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Storia della matematica - Wikipedia it.wikipedia.org Storia della Matematica orianapagliarone.it

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Storia della matematica - Wikipedia

it.wikipedia.org Illustrazione degli Elementi di Euclide. Una figura magistrale femminile, probabilmente allegorica, insegna la geometria a dei discepoli (1309-1316 circa). Larea di studio nota come storia della matematica riguarda le indagini sullorigine e levoluzione delle scoperte matematiche e sui metodi e le notazioni matematiche del passato. La parola matematica deriva dalla parola greca (mthema) che significa conoscenza o apprendimento; (mathematiks) significava invece appassionato del conoscere. Oggi il termine si riferisce ad un corpo di conoscenze tendenzialmente ben definito che riguarda lo studio dei problemi concernenti quantit, forme spaziali, processi evolutivi e strutture formali, studio che si basa su definizioni precise e procedimenti deduttivi rigorosi. Lattivit svolta dai matematici moderni molto diversa da quella dei primi matematici delle civilt antiche. Inizialmente la matematica si bas sul concetto di numero, concetto sviluppatosi nella preistoria. La matematica stata una tra le prime discipline a svilupparsi. Evidenze archeologiche mostrano la conoscenza rudimentale di alcune nozioni matematiche molto prima dellinvenzione della scrittura. I testi matematici pi antichi provengono dallantico Egitto, nel periodo del Regno di mezzo, (2000-1800 a.C. ca., papiro di Mosca), dalla Mesopotamia, (1900-1700 a.C. ca, tavoletta Plimpton 322) e dallIndia, (intorno all800 a.C.-200 D.C., Sulba Sutras). Tutti questi testi toccano il cosiddetto teorema di Pitagora, che sembra essere il pi antico e diffuso risultato matematico che va oltre laritmetica e la geometria elementari. Un aspetto importante della storia della matematica consiste nel fatto che essa si sviluppata indipendentemente in culture completamente differenti che arrivarono agli stessi risultati. Spesso un contatto o una reciproca influenza tra popoli differenti ha portato allintroduzione di nuove idee e a un avanzamento delle conoscenze matematiche. A volte si vista invece una decadenza improvvisa della cultura matematica presso alcuni popoli che ne ha rallentato lo sviluppo. La matematica moderna ha invece potuto avvalersi dei contributi di persone di tutti i paesi.

Matematica primitiva
Prima che apparissero i primi documenti scritti si trovano disegni che testimoniano conoscenze della matematica e della misurazione del tempo basata sullosservazione delle stelle. Altri artefatti preistorici scoperti in Africa e Francia, datati tra il 35.000 a.C. e il 20.000 a.C., indicano i primi tentativi di quantificazione del tempo. Si suppone che i primi conteggi coinvolgessero donne che registravano i loro cicli mensili o le fasi lunari. Parallelamente si and sviluppando il concetto di numero: probabile che le prime considerazioni riguardassero i branchi di animali e la distinzione tra i concetti di uno due e molto, come ancor oggi fanno gli zulu, i pigmei africani, i nativi delle Isole Murray, i kamilarai australiani, e i botocudos brasiliani. Altre popolazioni sono in grado di aumentare la capacit di conteggio visivo ricorrendo alluso, secondo un preciso ordine, di parti del proprio corpo, arrivando in tal modo a contare fino a 17, 33, 41 in funzione dei riferimenti corporali utilizzati. Sul piano fisiologico sembrerebbe che la capacit di percepire visivamente, senza dover contare, il numero di elementi si fermi a quattro. significativo al riguardo che in taluni linguaggi vi sia la declinazione delle forme al singolare, duale, triale, quattriale e plurale; anche in latino solo i primi quattro numeri (unus, duo, tres, quatuor) sono declinabili. Alcuni esperimenti effettuati sulle cornacchie indicano

la capacit di distinguere fino a quattro elementi di un insieme. Successivamente tali concetti si palesarono con tacche e incisioni. Si andavano sviluppando anche le prime, semplici nozioni geometriche. I paleontologi hanno scoperto rocce di ocra in una caverna del Sud Africa adornate di configurazioni geometriche che risalgono al 70.000 a.C. Losso dIshango, ritrovato nellarea delle sorgenti del Nilo (nord est del Congo), presenta delle incisioni che potrebbero indicare una primitiva conoscenza della sequenza dei numeri primi. Monumenti megalitici che in Egitto risalgono fino al V millennio a.C. e in Inghilterra e Scozia a partire dal III millennio a.C., con il loro disegno concretizzano idee geometriche come quelle di cerchio, ellisse e terna pitagorica e una possibile comprensione della misurazione del tempo basata sui movimenti delle stelle. Intorno al 2600 a.C. le tecniche per le grandi costruzioni mostrano la padronanza della geodesia di precisione. Le prime nozioni matematiche che ci sono giunte dallantica India risalgono al periodo 3000 a.C. - 2600 a.C., prevalentemente nellIndia settentrionale e nel Pakistan. Furono sviluppati un sistema di pesi e misure uniformi il quale si serviva di frazioni decimali, una tecnologia dei mattoni sorprendentemente avanzata che utilizzava i rapporti di strade disposte secondo perfetti angoli retti e di unenorme variet di forme e figure geometriche (parallelepipedo rettangolo, botte, cono, cilindro e figure di cerchi e triangoli concentrici ed intersecati). Tra gli strumenti matematici scoperti vi sono unaccurata riga con suddivisioni decimali precise e ravvicinate, uno strumento a conchiglia che serviva da compasso per misurare angoli sulle superfici piane secondo multipli di 40 360 gradi e uno strumento per la misura delle posizioni delle stelle per la navigazione. La scrittura dellIndo non ancora stata decifrata; quindi si conosce ben poco delle forme scritte della Matematica indiana. Levidenza archeologica ha condotto alcuni storici a credere che questa civilt usasse un sistema di numerazione in base 8 e possedesse la nozione del rapporto fra lunghezza della circonferenza di un cerchio e del suo diametro, cio un valore di .

Civilt antiche Matematica dellAntico Egitto (2000 a.C. - 600 a.C.)


Una parte del papiro di Rhind. Il pi antico testo egizio finora scoperto il papiro di Mosca, datato fra il 2000 a.C. e il 1800 a.C. Come molti testi matematici antichi si presenta come un problema basato su una storia, apparentemente scritto a scopi ricreativi. La parte ritenuta pi interessante quella nella quale si espone un metodo corretto per trovare il volume di un tronco di piramide: il solido viene scomposto in parallelepipedi e prismi; sommando poi i volumi si ottiene il volume cercato. Un altro testo importante il papiro di Rhind(datato intorno al 1650 a.C.), un manuale di istruzione di aritmetica e geometria. Oltre a fornire formule per aree e procedimenti di moltiplicazione, divisione e operazioni con frazioni a numeratore unitario, contiene levidenza di altre nozioni matematiche come numero primo, media aritmetica, media geometrica, media armonica e numeri perfetti. Vi si trova anche una spiegazione primitiva del crivello di Eratostene e il metodo per la soluzione di unequazione lineare del primo ordine. Inoltre gli Egizi preferivano esprimere i numeri razionali come somma di frazioni con numeratore unitario oppure della frazione 2/3: per esempio 2/15 viene espressa come 1/10 + 1/30. Ancora oggi ci si riferesce a questa tecnica come frazione egiziana. Il papiro di Rhind contiene anche nozioni di geometria non banali come un metodo per ottenere unapprossimazione di con unimprecisione inferiore all1%, un primo tentativo di effettuare la quadratura del cerchio e il primo uso conosciuto di un tipo di cotangente. Nel periodo ellenistico gli studiosi dellEgitto per i loro scritti abbandonarono lantica lingua e adottarono la greca. Da quel momento la matematica degli egizi si fuse con quella greca dando vita alla

grande matematica ellenistica.

Matematica dellantica Mesopotamia (1900 a.C. - 300 a.C.)


La tavoletta Plimpton 322. Diversamente dalla scarsit di fonti che ci sono rimaste riguardo alla matematica egizia, la nostra conoscenza della matematica babilonese deriva dal ritrovamento, risalente alla met del XIX secolo, di pi di 400 tavolette di argilla scritte in carattere cuneiforme. La maggior parte datata dal 1800 al 1600 a.C. e tratta argomenti che includono frazioni, algebra, equazioni di secondo grado ed il calcolo di terne pitagoriche. Le tavolette includono inoltre tavole di moltiplicazione, tavole trigonometriche e metodi risolutivi per equazioni lineari e quadratiche. La tavoletta YBC 7289 fornisce unapprossimazione di radice di 2 accurata alla quinta cifra decimale. Una delle pi importanti certamente Plimpton 322 dove vengono elencate su tre colonne molte terne pitagoriche dimostrando cos una probabile conoscenza del Teorema di Pitagora. Lalgebra babilonese fu probabilmente la pi avanzata dellintero bacino mediterraneo per secoli. I babilonesi sapevano infatti risolvere le equazioni di secondo grado con formule analoghe a quelle usato oggi (si veda approfondimento). Inoltre, anche se i problemi erano basati sulla geometria, si trattava di manipolazioni molto astratte che dimostrano un elevato grado di versatilit. La matematica babilonese faceva uso di un sistema di numerazione posizionale sessagesimale (cio a base 60). Lo sviluppo della matematica babilonese probabilmente fu favorito da questo particolare sistema di numerazione, possedendo il numero 60 numerosi divisori. Luso di un sistema posizionale per rappresentare i numeri (come quello arabico in uso in tutto il mondo oggi) differenzia i Babilonesi da Egiziani, Greci e Romani: nella rappresentazione babilonese le cifre scritte nella colonna sinistra rappresentano valori pi grandi. Tuttavia in un primo tempo i Babilonesi non usavano la cifra zero. Questo faceva s che spesso il valore posizionale di una cifra dovesse essere dedotto dal contesto. Successivamente fu introdotta una cifra che faceva da zero ma sembra che i Babilonesi non la usassero nella posizione delle unit (i numeri 22 e 220 erano, per esempio, indistinguibili).

Matematica dellantica India (900 a.C. - 200)


Dopo il collasso della Civilt della valle dellIndo nel 1500 a.C., la scrittura scomparve dallAsia meridionale per lungo tempo. Sono assai controverse le date nelle quali la pratica dello scrivere riemerse nellIndia e in cui la scrittura Brahmi fu sviluppata. Recenti evidenze archeologiche la datano intorno al 600 a.C., mentre alcuni studiosi propongono anche il 1000 a.C. Se le date pi lontane sono corrette, forse Pitagora visit lIndia come sostenuto da alcuni storici (Florian Cajori) altrimenti la matematica indiana pu aver beneficiato del contatto con il mondo greco in seguito allinvasione di Alessandro Magno. anche possibile (come sostenuto dalla maggioranza degli studiosi) che le due tradizioni matematiche si siano sviluppate indipendentemente. Nellera vedica la matematica non era studiata solo per scopi scientifici, ma si incontrano esposizioni matematiche avanzate diffuse in tutto il grande corpo dei testi indiani di questo periodo. La Yajur-Veda composta dal 900 a.C., per prima affronta il concetto di infinit numerica. Yajnavalkya (900800 a.C. circa) calcol il valore di con 2 cifre decimali.., Le Sulba Sutras (risalenti intorno all800 a.C.200 D.C.) sono testi di geometria che usano numeri irrazionali, numeri primi, la regola del tre e radici cubiche, danno un metodo approssimato per la quadratura del cerchio., risolvono equazioni lineari ed equazioni quadratiche, determinano algebricamente terne pitagoriche e danno un enunciato e una dimostrazione numerica del teorema di Pitagora. Inoltre viene espressa un algoritmo infinito per il calcolo di radice di 2 con cui vengono calcolate le prime 5 cifre decimali. Pingala (IV secolo a.C.-III secolo a.C.) invent un sistema binario, studi quelli che in seguito verranno definiti la sequenza di Fibonacci e il triangolo di Pascal; inoltre formul la definizione di matrice. Tra il IV secolo a.C. ed il III secolo d.C. i matematici indiani cominciarono ad impostare i loro

studi in una prospettiva unicamente speculativa. Furono i primi a sviluppare ricerche su teoria degli insiemi, logaritmi, equazioni di terzo grado, equazioni di quarto grado, serie e successioni, permutazioni e combinazioni, estrazione di radici quadrate, potenze finite e infinite. Il Manoscritto Bakshali, composto tra il III secolo a.C. ed il III secolo d.C., include soluzioni di equazioni lineari con pi di cinque incognite, la soluzione di equazioni quadratiche, geometriche, sistemi di equazioni, luso del numero zero e i numeri negativi. Vi si trovano anche accurati algoritmi per il calcolo di numeri irrazionali. Storia di I popoli antichi spesso utilizzavano valori approssimati per esprimere il rapporto tra la circonferenza e il diametro di un cerchio. I babilonesi invece usavano per il valore di 25/8 (usato anche da Vitruvio) mentre nel Papiro di Rhind i dice che un cerchio con diametro 9 unit equivalente a un quadrato di lato 8. In questo modo gli Egizi assumevano il valore di (16/9)^2. NellAntico Testamento si dice in modo non esplicito che = 3. Si trova infatti scritto: Nel medioevo in India Brahmagupta utilizza il valore mentre in Cina Zu Chongzhi utilizza 355/113 valore che si discosta meno di 3 milionesimi dal valore corretto. Il primo ad approssimare scientificamente pi greco fu Archimede di Siracusa che nel III secolo a.C. utilizz poligoni regolari inscritti e circoscritti a una circonferenza. Aumentando il numero di lati il rapporto tra il perimetro e larea limita superiormente e inferiormente (vedi anche metodo di esaustione). Utilizzando poligoni di 96 lati lo scienziato greco scopr che 223/71 < < 22/7. Il metodo di Archimede verr applicato fino allepoca moderna. Nel 1610 Ludolph van Ceulen calcola le prime 35 cifre decimali di utilizzando poligoni con pi di 2 miliardi di lati. Ceulen, fiero di questo risultato, lo far scrivere sulla sua tomba. Sempre nellepoca moderna vengono trovate importanti espressioni infinite: Formula di Vite,: Formula di Leibniz: Prodotto di Wallis: Nel XVIII secolo Eulero, risolvendo il problema di Basilea trov unaltra elegante serie: Sempre al matematico svizzero dovuta lidentit di Eulero, talvolta considerata la formula pi bella di tutta la matematica, che collega ad altre importanti costanti matematiche tra cui e e i: Eulero rese inoltre popolare il simbolo , introdotto da William Jones. Queste formule, pur essendo di scarsa o nulla utilit nel calcolo della costante matematica, hanno un importante valore estetico e rivelano collegamenti inaspettati tra varie branche della matematica. Restava ancora in sospeso la questione della natura di : Johann Heinrich Lambert dimostr nel 1761 che si trattava di un numero irrazionale (si dimostrava che larcotangente di un qualsiasi numero razionale irrazionale). Si veda anche dimostrazione della irrazionalit di . Adrien-Marie Legendre dimostr nel 1794 lirrazionalit di . Bisogner tuttavia aspettare fino al 1882 perch Ferdinand von Lindemann dimostri che un numero trascendente, ossia non radice di nessun polinomio a coefficienti razionali. Questultimo fatto dimostrava inequivocabilmente che la quadratura del cerchio tramite riga e compasso impossibile. Nel 1897 il matematico dilettante J. Goodwin propose nello stato dellIndiana un incredibile disegno di legge volto a rendere possibile la quadratura del cerchio tramite il cambiamento del valore di pi greco. Il disegno prevedeva lintroduzione di una nuova verit matematica giacch la regola ora in uso non funziona ed opportuno che essa venga rifiutata come insufficiente e ingannevole per le applicazioni pratiche. La balorda proposta di legge fu incredibilmente approvata allunanimit dai 67 membri della Commissione per leducazione. La proposta di legge fu affondata solo dopo il parere negativo del matematico Clarence Waldo, presente casualmente in Senato.

Attualmente si conoscono 1 241 100 000 000 cifre di . Matematica greco-ellenistica (circa 550 a.C. 400 d.C.)

Per quella che spesso viene chiamata matematica greca opportuno distinguere due periodi. Nel primo periodo, quello della massima importanza economica e politica delle citt greche e delle loro colonie, si colloca la matematica sviluppata dai matematici di queste citt. Nel successivo periodo ellenistico (che si pu far iniziare nel 323 a.C. e concludere intorno al V secolo d.C.) si colloca la produzione di tutti gli autori che operarono nel mondo ellenistico accomunati delluso della lingua greca. Molte delle pi grandi menti di questo periodo come Archimede e Apollonio non vissero nellarea geografica corrispondente allattuale Grecia, pur essendo protagonisti della cultura ellenistica di lingua greca diffusasi in molte aree mediterranee. Per quanto i pi antichi testi di matematica trovati in greco siano stati scritti posteriormente al periodo ellenistico, parecchi di essi vengono ritenuti copie di opere scritte durante e anche prima di questo periodo. Nondimeno, la datazione della matematica greca pi attendibile rispetto a quella degli scritti matematici pi antichi, poich esistono numerose cronologie che, sovrapponendosi, riportano gli avvenimenti anno per anno fino ad oggi.

Matematica greca arcaica (600 - 300 a.C.)


