stato da sempre in rilievo lalto valore simbolico sia dellaquila che del falco, che stato anche attributo specifico di alcuni santi, tra cui SantUberto, patrono della caccia. Presso gli antichi Germani la leggenda tramanda il dio Odino che vola al di sopra della Terra in forma di

falco. Aspetti particolari nellantico Egitto dove il falco, e pi specificatamente il pellegrino, era considerato simbolo regale per eccellenza e il suo occhio paralizzava la vittima come lo sguardo del faraone i suoi nemici. Era immagine simbolica del potente dio del cielo Horus e con le sue sembianze erano raffigurate diverse altre divinit. A met del primo Millennio la falconeria, nonostante le limitazioni e le periodiche proibizioni, continua a diffondersi e a rappresentare sempre pi un privilegio della classe signorile. Anche la Chiesa si vede costretta a intervenire e nel Concilio di Agda del 506 proibisce ai sacerdoti la caccia con cani e falchi. Il Brehm, citando una fonte del tempo, d notizia che re Edelberto aveva chiesto allarcivescovo di Magonza Bonifacio (673-754), due falchi addestrati per la caccia alla gru. Anche Carlo Magno (742-814), che fu insuperabile in ogni tipo di caccia, per mettere un po dordine nelle questioni riguardanti i falchi e chi li utilizzava, promulg un famoso editto: Chi ruba un astore addestrato ne dovr restituire uno uguale pi sei scellini. Stessa cosa per uno sparviero, ma con uno scellino e per un falco da caccia pi tre scellini. Secondo un editto di Edoardo III Re dInghilterra, il furto di un astore veniva punito con la morte, mentre quello di un nido costava un anno e un giorno di carcere. Ma la pi antica e vera legge sui falchi da caccia, che considerava anche gli aspetti marginali, dellanno 818, in un capitolare di Ludovico il Pio. Molto articolato e completo, imponeva il rispetto di regole precise. Riguardo al periodo anche necessario tener presente un altro importantissimo aspetto. In ambito alto medioevale, la caccia veniva considerata come efficace e funzionale metodo per educare alla severa morale della guerra i giovani aristocratici. Usando le stesse armi e molto coraggio, ogni incontro con cinghiali, orsi e lupi si trasformava in
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un pericoloso combattimento, qualche volta finito tragicamente. E successo, tra i tanti, a Liutprando da Cremona, Bonifacio di Canossa e al primogenito di Carlo il Calvo. Chi invece praticava la caccia senza dover dimostrare niente e tanto meno dare prova di coraggio, erano i rustici, i quali, non essendogli ancora stata preclusa, la esercitavano con tutti i mezzi possibili: trappole, reti, lacci, bastoni e quantaltro potesse tornare utile. Tutte cose, ovviamente, non degne di un nobile, anche se qualche eccezione c stata. Enrico I (876-936), capostipite della dinastia Sassone, fu soprannominato lUccellatore proprio per la sua passione di cacciare selvaggina minuta con le reti e con i falchi. Eletto al trono di Germania abbandon questo suo divertimento per diventare un grande cacciatore e valentissimo falconiere. Le notizie di quel periodo riportano una quantit di nomi importanti. Tra questi, in un poema di Ermoldo Nigello, viene esaltata la straordinaria abilit venatoria di Ludovico il Pio, che preferiva cacciare in autunno perch i selvatici erano pi aggressivi, e dei suoi figli Lotario e Carlo il Calvo.

1.1 Nascita della falconeria in Italia.


La falconeria nasce come forma di caccia, ma oggi diventata anche un lavoro, non solo nel caso degli spettacoli in parchi o piazze, ma anche quando i rapaci vengono usati per allontanare gli uccelli dai monumenti o dagli aeroporti. La falconeria in Europa ebbe un momento di particolare fortuna nel Medio Evo e lapice fu raggiunto sotto il regno dellimperatore Federico II, autore di un trattato dal titolo De arte venandi cum avibus (sullarte di cacciare con gli uccelli), che tratta approfonditamente i sistemi di allevamento, addestramento e impiego dei rapaci nella caccia. E fu sempre Federico II ad inventare il cosiddetto cappuccio, il rivestimento che consente di mantenere al buio i rapaci facilitando cos laddestramento: in precedenza si praticava la
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cigliatura e non erano pochi i falchi che morivano a causa di infezioni. La caccia con il falco in Italia regolamentata dalla legge 157 dell11 febbraio 1992 dove il falco stato inserito tra i mezzi di caccia consentiti, quindi per cacciare con il falco occorre essere muniti di regolare licenza di caccia, mentre per il volo libero no.

