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Cera una volta la trigoniometria

La storia della trigonometria si perde nella notte dei tempi, come qualsiasi scienza, interessare osservare per come questa branca della matematica sia strettamente legata allo sviluppo di tutte le altre specialit scientifiche. Gli Egizi misuravano l'inclinazione di un piano rispetto a un altro, specialmente linclinazione delle facce di una piramide, rispetto alla base, con un rapporto tra segmenti che oggi potremmo paragonare alla odierna cotangente. L'uso delle funzioni trigonometriche nasce per principalmente in astronomia, probabilmente in Mesopotamia. Da ci si pu capire perch nasce prima la trigonometria sferica e dopo quella piana. Qui entrano in scena i Greci.

Studi di trigonometria sferica applicata allastronomia


L'astronomia presso i greci assume dignit di scienza ed molto legata alla matematica, al punto di essere considerata parte integrante di essa. La prima opera sistematica sulle funzioni trigonometriche di cui si ha notizia correlata alle corde del cerchio ed dovuta all'astronomo greco Ipparco di Nicea, vissuto nel II secolo a.C. L'opera trigonometrica pi influente e significativa dell'antichit LAlmagesto (o Sintassi matematica) del famoso astronomo alessandrino Claudio Tolomeo (circa II secolo d.C.), che riporta delle tavole sulle corde molto accurate. Seguendo la tradizione dei Babilonesi, probabilmente seguita anche da Ipparco, Tolomeo divide il cerchio in 360 parti uguali e il diametro in 120 parti. Egli, come i suoi predecessori, usa per il calcolo delle corde una variante della relazione fondamentale che ora indichiamo con: sin2x +cos2x =1 (per ovvia derivazione del teorema di Pitagora). Nei calcoli delle corde di Tolomeo ha un ruolo centrale una propriet dei quadrilateri detta oggi teorema di Tolomeo (la somma dei prodotti dei lati opposti di un quadrilatero inscrivibile in un cerchio uguale al prodotto delle diagonali). Da essa si possono oggi ricavare le 4 formule per calcolare seno e coseno della somma e della differenza di due angoli, oggi dette formule di Tolomeo. Egli conosceva anche la propriet che attualmente si esprime con le uguaglianze: a/sin A = b/sin B = c/sin C (dove: a, b, c sono i lati di un triangolo opposti agli angoli A, B, C). Tolomeo inscrive nel cerchio poligoni di 3, 4, 5, 6 e 10 lati e ci gli permette di calcolare le corde sottese da angoli di 120, 90, 72, 60 e 36. Poi utilizza nelle sue tavole le formule per la corda della somma e della differenza di due angoli (paragonabili a quelle attuali per il seno della somma e della differenza) e applica un metodo per trovare la corda sottesa dalla met dell'angolo di

una corda data. In questo modo, con un'interpolazione, riesce a calcolare corde con un buon grado di approssimazione.

Ipparco di Nicea
Dobbiamo al mondo indiano ed ind la prima apparizione dell'attuale seno di un angolo, grazie allopera del matematico indiano Aryabhata (circa nel 500), che tabula i valori di mezze corde indicandoli con il simbolo jiva. Le stesse tabelle appaiono nell'opera del matematico indiano Brahmagupta (nel 628), mentre il matematico indiano Bhaskara nel 1150 descrive in un suo testo un metodo dettagliato per il calcolo di tabelle di seni per ogni angolo.

Eulero
Il nostro viaggio a ritroso nel tempo continua nel mondo arabo. Qui, dopo un primo periodo in cui proseguono l'uso delle corde fatto da Tolomeo, viene adottato l'uso indiano di lavorare con la funzione seno. Nel 980 con Abu'l-Wafa la trigonometria riassume una forma pi sistematica, in cui vengono dimostrati risultati come le formule di bisezione e di duplicazione (per le funzioni trigonometriche). Il termine ind jya (per l'attuale seno) viene trasformato in arabo, per assonanza, in jiba, parola senza significato. In seguito, per, gli Arabi adottano il termine jaib, che significava "piega". Quando gli autori europei traducono le opere matematiche in latino, questa parola diventa sinus, che significava appunto anche "piega". A volte si usava il termine sinus rectus arcus. Per inciso, bisogna dire che le funzioni tangente e cotangente (delle quali sembra arduo attribuire una