La matematica greca molto pi moderna di quella sviluppata dalle precedenti culture quali quella egiziana e babilonese, in quanto tali precedenti culture utilizzavano il ragionamento empirico che sfrutta le osservazioni ripetute per fondare le regole della matematica. La matematica greca antica, allopposto, si basa sul ragionamento deduttivo, che partendo da assiomi pi o meno scontati usa rigorosi ragionamenti per dimostrare teoremi.. Su questa idea ancor oggi si basa tutta la matematica moderna. I Greci si occuparono quasi esclusivamente di Geometria e, secondo i loro canoni si potevano usare solo due strumenti per la costruzione e lo studio di figure geometriche: la riga (non taccata) e il compasso (che si chiudeva non appena sollevato dal foglio, e quindi non poteva servire per riportare una misura). Ragionamenti che coinvolgevano altri strumenti erano a volte utilizzati, ma venivano considerati non rigorosi. Si ritiene che la matematica greca abbia avuto inizio con Talete di Mileto (624-546 a.C. ca.) e Pitagora di Samo (582 507 a.C. ca.). Questi furono probabilmente influenzati dalle idee della matematica egiziana, della matematica babilonese anche se riuscirono certamente a rielaborare in modo originale le conoscenze di questi popoli. Talete si occup di geometria, scoprendo per esempio il teorema secondo il quale un triangolo inscritto in una semicirconferenza sempre rettangolo e molte proposizioni riguardanti i triangoli simili. Grazie a tali teoremi, secondo la leggenda, riusc a determinare laltezza della piramide di Cheope misurando la sua ombra. Euclide Pitagora invece fu il fondatore della Scuola pitagorica, una setta i cui membri si dedicavano alla ricerca matematica. La scuola pitagorica presentava anche connotazioni filosofiche e mistiche: i membri per esempio seguivano ideali di perfezione nel numero cinque (e quindi al pentagono e al dodecaedro) e nella sfera. Tutta la filosofia della setta era fondata sui numeri naturali e sui loro quozienti, i numeri razionali. Inoltre i pitagorici credevano nella metempsicosi ed erano vegetariani. Questa comunit diede importanti contributi alla geometria, primo fra tutti la dimostrazione del Teorema di Pitagora (sembra gi trovato empiricamente da egiziani e babilonesi) e alla teoria dei numeri, come la classificazione e lo studio dei numeri figurati e dei numeri perfetti, la scoperta delle terne pitagoriche e del crivello di Eratostene. Paradossalmente la scoperta pi importante della comunit fu forse la dimostrazione che il rapporto tra il lato e la diagonale di un quadrato (ossia radice di 2) non esprimibile come rapporto di due interi. Questa scoperta, che prova lesistenza dei numeri irrazionali, si scontrava con tutta la filosofia della setta. Secondo la tradizione riportata da alcuni autori posteriori, il pitagorico Ippaso di Metaponto

fece tale scoperta durante un viaggio in nave, ed ebbe linfelice idea di comunicarla senza indugio agli altri adepti della setta, i quali comprendendone immediatamente le conseguenze gettarono lo stesso Ippaso in mare. Altri autori menzionano semplicemente il fatto che Ippaso mor in un naufragio. Di fatto, se pure ci fu un tentativo dei pitagorici di tenere nascosta la scoperta, questo non riusc. Oggi si ritiene pi probabile che la dimostrazione dellirrazionalit di sia pi tarda e che i pitagorici abbiano osservato lirrazionalit della diagonale del pentagono di lato unitario (ossia sezione aurea). Pi tardi la matematica greca si diffuse e nacquero per esempio i tre problemi classici: la quadratura del cerchio, la duplicazione del cubo e la trisezione dellangolo, da risolvere usando solo riga e compasso. Limpossibilit di risolvere questi problemi stata provata solo nellepoca moderna; gi nellantichit furono trovate soluzioni che per coinvolgevano altri strumenti oltre ai due canonici. Nello studiare questi problemi si distinsero matematici come Archita di Taranto, Ippia di Elide e Ippocrate di Chio. Questultimo riusc nella difficile impresa della quadratura delle lunule circolari ossia parti di piano racchiuse da due circonferenze passanti per due punti dati.Eudosso di Cnido fu invece il primo a cercare di approssimare un cerchio tramite poligoni regolari (metodo di esaustione). Importante in quel periodo fu anche lopera logica di Aristotele che, nell Organon, svilupp il concetto di sillogismo.

Matematica greca ellenistica (300 a.C. - 400 d.C.)


Successivamente, con la fondazione ad Alessandria della Biblioteca e del Museo, che raccoglievano le pi grandi menti dellepoca, la citt egizia divenne il centro culturale pi importante dellet ellenistica. In questo periodo si situa lopera di Apollonio di Perga (262-190 a.C. ca.), di Euclide (367-283 a.C. ca.) e di Archimede di Siracusa (284-218 a.C. ca.). Il primo noto soprattutto per limponente opera Le Coniche nella quale definiva e studiava le sezioni coniche: ellisse, parabola e iperbole e che ebbe grande importanza nel mondo europeo. Archimede di Siracusa Lopera pi importante di Euclide sono invece gli Elementi in cui egli raccoglie tutti i teoremi elementari di Aritmetica ma soprattutto di Geometria, per esempio i principali teoremi di geometria piana e solida come il Teorema di Pitagora e la costruzione dei solidi regolari o una dimostrazione dellinfinit dei numeri primi. Gli Elementi sono stati considerati il pi attendibile manuale di matematica per secoli e secoli. Limportanza di questo capolavoro sta anche nel fatto che Euclide basa su pochi assiomi fondamentali (in particolare su cinque che riguardano la geometria) tutta la matematica elementare e d prova di un uso esemplare della logica matematica. La fama del trattato era tale che questo era conosciuto da tutte le persone colte dellOccidente fino al XX secolo. Si dice inoltre che Isaac Newton abbia riso una sola volta: quando gli chiesero se valeva la pena studiare gli Elementi. Archimede da molti considerato il pi grande matematico del periodo greco ellenistico ed inoltre considerato il padre della fisica matematica. Lasci innumerevoli opere nelle quali d prova di una grande inventiva. Riusc ad approssimare circoscrivendolo tra due numeri limite, a scoprire la formula per calcolare il volume e la superficie della sfera e larea del cerchio. Descrisse la costruzione dei solidi semiregolari o archimedei. Anticip in molti testi il calcolo infinitesimale come per esempio nellopera Sulle spirali dove trova la tangente e la lunghezza di un arco di spirale archimedea o nella Quadratura della parabola dove in appendice calcola addirittura il risultato di una serie geometrica. Fu anche un ingegnere valente e molte sono le opere meccaniche che secondo la leggenda avrebbe costruito. Tramite queste macchine, in particolare gli specchi ustori, avrebbe difeso la citt di Siracusa dallassedio romano. Una volta conquistata la citt, nonostante il console Marcello avesse ordinato di non ucciderlo, sarebbe stato ucciso da un soldato penetrato in casa sua mentre il matematico era intento nei suoi calcoli. In realt lo stesso Plutarco tramanda ben tre versioni della morte di Archimede nellassedio di Siracusa. Ipparco di Nicea stil la prima tavola trigonometrica con lausilio della quale poteva risolvere qualsiasi triangolo. Il suo lavoro fu ripreso da Claudio Tolomeo che ricav inoltre le formule di addizione

e sottrazione del seno e del coseno. Entrambi furono anche valenti astronomi. Dopo questi sviluppi la matematica ellenistica entr in crisi: i romani, fatte salve le nozioni che servivano loro per lingegneria, non ebbero alcun interesse verso la matematica che fu sempre pi emarginata e assimilata allastrologia. Secondo alcuni anche linadeguatezza dellalgebra geometrica greca pu aver contribuito al tramonto della matematica greco-ellenistica. Gli ultimi matematici degni di nota furono Diofanto di Alessandria che nella sua Aritmetica gett le basi per la teoria delle equazioni diofantee e lo studioso di Geometria Pappo di Alessandria che dimostr importanti teoremi come il Teorema dellesagono e il teorema di Pappo Guldino. Anche i cristiani e le popolazioni barbariche dimostrarono poco interesse per la matematica: anche se formalmente aritmetica e geometria facevano parte del Quadrivio, le nozioni studiate erano davvero minimali. La scuola alessandrina, che si occupava di matematica e filosofia, sub un duro colpo quando Ipazia, sua massima esponente, venne trucidata dai parabolani, fanatici cristiani sostenuti dal vescovo Cirillo.

Matematica medioevale Matematica delle civilt precolombiane


Rappresentazione di un quipu Il periodo classico della civilt Maya si situa tra il 200 e l 800 d.C. Gli sviluppi della matematica Maya furono dovuti principalmente ai loro studi astronomici. Essi usarono un sistema posizionale a base venti nel quale appariva anche lo 0. Tuttavia i Maya non considerarono mai lo 0 come un numero ma solo come una cifra. La civilt Inca (1400-1530) invece svilupp un sistema di numerazione a base 10. Per indicare i numeri essi usavano i cosiddetti quipu, un insieme di lunghi fili paralleli. Ogni filo rappresentava una potenza di dieci e il numero di nodi la cifra in quella posizione.

Matematica cinese (200 a.C. - 1200)


Triangolo di Tartaglia disegnato dal matematico cinese Zhu Shijie nel 1303. In Cina, nel 212 a.C. (alla fine del lungo periodo della guerra civile degli Stati combattenti) limperatore Qin Shi Huang (Shi Huang-ti) ordin il rogo di tutti i testi scritti. Bench alcuni testi si siano salvati, molto poco conosciuto della matematica cinese precedente a questa data. Un altro fattore che non ha favorito la nostra conoscenza il fatto che gran parte delle opere erano scritte sul bamboo, molto deperibile. Del precedente periodo Shang (1500 a.C. - 1027 a.C.) il pi antico reperto di interesse per la storia della matematica consiste in un guscio di tartaruga su cui sono incisi dei numeri che usano una specie di notazione decimale. Il numero 123 ad esempio scritto con il simbolo di 1 seguito da quello di centinaia, il simbolo di due seguito da quello di decine e il simbolo di 3. Non sappiamo con precisione quando questo sistema, che era il pi avanzato al mondo in quel periodo, fu inventato. Delle conoscenze precedenti al rogo dei libri ci rimangono pochissime testimonianze. La pi importante di queste I nove capitoli dellArte matematica che consiste in una raccolta di 246 problemi riguardanti lagricoltura, il commercio e lingegneria.Molti dei problemi esposti nel libro riguardano canne di bamb spezzate che formano dei triangoli rettangoli. la soluzione si ottiene tramite applicazione del Teorema di Pitagora. I matematici cinesi svilupparono una particolare predilezione per i quadrati magici. Secondo la leggenda il primo di questi venne comunicato allimperatore da una tartaruga uscita dal fiume. Questo interesse port i cinesi a studiare i sistemi di equazioni lineari e a scoprire la cosiddetta Regola di Horner. Zu Chongzhi (quinto secolo) calcol il valore di con sette cifre decimali esatte. Questa fu la miglior stima della costante per i successivi mille anni. Nello studio dei sistemi furono anche i primi a sviluppare concetti analoghi a quelli di matrice. Fu

invece il matematico giapponese Kwa Seki a introdurre nel 1683, dieci anni prima di Leibniz, il concetto di determinante. I cinesi vedevano analogie tra numeri e sessi: i numeri pari erano femminili quelli dispari maschili. I dispari non primi erano considerati effeminati. Inoltre indicavano il numeratore di una frazione come figlio e il denominatore come madre. Gi nel secolo IV, in Cina si studiavano le equivalenti dell nostre congruenze lineari. per la risoluzione di queste fu fondamentale la scoperta del Teorema cinese del resto. Nei successivi secoli la matematica cinese si svilupp includendo i numeri negativi, il Teorema binomiale e il Teorema cinese del resto. I cinesi svilupparono anche il Triangolo di Pascal (o di Tartaglia) che si trova nel frontespizio del trattato Ssu Yuan Yu scritto dal matematico Zhu Shijie. I numeri primi nella storia Un reperto preistorico, osso dIshango potrebbe testimoniare la primitiva conoscenza della sequenza dei numeri primi. Erano certamente conosciuti presso i Babilonesi, gli Egizi e i Cinesi che li consideravano pi virili. Comunque sia la prima trattazione sistematica dellargomento si ha in Grecia con Euclide che negli elementi dimostra la loro infinit. Vengono poi dimostrati altri teoremi correlati come il lemma di Euclide e il teorema fondamentale dellaritmetica. Successivamente Eratostene invent lomonimo crivello per trovarli. Lo studio dei numeri primi viene ripreso in Occidente nel XVII secolo quando Marin Mersenne congettura che tutti i numeri nella forma siano primi ma Eulero dimostrer che per n=5 la congettura falsa (vedi numero primo di Mersenne). Pierre Fermat congettur invece il piccolo teorema di Fermat che afferma, che se p un numero primo: (sembra che una forma di tale teorema fosse nota come Ipotesi cinese gi ai matematici dellEstremo Oriente). Fermat congettur anche il Teorema di Fermat sulle somme di due quadrati. Eulero dette importanti contributi allargomento: dimostro la divergenza della serie dei reciproci dei numeri primi e scopr la Formula prodotto di Eulero che stabilisce una correlazione tra la funzione zeta di Riemann e i numeri primi: Con questi risultati, oltre a dare inizio alla Teoria dei numeri analitica, dette una dimostrazione dellinfinit dei numeri primi. Carl Gauss e Adrien-Marie Legendre congetturarono indipendentemente il Teorema dei numeri primi che d una formula asintotica per il calcolo di (x), la funzione che restituisce il numero di numeri primi inferiori a x: La formula venne in seguito migliorata tramite lintroduzione del logaritmo integrale e fu dimostrato nel 1896, da Hadamard e de la Valle Poussin. Bernhard Riemann svilupp il collegamento tra funzione zeta e numeri primi. Nel 1859 congettur la famosa Ipotesi di Riemann secondo la quale tutti gli zeri non banali della funzione zeta hanno parte reale 1/2. Lipotesi non stata ancora dimostrata; uneventuale dimostrazione potrebbe portare a stime semmpre pi esatte di (x). Inoltre i numeri primi e in particolare il piccolo teorema di Fermat negli ultimi anni sono diventati importanti in informatica in quanto su di esso si basano molti sistemi di crittografia attualmente in uso. Una dimostrazione dellipotesi di Riemann potrebbe comprometterne la sicurezza.

Restano al momento (2009) aperte altre due questioni sui numeri primi: la Congettura di Goldbach afferma che ogni numero pari esprimibile come somma di due numeri primi; la congettura dei numeri primi gemelli afferma invece che esistono infiniti numeri primi tali che p+2 sia ancora primo. Matematica indiana classica (400 - 1500)
Aryabhata Non si trova continuit negli sviluppi della matematica indiana: infatti i contributi importanti sono separati da lunghi intervalli di stagnazione in cui non si raggiunse nessun risultato.

Il Surya Siddhanta scritto circa nel 400 introduceva le funzioni trigonometriche del seno, coseno e le loro inverse. Gli indiani si occuparono anche di astronomia riuscendo a compilare precise tavole astronomiche che descrivevano il movimento apparente degli astri in cielo. Calcolarono lanno siderale in 365.2563627 giorni, un valore inferiore di 1,4 secondi a quello accettato al giorno doggi. Questi lavori, durante il medioevo, furono tradotti in Arabo e in Latino. Nel 499 Aryabhata introdusse il senoverso e compil le prime tavole trigonometriche. NellAryabhata illustr i metodi di calcolo di aree e volumi dei principali enti geometrici (non tutti corretti) e inoltre in questa opera appare la notazione posizionale decimale. Calcol il valore di con quattro cifre decimali. Nel VII secolo invece Brahmagupta (598 668) per primo nel Brahma-sphuta-siddhanta us senza riserve lo 0 e il sistema decimale. Scopr inoltre lidentit e la formula che portano il suo nome non capendo tuttavia che era valida solo per i quadrilateri ciclici; cio inscrivibili in una circonferenza. Esplicit le regole di moltiplicazione tra numeri positivi e negativi. da una traduzione del testo che i matematici arabi accettarono il sistema decimale. Nel XII secolo, Bhaskara (1114 1185) scopr le formule di addizione e sottrazione delle funzioni trigonometriche e concep dei metodi molto vicini al calcolo differenziale. introducendo concetti simili alla derivata: per calcolare langolo di posizione delleclittica ad esempio calcol correttamente lequivalente delle derivate delle funzioni trigonometriche. Prov anche un equivalente del Teorema di Rolle e studi lequazione di Pell. Afferma che qualsiasi quantit divisa per 0 d infinito. Si dice che avesse predetto la data in cui sua figlia Lilavati si sarebbe dovuta sposare per avere un matrimonio felice; tuttavia una perla cadde nel complesso meccanismo che doveva contare il tempo e cos Lilavati rimase vedova. Per consolarla il padre diede il suo nome al suo pi importante trattato di matematica. Dal XIV secolo Madhava di Sangamagrama scopr lattuale espansione in serie di Taylor della funzione arcotangente ottenendo poi varie serie infinite che danno come risultato (tra cui la formula di Leibniz per pi) grazie alle quali riusc a calcolare le prime 11 cifre decimali del numero. Cre la scuola del Kerala i cui membri nei successivi secoli svilupparono il concetto di virgola mobile e utilizzarono metodi iterativi per la soluzione delle equazioni non lineari. Trovarono inoltre le espansioni in serie di Taylor delle altre funzioni trigonometriche. Nonostante si fossero avvicinati a concetti quale quello di derivata i matematici della scuola del Kerala non riuscirono mai a sviluppare una teoria globale del calcolo. Nel XVI secolo per la matematica indiana, anche per via di un periodo di forte instabilit politica, inizi il declino.