2 La falconeria nella caccia


Per cacciare col falco, occorre essere in possesso del porto d'armi uso caccia e di conseguenza della Licenza di caccia e dell'assicurazione. La caccia col Falco in Italia regolamentata dalla Legge dell' 11 febbraio 1992, n.157che indica le Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio. L'articolo 13 della suddetta legge, determina i Mezzi per l'attivit Venatoria. A noi interessa particolarmente il secondo comma : " E' consentito, altres, l'uso del fucile a due o tre canne (combinato), di cui una o due ad anima liscia di calibro non superiore al 12 ed una o due ad anima rigata di calibro non inferiore a millimetri 5,6, nonch l'uso dell'arco e del falco". Nell'attivit venatoria consentito anche luso dei falchi, esclusivamente appartenenti alle seguenti specie: a) Pellegrino (Falco peregrinus); b) Smeriglio (Falco columbarius); c) Astore (Accipiter gentilis); d) Sparviere (Accipiter nisus). 1. L'uso dei falchi, come mezzo di caccia, consentito esclusivamente con esemplari appartenenti ad una delle specie elencate all'articolo 21, comma 2, e provenienti da allevamenti nazionali od esteri di

provata seriet, oppure legalmente importati da quei paesi ove la cattura e l'esportazione sono permesse, ma strettamente controllate, nell'osservanza della convenzione di Washington ai sensi della legge 19 dicembre 1975, n. 874. 2. I possessori di falchi per uso di caccia debbono farne notifica alla Regione, tramite la provincia competente per territorio, entro e non oltre tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. 3. La Regione, tramite le province competenti per territorio, provvede al marcaggio degli esemplari detenuti con contrassegni inamovibili e numerati forniti dall'INFS, ed alla redazione di una scheda in quadruplice copia, fornita anch'essa dall'INFS, nella quale sono riportate tutte le notizie relative all'identificazione dei diversi esemplari. Una copia di detta scheda viene archiviata presso la Regione, una presso la competente provincia, una copia inviata all'INFS ed una copia viene rilasciata al possessore del rapace. 4. Le eventuali variazioni di consistenza devono essere denunciate, entro dieci giorni, alla Regione ed alla provincia competente per territorio, con la specificazione del soggetto e dei motivi della variazione verificatasi e degli esemplari cui tale variazione si riferisce. 5. All'atto della denuncia il possessore deve esibire la documentazione che dimostra la provenienza degli eventuali nuovi esemplari detenuti e la destinazione di quelli non pi presenti, fatta salva la denuncia di perdita dell'animale. Tale documentazione deve essere conservata dal possessore del falco. 6. Vengono considerati detenuti illegalmente e sequestrati, fatte salve le altre sanzioni previste a termine di legge, i falchi privi di contrassegno e/o

per i quali manchi la documentazione di provenienza. 7. I rapaci sequestrati dovranno, nel pi breve tempo possibile, essere consegnati all'INFS, che provvede, seguendo programmi anche coordinati con altri enti o associazioni, al loro reinserimento in natura o al loro utilizzo per finalit scientifiche. 8. L'esercizio al volo dei falchi consentito nelle zone addestramento cani e all'interno delle aziende faunistico-venatorie ed aziende agro-turisticovenatorie, previa autorizzazione del titolare gestore.

2.1 Lalto volo


La falconeria d'alto volo senza dubbio spettacolare perch riuscire a vedere un falco pellegrino che scende in picchiata verticale ad ali chiuse ai 250 Km su una preda una esperienza mozzafiato e unica. Generalmente l'azione di caccia si sviluppa come segue: si libera il cane sul territorio di caccia con il falco incappucciato sul nostro pugno; quando il cane in ferma, si scappuccia il falco il quale con un volo circolare prende quota sulla nostra testa. Quando il nostro compagno di caccia ha raggiunto la sua quota abituale, si f alzare il fagiano che inizia a volar via. Di norma le prede vengono raggiunte in volo, con una picchiata rapidissima che si conclude con un violento colpo di artigli sulla vittima, che precipita e viene recuperata a terra (PICCHIATA). In altri casi il falco insegue la preda poco al di sotto di essa, sfruttando il suo angolo morto di visuale, cosicch quando la raggiunge, la sorprende e l'afferra con gli artigli in volo (PRESA). Altre volte il falco dopo una breve picchiata e una rapida cabrata colpisce la preda con un violento colpo di sterno in volo (STOCCATA).

