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LE POPOLAZIONI BARBARICHE

(VEDI APPUNTI)

LE ORIGINI DEL CRISTIANESIMO

Una delle eredità della storia medievale è l’eredità delle radici cristiani. Spesso come collante fondamentale di ogni civiltà affermatasi nei
secoli successivi.

Il cristianesimo, uno degli elementi cardine della cultura medievale, ha costituito nei secoli, in molti casi, un collante per diverse civiltà.
Oggi parte della nostra cultura deve molto ad esso e a ciò che questo credo è stato durante l’epoca del medioevo. Benedetto croce diceva
‘’noi non possiamo non dirci cristiani’’ e questo è utile per capire quanto è forte la nostra eredità cristiana, dagli orientamenti sociali ai
principi legislativi, al modo di organizzare la nostra vita quotidiana in generale.

Il messaggio cristiano

Le origini del cristianesimo si ebbero in epoca di poco precedente all’epoca medievale in senso stretto. La parola cristianesimo viene da
‘’cristo’’ che portò alla diffusione di un messaggio che capovolse il senso della storia ,prima in Palestina poi in parte tra Giudea e Galilea: la
venuta del regno di Dio e la preannunciazione della rinascita morale dell’esse umano. Per la prima volta il cristianesimo presentò un
messaggio che non guardava ad appartenenze di ceto, etnia, nazionalità, provenienza geografica.

‘’Ama il prossimo tuo come te stesso’’, sulla base di questo principio si ebbero conseguenze come una sensibilizzazione per il prossimo, atti
di carità, in nome di una fratellanza universale una nuova attenzione verso le fasce più deboli della società dell’epoca. All’epoca era diffusa
in particolar modo la lebbra, la compagine più estrema e terribile di ogni malattia, significava esclusione da ogni forma di contesto sociale.
Chiunque fosse afflitto da questa malattia doveva indossare un campanello con il quale indicare al resto della comunità il loro
avvicinamento.

Contro il potere costituito

Nello stesso 33 d.c. appena 50 giorni dopo al resurrezione si ebbe la cosiddetta pentecoste che vista da un prospettiva anche laica segnava
la fondazione della prima comunità cristiana. Le pentecoste, con la discesa delle fiamme ardenti, segnava la nascita di una forma
associativa che con la morte di Cristo aveva come obbiettivo il diffondere il suo insegnamento. Nel periodo successivo la pentecoste, quel
messaggio andò a diffondersi a macchia d’olio e si verificarono i primi casi di ‘’martiri’’. Si pensi alla figura di Stefano, Giacomo Maggiore,e
Giacomo (cugino di cristo) nel 62 DC. Prenderanno su di se questa eredità e, incuranti della loro morte perché fedeli al concetto di ‘’vita
eterna’’, sfideranno tutte quelle frange della casta sacerdotale ebraica che interpretava alla lettera il messaggio dell’antico testamento e
riconosceva come profeta solo Mosè. Chi li descriveva come ‘’farisei ipocriti’’ volti solo alla gestione di potere e racimolare denaro. Il
cristianesimo rappresentava una associazione sovversiva e anarchica verso i titolari del potere. Entrati in conflitto con le autorità
religiose della giudea, i cristiani misero in evidenzia le ipocrisie e l’inutilità di un ceto religioso che lucrava sulla popolazione, la
predicazione di Cristo entrò in frizione con i titolari delle vette religiose dell’epoca, i farisei. Gesù fu pressato, contattato come
bestemmiatore e messo a morte. I cristiani dunque non furono da subito accettati perchè:

 Non volevano prestare giuramento alla divinità dell’imperatore.


 Precetto della non violenza: erano disposti a morire pur di non imbracciare le armi, più volte viste come elementi
irrinunciabili, per la difesa ad esempio del limes.
 La suddivisione dei beni. Molte di queste comunità, creando l’assistenza ai poveri andavano contro il potere perché una volta
assistiti i poveri andavano a denunciare i soprusi, prima queste persone erano abbandonate a se stesse e non avevano nessuna
forma di considerazione. Nella divisione dei beni tutto questo faceva si che i ceti anche più deboli iniziassero a cimentarsi in
queste comunità perché le vedevano come luoghi in grado di riconoscere loro una nuova dignità, mai avuta prima.

La diffusione del credo, la nascita delle comunità

I primi a portare il cristianesimo nel bacino del mediterraneo fino Roma furono gli apostoli Pietro e Paolo tra il 65 e 67 dc. Ebbero il
ruolo di proiettare e il cristianesimo in tutto l’ecumene allora conosciuto.