Matematica persiana e araba (750 - 1400)


Una pagina di un manoscritto di al-Khwarizmi. LImpero islamico arriv a dominare, nellVIII secolo d.C. il Nord Africa, la Penisola iberica e parte dellIndia. Entrarono cos in contatto con la matematica ellenistica e con quella indiana. Nella seconda met del VIII secolo Baghdad divenne un nuovo centro del sapere a livello mondiale. Sovrani come al-Mansur, Harun al-Rashid e al-Mamun si dimostrarono attenti nei confronti della matematica e preservarono dalla distruzione molte opere matematiche greche che altrimenti sarebbero probabilmente andate perse. Thbit ibn Qurra fond una scuola di traduttori che tradusse in arabo le opere di Archimede, Euclide e Apollonio. Gli Arabi tradussero, inoltre, molti testi indiani. Questi fatti contribuirono non poco alla nascita della matematica islamica. Molti tra i pi grandi matematici islamici erano persiani. Muhammad ibn Musa al-Khwarizmi (780-850 Ca), un matematico persiano, scrisse importanti volumi sul sistema di numerazione indiano e sui metodi per risolvere equazioni. La parola algoritmo deriva dal suo nome e Algebra dal titolo della sua opera pi importante, lal-Jabr wa al-muqbala. In questa opera Al-Khwarizmi oltre a introdurre il sistema decimale nel mondo arabo trova metodi grafici e

analitici per la risoluzione delle equazioni di secondo grado con soluzioni positive (vedi approfondimento). Il nome al-jabr si riferisce al nome che il matematico d alloperazione di riduzione di termini uguali da parti opposte delluguale tramite sottrazione. Per questi motivi egli considerato da molti il fondatore dellalgebra moderna. Ibn Qurra studi i numeri amicabili. Altri sviluppi alla materia furono apportati da Abu Bakr alKaraji (953-1029) nel suo trattato al-Fakhri. Nel X secolo, Abu l-Wafa tradusse le opere di Diofanto in arabo e studi la trigonometria ottenendo le formule di addizione e sottrazione per il seno. Alhazen studi invece lottica. Omar Khayyam (1048-1131) fu poeta e matematico. Scrisse le Discussioni sulle difficolt in Euclide nel quale tentava di dimostrare il quinto postulato di Euclide riguardante le rette parallele (data una retta e un punto fuori di essa esiste solo una parallela alla retta data passante per quel punto) partendo dagli altri quattro; impresa che sarebbe poi diventata un chiodo fisso per i matematici. Diede una soluzione geometrica allequazione di terzo grado ma non riusc a risolverla per radicali. Il matematico Nasir al-Din Tusi svilupp invece nel XIII secolo la trigonometria sferica e scopr la legge dei seni per il triangolo sferico. Nel XIV secolo, Ghiyath al-Kashi calcol il valore di con 16 decimali. Al-Kashi trov anche la regola di Ruffini per scoprire la radice ennesima di unequazione. Inoltre nella sua opera si trova il primo esempio conosciuto di dimostrazione per induzione tramite la quale viene dimostrato il teorema binomiale. Il matematico era anche a conoscenza del triangolo di Tartaglia. Nel XIII secolo e nel XIV secolo la matematica araba entr in crisi a causa di un periodo di forte instabilit politica e religiosa, nonch per il diffondersi di sette di movimenti ostili al sapere matematico. I molti popoli che si susseguirono nel mondo arabo dal XII secolo contribuirono al definitivo declino della scienza e della matematica arabe. Lequazione di secondo grado nella storia Il metodo risolutivo di unequazione di secondo grado era noto gi ai Babilonesi. In Mesopotamia spesso le equazioni erano introdotte da problemi di tipo geometrico: ad esempio si chiede di trovare il lato di un quadrato sapendo che larea meno un lato uguale a 870; problema che corrisponde alla nostra equazione (ridotta in forma normale come ). I Babilonesi non accettavano per le soluzioni negative e nulle delle equazioni e, non accettando il fatto che i coefficienti potessero assumere valori sia positivi che negativi, non veniva riconosciuta nemmeno una forma normale unica ma erano distinti tre casi con coefficienti positivi: Espresse nella forma moderna la prima ha il termine noto negativo, la seconda il coefficiente di secondo grado negativo, e la terza entrambi i coefficienti minori di zero. Lequazione con tutti i termini positivi non era nemmeno presa in considerazione in quanto ammette solo soluzioni negative. Da notare il fatto che nella forma normale babilonese il coefficiente di secondo grado unitario ma non arrivavano a tale forma, come successivamente gli arabi dividendo tutti i membri per a. Data, per esempio, lequazione , entrambi i membri venivano infatti moltiplicati per a: e poi veniva effettuata la sostituzione y=ax in modo da ottenere unequazione in forma normale nella variabile y; . Questo procedimento testimonia lelevato grado di flessibilit raggiunto dallalgebra babilonese. La soluzione era data tramite formule che ricordano molto quelle odierne. per esempio la formula risolutiva per il primo caso era, espressa in notazione moderna, la seguente: che pu essere ridotta tramite semplici passaggi algebrici alla formula risolutiva moderna per questo caso Il primo in Grecia ad occuparsi della soluzione delle equazioni di secondo grado fu Diofanto. Tuttavia il uo lavoro non ebbe conseguenze significative poich la matematica greca era in una fase di declino. Lo studio di queste equazioni venne continuato dagli arabi. Muhammad ibn Musa al-Khwarizmi nell al-Jabr si occupa della loro risoluzione. Distingue 5 tipi di equazione: i tre gi noti ai babilonesi e in pi lequazione pura e quella spuria . Anche qui si pone il coefficiente di secondo grado = 1 ma ci si

arriva tramite divisione. Le soluzioni negative non sono, nemmeno stavolta, accettate. Il metodo usato da al-Khwarizmi quello del completamento del quadrato. Lequazione , per esempio, sarebbe stata risolta aggiungendo 16 ad entrambi i termini in modo da completare il quadrato al primo membro: ossia . Da questa si otteneva e si trovava cos a soluzione positiva x=3. Il matematico arabo proponeva anche una trasposizione grafica. Supponiamo di dover risolvere la stessa equazione . Il metodo usato dal persiano in questo caso avrebbe potuto essere simile al seguente: si tracci un quadrato che supponiamo avere lato x (quello blu in figura). Vi si affianchino due rettangoli di dimensioni x e 4 ossia b/2 (quelli verdi in figura). Larea della figura verde e blu . Poniamo ora questa area 33. Aggiungiamo ora il quadratino rosso di lato 4, in modo da completare a il quadrato grande. larea totale sar quindi 33 + 16 = 49 e il lato del quadrato grande dunque 7. poich il alto grande dato dal lato del quadrato blu (cio x) sommato al lato del rettangolo verde (cio 4); x= 7-4 =3. Al-Khwaritzmi pone per la prima volta laccento sul segno del discriminante, che deve essere positivo perch lequazione sia risolubile. Nellepoca moderna, in Europa, si inizier ad accettare le soluzioni negative e, successivamente, quelle complesse ed a porre lequazione in ununica forma normale. Cartesio introdurr nel XVII secolo la regola dei segni, secondo la quale unequazione di secondo grado ha tante soluzioni positive quanti sono i cambi di segno fra due coefficienti consecutivi. Lequazione , per esempio, ammette una soluzione negativa, invece ne ha due.

Vite introdusse per primo delle lettere per esprimere i coefficienti delle equazione, ipotizzando per primo che potessero assumere anche valori negativi. Scopr poi le formule che portano il suo nome e che mettono in relazione i coefficienti dellequazione con le radici. In particolare per lequazione di secondo grado si afferma che se il coefficiente di secondo grado a 1, allora il prodotto delle radici d il termine noto, la loro somma il coefficiente di primo grado. Matematica medioevale europea (1000 - 1400)
Frate Luca Pacioli autore di una Summa dove era raccolto tutto il sapere matematico del XV secolo. Subito dopo la caduta dellimpero romano gran parte della matematica greca and persa. Molte biblioteche, come quella di Alessandria, andarono distrutte. Gli studiosi cristiani non diedero importanza alla matematica nei loro lavori, ma anzi in alcuni casi parlarono anche contro di essa. Nei primi secoli dopo la fine dellImpero romano non ci fu quasi nessun progresso nel sapere matematico. Anche se la matematica faceva parte del Quadrivio le nozioni matematiche studiate riguardavano soprattutto lagrimensura. Lastrologia invece fu assimilata alla matematica. Verso lXI secolo la cultura occidentale entr in contatto con quella araba, scientificamente molto superiore e, grazie anche alla scuola di traduttori di Toledo e a persone come Adelardo di Bath, iniziarono a circolare in Europa le traduzioni dallarabo di classici matematici antichi come gli Elementi ma anche di lavori arabi quali lAlgebra di al-Khwarizmi e greci come lAlmagesto di Tolomeo. Verso quel periodo si situa anche la rinascita economica dellOccidente che port i commercianti a fare sempre pi uso della matematica. Leonardo Fibonacci (1170-1250 ca), detto anche Leonardo Pisano, fu probabilmente il pi grande matematico del periodo. Nel suo Liber Abaci fece conoscere in Europa il sistema di numerazione decimale e lo zero. Nel trattato si trovano molti problemi di natura pratica o commerciale, alcuni di essi comunque svelano le grandi doti di matematico di Fibonacci come quello della moltiplicazione dei conigli che genera la sequenza di Fibonacci. Inoltre espone le regole per trasformare una qualunque frazione in una frazione egizia. Nella sua opera vengono esposte anche lidentit di Fibonacci e il metodo di falsa posizione e quello della doppia

falsa posizione. Nei secoli successivi lo sviluppo della matematica acceler. Nicola Oresme (1323 1382) anticip anche i concetti di potenza irrazionale e grafico di una funzione: fu infatti il primo a avere lidea di rappresentare il movimento con un grafico alla maniera moderna. Fu uno dei primi ad occuparsi di serie infinite, scoprendo i risultati di molte di esse e dimostrando la divergenza della serie armonica. Lo studio delle serie infinite fu forse largomento pi innovativo della matematica medioevale. Oresme rimane una delle menti pi innovative di tutta la matematica medioevale europea ma molte delle sue idee furono dimenticate e dovettero aspettare secoli per essere riscoperte e rielaborate. Nel XV secolo si pu situare la nascita della matematica europea moderna. Le opere del tedesco Regiomontano apportarono un enorme sviluppo alla trigonometria. Luca Pacioli (1445-1514) riassunse tutta le conoscenze matematiche del tempo nella sua Summa. Gli artisti Leon Battista Alberti, Piero della Francesca e Albrecht Durer si interessarono invece di prospettiva e di geometria descrittiva.

XVI secolo
Niccol Tartaglia. NellEuropa del cinquecento, e in particolare in Italia, si diffuse un forte interesse per lalgebra. In questo secolo si cominciarono ad accettare i numeri negativi chiamati spesso falsi. I matematici iniziarono a sfidarsi pubblicamente a risolvere alcuni problemi. Su queste competizioni si basava gran parte della fama dei matematici; dunque comprensibile come molte scoperte rimanessero per molto tempo segrete, in modo da poter servire come arma nei confronti pubblici. Fu questo il caso della soluzione per radicali dellequazione di terzo grado, scoperta nel 1510 da Scipione del Ferro, ma tenuta segreta e riscoperta successivamente da Niccol Tartaglia (1550-1557), uno dei pi importanti matematici del periodo e autore fra laltro di una traduzione degli Elementi in italiano. Tartaglia riusc cos a diventare uno dei matematici pi in vista dellepoca e confid, sembra sotto giuramento, il metodo risolutivo a un altro protagonista della matematica rinascimentale, Girolamo Cardano (1501-1576). Egli non esit per a pubblicarlo risolutivo nella sua opera Ars magna del 1545. Ci fece nascere una disputa tra i due che si concluse con la sconfitta di Tartaglia (Si veda lapprofondimento per maggiori informazioni). Nell Ars magna veniva anche esposto il metodo risolutivo dellequazione di quarto grado, scoperto non da Cardano, bens dal suo allievo Ludovico Ferrari. Molti considerano la pubblicazione dell Ars magna come il vero atto dinizio della matematica moderna. Cardano fu il primo ad accorgersi che in certi casi la formula risolutiva dellequazione di terzo grado richiedeva di calcolare la radice quadrata di un numero negativo, nel caso in cui cerano tre soluzioni (reali). Rafael Bombelli (1526-1573), nella sua Algebra, propose di trattare le radici quadrate dei numeri negativi (chiamati da Bombelli, pi di meno) come se fossero dei numeri a tutti gli effetti, fintantoch venissero eliminati alla fine delle operazioni di risoluzione. Bombelli dimostr unapertura notevole, visto che alcuni fra i suoi contemporanei faticavano persino ad accettare la nozione di numero negativo. Franois Vite (1540-1603) dette importanti contributi alla trigonometria scoprendo le formule di prostaferesi. Scopr inoltre la famosa formula di Vite per il calcolo di pi greco. A lui e a Albert Girard si devono anche le formule che collegano i coefficienti e le radici di unequazione. Risolse anche una particolare equazione di quarantacinquesimo grado utilizzando metodi trigonometrici e trov anche un altro modo per risolvere lequazione di terzo grado (vedi approfondimento). Forse la scoperta pi innovativa del periodo furono i logaritmi descritti da John Napier nel Mirifici logarithmorum canonis descriptio. Questa scoperta facilit enormemente i calcoli soprattutto astronomici, riducendo le moltiplicazioni a somme e lelevazione a potenza a moltiplicazioni. Nel XVI secolo vi fu anche unampia rivoluzione della notazione matematica: nel 1489 Johann Widman us per primo i segni + e -, nel 1557 Robert Recorde invent il segno =, successivamente

William Oughtred utilizz il segno x per indicare la moltiplicazione e Thomas Harriot i segni > e <. Vite fu invece il primo ad usare lettere per indicare i coefficienti delle equazioni, pratica che si sarebbe evoluta fino alla forma attuale assunta con Cartesio. La risoluzione delle equazioni di terzo e quarto grado Il primo a tentare di risolvere lequazione di terzo grado (o cubica) fu larabo Omar Khayyam che tuttavia riusc solamente a dare una soluzione geometrica: infatti Khayyam trovava le soluzioni tramite lintersezione tra coniche con metodi vicini a quelli della geometria analitica. Misurando poi il segmento ottenuto il matematico arabo poteva approssimare le soluzioni con il grado di precisione voluto. Ma si trattava appunto di soluzioni approssimate. Fu Scipione del Ferro a trovare, attorno al 1515, il metodo risolutivo per un caso particolare dellequazione di terzo grado, il caso . Ricordiamo che i matematici dellepoca non conoscevano i coefficienti negativi e quindi il caso sopra citato era trattato come tre casi distinti: o o . Per i matematici rinascimentali esistevano tredici tipi di equazione di terzo grado. Del Ferro tenne per s la formula risolutiva: infatti allepoca i matematici spesso si sfidavano pubblicamente tra di loro e gran parte della loro carriera universitaria dipende va dallesito di queste dispute. Si capisce dunque come essere il solo a detenere il segreto della risoluzione dellequazione di terzo grado fosse un vantaggio non trascurabile. Niccol Fontana, universalmente conosciuto come Tartaglia, (era chiamato cos per via della balbuzie dovuta ad una sciabolata infertagli da piccolo da un soldato francese mentre cercava rifugio nella cattedrale) fu invece il primo a trovare il metodo risolutivo dellequazione nella forma . Del Ferro aveva confidato il segreto a un suo mediocre allievo Antonio Maria Fior che sicuro di vincere, sfid Tartaglia perdendo per malamente. Infatti Tartaglia riscopr la formula di Del Ferro riuscendo cos a risolvere tutti i problemi che gli erano stati proposti. Fior invece non risolse nemmeno uno dei problemi lanciati dal suo avversario. La fama delle scoperte di Tartaglia giunse allorecchio del grande medico matematico e astrologo Girolamo Cardano che, ospitando Tartaglia con la vaga promessa di fargli conoscere un mecenate, riusc a farsi rivelare il segreto in forma criptata. Successivamente Tartaglia sosterr di aver fatto giurare a Cardano che non lavrebbe mai reso pubblico ma il fatto contestato dallo stesso Cardano. Il matematico bresciano aveva celato il procedimento sotto questi versi (tra parentesi quadra la notazione moderna): Girolamo Cardano Per gli altri casi di questo tipo di equazione (che in forma moderna sono riconducibili, come gi detto allunico caso ), Tartaglia d informazioni simili (sostituendo per esempio il segno - col segno +). La poesia completa reperibile qui In pratica Tartaglia riconduce lequazione del tipo a un sistema di secondo grado facilmente risolvibile tramite unequazione quadratica: Tenendo presente che . Esprimendo il procedimento in ununica formula si ottengono le note formule cardaniche: Cardano riusc comunque a trovare la dimostrazione del metodo e in seguito, con laiuto del geniale allievo Lodovico Ferrari riusc a ricondurre una qualsiasi equazione cubica nella forma di Tartaglia. A Cardano va dunque il merito di aver risolto per primo le equazioni di terzo grado complete. Poco dopo Ferrari riusc a trovare il metodo risolutivo delle equazione di quarto grado (o quartiche) anche se tale metodo troppo complesso per essere espresso in ununica formula. Dopo aver trovato in casa del genero Annibale Dalla Nave il manoscritto di Del Ferro contenente la prova che questultimo avesse risolto per primo lequazione cubica, Cardano si sent liberato dal giuramento fatto a Tartaglia (se mai ne aveva fatto uno) e pubblic, nella sua Ars Magna (1545), i suoi risultati, quelli di Tartaglia e quelli di Ferrari citando per accuratamente le fonti. Questo non fu sufficiente per evitare le ire di Tartaglia che offese pubblicamente Cardano chiamandolo huomo di poco sugo. Ferrari difese accanitamente il maestro e ne segu una lunga disputa

(dalla quale, comunque, Cardano si mantenne sempre neutrale). Sfidato pubblicamente da Ferrari, Tartaglia fu umiliato e sconfitto e poco dopo vide il ritiro del suo incarico di professore. Negli anni successivi Franois Vite trov un altro metodo di risoluzione: una volta eliminato il coefficiente di secondo grado si applica la sostituzione che porta a unequazione di secondo grado nella variabile .