Pur essendo assai abile la percentuale degli insuccessi piuttosto alta, fino al 60%, quindi spesso se la preda in perfetta forma fisica riesce a fuggire. Ovviamente siccome questo sport dipende da molteplici fattori quali forma fisica e muscolare del nostro atleta, peso di volo, temperatura climatica, agenti atmosferici che insieme contribuiscono a rendere buono il volo del falco, non sempre si assiste a questi spettacoli... Ma giusto che sia cos poich diventerebbe uno sport monotono e ripetitivo, sarebbe come far volare un aereo radiocomandato o pescare un pesce ogni qualvolta si butta l'amo in acqua; a noi va bene cos anzi oserei dire che sono le molteplici difficolt che incontriamo durante l'addestramento che ci fanno apprezzare a pieno un buon volo. Quando si vede un falco che parte dal pugno del falconiere per prendere il volo, dentro di noi scorre sempre un brivido; pu succedere che il falco si allontani con un "Dritto" da pelle accapponata per poi vederlo tornare verso di noi a grande altezza e centrarsi come un orologio sulla nostra testa, altri sono molto pi tranquilli e non si fanno prendere dalle distrazioni (spesso colombi sui tetti delle cascine lontani da noi) e dopo un breve volo iniziano subito a montare fino a raggiungere in pochissimo tempo la perfetta posizione di volo. I falchi di alto volo sono: il girifalco, il pellegrino, il lanario, il sacro, lo smeriglio, il falco della prateria. Oltre ai tradizionali falchi da alto volo appena citati, da non molto gli allevatori hanno iniziato a incrociare i vari falchi con stazza, carattere, aggressivit, qualit del volo diversi fra loro in modo da generare un ibrido con caratteristiche intermedie al fine di ottenere un falco "specializzato" per un tipo di volo.

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Quelli che hanno ottenuto pi successo sono: girifalco x pellegrino,girifalco x sacro, girifalco x smeriglio, pellegrino x smeriglio.

2.2 Basso volo


Il genere degli "Accipiter" (Astre e Sparvieri, genricamente indicati come "Falchi") comprende rapaci utilizzati in falconeria per predare volatili e piccoli mammiferi da centinaia di anni. L'astore il pi utilizzato ma si ricorre anche allo Sparviere di Cooper o allo Sparviere eurasiatico. pellegrino in alto volo

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3 Uso dei falchi negli aereoporti


E un valido mezzo utilizzato negli aeroporti per risolvere il problema degli uccelli che stazionano per periodi pi o meno lunghi allinterno di perimetri aerei e terrestri degli aeroporti. Tali volatili possono danneggiare gravemente aerei e in primo luogo i passeggeri, basti pensare alla tragedia avvenuta il 1 giugno 2003 allaeroporto di Linate (MI), quando un aerotaxi si schiant contro un capannone industriale dopo che uno dei motori del velivolo risucchi alcuni piccioni di uno stormo subito dopo il decollo, provocando la morte dei due piloti. Il fenomeno di risucchio di uccelli nei motori degli aerei provoca grossi e frequenti incidenti. La media alta anche in Italia, negli Stati Uniti circa 1500 scontri lanno. Gli aeroporti, essendo territori in cui la caccia vietata e dove le uniche fonti di disturbo per gli uccelli sono gli aerei e gli addetti ai lavori, favoriscono linsediamento di grossi gruppi di volatili che l trovano habitat favorevoli alla nidificazione e alla nutrizione dei piccoli. laeroporto per sua natura come una riserva naturalistica. Gli uccelli pi frequenti sono corvi, piccioni e gabbiani. Sono stati utilizzati vati sistemi per allontanarli come cannoncini che sparano a salve, ultrasuoni e registrazione di versi di rapaci con le loro sagome artificiali a bella vista, ma con scarsi risultati: dopo poco gli uccelli si abituano. ma c una soluzione: in molti aeroporti di tutto il mondo e solo in alcuni di quelli Italiani, si utilizzano i falchi da Falconeria, in media per aeroporto ne sono sufficienti 10-12 e vengono utilizzati a turno e in base al tipo di problema. I pi utilizzati sono le femmine di falchi sacri, pellegrini, girifalchi, loro ibridi e in certi casi astori e poiane di Harris. Il falconiere in stretto contatto via radio con la torre di controllo, che una volta avvistato lo stormo comunica al falconiere la zona di sgombero e

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qui entra in azione il falco che, lanciato in aria, rotea e sinnalza sopra al punto spaventando lo stormo che cos viene allontanato, mentre il falco viene richiamato al logoro dal falconiere e larea cos sgombra. Se gli uccelli non si allontanano vengono attaccati dal falco che cos li disperde.