I due apostoli operarono un prima opera di evangelizzazione, diffusione del messaggio di cristo con metodologie all’epoca rivoluzionarie.
Come la predicazione itinerante (Paolo fece 3 viaggi), l’uso di lettere apostoliche inviate nei vari territori e una grande capacità di
arrivare a tutta una serie di aree che prima era caratterizzata da un credo politeista di matrice greca e romana.

All’epoca la società era attraversata da forti inquietudini, ricordiamo tutti i movimenti indipendentisti che misero in evidenzia l’assenza di
un potere centralizzato che voleva apparire come invincibile. Le invasioni barbariche, i primi cedimenti dell’impero facevano mostravano
l’instabilità di quell’epoca e facevano sorgere molti quesiti, tra questi vi era anche il rapporto con la spiritualità di matrice romana che non
dava più quelle risposte che si cercavano ormai da tempo Vedendo la Grecia e Roma dover affrontare la crisi la gente dell’epoca inizio a
dubitare della potenza dei loro dei, questa riflessione agevolò la diffusione della prima forma di cattolicesimo da ‘’catolicos’’,cioè
universale, aperto a chiunque indipendentemente dalle posizioni sociali, etniche ecc. Predicando una vita eterna di beatitudine il credo
cristiano risultava ‘’invitante’’ per chi all’epoca soffriva a causa di povertà, guerra e malattie (all’epoca molti non erano nemmeno
considerati come esseri umani, come intere categorie quali quella degli schiavi); ma il cristianesimo fece breccia anche in alcuni esponenti
del ceto senatorio romano.

In ogni area del bacino mediterraneo, penetrando entro i confini dell’impero, la predicazione dava i suoi frutti: nascono comunità nelle
quali non vi era alcun timore di morire nel nome di Cristo, comunità con strutture sociali esenti dalle rigide forme gerarchiche dell’impero.

La nascita della chiesa cattolica

‘’Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa’’

Dal II sec dc si diffonde la chiesa cattolica. L’adesione entusiasta al cristianesimo rendeva obbligatorio dare una struttura alla sua chiesa.
Essa fu formata dal II al III secolo iniziava a formarsi era caratterizzata da una rigida gerarchia:

1. Fedeli
2. Diaconi
3. Presbiteri
4. Vescovi
5. Pontefice

Inizialmente queste cariche erano elettive poi saranno affidate a poche famiglie aristocratiche nelle cariche più alte.

Decennio dopo decennio questa struttura si discosterà dalle origini ( dove si predicava una rigida comunione dei beni e si svolgeva il culto
spesso e volentieri solo nelle catacombe) e comincerà a darsi una struttura di tipo diverso ispirandosi all’esempio dell’impero.

Fin da quando le prime comunità cristiane si diffusero esse erano composte da persone che guardavano la stessa comunità della chiesa da
una prospettiva di estremo bisogno, l’immissione dall’adesione degli aristocratici dell’impero romano al credo faceva si che queste persone
automaticamente portassero entro la chiesa stili di vita diversi: la presenza di persone così differenti fra loro aveva come conseguenza
logica lo sviluppo di una chiesa dalla struttura complessa. Unitamente a questo mutamento tra il 64 e il 311 dc la chiesa passava per le
persecuzioni, in particolar modo sotto Nerone, Domiziano, Traiano.

Un altro elemento a favore del cristianesimo fu l’aver capito dal IV secche quetsa nuova religione, prima percepito come nemico, in realtà,
se opportunamente realizzato, poteva diventare il collante in grado di salvare l’impero. Divenne così la prima religione tollerata(processo
che va dal 313 al 378 d.c.).

Nel 313 con l’editto di Costantino venivano sancite per la prima volta le libertà di culto dei cristiani unitamente all’abolizione del culto
pagano di stato. Dall’editto di tolleranza nel 313 ci fu un nuovo rapporto con la chiesa. Nel 378 conosce una sistemazione dal punto di vista
dottrinale (la chiesa con l’arma dei concili assumeva quell’assetto dottrinario che ancor oggi è in vigore). In questo periodo venne stabilito
il dogma trinitario.

Dal concilio di Nicea 325 si stabilirono le condizioni politico istituzionali della chiesa, essa veniva vista come unica depositaria del
messaggio di cristo. Qui viene anche condannata la dottrina dell’arianesimo e nasce il concetto di eresia come devianza dalla norma
vigente.

Nel 378 (380 per altri) con l’editto di Tessalonica il cristianesimo diventa religione di stato.

Nelle sue Confessioni Agostino d’Ippona con la formulazione di dogmi profondamente meditati e sviluppati, come nel ‘’de civitate dei’’ o il
‘’de doctrina cristiana’’ o scritti contro gli eretici, poneva le basi dottrinarie che costituivano l’impalcatura di pensiero della dottrina della
chiesa cristiana.

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