Cardano e Ferrari divennero improvvisamente famosi tuttavia nemmeno la loro fortuna dur a lungo: il figlio di Cardano fu condannato a morte per lassassinio della moglie mentre laltro suo figlio lo derub per saldare i suoi debiti di gioco. Egli stesso venne poi imprigionato per aver calcolato loroscopo di Ges Cristo; Ferrari invece, dopo aver perso le dita di una mano in una rissa, fu probabilmente avvelenato dalla sorella. XVII secolo
Pierre de Fermat Nel XVII secolo la matematica europea ricevette un forte impulso. Gli uomini di scienza iniziarono a riunirsi in accademie o societ come la Royal Society e la Acadmie franaise e furono istituite le prime cattedre di matematica nelle universit. Ci indubbiamente favor lo sviluppo delle tecniche matematiche. Gli italiani Bonaventura Cavalieri (1598-1647) e Evangelista Torricelli (1608-1647) inventarono il cosiddetto metodo degli indivisibili che lavorava sulle figure solide come composte da infiniti piani di spessore infinitesimo. Nonostante questo tipo di geometria fosse fondato su basi poco rigorose e soggetto perci a molte critiche, usandolo si giunse ad importanti risultati come il teorema di Pappo Guldino e il principio di Cavalieri. Il metodo era in realt una prima formulazione della geometria integrale ma ancora i concetti che stavano alla base dellanalisi non erano molto chiari. Un ulteriore sviluppo della geometria si ebbe nel 1637 quando Descartes (Cartesio) (1596-1650) pubblic La Gometrie nel quale illustrava i concetti fondamentali della geometria analitica, gi scoperti in realt da Fermat. Il principio della geometria analitica consisteva nel tracciare nel piano due assi perpendicolari detti appunto cartesiani (ascissa e ordinata) e di descrivere una curva come linsieme di soluzioni di unequazione a due incognite. La geometria si riduceva cos allo studio di equazioni algebriche. Questa scoperta port una rivoluzione concettuale enorme poich da quel punto in poi linee piani e curve furono visti in maniera algebrica, e non il contrario come si era fatto fino ad allora. Successivamente Gilles Roberval, Christian Huygens, John Wallis, Christopher Wren e Blaise Pascal (1623-1662) applicarono la geometria analitica per risolvere vari problemi riguardanti quadrature di archi e di aree sottese da varie curve. Pierre Fermat (1601-1665) e Cartesio si occuparono invece del problema delle tangenti (la determinazione della tangente in un dato punto di una curva) dando due interpretazioni diverse. Il metodo di Fermat il pi moderno dei due e anticipa il concetto di derivata anche se Fermat non riusc a giustificare del tutto alcuni passaggi. Questo problema avrebbe portato alla nascita del calcolo differenziale. Pascal oltre che di geometria si occup di combinatoria riuscendo a capire la correlazione di questa disciplina con il coefficiente binomiale. Utilizz poi il Triangolo di Pascal anche se esso era gi noto ad altri matematici come Tartaglia. Svilupp queste idee in una corrispondenza con Fermat nella quale si ponevano anche le fondamenta del moderno calcolo delle probabilit. Fermat fu uno dei matematici pi produttivi del secolo nonostante fosse un magistrato e si occupasse della materia da dilettante. Oltre ai gi citati contributi alla geometria, Fermat diede un enorme contributo alla Teoria dei numeri: studi lequazione di Pell (chiamata anche equazione di Pell-Fermat); introdusse i numeri primi di Fermat; congettur infine una quantit impressionante di teoremi come il piccolo teorema di Fermat e il teorema di Fermat sulle somme di due quadrati. La maggior parte di questi teoremi fu dimostrata da Euler ma per la congettura pi famosa del matematico francese, ossia lultimo

teorema di Fermat, si dovette attendere addirittura fino al 1994. Un esempio di curva nella geometria analitica. In questo secolo lo studio degli algoritmi infiniti quali serie e prodotti infiniti divenne una branca centrale della matematica. John Wallis (1616-1703) fu uno dei matematici pi produttivi in questo campo. Tra i suoi contributi pi importanti si ricordano il prodotto di Wallis pubblicato nella Arithmetica Infinitorum (1655) che costituisce il suo capolavoro. In questo volume Wallis si avvicina molto al calcolo infinitesimale compiendo delle vere e proprie integrazioni. Pietro Mengoli e Nicolaus Mercator scoprirono le serie che oggi portano il loro nome. Un altro contributo importante venne da Gottfried Leibniz (1646-1716) a cui si deve, tra laltro, la formula di Leibniz per pi. Isaac Barrow e James Gregory portarono ulteriormente avanti queste idee e riuscirono ad arrivare a tecniche estremamente simili al calcolo infinitesimale. Il calcolo infinitesimale nacque compiutamente pochi anni dopo, grazie allopera di Isaac Newton (1642-1727) e Leibniz che svilupparono contemporaneamente le idee fondamentali come quelle di derivazione e integrazione e dimostrarono il teorema fondamentale del calcolo infinitesimale. Newton tenne per s le sue scoperte e quando le pubblic molti anni dopo scoppi una violenta disputa che lo vide contrapposto al tedesco. Il calcolo si diffuse rapidamente, nonostante alcune riserve dovute soprattutto ai concetti usati, definiti allora in modo poco rigoroso. Tra i sostenitori del calcolo ci furono i fratelli Jakob (1654-1705) e Jean Bernoulli (1667-1748), due membri di una prodigiosa famiglia che avrebbe dato al mondo pi di un talento matematico. I due svilupparono il calcolo affrontando problemi come quello della brachistocrona e della rettificazione della lemniscata. Jakob studi poi la spirale logaritmica trovandone molte propriet e il calcolo delle probabilit enunciando la legge dei grandi numeri e il paradosso di San Pietroburgo. Insieme a Leibniz iniziarono per primi a studiare le equazioni differenziali aprendo cos la strada per gli sviluppi futuri. Anche il marchese de lHpital studi il calcolo scoprendo la cosiddetta Regola di De lHpital (scoperta in realt da Bernoulli). Brook Taylor invece scopr le serie di Taylor (gi note in realt ad altri matematici) che avrebbero avuto unimportanza fondamentale nello sviluppo dellanalisi complessa. In questo secolo apparvero anche le prime macchine calcolatrici meccaniche. Pascal ne invent una capace di fare somme e sottrazioni, mentre una macchina di Leibniz eseguiva anche moltiplicazioni e divisioni. Anche Wilhelm Schickard ne svilupp una, anche se si trattava di un oggetto non commerciabile. Infatti, le prime calcolatrici che ebbero diffusione furono prodotte nel XIX secolo, quando la tecnologia meccanica indotta dalla rivoluzione industriale consent di produrre a costi contenuti apparecchiature pratiche ed affidabili.

XVIII secolo
Leonhard Euler Il campo di studio fondamentale del XVIII secolo fu lanalisi matematica. Proseguendo lopera dei Bernoulli, Leonhard Euler (1707-1783) (chiamato anche Eulero) trov la soluzione al problema di Basilea, introdusse la costante di Eulero-Mascheroni e le funzioni gamma e beta. Trov poi molti metodi per la soluzione delle equazioni differenziali usati anche oggi e insieme allamico Jean dAlembert (1717-1783) affront molti problemi di meccanica razionale come la determinazione esatta del moto della Luna. Insieme a dAlembert e a Daniel Bernoulli (figlio di Jakob) studi poi il moto dei fluidi. DAlembert riusc invece a risolvere lequazione differenziale nota come equazione di dAlembert. Studi poi vari problemi di teoria dei giochi e il calcolo delle probabilit. Si occup anche di algebra cercando a pi riprese di dimostrare il teorema fondamentale dellalgebra. Nonostante queste dimostrazioni fossero in parte lacunose e il teorema sarebbe stato dimostrato rigorosamente solo da Gauss, il teorema spesso chiamato teorema di dAlembert. Eulero fu uno dei pi grandi matematici di tutti i tempi. Produsse pi di 886 pubblicazioni su ogni branca della matematica nonostante nellultima parte della sua vita fosse divenuto cieco. Diede

importanti contributi alla notazione matematica introducendo i simboli oggi accettati per le funzioni trigonometriche, la sommatoria, la funzione generica e per i numeri e ed i. Diffuse anche luso del simbolo Fu anche un importante teorico dei numeri, materia che ebbe un notevole sviluppo in questo secolo. Scopr il prodotto di Eulero, grazie al quale forn una dimostrazione dellinfinit dei numeri primi, dando cos di fatto inizio alla teoria analitica dei numeri che usa procedimenti analitici per raggiungere risultati aritmetici. Dimostr poi molti dei teoremi lasciati indimostrati da Fermat e introdusse la funzione phi di Eulero. Christian Goldbach enunci la sua famosa congettura tuttoggi irrisolta che afferma che ogni numero pari eccetto 2 esprimibile come somma di due numeri primi. In questo periodo i numeri immaginari e quelli complessi furono accettati completamente. Lanalisi complessa divenne una branca importante della matematica: Eulero studi le serie di Taylor trovando le espansioni in serie di molte funzioni. Grazie a ci riusc a scoprire le estensioni di moltissime funzioni reali in campo complesso, come per esempio le funzioni trigonometriche, la funzione logaritmica e la funzione esponenziale. Grazie a questultima estensione trov lidentit di Eulero: considerata da molti la pi bella formula della matematica. Altri contributi alla materia giunsero da Abraham de Moivre. In questo secolo si assistette anche alla nascita della topologia e della teoria dei grafi soprattutto per via delle scoperte di Eulero. Egli infatti risolse il problema dei ponti di Knigsberg che chiedeva se fosse possibile attraversare tutti i ponti della citt di Knigsberg (Kaliningrad) una sola volta e tornare al punto di partenza. Eulero scopr che ci non era possibile e il ragionamento che us sta alla base della moderna teoria dei grafi. Il matematico svizzero scopr poi anche la formula che mette in relazione il numero dei vertici delle facce e degli spigoli di un poliedro convesso. Queste scoperte possono essere considerate come linizio della moderna topologia. La citt di Knigsberg ai tempi di Eulero con i ponti messi in evidenza Lorenzo Mascheroni dimostr che se una retta si considera nota quando sono stati individuati due suoi punti allora tutte le figure costruibili con riga e compasso sono costruibili col solo compasso. Vi furono anche diversi tentativi di dimostrare il quinto postulato di Euclide partendo dagli altri quattro. Tra questi si ricordano quello di Girolamo Saccheri, Vitale Giordano, e Jean-Henri Lambert. Questultimo si avvicin molto alla geometria non euclidea. Lambert ricordato anche per aver dimostrato che irrazionale (vedi dimostrazione della irrazionalit di ). Ci furono sviluppi anche nel campo del calcolo delle probabilit: Thomas Bayes dimostr il teorema che porta il suo nome e Georges-Louis Leclerc, conte di Buffon diede inizio al metodo Monte Carlo con il famoso problema dellago di Buffon. Nella seconda met del secolo Parigi divenne il pi importante centro matematico e scientifico del tempo. Questo avvenne grazie alla presenza di matematici come Pierre Simon Laplace (1749-1827) e Joseph-Louis Lagrange (1736-1837) e allistituzione di scuole di carattere scientifico come lcole polytechnique e lcole normale suprieure che fornirono validi matematici alla Francia. Laplace e Lagrange si occuparono di meccanica celeste. Dopo il lavoro di Newton essa divenne uno degli argomenti pi trattati del secolo. Laplace nella sua Mcanique Cleste dimostr che il sistema solare sarebbe rimasto stabile per un lungo intervallo di tempo. Introdusse le armoniche sferiche la trasformata di Laplace e il Laplaciano. Fu uno dei primi a utilizzare il concetto di potenziale dimostrando che esso soddisfa sempre lequazione di Laplace. Si occup anche di teoria della probabilit e statistica riscoprendo il teorema di Bayes e fornendo una dimostrazione rigorosa del metodo dei minimi quadrati. Lagrange invece nella sua Mcanique analytique introdusse il concetto di funzione lagrangiana. Insieme ad Eulero fu tra i creatori del calcolo delle variazioni ricavando le equazioni di Eulero-Lagrange.

Studi inoltre il problema dei tre corpi trovando i punti di Lagrange. Scopr il metodo dei moltiplicatori di Lagrange per la risoluzione delle equazioni differenziali. Introdusse la notazione usata ancora oggi per il calcolo differenziale e trov un metodo per la soluzione delle equazioni di qualunque grado che per si rivela utile solo fino al quarto. Dimostr poi il teorema di Lagrange e contribu molto anche alla teoria dei numeri dimostrando ad esempio il teorema dei quattro quadrati. Studi anche la geometria analitica solida ottenendo discreti risultati. Un altro importante matematico del periodo fu Adrien-Marie Legendre (1752-1833) che studi gli integrali ellittici introducendo quelli della prima e della seconda specie. Congettur il metodo dei minimi quadrati indipendentemente da Gauss. Fu anche un brillante teorico dei numeri: dimostr lultimo teorema di Fermat per il caso n=5, dimostr lirrazionalit di e scopr la legge di reciprocit quadratica esponendola nella sua forma attuale. Sempre indipendentemente da Gauss congettur il Teorema dei numeri primi. Gaspard Monge dette invece contributi fondamentali alla geometria descrittiva. Breve storia degli insiemi numerici I numeri naturali sono presenti in ogni cultura e in ogni epoca. Anche le civilt pi primitive sanno distinguere i concetti di uno e due. Fin dalla matematica egizia si trovano riferimenti ai numeri razionali: nel papiro di Rhind si trovano le regole per a somma e la moltiplicazione di frazioni. Gli egizi amavano esprimere le frazioni pi complesse come somma di frazione con numeratore 1 e di 2/3. La scoperta dei numeri irrazionali si ebbe in Grecia. Infatti anche se i Babilonesi si erano trovati a dover risolvere equazioni di secondo grado sembra che non si siano mai interrogati sulla natura delle soluzioni (a volte irrazionali) ma si siano accontentati di buone approssimazioni dei radicali. Secondo la tradizione fu il pitagorico Ippaso di Metaponto a dimostrare lincommensurabilit del lato e della diagonale di un quadrato (che misura radice di due volte il lato). La dimostrazione riportata da Euclide probabilmente troppo complessa e sembra pi probabile che Ippaso sia arrivato al risultato per altre vie. Comunque sia la scoperta fu considerata uno scandalo dai pitagorici che ritenevano che tutto luniverso fosse esprimibile tramite rapporti tra numeri naturali. Si dice addirittura che la scoperta cost la vita a Ippaso, ovvero che i pitagorici preferirono ucciderlo per evitare che il segreto si divulgasse. I numeri negativi entrarono molto dopo nella matematica occidentale. Nella matematica indiana e cinese erano generalmente accettati, anche se con qualche riserva. Gli Arabi li conoscevano e i mercanti li usavano correntemente per indicare i debiti ma non erano usati correntemente in algebra. Ci portava, per esempio, allo studio di vari tipi di equazioni di secondo grado, invece che della forma normale odierna, nella quale i coefficienti possono assumere qualunque segno. I numeri negativi erano spesso indicati con colori differenti. Ancora nel 500 in Europa i numeri negativi venivano trattati con diffidenza quando Girolamo Cardano si trov, studiando la formula risolutiva delle equazioni di terzo grado a dover maneggiare numeri complessi. Infatti equazioni del tipo erano considerate irrisolvibili e non venivano prese in considerazione; tuttavia la formula risolutiva delle equazioni di terzo grado contemplava un caso irriducibile nel quale lequazione aveva soluzioni reali, ma nei calcoli si doveva operare su numeri immaginari (si veda equazione di terzo grado). Il primo ad azzardare una soluzione fu Rafael Bombelli che nella sua Algebra proponeva di utilizzare le quantit silvestri (radici di numeri negativi) purch sparissero nella soluzione finale. Infatti espone le regole del calcolo sulle quantit immaginarie (Bombelli usa meno di meno e pi di meno rispettivamente per -i e +i). I numeri complessi vanno via via affermandosi in Europa. Cartesio il primo a chiamare le radici di un numero negativo numeri immaginari. I matematici cominciarono a studiarli come entit a s stanti e Abraham de Moivre scopr la formula che porta il suo nome: . Eulero, lavorando con lespansione in serie di Taylor della funzione esponenziale, riusc ad estenderla ai numeri complessi tramite la formula di Eulero: . Laccettazione definitiva dei numeri complessi si ebbe quando allinizio del XIX secolo Caspar

Wessel, Jean-Robert Argand e Carl Friedrich Gauss scoprirono indipendentemente luno dallaltro la loro rappresentazione grafica: il piano complesso, in cui le coordinate di un punto rappresentano la parte reale e immaginaria del numero. Augustin-Louis Cauchy svilupp lanalisi complessa con il teorema integrale di Cauchy e le equazioni di Cauchy-Riemann Tutti gli insiemi numerici qui descritti furono definiti in qualche modo per trovare soluzioni ad equazioni altrimenti insolubili. Nel 1844 Joseph Liouville, defin un numero (la costante di Liouville) che non era radice di nessun polinomio a coefficienti razionali ed era dunque trascendente. Rispettivamente nel 1873 e nel 1882 Charles Hermite e Ferdinand von Lindemann dimostrarono la trascendenza di e e di pi greco (si vedano anche dimostrazione della trascendenza di e e dimostrazione della irrazionalit di e). Pi tardi si dimostro che il logaritmo naturale di qualsiasi numero razionale positivo diverso da 1 trascendente e anche la funzione seno con argomento algebrico (cio non trascendente). Un importante contributo in materia il teorema di Gelfond che risolve parzialmente il Settimo problema di Hilbert. Georg Cantor studiando gli insiemi infiniti scopr che non ono tutti equipotenziali. Dunque in termini poco rigorosi non tutti gli infiniti sono ugualmente grandi. Introdusse cos i numeri transfiniti per esprimere la cardinalit dei vari insiemi non finiti.

Nel XIX secolo si sent il bisogno di definire in modo pi rigoroso il concetto di numero irrazionale. Karl Weierstrass e Richard Dedekind arrivarono tramite due strade diverse a una nuova formulazione del concetto. Una costruzione simile dei numeri naturali dovr aspettare il XX secolo e gli assiomi di Peano. XIX secolo
Carl Friedrich Gauss Questo secolo spesso chiamato Let delloro della matematica. Durante il XIX secolo nacquero i primi periodici matematici come il Journal di Crelle e il Journal di Liouville. I matematici iniziarono a riunirsi nelle facolt universitarie. Nacquero le prime societ matematiche, come la London Mathematical Society. Fu confermato il primato di Parigi grazie a una geniale generazione di matematici, ma nella seconda parte del secolo il centro pi importante per gli studi matematici divenne Gottinga dove risiedevano matematici come Gauss, Riemann e Dirichlet. Algebra Lalgebra ricevette nei primi anni del XIX secolo un grande impulso: Carl Friedrich Gauss (17771855) fu il primo a dimostrare il teorema fondamentale dellalgebra nel 1799. Nella sua dimostrazione introdusse il piano complesso che avrebbe avuto unimportanza fondamentale nello sviluppo dellanalisi complessa. Augustin-Louis Cauchy (1789-1857) e Carl Jacobi (1804-1851) chiarirono il concetto di determinante di una matrice e dimostrarono importanti teoremi di algebra lineare. Jacobi introdusse poi il concetto di matrice jacobiana. Evariste Galois (1811-1832) e Niels Abel (1802-1829), entrambi morti giovanissimi, studiarono la risolubilit delle equazioni di grado superiore al quarto. Abel dimostr il teorema di Abel-Ruffini che stabilisce limpossibilit di risolvere per radicali le equazioni di quinto grado. Galois invece stabil la non risolubilit per radicali delle equazioni di grado superiore al quinto e il suo lavoro allorigine della teoria di Galois, importante branca dellalgebra astratta. Analisi Lanalisi matematica fu invece posta su basi sempre pi ben definite. Cauchy defin rigorosamente il concetto di derivata come limite del rapporto incrementale tra la funzione e la variabile e quello di funzione continua. Chiar anche il concetto di limite anche se Karl Weierstrass formalizz meglio la sua definizione. Bernhard Riemann chiar invece il concetto di integrale (integrale di Riemann). Bernhard Bolzano aveva sviluppato molte di queste definizioni precedentemente, ma la sua opera rest purtroppo sconosciuta per decenni.