4 Addestramento dei falchi


L'addestramento dei rapaci diurni pu essere classificato in diverse tipologie a seconda del tipo di falconeria che si vuole praticare: 1) Addestramento alla caccia (falconeria classica) 2) Addestramento al logoro (falconeria alternativa) 3) Addestramento professionale al Bird-control 4) Addestramento per spettacoli. Le basi e i principi generali di tutte queste tipologie sono gli stessi, quello che cambia la parte finale dell'addestramento, che sar la "specializzazione". Dunque l'addestramento di un rapace pu essere suddiviso in due grandi fasi: A) Addestramento di base B) Addestramento di specializzazione L'addestramento di base consiste a sua volta in varie fasi oppure pu essere suddiviso in funzione degli obiettivi che si prefigge Obiettivi: A) Ammansimento e conoscenza del pugno B) Condizionamento al pugno
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C) Condizionamento al fischio D) Addestramento al logoro E) Fitness, muscolatura e preparazione tecnica del rapace Fasi: A) Ammansimento e conoscenza del pugno B) Condizionamento al fischietto C) Addestramento al pugno in indoor (cio in ambiente interno, chiuso) D) Addestramento al logoro in indoor E) Esercizi al pugno in filagna in outdoor (cio in ambiente esterno, all'aperto) F) Esercizi al logoro in filagna in outdoor G) Esercizi al pugno in libert H) Esercizi al logoro in libert F) Fitness, muscolatura e preparazione tecnica del rapace L'addestramento sar lo strumento attraverso il quale otterremo il nostro risultato e cio i voli liberi (caccia, voli al logoro, controllo di uccelli nocivi o spettacoli), mentre l'allenamento (fitness e muscolatura) sar il passaggio successivo all'addestramento: servir per mantenere freschi nella mente gli esercizi al rapace, servir per fargli fare esperienza (fondamentale) e servir per muscolarlo bene e fargli guadagnare una buona fitness. Infine, un ultimo concetto: ovvio che addestramento, voli liberi e allenamento sono i
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nostri obiettivi, ma la falconeria non solo questo! Tutta una serie di altre tecniche, pratiche e gesti circonder queste fasi attive, bisogner alloggiare l'animale, alimentarlo, curarlo, mantenerlo in buona salute fisica e psichica. Riassumendo, le componenti dell'addestramento di base di un rapace sono: 1) Non avere paura del falconiere: questo si ottiene con la fase di "ammansimento" del rapace (che per gli imprintati sar praticamente automatica) ed fondamentale perch permetter al falconiere di recuperare il rapace dopo una cattura o di recuperarlo dopo il fallimento di una cattura. Quando un Astore insegue e cattura un fagiano il falconiere dovr potersi avvicinare al rapace e recuperarlo (oltre che recuperare la preda) senza che questo si spaventi e voli via (come farebbe un rapace selvatico). 2) Venire al pugno e al logoro: questo passaggio fondamentale per recuperare il rapace quando fallisce una preda. Infatti buona parte dei voli degli attacchi che il rapace far andranno a vuoto, a questo punto l'uccello potr continuare a volare (se un Falco d'alto volo) o poggiarsi da qualche parte, ed in questo momento fondamentale l'addestramento al pugno e al logoro per richiamarlo e recuperarlo. 3) Fare esperienza nelle tecniche di volo e di caccia: i rapaci sanno gi volare e cacciare per istinto, o, meglio, hanno un istinto naturale a farlo ma, ovviamente, hanno bisogno di perfezionare al meglio le loro tecniche, di fare esperienza. Un giovane falco appena involatosi dal nido, sapr volare a malapena, non sar ancora in grado di controllare al meglio la propria aerodinamica, le ali e le tecniche di atterraggio, non sapr gestire il vento e le correnti termiche, ma se si osserva un giovane falco dopo 3 mesi dall'involo, si potr notare che le sue capacit di volo sono nettamente
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migliorate: adesso il rapace riesce a volare in qualsiasi condizione di tempo, ha gi esperienza nelle picchiate e nelle virate, sapr gestire il vento e le correnti termiche a proprio favore e cos via. Lo stesso dicasi per le tecniche di caccia: un giovane rapace alla vista della sua prima preda non sapr probabilmente neanche da che parte prenderla. Un rapace adulto, quindi con una esperienza di gran lunga maggiore, conoscer minuziosamente le tattiche di attacco e cattura, sar in grado di valutare con una certa precisione se una preda attaccabile o se non ne vale la pena, sapr in che modo dovr agganciarla e con quale tattica in funzione del tipo di preda, della sua posizione rispetto a lui, della sua velocit ecc. E' dunque fondamentale che il falconiere consenta al rapace di fare esperienza, il rapace deve plasmare con l'esperienza quelle "istruzioni genetiche per il volo e per la caccia" scritte (in maniera molto sintetica) nel suo DNA di uccello (e dunque volatore) predatore. Il falconiere non deve (e comunque non potrebbe!!!) insegnare al rapace a volare o a cacciare, il rapace impara da solo, sbagliando e facendo tentativi, l'importante che il rapace ne abbia la possibilit e questo dipende dall'esperienza che il falconiere gli permetter di fare. La procedura di base per addestrare un rapace richiederebbe molto pi spazio per essere descritta nei dettagli, le varianti e i problemi che si possono incontrare sono numerosi e un testo sintetico non in grado di affrontarli tutti. In linea generale comunque l'addestramento di un rapace si basa su alcuni principi etologici e fisiologici che vengono brevemente descritti di seguito: 1) Imprintig: L'imprinting quel processo attraverso il quale un animale memorizza quasi in maniera indelebile tutto ci che lo circonda a partire da quando apre gli occhi dopo la nascita e per un periodo variabile nella durata da specie a specie.