paternit precisa) si sono sviluppate nei contesti in cui era utile calcolare la lunghezza di un'ombra proiettata da un oggetto (per esempio nelle meridiane e per calcolare l'altezza di un edificio; pensiamo ad esempio che Talete, nel VII-VI secolo a.C. misura l'altezza delle piramidi proprio paragonando la loro ombra con quella proiettata da un bastone piantato per terra). Le pi antiche tavole di ombre di cui si ha notizia sono quelle prodotte dagli Arabi nel 860 circa. In latino, per indicare tali valori si usano poi i termini umbra recta e umbra versa. L'astronomo tedesco Johannes Mller (1436-1476), pubblica nel 1533 l'opera De triangulis omnimodis, che consiste in un'esposizione sistematica dei metodi per risolvere problemi relativi a triangoli, contiene risultati di trigonometria piana e sferica e che segna la rinascita della trigonometria. In particolare tratta il seno e la sua funzione inversa. Essa pare abbia influenzato, attraverso i contatti con il matematico prussiano Georg Joachim Rheticus, l'astronomo polacco Niccol Copernico (1473-1543) che nel suo famoso trattato De revolutionibus orbium coelestium (1543) riporta ampie parti di trigonometria. Da questo momento la trigonometria si sviluppa prevalentemente in Europa, con un costante sviluppo, fino al secolo XVIII. Dopo il seno, la funzione trigonometrica pi usata in tutto questo periodo il seno verso, che ora non si usa pi, definibile in notazioni attuali come segue: versin(x)=1-cos x. Essa corrisponde al seno ruotato di 90 gradi. Per indicare il coseno di un angolo, il matematico francese Franois Vite (1540-1603) usa il termine sinus residuae (ricordiamo che la lingua di comunicazione scientifica ufficiale, almeno fino al XVIII secolo, era il latino), mentre l'inglese Edmund Gunter suggerir nel 1620 il termine cosinus. Quanto alla notazione per il seno di un angolo, Gunter, nel 1624, il primo ad usare l'abbreviazione sin in un disegno, mentre nel 1634 il matematico francese Pierre Hrigone la usa in un libro. Il termine tangente viene usato per primo dal matematico danese Thomas Fincke nel 1583 e cotangente da Gunter nel 1620. Fincke il primo a pubblicare la formula della legge delle tangenti. Vite pu essere considerato il padre di quel metodo analitico per trattare la trigonometria che viene anche detto goniometria. Egli deriva, con un metodo diverso da quello consistente nell'applicare ricorrentemente le formule di Tolomeo, le formule per determinare sin(x) e cos(x). Inoltre applica la trigonometria a problemi aritmetici ed algebrici, tra cui quello della trisezione dell'angolo. Ricava anche alcune delle formule dette oggi di prostaferesi (formule che trasformano il prodotto di due funzioni trigonometriche in una somma) o di Werner (dal nome di Johann Werner, 1468-1522, matematico tedesco); pare che tali formule fossero gi note parzialmente agli Arabi, ma l'uso generale di esse prevale solo verso la fine del XVI secolo. Alla fine del XVI secolo e all'inizio del XVII secolo si ha un grosso entusiasmo per la trigonometria, con la conseguente produzione di manuali e compendi. Il termine trigonometria appare per la prima volta nel titolo del libro Trigonometria di Bartholomaeus Pitiscus (1561-1613) nel 1595. Proprio in quegli anni si inventano i logaritmi; uno dei principali artefici della nascita dei logaritmi lo scozzese John Napier (15501617), affascinato pare proprio dal metodo di prostaferesi. Nel XVIII secolo si cominciano a studiare le funzioni trigonometriche di variabile complessa. I matematici svizzeri Johann Bernoulli (1667-1748) e Jakob Bernoulli (1654-1705) riscoprono le serie per sin(nx) e cos(nx) gi note a Vite e le estendono (senza pensarci troppo su) anche a valori razionali di n. Nel 1702 Johann Bernoulli trova la relazione tra l'arcotangente e il logaritmo in campo complesso. Nello stesso periodo il francese Abraham De Moivre stabilisce la formula che oggi porta il suo nome: (cos(x)+i sin(x))n = cos(nx)+i sin(nx) e che lega la trigonometria all'analisi. Il matematico svizzero Leonhard Euler (1707-1783), ideatore del principio di Minima azione, dimostra la formula: exp(i x) = cos(x) + i sin(x), equivalente a quella forse gi nota al matematico inglese Roger Cotes (1682-1716), nella versione: i x = log(cos x + i sin x) e grazie a tale relazione Euler chiarisce varie propriet dei logaritmi in campo complesso. Le funzioni trigonometriche iperboliche vengono infine introdotte grazie al matematico italiano Vincenzo Riccati (1707-1775) e

successivamente del tedesco Johann Heinrich Lambert (1728-1777). Bisogna infine dire che il termine radiante appare per la prima volta stampato nel 1873, da parte di James Thomson, fratello di Lord Kelvin. Altri matematici del periodo avevano proposto altri termini. Per quel che riguarda, per, la storia del concetto di misura in radianti di un angolo, qualunque nome avesse prima, non molto chiara. L'uso di misurare gli angoli in gradi perdura per un certo tempo tra i matematici della prima met dell'Ottocento, accanto a quello di misurarli in radianti: un po' come era accaduto per la notazione numerica romana accanto a quella indo-araba.

Una professoressa di fisica

Bibliografia: Carl B. Boyer, Storia della matematica www.wikipedia.it