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Pagani e Cristiani

Il documento analizza il dibattito culturale tra paganesimo e cristianesimo, evidenziando le prime menzioni di Cristo da autori pagani come Tacito e Svetonio, che lo descrivono con termini scettici. Si discute la confusione tra cristiani e comunità giudaiche e come il cristianesimo fosse percepito come una superstizione dai pagani. Infine, si citano filosofi del II secolo che criticano la fede cristiana, in particolare la credenza nella resurrezione.

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Il documento analizza il dibattito culturale tra paganesimo e cristianesimo, evidenziando le prime menzioni di Cristo da autori pagani come Tacito e Svetonio, che lo descrivono con termini scettici. Si discute la confusione tra cristiani e comunità giudaiche e come il cristianesimo fosse percepito come una superstizione dai pagani. Infine, si citano filosofi del II secolo che criticano la fede cristiana, in particolare la credenza nella resurrezione.

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Cae 3. Il dibattito culturale tra paganesimo e cristianesimo Le prime menzion di Cristo da parte pagana 11 primo accenno sicuro a Gesi(Gristd)in am? | Gio a + en eiue Negli stessi anni Tacito attendeva alla composizione degli Annales. Secondo Svetonio, limpe- be se, nate Claudio, impulsore Chresto assidue tuneultuantes Roma exxplit, «espulse <@ da Romai Giuderchesi agitavano senza posa per istigazione di‘Cresto» (Vita di Claudio 2¢ nar uso Per quanto riguarda la prima affermazione, se con lespressione impulsore Chresto Svetonio Stone | Golecanan pee AbsS ripdrarde Ov FORE Aceew ACRE IS He 10, ve aes (oS Pp. 200 LP PERC PLT AY PIO Serano alcuni di tendenza giudaizzante Lo scetticismo dei pagani = Lunanimita dei tre scrittori sopra citati nellin- Odo: x 2 \ bito pagano, si trova nella lettera scritta da Plinio il Giovane lallimperatore Traiano verso il 112-113.(vd. pp. 97 : in essa il cristianesimo é definito superstitionem pravam, im- : modicam (epistola X 96, 8) con I'atteggiamento razionalistico tipico di un intellettuale scet- tico, che affronta la questione dei cristiani come uno dei molti problemi amuministrativi e bu- rocratici. Sono da ritenere praticamente coevi il brano di Tacito degli Annales sullincendio di Roma attribuito da Nerone ai cristiani (¥d. pp. 94-96) e la Caesarum: il De vita Caesarum eta gi composto, almeno in parte, nel 122 4.C., allincirca 3); il medesimo autore, nel dare notizia della persecuzione dei cristiani nella Vita. di Nerone (16, 8), liddefinisce genus hominum superstitionis nouae et maleficae, ' intende riferirsi a Gest Cristo, ha male interpretato una notizia Cifca le agitazioni avvenute. E in realta probabile che, nel momento della pi r | sequaci di Cristo fosseo confus con i lle comunit’ giudaiche, il cui integralismo e " particolarismo dovevano spesso degenerare in sospetti e risse. Del resto, come osserva Moreschini (Cristianesimo ¢ impero, cit., pp. 2-3), difficimente un pagano poteva capire chi fosse Cristo, non conoscendone a fondo la predicazione, avvenuta in regioni periferiche del- 2 Timpero. Questa confusione aveva cause svariate: le prime comunita cristiane dovevano esse- } “Fe costituite in gran parte da giudei convertt il crstianesimo, sia nelle forme del culto sia nei | principi etici, non doveva differire molto dal giudaismo e, infine, tra gli Apostoli stessi ve ne dicare il cristianesimo come superstitio (con V'aggiunta da parte di ciascuno di aggettivi nega : tivi) non deve stupire troppo, in quanto non fa che tradurre in un termine di uso comune la critica ‘illuministica’ che le persone colte, largamente imbevute di razionalismo scettico, da tempo, ano, rivolgendo sia alla religione tradizionale sia agli altri culti che circolavano Roma, Iniomo al 180 il filosofo-pagano(Celsd, in uno scritto in greco dal titolo Discorso vero (a noi noto attraverso la confutazion® ie ne fece V'alessandrino Origene), sostenne razionali- sticamente che Cristo ito un uomo e che la sua capacita in qualche pratica di ma- bastava a spiegarne Ja fortuna come profeta, alla quale avevano contribuito soprattattoy e Scepoli con la loro fede ingenua ¢ il ora des proselitismo, Anche gli aceenni che si ritrovano in altri scrittori del II secolo ¢.C., come Luciano, Timperatore Marco Aurelio “ oil neoplatonico Porfirio, insistono sulla credulita cei seguaci di Cristo, con particolar ri: ferimento alla fede nella resurrezione, che gia aveva stupito.i filosofi stoici ed epicurei i quali avevano ascoltato il discorso del'apostolo Paolo all’Aredpago (Atti degli Apostoli 17, 16-34; vd. Testo Modelto, modulo 4). Scansionato con CamScanner

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