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In realt questa definizione troppo vecchia e gli ultimi studi stanno dimostrando che la durata dell'imprinting si allunga fino a quasi tutta la vita dell'animale e che esso anche reversibile. Sicuramente in giovane et un animale molto pi portato a "legarsi" alle persone e dunque la prima fase di addestramento (ammansimento) pu essere praticamene saltata se si parte con un rapace giovane. 2) Assuefazione: Si parla di adattamento, assuefazione o "abituazione" quando, alla presenza costante di uno stimolo, non si ha pi risposta. Con un esempio si capir meglio: se avete appena ricevuto il vostro falco e lo mettete sul pugno, probabilmente se cercherete di accarezzarlo lui avr paura e cercher di beccarvi; ma se ripeterete costantemente questo stimolo tutti i giorni, pian piano, il rapace si abituer allo stimolo e non reagir pi, anche perch avr capito che quella mano che vuole accarezzarlo non rappresenta un pericolo. Questo processo di adattamento agisce esponendo il rapace a stimoli cos continui e costanti che l'animale cessa di rispondere a essi. 3) Condizionamento: Il condizionamento psicologico lo strumento pi potente che il falconiere solitamente utilizza per addestrare un rapace. Il principio del condizionamento si basa sul concetto di "premio" e di "collegamento". Fu l'etologo Pavlov a studiare per primo questo fenomeno partendo da un semplice esperimento: ogni volta che il cane aveva fame e lui gli forniva del cibo, emetteva un fischio particolare. Nel cane, col tempo, si crea una "associazione" tra il fischio ed il cibo, per cui se il cane udiva il fischio, in lui iniziava una reazione di salivazione. Su questo esperimento di Pavolv si basa per esempio il condizionamento dei rapaci al fischietto. Facciamo un altro esempio: per ottenere un salto sul pugno, metteremo del cibo (stimolo) sul nostro pugno ed inviteremo il rapace a saltarvi sopra avvicinandoci a
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lui, facendogli chiaramente vedere il bocconcino sul pugno, magari facendogli dare qualche beccata; una volta che il rapace ha compiuto il primo salto sul pugno, saranno avvenute due cose: 1) il rapace ha "collegato" che saltando sul pugno avr del cibo e 2) il rapace ha capito che per avere il suo premio (cibo) dovr saltare sul pugno. 4) Fisiologia alimentare: il fulcro su cui lavora il falconiere per incitare il rapace a saltare sul pugno o a ritornare quando viene richiamato ma anche ad attaccare una preda (vera o simulata) durante i voli liberi la fame. Ogni animale ha dei cicli fisiologici che alternano la sensazione di fame che viene percepita molte ore dopo aver assunto un pasto alla sensazione di saziet che viene percepita subito dopo aver mangiato. Il falconiere sfrutta questi cicli fisiologici per incitare il falco durante l'addestramento a volare sul pugno o sul logoro quando viene richiamato. Per incoraggiare il rapace ad eseguire gli esercizi di salto sul pugno si sfrutta il momento in cui esso ha fame (cio, nel ciclo fisiologico, il momento in cui il rapace ha completamente digerito l'ultimo pasto e il suo organismo richiede nuovamente del cibo). Il processo di addestramento molto graduale: si parte abituando il rapace a mangiare il cibo sul pugno, si prosegue facendogli compiere dei saltelli da brevissima distanza sul pugno per avere il cibo e col tempo si allunga la distanza dei salti al pugno fino anche a svariate centinaia di metri. La gestione alimentare dei rapaci e del loro peso svolge dunque un ruolo fondamentale nel loro addestramento ed la fase in cui il neofalconiere pu fare degli errori che possono danneggiare il falco oppure possono provocarne la fuga durante i voli liberi. Il rapace deve essere pesato quotidianamente, anche due o tre volte al giorno, ed il suo peso deve essere registrato su un apposito diario (il "diario del falconiere"); attraverso il controllo del peso il falconiere capir quando il rapace grasso, quando
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in buona forma fisica e quando sar troppo magro, individuer il "peso di volo" cio il peso al quale il rapace offre le migliori performance di volo e di caccia mantenendo un buon margine di sicurezza che ne garantisce il ritorno se richiamato. Quando si inizia ad addestrare un rapace dunque, la prima cosa da fare pesarlo; se il rapace fino a quel momento stato alimentato "ad libitum" cio ha sempre mangiato abbondantemente, sicuramente esso si trover nel suo peso massimo (grasso); il falconiere user questo peso come riferimento per la gestione successiva; a questo punto verr ridotta la razione alimentare, a piccoli passi e, di conseguenza, nel giro di qualche giorno, anche il peso del rapace inizier a ridursi ed il suo livello di fame sar leggermente maggiore. A questo punto si pu iniziare a tentare di insegnare il primo semplice esercizio al rapace: il salto sul pugno; se dopo i primi tentativi il rapace non risponde bene, si abbasser ulteriormente il suo peso e si riprover il giorno dopo. E' importante agire con molta calma e pazienza, e non abbassare repentinamente il peso del rapace. La regola generale dice che il peso ideale per l'addestramento, il volo libero e la caccia, di circa il 10-15 % inferiore al peso "grasso" (cio quello massimo) del rapace. I pesi di volo non sono universali ma cambiano da specie a specie, da individuo a individuo e anche da stagione a stagione e da anno in anno. L'addestramento di un rapace avviene dunque in maniera graduale: per prima cosa bisogna ammansire il rapace, abituandolo a stare sul pugno, mangiare sul pugno, farsi incappucciare e toccare e non avere paura del falconiere. Successivamente, usando la gestione della fame e il condizionamento si insegna al rapace a saltare sul pugno, da distanze via via maggiori in un ambiente chiuso e contemporaneamente lo si condiziona anche al fischietto (ogni volta che si richiama il rapace sul pugno offrendogli del cibo il falconiere fischia col