Grazie a questi passi avanti, Cauchy riusc a estendere i concetti del calcolo infinitesimale alle funzioni a variabile complessa scoprendo il teorema integrale e la formula integrale di Cauchy. Scopr anche il criterio di convergenza di Cauchy. Oltre ai gi menzionati contributi allalgebra lineare Cauchy si occup anche di statistica (variabile casuale di Cauchy), meccanica e soprattutto teoria dei numeri. Arriv vicino a dimostrare lultimo teorema di Fermat. Partendo da un precedente lavoro di Abel, Jacobi diede importanti contributi alla comprensione degli integrali ellittici scoprendo la doppia periodicit di alcuni di essi e introducendo le funzioni ellittiche jacobiane. Joseph Fourier invece studi il movimento ondulatorio e il calore. Introdusse poi le serie di Fourier e la trasformata di Fourier. Teoria dei Numeri Carl Gauss fu senza dubbio uno dei matematici pi importanti del secolo e di tutti i tempi. Visse buona parte della sua vita a Gottinga che divenne ben presto uno dei centri pi importanti della matematica europea. Ricerc in quasi tutte le branche della matematica. Dopo aver dimostrato il teorema fondamentale dellalgebra, si occup soprattutto di teoria dei numeri pubblicando nel 1801 le Disquisitiones Aritmeticae. La teoria dei numeri vide in questo secolo lintroduzione di nuovi concetti sempre pi legati ai metodi analitici. Nelle Disquisitiones Gauss introduceva laritmetica modulare, che avrebbe facilitato moltissimo la scrittura e la comprensione di teoremi relativi a questo campo dindagine. Sempre in questo volume introduceva il concetto di intero gaussiano. Congettur poi indipendentemente da Legendre il metodo dei minimi quadrati e il teorema dei numeri primi, che mette in relazione la distribuzione di questi con la funzione logaritmica. Il teorema sar dimostrato solo nel 1894 da Jacques Hadamard e Charles de La Valle-Poussin. Gauss fu anche un grande statistico; la variabile casuale normale che descrive la distribuzione degli errori dovuta a lui. Alla morte di Gauss, Peter Gustav Dirichlet (1805-1859) gli successe nel suo posto di insegnante. Egli dimostr il teorema secondo il quale in tutte le progressioni aritmetiche si trovano infiniti numeri primi, (teorema di Dirichlet) usando complessi metodi analitici. Introdusse anche la convoluzione di Dirichlet. Il lavoro pi importante nella teoria dei numeri fu per quello di Bernhard Riemann (1826-1866), il successore di Dirichlet a Gottinga che in un articolo del 1859 introdusse formalmente la funzione zeta di Riemann. Egli cap il collegamento di questa con la distribuzione dei numeri primi e studiando i valori complessi della funzione zeta congettur che tutti i suoi zeri complessi avessero parte reale un mezzo. Questa congettura nota come ipotesi di Riemann non ancora stata risolta; se lo fosse, potrebbero essere dimostrati moltissimi teoremi, tra cui una formula che approssima la distribuzione dei numeri primi nella maniera migliore possibile. Joseph Liouville dimostr nel 1844 lesistenza di numeri trascendenti costruendo appositamente alcuni esempi come la costante di Liouville. Successivamente Charles Hermite dimostr la trascendenza di e e Ferdinand von Lindemann quella di . Grazie a queste ed altre scoperte si dimostr la non risolubilit con riga e compasso dei tre problemi classici dellantica Grecia. Geometria Nel XIX secolo la geometria, dopo un secolo in cui non aveva fatto praticamente progressi, ritorn ad essere una materia importante di studio. Gauss trov le condizioni per cui un poligono regolare poteva essere costruito usando solo riga e compasso, risolvendo un problema che restava aperto da millenni. Sempre Gauss diede inizio ad una nuova branca della geometria, la geometria differenziale, introducendo il concetto di curvatura di una superficie. Schema delle principali geometrie: ellittica, iperbolica ed euclidea Jakob Steiner (1796-1863) dimostr che tutte le figure costruibili usando riga e compasso possono essere costruite usando solo la riga e una circonferenza iniziale. Abbozz poi la prima dimostrazione del problema isoperimetrico che sarebbe stata

completata da altri. Julius Plucker introdusse il metodo delle notazioni geometriche abbreviate e dimostr il principio di dualit. Studi la possibilit di una geometria a quattro o pi dimensioni spaziali. Insieme ad August Ferdinand Mbius introdusse le coordinate omogenee. Moebius introdusse poi la funzione di Moebius e studi la topologia (nastro di Moebius). Ma linnovazione pi importante del secolo in geometria furono le geometrie non euclidee. Gauss, cercando di dimostrare il V postulato di Euclide, arriv alla rivoluzionaria conclusione che potevano esistere geometrie indipendenti dal postulato e inizi a studiare la geometria iperbolica. Janos Bolyai arriv alla stessa conclusione. Tuttavia il vero sviluppatore della geometria iperbolica fu il russo Nikolai Ivanovich Lobachevsky (1792-1856). In questa geometria per un punto passano infinite rette che non incontrano una retta data, e la somma degli angoli di un triangolo sempre inferiore a 180. Il gi menzionato Riemann diede un contributo fondamentale allo studio delle geometrie non euclidee definendo il concetto di linea retta come di geodetica di uno spazio. Studi poi la geometria costruita sulla superficie di una sfera; la geometria ellittica o riemanniana. In questa geometria non esistono rette parallele, in quanto una retta un cerchio massimo, e la somma degli angoli interni di un triangolo sempre superiore a 180. Riemann si occup anche di topologia introducendo le superfici di Riemann. Anticip il concetto di metrica e di tensore. Einstein us i suoi risultati per descrivere lo spazio della relativit generale. Il concetto rivoluzionario che stava alla base di queste geometrie fatic molto ad essere accettato. Henri Poincar (1854-1912), Felix Klein(1849-1925) e Eugenio Beltrami dimostrarono la coerenza e lindipendenza dal V postulato di queste geometrie, sancendo cos la loro accettazione. Inoltre scoprirono il disco di Poincar e la pseudosfera, due modelli fisici di geometria iperbolica. Poincar fu anche linventore di quella importante branca della topologia nota come topologia algebrica. perci spesso considerato come il padre della topologia moderna. Si occup di quasi tutte le branche della matematica dellepoca apportando numerosi sviluppi. Scopr le funzioni fuchsiane. Formul poi la famosa congettura di Poincar e introdusse lattrattore strano ponendosi cos tra i precursori della teoria del caos. Si occup anche di meccanica. Felix Klein invece introdusse il concetto algebrico di gruppo in geometria ottenendo definizioni molto generali. Scopr anche la famosa superficie topologica nota come bottiglia di Klein. Algebra astratta Verso la meta del XIX secolo nacque lalgebra astratta. Galois fu precursore in questo campo introducendo i concetti di gruppo e di permutazione. La teoria dei gruppi anticipata gi da lavori di Lagrange e Cauchy ma soprattutto di Abel (gruppo abeliano). Galois fu il primo a collegarla con la teoria dei campi nei suoi lavori sulla risolubilit delle equazioni. Questi lavori vennero poi formalizzati e sviluppati da Leopold Kronecker. Le nuove teorie algebriche ricevettero attenzione in Inghilterra dove da pi di un secolo la matematica era caduta in una fase di torpore. Lirlandese William Rowan Hamilton (1805-1865), volendo estendere alla terza dimensione il piano di Gauss, introdusse i quaternioni, creando cos unalgebra del tutto nuova dove non valevano tutte le regole di quella ordinaria, venendo a mancare la propriet commutativa della moltiplicazione. Hamilton introdusse anche loperatore hamiltoniano e dimostr il teorema di Cayley-Hamilton. Arthur Cayley studi invece lalgebra delle matrici definendo i concetti di moltiplicazione e somma su questi enti. Studi lalgebra degli ottetti chiamata spesso anche algebra di Cayley. George Boole (1815-1864), infine, defin le operazioni algebriche per gli insiemi, dando inizio cos alla cosiddetta algebra di Boole. Questa teoria avrebbe avuto unimportanza fondamentale nello sviluppo della logica matematica, di cui Boole pu benissimo essere considerato il padre, e della teoria dellinformazione. Logica, Teoria degli insiemi

Nella seconda met del secolo si incominci a studiare il concetto di numero, cercando di definirlo logicamente. Weiestrass e Richard Dedekind definirono il concetto di numero reale partendo da quello di numero naturale e di numero razionale. Il logico Gottlob Frege (1848-1925) cerc di definire il concetto di numero naturale su basi logiche, riconducendo cos lintera matematica alla logica. Tuttavia la sua definizione che si basava sul concetto di cardinalit di un insieme fu messa in crisi allinizio del secolo successivo. Giuseppe Peano (1858-1932) tent invece di basare la matematica in modo assiomatico. Introdusse quindi cinque assiomi che descrivevano il concetto di numero naturale spesso chiamati assiomi di Peano. Anche questo tentativo era per destinato a fallire. Dedekind defin per primo linfinit di un insieme come il fatto che un suo sottoinsieme potesse essere messo in corrispondenza biunivoca con esso. Partendo da questo lavoro Georg Cantor (1845-1918) inizi a studiare gli insiemi infiniti, scoprendo che i numeri interi sono tanti quanti i numeri razionali (ossia i due insiemi hanno la stessa potenza) ma che linsieme infinito dei numeri reali pi grande di quello dei razionali. Congettur poi che non vi fossero altre potenzialit di infinito tra questi due insiemi. La congettura chiamata ipotesi del continuo. Queste scoperte paradossali generarono scetticismo nella comunit dei matematici ma le idee di Cantor sono alla base della moderna teoria degli insiemi

XX secolo
David Hilbert Prima del ventesimo secolo, il numero di matematici creativi attivi contemporaneamente nel mondo era inferiore al centinaio[senza fonte]. I matematici erano di norma benestanti o supportati da ricchi possidenti. Vi erano pochi impieghi possibili, quali insegnare nelle universit o nelle scuole superiori. La professione del matematico divenne realt solo nel ventesimo secolo. I matematici iniziarono a lavorare in gruppo. Il centro dellattivit matematica nella prima met del secolo fu Gottinga per poi divenire negli anni cinquanta Princeton. Furono istituiti vari premi matematici, a partire dalla medaglia Fields (1936) e il premio Wolf per la matematica (1978), mentre manca il premio Nobel per la matematica. In questo secolo si vide una moltiplicazione di teoremi e scoperte matematiche. Per stabilire delle linee guida, David Hilbert (1862-1947) in un congresso del 1900 enunci 23 problemi che avrebbero dovuto fare da guida nella matematica novecentesca. Molti di questi problemi sono stati risolti, positivamente o negativamente, ma restano aperti lottavo e il dodicesimo. Hilbert fu un matematico di primordine. Dimostr il teorema di finitezza e studi le equazioni integrali introducendo gli spazi di Hilbert. La sua opera pi importante fu comunque unassiomatizzazione completa e rigorosa della geometria ottenuta nel suo Grundlagen der Geometrie. Teoria degli insiemi Nel 1901 invece Bertrand Russell (1872-1970) espose, in una lettera a Frege, il cosiddetto paradosso di Russell che metteva in discussione la sua formulazione della teoria degli insiemi e dunque della matematica. Questa scoperta port Ernst Zermelo e Adolf Fraenkel a riformulare la teoria su base assiomatiche: il cosiddetto sistema di assiomi di Zermelo-Fraenkel. Solitamente a questi viene aggiunto anche lassioma della scelta senza il quale non si possono dimostrare alcuni importanti teoremi (il sistema risultante solitamente chiamato ZFC). Lindipendenza di questo assioma dal sistema di ZermeloFraenkel stata provata da Paul Cohen nel 1963. Anche Russell cerc parallelamente di rifondare la matematica su degli assiomi. Insieme a Alfred North Whitehead scrisse il monumentale Principia Mathematica. Il fallimento di queste impostazioni assiomatiche (inclusa quella tentata da Giuseppe Peano) fu decretato nel 1931 da Kurt Gdel (1906-1978) con il suo famoso teorema di incompletezza di Gdel secondo il quale in ogni sistema assiomatico coerente esistono proposizioni indecidibili (che non possono essere n dimostrate n confutate). Lo sgomento causato dal teorema aument quando Gdel e Cohen dimostrarono che lipotesi del continuo indipendente dal sistema di assiomi di ZermeloFraenkel.

Analisi

In analisi Henri Lebesgue riformul nel 1902 il concetto di integrale introducendo la misura di Lebesgue (integrale di Lebesgue). Ci comporta un ampliamento della classe delle funzioni integrabili rispetto alla definizione data da Riemann. Furono poi introdotte funzioni improprie come la funzione gradino di Heaviside e la funzione delta di Dirac. Tramite il concetto di distribuzione Laurent Schwartz estese il concetto di derivata alle funzioni integrabili secondo Lebesgue. Abraham Robinson defin i numeri iperreali, estensione di quelli reali con cui diede vita alla cosiddetta Analisi non standard che recupera, definendoli in modo rigoroso, molti dei concetti intuitivi usati da Leibniz come quello di infinitesimo. Successivamente furono introdotti i numeri surreali. Algebra Ernst Steinitz apport importanti contributi allalgebra e allo studio dei campi. Ci port a una classificazione dei campi algebricamente chiusi. La classificazione dei gruppi semplici finiti fu invece pi difficoltosa. Daniel Gorenstein annunci il programma per la loro classificazione nel 1972. Questa tenne impegnati un centinaio di matematici, tra cui John Conway (1937- ), fino al 1985, anno in cui fu completata. Durante questa classificazione fu anche trovato il Mostro, un gruppo semplice costituito da circa elementi. Si scoperto poi che le strutture algebriche hanno molta importanza nella fisica delle particelle. Topologia Uno dei campi di studio principali del secolo fu la topologia. Nel 1910 Luitzen Brouwer dimostr limportante teorema del punto fisso. Si iniziarono a studiare le superfici minime ottenendo risultati importanti come la risoluzione del problema di Plateau. In topologia differenziale, John Milnor scopr che una variet topologica pu ammettere pi strutture differenti come variet differenziale. Stephen Smale risolse la congettura di Poincar per tutte le dimensioni superiori a 5. La dimostrazione fu quindi estesa in dimensione 5, e in dimensione 4 da Michael Freedman allinizio degli anni 80. Nello stesso periodo William Thurston introdusse nuove prospettive geometriche nello studio delle variet tridimensionali, culminanti nella Congettura di geometrizzazione. Nel ventesimo secolo ci si interess anche alla Teoria dei nodi, e si cerc di classificarli introducendo nuovi invarianti. Teoria dei numeri Anche la teoria dei numeri ricevette un grande impulso. Srinivasa Ramanujan (1887-1920) dimostr molti importanti teoremi e formule. Tra queste molte che consentono di calcolare pi e la funzione di partizione. Introdusse la funzione mock theta. Aleksander Gelfond dimostr il teorema di Gelfond, risolvendo parzialmente la congettura sui numeri trascendenti contenuta nel settimo problema di Hilbert. Atle Selberg (1917-2007) e Paul Erds (1913-1996) dettero nel 1949 una dimostrazione elementare del teorema dei numeri primi. Erds fu un matematico molto prolifico. Oper soprattutto in teoria dei numeri, calcolo combinatorio e teoria dei grafi ottenendo risultati importanti. In suo onore i matematici hanno definito il numero di Erds. Nel 1994, dopo anni di lavoro, Andrew Wiles dimostr lUltimo teorema di Fermat. la sua dimostrazione usa molte tecniche di algebra moderna. Alcuni di questi strumenti erano stati oggetto di lavoro di Andr Weil, un matematico che si era interessato di equazioni diofantine, curve ellittiche e gruppi di Lie. Geometria Il frattale di Mandelbrot In geometria, dopo la classificazione dei 230 gruppi di simmetria spaziali e dei 7 lineari, furono classificati i 17 tipi di simmetrie planari e si inizi a studiare le tassellature. Roger Penrose scopr la tassellatura di Penrose che copre il piano in modo aperiodico. Alain Connes svilupp la

geometria non commutativa. Due importanti congetture sono state risolte usando in modo massiccio il computer: la congettura di Keplero (1998) riguardante gli impacchettamenti sferici e il Teorema dei quattro colori (1976) secondo il quale ogni mappa pi essere colorata senza che due regioni abbiano lo stesso colore usando soltanto 4 colori. Luso del computer stato fondamentale nello studio dei frattali, curve dotate di area finita e perimetro infinito che non hanno dimensione intera. Questo studio, iniziato allinizio del secolo da Gaston Julia (insieme di Julia) e Helge von Koch (curva di Koch) e incagliatosi per le difficolt di calcolo fu ripreso da Benoit Mandelbrot (1924-2010) negli anni ottanta. Si deve a Mandelbrot la definizione degli oggetti frattali, fra questi il famoso insieme di Mandelbrot, oltre alle applicazioni in vari campi, fra cui leconomia. Informatica Alan Turing (1912-1954), considerato uno dei padri dellinformatica, introdusse idee fondamentali per il successivo nascere di questa materia. Introdusse i concetti di macchina di Turing e Test di Turing. I suoi lavori sono alla base dellIntelligenza artificiale. Durante la Seconda guerra mondiale aiut gli alleati a decifrare i messaggi in codice nazisti. Dopo la guerra, in quanto omosessuale, fu costretto a subire una cura ormonale che lo port al suicidio. John von Neumann (1903-1957), una figura dominante nella matematica novecentesca, invece introdusse limportante concetto di architettura di von Neumann e studi la possibilit di una macchina autoreplicante. Successivamente George Dantzig introdusse il metodo di programmazione lineare chiamato metodo del simplesso. Claude Shannon svilupp la teoria dellinformazione. Grazie alla sua analisi del gioco degli scacchi oggi i computer possono vincere giocando a scacchi con dei campioni. Teoria dei giochi ed economia John von Neumann A Von Neumann, ed in buona parte anche a Morgenstern, si deve anche lo sviluppo della teoria dei giochi. La teoria dei giochi si occupa della modellizzazione di una situazione di interazione strategica ed analizza quali possano essere le strategie migliori da utilizzare. Tra i pi importanti lavori di von Neumann in questo campo c la dimostrazione del teorema di minimax. Successivamente John Nash (1928-) introdusse il concetto fondamentale di equilibrio di Nash, importante anche in economia. Strettamente connessa alla teoria dei giochi la trattazione matematica delleconomia gi iniziata negli ultimi anni del secolo precedente. Nel secondo dopoguerra vi stato uno straordinario sviluppo dei metodi matematico-formali in economia, in particolare utilizzando la teoria dei giochi: fra i risultati pi significativi, il teorema di esistenza dellequilibrio economico generale, dimostrato da Kenneth Arrow e Gerard Debreu. Andrey Nikolaevich Kolmogorov riusc, facendo ricorso alla misura di Lebesgue, ad assiomatizzare il calcolo delle probabilit. Von Neumann invece assiomatizz la meccanica quantistica. Nel ventesimo secolo si inizi ad analizzare matematicamente la struttura del linguaggio. Axel Thue defin in termini matematici il concetto di grammatica. Noam Chomsky classific invece i vari tipi di linguaggi in base al tipo di produzioni grammaticali permesse. Edward Norton Lorenz, studiando metodi per la previsione del tempo atmosferico, scopr il cosiddetto attrattore di Lorenz, dando cos inizio alla teoria del caos. Questa studia i sistemi caotici, quei sistemi, cio, in cui piccole variazioni delle condizioni iniziali portano a variazioni consistenti nel tempo. La teoria ha importanti applicazioni nella meteorologia. Filosofia matematica Nel novecento si crearono due scuole di pensiero opposte riguardo al significato della matematica. I realisti (Kurt Gdel) credono che le entit matematiche in qualche modo esistano e che le verit matematiche siano verit assolute. Invece i formalisti (David Hilbert) credono che gli enunciati matematici siano in realt conseguenze di alcuni assiomi e regole deduttive e che gli enunciati matematici