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fischietto per fare associare questo suono al cibo nella mente del rapace). Dopo gli addestramenti in locale chiuso (indoor) si passa all'addestramento all'aperto, ripetendo sempre gli esercizi di richiamo al pugno e fischietto, ed utilizzando la filagna cos da evitare fughe. Sempre usando la filagna si addestra il rapace anche al logoro. Quando il rapace imparer a venire al pugno e al logoro in filagna da distanze molto elevate, sar pronto per fare i primi voli completamente libero. A questo punto l'addestramento di base terminato e si passer all'addestramento di specializzazione. Nella falconeria classica, il volo di specializzazione consiste nell'addestrare il rapace alla caccia; in questo caso il falconiere imita ci che avviene normalmente in natura, cio abitua il rapace gradualmente alla predazione, dapprima fornendogli prede intere morte, successivamente offrendogli prede vive ma in voliera (quindi facilitando il rapace) e quindi offrendogli prede vive in libert. Questo quanto avviene anche in natura: infatti, per esempio, i falchi pellegrini dapprima nutrono i loro pulcini con pezzetti di carne delle prede, successivamente forniscono loro prede intere appena uccise, quindi li addestrano lanciando loro prede appena ferite ed infine li abituano a cacciare prede in piena libert.

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6 Alcuni tipi di falchi


Falco pellegrino Il falco pellegrino ha una lunghezza compresa tra 34 e 58 cm, e un'apertura alare di 80-120 cm. Maschi e femmine hanno piumaggio simile ma, come in molti altri rapaci, sono caratterizzati da un marcato dimorfismo sessuale per cui le femmine sono circa il 30% pi grandi dei maschi. Il peso varia quindi dai 440-750 g dei maschi, ai 910-1500 g delle femmine. Le fluttuazioni dei valori tengono conto anche delle sottospecie.