non abbiano una validit assoluta ma limitata al sistema preso in considerazione. Si crearono poi le scuole di pensiero costruttivista e intuizionista. Queste correnti di pensiero rigettano alcuni principi matematici come il principio del terzo escluso e linfinito attuale (e di conseguenza tutti gli algoritmi infiniti). Lintuizionismo, sviluppato da Luitzen Brouwer, in particolare sostiene che i principi fondamentali della matematica siano nella intuizione individuale e nella mente del matematico. LUltimo Teorema di Fermat Ledizione del 1670 dellAritmetica di Diofanto, corredata con le annotazioni di Fermat. qui visibile lenunciato originale della congettura. E con queste parole che Pierre Fermat enuncia, nel margine (troppo stretto appunto) dellAritmetica di Diofanto quello che diverr noto come Ultimo teorema di Fermat. Lenunciato, estremamente semplice, afferma che lequazione non ha soluzioni intere per n>2. In altre parole mentre per n=2 possibile trovare triplette di numeri (chiamate terne pitagoriche) che soddisfano lequazione, come , non possibile trovare numeri interi che soddisfino la formula per n=3,4,5 Della dimostrazione di Fermat, non c traccia. Tra le sue carte stata trovata solo una dimostrazione per n=4 (nella quale, tra laltro, viene introdotto il metodo della discesa infinita). In realt Fermat dimostr che un triangolo rettangolo con lati interi, non pi avere area equivalente a un quadrato perfetto ma questo enunciato equivalente a che facilmente riconducibile al teorema per n=4. da notare che basta dimostrare il teorema per n primo in quanto le potenze composte possono essere facilmente ricondotte a tale caso. I primi tentavi di dimostrare il teorema si hanno nel VIII secolo con Eulero che tuttavia riesce a dimostrare solo il caso in cui n=3. La matematica Sophie Germain scopr che il teorema era probabilmente vero per tutti i numeri primi di Sophie Germain, cio tutti i numeri primi p tali che anche 2p+1 primo. Sfruttando le linee guida della sua dimostrazione, Adrien-Marie Legendre dimostr il teorema per n=5 e Gabriel Lam per n=7. Nel 1847, Cauchy e lo stesso Lam annunciarono indipendentemente di essere in procinto di dimostrare il teorema generale. Tuttavia la competizione fu interrotta da Ernst Kummer che faceva notare come le dimostrazioni poggiassero entrambe sullipotesi dellunicit della scomposizione in fattori, vera in campo reale ma non in campo complesso. La dimostrazione era comunque valida per gli esponenti primi minori di 31 e per altri valori, tra cui n=59 e n=67. La dimostrazione arriv inaspettatamente tre secoli dopo la formulazione della congettura, nel 1993 ad opera del matematico Andrew Wiles. La scoperta di una lacuna e la sua correzione lanno seguente conclusero la secolare vicenda. La dimostrazione di Wiles utilizza concetti molto tecnici della matematica moderna come le curve ellittiche ed impossibile che possa essere stata pensata da Fermat. Resta il dubbio su quale fosse la sua meravigliosa dimostrazione.

Lultimo teorema di Fermat entrato a far parte della cultura popolare: per esempio nellepisodio della famosa serie animata I Simpson Homer 3D (ne La paura fa novanta VI), andato in onda poco dopo la pubblicazione della dimostrazione di Wiles, il protagonista Homer Simpson finisce in uno strano mondo multidimensionale dove appaiono brevemente lidentit di Eulero la formulazione de problema P=NP e, soprattutto, unapparente controesempio al teorema di Fermat: . La formula se verificata su di una normale calcolatrice scientifica sembra vera ma si tratta di un errore dovuto allapprossimazione. Quando fu fatto notare che lequazione era banalmente confutata dal fatto che il primo membro risultasse pari e il secondo dispari fu mandato in onda lepisodio Lo stregone di Evergreen terrace nel quale compare per pochi secondi una formula analoga:

che non presenta tale inconveniente. Sulla stessa lavagna si nota un toro che viene trasformato topologicamente in una sfera: in realt loperazione impossibile ma viene giustificata tramite dei morsi; chiaro riferimento ironico alla passione del protagonista per le ciambelle. XXI secolo
A imitazione dei problemi di Hilbert, nel 2000 lIstituto matematico Clay ha compilato una lista di sette problemi per il millennio, offrendo un milione di dollari per la risoluzione di ciascuno di essi. Lunico ad essere stato risolto di questi la congettura di Poincar; essa stata dimostrata nel 2006 da Grigori Perelman, il quale ha per rifiutato il premio e la medaglia Fields. Tra i problemi del millennio vi sono anche alcuni problemi matematici tuttoggi (2009) irrisolti come lIpotesi di Riemann e il problema P contro NP. Restano ancora irrisolte anche la congettura di Goldbach e la congettura dei numeri primi gemelli.

Cronologia Cronologia della matematica: le linee continue indicano contatti confermati, quelle tratteggiate indicano contatti possibili. Note
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Bibliografia
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van der Waerden, B. L., Geometry and Algebra in Ancient Civilizations, Springer, 1983, ISBN 0387-12159-5. OConnor, John J. and Robertson, Edmund F., The MacTutor History of Mathematics Archive. Stephen M. Stigler, The History of Statistics: The Measurement of Uncertainty before 1900. Belknap Press, 1990. ISBN 0-674-40341-X E.T. Bell, Men of Mathematics Simon and Schuster, 1937. E.T. Bell, I grandi matematici Sansoni editrice, 1990 ISBN 88-383-1180-3. Richard J. Gillings, Mathematics in the time of the pharaohs Cambridge, MA, M.I.T. Press, 1972. Sir Thomas Heath, A History of Greek Mathematics Dover, 1981. ISBN 0-486-24073-8 Karl W. Menninger., Number Words and Number Symbols: A Cultural History of Numbers MIT Press, 1969. ISBN 0-262-13040-8 Burton, David M., The History of Mathematics: An Introduction. McGraw Hill: 1997. Katz, Victor J., A History of Mathematics: An Introduction Addison-Wesley: 1998. Morris Kline, Mathematics - The loss of Certainty. Oxford University Press, 1980. (Esposizione di livello medio dei cambiamenti di concezione della matematica che si sono imposti nel XX secolo.)

Voci correlate
Questo papiro da Ossirinco contiene uno dei pi antichi e completi diagrammi degli Elementi di geometria di Euclide. Vi disegnato il diagramma che riguarda la quinta preposizione del secondo libro degli Elementi Cronologia della matematica Storia dellinsegnamento della matematica Storia delle funzioni trigonometriche Storia della nozione di funzione matematica Storia dei numeri Storia del determinante Societ Italiana di Storia delle Matematiche Annals of mathematics MacTutor Aritmogeometria

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Storia della Matematica

orianapagliarone.it La scuola di Atene - Raffaello Le origini Le origini della matematica sono pi antiche della scrittura. Erodoto e Aristotele erano poco inclini a far risalire le origini della matematica a unepoca pi antica della civilt egiziana . Erodoto sosteneva che tale disciplina fosse sorta in quella regione per rispondere al bisogno pratico di misurare le terre dopo le periodiche inondazioni del Nilo . Aristotele era dellopinione che fosse stata lesistenza in Egitto di una classe agiata di sacerdoti a stimolare lo studio della geometria. I punti di vista di Erodoto e di Aristotele sono rappresentativi delle due opposte teorie sugli inizi della matematica: luna che vede le origini dalle necessit pratiche ,laltra nellagiatezza e nelle cerimonie rituali della classe sacerdotale.Il fatto che i geometri egiziani venissero indicati col nome di tenditore di corde pu essere invocato a sostegno sia delluna che dellaltra teoria. Il metodo delle corde Nellantico Egitto,quando si doveva costruire la base quadrata di una piramide,per ottenere gli angoli retti,si adoperava il cosiddetto metodo della corda,che quindi risale almeno al 2900 a.C. Ecco di cosa si tratta : si prende una corda lunga 12 unit di lunghezza,e avente nodi che la dividono in parti,lunghe rispettivamente 3,4,5:si fissino nel suolo due paletti,distanti 4 unit .Fra i due paletti si tenda la parte di mezzo della corda : si tendano poi le altre due parti,lunghe 3 e 5 , fino ad incontrarsi in un punto.Si osserva che il triangolo ottenuto rettangolo. Tra i numeri 3,4,5 si ha 32 + 42 = 52 Se i lati sono multipli di 3,4,5 secondo uno stesso numero n si ha ancora un triangolo rettangolo e questa relazione sempre valida. Gli Egiziani attribuirono a queste terne numeriche un valore mistico. In epoche molto remote gli Indiani e i Cinesi avevano osservato che per costruire un angolo retto si poteva utilizzare una corda divisa in parti lunghe 5,12,13 e anche una corda divisa in parti lunghe 8,15,17 E anche in questi casi 52 +122 = 132 e 82+152=172 Ancora oggi,in alcune zone del Sud della Francia i contadini usano il metodo della corda. LEgitto La Pietra di Rosetta , antico porto vicino ad Alessandria , redatta in tre lingue, greca,demotica e geroglifica,scoperta nel 1799 nel corso della spedizione napoleonica , ha svolto un ruolo importantissimo per la decifrazione dei geroglifici. Gli studiosi Champollion in Francia e Thomas Young in Inghilterra fecero rapidi progressi e fu facile per loro svelare il mistero della numerazione geroglifica egiziana , che risale a 5000 anni fa ed utilizzava la base 10 : facendo uso di un semplice schema iterativo e di simboli distinti per ciascuna delle prime sei potenze di 10 , gli egiziani riuscivano ad incidere nella pietra , nel legno e in altri materiali numeri superiori al milione. Un unico trattino verticale rappresenta lunit, un archetto vale 10, un laccio vale 100, un fiore di loto vale 1000 , un dito piegato 10.000 , un barbio , simile ad un girino 100.000 , una figura inginocchiata ( forse il Dio dellInfinito ) 1.000.000

I numeri presso gli Egiziani Il papiro di Rhind (detto anche di Ahmes ) Molte notizie matematiche,forse risalenti a 5000 anni fa, sono contenute nel papiro ,largo 30 cm. e lungo 5.46 m, detto di Ahmes , dal nome dello scriba che lo aveva trascritto verso il 1650 a. C. Il papiro ,scoperto dallegittologo scozzese Alexander Henry Rhind nel 1858, contiene tra laltro anche il concetto di frazione . Gli egiziani davano unimportanza particolare alla frazione 2/3: per calcolare un terzo di un numero essi ne calcolavano prima i 2/3 e poi ne sottraevano la met. Essi conoscevano il fatto che i due terzi della frazione 1/p la somma delle due frazioni 1/2p e 1/6p . Che il doppio della frazione 1/2p uguale a 1/p . Che 2/5 = 1/3 + 1/15 Che la frazione 3/5 = 1/3 + 1/5 + 1/15 Che 2/15 = 1/10 + 1/30 Ahmes allinizio della sua opera assicurava che essa avrebbe fornito uno studio completo ed esauriente di tutte le cose: la maggior parte del contenuto del papiro,dopo le tabelle delle frazioni di forma 2/n e n/10, formata da 84 problemi di vario genere. I primi 6 problemi chiedono di spartire 1,2,6,7,8,9 pagnotte fra 10 uomini : qui lo scriba fa uso delle tavole delle frazioni di forma n/10. Problema n.1 Nel 1 problema lo scriba si preoccupa di mostrare che corretto dare a ciascuno dei 10 uomini 1/10 di pagnotta: se un solo uomo riceve 1/10 di pagnotta , 2 uomini ne riceveranno 2/10 o 1/5 e 4 uomini 2/5 ossia 1/3 + 1/15 Pertanto 8 uomini riceveranno 2/3 + 2/15 ossia 2/3 + 1/10 + 1/30 e otto uomini pi due ne riceveranno 2/3 + 1/5 +1/10 +1/30 ossia lintera pagnotta Problema n.24 I problemi egiziani sono classificabili come aritmetici ma ve ne sono anche di algebrici del tipo x+ax =b oppure x+ax+bx=c x viene chiamata aha o mucchio ma lequazione non viene risolta con i metodi dellalgebra moderna, bens con la regola del falso : un esempio : x+1/7 x =19 si attribuisce a x il valore 7 , ma siccome 7+(1/7)7 =8 e non 19 siccome 8(2+1/4+1/8 ) =19 ossia 7 (2+1/4+1/8) + (2+1/4+1/8) = 19 x= 7(2+1/4+1/8) ossia x= 16 + 1/2+1/8 come ci dice Ahmes verificando che 16 +1/2+1/8 + (2+1/4+1/8) =19 ( 2+1/4+1/8 1/7 di x ) Problema n.51 Vi sono anche problemi geometrici Larea del triangolo isoscele viene calcolata moltiplicando la met della base per laltezza Nel problema n.52 viene calcolata larea del trapezio isoscele (semisomma delle basi per laltezza) Questi problemi vengono risolti utilizzando la teoria delle equivalenze (il triangolo isoscele equivalente alla met di un rettangolo , il trapezio isoscele equivalente al triangolo isoscele che ha per base la sooma delle basi e per altezza la stessa altezza) , ma gli egiziani non formalizzarono n approfondirono questi concetti , anzi molte soluzioni sono approssimate . Per esempio il problema n.50 risolve il calcolo dellarea del cerchio di diametro 9 unit trovando che esso equivalente al quadrato di lato 8 , questo calcolo permetteva di arrivare ad una buona

approssimazione di p greco Il papiro di Mosca Il papiro di Mosca lungo 5.5 m e largo 7.5 cm Fu scritto ,con minor accuratezza , da un ignota scriba della dodicesima dinastia (1890 a.C.) Contiene 25 esempi non diversi da quelli del papiro di Ahmes , mentre riveste notevole importanza il problema n.14 Problema n.14 l problema corredato da una figura di un trapezio rettangolo con le basi di 4 e 2 , altezza 6 , ma le istruzioni indicano che si tratta di calcolare il volume di un tronco di piramide quadrata , con 2 facce laterali aventi per forma il trapezio rettangolo disegnato. Lo scriba calcolava il volume utilizzando proprio la formula V=h(a2+ab+b2)/3 che evidentemente era nota a quei tempi , inoltre per b=0,la formula diventa il volume della piramide. Forse si usato il metodo di scomporre il tronco di piramide in un parallelepipedo avente volume 2 b h , 2 prisma triangolari di volume b(a-b)h/2 e una piramide a base quadrata di lato (a-b) di volume (ab)2h/3. I prismi potevano venir combinati a formare un parallelepipedo rettangolo con dimensioni b,ab,h ; la piramide poteva essere concepita come un parallelepipedo avente dimensioni a-b,a-b, h/3 ; Dopo aver tagliato i parallelepipedi pi alti in modo che le altezze siano tutte h/3, si possono facilmente disporre i pezzi in modo da formare 3 strati , ciascuno di altezza h/3 e di sezione a2 , ab, b2 Talete Il centro dello sviluppo della matematica aveva cominciato a spostarsi dalla Mesopotamia al mondo greco circa sei secoli prima dellEra cristiana , ma la ricostruzione della matematica greca primitiva resa incerta dal fatto che non esistono documenti matematici risalenti ad epoca anteriore allera ellenistica. Linizio della storia greca risale al secondo millennio a.C. I mercanti e gli uomini dotti greci vennero in contatto con la matematica preellenica , ma assimilarono le conoscenze in maniera cos profonda che la matematica assunse ben presto una fisionomia nettamente diversa. I primi Giochi Olimpici si tennero nel 776 a.C. , in tale data si era gi sviluppata una fiorente letteratura greca, invece sulla matematica non si sapeva niente . Poi, durante il VI secolo a.C. apparvero due uomini , Talete e Pitagora , che hanno svolto nel campo della matematica un ruolo simile a quello di Omero e di Esiodo nel campo della letteratura. Talete e Pitagora sono figure storicamente abbastanze confuse, ed inoltre non ci stato tramandato nessun capolavoro attribuibile alluno o allaltro A loro sono attribuite frasi emblematiche come Conosci te stesso Gnwti seauton nel caso di Talete o Tutto numero nel caso di Pitagora. Talete di Mileto (624-548 a.C.) e Pitagora di Samo(580-500 a.C.) ebbero la possibilit di viaggiare nei centri del sapere antico e acquisire informazioni sullastronomia e sulla matematica .Si racconta che abbiano appreso la geometria in Egitto , lastronomia in Mesopotamia La tradizione riferisce che nel 585a.C. Talete suscit lo stupore dei suoi concittadini con la previsione delleclisse solare in quellanno. Ci che sappiamo della vita di Talete in realt molto poco. Le date di nascita e di morte vengono calcolate in base al fatto che leclisse solare del 585a.C. ebbe luogo quando Talete era intorno ai quaranta anni e in base alla tradizione secondo cui aveva settantotto anni quando mor Talete era un uomo di intelligenza fuori del comune, considerato il primo dei Sette Saggi e, discepolo degli egiziani e dei caldei