Caratteristiche fisiche Maschio Dimensioni 34 - 46 cm Femmina 46 - 58 cm

Apertura alare 80 - 100 cm 104 - 120 cm Peso 440 - 750 g 910 - 1 500 g

Il dorso e le ali appuntite degli adulti sono solitamente di un colore che va dal nero bluastro al grigio ardesia, con alcune striature caratteristiche delle sottospecie. La punta delle ali nera. La parte inferiore striata con sottili bande marrone scuro o nere. La coda, dello lo stesso colore del dorso ma con striature nette, lunga, sottile e arrotondata alla fine con una punta nera e una banda bianca a ciascuna estremit. La testa nera contrasta con i fianchi chiari del collo e la gola bianca. La "cera" del becco e le zampe sono gialle, mentre il becco e gli artigli sono neri. La punta del

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becco ha un intaglio, risultato di un adattamento biologico, che permette al falco di uccidere le prede spezzando loro le vertebre cervicali del collo. I giovani immaturi sono caratterizzati da un colore pi bruno con parti inferiori striate che invece che barrate; la "cera" e l'anello orbitale blu pallido

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Smeriglio Lo smeriglio lungo 2433 cm ed ha un'apertura alare di 5067 cm. Rispetto agli altri piccoli falchi, ha costituzione pi robusta e pesante. In media i maschi pesano 165 g e le femmine circa 230 g. Tuttavia, vi sono notevoli variazioni di dimensioni, sia a seconda delle zone dell'areale che - specialmente nelle popolazioni migratrici - del periodo dell'anno. Le dimensioni, quindi, possono variare tra i 150 e i 210 g per i maschi e tra i 190 e i 255 g per le femmine. Il dimorfismo sessuale tipico di molti rapaci; permette a maschi e femmine di catturare prede diverse e consente cos alle coppie riproduttive di occupare territori pi piccoli.

Un giovane esemplare di smeriglio Lo smeriglio maschio ha il dorso generalmente grigio-azzurro, ma a seconda delle sottospecie assume toni variabili dal quasi nero al grigio argento. Le regioni inferiori variano dal camoscio all'arancione e possono essere pi o meno marcate da strisce di colore variabile dal nero al marrone-rossastro. Le femmine e i giovani hanno il dorso variabile dal grigio-brunastro al marrone scuro e il ventre camoscio-biancastro macchiato di
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marrone. Tranne che per una sottile striscia sopracciliare biancastra e per dei baffi scuri poco appariscenti - scarsamente visibili sia negli esemplari pi chiari che in quelli pi scuri -, la faccia dello smeriglio meno screziata di quella della maggior parte degli altri falchi. I nidicoli sono ricoperti da un piumino camoscio chiaro che si fa pi bianco sul ventre.

Il caratteristico piumaggio di un esemplare maschio (probabilmente appartenente alla sottospecie F. c. pallidus) svernante nelPiccolo Rann di Kutch del Gujarat (India). Le remiganti sono nerastre e la coda presenta solitamente 3-4 larghe bande, anch'esse nerastre. Gli esemplari maschi di colore molto chiaro presentano bande grigie solo leggermente percettibili, mentre quelli di colore pi scuro hanno bande cos larghe che sembra che la loro coda sia segnata da sottili strisce pi chiare. In tutti gli smerigli, tuttavia, l'estremit della coda nera con una sottilissima striscia bianca sul margine esterno; molto probabilmente quest'aspetto della coda costituisce una caratteristica plesiomorfica di tutti i

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falchi. Ciononostante, la colorazione della coda abbastanza differente da gran parte delle specie simili, ricordando solamente quella del falco aplomado (F. femoralis) e (negli esemplari chiari) di alcuni gheppi veri e propri. Gli occhi e il becco sono scuri; la cera gialla, cos come le zampe, munite di artigli neri. I maschi americani di colore chiaro possono assomigliare al gheppio americano (F. sparverius, che, nonostante il nome, non un gheppio vero e proprio), ma hanno il dorso e la coda grigi invece che marrone-rossastro. Quelli europei, invece, si distinguono dai gheppi per il colore marrone delle ali. Nel nord dell'Asia meridionale, i maschi svernanti possono essere confusi con il falco collorosso (F. chicquera) se, in volo, non sono visibili la testa (rossa sulla sommit in F. chicquera) o il dorso (finemente barrato di nero in F. chicquera). astore Gli astori sono uccelli rapaci di medie dimensioni, la loro lunghezza corporea di circa 4663 cm, la loro apertura alare va dagli 89 ai 122 cm. Il peso tra i 0,52 kg nei maschi pi piccoli e i 2,2 kg nelle femmine pi grandi. L'apertura ampia da ricondursi al notevole aumento di dimensioni e di peso da sudovest a nord-est e al notevole dimorfismo sessuale in rapporto alla dimensione del corpo (regola di Bergmann). La femmina pi o meno grande come una poiana, il maschio evidentemente pi piccolo. E cos nell'est della Germania i maschi adulti pesano nella media 724 g, le femmine adulte 1133 g, la lunghezza dell'ala dei maschi adulti in media di 314 mm, delle femmine di 353 mm. Le ali sono relativamente corte, ampie e arrotondate nelle punte, la coda relativamente lunga. Queste caratteristiche sono tipiche per i rappresentanti prevalentemente silvestri del genere Accipiter, non permettono loro una grande

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velocit in volo, ma una buona mobilit in uno spazio ristretto. Gli adulti degli astori sono marronigrigiastri (o bruno-lavagna) nelle parti superiori, le guance sono scure, il sopracciglio bianco, mentre le parti inferiori sono bianche con una bordatura laterale marrone scura. I piccoli sono marroncini sulla parte superiore fino alla muta, nella parte inferiore gialli chiari, gialli, beige, arancioni o color salmone con un motivo a righe o a gocce. Il piumaggio maggiore mostra in tutti i vestiti un'evidente bordatura su uno sfondo dal bianco al marrone beige, negli uccelli giovani invece su uno sfondo giallastro. Le gambe sono gialle, come anche la pelle del becco. L'iride degli occhi negli uccelli giovani gialla chiara, diventa sempre pi rossa con l'et e negli uccelli anziani va dall'arancione fino al rosso ciliegia. Il motivo del piumaggio molto simile in entrambi i sessi, i maschi adulti sono leggermente pi bluastri nella parte superiore e mostrano una coloritura del capo un po' pi ricca di contrasto delle femmine.

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sparviere In confronto alla sottospecie tipo (A. nisus nisus), lo sparviere della Corsica ha un piumaggio pi scuro, dimensioni minori e barrature orizzontali del petto e dei fianchi pi fitte. Il maschio adulto ha il piumaggio con una colorazione scura di colore ardesia nelle parti dorsali, tendente al bruno sulla coda. Sono presenti alcune fasce scure trasversali sulle timoniere, terminanti con un apice bianco. Sulle regioni ventrali (gola, petto, ventre, calzoni) prevale la colorazione bianca. La gola mostra delle striature scure, le altre parti mostrano una fitta barratura orizzontale bruna, che in volo di presenta di colore arancio. Il sottocoda bianco e la coda mostra le stesse bande trasversali scure della parte dorsale, alternate al bianco. La femmina si differenzia principalmente per la colorazione grigio-bruna, con tonalit tendenti al castano nella coda; il capo ha un sopracciglio bianco e la nuca con striature bianche; la barratura ventrale leggermente accennata anche nel sottocoda. Il becco nero-bluastro, con cera gialla, le zampe gialle. Il giovane ha una colorazione che tende al marrone, con testa pi chiara rispetto all'adulto. Le parti ventrali hanno tonalit biancastre, con barratura orizzontale scura meno fitta e pi irregolare rispetto all'adulto. In merito alla taglia, le femmine sono pi grandi, delle dimensioni di un gheppio, e maschi pi piccoli di circa un terzo. L'apertura alare varia dai 55 ai 70 cm. Le ali sono ampie e arrotondate. Il volo caratterizzato da battiti rapidi alternati a brevi planate e volteggi. Nella planata e nel volteggio le ali sono tenute piatte e orizzontali, leggermente protese in avanti, la coda poco aperta o completamente chiusa.

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Conclusioni
Questa arte di allevare rapaci , poco sviluppata in Italia a parte alcune regioni come la toscana , dopo aver approfondito largomento con questa tesina,sono giunto alla conclusione che la falconeria unattivit con ampie prospettive di sviluppo. Prima di tutto rappresenta unattivit ricreativa che mette luomo in rapporto con unanimale selvatico e lo spinge ad allargare la propria conoscenza nella natura e a mettere in discussione il proprio rapporto con gli altri esseri viventi. La falconeria pu rappresentare unattrattiva turistica notevole unattivit economica che pu contribuire allo sviluppo di alcune rurali e montane . Inoltre la falconeria trover sviluppo forse ancora maggiore per applicazioni non ricreative. Sicuramente il bird control si diffonder maggiormente negli aereoporti, risultando ad oggi il sistema pi efficace. Probabilmente il controllo degli uccelli attraverso i rapaci trover altre applicazioni, ad esempio nella lotta biologica in agricoltura e nella salvaguardia dei centri storici.

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Fonti documentali.
www.falconeriaitaliana.com/ it.wikipedia.org/wiki/Falconeria video enciclopedia illustrata della caccia www.falconeriamaestra.it/ www.falconeria.org

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