Il teorema dellangolo inscritto in una semicerchio pu essere stato appreso da Talete durante i suoi viaggi a Babilonia , ma la tradizione gli attribuisce una prima dimostrazione . Talete acclamato come il primo vero matematico , in quanto fondatore dellimpostazione deduttiva della geometria Proclo (410-485 d.C.) nelle prime pagini del suo Commento al Primo libro di Euclide , riferisce che Talete and dapprima in Egitto e da qui introdusse lo studio della geometria in Grecia. Diogene Laerzio ,seguito da Plinio e da Plutarco , riferisce che Talete misur laltezza delle piramidi egiziane osservando la lunghezza delle ombre nel momento in cui lombra di un bastoncino verticale era uguale alla sua altezza. Erodoto racconta della previsione delleclisse solare fatta da Talete. Altre leggende dipingono Talete come un mercante di sale , un contemplatore di stelle , un sostenitore del celibato , uno statista. Zenone La dottrina pitagorica secondo cui i numeri costituiscono lintero universo era stata criticata dai seguaci di Parmenide , primo tra essi Zenone (450 a.C.)Egli avanz argomentazioni volte a dimostrare la contraddittoriet insita nei concetti di molteplicit e di divisibilit . Zenone svilupp i suoi paradossi ,creando grande imbarazzo ( come ci conferma Aristotele nei suoi scritti) Il primo paradosso detto della dicotomia: un oggetto in movimento , prima di percorrere una data distanza , deve percorrerne prima la met , ma prima di fare ci deve percorrere il primo quarto , il primo ottavo e cos via , attraverso un numero infinito di suddivisioni . Il corridore deve percorrere un numero infinito di tali suddivisioni in un tempo finito , ma ci impossibile , occorrerebbe un tempo infinito , quindi il movimento impossibile. Il secondo paradosso quello di Achille e la tartaruga: Achille gareggia con una tartaruga che parte in posizione avvantaggiata : il ragionamento mostra che Achille ,per quanto veloce possa correre ,non potr mai superare la tartaruga , per quanto lenta sia . Quando Achille raggiunger la posizione iniziale della tartaruga ,questa sar gi andata avanti di un tratto , per quanto piccolo , e quando Achille avr percorso anche questa distanza , la tartaruga si sar gi spostata un po pi avanti e cos il processo continua indefinitamente , con il risultato che il veloce Achille non potr mai superare la lenta tartaruga. I paradossi della dicotomia e di Achille mostrano che se si assume linfinita suddivisibilit dello spazio e del tempo , il movimento risulta impossibile . La Mesopotamia Nella regione della Mesopotamia(regione tra due fiumi) si usava la scrittura cuneiforme . I documenti venivano impressi su tavolette di argilla soffice per mezzo di uno stilo , le tavolette venivano poi cotte al sole o in forni Tali documenti scritti erano pi resistenti alle ingiurie del tempo dei papiri egiziani , di conseguenza disponiamo oggi di una documentazione molto pi vasta sulla matematica mesopotamica che sulla matematica egiziana. Eppure fu la scrittura geroglifica egiziana e non quella cuneiforme babilonese ad essere decifrata per prima. Fu solo nel secondo quarto del XX secolo che cominciarono ad apparire le prime esposizioni della matematica mesopotamica. Migliaia di tavolette risalenti al tempi della dinastia degli Hammurabi (1800-1600 a.C.)illustrano il sistema di numerazione utilizzato in Mesopotamia : il sistema a base 60 , qualunque sia lorigine del sistema sessasegimale , esso ha goduto di una vita considerevolmente lunga , ne sopravvivono residui ancora oggi nella misura del tempo e degli angoli . Per scrivere tutti i numeri fino a 59 si usavano 5 cunei larghi disposti di lato (ognuno rappresentava 10 unit ) e 9 cunei verticali ( ognuno rappresentava 1 unit ) , ma la vera novit stata

lintroduzione della notazione posizionale. In questo modo con 3 gruppi di 2 cunei verticali separati da uno spazio si possono rappresentare 2 2 (60) +2(60)+2 = 7322 Sembra per che in un primo tempo i babilonesi non disponessero di nessun simbolo per indicare lo zero , e questo comportava una ambiguit: infatti 2 gruppo di 2 cunei verticali potevano rappresentare sia 2(60)+2 sia 2(60)2+2 Tuttavia ai tempi di Alessandro il Grande si usavano 2 cunei obliqui per indicare un vuoto e questo eliminava alcune ambiguit ma non risultano numeri terminanti per 0 . La notazione posizionale fu estesa anche alle frazioni, per cui aumentava lambiguit in quanto 2 gruppi di 2 cunei verticali potevano indicare anche 2+2(60)-1 oppure 2(60)-1+2(60)-2 Comunque i babilonesi possedevano capacit di calcolo pari a quella della moderna notazione frazionaria decimale. Una tavoletta della collezione conservata a Yale ( n.7289) contiene il calcolo della radice quadrata di 2 . Il valore approssimato 1,414222 che differisce di 8 X10-6 dal valore vero. I numeri babilonesi Lalgebra I babilonesi per eseguire una divisione moltiplicavano il dividendo per il reciproco del divisore, utilizzando opportune tavole dei reciproci Tra le tavolette risalenti al periodo babilonese antico ve ne solo alcune contenenti le potenze successive di un dato numero , analoghe alle moderne tavole degli antilogaritmi. Unaltra tavoletta contiene il problema : a quale potenza va elevato un certo numero perch dia un numero dato? Tale problema equivalente a quello di calcolare il logaritmo si un numero La differenza sostanziale tra le antiche tavole dei logaritmi e quelle moderne che i babilonesi non prediligevano una base particolare come la base 10 per noi moderni . I babilonesi facevano anche uso di tavole di n3+n2 Lalgebra raggiunse in Mesopotamia un livello molto pi alto di quanto non avesse raggiunto in Egitto. Molti testi mostrano che la soluzione dellequazione di 2 grado completa non presentava difficolt per i babilonesi , grazie ad agili operazioni algebriche . In una tavoletta si chiede di trovare il lato di un quadrato se larea meno il lato uguale a 14,3 . La soluzione di questo problema equivale a risolvere x2-x=870 . La soluzione babilonese equivalente ad applicare la formula risolutiva delle equazioni di 2 grado Equazioni cubiche venivano risolte consultando direttamente le tavole dei cubi e delle radici cubiche. Equazioni cubiche miste della forma x3+x2 =a venivano risolte utilizzando le tavole di n3+n2 La soluzione di equazioni di 2 e 3 grado raggiunta in Mesopotamia una conquista notevole Nella tavoletta (n.322) (1900-1600 a.C.) della Plimpton Collection alla Columbia University sono scritti le terne pitagoriche p2-q2 , 2pq, p2+q2 Va tenuto presente che le tavolette della Mesopotamia sono simili ai papiri egiziani per il fatto di fornire soltanto casi spacifici, senza alcuna formulazione generale. In Mesopotamia larea del cerchio veniva calcolata moltiplicando per tre il quadrato del raggio : misura questa che presentava una approssimazione inferiore a quella degli egiziani Il teorema di Pitagora non compare nei documenti egiziani ,invece in Mesopotamia il teorema veniva largamente usato Un testo cuneiforme appartenente alla collezione di Yale contiene la figura di un quadrato , della diagonale del quadrato ed il rapporto tra la diagonale ed il lato che risulta una approssimazione della radice quadrata di 2 a meno di un milionesimo !!

I numeri segnati sulla tavoletta sono sessagesimali e rappresentano il calcolo di 2 : 1 + 24/60 + 51/602 + 10/603 = 1 + 0,4 + 0,014166667 + 0,000046296 = 1,41421296 ( 2 = 1,41421356.. ) In unaltra tavoletta proposto il seguente problema : una canna appoggiata ad una parete , se la cima scivola di 3 unit quando lestremit inferiore scivola via di 9 unit , quanto lunga la canna ? La risposta esatta 15 . Testi cuneiformi continueranno ad essere scritti fino agli inizi dellEra cristiana . Laboratorio Algoritmo babilonese per il calcolo della radice quadrata di a Sia a1 una approssimazione per difetto b1=a/a1 per eccesso a2=(a1+b1)/2 per eccesso b2= a/a2 per difetto a3=(a2+b2)/2 ecc. Questo algoritmo iterativo si presta ad unelaborazione al computer Vuoi vedere? Qui trovi il listato del programma in Turbo Pascal e se clicchi su puoi lanciare il programma PROGRAM ALGORITMO; VAR a,a1,a2,b1,e:real; BEGIN CLRSCR; WRITELN(PROGRAMMA PER CALCOLARE LA RADICE DI UN NUMERO); WRITE(INSERISCI IL VALORE DI a ); READLN(a); WRITE(INSERISCI L APPROSSIMAZIONE = ); READLN(e); REPEAT WRITE(INSERISCI APPROSSIMAZIONE PER DIFETTO DELLA RADICE DI a ); READLN(a1); UNTIL (a1*a1<a); REPEAT b1:=a/a1; a2:=(a1+b1)/2; a1:=a2; UNTIL (a1*a1-a<e); WRITE(LA RADICE DI a , APPROSSIMATA A MENO DI ,e:10:8, E , a1:10:8); END. La numerazione presso i Greci e gli Ebrei Pitagora Particolare della Scuola di Atene di Raffaello . Nella lavagna disegnata la lira, simbolo dellarmonia musicale e il tetractys simbolo sacro di Dio e delluniverso Nato a Samo in Grecia nel 572 a.C. pare fosse andato da giovane in Egitto :l avrebbe appreso la prime nozioni matematiche,soprattutto di geometria.

Tornato a Samo, dopo un soggiorno di 20 anni in Egitto, trov che molti avvenimenti politici avevano cambiato laspetto della sua citt: non potendo sopportare il governo del tiranno Policrate, lasci ben presto la Grecia trasferendosi nella Magna Grecia. A Crotone egli raccolse attorno a s un gruppo di allievi: la novit del suo insegnamento fece accorrere alla scuola tutti gli abitanti e lentusiasmo era cos vivo che anche le donne, infrangendo la legge che le escludeva dalle assemblee, andavano ad ascoltarlo. Ma che cosa insegnava Pitagora? Un primo insegnamento dava una preparazione morale e religiosa al cittadino. Comprendeva anche i primi elementi di matematica e musica, ai quali Pitagora dava la pi grande importanza. Dopo questa specie di istruzione primaria, i migliori allievi passavano sotto linsegnamento continuo e diretto del Maestro: essi venivano a far parte di una specie di confraternita : si chiamavano i Pitagorici. Il loro simbolo era quello che si chiama Stella dItalia: una stella a cinque punte. Erano cos strettamente legati che difficile dire quali studi sono da attribuirsi al Maestro e quali agli allievi. Era un grandissimo onore appartenere a quella associazione, in cui i ricchi dovevano dividere i loro beni con i poveri: e non solo i beni materiali, dato che tutti facevano la stessa vita, ma anche la conoscenza . Storia La scoperta delle propriet pitagoriche precede,e di molti secoli Pitagora, anche se soltanto in un caso particolare . Lo attestano documenti recentemente trovati nelle terre dellantica Babilonia. Poche decine di anni fa,durante scavi eseguiti nella zona dellantica Babilonia,furono ritrovate delle tavolette di argilla in cui si trattavano questioni di matematica: uno dei pi antichi documenti che si posseggono : risale al 1800-2000 a.C. Ecco quanto scritto su una di queste tavolette: Un bastone lungo 30 unit appoggiato a un muro:in alto scivola di 6 unit .Di quanto il piede del bastone si allontanato dalla base del muro ? Segue la risoluzione:si dice che si deve fare il quadrato di 30 e da questo sottrarre il quadrato del numero ottenuto togliendo a 30 il numero 6 ,e cio 24 : si ottiene in tal modo il quadrato del numero 18 Bene ,18 il numero cercato ,cio il piede del bastone si allontana di 18 unit dalla base del muro . Numeri Pitagorici Una terna di interi a,b,c formano una terna di numeri pitagorici se : a2 + b2 = c2 Se a,b,c non hanno fattori comuni , la terna detta primitiva. Tutte le terne pitagoriche si ottengono da : a = v2 - u2 T) b = 2uv c = u2 + v2 con u e v interi primi tra loro e non entrambi dispari, v>u Dim: Posto a/c=x e b/c = y segue x2+ y2=1 y2=(1-x)(1+x) y/(1+x)=(1-x)/y posto = t = u/v segue tx - y = -t x + ty = 1 che risolto d 2 2 x = (1-t )/(1+t ) y = 2t/(1+t2)

Sostituendo x,y,t si ottiene : a/c = (v2-u2)/(u2+v2) b/c = 2uv/(u2+v2) da cui a = (v2-u2) r b = 2uv r c = (u2+v2) r con r fattore di proporzionalit quindi per r =1 vale lenunciato T) Dimostrazioni del teorema di Pitagora - Animazioni Pitagora conosceva probabilmente quei casi particolari che erano stati scoperti solo empiricamente dagli Egiziani,dai Babilonesi,dai Cinesi,dagli Indiani. Ma da quelle osservazioni di carattere empirico , non era facile passare ad una generalizzazione della propriet, dimostrare cio che : in ogni triangolo rettangolo il quadrato costruito sullipotenusa equivale alla somma dei quadrati costruiti sui cateti. Secondo alcuni la dimostrazione data da Pitagora sarebbe la seguente: Si disegnino due quadrati uguali:si scompongano uno di questi quadrati in due rettangoli uguali e in due quadrati e laltro in quattro triangoli rettangoli uguali (i cateti di ogni triangolo devono aver la lunghezza delle dimensioni dei rettangoli della figura precedente) e in un quadrato. E chiaro che i quattro triangoli equivalgono ai due rettangoli: basta , per vederlo bene disegnare le diagonali dei rettangoli. Quindi il quadrato A ha la stessa area di B+C. Osserviamo ora che A non altro che il quadrato costruito sullipotenusa di una dei quattro triangolini, mentre B e C sono i quadrati costruiti sui cateti. Animazione Altra dimostrazione del teorema di Pitagora Sia ABC il triangolo rettangolo in A. Costruiamo sullipotenusa il quadrato BCDE,sul cateto AB il quadrato Q1 e sul cateto AC il quadrato Q2. Condotta da A la perpendicolare a BC,si viene a scomporre il quadrato BCDE nei due rettangoli BLME, LCDM , che indicheremo con R1 e R2 Per il 1 Teorema di Euclide R1 equivalente ad Q1 e R2 equivalente a Q2 per cui R1+R2 equivalente a Q1+Q2 ossia il quadrato costruito sullipotenusa equivalente alla somma dei quadrati costruiti sui cateti. Animazione Se non si vuole richiamare il teorema di Euclide si pu utilizzare la dimostrazione in figura Altre costruzioni particolari quando il triangolo rettangolo anche isoscele evidenziata nella figura Animazione In generale vale la costruzione Animazione

Il teorema di Pitagora generalizzato Il teorema del coseno talvolta impropriamente detto teorema di Carnot dal nome dellillustre matematico francese Lazzaro Carnot (1753-1823) presidente della Convenzione ,in un primo tempo nemico e poi generale di Napoleone Bonaparte.

Notiamo che tale teorema era gi conosciuto ,bench sotto altra forma,da Euclide(III sec. a.C.) il quale per giungere alla sua dimostrazione vi dedic quasi al completo uno dei 13 libri dei suoi famosi Elementi. Tale teorema dovrebbe pi propriamente denominarsi Teorema di Pitagora generalizzato : in ogni modo , nella forma trigonometrica, esso era certamente noto prima di Carnot , invero il Viete (15401603) in unopera del 1593,lo mette sotto la forma : 2bc/(b2+ c2 - a2 ) = 1/cos a Teorema del coseno In un triangolo qualsiasi ,il quadrato di un lato uguale alla somma dei quadrati degli altri due , meno il doppio del loro prodotto per il coseno dellangolo compreso: a2 = b2 + c2 - 2 b c cos a Nota : nel caso particolare in cui langolo = 90 la formula si riduce al teorema di Pitagora : a2 = 2 2 b +c Per vedere altre dimostrazioni del teorema di Pitagora clicca su Altre dimostrazioni Euclide(300 a.C) Di Euclide sappiamo ben poco. Gli venne dato lepiteto di stoiceiwthV cio compositore degli Elementi Una delle testimonianze pi importanti su Euclide quella di Proclo,vissuto nel V secolo dopo Cristo . Proclo scrive che Euclide pi giovane dei discepoli di Platone,e pi vecchio di Archimede(che menziona nelle sue opere gli Elementi di Euclide) Da qui Proclo deduce che Euclide visse ai tempi del re Tolomeo I e siccome Platone mor nel 347 a.C. e Archimede visse tra il 287 e il 212 , molto probabile che Euclide scrisse gli Elementi intorno al 300 a.C. Euclide visse ad Alessandria dEgitto ( da non confondere con Euclide di Megara che visse un secolo prima e che era un filosofo) La denominazione Euclide di Alessandria contenuta in un brano di Pappo in cui si dice che Apollonio pass lungo tempo insieme ai discepoli di Euclide ad Alessandria. Sul carattere di Euclide abbiamo un brano tratto dallopera di Pappo nel quale si elogia Euclide per la sua modesta riservatezza , tanto da non dimenticare lopera dei predecessori . Infatti Euclide compose gli Elementi raccogliendo molti teoremi di Eudosso,di Teeteto . Inoltre Euclide era platonico , al punto di porre come scopo finale dei suoi Elementi la costruzione dei poliedri regolari( le figure cosmiche del Timeo) Aneddoti Alcuni aneddoti , riferiti da Proco , ci danno la possibilit di comprendere il carattere di Euclide. Nel primo , ci detto che il re Tolomeo chiese a Euclide se non ci fosse un mezzo pi breve degli Elementi per imparare la geometria, e che Euclide gli rispose che non esistono vie regie in geometria.Nel secondo aneddoto si narra che un discepolo , dopo aver imparato alcuni dei primi teoremi , chiese ad Euclide: Maestro, quale utile ricaver imparando queste cose ? Ed Euclide chiam un servo e gli diede ordine di dare qualche moneta al malcapitato, visto che voleva trarre guadagno da ci che studiava , e di mandarlo via. Dal primo aneddoto si deduce lestremo rigore di Euclide , tanto da non fare concessioni didattiche , neanche al re. Il secondo aneddoto allude al carattere strettamente teorico degli Elementi Per esempio , Euclide

dimostra la proporzionalit tra i cerchi e i quadrati dei diametri , ma non accenna ad una determinazione del relativo rapporto costante , che legato al famoso p Valori approssimati di detto rapporto verranno forniti pi tardi da Archimede, il massimo ingegnere dellantichit, che non disdegna le applicazioni pratiche . Gli Elementi di Euclide Gli Elementi di Euclide sono divisi in 13 libri nei quali vengono trattati argomenti elementari di geometria e aritmetica Nei primi 4 libri viene trattata la geometria piana. In particolare nel 1 libro, dopo tre serie di principi (23 definizioni (oroi : termini) , 5 postulati (aithmata) , 5 nozioni comuni (koinai ennoiai)) che costituiscono una specie di introduzione generale a tutta lopera , vengono esposte luguaglianza dei triangoli,la teoria delle rette parallele,la teoria delle equivalenze dei pologoni: proposizioni cardini del 1 libro sono i teoremi sulla somma degli angoli interni di un triangolo pari a due retti ed il teorema di Pitagora sul triangolo rettangolo.(vedi Il teorema di Pitagora : dimostrazione n.3) Nel libro 2 vengono ripresi alcuni procedimenti gi iniziati nel libro precedente: si giunge alla costruzione di un quadrato equivalente ad un poligono Nel 3 libro vengono studiate le propriet del cerchio e nel 4 si operano costruzioni di poligoni regolari. Il 5 libro contiene la teoria delle proporzioni tra grandezze Nel 6 libro la teoria delle proporzioni viene applicata alla geometria per lo studio dei poligoni simili e la generalizzazione della quadratura di un poligono. Nel 7,8,9 libro si tratta della teoria dei numeri interi Nel 10 libro si studiano i numeri irrazionali Gli ultimi 3 libri trattano della geometria solida e dei poliedri regolari. Il 1 libro degli Elementi di Euclide Il 1 libro uno dei pi interessanti perch contiene una catena di proposizioni , legate luna allaltra in ferrea concatenazione ,ma anche perch contiene i principi sui quali tutta lopera basata. I principi si dividono in 23 definizioni (oroi = termini ) ,5 postulati (aithmata = richieste ) , 5 nozioni comuni (koinai ennoiai ) Nella sistematizzazione moderna si parte da concetti primitivi , dei quali non viene data definizione , es. punto , retta , piano. Di questi concetti vengono poi date delle definizioni implicite mediante proposizioni , i postulati , che li collegano . Invece Euclide si comporta e definisce anche il punto e la retta,li descrive perch possano essere riconosciuti. Per esempio nella 4 definizione chiama linea retta quella che uniforme su di s con i suoi punti giace (Linea retta quella che giace ugualmente rispetto ai punti su essa) Definizione oscura, forse Euclide vuole dire che sulla retta non vi sono punti privilegiati, cos come sul piano non vi sono rette privilegiate. per torrnare agli Elementi Definizioni ( oroi) 1) Shmeion esti, ou meroV ouqen. Punto , di cui parte nessuna (Punto ci che non ha parti ) Aristotele diceva Lindivisibile nella quantit si chiama unit se indivisibile e non ha posto ,

ma se indivisibile e ha posto si chiama punto . Platone nel Sofista dice : Il veramente uno bisogna dirlo senza parti Euclide con questa sua prima definizione riprende il pensiero pitagorico Scolio in Euclide Elem.I def.1 , Heiberg V oi de Pitagoreioi to shmeion orizontai monada qesin ecousan.oi gar ariqmoi kai jantasiaV kaqareusin.to de shmeion en jantasiai proteinetai. I pitagorici definiscono il punto come unit avente posizione ;poich i numeri sono esenti da figura e rappresentazione , mentre il punto esteso. 2)Grammh de mhkoV aplateV Linea poi lunghezza senza larghezza (Linea lunghezza senza larghezza) Scolio in Euclide Elem.I def. 2,Heiberg V oi de Piqagoreioi to men shmeion analogon elambanon monadi, duadi de thn grammhn kai triadi to epipedon , tetradi de to swma. kaitoi AristotelhV triadikwV proselhluqenai qhsi to swma wV diasthma prwton lambanwn thn grammen. I pitagorici ponevano il punto come corrispondente allunit, il due alla linea , il tre alla superficie , il quattro al solido. Invece Aristotele dice che il corpo si ottiene con il prodotto triplo, in quanto assume come unit estensiva la linea. 3) GrammhV de perata shmeia Di una linea poi estremit (sono i ) punti ( Estremi di una linea sono punti)Euclide considera la linea come terminata, quello che i matematici chiamano segmento Il punto viene di nuovo definito come estremo di una linea 4) Euqeia grammh estin, htiV ex isou toiV ef eauthV shmeioiV keitai Retta linea ,quella che in modo uniforme su di s con i suoi punti giace (Linea retta quella che giace ugualmente rispetto ai punti su essa) Definizione oscura, forse Euclide vuole dire che sulla retta non vi sono punti privilegiati, cos come sul piano non vi sono rette privilegiate. 5)Epijaneia de estin ,o mhkoV kai platoV monon ecei Superficie poi ci che lunghezza e larghezza solo ha (Superficie ci che ha soltanto lunghezza e larghezza) 6)EpijaneiaV de perata grammai Di una superficie poi estremit le linee(Estremi di una superficie sono linee ) 7)EpipedoV epijaneia estin,htiV ex isou taiV ej eauthV euqeiaiV keitai Piana superficie quella che in modo uniforme su di s con le rette giace (Superficie piana quella che giace ugualmente rispetto alle rette su essa) 8)EpipedoV de gwnia estin h en epipedw duo grammwn aptomenwn allhlwn kai mh ep euqeiaV keimenwn proV allhlaV twn grammwn klisiV Angolo piano linclinazione reciproca di due linee su un piano,le quali si incontrino fra loro e non giacciono in linea retta Si parla di angolo curvilineo ,perch delimitato da due linee (non necessariamente rette) inoltre Euclide esclude langolo piatto 9)Otan de periecousai thn gwnian grammai euqeiai wsin , euqugrannoV kaleitai h gwnia. Quando le linee che comprendono langolo sono rette,langolo si chiama rettilineo. 10)Otan de euqeia ep euqeian staqeisa taV efexhV gwniaV isaV allhlaiV poih,orqh ekatera twn

iswn gwniwn esti,kai h efesthkuia euqeia kaqetoV kaleitai,ef hn efesthken Quando una retta innalzata su una (altra) retta forma gli angoli adiacenti uguali tra loro,ciascuno dei due angoli uguali retto,e la retta innalzata si chiama perpendicolare a quella su cui innalzata . Laggettivo kaqetoV di una retta, perpendicolare ,significa letteralmente lasciata, fatta cadere, lidea del filo a piombo. 11)Ambleia gwnia estin h meizwn orqhV Angolo ottuso quello maggiore di un retto 12)Oxeia de h ellasswn orthV Angolo acuto quello minore di un retto 13)OroV estin ,o tinoV esti peraV Termine ci che estremo di qualche cosa 14)Schma esti to upo tinoV h tinwn orwn periecomenon. Figura ci che compreso da uno o pi termini 15)KukloV esti schma epipedon upo miaV grammhV periecomenon (h kaleitai perifereia ) ,proV hn af enoV shmeiou twn entoV tou schmatoV keimenwn pasai ai prospitousai euqeiai (proV thn tou kuklou perifereian ) isai allhlaiV eisin Cerchio una figura piana compresa da ununica linea (che si chiama circonferenza),tale che tutte le rette ,le quali cadono sulla linea (cio sulla circonferenza del cerchio) a partire da un punto fra quelli che giacciono internamente alla figura , sono uguali tra loro. 16)Kentron de tou kuklou to shmeion kaleitai Quel punto si chiama centro del cerchio. 17)DiametroV de tou kuklou estin euqeia tiV dia tou kentrou hgmenh kai peratoumenh ej ekatera ta merh upo thV tou kuklou perijereiaV ,htiV kai dica temnei ton kuklon Diametro del cerchio una retta condotta per il centro e terminata da ambedue le parti dalla circonferenza del cerchio,la quale retta taglia anche il cerchio per met. 18)Hmikuklion de esti to periecomenon schma upo te thV diametrou kai thV apolambanomenhV up authV perifereiaV ,kentron de tou hmikukliou to auto,o kai tou kuklou estin Semicerchio la figura compresa dal diametro e dalla circonferenza da esso tagliata e centro del semicerchio quello stesso che anche centro del cerchio 19)Schmata euqugramma esti ta upo euqeiwn periecomena ,tripleura men ta upo triwn ,tetrapleura de ta upo tessapwn,polupleura de ta upo pleionwn h tessapwn euqeiwn pereicomena. Figure rettilinee sono quelle comprese da rette ,vale a dire ,figure trilatere quelle comprese da tra tre rette , quadrilatere quelle comprese da quattro e multilatere quelle comprese da pi di quattro rette Con tetrapleuron Euclide indica il quadrilatero mentre con tetragwnon indica il solo quadrato. 20)Twn de tripleupwn schmatwn isopleuron men trigwnon esti to taV treiV isaV econ pleuraV,isoskeleV de to taV duo monaV econ pleuraV,skalenon de to taV treiV anisouV econ pleuraV Delle figure trilatere triangolo equilatero quello che ha i tre lati uguali , isoscele quello che ha soltanto due lati uguali , e scaleno quello che ha i tre lati disuguali. 21)Eti de twn tripleurwn scematwn orqogwnion men trigwnon esti to econ orthn gwnian ,amblugwnion de to econ ambleian gwnian,oxugwnion de to taV treiV oxeiaV econ gwniaV. Infine,delle figure trilatere , triangolo rettangolo quello che ha un angolo retto , ottusangolo quello che ha un angolo ottuso , ed acutangolo quello che ha i tre angoli acuti. 22)Twn de tetrapleurwn schmatwn tetragwnon men estin ,o isopleuron te esti kai orqogwnion,eteromhkeV de, o orqogwnion men ,ouk isopleuron de, romboV de, o isopleuron men, ouk orqogwnion de, romboeideV de to taV apenantion pleuraV te kai gwniaV isaV allhlaia econ, o oute

isopleuron estin oute ortogwnion : ta de para tuata tetrapleusa trapezia kaleisqw. Delle figure quadrilatere , quadrato quella che insieme quilatera ed ha gli angoli retti ,rettangolo quella che ha gli angoli retti , ma non equilatera , rombo quella che equilatera , ma non ha gli angoli retti , romboide quella che ha i lati e gli angoli opposti uguali tra loro ,ma non equilatera n ha gli angoli retti . E le figure quadrilatere oltre a queste si chiamano trapezi. 23)Parallhloi eisin euqai , aitiveV en tw autw epipedw ousai kai ekballomenai eiV apeiron ej ekatera epi mhdetera sunpiptousin allhlaiV Parallele sono quelle rette che,essendo nello stesso piano e vnendo prolungate illimitatamente dalluna e dallaltra parte , non si incontrano fra loro da nessuna delle due parti. La linea retta non viene concepita da Euclide come attualmente infinita , ma come infinita potenzialmente : cio nel senso che qualunque retta limitata (segmento) pu essere ancora prolungato . In questo senso va intesa anche la definizione di rette parallele : rette che comunque prolungate , non si incontrano. Proclo in Euclide I ( en toiV orqogwnioiV trogwnoiV to apo thV thn orqhn gwnian upoteinoushV pleuraV tetragwnon ison esti toiV apo twn thn orqhn gwnian pereicouswn pleurwn tetragwnoiV) twn men istorein ta arcaia boulomenwn akouontaV to wewrhma touto eiV Puwagoran anapempontwn estin eurein kai bouqutein legontwn auton epi thi euresei (Nei triangoli rettangoli il quadrato costruito sul lato che sottende langolo retto uguale ai quadrati costruiti sui lati che comprendono langolo retto). Se consultiamo i ricercatori di cose antiche troviamo che essi fanno risalire questo teorema a PitagoraHotwordStyle=BookDefault; e affermano che egli anche sacrific un bue per questa scoperta. Scolio in Euclide I oi arcaioi to qewrhma touto eiV Putagoran anapempousi , kai qaumasth esti h qewria tou qewrhmatoV toutou. Gli antichi fanno risalire questo teorema a Pitagora ; la verit che esso dimostra mirabile. Scolio 152 .Heib. V epi thi euresei toutou tou qewrhnatoV bouquthsai legetai o PuqagoraV wV qhsi ProkloV exhgoumevoV auto Per la scoperta di questo teorema si racconta che Pitagora abbia sacrificato un bue come riferisce Proclo nel suo commento. per tornare al 1 libro Postulati 1) Hithsqw apo pantoV shmeiou epi shmeion euqeian grammhn agagein Risulti postulato :che si possa condurre una linea retta da un qualsiasi punto ad ogni altro punto. 2)Kai peperasmenhn euqeian kata to suneceV epo euqeiaV ekbalein E che una retta terminata (=finita) si possa prolungare continuamente in linea retta . 3)Kai panti kentrw kai diasthmati kuklon grajesqai E che si possa descrivere un cerchio con qualsiasi centro ed ogni distanza ( = raggio) 4)Kai pasaV taV orqaV gwniaV isaV allhlaiV einai E che tutti gli angoli retti siano uguali tra loro . 5)Kai ean eiV duo euqeia empiptousa taV entoV kai epi ta auta merh gwniaV duo orqwn elassonaV poih ekballomenaV taV duo euqeiaV epo apeiron sumpiptein eji a merh eisin ai twn duo orqwn elassoneV E che , se una retta venendo a cadere su due rette forma gli angoli interni e dalla stessa parte

minori d due retti (= tali che la loro somma sia minore di due retti ) , le due rette prolungate illimitatamente verranno ad incontrarsi da quella parte in cui sono gli angoli minori di due retti (= la cui somma minore di due retti) Nota Per i matematici moderni i postulati sono proposizioni primitive che si riferiscono ad enti che vengono implicitamente definiti: per esempio noi non definiamo il punto e la retta ma enunciamo il 1 postulato : per due punti passa una e una sola retta : ora dobbiamo attribuire a punto e retta un significato che soddisfi quel postulato ,ci apre la strada alla Geometria astratta , in cui gli enti geometrici sono enti qualsiasi purch soddisfacenti i postulati . Per Euclide invece gli enti geometrici vengono prima definiti negli oroi Nel 1 postulato si parla di linea retta ( ma si intende segmento di retta) Per Euclide la retta limitata (ossia un segmento) come ci avverte anche la 3 definizione : estremi della linea sono i punti, ma pu essere prolungata quanto si vuole ,come richiesto nel 2 postulato La retta per Euclide potenzialmente infinita Il 3 postulato dice che con un qualunque centro e raggio si pu costruire un cerchio. I primi 3 postulati hanno un carattere costruttivo. Il 4 postulato stabilisce luguaglianza degli angoli retti , anche se non adiacenti come nella definizione n.10 Il 5 postulato il famoso postulato delle rette parallele Con i primi 4 postulati Euclide dimostra 28 proposizioni (le ultime due sono: se due rette tagliate da una trasversale formano angoli alterni interni uguali (n.27) o coniugati interni supplementari (n.28) le rette sono parallele . Per dimostrare il teorema inverso (n.29)(se due rette sono parallele esse formano con una trasversale angoli coniugati intern supplementari) deve ricorrere al 5 postulato ( che della proposizione n.29 la contronominale, la negazione della tesi implica la negazione dellipotesi ) e poi continua con tutte le pi importanti proposizioni che da questa discendono (es. n.32 : la somma degli angoli interni di un triangolo uguale a due retti) Quindi Euclide non potendo dimostrare la proposizione n.29 con i primi 4 postulati non la pone come postulato , ma sceglie come 5 postulato la proposizione contronominale della n.29 e da l prosegue con la teoria delle rette parallele Il fatto che Euclide non sia riuscito a dimostrare il 5 postulato ha portato molti matematici del passato a cercarne la dimostrazione ,infruttuosamente. Solo nel 19 secolo si arrivati a dimostrarne lindimostrabilit Per essere dimostrabile il 5 postulato dovrebbe dipendere dagli altri 4 e dalle 28 proposizioni precedentemente dimostrate.Ci comporterebbe che i 4 postulati , le 28 proposizioni e la negazione del 5 postulato dovrebbero portare ad una contraddizione , ma ci non si verificato!! Per cui i 4 postulari , le 28 proposizioni e la negazione del 5 postulato formano le cosiddette geometrie non euclidee per tornare al 1 libro Nozioni comuni 1)Ta tw autw isa kai allhloiV estin isa Cose che sono uguali ad una stessa sono uguali anche tra loro 2)Kai ean isoiV isa prosteqh ta ola estin isa E se cose uguali sono addizionate a cose uguali , le totalit sono uguali. 3)Kai ean apo iswn isa ajaireqh ta kataleipomena estin isa

E se da cose uguali sono sottratte cose uguali , i resti sono uguali. 7)Kai ta ejarmozonta epo allhla isa allhloiV estin E cose che coincidono fra loro sono fra loro uguali 8)Kai to olon tou merouV meizon (estin) 8) Ed il tutto maggiore della parte ((4))Kai ean anisoiV isa prosteqh ta ola estin anisa E se cose uguali sono addizionate a cose disuguali , le totalit sono disuguali ((5))Kai ta tou autou diplasia isa allhloiV estin E doppi di una stessa cosa sono uguali fra loro ((6))Kai ta tou autou hmish isa allhloiV estin E met di una stessa cosa sono uguali fra loro. per tornare al 1 libro Dal 10 libro degli Elementi Una probabile dimostrazione pitagorica dellirrazionalit della radice di 2 Euclide Elementi X Appendice 27 , vol III p.408 Heiberg (Nella sua edizione degli Elementi euclidei Heiberg ha collocato questa dimostrazione in appendice come aggiunta spuria , accettando lipotesi che si tratti come di una dimostrazione nata in ambiente pitagorico. Heiberg la considera uninterpolazione , insieme con tutta lestrema parte del libro X . Alcuni studiosi avanzano invece lipotesi che non si tratti di uninterpolazione , ma proprio di uno spostamento ,che Heiberg esclude, Euclide avrebbe avvertito , alla fine del X libro , lopportunit di dimostrare con un esempio lesistenza di quelle grandezze incommensurabili da lui definite al principio del X libro , e sarebbe ricorso allesempio classico della diagonale e lato del quadrato .) Prokeisqw hmiv deixai , oti epi twn tetragwnwn schmatwn asummetroV estin h diametroV thi pleuai mhkei. estw tetragwnon to ABGD , diametroV de autou h AG legw ,oti h GA asummetroV esti thi AB mhkei . ei gar dunaton ,estw summetroV: legw oti sumbhsetai ton auton ariqmon artion einai kai perisson. .. Sia da dimostrare che nelle figure quadrate il diametro incommensurabile col lato in lunghezza. Sia ABCD un quadrato e AC il suo diametro ; dico che AC incommensurabile in lunghezza con AB . Supponiamo che sia commensurabile : dico che ne conseguir che lo stesso numero sia insieme pari e dispari. ..

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